Piscine e palestre, riapertura il 5 marzo: perché potrebbe slittare ancora

Piscine e palestre, riapertura il 5 marzo: perché potrebbe slittare

Per piscine e palestre la riapertura il 5 marzo potrebbe slittare ancora, indipendentemente dalla reale situazione dei contagi. A mettere a rischio la riapertura delle palestre e delle piscine è l’idea emersa negli ultimi giorni del passaporto vaccinale. La proposta del passaporto vaccinale è partita a livello di di Commissione e Consiglio europei per gli spostamenti tra gli Stati, è stata introdotta in Italia per lo sport da Tiziana Gibelli, presidente della Commissione Sport della Conferenza delle Regioni, ha ricevuto il plauso di esperti epidemiologi (tra cui il virologo Pregliasco) e presidenti federali (in primis Paolo Barelli, presidente della Federazione Italiana Nuoto) e però potrebbe rivelarsi un boomerang.
Ormai i rinvii della riapertura di palestre e piscine non si contano più: dovevano riaprire il 15 gennaio, poi il ministro Spadafora da cui dipende la decisione ha promesso che avrebbe fatto di tutto per aprire per fine gennaio, e infine con il DPCM del 16 gennaio tutto è stato rinviato al 5 marzo. 5 marzo con una condizione: quella delle cosiddette “zone bianche”, aree in cui la situazione epidemiologica sia sotto controllo con un indice Rt sotto lo 0,5.
Ma guardando la situazione con lo sguardo lungo la speranza è davvero poca: prima i rinvii, poi l’approvazione delle nuove linee guida (attualmente al vaglio del CTS che non si è ancora espresso), poi l’istituzione delle zone bianche e ora il nuovo dibattito, quello sul passaporto vaccinale. Passaporto vaccinale che, come sottolineato da Giampaolo Duregon, Presidente di Anif-Eurowellness (associazione che raggruppa circa 100 mila centri sportivi) rischierebbe a questo punto di diventare una “conditio sine qua non” e quindi ritardare ulteriormente la riapertura di palestre e piscine. Perché con l’attuale andamento della campagna vaccinale è davvero arduo pensare che prima dell’estate, nella migliore delle ipotesi, larghe se non larghissime fette di popolazione siano davvero vaccinate.

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