L’OMS apre per la prima volta al passaporto vaccinale per i viaggi

passaporto vaccinale

Un passaporto dopo aver fatto il vaccino, per poter viaggiare: ieri la prima volta, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha aperto alla possibilità di adottare un passaporto vaccinale per consentire al turismo di ripartire nonostante la pandemia faccia ancora paura, soprattutto per via delle nuove varianti di Coronavirus.
Il passaporto vaccinale (o passaporto sanitario) potrebbe servire anche per accedere alle palestre e alle piscine, e servirà ad accertare che i cittadini siano effettivamente vaccinati o comunque immuni al virus. Con le campagne di vaccinazione ormai entrate nel vivo in quasi tutti i paesi occidentali, quella di avere una specie di patentino in grado di testimoniare l’immunità (così da poter accedere a uno stato straniero per motivi di turismo) è una possibilità che si fa sempre più concreta.
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Passaporto vaccinale per i viaggi: come sarà il turismo quest’estate

L’inviato speciale dell’OMS per l’emergenza Coronavirus, David Nabarro, in un’intervista rilasciata a Sky News ha dimostrato che il parere dell’agenzia dell’ONU nei confronti del passaporto vaccinale per poter viaggiare è decisamente cambiato rispetto ai mesi scorsi: “Sono assolutamente certo che nei prossimi mesi avremo molto movimento e ritengo senza dubbio importante che ci sia una sorta di certificato vaccinale per facilitare le condizioni di spostamento per le persone”, ha detto.
Queste dichiarazioni lasciano dunque intendere che all’OMS stanno seriamente prendendo in considerazione l’idea di un certificato di questo tipo, che almeno nel breve periodo potrebbe rivelarsi l’unico modo per consentire al turismo di ripartire in totale sicurezza. Tuttavia rimangono parecchi dubbi riguardanti il fatto che, ora dell’estate, la maggior parte dei cittadini non sarà ancora vaccinata, quindi un documento del genere potrebbe penalizzare parecchi viaggiatori.
Nabarro ha anche spiegato che i paesi potranno creare delle “bolle” con altre località che adottano provvedimenti simili in termini di restrizioni e di gestione delle campagne vaccinali: in questo modo, per i singoli stati sarà più facile coordinarsi e gestire gli ingressi con maggiore tranquillità.

Chi sta già pensando al passaporto vaccinale

Il passaporto vaccinale, al momento, è un documento che non esiste e che quindi non ha alcun tipo di validità: è una misura che alcuni stati e alcune organizzazioni sovranazionali stanno considerando per permettere al turismo di ripartire. Un paese che sta pensando seriamente di adottarlo per la stagione estiva è la Grecia, con il presidente Kyriakos Mitsotakis che vorrebbe passaporto vaccinale internazionale. Sempre la Grecia, addirittura, per salvaguardare la stagione estiva potrebbe vaccinare in massa chi vive nelle isole più frequentate (facendole diventare “Covid free”) e chi opera nel settore del turismo.
E anche la Sardegna vorrebbe seguire la stessa linea, ma le difficoltà sono parecchie: “Quale sarebbe stato il presente ed il futuro della Sardegna se la proposta del passaporto sanitario, lanciata sin da aprile 2020 da me, con una conferenza stampa, e dal Presidente della Regione Solinas, non fosse stata frettolosamente e colpevolmente osteggiata dal governo nazionale? Quella strada che per primi abbiamo provato a percorrere diventa ora valore aggiunto in altri parti d’Europa e del mondo”, ha detto il consigliere regionale Antonello Peru in una nota.
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