Dove andare nell’estate 2026: idee per mete originali da scoprire prima degli altri

Dall’Italia all’Asia, le mete più autentiche e meno affollate per l’estate 2026: natura, cammini e viaggi outdoor lontani dal turismo di massa

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Non sarà l’estate delle destinazioni ovvie. Sempre più viaggiatori cercano luoghi meno affollati, esperienze autentiche, paesaggi da vivere lentamente. Il 2026 si muove in questa direzione: meno città iconiche, più territori, cammini, natura, culture locali.

Questa selezione nasce proprio da qui: mete originali e interessanti, raggiungibili, sicure, con un’identità forte e un’anima outdoor, lontane dal turismo di massa ma perfette per un viaggio estivo. Non il Kenya ma il Mozambico, non le Canarie ma le Cies, non Parigi ma Danzica (eccola qui sotto).danzica-viaggio
Insomma, non la classica lista di luoghi “di moda”, ma una best destination ragionata, tra Italia, Europa, Africa e Asia, per chi vuole partire davvero.

Italia: territori da vivere più che da visitare

Peccioli (Toscana)

Nel cuore della Toscana, Peccioli è uno dei borghi italiani che meglio hanno interpretato il concetto di rigenerazione. Hanno creato un ‘sistema’ focalizzato sull’arte contemporanea partendo da una discarica che nessuno voleva. Un stori ada scoprire gironzolando nel borgo diffuso. Sostenibilità, paesaggio agricolo e comunità convivono in modo naturale.
Installazioni diffuse, spazi culturali e panorami collinari lo rendono perfetto per un viaggio lento tra cammini, ciclovie e scoperta del territorio rurale. Non è il classico borgo-cartolina: è un laboratorio vivente.

Appennino tosco-emiliano (Emilia-Toscana)

Una dorsale lunga e sorprendente, perfetta per escursionismo, bikepacking e turismo di prossimità. Crinali panoramici, rifugi, borghi e pascoli disegnano un territorio autentico e poco frequentato.
L’estate è la stagione ideale per attraversarlo a piedi o in bici, tra natura, cucina locale e ritmi lenti.appennino-pistoiese

Al di là delll’appennino modenese, dalla Pietra di Bismantova in giù, si entra in quello pistoiese. Qui vale la pena spingersi fino a Orsigna, un posto fuori dal tempo. Piccola frazione dell’Appennino pistoiese, è il luogo scelto da Tiziano Terzani come rifugio spirituale. Boschi fitti, sentieri, torrenti, rifugi e silenzi profondi definiscono un paesaggio ideale per trekking e meditazione. non a caso da qui passano tanti cammini.
E una popolazione giovane che cerca di rivitalizzare il borgo valorizzando mestieri antichi.
Qui il tempo rallenta davvero, e il viaggio diventa esperienza interiore oltre che naturalistica.

Matese (Molise)

Tra Molise e Campania, il Matese è uno dei sistemi montuosi meno esplorati d’Italia. Laghi carsici, altipiani, cavalli allo stato brado, borghi sospesi. Il turismo è ancora discreto, e il contatto con il territorio è diretto.roccamandolfi-castello-inverno-visitmolise
Un luogo perfetto per chi cerca outdoor, silenzio e autenticità. E luoghi magico-mistici come il castello dei Maginulfo.

Ulassai (Sardegna)

In Ogliastra, la Sardegna cambia volto, lomntana, ma nemmeno poi tanto, dalla Costa Smeralda.
Ulassai unisce mare e montagna, trekking e arrampicata, arte e paesaggio.
Le installazioni di Maria Lai dialogano con pareti calcaree e canyon, creando un territorio unico.
Ideale per viaggi attivi tra hiking, climbing e percorsi naturalistici. C’è anche un bel festival fra maggio e giugno.

Europa: paesaggi e territori lontani dalle rotte classiche

Isole Cíes (Spagna)

Al largo della costa atlantica spagnola, le isole Ces sono tra gli ambienti naturali più protetti della Spagna. Spiagge selvagge, acqua cristallina, sentieri costieri e accessi contingentati mantengono intatto l’equilibrio ambientale.
E numero limitato di visitatori, niente auto, si dorme in camping. 
Un viaggio perfetto per chi cerca mare e natura senza resort e turismo di massa. Lo abbiamo raccontato.

Ikaria (Grecia)

Isola greca lontana dalle rotte turistiche più battute. Nota per la longevità dei suoi abitanti (è una Blue Zone), offre trekking, villaggi autentici, tradizioni (i balli Panagyri), cucina semplice e ritmi lentissimi.
Una popolazione allegra e un po’ anarchica, un mare vero.
Un viaggio a Ikaria, come abbiamo raccontato, è relazione con il territorio, non consumo. Vai prima che diventi mainstrem.

Danzica (Polonia)

Varsavia e Cracvia stanno diventando troppo affollate, ma la Polonia ha ancora molto altro da offrire. Ad esempio Danzica, città baltica affacciata sul mare, con una storia stratificata e un’estate fresca, perfetta per chi vuole evitare il caldo mediterraneo.danzica
Architettura, piste ciclabili, spiagge sabbiose e natura nei dintorni la rendono una destinazione urbana ma outdoor-friendly.

Galizia (Spagna)

La costa iconica delle scogliere battute dall’oceano, ma anche l’entroterra che si apre appena ci si allontana dal mare. La Galizia è verde, rurale e sorprendentemente silenziosa, fatta di foreste umide, vallate attraversate da fiumi e borghi di pietra dove il tempo sembra sospeso.praia-catedrais-galiziaÈ lo stesso paesaggio che si intuisce arrivando alla costa di Lugo e alla zona di Praia das Catedrais, ma qui senza folla e senza scenografie spettacolari: solo natura continua e autentica.
Perfetta per viaggi a piedi, in bici o on the road, alternando escursioni nella natura a soste gastronomiche, in un’Europa ancora poco raccontata.

Lake District

Uno dei paesaggi più poetici d’Europa. Laghi, colline, sentieri, villaggi storici. Estate fresca e perfetta per hiking, kayak e viaggi attivi. È la montagna inglese, dolce e accessibile.
Il Lake District, nel nord-ovest dell’Inghilterra, è uno dei territori più iconici del Regno Unito per chi ama camminare: un intreccio di sentieri, specchi d’acqua e villaggi storici che ha ispirato scrittori e viaggiatori per secoli, da Wordsworth in poi.
Qui l’outdoor è parte della cultura locale. I percorsi si snodano tra crinali panoramici e rive tranquille, con trekking adatti a tutti i livelli, dalle passeggiate intorno ai laghi alle ascese sui “fells”, le cime tondeggianti tipiche della regione. Il paesaggio cambia continuamente: prati, muretti a secco, pecore al pascolo, piccoli porti lacustri da cui partono kayak e canoe.
L’estate è la stagione perfetta: temperature miti, luce lunga, affollamento contenuto rispetto alle Alpi e un ritmo che invita a fermarsi. I villaggi come Ambleside, Grasmere o Keswick diventano basi ideali per esplorare a piedi o in bici, alternando escursioni, pub storici e navigazioni lente sui laghi. È una montagna accessibile e accogliente, dove il viaggio è fatto di movimento continuo ma mai estremo, e la natura si vive con naturalezza. Puoi anche ascoltare il nostro Podcast sul Lake District: picchi, pioggia a pub.

Africa: esperienze vere, tra mare e cultura

Tunisia del Sud

La Tunisia cambia volto appena si lascia la costa. Verso sud il paesaggio diventa essenziale, quasi lunare: distese di sabbia, altipiani rocciosi, oasi e villaggi che sembrano emergere dalla terra. Qui il viaggio si trasforma in attraversamento. Ksar fortificati, case troglodite, antiche piste carovaniere raccontano una storia millenaria fatta di scambi, deserti e sopravvivenza.tunisia

Luoghi come Matmata, Douiret, Chenini o Tataouine offrono un’immersione in una cultura berbera ancora viva, mentre le oasi di montagna – Chebika, Tamerza, Midès – sorprendono con palmeti e canyon nascosti. Il deserto del Sahara, tra Douz e Ksar Ghilane, diventa esperienza: notti sotto le stelle, camminate tra le dune, silenzi profondi. È una Tunisia intensa, lontana dal turismo balneare, perfetta per un viaggio su strada che alterna natura, archeologia e incontri.

Senegal

Il Senegal è una delle destinazioni più accessibili dell’Africa occidentale, ma conserva una forte identità culturale e naturale. Lontano dai resort, il paese offre un viaggio fatto di villaggi, musica, mercati, fiumi e oceano, con un ritmo accogliente e umano.senegal-casamance

Il delta del Sine-Saloum è uno dei luoghi più affascinanti: mangrovie, isole sabbiose, pesca tradizionale, birdwatching e spostamenti in piroga. In Casamance, a sud, il paesaggio diventa verde e tropicale, con risaie, foreste e comunità locali che accolgono i viaggiatori in modo diretto. Lungo la costa si alternano villaggi di pescatori e spiagge ancora poco costruite. Il viaggio qui è relazione: partecipare, ascoltare, condividere. Non un safari, ma un’esperienza culturale e naturale.

Mozambico

Il Mozambico è uno degli ultimi grandi tratti di costa africana ancora autentici. L’oceano domina tutto: spiagge immense, dhow che navigano lenti, villaggi di pescatori, fondali ricchissimi. Zone come Tofo e Vilanculos sono punti di accesso ideali per un viaggio marino fatto di snorkeling, immersioni e incontri con megafauna marina, tra mante e squali balena.bazaruto-mozambico

L’arcipelago di Bazaruto, con dune, lagune e acque cristalline, offre paesaggi intatti e un turismo ancora poco invasivo. Il ritmo è lento: mercati locali, pescatori che rientrano al tramonto, spostamenti via mare. Non è una destinazione di lusso, ma di esperienza. Qui il viaggio significa vivere l’oceano e la quotidianità, con semplicità e intensità.

Asia: viaggi che lasciano il segno

Armenia

Compatta, intensa, attraversabile in pochi giorni ma capace di lasciare un’impressione profonda. L’Armenia è fatta di altopiani, monasteri isolati, villaggi e montagne, con una forte identità culturale e religiosa. I monasteri di Tatev, Geghard o Noravank emergono tra canyon e vallate, mentre il lago Sevan apre paesaggi luminosi e ventosi.armenia 15
Il viaggio qui è un continuo alternarsi tra natura e storia: trekking sui rilievi, strade panoramiche, incontri con comunità locali e una cucina semplice e potente. Non è un turismo spettacolare, ma essenziale. Perfetta per chi cerca un paese vero, con un ritmo lento e un legame forte tra paesaggio e spiritualità.

Giordania

Ridurre la Giordania a Petra è limitante. Il paese si presta a un viaggio dinamico: trekking nel Wadi Rum, canyon, Mar Rosso, deserto e cammini storici. Il Dana Biosphere Reserve e il Jordan Trail offrono percorsi tra villaggi e ambienti naturali, mentre il deserto regala notti silenziose e paesaggi di roccia e sabbia.
A sud, Aqaba permette di alternare trekking e mare, snorkeling e rnatale-deserto-giordaniaelax. Il paese è organizzato, sicuro e relativamente semplice da attraversare. Un viaggio potente, che unisce natura estrema, archeologia e ospitalità.

Anatolia orientale

La Turchia meno conosciuta e più autentica. Altitudini elevate, paesaggi aperti, laghi immensi e città lontane dai circuiti turistici. Il lago di Van è il centro geografico e simbolico della regione, circondato da monasteri armeni, altipiani e villaggi. Per noi, uno dei luoghi più belli del mondo.anatolia-turchia
Qui il viaggio diventa esplorazione: strade lunghe, incontri, mercati locali, siti archeologici poco frequentati (hai presente il Nemrut Dag?). È una Turchia di frontiera, multiculturale, con ritmi lenti e una forte presenza umana nel paesaggio. E va al di là della Cappadocia e le mongolfiere.

Uzbekistan

Le città della Via della Seta sono tra le più scenografiche dell’Asia centrale. Samarcanda, Bukhara e Khiva raccontano secoli di scambi e viaggi con madrase, minareti e piazze monumentali. Ma oltre all’architettura, il paese offre deserti, mercati, villaggi e una cultura ancora legata alla vita quotidiana.uzbekistan-viaggio-treno
UN paese facile da girare anche da soli. I collegamenti ferroviari moderni e l’organizzazione turistica rendono oggi il viaggio semplice e accessibile. Un itinerario culturale forte, ma anche un’esperienza umana: spostarsi, osservare, entrare in contatto con una società in trasformazione.

Bangkok–Singapore in treno

Non è una meta, ma un viaggio lineare e narrativo. Attraversare Thailandia e Malesia con i treni locali significa vivere il Sud-est asiatico lentamente, fermandosi tra città coloniali, mercati, foreste e villaggi.
Il ritmo ferroviario permette di osservare il paesaggio cambiare: templi, risaie, piantagioni, città. Non un viaggio di lusso, ma accessibile, concreto, fatto di incontri e quotidianità. L’esperienza stessa diventa la destinazione.

Hokkaido

Il Giappone del nord è un mondo a parte. Estate fresca, parchi naturali, vulcani, laghi e trekking. I parchi di Daisetsuzan e Shiretoko offrono sentieri tra foreste e crateri, mentre le fioriture estive trasformano i paesaggi in distese di colori. hokkaido-giappone
È il lato outdoor del Giappone, meno urbano e più naturale che abbiamo visto. Ideale per chi cerca cammini, natura e un paese organizzato ma ancora sorprendente.

Georgia

Tra Caucaso e tradizioni, la Georgia è uno dei territori più interessanti per il trekking. Le regioni montane di Tusheti e Svaneti offrono villaggi medievali, torri in pietra, sentieri e cavalli, in paesaggi grandiosi.
Il viaggio alterna escursioni, ospitalità familiare e cucina locale. Non è un turismo strutturato, ma esperienziale, con forte contatto umano. Perfetta per chi vuole esplorare una montagna diversa dalle Alpi.

Kirghizistan

Una delle destinazioni più pure per chi cerca natura e movimento. Steppe, laghi alpini (Issyk-Kul), nomadi e yurta definiscono il paesaggio. Il viaggio si fa spesso a cavallo o a piedi, attraversando territori vastissimi e poco abitati.kirghizstan
L’esperienza è immersiva: notti in tenda, spostamenti lenti, contatto diretto con le comunità locali. Un viaggio outdoor totale, non turistico in senso classico.

Laos del Nord

Il Laos settentrionale è uno degli ultimi angoli del Sud-est asiatico rimasti lontani dal turismo di massa. Foreste, fiumi, villaggi e ritmi lenti definiscono il paesaggio. Luang Prabang è la porta d’ingresso, ma il viaggio prosegue tra fiumi navigabili, montagne e comunità rurali.laos
Si cammina, si naviga, si osserva. Non c’è fretta, non c’è spettacolo costruito. Solo un territorio che si attraversa lentamente, lasciando spazio all’esperienza.

Il filo rosso dell’estate 2026

Il viaggio torna ad essere esperienza e non semplice destinazione.
Camminare, attraversare, osservare, incontrare. Meno luoghi iconici, più territori veri.
L’estate 2026 sarà per chi vuole partire davvero, noi la vediamo così.

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