E se mangiare poco ma spesso non servisse a dimagrire?

“Per dimagrire bisogna mangiare piccoli pasti almeno 5 volte al giorno”: vero o falso? Una recente ricerca condotta dalla California State University di San Bernardino sembra mandare in crisi questo che è uno dei capisaldi di ogni programma per la perdita e il controllo del peso.

La storia è nota: secondo le più diffuse linee guida, aggiungere almeno due spuntini ai tre normali pasti quotidiani (colazione, pranzo, cena) avrebbe l’effetto di tenere sotto controllo gli attacchi di fame, regolare il metabolismo, evitare le abbuffate e in definitiva permette un miglior controllo del peso se non un vero e proprio dimagrimento.

L’equipe della dottoressa Michelle Kulovitz Alencar ha però voluto verificare se in letteratura scientifica esistono prove concrete e misurabili di questo assunto, e ha preso in considerazione i risultati di una serie di studi condotti tra il 1970 e il 2012.

Dall’analisi di queste ricerche emergerebbe che il solo fattore della frequenza dei pasti non è sufficiente a tenere sotto controllo i chili o a perderli. Nello specifico: nelle persone sovrappeso e obese, mangiare più frequentemente terrebbe in effetti sotto controllo la fame e la glicemia del sangue, ma questo non basterebbe da solo a permettere il dimagrimento, se non associato a uno stretto controllo delle calorie assunte durante il giorno e a una sufficiente attività fisica, tale da aumentare il metabolismo e il consumo calorico conseguente.

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