Coronavirus e spesa: perché è meglio usare le monete che le banconote

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La spesa ai tempi del Coronavirus potrebbe essere ancora più complicata: perché è meglio usare le monete che le banconote, parlando di euro. Lo spiega una ricerca scientifica tedesca presentata al Congresso europeo sulla Microbiologia Clinica e le Malattie Infettive (ECCMID). Lo studio spiega che le banconote europee sono più facilmente contaminate dai microbi rispetto alle monete. Queste, grazie alla presenza di rame sono meno rischiose (anche se non eliminano il virus del tutto).
Quindi? Cerchiamo di capirne di più.
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Coronavirus e spesa: meglio le monete che le banconote

Quello che è emerso potrebbe darci indicazioni importanti riguardo i comportamenti da tenere. Lo studio è condotto dall’equipe del professor Johannes Knobloch, della University Medical Center Hamburg-Eppendorf, di Amburgo. Sappiamo bene che il denaro è una superficie più usate e toccate e si pensa che potrebbe essere coinvolto nella trasmissione di agenti patogeni. Se la carte è un veicolo di contagio, sembra che le monete lo siano meno, grazie al contenuto di rame, presente nel 75% degli euro, che rafforza le attività antimicrobiche.
Così gli autori hanno studiato l’attività antimicrobica delle monete in euro (5 centesimi, 50 centesimi, 1 euro) e delle banconote (5 euro) in condizioni realistiche usando un test di trasferimento tattile che simulava la contaminazione secca per contatto con la pelle.
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Le monete euro in rame abbassano i rischi di contagio

La banconota da 5 euro, come tutte le altre, è realizzata in fibra di cotone. In monete da 1 euro e 2 euro, con la parte color oro, c’è una lega fatta di rame al 75%, zinco al 20% e nichel al 5%. La parte “argento” è 75% rame e 25% nichel. Le monete da 10 cent, 20 cent e 50 cent sono realizzate in ‘oro nordico’, che è una lega composta da 89% di rame, 5% di alluminio, 5% di zinco e 1% di stagno. Le monete da 5 cent, 2 cent e 1 cent sono realizzate in acciaio ricoperto di rame.
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Recentemente, è stato anche dimostrato che le superfici contenenti rame mostrano attività antivirale contro SARS-CoV-2, riducendo significativamente il periodo di tempo in cui il virus rimane infettivo (solo 4 ore) in contrasto con le superfici polimeriche di cui sono fatte le banconote, in cui il virus potrebbe sopravvivere diversi giorni.
In nove esperimenti indipendenti gli autori hanno osservato numeri variabili di batteri trasferiti sulle diverse superfici.
La superficie più piccola della moneta da 5 cent ha visto una quantità inferiore di batteri trasferiti rispetto alle monete da 50 cent e 1 euro. Tutte le monete contenenti rame hanno mostrato un’attività antimicrobica rilevabile. Su 5 cent, 50 cent e 1 euro dopo 24 ore, i batteri si sono ridotti tra il 98,7 e il 99,5%. Al contrario, dopo 24 ore sulla banconota il numero di cellule batteriche non è stato ridotto.
In…soldoni significa che maneggiando i l denaro abbiamo qualche rischio di contagio, e che per ridurli (ma non azzerarli) ci conviene usare le monete invece che le banconote. Il che comporta altri problemi di cui tutti siamo consapevoli. Al di là della carta di credito e i pagamenti online.
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Gli autori dello studio concludono così:

Contrariamente a una banconota da 5 euro, le monete contenenti rame mostrano un’attività antimicrobica rilevabile. Tuttavia, nella maggior parte degli esperimenti, i batteri non sono stati completamente eliminati dalle monete. Pertanto, anche le monete potrebbero fungere da vettori per la trasmissione di microbi.

Credo che il rischio di trasmissione del virus attraverso il denaro, anche le banconote, sia di gran lunga inferiore a quello di un contatto diretto con un indice. Per quanto riguarda l’attuale pandemia di Covid-19, se i contanti devono essere utilizzate per il pagamento, le monete sarebbero meglio delle banconote. Tuttavia, il pagamento con carta può essere eseguito completamente senza contatto ed evita il rischio di trasportare del tutto contanti.

 

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