Dove andare in montagna a Natale in Lombardia: 5 posti poco conosciuti dove varrebbe la pena trascorrere le feste

Vacanze natale in Lombardia

Dove andare in montagna a Natale in Lombardia è un problema che assilla molte persone già da tempo. Sappiamo bene che questo sarà un Natale particolare, senza sci ma con tantissima neve appena caduta su tutto l’arco alpino e con molte restrizioni che ci permetteranno – all’interno di una zona gialla – di muoversi almeno all’interno dei confini della propria regione. Succede in Lombardia, ad esempio: molti dei 10 milioni di abitanti della regione passeranno, nel pieno rispetto del Dpcm, qualche giorno tra Natale e la Befana nella seconde case e altrettanti prenoteranno in albergo o in residence per vivere la montagna anche senza poter sciare.

Dove andare in montagna a Natale in Lombardia?

Quindi, al di là delle località più celebri del turismo invernale  (da Livigno a Bormio, fino a Ponte di Legno e all’Aprica), dove un turista lombardo potrebbe andare cercando una destinazione per poter praticare diverse attività outdoor consentite come le ciaspole, le escursioni sulla neve e lo scialpinismo? Dove varrebbe la pena prenotare per potersi godere tutta quella neve che abbiamo visto in regione?

Val Gerola, Sondrio

Risalendo la Valtellina, appena arrivate a Morbegno, prendete a destra e poi sempre dritto. È facile arrivare in Val Gerola e da Milano servono meno di due ore di auto (noi ci siamo stati di recente). Il paesino in fondo alla valle si chiama Pescegallo ed è quello dove si fermano tutti gli amanti dell’outdoor: qui termina la strada e comincia la natura sotto al Pizzo dei Tre Signori. E comincia il divertimento, anche con gli impianti di risalita fermi. Un paese di poche anime (d’estate invece ce n’è fin troppa, tutti fedeli devoti al culto delle sorelle Curtoni che sono nate qui e sono finite in Coppa del Mondo di sci alpino con la tuta della squadra azzurra). Non stupitevi quindi di trovare poca gente in giro e di vedere sul sito dell’Associazione Turistica Locale che le attività che escludono sci da discesa e snowboard sono limitate a ciaspole, scialpinismo e molto ice climbing, attiivtà che ormai non è più facile praticare ovunque. In questa valle esposta a nord, del resto, fa sempre un sacco di freddo e la neve naturale non manca mai. Anzi. E quando non si sta all’aria aperta, si va nei locali ad assaggiare il bitto, il preziosissimo formaggio nato per condire i pizzoccheri, che è nato qui.



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Campodolcino, Sondrio

Potremmo volgarmente definirlo come “il paese prima di Madesimo“, all’inizio della valle dello Spluga a quota 1070 metri, prima della grande salita che porta in quota. Siamo a 140 km da Milano. Qui non vi farete mancare nulla: c’è abbastanza neve in paese per le piste da fondo e per far divertire i bambini e, salendo a piedi, non mancano gli itinerari per le ciaspole. Se volete cambiare aria, basta prendere la funicolare che parte dal paese e sale a Madesimo (generalmente il turista si avvicina alle piste) dove, Covid permettendo, si può perfino organizzare una lunghissima escursione con le motoslitte. Altrimenti ecomuseo, slinzega e violino (due salumi locali) e tante passeggiate lungo le decine di chilometri di sentieri più o meno innevati.

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Chiareggio, Sondrio

Avete desiderato un paesino piccolo lontano dal mondo per poter vivere la montagna più autentica? State cercando un villaggio in alta montagna dove rilassarvi e fare un po’ di attività fisica? Desiderate incontrare più camosci che cristiani? Chiareggio – siamo a 1600 metri abbondanti di altezza – è in fondo (anzi, in fondissimo) alla Valmalenco, ben 12 km dopo il capoluogo Chiesa di cui è frazione. Un paio di chilometri oltre c’è la Svizzera. Qui gli impianti proprio non ci sono nemmeno. Li hanno lasciati molto più a valle. Pensate che la Conca di Chiareggio, all’ombra del Piz Fora, del Bernina e del Disgrazia, è talmente toccante che è stata nominata uno dei Luoghi del Cuore del FAI. Cosa fare a Chiareggio in inverno? Niente. Non c’è nient’altro da fare se non rilassarsi, godere della vista e passeggiare con le racchette da neve (e, al limite, pedalare con le fat bike). Il che, di questi tempi, non è un brutto programma. Per fare sci di fondo bisogna scendere a Lanzada. Anche lo scialpinismo è più accessibile sull’altro lato della valle, lungo i fianchi delle piste dal Lago Palù in su.



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Montecampione, Brescia

A pochi chilometri dalla punta settentrionale del lago di Iseo c’è Montecampione a 1150 metri di quota che si è fatta un nome con lo sci negli anni ’80 e che stava ritrovando la verve scomparsa da un paio d’anni, dopo aver rifatto tutto il sistema di innevamento artificiale. Durante queste feste di fine anno, accoglierà i fedelissimi tra i bresciani con le seconde case e tutti coloro che amano la natura selvaggia, oltre ai panorami alternativi. Anche in questo caso, le soluzioni sportive alternative sono ciaspole e scialpinismo, soprattutto lungo i pendii della vicina Val Palot (dove ci sono pure un paio di piste da sci, ovviamente chiuse) verso il Monte Guglielmo ben nota per la natura selvaggia. Dormire e mangiare (solo a pranzo, ovviamente) da queste parti  non è mai un problema: in paese ci sono molti alberghi e bed&breakfast e soprattutto il Rifugio al Bait dove assaggiare la carne cotta sulla pietra.



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Schilpario, Bergamo

Dove andare in montagna a Natale in Lombardia? Perché non sulle Orobie bergamasche, a 1135 metri di quota, uno dei borghi della Val di Scalve, laterale della Val Seriana. Qui si passeggia nell’abetaia, si fa sci nordico (ci sono addirittura due scuole di sci da fondo in paese che lavorano sulla nota Pista degli Abeti) e si sale in quota per praticare lo scialpinismo verso il Pizzo Petto e il Pizzo Camino o l’escursionismo con le ciaspole (magari fino al Cimon della Bagozza o al Monte Barbarossa). Negli inverni particolarmente freddi gelano anche le cascate appena fuori dal paese, abbastanza per permettere di arrampicare sul ghiaccio. Quello che può fare la differenza a Schilpario? La pista da pattinaggio, illuminata anche la sera, che offre un’occasione di divertimento per tutti. In paese ci sono diversi alberghi tradizionali (ma il più recente Alpen Chalet è il numero uno), bed&breakafast e perfino un’area attrezzata per la sosta dei camper e numerosi rifugi e ristoranti dove pranzare: provate al Capriolo, appena fuori dal paese.



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credit VisitLakeIseo

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