I più dormiglioni del pianeta? Gli olandesi

Olandesi più dormiglioni del pianeta

Una ricerca dell’Università statunitense del Michigan ha rivelato che l’Olanda è il paese dove si dorme di più, mentre, al contrario, in Giappone si dedica davvero poco tempo al riposo. Una sorta di mappa del sonno mondiale, quella realizzata dagli studiosi statunitensi, che hanno cercato di rispondere alle domande su quali paesi dedichino più tempo al sonno e quali sono le ragioni che spingono a mettersi prima il pigiama oppure a svegliarsi molto presto alla mattina.

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In Spagna ultimi a mettersi il pigiama

La ricerca, partita dalla domanda “come si dorme nel mondo?”, ha dunque stabilito che in Olanda si fa la nanna per una media di 8 ore e 12 minuti, mentre a Singapore e in Giappone la media scende a 7 ore e 30 minuti. Lo studio rivela inoltre, ma non avevamo dubbi, che i più nottambuli in assoluto sono gli spagnoli che in media vanno a letto poco prima di mezzanotte e si alzano poco dopo le 7,30, mentre gli australiani hanno l’abitudine di infilarsi sotto le lenzuola molto presto, alle 22.42, ma di alzarsi anche prima, alle 6.47.

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Giusto sonno significa anche salute

Gli esperti hanno sottolineato l’importanza del tempo dedicato al sonno e, come ogni mezzora in più con la testa sul cuscino, sia fondamentale per le funzioni cognitive del soggetto e sulla salute dello stesso a lungo termine. Un altro dato emerso è quello che le donne, tra i 30 e i 60 anni, dormono molto di più rispetto agli uomini della stessa età, andando a letto un po’ prima e svegliandosi un po’ dopo. Quelli che dormono meno sono gli uomini adulti di mezza eta’, che non rispettano il consiglio medico di riposare almeno 7/8 ore.

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Dormire poco influisce sulle capacità cognitive

Risulta che, solitamente, si coricano prima coloro che hanno passato gran parte della loro giornata all’aria aperta, alla luce del sole. Il sonno, purtroppo, non viene regolato dal nostro organismo, ma spesso dagli impegni che ognuno ha, in casa e fuori. Infine, lo studio americano, conferma che la grande mancanza di riposo, quasi cronico, può fortemente incidere sulle nostre capacità cognitive, tra l’altro senza che ce ne rendiamo conto.

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