L’isola di Venezia dove non arrivano vaporetti e turisti: San Francesco del Deserto è la più mistica

Tra Burano e Sant'Erasmo, nella parte orientale della laguna veneziana, c'è un'isola di quattro ettari che i vaporetti pubblici non toccano.
Si chiama San Francesco del Deserto, la abitano sei frati francescani e la si visita solo con una barca privata, su prenotazione, con una guida che è uno dei frati stessi. Per molti chi l'ha vista è semplicemente la più bella delle isole di Venezia.

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Murano, Burano, Torcello — il trittico classico delle isole veneziane lo conosce chiunque sia mai salito su un vaporetto a Fondamenta Nove. Sono isole bellissime, ognuna con la propria storia e il proprio carattere. Ma la laguna veneziana conta più di duecento isole, e alcune di quelle meno frequentate sono tra le esperienze più intense che si possano fare in tutta la regione.

San Francesco del Deserto è una di queste. Quattro ettari tra le barene, senza bar, senza negozi, senza fermate del vaporetto. Solo un convento, un giardino di cipressi, due chiostri e sei frati che accolgono i visitatori come ospiti, non come turisti.

Il nome e la storia: cosa significa “Deserto”

L’isola si chiamava originariamente “Isola delle Due Vigne” — un nome pratico, agricolo, legato ai vigneti che la coprivano. Il cambio di nome arrivò nel 1220, quando San Francesco d’Assisi, di ritorno dall’Oriente, approdò sull’isola durante una tempesta. Rimase qualche tempo, pregò, meditò — e volle fondare qui un piccolo eremo.isola-san-francesco-deserto-venezia

“Deserto” non è un riferimento geografico, non indica aridità o sabbia. È un termine della tradizione monastica medievale che indica la solitudine interiore, il ritiro dal mondo. Il “deserto” era il luogo lontano dalla distrazione, dove si poteva stare in silenzio con se stessi. In questo senso il nome è ancora oggi esatto: l’isola è rimasta fedele a quell’intenzione per ottocento anni.

Nel 1233, il nobile veneziano Jacopo Michiel donò formalmente l’isola ai frati francescani. Da allora ci sono sempre stati frati sull’isola, salvo l’interruzione napoleonica — quando il convento fu trasformato in presidio militare e i religiosi cacciati. Nel 1858, il barone Giuseppe Torre acquistò l’isola e la restituì all’ordine francescano.

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L’arrivo: come organizzarsi

San Francesco del Deserto non è servita da nessuna linea di vaporetto. Questa è la prima cosa che bisogna sapere — e anche la ragione per cui è rimasta così.
Per arrivarci bisogna organizzarsi: taxi acqueo da Venezia, barca privata, oppure il modo più semplice — raggiungere Burano con il vaporetto linea 12 da Fondamenta Nove, e da lì prendere un’imbarcazione privata per i 15 minuti di attraversata che separano l’isola dei merletti dall’isola dei frati.san-francesco-deserto-venezia

Diverse agenzie locali organizzano escursioni che includono trasporto e visita guidata. Ma chi vuole l’esperienza più autentica prenota direttamente con il convento — i frati rispondono al telefono, spiegano gli orari, accolgono i visitatori senza formalità.
La difficoltà logistica serve da filtro naturale. Chi arriva a San Francesco del Deserto lo ha voluto davvero. E si capisce subito, appena la barca si avvicina all’isola, dalla linea dei cipressi alti che ne seguono il perimetro come una guardia d’onore verde scuro.

I due chiostri e il giardino

La visita guidata è condotta da uno dei frati, dura circa un’ora ed è gratuita. L’offerta è libera, non obbligatoria. Si visita in italiano — disponibili brochure in inglese, francese e tedesco.

san-francesco-deserto-venezia-isolaIl percorso attraversa i due chiostri del convento. Il primo è duecentesco — costruito nel XIII secolo, con colonne basse e proporzioni severe, pietra chiara e silenzio che si sente fisicamente. Il secondo è rinascimentale — più ampio, con archi a tutto sesto, più luminoso. Tra i due c’è quasi tre secoli di storia dell’architettura religiosa veneziana.
Il giardino che circonda il complesso è curato dai frati con una cura quasi ossessiva. Cipressi altissimi, ulivi, orti, aiuole ordinate. Dal sottosuolo dell’isola sono emersi nel corso degli anni reperti romani del I, IV e V secolo d.C. — l’isola era frequentata già in epoca antica, probabilmente come approdo e punto di sosta per le imbarcazioni in transito nella laguna.

Il ritiro spirituale

San Francesco del Deserto non è solo una meta turistica. Per chi lo desidera, è possibile pernottare nelle celle del convento — trenta stanze disponibili per chi vuole trascorrere giorni di ritiro e riflessione. L’accordo si prende direttamente con i frati, che valutano le richieste caso per caso. Non è un hotel, non ha le comodità di un albergo. È un convento attivo, e lo si vive come tale. C’è un refettorio comune e stanze per gruppi di studio o incontri.
Chi cerca una pausa vera dal rumore di Venezia — che in alta stagione è tra le città più rumorose d’Europa — trova qui qualcosa di difficile da replicare altrove.

Le altre isole minori di venezia

L’isola si visita bene in combinazione con Burano — mezz’ora di vaporetto da Venezia, poi quindici minuti di barca. Una mezza giornata per Burano e le sue case colorate, poi il pomeriggio sull’isola dei frati prima che gli orari di visita chiudano.
Chi vuole approfondire il tema delle isole veneziane meno note ha molto materiale tra cui scegliere. Torcello — la più antica tra le isole abitate della laguna, con la basilica paleocristiana di Santa Maria Assunta e i mosaici dell’XI secolo — è a venti minuti di vaporetto da Burano.
San Lazzaro degli Armeni — il monastero armeno con 170.000 volumi dove Lord Byron imparò la lingua — è dall’altra parte della laguna, raggiungibile dalla fermata San Zaccaria.San_Lazzaro_Armeni_Venezia
Poveglia — l’isola della peste con oltre centomila sepolture — è vicina al Lido.
Ognuna ha una storia completamente diversa dalle altre, e insieme raccontano una Venezia che il turismo di massa non incontra quasi mai. Come anche il Lazzaretto Vecchio e l’altra isola del Lido, il Lazzaretto Nuovo.

Info pratiche

Dove: Isola di San Francesco del Deserto, laguna veneziana, tra Burano e Sant’Erasmo
Come arrivare: vaporetto ACTV linea 12 da Fondamenta Nove fino a Burano, poi barca privata o taxi acqueo (~15 minuti)
Telefono convento: +39 041 528 6863
Orari visite: martedì–domenica, ore 9-11 e 15-17 — chiuso il lunedì
Ingresso: gratuito, offerta libera
Lingua: visite guidate in italiano, brochure in inglese, francese e tedesco
Ritiro spirituale: 30 celle disponibili, accordarsi direttamente con i frati
Tempo di visita: circa 1 ora
Periodo consigliato: primavera e inizio autunno — estate possibile ma la laguna è affollata

Foto Visitlido, Veneziaunica

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