Liguria, Toscana, Abruzzo e Trento arancioni: niente sci e cosa cambia per lo sport

Liguria, Toscana, Abruzzo e Trento arancioni da domenica assieme a Umbria e Provincia Autonoma di Bolzano, dove però sono in vigore misure più restrittive adottate dalle amministrazioni territoriali; la Sicilia, invece, passa in giallo. Sono questi i provvedimenti che verranno adottati dal Ministero della Salute sulla base del monitoraggio settimanale della cabina di regia dell’Istituto Superiore di Sanità.
I dati hanno mostrato una situazione pandemica stabile e ancora sotto controllo (l’indice Rt nazionale è sotto l’1, a 0,95), anche se in alcune zone d’Italia la situazione sta peggiorando in maniera più preoccupante. Una di queste è appunto l’Umbria, formalmente in zona arancione ma quasi tutta in rosso per volontà della regione: fino al 21 febbraio saranno nella massima area di rischio tutti i comuni della provincia di Perugia e i comuni di Amelia, Attigliano, Calvi dell’Umbria, Lugnano in Taverna, Montegabbione e San Venanzo.
La Provincia Autonoma di Bolzano, formalmente in arancione, è in lockdown fino al 28 febbraio. Inoltre il Basso Molise è in zona rossa, così come Pescara e Chieti in Abruzzo.
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Liguria, Toscana, Abruzzo e Trento arancioni: niente sci. Divieto di spostamento tra regioni fino al 25 febbraio

Da domenica la Liguria, la Toscana, l’Abruzzo (tolte Chieti e Pescara, che saranno in zona rossa) e la Provincia Autonoma di Trento passeranno dalla zona gialla alla zona arancione.
Ciò significa che Trento, che puntava a riaprire gli impianti sciistici il 17 febbraio, dovrà attendere. Discorso simile per la Toscana, che però non aveva ancora fissato una data per la ripartenza della stagione sciistica. Considerando che l’Emilia-Romagna, zona gialla, inizierà a riaprire alcuni impianti lunedì 15, chi vive in Liguria e in Toscana potrebbe essere tentato di farsi una sciata in Emilia-Romagna, ma il divieto di spostamento tra regioni (teoricamente in scadenza il 15 febbraio) verrà prorogato fino al 25 febbraio.
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Liguria, Toscana, Abruzzo e Trento arancioni: cosa cambia per lo sport

Le regole per lo sport nelle regioni arancioni rimangono le stesse che ormai conosciamo, ma un ripasso può sempre rivelarsi utile. Teoricamente non si può uscire dal proprio comune, ma per lo sport ci sono delle eccezioni:
-È possibile recarsi in un altro comune (sempre dalle 5 alle 22) nel caso in cui nel proprio comune non sia materialmente possibile praticare lo sport che si vuole praticare. Un esempio pratico: se nel vostro comune non c’è un campo da tennis o padel, potete recarvi nel comune più vicino dotato di un campo da tennis o padel. La stessa regola vale anche per lo sci di fondo.
-È possibile andare a correre o in bicicletta in un altro comune, purché lo “spostamento resti funzionale unicamente all’attività sportiva stessa” e la destinazione finale coincida con il comune di partenza.
-È possibile uscire dal proprio comune solo se ha meno di 5.000 abitanti. In questi casi non ci si può allontanare dai confini comunali per più di 30 chilometri e non ci si può spostare verso i capoluoghi di provincia.
Nelle regioni arancioni i centri sportivi outdoor rimangono aperti; si può fare attività motoria e attività sportiva anche non in prossimità della propria abitazione, e sul Dpcm non è specificato il divieto di praticare sport outdoor assieme ad altre persone (ma valgono sempre le regole delle distanze interpersonali: 2 metri per l’attività sportiva, 1 metro + mascherina per l’attività motoria). Sono vietati gli sport di contatto, come ad esempio una partita da basket al campetto del parco sotto casa.
[Photo by: Josefka / Pixabay]

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