In un angolo di Sardegna spesso ignorato dalle guide, le Cascate di Lequarci e Lecorci nascono dal granito e dalla stagione giusta. L’autunno è il momento in cui questo angolo d’Ogliastra mostra tutto il suo carattere selvaggio.
In pochi lo sanno, ma la storia della tipografia italiana comincia in una valle dell’Aniene, dentro un monastero benedettino che resiste da quindici secoli. Tra tre chiostri sovrapposti e una biblioteca leggendaria, Santa Scolastica custodisce assai più di quanto il nome lasci intuire.
Nel cuore selvaggio di Creta occidentale si apre uno dei canyon più spettacolari d’Europa. Le pareti calcaree si stringono fino a 3 metri, il torrente attraversa il sentiero più volte e in alta stagione sfila una folla silenziosa e meravigliata. Vale ogni passo.
A pochi chilometri da Foligno, un piccolo borgo medievale in Umbria ha costruito la sua identità sull’acqua: ruscelli che scorrono tra le case, mulini ancora in piedi, un silenzio rotto solo dal gorgoglio delle sorgenti. Rasiglia è uno di quei posti che si visitano per caso e restano impressi per sempre.
Sul Monte Cimino, a due passi da Viterbo, una delle faggete più antiche d’Europa si tinge ogni ottobre di sfumature impossibili. Patrimonio UNESCO dal 2017, custodisce alberi millenari e tracce di un insediamento dell’età del bronzo. Un’esperienza che merita il viaggio.
C’è un lago nelle Dolomiti venete che sembra dipinto a mano, con un colore che sfida qualsiasi descrizione e una storia geologica ancora tutta da capire. Il Lago di Sorapis si raggiunge solo a piedi, e forse è proprio questo che lo protegge.
Tra le colline del Piemonte che a ottobre esplodono in rosso, arancio e giallo, Neive è forse il borgo più sorprendente delle Langhe: medievale, tenace, poco rumoroso. E custode di vini che non si dimenticano.
Su uno sperone di roccia nella Valmarecchia, un borgo medievale custodisce secoli di storie impossibili: Dante ci passò, San Francesco vi morì quasi, e Umberto Eco la scelse come città ideale. Cagliostro invece non ne uscì più.
A pochi minuti dal confine triveneto, un torrente ha impiegato millenni a scolpire una delle gole più spettacolari del Friuli-Venezia Giulia. Passerelle sospese, antri di roccia erosa e acque di un verde irreale: l’Orrido dello Slizza è uno di quei posti che si fatica a credere esistano così vicini.