Comune in zona rossa: le regole per lo sport

comune in zona rossa

Quella di mettere un comune in zona rossa, con un conseguente inasprimento delle regole per chi fa sport, è una decisione che nel corso delle prossime settimane diventerà sempre più frequente per evitare lockdown generalizzati.
Le zone rosse comunali e provinciali sono state già applicate in diversi territori dove la diffusione della variante inglese di Coronavirus si sta rivelando particolarmente preoccupante. Ci sono gli esempi dei alcuni comuni lombardi (Bollate, Castrezzato, Viggiù, Mede) in lockdown fino al 24 febbraio, oppure dei comuni della provincia di Perugia in Umbria. E si parla già di alcune zone rosse comunali anche in Piemonte.
Ma cosa succede quando un comune viene inserito in zona rossa? Cerchiamo di approfondire la questione focalizzandoci nello specifico sulle regole per lo sport.
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Comune in zona rossa: le regole per lo sport all’aperto

In zona rossa, secondo il Dpcm di gennaio, è vietato uscire di casa senza un’autocertificazione in grado di comprovare che lo spostamento stia avvenendo per ragioni di necessità, di urgenza o di lavoro. Si può lasciare la propria abitazione anche per andare a trovare un parente o un amico in un’altra abitazione privata (una volta al giorno e in massimo due persone).
È possibile uscire di casa anche per fare attività motoria (una passeggiata) in prossimità della propria abitazione e con obbligo di mascherina, e anche per fare attività sportiva (una corsa o un giro in bici). Quest’ultima non per forza va praticata vicino a casa: l’importante è non uscire mai dai confini comunali.
Se stessimo parlando di una regione o di una provincia interamente in area rossa, sarebbe possibile fare attività sportiva in un altro comune purché lo spostamento resti funzionale unicamente all’attività sportiva stessa” e la destinazione finale coincida con il comune di partenza. Tuttavia, qui stiamo parlando di singoli comuni in zona rossa, dai quali non si può tassativamente uscire (salvo motivi di urgenza e di lavoro).
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Comune in zona rossa: le novità per gli sport amatoriali e i bambini

Nei comuni in zona rossa chiudono i circoli e i centri sportivi all’aperto (niente tennis, niente padel). Restano ferme le palestre e le piscine e rimangono vietati gli sport di contatto sia al chiuso sia all’aperto, fatta eccezione per gli allenamenti degli atleti (professionisti e non professionisti) che devono partecipare a competizioni ed eventi di rilevanza nazionale con provvedimento del CONI o del CIP.
L’espressione “di rilevanza nazionale” è la discriminante che permette a un atleta di allenarsi e di gareggiare anche se si trova in zona rossa. Nei comuni inseriti in queste aree di rischio dovranno quindi fermarsi le giovanili di calcio, basket, pallavolo e di qualsiasi altro sport. Le FAQ del Governo, infatti, specificano che “sono vietate tutte le gare, le competizioni e tutte le attività connesse agli sport di contatto di carattere amatoriale”. Rimane consentito (anche per le giovanili e i bambini) continuare gli allenamenti, ma solo all’aperto e senza contatto fisico.
Gli sportivi considerati professionisti potranno continuare ad allenarsi col contatto e a disputare gare/partite. Ciò sarà possibile anche per gli sportivi non professionisti ma che giocano in squadre che partecipano a competizioni di interesse nazionale, come ad esempio i cestisti della Serie A2 di pallacanestro.
[Photo by: Mabel Amber / Pexels]

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