Fernanda Maciel: i miei consigli per correre in montagna

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La donna che viene dal Brasile conquista le vette di corsa. Fernanda Maciel è la ultrarunner più famosa del pianeta, capace di imprese che vanno oltre lo sport e puntano a avere un impatto sociale concreto. Oltre a correre su e giù per le vette più alte del mondo, la Maciel è attiva sul fronte della solidarietà e dell’impegno sociale.

Chi è Fernanda Maciel

Fernanda è nata nel 1980 a Belo Horizonte, nel Minas Gerais e ha dimostrato subito un talento speciale per lo sport. Ha iniziato a 8 anni con la ginnastica (arrivando a livelli olimpici), poi è passata alla capoeira, al ju-jitsu (campionessa nazionale), infine ha scoperto al corsa. Ma non quella tradizionale, bensì le ultramaratone, le mountain marathon, anche il triathlon e le avventure multisport con kayak, downhill, bici e snowboartd.

Che imprese ha fatto Fernanda Maciel

Eclettica, fortissima ed elastica fisicamente, determinata nella testa. Queste qualità l’hanno portata al top del ranking mondiale nella corsa, per mettendole di vincere competizioni importanti e fare imprese da record.
Nel 2012 è stata la prima donna a correre in 10 giorni gli 860 chilometri del Cammino di Santiago de Compostela. Nel 2016 ha stabilito il record (22 ore e 52 minuti) salendo e scendendo di corsa per i 6.691 metri dell’Aconcagua, la montagna più alta del Sudamerica (nel video sotto). Nel 2012 ha vinto la North Face Sky Ultra trail Mont Fuji e la Lavaredo Utratrail.
Il 26 settembre 2017 è salita correndo sul Kilimanjaro (5895 metri) in 10 ore e 6 minuti, un’impresa pazzesca che ha demolito di quasi 3 ore il precedente record famminile; poi è ridiscesa in 7 ore e 8 minuti.

 

 

Origini, record, impegno: Fernanda Maciel è una figura fuori del comune. L’abbiamo intervistata per conoscerla meglio e avere da lei qualche suggerimento per correre in montagna e godercela al meglio. Una donna brasiliana sulle vette del mondo.

 

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La nostra intervista esclusiva a Fernanda Maciel

Perché, da Belo Horizonte, hai deciso di correre su e giù per le montagne?
Belo Horizonte è una città di montagna. Ho deciso di correre sulle montagne perché sin da quando ero giovane era una cosa che amavo. Amavo correre verso una cascata e tornare a casa: era il gioco più bello per me.

Perché hai scelto il Kilimangiaro dopo la tua esperienza in Aconcagua? Cosa rappresentano per te le montagne africane?
Dopo l’Aconcagua, ho voluto provare una montagna che fosse piuttosto diversa, ma anche non troppo difficile tecnicamente. Non sono un’alpinista, non ho abilità nel climbing, non posso rischiare la mia vita correndo attraverso le montagne più alte del mondo. Volevo venire in Kilimanjaro perché è in un luogo povero e mi piace aggiungere ai miei progetti anche attività sociali.

Quando eri sul Kilimangiaro, hai avuto la possibilità di goderti qualche minuto della montagna quando hai raggiunto la cima o sei scesa immediatamente? Cosa hai apprezzato di più?
Sì, ho potuto godermi alcuni minuti in cima per rendermi conto di quanto fosse alto, e bello, e quanto sia difficile respirare laggiù. Mi sentivo come un piccolo animale che cercava di sopravvivere dopo aver fatto l’ultimo sforzo.

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Qual è il tuo allenamento tipico per prepararti a questo tipo di sfide? Fai esercizi particolari per rinforzare specifici muscoli o parti del tuo corpo?

Sì, il core e le gambe sono molto importanti per ottenere un tempo record. In casa faccio alcuni esercizi di propriocezione. Ma quello che è veramente importante e fa la differenza è correre per molte ore sulla montagna, una pratica che mi dà la forza e la velocità per correre in salita e discesa il più velocemente possibile.

Hai coperto il Cammino di Santiago in 10 giorni. Qual è il ricordo che hai conservato di questa esperienza?
Correre per 860 km e aiutare i bambini affetti dal cancro in Brasile e in Spagna è stata un’esperienza meravigliosa. Mi sentivo per la prima volta come una vera Forrest Gump. Un giorno correvo per 97 km, il giorno successivo per 92 km … fino al 10 ° giorno con 860 km in totale.

 

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Se dovessi convincere le persone a godersi l’aria aperta, cosa diresti loro?
Che si viva in città o no, è sempre una cosa impagabile stare nella natura: ci ricorda sempre che siamo animali e dobbiamo sentire la libertà, la pace intorno a noi, la bellezza dei fiori e dei panorami. Essere all’aperto è fantastico perché mantiene alto il nostro livello energetico.

I tuoi consigli per le donne che vogliono diventare più sportive e andare a correre in montagna.

Il primo è pratico: ricorda che ti serve poco: un paio di scarpe da montagna, un po’ d’acqua con elettroliti e qualche barretta energetica o frutta per avere un po ‘di energia per correre fino al traguardo.

Il secondo: cerca di dare il meglio ad ogni passo e dimenticati il tuo orologio e i dati che fornisce: l’importante è godersi la corsa e la montagna.

Il terzo: la gara è un mix di sensazioni come la vita. Soffrirai molto quando dovrai spingere per correre più velocemente ma il dolore passerà quando ti renderai conto che hai l’ambiente e le persone attorno che ti danno motivazione. Vivrai qualche brutto momento ma molti momenti grandiosi.

 

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(foto The North Face)

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