Brooks Glycerin 15: la recensione

Brooks Glycerin 15 recensione

Con le scarpe da running è un po’ sempre una questione di amore a prima vista. O meglio al primo contatto, se vogliamo tralasciare per un attimo l’estetica: le calzi e normalmente sono i primi secondi, quelli in cui muovi il piede all’interno, ti alzi, senti come ti stanno intorno, sopra e sotto il piede, a farti dire che sì, sono scarpe che ti van venire subito voglia di correre oppure no, che stai entrando in una relazione complicata. Non che questo sia un giudizio di valore assoluto: ogni piede e ogni runner sono diversi e scarpe anche ottime e che vanno per la maggiore potrebbero essere poco digeribili a qualcuno. Ma non è questo il caso di queste nuove Brooks Glycerin 15 che abbiamo avuto modo di provare dopo il lancio megagalattico fatto a giugno a Valencia.

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La recensione delle nuove Brooks Glycerin 15

Prima di andare a fondo con la recensione di queste nuove Brooks Glycerin 15 serve fare due premesse. La prima è che è il primo paio di Brooks che proviamo, e quindi anche il primo paio di Glycerin: stiamo infatti parlando di uno dei modelli più fortunati e longevi del marchio americano e quando un modello passa attraverso numerose versioni è sempre garanzia di un prodotto ben fatto, al netto delle più o meno grandi modifiche apportate di volta in volta (e infatti in giro si trovano ancora sia le 14 che le 13, per i più affezionati). La seconda premessa è che per nostra abitudine veniamo da anni di corse con scarpe molto diverse, meno ammortizzate, meno protettive, decisamente più secche e basse. Questo per fare la tara a quanto andiamo per dire.

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Come stanno le Brooks Glycerin 15 ai piedi

Dicevamo di amore a prima vista, e con queste Brooks Glycerin 15 è proprio così: le infili e capisci subito che sono scarpe da running morbide, comode, che ti vanno subito bene, come quelle camicie che sembrano fatte su misura anche se non lo sono.

Intanto sono comode e morbide sopra, nel senso della tomaia, che è in un mesh leggero, stretch e senza cuciture, ma più ancora nel collarino e nella linguetta, che a prima vista sembrano un po’ troppo imbottiti e poi invece quando allacci le stringhe ti rendi conto che servono a dare una sensazione come di una calza che avvolge e protegge da sfregamenti, punti di frizione o di tensione che inevitabilmente sempre ci sono tra una scarpa industriale e le caratteristiche peculiari di ogni piede.

Poi c’è il sotto, ovvero l’intersuola, che in una scarpa per correre è più del 50% del suo “valore” considerando che è quello il punto di contatto tra il piede (e quindi chi corre) e il terreno. E qui ci tocca creare un neologismo: le Brooks Glycerin 15 non sono semplicemente morbide e ammortizzate; lo sono in una maniera “adattiva”, e questo vale in 2 modi. Il primo è quando le calzi e ti alzi in piedi: sembra quasi che l’intersuola si allarghi, o adatti, o conformi al tuo piede, soprattutto nella zona delle dita e del tallone, come se volesse aiutarti a trovare il miglior punto di contatto con il terreno; il secondo è quando ci corri, con la scarpa che si comporta diversamente a seconda se fai del jogging tranquillo da tapasciata, e allora rimane morbida e ammortizzata, o provi a spingere un po’ e allora diventa più reattiva, con più risposta elastica (ma appunto è una cosa che scopri solo correndoci e non immagini se le provi in negozio).

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Come si corre con le nuove Brooks Glycerin 15

Ecco, alla fine tutto questo non è altro che un rispondere alla domanda su come si corre con queste nuove Brooks Glycerin 15. La prima risposta, forse banale, ma la più sincera e immediata è che si corre bene. Cioè, non sono scarpe da running che devi capire o interpretare, sono scarpe che le metti e vai a correre senza troppe menate. Il che, di questi tempi di estrema segmentazione e frammentazione di modelli, tipologie, caratteristiche e marchi, non è una cosa banale. Se vuoi un paio di scarpe da running con le quali andare sul sicuro, nel senso che sai che non ti pentirai di aver speso dei soldi, queste sono le Glycerin 15 di Brooks.

Poi, se vogliamo andare un po’ più nello specifico, diremmo che inducono una corsa “transizionale”. Ovvero, se siete di quelli che corrono appoggiando prima il tallone, poi il mesopiede e poi le punte, come fa la stragrande maggioranza dei podisti amatoriali del mondo, queste sono scarpe che facilitano la rullata, o il passaggio dal dietro al davanti, dell’appoggio del piede. La spiegazione tecnica è nell’intersuola composta di un materiale chiamato Super DNA e nel design della stessa e della suola, con la cosiddetta Plush Transition Zone che altro non sono se non delle segmentature della suola che favoriscono la flessione della scarpa e quindi l’adattabilità all’appoggio del piede.

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Vale la pena comprare le Glycerin 15 di Brooks per correre?

Premesso che al prezzo ufficiale costerebbero 170 euro (ma già si trovano intorno ai 140 sia da uomo che da donna) e che l’uno o l’altro prezzo sono comunque cifre di fascia alta per un paio di scarpe da running, la risposta è sì: vale la pena. Ciò su cui non possiamo mettere la mano sul fuoco è la durata, nel senso che nel momento in cui scriviamo questa recensione non abbiamo ancora portato queste Glycerin 15 alla fine del loro ciclo di vita, che di solito è dai 500 km in poi; ciò su cui invece possiamo mettere la mano sul fuoco è che si tratta di un paio di scarpe da running con cui andrete sicuramente d’accordo, che potrete usare sempre (nel senso: ripetute brevi ma anche lunghi, uscite tranquille o anche allenamenti veloci), con grande comfort e soddisfazione. Che poi è quello che chiediamo a un paio di scarpe per correre, giusto?

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