Coronavirus, correre con la mascherina serve?

coronavirus correre con la mascherina

Correre con la mascherina serve a non esporsi al contagio da Cronavirus? Si tratta di una domanda che molti runner si sono posti da quando il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il 9 marzo 2020, ha firmato il Decreto “Io resto a casa”, con l’obiettivo di rallentare la diffusione del nuovo Coronavirus (Covid-19) nel nostro paese. Andiamo ad approfondire la questione.

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La premessa che va fatta è la seguente: correre e fare attività fisica all’aria aperta si può, ma bisogna essere rigorosamente da soli ed è obbligatorio mantenere la distanza interpersonale di 1 metro con i passanti. La legge ci dice questo, però è importante fare entrare in gioco anche il buon senso e la prudenza. Se si abita in città sarebbe meglio rinunciare alla corsetta, specialmente nelle ore del tardo pomeriggio (dove il rischio di incontrare altre persone è più alto) e lungo le strade o le piste ciclopedonali solitamente più affollate. Più si limitano gli spostamenti, meglio è. Il discorso cambia per chi vive in campagna, in montagna o in un piccolo centro/zona periferica con tanti spazi aperti e semi-isolati. Come abbiamo spiegato qui, fare running è consentito, ma possibilmente in zone naturali e non frequentate.

Ma per chi sceglie di andare a correre, indossare la mascherina significa essere più in sicurezza e proteggersi da eventuali contagi? Teoricamente no, perché se si fa running in solitaria, mantenendo il metro di distanza, non serve coprire naso e bocca. La mascherina, inoltre, può dare fastidio alla pelle in sudorazione e creare difficoltà respiratorie mentre si fa sport. Infine va specificato, anche se non dovrebbe essercene bisogno, che non si deve uscire a correre (e a fare qualsiasi cosa) quando non ci si sente bene o si ha il minimo sintomo: è rischioso per se stessi e soprattutto per gli altri.

Correre con la mascherina non serve a proteggersi dal virus

Se si rispetta ciò che dice il Dpcm del 9 marzo, ossia il fatto di correre in solitaria e mantenendo la distanza di 1 metro, mettere la mascherina non serve a proteggerci dal Covid-19. A chiarire la questione è stato Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), nel corso di una conferenza stampa alla Protezione Civile:

“Se si corre e si devono mantenere ritmi elevati, ricordiamo che le mascherine fanno da barriera per il respiro. Se una persona corre da sola in mezzo ai campi pare abbastanza difficile immaginare come possa trasmettere goccioline

Brusaferro ha anche risposto a una domanda sull’utilità della mascherina e dei guanti quando si corre o si va in macchina da soli: “Sono pratiche non giustificate”.

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L’importante è correre da soli in luoghi non frequentati

In merito a questo tema sono intervenuti altri esperti. Ad esempio il dottor Flavio Doni (cardiologo e medico dello sport), intervistato da ‘Runnersworld:

“La mascherina non è necessaria, perché correndo da soli e rimanendo a buona distanza dagli altri runner o camminatori non entreremo mai con persone che potrebbero contagiarci. L’importante è non correre in gruppo e mantenersi a distanza di sicurezza quando si incontrano altre persone”.

L’inutilità della mascherina per i runner ai tempi del Covid-19 è stata ribadita da Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università degli Studi di Milano e direttore sanitario dell’IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano, nel corso di un’intervista al sito della Gazzetta dello Sport:

“La mascherina non serve se non sei positivo. La si usa, magari anche al supermercato, perché c’è la paura della vicinanza dell’altro, ma è uno spreco. Basta mantenere la distanza di almeno un metro. Non solo è inutile ma è anche uno spreco. A parte che dà fastidio e si riempie di saliva, ma poi non serve a nulla. C’è proprio un cortocircuito in questo senso”

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Se proprio non riuscite a farne a meno

Ci sono però diversi runner che, nonostante i pareri autorevoli che abbiamo riportato in precedenza, non riescono a fare a meno della mascherina: si sentono maggiormente protetti, tranquilli e a proprio agio. In quei casi, come spiega il dr. Sergio Migliorini a ‘Runnersworld.it’:

“È opportuno utilizzarne una di tipo chirurgico”

Queste ultime, infatti, risultano meno invadenti rispetto alle mascherine FFP1, FFP2, FFP3 e a valvola. Sono assolutamente da sconsigliare quelle lavabili con filtro al carbone attivo (come questa), il cui materiale si impregna di sudore e saliva durante l’attività (e la sensazione di umido è fastidiosissima). Dopo aver chiarito la questione, è opportuno ricordare che in questo periodo così complicato è sempre meglio rimanere a casa il più possibile, allenandosi tra le mura domestiche e lavandosi spesso le mani. Questo virus, infatti, è molto sensibile ai disinfettanti e si trasmette specialmente con il contatto attraverso le mani.

Foto di Orna Wachman da Pixabay

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