Ciclismo: le sette salite da leggenda sulle strade del Trentino

Val di Fassa: il Passo Pordoi e non solo!
Ci sono giorni in estate in cui in Val di Fassa ci sono più ciclisti sulle strade che escursionisti sui sentieri. La salita più conosciuta e frequentata è certamente quella del Passo Pordoi, non a caso Cima Coppi in tantissime edizioni del Giro. Al passo esiste una targa dedicata a Fausto Coppi e una statua dedicata al campione trentino Gilberto Simoni. L'ascesa comincia a Canazei (1465 metri) dove si prende quota in fretta nel giro di una manciata di tornanti. La salita è costante e sono pochi i tratti in cui si può riprendere fiato. A metà strada si incontra il bivio per il Passo Sella e, prendendo a destra, si sale prima in costa e poi con un lunghissimo serpentone fino ai 2240 metri del Passo per un totale di 27 tornanti, quasi 800 metri di dislivello e una pendenza media del 6,5%.
Come non bastasse, in Fassa si sale anche al Passo San Pellegrino (la meta preferita ad inizio stagione dai professionisti per la pendenza costante e per la lunghezza), si sale al Passo Fedaia sotto la Marmolada e al Rifugio Gardeccia, una salita i cui ultimi chilometri di sterrato che ha fatto la storia del ciclismo negli anni '70 e che è stata riproposta - ora del tutto asfaltata - al Giro nel 2011.

Fassa
Pamepago
3 CHARLIE GAUL bondone
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valsugana manghen
campiglio

Ogni anno il Giro d’Italia non può esimersi dall’avere almeno un paio di tappe sulle strade del Trentino. E allo stesso modo i cicloamatori non possono dirsi tali fino a che non hanno faticato lungo queste strade e su questi passi che hanno fatto la storia di questo sport. Chi pedala lo sa: una salita regala molta più soddisfazione di qualunque strada pianeggiante.

Sono decine e decine di migliaia gli appassionati che ogni anno pedalano sui tornanti trentini, per allenarsi e rimettersi in forma o solo per godere dei panorami alpini – da soli, in compagnia o addirittura iscrivendosi alle granfondo e a manifestazioni non competitive. E poi finisce sempre che tornano, per provare altri asfalti e altre montagne. Sudare per credere.

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Credit photo: Archivio Trentino Markleting, APT Fassa, EMC, Bettiniphoto, Newspower

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