Il CAI scrive a Conte: andare in montagna è sport. Lasciateci uscire dal Comune

Il CAI scrive a Conte: andare in montagna è sport. Lasciateci uscire dal Comune

Andare in montagna è sport. Lasciateci uscire dal Comune. È Il succo della lettera che Vincenzo Torti, presidente generale del Club alpino italiano, ha scritto a Giuseppe Conte, Presidente del Consiglio dei Ministri, subito dopo il DPCM del 14 gennaio 2021 che nuovamente istituisce il divieto di uscire dal proprio Comune di residenza o domicilio per svolgere attività sportiva per le zone arancioni e rosse. Due sono i punti salienti della lettera del CAI a Conte: il primo è che l’escursionismo in montagna, in qualunque sua forma dal trekking alle ciaspole, dal trail running allo scialpinismo, è un’attività sportiva a tutti gli effetti; il secondo è che queste attività sportive non si possono praticare se non recandosi in località di montagna. E la richiesta di chiarimento è che, come avvenuto per il Decreto Natale, sia consentito uscire dal proprio Comune per recarsi in una località di montagna per poter svolgere queste attività sportive. Ovviamente in forma individuale, ovviamente rispettando il distanziamento interpersonale, ovviamente prevedendo tutte le forme e misure di protezione individuale, dalla mascherina quando non sia possibile il distanziamento all’igienizzazione. Ma davvero non si capisce quale sia il problema in termini di diffusione del contagio se un escursionista, individualmente e nel rispetto di distanziamento e protezione individuale, si sposta da casa sua a una località di montagna, fa una escursione, e torna a casa. Di sicuro è un’attività che incide meno sulla diffusione del COVID-19 che recarsi nelle vie dello shopping o in un centro commerciale, come è facilmente intuibile a chiunque.

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Ecco il testo integrale del quesito inviato dal presidente del CAI al Presidente del Consiglio:

Ill.mo Prof. Avv.
Giuseppe Conte
Presidente del Consiglio dei Ministri
Sua Sede

Preso atto di quanto previsto dall’art. 2, comma 4, lettera b), del DPCM 14.01.2021, per cui lo spostamento in comune diverso da quello di residenza è consentito, oltre che “per comprovate esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute”, anche per “svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi e non disponibili in tale comune”, e poiché il trekking, l’escursionismo, l’alpinismo, lo scialpinismo, lo sci di fondo, lo sciescursionismo e le pratiche escursionistiche in ambiente innevato aperto e non attrezzato (impianti) rientrano tra le attività sportive (così come individuate dalla Circolare del Ministero dell’Interno N. 15350/117/2/1 Uff.III-Prot.Civ. del 16.10.2020) e come tali consentite, purché esercitate in forma individuale e nel rispetto di almeno due metri di distanza tra i partecipanti,

SI CHIEDE

se, al solo ed esclusivo fine di svolgere una di tali attività sportive “in montagna”, sia consentito a quanti abitino in un comune che di montagne sia privo, spostarsi in altro comune “di montagna”, facendo rientro immediato alla propria residenza al termine della stessa.

Auspicio di una risposta con analoga sollecitudine

La Presidenza generale del Cai auspica che la Presidenza del Consiglio dei Ministri risponda con analoga sollecitudine.

Photo by Flo Maderebner from Pexels

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