Sport bambini in zona gialla: le regole

sport bambini in zona gialla

Bambini e sport in zona gialla: cosa cambia dal 1 febbraio? In realtà poco, anche se diverse società sportive si stanno già organizzando per riprendere gli allenamenti in forma individuale.
Da lunedì tutta Italia, eccezion fatta per Sicilia, Umbria, Puglia, Sardegna e Provincia Autonoma di Bolzano, sarà in zona gialla. Una novità che, come abbiamo già spiegato, permetterà anche agli amanti dello sport di avere molte più libertà, come quella di poter uscire dal proprio comune per fare attività fisica.
E i bambini? Alcune società sportive si stanno organizzando, in base ai protocolli, per riprendere gli allenamenti in sicurezza ed esclusivamente in forma individuale, anche se la ripresa a pieno regime è ancora parecchio distante. Andiamo a vedere quali sono le regole e le novità che un genitore dovrebbe tenere d’occhio qualora avesse un figlio che scalpita per tornare a fare il suo sport preferito.
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Sport bambini in zona gialla: gli allenamenti di calcio, basket e pallavolo

Le attività di scuola calcio e degli altri sport di squadra, come scritto sul sito del Ministero dello Sport, sono sospese almeno fino al 5 marzo (scadenza Dpcm del 14 gennaio). Tuttavia, è consentito svolgere allenamenti a livello individuale in centri sportivi, circoli e altri luoghi all’aperto. Molti bambini, quindi, si stanno allenando con le proprie società sportive, ma senza contatto. Ovviamente ciascuna federazione ha le sue regole specifiche.
Il protocollo del Minibasket (sotto la Federazione Italiana Pallacanestro), che in Lombardia e in altre regioni ripartirà a breve, impone il divieto di ogni attività di contatto e gli obblighi di mantenere almeno 2 metri di distanza nelle fasi in cui il gioco è fermo, di sanificare i palloni e di cambiare le scarpe prima di entrare in campo. Insomma, niente di nuovo rispetto ai protocolli adoperati fino a ottobre 2020 inoltrato.
La possibilità di riprendere gli allenamenti individuali non è riservata agli sport di contatto all’aperto (calcio, rugby e così via), ma anche a quelli al chiuso (arti marziali, pallavolo, pallacanestro). Chiaramente ogni società è libera di non prendersi alcun rischio in questa fase ancora delicata della pandemia. Per avere la situazione più chiara, dunque, non esitate a contattare le società sportive dove avete iscritto i vostri figli.
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Sport bambini in zona gialla: agonisti e non agonisti

Parlando di sport e bambini in zona gialla, c’è da fare l’importante distinzione tra agonisti e non agonisti: i primi hanno già ripreso ad allenarsi nella maggior parte dei casi, mentre i secondi dovranno ancora attendere. Questo vale specialmente per chi pratica attività nelle piscine, che come le palestre sono ancora chiuse al pubblico.
Le sessioni di allenamento e le competizioni degli atleti (professionisti e non professionisti) degli sport individuali e di squadra partecipanti a competizioni di interesse nazionale, sono consentite solo a porte chiuse. Come si legge sul sito del Ministero dello Sport, gli atleti agonisti (anche i bambini) potranno allenarsi a porte chiuse e nel rispetto dei protocolli anche all’interno delle palestre scolastiche. Alcune piscine, inoltre, hanno ripreso i corsi per i bambini che praticano il nuoto (o altre attività in acqua) a livello agonistico.

Sport bambini in zona gialla: l’attività all’aperto

Per quanto riguarda le attività sportive che non sono regolate da società sportive e federazioni, le regole sono le stesse per gli adulti. Nemmeno i bambini, dunque, potranno giocare al campo da basket o al campo da calcio pubblico del parco di quartiere: gli sport di contatto sono ancora vietati.
In zona gialla, però, non ci sono limiti (a parte la distanza di 2 metri con i non conviventi) per quanto riguarda l’attività sportiva all’aperto: potete portare i vostri figli a fare un giro in bici anche fuori dal comune o una ciaspolata in montagna, così come a fare sci di fondo. I centri sportivi in zona gialla sono aperti, perciò è sempre possibile prenotare un campo per una partita a tennis o a padel, che non rientrano nella lista degli sport di contatto stilata dal Ministero dello Sport.
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