I fiumi navigabili in Italia per una vacanza in houseboat

Fiumi Navigabili Italia Houseboat

Se si pensa a una vacanza in houseboat, escluso il Po, il nostro non è un paese di fiumi di grandi dimensioni come se ne trovano nelle grandi pianure europee, solo per restare al nostro continente. Eppure di fiumi navigabili ce ne sono anche in Italia tanto che da più parti e da lungo tempo si invoca una valorizzazione delle idrovie, le grandi strade d’acqua navigabili sia per il trasporto merci che soprattutto per fini turistici. Quando si pensa a una vacanza in houseboat, le barche che si guidano senza patente per navigare su fiumi, canali e corsi d’acqua artificiali, si pensa subito alla Francia e all’Olanda, eppure anche in Italia ci sono alcuni fiumi che per le loro caratteristiche e per i territori che attraversano, ricchi di testimonianze storiche e bellezze naturalistiche, ben si prestano a una vacanza in houseboat.

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Il fiume Po

Ben 652 km di lunghezza ma quelli navigabili sono anche di più: se houseboat, canoe, battelli e bateaux mouches cominciano a vedersi da Torino e fino al Delta del Po, la vera rete idroviaria che somma anche canali e fiumi affluenti arriva a oltre 800km. In tutto ci sono 12 tra porti veri e proprie banchine, 111 attracchi (3 in Piemonte, 39 in Lombardia, 36 in Emilia-Romagna, 33 in Veneto) e oltre 20 operatori fluviali per il noleggio di imbarcazioni o l’organizzazione di escursioni o vere e proprie crociere. Il tratto più bello? Impossibile dirlo: lungo il percorso del Po ci sono oltre 60 parchi, riserve, aree attrezzate e oasi naturali, oltre ovviamente alle città d’arte. Il Parco fluviale del Po torinese è diviso in 3 grandi macro itinerari: Po dei Laghi, Po dei Re e Po delle Colline; poi c’è l’enorme Parco del Ticino, con centinaia di km di percorsi a piedi e in bici; da Piacenza in poi è il trionfo delle zone umide, delle riserve e delle zone protette, e poi c’è il Delta del Po, per cui occorre fare un discorso a parte.

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Il Delta del Po

Il delta del Po è un mondo a parte, con caratteristiche proprie sotto ogni punto di vista, compreso ovviamente quello naturalistico. La cosa interessante da sapere per organizzare una vacanza in houseboat in quella che è una delle più vaste aree umide d’Europa e del Mediterraneo è il fatto che il Delta si può raggiungere non solo dalle principali città lambite dal primo fiume italiano ma anche da altre città fluviali come Cremona, Mantova, Venezia ma anche Parma, Padova e Verona. Il Parco regionale del Delta del Po è un’area di oltre 380 km quadrati, tra la sua parte veneta e quella emiliano-romagnola: vi si possono praticare, oltre alla navigazione turistica, altre attività outdoor come birdwatching nel Parco Regionale Veneto del Delta del Po Poiana, le escursioni o il cicloturismo.

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Il fiume Sile

È un interessante fiume, sia dal punto di vista paesaggistico che storico: nasce da alcune risorgive in territorio trevigiano e padovano, tocca Treviso e punta verso Venezia prima della quale è stato deviato, nel Seicento, tramite il Canale Taglio di Sile, che ne porta le acque verso il vecchio letto del Piave e da qui nell’Adriatico, tra il Lido di Jesolo e il litorale del Cavallino (il vecchio corso è comunque ancora seguito da una diramazione che si chiama Silone che, attraverso un sistema di chiuse, porta a Venezia, procedendo tra le paludi protette dal Parco del Fiume Sile). Il primo tratto, fino a Treviso, è navigabile unicamente con imbarcazioni leggere e personali come kayak e canoe, mentre dal capoluogo trevigiano all’Adriatico si può navigare anche con le houseboat, il mezzo ideale per andare alla scoperta della cultura dell’acqua di questo territorio, dal Cimitero dei Burci, le imponenti imbarcazioni usate per il trasporto merci che si trova a Casier, alle aree naturalistiche della Laguna.

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Il fiume Brenta

Sempre nel nord-est c’è un’altra area navigabile molto interessante, quella della Riviera del Brenta con il suo Naviglio che scorre da Stra alla laguna di Venezia tra ville venete e un territorio ricco di patrimonio artistico e naturale. La navigazione è consentita da marzo a ottobre, ripercorrendo le vie degli antichi Burchielli, le tipiche imbarcazioni settecentesche per il trasporto passeggeri utilizzate dai veneziani facoltosi per raggiungere le ville di campagna. Si può navigare da Padova a Venezia via Stra, Dolo, Mira, Oriago, Malcontenta, Fusina.

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La litoranea Veneta da Venezia a Trieste

Si tratta di un network di canali artificiali e fiumi che ha origine nel medioevo, quando il trasporto fluviale era vantaggioso in termini di tempo ed economicità, rispetto a quello su terra, e che ancora oggi permette di andare alla scoperta del territorio del nord-est, dalla Laguna di Venezia al porto di Trieste, attraverso Portogruaro, Latisana, Pordenone e Marano.

Il percorso vero e proprio della litoranea veneta conta 109 km navigabili, dalla Conca del Cavallino al fiume Isonzo, anche se effettivamente è possibile navigare dal Porto del Lido a quello di Trieste, attraversando i Canali Treporti, Pordelio e Casson poi il fiume Sile, da qui nel Canale Cavetta e nel fiume Piave e poi attraverso i Canali Revedoli, Largon, Commessera, dell’Orologio e Saetta arrivare alla laguna di Caorle e proseguire nei Canali Nicesolo, del Morto, Baseleghe, Cavanella, dei Lovi, Lugugnana, Cava Nuova e Cava Bevazzana fino al Tagliamento da cui cominciare ad attraversare la laguna di Marano e Grado con i Canali Lovato e Pantani, raggiungere il canale Isonzato e l’Isonzo tramite i Canali Giò de Mur, Taglio Nuovo, S.Pietro di Ori, di Barbana e Tiel, e poi raggiungere Trieste per mare.

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L’Idrovia Padana

È nota soprattutto come Mantova – Mare anche se in effetti si tratta di una via d’acqua navigabile che passa per Fissaro, Tartaro, Cabalbianco e il Po di Levante per 135 km che attraversano la parte orientale del territorio mantovano e la provincia di Rovigo. Questo sistema di canali e conche ha visto la luce a partire dagli anni Trenta del Novecento anche se è effettivamente navigabile anche dalle imbarcazioni turistiche solo a partire dal 2000, rappresentando una bella via d’acqua attraverso le campagne della bassa pianura padana.

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Il Canale Navicelli da Pisa a Livorno

È un po’ la FI-PI-LI del Cinquecento, il secolo in cui venne aperto questo canale per il trasporto merci da Pisa al porto di Livorno e che prende il nome dalle tipiche imbarcazioni toscane dell’epoca: il canale è largo 35 metri, navigabile anche da parte di imbarcazioni per il trasporto merci e oltre che accanto a numerosi insediamenti industriali che lo sfruttano per trasferire i propri manufatti verso il porto labronico attraversa anche il Parco Naturale di San Rossore Migliarino Massaciuccoli. Al momento di vere e proprie houseboat praticamente non se ne vedono e sono anni che si discute sull’aprire uno sbocco in Arno che potrebbe far diventare questo tratto di acqua dolce dal capoluogo toscano al mare molto più appetibile.

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