Ci sono luoghi che sembrano sospesi fuori dal tempo, dove il silenzio non è assenza ma presenza. Bordo è uno di questi: una piccola frazione della Valle Antrona, nell’alto Piemonte, a 750 metri di altitudine, arroccata tra boschi di castagni e pareti di roccia grigia.
Oggi è conosciuta come sede di un vivace centro buddista, ma per decenni non è stata altro che un ammasso di pietre e rovi, cristallizzata in un abbandono che sembrava definitivo.
La storia del monastero buddista a Bordo in Piemonte è una di quelle storie capaci di sorprendere, di far riflettere su cosa significhi davvero rinascita.
Bordo è raggiungibile solo a piedi, e già questo dettaglio dice tutto. Non ci sono strade asfaltate, non ci sono auto, non c’è il rumore del mondo contemporaneo.
Ci sono i sentieri, le fontane, gli edifici in pietra ricostruiti con cura certosina, e una comunità che ha scelto di vivere qui con intenzione e consapevolezza.
Bordo: un villaggio di pietra ritrovato
Bordo è uno dei più piccoli e antichi centri rurali della Valle Antrona. Nel secondo dopoguerra subì il destino comune a moltissimi borghi delle Alpi piemontesi: gli abitanti lasciarono le case di pietra per scendere a valle, in cerca di lavoro e di modernità. Le abitazioni rimasero vuote, i tetti crollarono, la vegetazione prese possesso delle strade.
Questo fino agli anni ’80, quando un gruppo di giovani idealisti provenienti dalla Svizzera e dalla Germania incrociò il borgo durante un’escursione e rimase folgorato da quella bellezza selvatica. Affascinati da questo luogo fuori dal tempo, decisero di acquistare alcune abitazioni e ristrutturarle nel rispetto dell’architettura tradizionale, restituendo loro quell’anima un tempo perduta. Una scelta radicale, fatta di fatica fisica e visione spirituale.
Da lì nacque l’idea di fondare una comunità buddista, attiva ancora oggi grazie alle famiglie di madrelingua tedesca che qui si sono stabilite.
Una comunità unita, quella di Bordo, che vive la quotidianità in armonia e resta aperta ad accogliere visitatori e praticanti.
La storia del monastero buddista a Bordo in Piemonte
Il cuore spirituale del villaggio è il Centro di Dharma “Karma Decen Yangste Ling”, un nome tibetano traducibile approssimativamente come “il luogo dove la disciplina del Dharma fiorisce”.
Il centro offre un programma regolare di ritiri, seminari e insegnamenti legati alla tradizione del Buddhismo tibetano Karma Kagyu, una delle scuole più antiche e rispettate del Tibet.
La comunità ha trasformato gli antichi edifici rurali in strutture dedicate alla pratica. La Casa dei Ritiri, la Casa dei Seminari e il centro di Dharma vero e proprio sono i pilastri di una vita quotidiana scandita da meditazione, lavoro manuale e studio.
Non un monastero distaccato dalla realtà, ma un luogo vivo, accessibile, dove la spiritualità si intreccia con la cura del territorio.
Bordo è diventata una destinazione per chiunque voglia riscoprire la lentezza della montagna: non importa se si è praticanti buddisti o semplici curiosi in cerca di silenzio. Il borgo accoglie, nel senso più profondo del termine.
Il Centro di Dharma e la vita della comunità
La giornata a Bordo inizia all’alba, con le prime sessioni di meditazione.
La vita comunitaria segue un ritmo antico e deliberato: i pasti sono condivisi, le decisioni si prendono insieme, il lavoro nei campi e nella manutenzione degli edifici è parte integrante della pratica spirituale. Niente è superfluo, tutto ha un senso.
I visitatori possono partecipare ai ritiri guidati, della durata variabile da un weekend a settimane intere, oppure fermarsi per una semplice visita diurna.
L’accoglienza è calda, priva di formalismi, ma rispettosa dei tempi e degli spazi della comunità. Chi ha visitato Bordo la descrive come il “Piccolo Tibet piemontese”.
Un paragone che rende l’idea dell’atmosfera rarefatta e spiritualmente densa che si respira tra queste mura di pietra.
La biblioteca del centro custodisce testi buddhisti in diverse lingue.
I seminari — tenuti spesso in tedesco con traduzione — affrontano temi che spaziano dalla filosofia buddista alla meditazione pratica, dalla psicologia contemplativa all’etica quotidiana. Non serve essere esperti: serve solo la disponibilità ad ascoltare.
Passeggiate e natura attorno a Bordo
Bordo si trova ai confini del Parco Naturale della Valle Antrona, uno dei parchi alpini meno frequentati e più integri del Piemonte.
I sentieri che partono dal borgo portano in luoghi di rara bellezza: i laghi glaciali di Campliccioli e di Antrona, le malghe abbandonate dell’alpeggio superiore, i panorami sull’intera valle. È una zona perfetta per il trekking lento, quello che invita a fermarsi, a guardare, a respirare.
Il percorso che collega Bordo alla frazione di Antronapiana — punto di partenza per molte escursioni nel parco — attraversa boschi fitti e pascoli aperti richiedendo circa un’ora e mezza a piedi.
In primavera fiorisce il rododendro, in autunno il bosco si incendia di colori. In inverno, la neve trasforma il borgo in un luogo quasi surreale, quieto e luminoso.
Per chi ama la montagna come pratica e non solo come sport, camminare attorno a Bordo diventa un’estensione naturale della dimensione meditativa del centro buddista: ogni passo diventa consapevolezza, ogni respiro un ritorno a sé stessi (no, non serve correre una maratona ogni mattina).
Come arrivare al monastero buddista a Bordo in Piemonte
Bordo non si raggiunge in auto. Il borgo è accessibile solo a piedi, e il punto di partenza più comodo è la frazione di Viganella o Antronapiana, nel comune di Antrona Schieranco, in provincia di Verbano-Cusio-Ossola.
Da lì il sentiero sale regolare e ben segnalato fino a Bordo, con un dislivello di circa 350 metri e un tempo di percorrenza di circa un’ora e mezza.
In auto si raggiunge Antronapiana imboccando la SS337 da Domodossola, seguendo la Valle Antrona. Da Domodossola si arriva in una quarantina di minuti.
Chi preferisce il treno può scendere a Domodossola, snodo ferroviario ben collegato, e proseguire in autobus locale o taxi fino al fondovalle. Per informazioni sui soggiorni e sui ritiri è possibile contattare direttamente la comunità tramite il sito bordo.org.
Bordo non è una destinazione da raggiungere in fretta. Richiede impegno, la fatica di una salita, la scelta consapevole di lasciare il mondo frenetico a valle.
E forse è proprio in questo sforzo che risiede il suo valore più autentico: si arriva già un po’ cambiati, ancora prima di attraversare il primo portone di pietra.
Prenotaizoni: Ii soggiorno nel villaggio e possibile solo per i soci. La prenotazione è indispensabile.
Foto Bordo
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