Viaggio in Anatolia nel Kurdistan turco: cosa fare e vedere

Dormire a Mor Gabriel

Quasi in Siria, sulle colline fuori Midyat, c'è il monastero di Mor Gabriel, di bellezza stordente.

Se rimanete senza mezzi o alloggi e capiscono che non siete dei furbacchioni in cerca di un letto gratis, i pope vi possono sistemare in una stanza. Potrete dormire (uomini e donne separati) nel più antico monastero cristiano ancora attivo (fu fondato nel 397), tenuto perfettamente.

I pastori ortodossi vi ospiteranno a tavola condividendo il loro semplice pasto, per poi chiacchierare tra soli uomini del più (la lingua aramaica, questioni mistiche) e del meno (cibo, vino, attualità). Nel frattempo le donne si dedicheranno ai lavori domestici (lì funziona così).

Credits: Martino De Mori

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Un viaggio in Anatolia è un’avventura fra le più emozionanti che abbiamo provato, soprattutto nella parte più orientale, quella del cosiddetto Kurdistan Turco. Città perdute, vallate lunari, fiumi magici, il mitologico Monte Ararat: esperienze uniche. In mezzo a popoli di confine orgogliosi e ospitalissimi, che hanno fatto del mix culturale il loro fascino e che sono sempre pronti a offrirvi un tè, chiunque siate e ovunque andiate.
L’Anatolia orientale, o il Kurdistan turco, è un mondo poco battuto dal turismo (anche questo è il suo charme), ricchissimo di natura e umanità. Uno dei pochi posti ancora da esplorare e dove godersi l’avventura. Noi l’abbiamo fatto senza programmi, a bordo di piccoli autobus, fermandoci dove capitava e improvvisando. E abbiamo ricavato undici cose da fare che nemmeno vi potete immaginare. Tipo pasturare le trote di Abramo, guardare per l’ultima volta Hasankeyf, pucciare i piedi nel Tigri, fermarsi a Batman, farsi pesare, aspettare il tramonto al Nemrut Dağı, dormire a Mor Gabriel, perdersi ad Ani, puntare verso l’Ararat, divertirsi a Erzurum.
E, ah, esplorare la Cappadocia, con i suoi Camini delle Fate.
In conclusione: il Curdistan è forse il posto più bello della terra.

 

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