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	<title>fatica Archives - SportOutdoor24</title>
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	<description>Per spiriti liberi</description>
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	<title>fatica Archives - SportOutdoor24</title>
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		<title>La fatica è un fatto mentale!</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/sport/la-fatica-e-un-fatto-mentale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Sep 2025 06:44:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[fatica]]></category>
		<category><![CDATA[resilienza]]></category>
		<category><![CDATA[sovrallenamento]]></category>
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					<description><![CDATA[Quando il fisico davvero non ce la fa più? E quando invece è la testa[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/10/Fatica-fatto-mentale.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Fatica fatto mentale" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/10/Fatica-fatto-mentale.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/10/Fatica-fatto-mentale-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/10/Fatica-fatto-mentale-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Quando il fisico davvero non ce la fa più? E quando invece<strong> è la testa a dire stop mentre, forse, il corpo potrebbe andare avanti</strong> ancora? A leggere i risultati di alcune recenti ricerche sul tema delle prestazioni sportive e della resilienza, verrebbe da pensare che <strong>la fatica fisica forse non esiste</strong> e che la fatica, in fondo, è solo uno stato mentale.</p>
<h2>È il corpo o la mente a dire che non ce la facciamo più?</h2>
<p>C&#8217;è uno studio del 2009 (<a href="http://jap.physiology.org/content/106/3/857.full.pdf+html" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Mental fatigue impairs physical performance in humans</a>) condotto da un ricercatore italiano, Samuele Marcora della School of Sport and Exercise Sciences presso la England’s University of Kent, che dimostra come <strong>più che i muscoli sia il cervello a comandare i nostri sforzi</strong> durante una prestazione atletica. Ovvero: se sei stanco di testa molto probabilmente mollerai prima di quando ti indurrebbero a fare i tuoi muscoli. Che poi non sarebbe altro che la spiegazione scientifica di quanto riescono a fare gli ultra-maratoneti: correre per giorni e giorni, senza dormire, con dislivelli paurosi, al freddo, sotto la pioggia o nella neve.</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/10-falsi-miti-da-sfatare-sullo-sport/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">10 falsi miti da sfatare sullo sport</a></strong></p>
<h3>È la mente che comanda il corpo</h3>
<p>Lo studio è a suo modo rivoluzionario, perché ribalta la classica impostazione fisiologica secondo la quale quando i muscoli non ne hanno più mandano un segnale al cervello dicendo stop. Secondo Marcora invece capita spesso il contrario, ovvero che <strong>il cervello dice stop ben prima che i muscoli e l&#8217;organismo non ne abbiano più</strong> per andare avanti.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-38019" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/10/Fatica-Fatto-Mentale.jpg" alt="Fatica Fatto Mentale" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/10/Fatica-Fatto-Mentale.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/10/Fatica-Fatto-Mentale-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></p>
<p>Per cercare di dimostrare questa prima intuizione contenuta nello studio del 2009, nel 2010 Marcora ha ideato un test con alcuni giocatori di rugby, atleti tosti abituati al sacrificio, alla fatica, al dolore e allo stress, a cui ha chiesto una serie ripetuta di sforzi intensi, prolungati e massimali. Considerando l&#8217;aspetto fisiologico dei loro muscoli, i rugbisti hanno gettato la spugna ben prima di non essere più in grado di sviluppare la potenza che gli era richiesta. Era la dimostrazione che <strong>è la testa a comandare sul corpo e non il contrario</strong>. Ed era l&#8217;intuizione secondo la quale allora anche la testa può essere allenata per raggiungere i reali propri limiti fisici.</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/cose-e-come-funziona-la-resilienza/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Come funziona la resilienza</a></strong></p>
<h3>La testa può fare la differenza</h3>
<p>Chiariamoci: non è che la fatica fisica non esiste, e non è che è solo uno stato mentale. Ma secondo quei primi studi <strong>è la testa che può ancora fare la differenza quando si tratta di raggiungere i propri limiti fisici</strong>, e non il contrario.</p>
<p>A dare sostegno a questa ipotesi c&#8217;è un altro studio condotto da Kevin Thompson presso la Northumbrian University in Inghilterra: il dottor Thompson ha chiesto a un gruppo di ciclisti maschi di eseguire una serie di sforzi massimi in sella a una cyclette per stabilire il loro livello top di prestazione, e poi ha fatto ripetere gli stessi sforzi mostrando loro dei ciclisti avatar che potevano procedere alla loro stessa velocità oppure leggermente più veloce. Il risultato è stato che i ciclisti che gareggiavano virtualmente con l&#8217;avatar più veloce riuscivano a superare il proprio limite massimo, con aumenti della velocità media anche del 2%. Che per una competizione ciclistica è una percentuale più che notevole.</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/excersise-addiction-quando-lo-sport-e-una-droga/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Exercise addiction: quando lo sport è una droga</a></strong></p>
<h3>Si può allenare anche la testa a sopportare la fatica fisica</h3>
<p>Questi e altri studi simili sembrano dimostrare che <strong>c&#8217;è ancora un enorme margine nel nostro cervello per poter gestire la fatica</strong> e spingere il nostro corpo a toccare limiti fisici ancora superiori: tralasciando pratiche neuroscientifiche come la Stimolazione elettrica transcranica, ci sono ancora enormi ambiti da esplorare, dal ruolo del caldo sulla fatica a quello della privazione del sonno e fino a quello degli stimolanti ed eccitanti come il caffè.</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/alimentazione/corsa-e-caffe-si-o-no/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Corsa e caffè: sì o no?</a></strong></p>
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		<title>Questi sono i 5 trucchi per continuare a correre anche quando vorresti fermarti</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/sport/running/5-trucchi-per-continuare-a-correre-anche-quando-si-e-stanchi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Gervasoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Sep 2025 07:56:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Running]]></category>
		<category><![CDATA[corsa]]></category>
		<category><![CDATA[fatica]]></category>
		<category><![CDATA[respiro]]></category>
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					<description><![CDATA[Capita a tutti: esci per correre ma a un certo punto ti senti davvero stanco,[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/01/Continuare-a-correre-quando-si-e-stanchi.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Continuare a correre quando si e stanchi" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/01/Continuare-a-correre-quando-si-e-stanchi.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/01/Continuare-a-correre-quando-si-e-stanchi-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/01/Continuare-a-correre-quando-si-e-stanchi-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Capita a tutti: esci per correre ma a un certo punto <strong>ti senti davvero stanco, quasi da non farcela a continuare</strong>. E però devi tornare a casa, e lo vuoi fare correndo, non trascinando i piedi, oppure hai un tuo obiettivo da raggiungere e non si può proprio mollare. Come fare allora per <strong>continuare a correre anche quando si è stanchi</strong> e le gambe non vanno più?</p>
<h2>5 trucchi per continuare a correre anche quando si è stanchi</h2>
<p>Ecco 5 trucchi, del tutto personali, per non mollare e continuare ad andare avanti.</p>
<h3>1. Pensa all&#8217;appoggio dei piedi</h3>
<p>Banale, ma si corre (soprattutto) con i piedi e <strong>concentrarsi sulla corretta tecnica di appoggio dei piedi</strong> aiuta a rimettere in sesto tutta la meccanica di corsa. L&#8217;importante è sapere se si è tipi da corsa sugli avampiedi (e allora è importante sfiorare il suolo e cercare la leggerezza) oppure se si è tipi da rullata del piede, e allora occorre concentrarsi sull&#8217;appoggio del tallone e sulla spinta fino alla punta delle dita.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/02/consumare-grassi-corsa.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-625420" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/02/consumare-grassi-corsa.jpg" alt="consumare-grassi-corsa" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/02/consumare-grassi-corsa.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/02/consumare-grassi-corsa-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/02/consumare-grassi-corsa-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></a></p>
<p><strong>&gt; Per approfondire</strong>: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/running/running-meglio-appoggiare-prima-i-talloni-o-le-punte/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Meglio appoggiare prima le punte o i talloni?</a></p>
<h3>2. Accorcia il passo</h3>
<p>Inutile intestardirsi: se è giornata no, è giornata no, e per continuare a correre bisogna <strong>scalare la marcia, accorciando il passo</strong> per non affaticare i muscoli delle gambe, appoggiando i piedi delicatamente.</p>
<p><strong>&gt; Per approfondire</strong>: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/running/8-errori-da-evitare-quando-si-corre/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">8 errori da evitare quando si corre</a></p>
<h3>3. Registra il movimento delle braccia</h3>
<p>Ci si pensa poco, eppure <strong>nella corsa le braccia svolgono una fondamentale azione di bilanciamento</strong> che permette di utilizzare al meglio l&#8217;energia. E allora quando la stanchezza sopraggiunge, via a un rapido ripasso mentale: l&#8217;oscillazione coordina il braccio destro con la gamba sinistra e viceversa; i gomiti passano vicini ai fianchi ma senza toccarli e sono piegati a 90°, chiudendosi leggermente quando il braccio va avanti e aprendosi un poco quando il braccio va indietro; le spalle rimangono sostanzialmente ferme.</p>
<p><strong>&gt; Per approfondire</strong>: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/running/5-consigli-per-migliorare-la-corsa-e-andare-piu-veloce/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">5 consigli per correre più veloce</a></p>
<h3>4. Concentrati sul respiro</h3>
<p>La fatica taglia il fiato, anche quando si corre, e così quando sembra che non ci siano più energie per andare avanti è il caso di concentrarsi sulla corretta respirazione. <strong>Non serve respirare di più o più a fondo</strong> (anzi, la troppa aria potrebbe provocare compressione e dolori a fegato e milza) ma <strong>respirare meglio, agevolando l&#8217;ingresso dell&#8217;aria nei polmoni</strong> respirando sia con il naso che con la bocca ma sempre a un ritmo naturale e non forzato, per esempio impiegando il tempo di 3 passi per inspirare e di altrettanti per espirare.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/09/corsa.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-600666" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/09/corsa.jpg" alt="Corsa" width="1000" height="668" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/09/corsa.jpg 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/09/corsa-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/09/corsa-768x513.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p><strong>&gt; Per approfondire</strong>: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/running/corri-e-sorridi-4-consigli-per-rendere-piacevole-la-tua-corsa/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">4 consigli per rendere piacevole correre</a></p>
<h3>5. Pensa ad altro</h3>
<p>Occhio non vede cuore non duole? Non vale solo per le pene d&#8217;amore ma anche per le fatiche del maratoneta: se tutti i trucchi qui sopra non funzionano, non resta che <strong>distogliere l&#8217;attenzione dalla fatica e dalle gambe pesanti</strong> e pensare ad altro. Che poi è quello che succede a ogni runner non appena entra nel mood della corsa: le gambe vanno in automatico e i pensieri si chiariscono magicamente. O no?</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche</strong>: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/cultura/running-e-filosofia-correre-con-il-branco-di-mark-rowlands/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Running e filosofia: Correre con il branco di Mark Rowlands</a></p>
<p><em>Photo credits: <a href="http://www.imagnet.com/20141105/7F56F848A9F74AC7BA50C2DC5FF2CA4E.jpg" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Imagnet</a></em></p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Claudio Gervasoni' src='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/claudio-gervasoni/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Claudio Gervasoni</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Giornalista, autore, consulente nel digital marketing e sportivo praticante, scrive di outdoor, fitness, sport e tecnologia per importanti testate internazionali come Men’s Health, GQ, Wired e Starbene. Quando non scrive ama correre, fare escursioni in montagna a piedi o con la sua bici gravel, e camminare a piedi nudi.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="http://claudiogervasoni.wordpress.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">claudiogervasoni.wordpress.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Se hai il mal di milza durante la corsa, puoi rimediare con questi consigli</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/sport/running/come-non-avere-il-mal-di-milza-durante-la-corsa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Malnati]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Jul 2025 12:23:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Running]]></category>
		<category><![CDATA[allenamento]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[corsa]]></category>
		<category><![CDATA[dolore]]></category>
		<category><![CDATA[fatica]]></category>
		<category><![CDATA[runner]]></category>
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					<description><![CDATA[Sarà capitato anche a voi. Iniziate a correre e dopo un po&#8217; un dolore pungente[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/05/Correre-Mal-di-Milza.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Correre Mal di Milza" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/05/Correre-Mal-di-Milza.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/05/Correre-Mal-di-Milza-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/05/Correre-Mal-di-Milza-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Sarà capitato anche a voi. Iniziate a correre e dopo un po&#8217; un dolore pungente a sinistra appena sotto lo stomaco inizia a darvi fastidio, fino a costringervi a fare una pausa dall&#8217;allenamento. È il<strong> mal di milza</strong> (o splenalgia), un “disturbo” tipico dei runner che hanno ancora pochi chilometri nelle gambe. Non abbiatecela con la milza – che tra l&#8217;altro è un organo indispensabile all&#8217;organismo che elimina i globuli rossi &#8220;vecchi&#8221;, funge da riserva di sangue e fa maturare i linfociti – ma piuttosto con voi stessi: si vede che <strong>non siete ancora abbastanza allenati</strong> per sostenere un ritmo di corsa così intenso. Ecco le cause dell&#8217;odioso mal di milza e i rimedi per prevenirlo e combatterlo.</p>
<h2>Perché viene il mal di milza durante la corsa</h2>
<p>La sola cosa certa che si sa del mal di milza è che viene quando non si è abituati alla fatica della corsa e che quindi i soggetti più predisposti all&#8217;insorgere di questo fastidioso disturbo sono i runner in erba. Tuttavia, mancano ancora spiegazioni scientifiche confermate riguardo a quale sia la causa scatenante della splenalgia.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-147400" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/06/ADRENALINE-GTS-21-13.jpg" alt="" width="1500" height="979" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/06/ADRENALINE-GTS-21-13.jpg 1500w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/06/ADRENALINE-GTS-21-13-300x196.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/06/ADRENALINE-GTS-21-13-1024x668.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/06/ADRENALINE-GTS-21-13-768x501.jpg 768w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Secondo l&#8217;ipotesi &#8211; per il momento &#8211; più accreditata, le fitte sarebbero una <strong>conseguenza del ritmo respiratorio intenso</strong> che provoca una pressione dei polmoni sul diaframma, situato anch&#8217;esso nell&#8217;ipocondrio sinistro a contatto con la milza. Il muscolo, sotto sforzo, premerebbe sulla milza provocando il tipico dolore.</p>
<h3>Come rimediare al mal di milza</h3>
<p>Se volete liberarvi del mal di milza una volta per tutte, l&#8217;unica soluzione è pazientare e continuare ad allenarsi con costanza. Una volta abituati alla corsa, sentirete infatti meno fatica e riuscirete a respirare con tranquillità, senza sforzare troppo il diaframma. Nel frattempo, quando vi prendono i conosciuti e lancinanti dolori sotto lo stomaco, non fermatevi e non forzate la respirazione (non fareste che peggiorare la situazione). Piuttosto <strong>cercate di respirare normalmente e di proseguire la corsa</strong> allentando il ritmo. Altrimenti, prendete fiato e camminate.</p>
<p><strong>&gt;Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/running/5-trucchi-per-continuare-a-correre-anche-quando-si-e-stanchi/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">5 trucchi per continuare a correre anche quando si è stanchi</a></strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>I modi migliori per smaltire l&#8217;acido lattico nelle gambe dopo lo sport</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/sport/come-smaltire-lacido-lattico-nelle-gambe/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Jul 2025 06:21:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[acido lattico]]></category>
		<category><![CDATA[allenamento]]></category>
		<category><![CDATA[consigli]]></category>
		<category><![CDATA[fatica]]></category>
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					<description><![CDATA[Gambe dure. Male ai muscoli. Indolenzimento. Difficoltà a camminare. Sono le sensazioni tipiche e comuni[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/02/Come-smaltire-lacido-lattico-nelle-gambe.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="acido lattico nelle gambe: come smaltirlo" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/02/Come-smaltire-lacido-lattico-nelle-gambe.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/02/Come-smaltire-lacido-lattico-nelle-gambe-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/02/Come-smaltire-lacido-lattico-nelle-gambe-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Gambe dure. Male ai muscoli. Indolenzimento. Difficoltà a camminare. Sono le sensazioni tipiche e comuni dopo ogni allenamento duro o intenso, a piedi come in bici, ed è colpa dell&#8217;<strong>acido lattico, o lattato, una sostanza che il nostro organismo produce abitualmente</strong> anche a riposo e che tuttavia aumenta con l&#8217;aumentare dell&#8217;impegno muscolare. Sostanzialmente l&#8217;acido lattico è un sottoprodotto del metabolismo anaerobico lattacido, il meccanismo che produce energia indipendentemente dall&#8217;uso di ossigeno e utilizzando il glucosio. Piccolo dettaglio: <strong>è un composto tossico per le cellule</strong>, non nel senso di velenoso ma nel senso che la sua presenza nel sangue è legata alla <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/la-fatica-nello-sport-serve-a-difendere-i-muscoli-ecco-come-si-fa-a-gestirla/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">sensazione di fatica</a>. Quello che forse è meno noto è che sostanzialmente l&#8217;acido lattico impiega circa un paio d&#8217;ore per smaltirsi, pur rimanendo la sensazione di fatica e dolore alle gambe.</p>
<h2>Come smaltire l&#8217;acido lattico nelle gambe</h2>
<p>Nonostante la permanenza dell&#8217;acido lattico nei muscoli delle gambe non vada oltre le due ore, è tuttavia buona cosa evitare accumuli eccessivi e prolungati mettendo in atto una serie di strategie prima e dopo l&#8217;allenamento o lo sforzo fisico per <strong>accelerare lo smaltimento delle scorie</strong> e recuperare più in fretta.<img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-79224" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/10/Frequenza-cardiaca-nella-corsa-.jpg" alt="Frequenza cardiaca nella corsa" width="1500" height="1052" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/10/Frequenza-cardiaca-nella-corsa-.jpg 1500w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/10/Frequenza-cardiaca-nella-corsa--300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/10/Frequenza-cardiaca-nella-corsa--1024x718.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/10/Frequenza-cardiaca-nella-corsa--768x539.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/10/Frequenza-cardiaca-nella-corsa--331x232.jpg 331w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/10/Frequenza-cardiaca-nella-corsa--670x470.jpg 670w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p><strong>Leggi anche</strong></p>
<ul>
<li><a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/fitness/programma-allenamento-a-casa/" data-wpel-link="internal"><strong>il programma settimanale di allenamento a casa</strong></a></li>
<li><a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/fitness/12-esercizi-a-corpo-libero-per-allenarsi-a-casa/" data-wpel-link="internal"><strong>12 esercizi a corpo libero per allenarsi a casa</strong></a></li>
<li><a href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/6-cose-da-fare-al-mattino-per-dimagrire/" data-wpel-link="internal"><strong>6 cose da fare al mattino per dimagrire</strong></a></li>
<li><a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/fitness/6-consigli-per-tenersi-in-forma-camminando/" data-wpel-link="internal"><strong>6 consigli per tenersi in forma camminando</strong></a></li>
<li><a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/fitness/battito-cardiaco-nella-camminata-quanto-deve-essere/" data-wpel-link="internal"><strong>Battito cardiaco nella camminata, quanto deve essere?</strong></a></li>
<li><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/bambini/le-spiagge-piu-belle-delle-canarie/" data-wpel-link="internal"><strong>Le spiagge più belle delle Canari</strong></a><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/bambini/le-spiagge-piu-belle-delle-canarie/" data-wpel-link="internal"><strong>e</strong></a></li>
<li><a href="https://www.msn.com/it-it/notizie/other/eubea-e-le-sue-spiagge-lisola-pi%C3%B9-sconosciuta-e-forse-la-pi%C3%B9-bella-e-economica-della-grecia-foto/ar-AA19wQpf?ocid=windirect&amp;item=flights%3Aprg-tipsubsc-v1a&amp;disableErrorRedirect=true&amp;infiniteContentCount=0" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external"><strong>Eubea e le sue spiagge più belle, foto</strong></a></li>
<li><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/lefkada-lisola-greca-vicina-allitalia-ha-spiagge-meravigliose-e-unidea-per-lestate-2023-le-foto/" data-wpel-link="internal"><strong>Lefkada, l’isola greca vicina all’Italia ha spiagge meravigliose, è un’idea per l’estate 2023, le foto</strong></a></li>
<li><a href="https://www.msn.com/it-it/notizie/other/milos-%C3%A8-lisola-pi%C3%B9-bella-del-mondo-le-foto-dellisola-greca-che-sembra-di-un-altro-pianeta/ss-AA18TEfC?ocid=windirect&amp;item=flights%3Aprg-tipsubsc-v1a&amp;disableErrorRedirect=true&amp;infiniteContentCount=0" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external"><strong>Milos è l’isola più bella del mondo? Le foto dell’isola greca che sembra di un altro pianeta</strong></a></li>
</ul>
<h2>Cosa fare prima di un allenamento per evitare l&#8217;acido lattico</h2>
<p>La cosa più semplice e immediata da fare prima di un allenamento per evitare l&#8217;accumulo di acido lattico è un <strong>riscaldamento fatto bene</strong>. 5&#8242; o 10&#8242; a ritmo blando per preparare la muscolatura allo sforzo e un po&#8217; di stretching dinamico possono aiutare a ritardare l&#8217;insorgenza dell&#8217;acido lattico nei muscoli anche con allenamenti duri e anche oltre il livello di soglia aerobica.</p>
<p><strong>&gt;&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/come-evitare-i-crampi/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Come evitare i crampi</a></strong></p>
<p>Poi gli <strong>aminoacidi: una corretta assunzione nelle ore precedenti l&#8217;allenamento</strong> può prevenire o ridurre l&#8217;eccessivo accumulo di acido lattico. Per corretta assunzione non si intende necessariamente l&#8217;integrazione alimentare: ci sono numerosi cibi e alimenti che sono naturalmente ricchi di aminoacidi.</p>
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<h2>Cosa fare dopo un allenamento per smaltire l&#8217;acido lattico nelle gambe</h2>
<p>Ancora più importante di quanto si può fare prima di un allenamento è ciò che si deve fare dopo uno sforzo intenso per smaltire l&#8217;acido lattico dalle gambe.</p>
<p><strong>&gt;&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/5-consigli-per-recuperare-piu-in-fretta-dopo-un-allenamento/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">5 consigli per recuperare più in fretta dopo un allenamento</a></strong></p>
<h3>Stretching statico per smaltire l&#8217;acido lattico a termine dell&#8217;allenamento</h3>
<p>La prima cosa da fare, immediatamente al termine dell&#8217;allenamento, è il <strong>tradizionale stretching statico</strong>, ricordandosi di allungare tutta la muscolatura interessata dallo sport che si pratica. Nel caso delle gambe i quadricipiti ma anche i bicipiti femorali, <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/running/stretching-ai-polpacci-perche-importante-dopo-la-corsa/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">i polpacci ovviamente</a>, ma anche tutti i muscoli addominali e dorsali che si collegano alle gambe.<img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-147978" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2019/06/Stretching_7559234072.jpg" alt="" width="1024" height="683" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2019/06/Stretching_7559234072.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2019/06/Stretching_7559234072-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2019/06/Stretching_7559234072-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p><strong>&gt;&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/running/5-esercizi-di-stretching-da-fare-dopo-la-corsa/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">5 esercizi di stretching da fare dopo la corsa</a></strong></p>
<h3>Crioterapia e impacchi di ghiaccio per velocizzare lo smaltimento dell&#8217;acido lattico</h3>
<p>Ormai sempre più sportivi si sono abituati all&#8217;idea della crioterapia e degli <strong>impacchi di ghiaccio al termine di uno sforzo intenso</strong> per accelerare il recupero muscolare e agevolare lo smaltimento dell&#8217;acido lattico: non serve una vera macchina per la crioterapia ma può andar bene anche solo immergere le gambe in una vasca di acqua molto fredda o ghiacciata.</p>
<p><strong>&gt;&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/cure-rimedi/crioterapia-come-funziona-il-bagno-nel-ghiaccio-e-quali-benefici-dopo-aver-fatto-sport/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Come funziona la crioterapia e i suoi benefici dopo lo sport</a></strong></p>
<h3>Bagno caldo o sauna</h3>
<p>Sembra in contraddizione con la crioterapia ma anche un <strong>bagno caldo o il relax in un ambiente caldo</strong> come quello della sauna, meglio se con l&#8217;ausilio di sali profumati, può agevolare lo smaltimento dell&#8217;acido lattico nelle gambe al termine di un allenamento duro e faticoso.</p>
<p><strong>&gt;&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/cure-rimedi/fare-la-sauna-mantiene-il-cervello-giovane-e-il-cuore-in-salute/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Fare la sauna mantiene il cervello giovane e il cuore in salute</a></strong></p>
<h3>Massaggi e foam roller</h3>
<p>Infine, per chi può, anche un <strong>massaggio defaticante</strong> può agevolare il recupero e l&#8217;eliminazione dell&#8217;acido lattico. E per chi non ha a disposizione un massaggiatore una buona alternativa può essere <strong>l&#8217;uso del foam roller, o trigger</strong>, su cui far scorrere i gruppi muscolari al fine di scioglierli e prepararli alla fase di recupero <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/fitness/esercizi-con-il-foam-roller-per-le-gambe/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">per esempio con questi esercizi</a>.<img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-123496" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2018/04/Esercizi-con-il-foam-roller-per-le-gambe.jpg" alt="" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2018/04/Esercizi-con-il-foam-roller-per-le-gambe.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2018/04/Esercizi-con-il-foam-roller-per-le-gambe-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2018/04/Esercizi-con-il-foam-roller-per-le-gambe-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></p>
<p><strong>&gt;&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/tutti-i-benefici-del-foam-roller/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Tutti i benefici del foam roller</a></strong></p>
<h3>Bere e mangiare</h3>
<p>Mangiare e bere in modo corretto dovrebbe essere sempre valido ma a maggior ragione al termine di uno sforzo atletico <strong>l&#8217;idratazione e l&#8217;alimentazione ricoprono un ruolo importante</strong> per la ricostituzione dei tessuti muscolari, il recupero dalla fatica e ovviamente anche lo smaltimento dell&#8217;acido lattico. In particolare frutta e verdura, che sono basiche, contribuiscono ad abbassare il ph e ad agevolare lo smaltimento dell&#8217;acido lattico.<br />
<em>Credits photo: Pixabay</em></p>
<p><strong>&gt;&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/la-dieta-anti-infortuni-in-cosa-consiste/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Cos&#8217;è la dieta anti-infortuni</a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La stanchezza mentale e la stanchezza fisica sono collegate, ecco cosa succede</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/salute/psicologia/stanchezza-mentale-e-stanchezza-fisica-sono-collegate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Sport]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Apr 2025 07:32:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[allenamento]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[fatica]]></category>
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					<description><![CDATA[Stanchezza mentale e stanchezza fisica sono collegate: secondo uno studio infatti, le persone sottoposte a[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1920" height="1263" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/03/bruno-aguirre-RrsXC5aErw-unsplash.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Stanchezza mentale e stanchezza fisica sono collegate" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/03/bruno-aguirre-RrsXC5aErw-unsplash.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/03/bruno-aguirre-RrsXC5aErw-unsplash-300x197.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/03/bruno-aguirre-RrsXC5aErw-unsplash-1024x674.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/03/bruno-aguirre-RrsXC5aErw-unsplash-768x505.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/03/bruno-aguirre-RrsXC5aErw-unsplash-1536x1010.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><br><br><p>Stanchezza mentale e stanchezza fisica sono collegate: secondo uno studio infatti, <strong>le persone sottoposte a compiti impegnativi dal punto di vista mentale hanno più difficoltà a svolgere attività fisica</strong>.<br />
I ricercatori della Scuola di Scienze dello Sport, dell&#8217;Esercizio e della Riabilitazione dell&#8217;Università di Birmingham hanno misurato <strong>gli effetti di compiti cognitivi su un gruppo di 16 uomini e donne per esaminare cosa accadeva alla loro percezione dello sforzo fisico</strong>. I risultati hanno mostrato che i partecipanti affaticati mentalmente avevano una maggiore sensazione di sforzo durante l&#8217;esercizio fisico.</p>
<h2>Stanchezza mentale e stanchezza fisica sono correlate</h2>
<p>I risultati, pubblicati sull&#8217;<a href="https://www.newswise.com/articles/mental-fatigue-can-impair-physical-performance-study?sc=dwhn&amp;user=10015677" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">International Journal of Sports Physiology and Performance</a>, suggeriscono che <strong>tenere conto degli effetti della fatica mentale durante l&#8217;allenamento</strong> può aiutare gli atleti a ottenere prestazioni migliori.<img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-602966" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/03/marathon-g11ba1acdb_1280.jpg" alt="Stanchezza mentale e stanchezza fisica sono collegate" width="1280" height="960" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/03/marathon-g11ba1acdb_1280.jpg 1280w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/03/marathon-g11ba1acdb_1280-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/03/marathon-g11ba1acdb_1280-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/03/marathon-g11ba1acdb_1280-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" />Alla luce dei risultati ottenuti, i ricercatori raccomandano agli allenatori di ridurre l&#8217;esposizione degli atleti a compiti mentalmente impegnativi, come l&#8217;uso dello smartphone, prima e durante gli allenamenti e le gare. A lungo termine, dovrebbero prendere in considerazione un &#8220;allenamento di resistenza cerebrale&#8221; per aumentare la resilienza alla fatica mentale.</p>
<h3>Il cervello svolge un ruolo nelle prestazioni fisiche</h3>
<p>L&#8217;autore principale, il dottor Chris Ring, ha dichiarato: &#8220;Sappiamo che il cervello svolge un ruolo nelle prestazioni fisiche, ma gli effetti specifici della fatica mentale non sono stati ben compresi. Sappiamo che gli atleti spesso navigano sui loro smartphone nei momenti di pausa tra le gare e gli allenamenti. Tutto ciò richiede uno sforzo mentale e i nostri risultati suggeriscono fortemente che gli atleti e gli allenatori devono comprendere meglio gli effetti di queste attività sulle prestazioni complessive&#8221;.</p>
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<h3>Lo studio scientifico sulla stanchezza mentale correlata a quella fisica</h3>
<p>Durante i test, i partecipanti hanno completato un <strong>compito mentale di 90 minuti</strong> che prevedeva l&#8217;identificazione di sequenze di lettere su uno schermo. Poi hanno completato una serie di ripetizioni di sollevamento pesi. Un gruppo di controllo ha guardato video neutri prima di partecipare al compito fisico.</p>
<p>In un secondo esperimento, i partecipanti hanno completato una serie di esercizi di resistenza, seguiti da una prova a tempo di ciclismo di 20 minuti. <strong>Hanno eseguito compiti cognitivi prima e tra gli esercizi</strong>, mentre un gruppo di controllo ha guardato un video neutro. Dopo i compiti cognitivi, i partecipanti hanno eseguito un test online per confermare i livelli di affaticamento.</p>
<p>In ogni esperimento, i ricercatori hanno <strong>registrato un aumento dello sforzo percepito &#8211; la sensazione di fatica nell&#8217;eseguire il compito &#8211; tra i partecipanti mentalmente affaticati</strong>. Nel secondo esperimento, i ricercatori hanno notato anche una minore potenza nella prova a tempo di ciclismo e una minore distanza percorsa dai partecipanti mentalmente affaticati.</p>
<p>Il team di ricerca ha già iniziato a testare i legami tra fatica mentale e prestazioni tra gruppi di atleti d&#8217;élite in scenari di esercizio &#8220;reali&#8221;.<br />
<em>Photo by <a href="https://unsplash.com/@elcuervo?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">Bruno Aguirre</a> on <a href="https://unsplash.com/photos/-RrsXC5aErw?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">Unsplash</a> / di <a href="https://pixabay.com/it/users/karabo_spain-30101/?utm_source=link-attribution&amp;utm_medium=referral&amp;utm_campaign=image&amp;utm_content=333185" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">Car Loss Voniya</a> da <a href="https://pixabay.com/it//?utm_source=link-attribution&amp;utm_medium=referral&amp;utm_campaign=image&amp;utm_content=333185" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">Pixabay</a></em></p>
<p><strong>LEGGI ANCHE</strong>: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/la-fatica-e-un-fatto-mentale/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">La fatica è un fatto mentale</a></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Sei un tipo da adrenalina o da fatica?</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/cultura/sei-un-tipo-da-adrenalina-o-da-fatica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Gervasoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Mar 2025 08:07:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[adrenalina]]></category>
		<category><![CDATA[avventura]]></category>
		<category><![CDATA[fatica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.sportoutdoor24.it/?p=648790</guid>

					<description><![CDATA[Un amico una volta mi ha detto che quando va col windsurf lui urla. Adesso[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1920" height="1280" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/03/Adrenalina-Fatica-1.png" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Sei un tipo da adrenalina o fatica?" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/03/Adrenalina-Fatica-1.png 1920w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/03/Adrenalina-Fatica-1-300x200.png 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/03/Adrenalina-Fatica-1-1024x683.png 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/03/Adrenalina-Fatica-1-768x512.png 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/03/Adrenalina-Fatica-1-1536x1024.png 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><br><br><p>Un amico una volta mi ha detto che <strong>quando va col windsurf lui urla</strong>. Adesso è passato al kite, e gli ho chiesto se continua a urlare e sì, continua a farlo. Gli piacciono anche i <em>flow</em> in mountain bike e lo snowboard, anche se adesso si è preso pure una gravel per venire in giro in compagnia.<br />
Ne ho un altro invece a cui piace sfiancarsi di km di corsa, che <strong>ogni anno con la bici da strada fa lo Stelvio</strong>, e dice che continuerà a farlo finché riuscirà, e che in inverno pratica sci di fondo dal primo all&#8217;ultimo giorno di apertura delle piste.</p>
<h2>Sei un tipo da adrenalina o fatica?</h2>
<p>In fondo amano la stessa cosa, amano gli stessi luoghi, negli stessi momenti o stagioni, ma <strong>è come se fossero agli antipod</strong>i: il primo è come se solcasse sempre a tutta velocità la superficie terrestre, sfiorandola quasi in infiniti adattamenti infinitesimali; il secondo invece è come se amasse assaporare ogni singolo istante in cui esprime il suo impegno, il suo sforzo e la sua determinazione per andare avanti.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-648795" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/03/ryan-byrne-ze4raqndAJc-unsplash.jpg" alt="Sei un tipo da adrenalina o fatica?" width="1920" height="1280" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/03/ryan-byrne-ze4raqndAJc-unsplash.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/03/ryan-byrne-ze4raqndAJc-unsplash-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/03/ryan-byrne-ze4raqndAJc-unsplash-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/03/ryan-byrne-ze4raqndAJc-unsplash-768x512.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/03/ryan-byrne-ze4raqndAJc-unsplash-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ho riflettuto sul fatto che pur amando le stesse cose &#8211; la montagna, i sentieri, la natura, la neve, i boschi, i fiumi e il mare &#8211; <strong>le amano in modi antropologicamente diversi</strong>: l&#8217;uno lasciarsi trasportare dalla forza degli elementi &#8211; l&#8217;acqua, il vento, la gravità &#8211; l&#8217;altro lottando contro di essi.</p>
<p>Sarebbe facile, troppo facile, aggrapparsi alla metafora della formica e della farfalla, alla <strong>dicotomia del godimento e del dolore</strong>, o del piacere e del dovere, ai concetti antichi di <em>telos</em> e <em>carpe diem</em>. E da qui poi volerne trarne chissà quali considerazioni di ordine morale, sociale, valoriale.</p>
<p><strong>LEGGI ANCHE</strong></p>
<p><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/psicologia/la-fatica-aiuta-pensare/" data-wpel-link="internal">La fatica aiuta a pensare</a></strong></p>
<p><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/la-fatica-e-un-fatto-mentale/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">La fatica? Un fatto mentale</a></strong></p>
<p><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/la-natura-e-lultimo-spazio-di-avventura-che-ci-e-rimasto/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">La natura è l&#8217;ultimo spazio di avventura che ci è rimasto</a></strong></p>
<h3>Due facce della stessa medaglia</h3>
<p>In realtà sono molto meno agli antipodi di quanto si possa pensare. <strong>Amano entrambi la stessa cosa, ma l&#8217;amano in modi diversi</strong>, e che ci siano modi diversi di amare, e di esprimere l&#8217;amore, pur con la stessa intensità, è roba ormai acquisita.</p>
<p>Volendo proprio convincerci a dividere il mondo in Guelfi e Ghibellini, in Capuleti e Montecchi, senza per forza dividerlo in buoni e cattiva ma anzi, da una parte ci stanno sciatori e snowboarder, mountain bike da discesa, gente da rafting, surf, kite e così via; dall&#8217;altra scalatori e arrampicatori, maratoneti, fondisti, maratoneti e trail runner.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-648797" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/03/fabrizio-conti-EJQlF0GIvq8-unsplash.jpg" alt="Sei un tipo da adrenalina o fatica?" width="1920" height="1280" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/03/fabrizio-conti-EJQlF0GIvq8-unsplash.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/03/fabrizio-conti-EJQlF0GIvq8-unsplash-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/03/fabrizio-conti-EJQlF0GIvq8-unsplash-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/03/fabrizio-conti-EJQlF0GIvq8-unsplash-768x512.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/03/fabrizio-conti-EJQlF0GIvq8-unsplash-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I miei amici, che conosco da prima dei vent&#8217;anni, <strong>sono sempre stati così</strong>, e pur con i cambiamenti inevitabili per chi ha superato i 50, sono rimasti fedeli nel tempo all&#8217;essenza del loro spirito. E così la domanda a cui ancora non sono riuscito a rispondere è se <strong>tipi da adrenalina o fatica si nasce o si diventa</strong>, e se anche, nel corso della vita, un po&#8217; ci si trasforma.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Claudio Gervasoni' src='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/claudio-gervasoni/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Claudio Gervasoni</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Giornalista, autore, consulente nel digital marketing e sportivo praticante, scrive di outdoor, fitness, sport e tecnologia per importanti testate internazionali come Men’s Health, GQ, Wired e Starbene. Quando non scrive ama correre, fare escursioni in montagna a piedi o con la sua bici gravel, e camminare a piedi nudi.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="http://claudiogervasoni.wordpress.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">claudiogervasoni.wordpress.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Recuperare più in fretta dopo un allenamento: i 5 consigli</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/sport/5-consigli-per-recuperare-piu-in-fretta-dopo-un-allenamento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Sport]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Nov 2024 07:40:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[allenamento]]></category>
		<category><![CDATA[fatica]]></category>
		<category><![CDATA[muscoli]]></category>
		<category><![CDATA[recupero]]></category>
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					<description><![CDATA[È uno dei più banali e diffusi errori tra gli sportivi: dedicarsi con impegno e[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1280" height="853" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/06/pexels-alena-darmel-6643401.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Recuperare più in fretta dopo un allenamento: i 5 consigli" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/06/pexels-alena-darmel-6643401.jpg 1280w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/06/pexels-alena-darmel-6643401-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/06/pexels-alena-darmel-6643401-1024x682.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/06/pexels-alena-darmel-6643401-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /><br><br><p>È uno dei più banali e diffusi errori tra gli sportivi: dedicarsi con impegno e attenzione alla fase dell&#8217;allenamento e tralasciare quella del recupero, lasciando che il corpo faccia la sua parte. È anche un errore grave, perché <strong>la fase di recupero è importante tanto quella dello stimolo</strong>, e gioca quasi lo stesso ruolo nel miglioramento delle prestazioni: se il fisico non ha modo di riposare adeguatamente difficilmente si riesce a progredire, e il recupero dopo l’esercizio è fondamentale per la rigenerazione dei tessuti muscolari, per ripristinare l&#8217;energia e, fondamentalmente, far aumentare la capacità di forza e resistenza.</p>
<h2>Come recuperare più in fretta dopo un allenamento</h2>
<p>La fretta è sempre una cattiva consigliera quando si tratta di recuperare dopo un allenamento ma tuttavia, senza ricorrere a integratori o all&#8217;intervento di terapisti, possono bastare alcune buone e pratiche abitudini per accelerare il recupero.</p>
<p><strong>&gt;&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/come-evitare-i-crampi/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Come evitare i crampi</a></strong></p>
<h3>1. Fai stretching a fine allenamento</h3>
<p>Uno degli errori più comuni è finire l&#8217;allenamento di colpo, senza una fase di rallentamento progressivo e, soprattutto, senza una fase di stretching: l&#8217;allungamento muscolare dopo un allenamento aiuta a distendere i muscoli contratti dallo sforzo, <strong>liberando le tossine accumulate</strong> e agevolando lo smaltimento dell&#8217;acido lattico eventualmente accumulato.</p>
<p><strong>&gt;&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/come-quanto-e-quando-fare-stretching-in-modo-davvero-corretto/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Come e quando fare stretching in modo davvero corretto</a></strong></p>
<h3>2. Fai un massaggio dopo l&#8217;allenamento</h3>
<p>Certo, non tutti hanno a disposizione un massaggiatore o un fisioterapista che possa prendersi cura dei propri muscoli dopo lo sforzo, e non è proprio pensabile di farsi un auto-massaggio. Però ci sono i <strong>foam roller, dei cilindri gommati e sagomati utili sia prima che dopo l&#8217;attività atletica</strong>: la loro azione permette di distendere i muscoli, facilitando l&#8217;afflusso del sangue, rilassando le fibre e smaltendo le tossine accumulate.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-37992" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/10/Consigli-recuperare-in-fretta-dopo-allenamento.jpg" alt="Recuperare più in fretta dopo un allenamento: i 5 consigli" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/10/Consigli-recuperare-in-fretta-dopo-allenamento.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/10/Consigli-recuperare-in-fretta-dopo-allenamento-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/10/Consigli-recuperare-in-fretta-dopo-allenamento-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></p>
<p><strong>&gt;&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/tutti-i-benefici-del-foam-roller/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Tutti i benefici del foam roller</a></strong></p>
<h3>3. Immergiti in una vasca con dell&#8217;acqua ghiacciata</h3>
<p>È la crioterapia, sempre più diffusa tra numerosi sportivi professionisti. Anche senza dotarsi delle speciali macchine per la crioterapia è comunque possibile <strong>fare terapia del freddo immergendosi in una vasca con del ghiaccio</strong>.</p>
<p><strong>&gt;&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/cure-rimedi/crioterapia-come-funziona-il-bagno-nel-ghiaccio-e-quali-benefici-dopo-aver-fatto-sport/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Come funziona il bagno nel ghiaccio della crioterapia</a></strong></p>
<h3>4. Bevi e mangia entro 30&#8242; dalla fine dell&#8217;allenamento</h3>
<p>Bere e mangiare, ovvero <strong>reintegrare liquidi e sostanze nutritive, è fondamentale</strong>, in particolare nella finestra dei 30&#8242; successivi alla fine dell&#8217;allenamento. Non servono integratori o sport drink, a meno di sforzi estremi o particolarmente intensi: dopo una normale attività fisica occorre bere acqua, in quantità tale da raggiungere i 3 litri complessivi nel corso della giornata, e mangiare uno spuntino o recovery meal fatto di proteine e carboidrati (come un sandiwch con prosciutto crudo o bresaola) e sicuramente della frutta, ricca di fibre, liquidi e vitamine.</p>
<p><strong>&gt;&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/cosa-mangiare-dopo-un-allenamento/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Cosa mangiare dopo un allenamento</a></strong></p>
<h3>5. Dormi</h3>
<p>Banale, ma <strong>dormire a sufficienza rimane il modo migliore per recuperare</strong> dalle fatiche di un allenamento intenso.</p>
<p><strong>&gt;&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/dormire-troppo-potrebbe-essere-pericoloso-per-la-salute/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Dormire troppo è pericoloso</a></strong></p>
<p><em>Credits: <a href="https://www.flickr.com/photos/rjs1322/1141484557" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">FlickrCC Bob</a></em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>A cosa serve la fatica nello sport? A proteggere i muscoli</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/sport/la-fatica-nello-sport-serve-a-difendere-i-muscoli-ecco-come-si-fa-a-gestirla/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Aug 2021 11:39:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[allenamento]]></category>
		<category><![CDATA[corsa]]></category>
		<category><![CDATA[fatica]]></category>
		<category><![CDATA[muscoli]]></category>
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					<description><![CDATA[A cosa serve la fatica nello sport? Come risponde il nostro corpo agli sforzi fisici?[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1500" height="1052" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/03/fatica-nello-sport-a-cosa-serve.jpeg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="fatica nello sport a cosa serve" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/03/fatica-nello-sport-a-cosa-serve.jpeg 1500w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/03/fatica-nello-sport-a-cosa-serve-670x470.jpeg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/03/fatica-nello-sport-a-cosa-serve-331x232.jpeg 331w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/03/fatica-nello-sport-a-cosa-serve-300x210.jpeg 300w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /><br><br><p class="western">A cosa serve la fatica nello sport? Come risponde il nostro corpo agli sforzi fisici? E come va trattato dopo un allenamento? È quello che si sono chiesti i ricercatori della University of Queensland, che hanno analizzato quello che potremmo definire il meccanismo della fatica fisica nello sport. Gli interessanti risultati hanno portato a elaborare <strong>una teoria scientifica su quali sono i tempi di riposo</strong> per recuperare completamente dallo sforzo, in modo da avere una vita sportiva controllata e ricca di benefici.</p>
<h2>Il meccanismo della fatica nello sport</h2>
<p>Nello studio, pubblicato su <a href="http://www.nature.com/articles/ncomms14266" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Nature Communications</a>, i ricercatori hanno analizzato i tessuti delle cosce di un gruppo di volontari. Sono state condotte tre serie di biopsie: prima dell&#8217;attività sportiva, a distanza di 24 ore e di 48 ore. Si è così potuto stabilire il comportamento delle fibre muscolari in queste situazioni, con un risultato che di fatto cin racconta molto del meccanismo dell&#8217;affaticamento muscolare. Durante una sessione di corsa, come si pesi in palestra avviene un notevole <strong>aumento di concentrazione di calcio nelle masse muscolari</strong>: la sostanza di accumula in alcune zone delle fibre (delle cavità) attivando delle proteine che agiscono nel deperimento dei tessuti e, se non &#8216;interrotte&#8217; danno luogo a una serie di micro strappi nelle fibre che alla lunga originano le patologie muscolari.</p>
<p><span lang="it-IT"><strong>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/cose-e-come-funziona-la-resilienza/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Come funziona la resilienza</a></strong></span></p>
<h3>48 ore di stop</h3>
<p>Pensiamo al dolore agli addominali dopo una serie di crunch, o al mal di gambe dopo una corsa, o ai bicipiti che pulsano in seguito a esercizi con i pesi. I test hanno dimostrato che questo &#8216;sistema della fatica&#8217; non è nient&#8217;altro che un meccanismo di autodifesa da parte dell&#8217;organismo contro la degenerazione dei tessuti. <span lang="it-IT">Di fronte a questo eccesso di calcio che si accumula,<strong> i muscoli rispondono inviando al cervello il segnale della fatica</strong>, che ci stimola a dare uno stop all&#8217;attività sportiva che stiamo facendo. Grazie alle biopsie a distanza di 24 e 48 ore dal momento di sforzo, gli accademici australiani hanno indicato in 48 ore il tempo necessario al nostro corpo per tornare ai valori abituali di calcio presenti nei muscoli.</span></p>
<p><strong><span lang="it-IT">&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/excersise-addiction-quando-lo-sport-e-una-droga/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Exercise addition: quando lo sport è una droga</a></span></strong></p>
<h3>Ascoltare il corpo</h3>
<p>Quello dei due giorni di riposo è <strong>un suggerimenti di tipo medico-scientifico</strong>, che può essere utile a chi fa sport a livello amatoriale, il cui messaggio, che può sembrare banale ma non lo è, fondamentalmente consiste in questo: quando senti dolore fermati. Altrimenti i tuoi tessuti muscolari rischiano di degenerare in patologie come l&#8217;atrofia.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-40223" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/02/Fatica-nello-sport-come-gestirla.jpg" alt="Fatica nello sport come gestirla" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/02/Fatica-nello-sport-come-gestirla.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/02/Fatica-nello-sport-come-gestirla-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></p>
<p><strong><span lang="it-IT">&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/running/corsa-istruzioni-per-luso/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Corsa: istruzioni per l&#8217;uso</a></span></strong></p>
<h3>Mente e corpo</h3>
<p>Abbiamo visto come uno studio della University of Kent dimostri che <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/la-fatica-e-un-fatto-mentale/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">la fatica sia un fatto mentale</a>.  Una che completa la ricerca australiana: <strong>è sempre il cervello a ricevere lo stimolo da parte dei muscoli</strong> a fermare l&#8217;attività. In realtà si tratta di un fenomeno piuttosto complesso, che coinvolge fisiologia e psicologia, ma i risultati emersi dai test condotti a Brisbane sono un importante passo avanti nell&#8217;individuazione delle patologie muscolari e nella loro eventuale cura: pensiamo ad esempio alla distrofia muscolare.</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/fare-sport-una-sola-volta-a-settimana-e-quasi-come-farlo-tutti-i-giorni/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Fare sport una sola volta alla settimana è come farlo tutti i giorni</a></strong></p>
<p><em>Credits: <a href="https://pixabay.com/en/runner-marathon-tired-street-young-712458/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Pixabay</a> / Foto di <a href="https://www.pexels.com/it-it/@yaroslav-shuraev?utm_content=attributionCopyText&amp;utm_medium=referral&amp;utm_source=pexels" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">Yaroslav Shuraev</a> da <a href="https://www.pexels.com/it-it/foto/donna-rilassante-fitness-stanco-8472152/?utm_content=attributionCopyText&amp;utm_medium=referral&amp;utm_source=pexels" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">Pexels</a></em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Calze Booster compressive: 8 cose da sapere prima di usarle</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/sport/running/8-cose-da-sapere-prima-di-usare-le-calze-booster-compressive/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Gervasoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Oct 2020 11:59:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Running]]></category>
		<category><![CDATA[booster]]></category>
		<category><![CDATA[calze compressive]]></category>
		<category><![CDATA[crampi]]></category>
		<category><![CDATA[fatica]]></category>
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					<description><![CDATA[Tutti li chiamano calze Booster, anche se questo è il nome del modello specifico di[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1005" height="705" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/05/Cose-da-sempere-calze-Booster-compressive-.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Cose da sempere calze Booster compressive-" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/05/Cose-da-sempere-calze-Booster-compressive-.jpg 1005w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/05/Cose-da-sempere-calze-Booster-compressive--300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/05/Cose-da-sempere-calze-Booster-compressive--768x539.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/05/Cose-da-sempere-calze-Booster-compressive--670x470.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/05/Cose-da-sempere-calze-Booster-compressive--331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 1005px) 100vw, 1005px" /><br><br><p>Tutti li chiamano calze Booster, anche se questo è il nome del modello specifico di BV Sport, e sarebbe più corretto chiamarle <strong>calze compressive per lo sport</strong>, ma di sicuro negli ultimi anni, quasi una decina ormai, si sono diffuse tantissimo anche tra gli sportivi amatoriali oltre che, più o meno in modo evidente, tra quelli professionisti. E non parliamo solo di chi corre, dal running puro e semplice al trail running, perché le calze Booster si vedono ai polpacci anche dei triatleti e, chi ha l&#8217;occhio lungo, li può vedere anche sotto i calzettoni dei calciatori e degli atleti di altri sport, sia indoor che all&#8217;aperto. Ma funzionano davvero? E soprattutto <strong>a cosa servono davvero le calze compressive</strong>? E ancora: sono tutti uguali o ci sono differenze tra una marca e l&#8217;altra?</p>
<h2>A cosa servono le calze Booster</h2>
<p>Essenzialmente le calze Booster compressive servono per <strong>favorire il ritorno venoso e di conseguenza lo smaltimento dei cataboliti prodotti dall&#8217;esercizio muscolare</strong> che provocano conseguenze come affaticamento, dolore muscolare, crampi. In parole semplici: durante lo sforzo i muscoli ricevono sangue ossigenato attraverso le arterie e lo restituiscono carico di tossine tramite le vene. Questo avviene per ogni gruppo muscolare ma i problemi maggiori si verificano nei polpacci che, per conformazione e posizione rispetto al corpo, sono più soggetti all&#8217;accumulo delle tossine. Nel caso di sforzi intensi e prolungati infatti la gittata dal cuore può aumentare anche di 5 o 6 volte rispetto al normale, provocando un sovraccarico di sangue nei muscoli che, a lungo andare, provoca <strong>sensazione di stanchezza e pesantezza</strong>, dolore e bruciore, crampi.</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/come-evitare-i-crampi/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Come evitare i crampi</a></strong></p>
<h2>Come funziona la compressione delle calze Booster</h2>
<p>Le calze compressive non sono un&#8217;invenzione del mondo sportivo e ne esistono numerosi modelli medicali specifici per patologie venose. Le <strong>calze Booster compressive però lavorano in modo specifico sul polpaccio</strong>, che è una specie di cuore aggiuntivo e periferico, favorendo il flusso venoso del polpaccio e migliorando il deflusso del sangue carico di tossine da questi muscoli relativamente piccoli (rispetto a cosce e glutei) ma molto sollecitati in sport che hanno alla base la corsa o l&#8217;uso intenso delle gambe come il ciclismo.</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/come-smaltire-lacido-lattico-nelle-gambe/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Come smaltire l&#8217;acido lattico nelle gambe</a></strong></p>
<h2>Cos&#8217;è la compressione progressiva</h2>
<p>Le <a href="https://www.amazon.it/s/ref=nb_sb_ss_i_4_15?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&amp;url=search-alias%3Daps&amp;field-keywords=calze+compressione&amp;sprefix=calze+compressi%2Caps%2C555&amp;crid=3E4QOVNL33PY9&amp;tag=sportoutdoor2-21" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">calze compressive tradizionali</a> hanno massima compressione alla caviglia e ridotta al polpaccio. I Booster di <a href="https://www.amazon.it/s/ref=bl_dp_s_web_524012031?ie=UTF8&amp;node=524012031&amp;field-brandtextbin=BV+Sport&amp;tag=sportoutdoor2-21" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">BV Sport</a> adottano invece un principio inverso: <strong>compressione inesistente a livello della caviglia e aumentata fino a diventare massima ad altezza del polpaccio</strong>. Questo per due motivi: il primo è che a livello da caviglia non c&#8217;è praticamente nulla da comprimere né da spingere verso l&#8217;alto e le esigenze di uno sportivo sono diamentralmente opposte rispetto a chi soffre di patologie venose alle gambe; il secondo motivo è che comunque, durante la corsa o il lavoro muscolare degli arti inferiori, si genera comunque un <strong>effetto di pompa venosa che spinge il sangue verso l&#8217;alto</strong>, appunto verso i polpacci dove poi si accumula. Quindi comprimere alla caviglia significherebbe &#8220;strozzare&#8221; l&#8217;effetto pompa quando invece serve favorire il deflusso e migliorarlo ad altezza dei polpacci.</p>
<p>La compressione progressiva è un&#8217;invenzione brevettata da BV Sport e non tutti i marchi la utilizzano secondo questo principio, anzi: ci sono calze compressive per lo sport che invece prevedono la massima compressione alla caviglia (ci sono tuttavia anche altri marchi che hanno riconosciuto nel tempo la validità di questo principio e l&#8217;hanno adottato a loro volta).</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/5-consigli-per-recuperare-piu-in-fretta-dopo-un-allenamento/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">5 consigli per recuperare più in fretta dopo un allenamento</a></strong></p>
<h2>Le calze Booster hanno un davanti e un dietro, e una destra e una sinistra</h2>
<p>Da tutto quanto detto sopra, è evidente come la compressione progressiva e selettiva sia tale proprio perché lavora solo e soltanto sul polpaccio. Quindi <strong>i Booster hanno sia un davanti che un dietro</strong> che una destra e una sinistra: nelle istruzioni dei <a href="https://www.amazon.it/s/ref=bl_dp_s_web_524012031?ie=UTF8&amp;node=524012031&amp;field-brandtextbin=Booster&amp;tag=sportoutdoor2-21" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">modelli BV Sport</a> c&#8217;è scritto che vanno indossati con il logo davanti e la scritta all&#8217;esterno, che è un escamotage molto pubblicitario per segnalare come indossarli. Anche altri marchi e modelli hanno un verso unico per cui indossarli mentre se questo non è segnalato significa che la compressione non è né progressiva né selettiva.</p>
<p><a href="https://www.amazon.it/s/ref=bl_dp_s_web_524012031?ie=UTF8&amp;node=524012031&amp;field-brandtextbin=Booster&amp;tag=sportoutdoor2-21" target="_blank" rel="attachment wp-att-41108 noopener noreferrer external" data-wpel-link="external"><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-41108" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/05/Cose-da-sempere-calze-Booster-compressive.jpg" alt="Cose da sempere calze Booster compressive" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/05/Cose-da-sempere-calze-Booster-compressive.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/05/Cose-da-sempere-calze-Booster-compressive-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></a></p>
<h2>I Booster hanno anche altri effetti?</h2>
<p>Ovviamente <strong>la compressione ha anche l&#8217;effetto di ridurre le vibrazioni e le oscillazioni dei muscoli</strong> durante la corsa. Paradossalmente questo effetto potrebbe risultare più utile e benefico a sportivi amatoriali relativamente poco allenati che non ad atleti di alto livello con elevate capacità neuromuscolari. Ma in ogni caso la riduzione delle vibrazioni può diminuire anche la sensazione di fatica percepita.</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/la-fatica-nello-sport-serve-a-difendere-i-muscoli-ecco-come-si-fa-a-gestirla/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">La fatica nello sport serve a difendere i muscoli</a></strong></p>
<h2>Le calze compressive fanno correre più veloci?</h2>
<p>No, questo non è un effetto misurato o riscontrato: secondo una review di precedenti ricerche scientifiche sul tema della compressione in ambito sportivo, effettuata da <a href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/27106555" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Engel, Holmberg, Sperlich e altri ricercatori</a>, nessun miglioramento della prestazione in termini di tempo o velocità è stato riscontrato. Ciò che invece emerge dalle ricerche scientifiche sull&#8217;argomento è il <strong>ritardo del senso di affaticamento</strong> e una riduzione del dolore successivo all&#8217;allenamento.</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/la-fatica-e-un-fatto-mentale/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">La fatica è un fatto mentale</a></strong></p>
<h2>Perché i Booster non hanno il piede ma solo il gambale</h2>
<p>La prima spiegazione è tecnica: persone con identico numero di piede potrebbero avere altezze diverse, e quindi lunghezze diverse delle tibie, ma soprattutto circonferenze dei polpacci anche molto diverse tra loro. I <a href="https://www.amazon.it/s/ref=bl_dp_s_web_524012031?ie=UTF8&amp;node=524012031&amp;field-brandtextbin=Booster&amp;tag=sportoutdoor2-21" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Booster di BV Sport</a> hanno 10 &#8220;taglie&#8221; che <strong>combinano altezza e circonferenza del polpaccio</strong> e aggiungere anche la misura di scarpa sarebbe stata una complicazione eccessiva. Poi c&#8217;è una spiegazione pratica: poiché possono essere utilizzati per diversi sport, e poiché il beneficio è solo relativo al polpaccio, avere solo la parte che comprime dalla caviglia in su permette di usare le calze specifiche del proprio sport e, contemporaneamente, godere dei benefici dei Booster. Altro aspetto da non sottovalutare: spesso le calze si rompono, e questo accade quasi sempre sul piede, non sulla tibia o polpaccio: in questo modo i Booster durano di più.</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/cure-rimedi/crioterapia-come-funziona-il-bagno-nel-ghiaccio-e-quali-benefici-dopo-aver-fatto-sport/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Crioterapia: come funziona e quali benefici apporta</a></strong></p>
<h2>Il livello di compressione è sempre lo stesso?</h2>
<p>No, trattandosi di filati con materiali diversi (tendenzialmente poliammide ed elastane, in % diverse tra i marchi e i modelli) e frutto di lavorazioni diverse <strong>tra un brand e l&#8217;altro oppure tra modelli diversi di una stessa marca possono esserci differenze anche notevoli</strong> per i livelli di compressione. Normalmente questa è segnalata in etichetta con l&#8217;indicazione dei millimetri di mercurio (mmHg). All&#8217;inizio, se non si è mai fatto uso di calze compressive, forse conviene iniziare da una compressione minima, intorno ai 20 mmHg, per cominciare ad abituarsi alla sensazione e all&#8217;azione di compressione sui muscoli.</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/cose-e-come-funziona-la-resilienza/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Come funziona la resilienza</a></strong></p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Claudio Gervasoni' src='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/claudio-gervasoni/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Claudio Gervasoni</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Giornalista, autore, consulente nel digital marketing e sportivo praticante, scrive di outdoor, fitness, sport e tecnologia per importanti testate internazionali come Men’s Health, GQ, Wired e Starbene. Quando non scrive ama correre, fare escursioni in montagna a piedi o con la sua bici gravel, e camminare a piedi nudi.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="http://claudiogervasoni.wordpress.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">claudiogervasoni.wordpress.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Qual è lo sport outdoor più duro?</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/sport/qual-e-lo-sport-outdoor-piu-duro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jan 2018 06:13:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[fatica]]></category>
		<category><![CDATA[mtb]]></category>
		<category><![CDATA[nuoto in acque aperte]]></category>
		<category><![CDATA[resilienza]]></category>
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					<description><![CDATA[È il grande mantra dei discorsi davanti a una birra di ogni sportivo outdoor: qual[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/10/Sport-outdoor-piu-duro.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Sport outdoor più duro" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/10/Sport-outdoor-piu-duro.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/10/Sport-outdoor-piu-duro-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/10/Sport-outdoor-piu-duro-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>È il grande mantra dei discorsi davanti a una birra di ogni sportivo outdoor: <strong>qual è lo sport più tosto di quelli che si possono praticare in ambiente naturale</strong>? E di solito, da questa domanda, nascono discussioni infinite puntellate di frasi come: non hai idea quanto è dura fare trail running / nuotare in acque libere / arrampicata / sci di fondo / etc. Ora, oggettivamente ci sono attività più toste e altre più soft: una ultra maratona non si paragona nemmeno a una 10 km, e così una traversata in acque libere non ha niente a che vedere con il tradizionale nuoto.</p>
<h2>Le attività outdoor più toste</h2>
<p>Ecco, è appunto su quelle oggettivamente più toste che si è concentrato <a href="http://www.outsideonline.com/2127176/definitive-ranking-worlds-toughest-outdoor-sports" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Dan Roe di Outside</a>, partendo da alcuni dati oggettivi e incontrovertibili: consumo calorico, tasso di infortunio e tasso di mortalità. Le attività considerate sono arrampicata, nuoto in acque aperte, MTB Downhill e ultra running.</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/cose-e-come-funziona-la-resilienza/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Come funziona la resilienza</a></strong></p>
<h2>Il consumo calorico degli sport outdoor più duri</h2>
<p>Detto che la stima del consumo calorico di un&#8217;attività sportiva è sempre imprecisa, si può assumere comunque per valida la seguente tabella.</p>
<p><iframe loading="lazy" class="highcharts-iframe" style="border: 0; width: 100%; height: 500px;" src="//cloud.highcharts.com/embed/esytalu" width="300" height="150"></iframe></p>
<p>Il numero di calorie bruciate per ora di attività va dalle 632 del MTB Downhill alle 957 del nuoto in acque libere.</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/quanto-mangiare-in-base-al-proprio-metabolismo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Quanto mangiare in base al proprio metabolismo</a></strong></p>
<h2>Il tasso di rischio degli sport outdoor</h2>
<p>Per tasso di rischio si considera il numero di infortuni ogni 1000 ore di attività.</p>
<p><iframe loading="lazy" class="highcharts-iframe" style="border: 0; width: 100%; height: 500px;" src="//cloud.highcharts.com/embed/okopeqo" width="300" height="150"></iframe></p>
<p>Quasi non c&#8217;è gara, con MTB e sci nordico a contendersi il podio.</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/la-dieta-anti-infortuni-in-cosa-consiste/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Cos&#8217;è la dieta anti-infortuni</a></strong></p>
<h2>Il tasso di mortalità di arrampicata, nuoto in acque libere, MTB downhill e ultra running</h2>
<p>Il tasso di mortalità per sport considera il numero di incidenti mortali ogni 1.000.000 per ciascuna attività considerata.</p>
<p><iframe loading="lazy" class="highcharts-iframe" style="border: 0; width: 100%; height: 500px;" src="//cloud.highcharts.com/embed/olowoti" width="300" height="150"></iframe></p>
<p>Le statistiche dicono che lo sport a più rischio di incidenti mortali è l&#8217;arrampicata.</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/perche-ci-affascinano-gli-sport-ad-alto-rischio/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Perché ci affascinano gli sport ad alto rischio?</a></strong></p>
<h2>La classifica degli sport outdoor più duri</h2>
<p>Calcolate le calorie bruciate e i tassi di infortunio e incidenti mortali, ecco la classifica degli sport outdoor più duri.</p>
<h3>Sci nordico</h3>
<p>tra i più dispendiosi in termini metabolici, duro come l&#8217;ultra running, tosto come il nuoto in acque libere e con un alto tasso di infortuni, muscolari e articolari, lo sci di fondo è senza dubbio il più tosto degli sport outdoor.</p>
<p><strong>&gt; Per sapere tutto sullo sci nordico <a href="https://www.sportoutdoor24.it/tag/sci-di-fondo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">clicca qui</a></strong></p>
<h3>Arrampicata</h3>
<p>Richiede grande tecnica, disciplina e forza mentale e una preparazione fisica di livello superiore. In più è senza dubbio quello con il più alto tasso di incidenti.</p>
<p><strong>&gt; Per sapere tutto sull&#8217;arrampicata <a href="https://www.sportoutdoor24.it/tag/arrampicata/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">clicca qui</a></strong></p>
<h3>Nuoto in acque libere</h3>
<p>Ok, il livello di infortuni è basso, e i rischi sono spesso mitigati dalla presenza di barche d&#8217;appoggio, ma nuotare per ore e ore in mezzo alle onde è tosto, davvero molto tosto.</p>
<p><strong>&gt; Per sapere tutto sul nuoto in acque libere <a href="https://www.sportoutdoor24.it/tag/nuoto-in-acque-aperte/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">clicca qui</a></strong></p>
<h3>MTB Downhill</h3>
<p>Come per l&#8217;arrampicata, la tecnica non si improvvisa, e gli infortuni, anche gravi, sono compresi nel pacchetto del divertimento. Però è anche vero che la fatica fisica, cardiovascolare e muscolare, non è quella degli sport di endurance.</p>
<p><strong>&gt; Per sapere tutto sulla MTB <a href="https://www.sportoutdoor24.it/tag/mtb/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">clicca qui</a></strong></p>
<h3>Ultra running</h3>
<p>Non confondiamoci: correre una 100km o più è di una durezza assurda. Ma il mondo delle ultra comincia dove finisce la maratona, e di gente in grado di andare oltre i fatidici 42,125 km comunque in giro ce n&#8217;è e i tassi di infortunio e incidente (a parte i problemi muscolari) sono inferiori agli altri sport considerati.</p>
<p><strong>&gt; Per sapere tutto sull&#8217;ultra-running <a href="https://www.sportoutdoor24.it/tag/running-2/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">clicca qui</a></strong></p>
<p><em>Photo credits: <a href="https://s-media-cache-ak0.pinimg.com/originals/2b/4a/15/2b4a15903bbc77f6840faa8d95575306.jpg" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Pinterest</a></em></p>
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