Corsa o bici 2 volte a settimana dopo un infarto per proteggere il cuore

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Chi ha avuto un attacco cardiaco dovrebbe elevare i livelli di attività fisica, per tenere lontani i rischi di morte. Lo spiega un ampio studio appena presentato a EuroPrevent 2018, un congresso della European Society of Cardiology. Diventare fisicamente attivi dopo un infarto riduce notevolmente i rischi di essere di nuovo colpiti da attacchi. E questa indicazione dovrebbe diventare una terapia che i medici dovrebbero prescrivere.
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Sport e infarto

Lo studio, condotto dalla Swedish School of Sport and Health Sciences (GIH) di Stoccolma e il Centre for Health and Performance della Goteborg University, ha visto i medici monitorare oltre 22.227 pazienti che avevano subito un infarto miocardico fra il 2005 e il 2013, tracciando alcuni parametri che mettessero in relazione l’attività fisica e la sopravvivenza dopo un infarto, utilizzando dati da diversi registri nazionali. Hanno potuto analizzare quanto i pazienti si sono dedicati ad attività fisica in periodi di 6-10 settimane e 12 mesi dopo l’infarto.

 

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Perché fare sport 2 o più volte a settimana

Dall’indagine è emerso che 1.087 pazienti sono deceduti durante un follow-up medio di 4,2 anni. E che il rischio di morte per chi aveva aumentato il livello di attività fisica era calato fra 37% e 59% rispetto a chi non faceva sport.

La conclusione degli accademici svedesi è che i pazienti che post attacco hanno cambiato stile di vita abbracciandone uno più dinamico, hanno dimezzato il rischio di morte entro quattro anni. In particolare emerge che fare sport due o più volte a settimana allontana questi rischi.

 

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Gli effetti a lungo termine

Per quanto sia risaputo presso la medicina che le persone fisicamente attive hanno meno probabilità di avere un infarto, non era chiaro quanto impatto avesse l’esercizio in termini di tempo. Il professor Ekblom, fra gli autori del paper, ha dichiarato che “Il nostro studio dimostra che i pazienti possono ridurre il rischio di morte diventando fisicamente attivi dopo un attacco cardiaco”.

I pazienti fisicamente attivi da 6 a 10 settimane dopo l’infarto, che poi sono diventati inattivi hanno avuto un beneficio che nel tempo di è perso e ha registrato un’aspettativa di vita più breve di chi ha continuato a fare sport.

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Quali sport praticare

Su quali tipi di esercizi praticare dopo un infarto il gruppo svedese sta indagando, cercando di capire ad esempio se per i pazienti sia meglio fare esercizio di resistenza, allenamento aerobico o una combinazione delle due cose. E se la camminata e la bici, per certo considerate armi molto efficaci contro le malattie cardiache, debbano essere integrate con altri tipi di esercizi più vigorosi.

In ogni caso il senso dello studio è diventare un supporto per i medici e per i responsabili politici per promuovere sistematicamente l’attività fisica nei pazienti con infarto. Secondo Ekblom fare esercizio due o più volte alla settimana dovrebbe essere una cura automaticamente prescritta per i pazienti post infarto, alla pari delle raccomandazioni sul fumo, la dieta e la riduzione dello stress.

 

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(foto pixabay)

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