20 chilometri ad anello tra borghi medievali, vie cave etrusche e forre selvagge nella Tuscia viterbese: il C3V è un viaggio lento che stupisce in una sola giornata.
Sotto la città medievale di Narni, il fiume Nera ha inciso nei secoli un canyon di calcare che la gente del posto chiama “la via d’acqua”. Le acque sono blu, il nome invece no.
Nel cuore del Parco del Gran Sasso, un paese di ottocento anime custodisce una cultura paleolitica, un castello e trail che portano fino alla ferrata. Ecco perché vale il viaggio.
Due bacini glaciali nascosti in Val Nambrone, in Trentino, tra la Presanella e le Dolomiti di Brenta: i laghi di Cornisello sono una delle escursioni alpine più spettacolari — e meno affollate — del gruppo dell’Adamello.
Sul promontorio più meridionale di Panarea, 23 capanne dell’età del Bronzo guardano ancora il Tirreno. Un sito che racconta rotte commerciali, ceramiche micenee e un’arte di difendersi con la geografia.
La terza isola più grande dell’Adriatico nasconde cave millenarie, una lingua di ciottoli unica al mondo e sapori che sembrano rimasti fermi a cent’anni fa. Un pezzo di Croazia che sa ancora tenersi stretta la propria identità.
Una guglia di roccia alta cento metri, un arco naturale che si tuffa nel mare e un sentiero da percorrere a piedi: Cala Goloritzé non si raggiunge per caso. E forse è proprio questo il suo segreto.
Tra le pareti verticali del Geirangerfjord, la Cascata delle Sette Sorelle racconta una storia d’amore non corrisposto che l’acqua ha trasformato in paesaggio eterno.