Perché la gente corre? 13 possibili risposte

Perché la gente corre?

Ma perché la gente corre? Cioè, davvero, perché la gente – cioè noi – facciamo questa cosa faticosa, dolorosa, al limite dell’autopunizione che è la corsa? La domanda ce l’hanno posta, e ce la siamo posta, decine se non centinaia di volte. Perché quando è domenica mattina presto, i tuoi famigliari ancora dormono, tu magari hai fatto tardi la sera prima a cena con gli amici, e suona la sveglia che hai puntato per andare a correre, la domanda sotto sotto serpeggia nella mente: ma cosa sto facendo? Ma chi me lo fa fare? Quello è senza dubbio il momento più difficile per rispondere alla domanda sul perché correre, e talvolta è anche il momento peggiore per pensare di correre. Eppure ci infiliamo le scarpe, se è inverno anche tutta quella sovrastruttura di abbigliamento tecnico che dovrebbe proteggerci dal freddo, e controvoglia usciamo dalla porta di casa e cominciano a sgambettare.
E poi gli amici e i conoscenti, quelli che correre mai, piuttosto la stradivano e la maratona di serie Tv, che ti chiedono perché lo fai, perché le persone corrono, con quella faccia stravolta dalla fatica, quando fa troppo freddo anche per una passeggiata in centro o troppo caldo per staccarsi dal condizionatore, sotto la pioggia, la mattina presto. Appunto, perché la gente corre?
Una risposta razionale non c’è, perché non c’è una spiegazione a qualcosa che è faticoso, che ti lascia indolenzito se non proprio dolorante, e che alla fine ti fa tornare al punto di partenza e non c’è nemmeno una palla da inseguire, un gol da segnare, un canestro da fare. E però, parlando con gli amici e conoscenti che corrono, anche più ma anche meno di me, ho scoperto che ci sono almeno 13 buoni motivi per farlo.

 

1. La gente corre per dimagrire

È la motivazione più semplice, tangibile e immediata, e per molti anche la prima vera motivazione per cominciare a farlo. In effetti sì, puoi dimagrire in tanti modi, ma il primo a cui pensa la gente è correre. Non che ci si riesca sempre ma è sicuramente la molla più forte: se superi il primo periodo, quello più difficile, poi il risultato lo tocchi con mano, è tangibile e visibile. Ma spesso questa motivazione come arriva se ne va.

2. Le persone corrono per tenersi in forma

No, non ci credo che ci sia così tanta gente che è disposta a pigliare acqua, freddo e moscerini per un obiettivo così lontano: tenersi in forma. Certo correre è il modo più semplice ed economico per farlo, ma non può essere solo per questo: vero che viviamo nell’era del wellness e del fitness ma sentirsi e vedersi in forma non può essere una motivazione sufficiente.

3. La gente corre per allenarsi alla corsa

Questa è forse la motivazione più tautologicamente incomprensibile per chi non corre. C’è in giro un sacco di gente che corre per allenarsi a correre, che corre per correre meglio, di più, più a lungo e più velocemente. Non vince premi per questo, non conquista titoli di giornale, non passerà alla gloria, ma per molte persone la corsa ha una propria ragione intrinseca. Si corre per correre. Difficile da capire? Sì, ma non sempre è necessaria una motivazione esterna – quelle interne son sempre le più forti – né razionale.

4. Inseguire dei risultati

Da un certo punto di vista questa è la motivazione più assurda. Quelli che corrono per fare la maratona in meno di 3 ore. Quelli che vogliono correre i 10 km in meno di 40 km. Quelli che vogliono correre una 100 km. Il tempo, la distanza, la velocità sono come la carota attaccata al bastone: non vinceranno niente, non saranno mai campioni di nulla, e spesso magari non raggiungeranno mai il loro obiettivo. E però averlo ben chiaro, misurabile, numerico, è la loro piccola-grande ossessione. E se lo raggiungono? Be’, se ne pongono un altro, son fatti così.

5. Correre ti riconnette alla natura

La maggior parte di noi ormai vive in ambienti altamente antropizzati. Passiamo 8 ore in un ufficio (o in casa in tempi di lockdown e smart-working), altre ore le passiamo in auto o sui mezzi pubblici, tra ferro, plastica e cemento, poi ci sono i centri commerciali, i cinema, i ristoranti, con la luce artificiale, la temperatura costante, l’aria filtrata che non sa di aria. Viviamo per lo più in ambienti asettici se non anonimi. Correre invece significa sentire il vento negli occhi, la pioggia sulla pelle, il freddo nelle narici, il caldo nei polmoni, l’odore delle cose, dei fiori come dei gas di scarico, sentire i rumori, degli uccelli come delle auto. Se anche in città, correre ti riconnette con la natura, o almeno con i suoi cicli e i suoi fenomeni.

6. La gente corre per una questione di autostima

Che ha relativamente poco a che fare con il risultato in sé del punto precedente. È più qualcosa che riguarda la consapevolezza. È come quando stai finendo un tuo giro e trovi l’amico seduto fuori dal bar accanto a casa che ti chiede dove sei andato. “Ho fatto questo giro, una decina / dozzina / quindicina di chilometri” gli rispondi, e lui strabuzza gli occhi con l’aperitivo e la sigaretta in mano. Come se tu fossi il suo nuovo eroe in carne e ossa. Ma tu sai che quella distanza per te è giusto un giretto, che ora che l’hai fatto ti senti bene, euforico, serotoninico. Ma come lui, prima di riuscirci, ti sembrava una distanza impossibile, e ora dal confronto la tua autostima pompa come musica techno.

7. La gente corre per farsi i ca**i suoi

Almeno per me questa è una delle motivazioni sicuramente. Telefonate, mail, messsaggi, social, scadenze, appuntamenti, iscrizioni, tasse, spese, tagliandi, revisioni, documenti… Io non lo so se per i miei genitori, per i nostri genitori, era così, ma c’è sempre qualcosa da fare, qualcosa a cui pensare, qualcosa da decidere. Il calendar sul telefono è uno stillicidio di notifiche di cose da fare. Be’, la gente corre anche per lasciare tutto a casa, chiuso dietro la porta, e farsi un’ora, due o più di fatti propri. Io la chiamo proprio così, l’ora di ca**i miei, completamente disconnesso da tutto.

8. Le persone corrono per pensare

Almeno, a me succede proprio così, ed è una delle cose più belle che mi capitano mentre corro. Il primo km no, son tutto focalizzato sulle ginocchia che scricchiolano, sulle caviglie rigide, sul fiato da spezzare, insomma sul mettere in moto il mio corpo. Ma poi come un diesel quando mi scaldo tutto funziona in automatico, e non penso più a nulla se non a pensare. Lusso che, per via di quanto esposto nel punto 7, mi è spesso precluso. Da ragazzo puoi stare ore e ore sul letto a pensare (sempre che la tua attenzione non venga fagocitata da uno smartphone o dalla Playstation) ma da adulto non è più così, il tempo per pensare è un lusso. E quel lusso c’è chi se lo ritaglia correndo.

9. C’è chi corre per sfogarsi

Dallo stress, dal nervoso, dalle incazzature, dalle cose andate storte, dalle delusioni. C’è chi prende a pugni un sacco, chi urla, chi si sfianca di kg in palestra, e c’è chi, per sfogarsi, corre. E funziona, come funzionano tutte le attività che ti permettono di buttare fuori quello che altrimenti potrebbe esplodere da un momento all’altro.

10. Quelli che corrono per farsi nuovi amici

Li vedi sulle piste d’atletica, nei parchi, lungo le pedonali e, se c’è dietro un brand, spesso anche in centro città, tutti vestiti uguali. È la dimensione comunitaria della corsa, le community di runner, che un po’ rispondono anche a un’esigenza reale: viviamo vite atomizzate, i veri amici li vediamo poco se non mai, abbiamo più conoscenti che veri amici, e forse nemmeno quelli. E allora correre diventa far parte di una squadra, di una community, di un gruppo sportivo, farsi nuovi amici con cui condividere almeno una passione, quella per la corsa.

11. La gente corre per godersi il cibo

Un po’ pavloviana come motivazione, che solletica e molto il meccanismo della gratificazione e della ricompensa: oggi ho fatto 10 km e mi possono concedere i cannelloni ripieni, i profiteroles, la media chiara. Magari non profondissima come motivazione, ma per molti funziona, trovano il giusto equilibrio, stanno lontani dai sensi di colpa e vivono meglio anche i piccoli-grandi peccati di gola.

12. Per beneficenza

È senza dubbio la più nobile delle motivazioni per cui la gente corre. Donare tempo, denaro, energie, competenze, impegno per una buona causa. Prima del lockdown era pieno di eventi charity, e tornerà a essere così quando questo brutto periodo del Coronavirus sarà finito: è un modo bello, intelligente, sano e funzionante per dare qualcosa agli altri.

13. La gente corre perché è pura gioia

Detta così, sembrerebbe contraddire tutto quanto detto finora, soprattutto la descrizione della corsa come fatica, dolore, impegno e costrizione. Ma in fondo correre è un’espressione di gioia, è la più immediata, spontanea e universale manifestazione di gioia. I bambini corrono incontro ai loro genitori quando li rivedono dopo un po’, e sono felici. I bambini corrono anche senza motivo, anche per fare cose che noi adulti ormai facciamo trascinando i piedi, e questo perché correre dona loro gioia. La gente corre per festeggiare, per esultare (avete presente le squadre quando vincono qualcosa? Corrono tutti, ovunque, senza senso) come se fosse un modo per non far scappare qualcosa di incontenibile come la felicità. In effetti lo fanno anche i cani, i gatti, i criceti, i cavalli e tantissimi altri animali quando sono felici, perché il padrone torna a casa, perché è il momento della pappa o del giretto, perché finalmente hanno un momento e uno spazio di libertà (avete presente i cani non appena vengono sguinzagliati nell’area cani? Corrono come dei proiettili). In fondo la gente corre perché è qualcosa di ancestrale ancor più che antropologico, qualcosa di innato, qualcosa che ha a che fare con la felicità, e forse questa è l’unica vera risposta da dare alla domanda sul perché la gente corre.

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