Nel cuore della Valle d’Itria, a metà strada tra Taranto e Brindisi, Ceglie Messapica custodisce trulli, torri medievali e una cucina che sa di radici antiche. Un borgo lento, concreto, dove la Puglia vera si mostra senza fronzoli.
Nella valle del Sagittario, tra le montagne abruzzesi, un piccolo edificio di pietra sembra crescere direttamente dalla parete rocciosa affacciandosi su un lago di smeraldo. L’Eremo di San Domenico a Villalago è uno dei luoghi sacri più spettacolari d’Italia, e pochissimi lo conoscono.
Aggrappato alle rupi carbonatiche del Monte Pizzuto, a 730 metri sul mare, San Donato Val di Comino è uno di quei borghi del Lazio profondo dove il Medioevo non è una ricostruzione ma una materia viva, fatta di portali barocchi, passaggi coperti e scalinate di calcare levigato dal tempo.
A pochi passi da Desenzano, un promontorio di roccia si stacca dal profilo del Lago di Garda e punta verso il cielo. Sulla cima, i resti di una fortezza medievale e un panorama che abbraccia isole, monti e borghi rivieraschi in un solo colpo d’occhio.
Aggrappato a un costone di roccia a 669 metri sul versante orientale della Maiella, Pennapiedimonte è uno dei borghi più singolari d’Abruzzo: monumento nazionale dal 1970, costruito interamente in pietra locale, in parte scavato nella roccia viva. Quattrocentotto abitanti, un silenzio denso e l’odore antico della selce lavorata a mano.
Dall’Appennino emiliano alla Basilicata, esistono foreste di faggio rimaste intatte dalla fine dell’ultima era glaciale. Sono riconosciute dall’UNESCO e custodiscono alberi ultracinquecentenari: ecco quali sono, come raggiungerle e perché vale la pena andarci.