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	<title>Vacanze e Viaggi in Italia nella natura - SportOutdoor24</title>
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		<title>Mille gradini, il castello e la vista sul Lago di como: Corenno Plinio è un borgo perfetto per un weekend in Lombardia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Viaggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Nov 2026 09:00:52 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="1300" height="809" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/corenno-plinio-museo-storico-artistico-03.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="corenno-plinio" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/corenno-plinio-museo-storico-artistico-03.jpg 1300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/corenno-plinio-museo-storico-artistico-03-300x187.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/corenno-plinio-museo-storico-artistico-03-1024x637.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/corenno-plinio-museo-storico-artistico-03-768x478.jpg 768w" sizes="(max-width: 1300px) 100vw, 1300px" /><br><br><p dir="ltr">A <strong>Corenno Plinio</strong> non ci sono strade, solo gradini. È la prima cosa che colpisce arrivando dal lago o risalendo a piedi da <strong>Dervio</strong>: il borgo non ha un metro quadro di asfalto percorribile da una ruota. I vicoli salgono stretti tra muri di pietra grigia, si biforcano, si sovrappongono, spariscono dietro angoli che aprono su scorci di lago azzurro.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/il-borgo-corenno.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-677253" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/il-borgo-corenno.jpg" alt="il-borgo-corenno" width="1300" height="883" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/il-borgo-corenno.jpg 1300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/il-borgo-corenno-300x204.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/il-borgo-corenno-1024x696.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/il-borgo-corenno-768x522.jpg 768w" sizes="(max-width: 1300px) 100vw, 1300px" /></a><br />
Chiamarlo “il borgo dei mille gradini” è un’iperbole, ma chi ci arriva con le gambe stanche capisce subito il senso del soprannome.<br />
Fa parte dei <strong>Borghi più belli d’Italia.</strong> Ma per ora Corenno tiene lontana la folla, complice l’accesso scomodo per chi non è abituato a faticare un po’.</p>
<h2 dir="ltr" aria-level="4">Il castello e la chiesa del Trecento</h2>
<p dir="ltr">In cima al borgo, raggiungibile con l’ultimo tratto di scalinate più ripide, si trovano i due monumenti che giustificano da soli il viaggio. Il <strong>Castello Andreani</strong> risale al XIV secolo, costruito dalla famiglia che per secoli ha dominato questa porzione di riva comasca.<br />
La struttura è ancora integra nella sua parte esterna: torri merlate, cortina muraria, il profilo che si vede dal lago e che fa pensare a uno scherzo scenografico. Accanto sorge la <strong>Chiesa di San Tomaso da Canterbury</strong>, dedicata all’arcivescovo inglese assassinato nel 1170, canonizzato pochissimi anni dopo.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/corenno-plinio-museo-storico-artistico-01.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-677249" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/corenno-plinio-museo-storico-artistico-01.jpg" alt="corenno-plinio-castello" width="1300" height="809" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/corenno-plinio-museo-storico-artistico-01.jpg 1300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/corenno-plinio-museo-storico-artistico-01-300x187.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/corenno-plinio-museo-storico-artistico-01-1024x637.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/corenno-plinio-museo-storico-artistico-01-768x478.jpg 768w" sizes="(max-width: 1300px) 100vw, 1300px" /></a><br />
È una delle chiese romaniche meglio conservate della zona lacustre, con affreschi interni databili tra il XII e il XIV secolo e un campanile che emerge sopra i tetti come se il borgo fosse costruito attorno a lui, non il contrario. Il <a href="https://fondoambiente.it/luoghi/chiesa-di-san-tommaso-da-canterbury-a-corenno-plinio" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer"><strong>Fondo Ambiente Italiano</strong></a> cura e documenta la chiesa.</p>
<h2 dir="ltr" aria-level="4">Il molo scavato nella roccia</h2>
<p dir="ltr">Scendendo verso il lago si trova uno degli elementi più singolari di Corenno: un piccolo <strong>molo inciso direttamente nella roccia viva</strong>, senza costruzione sovrapposta.<br />
Non è un manufatto moderno: l’imbarcadero di pietra serviva per l’arrivo e la partenza dei battelli in un’epoca in cui il lago era la strada principale e i borghi della riva orientale comunicavano molto di più tra loro che con l’entroterra.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/corenno-plinio-museo-storico-artistico-04.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-677252" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/corenno-plinio-museo-storico-artistico-04.jpg" alt="corenno-plinio-molo" width="1300" height="809" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/corenno-plinio-museo-storico-artistico-04.jpg 1300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/corenno-plinio-museo-storico-artistico-04-300x187.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/corenno-plinio-museo-storico-artistico-04-1024x637.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/corenno-plinio-museo-storico-artistico-04-768x478.jpg 768w" sizes="(max-width: 1300px) 100vw, 1300px" /></a><br />
Oggi attracca ancora qualche barca, e il punto è tra i più fotografati del borgo, soprattutto nelle ore in cui la luce radente del mattino colpisce le venature della roccia.</p>
<h2 dir="ltr" aria-level="4">Ingresso e biglietto</h2>
<p dir="ltr">Corenno Plinio ha una particolarità amministrativa rara in Italia: <strong>l’accesso al borgo è a pagamento</strong>. Il biglietto (pochi euro, variabile per adulti, ridotto e bambini) serve a finanziare la manutenzione del patrimonio storico.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/corenno-plinio-museo-storico-artistico-02.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-677250" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/corenno-plinio-museo-storico-artistico-02.jpg" alt="" width="1300" height="809" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/corenno-plinio-museo-storico-artistico-02.jpg 1300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/corenno-plinio-museo-storico-artistico-02-300x187.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/corenno-plinio-museo-storico-artistico-02-1024x637.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/corenno-plinio-museo-storico-artistico-02-768x478.jpg 768w" sizes="(max-width: 1300px) 100vw, 1300px" /></a><br />
La notizia aveva fatto discutere qualche anno fa, con chi gridava alla privatizzazione dello spazio pubblico e chi invece trovava la soluzione ragionevole per un borgo piccolo con poche risorse comunali.<br />
Alla fine, Corenno è tenuto meglio di molti borghi ad accesso libero, e la cassa filtra in modo naturale il turismo mordi-e-fuggi.</p>
<h2 dir="ltr" aria-level="4">Come arrivare</h2>
<p dir="ltr"><strong>In treno</strong> è il modo più comodo da Milano o da Lecco: la linea <strong>Trenord</strong> che percorre la sponda orientale (Como-Lecco-Colico) ferma a <strong>Dervio</strong>, a circa dieci minuti a piedi dal borgo. Da Dervio si risale lungo il sentiero segnalato.<br />
<strong>In battello</strong> la fermata è sempre Dervio, con la <a href="https://magazine.navigazionelaghi.it" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer"><strong>Navigazione Laghi</strong></a> che collega i principali centri del lago.<br />
<strong>In auto</strong> si percorre la SS36, uscita Dervio: il parcheggio è sul lungolago, le auto non possono salire al borgo.</p>
<h3 dir="ltr" aria-level="5">Quando andare</h3>
<p dir="ltr"><strong>L’autunno</strong> è la stagione migliore. La luce obliqua esalta la pietra grigia del borgo, le rive del lago si svuotano dai turisti estivi e il tragitto in treno lungo la sponda orientale è già di per sé un motivo per partire. In estate il borgo è frequentato ma mai sovraffollato, grazie alla selezione naturale dei gradini. In inverno alcuni servizi chiudono, ma il paesaggio è spettacolare c<strong>on la nebbia sul lago.</strong></p>
<p dir="ltr">Foto https://leccoheritage.it/, comune.dervio.lc.it</p>
<p dir="ltr"><strong>Leggi anche</strong></p>
<p dir="ltr"><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/sacro-monte-ossuccio-lago-como/" data-wpel-link="internal">Il Lago di Como ha un sito UNESCO da vedere nel weekend: il Sacro Monte di Ossuccio</a></strong></p>
<p dir="ltr"><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/vidor-vigneti-autunnali-veneto/" data-wpel-link="internal">Vidor tra i vigneti autunnali: il Veneto che cambia colore e non lo dice a nessuno</a></strong></p>
<p dir="ltr"><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/bagno-vignoni-terme-toscana/" data-wpel-link="internal">Bagno Vignoni: il borgo toscano con la vasca medievale al posto della piazza</a></strong></p>
<p dir="ltr"><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/vulci-cosa-vedere-lazio/" data-wpel-link="internal">Vulci: la città etrusca con 15.000 tombe e un castello sul canyon</a></strong></p>
<p dir="ltr">
<p dir="ltr">
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			</item>
		<item>
		<title>Tre regioni, un weekend: il Lago di Garda in 48 ore (sacrificando qualcosa)</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/lago-di-garda/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Viaggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Nov 2026 19:32:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="1000" height="681" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/48-ore-garda.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="48-ore-garda" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/48-ore-garda.jpg 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/48-ore-garda-300x204.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/48-ore-garda-768x523.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><br><br><p>Il <strong>Lago di Garda</strong> ha oltre 50 chilometri di lunghezza e sponde che appartengono a tre regioni diverse, <strong>Lombardia</strong>, <strong>Veneto</strong> e <strong>Trentino-Alto Adige</strong>.<br />Non si visita davvero bene in pochi giorni, ma se hai solo 48 ore nel weekend, puoi girarlo con un itinerario ad hoc. Che salta per forza di cose alcune zone meritevoli, ma ti porta a toccare i punti essenziali del Benaco.</p>
<h2>Il Lago di Garda in 2 giorni: le cose da non perdere</h2>
<p>Quarantotto ore bastano per farsi un&#8217;idea minima del lago, a patto di non voler fare tutto. La regola base è <strong>evitare di saltare continuamente da una sponda all&#8217;altra</strong>: il traffico è sempre intenso, soprattutto nella punta nord e può rendere un trasferimento di 30 chilometri un&#8217;esperienza lunga e snervante.<br />Meglio concentrarsi su un&#8217;area, spostarsi con il traghetto quando possibile, e lasciare qualcosa per la prossima volta.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Sirmione.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-660673" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Sirmione.jpg" alt="Sirmione" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Sirmione.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Sirmione-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Sirmione-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Sirmione-768x576.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Sirmione-100x75.jpg 100w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><br />Per intenderci: la <strong>Rocca Scaligera di Sirmione</strong> si visita in un&#8217;oretta e vale la deviazione anche solo per il panorama dalla torre sul lago.<br />Una traversata in battello tra le sponde regala prospettive difficili da cogliere da terra. Poi ci sono i borghi, Limone sul Garda, Malcesine, Gargnano, <strong>Peschiera del Garda</strong>: ognuno ha una personalità precisa, e la scelta dipende da che umore si ha.<br />Ma c&#8217;è molto altro.</p>

<h2>Qual è un itinerario consigliato per 2 giorni sul Lago di Garda?</h2>
<p>Un itinerario ragionevole parte dalla sponda ovest il primo giorno, quella lombarda, storicamente la più frequentata, con un mix convincente di storia, natura e gastronomia.<br />Si parte da <strong>Desenzano del Garda</strong>, punto di accesso comodo per chi arriva in treno, e si risale verso <strong>Salò</strong>, cittadina con un centro storico ben conservato e un lungolago animato.<br />Da Salò si continua verso <strong>Gargnano</strong>, più piccola e meno caotica, con qualche villa storica e un porto che sembra rimasto fermo agli anni Settanta, nel senso migliore.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/Limone-sul-Garda.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-667941" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/Limone-sul-Garda.jpg" alt="" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/Limone-sul-Garda.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/Limone-sul-Garda-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/Limone-sul-Garda-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/Limone-sul-Garda-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><br />Il primo giorno si chiude a <strong>Limone sul Garda</strong>, il borgo degli agrumi e delle limonaie storiche, con uno dei tratti di strada più spettacolari del lago, tagliato nella roccia a picco sull&#8217;acqua.<br />Sappi però che de3vi sacrificare un luogo straordinariamente surreale come la <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/rocca-di-manerba-garda/" data-wpel-link="internal">Rocca di Manerba</a></strong>, <strong> il Vittoriale di Gabriele D&#8217;Annunzio a Gardone, </strong>e anche le piccole isole lì davanti. </p>



<p>Il secondo giorno si dedica alla sponda est, quella veneta.<br /><strong>Malcesine</strong>, con il suo castello medievale e la funivia per il <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/monte-baldo-lago-di-garda-primavera-trekking/" data-wpel-link="internal">Monte Baldo</a></strong>, è la tappa principale: in estate si sale in quota per sfuggire al caldo e godere di un panorama che copre tutta la lunghezza del lago.<img loading="lazy" width="1200" height="797" class="wp-image-671296" title="Il borgo di Malcesine con il castello medievale e il Lago di Garda sullo sfondo" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/1280px-Castellaro_Lagusello_-_panoramio.jpg" alt="Il borgo di Malcesine con il castello medievale e il Lago di Garda sullo sfondo" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/1280px-Castellaro_Lagusello_-_panoramio.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/1280px-Castellaro_Lagusello_-_panoramio-300x199.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/1280px-Castellaro_Lagusello_-_panoramio-1024x680.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/1280px-Castellaro_Lagusello_-_panoramio-768x510.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br />Scendendo verso sud si passa per <strong>Bardolino</strong>, dovevale la pena fermarsi per un bicchiere del vino locale, poi si chiude il cerchio a <strong>Peschiera del Garda</strong>, città murata di origine veneziana, Patrimonio UNESCO. <br />Anche qui ti perdi per fora alcune cose, come <strong>Lazise e le Terme di Colà</strong> (Gardaland merita una giornata a sé).</p>
<h2>Qual è la zona più bella del Lago di Garda?</h2>
<p>Dipende da cosa cerchi.<br />Il <strong>Garda trentino</strong>, la parte settentrionale tra <strong>Riva del Garda</strong> e <strong>Torbole</strong>, ha paesaggi alpini fusi con panorami mediterranei, con montagne che cadono a picco sull&#8217;acqua e un vento costante che attira windsurfer e kiteboarder da mezza Europa.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/4-9.png" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-663912" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/4-9.png" alt="monte-baldo-garda" width="1000" height="667" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/4-9.png 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/4-9-300x200.png 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/4-9-768x512.png 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a><br /><strong>Riva del Garda</strong> ha un centro storico compatto e ben tenuto, con piazze lastricate e portici che ricordano più il Trentino che il Veneto. È una base comoda per escursioni verso le <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/la-cascata-del-varone-e-una-delle-piu-belle-del-mondo-ma-pochi-lo-sanno/" data-wpel-link="internal"><strong>cascate del Varone</strong></a> o le vette sopra il lago. Per contro, la sponda bresciana tra Gargnano e Limone è quella più silenziosa, con borgate raggiungibili ancora solo via barca o per sentiero, ulivi centenari e una luce di primo mattino che non ha paragoni.<br />Chi preferisce il Garda &#8220;facile&#8221;, con spiagge attrezzate, passeggiate lungolago e vita di paese, trova nella zona sud, tra Sirmione e <strong>Lazise</strong>, tutto quello che cerca, comprese le acque termali per cui Sirmione è famosa da duemila anni.</p>
<h2>Quanto ci vuole a fare il giro del Lago di Garda in macchina?</h2>
<p>Il periplo completo del lago in macchina misura circa <strong>160 chilometri</strong> e, in condizioni di traffico normale, richiede tra le <strong>3 e le 4 ore</strong> di guida effettiva.<br />Il problema è il traffico costante. I tratti critici sono <strong>la Gardesana Occidentale tra Salò e Limone,</strong> strada a due corsie spesso congestionata, e il raccordo nella zona nord tra Riva del Garda e Torbole. Il tempo reale con soste, traffico e qualche deviazione sale facilmente a <strong>5-6 ore</strong>, e in alta stagione anche di più.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/10/Riva-del-Garda.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-655496" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/10/Riva-del-Garda.jpg" alt="" width="1920" height="1440" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/10/Riva-del-Garda.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/10/Riva-del-Garda-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/10/Riva-del-Garda-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/10/Riva-del-Garda-768x576.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/10/Riva-del-Garda-1536x1152.jpg 1536w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/10/Riva-del-Garda-100x75.jpg 100w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></a><br />La soluzione più sensata per chi vuole &#8220;girare il lago&#8221; senza stare in coda è usare i <strong>traghetti di collegamento</strong> tra le sponde, che riducono drasticamente i chilometri percorsi e rendono lo spostamento più piacevole. I battelli collegano tutto l&#8217;anno le principali località; d&#8217;estate il servizio è molto frequente.</p>

<h2>Info pratiche</h2>
<p><strong>Sponde e accessi:</strong> Il Lago di Garda si estende tra Lombardia, Veneto e Trentino-Alto Adige. I principali punti di ingresso sono Desenzano del Garda (ovest-sud), Peschiera del Garda (est-sud) e Riva del Garda (nord).<br /><strong>Come arrivare:</strong> In treno fino a Desenzano del Garda o Peschiera del Garda (linea Milano-Venezia). In auto dall&#8217;A4 (uscita Desenzano o Peschiera) o dall&#8217;A22 del Brennero (uscita Rovereto Sud o Affi). I traghetti Navigazione Lago di Garda collegano le sponde tutto l&#8217;anno.<br /><strong>Quando:</strong> Il lago è frequentabile tutto l&#8217;anno. Aprile-maggio e settembre-ottobre offrono temperature miti, meno folla e prezzi più bassi. Luglio e agosto sono i mesi di punta: spiagge affollate ma servizi al massimo.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/rocca-manerba-panorama-garda-panorama.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-674438" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/rocca-manerba-panorama-garda-panorama.jpg" alt="rocca-manerba-panorama-garda -panorama" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/rocca-manerba-panorama-garda-panorama.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/rocca-manerba-panorama-garda-panorama-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/rocca-manerba-panorama-garda-panorama-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/rocca-manerba-panorama-garda-panorama-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><br /><strong>Biglietti e navigazione:</strong> I traghetti hanno tariffe variabili per tratta; il servizio di navigazione pubblica è gestito da Navigazione Laghi. Il traghetto auto tra Maderno e Torri del Benaco è uno dei più usati per chi vuole cambiare sponda senza circumnavigare il lago.<br /><strong>Da abbinare:</strong> Una salita con la funivia sul Monte Baldo da Malcesine, le Cascate del Varone vicino a Riva del Garda, le Grotte di Catullo a Sirmione.<br /><strong>Consiglio:</strong> Evitate di guidare la Gardesana Occidentale il sabato mattina di luglio e agosto: il traffico può bloccarsi per ore. Spostatevi nelle prime ore del mattino oppure usate il battello.</p>
<p>Se ami i laghi italiani con una storia particolare, leggi anche <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/laghi-di-montagna-piu-belli-italia/" data-wpel-link="internal">Questi sono i laghi di montagna fra i più belli d&#8217;Italia, da vedere adesso</a>.</p>
<p>Foto Pexels</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Vino, storia e torri medievali: il Castello di Roncade, dove dormire nella Marca trevigiana</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/castello-di-roncade-veneto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martino De Mori]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Nov 2026 19:30:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[alloggi]]></category>
		<category><![CDATA[castelli]]></category>
		<category><![CDATA[enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[esperienze]]></category>
		<category><![CDATA[veneto]]></category>
		<category><![CDATA[weekend]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel Trevigiano si viaggia spesso con lo sguardo su Treviso, sul Prosecco o sulle ville[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1300" height="731" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/castello-roncade-6.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/castello-roncade-6.jpg 1300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/castello-roncade-6-300x169.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/castello-roncade-6-1024x576.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/castello-roncade-6-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1300px) 100vw, 1300px" /><br><br><p>Nel Trevigiano si viaggia spesso con lo sguardo su Treviso, sul Prosecco o sulle ville palladiane.<br />Eppure, lungo la strada provinciale che scende verso la laguna, a <strong>Roncade</strong>, un piccolo comune a una manciata di chilometri dalla costa veneziana, si trova uno dei rari esempi italiani di castello ancora integro, abitato e produttore di vino.<br />Il <strong>Castello di Roncade</strong> è proprietà della famiglia<strong> Ciani Bassetti</strong> e merita una sosta, anche solo per una degustazione, o per dormire una notte in un maniero rinascimentale circondati dai vigneti.. <br />Non è un museo né un rudere restaurato per le foto: è una residenza privata, un&#8217;azienda agricola, un luogo dove le vigne crescono attorno alle mura come da secoli.</p>

<h2>Un maniero veneto nella campagna trevigiana</h2>
<p>Il Castello di Roncade sorge nel comune omonimo, in provincia di Treviso, a circa 15 chilometri dal capoluogo e a una ventina da Venezia. <br />La pianura qui è <strong>piatta</strong>, solcata da rogge e filari di vite, e il profilo del castello emerge senza preavviso, quasi incongruo in quel paesaggio basso e orizzontale.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/castello-roncade-1.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-677199" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/castello-roncade-1.jpg" alt="" width="1300" height="731" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/castello-roncade-1.jpg 1300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/castello-roncade-1-300x169.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/castello-roncade-1-1024x576.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/castello-roncade-1-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1300px) 100vw, 1300px" /></a></p>
<p>La struttura è racchiusa da mura in mattoni rossi con merli ghibellini, quattro torri cilindriche agli angoli e un portale d&#8217;ingresso che introduce al viale alberato interno.<br />La <strong>villa centrale</strong>, costruita in stile rinascimentale veneziano, è sobria ed elegante, con finestre ad arco e un loggiato al piano superiore. Il giardino geometrico che la fronteggia è percorso da siepi tagliate con cura e da una vasca centrale, classico del gusto veneto cinquecentesco.<br />L&#8217;insieme forma un sistema chiuso, autosufficiente, pensato per essere allo stesso tempo residenza, fortezza e podere agricolo.</p>
<h2>Sei secoli di storia tra nobiltà e vino</h2>
<p>Le prime tracce documentate del sito risalgono al <strong>XV secolo</strong>, quando la famiglia veneziana dei <strong>Giustinian</strong> fece costruire le mura difensive e la villa interna.<br />Per secoli il castello rimase nelle mani dell&#8217;aristocrazia veneziana, passando attraverso varie vicende di matrimoni e successioni. Nel <strong>1930</strong> la proprietà giunse alla famiglia dei baroni <strong>Ciani Bassetti</strong>, che la gestisce ancora oggi.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Villa_Giustiniani_porta.jpeg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-677207" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Villa_Giustiniani_porta.jpeg" alt="Villa_Giustiniani_porta" width="1300" height="979" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Villa_Giustiniani_porta.jpeg 1300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Villa_Giustiniani_porta-300x226.jpeg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Villa_Giustiniani_porta-1024x771.jpeg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Villa_Giustiniani_porta-768x578.jpeg 768w" sizes="(max-width: 1300px) 100vw, 1300px" /></a></p>

<p>La particolarità di questo luogo sta nell&#8217;aver mantenuto intatta la sua funzione originaria. Le vigne che circondano le mura producono vino, le stanze sono arredate, il fossato è ancora visibile lungo il perimetro esterno. <br />La continuità si legge anche nell&#8217;architettura: le <strong>mura trecentesche</strong> reggono ancora, le torri sono percorribili, e il portale d&#8217;accesso è quello originale in pietra d&#8217;Istria.<br />Una coerenza materiale difficile da trovare in molti castelli italiani, spesso frammentati da restauri disomogenei o da usi successivi che ne hanno stravolto la leggibilità.</p>
<h2>Le degustazioni e la cantina del castello</h2>
<p>L&#8217;Azienda Agricola Villa Giustinian, questo il nome commerciale dell&#8217;attività vitivinicola, produce etichette a Denominazione di Origine Controllata della zona trevigiana.<br />Nel dettaglio si tratta di <strong>Piave DOC</strong>, <strong>Venezia DOC</strong> e alcune selezioni di varietà autoctone tra cui <strong>Merlot</strong>, <strong>Raboso</strong> e <strong>Chardonnay</strong>. I vigneti si estendono per circa una trentina di ettari intorno al castello.<br />Le degustazioni si svolgono nell&#8217;ambito di visite guidate al complesso, su prenotazione. Il percorso include la visita alla villa, al giardino e alle cantine, con assaggio dei vini della produzione.</p>
<p>Non è un wine bar aperto al pubblico in modo continuativo: l&#8217;accesso è organizzato e richiede contatto diretto con la proprietà.<br />Per chi viaggia nel Trevigiano con attenzione all&#8217;enogastronomia, abbinare la visita al castello a una sosta in cantina è un modo per dare sostanza alla giornata, e non solo visiva.</p>
<h2>Dormire dentro le mura del castello </h2>
<p>Il <strong>Castello di Roncade</strong> mette a disposizione alcune camere ricavate all&#8217;interno del complesso, per chi vuole fermarsi una notte o un weekend.<br />L&#8217;alloggio è ospitato nella struttura originale, con arredi che riflettono il carattere storico del luogo senza scadere nel folklore da set cinematografico.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/castello-roncade-4.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-677197" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/castello-roncade-4.jpg" alt="" width="1300" height="1233" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/castello-roncade-4.jpg 1300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/castello-roncade-4-300x285.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/castello-roncade-4-1024x971.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/castello-roncade-4-768x728.jpg 768w" sizes="(max-width: 1300px) 100vw, 1300px" /></a><br />Dormire qui significa <strong>svegliarsi nel silenzio della campagna trevigiana</strong>, con le torri merlate visibili dalla finestra e i vigneti appena fuori dalle mura. Non è un hotel di design e non pretende di esserlo: è un&#8217;ospitalità di tipo agrituristico in un contesto architettonico fuori dal comune.<br /><strong>I prezzi e la disponibilità variano per stagione,</strong> ed è indispensabile prenotare con anticipo, specialmente nei mesi primaverili e in autunno, quando la campagna veneta è al suo meglio.</p>

<h2>Info pratiche</h2>
<p><strong>Dove:</strong> <a href="https://www.castellodironcade.com/" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">Castello di Roncade,</a> Via Roma 141, Roncade (TV), Veneto<br /><strong>Come arrivare:</strong> In auto dall&#8217;autostrada A4, uscita Quarto d&#8217;Altino o San Donà di Piave, poi strada provinciale verso Roncade. Da Treviso circa 20 minuti, da Venezia circa 30 minuti. Con i mezzi pubblici è raggiungibile in autobus da Treviso, ma l&#8217;auto resta la soluzione più comoda.<br /><strong>Quando:</strong> Tutto l&#8217;anno, ma la primavera e l&#8217;autunno sono le stagioni più suggestive per il paesaggio circostante. In autunno i vigneti si tingono di giallo e rosso.<br /><strong>Orari:</strong> Le visite guidate e le degustazioni sono su prenotazione. Contattare direttamente il castello per disponibilità e orari aggiornati.<br /><strong>Biglietto:</strong> Il costo delle visite e delle degustazioni varia in base al pacchetto scelto. Verifica le tariffe aggiornate sul sito ufficiale del castello.<br /><strong>Da abbinare:</strong> Una tappa a Treviso (centro storico, Calmaggiore, canali), una visita alle ville venete della Marca Trevigiana o un percorso nell&#8217;area del Piave DOC.<br /><strong>Consiglio:</strong> Prenota la visita con almeno qualche giorno di anticipo, specialmente nei weekend. Se intendi fermarti a dormire, contatta la struttura con largo anticipo per verificare la disponibilità delle camere.</p>
<p>Foto <a href="https://www.instagram.com/martinodemori/" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">Martino De Mori</a>, Di Cervellin CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=51151754</p>
<p><strong>Leggi anche</strong></p>
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<p><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/soriano-nel-cimino-lazio/" data-wpel-link="internal">Il borgo della Tuscia dominato da un castello medievale e circondato da boschi Patrimonio UNESCO</a></strong></p>
<p><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/castello-sarriod-de-la-tour-valle-aosta/" data-wpel-link="internal">È il castello medievale con il soffitto più strano del Nord Italia: è scolpito con 171 creature grottesche</a></strong></p>
<p>&nbsp;</p><div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Martino De Mori' src='https://secure.gravatar.com/avatar/b23be04ab8ba4dd7c4cd30a84f2cd303?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/b23be04ab8ba4dd7c4cd30a84f2cd303?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/martino-de-mori/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Martino De Mori</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Giornalista e autore, scrive di viaggi e ambiente per importanti testate internazionali come National Geographic e BBC. Ama andare alla ricerca di luoghi nascosti e storie inedite, e ama praticare gli sport outdoor &#8211; tendenzialmente male. È co-fondatore di Sportoutdoor24.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Borghi d’Italia per il Natale 2026: i 7 paesi incantati da visitare per vivere atmosfere indimenticabili</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/borghi-italia-natale-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Serena Proietti Colonna]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Nov 2026 10:55:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[borghi]]></category>
		<category><![CDATA[mercatini natale]]></category>
		<category><![CDATA[natale]]></category>
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							  	<media:text>ERICE - La nebbia invernale avvolge la rupe trapanese nascondendo piccoli presepi artistici nelle corti delle case medievali.</media:text>
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							  	<media:text>LANA - Il Giardino dei Cappuccini ospita un punto di ritrovo raccolto attorno al fuoco dove gustare bevande calde speziate.</media:text>
							  	<media:description>LANA - Il Giardino dei Cappuccini ospita un punto di ritrovo raccolto attorno al fuoco dove gustare bevande calde speziate.</media:description>          
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							  	<media:title>GRECCIO - Una cavità naturale sui Monti Sabini fa da sfondo alla rievocazione del primo presepe vivente della storia.</media:title>
							  	<media:text>GRECCIO - Una cavità naturale sui Monti Sabini fa da sfondo alla rievocazione del primo presepe vivente della storia.</media:text>
							  	<media:description>GRECCIO - Una cavità naturale sui Monti Sabini fa da sfondo alla rievocazione del primo presepe vivente della storia.</media:description>          
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									<media:content url="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Montepulciano.jpg" type="image/jpeg" medium="image">
							  	<media:title>MONTEPULCIANO - Piazza Grande accoglie il mercato festivo più ampio della regione, affiancata da storiche gallerie sotterranee dedicate al vino.</media:title>
							  	<media:text>MONTEPULCIANO - Piazza Grande accoglie il mercato festivo più ampio della regione, affiancata da storiche gallerie sotterranee dedicate al vino.</media:text>
							  	<media:description>MONTEPULCIANO - Piazza Grande accoglie il mercato festivo più ampio della regione, affiancata da storiche gallerie sotterranee dedicate al vino.</media:description>          
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									<media:content url="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Arco.jpg" type="image/jpeg" medium="image">
							  	<media:title>ARCO - Il calore del clima gardesano incontra l'atmosfera alpina sotto la sagoma della fortezza in pietra calcarica.</media:title>
							  	<media:text>ARCO - Il calore del clima gardesano incontra l'atmosfera alpina sotto la sagoma della fortezza in pietra calcarica.</media:text>
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								</media:content>
								</media:group><p>								
								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Natale-Borghi.jpg" title="Natale Borghi" data-wpel-link="internal">
									<img align="left" hspace="15" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Natale-Borghi-100x75.jpg" alt="natale-borghi" />
								</a>
								
																
								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Arco.jpg" title="ARCO - Il calore del clima gardesano incontra l&#039;atmosfera alpina sotto la sagoma della fortezza in pietra calcarica." data-wpel-link="internal">
									<img align="left" hspace="15" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Arco-100x75.jpg" alt="arco-il-calore-del-clima-gardesano-incontra-latmosfera-alpina-sotto-la-sagoma-della-fortezza-in-pietra-calcarica" />
								</a>
								
																
								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Montepulciano.jpg" title="MONTEPULCIANO - Piazza Grande accoglie il mercato festivo più ampio della regione, affiancata da storiche gallerie sotterranee dedicate al vino." data-wpel-link="internal">
									<img align="left" hspace="15" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Montepulciano-100x75.jpg" alt="montepulciano-piazza-grande-accoglie-il-mercato-festivo-pi-ampio-della-regione-affiancata-da-storiche-gallerie-sotterranee-dedicate-al-vino" />
								</a>
								
																
								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Lana.jpg" title="LANA - Il Giardino dei Cappuccini ospita un punto di ritrovo raccolto attorno al fuoco dove gustare bevande calde speziate." data-wpel-link="internal">
									<img align="left" hspace="15" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Lana-100x75.jpg" alt="lana-il-giardino-dei-cappuccini-ospita-un-punto-di-ritrovo-raccolto-attorno-al-fuoco-dove-gustare-bevande-calde-speziate" />
								</a>
								
																
								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Greccio.jpg" title="GRECCIO - Una cavità naturale sui Monti Sabini fa da sfondo alla rievocazione del primo presepe vivente della storia." data-wpel-link="internal">
									<img align="left" hspace="15" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Greccio-100x75.jpg" alt="greccio-una-cavit-naturale-sui-monti-sabini-fa-da-sfondo-alla-rievocazione-del-primo-presepe-vivente-della-storia" />
								</a>
								
																
								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Erice.jpg" title="ERICE - La nebbia invernale avvolge la rupe trapanese nascondendo piccoli presepi artistici nelle corti delle case medievali." data-wpel-link="internal">
									<img align="left" hspace="15" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Erice-100x75.jpg" alt="erice-la-nebbia-invernale-avvolge-la-rupe-trapanese-nascondendo-piccoli-presepi-artistici-nelle-corti-delle-case-medievali" />
								</a>
								
																
								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Cison-di-Valmarino.jpg" title="CISON DI VALMARINO - Antiche dimore coloniche e cortili privati aprono le porte tra i boschi delle Prealpi Trevigiane per mostrare l&#039;artigianato locale." data-wpel-link="internal">
									<img align="left" hspace="15" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Cison-di-Valmarino-100x75.jpg" alt="cison-di-valmarino-antiche-dimore-coloniche-e-cortili-privati-aprono-le-porte-tra-i-boschi-delle-prealpi-trevigiane-per-mostrare-lartigianato-locale" />
								</a>
								
																
								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Alberobello.jpg" title="ALBEROBELLO - Tetti conici di calce bianca riflettono giochi di illuminazione serale lungo le strade della Val d&#039;Itria." data-wpel-link="internal">
									<img align="left" hspace="15" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Alberobello-100x75.jpg" alt="alberobello-tetti-conici-di-calce-bianca-riflettono-giochi-di-illuminazione-serale-lungo-le-strade-della-val-ditria" />
								</a>
								
								<hr style="visibility:hidden; height:1px; width:100%; display:block;" /></p>
<p>Le temperature scendono, le prime luci invernali accendono i profili delle valli e la voglia di partire si fa strada. E per fortuna l&#8217;Italia custodisce <strong>piccoli centri storici</strong> arroccati tra colline, montagne e altipiani che, in questo periodo dell&#8217;anno, si<strong> vestono di magia</strong>. Parliamo di paesi in cui il tempo scorre a ritmo lento e che con l&#8217;arrivo di dicembre si illuminano di bancarelle artigianali, profumo di spezie nell&#8217;aria e tradizioni antiche. Nella gallery potete scoprire i 7 borghi unici che promettono di regalarvi giornate fuori dal comune per il <strong>Natale 2026</strong>.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Arco.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-677446" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Arco.jpg" alt="" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Arco.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Arco-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Arco-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Arco-768x576.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Arco-100x75.jpg 100w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<h2>Cison di Valmarino, Veneto</h2>
<p>Il borgo di <strong>Cison di Valmarino</strong> sorge ai piedi delle Prealpi Trevigiane, dominato dall&#8217;imponente sagoma di CastelBrando. Le vie di pietra risuonano del rumore dei ruscelli, mentre le vecchie case coloniche ospitano la rassegna artigianale <em><strong>Stelle a Natale</strong></em>. Nei weekend tra il <strong>5 e il 13 dicembre 2026</strong> maestri del legno, ceramisti e produttori locali espongono le proprie creazioni dentro cortili privati aperti per l&#8217;occasione e una passeggiata lungo la <strong>Via dei Mulini</strong> regala scorci naturali d&#8217;altri tempi, incorniciati dal bosco invernale. <em>Foto Canva</em></p>
<h2>Arco, Trentino</h2>
<p>A pochi chilometri dal <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/verona-lago-garda-sport-outdoor-estate-2026/" data-wpel-link="internal">Lago di Garda</a></strong>, <strong>Arco</strong> offre un clima mite unito al fascino delle pareti rocciose circostanti. Dal <strong>13 novembre 2026 al 6 gennaio 2027</strong> il centro si riempie di bancarelle in legno ricche di prodotti enogastronomici alpini. I giardini del centro ospitano installazioni luminose, fattorie didattiche per famiglie ed esibizioni di intagliatori, mentre la salita al Castello di Arco, arrampicato su una rupe di calcare, regala un <strong>panorama totale</strong> sulla piana dell&#8217;Alto Sarca. <em>Foto: Trentino Sviluppo SpA &#8211; illimitato @ Marco Simonini</em></p>
<h2>Montepulciano, Toscana</h2>
<p><strong>Montepulciano</strong> è un centro rinascimentale che domina la Val d&#8217;Orcia da 605 metri d&#8217;altezza. E proprio qui, in alcune giornata che vanno dal<strong> 21 novembre 2026 al 6 gennaio 2027</strong>, Piazza Grande accoglie il mercato natalizio più esteso della <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/foliage-in-toscana-6-gite-da-fare-prima-dell-inverno/" data-wpel-link="internal">Toscana: </a></strong>più  di <strong>70 casette</strong> propongono artigianato in pelle, ceramica e delizie culinarie come i pici o il miele locale. La Fortezza Medicea diventa il <strong>Castello di Babbo Natale</strong> e le storiche cantine sotterranee rimangono aperte per degustazioni di Vino Nobile al riparo dal freddo. <em>Foto Canva</em></p>
<h2>Alberobello, Puglia</h2>
<p>Le iconiche costruzioni in pietra a secco con tetto a cono di <strong>Alberobello </strong>offrono uno spettacolo unico sotto le luci invernali. Proprio per questo, dal <strong>inizio dicembre 2026 al 6 gennaio 2027</strong> Rione Monti e Aia Piccola ospitano installazioni luminose proiettate sui coni di calce bianca. Circa <strong>22 stand</strong> propongono gastronomia pugliese, dai taralli ai dolci a base di mandorle e miele. <em>Foto Canva</em></p>
<h2>Lana, Alto Adige</h2>
<p>Adagiato vicino a Merano, <strong>Lana</strong> è un grazioso paese che vive il periodo dell&#8217;Avvento all&#8217;insegna della calma. Dal <strong>27 novembre al 31 dicembre 2026</strong> il Giardino dei Cappuccini ospita l&#8217;evento <em><strong>Polvere di Stelle</strong></em>. Qui si acquistano pantofole in feltro fatti a mano, decorazioni in vetro soffiato e sciroppi naturali. La presenza di un focolare centrale permette ai visitatori di scaldarsi sorseggiando succo di mela caldo speziato ascoltando cori tradizionali. <em>Foto: Bei Veröffentlichung bitte immer den Fotografen und die Tourismusorganisation angeben</em></p>
<h2>Greccio, Lazio</h2>
<p>Piccolo centro arroccato sui Monti Sabini a 705 metri di quota, <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/greccio-lazio/" data-wpel-link="internal">Greccio</a></strong> lega il proprio nome al <strong>primo presepe vivente della storia</strong> ideato nel 1223. Dal<strong> 28 novembre 2026 al 6 gennaio 2027</strong> il borgo ospita la <strong>Mostra Mercato dell’artigianato e dell’oggettistica</strong> per il Presepio. Accanto al mercatino si svolge la tradizionale rievocazione storica del primo presepe, curata dagli abitanti con abiti d’epoca nell’area del Santuario. <em>Foto Canva</em></p>
<h2>Erice, Sicilia</h2>
<p><strong>Erice </strong>è arroccata a 751 metri d&#8217;altezza sopra Trapani e in questo periodo trasforma i propri lastricati nel palcoscenico dell&#8217;evento<strong><em> EricèNatale</em></strong>. Dal <strong>6</strong> <strong>dicembre 2026 al 6 gennaio 2027</strong> la nebbia invernale avvolge il Castello di Venere regalandogli un contorno suggestivo. Le corti interne delle case in pietra, invece, nascondono decine di presepi artistici realizzati in sughero, terracotta e ceramica locale, mentre le pasticcerie del centro sfornano genovesi calde ripiene di crema e dolci di pasta di mandorla tipici della tradizione trapanese. <em>Foto Canva</em></p>
<p><em>Foto di copertina: Bei Veröffentlichung bitte immer den Fotografen und die Tourismusorganisation angeben</em></p>
<p><strong>Leggi Anche</strong></p>
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<li><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/news/inverno-2026-2027-al-caldo-low-cost-post-office-travel-money/" data-wpel-link="internal">Inverno al caldo spendendo poco: le 7 mete più convenienti per la stagione 2026-2027</a></strong></li>
<li><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/news/migliori-mete-inverno-europa-2027-trip-adivisor/" data-wpel-link="internal">L’inverno più bello d’Europa lo puoi vivere qui, tra neve, fiordi incantati e borghi da fiaba</a></strong></li>
<li><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/news/best-in-travel-2027-lonely-planet/" data-wpel-link="internal">Dove viaggeremo nel 2027: le 50 mete mondiali che cambieranno le nostre prossime vacanze</a></strong></li>
</ul>
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<div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Serena Proietti Colonna' src='https://secure.gravatar.com/avatar/8b288aba01983603bf682175e5316518?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/8b288aba01983603bf682175e5316518?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div>
<div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/serena-proietti-colonna/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Serena Proietti Colonna</span></a></div>
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<p>Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.</p>
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		<title>Il borgo medievale che cura l’anima e il palato: autunno a Brisighella fra calanchi e sapori gourmet</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Viaggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Nov 2026 06:30:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[C’è un angolo della Romagna che ti entra nel cuore e non si dimentica facilmente.[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1300" height="851" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/brisighella-emilia.jpeg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="brisighella-emilia" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/brisighella-emilia.jpeg 1300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/brisighella-emilia-300x196.jpeg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/brisighella-emilia-1024x670.jpeg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/brisighella-emilia-768x503.jpeg 768w" sizes="(max-width: 1300px) 100vw, 1300px" /><br><br><p>C’è un angolo della Romagna che ti entra nel cuore e non si dimentica facilmente. <strong>Brisighella</strong>, borgo medievale incastonato tra le colline argillose del Faentino, in provincia di Ravenna, è un luogo in cui il tempo sembra scorrere in modo diverso: più consapevole.<br />Tre colli si ergono sul paesaggio, il centro storico racconta secoli di storia e l’atmosfera invita a rallentare. E. mangiare.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/1280px-Mx004_Centro_storico_di_Brisighella_visto_dalla_torre_dellorologio.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-677170" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/1280px-Mx004_Centro_storico_di_Brisighella_visto_dalla_torre_dellorologio.jpg" alt="" width="1280" height="960" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/1280px-Mx004_Centro_storico_di_Brisighella_visto_dalla_torre_dellorologio.jpg 1280w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/1280px-Mx004_Centro_storico_di_Brisighella_visto_dalla_torre_dellorologio-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/1280px-Mx004_Centro_storico_di_Brisighella_visto_dalla_torre_dellorologio-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/1280px-Mx004_Centro_storico_di_Brisighella_visto_dalla_torre_dellorologio-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a></p>
<p>Non sorprende che Brisighella sia <strong>uno dei borghi più belli d’Italia</strong>, riconoscimento ufficiale che porta con sé l’orgoglio di una comunità che ha saputo custodire la propria identità.<br />Arrivare qui è già di per sé un&#8217;esperienza. La strada che sale dalla pianura padana attraversa un paesaggio di v<strong>igneti e calanchi, formazioni argillose</strong> che cambiano colore con la luce del giorno, dal grigio perla dell&#8217;alba all&#8217;oro intenso del tramonto.<br />Il borgo sorge nella Valle del Lamone, lungo la Via Faentina, ed si trova sul <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cammini/via-dei-gessi-e-dei-calanchi-a-piedi-sul-cammino-da-bologna-a-faenza/" data-wpel-link="internal">Cammino dei Gessi e dei Calanchi</a></strong>, uno dei più belli in Italia.</p>

<h2>Un borgo sospeso tra roccia e cielo</h2>
<p><strong>Brisighella</strong> deve la sua forma e il suo carattere a quei tre colli inconfondibili che la dominano. Sul primo si erge la <strong>Rocca Manfrediana</strong>, fortezza trecentesca che ha visto succedersi Manfredi, Veneziani e Napoleone, oggi visitabile e capace di regalare una vista mozzafiato sulla vallata. Sul secondo svetta il <strong>Torrino dell&#8217;Orologio</strong>, simbolo iconico del borgo, costruito nel 1290 come torre di avvistamento e trasformato nel corso dei secoli prima in campanile e poi in torre civica.</p>
<p><img loading="lazy" width="1600" height="900" class="wp-image-677161" title="La Rocca Manfrediana di Brisighella illuminata al tramonto sul colle" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/pexels-photo-28806209.jpg" alt="La Rocca Manfrediana di Brisighella illuminata al tramonto sul colle" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/pexels-photo-28806209.jpg 1600w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/pexels-photo-28806209-300x169.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/pexels-photo-28806209-1024x576.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/pexels-photo-28806209-768x432.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/pexels-photo-28806209-1536x864.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" />Il terzo colle ospita il <strong>Santuario del Monticino</strong>, luogo di culto e silenzio, raggiungibile a piedi attraverso un sentiero che profuma di timo e lavanda selvatica.<br />È impossibile non fermarsi lassù, a guardare il borgo dall&#8217;alto, e sentire qualcosa che assomiglia alla pace.</p>

<p>Al di sotto, la <strong>Via degli Asini</strong> — o più propriamente Via del Borgo — è uno dei vicoli coperti più curiosi e fotografati d&#8217;Italia.<br /><strong>Questa strada sopraelevata e porticata</strong>, scavata nella roccia gessosa, veniva un tempo percorsa dai muli che trasportavano gesso e olio; oggi è il passaggio romantico per eccellenza.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Brisighella-slide-2v.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-677166" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Brisighella-slide-2v.jpg" alt="Brisighella-via-asini" width="1300" height="650" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Brisighella-slide-2v.jpg 1300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Brisighella-slide-2v-300x150.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Brisighella-slide-2v-1024x512.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Brisighella-slide-2v-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 1300px) 100vw, 1300px" /></a><br />Passeggiare al suo interno, tra le arcate di pietra e le finestre che si aprono come occhi sulla piazza sottostante, è un&#8217;esperienza che appartiene a quella categoria rara di cose semplici che restano impresse.</p>
<p>Oltre ai tre colli, il centro storico di <strong>Brisighella</strong> nasconde ulteriori gemme. La <strong>Pieve del Thò</strong>, una delle chiese romaniche più antiche e meglio conservate della Romagna, risale al IX secolo e si trova a pochi chilometri dal centro, immersa nel verde. L&#8217;interno spoglio, quasi austero, trasmette una spiritualità immediata e concreta.<br />Il <strong>Museo Civico</strong> raccoglie reperti paleontologici, archeologici e naturalistici che raccontano millenni di storia locale, dagli ammoniti fossili alle testimonianze romane.<br />Vale la visita anche per capire come questo territorio, apparentemente quieto, sia stato crocevia di culture e civiltà.</p>
<h2>Escursioni nei dintorni: la Romagna che non ti aspetti</h2>
<p>La Valle del Lamone e i colli attorno a Brisighella offrono decine di percorsi per escursionisti, ciclisti e semplici camminatori.<br />Il <strong>Parco Regionale della Vena del Gesso Romagnola</strong> è il cuore verde di quest&#8217;area, una dorsale di roccia gessosa lunga circa 25 chilometri punteggiata di grotte, crinali e belvedere sorprendenti.<br />Le grotte carsiche, alcune visitabili con guida, sono un&#8217;attrazione genuinamente spettacolare <em>(no, non serve l&#8217;attrezzatura da speleologo professionista per godersele)</em>. Da non perdere è la discesa sotterranea nella <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/la-grotta-dove-scopri-la-preistoria-una-discesa-nella-tanaccia-con-le-guide-e/" data-wpel-link="internal">grotta Tanaccia, per vedere com&#8217;era la preistoria. </a><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Brisighella-slide-4v.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-677168" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Brisighella-slide-4v.jpg" alt="Brisighella-tanaccia" width="1300" height="650" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Brisighella-slide-4v.jpg 1300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Brisighella-slide-4v-300x150.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Brisighella-slide-4v-1024x512.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Brisighella-slide-4v-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 1300px) 100vw, 1300px" /></a></strong></p>

<p>Il <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cammini/cammino-di-dante-trekking-tra-firenze-e-ravenna/" data-wpel-link="internal"><strong>Cammino di Dante</strong>,</a> il lungo itinerario che ripercorre i passi del Sommo Poeta tra Romagna e Toscana, attraversa anche questi territori. Chi ama camminare tra storia e natura troverà in questo tracciato una prospettiva inedita sul paesaggio romagnolo.<br />Anche il cicloturismo è molto praticato, grazie alla ciclabile della Valle del Lamone che collega Brisighella a Faenza in modo comodo e scenografico.</p>
<h2>Cosa mangiare a Brisighella: i sapori autentici della Romagna</h2>
<p><strong>Brisighella</strong> è famosa in tutta Italia per il suo <strong>olio extravergine di oliva</strong>, prodotto da cultivar antichissime come la Nostrana di Brisighella. Le sue caratteristiche organolettiche sono davvero uniche: un fruttato intenso con note di carciofo e mandorla e una leggera piccantezza persistente. Ha ottenuto la <strong>DOP</strong> e viene considerato tra i migliori oli italiani, tanto da meritare un festival dedicato, la Sagra dell&#8217;Olivo, ogni novembre.</p>
<p>Ma la tavola di Brisighella non si esaurisce nell&#8217;oro verde. I ristoranti del borgo propongono i classici della cucina romagnola, tra cui <strong>piadina</strong>, passatelli in brodo, <strong>strozzapreti al ragù</strong> e grigliate di carne.<br />Il <strong>formaggio di fossa di Sogliano</strong>, stagionato in grotte di tufo, è spesso presente nei menu e rappresenta una delle esperienze gusto più intense della gastronomia italiana.<br />E il <strong>carciofo gigante,</strong> che cresce nei calanchi attornoal paese, da assaggiare in primavera. <a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/via-dei-gessi-e-dei-calanchi-campo-carciofi-brisighella.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="size-full wp-image-677169 aligncenter" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/via-dei-gessi-e-dei-calanchi-campo-carciofi-brisighella.jpg" alt="" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/via-dei-gessi-e-dei-calanchi-campo-carciofi-brisighella.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/via-dei-gessi-e-dei-calanchi-campo-carciofi-brisighella-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/via-dei-gessi-e-dei-calanchi-campo-carciofi-brisighella-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></a>Fermarsi a pranzo in una delle <strong>osterie del centro</strong>, magari con vista sulla piazza, è parte integrante dell&#8217;esperienza. La cucina romagnola non si racconta, si vive lentamente, con un bicchiere di Sangiovese di Romagna accanto.</p>

<h2>Informazioni pratiche per visitare Brisighella</h2>
<p><strong>Come arrivare.</strong> Brisighella si raggiunge in auto dall&#8217;A14 (uscita Faenza) in circa 15 minuti. Chi preferisce il treno può arrivare a Faenza con Trenitalia e proseguire in autobus o taxi. La stazione più vicina al borgo è quella di Riolo Terme–Brisighella, sulla linea Faenza–Marradi, con corse limitate ma paesaggisticamente molto suggestive.<br /><strong>Quando andare.</strong> La primavera (aprile–maggio) e l&#8217;autunno (settembre–novembre) sono le stagioni ideali perché i colori del paesaggio raggiungono il loro apice, le temperature restano miti e la folla è gestibile. Novembre porta la Sagra dell&#8217;Olivo, un appuntamento imperdibile per chi vuole immergersi nella cultura locale.<br /><strong>Dove dormire.</strong> Il borgo e i dintorni offrono agriturismi, B&amp;B di charme e piccoli hotel. Soggiornare almeno una notte permette di vivere <a href="https://www.brisighella.org/" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">Brisighella</a> nella sua luce migliore, quella delle prime ore del mattino, quando la pietra si scalda piano e il borgo è ancora tutto per voi.</p>
<p>Foto Pexels, Martino De Mori, <a href="https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Mx004_Centro_storico_di_Brisighella_visto_dalla_torre_dell%27orologio.jpg" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">Vanni Lazzari</a>, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons</p>
<p><strong>Leggi anche</strong></p>
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		<title>Il borgo che ha legato le sue case alla montagna con un nastro e trasformato le strade in opere d&#8217;arte: Ulassai</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/ulassai-sardegna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Serena Proietti Colonna]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Nov 2026 17:58:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[borghi]]></category>
		<category><![CDATA[sardegna]]></category>
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					<description><![CDATA[Si viene accolti da pareti di roccia altissime, case raccolte ai piedi delle montagne e[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="900" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Ulassai.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Ulassai, Sardegna" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Ulassai.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Ulassai-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Ulassai-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Ulassai-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p>Si viene accolti da pareti di roccia altissime, case raccolte ai piedi delle montagne e un paesaggio che sembra appartenere a una <strong>Sardegna</strong> distante anni luce dalle sue spiagge più celebri. Ciò vuol dire che si è arrivati a <strong>Ulassai,</strong> borgo posto tra i rilievi dell’Ogliastra, dominato da enormi bastioni calcarei segnati da fessure e pareti verticali, che sembrano proprio proteggere l’abitato (ma anche sovrastarlo).</p>
<p>Quelli sono i <strong>Tacchi d’Ogliastra</strong>, formazioni rocciose chiamate così per il loro profilo caratteristico, un territorio fatto di boschi, cavità sotterranee, sorgenti e profonde gole. A rendere Ulassai davvero particolare, però, è anche una vicenda artistica che ha trasformato il rapporto tra gli abitanti e la loro terra: un semplice <strong>nastro azzurro,</strong> utilizzato nel 1981, ha dato origine a uno dei progetti più originali dell&#8217;arte contemporanea italiana.</p>
<p>Da allora, strade, edifici e spazi pubblici <strong>custodiscono opere</strong> che raccontano la comunità attraverso le sue tradizioni, le paure e i legami umani.</p>
<h2>Ulassai e la storia del nastro azzurro che unì un intero paese</h2>
<p><strong>Maria Lai</strong> è stata un&#8217;artista nata nel borgo nel 1919 e diventata una delle figure più importanti dell&#8217;arte italiana del &#8216;900. Il suo nome è legato soprattutto a un episodio avvenuto nel settembre del 1981, quando decise di coinvolgere gli abitanti in un&#8217;<strong>opera collettiva</strong> intitolata <em><strong>Legarsi alla montagna</strong></em>. L&#8217;amministrazione dell&#8217;epoca desiderava realizzare un monumento ai caduti, ma la donna propose un intervento che coinvolgesse direttamente la popolazione, ispirato a una leggenda tramandata da generazioni.</p>
<p>Il racconto nasceva da una tragedia realmente avvenuta nel 1861, quando il crollo di un costone roccioso provocò la <strong>morte di tre bambine</strong>. Secondo la tradizione, una quarta riuscì a salvarsi grazie a un nastro celeste che, apparso durante un temporale, l&#8217;aveva attirata fuori da una grotta poco prima della frana.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Panorama-di-Ulassai.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-677421" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Panorama-di-Ulassai.jpg" alt="Panorama di Ulassai, Sardegna" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Panorama-di-Ulassai.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Panorama-di-Ulassai-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Panorama-di-Ulassai-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Panorama-di-Ulassai-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Da quella storia prese forma un progetto tanto semplice quanto rivoluzionario: un nastro azzurro lungo <strong>circa 27 km</strong> venne distribuito tra gli abitanti, che lo annodarono a porte, finestre, balconi e terrazze. L&#8217;operazione durò 3 giorni e si concluse con alcuni scalatori che portarono il nastro fino al <strong>Monte Gedili</strong>, stabilendo un collegamento simbolico tra il paese e la montagna. Quell&#8217;intervento, oggi considerato uno dei primi esempi di arte relazionale in Italia, cambiò per sempre l&#8217;identità culturale di Ulassai.</p>
<h2>Cosa vedere a Ulassai tra vicoli, opere d&#8217;arte e musei sorprendenti</h2>
<p>Passeggiare nel centro storico di Ulassai permette di scoprire quanto sia profondo il segno lasciato da Maria Lai. Le sue creazioni compaiono sulle <strong>facciate</strong>, lungo le strade e negli edifici pubblici, intrecciandosi con l&#8217;architettura tradizionale del paese. Uno dei luoghi più particolari è l<strong>&#8216;antico Lavatoio comunale</strong>, utilizzato un tempo dalle donne per lavare la lana.</p>
<p>Maria Lai contribuì alla sua trasformazione artistica realizzando nel 1982 un grande telaio che occupa il soffitto, composto da corde intrecciate e strutture in ferro. All&#8217;intervento si aggiunsero le opere di <strong>Costantino Nivola, Guido Strazza e Luigi Veronesi</strong>, trasformando uno spazio destinato alle attività quotidiane in un piccolo museo.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Chiesa-di-Ulassai.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-677422" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Chiesa-di-Ulassai.jpg" alt="Chiesa di Ulassai, Sardegna" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Chiesa-di-Ulassai.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Chiesa-di-Ulassai-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Chiesa-di-Ulassai-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Chiesa-di-Ulassai-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Merita attenzione soprattutto la <strong>Fontana sonora di Nivola</strong>, progettata affinché lo scorrimento dell&#8217;acqua produca una particolare musicalità. Accanto, mosaici, geometrie e materiali differenti restituiscono l&#8217;impressione di un edificio costruito attraverso più linguaggi espressivi. Proseguendo tra le vie si incontrano altre testimonianze della creatività dell&#8217;artista: in via Venezia si trovano i<strong> Libretti murati</strong>, 13 piccoli libri in terracotta smaltata inseriti nelle pareti, mentre <strong>La casa delle inquietudini</strong> sorprende con figure di draghi dipinte sulle superfici di un edificio.</p>
<p>Particolarmente suggestiva è anche <strong>La Scarpata</strong>, intervento del 1993 che porta il linguaggio artistico direttamente sulle superfici rocciose. A completare il percorso culturale è la<strong> Stazione dell&#8217;Arte</strong>, museo inaugurato nel 2006 negli spazi di una vecchia stazione ferroviaria, con oltre 140 opere di Maria.</p>
<h3>La Grotta di Su Marmuri, un gigantesco mondo sotterraneo</h3>
<p>Lasciato il centro abitato, c&#8217;è una strada che sale verso il <strong>Tacco di Ulassai</strong> e che attraversa costoni calcarei e scorci panoramici, fino a raggiungere uno degli ambienti naturali più impressionanti della Sardegna.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Grotta-di-Su-Marmuri.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-677423" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Grotta-di-Su-Marmuri.jpg" alt="Grotta di Su Marmuri, Sardegna" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Grotta-di-Su-Marmuri.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Grotta-di-Su-Marmuri-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Grotta-di-Su-Marmuri-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Grotta-di-Su-Marmuri-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p><em>Foto: By Javier Sanchez Portero &#8211; Own work, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia</em></p>
<p>Si tratta della <strong>Grotta di Su Marmuri</strong>, il cui nome richiama il marmo per l&#8217;aspetto della roccia calcarea. L&#8217;ingresso si apre a circa 880 metri di altitudine e conduce a un sistema sotterraneo di dimensioni eccezionali. Il percorso visitabile si sviluppa per circa 850 metri e si snoda in ambienti dai nomi suggestivi. Nella <strong>Sala dell&#8217;Organo</strong> le concrezioni ricordano le canne di uno strumento musicale, mentre la <strong>Sala del Cactus</strong> custodisce due gigantesche stalagmiti alte circa 20 metri.</p>
<h3>Le cascate di Lequarci e Lecorci, lo spettacolo dell&#8217;acqua tra le rocce</h3>
<p>Il territorio di Ulassai custodisce anche un&#8217;altra sorpresa naturale, particolarmente spettacolare dopo periodi di piogge abbondanti: le <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/cascate-di-lequarci-lecorci-autunno-sardegna/" data-wpel-link="internal">Cascate di Lequarci e Lecorci</a></strong>, che trasformano le imponenti pareti calcaree in scenari pieni di getti d&#8217;acqua, rivoli e piccoli bacini naturali.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Cascata-di-Lequarci.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-677424" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Cascata-di-Lequarci.jpg" alt="Cascata di Lequarci in Sardegna" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Cascata-di-Lequarci.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Cascata-di-Lequarci-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Cascata-di-Lequarci-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Cascata-di-Lequarci-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p><strong>Lecorci</strong> si trova a breve distanza dal centro, ai piedi del Tacco e poco al di sotto della Grotta di Su Marmuri, mentre le cascate di Lequarci sono situate a circa 7 km dal paese, in località <strong>Santa Barbara,</strong> e sono decisamente più impressionanti. Durante i periodi di piena, infatti, l&#8217;acqua precipita da una grande parete disposta ad anfiteatro, formando numerosi salti.</p>
<p>Foto Canva</p>
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</ul>
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<p>Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.</p>
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		<title>Riscopriamo l’asse etrusco fra Lazio e Toscana, una terra di storie millenarie e borghi unici</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Viaggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Nov 2026 12:00:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[lazio]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="1600" height="900" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/pexels-photo-34832855.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="La chiesa romanica di San Pietro a Tuscania vista dall&#039;altopiano tufaceo al tramonto" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/pexels-photo-34832855.jpg 1600w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/pexels-photo-34832855-300x169.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/pexels-photo-34832855-1024x576.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/pexels-photo-34832855-768x432.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/pexels-photo-34832855-1536x864.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><br><br><p>Quando si parla di grandi mete culturali del Centro Italia, Roma occupa quasi tutto lo spazio. Eppure, a meno di cento chilometri dalla capitale, esiste un corridoio storico e paesaggistico,<strong> l’asse etrusco tra Lazio e Tuscia,</strong> che una parte crescente di viaggiatori consapevoli ha cominciato a riscoprire.<br /><strong>Tarquinia</strong> non è solo una necropoli: è il sito che meglio rappresenta questo ritorno di interesse, ma il valore del percorso sta nell’insieme, non nella singola tappa.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/pexels-photo-6771582.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-673921" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/pexels-photo-6771582.jpg" alt="Veduta aerea del borgo medievale di Soriano nel Cimino tra il verde dei Monti Cimini" width="1600" height="1068" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/pexels-photo-6771582.jpg 1600w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/pexels-photo-6771582-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/pexels-photo-6771582-1024x684.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/pexels-photo-6771582-768x513.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/pexels-photo-6771582-1536x1025.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></a></p>

<p>La <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/necropoli-di-monterozzi-tarquinia-lazio/" data-wpel-link="internal">Necropoli d Monterozzi,</a> ad esempio, conta oltre seimila tombe rupestri, con cicli di affreschi che rappresentano scene di vita quotidiana, musica, danza e banchetti, un documento visivo di una civiltà che anticipa di secoli molte delle forme artistiche del mondo romano.<br />Il <strong>Museo Nazionale Tarquiniense,</strong> ospitato nel Palazzo Vitelleschi nel centro storico medievale, conserva una collezione di ceramiche, sarcofagi e reperti che rende il quadro ancora più articolato. Tarquinia, in altri termini, non si esaurisce in una sola visita e non si riduce a un&#8217;unica categoria di interesse.</p>
<h2>Tarquinia oltre la Necropoli</h2>
<p>A Tarquinia e dintorni cresce l&#8217;offerta di <strong>turismo lento e cicloturistico che attraversa la Maremma laziale;</strong> aumentano le strutture ricettive di piccole dimensioni nell&#8217;entroterra tra Viterbo e il litorale tirrenico; l&#8217;asse etrusco compare con frequenza crescente nei circuiti promossi da operatori specializzati in viaggi culturali.<br />È una riscoperta graduale, alimentata da un profilo di <strong>viaggiatore diverso rispetto al turismo di massa:</strong> più interessato alla profondità dell&#8217;esperienza che alla densità delle attrazioni per giornata.</p>

<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1200" height="900" class="wp-image-660906" title="Facciata gotica del Palazzo Vitelleschi a Tarquinia, sede del Museo Nazionale, nel centro storico medievale" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Necropoli-di-Monterozzi.jpg" alt="Facciata gotica del Palazzo Vitelleschi a Tarquinia, sede del Museo Nazionale, nel centro storico medievale" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Necropoli-di-Monterozzi.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Necropoli-di-Monterozzi-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Necropoli-di-Monterozzi-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Necropoli-di-Monterozzi-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></figure>

<p>Tarquinia stessa offre questo tipo di esperienza in modo naturale. Il <strong>centro storico medievale,</strong> arroccato su un pianoro tufaceo con torri ancora in piedi, <strong>ha una sua identità urbana distinta dalla necropoli.<br /></strong>Il lungomare di <strong>Tarquinia Lido,</strong> a pochi chilometri, aggiunge una dimensione balneare che prolunga la permanenza e diversifica il pubblico.</p>
<h2>Perché l&#8217;asse etrusco è unico </h2>
<p>L&#8217;espressione &#8220;asse etrusco&#8221; indica, in modo non ufficiale, la sequenza di <strong>siti, borghi e paesaggi</strong> che seguono le tracce della civiltà etrusca tra il litorale tirrenico e l&#8217;entroterra viterbese.<br />Cerveteri a sud, Tarquinia al centro, <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/vulci-cosa-vedere-lazio/" data-wpel-link="internal">Vulci</a></strong> e <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/tuscania-tuscia-lazio/" data-wpel-link="internal">Tuscania</a></strong> verso nord, con diramazioni verso il lago di <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/lago-di-bolsena-tuscia-lazio/" data-wpel-link="internal">Bolsena</a></strong> e la Valle del Fiora: è un territorio vasto, poco strutturato dal punto di vista turistico, e proprio per questo ancora autentico.</p>
<p>La caratteristica distintiva di quest&#8217;asse rispetto ad altri circuiti culturali italiani è la compresenza di strati storici sovrapposti. <strong>Gli etruschi, i romani, i medievali e il paesaggio naturale della Maremma e della Tuscia</strong> convivono senza soluzioni di continuità. Un visitatore può passare da una necropoli rupestre a un borgo medievale a un lago vulcanico nel giro di poche decine di chilometri. Per non parlare di un luogo magico come <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/borghi-lazio-arroccati/" data-wpel-link="internal">Civita di Bagnoregio,</a></strong> la città in via di estinzione. </p>

<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1600" height="1067" class="wp-image-677403" title="Paesaggio della Tuscia con colline tufacee, campagna verde e cielo terso in una giornata primaverile" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/pexels-photo-35037799.jpg" alt="Paesaggio della Tuscia con colline tufacee, campagna verde e cielo terso in una giornata primaverile" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/pexels-photo-35037799.jpg 1600w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/pexels-photo-35037799-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/pexels-photo-35037799-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/pexels-photo-35037799-768x512.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/pexels-photo-35037799-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></figure>

<p>Questo tipo di offerta si presta particolarmente al turismo lento, a piedi, in bici o in auto, che non richiede grandi infrastrutture ma chiede qualità dell&#8217;accoglienza e leggibilità del territorio.<br />Entrambi gli elementi <strong>stanno migliorando, lentamente,</strong> grazie anche a iniziative locali e regionali di valorizzazione.</p>
<h2>Le tappe dalla Tuscia al Lazio interno</h2>
<p><strong>Tuscania</strong>, a una ventina di chilometri da Tarquinia, è uno dei casi più emblematici di borgo etrusco-medievale ancora poco conosciuto al di fuori dei circuiti specializzati.<br />Le chiese romaniche di<strong> San Pietro e Santa Maria Maggiore</strong>, costruite su altopiani tufacei con sepolcreti etruschi alle spalle, sono tra le architetture medievali meglio conservate del Lazio.<br /><strong>Vulci</strong>, con il suo parco archeologico che comprende necropoli, un ponte medievale e il castello della Badia, rappresenta un altro nodo dell&#8217;asse che merita attenzione autonoma.<br />Il sito è meno frequentato di Tarquinia ma non meno significativo: ha restituito <strong>alcuni dei più importanti manufatti etruschi</strong> oggi conservati in musei di tutto il mondo.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/1280px-Garden_Castello_Ruspoli_Vignanello.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-677372" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/1280px-Garden_Castello_Ruspoli_Vignanello.jpg" alt="Arsoli o Vignanello. Due borghi del Lazio tra castelli, botteghe e atmosfera d’autunno" width="1280" height="853" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/1280px-Garden_Castello_Ruspoli_Vignanello.jpg 1280w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/1280px-Garden_Castello_Ruspoli_Vignanello-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/1280px-Garden_Castello_Ruspoli_Vignanello-1024x682.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/1280px-Garden_Castello_Ruspoli_Vignanello-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a></p>
<p>Spostandosi verso l&#8217;entroterra viterbese, il paesaggio cambia registro ma non perde interesse.<br /><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/soriano-nel-cimino-lazio/" data-wpel-link="internal">Soriano nel Cimino</a>, adagiato sulle pendici del Monte Cimino con il suo castello normanno-svevo, è un esempio di come il Lazio interno sappia offrire livelli di interesse storico e paesaggistico comparabili alle mete più celebrate, con una pressione turistica ancora contenuta.<br />Vale la pena ricordare, restando nel Lazio meno esplorato, che esistono borghi come <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/arsoli-o-vignanello-due-borghi-del-lazio-tra-castelli-botteghe-e-atmosfera-dautunno/" data-wpel-link="internal">Arsoli</a></strong>, soprannominato &#8220;Piccola Parigi&#8221; per la concentrazione di dimore storiche, che rientrano nella stessa logica di riscoperta.</p>
<h2>Informazioni pratiche</h2>
<h3>Come arrivare</h3>
<p>Tarquinia non è solo una necropoli da visitare in giornata: merita un soggiorno. La stazione di Roma Termini collega la città con cambio a Civitavecchia <strong>in circa un&#8217;ora e trenta minuti.</strong> <br />Chi viaggia in auto percorre l&#8217;Autostrada A12 Roma–Civitavecchia e prosegue sulla Aurelia verso nord. Per esplorare l&#8217;entroterra, Tuscania, Vulci, Soriano nel Cimino, l&#8217;auto rimane il mezzo più pratico.<img loading="lazy" width="1200" height="900" class="wp-image-677234" title="Interno di una tomba etrusca dipinta nella necropoli di Tarquinia, con affreschi colorati illuminati dalla luce naturale" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Necropoli-di-Monterozzi.jpg" alt="Interno di una tomba etrusca dipinta nella necropoli di Tarquinia, con affreschi colorati illuminati dalla luce naturale" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Necropoli-di-Monterozzi.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Necropoli-di-Monterozzi-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Necropoli-di-Monterozzi-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Necropoli-di-Monterozzi-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<h3>Quando andare</h3>
<p>La <strong>primavera</strong> (aprile–giugno) e <strong>l&#8217;autunno</strong> (settembre–ottobre) sono le stagioni più indicate: le temperature sono miti, la campagna è nel pieno del suo ciclo visivo e la pressione turistica rimane contenuta. I siti archeologici aperti all&#8217;aperto risultano particolarmente godibili con luce non estiva.</p>

<h3>Quanto tempo stare</h3>
<p>Un <strong>fine settimane lungo di tre giorni</strong> consente di visitare Tarquinia con la necropoli e il museo, aggiungere Tuscania e, disponendo di un giorno in più, raggiungere Vulci o il lago di Bolsena. Chi vuole percorrere l&#8217;intero asse senza fretta dovrebbe riservare almeno una settimana.</p>
<h3>Dove dormire</h3>
<p>L&#8217;offerta ricettiva nell&#8217;area è frammentata ma in crescita. <strong>Agriturismi, piccoli hotel storici</strong> nei centri medievali e bed &amp; breakfast a conduzione familiare sono le formule più diffuse. La prenotazione anticipata è consigliata nei periodi di punta.</p>
<p>Foto Pexels</p>
<p><strong>Leggi anche</strong></p>
<p><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/cure-rimedi/saltare-la-colazione-rischi-digiuno-intermittente/" data-wpel-link="internal">Abitudini che credi sane e non lo sono: saltare la colazione (può rovinarti la giornata!)</a></strong></p>
<p><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/alimentazione/carboidrati-sani-dieta/" data-wpel-link="internal">I 10 carboidrati &#8220;insospettabili&#8221; che dovresti inserire nella tua dieta</a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Arsoli o Vignanello. Due borghi del Lazio tra castelli, botteghe e atmosfera d’autunno</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/arsoli-o-vignanello-due-borghi-del-lazio-tra-castelli-botteghe-e-atmosfera-dautunno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Viaggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Nov 2026 07:09:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[autunno]]></category>
		<category><![CDATA[lazio]]></category>
		<category><![CDATA[weekend autunno]]></category>
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					<description><![CDATA[Un’ora scarsa da Roma, un castello che domina il paese, una famiglia principesca che lo[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1280" height="853" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/1280px-Garden_Castello_Ruspoli_Vignanello.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Arsoli o Vignanello. Due borghi del Lazio tra castelli, botteghe e atmosfera d’autunno" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/1280px-Garden_Castello_Ruspoli_Vignanello.jpg 1280w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/1280px-Garden_Castello_Ruspoli_Vignanello-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/1280px-Garden_Castello_Ruspoli_Vignanello-1024x682.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/1280px-Garden_Castello_Ruspoli_Vignanello-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /><br><br><p>Un’ora scarsa da Roma, un castello che domina il paese, una famiglia principesca che lo possiede da secoli, un centro storico da percorrere a piedi. Sulla carta Arsoli e Vignanello si somigliano parecchio, e proprio per questo il confronto è utile: le somiglianze finiscono presto. Arsoli sta a est, nella Valle dell’Aniene, in un paesaggio di montagna; Vignanello a nord, nella Tuscia, tra colline di tufo, vigne e uliveti. E soprattutto, in questo momento, uno dei due castelli si può visitare e l’altro si osserva solo dall’esterno.</p>
<p>È la differenza più concreta per chi deve decidere dove passare un sabato o una domenica d’autunno. Da lì conviene partire, borgo per borgo.</p>
<h2 class="western">Arsoli in breve: il borgo verticale dei Massimo</h2>
<p>VisitLazio, il portale turistico della Regione, colloca Arsoli nei Monti Simbruini, a circa 58 chilometri da Roma. Il territorio, secondo la stessa fonte, appartenne prima agli Equi e poi ai Romani: lo testimoniano i resti di una villa del II secolo a.C. fuori dall’abitato e il cippo che segnava il 38° miglio della Via Valeria. Dal 1574 il feudo è dei Massimo, che lo acquistarono su consiglio di Filippo Neri e che ne sono ancora proprietari.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-677373" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/1280px-Arsoli_castello.jpg" alt="Arsoli o Vignanello. Due borghi del Lazio tra castelli, botteghe e atmosfera d’autunno" width="1280" height="960" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/1280px-Arsoli_castello.jpg 1280w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/1280px-Arsoli_castello-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/1280px-Arsoli_castello-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/1280px-Arsoli_castello-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Il soprannome di “Piccola Parigi” viene attribuito a Luigi Pirandello, frequentatore del borgo. Secondo VisitLazio il riferimento era all’impianto urbano e alla qualità architettonica del paese: è un’etichetta letteraria, non una descrizione da prendere alla lettera, ma rende l’idea di un borgo più curato e “disegnato” di quanto ci si aspetti da un paese di montagna.</p>
<h3 class="western">Il Castello Massimo, da guardare dal basso</h3>
<p>Il Castello Massimo occupa la parte più alta dell’abitato, su uno sperone roccioso sopra la gola del Fosso Bagnatore. Le fonti locali descrivono interni di grande interesse, tra cui il salone affrescato nel 1749 da Marco Benefial e un giardino pensile all’italiana. Il punto pratico, però, è un altro: il sito turistico del borgo, visitarsoli.it, indica che il castello attualmente non è visitabile per lavori di restauro e ristrutturazione. Si può salire fino alla piazzetta del Santissimo Salvatore e osservarne la mole dall’esterno, insieme alla chiesa omonima, la cui facciata è attribuita a Giacomo Della Porta.</p>
<h3 class="western">Piazze, acqua e vecchie attività produttive</h3>
<p>Il cuore civile del paese è Piazza Valeria, da cui partono le strade che salgono verso il nucleo medievale. Qui si trova la fontana ottagonale del 1592, alimentata dall’acquedotto di Fonte Petricca voluto dai Massimo pochi anni prima. Le “botteghe” del titolo, ad Arsoli, vanno lette soprattutto in chiave storica: VisitLazio ricorda che dopo la peste del 1656 il paese visse una fase di intensa attività economica, con manifatture tessili, fornaci per laterizi e frantoi.</p>
<p>Oggi il luogo che racconta meglio questa cultura materiale e popolare è il Museo delle Tradizioni Musicali, ospitato nell’ex Granaio Massimo in Borgo San Bartolomeo. Il percorso è diviso tra strumenti pastorali, strumenti artigianali, musica sacra e devozionale e tradizione bandistica, con documenti della banda musicale di Arsoli che risalgono al Settecento. L’ingresso risulta gratuito; gli orari conviene verificarli con la Pro Loco prima di partire.</p>
<p>Chi ha già letto il nostro ritratto del paese (<span style="color: #0563c1;"><u><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/arsoli-lazio/" data-wpel-link="internal">Nel Lazio c’è un borgo soprannominato “Piccola Parigi”, un susseguirsi di castelli e antiche botteghe</a></u></span>) trova lì i dettagli su chiese e scorci del centro storico. Ai fini del confronto conta soprattutto il contesto: Arsoli è inserita nel Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini e il borgo è un buon punto di partenza per boschi, gole e sentieri. Per la tavola, la stessa VisitLazio segnala la pizza fritta e dolci della tradizione come le tisichelle e le ciammellette de magru.</p>
<h2 class="western">Vignanello in breve: il castello che apre le porte</h2>
<p>Vignanello si trova in provincia di Viterbo, a circa 69 chilometri da Roma secondo VisitLazio, a 369 metri di quota su un terreno tufaceo legato all’antica attività dei vulcani Cimino e Vico. Le origini sono antiche: la necropoli di Valle della Cupa attesta un centro attivo già in età falisca ed etrusca.</p>
<h3 class="western">Castello Ruspoli e il giardino di Ottavia Orsini</h3>
<p>Il protagonista è il Castello Ruspoli, affacciato su Piazza della Repubblica. Secondo VisitLazio l’aspetto attuale risale alla ricostruzione voluta da Sforza Marescotti e progettata da Antonio da Sangallo il Giovane tra il 1531 e il 1538, che trasformò la fortezza medievale nella residenza in pietra grigia che si vede oggi. La famiglia Ruspoli ne è proprietaria dal 1704. Tra gli ospiti illustri, il dato storico più citato è il soggiorno di Georg Friedrich Händel, che trascorse qui l’estate del 1707 alla corte del principe Francesco Maria Ruspoli.</p>
<p>Il motivo per cui il castello è noto ben oltre la Tuscia è il giardino all’italiana creato a partire dal 1611 da Ottavia Orsini, figlia di Vicino Orsini, l’ideatore del Sacro Bosco di Bomarzo. Conserva l’impianto originale: un grande rettangolo diviso da viali ortogonali, aiuole di bosso disegnate in geometrie simmetriche e, al centro, una vasca con fontana circondata da quattro archi in peperino. Di recente il complesso è stato interessato da interventi di restauro su ingresso, terrazzamenti e parco.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-677375" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/1280px-Garden_-_Castello_Ruspoli_-_Vignanello_Italy_-_DSC02828.jpg" alt="Arsoli o Vignanello. Due borghi del Lazio tra castelli, botteghe e atmosfera d’autunno" width="1280" height="853" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/1280px-Garden_-_Castello_Ruspoli_-_Vignanello_Italy_-_DSC02828.jpg 1280w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/1280px-Garden_-_Castello_Ruspoli_-_Vignanello_Italy_-_DSC02828-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/1280px-Garden_-_Castello_Ruspoli_-_Vignanello_Italy_-_DSC02828-1024x682.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/1280px-Garden_-_Castello_Ruspoli_-_Vignanello_Italy_-_DSC02828-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Le informazioni pratiche, dal sito ufficiale e dalla scheda della rete Grandi Giardini Italiani: il castello è aperto il venerdì, il sabato, la domenica e i festivi da febbraio a dicembre, è chiuso a luglio e si visita solo con guida e prenotazione online. La visita dura circa un’ora e comprende piano nobile e giardino; il biglietto intero costa 15 euro, il ridotto 10. Il piano nobile non è accessibile in sedia a rotelle.</p>
<h3 class="western">Collegiata e Connutti: il borgo sotto il borgo</h3>
<p>Di fronte al castello si trova la Collegiata di Santa Maria della Presentazione, consacrata da papa Benedetto XIII nel 1725. Nei sotterranei c’è la cappella sepolcrale della Madonna dei Sette Dolori, con le tombe dei principi Ruspoli e ossari comuni. Da qui parte uno degli elementi più particolari di Vignanello: i Connutti, una rete di cunicoli probabilmente scavati dai Falisci per raccogliere l’acqua e ampliati nel Medioevo. Si visitano solo con guida, con casco e torcia; è disponibile anche un percorso combinato castello più sotterranei.</p>
<h3 class="western">Taverne, cantine e frantoi</h3>
<p>Le botteghe, a Vignanello, hanno soprattutto il volto di taverne, cantine e oleifici. Il territorio esprime il vino Vignanello DOC, l’olio extravergine Tuscia DOP e la nocciola, base di biscotti come tozzetti e crucchi; tra i piatti, VisitLazio segnala gli gnocchi co’ i fero con sugo di salsiccia e pecorino. In autunno tutto questo converge nella Festa dell’Olio e del Vino Novello organizzata dalla Pro Loco, che per l’edizione 2026 è stata annunciata nei weekend dal 6 all’8 e dal 13 al 15 novembre, con taverne aperte nel centro storico e degustazioni guidate. Il programma definitivo va controllato sul sito della Pro Loco di Vignanello.</p>
<h2 class="western">Le differenze che contano</h2>
<table width="602" cellspacing="0" cellpadding="5">
<tbody>
<tr valign="top">
<td bgcolor="#e8efe6" width="136"></td>
<td bgcolor="#e8efe6" width="218"><span style="font-size: small;"><b>Arsoli</b></span></td>
<td bgcolor="#e8efe6" width="217"><span style="font-size: small;"><b>Vignanello</b></span></td>
</tr>
<tr valign="top">
<td bgcolor="#f5f5f5" width="136"><span style="font-size: small;"><b>Dove</b></span></td>
<td width="218"><span style="font-size: small;">Valle dell&#8217;Aniene, Monti Simbruini (Città metropolitana di Roma)</span></td>
<td width="217"><span style="font-size: small;">Tuscia viterbese, pendici dei Monti Cimini (provincia di Viterbo)</span></td>
</tr>
<tr valign="top">
<td bgcolor="#f5f5f5" width="136"><span style="font-size: small;"><b>Distanza da Roma</b></span></td>
<td width="218"><span style="font-size: small;">58 km (VisitLazio)</span></td>
<td width="217"><span style="font-size: small;">69 km (VisitLazio)</span></td>
</tr>
<tr valign="top">
<td bgcolor="#f5f5f5" width="136"><span style="font-size: small;"><b>Come arrivare</b></span></td>
<td width="218"><span style="font-size: small;">Auto via A24; treni regionali diretti da Roma Tiburtina</span></td>
<td width="217"><span style="font-size: small;">Soprattutto in auto; con i mezzi pubblici servono bus Cotral o cambi</span></td>
</tr>
<tr valign="top">
<td bgcolor="#f5f5f5" width="136"><span style="font-size: small;"><b>Il castello</b></span></td>
<td width="218"><span style="font-size: small;">Castello Massimo: oggi non visitabile all&#8217;interno per restauro</span></td>
<td width="217"><span style="font-size: small;">Castello Ruspoli: visite guidate su prenotazione, da febbraio a dicembre (chiuso a luglio)</span></td>
</tr>
<tr valign="top">
<td bgcolor="#f5f5f5" width="136"><span style="font-size: small;"><b>Cosa si visita dentro</b></span></td>
<td width="218"><span style="font-size: small;">Museo delle Tradizioni Musicali, chiese del centro</span></td>
<td width="217"><span style="font-size: small;">Piano nobile e giardino rinascimentale, Collegiata, sotterranei dei Connutti</span></td>
</tr>
<tr valign="top">
<td bgcolor="#f5f5f5" width="136"><span style="font-size: small;"><b>Autunno</b></span></td>
<td width="218"><span style="font-size: small;">Borgo e boschi del Parco dei Monti Simbruini</span></td>
<td width="217"><span style="font-size: small;">Festa dell&#8217;Olio e del Vino Novello nei weekend di novembre</span></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<h3 class="western">Accessibilità percepita</h3>
<p>Arsoli ha un vantaggio raro per un borgo: una stazione sulla linea per Avezzano e Pescara, con treni regionali diretti da Roma Tiburtina (il viaggio dura in genere tra un’ora e venti e un’ora e tre quarti). In auto si arriva con la A24. Vignanello, invece, è di fatto una meta da auto: con i mezzi pubblici bisogna combinare bus Cotral o treno fino a Orte più autobus. Per chi parte da Roma senza macchina, la scelta è quasi già fatta.</p>
<h3 class="western">Il castello: scenografia o visita</h3>
<p>È la differenza decisiva. Ad Arsoli il castello è oggi un fondale: domina il paese, orienta la passeggiata, ma non si entra. A Vignanello il castello è un’esperienza vera e propria, con orari, prenotazione e un’ora di visita tra sale e giardino. Chi cerca interni affrescati e un giardino storico da percorrere trova a Vignanello ciò che ad Arsoli, per ora, si può solo leggere nelle descrizioni.</p>
<h3 class="western">Atmosfera e ritmo</h3>
<p>Qui il confronto è inevitabilmente una valutazione editoriale. Arsoli è un borgo verticale: si sale da Piazza Valeria verso il castello, tra scalinate e vicoli, con il bosco dei Simbruini a fare da cornice. Il ritmo lo decide chi cammina. Vignanello ha un baricentro più netto, la piazza su cui si fronteggiano castello e Collegiata, e una giornata che tende a organizzarsi intorno agli orari delle visite guidate e, in novembre, al calendario della festa.</p>
<h3 class="western">Densità di visita</h3>
<p>Non esistono dati confrontabili sulle presenze nei due borghi, quindi questa è un’inferenza: un castello aperto con turni prenotabili e una festa articolata su due weekend concentrano più visitatori nei fine settimana di Vignanello. Ad Arsoli, con il castello chiuso e gli appuntamenti principali segnalati da VisitLazio concentrati tra aprile, giugno e settembre, è ragionevole aspettarsi un borgo più tranquillo.</p>
<h3 class="western">Fascino storico</h3>
<p>Le due storie parlano registri diversi. Arsoli è una lunga vicenda feudale, dalle origini benedettine ai Massimo, con aneddoti che arrivano all’Ottocento e al Novecento: il passaggio di Garibaldi, ricordato da una lapide, e le estati di Pirandello. Vignanello è il Rinascimento in forma compiuta: Sangallo, Ottavia Orsini e il legame con Bomarzo, Händel ospite dei Ruspoli.</p>
<h2 class="western">Quale scegliere nel weekend</h2>
<p><b>Arsoli </b>è la scelta più sensata se vuoi muoverti in treno, se ti interessa abbinare la passeggiata nel borgo a un’escursione nei Monti Simbruini e se cerchi un fine settimana poco programmato, dove il castello resta una presenza sullo sfondo. Prima di partire, conviene verificare con la Pro Loco lo stato del restauro e gli orari del museo.</p>
<p><b>Vignanello </b>è più indicata se vuoi entrare in un castello e camminare in un giardino rinascimentale, se ti incuriosiscono i sotterranei e se ti piace l’idea di agganciare la gita alla Festa dell’Olio e del Vino Novello. In questo caso la parola chiave è prenotazione: le visite al castello sono solo guidate e a posti limitati.</p>
<p>Non conviene invece pensarle nello stesso fine settimana: stanno su direttrici opposte rispetto a Roma, una verso l’Abruzzo e l’altra verso Viterbo. Meglio due weekend distinti, con aspettative distinte.</p>
<h2 class="western">In sintesi</h2>
<p>Arsoli e Vignanello raccontano due modi di vivere il borgo laziale in autunno. Il primo è un paese di montagna da percorrere a piedi, con un castello che oggi si ammira da fuori e il bosco a pochi passi. Il secondo è una piccola capitale nobiliare della Tuscia, dove il castello apre le sale e il giardino e novembre porta in piazza olio nuovo e vino novello. La scelta dipende meno dalla bellezza, che non manca a nessuno dei due, e più da come vuoi passare la giornata.</p>
<p><b>Se vuoi saperne di più</b></p>
<p>Tra i borghi laziali con castello, nella stessa Tuscia di Vignanello: <span style="color: #0563c1;"><u><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/soriano-nel-cimino-lazio/" data-wpel-link="internal">Il borgo della Tuscia dominato da un castello medievale e circondato da boschi Patrimonio UNESCO</a></u></span>.</p>
<p><em>Credits photo: <a href="https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Garden_Castello_Ruspoli_Vignanello.jpg" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">No machine-readable author provided. Tao Ruspoli assumed (based on copyright claims).</a>, <a href="https://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.5" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">CC BY-SA 2.5</a> / <a href="https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Arsoli_castello.jpg" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">The original uploader was Bariant at Italian Wikipedia.</a>, <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">CC BY-SA 3.0</a> / <a href="https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Garden_-_Castello_Ruspoli_-_Vignanello,_Italy_-_DSC02828.jpg" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">Daderot</a></em></p>
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		<title>Anche l&#8217;Italia ha le sue mummie, e si trovano in un cimitero sotterraneo che si può visitare</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/catacombe-dei-cappuccini-palermo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Serena Proietti Colonna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Nov 2026 17:03:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[mummie]]></category>
		<category><![CDATA[sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[surreali]]></category>
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					<description><![CDATA[Una città non si conosce davvero fino in fondo finché non si scopre anche il[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="900" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Catacombe-dei-Cappuccini.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Catacombe dei Cappuccini, Palermo" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Catacombe-dei-Cappuccini.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Catacombe-dei-Cappuccini-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Catacombe-dei-Cappuccini-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Catacombe-dei-Cappuccini-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p>Una città non si conosce davvero fino in fondo finché non si scopre anche il mondo che nasconde al di sotto del manto stradale. E questo è particolarmente vero a <strong>Palermo</strong>, che sottoterra custodisce un patrimonio che racconta un volto insolito della sua storia. Nei sotterranei del convento dei frati Cappuccini, accanto alla chiesa di Santa Maria della Pace, si trova infatti <strong>uno dei cimiteri più singolari d&#8217;Europa</strong>, un luogo nel quale i defunti hanno conservato per secoli i propri lineamenti, gli abiti e persino alcune espressioni del volto.</p>
<p>Sono le <strong>Catacombe dei Cappuccini,</strong> un complesso funerario nato alla fine del XVI secolo e divenuto celebre per la straordinaria quantità di corpi mummificati. Vi basti pensare che, secondo le stime storiche, avrebbe accolto fino a 8.000 defunti; oggi le gallerie custodiscono <strong>circa 2.000</strong> resti tra scheletri e mummie (tra cui quella che è stata giudicata la &#8220;mummia più bella del mondo&#8221;).</p>
<h2>La storia delle Catacombe dei Cappuccini e la scoperta che cambiò tutto</h2>
<p>Le origini del cimitero e storia del convento risalgono al XVI secolo. I frati Cappuccini si stabilirono in questo magnifica città della <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/lago-pergusa-sicilia-inferno-come-arrivare/" data-wpel-link="internal">Sicilia</a></strong> nel 1534, presso la chiesa di Santa Maria della Pace, e inizialmente seppellivano i confratelli in una fossa comune situata sotto l&#8217;<strong>altare di Sant&#8217;Anna.</strong></p>
<p>Con il passare degli anni, lo spazio divenne insufficiente. Per questo motivo, nel 1597 la comunità religiosa decise di scavare un nuovo ambiente funerario dietro l&#8217;altare maggiore. E fu proprio durante il trasferimento dei resti dalla vecchia sepoltura che i frati fecero una scoperta sorprendente: <strong>ben 45 corpi</strong> risultavano ancora in un eccezionale stato di conservazione, una vera e propria <strong>mummificazione naturale</strong>.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Visita-Catacombe-dei-Cappuccini.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-677353" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Visita-Catacombe-dei-Cappuccini.jpg" alt="Visita Catacombe dei Cappuccini, Palermo" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Visita-Catacombe-dei-Cappuccini.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Visita-Catacombe-dei-Cappuccini-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Visita-Catacombe-dei-Cappuccini-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Visita-Catacombe-dei-Cappuccini-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p><em>Foto: By Gmihail at Serbian Wikipedia &#8211; Own work, CC BY-SA 3.0 rs, via Wikimedia</em></p>
<p>Interpretato quale segno della benevolenza divina, il ritrovamento spinse i religiosi a collocare i defunti in nicchie ricavate lungo le pareti. <strong>Fra Silvestro da Gubbio</strong>, morto il 16 ottobre 1599, fu il primo a essere accolto nel nuovo cimitero sotterraneo. Inizialmente riservate alla comunità conventuale, le Catacombe diventarono l&#8217;ultima dimora anche di esponenti della società civile, per poi accogliere pure coloro che potevano sostenere le spese richieste. La tradizione proseguì fino al <strong>1880</strong>, anno della chiusura del cimitero alle nuove sepolture (fatta eccezione per alcuni casi successivi).</p>
<h2>Cosa vedere nelle Catacombe dei Cappuccini, tra corridoi e antichi abiti</h2>
<p>Attraversare le <strong>gallerie delle Catacombe dei Cappuccini</strong> equivale a osservare una sorta di ritratto collettivo della Palermo del passato. Le figure si susseguono lungo le pareti, spesso ancora avvolte negli indumenti scelti per la sepoltura. Il <strong>corridoio dei frati Cappuccini</strong> è la parte più antica del complesso e la casa delle salme dei religiosi che vissero nel convento stesso. Le figure, disposte lungo le pareti, testimoniano le origini del cimitero e la concezione della morte propria della spiritualità cappuccina.</p>
<p>Fra gli ambienti più particolari c&#8217;è senza dubbio il <strong>corridoio delle donne</strong>, caratterizzato dalla presenza di abiti eleganti, ricami e cuffiette ornamentali. Alcuni indumenti conservano dettagli che permettono di riconoscere gusti e mode dei secoli trascorsi. Nella <strong>cappella del Crocifisso</strong> riposano invece giovani donne morte prima del matrimonio (alcune delle quali sepolte con abiti nuziali).</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Mummie-Catacombe-dei-Cappuccini..jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-677354" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Mummie-Catacombe-dei-Cappuccini..jpg" alt="Le mummie nelle Catacombe dei Cappuccini." width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Mummie-Catacombe-dei-Cappuccini..jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Mummie-Catacombe-dei-Cappuccini.-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Mummie-Catacombe-dei-Cappuccini.-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Mummie-Catacombe-dei-Cappuccini.-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p><em>Foto Canva</em></p>
<p>Nel settore maschile si incontrano soprattutto esponenti della borghesia palermitana, riconoscibili attraverso gli abiti scelti per la sepoltura. A metà del corridoio è inoltre visibile l&#8217;<strong>ultimo colatoi</strong>o rimasto accessibile alla vista. Ancora più esplicita è la suddivisione nel <strong>corridoio dei professionisti</strong>, riservato a medici, avvocati, artisti, ufficiali e militari.</p>
<p>Completano il percorso il <strong>corridoio dei prelati,</strong> con le vesti ecclesiastiche, e quello delle <strong>famiglie e la cappella dei bambini</strong> che, manco a dirlo, è uno degli ambienti emotivamente più intensi della visita.</p>
<h2>Il segreto delle mummie di Palermo e le antiche tecniche di conservazione</h2>
<p>Uno degli aspetti più sorprendenti delle Catacombe riguarda il <strong>processo</strong> che ha permesso a numerosi corpi di attraversare i secoli conservando pelle, capelli e parte dei tessuti. La maggioranza delle salme fu sottoposta a una tecnica di mummificazione naturale basata sulla <strong>disidratazione.</strong></p>
<p>Ciò vuol dire che, dopo il decesso, i corpi venivano trasferiti nei cosiddetti colatoi, ambienti sotterranei caratterizzati da condizioni favorevoli all&#8217;essiccazione. Qui venivano asportati gli organi interni e poi utilizzati <strong>materiali vegetali</strong> (fra cui paglia e foglie di alloro) per favorire la perdita dei liquidi.</p>
<p>Le salme rimanevano distese su apposite strutture di drenaggio per un periodo che <strong>poteva raggiungere quasi 1 anno.</strong> Terminata questa fase, i corpi venivano esposti all&#8217;aria, trattati con aceto, rivestiti con abiti scelti dalle famiglie e collocati nelle nicchie. Il risultato era una conservazione caratterizzata dalla <strong>pelle scura e indurita</strong>, con una progressiva riduzione del peso corporeo.</p>
<h3>Rosalia Lombardo, la Bella addormentata di Palermo</h3>
<p>Tra le migliaia di persone sepolte nelle Catacombe dei Cappuccini, una <strong>bambina</strong> è diventata il simbolo del complesso. Si tratta di <strong>Rosalia Lombardo</strong>, conosciuta con il soprannome di <strong><em>Bella addormentata di Palermo</em></strong>, che morì nel 1920, a soli 2 anni. Il padre, profondamente colpito dalla perdita, affidò il corpo della figlia ad <strong>Alfredo Salafia</strong>, celebre imbalsamatore palermitano che aveva sviluppato un metodo di conservazione particolarmente efficace.</p>
<p>La piccola Rosalia venne trattata con una soluzione a base di sostanze chimiche, fra cui formalina, glicerina, sali di zinco, alcol e acido salicilico. E grazie a questo, ancora oggi il volto conserva <strong>tratti infantili riconoscibili</strong>, con le guance arrotondate, le ciglia e i capelli biondi raccolti da un fiocco.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Rosalia-Lombardo.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-677355" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Rosalia-Lombardo.jpg" alt="Rosalia Lombardo, la Bella Addormentata di Palermo" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Rosalia-Lombardo.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Rosalia-Lombardo-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Rosalia-Lombardo-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Rosalia-Lombardo-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p><em>Foto: By Habanero666 &#8211; Own work, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia</em></p>
<p>La salma si trova nella <strong>cappella di Santa Rosalia</strong>, all&#8217;interno di una speciale teca protettiva con atmosfera controllata mediante azoto, progettata per rallentare il deterioramento dei tessuti. Rosalia è ricordata anche con l&#8217;appellativo di <em><strong>mummia più bella del mondo</strong></em>, espressione legata al suo eccezionale stato di conservazione.</p>
<p>Foto di copertina: Canva</p>
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<div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/serena-proietti-colonna/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Serena Proietti Colonna</span></a></div>
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<p>Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.</p>
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		<title>Una chiesa incastrata nella roccia, un ponte sul burrone e mille anni di storia: l&#8217;Eremo di San Marco</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/eremo-san-marco-ascoli-piceno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Viaggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Nov 2026 10:00:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="1600" height="1200" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Eremo_di_San_Marco_-_Facciata.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="eremo-san-marco-marche" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Eremo_di_San_Marco_-_Facciata.jpg 1600w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Eremo_di_San_Marco_-_Facciata-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Eremo_di_San_Marco_-_Facciata-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Eremo_di_San_Marco_-_Facciata-768x576.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Eremo_di_San_Marco_-_Facciata-1536x1152.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><br><br><p dir="ltr">Ascoli Piceno è una delle città in travertino più belle d’Italia e lo sa bene. Piazza del Popolo, il ponte romano di Solestà, le olive ascolane: il centro storico funziona, attira turisti, viene fotografato. Ma a meno di trenta minuti a piedi dalla città, sul <strong>Colle San Marco</strong>, esiste un luogo che compare raramente nelle guide e che il <strong>FAI</strong> ha inserito nella campagna “I Luoghi del Cuore” <strong>sette volte consecutive</strong> tra il 2010 e il 2022. Sette edizioni. Il che significa che c’è un attaccamento locale fortissimo a qualcosa che il turismo di passaggio non ha ancora trovato.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Eremo_di_San_Marco_-_Esterno_3.jpeg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-677179" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Eremo_di_San_Marco_-_Esterno_3.jpeg" alt="eremo-san-marco-marche-bosco" width="1600" height="1200" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Eremo_di_San_Marco_-_Esterno_3.jpeg 1600w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Eremo_di_San_Marco_-_Esterno_3-300x225.jpeg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Eremo_di_San_Marco_-_Esterno_3-1024x768.jpeg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Eremo_di_San_Marco_-_Esterno_3-768x576.jpeg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Eremo_di_San_Marco_-_Esterno_3-1536x1152.jpeg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></a><br />
L’<strong>Eremo di San Marco</strong> è una chiesa rupestre romanica addossata a una parete calcarea, raggiungibile solo attraversando un ponte ardito costruito sopra un precipizio, seguito da una scalinata in travertino. L’accesso fisico è già una piccola impresa. Quello che si trova dall’altra parte vale ogni passo.</p>
<p dir="ltr"><strong>Puoi aggiungere SportOutdoor24.it alla tua lista con un click diretto:</strong><br />
<strong>👉 <a class="underline underline underline-offset-2 decoration-1 decoration-current/40 hover:decoration-current focus:decoration-current" href="https://google.com/preferences/source?q=sportoutdoor24.it" rel="external noopener noreferrer" data-wpel-link="external">Clicca qui per aggiungere SportOutdoor24 alle Fonti Preferite</a></strong></p>
<h2 dir="ltr" aria-level="5">Mille anni di storia in una grotta</h2>
<p dir="ltr">Le origini risalgono intorno all’<strong>anno Mille</strong>. Monaci cistercensi trasformarono una cavità naturale nella roccia in un cenobio, seguendo la regola benedettina. Non era solo un luogo di preghiera: il complesso comprendeva cucina, refettorio e dormitorio, e i monaci producevano <strong>calce e farina di castagne</strong>, materie prime locali che garantivano autonomia economica alla comunità.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Eremo_di_San_Marco_-_Scala_accesso_3.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone wp-image-677177 size-full" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Eremo_di_San_Marco_-_Scala_accesso_3.jpg" alt="eremo-san-marco-marche-bosco-grotta" width="1200" height="1600" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Eremo_di_San_Marco_-_Scala_accesso_3.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Eremo_di_San_Marco_-_Scala_accesso_3-225x300.jpg 225w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Eremo_di_San_Marco_-_Scala_accesso_3-768x1024.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Eremo_di_San_Marco_-_Scala_accesso_3-1152x1536.jpg 1152w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p dir="ltr">Nel <strong>1289</strong> papa <strong>Niccolò IV</strong> emise una bolla con cui concedeva l’indulgenza plenaria a chiunque raggiungesse l’eremo il <strong>25 aprile</strong>, giorno della festa di San Marco. Il fatto che un papa del Duecento si preoccupasse di questo posto piccolo e arroccato dà un’idea di quale fosse il suo peso spirituale nel territorio. Il pellegrinaggio lungo quel sentiero continuò per secoli.<br />
In seguito il complesso passò alle famiglie nobili ascolane, prima i <strong>Tibaldeschi</strong> poi gli <strong>Sgariglia</strong>, che lo trasformarono in un luogo di culto più strutturato: aggiunsero il campanile, un altare e una rampa d’accesso. All’interno, una tomba ad <strong>arcosolio</strong> con lo stemma dei Tibaldeschi testimonia ancora oggi quell’epoca. Il declino iniziò nel <strong>1474</strong>, quando fu costruita la chiesa di <strong>San Bartolomeo</strong> nelle vicinanze, spostando altrove il centro della vita religiosa locale. L’eremo restò in piedi, ma gradualmente abbandonato.</p>
<h2 dir="ltr" aria-level="5">Cosa si vede oggi</h2>
<p dir="ltr">La facciata è in <strong>conci di travertino</strong> con due ordini di bifore e un campanile, stile romanico pulito, nessun ornamento superfluo. La struttura si sviluppa su <strong>due piani sovrapposti</strong>, collegati da una scala interna ricavata direttamente nella roccia. Sulle pareti interne restano tracce di <strong>affreschi primitivi</strong>, consumati dal tempo ma ancora leggibili in alcuni punti. Il restauro più recente risale agli anni Duemila, quando il <strong>Comune di Ascoli Piceno</strong> (proprietario dell’edificio) ha consolidato la struttura.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Eremo_di_San_Marco_-_Scala_accesso_2.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-677178" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Eremo_di_San_Marco_-_Scala_accesso_2.jpg" alt="eremo-san-marco-marche-bosco-grotta-visita" width="1600" height="1200" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Eremo_di_San_Marco_-_Scala_accesso_2.jpg 1600w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Eremo_di_San_Marco_-_Scala_accesso_2-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Eremo_di_San_Marco_-_Scala_accesso_2-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Eremo_di_San_Marco_-_Scala_accesso_2-768x576.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Eremo_di_San_Marco_-_Scala_accesso_2-1536x1152.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p dir="ltr">Oggi le visite sono organizzate dall’<strong>Associazione Templari Oggi APS</strong>, che gestisce l’apertura nei fine settimana e nelle festività da <strong>marzo a ottobre</strong>. Non è visitabile liberamente: bisogna coincidere con questi orari o contattare l’associazione in anticipo.</p>
<h2 dir="ltr" aria-level="5">Come arrivare</h2>
<p dir="ltr">Il punto di partenza è la frazione di <strong>Piagge</strong>, a sud di Ascoli Piceno. Da lì un sentiero nel bosco porta all’eremo in circa <strong>trenta minuti</strong> di cammino, con vegetazione fitta e terreno non difficile. Dal colle si vede la città in basso, la <strong>valle del Tronto</strong> e, nelle giornate limpide, una striscia di <strong>mare Adriatico</strong> all’orizzonte. È una di quelle passeggiate che rendono giustizia alla montagna marchigiana, spesso ignorata a favore della costa.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Eremo_di_San_Marco_-_panorama_su_Ascoli.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone wp-image-677176 size-full" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Eremo_di_San_Marco_-_panorama_su_Ascoli.jpg" alt="eremo-san-marco-marche-bosco-grotta-panorama" width="1600" height="1200" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Eremo_di_San_Marco_-_panorama_su_Ascoli.jpg 1600w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Eremo_di_San_Marco_-_panorama_su_Ascoli-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Eremo_di_San_Marco_-_panorama_su_Ascoli-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Eremo_di_San_Marco_-_panorama_su_Ascoli-768x576.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Eremo_di_San_Marco_-_panorama_su_Ascoli-1536x1152.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></a></p>
<p dir="ltr">Il consiglio è di abbinare la visita a una mattina nel centro storico di Ascoli: il <strong>ponte romano di Solestà</strong> e <strong>piazza del Popolo</strong> sono a dieci minuti dal punto di partenza del sentiero. In autunno e in primavera il percorso è particolarmente bello, con i colori del bosco e temperature che rendono il cammino piacevole senza fatica.</p>
<p>Foto Di Antmaury di Wikipedia in italiano, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=42861364, Di Antmaury di Wikipedia in italiano, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=42861320, Di Antmaury di Wikipedia in italiano, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=42861319, Di Antmaury di Wikipedia in italiano, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=42861359, Di Antmaury di Wikipedia in italiano, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=42861324</p>
<p><strong>Leggi anche</strong></p>
<p><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/oratorio-di-san-pellegrino-bominaco-abruzzo/" data-wpel-link="internal">La Cappella Sistina d’Abruzzo: il miracolo di Bominaco e i colori che sfidano il tempo</a></strong></p>
<p><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/santerasmo-cesi-mura-ciclopiche-umbria/" data-wpel-link="internal">Le mura misteriose e la città perduta, questo eremo sulle montagne umbre è fra i più belli d’Italia: benvenuti a Sant’Erasmo</a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>La città fantasma tra i boschi della Tuscia: Monterano, le sue leggende e la riserva naturale</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/monterano-rovine-trekking/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Viaggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Nov 2026 17:00:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[borghi]]></category>
		<category><![CDATA[città fantasma]]></category>
		<category><![CDATA[escursioni]]></category>
		<category><![CDATA[lazio]]></category>
		<category><![CDATA[tuscia]]></category>
		<category><![CDATA[weekend]]></category>
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					<description><![CDATA[Monterano Vecchia è un luogo in cui il tempo si è fermato: un’intera città abbandonata[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1300" height="822" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/antrica-monterano.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="antrica-monterano" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/antrica-monterano.jpg 1300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/antrica-monterano-300x190.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/antrica-monterano-1024x647.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/antrica-monterano-768x486.jpg 768w" sizes="(max-width: 1300px) 100vw, 1300px" /><br><br><p><strong>Monterano Vecchia</strong> è un luogo in cui il tempo si è fermato: un’intera città abbandonata nel cuore della Tuscia laziale, inghiottita dalla vegetazione e restituita alla fauna selvatica dopo secoli di storia intrecciata con guerre, epidemie e distruzioni.<br />Qui puoi fare un <strong>trekking tra le rovine,</strong> scoprendo luoghi davvero fuori dagli itinerari più battuti, pensata per chi vuole qualcosa di più di un semplice sentiero nel bosco.<br />Il percorso si snoda all&#8217;interno della <strong>Riserva N<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/pexels-photo-20323736.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-677021" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/pexels-photo-20323736.jpg" alt="" width="1600" height="1067" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/pexels-photo-20323736.jpg 1600w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/pexels-photo-20323736-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/pexels-photo-20323736-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/pexels-photo-20323736-768x512.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/pexels-photo-20323736-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></a>aturale di Monterano</strong>, gestita da Parchi Lazio, nel comune di Canale Monterano, in provincia di Roma.<br />L&#8217;accesso è libero e il sentiero principale porta direttamente al cuore dell&#8217;antica città, tra archi scoperchiati, facciate sventrate e la sagoma riconoscibile della chiesa di San Bonaventura, progettata da <strong>Gian Lorenzo Bernini</strong> nella seconda metà del Seicento.</p>

<h2>Monterano Vecchia</h2>
<p>L&#8217;abitato antico sorgeva su un pianoro tufaceo a circa <strong>400 metri di quota</strong>, circondato dai boschi della Tolfa e da un paesaggio che ancora oggi conserva una densità visiva impressionante.<br />Camminare tra i suoi vicoli senza più tetti significa attraversare strati sovrapposti di storia: fondamenta etrusche, strutture medievali, ampliamenti barocchi. La riserva copre circa <strong>1.000 ettari</strong> e ospita cervi, cinghiali, istrici e una ricca avifauna.<br />Il sentiero ad anello più frequentato misura circa <strong>4-5 chilometri</strong>, con un dislivello modesto che lo rende praticabile anche da chi non ha esperienza specifica di trekking.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/san-rocco.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-677028" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/san-rocco.jpg" alt="san-rocco" width="1300" height="904" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/san-rocco.jpg 1300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/san-rocco-300x209.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/san-rocco-1024x712.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/san-rocco-768x534.jpg 768w" sizes="(max-width: 1300px) 100vw, 1300px" /></a><br />Il fondo è sterrato, a tratti scivoloso dopo la pioggia, quindi scarpe chiuse con suola scolpita restano la scelta più sensata.<br />Il momento più suggestivo del percorso è l&#8217;arrivo alla <strong>cascata sul fosso Bicione</strong>, un salto d&#8217;acqua incorniciato da rocce coperte di muschio, pochi minuti a piedi dalle rovine principali. <br />D&#8217;estate l&#8217;acqua diminuisce, ma in primavera e autunno la portata è consistente e il suono si sente da lontano nel silenzio del bosco.</p>

<h2>Storia e leggende</h2>
<p><strong>Monterano</strong> ha origini antiche. I ritrovamenti nella zona attestano una presenza etrusca, ma è nel medioevo che il centro acquisisce rilevanza, prima sotto il controllo della famiglia Anguillara, poi degli Altieri e infine degli Odescalchi. Fu proprio il cardinale <strong>Benedetto Odescalchi</strong>, futuro papa Innocenzo XI, a commissionare a Bernini il rifacimento della chiesa di San Bonaventura e del palazzo baronale.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Palazzo_ducale2_1752160199847.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-677025" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Palazzo_ducale2_1752160199847.jpg" alt="" width="1300" height="864" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Palazzo_ducale2_1752160199847.jpg 1300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Palazzo_ducale2_1752160199847-300x199.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Palazzo_ducale2_1752160199847-1024x681.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Palazzo_ducale2_1752160199847-768x510.jpg 768w" sizes="(max-width: 1300px) 100vw, 1300px" /></a> <br />La fine arrivò nel <strong>1799</strong>, durante le guerre rivoluzionarie francesi. Le truppe napoleoniche occuparono e saccheggiarono il paese, e a questo si aggiunse una violenta epidemia di malaria che decimò la popolazione superstite. Gli abitanti abbandonarono l&#8217;altura e si stabilirono a valle, fondando l&#8217;attuale <strong>Canale Monterano</strong>. <br />Da allora, la città vecchia è rimasta deserta. Le leggende locali non mancano. Si racconta di luci notturne tra le rovine, di voci portate dal vento nelle notti di luna piena, di presenze legate agli spiriti di chi non riuscì a fuggire durante il saccheggio. Queste storie hanno trasformato Monterano in una meta anche per i gruppi che organizzano <strong>trekking notturni.</strong></p>

<h2>Cosa vedere nei dintorni</h2>
<p><strong>Canale Monterano</strong>, il paese nato dalle ceneri della città abbandonata, merita una sosta prima o dopo il trekking. Il centro storico è raccolto, con una piazza e alcune chiese che custodiscono oggetti e testimonianze portati via dall&#8217;abitato antico. L&#8217;atmosfera è quella dei borghi laziali poco turistici, dove la vita scorre ai ritmi del mercato settimanale e delle feste patronali. <br />A meno di venti chilometri si trovano <strong>Bracciano</strong> e il suo lago vulcanico, con il castello Orsini-Odescalchi che domina le rive. <br />La zona dei <strong>Monti della Tolfa</strong> offre ulteriori sentieri e la possibilità di esplorare una delle aree minerarie storiche più interessanti del Lazio centrale, dove si estraeva allume già nel XV secolo.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/altare.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-677030" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/altare.jpg" alt="" width="1300" height="1063" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/altare.jpg 1300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/altare-300x245.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/altare-1024x837.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/altare-768x628.jpg 768w" sizes="(max-width: 1300px) 100vw, 1300px" /></a> <br />Puoi approfondire altri percorsi simili leggendo <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cammini/cammini-da-fare-a-novembre-in-italia/" data-wpel-link="internal">I Cammini di novembre in Italia: 7 itinerari tra foliage, borghi e clima perfetto</a>, utile per chi vuole abbinare Monterano a un weekend autunnale più strutturato. Il lago di Bracciano è anche un&#8217;ottima base logistica per chi pernotta nella zona e vuole distribuire l&#8217;esplorazione su due giorni.<br />In Tuscia c&#8217;è un altra città fantasma, <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/celleno-lazio/" data-wpel-link="internal">Celleno</a></strong>, ma anche il borgo che sta scomparendo, <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/valle-dei-calanchi-tuscia-lazio/" data-wpel-link="internal">Civita di Bagnoregio.</a></strong></p>

<h2>Come arrivare</h2>
<p>L&#8217;accesso alla riserva avviene dalla <strong>via Aurelia</strong> (SS1), uscendo verso Canale Monterano. Dal paese si segue la strada comunale che porta al parcheggio sterrato in prossimità dell&#8217;ingresso della riserva, a circa <strong>2 chilometri</strong> dall&#8217;area delle rovine.<br />In alternativa, si può lasciare l&#8217;auto al parcheggio più vicino al sentiero principale, segnalato da cartelli. In treno, la stazione più vicina è <strong>Bracciano</strong>, sulla linea Roma-Viterbo (FL3 da Roma Ostiense).<br />Da lì è necessario un taxi o un&#8217;auto a noleggio, perché non esistono collegamenti diretti con il sito. La soluzione più comoda, specie per chi viene da Roma, rimane l&#8217;auto privata: dal <strong>Grande Raccordo Anulare</strong> sono circa 50 chilometri, un&#8217;ora di percorrenza.</p>
<h2>Info pratiche</h2>
<p><strong>Dove:</strong> Riserva Naturale di Monterano, comune di Canale Monterano (RM), Lazio.<br /><strong>Come arrivare:</strong> in auto dalla SS1 Aurelia, uscita Canale Monterano; circa 50 km da Roma (GRA). In treno fino a Bracciano (FL3), poi auto o taxi.<br /><strong>Quando:</strong> tutto l&#8217;anno; primavera e autunno sono le stagioni migliori per clima e portata della cascata. D&#8217;estate il calore nel bosco è sopportabile ma l&#8217;acqua del fosso diminuisce.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Eremo_Montevirginio044_1750154421861.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-677026" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Eremo_Montevirginio044_1750154421861.jpg" alt="" width="1300" height="867" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Eremo_Montevirginio044_1750154421861.jpg 1300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Eremo_Montevirginio044_1750154421861-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Eremo_Montevirginio044_1750154421861-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Eremo_Montevirginio044_1750154421861-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1300px) 100vw, 1300px" /></a><br /><strong>Orari:</strong> la riserva è accessibile durante le ore diurne; per i trekking notturni occorre iscriversi a escursioni guidate autorizzate.<br /><strong>Biglietto:</strong> ingresso gratuito alla riserva.<br /><strong>Da abbinare:</strong> lago e castello di Bracciano; Monti della Tolfa con i percorsi minerari storici.<br /><strong>Consiglio:</strong> portare acqua a sufficienza (le fontane nella riserva non sono garantite), scarpe con suola scolpita e, in autunno, un primo strato impermeabile. Il fondo sterrato può essere fangoso dopo la pioggia, anche a distanza di giorni.</p>
<p>Foto Pexels, https://www.anticamonterano.it/</p>
<p><strong>Leggi anche</strong></p>
<p><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cammini/8-sentieri-trekking-escursioni-gennargentu-sardegna/" data-wpel-link="internal">I bellissimi sentieri nel Gennargentu, per scoprire la Sardegna in autunno</a></strong></p>
<p><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/escursioni-in-liguria-le-6-migliori-della-riviera-di-ponente/" data-wpel-link="internal">I 6 percorsi a piedi migliori della Riviera di Ponente in Liguria</a></strong></p>
<p><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/montagna/piani-di-pezza-abruzzo-primavera-estate/" data-wpel-link="internal">Tra fioriture rare e vette panoramiche: la rinascita estiva dei Piani di Pezza nel cuore dell’Abruzzo selvaggio</a></strong></p>
<p><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/corni-di-canzo-escursione-rifugio-lago-como/" data-wpel-link="internal">Il trekking lombardo con la vista più bella sul Lago di Como è ai Corni di Canzo, da fare prima del caldo torrido</a></strong></p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il posto più sottovalutato e incredibile del Lazio è la culla di affreschi millenari e segreti indecifrabili</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/necropoli-di-monterozzi-tarquinia-lazio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Serena Proietti Colonna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Nov 2026 12:00:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[etruschi]]></category>
		<category><![CDATA[lazio]]></category>
		<category><![CDATA[tuscia]]></category>
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					<description><![CDATA[Da lontano sembra un tratto di campagna punteggiato da piccoli rilievi. Poi, tra l&#8217;erba, si[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="900" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Tomba-dei-Leopardi.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Tomba dei Leopardi, Necropoli di Monterozzi" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Tomba-dei-Leopardi.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Tomba-dei-Leopardi-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Tomba-dei-Leopardi-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Tomba-dei-Leopardi-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p>Da lontano sembra un tratto di campagna punteggiato da piccoli rilievi. Poi, tra l&#8217;erba, si intravedono scalinate che scendono nella roccia. Siamo a <strong>Tarquinia</strong><strong>,</strong> nella Tuscia laziale, e quel paesaggio inaspettato è la<strong> Necropoli di Monterozzi</strong>, la casa di una delle più straordinarie testimonianze della <strong>pittura etrusca</strong>. Sì, avete capito bene, perché qui ci sono migliaia di sepolture sotterranee e pareti decorate da immagini che hanno attraversato <strong>oltre 2.500 anni di storia.</strong></p>
<p>Ma del resto questa era l&#8217;antica Etruria, la regione dell&#8217;Italia centrale abitata dagli Etruschi, una civiltà fiorita prima dell&#8217;espansione di Roma e protagonista di intensi scambi commerciali e culturali nel Mediterraneo. Ai Monterozzi, però, gli ambienti funerari (quindi vere e proprie città dei morti) custodiscono una particolarità eccezionale: le <strong>pareti raccontano soprattutto la vita</strong>, attraverso scene di festa, musicisti, danzatori, animali e paesaggi marini.</p>
<p>Una testimonianza talmente significativa da aver contribuito all&#8217;inserimento della necropoli, insieme a quella della Banditaccia di Cerveteri, nella lista del <strong>Patrimonio Mondiale UNESCO nel 2004</strong>.</p>
<h2>Breve storia della Necropoli di Monterozzi</h2>
<p>Distesa su un&#8217;altura parallela alla costa tirrenica per circa 6 km, la Necropoli di Monterozzi occupa un territorio legato all&#8217;<strong>antica Tarchna</strong>, uno dei centri più potenti dell&#8217;Etruria. E il suo nome, Monterozzi, non è di certo un caso: deriva dai numerosi tumuli che un tempo caratterizzavano il paesaggio. Erano piccoli monticelli di terra posti sopra le camere sepolcrali, progressivamente livellati dalle attività agricole. Ancora all&#8217;inizio del XX secolo se ne contavano oltre 600, mentre attualmente la loro presenza risulta molto meno evidente.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Necropoli-di-Monterozzi.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-677234" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Necropoli-di-Monterozzi.jpg" alt="Necropoli di Monterozzi, Tarquinia" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Necropoli-di-Monterozzi.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Necropoli-di-Monterozzi-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Necropoli-di-Monterozzi-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Necropoli-di-Monterozzi-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p><em>Foto Canva</em></p>
<p>Sotto questa superficie apparentemente ordinaria si estende un <strong>complesso archeologico di proporzioni impressionanti</strong>, al punto che gli studiosi hanno individuato oltre 6.000 sepolture. Circa 200 di queste proteggono decorazioni pittoriche, testimonianza di una tradizione artistica sviluppatasi dal VII al II secolo a.C. Un patrimonio eccezionale, che l&#8217;etruscologo <strong>Massimo Pallottino</strong> definì &#8220;<strong>il primo capitolo della storia della pittura italiana</strong>&#8220;.</p>
<h2>Cosa vedere alla Necropoli di Monterozzi</h2>
<p>La visita alla Necropoli di Monterozzi si sviluppa prevalentemente nell&#8217;area del<strong> Calvario g</strong>razie a un percorso all&#8217;aperto intervallato dagli accessi alle sepolture. Per raggiungere gli ambienti sotterranei si percorrono scalinate ricavate nel tufo lungo corridoi chiamati <strong>dromoi</strong>. A mano a mano che si scende, la luce naturale si attenua e lo sguardo incontra le superfici dipinte (chiaramente protette da speciali porte trasparenti).</p>
<p>E qui colpisce subito il fatto che le camere funebri, pur essendo destinate ai morti, presentano spesso <strong>atmosfere sorprendentemente vivac</strong>i, ricche di movimento e colore. Una delle testimonianze più celebri prende il nome di la <strong>Tomba dei Leopardi</strong> (foto di copertina), risalente al V secolo a.C., così chiamati per la presenza di due felini raffigurati nella parte superiore della parete di fondo.</p>
<p>Al centro della decorazione compare un banchetto con tre coppie distese sui letti conviviali che conversano tra loro e partecipano alla festa, mentre sulle pareti laterali ci sono servitori e musicisti.</p>
<p>Non sono di certo da meno le pitture presenti nella <strong>Tomba della Caccia e della Pesca</strong>, databile intorno al 530 a.C, ovvero un paesaggio popolato da uccelli, pescatori e figure umane. Particolarmente famosa è la scena di un giovane raffigurato nell&#8217;atto di tuffarsi da uno scoglio, mentre poco distante alcune persone si trovano a bordo di un&#8217;imbarcazione.</p>
<p>Risale alla fine del VI secolo a.C. la <strong>Tomba delle Leonesse</strong>, scoperta nel 1874. Anche in questo caso il nome deriva dalla presenza di due grandi felini raffigurati nella parte superiore della parete di fondo, identificati tradizionalmente con leonesse, sebbene potrebbero rappresentare delle pantere.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Tomba-delle-Leonesse.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-677237" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Tomba-delle-Leonesse.jpg" alt="Tomba delle Leonesse, Necropoli di Monterozzi" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Tomba-delle-Leonesse.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Tomba-delle-Leonesse-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Tomba-delle-Leonesse-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Tomba-delle-Leonesse-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p><em>Foto Canva</em></p>
<p>Sotto gli animali si sviluppa una scena festosa, dominata da un grande vaso per mescolare acqua e vino, circondato da suonatori e danzatori. Assolutamente raffinato è il fregio con <strong>delfini e uccelli marini</strong> che attraversa le pareti della camera funeraria, che sembrano animati dal ritmo della musica.</p>
<p>Accanto alle raffigurazioni festose, la pittura etrusca racconta anche il<strong> mondo degli inferi</strong>: una testimonianza particolarmente significativa è rappresentata dalla <strong>Tomba dei Caronti</strong>, caratterizzata da una struttura articolata su due livelli. Qui sulle pareti ci sono finte porte scolpite nella roccia, affiancate da figure demoniache appartenenti all&#8217;immaginario funerario etrusco.</p>
<p>I Caronti, identificati con il nome etrusco<em><strong> Charun,</strong></em> erano esseri soprannaturali legati al passaggio verso l&#8217;aldilà, una presenza che introduce verso una dimensione più inquietante e profondamente diversa dall&#8217;atmosfera dei banchetti e delle danze.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Tomba-dei-Caronti.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-677238" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Tomba-dei-Caronti.jpg" alt="Tomba dei Caronti, Necropoli di Monterozzi" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Tomba-dei-Caronti.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Tomba-dei-Caronti-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Tomba-dei-Caronti-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Tomba-dei-Caronti-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p><em>Foto di: By Sailko &#8211; Own work, CC BY 3.0, via Wikimedia</em></p>
<h2>La visita alla necropoli e il fascino delle tombe sotterranee</h2>
<p>Parte dell&#8217;esperienza riguarda anche il contrasto fra il paesaggio esterno e gli ambienti nascosti nel sottosuolo. Sopra, prati e lievi ondulazioni del terreno accompagnano il percorso, mentre pochi gradini più in basso ci sono camere decorate con figure rimaste per <strong>secoli lontane dalla luce naturale</strong>.</p>
<p>L&#8217;area archeologica comprende anche il settore di <strong>Scataglini,</strong> particolarmente interessante per comprendere l&#8217;organizzazione originaria delle sepolture. Il percorso ordinario incorpora un gruppo di<strong> 22 ipogei</strong> censiti per la fruizione, sebbene l&#8217;accessibilità delle singole tombe possa variare per esigenze conservative e interventi di restauro.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Tombe-etrusche-Monterozzi.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-677239" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Tombe-etrusche-Monterozzi.jpg" alt="Tombe etrusche di Monterozzi" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Tombe-etrusche-Monterozzi.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Tombe-etrusche-Monterozzi-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Tombe-etrusche-Monterozzi-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Tombe-etrusche-Monterozzi-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p><em>Foto: By Gsimonov &#8211; Own work, Public Domain, via Wikimedia</em></p>
<p>Lungo l&#8217;itinerario sono presenti anche <strong>codici QR</strong> che consentono di esplorare virtualmente alcuni ambienti e osservare dettagli difficilmente distinguibili dall&#8217;ingresso. Infine, sappiate che merita attenzione anche il <strong>Museo Archeologico Nazionale di Tarquinia</strong>, ospitato nel quattrocentesco Palazzo Vitelleschi, nel<strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/tarquinia-lazio/" data-wpel-link="internal"> centro storico</a></strong>, con collezioni che comprendono reperti funerari e dipinti distaccati da alcune tombe.</p>
<p><em>Foto di copertina: By Gleb Simonov &#8211; Own work, CC0, via Wikimedia</em></p>
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<div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/serena-proietti-colonna/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Serena Proietti Colonna</span></a></div>
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<p>Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.</p>
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		<title>Friuli da vedere a piedi: Fagagna, le colline moreniche e le tradizioni di novembre nelle campagne</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Viaggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Nov 2026 18:00:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[borghi]]></category>
		<category><![CDATA[friuli venezia giulia]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="898" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/2_Santin-Lorenzo-Franco_Fagagna_castello_di_Villalta.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="2_Santin-Lorenzo-Franco_Fagagna_castello_di_Villalta" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/2_Santin-Lorenzo-Franco_Fagagna_castello_di_Villalta.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/2_Santin-Lorenzo-Franco_Fagagna_castello_di_Villalta-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/2_Santin-Lorenzo-Franco_Fagagna_castello_di_Villalta-1024x766.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/2_Santin-Lorenzo-Franco_Fagagna_castello_di_Villalta-768x575.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p dir="ltr">Nelle <strong>campagne friulane</strong> la notte tra il 31 ottobre e il primo novembre aveva un protocollo preciso.<br />
Si lasciava il fuoco acceso nel camino, un lume acceso sul davanzale, e spesso del pane o del cibo sul tavolo. I defunti della famiglia tornavano a casa per quella notte, ed era giusto che trovassero <strong>calore e qualcosa da mangiare. Non era paura: era ospitalità verso chi non c’era più.</strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/CastelloVillalta.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676607" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/CastelloVillalta.jpg" alt="CastelloVillalta" width="1300" height="971" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/CastelloVillalta.jpg 1300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/CastelloVillalta-300x224.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/CastelloVillalta-1024x765.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/CastelloVillalta-768x574.jpg 768w" sizes="(max-width: 1300px) 100vw, 1300px" /></a></p>
<p dir="ltr">Questa tradizione, documentata nel folklore delle campagne friulane e oggi quasi del tutto scomparsa dalla pratica quotidiana, sopravvive in frammenti nelle zone rurali della <strong>provincia di Udine</strong>. Il nome locale per le anime dei morti era <em>animes</em>, e la notte che le riguardava era una questione domestica, non una festa. Niente costumi, niente zucche.<br />
<strong>Fagagna</strong>, borgo di poco più di seimila abitanti sulle <strong>colline moreniche</strong> a quindici chilometri da Udine, è uno dei posti in cui questo strato di cultura contadina friulana è ancora leggibile, anche solo nel paesaggio e nei ritmi di un paese che in autunno rallenta in modo visibile.</p>
<h2 dir="ltr" aria-level="4">Le colline moreniche e il borgo</h2>
<p dir="ltr">Le colline su cui sorge Fagagna sono di origine glaciale, formate dai detriti lasciati dai ghiacciai che scendevano dalle Alpi durante le ultime glaciazioni. Non sono alte, raramente superano i trecento metri, ma hanno una morfologia irregolare e ondulata che le distingue nettamente sia dalla pianura friulana sia dalle Prealpi retrostanti.<br />
In autunno, con i vigneti e i boschi misti che cambiano colore, questo paesaggio diventa particolarmente leggibile. La luce del Friuli di ottobre, filtrata dall’umidità della pianura ma ancora abbastanza alta da fare ombre lunghe, funziona bene sulle colline moreniche.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/fagagna.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676604" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/fagagna.jpg" alt="fagagna" width="1920" height="1440" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/fagagna.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/fagagna-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/fagagna-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/fagagna-768x576.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/fagagna-1536x1152.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></a></p>
<p dir="ltr">Il centro di Fagagna conserva la struttura del borgo feudale medievale, sviluppatosi sotto il Patriarcato di Aquileia con corti chiuse e case addossate le une alle altre. Sulla collina principale si trovano i resti del <strong>castello</strong>, una torre campanaria e la <strong>chiesa di San Michele</strong> del XIV secolo.<br />
A pochi chilometri, il <strong>Castello di Villalta</strong> (foto sopra) ha una storia più lunga e più violenta, con distruzioni e ricostruzioni che seguono le guerre del Friuli medievale.</p>
<h2 dir="ltr" aria-level="4">L’Oasi delle cicogne e il museo contadino</h2>
<p dir="ltr">Fagagna è conosciuta in Italia principalmente per l’<strong>Oasi dei Quadris</strong>, una zona umida di circa cento ettari che ospita una colonia stabile di <strong>cicogna bianca</strong>, reintrodotta negli anni Novanta dopo che era scomparsa dal Friuli nel dopoguerra.<br />
In autunno le cicogne sono già partite per il Sahel: la migrazione avviene tra agosto e settembre. Ma l’Oasi rimane aperta e ospita aironi, ibis eremita e una varietà di uccelli acquatici che in novembre sono nel pieno della sosta migratoria.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/2_Fagagna_case_rurali_0928Nik0466.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676602" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/2_Fagagna_case_rurali_0928Nik0466.jpg" alt="2_Fagagna_case_rurali_0928Nik0466" width="1200" height="851" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/2_Fagagna_case_rurali_0928Nik0466.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/2_Fagagna_case_rurali_0928Nik0466-300x213.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/2_Fagagna_case_rurali_0928Nik0466-1024x726.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/2_Fagagna_case_rurali_0928Nik0466-768x545.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p dir="ltr"><strong>Cjase Cocèl</strong> è il museo della vita contadina friulana, allestito in un casolare rurale recuperato con cucina, stalla, mulino e caseificio. È il tipo di museo che in un altro contesto chiameremmo “ecomuseo” e che qui ha il vantaggio di essere autentico nel senso fisico del termine: gli oggetti erano usati in quella casa, non raccolti altrove.<br />
Per chi vuole capire il Friuli rurale, quello che ancora resisteva al dopoguerra, è uno dei posti più utili della provincia di Udine.</p>
<h2 dir="ltr" aria-level="4">Cosa c’è intorno: San Daniele, Venzone, Colloredo</h2>
<p dir="ltr"><strong>San Daniele del Friuli</strong> è a dieci chilometri e non ha bisogno di presentazioni: il prosciutto, certo, ma anche una biblioteca con un’importante raccolta di manoscritti e miniature medievali. Spesso ignorata dai turisti che si fermano a comprare il salume.<br />
<strong>Colloredo di Monte Albano</strong>, con il suo castello che fu residenza di Ippolito Nievo mentre scriveva le <em>Confessioni di un italiano</em>, è a meno di cinque chilometri da Fagagna.<br />
<strong>Venzone</strong>, il borgo medievale ricostruito pietra per pietra dopo il terremoto del 1976, è a venti chilometri verso nord e in novembre, con le mummie della cattedrale esposte al pubblico, organizza la <strong>Festa della Zucca</strong> che richiama visitatori da tutta la regione.</p>
<h2 dir="ltr" aria-level="4">Info pratiche e come arrivare</h2>
<p dir="ltr">Fagagna si trova in provincia di <strong>Udine</strong>, nel Friuli Venezia Giulia.<br />
Per l’<strong>Oasi dei Quadris</strong> e <strong>Cjase Cocèl</strong> conviene verificare gli orari di apertura direttamente sul sito del Comune di Fagagna o chiamando il numero <strong>0432 800 168</strong>, poiché variano stagionalmente.</p>
<p dir="ltr"><strong>In auto</strong> da Udine: circa 15 minuti sulla SS13 o sulla strada provinciale per Fagagna. Da Venezia: circa un’ora e quaranta via A4 e A23. Da Trieste: circa un’ora.<br />
<strong>In treno</strong> la stazione più vicina è <strong>Udine</strong>, collegata da Venezia in poco più di un’ora. Da Udine si raggiunge Fagagna in auto, taxi o con il servizio di autobus locale.</p>
<p dir="ltr">Il periodo migliore per visitare è <strong>ottobre e novembre</strong>: i colori delle colline moreniche sono al massimo, i ritmi del borgo sono quelli autentici post-stagione turistica, e la combinazione con Venzone o San Daniele copre facilmente un weekend lungo.</p>
<p>Foto turismofvg.it/, Di Nazzarenoagostinelli di Wikipedia in italiano &#8211; Trasferito da it.wikipedia su Commons., Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=69930506</p>
<p dir="ltr"><strong>Leggi anche</strong></p>
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		<item>
		<title>Roghudi Vecchio, il borgo fantasma della Calabria tra case abbandonate, draghi e leggende inquietanti</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/roghudi-vecchio-calabria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Serena Proietti Colonna]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Nov 2026 15:23:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[abbandonato]]></category>
		<category><![CDATA[borghi]]></category>
		<category><![CDATA[calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[C&#8217;è un posto in cui i vicoli sono interrotti dal vuoto e dove storie di[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="900" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Facciate-di-Roghudi.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Facciate di Roghudi, Calabria" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Facciate-di-Roghudi.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Facciate-di-Roghudi-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Facciate-di-Roghudi-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Facciate-di-Roghudi-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p>C&#8217;è un posto in cui i vicoli sono interrotti dal vuoto e dove storie di draghi e creature misteriose fanno da cornice a un paesaggio che ha del surreale. Ci troviamo nel cuore dell&#8217;<strong>Aspromonte calabrese</strong>, in provincia di Reggio Calabria, dove un gruppo di abitazioni sembra aggrapparsi con ostinazione a uno sperone roccioso che precipita verso il letto della fiumara Amendolea. È <strong>Roghudi Vecchio</strong>, uno dei borghi fantasma più suggestivi d&#8217;Italia, un paese rimasto senza abitanti dopo le devastanti alluvioni degli anni &#8217;70.</p>
<p>A 527 metri di altitudine, con il Monte Cavallo alle spalle e una distesa di ciottoli bianchi molti metri più in basso, nonostante tutto sfoggia ancora costruzioni che seguono la cresta della montagna, mentre scalinate e passaggi strettissimi collegano le diverse quote del centro storico. Alcune pareti, sì, sono ormai crollate, altre invece <strong>resistono da decenni</strong> alle intemperie.</p>
<h2>Le alluvioni del 1971 e del 1973 che cambiarono il destino del borgo</h2>
<p>La zona in cui si sviluppa(va) Roghudi Vecchio è fatta di montagne attraversate da profonde incisioni naturali e dalla <strong>fiumara Amendolea</strong>, un corso d&#8217;acqua con portate che possono aumentare violentemente durante le precipitazioni intense. Un ambiente fragile che viene spesso messo alla prova da terremoti e da alluvioni: nel 1783, per esempio, un violento sisma aveva provocato gravi danni alle abitazioni e alla <strong>chiesa di San Nicola</strong>.</p>
<p>A segnare definitivamente la storia del paese furono però le <strong>incessanti piogge del 1971 e del 1973</strong>, accompagnate da frane, distruzioni e vittime. Durante il primo evento, precipitazioni eccezionali isolarono l&#8217;insediamento, compromettendo numerose costruzioni e rendendo sempre più evidente il pericolo rappresentato dall&#8217;instabilità del terreno.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Roghudi-Vecchio.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-677107" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Roghudi-Vecchio.jpg" alt="Roghudi Vecchio, Calabria" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Roghudi-Vecchio.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Roghudi-Vecchio-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Roghudi-Vecchio-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Roghudi-Vecchio-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p><em>Foto: Di Motorpferd &#8211; Opera propria, Pubblico dominio, via Wikimedia</em></p>
<p>Le autorità disposero lo sgombero e le famiglie dovettero trasferirsi nei centri vicini, tra cui Bova, Melito Porto Salvo e Reggio Calabria, mentre negli anni successivi nacque <strong>Roghudi Nuovo</strong>, un centro realizzato nei pressi di Melito Porto Salvo, lungo la costa ionica, a circa 40 km dall&#8217;abitato originario.</p>
<h2>Cosa vedere a Roghudi Vecchio tra vicoli, rovine e panorami sull&#8217;Amendolea</h2>
<p>L&#8217;aspetto più particolare di Roghudi Vecchio è la sua <strong>disposizione urbanistica</strong>: le abitazioni furono costruite seguendo l&#8217;andamento naturale del crinale, secondo una struttura allungata da nord a sud. Dalla parte superiore, il paese scende progressivamente verso la fiumara, tramite una successione di edifici a quote differenti.</p>
<p>Alcune stradine seguono il profilo della montagna, altre si trasformano in brevi scalinate che collegano i diversi livelli dell&#8217;abitato. Visitarlo vuol dire fare qualcosa di veramente diverso dal solito, perché si passeggia (ma sempre con cautela) attraverso i <strong>resti di abitazion</strong>i in cui si distinguono ancora ingressi, finestre e porzioni di muri perimetrali. Oggi sono spettri, ma un tempo qui c&#8217;era vera vita.</p>
<p>Merita attenzione anche la <strong>chiesa di San Nicola di Bari</strong>, uno dei principali riferimenti della vita religiosa del paese. L&#8217;edificio, gravemente danneggiato nel corso della sua storia e interessato da interventi di restauro, rappresenta una delle testimonianze architettoniche più importanti dell&#8217;antico centro.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Roghudi.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-677108" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Roghudi.jpg" alt="Roghudi, borgo fantasma in Calabria" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Roghudi.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Roghudi-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Roghudi-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Roghudi-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p><em>Foto: Di Marcuscalabresus &#8211; Opera propria, CC BY-SA 4.0,via Wikimedia</em></p>
<p>Un elemento curioso riguarda invece i <strong>grossi ganci fissati alle pareti</strong> di alcune case: secondo una tradizione locale, le madri vi assicuravano delle corde legate alle caviglie dei figli più piccoli, per impedire che precipitassero nei dirupi durante i giochi.</p>
<h3>Le leggende di Roghudi Vecchio, dalle Narade al drago custode di un tesoro</h3>
<p>Roghudi conserva (inevitabilmente) un patrimonio di racconti popolari che riflette le influenze della <strong>cultura grecanica</strong>. Una delle leggende più inquietanti riguarda le <strong>Narade</strong>, chiamate anche Anarade, misteriose figure femminili associate alla vicina contrada di <strong>Ghalipò</strong>. Secondo la tradizione, queste creature possedevano piedi simili a zoccoli di mulo e cercavano di sedurre gli uomini del paese, mentre attiravano le donne verso il fiume per ucciderle.</p>
<p>Per difendere l&#8217;abitato dalla loro presenza, gli abitanti avrebbero realizzato dei cancelli lungo gli accessi principali. Ancora più celebre però è la <strong>storia del drago</strong> che avrebbe abitato le rocce nei pressi di <strong>Ghorio di Roghudi</strong>, un&#8217;altra località abbandonata dell&#8217;area grecanica.</p>
<p>Protagonista del racconto è la <strong>Rocca del Drako</strong>, una particolare formazione geologica caratterizzata da una sagoma massiccia e da due incavi circolari che ricordano grandi occhi. Stando alla leggenda, al suo interno dimorava un drago incaricato di proteggere un tesoro preziosissimo.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Roccia-del-drago.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-677109" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Roccia-del-drago.jpg" alt="Roccia del drago, Roghudi" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Roccia-del-drago.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Roccia-del-drago-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Roccia-del-drago-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Roccia-del-drago-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p><em>Foto: By Marcuscalabresus &#8211; Own work, CC BY-SA 4.0,via Wikimedia</em></p>
<p>Poco distante si trovano le <strong>Caldaie del Latte</strong>, conosciute nella tradizione locale anche con il nome di Vastarùcia. Sono delle caratteristiche forme rocciose arrotondate, modellate nel tempo dagli agenti atmosferici, che la fantasia popolare trasformò in enormi recipienti utilizzati per preparare il <strong>latte destinato alla creatura</strong>: nutrire il drago sarebbe servito a placarne la furia e a proteggere gli abitanti dalle sue minacce.</p>
<h2>Come visitare Roghudi Vecchio</h2>
<p>Roghudi Vecchio si trova nel territorio del <strong>Parco Nazionale dell&#8217;Aspromonte</strong>, nell&#8217;entroterra della Città Metropolitana di Reggio Calabria. Per raggiungerlo occorre tenere a mente che si devono intraprendere strade di montagna tortuose, con tratti stretti e che richiedono particolare prudenza. Prima della partenza è anche fondamentale <strong>verificare le condizioni della viabilità</strong> e l&#8217;eventuale presenza di limitazioni.</p>
<p>Lungo il percorso proveniente da Bova è possibile osservare anche la Rocca del Drako e le Caldaie del Latte, mentre altri punti panoramici consentono di ammirare le profonde vallate aspromontane.</p>
<p>Una volta raggiunto l&#8217;antico centro, la visita si <strong>svolge a piedi,</strong> tra percorsi irregolari, scalinate e ruderi. La presenza di edifici pericolanti e precipizi rende indispensabile mantenersi nelle aree sicure, evitando di entrare nelle costruzioni degradate. Particolarmente consigliato è l&#8217;<strong>accompagnamento di una guida locale o di una guida ufficiale del Parco.</strong></p>
<p>Foto di copertina: Canva</p>
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<ul>
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</ul>
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<div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Serena Proietti Colonna' src='https://secure.gravatar.com/avatar/8b288aba01983603bf682175e5316518?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/8b288aba01983603bf682175e5316518?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div>
<div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/serena-proietti-colonna/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Serena Proietti Colonna</span></a></div>
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<p>Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.</p>
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		<title>5 gite in Piemonte in pieno foliage prima dell’inverno</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/5-gite-in-piemonte-in-pieno-foliage-prima-dellinverno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Viaggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Nov 2026 12:12:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[foliage]]></category>
		<category><![CDATA[piemonte]]></category>
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					<description><![CDATA[A inizio novembre succede una cosa curiosa: mentre le valli alpine si preparano alla neve,[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1920" height="1280" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/ia-ia-iCmN76I_RVY-unsplash.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="5 gite in Piemonte in pieno foliage prima dell’inverno" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/ia-ia-iCmN76I_RVY-unsplash.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/ia-ia-iCmN76I_RVY-unsplash-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/ia-ia-iCmN76I_RVY-unsplash-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/ia-ia-iCmN76I_RVY-unsplash-768x512.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/ia-ia-iCmN76I_RVY-unsplash-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><br><br><p>A inizio novembre succede una cosa curiosa: mentre le valli alpine si preparano alla neve, le colline piemontesi vivono il loro momento migliore. I vigneti, dopo la vendemmia, passano dal verde al giallo, al rosso, al ruggine. I boschi di collina seguono a ruota. È un foliage che sale dal basso, e che dura poco: basta la prima settimana di pioggia e nebbia per chiudere la stagione.</p>
<p>Per questo le gite di questa lista sono tutte a quote basse: collina, pianura, lago. Nessuna corsa in montagna, nessun passo innevato. Solo il Piemonte che si può vivere adesso, prima dell&#8217;inverno.</p>
<h2 class="western">1. Superga con la tranvia a cremagliera</h2>
<p><span style="color: #b5562b;"><span style="font-size: small;"><b>PER CHI NON HA LA MACCHINA</b></span></span></p>
<p>Da Torino si prende il tram fino a Sassi, e lì si sale su un pezzo di storia: la tranvia Sassi-Superga, nata nel 1884 come cremagliera, che in circa 18 minuti si arrampica sulla Collina torinese attraverso i boschi. In cima c&#8217;è la Basilica di Superga, capolavoro di Juvarra, a 660 metri.</p>
<p>A novembre la salita è uno spettacolo: il bosco della collina diventa giallo e ruggine, e dal piazzale della basilica, nelle giornate limpide, si vedono Torino, la pianura e la corona delle Alpi già imbiancate. Chi ha voglia di camminare può scendere a piedi su uno dei sentieri della collina e chiudere il giro in città.</p>
<p><b>Da Torino: </b>tram fino a Sassi, poi circa 18 minuti di tranvia</p>
<p><b>Da Milano: </b>circa 1 ora in treno fino a Torino</p>
<p><b>Da sapere: </b>verifica gli orari invernali e i giorni di chiusura della tranvia</p>
<h2 class="western">2. La Mandria, il parco dei re</h2>
<p><span style="color: #b5562b;"><span style="font-size: small;"><b>PER LE FAMIGLIE CON BAMBINI</b></span></span></p>
<p>Alle porte di Torino, accanto alla Reggia di Venaria, c&#8217;è un parco chiuso da un muro di circa 30 chilometri. È La Mandria, nata nel Cinquecento come riserva di caccia e residenza dei Savoia. Oggi la caccia è vietata e il parco è una grande distesa di boschi, prati e cascine dove vivono liberamente animali selvatici, cervi compresi.</p>
<p>Con i bambini è perfetto: viali larghi e piatti, boschi che in autunno sono un tappeto di foglie, la possibilità di vedere animali a distanza. Ci sono anche gite in carrozza o a cavallo con partenza dalla Cascina Vittoria, e lungo il percorso si incontrano gli edifici storici del Borgo Castello, voluti da Vittorio Emanuele II.</p>
<p><b>Da Torino: </b>circa 30 minuti</p>
<p><b>Da Milano: </b>circa 1 ora e 45</p>
<p><b>Da sapere: </b>il parco può chiudere con pioggia forte, vento o neve: controlla prima di partire</p>
<h2 class="western">3. Monferrato: infernot, vigne e il Sacro Monte di Crea</h2>
<p><span style="color: #b5562b;"><span style="font-size: small;"><b>PER CHI AMA ARTE E VINO</b></span></span></p>
<p>Nel Monferrato Casalese le case hanno conchiglie nei muri. A Cella Monte, a una decina di chilometri da Casale, le abitazioni sono costruite in pietra da cantoni, un&#8217;arenaria chiara piena di fossili marini. Sotto, scavati a mano nella stessa pietra, ci sono gli infernot: piccole cantine senza finestre, con temperatura e umidità costanti, dove si conservava il vino. Il &#8220;Monferrato degli Infernot&#8221; fa parte del sito UNESCO dei Paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato, riconosciuto nel 2014. All&#8217;Ecomuseo della Pietra da Cantoni, a Palazzo Volta, si scende in un infernot con le guide.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-677059" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/vincenzo-inzone-h0dMtBunkPc-unsplash-1.jpg" alt="5 gite in Piemonte in pieno foliage prima dell’inverno" width="1920" height="1280" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/vincenzo-inzone-h0dMtBunkPc-unsplash-1.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/vincenzo-inzone-h0dMtBunkPc-unsplash-1-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/vincenzo-inzone-h0dMtBunkPc-unsplash-1-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/vincenzo-inzone-h0dMtBunkPc-unsplash-1-768x512.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/vincenzo-inzone-h0dMtBunkPc-unsplash-1-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>A pochi chilometri, sulla collina più alta della zona, c&#8217;è il Sacro Monte di Crea, anch&#8217;esso UNESCO: 23 cappelle immerse nel bosco, costruite a partire dal 1589, fino alla Cappella del Paradiso, con oltre trecento statue. In autunno si sale tra querce e castagni che cambiano colore, con le colline vitate tutte intorno.</p>
<p><b>Da Torino: </b>circa 1 ora e 15</p>
<p><b>Da Milano: </b>circa 1 ora e 30</p>
<p><b>Il consiglio: </b>a inizio novembre la zona è in piena stagione del tartufo: cerca le fiere dei paesi</p>
<h2 class="western">4. Lago d&#8217;Orta e l&#8217;Isola di San Giulio</h2>
<p><span style="color: #b5562b;"><span style="font-size: small;"><b>PER LE COPPIE</b></span></span></p>
<p>Il Lago d&#8217;Orta è il più raccolto dei laghi piemontesi, e in autunno, senza la folla dell&#8217;estate, ritrova tutta la sua atmosfera. Da Piazza Motta, a Orta San Giulio, un battello porta in pochi minuti all&#8217;Isola di San Giulio, a circa 400 metri dalla riva.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-677047" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/vincenzo-inzone-h0dMtBunkPc-unsplash.jpg" alt="5 gite in Piemonte in pieno foliage prima dell’inverno" width="1920" height="1280" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/vincenzo-inzone-h0dMtBunkPc-unsplash.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/vincenzo-inzone-h0dMtBunkPc-unsplash-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/vincenzo-inzone-h0dMtBunkPc-unsplash-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/vincenzo-inzone-h0dMtBunkPc-unsplash-768x512.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/vincenzo-inzone-h0dMtBunkPc-unsplash-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La chiamano &#8220;l&#8217;isola del silenzio&#8221;. Si fa il giro sulla Via del Silenzio, una stradina con cartelli che invitano a riflettere: percorsa al contrario diventa la Via della Meditazione. Poi la basilica romanica con il pulpito di serpentino verde, e il monastero benedettino dove le monache preparano il Pane di San Giulio. Tornati a Orta, si sale al Sacro Monte, patrimonio UNESCO, con venti cappelle dedicate a San Francesco tra i boschi che guardano il lago.</p>
<p><b>Da Torino: </b>circa 1 ora e 45</p>
<p><b>Da Milano: </b>circa 1 ora e 15</p>
<p><b>Da sapere: </b>in bassa stagione le corse dei battelli si riducono: controlla l&#8217;ultimo rientro</p>
<h2 class="western">5. Santo Stefano Belbo, le colline di Pavese</h2>
<p><span style="color: #b5562b;"><span style="font-size: small;"><b>PER CHI AMA LA LETTERATURA</b></span></span></p>
<p>&#8220;Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via.&#8221; Il paese di Cesare Pavese è Santo Stefano Belbo, nel cuore della zona del Moscato, dove lo scrittore nacque e dove ambientò il suo ultimo romanzo, &#8220;La luna e i falò&#8221;. A novembre le vigne del Moscato intorno al paese si colorano di giallo e rosso, e le colline sono esattamente quelle che Pavese racconta.</p>
<p>In paese si visitano la casa natale e la Fondazione Cesare Pavese, in piazza Confraternita, che ne custodisce l&#8217;eredità. Per le strade e nei dintorni ci sono panchine letterarie a forma di libro, con brani delle sue opere: un modo di leggere Pavese camminando tra le colline che lo hanno ispirato.</p>
<p><b>Da Torino: </b>circa 1 ora e 15</p>
<p><b>Da Milano: </b>circa 2 ore</p>
<p><b>Il consiglio: </b>porta con te &#8220;La luna e i falò&#8221; e leggine una pagina davanti alle vigne</p>
<h2 class="western">Quando andare: l&#8217;ultima finestra</h2>
<ul>
<li value="1"><b>Vigneti di collina: </b>il rosso e il giallo delle vigne durano in genere fino alla prima metà di novembre, se il tempo tiene.</li>
<li><b>Boschi di pianura e di lago: </b>sono gli ultimi a spogliarsi, ma pioggia e vento possono chiudere la stagione in pochi giorni.</li>
<li><b>La regola: </b>se le previsioni danno sole nel weekend, è quello buono. Il prossimo potrebbe non esserci.</li>
</ul>
<p>Cerchi altre idee? Le <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/barbaresco-langhe-autunno-foliage/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">Langhe e Barbaresco in autunno</a>, l&#8217;<a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/itinerari-piu-belli-da-fare-a-ottobre-nel-distretto-dei-laghi-in-piemonte-foliage/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">Alto Piemonte con il treno del foliage</a> e la <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/montagna/sacra-di-san-michele-piemonte/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">Sacra di San Michele</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Nel ventre di questa città italiana si nasconde un mondo di basiliche scavate nel tufo e affreschi millenari</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/catacombe-di-san-gennaro-napoli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Serena Proietti Colonna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Nov 2026 14:53:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[campania]]></category>
		<category><![CDATA[napoli]]></category>
		<category><![CDATA[surreali]]></category>
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					<description><![CDATA[Napoli affascina per milioni di cose diverse che si trovano in superficie, ma la verità[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="900" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Catacombe-di-San-Gennaro.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Catacombe di San Gennaro, Napoli" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Catacombe-di-San-Gennaro.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Catacombe-di-San-Gennaro-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Catacombe-di-San-Gennaro-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Catacombe-di-San-Gennaro-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p><strong>Napoli</strong> affascina per milioni di cose diverse che si trovano in superficie, ma la verità è che la sua ricca storia prosegue pure sotto le strade, tra cavità scavate nel tufo, antichi luoghi di culto e testimonianze di epoche lontanissime. Ed è sulle pendici della collina di Capodimonte, ai margini del Rione Sanità, che resistono alla scorrere inesorabile del tempo le <strong>Catacombe di San Gennaro</strong>, uno dei patrimoni archeologici più straordinari della città. Parliamo di un vasto complesso funerario paleocristiano, sviluppatosi a partire dal II secolo d.C., che svela il rapporto dei napoletani con la morte, la fede e soprattutto con il loro patrono.</p>
<p>Ma queste catacombe, rispetto ad altre, vantano anche un&#8217;interessante particolarità: al posto degli stretti e &#8220;classici&#8221; cunicoli, si aprono <strong>gallerie monumentali,</strong> ambienti dalle proporzioni sorprendenti e autentiche basiliche sotterranee. Vi basti pensare che ci sono sale che raggiungono persino i 6 metri di altezza, mentre pareti e soffitti conservano pitture realizzate <strong>oltre 1.500 anni fa</strong>.</p>
<p>E non è finita qui, perché il labirinto è anche organizzato su due livelli distinti e sovrapposti solo in parte, con spazi che testimoniano l&#8217;<strong>evoluzione delle pratiche funerarie e della comunità cristiana napoletana.</strong></p>
<h2>Breve storia delle Catacombe di San Gennaro</h2>
<p>Le origini sono così tanto antiche che precedono persino la devozione per San Gennaro: il nucleo iniziale risale al II secolo d.C. e sarebbe appartenuto a una famiglia aristocratica. Una prima importante trasformazione avvenne nel IV secolo, quando vennero accolte le <strong>spoglie di Sant&#8217;Agrippino</strong>, considerato il primo patrono di <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/ecco-perche-napoli-sotterranea-e-una-meraviglia-da-non-perdere/" data-wpel-link="internal">Napoli</a></strong>. Attorno alla sua tomba si sviluppò una basilica sotterranea, destinata a diventare uno dei principali centri religiosi della necropoli.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Catacombe-di-San-Gennaro-illuminate.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676979" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Catacombe-di-San-Gennaro-illuminate.jpg" alt="Catacombe di San Gennaro illuminate, Napoli" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Catacombe-di-San-Gennaro-illuminate.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Catacombe-di-San-Gennaro-illuminate-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Catacombe-di-San-Gennaro-illuminate-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Catacombe-di-San-Gennaro-illuminate-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p><em>Foto Canva</em></p>
<p>Destino ancora più significativo attendeva il complesso nel V secolo, con il trasferimento delle reliquie di San Gennaro, la cui sepoltura trasformò le catacombe in una frequentata <strong>meta di pellegrinaggio</strong>, tanto che alcuni ambienti vennero ampliati e realizzati altri spazi. Le reliquie del santo sono ora nel Duomo cittadino, ma tra le viscere della città è ancora custodita l&#8217;<strong>antica tomba</strong></p>
<h2>Cosa vedere nelle Catacombe di San Gennaro</h2>
<p>Il percorso è davvero inaspettato perché rivela una sorprendente varietà architettonica, con spazi progettati per custodire i defunti e altri destinati ad accogliere i fedeli durante le celebrazioni. La parte più antica del complesso riguarda la <strong>catacomba inferiore</strong> che si sviluppa attraverso un reticolo di gallerie scavate nel tufo giallo napoletano, il cui cuore è la <strong>Basilica ipogea di Sant&#8217;Agrippino</strong>, una chiesa a navata unica interamente ricavata nella roccia.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Dentro-le-Catacombe-di-San-Gennaro.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676980" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Dentro-le-Catacombe-di-San-Gennaro.jpg" alt="Dentro le Catacombe di San Gennaro, Napoli" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Dentro-le-Catacombe-di-San-Gennaro.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Dentro-le-Catacombe-di-San-Gennaro-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Dentro-le-Catacombe-di-San-Gennaro-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Dentro-le-Catacombe-di-San-Gennaro-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p><em>Foto: By Dominik Matus &#8211; Own work, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia</em></p>
<p>Al suo interno sopravvivono una <strong>cattedra episcopale scolpit</strong>a nel tufo e un altare caratterizzato da un&#8217;apertura che consentiva ai fedeli di vedere e toccare la sepoltura del santo. Al livello superiore, invece, appartengono alcuni degli ambienti più importanti dal punto di vista storico e artistico.</p>
<p>Tra le testimonianze più significative non si può non menzionare la <strong>Cripta dei Vescovi</strong>, destinata alla sepoltura di importanti esponenti della Chiesa napoletana, dove sono tuttora conservati preziosi mosaici del V secolo. Impressionante è anche la cosiddetta<strong> basilica adject</strong>a, una grande chiesa funeraria sotterranea articolata in 3 navate.</p>
<p>Senza dubbio, però, a colpire è anche il patrimonio pittorico, tra cui l&#8217;affresco della <strong>famiglia di Theotecnus,</strong> risalente agli inizi del VI secolo. La composizione raffigura il defunto insieme alla moglie Ilaritas e alla piccola Nonnosa, tutti riconoscibili attraverso le iscrizioni.</p>
<p>Altrettanto importanti sono gli affreschi di <strong>Bitalia e Cerula</strong>, due donne vissute tra il V e il VI secolo, ritratte con codici evangelici. Poi il vestibolo superiore, decorato agli inizi del III secolo secondo uno stile pittorico di tradizione pompeiana: le sue pareti conservano a<strong>lcune delle più antiche pitture cristiane dell&#8217;Italia meridionale</strong>.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Affreschi-Catacombe-di-San-Gennaro.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676981" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Affreschi-Catacombe-di-San-Gennaro.jpg" alt="Affreschi Catacombe di San Gennaro, Napoli" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Affreschi-Catacombe-di-San-Gennaro.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Affreschi-Catacombe-di-San-Gennaro-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Affreschi-Catacombe-di-San-Gennaro-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Affreschi-Catacombe-di-San-Gennaro-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p><em>Foto Canva</em></p>
<h3>Un antico cimitero che racconta la società napoletana</h3>
<p>Gli archeologi stimano la presenza di circa <strong>3.000 sepolture,</strong> distribuite tra gallerie, nicchie e ambienti funerari. Se per le persone di modesta condizione economica furono ricavate nel pavimento oppure lungo le pareti dei corridoi, per le famiglie più facoltose erano previsti sepolcri monumentali chiamati <strong>arcosoli,</strong> caratterizzati da una struttura arcuata e talvolta arricchiti con affreschi e mosaici.</p>
<p>Attraverso queste decorazioni emerge il desiderio di <strong>conservare l&#8217;identità dei defunti</strong>, affidando alla pittura i loro volti, i nomi e i simboli della fede.</p>
<h2>Visitare le Catacombe di San Gennaro, informazioni utili</h2>
<p>L&#8217;ingresso principale delle Catacombe di San Gennaro si trova in <strong>Via Capodimonte 13</strong>, a Napoli, accanto alla Basilica dell&#8217;Incoronata Madre del Buon Consiglio. Le visite si svolgono con <strong>accompagnamento guidato</strong> e hanno una durata di circa 1 ora. Il biglietto comprende anche l&#8217;accesso alle <strong>Catacombe di San Gaudioso</strong> nel Rione Sanità, e rimane valido per questa seconda visita per 12 mesi.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Catacombe-di-San-Gaudioso.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676982" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Catacombe-di-San-Gaudioso.jpg" alt="Catacombe di San Gaudioso, Napoli" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Catacombe-di-San-Gaudioso.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Catacombe-di-San-Gaudioso-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Catacombe-di-San-Gaudioso-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Catacombe-di-San-Gaudioso-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p><em>Foto: By Fabien Bièvre-Perrin &#8211; Own work, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia</em></p>
<p>All&#8217;interno la temperatura varia generalmente tra <strong>15 e 22 °C</strong>, motivo per cui risultano consigliabili scarpe comode e un indumento più pesante anche durante l&#8217;estate.</p>
<p><em>Foto di copertina: By Dominik Matus &#8211; Own work, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia</em></p>
<p><strong>Leggi Anche</strong></p>
<ul>
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</ul>
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<div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/serena-proietti-colonna/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Serena Proietti Colonna</span></a></div>
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<p>Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.</p>
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		<title>5 gite in Trentino a vivere la magia del foliage prima dell&#8217;inverno</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/foliage-in-trentino-5-gite-prima-dell-inverno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Viaggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Nov 2026 14:06:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="1920" height="1280" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/alessio-zaccaria-Q7xHv0zBRo-unsplash-.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Foliage in Trentino" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/alessio-zaccaria-Q7xHv0zBRo-unsplash-.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/alessio-zaccaria-Q7xHv0zBRo-unsplash--300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/alessio-zaccaria-Q7xHv0zBRo-unsplash--1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/alessio-zaccaria-Q7xHv0zBRo-unsplash--768x512.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/alessio-zaccaria-Q7xHv0zBRo-unsplash--1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><br><br><p>Ogni anno il Trentino d&#8217;autunno finisce sui social con le stesse foto: larici dorati sotto le Dolomiti, laghi che riflettono boschi infuocati. Chi parte adesso, però, deve sapere una cosa: in alta quota la festa è quasi finita. I larici sopra i 1.500-1.800 metri cominciano a perdere gli aghi e la prima neve può arrivare da un giorno all&#8217;altro.</p>
<h2>Foliage in Trentino: 5 gite per viverne la magia prima dell&#8217;inverno</h2>
<p>La buona notizia è che il foliage scende di quota. Nelle valli, sulle rive del Garda e nei boschi di media montagna lo spettacolo è ancora in corso, e durerà ancora per poco. Il ponte di Ognissanti è l&#8217;ultima occasione buona. Ecco dove andare, e per chi è ogni gita.</p>
<h2 class="western">1. Trento e la funivia di Sardagna</h2>
<p><span style="color: #b5562b;"><span style="font-size: small;"><b>PER CHI NON HA LA MACCHINA</b></span></span></p>
<p>Trento è una delle città più comode d&#8217;Italia per vivere il foliage senza auto: si arriva in treno sulla linea del Brennero e i boschi cominciano dove finiscono le case. Il modo più spettacolare per uscire dalla città è la funivia Trento-Sardagna, che parte vicino al centro e sale al paese di Sardagna in pochi minuti. Ha compiuto cento anni nel 2025: la prima corsa è del 4 agosto 1925.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-676964" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/matteo-squillante-ZtFm4bNRE8I-unsplash.jpg" alt="5 gite in Trentino a vivere la magia del foliage prima dell'inverno" width="1920" height="1254" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/matteo-squillante-ZtFm4bNRE8I-unsplash.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/matteo-squillante-ZtFm4bNRE8I-unsplash-300x196.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/matteo-squillante-ZtFm4bNRE8I-unsplash-1024x669.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/matteo-squillante-ZtFm4bNRE8I-unsplash-768x502.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/matteo-squillante-ZtFm4bNRE8I-unsplash-1536x1003.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Da lassù la città, l&#8217;Adige e i versanti della valle si vedono tutti insieme, con i boschi che in autunno cambiano colore sulle pendici del Bondone. Si passeggia tra Sardagna e i boschi intorno, poi si torna giù per un pomeriggio tra Piazza Duomo e il Castello del Buonconsiglio.</p>
<p><b>Da Milano: </b>circa 2 ore e 45 in treno (cambio a Verona)</p>
<p><b>Da Verona: </b>circa 1 ora in treno</p>
<p><b>Il consiglio: </b>sali verso il tramonto: la luce bassa accende i boschi della valle</p>
<h2 class="western">2. Arte Sella, dove il bosco diventa museo</h2>
<p><span style="color: #b5562b;"><span style="font-size: small;"><b>PER CHI AMA L&#8217;ARTE</b></span></span></p>
<p>In Val di Sella, sopra Borgo Valsugana, il bosco è un museo a cielo aperto. Arte Sella nasce nel 1986 e nel 2026 compie quarant&#8217;anni: in questo tempo sono passati di qui più di 300 tra artisti, architetti e designer, che hanno costruito opere con legno, pietre, rami e foglie. Opere che il bosco poco alla volta si riprende.</p>
<p>La più famosa è la Cattedrale Vegetale di Giuliano Mauri, del 2001: navate fatte di alberi vivi. Nel 2026 ha riaperto anche il Percorso ArteNatura, il sentiero tra Villa Strobele e Malga Costa, chiuso per otto anni dopo i danni della tempesta Vaia. In autunno, con i faggi che cambiano colore, è il periodo in cui arte e natura si confondono di più.</p>
<p><b>Da Milano: </b>circa 3 ore</p>
<p><b>Da Verona: </b>circa 1 ora e 45</p>
<p><b>Da sapere: </b>verifica sul sito ufficiale aperture e biglietti per i giorni del ponte</p>
<h2 class="western">3. Paneveggio, la Foresta dei Violini</h2>
<p><span style="color: #b5562b;"><span style="font-size: small;"><b>PER LE FAMIGLIE CON BAMBINI</b></span></span></p>
<p>Sulla strada tra Predazzo e il Passo Rolle c&#8217;è una foresta che ha fatto la storia della musica. Gli abeti rossi di Paneveggio sono abeti di risonanza: il loro legno era cercato da Stradivari, Guarneri e Amati per costruire i violini. Per questo la chiamano la Foresta dei Violini. In autunno, tra il verde scuro degli abeti, larici, betulle e ciliegi selvatici si accendono di giallo e rosso.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-676965" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/francesco-vantini-fOKKDagfQ54-unsplash.jpg" alt="Foliage in Trentino" width="1920" height="1226" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/francesco-vantini-fOKKDagfQ54-unsplash.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/francesco-vantini-fOKKDagfQ54-unsplash-300x192.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/francesco-vantini-fOKKDagfQ54-unsplash-1024x654.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/francesco-vantini-fOKKDagfQ54-unsplash-768x490.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/francesco-vantini-fOKKDagfQ54-unsplash-1536x981.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Per i bambini la tappa è il Centro visitatori Terra Foresta, ricavato in una segheria veneziana del 1919, poco lontano dal Lago di Forte Buso. Racconta la storia della foresta e dei suoi animali, e accanto c&#8217;è un&#8217;area recintata dove si osservano i cervi. Da qui parte un sentiero natura con tappe illustrate, facile e adatto a tutti.</p>
<p><b>Da Milano: </b>circa 3 ore e 30</p>
<p><b>Da Verona: </b>circa 2 ore e 15</p>
<p><b>Da sapere: </b>siamo intorno ai 1.500 metri: il foliage qui è agli sgoccioli, e bisogna controllare meteo e aperture</p>
<h2 class="western">4. Canale di Tenno e il suo lago</h2>
<p><span style="color: #b5562b;"><span style="font-size: small;"><b>PER LE COPPIE</b></span></span></p>
<p>Sopra Riva del Garda, a un passo dal lago ma già in montagna, Canale di Tenno è un borgo medievale tra i Borghi più belli d&#8217;Italia: case di pietra, volte a botte, vicoli silenziosi. Dal dopoguerra ha attirato pittori da tutta Europa, e la Casa degli Artisti, intitolata al pittore torinese Giacomo Vittone, ospita ancora mostre e residenze.</p>
<p>Da qui si cammina per circa mezz&#8217;ora fino al Lago di Tenno, riserva naturale con l&#8217;acqua turchese e un isolotto al centro. In autunno i boschi intorno diventano gialli e rossi e il colore dell&#8217;acqua sembra ancora più intenso. Grazie al clima mite del Garda, qui il foliage dura più che in quota: è la gita più sicura del ponte.</p>
<p><b>Da Milano: </b>circa 2 ore e 30</p>
<p><b>Da Verona: </b>circa 1 ora e 15</p>
<p><b>Il consiglio: </b>chiudi la giornata sul lungolago di Riva del Garda</p>
<h2 class="western">5. San Romedio, il santuario sulla roccia</h2>
<p><span style="color: #b5562b;"><span style="font-size: small;"><b>PER CHI CERCA LUOGHI FUORI DAL TEMPO</b></span></span></p>
<p>In fondo a una valletta laterale della Val di Non, vicino a Sanzeno, cinque chiese sono costruite una sopra l&#8217;altra su uno sperone di roccia alto circa 70 metri, collegate da una scalinata coperta di 131 gradini. È il santuario di San Romedio, <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cammini/il-sentiero-di-san-vili-a-piedi-da-trento-a-madonna-di-campiglio/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">l&#8217;eremita che secondo la leggenda arrivò a Trento accompagnato da un orso</a>.</p>
<p>Il modo più bello per arrivarci è il sentiero nella roccia che parte dal Museo Retico di Sanzeno: segue un vecchio canale d&#8217;irrigazione scavato nella parete della gola, quasi in piano, con parapetti di legno e alcuni tratti con la roccia bassa sopra la testa. Intorno, in autunno, i boschi della gola e i meleti della Val di Non cambiano colore. Ai piedi del santuario, dal 1958, c&#8217;è un&#8217;area dedicata agli orsi.</p>
<p><b>Da Milano: </b>circa 3 ore</p>
<p><b>Da Verona: </b>circa 1 ora e 45</p>
<p><b>Da sapere: </b>il sentiero nella roccia può chiudere con il ghiaccio: a novembre controlla prima di partire</p>
<h2 class="western">Perché il foliage in Trentino dura meno di quanto pensi</h2>
<ul>
<li value="1"><b>Sopra i 1.500 metri: </b>i larici danno il meglio tra metà e fine ottobre. A novembre perdono gli aghi e arriva la neve.</li>
<li><b>Nelle valli e sul Garda: </b>faggi, castagni e vigneti tengono i colori ancora per qualche giorno, spesso fino ai primi di novembre.</li>
<li><b>La regola: </b>più è tardi, più bisogna scendere di quota. Nel ponte di Ognissanti punta su valli e laghi, non sulle cime.</li>
</ul>
<p>Cerchi altre idee? La <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/montagna/val-di-cembra-trentino-foliage-autunno/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">Val di Cembra tra muretti a secco e vigne rosso-oro</a></strong>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Il santuario “formaggino” che sorveglia il Golfo di Trieste: il Monte Grisa, tra architettura e Carso</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/santuario-monte-grisa-trieste-architettura-escursione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Viaggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Nov 2026 10:10:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[friuli]]></category>
		<category><![CDATA[monumento]]></category>
		<category><![CDATA[storie]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.sportoutdoor24.it/?p=676156</guid>

					<description><![CDATA[Nell’aprile del 1945, con Trieste ancora sospesa tra la fine della guerra e un futuro[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1300" height="731" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/2_Monte_Grisa.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="santuario-Monte_Grisa" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/2_Monte_Grisa.jpg 1300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/2_Monte_Grisa-300x169.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/2_Monte_Grisa-1024x576.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/2_Monte_Grisa-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1300px) 100vw, 1300px" /><br><br><p dir="ltr">Nell’aprile del <strong>1945</strong>, con Trieste ancora sospesa tra la fine della guerra e un futuro politico incerto, il vescovo <strong>Antonio Santin</strong> fece un voto: se la città fosse stata risparmiata dalla distruzione, avrebbe costruito un santuario alla Madonna sul colle che la sovrasta.<br />
Trieste sopravvisse. Il santuario fu costruito.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Santuario_di_Montegrisa_III_39212890885.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676157" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Santuario_di_Montegrisa_III_39212890885.jpg" alt="Andreas Manessinger, http://manessinger.com, Creative Commons BY-SA" width="1300" height="930" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Santuario_di_Montegrisa_III_39212890885.jpg 1300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Santuario_di_Montegrisa_III_39212890885-300x215.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Santuario_di_Montegrisa_III_39212890885-1024x733.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Santuario_di_Montegrisa_III_39212890885-768x549.jpg 768w" sizes="(max-width: 1300px) 100vw, 1300px" /></a><br />
E quando venne inaugurato nel <strong>1966</strong>, i triestini si accorsero che assomigliava, in modo piuttosto preciso, ai formaggini triangolari avvolti nella stagnola che i bambini trovavano nel panino della merenda.<br />
Il soprannome <strong>“el formaghin”</strong> è rimasto. Ma il <strong>Santuario Nazionale di Monte Grisa</strong> è qualcosa di più di uno scherzo urbanistico.</p>
<h2 dir="ltr">Un’architettura da vedere da vicino</h2>
<p dir="ltr">Il progetto è del professor <strong>Antonio Guacci</strong>, docente all’Università di Trieste, che lavorò a partire dagli schizzi dello stesso vescovo Santin. La struttura portante è dell’ingegnere <strong>Sergio Musmeci</strong>. Il risultato è una piramide tronca di <strong>calcestruzzo armato</strong>, alta circa <strong>40 metri</strong>, costruita da moduli triangolari che si aprono in esagoni a forma di stella e, se si sa dove guardare, tracciano la lettera <strong>M</strong> di Maria.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Trieste_-_Santuario_Mariano_di_Monte_Grisa_-_2024-09-22_11-29-27_001.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676158" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Trieste_-_Santuario_Mariano_di_Monte_Grisa_-_2024-09-22_11-29-27_001.jpg" alt="Trieste_-_Santuario_Mariano_di_Monte_Grisa_-_2024-09-22_11-29-27_001" width="1300" height="866" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Trieste_-_Santuario_Mariano_di_Monte_Grisa_-_2024-09-22_11-29-27_001.jpg 1300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Trieste_-_Santuario_Mariano_di_Monte_Grisa_-_2024-09-22_11-29-27_001-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Trieste_-_Santuario_Mariano_di_Monte_Grisa_-_2024-09-22_11-29-27_001-1024x682.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Trieste_-_Santuario_Mariano_di_Monte_Grisa_-_2024-09-22_11-29-27_001-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1300px) 100vw, 1300px" /></a></p>
<p dir="ltr">Il riferimento all’<strong>Ave Stella Maris</strong> non è casuale: il volume evoca la prua di una nave, e all’interno la struttura segue coerentemente questa logica. La chiesa superiore corrisponde al <strong>ponte di comando</strong>, quella inferiore alla <strong>stiva</strong>. La luce filtra attraverso le costole di calcestruzzo del reticolo a nido d’ape, creando effetti che cambiano con le ore del giorno. Non c’è decorazione aggiunta: la struttura è l’ornamento.</p>
<p dir="ltr"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Santuario_Mariano_di_Monte_Grisa_-_Trieste_Italia_-_15_Aprile_2022.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676159" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Santuario_Mariano_di_Monte_Grisa_-_Trieste_Italia_-_15_Aprile_2022.jpg" alt="Santuario_Mariano_di_Monte_Grisa_-_Trieste,_Italia_-_15_Aprile_2022" width="1300" height="866" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Santuario_Mariano_di_Monte_Grisa_-_Trieste_Italia_-_15_Aprile_2022.jpg 1300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Santuario_Mariano_di_Monte_Grisa_-_Trieste_Italia_-_15_Aprile_2022-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Santuario_Mariano_di_Monte_Grisa_-_Trieste_Italia_-_15_Aprile_2022-1024x682.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Santuario_Mariano_di_Monte_Grisa_-_Trieste_Italia_-_15_Aprile_2022-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1300px) 100vw, 1300px" /></a>Il progetto riflette le trasformazioni avviate dal <strong>Concilio Vaticano II</strong> (1962–1965), che spingeva verso spazi più aperti, semplici, centrati sull’assemblea. Monte Grisa è uno degli esempi italiani più coerenti di quella stagione. Fuori dall’Italia è citato spesso nella letteratura sull’architettura sacra del secondo Novecento, mentre in patria è rimasto a lungo sottovalutato.</p>
<p dir="ltr">Nel <strong>2007</strong> una parte della copertura cedette, aprendo un lungo contenzioso legale sulla responsabilità dei danni. Il santuario ha vissuto anni di incertezze gestionali, dispute sulla manutenzione e polemiche sulle luci notturne mai riaccese. Proposte di candidatura all’UNESCO sono state avanzate, senza esito definitivo. Il “formaghin” ha la tenacia delle cose che i triestini amano senza dirlo troppo ad alta voce.</p>
<h2 dir="ltr">L’escursione: da Trieste al Carso e ritorno</h2>
<p dir="ltr">Il Santuario di Monte Grisa non è solo una meta da raggiungere in auto. È anche il punto di arrivo naturale di un’escursione che attraversa una parte del <strong>Carso triestino</strong>, con i suoi boschi di roverelle, le doline, i resti delle trincee austro-ungariche della <strong>Prima Guerra Mondiale</strong>.</p>
<p dir="ltr">Subito dopo il cancello d’ingresso del santuario, una <strong>Via Crucis</strong> si snoda nel bosco tra stazioni che punteggiano il percorso verso la piazzola panoramica. Lo stesso sentiero si collega alla celebre <strong>Strada Napoleonica</strong>, il tracciato storico che corre sul bordo del Carso sopra Trieste per diversi chilometri, con viste continue sul <strong>Golfo di Trieste</strong>, sull’<strong>Istria</strong> e, nelle giornate limpide di tramontana, sulle Alpi Giulie.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/08/OscarItalianoCicloturismo2024_PrimoPosto_Ciclovia_Pedemontana_FVG3_07_Sacile_Elio_e_Stefano_Ciol.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="size-full wp-image-638166" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/08/OscarItalianoCicloturismo2024_PrimoPosto_Ciclovia_Pedemontana_FVG3_07_Sacile_Elio_e_Stefano_Ciol.jpg" alt="" width="1300" height="823" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/08/OscarItalianoCicloturismo2024_PrimoPosto_Ciclovia_Pedemontana_FVG3_07_Sacile_Elio_e_Stefano_Ciol.jpg 1300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/08/OscarItalianoCicloturismo2024_PrimoPosto_Ciclovia_Pedemontana_FVG3_07_Sacile_Elio_e_Stefano_Ciol-300x190.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/08/OscarItalianoCicloturismo2024_PrimoPosto_Ciclovia_Pedemontana_FVG3_07_Sacile_Elio_e_Stefano_Ciol-1024x648.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/08/OscarItalianoCicloturismo2024_PrimoPosto_Ciclovia_Pedemontana_FVG3_07_Sacile_Elio_e_Stefano_Ciol-768x486.jpg 768w" sizes="(max-width: 1300px) 100vw, 1300px" /></a></p>
<p dir="ltr">La combinazione Napoleonica–Monte Grisa è uno dei trekking urbani più comodi e scenografici del nordest italiano: si sale da <strong>Opicina</strong> o da <strong>Prosecco</strong>, si percorre il crinale, si arriva al santuario e si scende verso la città. Non è un percorso impegnativo, ma ha tutto quel che serve per giustificare un weekend.</p>
<h2 dir="ltr">La vista dal piazzale</h2>
<p dir="ltr">Il <strong>piazzale</strong> davanti al santuario è il posto dove Trieste si mostra nella sua dimensione reale. La città si distende verso il mare in modo ordinato e un po’ asburgico, con il porto, la stazione marittima, la piana del centro storico. Il <strong>Golfo di Trieste</strong> chiude l’orizzonte verso sud-ovest. In ottobre e novembre, quando la <strong>bora</strong> pulisce l’aria con decisione, la visibilità si estende fino alle coste istriane e, oltre, alla penisola di <strong>Punta Salvore</strong>.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Miramare_Seen_from_Montegrisa_39228818095.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone wp-image-676160 size-full" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Miramare_Seen_from_Montegrisa_39228818095.jpg" alt="" width="1280" height="1280" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Miramare_Seen_from_Montegrisa_39228818095.jpg 1280w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Miramare_Seen_from_Montegrisa_39228818095-300x300.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Miramare_Seen_from_Montegrisa_39228818095-1024x1024.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Miramare_Seen_from_Montegrisa_39228818095-150x150.jpg 150w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Miramare_Seen_from_Montegrisa_39228818095-768x768.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a></p>
<p dir="ltr">Il santuario è anche uno dei punti migliori da cui osservare la <strong>Barcolana</strong>, la grande regata velica di ottobre: dal piazzale le centinaia di barche in acqua formano uno spettacolo che dall’alto ha tutt’altra scala rispetto alla riva.</p>
<h2 dir="ltr">Come arrivare e informazioni pratiche</h2>
<p dir="ltr">In autobus: la linea <strong>42</strong> parte da <strong>Piazza Oberdan</strong> e sale verso il Carso con fermate vicine al santuario. È il modo più comodo per chi vuole visitarlo senza fare l’escursione.<br />
In auto: si segue la segnaletica per Contovello. Il parcheggio è disponibile vicino all’ingresso. Indirizzo: <strong>Località Contovello 455, 34151 Trieste</strong>.<br />
<strong>Orari:</strong> tutti i giorni dalle <strong>7:30 alle 20:00</strong>. Messe feriali alle 8:30 e alle 18:30 (18:00 in inverno); messe festive alle 9:30, 11:00, 17:00, 18:30.<br />
All’interno si trova un punto di ristoro e una libreria. Le visite sono libere; l’accesso al piazzale è sempre aperto.</p>
<p dir="ltr">Foto <a href="https://www.turismofvg.it/it/arte-e-cultura/chiese-e-santuari-trieste-e-carso/santuario-del-monte-grisa" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">FVG</a>, GiorgioGaleotti, CC BY-SA 4.0 &lt;https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0&gt;, via Wikimedia Commons, ALESSIOTERZO, CC BY-SA 4.0 &lt;https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0&gt;, via Wikimedia Commons. By Andreas Manessinger &#8211; Santuario di Montegrisa (III), CC BY-SA 2.0, https://en.wikipedia.org/w/index.php?curid=76256541</p>
<p><strong>Leggi anche:</strong></p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il borgo sull&#8217;Appennino con un bosco di faggi a forma di candelabro: Pescocostanzo è il meglio dell&#8217;Abruzzo, a novembre</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/pescocostanzo-abruzzo-borgo-cosa-vedere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Viaggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Nov 2026 08:00:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[borghi]]></category>
		<category><![CDATA[escursioni]]></category>
		<category><![CDATA[weekend]]></category>
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					<description><![CDATA[Pescocostanzo non si scopre per caso. Sta nell’Alto Sangro, provincia di L’Aquila, a 1.395 metri[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1600" height="900" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/pescocostanzo.jpeg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="pescocostanzo" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/pescocostanzo.jpeg 1600w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/pescocostanzo-300x169.jpeg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/pescocostanzo-1024x576.jpeg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/pescocostanzo-768x432.jpeg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/pescocostanzo-1536x864.jpeg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><br><br><p dir="ltr"><strong>Pescocostanzo</strong> non si scopre per caso. Sta nell’Alto Sangro, provincia di L’Aquila, a 1.395 metri di quota, sull’Altopiano delle Cinquemiglia, incastonato tra il <strong>Parco Nazionale della Majella</strong> e quello d’Abruzzo.<br />
Per arrivarci si sale, e si continua a salire. Ma una volta in quota, il paese si presenta con una compattezza e una coerenza architettonica che pochi centri storici dell’Italia appenninica riescono a mantenere.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/pescocostanzo-borgo.jpeg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676704" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/pescocostanzo-borgo.jpeg" alt="pescocostanzo-borgo" width="1600" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/pescocostanzo-borgo.jpeg 1600w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/pescocostanzo-borgo-300x169.jpeg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/pescocostanzo-borgo-1024x576.jpeg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/pescocostanzo-borgo-768x432.jpeg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/pescocostanzo-borgo-1536x864.jpeg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></a><br />
Fa parte dei <strong>Borghi più belli d’Italia</strong>, ma questa è la parte meno interessante della storia. La parte interessante è che il centro storico che si vede oggi è il risultato di un trauma: il <strong>terremoto del 1456</strong> distrusse gran parte del paese, e la ricostruzione fu affidata a <strong>maestranze lombarde</strong> che lasciarono un’impronta stilistica precisa, riconoscibile ancora adesso nei portali, nei balconi in ferro battuto, nelle facciate dei palazzi nobiliari.</p>
<h2 dir="ltr" aria-level="4">Il borgo e la Basilica</h2>
<p dir="ltr">Il punto di partenza di qualsiasi visita è <strong>piazza Municipio</strong>, dominata dalla <strong>Basilica di Santa Maria del Colle</strong>, chiesa parrocchiale elevata a basilica minore nel <strong>1978</strong>. L’interno è quello che si ricorda: soffitto ligneo dorato, tele di pregio, una luce che cambia completamente a seconda dell’ora e della stagione. Con il cielo grigio di novembre, la navata interna diventa quasi teatrale.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/pescocostanzo-centro.jpeg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676703" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/pescocostanzo-centro.jpeg" alt="pescocostanzo-centro" width="1600" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/pescocostanzo-centro.jpeg 1600w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/pescocostanzo-centro-300x169.jpeg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/pescocostanzo-centro-1024x576.jpeg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/pescocostanzo-centro-768x432.jpeg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/pescocostanzo-centro-1536x864.jpeg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></a><br />
Poco distante, sul Colle di Santa Maria, c’è la <strong>chiesa di Santa Maria delle Grazie</strong>, a navata unica, con una data incisa nella pietra: <strong>1524</strong>. E sulla rupe del primo nucleo abitato, la <strong>chiesa di Sant’Antonio Abate</strong>, di origine duecentesca, appartenuta agli Antoniani fino al <strong>1777</strong>.</p>
<h2 dir="ltr" aria-level="4">Palazzo Fanzago e il merletto a tombolo</h2>
<p dir="ltr">In piazza Municipio si affaccia anche <strong>Palazzo Fanzago</strong>, costruito a partire dal <strong>1624</strong> come convento di clausura. Ha una particolarità che lo distingue da qualsiasi altro palazzo barocco dell’Appennino: al posto delle finestre ha <strong>nicchie barocche</strong>, come se la facciata fosse stata pensata per essere guardata da lontano più che da vicino. Oggi ospita il museo dell’artigianato artistico e la scuola di tombolo.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/pescocostanz-maiella.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676702" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/pescocostanz-maiella.jpg" alt="pescocostanz-maiella" width="1000" height="668" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/pescocostanz-maiella.jpg 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/pescocostanz-maiella-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/pescocostanz-maiella-768x513.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a><br />
Il <strong>merletto a tombolo a fuselli</strong> è la specialità artigianale per cui Pescocostanzo è conosciuta in Italia e fuori. La tecnica è quella del tombolo: una struttura a cuscino imbottito su cui si intrecciano fili di lino o cotone avvolti intorno a fuselli di legno, seguendo un cartone forato con aghi. Le merlettaie lavorano ancora oggi in alcune botteghe del centro, e vederle all’opera è qualcosa che vale il viaggio anche da solo.<br />
Il <strong>Museo del Merletto a Tombolo</strong> raccoglie pezzi storici e documenta la tradizione con continuità. È uno dei pochissimi musei italiani dedicati esclusivamente a questa tecnica.</p>
<h2 dir="ltr" aria-level="4">Il Bosco di Sant’Antonio</h2>
<p dir="ltr">A pochi minuti dal centro, seguendo la <strong>SP55</strong> verso la scuola di sci di fondo, si raggiunge il parcheggio di partenza per il <strong>Bosco di Sant’Antonio</strong>: <strong>550 ettari</strong> di faggeta e acereto all’interno del Parco Nazionale della Majella, a circa <strong>1.300 metri di quota</strong>.<br />
Il bosco ha origini cultuali antiche: in epoca romana era un <strong>bosco sacro dedicato a Giove</strong>. Nel Medioevo divenne un sito legato al culto di Sant’Antonio, e al suo interno si trova ancora un <strong>eremo del XIV o XV secolo</strong> con chiesa e campanile a vela. Dal 1985 è riserva naturale regionale.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/bosco-s-antonio.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676683" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/bosco-s-antonio.jpg" alt="bosco-s-antonio" width="1000" height="750" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/bosco-s-antonio.jpg 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/bosco-s-antonio-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/bosco-s-antonio-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a><br />
La caratteristica visiva che lo distingue da qualsiasi altra faggeta appenninica sono i <strong>faggi e gli aceri a forma di candelabro</strong>: tronchi che si dividono dal basso in più rami principali, risultato di una tecnica di potatura medievale chiamata <strong>capitozzatura</strong>, praticata per secoli per raccogliere legna senza abbattere l’albero. L’effetto è quello di una galleria di sculture vegetali, specialmente in novembre quando le foglie sono ancora in parte attaccate ai rami.<br />
Il sentiero più accessibile è il numero <strong>10</strong>, circa <strong>2,85 km</strong>, 70 metri di dislivello, un’ora di cammino. In autunno il fondo è scivoloso: scarpe con suola robusta.</p>
<h2 dir="ltr" aria-level="4">La cucina dell’Alto Sangro</h2>
<p dir="ltr">A Pescocostanzo si mangia bene, e in modo specifico: gli <strong>arrosticini</strong> sono un riferimento fisso, ma il piatto che racconta meglio la quota e il clima è la <strong>pasta e fagioli con le cotiche</strong>, o in alternativa i <strong>maccheroni alla chitarra</strong> con ragù di agnello. I ristoranti del centro storico lavorano su prodotti del territorio e raramente deludono.</p>
<h2 dir="ltr" aria-level="4">Come arrivare e quando andare</h2>
<p dir="ltr">In auto da <strong>Roma</strong> si percorre l’A25 (autostrada dei Parchi) fino all’uscita di <strong>Pratola Peligna</strong>, poi si sale verso Sulmona e si continua per circa 40 km verso l’Alto Sangro. Da <strong>L’Aquila</strong> la distanza è di circa 104 km. Da <strong>Pescara</strong> si sale per la SS17 via Sulmona.<br />
In pullman, le <strong>autolinee ARPA</strong> (Autolinee Regionali Pubbliche Abruzzesi) collegano Pescocostanzo con Sulmona e Castel di Sangro, con frequenza limitata nei giorni feriali. Per chi arriva in aereo, lo scalo più vicino è <strong>Pescara</strong>.<br />
Il momento migliore per visitare il borgo è <strong>ottobre e novembre</strong> per il foliage nel bosco e la luce radente sulle facciate del centro storico, oppure <strong>febbraio e marzo</strong> per la neve, che copre i tetti in pietra e trasforma piazza Municipio in qualcosa che non assomiglia a nessun altro posto in Italia.</p>
<p dir="ltr">foto https://www.abruzzoturismo.it/, parcomajella.it</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>A Bagno Vignoni la piazza è una vasca d’acqua calda che fuma in autunno al centro del borgo della Val d’Orcia</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/bagno-vignoni-terme-val-dorcia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Viaggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Nov 2026 06:21:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[borghi]]></category>
		<category><![CDATA[terme]]></category>
		<category><![CDATA[toscana]]></category>
		<category><![CDATA[weekend]]></category>
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					<description><![CDATA[Bagno Vignoni è una frazione del comune di San Quirico d’Orcia, in provincia di Siena,[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1300" height="623" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Bagno_Vignoni_2020.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Bagno_Vignoni" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Bagno_Vignoni_2020.jpg 1300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Bagno_Vignoni_2020-300x144.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Bagno_Vignoni_2020-1024x491.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Bagno_Vignoni_2020-768x368.jpg 768w" sizes="(max-width: 1300px) 100vw, 1300px" /><br><br><p dir="ltr"><strong>Bagno Vignoni</strong> è una frazione del comune di <strong>San Quirico d’Orcia</strong>, in provincia di Siena, nel cuore della <strong>Val d’Orcia</strong> dichiarata Patrimonio UNESCO nel 2004.<br />
Ha una trentina di abitanti stabili, un pugno di edifici rinascimentali e nessuna piazza nel senso in cui si intende normalmente quella parola.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Vasca_Bagno_Vignoni.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676620" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Vasca_Bagno_Vignoni.jpg" alt="Vasca_Bagno_Vignoni" width="1300" height="975" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Vasca_Bagno_Vignoni.jpg 1300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Vasca_Bagno_Vignoni-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Vasca_Bagno_Vignoni-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Vasca_Bagno_Vignoni-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1300px) 100vw, 1300px" /></a></p>
<p dir="ltr">Al centro del borgo c’è una <strong>vasca in pietra di 49 per 29 metri</strong>, costruita nel XVI secolo per contenere l’acqua di una sorgente termale che sgorga a circa <strong>49 gradi centigradi</strong>. L’acqua è sulfureo-bicarbonato-calcica e sale da una profondità considerevole, riscaldata dal calore geotermico dell’Amiata. La vasca si chiama <strong>Piazza delle Sorgenti</strong> e funziona esattamente come una piazza: ci si siede attorno, si cammina lungo i bordi, ci si ferma a guardare.<br />
Nuotarci dentro non è consentito. Il vapore che sale in autunno e in inverno sì, quello è libero.</p>
<h2 dir="ltr" aria-level="4">Chi ci veniva prima</h2>
<p dir="ltr">Le sorgenti di Bagno Vignoni erano note ai Romani, che le usavano per bagni e cure. A partire dal <strong>XII secolo</strong> le acque furono sfruttate in modo più sistematico per trattamenti termali e fangoterapia.<br />
Nel corso del Medioevo e del Rinascimento il borgo divenne una tappa delle cure termali dell’aristocrazia e del clero toscano. Tra i visitatori documentati o attribuiti dalla tradizione locale ci sono <strong>Santa Caterina da Siena</strong>, che vi si recò per curare i propri malanni, <strong>Lorenzo il Magnifico</strong> e <strong>Papa Pio II</strong>, il papa senese Enea Silvio Piccolomini che conosceva bene questa parte della Val d’Orcia.</p>
<p dir="ltr">Sul bordo della vasca sopravvive ancora una <strong>loggia</strong> e una <strong>cappella dedicata a Santa Caterina</strong>: piccoli edifici che testimoniano come il borgo si fosse strutturato attorno al rituale del bagno termale secoli prima che il turismo esistesse come concetto.</p>
<h2 dir="ltr" aria-level="4">Il vapore, i mulini, le terme libere</h2>
<p dir="ltr">In autunno e in inverno Bagno Vignoni ha una scena che non si trova altrove in Toscana.<br />
Il vapore dell’acqua calda <strong>sale dalla vasca centrale e si diffonde sugli edifici circostanti.</strong> All’alba, con la luce bassa e i cipressi della Val d’Orcia sullo sfondo, è uno dei paesaggi più fotografati d’Italia, e lo è per ragioni concrete: funziona davvero, non è un effetto costruito.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Terme_Naturali_Bagno_Vignoni.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676621" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Terme_Naturali_Bagno_Vignoni.jpg" alt="Terme_Naturali_Bagno_Vignoni" width="1300" height="975" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Terme_Naturali_Bagno_Vignoni.jpg 1300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Terme_Naturali_Bagno_Vignoni-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Terme_Naturali_Bagno_Vignoni-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/11/Terme_Naturali_Bagno_Vignoni-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1300px) 100vw, 1300px" /></a></p>
<p dir="ltr">Sotto il borgo, lungo il corso naturale dell’acqua termale, si trova il <strong>Parco dei Mulini</strong>: un’area a ingresso libero dove le acque hanno scavato nel corso dei secoli vasche naturali nella roccia. Qui l’acqua si raffredda progressivamente, raggiungendo temperature più tollerabili rispetto alla sorgente. Il parco prende il nome dai mulini medievali che l’acqua alimentava, ancora parzialmente visibili.<br />
È il posto giusto per chi vuole fare il bagno senza pagare: le vasche sono aperte, gratuite, e in autunno sono quasi deserte. Qui trovi l&#8217;elenco delle<strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/terme-aperto-libere-gratis-italia/" data-wpel-link="internal"> terme libere e gratis in Italia</a></strong>.</p>
<p dir="ltr">Per chi preferisce una struttura con spogliatoi, idromassaggio e sauna, le <strong>terme private</strong> del borgo propongono giornate o mezze giornate con prezzi indicativi tra i <strong>30 e i 45 euro</strong> a persona a seconda della stagione. Vale la pena verificare disponibilità e orari direttamente con le strutture prima di andare, in particolare nel periodo festivo di Ognissanti quando la zona si riempie.</p>
<h2 dir="ltr" aria-level="4">Cosa c’è intorno: Pienza, Montalcino, San Quirico</h2>
<p dir="ltr">La <strong>Val d’Orcia</strong> in autunno è nella sua versione migliore: i campi arati, le crete senesi, i filari di cipressi, la luce che arriva bassa e lunga dal sud-ovest. Bagno Vignoni è un punto di accesso comodo per tutta la zona.<br />
<strong>Pienza</strong> è a circa 12 chilometri: il borgo rinascimentale voluto da Pio II, con il Duomo e il Palazzo Piccolomini, è dichiarato Patrimonio UNESCO insieme alla Val d’Orcia. Ha anche uno dei mercati del pecorino più diretti d’Italia, senza intermediari turistici eccessivi.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Pienza.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-656857" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Pienza.jpg" alt="Pienza" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Pienza.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Pienza-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Pienza-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Pienza-768x576.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Pienza-100x75.jpg 100w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p dir="ltr"><strong>Montalcino</strong> è a circa 25 chilometri: la fortezza medievale, il Brunello, e un centro storico che in novembre, fuori stagione, torna ai ritmi dei residenti.<br />
<strong>San Quirico d’Orcia</strong>, il comune di riferimento per Bagno Vignoni, dista circa 5 chilometri e ha una collegiata romanica con un portale che i manuali di storia dell’arte citano regolarmente.</p>
<h2 dir="ltr" aria-level="4">Info pratiche e come arrivare</h2>
<p dir="ltr"><strong>Bagno Vignoni</strong> si trova in provincia di <strong>Siena</strong>, comune di San Quirico d’Orcia. Non ha un centro visitatori formale: il borgo si visita liberamente.<br />
Il <strong>Parco dei Mulini</strong> è ad accesso libero, senza orari fissi. Per le <strong>terme private</strong> è consigliabile prenotare in anticipo, in particolare nel ponte di Ognissanti.</p>
<p dir="ltr"><strong>In auto</strong> da Siena: circa 45 minuti sulla SR2 Cassia. Da Firenze: circa un’ora e mezza. Da Roma: circa due ore e mezza via A1 uscita Chiusi-Chianciano, poi SP146.<br />
Non è raggiungibile comodamente in treno: la stazione più vicina è <strong>San Quirico d’Orcia</strong> o <strong>Buonconvento</strong>, entrambe scarsamente servite. L’auto è praticamente necessaria per visitare la Val d’Orcia.</p>
<p dir="ltr">Il periodo migliore è da <strong>ottobre a fine novembre</strong>: la nebbia mattutina, il vapore della vasca, i colori dei campi e l’assenza relativa di turisti rendono il borgo molto più vicino a quello che è quando non viene fotografato.</p>
<p dir="ltr">Foto Canva, Photo2023 &#8211; Opera propria, CC BY 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=142681691, Einaz80 &#8211; Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=157769547. Einaz80 &#8211; Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=157728053</p>
<p dir="ltr"><strong>Leggi anche</strong></p>
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		<title>Staglieno a Genova: il cimitero di Fabrizio De André e che i Joy Division misero sulla copertina di Closer</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/staglieno-a-genova-il-cimitero-di-fabrizio-de-andre-e-che-i-joy-division-misero-sulla-copertina-di-closer/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Viaggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Oct 2026 10:00:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[escursioni]]></category>
		<category><![CDATA[halloween]]></category>
		<category><![CDATA[liguria]]></category>
		<category><![CDATA[storie]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Cimitero Monumentale di Staglieno occupa circa un chilometro quadrato sulla collina di Genova, nel[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="900" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Tomba_Famiglia_Appiani_Cimitero_di_Staglieno.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="staglieno-cimitero-genova-Tomba_Famiglia_Appiani" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Tomba_Famiglia_Appiani_Cimitero_di_Staglieno.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Tomba_Famiglia_Appiani_Cimitero_di_Staglieno-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Tomba_Famiglia_Appiani_Cimitero_di_Staglieno-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Tomba_Famiglia_Appiani_Cimitero_di_Staglieno-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p dir="ltr">Il <strong>Cimitero Monumentale di Staglieno</strong> occupa circa <strong>un chilometro quadrato</strong> sulla collina di Genova, nel quartiere che porta lo stesso nome.<br />
Contiene più di <strong>115.000 tombe</strong>, ha una galleria porticata che corre per centinaia di metri, cappelle neoclassiche, sculture liberty che in nessun altro contesto troverebbero posto, e un silenzio che non assomiglia a quello dei musei chiusi.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/staglieno-cimiterosatellite.png" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676615" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/staglieno-cimiterosatellite.png" alt="staglieno-cimiterosatellite" width="1200" height="744" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/staglieno-cimiterosatellite.png 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/staglieno-cimiterosatellite-300x186.png 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/staglieno-cimiterosatellite-1024x635.png 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/staglieno-cimiterosatellite-768x476.png 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><br />
È <strong>uno dei cimiteri più grandi d’Europa.</strong> L’ingresso è gratuito.<br />
Pochi posti in Italia hanno questo tipo di densità culturale <strong>a costo zero e senza fila.<br />
Un luogo perfetto per Halloween </strong>nel weekend di Ognissanti, ma non solo.</p>
<h2 dir="ltr" aria-level="4">Come nacque il cimitero</h2>
<p dir="ltr">La storia di Staglieno inizia con un’ironia che nessuno aveva pianificato.<br />
Il progetto fu affidato nel <strong>1835</strong> all’architetto <strong>Carlo Barabino</strong>, il più stimato di Genova in quel periodo. Barabino aveva disegnato il Teatro Carlo Felice e il Palazzo dell’Accademia Ligustica. Prima che i lavori iniziassero, morì di colera, la stessa epidemia che aveva spinto le autorità a ripensare il sistema delle sepolture cittadine.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Cimitero_di_Staglieno_92.jpeg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676614" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Cimitero_di_Staglieno_92.jpeg" alt="Cimitero_di_Staglieno_(92)" width="1200" height="797" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Cimitero_di_Staglieno_92.jpeg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Cimitero_di_Staglieno_92-300x199.jpeg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Cimitero_di_Staglieno_92-1024x680.jpeg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Cimitero_di_Staglieno_92-768x510.jpeg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p dir="ltr">Il progetto passò a <strong>Giovanni Battista Resasco</strong>, che lo portò a termine. I lavori iniziarono nel <strong>1844</strong> e il cimitero aprì il <strong>2 gennaio 1851</strong> con quattro sepolture.<br />
Oggi la piazza centrale porta il nome di Resasco. Barabino è ricordato nella storia dell’architettura genovese, ma è il suo successore ad aver lasciato il segno fisico più duraturo in città.</p>
<h2 dir="ltr" aria-level="4">Le sculture: tra liberty, neoclassicismo e copertine dei dischi</h2>
<p dir="ltr">Il livello medio delle sculture presenti a Staglieno è quello di una collezione museale di primo piano.<br />
L’opera più famosa è l’<strong>Angelo di Giulio Monteverde</strong>, scolpito nel 1882 per la tomba della famiglia Oneto: una figura femminile con le ali aperta in marmo bianco, che ha ispirato imitazioni in tutto il mondo e che molti hanno scambiato per un’opera di Michelangelo alla prima occhiata.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Genova_-_Cimitero_di_Staglieno_-_Statua_della_Fede_e_Pantheon.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676612" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Genova_-_Cimitero_di_Staglieno_-_Statua_della_Fede_e_Pantheon.jpg" alt="Genova_-_Cimitero_di_Staglieno_-_Statua_della_Fede_e_Pantheon" width="1200" height="1171" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Genova_-_Cimitero_di_Staglieno_-_Statua_della_Fede_e_Pantheon.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Genova_-_Cimitero_di_Staglieno_-_Statua_della_Fede_e_Pantheon-300x293.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Genova_-_Cimitero_di_Staglieno_-_Statua_della_Fede_e_Pantheon-1024x999.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Genova_-_Cimitero_di_Staglieno_-_Statua_della_Fede_e_Pantheon-768x749.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p dir="ltr">La <strong>tomba Appiani</strong>, scolpita da Demetrio Paernio intorno al <strong>1910</strong>, ha un suo primato specifico: finì sulla copertina dell’album <em>Closer</em> dei <strong>Joy Division</strong>, pubblicato nel 1980, pochi mesi dopo la morte di Ian Curtis. L’angelo della tomba <strong>Ribaudo</strong>, opera di Onorato Toso, comparve sul 12&#8243; di <em>Love Will Tear Us Apart</em>.<br />
Staglieno non lo sapeva, ma diventò un riferimento estetico per una delle band più influenti della storia del rock, e quella connessione portò generazioni di fan a Genova in pellegrinaggio. Lo vedi nella foto di copertina.</p>
<p dir="ltr"><strong>Friedrich Nietzsche</strong> visitò Staglieno più volte negli anni <strong>1880</strong> durante i suoi soggiorni a Genova, e la frequenza delle visite dice qualcosa sul tipo di paesaggio che cercava. <strong>Mark Twain</strong> ne scrisse nel 1869 in <em>Innocents Abroad</em>, descrivendolo come qualcosa che aveva cambiato la sua idea di bellezza funeraria.</p>
<h2 dir="ltr" aria-level="4">Chi è sepolto qui</h2>
<p dir="ltr"><strong>Fabrizio De André</strong> è sepolto a Staglieno in una tomba semplice, molto visitata, coperta di fiori e biglietti.<br />
Nella sezione inglese, dove riposano i militari britannici delle due guerre mondiali, si trova anche <strong>Constance Lloyd</strong>, moglie di <strong>Oscar Wilde</strong>, morta a Genova nel <strong>1898</strong>. Sulla sua lapide, per anni, si leggeva solo il nome da sposata. Il nome Wilde fu aggiunto solo in seguito, su richiesta dei discendenti.</p>
<p dir="ltr">Ci sono anche <strong>Giuseppe Mazzini</strong>, <strong>Nino Bixio</strong>, <strong>Michele Novaro</strong> che compose l’inno di Mameli, la scrittrice <strong>Anna Maria Ortese</strong> e la traduttrice <strong>Fernanda Pivano</strong>, che portò Hemingway e Kerouac in italiano.<br />
Non è un elenco neutro: è una sezione trasversale di chi ha contato nell’Italia degli ultimi due secoli.</p>
<h2 dir="ltr" aria-level="4">Come visitarlo</h2>
<p dir="ltr">Staglieno si trova in collina, raggiungibile dal centro di Genova con l’<strong>autobus</strong> o in circa venti minuti di auto.<br />
L’<strong>indirizzo</strong> è Piazzale Resasco, 16137 Genova.<br />
Telefono: <strong>+39 010 5576400</strong>.</p>
<p dir="ltr"><strong>Orari</strong>: aperto tutti i giorni dalle <strong>7:30 alle 17:00</strong>. Prima di andare, specie nel periodo festivo, conviene verificare eventuali variazioni chiamando o consultando il sito del Comune di Genova.<br />
<strong>Ingresso gratuito</strong>.</p>
<p dir="ltr">La visita richiede almeno <strong>due ore</strong> per chi vuole percorrere le gallerie principali e fermarsi davanti alle sculture più significative. Chi vuole fare un giro completo, incluse le sezioni più decentrate, ne impiega il doppio.<br />
Sono disponibili visite guidate organizzate da associazioni locali, in particolare nel periodo di Ognissanti: vale la pena verificare il programma sul sito del Comune o su quello di <strong>Mentelocale Genova</strong>.</p>
<p dir="ltr">Foto Di Maurizio Beatrici &#8211; Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=35334115, Di Anselmoorsi &#8211; Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=35057296, Di Twice25 e Rinina25 &#8211; Fotografia autoprodotta, CC BY 2.5, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=1022466</p>
<p dir="ltr"><strong>Leggi anche</strong></p>
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		<title>Il Lago di Como ha un sito UNESCO da vedere nel weekend: il Sacro Monte di Ossuccio</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/sacro-monte-ossuccio-lago-como/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martino De Mori]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Oct 2026 06:30:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[laghi]]></category>
		<category><![CDATA[lago ci como]]></category>
		<category><![CDATA[lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[luoghi sacri]]></category>
		<category><![CDATA[storie]]></category>
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Ma sulla sponda occidentale, nel piccolo comune di <strong>Ossuccio</strong>, oggi parte di Tremezzina, c’è qualcosa che sfugge quasi completamente ai circuiti turistici: un sito dichiarato <strong>Patrimonio dell’Umanità UNESCO </strong>nel 2003, insieme agli altri Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia.<br />
Si chiama <strong>Sacro Monte di Ossuccio</strong>, e merita molto più spazio di quello che gli viene dedicato.</p>
<h2 dir="ltr" aria-level="4">Il sentiero UNESCO</h2>
<p dir="ltr">Il percorso parte dal paese, si inerpica tra gli olivi e la vegetazione mediterranea fino a quota <strong>419 metri sul livello del mare</strong>, e porta al <strong>Santuario della Beata Vergine del Soccorso</strong>. Lungo la salita, si incontrano <strong>quattordici cappelle barocche</strong> costruite tra il <strong>1635 e il 1710</strong>, probabilmente su iniziativa dei Francescani e di alcune famiglie nobili locali. Ciascuna cappella è dedicata a uno dei Misteri del Rosario: Gaudiosi, Dolorosi, Gloriosi. <a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/09_Viale-delle-cappelle_ML.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676626" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/09_Viale-delle-cappelle_ML.jpg" alt="ossuccio-sentiero" width="1200" height="801" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/09_Viale-delle-cappelle_ML.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/09_Viale-delle-cappelle_ML-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/09_Viale-delle-cappelle_ML-1024x684.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/09_Viale-delle-cappelle_ML-768x513.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><br />
Non era semplicemente devozione. Era comunicazione. In un’epoca in cui la maggior parte della popolazione non sapeva leggere, queste cappelle funzionavano come un racconto visivo, una sequenza di scene tridimensionali che chiunque poteva capire. Il progetto si completò con il santuario, che funge da quindicesima tappa.</p>
<h2 dir="ltr" aria-level="4">Le statue</h2>
<p dir="ltr">L’elemento più sorprendente del Sacro Monte di Ossuccio sono le <strong>circa 230 statue in stucco e terracotta a grandezza naturale</strong> che popolano le cappelle. La maggior parte è opera di <strong>Agostino Silva</strong>, scultore del Seicento originario di Morbio Inferiore, con contributi della sua bottega familiare, i <strong>Francesco Silva</strong> e <strong>Gianfrancesco Silva</strong>.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/ossuccio-statrue.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676630" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/ossuccio-statrue.jpg" alt="ossuccio-statue" width="1700" height="1000" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/ossuccio-statrue.jpg 1700w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/ossuccio-statrue-300x176.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/ossuccio-statrue-1024x602.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/ossuccio-statrue-768x452.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/ossuccio-statrue-1536x904.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1700px) 100vw, 1700px" /></a><br />
Le figure non sono personaggi astratti o stilizzati: i costumi riprendono l’abbigliamento dei contadini e dei nobili locali del XVII secolo. Sono persone riconoscibili, colte in momenti precisi della narrazione evangelica. Gli affreschi che completano le scene interne sono attribuiti a <strong>Carlo Gaffuri</strong>, <strong>Innocenzo Torriani</strong>, <strong>Gian Paolo Recchi</strong> e <strong>Salvatore Pozzi</strong>.<br />
Sotto il santuario, scavi recenti hanno portato alla luce tracce di un impianto cultuale di epoca romana, probabilmente dedicato a Cerere. Il luogo aveva già una funzione sacra secoli prima che arrivassero i Francescani.</p>
<h2 dir="ltr" aria-level="4">La vista sull’Isola Comacina</h2>
<p dir="ltr">Dal percorso e dal sagrato del santuario, la prospettiva sul lago è diretta e inattesa. Di fronte si vede l’<strong>Isola Comacina</strong>, l’unica isola del Lago di Como, con la sua storia travagliata di distruzioni medievali e abbandoni. In autunno, la luce radente del pomeriggio trasforma il colore dell’acqua e degli uliveti in qualcosa che vale già da solo il viaggio.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/ossuccio_1.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676627" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/ossuccio_1.jpg" alt="" width="1200" height="706" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/ossuccio_1.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/ossuccio_1-300x177.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/ossuccio_1-1024x602.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/ossuccio_1-768x452.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><br />
Il contesto paesaggistico era parte integrante del progetto originario: le cappelle sono costruite in modo da integrarsi con la vegetazione, non da dominarla. Chi ha progettato questo percorso sapeva esattamente cosa stava facendo.</p>
<h2 dir="ltr" aria-level="4">Come si visita</h2>
<p dir="ltr">L’accesso al Sacro Monte di Ossuccio è <strong>gratuito</strong>. Il sentiero è aperto tutti i giorni, indicativamente dalle <strong>7:00 alle 19:00</strong> (meglio verificare con il santuario prima di andare, specialmente fuori stagione). Il santuario celebra messe con orari che variano per stagione.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/sacro-monte-ossuccio.jpeg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676629" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/sacro-monte-ossuccio.jpeg" alt="" width="1200" height="706" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/sacro-monte-ossuccio.jpeg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/sacro-monte-ossuccio-300x177.jpeg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/sacro-monte-ossuccio-1024x602.jpeg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/sacro-monte-ossuccio-768x452.jpeg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><br />
Il percorso ha gradini, selciato, ghiaia e tratti in terra battuta: non è adatto a persone con difficoltà motorie, a meno di accordarsi preventivamente con il rettore del santuario, che può autorizzare l’accesso in auto per chi ha contrassegno disabili. Vicino al santuario c’è un’area picnic e servizi igienici. Mangiare e bere lungo il sentiero delle cappelle non è consentito.</p>
<h2 dir="ltr" aria-level="4">Come arrivare</h2>
<p dir="ltr">In auto, l’accesso più diretto è dall’<strong>autostrada A9</strong>, uscita Lago di Como, poi la <strong>SS340</strong> verso Tremezzina e Ossuccio. Ci sono parcheggi vicino alla prima e alla quarta cappella, ma non è possibile salire fino al santuario in auto (salvo autorizzazione per disabili).<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Santuario-della-Beata-Vergine-del-Soccorso.jpeg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676628" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Santuario-della-Beata-Vergine-del-Soccorso.jpeg" alt="" width="1200" height="706" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Santuario-della-Beata-Vergine-del-Soccorso.jpeg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Santuario-della-Beata-Vergine-del-Soccorso-300x177.jpeg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Santuario-della-Beata-Vergine-del-Soccorso-1024x602.jpeg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Santuario-della-Beata-Vergine-del-Soccorso-768x452.jpeg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><br />
In treno, la stazione più vicina è <strong>Menaggio-Cadenabbia</strong> sulla linea Como-Colico. Da lì si prosegue in bus o in battello. Il lago è servito da traghetti e aliscafi che toccano <strong>Ossuccio</strong> e la sponda ovest, con frequenze che variano per stagione. Per tour organizzati e informazioni locali, il riferimento è l’<strong>Ufficio del Turismo di Tremezzo</strong>.</p>
<h2 dir="ltr" aria-level="4">Quando andare</h2>
<p dir="ltr"><strong>L’autunno è il momento migliore:</strong> il flusso turistico si riduce, gli olivi sono ancora verdi, la luce è più orizzontale e valorizza i dettagli architettonici delle cappelle. La primavera è valida ma più affollata. D’estate il caldo rende la salita meno piacevole. L’inverno offre solitudine quasi assoluta, con il rischio di trovare alcune cappelle chiuse.</p>
<p dir="ltr">Foto https://www.sacrimonti.org/, https://www.lombardiabeniculturali.it/</p>
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<p>Giornalista e autore, scrive di viaggi e ambiente per importanti testate internazionali come National Geographic e BBC. Ama andare alla ricerca di luoghi nascosti e storie inedite, e ama praticare gli sport outdoor &#8211; tendenzialmente male. È co-fondatore di Sportoutdoor24.</p>
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		<title>Sette castelli italiani infestati da presenze maledette, dove la storia vera è più inquietante delle leggende</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Viaggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Oct 2026 19:00:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ci sono paesi che hanno leggende di fantasmi. E poi c’è l’Italia, che ha secoli[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1217" height="800" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/castelli-infestati-italia.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/castelli-infestati-italia.jpg 1217w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/castelli-infestati-italia-300x197.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/castelli-infestati-italia-1024x673.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/castelli-infestati-italia-768x505.jpg 768w" sizes="(max-width: 1217px) 100vw, 1217px" /><br><br><p dir="ltr">Ci sono paesi che hanno leggende di fantasmi. E poi c’è l’Italia, che ha <strong>secoli di potere concentrato in edifici di pietra</strong>, famiglie che si sono estinte in modi violenti e castelli rimasti in piedi abbastanza a lungo da accumulare strati di storie su storie.<br />
I sette che seguono non sono stati scelti per la reputazione turistica ma per la <strong>qualità delle storie che ci circolano,</strong> alcune documentate, alcune ambigue, alcune completamente inventate ma talmente radicate da essere diventate parte dell’identità del luogo.</p>
<p dir="ltr"><strong>Puoi aggiungere SportOutdoor24.it alla tua lista con un click diretto:</strong><br />
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<h2 dir="ltr" aria-level="4">Castello di Miramare, Trieste: la maledizione che ha inseguito le teste coronate</h2>
<p dir="ltr">Il <strong>Castello di Miramare</strong> sorge su un promontorio a picco sul Golfo di Trieste, bianco e nitido come uno scenario da romanzo. Fu costruito tra il <strong>1856 e il 1860</strong> per volere dell’Arciduca <strong>Massimiliano d’Asburgo</strong>, fratello dell’Imperatore Francesco Giuseppe, che lo scelse come nido d’amore per sé e per la moglie <strong>Carlotta del Belgio</strong>. Ci vissero poco: nel 1864 Massimiliano partì per il Messico per diventare imperatore. Nel <strong>1867</strong> fu fucilato a Querétaro, a 34 anni.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/10/castello-di-miramare.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-654644" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/10/castello-di-miramare.jpg" alt="" width="1280" height="720" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/10/castello-di-miramare.jpg 1280w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/10/castello-di-miramare-300x169.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/10/castello-di-miramare-1024x576.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/10/castello-di-miramare-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a></p>
<p dir="ltr">Da quel momento inizia la storia della <strong>maledizione di Miramare</strong>: chiunque pernotti nel castello è destinato a morire prematuramente in terra straniera. Carlotta impazzì di dolore — anche se poi visse fino a 86 anni in Belgio, il che complica la narrativa. <strong>Franz Ferdinand</strong> d’Austria soggiornò a Miramare nel <strong>1914</strong> prima di partire per Sarajevo. <strong>Amedeo d’Aosta</strong>, che vi abitò tra il 1930 e il 1937, morì prigioniero degli inglesi in Africa nel 1942. Il Generale tedesco <strong>Friedrich Rainer</strong>, che lo occupò durante la guerra, fu giustiziato dai partigiani.<br />
Il dettaglio più preciso dell’intera storia è quello del <strong>Colonnello Bowman</strong>, ufficiale neozelandese che arrivò a Trieste tra i primi alleati nel 1945: sentite le voci sulla maledizione, preferì montare una tenda nel parco piuttosto che dormire sotto quel tetto. Sopravvisse. La maledizione di Miramare è probabilmente l’insieme di coincidenze storicamente più denso d’Italia — il confine tra leggenda e cronaca, qui, è sottilissimo.</p>
<h2 dir="ltr" aria-level="4">Castello di Sammezzano, Toscana: il palazzo che il tempo ha mangiato dall’interno</h2>
<p dir="ltr">Il <a href="https://www.sportoutdoor24.it/non-categorizzato/castello-sammezzano-toscana-restauro-storia/" data-wpel-link="internal"><strong>Castello di Sammezzano</strong></a> non è infestato nel senso classico del termine. Non ha fantasmi con storie documentate, non ha registrazioni audio. Ha qualcosa di più difficile da categorizzare: è un palazzo moresco con <strong>365 stanze</strong> e una <strong>Sala dei Pavoni</strong> con stucchi policromi che ricoprono ogni centimetro delle pareti, costruito da un marchese ottocentesco nel mezzo della campagna toscana, e poi abbandonato per decenni.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/Castello_di_Sammezzano01_bearb_Sp_2.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-668042" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/Castello_di_Sammezzano01_bearb_Sp_2.jpg" alt="Castello_di_Sammezzano01_(bearb_Sp_2)" width="1000" height="667" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/Castello_di_Sammezzano01_bearb_Sp_2.jpg 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/Castello_di_Sammezzano01_bearb_Sp_2-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/Castello_di_Sammezzano01_bearb_Sp_2-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p dir="ltr">L’abbandono ha fatto il suo lavoro. Le infiltrazioni d’acqua, i vandali, le aste giudiziarie andate deserte, le poche aperture straordinarie in cui ottocento persone si prenotavano in secondi per vedere quello che non si dovrebbe poter dimenticare. Nel <strong>2025</strong> finalmente una famiglia privata lo ha acquistato per avviare un restauro da cinquanta milioni di euro. Ma per anni Sammezzano è stato il posto più bello d’Italia che stava crollando nel silenzio — e quel silenzio ha prodotto una delle atmosfere più inquietanti che un edificio possa avere senza nessun intervento soprannaturale.</p>
<h2 dir="ltr" aria-level="4">Castello di Montebello, Rimini: Azzurrina e le registrazioni ogni cinque anni</h2>
<p dir="ltr">La storia più precisa tra tutte quelle raccontate qui è quella di <strong>Guendalina Malatesta</strong>, figlia del feudatario di Montebello, nata intorno al <strong>1370</strong>. Era albina — i capelli bianchi che i genitori cercavano di tingere con erbe, e che invece diventavano azzurri alla luce. Da lì il soprannome: <strong>Azzurrina</strong>. Non poteva uscire dal castello per via delle superstizioni popolari sull’albinismo.<br />
Il <strong>21 giugno 1375</strong>, giorno di solstizio d’estate, durante un temporale violento, Azzurrina stava giocando nella ghiacciaia del castello quando scomparve. Le guardie sentirono un urlo, poi niente. Il corpo non fu mai trovato. La leggenda dice che ogni cinque anni, negli anni che terminano per <strong>0 e 5</strong>, nella notte del solstizio si sentono suoni inspiegabili nella ghiacciaia.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/prn2020poggio_torrianacastello_di_montebelloc35163autore_sconosciuto.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676594" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/prn2020poggio_torrianacastello_di_montebelloc35163autore_sconosciuto.jpg" alt="montebello-leggenda-azzurrina" width="1205" height="800" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/prn2020poggio_torrianacastello_di_montebelloc35163autore_sconosciuto.jpg 1205w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/prn2020poggio_torrianacastello_di_montebelloc35163autore_sconosciuto-300x199.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/prn2020poggio_torrianacastello_di_montebelloc35163autore_sconosciuto-1024x680.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/prn2020poggio_torrianacastello_di_montebelloc35163autore_sconosciuto-768x510.jpg 768w" sizes="(max-width: 1205px) 100vw, 1205px" /></a></p>
<p dir="ltr">Nel <strong>1990</strong>, un anno dopo la riapertura del castello come museo, tecnici del suono vi fecero le prime registrazioni: si udirono tuoni, pioggia, e poi un suono che alcune persone descrivono come il pianto di una bambina. Le stesse registrazioni furono rifatte nel <strong>1995</strong>, nel <strong>2000</strong> e nel <strong>2005</strong> con risultati simili. Nel <strong>2010</strong> il <strong>CICAP</strong> — il comitato italiano per il controllo delle affermazioni sulle pseudoscienze — non registrò anomalie. Le versioni, come spesso accade, dipendono da chi racconta.<br />
Il <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/pietra-preistoria-e-sentieri-montebello-di-bertona-e-il-borgo-abruzzese-che-pochi-conoscono-ancora/" data-wpel-link="internal"><strong>Castello di Montebello</strong></a> si trova a <strong>Poggio Torriana</strong>, circa 20 km da Rimini nell’entroterra della Valmarecchia. È visitabile tutto l’anno con visite guidate che includono l’ascolto delle registrazioni.</p>
<h2 dir="ltr" aria-level="4">Castel del Monte, Puglia: l’edificio che nessuno ha mai saputo spiegare del tutto</h2>
<p dir="ltr"><strong>Castel del Monte</strong> non ha fantasmi. Ha qualcosa di potenzialmente più inquietante: è un edificio che nessuno ha mai capito del tutto. L’<strong>Imperatore Federico II</strong> lo fece costruire intorno al <strong>1240</strong> ad Andria, in Puglia, su un colle che si vede da chilometri. È perfettamente ottagonale con otto torri ottagonali, otto stanze per piano, ogni dettaglio matematicamente correlato al numero otto.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/1-23.png" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-663953" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/1-23.png" alt="puglia-castel-del-monte" width="1000" height="667" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/1-23.png 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/1-23-300x200.png 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/1-23-768x512.png 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p dir="ltr">Non ha cucina. Non ha stalle. Non ha cappella. Non ha un sistema idrico permanente. Non ha strutture per ospitare una corte. <strong>Non serve a nessuno degli usi che un castello medievale dovrebbe avere.</strong> Nessuno ha mai trovato una spiegazione definitiva alla sua funzione: le ipotesi spaziano dall’osservatorio astronomico al lodge di caccia, dall’omaggio alla geometria sacra al lascito simbolico di un imperatore che si definiva Stupor Mundi. Patrimonio <strong>UNESCO</strong> dal <strong>1996</strong>, Castel del Monte è visitabile ogni giorno — ma le risposte che mancano continuano a mancare.</p>
<h2 dir="ltr" aria-level="4">Castello Estense, Ferrara: la storia di Parisina che ispirò Byron</h2>
<p dir="ltr">Il <strong>Castello Estense</strong> di Ferrara non ha bisogno di leggende: ha la storia. Nel <strong>1385</strong> Niccolò II d’Este lo fece costruire come risposta a una rivolta popolare in cui era quasi morto — un castello in mezzo alla città, circondato da un fossato, per dimostrare chi comandava. Il messaggio era chiaro.<br />
Quello che accadde nei sotterranei nel <strong>1425</strong> fu più efferato di qualsiasi messaggio architettonico. <strong>Niccolò III d’Este</strong> scoprì che sua moglie <strong>Parisina Malatesta</strong> aveva una relazione con il suo figlio illegittimo <strong>Ugo</strong>. Li fece arrestare entrambi e li fece decapitare nella stessa notte nelle segrete del castello. Parisina aveva vent’anni.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/10/ferrara-castello.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-654349" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/10/ferrara-castello.jpg" alt="" width="1000" height="742" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/10/ferrara-castello.jpg 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/10/ferrara-castello-300x223.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/10/ferrara-castello-768x570.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/10/ferrara-castello-100x75.jpg 100w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p dir="ltr">La storia rimase nell’aria per quasi quattro secoli fino a quando <strong>Lord Byron</strong> la trasformò nel poema narrativo “Parisina” nel <strong>1816</strong> — scritto a Ginevra, mentre stava elaborando la morte di Shelley e una serie di lutti personali. Il poema la portò nel canone romantico europeo. Le segrete del Castello Estense sono visitabili, e ci sono ancora le celle dove i due aspettarono la fine.</p>
<h2 dir="ltr" aria-level="4">Castello di Agliè, Piemonte: i Savoia e le stanze che il cinema ha reso celebri</h2>
<p dir="ltr">Il <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/castello-aglie-piemonte-cosa-vedere-visita/" data-wpel-link="internal"><strong>Castello di Agliè</strong></a>, nella campagna del Canavese piemontese, è una delle residenze sabaude meno note rispetto a Venaria e Stupinigi, ma non per questo meno densa. Fu ricostruito nel <strong>XVII secolo</strong> per il Conte Filippo d’Agliè, favorito di Casa Savoia, e poi acquisito dai Savoia nel <strong>1764</strong> come residenza estiva.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/Castello-di-Agliè_credit-Dario-Fusaro-per-Consorzio-delle-Residenze-Reali-Sabaude-16.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-667267" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/Castello-di-Agliè_credit-Dario-Fusaro-per-Consorzio-delle-Residenze-Reali-Sabaude-16.jpg" alt="Castello di Agliè_credit Dario Fusaro per Consorzio delle Residenze Reali Sabaude (16)" width="1200" height="800" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/Castello-di-Agliè_credit-Dario-Fusaro-per-Consorzio-delle-Residenze-Reali-Sabaude-16.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/Castello-di-Agliè_credit-Dario-Fusaro-per-Consorzio-delle-Residenze-Reali-Sabaude-16-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/Castello-di-Agliè_credit-Dario-Fusaro-per-Consorzio-delle-Residenze-Reali-Sabaude-16-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/Castello-di-Agliè_credit-Dario-Fusaro-per-Consorzio-delle-Residenze-Reali-Sabaude-16-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p dir="ltr">La sua fama contemporanea è legata in larga parte alla serie televisiva <strong>“Elisa di Rivombrosa”</strong> — girata in gran parte nei suoi interni — che ha portato nel castello un tipo di visitatore diverso da quello dei consueti circuiti dei musei. Ma le storie che circolano tra chi lo frequenta da prima della serie riguardano le presenze nelle stanze del piano nobile nelle notti di inverno, i rumori che il personale di custodia non ha mai saputo attribuire a cause strutturali, e la sensazione che certi ambienti — in particolare la sala degli specchi — trattengano qualcosa che le fotografie non riescono a restituire. Niente di documentato. Il tipo di atmosfera che si costruisce in tre secoli di storia in un edificio di pietra.</p>
<h2 dir="ltr" aria-level="4">Castello di Lerici, Liguria: il Golfo dei Poeti e il fantasma che nessuno ha cercato</h2>
<p dir="ltr">Il <strong>Castello di Lerici</strong> sta su un promontorio a picco sul mare, costruito nel <strong>1152</strong> dai Pisani per controllare il golfo che oggi si chiama <strong>Golfo dei Poeti</strong>. Quel nome lo deve in parte a <strong>Percy Bysshe Shelley</strong>, che affittò una casa a San Terenzo — proprio ai piedi del castello — nell’estate del <strong>1822</strong>.<br />
Il <strong>8 luglio 1822</strong>, Shelley partì via mare verso Livorno con il suo amico Edward Williams. Al ritorno, la barca fu sorpresa da un temporale. I corpi furono ritrovati dieci giorni dopo. Quello di Shelley fu riconosciuto grazie a un volume di Keats che teneva in tasca, aperto alla pagina che stava leggendo prima della tempesta. <a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/castello-lerici.jpeg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676789" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/castello-lerici.jpeg" alt="" width="1000" height="666" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/castello-lerici.jpeg 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/castello-lerici-300x200.jpeg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/castello-lerici-768x511.jpeg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p dir="ltr"><strong>Lord Byron</strong> arrivò sulla spiaggia di Viareggio per la cremazione del corpo. Disse che fu la cosa più orribile a cui avesse mai assistito. Rimase sulla spiaggia finché l’operazione non fu conclusa, poi nuotò fino alla sua barca ormeggiata al largo per non dover parlare con nessuno.<br />
Il castello di Lerici non è infestato dal fantasma di Shelley. Ma il golfo lo è, nel senso che non è possibile stare su quella spiaggia e sul lungomare di San Terenzo senza sentire il peso di quello che è successo. È un’atmosfera letteraria che si è incisa nel paesaggio.</p>
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<p dir="ltr"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/castello-breno-val-camonica-visita/" data-wpel-link="internal"><strong>Castello di Breno in Val Camonica: torre medievale e panorama sulla valle</strong></a></p>
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		<title>Lo spettacolare canyon italiano che in autunno si riempie di boschi infuocati e acqua color smeraldo</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/gola-del-furlo-autunno-marche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Serena Proietti Colonna]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Oct 2026 15:06:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[autunno]]></category>
		<category><![CDATA[canyon]]></category>
		<category><![CDATA[canyon e gole]]></category>
		<category><![CDATA[foliage]]></category>
		<category><![CDATA[marche]]></category>
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					<description><![CDATA[Tra le montagne dell&#8217;Appennino marchigiano si sviluppa una profonda spaccatura che custodisce un paesaggio che[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="900" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Gola-del-Furlo-autunno.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Gola del Furlo in autunno, Marche" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Gola-del-Furlo-autunno.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Gola-del-Furlo-autunno-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Gola-del-Furlo-autunno-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Gola-del-Furlo-autunno-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p>Tra le montagne dell&#8217;<strong>Appennino marchigiano</strong> si sviluppa una profonda spaccatura che custodisce un paesaggio che pare appartenere a una regione molto più settentrionale. Da queste parti, infatti, pareti calcaree alte centinaia di metri precipitano verso un <strong>laghetto verde smeraldo</strong>, mentre la vegetazione si aggrappa ai versanti e cambia colore con il trascorrere delle stagioni (e in autunno, soprattutto, il contrasto è emozionante).</p>
<p>Siamo nella <strong>Gola del Furlo</strong>, in provincia di Pesaro e Urbino, un&#8217;emozionante apertura tra le montagne modellata da fiume <strong>Candigliano,</strong> affluente del Metauro, che nel corso di milioni di anni ha inciso la dorsale appenninica tra il <strong>Monte Pietralata</strong>, alto 889 metri, e il<strong> Monte Paganuccio,</strong> che raggiunge i 976 metri.</p>
<p>Oggi il paesaggio appartiene alla <strong>Riserva Naturale Statale Gola del Furlo</strong>, un&#8217;area protetta di circa 3.600 ettari che comprende ambienti mediterranei, faggete, praterie e imponenti pareti rocciose.</p>
<h2>Lo spettacolo della Gola del Furlo in autunno, tra foliage e riflessi verdi</h2>
<p>Durante <strong>ottobre e novembre</strong>, sui pendii più esposti le querce e i carpini iniziano a perdere il verde estivo e, contemporaneamente, gli aceri introducono tonalità dorate e rossastre. Più in alto, soprattutto sul versante settentrionale del Monte Paganuccio, anche i faggi partecipano alla trasformazione stagionale. A colpire particolarmente, però, è la presenza ravvicinata di vegetazione mediterranea e specie caratteristiche degli ambienti appenninici più freschi.</p>
<p>Lecci sempreverdi, roverelle, ornielli, aceri e carpini disegnano una <strong>successione di sfumature</strong> che varia secondo l&#8217;altitudine e l&#8217;esposizione al sole. Il <strong>foliage</strong> assume così un carattere irregolare, con macchie colorate alternate a lembi di bosco ancora verde. Dal fondovalle, lo sguardo incontra il <strong>Candigliano che</strong> attraversa la gola e alimenta un bacino artificiale formato dallo sbarramento della diga del Furlo. Le sue acque possono assumere intense sfumature verdastre, particolarmente suggestive accanto alle pareti di calcare e alla vegetazione autunnale.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Furlo.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676942" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Furlo.jpg" alt="Furlo, Marche" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Furlo.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Furlo-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Furlo-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Furlo-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Merita attenzione anche la conformazione della valle, perché il il Furlo presenta <strong>versanti ripidissimi e strettoie eccezionali</strong>, frutto dell&#8217;azione erosiva del corso d&#8217;acqua e dei movimenti geologici che hanno sollevato la dorsale.</p>
<h2>Una montagna che custodisce fossili e una straordinaria galleria romana</h2>
<p>Dietro l&#8217;aspetto attuale della Gola del Furlo si nasconde una <strong>storia geologica antichissima</strong>. I calcari che costituiscono le montagne appartengono alla successione sedimentaria umbro-marchigiana e conservano testimonianze di ambienti marini risalenti a milioni di anni fa. Tra le rocce giurassiche sono stati rinvenuti <strong>numerosi fossili</strong> di ammoniti, molluschi marini dalla caratteristica conchiglia avvolta a spirale.</p>
<p>Alla storia naturale, poi, si intreccia quella degli esseri umani: già nell&#8217;antichità la gola rappresentava un <strong>passaggio strategico</strong> attraverso l&#8217;Appennino, tanto da essere conosciuta con il nome di <em><strong>Intercisa</strong></em>, legato alle opere di taglio della roccia necessarie per ricavare una sede stradale.</p>
<p>L&#8217;intervento più celebre risale al 76-77 d.C., quando l&#8217;imperatore <strong>Vespasiano</strong> fece realizzare una galleria lunga circa 38 metri, larga 5,47 metri e alta quasi 6 metri, scavata direttamente nella pietra, che permetteva alla <strong>Via Flaminia</strong> di superare uno dei punti più difficili del percorso. Ancora oggi la galleria conserva un&#8217;iscrizione celebrativa sopra uno degli ingressi.</p>
<h2>Visitare la Gola del Furlo nell&#8217;autunno 2026, le informazioni da conoscere</h2>
<p>Per raggiungere la riserva si utilizza la<strong> SS3 Flaminia,</strong> con accessi dal versante di Fossombrone oppure da quello di Acqualagna. La località Furlo ospita il <strong>Centro Visite</strong>, punto di riferimento per ottenere informazioni aggiornate su itinerari ed escursioni. Nell&#8217;autunno di quest&#8217;anno occorre però prestare particolare attenzione alle l<strong>imitazioni di accesso</strong>: in seguito alla caduta di massi avvenuta il 9 settembre, i Comuni interessati hanno disposto la chiusura del tratto della vecchia Via Flaminia interno alla gola, con divieto di transito per veicoli, biciclette e pedoni.</p>
<p>Un&#8217;ulteriore ordinanza ha inoltre vietato (o limitato) l&#8217;accesso a una <strong>terrazza panoramica</strong> sul Monte Pietralata e al segmento del sentiero CAI 449 compreso tra il rifugio e il belvedere. Restano indicate dalla Riserva <strong>altre possibilità di visita del territorio</strong>, tra cui l&#8217;area di Villa Furlo, il Centro Visite, il Parco della Golena e diversi accessi ai percorsi escursionistici sui rilievi circostanti.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Gola-del-Furlo.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676943" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Gola-del-Furlo.jpg" alt="Gola del Furlo, Marche" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Gola-del-Furlo.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Gola-del-Furlo-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Gola-del-Furlo-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Gola-del-Furlo-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Prima della partenza è quindi opportuno consultare il <strong>sito ufficiale</strong> della Riserva Naturale Statale Gola del Furlo oppure contattare il Centro Visite (soprattutto per organizzare una giornata dedicata al foliage e ai panorami autunnali).</p>
<p>Foto Canva</p>
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<p>Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.</p>
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		<title>Nel castello di Montebello c&#8217;è il mistero ancora vivo della bambina Azzurrina e delle strane registrazioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Viaggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Oct 2026 06:08:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[castelli]]></category>
		<category><![CDATA[emilia romagna]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Castello di Montebello si trova a Poggio Torriana, comune dell’entroterra riminese, su uno sperone[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1205" height="800" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/prn2020poggio_torrianacastello_di_montebelloc35164autore_sconosciuto.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="castello_di_montebello" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/prn2020poggio_torrianacastello_di_montebelloc35164autore_sconosciuto.jpg 1205w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/prn2020poggio_torrianacastello_di_montebelloc35164autore_sconosciuto-300x199.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/prn2020poggio_torrianacastello_di_montebelloc35164autore_sconosciuto-1024x680.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/prn2020poggio_torrianacastello_di_montebelloc35164autore_sconosciuto-768x510.jpg 768w" sizes="(max-width: 1205px) 100vw, 1205px" /><br><br><p dir="ltr">Il <strong>Castello di Montebello</strong> si trova a <strong>Poggio Torriana</strong>, comune dell’entroterra riminese, su uno sperone che domina la Valmarecchia. Non è uno di quei castelli che si visitano per la collezione di armature o per le sale affrescate, anche se entrambe le cose ci sono.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Montebello-castello.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676592" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Montebello-castello.jpg" alt="Montebello-castello" width="1927" height="1288" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Montebello-castello.jpg 1927w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Montebello-castello-300x201.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Montebello-castello-1024x684.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Montebello-castello-768x513.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Montebello-castello-1536x1027.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1927px) 100vw, 1927px" /></a><br />
Si visita perché <strong>ha una storia che resiste alle spiegazioni semplici,</strong> e perché in Italia è raro trovare un luogo dove il confine tra leggenda documentata e fatto storico sia così difficile da tracciare con precisione.</p>
<h2 dir="ltr" aria-level="4">Chi era Azzurrina</h2>
<p dir="ltr">Intorno al <strong>1370</strong> il castello era governato da <strong>Ugolinuccio</strong>, feudatario della famiglia Malatesta, la stessa che dominava Rimini e buona parte della Romagna medievale.<br />
Sua figlia nacque albina. In quel periodo l’albinismo era associato alla stregoneria, e la famiglia cercò di nascondere il problema nel modo più pratico possibile: tingendo i capelli della bambina con pigmenti naturali. Il risultato era un biondo strano, quasi azzurro in certe luci. Il soprannome <strong>Azzurrina</strong> venne da lì. Il vero nome era <strong>Guendalina</strong>.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/prn2020poggio_torrianacastello_di_montebelloc35162autore_sconosciuto.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676595" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/prn2020poggio_torrianacastello_di_montebelloc35162autore_sconosciuto.jpg" alt="castello_di_montebello" width="1207" height="800" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/prn2020poggio_torrianacastello_di_montebelloc35162autore_sconosciuto.jpg 1207w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/prn2020poggio_torrianacastello_di_montebelloc35162autore_sconosciuto-300x199.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/prn2020poggio_torrianacastello_di_montebelloc35162autore_sconosciuto-1024x679.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/prn2020poggio_torrianacastello_di_montebelloc35162autore_sconosciuto-768x509.jpg 768w" sizes="(max-width: 1207px) 100vw, 1207px" /></a></p>
<p dir="ltr">Una notte di tempesta, mentre giocava con una palla di stracci accompagnata da due guardie, Guendalina scomparve.<br />
L’ipotesi più accreditata dalla tradizione locale è che sia caduta nella <strong>ghiacciaia</strong> del castello, un locale sotterraneo dove si conservava il ghiaccio. Un grido, poi il silenzio. Né lei né la palla furono mai ritrovati.</p>
<h2 dir="ltr" aria-level="4">Le registrazioni e il solstizio</h2>
<p dir="ltr">La leggenda dice che il suo spirito torni ogni <strong>cinque anni</strong>, al <strong>solstizio d’estate</strong>, nella ghiacciaia dove sparì.<br />
Nel corso degli anni sono state effettuate registrazioni audio in quel locale: suoni, voci, qualcosa che assomiglia a un pianto di bambino. Le registrazioni esistono e circolano, ma nessuna è stata verificata scientificamente. I ricercatori del paranormale le considerano prove. Gli storici locali tendono a descriverle come effetto acustico amplificato dalla struttura del castello.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/prn2020poggio_torrianacastello_di_montebelloc35163autore_sconosciuto.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676594" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/prn2020poggio_torrianacastello_di_montebelloc35163autore_sconosciuto.jpg" alt="montebello-leggenda-azzurrina" width="1205" height="800" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/prn2020poggio_torrianacastello_di_montebelloc35163autore_sconosciuto.jpg 1205w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/prn2020poggio_torrianacastello_di_montebelloc35163autore_sconosciuto-300x199.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/prn2020poggio_torrianacastello_di_montebelloc35163autore_sconosciuto-1024x680.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/prn2020poggio_torrianacastello_di_montebelloc35163autore_sconosciuto-768x510.jpg 768w" sizes="(max-width: 1205px) 100vw, 1205px" /></a></p>
<p dir="ltr">Quello che è certo è che ogni cinque anni, puntualmente, il castello organizza eventi legati al solstizio e alle registrazioni, e ogni cinque anni i media italiani ci tornano sopra. L’ultima ricorrenza è del <strong>2020</strong>. La prossima è il <strong>2025</strong>.<br />
L’interesse non si esaurisce negli anni di ricorrenza: Montebello riceve migliaia di visitatori all’anno, molti dei quali vengono esplicitamente per la storia di Azzurrina.</p>
<h2 dir="ltr" aria-level="4">Il castello vale la visita anche senza fantasmi</h2>
<p dir="ltr">Al di là della leggenda, il <strong>Castello di Montebello</strong> è un edificio medievale ben conservato con una posizione panoramica sulla Valmarecchia che da sola giustifica la deviazione.<br />
L’interno comprende sale con arredi d’epoca, armature, una collezione di oggetti storici e naturalmente la ghiacciaia sotterranea, che si visita nel percorso standard. Le mura esterne e il camminamento di ronda offrono viste sulla vallata e sulle colline romagnole che in autunno, con i boschi colorati, sono particolarmente nette.</p>
<p dir="ltr">Il borgo di <strong>Poggio Torriana</strong> che circonda il castello è piccolo e tranquillo. A pochi chilometri si trovano <strong>Verucchio</strong>, con il suo museo del villaggio villanoviano, e <strong>San Leo</strong>, con la fortezza dove fu imprigionato Cagliostro: tre luoghi in meno di venti chilometri che coprono duemila anni di storia romagnola in modo abbastanza compatto.</p>
<h2 dir="ltr" aria-level="4">Info pratiche e come arrivare</h2>
<p dir="ltr">Il castello si trova a <strong>Poggio Torriana</strong>, provincia di Rimini.<br />
<strong>Orari invernali</strong> (indicativi, da verificare sul sito ufficiale): sabato, domenica e festivi dalle <strong>14:30 alle 18:00</strong>. Visita notturna il sabato sera dalle <strong>21:30 alle 23:00</strong>. In estate l’apertura è estesa anche ai giorni feriali.<br />
<strong>Biglietti</strong>: visita diurna intorno a <strong>€8</strong> per adulti, con riduzioni per bambini, gruppi e famiglie. Visita notturna intorno a <strong>€15</strong>. I prezzi sono indicativi: prima di andare conviene verificare sul sito del castello o contattare il comune di Poggio Torriana.</p>
<p dir="ltr"><strong>In auto</strong> da Rimini: circa 20 minuti sulla SP258 verso l’interno, seguendo le indicazioni per il castello. Dall’<strong>A14</strong>, uscita Rimini Sud. Parcheggio disponibile nei pressi del castello.</p>
<p dir="ltr">Foto https://comune.poggiotorriana.rn.it/</p>
<p dir="ltr"><strong>Leggi anche</strong></p>
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		<title>A un&#8217;ora da Roma c’è un borgo da fiaba che nasconde un castello principesco e un mistero sottoterra</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/vignanello-tuscia-lazio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Serena Proietti Colonna]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Oct 2026 14:57:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[borghi]]></category>
		<category><![CDATA[Borghi del Lazio]]></category>
		<category><![CDATA[lazio]]></category>
		<category><![CDATA[tuscia]]></category>
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					<description><![CDATA[Ma queste meraviglie nasconde la Tuscia viterbese? È difficilissimo rispondere a questa domanda, perché più[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="900" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Vignanello.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Vignanello, Tuscia" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Vignanello.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Vignanello-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Vignanello-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Vignanello-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p>Ma queste meraviglie nasconde la <strong>Tuscia viterbese</strong>? È difficilissimo rispondere a questa domanda, perché più la si esplora e più si scoprono bellezza (naturali e non). L&#8217;ultimo tesoro che abbiamo conosciuto è <strong>Vignanello,</strong> borgo posto uno sperone di tufo circondato da profonde vallate. Dal centro storico compatto, fatto di abitazioni addossate le une alle altre, vicoli stretti e palazzi che raccontano secoli di trasformazioni, è sormontato da un castello dall&#8217;aspetto severo, ma custode di <strong>uno dei giardini all&#8217;italiana più importanti e meglio conservati d&#8217;Europa</strong>.</p>
<p>Un&#8217;altra sorpresa è sotto le strade, dove si sviluppa una <strong>rete di cunicoli</strong> dalle origini antiche, mentre chiese, archi monumentali e testimonianze delle famiglie feudatarie restituiscono la storia di una comunità profondamente legata al territorio.</p>
<h2>Il Castello Ruspoli e il suo straordinario giardino rinascimentale</h2>
<p><strong>Piazza della Repubblica</strong> rappresenta il punto di partenza ideale per scoprire Vignanello. Su questo spazio si affaccia il <strong>Castello Ruspoli,</strong> imponente costruzione quadrangolare con 4 bastioni angolari, merlature ghibelline e un fossato che ricorda la sua originaria funzione difensiva. Da rocca militare, nel corso del tempo si trasformò progressivamente in una raffinata dimora aristocratica, pur conservando il carattere austero delle sue strutture esterne.</p>
<p>Ancora oggi è <strong>residenza della famiglia Ruspoli</strong>, ma anche un pullulare di ambienti storici arredati, ritratti, mobili d&#8217;epoca, una cappella privata e testimonianze delle generazioni che lo hanno abitato. Ma non è di certo finita qui, perché sul lato orientale si apre uno <strong>straordinario giardino all&#8217;italiana</strong> del XVII secolo, voluto da Ottavia Orsini, moglie di Marc&#8217;Antonio Marescotti e figlia di Vicino Orsini, ideatore del celebre <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/parco-dei-mostri-bomarzo/" data-wpel-link="internal">Sacro Bosco di Bomarzo</a></strong>.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Castello-Ruspoli.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676876" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Castello-Ruspoli.jpg" alt="Castello Ruspoli, Vignanello" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Castello-Ruspoli.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Castello-Ruspoli-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Castello-Ruspoli-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Castello-Ruspoli-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p><em>Foto: By Daderot &#8211; Own work, CC0, via Wikimedia</em></p>
<p>Da queste parti le siepi formano<strong> 12 parterre rettangolari,</strong> separati da viali regolari e disposti attorno a una vasca centrale ornata da balaustre in peperino. Osservando attentamente la disposizione della vegetazione, emerge un particolare affascinante: le iniziali di Ottavia Orsini e dei figli Sforza e Galeazzo, una sorta di <strong>firma vegetale</strong> destinata a sopravvivere nei secoli.</p>
<h2>La Chiesa Collegiata e il curioso dettaglio nascosto tra le decorazioni</h2>
<p>Poco distante dalla fortezza, la <strong>Chiesa Collegiata di Santa Maria della Presentazione</strong> contribuisce a definire il profilo monumentale di Vignanello. La facciata presenta oggi ordini tuscanici e ionici sovrapposti, coronati da un timpano. All&#8217;interno, invece, possiede una navata unica che conduce verso un&#8217;abside semicircolare, a sua volta impreziosita da una scenografica <em>Gloria di angeli</em> in stucco dorato. Al centro si trova un dipinto raffigurante la <em>Madonna con Bambino</em>, tradizionalmente attribuito ad Annibale Carracci (la paternità, tuttavia, rimane ancora oggi incerta).</p>
<p>Merita attenzione anche l&#8217;organo ottocentesco realizzato da <strong>Angelo Morettini</strong>, racchiuso in una ricca cornice settecentesca. Fra le decorazioni della chiesa a far scattare un sorriso è il <strong>muso di un piccolo cane r</strong>iprodotto in diversi elementi lignei, dalle mensole ai portaceri. Rappresenterebbe il cagnolino bolognese del principe Francesco Maria Ruspoli, particolarmente affezionato all&#8217;animale.</p>
<p>Nella cappella dedicata a <strong>Santa Giacinta Marescotti</strong> si conserva invece il monumento funebre del cardinale Galeazzo Marescotti, al cui interno fu custodito, secondo le sue disposizioni testamentarie, il suo cuore.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Centro-storico-di-Vignanello.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676877" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Centro-storico-di-Vignanello.jpg" alt="Centro storico di Vignanello, Tuscia" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Centro-storico-di-Vignanello.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Centro-storico-di-Vignanello-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Centro-storico-di-Vignanello-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Centro-storico-di-Vignanello-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<h2>I Connutti, il sorprendente mondo sotterraneo di Vignanello</h2>
<p>Nelle viscere del centro abitato si nasconde un patrimonio altrettanto interessante, che gli abitanti chiamano &#8220;<strong>connutti</strong>&#8220;. Sono dei veri e propri cunicoli scavati nel sottosuolo, una rete di passaggi la cui origine precisa resta in parte da chiarire. Il <strong>percorso di visita</strong> comincia nei sotterranei della Collegiata, presso la Cappella della Madonna dei Sette Dolori, dove si trovano sepolture appartenenti alla famiglia Ruspoli, ossari e testimonianze raccolte dall&#8217;associazione locale I Connutti.</p>
<p>Attraverso una botola si raggiunge poi una galleria che attraversa il centro storico. Qui fra gli elementi più interessanti ci sono i <strong>resti di una conduttura in terracotta</strong> realizzata agli inizi del &#8216;600 allo scopo di portare acqua al giardino del castello.</p>
<h2>L&#8217;Arco del Molesino e l&#8217;equivoco sul celebre architetto Vignola</h2>
<p>Proseguendo verso il <strong>quartiere del Molesino</strong> si incontra una delle costruzioni più particolari del paese, la <strong>Porta del Molesino</strong>, conosciuta anche con il nome di Arco del Vignola. Presenta un grande arco a tutto sesto in peperino, stemmi nobiliari e iscrizioni che ricordano i protagonisti della storia locale.</p>
<p>Il soprannome legato a <strong>Jacopo Barozzi da Vignola</strong> nasconde però un curioso equivoco: l&#8217;architetto morì nel 1573, oltre 100 anni prima della costruzione della porta. Per lungo tempo si ipotizzò che il monumento fosse stato realizzato sulla base di un suo progetto, ma le ricerche storiche hanno individuato il vero autore in Mattia de&#8217; Rossi, allievo di Gian Lorenzo Bernini. Sopra l&#8217;arco si trova una <strong>loggia panoramica</strong>, accessibile in occasione di particolari eventi.</p>
<h3>Vino, nocciole e tradizioni che raccontano l&#8217;identità del borgo</h3>
<p>Il rapporto tra Vignanello e la sua campagna si riconosce anche nella (gustosa, tocca dirlo) gastronomia. Vigneti, oliveti e noccioleti caratterizzano il territorio circostante, alimentando una tradizione agricola che ha lasciato tracce profonde nelle abitudini locali. Tra i prodotti che vi consigliamo di provare assolutamente c&#8217;è il vino <strong>Vignanello DOC</strong>, protagonista insieme all&#8217;olio extravergine d&#8217;oliva delle ricette del posto.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Panorama-di-Vignanello.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676878" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Panorama-di-Vignanello.jpg" alt="Panorama di Vignanello, Tuscia" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Panorama-di-Vignanello.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Panorama-di-Vignanello-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Panorama-di-Vignanello-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Panorama-di-Vignanello-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Particolarmente caratteristico è il <strong>pamparito</strong>, un pane tradizionale che accompagna salumi, formaggi e altre preparazioni della cucina vignanellese. Fra i dolci meritano una menzione i <strong>crucchi</strong>, preparati con nocciole e cacao, e i <strong>tozzetti</strong>. Alla cultura vinicola è dedicato anche il <strong>Museo DiVino dei Colli Cimini,</strong> in piazza Don Elio da Gualdo, ricco di installazioni multimediali, fotografie storiche, oggetti e testimonianze.</p>
<p>L&#8217;autunno rappresenta un periodo particolarmente interessante per conoscere queste tradizioni: durante la <strong>Festa dell&#8217;Olio e del Vino Novello</strong>, il centro storico ospita degustazioni, taverne, rievocazioni rinascimentali e rappresentazioni degli antichi mestieri. L&#8217;edizione 2026 è prevista nei fine settimana del 6, 7 e 8 novembre e del 13, 14 e 15 novembre.</p>
<p>Un&#8217;altra ricorrenza caratteristica è la <strong>Tombola Vivente Vignanellese</strong> del 26 dicembre, durante la quale 90 figuranti interpretano altrettanti numeri su un grande cartellone allestito in piazza della Repubblica.</p>
<p>Foto Canva</p>
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<p>Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.</p>
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		<title>Novembre nei boschi italiani: quattro posti dove l’autunno dura ancora e si cammina quasi soli</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/passeggiate-boschi-novembre-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Viaggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Oct 2026 10:20:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[autunno]]></category>
		<category><![CDATA[foliage]]></category>
		<category><![CDATA[passeggiate]]></category>
		<category><![CDATA[weekend]]></category>
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					<description><![CDATA[C’è una regola non scritta nel turismo autunnale italiano: tutti si precipitano nei boschi tra[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="900" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/passeggiate-boschi-italia-nvembre.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/passeggiate-boschi-italia-nvembre.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/passeggiate-boschi-italia-nvembre-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/passeggiate-boschi-italia-nvembre-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/passeggiate-boschi-italia-nvembre-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p dir="ltr">C’è una regola non scritta nel turismo autunnale italiano: tutti si precipitano nei boschi tra la seconda metà di ottobre e il primo weekend di novembre, poi spariscono.<br />
Eppure<strong> a novembre inoltrato</strong>, soprattutto tra i <strong>900 e i 1.400 metri di quota</strong>, il foliage nelle faggete italiane non è finito. I colori cambiano, diventano più cupi e metallici, ma restano. E i parcheggi sono vuoti.<br />
Quattro posti specifici <strong>dove vale la pena andarci proprio adesso.</strong></p>
<h2 dir="ltr" aria-level="4">1. Bosco di Sant’Antonio, Abruzzo: i faggi a candelabro di</h2>
<p dir="ltr">Nel cuore del <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/bambini/majella-con-bambini-consigli-viaggio-natura/" data-wpel-link="internal"><strong>Parco Nazionale della Majella</strong>,</a> sopra <strong>Pescocostanzo</strong> in provincia dell’Aquila, esiste una faggeta di <strong>550 ettari</strong> che la maggior parte degli italiani non sa che esiste. Si chiama <strong>Bosco di Sant’Antonio</strong>, è a circa <strong>1.300 metri di quota</strong> e ha una caratteristica che la rende unica nel centro Italia: molti dei suoi faggi e aceri hanno la forma a candelabro, il risultato di una tecnica di potatura medievale chiamata capitozzatura che veniva praticata per secoli e ha dato alle piante una silhouette contorta e teatrale.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/bosco-s-antonio.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676683" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/bosco-s-antonio.jpg" alt="bosco-s-antonio" width="1000" height="750" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/bosco-s-antonio.jpg 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/bosco-s-antonio-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/bosco-s-antonio-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a><br />
Dentro il bosco c’è un <strong>Eremo medievale di Sant’Antonio</strong>, datato tra la fine del XIV e l’inizio del XV secolo, con una piccola chiesa e un campanile a vela. Il sito ha origini ancora più antiche: in epoca romana era un bosco sacro dedicato a Giove.<br />
Il sentiero più accessibile è il numero <strong>10</strong>, circa <strong>2,85 km</strong> con 70 metri di dislivello, un’ora di cammino tranquillo. Il fondo può essere scivoloso con le foglie bagnate: scarpe con suola robusta, non sneaker.<br />
<strong>Come arrivare:</strong> da Pescocostanzo seguire la SP55 verso la scuola di sci di fondo, dove c’è il parcheggio di partenza.<br />
Foto parcomajella.it</p>
<h2 dir="ltr" aria-level="4">2. Scalinata dei Larici Monumentali, Val di Rabbi (Trentino)</h2>
<p dir="ltr"><strong>Val di Rabbi</strong> è una valle laterale della <strong>Val di Sole</strong>, nel settore trentino del <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/in-val-zebru-nel-parco-dello-stelvio-ad-ascoltare-il-bramito-del-cervo/" data-wpel-link="internal"><strong>Parco Nazionale dello Stelvio</strong></a>. Poco sopra la <strong>Malga Prà di Saènt</strong>, a quota tra i <strong>1.781 e i 1.988 metri</strong>, esiste un percorso segnalato di <strong>1,8 km</strong> che porta a incontrare più di venti larici antichi cresciuti su terreno roccioso ed esposto. Hanno nomi propri, forme contorte, alcune sono strutture a doppio tronco o ad arco. Il più famoso si chiama <strong>Grande Arco</strong>.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/val-di-rabbi.png" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676684" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/val-di-rabbi.png" alt="val-di-rabbi" width="701" height="460" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/val-di-rabbi.png 701w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/val-di-rabbi-300x197.png 300w" sizes="(max-width: 701px) 100vw, 701px" /></a><br />
I larici in autunno diventano giallo oro, poi arancio: è uno dei pochi alberi delle conifere a perdere gli aghi in inverno, e il momento della transizione, tra fine ottobre e metà novembre, è visivamente preciso come pochi spettacoli naturali.<br />
Il giro è di circa <strong>un’ora</strong>, con 243 metri di dislivello, difficoltà media. In novembre il percorso può avere tratti con neve o ghiaccio nelle zone d’ombra: meglio verificare le condizioni meteo prima di partire e portare scarponi alti.<br />
<strong>Come arrivare:</strong> in auto da Malè lungo la strada della Val di Rabbi fino a Còler, dove c’è il parcheggio. A piedi dalla malga si raggiunge il sentiero 106. In treno: linea Trento-Malè, poi bus B640 fermata Somrabbi.<br />
Foto valdirabbi.com-Instagram</p>
<h2 dir="ltr" aria-level="4">3. Foresta Umbra, Gargano: i faggi che nessuno si aspetta in Puglia</h2>
<p dir="ltr">La <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/foresta-umbra-autunno-puglia/" data-wpel-link="internal"><strong>Foresta Umbra</strong> </a>è una delle cose più improbabili della Puglia: una faggeta di circa <strong>11.000 ettari</strong> a <strong>700-800 metri di quota</strong> nel cuore del <strong>Gargano</strong>, nel mezzo di una regione che nell’immaginario collettivo è fatta solo di mare, ulivi e calcare bianco. È uno dei boschi più antichi e intatti dell’Italia meridionale, tutelato all’interno del <strong>Parco Nazionale del Gargano</strong>.<br />
A novembre, quando il litorale garganico è già in ibernazione turistica, la faggeta è ancora percorribile e quasi deserta. I colori durano fino a metà mese alle quote più basse, dove crescono anche roverelle, cerri, aceri e tassi. La fauna include caprioli, cinghiali e rapaci, con avvistamenti più frequenti proprio in autunno.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Foliage-Foresta-Umbra.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676498" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Foliage-Foresta-Umbra.jpg" alt="Foliage e sentieri nella Foresta Umbra" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Foliage-Foresta-Umbra.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Foliage-Foresta-Umbra-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Foliage-Foresta-Umbra-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Foliage-Foresta-Umbra-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><br />
Il <strong>Centro Visitatori</strong> del Parco nella Foresta Umbra, sulla SP52 tra Vieste e Monte Sant’Angelo, è il punto di partenza per diversi sentieri segnalati di difficoltà variabile. Ci sono percorsi brevi da 45 minuti e itinerari più lunghi di 3-4 ore.<br />
<strong>Come arrivare:</strong> da Foggia o San Severo verso Monte Sant’Angelo, poi SP52 in direzione Vieste. In treno la stazione più vicina è Foggia; da lì autobus per il Gargano con cambio a Manfredonia.</p>
<h2 dir="ltr" aria-level="4">4. Bosco del Cansiglio, tra Veneto e Friuli: la faggeta dell’Altopiano</h2>
<p dir="ltr">L’<strong>Altopiano del Cansiglio</strong> si trova al confine tra <strong>Veneto</strong>, <strong>Friuli-Venezia Giulia</strong> e <strong>Trentino</strong>, a circa <strong>1.000-1.200 metri di quota</strong>, tra le province di Treviso, Pordenone e Belluno. La faggeta del Cansiglio è tra le più estese del nordest italiano: circa <strong>7.000 ettari</strong> di bosco che in autunno diventano una sequenza di giallo, rosso e arancio visibile anche dall’autostrada A27 nelle giornate limpide.<br />
A novembre le temperature scendono e le foglie rimangono sugli alberi ancora per qualche settimana alle quote più basse, mentre in quota il bosco è già spoglio ma la luce radente del mattino sui tronchi bianchi dei faggi crea un effetto visivo completamente diverso, meno pittoresco ma più austero.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/10/1024px-Bosco_del_Cansiglio_4.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-655234" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/10/1024px-Bosco_del_Cansiglio_4.jpg" alt="Ottobre in Veneto" width="1024" height="683" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/10/1024px-Bosco_del_Cansiglio_4.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/10/1024px-Bosco_del_Cansiglio_4-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/10/1024px-Bosco_del_Cansiglio_4-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><br />
Il <strong>Piano del Cansiglio</strong> è la parte più accessibile, con sentieri segnalati e percorsi per famiglie. Per chi vuole qualcosa di più impegnativo, il <strong>Sentiero delle Filandette</strong> porta verso i margini del bosco con affaccio sulle Prealpi trevigiane.<br />
<strong>Come arrivare:</strong> da Vittorio Veneto (Treviso) si sale verso Farra d’Alpago e poi verso il Piano del Cansiglio. Da Pordenone si sale da Budoia. L’accesso in auto è comodo; in pullman le corse sono limitate e stagionali.</p>
<h2 dir="ltr" aria-level="4">Cosa portare a novembre nei boschi</h2>
<p dir="ltr">Le condizioni cambiano velocemente in quota a novembre. Qualche indicazione pratica valida per tutti e quattro i posti: <strong>strati termici</strong> invece di un unico capo pesante, <strong>scarpe impermeabili</strong> con suola antiscivolo (le foglie bagnate sono insidiose quanto il ghiaccio), <strong>torcia frontale</strong> perché il buio arriva prima delle 18. Un bastoncino da trekking, anche uno solo, aiuta in discesa su terreno bagnato.<br />
Per i boschi del Sud (Abruzzo, Gargano) le temperature a novembre sono ancora miti di giorno ma scendono bruscamente dopo il tramonto: partire la mattina presto e prevedere il rientro nel primo pomeriggio.</p>
<p dir="ltr"><strong>Leggi anche</strong><br />
<strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/lo-spettacolo-del-foliage-alloasi-zegna-da-visitare-tra-ottobre-e-novembre/" data-wpel-link="internal">Lo spettacolo del foliage all’Oasi Zegna, da visitare tra ottobre e novembre</a></strong><br />
<strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/vidor-vigneti-autunnali-veneto/" data-wpel-link="internal">Vidor tra i vigneti autunnali: il Veneto che cambia colore e non lo dice a nessuno</a></strong><br />
<strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/vulci-cosa-vedere-lazio/" data-wpel-link="internal">Vulci: la città etrusca con 15.000 tombe e un castello sul canyon, da scoprire nei weekend d’autunno</a></strong></p>
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		<title>Il foliage in Toscana è al suo massimo splendore: 6 gite da fare prima dell&#8217;inverno</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/foliage-in-toscana-6-gite-da-fare-prima-dell-inverno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Viaggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Oct 2026 07:07:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[autunno]]></category>
		<category><![CDATA[foliage]]></category>
		<category><![CDATA[toscana]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="1920" height="1280" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/marco-timelli-pi8Bw9DayOs-unsplash.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="foliage in Toscana" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/marco-timelli-pi8Bw9DayOs-unsplash.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/marco-timelli-pi8Bw9DayOs-unsplash-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/marco-timelli-pi8Bw9DayOs-unsplash-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/marco-timelli-pi8Bw9DayOs-unsplash-768x512.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/marco-timelli-pi8Bw9DayOs-unsplash-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><br><br><p>La Toscana delle cartoline è fatta di cipressi, e i cipressi d&#8217;autunno restano verdi. Il foliage toscano bisogna andarlo a cercare altrove: nelle faggete dell&#8217;Appennino, nelle foreste di abeti dove i monaci tagliavano il legname per i palazzi di Firenze, nei vigneti che dopo la vendemmia diventano rossi e gialli, perfino sui bastioni di una città.</p>
<h2>Il foliage in Toscana è al suo massimo splendore: 6 gite da fare prima dell&#8217;inverno</h2>
<p>Il clima mite allunga la stagione, ma non va sopravvalutato: il momento migliore dura poco, e basta una mareggiata di libeccio per chiuderlo. Ecco dove andare adesso, e per chi è ogni gita.</p>
<h2 class="western">1. Le Mura di Lucca, il foliage in città</h2>
<p><span style="color: #b5562b;"><span style="font-size: small;"><b>PER CHI NON HA LA MACCHINA</b></span></span></p>
<p>Si scende dal treno, si attraversa la strada e si sale sulle mura. Lucca è circondata da un anello di bastioni cinquecenteschi e seicenteschi lungo circa 4,2 chilometri, che oggi è un parco sopraelevato: un viale piatto, largo, alberato con tigli, ippocastani, querce e faggi.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-676822" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/diletta-davolio-YRuTqRKz2gg-unsplash.jpg" alt="foliage in Toscana" width="1920" height="2560" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/diletta-davolio-YRuTqRKz2gg-unsplash.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/diletta-davolio-YRuTqRKz2gg-unsplash-225x300.jpg 225w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/diletta-davolio-YRuTqRKz2gg-unsplash-768x1024.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/diletta-davolio-YRuTqRKz2gg-unsplash-1152x1536.jpg 1152w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/diletta-davolio-YRuTqRKz2gg-unsplash-1536x2048.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In autunno le foglie cambiano colore e coprono il viale, e il giro diventa una delle passeggiate urbane più belle d&#8217;Italia. Si fa a piedi in un&#8217;ora abbondante o in bici in pochi minuti, con i tetti della città da una parte e le Apuane dall&#8217;altra. Vicino a Porta Elisa i bastioni confinano con l&#8217;Orto Botanico.</p>
<p><b>Da Firenze: </b>circa 1 ora e 20 in treno</p>
<p><b>Difficoltà: </b>facilissima, anche con il passeggino</p>
<p><b>Il consiglio: </b>noleggia una bici e fai due giri: uno al mattino, uno con la luce del tardo pomeriggio</p>
<h2 class="western">2. Orecchiella: lupi, cervi e faggete</h2>
<p><span style="color: #b5562b;"><span style="font-size: small;"><b>PER LE FAMIGLIE CON BAMBINI</b></span></span></p>
<p>Nell&#8217;alta Garfagnana, tra San Romano, Piazza al Serchio, Sillano e Villa Collemandina, l&#8217;Orecchiella è una riserva naturale di faggi, castagni e abeti dove vivono lupi, cervi, mufloni e aquile reali. In autunno le faggete si accendono di rame e oro.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-676821" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/juanita-de-paola-hLYwMBNXits-unsplash.jpg" alt="foliage in Toscana" width="1920" height="2560" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/juanita-de-paola-hLYwMBNXits-unsplash.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/juanita-de-paola-hLYwMBNXits-unsplash-225x300.jpg 225w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/juanita-de-paola-hLYwMBNXits-unsplash-768x1024.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/juanita-de-paola-hLYwMBNXits-unsplash-1152x1536.jpg 1152w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/juanita-de-paola-hLYwMBNXits-unsplash-1536x2048.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Per i bambini è un posto speciale. Il Centro visitatori di San Romano ospita il Museo Naturalistico e il Museo dei Rapaci, e ci sono percorsi facilitati anche per i più piccoli. C&#8217;è il Sentiero degli Orsi, dove gli orsi bruni si osservano in un&#8217;area recintata, separati dai visitatori da una barriera robusta. Per chi ha più gambe, la Pania di Corfino, massiccio calcareo con un orto botanico di specie di montagna.</p>
<p><b>Da Firenze: </b>circa 2 ore</p>
<p><b>Difficoltà: </b>facile sui percorsi attrezzati, media verso la Pania</p>
<p><b>Da sapere: </b>in autunno gli orari si riducono: verifica le aperture del Centro visitatori</p>
<h2 class="western">3. Vallombrosa, dove crescono gli alberi più alti d&#8217;Italia</h2>
<p><span style="color: #b5562b;"><span style="font-size: small;"><b>PER CHI VA A CACCIA DI RECORD</b></span></span></p>
<p>A un&#8217;ora da Firenze, sopra Reggello, la foresta di Vallombrosa si estende su quasi 1.300 ettari, tra i 450 e i 1.450 metri. I monaci vallombrosani arrivarono qui nell&#8217;XI secolo e per secoli governarono questi boschi: il legname degli abeti finiva a Firenze, nei cantieri dei palazzi.</p>
<p>Oggi la foresta è riserva naturale biogenetica e custodisce un record: i due alberi più alti d&#8217;Italia. Il primo è una douglasia di 62,45 metri, raggiungibile con un sentiero. In autunno il contrasto è spettacolare: i faggi diventano arancioni accanto al verde scuro degli abeti. Il celebre arboreto, con oltre 3.000 esemplari, è aperto ai visitatori solo d&#8217;estate, ma la foresta si cammina tutto l&#8217;anno.</p>
<p><b>Da Firenze: </b>circa 1 ora</p>
<p><b>Difficoltà: </b>facile</p>
<p><b>Il consiglio: </b>abbina la camminata a una visita all&#8217;abbazia di Vallombrosa</p>
<h2 class="western">4. Bagni San Filippo, le terme nel bosco</h2>
<p><span style="color: #b5562b;"><span style="font-size: small;"><b>PER LE COPPIE</b></span></span></p>
<p>Immagina un torrente di acqua calda che scorre in un bosco d&#8217;autunno. A Bagni San Filippo, frazione di Castiglione d&#8217;Orcia ai piedi dell&#8217;Amiata, il Fosso Bianco si raggiunge con un breve sentiero tra gli alberi. L&#8217;acqua sgorga a circa 52 gradi e si raffredda in una serie di vasche naturali, calde abbastanza per fare il bagno tutto l&#8217;anno.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-676823" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/roby-allario-t2-YuZlSIiA-unsplash.jpg" alt="Bagni San Filippo" width="1920" height="1080" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/roby-allario-t2-YuZlSIiA-unsplash.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/roby-allario-t2-YuZlSIiA-unsplash-300x169.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/roby-allario-t2-YuZlSIiA-unsplash-1024x576.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/roby-allario-t2-YuZlSIiA-unsplash-768x432.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/roby-allario-t2-YuZlSIiA-unsplash-1536x864.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il simbolo è la Balena Bianca, una grande cascata calcarea che deve il nome alla sua forma. In autunno il bianco delle concrezioni si mescola al giallo e al rosso del bosco: è uno degli scenari più romantici della Toscana. Niente spogliatoi, bar o bagni: si porta tutto da casa, rifiuti compresi.</p>
<p><b>Da Firenze: </b>circa 2 ore (a circa 2 km dalla Cassia)</p>
<p><b>Difficoltà: </b>facile, breve sentiero nel bosco</p>
<p><b>Da sapere: </b>l&#8217;accesso prevede un piccolo contributo con braccialetto: controlla le regole prima di partire</p>
<h2 class="western">5. San Galgano: l&#8217;abbazia senza tetto e la spada nella roccia</h2>
<p><span style="color: #b5562b;"><span style="font-size: small;"><b>PER CHI AMA L&#8217;ARTE E LE LEGGENDE</b></span></span></p>
<p>Nelle colline senesi, vicino a Chiusdino, c&#8217;è un&#8217;abbazia gotico-cistercense che nel Settecento ha perso il tetto: oggi la volta è il cielo. D&#8217;autunno, con i boschi intorno che cambiano colore e il cielo basso, la navata vuota ha qualcosa di irreale.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-676825" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/angelo-casto-p9hG4wAVTx0-unsplash.jpg" alt="foliage in Toscana" width="1920" height="1236" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/angelo-casto-p9hG4wAVTx0-unsplash.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/angelo-casto-p9hG4wAVTx0-unsplash-300x193.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/angelo-casto-p9hG4wAVTx0-unsplash-1024x659.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/angelo-casto-p9hG4wAVTx0-unsplash-768x494.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/angelo-casto-p9hG4wAVTx0-unsplash-1536x989.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Sulla collina sopra l&#8217;abbazia si sale all&#8217;Eremo di Montesiepi, una cappella circolare con la cupola a cerchi concentrici in cotto e travertino. Al centro, conficcata in una roccia, c&#8217;è una spada datata intorno al 1170. La leggenda dice che fu Galgano Guidotti, nobile di Chiusdino, a piantarla dopo una visione dell&#8217;arcangelo Michele, rinunciando alle armi. Altro che re Artù.</p>
<p><b>Da Firenze: </b>circa 1 ora e 30</p>
<p><b>Difficoltà: </b>facile</p>
<p><b>Il consiglio: </b>vai nel tardo pomeriggio, quando la luce entra dalle finestre senza vetri dell&#8217;abbazia</p>
<h2 class="western">6. Bolgheri e il viale dei cipressi</h2>
<p><span style="color: #b5562b;"><span style="font-size: small;"><b>PER CHI AMA LA POESIA (E IL VINO)</b></span></span></p>
<p>&#8220;I cipressi che a Bólgheri alti e schietti…&#8221;: in Italia l&#8217;abbiamo imparata tutti a scuola. Il viale reso celebre da Carducci con &#8220;Davanti San Guido&#8221; esiste davvero: circa 5 chilometri e 2.540 cipressi in doppia fila, dall&#8217;Oratorio di San Guido fino al borgo di Bolgheri, nel comune di Castagneto Carducci.</p>
<p>Ecco il paradosso: i cipressi restano verdi. A cambiare colore, qui, sono i vigneti che circondano il viale, che dopo la vendemmia diventano gialli e rossi. Il risultato è un quadro che in estate non esiste: due file verde scuro dentro un mare di colori caldi. In fondo, il borgo, le enoteche e il mare a pochi chilometri.</p>
<p><b>Da Firenze: </b>circa 1 ora e 45</p>
<p><b>Difficoltà: </b>facilissima: il viale si percorre a piedi o in bici</p>
<p><b>Il consiglio: </b>cerca il piccolo obelisco dedicato a Carducci, voluto nel 1908</p>
<h2 class="western">Quando andare: la finestra del foliage toscano</h2>
<ul>
<li value="1"><b>Faggete e foreste appenniniche (Orecchiella, Vallombrosa): </b>il picco cade di solito tra la fine di ottobre e i primi di novembre.</li>
<li><b>Colline, vigneti e città: </b>grazie al clima mite i colori possono durare fino a metà novembre.</li>
<li><b>Il nemico è il libeccio: </b>un paio di giornate di vento e pioggia bastano a spogliare i rami. Alla prima finestra di sole, parti.</li>
</ul>
<p>Cerchi altre idee? Ecco le <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/le-castagne-piu-buone-in-toscana-le-gite-nei-boschi-dove-raccoglierle-questo-autunno/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">gite d&#8217;ottobre in Toscana tra castagne e foliage</a></strong> e <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/castagne-in-toscana-dove-trovarle-e-raccoglierle/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">le gite per le castagne più buone della regione</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>In Piemonte c&#8217;è un laghetto segreto che nasconde i resti di un albergo che portava i villeggianti in alta quota</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/lago-visaisa-autunno-piemonte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Serena Proietti Colonna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Oct 2026 16:51:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[autunno]]></category>
		<category><![CDATA[lago]]></category>
		<category><![CDATA[piemonte]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.sportoutdoor24.it/?p=676800</guid>

					<description><![CDATA[Non è di certo uno dei più famosi, ma il Lago Visaisa è una piccola[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="900" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Lago-Visaisa.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Lago Visaisa, Piemonte" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Lago-Visaisa.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Lago-Visaisa-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Lago-Visaisa-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Lago-Visaisa-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p>Non è di certo uno dei più famosi, ma il <strong>Lago Visaisa</strong> è una piccola perla che nasconde pure un segreto che ci racconta le <strong>villeggiature d&#8217;altri tempi</strong>. Per raggiungerlo bisogna risalire la <strong>Valle Maira,</strong> in provincia di Cuneo, fino alle montagne che precedono il confine con la Francia. Siamo del territorio di Acceglio sopra la borgata di Saretto, dunque, proprio lì dove nasce un sentiero che conduce a un bacino naturale <strong>situato a circa 1.900 metri di altitudine</strong>, nelle Alpi Cozie.</p>
<p>La zona riserva anche altre sorprese, come le tracce delle vecchie mulattiere, dei pascoli e delle fortificazioni di frontiera, ma in <strong>autunno</strong> è soprattutto il bosco a cambiare l’aspetto del paesaggio: i larici passano dal verde al giallo, poi assumono tonalità ramate prima di perdere gli aghi</p>
<h2>Quando sul Visaisa navigava la barchetta Jolanda</h2>
<p>Poco sopra le rive affiorano i r<strong>uderi di un albergo-rifugio</strong> che sono la testimonianza di un capitolo inatteso del turismo alpino. Fu la guida <strong>Silvio Turra</strong>, originario di Acceglio, a volere la struttura intitolata a <strong>Umberto Principe di Piemont</strong>e. L’inaugurazione si tenne il 25 giugno 1911, alla presenza di <strong>Giovanni Giolitti</strong> e per alcuni anni accolse famiglie in villeggiatura, escursionisti e persone legate ai reparti militari presenti nell’alta valle.</p>
<p>Le immagini d’epoca conservate dal <strong>Comune di Acceglio</strong> restituiscono dettagli difficili da associare alla montagna di oggi: in uno scatto una signora indossa scarpe eleganti con i tacchi, decisamente insolite su quei pendii: in un altro compare la piccola imbarcazione chiamata “<strong>Jolanda</strong>”, utilizzata per accompagnare gli ospiti in gita sul bacino.</p>
<p>Poi arrivò la Prima Guerra Mondiale, che rallentò presto le presenze, poi ancor un incendio negli anni &#8217;20 che distrusse l’edificio. Attualmente rimangono i <strong>muri diroccati e un pannello che ne ricostruisce la vicenda</strong>, proprio vicino al punto panoramico. La posizione scelta da Turra conserva ancora il suo pregio principale, con la vista che spazia sulla superficie sottostante e sulle montagne dell’alta valle.</p>
<h2>Il sentiero da Saretto e le attenzioni per l&#8217;autunno</h2>
<p>Il percorso più diretto per raggiungere questo laghetto segreto in autunno parte dalle<strong> Sorgenti del Maira</strong>, a 1.623 metri, raggiungibili dalla strada che sale oltre Saretto (chiaramente solo quando l’accesso è consentito). Il segnavia S13 segue un tratto del <strong>Sentiero Pier Giorgio Frassati</strong>, dedicato al giovane torinese appassionato di montagna.</p>
<p>Dopo una prima rampa, la traccia incrocia una vecchia rotabile militare e prende quota nel<strong> lariceto</strong> attraverso numerosi tornanti. La salita è decisa, con fondo a tratti irregolare, fino alla sella intorno ai 2.000 metri. Da questo affaccio una deviazione scende verso la sponda, imponendo poi di recuperare quota al ritorno.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Valle-Maria.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676807" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Valle-Maria.jpg" alt="Valle Maria, Piemonte" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Valle-Maria.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Valle-Maria-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Valle-Maria-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Valle-Maria-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p><em>Foto: Di Luca Casale &#8211; Opera propria, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia</em></p>
<p>Per l’itinerario completo fino alla riva si calcolano <strong>circa 4,4 km tra andata e ritorno</strong>, con un dislivello positivo complessivo vicino ai 460 metri e tempi indicativi di poco più di 2 ore, soste escluse. La classificazione è <strong>E, escursionistica,</strong> e richiede scarpe adatte a terra e pietre instabili.</p>
<p>In <strong>ottobre e novembre</strong> giornate più corte, foglie sul terreno e possibili gelate possono rendere la salita impegnativa. Occorre inoltre verificare le <strong>condizioni meteo e l’apertura della strada per le sorgenti</strong>, perché un eventuale accesso a piedi da Saretto allunga la gita. L’acqua da bere va portata nello zaino.</p>
<p>Foto di copertina: Canva</p>
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<div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/serena-proietti-colonna/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Serena Proietti Colonna</span></a></div>
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<p>Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.</p>
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		<title>Il borgo in Veneto tra abbazia, vigneti UNESCO e sentieri sul Piave: Vidor dà il meglio in autunno</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/vidor-vigneti-autunno-treviso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Viaggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Oct 2026 19:00:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[autunno]]></category>
		<category><![CDATA[borghi]]></category>
		<category><![CDATA[strada del vino]]></category>
		<category><![CDATA[veneto]]></category>
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					<description><![CDATA[A pochi chilometri da Valdobbiadene, nella zona in cui il fiume Piave piega verso sud[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="682" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/castello-vidor-valdobbiadene.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="castello-vidor-valdobbiadene" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/castello-vidor-valdobbiadene.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/castello-vidor-valdobbiadene-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/castello-vidor-valdobbiadene-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><br><br><p dir="ltr">A pochi chilometri da <strong>Valdobbiadene</strong>, nella zona in cui il <strong>fiume Piave</strong> piega verso sud e le colline del <strong>Prosecco Superiore DOCG</strong> iniziano a scendere verso la pianura, c’è un borgo che la maggior parte dei turisti attraversa senza fermarsi.<br />
<strong>Vidor</strong> è in provincia di <strong>Treviso</strong>, si trova all’ingresso del <strong>Quartier del Piave</strong>, e in autunno diventa uno dei posti più fotogenici e meno affollati del Veneto.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/castello-vidor.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676578" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/castello-vidor.jpg" alt="castello-vidor" width="1200" height="802" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/castello-vidor.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/castello-vidor-300x201.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/castello-vidor-1024x684.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/castello-vidor-768x513.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p dir="ltr">Il motivo è semplice: i filari di <strong>Glera</strong>, il vitigno base del Prosecco, in ottobre e novembre si tingono di giallo caldo, ocra, arancio bruciato. Le colline che lo circondano, inserite dal <strong>2019</strong> nel Patrimonio Mondiale <strong>UNESCO</strong> come parte del sito “Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene”, assumono una luce diversa da quella estiva. Più bassa, più radente, più favorevole a chi fotografa e a chi cammina.</p>
<h2 dir="ltr" aria-level="4">L’abbazia che sopravvisse alla Grande Guerra</h2>
<p dir="ltr">Il primo punto fermo di una visita a Vidor è l’<strong>Abbazia di Santa Bona</strong>, che sorge esattamente dove ci si aspetterebbe di trovarla: tra il fiume e le colline, in una posizione che nel Medioevo era strategica quanto oggi è silenziosa.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Chiostro_dellAbbazia_di_Santa_Bona_a_Vidor.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676580" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Chiostro_dellAbbazia_di_Santa_Bona_a_Vidor.jpg" alt="Chiostro_dell'Abbazia_di_Santa_Bona_a_Vidor" width="1200" height="676" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Chiostro_dellAbbazia_di_Santa_Bona_a_Vidor.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Chiostro_dellAbbazia_di_Santa_Bona_a_Vidor-300x169.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Chiostro_dellAbbazia_di_Santa_Bona_a_Vidor-1024x577.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Chiostro_dellAbbazia_di_Santa_Bona_a_Vidor-768x433.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><br />
Fondata tra il <strong>XII e il XIII secolo</strong>, era la prima abbazia benedettina dipendente da Pomposa nella diocesi di Ceneda e la più settentrionale del territorio. Divenne monastero nel <strong>1175</strong>. I monaci che la abitarono si dedicarono a lungo alla bonifica delle terre intorno, creando il sistema agronomico della <em>Valbone</em>, ancora oggi considerato tra i migliori esempi di gestione agricola storica nel nord Italia. Le aree <strong>Palù</strong> circostanti fanno parte della rete <strong>Natura 2000</strong>.</p>
<p dir="ltr">La chiesa romanica conserva un affresco di <strong>San Cristoforo</strong>, patrono dei traghettatori, e il chiostro gotico ha colonne annodate dal profilo insolito, che la tradizione lega al simbolismo della doppia natura di Cristo. Sopra i capitelli dell’ingresso si trovano due croci che alcune fonti collegano ai Templari, senza prove documentate ma con una certa insistenza narrativa locale.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Abbazia_di_Vidor.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676581" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Abbazia_di_Vidor.jpg" alt="Abbazia_di_Vidor" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Abbazia_di_Vidor.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Abbazia_di_Vidor-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Abbazia_di_Vidor-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Abbazia_di_Vidor-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><br />
Nel 1917, durante la <strong>Prima Guerra Mondiale</strong>, l’abbazia fu quasi completamente distrutta: servì come ospedale da campo con un centinaio di posti letto prima di Caporetto, poi finì travolta dagli eventi. I proprietari privati che la acquistarono in seguito la ricostruirono quanto più fedele possibile all’originale.</p>
<h2 dir="ltr" aria-level="4">I vigneti, la camminata e il Col Carpenon</h2>
<p dir="ltr">L’escursione più accessibile dal borgo è un <strong>anello di circa 6 km</strong> che parte dalla chiesa di Vidor, a circa 150 metri di quota, sale fino al <strong>Col Carpenon</strong> a 235 metri e ridiscende attraverso i vigneti.<br />
Il dislivello è minimo, la difficoltà è bassa, il tempo di percorrenza è circa <strong>due ore</strong> senza soste. La prima metà è quasi pianeggiante e attraversa boschi e canali tra i filari; la seconda sale dolcemente verso il punto panoramico da cui si vedono il <strong>Cesen</strong>, il <strong>Monte Grappa</strong> e il greto del Piave. La segnaletica è discreta ma non sempre continua: un GPX scaricato in anticipo è utile.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Santuario__Madonna_delle_Grazie__a_Colbertaldo.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676579" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Santuario__Madonna_delle_Grazie__a_Colbertaldo.jpg" alt="Santuario__Madonna_delle_Grazie__a_Colbertaldo" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Santuario__Madonna_delle_Grazie__a_Colbertaldo.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Santuario__Madonna_delle_Grazie__a_Colbertaldo-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Santuario__Madonna_delle_Grazie__a_Colbertaldo-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Santuario__Madonna_delle_Grazie__a_Colbertaldo-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p dir="ltr">A metà percorso c’è una piccola <strong>cappella della Madonna delle Grazie</strong>. Verso la fine, una cappella votiva ricorda i caduti della Prima Guerra Mondiale: in questa zona del Veneto la Grande Guerra non è archeologia ma strato sottile, quasi a fior di terra.<br />
Non ci sono punti di ristoro lungo il percorso. Meglio uscire con acqua e qualcosa da mangiare, possibilmente acquistato nelle cantine della zona.</p>
<h2 dir="ltr" aria-level="4">Cosa c’è intorno: Valdobbiadene e il Quartier del Piave</h2>
<p dir="ltr"><strong>Valdobbiadene</strong> è a meno di dieci chilometri, ed è il punto di riferimento per chi vuole approfondire la zona del Prosecco Superiore DOCG. Qui si trovano alcune delle cantine più strutturate del territorio, aperte per degustazione in autunno, dopo la vendemmia.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/20220619_1142063.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-669255" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/20220619_1142063.jpg" alt="cammino-prosecco-valdobbiadene" width="1200" height="857" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/20220619_1142063.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/20220619_1142063-300x214.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/20220619_1142063-1024x731.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/20220619_1142063-768x548.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><br />
La <a href="https://www.sportoutdoor24.it/cammini-en/cammino-prosecco-colline-conegliano-valdobbiadene/" data-wpel-link="internal"><strong>Strada del Prosecco</strong>,</a> che collega Conegliano a Valdobbiadene attraverso le colline UNESCO, passa a pochi chilometri da Vidor e può essere percorsa in auto, in bici o a piedi a tappe. Non è un’attrazione singola ma un corridoio di paesaggio che in ottobre e novembre è al suo meglio. Arrivate a <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/farra-di-soligo-unesco-colline-prosecco-dove-andare/" data-wpel-link="internal"><strong>Farra di Soligo</strong></a>, ne vale la pena.<br />
<strong>Asolo</strong>, a circa 15 chilometri verso sud, aggiunge un livello diverso alla giornata: borgo medievale, Rocca, il centro storico che ha ispirato Robert Browning e Eleonora Duse. Insieme a Vidor e Valdobbiadene compone facilmente un weekend lungo senza dover allontanarsi dal triangolo.</p>
<h2 dir="ltr" aria-level="4">Info pratiche e come arrivare</h2>
<p dir="ltr"><strong>Vidor</strong> si trova in provincia di <strong>Treviso</strong>, nel Veneto. Per l’<strong>Abbazia di Santa Bona</strong>: per informazioni sul comune chiamare <strong>0423 986450</strong>. Il borgo non ha un vero e proprio centro visitatori, e parte del suo fascino è proprio quello.<br />
<strong>In auto</strong> da Treviso: circa 35 minuti sulla SR348. Da Venezia: circa un’ora. Da Trento: circa un’ora e mezza passando per Bassano del Grappa. Parcheggio disponibile nei pressi della chiesa, punto di partenza dell’escursione sui colli.<br />
<strong>In treno</strong> la stazione più vicina è <strong>Montebelluna</strong>, collegata da Treviso in circa 20 minuti: da lì si raggiunge Vidor in auto o in taxi per altri 15 minuti circa.<br />
Il <strong>periodo migliore</strong> per visitare è da metà ottobre a metà novembre, quando i colori dei vigneti sono al picco e le cantine propongono degustazioni post-vendemmia. Le giornate si accorciano ma il paesaggio guadagna quella luce bassa che d’estate non c’è mai.</p>
<p dir="ltr">Foto <a href="https://www.valdobbiadene.com/," target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">https://www.valdobbiadene.com/,</a> Di Colbertaldo &#8211; Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=97239140, Colbertaldo &#8211; Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=130759269, Colbertaldo &#8211; Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=130969407</p>
<p dir="ltr"><strong>Leggi anche</strong></p>
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</ul>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Tramonti da sogno e architetture misteriose: questo castello della Toscana è il guardiano di silenzio</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/castello-del-boccale-toscana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Serena Proietti Colonna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Oct 2026 15:11:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
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		<category><![CDATA[mare]]></category>
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					<description><![CDATA[A vederlo da lontano sembra appartenere a un&#8217;altra epoca per via delle sue torri affacciate[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="900" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Castello-del-Boccale.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Castello del Boccale, Toscana" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Castello-del-Boccale.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Castello-del-Boccale-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Castello-del-Boccale-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Castello-del-Boccale-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p>A vederlo da lontano sembra appartenere a un&#8217;altra epoca per via delle sue torri affacciate sul <strong>Tirreno</strong>, i tetti color terracotta e le pareti chiare che risaltano contro le rocce scure della costa. La verità, però, è che il <strong>Castello del Boccale</strong> è uno degli edifici più fotografati del litorale livornese e la casa di una storia decisamente più articolata di quella suggerita dal suo aspetto medievale.</p>
<p>Si trova a <strong>sud di Livorno</strong>, poco oltre il quartiere di Antignano, lungo la spettacolare strada del Romito che conduce verso Quercianella. In questo tratto della regione le spiagge lasciano spazio a promontori rocciosi, piccole insenature e scogliere battute dal libeccio. Ed è proprio sopra una di queste cale che sorge il maniero, il quale si specchia su un tratto di costa conosciuto anche con il nome di Cala dei Pirati.</p>
<h2>L&#8217;architettura del castello e le sue torri affacciate sul Tirreno</h2>
<p>Osservato dalla scogliera, il Castello del Boccale presenta una <strong>composizione piuttosto insolita</strong>: il corpo principale ha una pianta rettangolare ed è affiancato da 3 torri circolari, alle quali si aggiunge l&#8217;antica<strong> torre medicea a base quadrata</strong>. Quest&#8217;ultima costituisce la parte storicamente più importante del complesso.</p>
<p>Rivolta verso il mare, aveva in origine un lato di poco inferiore a 6 metri e un&#8217;altezza di circa 13 metri rispetto al piano delle fondazioni. La sua struttura massiccia ricorda la funzione difensiva originaria, ben diversa dalle esigenze di rappresentanza delle successive residenze nobiliari. Le torrette rotonde e le coperture a falde inclinate appartengono invece alla trasformazione neomedievale.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Paesaggio-Castello-del-Boccale.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676756" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Paesaggio-Castello-del-Boccale.jpg" alt="Paesaggio Castello del Boccale in Toscana" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Paesaggio-Castello-del-Boccale.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Paesaggio-Castello-del-Boccale-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Paesaggio-Castello-del-Boccale-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Paesaggio-Castello-del-Boccale-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Particolarmente interessante è il rapporto tra l&#8217;edificio e il paesaggio circostante: il maniero sembra <strong>nascere direttamente dalla scogliera</strong>, con le fondamenta adagiate sulle rocce e le facciate esposte al vento e alla salsedine. Intorno alla costruzione si sviluppa un&#8217;area verde privata, all&#8217;interno della quale si trova anche una piccola torre ricostruita durante gli interventi di recupero.</p>
<p>Dopo un lungo periodo di abbandono, all&#8217;inizio degli anni 2000 il complesso è stato <strong>restaurato</strong> su progetto dell&#8217;architetto livornese <strong>Ivano Falchini</strong> e suddiviso in unità abitative private.</p>
<h2>La Cala dei Pirati e il panorama intorno al Castello del Boccale</h2>
<p>Il fascino del Castello del Boccale dipende anche dalla natura della costa che lo circonda. Ai piedi dell&#8217;edificio si apre un&#8217;insenatura rocciosa, tradizionalmente conosciuta con il nome di <strong>Cala dei Pirati</strong>, un riferimento alle incursioni che per secoli interessarono il litorale tirrenico. Qui della sabbia non c&#8217;è praticamente traccia, ma al suo posto si incontrano grandi superfici di roccia, anfratti modellati dall&#8217;erosione marina e piccole pozze che si formano tra gli scogli.</p>
<p>L&#8217;acqua assume tonalità differenti secondo la profondità, passando dal verde trasparente vicino alla riva al blu intenso dei tratti più profondi. Nelle giornate di mare calmo (e quando la stagione lo permette) la zona è frequentata da chi ama <strong>prendere il sole sugli scogl</strong>i, nuotare e osservare i fondali con maschera e boccaglio. I percorsi di accesso richiedono comunque attenzione, soprattutto in presenza di onde, superfici bagnate o vento sostenuto.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Castello-del-Boccale-Calafuria.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676758" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Castello-del-Boccale-Calafuria.jpg" alt="Castello del Boccale e Cala dei Pirati" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Castello-del-Boccale-Calafuria.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Castello-del-Boccale-Calafuria-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Castello-del-Boccale-Calafuria-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Castello-del-Boccale-Calafuria-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Il momento più suggestivo per ammirare il maniero è <strong>spesso il tardo pomeriggi</strong>o. La luce calda mette in risalto le facciate, mentre il profilo delle torri acquista maggiore contrasto rispetto al mare. Dal Boccale, proseguendo verso sud, il paesaggio introduce alla celebre scogliera di <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/livorno-estate-2026-effetto-venezia-cacciucco-pride/" data-wpel-link="internal">Calafuria</a></strong>, uno dei tratti costieri più caratteristici della provincia di Livorno. Poco distante sorge la <strong>Torre di Calafuria</strong>, alta circa 20 metri e appartenente allo stesso sistema di avvistamento mediceo.</p>
<p>Più avanti si incontrano il Sassoscritto, l&#8217;insenatura di Calignaia e la Cala del Leone, dominata dal vicino <strong>Castello di Sonnino</strong>, trasformato in residenza dal celebre uomo politico <strong>Sidney Sonnino</strong> che scelse il promontorio anche per la propria sepoltura.</p>
<h2>Visitare il Castello del Boccale e raggiungere la scogliera</h2>
<p>Il Castello del Boccale si trova nel territorio comunale di <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/livorno-gare-remiere-cosa-vedere-weekend/" data-wpel-link="internal">Livorno,</a></strong> lungo la via del Litorale, nel tratto della strada costiera del Romito compreso tra Antignano e Calafuria. Dal centro cittadino si raggiunge seguendo il lungomare in direzione sud e proseguendo oltre Antignano verso Quercianella. Dopo le ultime abitazioni, il paesaggio urbano lascia gradualmente spazio alla <strong>costa rocciosa e alla vegetazione mediterranea</strong>.</p>
<p>L&#8217;edificio è oggi una proprietà privata suddivisa in appartamenti residenziali. Gli ambienti interni e gli spazi privati del castello sono quindi <strong>esclusi dalle normali visite turistiche</strong>, mentre la sua sagoma può essere ammirata dai punti panoramici pubblici del litorale e dalle aree rocciose accessibili.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Castello-del-Boccale-sul-Tirreno.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676760" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Castello-del-Boccale-sul-Tirreno.jpg" alt="Castello del Boccale sul Mar Tirreno" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Castello-del-Boccale-sul-Tirreno.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Castello-del-Boccale-sul-Tirreno-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Castello-del-Boccale-sul-Tirreno-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Castello-del-Boccale-sul-Tirreno-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Per raggiungere la scogliera è opportuno utilizzare esclusivamente gli <strong>accessi consentiti</strong> e prestare attenzione alla segnaletica. La zona merita una visita anche durante la <strong>primavera e l&#8217;autunno</strong>, quando le temperature più miti rendono piacevole una passeggiata lungo i tratti accessibili del litorale.</p>
<p>Foto Canva</p>
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<ul>
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</ul>
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<div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/serena-proietti-colonna/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Serena Proietti Colonna</span></a></div>
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<p>Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.</p>
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		<title>5 gite in Lombardia a vivere la magia del foliage prima che arrivi l’inverno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Viaggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Oct 2026 13:02:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[foliage]]></category>
		<category><![CDATA[lombardia]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="1920" height="1280" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/sentidos-humanos-oN5XZT4HHqI-unsplash.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="5 gite in Lombardia a vivere la magia del foliage prima che arrivi l’inverno" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/sentidos-humanos-oN5XZT4HHqI-unsplash.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/sentidos-humanos-oN5XZT4HHqI-unsplash-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/sentidos-humanos-oN5XZT4HHqI-unsplash-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/sentidos-humanos-oN5XZT4HHqI-unsplash-768x512.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/sentidos-humanos-oN5XZT4HHqI-unsplash-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><br><br><p>Ogni anno succede la stessa cosa. Si vedono le prime foto dei boschi rossi, si pensa &#8220;lo facciamo il prossimo weekend&#8221;, e il weekend dopo piove. Quello dopo ancora c&#8217;è la nebbia. E quando finalmente esce il sole, gli alberi sono già spogli.</p>
<h2>5 gite in Lombardia a vivere la magia del foliage prima che arrivi l’inverno</h2>
<p>Il foliage lombardo è più veloce di quanto si creda. In montagna i larici hanno già dato il meglio, e anche in pianura e sui laghi il picco dei colori dura poco. Per questo serve un piano: sapere già dove andare e con chi, e partire alla prima giornata buona.</p>
<h2 class="western">1. Brunate, il balcone sul Lago di Como</h2>
<p><span style="color: #b5562b;"><span style="font-size: small;"><b>PER CHI NON HA LA MACCHINA</b></span></span></p>
<p>Treno fino a Como, una passeggiata sul lungolago e poi la funicolare: in circa sette minuti si sale a Brunate, il paese che i comaschi chiamano &#8220;balcone delle Alpi&#8221;. Da lassù, nelle giornate limpide, lo sguardo arriva al Monte Rosa, agli Appennini e perfino allo skyline di Milano. Sotto, il primo bacino del lago e i boschi che in autunno virano al giallo e al ruggine.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-676757" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/guillermo-bresciano-5QJpGEf1f2Q-unsplash.jpg" alt="5 gite in Lombardia a vivere la magia del foliage prima che arrivi l’inverno" width="1920" height="1440" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/guillermo-bresciano-5QJpGEf1f2Q-unsplash.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/guillermo-bresciano-5QJpGEf1f2Q-unsplash-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/guillermo-bresciano-5QJpGEf1f2Q-unsplash-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/guillermo-bresciano-5QJpGEf1f2Q-unsplash-768x576.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/guillermo-bresciano-5QJpGEf1f2Q-unsplash-1536x1152.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Da Brunate si cammina in meno di mezz&#8217;ora fino al Faro Voltiano, eretto nel 1927 per il centenario della morte di Alessandro Volta: 143 gradini e si arriva alle balconate in cima. Prima di scendere, cerca la Fontana Campari, una delle dodici commissionate dal marchio negli anni Trenta.</p>
<p><b>Da Milano: </b>circa 1 ora in treno fino a Como, più la funicolare</p>
<p><b>Difficoltà: </b>facile</p>
<p><b>Il consiglio: </b>sali nel primo pomeriggio e resta fino al tramonto sul lago</p>
<h2 class="western">2. Il Parco di Monza, più grande di quanto pensi</h2>
<p><span style="color: #b5562b;"><span style="font-size: small;"><b>PER LE FAMIGLIE CON BAMBINI</b></span></span></p>
<p>Settecento ettari di prati, boschi e viali alberati a un quarto d&#8217;ora di treno da Milano. Il Parco di Monza nasce nel 1805 da un&#8217;idea di Napoleone, accanto alla Villa Reale voluta da Maria Teresa d&#8217;Austria, ed è uno dei parchi recintati più grandi d&#8217;Europa. In autunno i lunghi viali diventano gallerie di giallo e arancione.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-676759" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/sentidos-humanos-WG60D1nobIo-unsplash.jpg" alt="5 gite in Lombardia a vivere la magia del foliage prima che arrivi l’inverno" width="1920" height="2557" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/sentidos-humanos-WG60D1nobIo-unsplash.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/sentidos-humanos-WG60D1nobIo-unsplash-225x300.jpg 225w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/sentidos-humanos-WG60D1nobIo-unsplash-769x1024.jpg 769w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/sentidos-humanos-WG60D1nobIo-unsplash-768x1023.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/sentidos-humanos-WG60D1nobIo-unsplash-1153x1536.jpg 1153w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/sentidos-humanos-WG60D1nobIo-unsplash-1538x2048.jpg 1538w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Per i bambini c&#8217;è tutto: aree gioco e picnic, una cascina con mucche e cavalli, percorsi a tema con gnomi e streghe nei giardini della Villa Reale, scoiattoli, anatre e aironi. C&#8217;è anche un itinerario, i &#8220;Giganti Verdi&#8221;, che passa tra alberi monumentali arrivati da tutto il mondo. Il parco è grande: le bici sono il modo migliore per girarlo.</p>
<p><b>Da Milano: </b>circa 15-20 minuti in treno fino a Monza</p>
<p><b>Difficoltà: </b>facilissima, anche con il passeggino</p>
<p><b>Il consiglio: </b>scegli un viale e seguilo fino in fondo: il colpo d&#8217;occhio dei filari è lo spettacolo migliore</p>
<h2 class="western">3. Monte Isola, l&#8217;isola dove non passano le auto</h2>
<p><span style="color: #b5562b;"><span style="font-size: small;"><b>PER LE COPPIE</b></span></span></p>
<p>Dieci minuti di traghetto da Sulzano e sei su un&#8217;altra Lombardia. Monte Isola, nel Lago d&#8217;Iseo, è considerata l&#8217;isola lacustre abitata più grande d&#8217;Europa, e qui le auto non circolano: si cammina, si pedala, si ascolta il lago.</p>
<p>Il giro costiero è di circa 9 chilometri, quasi tutto in piano, tra Peschiera Maraglio con i suoi vicoli e Siviano, il capoluogo. Per il panorama più bello si sale alla Madonna della Ceriola, a circa 600 metri, su sentieri tra i boschi che a fine ottobre si accendono di colori: da lassù il Lago d&#8217;Iseo si vede a 360 gradi. Poi un tavolo sul lago, e il traghetto del tramonto.</p>
<p><b>Da Milano: </b>circa 1 ora e 30 fino a Sulzano (anche in treno sulla linea Brescia-Iseo-Edolo)</p>
<p><b>Difficoltà: </b>facile il giro dell&#8217;isola, media la salita alla Ceriola</p>
<p><b>Da sapere: </b>in bassa stagione le corse dei traghetti si riducono: controlla l&#8217;orario del rientro</p>
<h2 class="western">4. Franciacorta: vigneti dorati e torbiere</h2>
<p><span style="color: #b5562b;"><span style="font-size: small;"><b>PER CHI AMA IL VINO</b></span></span></p>
<p>La vendemmia è finita e i vigneti della Franciacorta cambiano faccia: le foglie della vite diventano gialle, rosse, ramate, e le colline tra Brescia e il Lago d&#8217;Iseo sembrano dipinte a strisce. È il momento più fotogenico dell&#8217;anno, e anche quello più tranquillo per visitare le cantine.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-676761" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/paola-capelletto-ZrMY8aNfjYU-unsplash.jpg" alt="5 gite in Lombardia a vivere la magia del foliage prima che arrivi l’inverno" width="1920" height="1280" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/paola-capelletto-ZrMY8aNfjYU-unsplash.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/paola-capelletto-ZrMY8aNfjYU-unsplash-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/paola-capelletto-ZrMY8aNfjYU-unsplash-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/paola-capelletto-ZrMY8aNfjYU-unsplash-768x512.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/paola-capelletto-ZrMY8aNfjYU-unsplash-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Per camminare, la meta più suggestiva è il Monastero di San Pietro in Lamosa, vicino a Provaglio d&#8217;Iseo, fondato nel 1083 dai monaci cluniacensi che bonificarono le paludi chiamate &#8220;lame&#8221;. Affaccia sulle Torbiere del Sebino, riserva naturale dal 1983: specchi d&#8217;acqua, canneti e passerelle che in autunno si colorano di bruno e oro. Chi vuole più dislivello può salire sul Monte Orfano, con partenza dal santuario di Santo Stefano a Rovato.</p>
<p><b>Da Milano: </b>circa 1 ora</p>
<p><b>Difficoltà: </b>facile alle Torbiere, media al Monte Orfano</p>
<p><b>Il consiglio: </b>chiudi la giornata con una visita in cantina, ma prenota</p>
<h2 class="western">5. La Valle d&#8217;Astino, a due passi da Città Alta</h2>
<p><span style="color: #b5562b;"><span style="font-size: small;"><b>PER CHI AMA L&#8217;ARTE</b></span></span></p>
<p>Si parte da Città Alta, si scende per Borgo Canale e in poco tempo si entra in una valle che sembra fuori dal tempo. La Valle d&#8217;Astino, nel Parco dei Colli di Bergamo, è un&#8217;oasi agricola chiusa tra i Boschi dell&#8217;Allegrezza e il Colle della Benaglia, con una sezione dell&#8217;Orto Botanico della città.</p>
<p>Al centro c&#8217;è il Monastero del Santo Sepolcro di Astino, recuperato dopo un lungo declino dalla Fondazione MIA, che ha riportato al loro posto tele di Pietro Sorri, Antonio Cifrondi e Marcantonio Cesareo. Fuori, i boschi dei colli in autunno fanno da cornice. È la gita perfetta per unire in una giornata le Mura venete di Città Alta, patrimonio UNESCO, e una camminata nel verde.</p>
<p><b>Da Milano: </b>circa 1 ora in treno fino a Bergamo, più la funicolare per Città Alta</p>
<p><b>Difficoltà: </b>facile</p>
<p><b>Il consiglio: </b>verifica orari e aperture del monastero prima di partire</p>
<h2 class="western">Perché il foliage lombardo dura così poco</h2>
<ul>
<li value="1"><b>In quota è già quasi finito: </b>i larici delle valli alpine danno il meglio tra metà e fine ottobre, e a novembre può arrivare la prima neve.</li>
<li><b>In collina e sui laghi il picco è breve: </b>di solito tra la fine di ottobre e la prima metà di novembre, per una finestra di un paio di settimane.</li>
<li><b>Pioggia, vento e nebbia: </b>in Lombardia novembre è il mese più piovoso, e un paio di giornate di maltempo bastano a spogliare i rami. La regola è una: alla prima giornata di sole, parti.</li>
</ul>
<h2 class="western">Hai più tempo? Altre idee dal nostro archivio</h2>
<ul>
<li><b>Montagna: </b>i <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/foliage-in-valtellina-7-posti/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">10 posti più belli per il foliage in Valtellina, dalla Via dei Terrazzamenti alla Val di Mello</a>.</li>
<li><b>Animali: </b>la <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/riserva-biosfera-valle-camonica-alto-sebino-unesco/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">Val Grande in Valcamonica, dove in autunno i cervi scendono a valle</a> [LINK].</li>
<li><b>Laghi nascosti: </b>il <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/lago-di-ganna-riserva-naturale-autunno/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">Lago di Ganna e la riserva della Valganna</a>.</li>
<li><b>Letteratura: </b>il <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/castello-innominato-rocca-vercurago-escursione-lecco/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">Castello dell&#8217;Innominato dei Promessi Sposi, sopra Lecco</a>.</li>
</ul>
<h2 class="western">Cosa portare</h2>
<ul>
<li><b>Strati: </b>la mattina sui laghi fa freddo, a mezzogiorno si sta in maglietta.</li>
<li><b>Scarpe con suola scolpita: </b>le foglie bagnate sui sentieri scivolano come il sapone.</li>
<li><b>Batteria carica: </b>la luce più bella per le foto arriva un&#8217;ora prima del tramonto, cioè verso le 16 dopo il cambio dell&#8217;ora.</li>
</ul>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Nel Lazio c&#8217;è un borgo soprannominato &#8220;Piccola Parigi&#8221;, un susseguirsi di castelli e antiche botteghe</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/arsoli-lazio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Serena Proietti Colonna]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Oct 2026 17:02:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[borghi]]></category>
		<category><![CDATA[Borghi del Lazio]]></category>
		<category><![CDATA[lazio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.sportoutdoor24.it/?p=676597</guid>

					<description><![CDATA[A est di Roma, tra la Valle dell’Aniene e i rilievi dei Monti Simbruini, Arsoli[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="900" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Arsoli.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Arsoli, Lazio" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Arsoli.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Arsoli-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Arsoli-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Arsoli-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p>A est di Roma, tra la <strong>Valle dell’Aniene</strong> e i rilievi dei Monti Simbruini, <strong>Arsoli</strong> è un borgo che sfoggia un patrimonio architettonico sorprendente. Si sviluppa sulle pendici di uno sperone roccioso, dominato dalla mole del Castello Massimo, e ai suoi piedi si susseguono piazze, scalinate, palazzi nobiliari e vicoli lastricati.</p>
<p>A rendere particolare questo centro del Lazio contribuisce anche un soprannome piuttosto insolito: <strong>Luigi Pirandello</strong>, che lo frequentava durante i soggiorni estivi, lo definì &#8220;<strong>Piccola Parig</strong>i&#8221;, colpito dall&#8217;armonia urbanistica e dall&#8217;eleganza dei suoi edifici. Un paragone che acquista senso osservando l&#8217;organizzazione del centro storico, frutto di secoli di trasformazioni e di una stagione di prosperità che lasciò testimonianze ancora riconoscibili.</p>
<h2>Il Castello Massimo, la grande fortezza che domina il paese</h2>
<p>A caratterizzare il panorama di Arsoli è soprattutto il <strong>Castello Massimo</strong>, una residenza fortificata che si innalza sopra la <strong>gola del Fosso Bagnatore</strong> (detto anche Vallone Bagnatore). Le origini della struttura risalgono al periodo medievale, ma l&#8217;aspetto attuale deriva da numerosi interventi successivi. Oggi torri, mura possenti, ambienti residenziali e giardini terrazzati testimoniano il passaggio da presidio militare a residenza aristocratica.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Arsoli-in-autunno.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676605" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Arsoli-in-autunno.jpg" alt="Arsoli con il suo castello in autunno" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Arsoli-in-autunno.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Arsoli-in-autunno-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Arsoli-in-autunno-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Arsoli-in-autunno-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Il castello si sviluppa su <strong>tre livelli</strong>: nei sotterranei si trovavano gli spazi destinati alla conservazione degli alimenti; ai piani superiori si concentrano gli ambienti di rappresentanza, con saloni decorati, armerie e raccolte storiche; all&#8217;esterno, il giardino all&#8217;italiana presenta una disposizione geometrica di aiuole, siepi e fontane, arricchita dalla presenza di agrumi.</p>
<h2>Piazza Valeria e i vicoli della &#8220;Piccola Parigi&#8221;</h2>
<p>Scendendo dalla parte alta del paese si raggiunge <strong>Piazza Valeria</strong>, uno degli spazi urbani più rappresentativi di Arsoli. La sua forma allungata e la disposizione degli edifici circostanti restituiscono l&#8217;immagine di un centro che, nel corso dei secoli, sviluppò una propria eleganza architettonica.</p>
<p>A un&#8217;estremità di tale spazionsi trova una <strong>fontana ottagonale</strong> realizzata sul finire del 1500, mentre sul lato si fa spazio un elemento decisamente più antico: la <strong>colonna miliare</strong> che indicava il 38° miglio della via Valeria. Sopra il cippo è collocata una rappresentazione della fenice, un accostamento che riunisce idealmente la storia romana e quella moderna del paese.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Centro-storico-di-Arsoli.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676606" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Centro-storico-di-Arsoli.jpg" alt="Centro storico di Arsoli, Lazio" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Centro-storico-di-Arsoli.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Centro-storico-di-Arsoli-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Centro-storico-di-Arsoli-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Centro-storico-di-Arsoli-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Proseguendo nel <strong>centro storico</strong>, il carattere di Arsoli emerge soprattutto nei dettagli. Portali in pietra, stemmi nobiliari, architravi lavorati e balconi in ferro battuto impreziosiscono le facciate delle abitazioni. Tra gli edifici più interessanti ci sono <strong>Palazzo Gaddi, Palazzo Sciarra e Palazzo Marcelli</strong>. Le stradine medievali, poi, convergono verso la <strong>piazzetta del Santissimo Salvatore</strong>, situata ai piedi del castello.</p>
<h2>Le chiese di Arsoli e il patrimonio artistico custodito nel borgo</h2>
<p>Oltre alle architetture civili, il borgo possiede diversi edifici religiosi che raccontano il legame tra la comunità, le famiglie nobiliari e gli ordini monastici. Ne è un esempio la <strong>Chiesa del Santissimo Salvatore</strong>, situata accanto al Castello Massimo, legata agli interventi promossi dalla famiglia feudale. All&#8217;interno si conservano dipinti, arredi liturgici e opere di particolare interesse, tra cui una <em>Trasfigurazione</em> attribuita al Domenichino, un organo del 1600 e una copia della <strong>Sacra Sindone</strong> realizzata nel 1635.</p>
<p>Merita attenzione anche la piccola <strong>Chiesa di San Rocco</strong>, decorata con un ciclo di affreschi databile tra la fine del 1400 e gli inizi del 1500. Le pitture raffigurano la Crocifissione, la Vergine con alcuni santi e i 4 Evangelisti, rappresentati sulla volta con i rispettivi simboli. L&#8217;accesso è previsto su richiesta preventiva. Nel<strong> rione di San Bartolomeo</strong> resiste allo scorrere del tempo l&#8217;omonima chiesa, affiancata dall&#8217;ex convento francescano, oggi parte del complesso comunale.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Camminare-ad-Arsoli.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676608" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Camminare-ad-Arsoli.jpg" alt="Camminare ad Arsoli, borgo del Lazio" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Camminare-ad-Arsoli.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Camminare-ad-Arsoli-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Camminare-ad-Arsoli-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Camminare-ad-Arsoli-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<h3>Le tradizioni di Arsoli, dalla musica alla celebre fagiolina</h3>
<p>La storia locale prosegue anche attraverso le testimonianze delle attività artigianali e delle tradizioni popolari. Nel <strong>Museo delle Tradizioni Musicali della Valle dell&#8217;Aniene</strong>, ospitato nell&#8217;ex Granaio Massimo, strumenti e documenti raccontano le pratiche musicali del territorio, dalla cultura pastorale alla tradizione bandistica.</p>
<p>Durante l&#8217;anno, inoltre, il paese celebra la propria identità attraverso manifestazioni e rievocazioni storiche, tra cui il <strong>Palio dell&#8217;Amico</strong>, dedicato al capitano di ventura Amico d&#8217;Arsoli. Un capitolo particolarmente interessante riguarda la gastronomia: il prodotto più rappresentativo è la <strong>fagiolina di Arsoli</strong>, riconosciuta come <em>Presidio Slow Food,</em> un piccolo legume bianco dalla buccia sottilissima e dalla consistenza delicata.</p>
<p>Foto Canva</p>
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</ul>
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<div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Serena Proietti Colonna' src='https://secure.gravatar.com/avatar/8b288aba01983603bf682175e5316518?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/8b288aba01983603bf682175e5316518?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div>
<div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/serena-proietti-colonna/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Serena Proietti Colonna</span></a></div>
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<p>Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.</p>
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		<title>Borghi arroccati fermi nel tempo e dolci bocconotti alla crema: la valle abruzzese è il cuore del Centro Italia</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/frentano-alto-vastese-abruzzo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Viaggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Oct 2026 11:00:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[Fino al 1862 si chiamava Castel Nuovo, un nome così comune da perdersi tra decine[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="797" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/castel-frentano-abruzzo.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="castel-frentano-abruzzo" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/castel-frentano-abruzzo.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/castel-frentano-abruzzo-300x199.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/castel-frentano-abruzzo-1024x680.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/castel-frentano-abruzzo-768x510.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p>Fino al 1862 si chiamava Castel Nuovo, un nome così comune da perdersi tra decine di omonimi sparsi per la penisola.<br />Poi arrivò il cambio in <strong>Castel Frentano</strong>, in omaggio ai <em>Frentani</em>, l&#8217;antico popolo italico che abitava queste colline prima ancora che Roma le inglobasse nel proprio ordine.<br />Il territorio del <strong>Frentano-alto vastese</strong> è uno di quei pezzi d&#8217;Abruzzo che non finiscono sulle copertine delle riviste, eppure conservano qualcosa di raro: una continuità tra paesaggio, storia e vita quotidiana che le mete più celebrate hanno perso da tempo.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/pexels-photo-19093495.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676208" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/pexels-photo-19093495.jpg" alt="" width="1600" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/pexels-photo-19093495.jpg 1600w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/pexels-photo-19093495-300x169.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/pexels-photo-19093495-1024x576.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/pexels-photo-19093495-768x432.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/pexels-photo-19093495-1536x864.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></a></p>

<p>Il comune di <strong>Castel Frentano</strong>, circa 4.177 abitanti, sorge nella <strong>provincia di Chieti</strong> e fa da baricentro a un comprensorio che abbraccia borghi, valli fluviali e una costa adriatica a portata d&#8217;occhio nelle giornate terse.<br />Qui il passato <strong>non è museificato</strong>: è nelle pietre dei vicoli, nei nomi delle contrade, nella forma dei dolci che i pasticcieri locali continuano a impastare come facevano i loro nonni.</p>
<h2>Un nome, una storia: dall&#8217;antico popolo italico al borgo di oggi</h2>
<p>I <em>Frentani</em> erano una confederazione di tribù osco-sabelliche che controllavano la fascia collinare e costiera compresa tra il fiume Sangro e il Trigno.<br />Quando Roma li assorbì, i loro insediamenti non sparirono ma si trasformarono lentamente, lasciando tracce nei nomi dei luoghi e nella struttura del paesaggio agrario. <strong>Castel Frentano</strong> porta questo nome come un documento vivo, un promemoria di chi c&#8217;era prima.<img loading="lazy" width="1600" height="900" class="wp-image-676209" title="Veduta aerea del borgo di Castel Frentano sulle colline abruzzesi" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/pexels-photo-10540698.jpg" alt="Veduta aerea del borgo di Castel Frentano sulle colline abruzzesi" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/pexels-photo-10540698.jpg 1600w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/pexels-photo-10540698-300x169.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/pexels-photo-10540698-1024x576.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/pexels-photo-10540698-768x432.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/pexels-photo-10540698-1536x864.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><br />Il borgo medievale si sviluppa su uno sperone collinare, con le sue case strette attorno alla chiesa madre e i vicoli che si aprono a improvvisi belvedere sulla vallata.<br />Il centro storico ha mantenuto una coerenza architettonica che raramente si trova nei paesi di dimensioni simili: non è stato &#8220;restaurato&#8221; nel senso pesante del termine, ma vissuto con continuità, il che fa tutta la differenza.</p>
<h2>Borghi, colline e panorami sull&#8217;Adriatico</h2>
<p>Il <strong>Frentano-alto vastese</strong> non è un posto solo, ma un sistema di luoghi collegati da strade provinciali che salgono e scendono tra vigneti e oliveti.<br /><strong>Lanciano</strong>, a circa 15 chilometri da Castel Frentano verso nord, è la città mercantile per eccellenza di questa fascia chietina.<br />Il suo centro storico a quattro rioni, le torri e il Santuario del Miracolo Eucaristico ne fanno una tappa obbligata per chi vuole capire come si strutturava il commercio medievale nell&#8217;Abruzzo interno.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/castel-frentano-4.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676221" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/castel-frentano-4.jpg" alt="La valle abruzzese che nessuno considera è un paradiso di colline, borghi fermi nel tempo e dolci bocconotti" width="1200" height="797" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/castel-frentano-4.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/castel-frentano-4-300x199.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/castel-frentano-4-1024x680.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/castel-frentano-4-768x510.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><br />Verso sud, <strong>Vasto</strong> rappresenta il polo opposto: città affacciata direttamente sull&#8217;Adriatico, con un centro storico compatto e una lungomare molto frequentata in estate.<br />La distanza da Castel Frentano è di circa 35 chilometri, una mezz&#8217;ora di auto che porta da un&#8217;Abruzzo collinare e silenzioso a uno costiero e vivace.</p>

<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1600" height="1067" class="wp-image-676210" title="Colline abruzzesi con oliveti e vigneti verso il mare Adriatico" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/pexels-photo-34624125.jpg" alt="Colline abruzzesi con oliveti e vigneti verso il mare Adriatico" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/pexels-photo-34624125.jpg 1600w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/pexels-photo-34624125-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/pexels-photo-34624125-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/pexels-photo-34624125-768x512.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/pexels-photo-34624125-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></figure>

<p>In mezzo a questi due poli, il territorio rivela dettagli che meritano una sosta.<br />Le campagne tra <strong>Rocca San Giovanni</strong> e <strong>San Vito Chietino</strong> offrono alcuni tra i panorami più puliti della costa dei Trabocchi, con le strutture lignee dei trabocchi — macchine da pesca agganciate agli scogli — che sembrano disegnate da un illustratore di romanzi d&#8217;avventura.</p>
<h2>Come muoversi nel territorio senza perdersi</h2>
<p>Raggiungere Castel Frentano in auto è semplice. Dall&#8217;autostrada A14 (Adriatica) si esce a <strong>Lanciano</strong> e si percorrono circa 15 chilometri in direzione sud-est sulla SS 524.<br />Chi viene da Roma percorre la A25 fino a Lanciano-Fara Filiorum Petri, poi scende verso il comprensorio costiero. Da <strong>Pescara</strong> i tempi sono inferiori ai 40 minuti.<img loading="lazy" width="1600" height="1068" class="wp-image-676211" title="Strada di campagna abruzzese con vista panoramica sul mare in lontananza" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/pexels-photo-38520874.jpg" alt="Strada di campagna abruzzese con vista panoramica sul mare in lontananza" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/pexels-photo-38520874.jpg 1600w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/pexels-photo-38520874-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/pexels-photo-38520874-1024x684.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/pexels-photo-38520874-768x513.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/pexels-photo-38520874-1536x1025.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><br />Il trasporto pubblico esiste ma richiede pianificazione. Autobus regionali della <strong>TUA</strong> collegano Lanciano a Castel Frentano con corse quotidiane, con frequenza ridotta nei weekend.<br />Per esplorare i borghi minori della zona, <strong>l&#8217;auto resta lo strumento più efficace</strong> dato che le distanze sono brevi ma i collegamenti diretti tra paesi vicini sono spesso assenti.<br />Chi ama pedalare troverà nella <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cicloturismo/ciclovia-adriatica-marche-percorso/" data-wpel-link="internal"><strong>ciclovia Adriatica</strong> </a>e nei percorsi collinari tra Castel Frentano e la costa un terreno interessante, con dislivelli gestibili e paesaggi che ripagano la fatica.</p>

<h2>Il centro storico e il bocconotto</h2>
<p>Il centro storico di Castel Frentano si visita a piedi in meno di un&#8217;ora, ma è il tipo di passeggiata che si allunga da sola: un portale che vale una fotografia, una piazzetta con la fontana, un bar dove il caffè viene servito con la stessa cerimonia da decenni.<br />La <strong>Chiesa di San Rocco</strong> e l&#8217;oratorio del centro sono i punti di riferimento architettonici principali.</p>
<p>Ma il dettaglio che più sorprende i visitatori arriva dai banconi delle pasticcerie. Il <strong>bocconotto frentano</strong> è un dolce di pasta frolla ripieno di crema al cioccolato fondente, mandorle tostate e cannella, con una storia che affonda nel XVIII secolo.<br />Ogni famiglia del paese ne rivendica la ricetta originale. La versione più comune è cilindrica, con la copertura di zucchero a velo che cola ai lati come una nevicata controllata.</p>

<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Bocconotto-di-Castel-Frentano.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676219" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Bocconotto-di-Castel-Frentano.jpg" alt="Bocconotto di Castel Frentano" width="1200" height="801" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Bocconotto-di-Castel-Frentano.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Bocconotto-di-Castel-Frentano-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Bocconotto-di-Castel-Frentano-1024x684.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Bocconotto-di-Castel-Frentano-768x513.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></figure>

<p>Il bocconotto è diventato un <strong>simbolo identitario forte.</strong> Se vuoi capire il Frentano-alto vastese prima di arrivare, leggi la sua ricetta. Se vuoi capirlo dopo, mangialo ancora una volta prima di ripartire.<br />Attorno al dolce si è costruita una piccola economia di <strong>botteghe artigiane</strong> e produttori locali che resistono alla grande distribuzione con una testardaggine che merita rispetto.<br />Lo stesso vale per i <strong>vini del versante orientale della Majella</strong> e per l&#8217;olio delle colline chietine, entrambi presenti nelle trattorie della zona senza bisogno di etichette di design.</p>
<h2>Info pratiche</h2>
<p><strong>Dove:</strong> Castel Frentano, provincia di Chieti, Abruzzo. Baricentro del territorio Frentano-alto vastese<br /><strong>Come arrivare:</strong> In auto, uscita A14 Lanciano, poi SS 524 per circa 15 km. Da Roma via A25, da Pescara circa 40 minuti.<br /><strong>Quando:</strong> Primavera e autunno per il paesaggio collinare; estate per combinare entroterra e costa adriatica.<br /><strong>Da abbinare:</strong> Lanciano (15 km a nord) per il centro storico medievale; Vasto (35 km a sud) per la costa e il mare.<br /><strong>Consiglio:</strong> Entra in una pasticceria locale il mattino presto e chiedi il bocconotto &#8220;di casa&#8221; — quello che non sta nella vetrina.</p>
<p>Foto Canva, Pexels, abruzzoturismo.it/, sangroaventinoturismo.it</p>
<p><strong>Leggi anche</strong></p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cicloturismo/bici-in-abruzzo/" data-wpel-link="internal"><strong>I 5 itinerari da fare in bici in Abruzzo</strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/villalago-abruzzo/" data-wpel-link="internal">In Abruzzo c’è un borgo in bilico tra le montagne che custodisce laghi color smeraldo e un eremo millenario</a></strong></p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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		<title>In autunno, questo castello in Basilicata diventa un luogo di silenzio e magia: Lagopesole</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/castello-di-lagopesole-federico-ii-basilicata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Viaggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Oct 2026 08:34:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[basilicata]]></category>
		<category><![CDATA[castelli]]></category>
		<category><![CDATA[itinerari]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel cuore verde della Basilicata, tra le alture del Vulture, sorge il Castello di Lagopesole,[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1000" height="563" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Castello-di-Lagopesole_panoramica-da-sud-1.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Castello-di-Lagopesole" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Castello-di-Lagopesole_panoramica-da-sud-1.jpg 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Castello-di-Lagopesole_panoramica-da-sud-1-300x169.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Castello-di-Lagopesole_panoramica-da-sud-1-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><br><br><p data-start="560" data-end="1241">Nel cuore verde della Basilicata, tra le alture del Vulture, sorge il <strong data-start="630" data-end="656">Castello di Lagopesole</strong>, una delle residenze più affascinanti di <strong data-start="698" data-end="723">Federico II di Svevia</strong>. Il maniero domina un paesaggio di boschi e colline, a 829 metri di quota, dove lo sguardo spazia fino al Tavoliere pugliese.</p>
<p data-start="560" data-end="1241">Il castello si trova a <strong>Lagopesole</strong>, frazione di <strong>Avigliano</strong>, in provincia di <strong>Potenza</strong>, a <strong>820 metri</strong> di quota su un crinale che divide i bacini dell’<strong>Ofanto</strong> e del <strong>Bradano</strong>. È a circa <strong>20 chilometri da Potenza</strong> e <strong>25 da Melfi</strong>, raggiungibile in auto dalla SS7 Appia. Da <strong>Napoli</strong> sono circa due ore e mezza; da <strong>Bari</strong> circa un’ora e quaranta.</p>
<h2 data-start="560" data-end="1241">Il castello tra il cielo e le foreste del Vulture</h2>
<p data-start="560" data-end="1241">In autunno, il contrasto tra la pietra dorata delle mura e i colori caldi dei boschi intorno lo rende <strong>uno dei luoghi più suggestivi del Sud Italia.</strong><br data-start="997" data-end="1000" />Ma Lagopesole non è solo una tappa storica, ma un’esperienza: <strong>un castello immerso nella natura, un borgo tranquillo</strong> dove il tempo scorre lento e ogni pietra racconta la grandezza di un imperatore, la sua solitudine e la sua visione del mondo.</p>
<h2 data-start="1243" data-end="1291">La storia: Federico II e il sogno svevo</h2>
<p>La prima menzione documentaria del sito risale al <strong>1036</strong>, nel <em>Codex diplomaticus Cavensis</em>. Nel <strong>1129</strong> l’abate Alessandro di Telese lo cita descrivendo il passaggio di <strong>re Ruggero II di Sicilia</strong>. Otto anni dopo, nel <strong>1137</strong>, il castello ospitò un incontro di tre giorni tra l’imperatore <strong>Lotario II</strong> e <strong>papa Innocenzo II</strong> — una delle poche volte in cui un luogo della Basilicata entra nella politica europea di quell’epoca.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Castello-di-Lagopesole_cortile-maggiore-1.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-656258" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Castello-di-Lagopesole_cortile-maggiore-1.jpg" alt="Castello-di-Lagopesole" width="1000" height="563" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Castello-di-Lagopesole_cortile-maggiore-1.jpg 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Castello-di-Lagopesole_cortile-maggiore-1-300x169.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Castello-di-Lagopesole_cortile-maggiore-1-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a><br />
La struttura che si vede oggi è però il risultato del progetto di <strong>Federico II di Svevia</strong>, che la volle come residenza di caccia, e di suo figlio <strong>Manfredi</strong>, che ne completò alcune parti. <strong>Carlo I d’Angiò</strong> vi apportò modifiche minori e la usò come residenza estiva. Nel <strong>1416</strong> il castello passò ai <strong>Caracciolo</strong>, nel <strong>1531</strong> ai <strong>Doria</strong>, che lo tennero fino al <strong>1969</strong>, quando fu ceduto al demanio statale. Negli anni Novanta ospitò l’<strong>Istituto Internazionale di Studi Federiciani del CNR</strong>, diretto da Cosimo Damiano Fonseca.</p>
<p data-start="1292" data-end="2006">
<h2 data-start="2008" data-end="2041">Cosa vedere nel castello</h2>
<p data-start="2042" data-end="2839">Visitare il Castello di Lagopesole è un viaggio nella storia e nell’immaginario medievale. Oltre ai cortili e ai camminamenti, è possibile entrare nella <strong data-start="2195" data-end="2213">Sala del Trono</strong>, dove un suggestivo allestimento multimediale fa rivivere la figura di Federico II, il suo pensiero e la sua visione dell’Impero.<br />
<br data-start="2343" data-end="2346" />Il percorso museale “<strong data-start="2367" data-end="2394">Il Mondo di Federico II</strong>” utilizza proiezioni e installazioni immersive per raccontare la vita dell’imperatore, le sue leggi, le passioni per la caccia, la scienza e la filosofia. Le stanze, spoglie e maestose, conservano ancora l’atmosfera di una residenza sospesa tra potere e contemplazione.<br data-start="2664" data-end="2667" />Dal <strong data-start="2671" data-end="2696">camminamento di ronda</strong>, la vista spazia sulla valle e sui boschi del Vulture: un panorama che al tramonto, tra le sfumature d’autunno, sembra uscito da un dipinto.</p>
<h2 data-start="2004" data-end="2041">La leggenda di Bianca Lancia</h2>
<p data-start="2042" data-end="2941"><strong>Bianca Lancia</strong> fu probabilmente l’ultima compagna di Federico II, e forse sua moglie in punto di morte — un matrimonio che la Chiesa non riconobbe come canonico. Dalla loro unione nacquero tre figli: <strong>Costanza</strong> (poi nota come Anna), <strong>Manfredi</strong> e <strong>Violante</strong>. La data e le circostanze del legame rimangono incerte; le fonti medievali si contraddicono sulla sua famiglia d’origine e persino sul nome.</p>
<p>La leggenda che ruota attorno a lei è raccolta dal monaco <strong>Bonaventura da Lama</strong>: Federico, convinto che Bianca avesse un amante, la fece rinchiudere in una torre. Bianca era incinta di Violante. Dopo il parto, in un gesto estremo che le cronache descrivono come risposta alla gelosia dell’imperatore, si tagliò i seni e li inviò su un vassoio d’argento, poi si gettò nel fossato.<br />
La torre, chiamata <strong>Torre dell’Imperatrice</strong>, è quella del castello di <strong>Gioia del Colle</strong> secondo alcune versioni, di <strong>Monte Sant’Angelo</strong> secondo altre: <strong>Lagopesole</strong> compare nel racconto come uno dei luoghi in cui Federico apprese la notizia, non come teatro degli eventi. La leggenda non ha riscontro nei documenti storici, ma sopravvive nei borghi federiciani della Basilicata e della Puglia.</p>
<h2 data-start="2943" data-end="2988">Cosa vedere all’interno del castello</h2>
<p data-start="2989" data-end="3701">Oggi il Castello di Lagopesole ospita il percorso multimediale “<strong data-start="3053" data-end="3080">Il Mondo di Federico II</strong>”, un’esperienza immersiva che racconta la vita dell’imperatore attraverso luci, voci e proiezioni. Le sale spoglie si animano di suoni e immagini, permettendo di rivivere l’atmosfera della corte sveva.<br />
<br data-start="3282" data-end="3285" />Da non perdere la <strong data-start="3303" data-end="3321">Sala del Trono</strong>, dove le volte a crociera e la pietra chiara creano un effetto scenico potente. Nelle giornate limpide, le finestre incorniciano panorami mozzafiato sul Vulture e sulle colline di Avigliano.<br data-start="3512" data-end="3515" />Passeggiare nel cortile centrale o salire sui camminamenti di ronda regala una sensazione di sospensione nel tempo: qui il vento sembra parlare, portando con sé echi di epoche lontane.</p>
<h2 data-start="3703" data-end="3750">Escursioni nei dintorni di Lagopesole</h2>
<p data-start="3751" data-end="4835">Il castello è circondato dalla <strong>Riserva Naturale Antropologica di Coste Castello</strong>, istituita nel <strong>1972</strong>: un’area boscosa che si presta a passeggiate brevi lungo i versanti del colle, senza infrastrutture sentieristiche formali ma con tracce ben percorribili.<br />
A circa <strong>30 chilometri</strong> verso nord, nel cuore del <strong>Monte Vulture</strong>, si trovano i <strong>Laghi di Monticchio</strong>: due laghi di origine vulcanica immersi in una foresta di roverelle e faggi. Non sono balneabili, ma sono la destinazione più ricca per chi vuole abbinare la visita al castello a un’escursione più lunga. Il percorso più strutturato è quello delle <strong>Grotte di Crocco</strong> con le sorgenti annesse, che richiede tra le <strong>tre e le cinque ore</strong>. Lungo il percorso si incontra l’<strong>Abbazia di San Michele Arcangelo</strong> (con il <strong>Museo di Storia Naturale del Vulture</strong> all’interno) e i resti dell’<strong>Abbazia di Sant’Ippolito</strong> dell’XI secolo. È possibile anche noleggiare barche e pedalò sui laghi.<br />
La combinazione Lagopesole + Laghi di Monticchio è il modo più efficiente per costruire un weekend in questa zona: il castello al mattino, i laghi nel pomeriggio, o viceversa.<br />
<br data-start="4080" data-end="4083" />A pochi chilometri si trovano <strong data-start="3977" data-end="3986">Melfi</strong> con il suo <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/castello-di-melfi-vulture-basilicata/" data-wpel-link="internal">castello normanno</a></strong> e i meravigliosi<strong data-start="4018" data-end="4043"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/laghi-di-monticchio-passeggiate-autunno-vulture/" data-wpel-link="internal">Laghi di Monticchio</a></strong>, due perle incastonate tra i boschi del Vulture. Le <strong data-start="4096" data-end="4122">cantine dell’Aglianico</strong> invitano a soste gustose, mentre nei piccoli borghi si possono assaggiare piatti tipici come i funghi trifolati, la pasta con mollica e peperoni cruschi, o le caldarroste ancora fumanti.<br />
Chi ama i borghi può spingersi fino a <strong data-start="4609" data-end="4624">Ripacandida</strong>, con i suoi murales religiosi, o a <strong data-start="4660" data-end="4670">Atella</strong>, antico villaggio immerso nei boschi del Parco del Vulture. Ogni piccolo centro racconta un frammento di storia lucana, tra cultura contadina e memorie medievali.</p>
<h2 data-start="4837" data-end="4886">Un viaggio tra storia, natura e silenzio</h2>
<p data-start="4887" data-end="5501">Il <strong data-start="4890" data-end="4916">Castello di Lagopesole</strong> è più di un monumento: è un luogo dove la storia incontra la solitudine dei boschi e dove il passato convive con la quiete. Camminare tra le sue mura in autunno significa scoprire una Basilicata diversa, lontana dalle rotte turistiche, intima e intensa.<br />
<br data-start="5170" data-end="5173" />Qui <strong>tutto invita a rallentare</strong>: il rumore del vento, il profumo della terra, la luce che si spegne dietro le colline. Lagopesole non si visita soltanto, si ascolta. E ogni volta che si ritorna, sembra di sentire ancora la voce di Federico II che dialoga con la sua dama, mentre il castello osserva silenzioso i secoli scorrere.</p>
<h2 data-start="4837" data-end="4886">Info pratiche</h2>
<p data-start="4887" data-end="5501">Il <strong>Castello di Lagopesole</strong> si trova in <strong>Via Porta Potenza 11, Avigliano (PZ)</strong>. Il numero di telefono è <strong>+39 0971 86083</strong>; il sito ufficiale è <strong>castellodilagopesole.com</strong>.<br />
Gli orari indicativi sono <strong>9:30–17:00</strong> in inverno e <strong>9:30–19:00</strong> in estate, ma è consigliabile verificare direttamente prima di partire, poiché possono variare per stagione o eventi. Il biglietto intero costa <strong>2 euro</strong>, il ridotto <strong>1,50 euro</strong>; l’ingresso è gratuito la <strong>prima domenica del mese</strong>.<br />
Sono disponibili visite guidate e attività didattiche su prenotazione.<br />
In auto da Potenza si percorre la <strong>SS7</strong> in direzione nord-ovest: circa <strong>20 minuti</strong>. Parcheggio disponibile nei pressi dell’ingresso.</p>
<p>Foto <a href="https://melfivenosa.cultura.gov.it/" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">Musei e Parchi Geologici di Melfi e Venosa</a>, Biagio D&#8217;Alessandro, CC BY-SA 4.0 via Wikimedia Commons</p>
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</ul>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il borgo più cercato è in Piemonte: l’autunno è diventato la stagione più intelligente per spostarsi</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/orta-san-giulio-autunno-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Viaggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Oct 2026 17:30:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[autunno]]></category>
		<category><![CDATA[borghi]]></category>
		<category><![CDATA[laghi]]></category>
		<category><![CDATA[piemonte]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="812" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/orta-s-giulio-piemkonte-autunno.png" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="orta-s-giulio-piemonte-autunno" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/orta-s-giulio-piemkonte-autunno.png 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/orta-s-giulio-piemkonte-autunno-300x203.png 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/orta-s-giulio-piemkonte-autunno-1024x693.png 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/orta-s-giulio-piemkonte-autunno-768x520.png 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p dir="ltr">Negli ultimi mesi, le ricerche online per <strong>Orta San Giulio</strong> sono aumentate del <strong>107%</strong>. Un dato che appartiene a un’analisi della piattaforma cozycozy, che ha confrontato i volumi di ricerca tra gennaio e aprile 2026 con lo stesso periodo dell’anno precedente. Orta San Giulio è un borgo di poco più di milleduecento abitanti sul <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cammini/grand-tour-del-lago-dorta-cinque-giorni-in-cammino/" data-wpel-link="internal"><strong>Lago d’Orta</strong>,</a> nel <strong>Novarese</strong>, conosciuto da chi percorre queste strade da decenni ma quasi invisibile fuori dall’area. Poi, in un anno, è diventato uno dei più ricercati d’Italia.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/orta-s-giulio-oego.png" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676487" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/orta-s-giulio-oego.png" alt="orta-s-giulio-oorgo" width="1200" height="805" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/orta-s-giulio-oego.png 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/orta-s-giulio-oego-300x201.png 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/orta-s-giulio-oego-1024x687.png 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/orta-s-giulio-oego-768x515.png 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Non è un caso isolato. <strong>Pienza</strong>, in Val d’Orcia, ha segnato un +39,3%. Il borgo sloveno di <strong>Bohinj</strong>, nel cuore del Parco Nazionale del Triglav, a meno di tre ore dal confine friulano, ha toccato il +171%. Il turismo, almeno una parte di esso, sta cambiando rotta. E l’autunno è la stagione che rende questo cambiamento più evidente.</p>
<h2 dir="ltr">Cambio di rotta</h2>
<p dir="ltr">Un’indagine condotta dalla <strong>Rome Business School</strong> su oltre 7.300 prenotazioni in borghi italiani, attraverso il report <strong>Ruralis 2026</strong>, ha rilevato due numeri che vale la pena leggere bene: la <strong>permanenza media</strong> nei borghi è cresciuta del <strong>46%</strong>, passando da 2,35 a 3,44 giorni; la <strong>spesa media per prenotazione</strong> è aumentata del <strong>74%</strong>, superando i 469 euro. Non si tratta di più persone che arrivano per meno tempo: si tratta di persone che arrivano, si fermano, e spendono di più sul posto.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/orta-s-giulio-piemkonte-borgo-piemonte.png" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676485" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/orta-s-giulio-piemkonte-borgo-piemonte.png" alt="orta-s-giulio-piemonte-borgo-piemonte" width="1200" height="883" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/orta-s-giulio-piemkonte-borgo-piemonte.png 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/orta-s-giulio-piemkonte-borgo-piemonte-300x221.png 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/orta-s-giulio-piemkonte-borgo-piemonte-1024x753.png 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/orta-s-giulio-piemkonte-borgo-piemonte-768x565.png 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><br />
Il <strong>78% degli italiani</strong> dichiara di preferire forme di turismo lento, secondo un’indagine Airbnb-YouGov. Una percentuale che, sola, non dice molto — la distanza tra l’intenzione e il biglietto prenotato è sempre grande. Ma quando ci si sovrappongono i dati sulle prenotazioni reali, il quadro diventa più convincente.</p>
<h2 dir="ltr">Orta San Giulio: il borgo più ricercato</h2>
<p dir="ltr"><strong>Orta San Giulio</strong> è un borgo medievale che si affaccia su un lago di nove chilometri. Al centro del lago c’è l’<strong>Isola di San Giulio</strong>, raggiungibile solo in barca, con la sua basilica romanica del XII secolo e il <strong>Monastero di Mater Ecclesiae</strong>, tuttora attivo. Il borgo ha vicoli stretti, palazzi con portali scolpiti, e una piazza principale — <strong>Piazza Motta</strong> — che dà direttamente sull’acqua con vista sull’isola. Il <strong>Sacro Monte di Orta</strong>, patrimonio UNESCO dal 2003, è una collina coperta di boschi con venti cappelle votive costruite tra il 1590 e il 1788, collegate da sentieri.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/orta-s-giulio-piemkonte-centro.png" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676486" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/orta-s-giulio-piemkonte-centro.png" alt="orta-s-giulio-piemonte-centro" width="1200" height="795" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/orta-s-giulio-piemkonte-centro.png 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/orta-s-giulio-piemkonte-centro-300x199.png 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/orta-s-giulio-piemkonte-centro-1024x678.png 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/orta-s-giulio-piemkonte-centro-768x509.png 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><br />
In autunno il lago assume una luce diversa. Le foglie iniziano a ingiallire lungo le sponde, le imbarcazioni turistiche sono quasi assenti, i ristoranti sul lungolago tornano fruibili senza prenotare settimane prima. Il <strong>Piemonte orientale</strong> — Lago d’Orta, <strong>Lago Maggiore</strong> e le <strong>Valli dell’Ossola</strong> — è una delle zone dove questo tipo di autunno silenzioso funziona meglio.</p>
<h2 dir="ltr">Puddling, il nome del cambiamento</h2>
<p dir="ltr">I trend report del 2026 hanno trovato dei nomi, spesso inglesi, per descrivere quello che sta succedendo. Il più diffuso è <strong>“puddling”</strong>: spostarsi verso mete tranquille — laghi, borghi, piccole città — a breve distanza da casa. Un altro è <strong>“souljourn”</strong>, una forma ibrida tra pausa e rigenerazione, spesso in città medie poco battute — vengono citati <strong>Lecce</strong>, <strong>Bergamo</strong>, <strong>Padova</strong>. C’è anche il fenomeno degli <strong>“hushed hobbies”</strong>, le attività a basso rumore che sostituiscono il turismo di consumo: birdwatching, raccolta di funghi, pesca, escursioni in silenzio.<br />
I nomi sono un’invenzione del marketing, ma descrivono qualcosa di reale. Il viaggiatore che nel 2023 andava a <strong>Barcellona</strong> per il weekend inizia a scegliere <strong>Pienza</strong> o <strong>Orta</strong> per quattro giorni. Non perché costi meno — i dati sulla spesa media dicono il contrario — ma perché cerca qualcosa che le città più fotografate non riescono più a dare.</p>
<h2 dir="ltr">Le destinazioni che emergono: dove andare</h2>
<p dir="ltr">Oltre a Orta San Giulio, i dati puntano verso un’Italia che molti itinerari tradizionali ignorano. Il <strong>Molise</strong> guida la crescita nelle prenotazioni di borghi italiani per il 2026, seguito da <strong>Basilicata</strong>, <strong>Sicilia</strong>, <strong>Emilia-Romagna</strong> e <strong>Abruzzo</strong>. Non sono destinazioni nuove, ma sono destinazioni che per anni sono rimaste fuori dai circuiti principali,e ora che quei circuiti sono saturi, tornano in primo piano.</p>
<p>In autunno l’<strong>Appennino</strong> è forse la zona che beneficia di più di questo spostamento: faggete dorate, borghi poco conosciuti anche agli italiani, sagre locali ancora autentiche. La <strong>Val d’Orcia</strong> con Pienza offre un paesaggio che in ottobre è ancora più scenografico che in estate, senza le code sui cipressi fotografati in controluce.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/orta-s-giulio-piemkonte.png" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676488" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/orta-s-giulio-piemkonte.png" alt="orta-s-giulio-piemonte" width="1200" height="874" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/orta-s-giulio-piemkonte.png 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/orta-s-giulio-piemkonte-300x219.png 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/orta-s-giulio-piemkonte-1024x746.png 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/orta-s-giulio-piemkonte-768x559.png 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><br />
Il <strong>Lago d’Orta</strong>, in questo senso, è quasi un caso da manuale: non è il lago più grande del Nord Italia, non ha i resort del <strong>Lago di Como</strong>, non ha l’aeroporto internazionale a portata di taxi. Ha il vantaggio di essere ancora un posto in cui ci si muove a piedi, si prende la barca per l’isola, si mangia e si cammina.</p>
<h2 dir="ltr">Slow travel in autunno</h2>
<p dir="ltr"><strong>Lo slow travel non richiede particolari rituali.</strong> Richiede soprattutto di non concentrare tutto in una giornata. Scegliere un borgo o una zona, restarci almeno tre notti, camminare senza un itinerario preciso il primo giorno. Prenotare per tempo, la crescita dei prezzi nei borghi è reale, ma scegliere strutture piccole, spesso a gestione familiare, che sono proprio quelle su cui si reggono i numeri del report Ruralis.<br />
L’autunno aiuta perché riduce la variabile folla: meno persone significano meno pressione logistica, più margine per le deviazioni impreviste. E le deviazioni impreviste sono, statisticamente, le parti del viaggio che si ricordano meglio.</p>
<p dir="ltr">Foto Distretto dei Laghi</p>
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		<title>Il monastero con lo scriptorium a orologio solare: Fonte Avellana è uno dei segreti meglio custoditi delle Marche</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/monastero-fonte-avellana-monte-catria-marche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Viaggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Oct 2026 11:15:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[escursioni]]></category>
		<category><![CDATA[marche]]></category>
		<category><![CDATA[monasteri]]></category>
		<category><![CDATA[storie]]></category>
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					<description><![CDATA[Lo Scriptorium di Fonte Avellana non ha mai avuto una meridiana nel senso classico. Non[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="800" height="600" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/autunno-monastero-avellana.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/autunno-monastero-avellana.jpg 800w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/autunno-monastero-avellana-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/autunno-monastero-avellana-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /><br><br><p dir="ltr">Lo <strong>Scriptorium di Fonte Avellana</strong> non ha mai avuto una meridiana nel senso classico. Non ne aveva bisogno: le finestre di alabastro che filtrano la luce del mezzogiorno sono progettate in modo che i fasci solari segnino le ore canoniche direttamente sui piani di lavoro. I monaci sapevano quando pregare senza alzare gli occhi dal manoscritto. Una soluzione millenaria che ancora oggi, entrando nello scriptorium, si percepisce come qualcosa di preciso e non casuale.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/monastero-avellana-marche-visita.png" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676260" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/monastero-avellana-marche-visita.png" alt="monastero-avellana-marche-visita" width="1200" height="823" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/monastero-avellana-marche-visita.png 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/monastero-avellana-marche-visita-300x206.png 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/monastero-avellana-marche-visita-1024x702.png 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/monastero-avellana-marche-visita-768x527.png 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p dir="ltr">Questo dettaglio dice molto del <strong>Monastero della Santa Croce di Fonte Avellana</strong>, uno dei complessi monastici medievali meglio conservati dell’Appennino. Si trova a <strong>Serra Sant’Abbondio</strong>, provincia di Pesaro-Urbino, sulle pendici del <strong>Monte Catria</strong> a circa <strong>700 metri</strong> di quota. Non è un museo. I monaci camaldolesi ci abitano ancora.</p>
<h2 dir="ltr">Il territorio: le Marche tra i faggi del Monte Catria</h2>
<p dir="ltr">Fonte Avellana sorge in un’area che, nel Medioevo, era fitta di eremi e ritiri monastici. L’Appennino umbro-marchigiano tra Fabriano e Pesaro era un territorio di rifugio e meditazione, lontano dai centri urbani e dalle loro dinamiche. Il <strong>Monte Catria</strong> arriva a <strong>1.701 metri</strong> ed è coperto di faggete. D’estate è fresco e silenzioso, d’inverno può essere isolato dalla neve per settimane.<br />
Il monastero fu fondato intorno al <strong>980</strong> dai primi seguaci di <strong>San Romualdo da Ravenna</strong>, il monaco che diede vita alla riforma camaldolese all’interno della tradizione benedettina. Non era ancora un monastero strutturato: era un gruppo di eremiti che vivevano nel bosco. La forma che oggi si vede è il risultato di un progetto avviato nel secolo successivo.</p>
<h2 dir="ltr">San Pier Damiani e il progetto che ha resistito novecento anni</h2>
<p dir="ltr">Nel <strong>1035</strong>, un giovane studioso di grammatica e retorica di nome <strong>Pier Damiani</strong> lasciò Ravenna e si fece monaco a Fonte Avellana. Nel <strong>1043</strong> ne divenne priore. Rimase per vent’anni, e in quel periodo trasformò l’insieme di edifici grezzi in un complesso organico: il chiostro, la sala del capitolo, la chiesa e lo scriptorium portano tutti la sua impronta progettuale.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/monastero-avellana-marche-autunno.png" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676259" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/monastero-avellana-marche-autunno.png" alt="" width="1419" height="683" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/monastero-avellana-marche-autunno.png 1419w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/monastero-avellana-marche-autunno-300x144.png 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/monastero-avellana-marche-autunno-1024x493.png 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/monastero-avellana-marche-autunno-768x370.png 768w" sizes="(max-width: 1419px) 100vw, 1419px" /></a></p>
<p dir="ltr">Pier Damiani non era solo un teologo (fu poi nominato cardinale e oggi è dottore della Chiesa): era un intellettuale che pensava agli spazi come strumenti. Lo scriptorium che porta il suo nome ne è l’esempio più evidente. Le <strong>finestre di alabastro</strong> filtrano la luce naturale senza bruciare i manoscritti, non si accendevano fuochi per non danneggiare le pergamene con il fumo, e l’orientamento delle aperture trasforma l’ambiente in un orologio solare funzionale.</p>
<h2 dir="ltr">Lo scriptorium, il chiostro, la chiesa: un’architettura dell’essenziale</h2>
<p dir="ltr">Il <strong>chiostro</strong> risale all’epoca di Pier Damiani. I suoi <strong>archi a tutto sesto</strong> si alternano a volte a crociera ribassate in stile romanico, con due tombe che interrompono la prospettiva. Gli archi a sesto acuto presenti in alcune sezioni sono legati alle tradizioni eremitiche orientali che San Romualdo aveva conosciuto nel suo pellegrinaggio verso i monasteri dell’est.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/avellana-monastero.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676256" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/avellana-monastero.jpg" alt="" width="800" height="600" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/avellana-monastero.jpg 800w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/avellana-monastero-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/avellana-monastero-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a></p>
<p dir="ltr">La <strong>Sala del Capitolo</strong>, della prima metà del XII secolo, ha una volta a botte che le conferisce un’acustica inattesa: era la sede delle assemblee del monastero, e la voce si distribuisce in modo uniforme su tutto lo spazio. Ancora oggi viene usata per concerti e letture.<br />
La <strong>chiesa</strong> è la parte più antica del complesso. Fu costruita con pianta a croce latina, poi modificata nel <strong>1171</strong> con l’aggiunta di un muro che ne spezzò la simmetria. I muri hanno uno spessore di circa <strong>1,3 metri</strong>, il lato nord è tagliato direttamente nella roccia, e la temperatura interna si mantiene stabile intorno ai <strong>17 gradi</strong> tutto l’anno, d’estate e d’inverno.</p>
<h2 dir="ltr">Dante era qui, o quasi</h2>
<p dir="ltr">Nel <strong>Canto XXI del Paradiso</strong>, Dante incontra l’anima di San Pier Damiani nella sfera di Saturno. È il santo stesso a descrivere dove visse, e la descrizione corrisponde a Fonte Avellana: <strong>“tra ‘due liti d’Italia surgon sassi&#8230; in guisa che ‘l tonar par lor bisbiglio”</strong>, il monastero tra le montagne dove il vento suona come un tuono lontano.</p>
<p dir="ltr">La tradizione locale sostiene che Dante abbia soggiornato a Fonte Avellana. Non è documentato con certezza, ma la precisione geografica e architettonica del testo fa pensare che il poeta conoscesse il luogo di persona. La biblioteca contemporanea del monastero porta il suo nome: <strong>Libreria Dante Alighieri</strong>, circa <strong>7.000 volumi</strong> editi dal 1950 in poi. La biblioteca storica ne conta <strong>31.000</strong>, molti dei quali dispersi nel corso dei secoli, soprattutto dopo la soppressione napoleonica del <strong>1810</strong>, quando i manoscritti più preziosi finirono nella <strong>Biblioteca Apostolica Vaticana</strong>.</p>
<h2 dir="ltr">La farmacia e la vita del monastero oggi</h2>
<p dir="ltr">Il monastero fu soppresso nel 1810 e rimase chiuso per decenni. Quando i monaci camaldolesi lo riaprirono nel Novecento, trovarono strutture ancora in buono stato. Oggi la comunità è attiva e il monastero si gestisce in parte attraverso i propri prodotti: la <strong>farmacia antica</strong> produce ancora rimedi tradizionali secondo ricette monastiche.<br />
Le visite guidate permettono di accedere alla chiesa, al chiostro, alla sala del capitolo, alla cripta e allo scriptorium. L’ingresso è nella struttura originale, con la statua in bronzo di San Pier Damiani all’entrata.</p>
<h2 dir="ltr">L’escursione al Monte Catria</h2>
<p dir="ltr">Chi arriva a Fonte Avellana con un paio di scarponi in macchina ha di fronte l’<strong>escursione al Monte Catria</strong>, una delle ascensioni appenniniche più belle delle Marche. Il percorso parte direttamente dall’eremo: <strong>950 metri di dislivello</strong>, circa <strong>5 ore e 30 minuti</strong> andata e ritorno, difficoltà <strong>E</strong> con tratti <strong>EE</strong> su crinale esposto. Si sale per la dorsale boscosa fino alla <strong>Rocca Baiarda</strong>, poi verso il rifugio della <strong>Vernosa</strong>, e si raggiunge la vetta a <strong>1.701 metri</strong>. Il panorama comprende l’Adriatico a est e i rilievi umbri a ovest.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/monastero-avellana-marche.png" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676258" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/monastero-avellana-marche.png" alt="" width="1411" height="694" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/monastero-avellana-marche.png 1411w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/monastero-avellana-marche-300x148.png 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/monastero-avellana-marche-1024x504.png 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/monastero-avellana-marche-768x378.png 768w" sizes="(max-width: 1411px) 100vw, 1411px" /></a><br />
La stagione migliore per l’escursione va da <strong>maggio a novembre</strong>. A ottobre le faggete cambiano colore in modo spettacolare.</p>
<h2 dir="ltr">Info pratiche</h2>
<p dir="ltr"><strong>Monastero della Santa Croce di Fonte Avellana</strong><br />
Località Fonte Avellana, 1 — <strong>61040 Serra Sant’Abbondio (PU)</strong><br />
Tel. +39 333 5731921<br />
Sito: fonteavellana.it<br />
<strong>Orari:</strong> lunedì-sabato, 10:00-17:00 (verificare prima della visita)<br />
<strong>Come arrivare:</strong> in auto da Fabriano (30 km) o da Pesaro (60 km). Non c’è collegamento ferroviario diretto. Le stazioni più vicine sono <strong>Pesaro</strong> e <strong>Fano</strong>.</p>
<p>Foto https://fonteavellana.it/</p>
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		<title>La grotta dove scopri la preistoria: una discesa nella Tanaccia con le guide è un&#8217;avventura da fare</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/la-grotta-dove-scopri-la-preistoria-una-discesa-nella-tanaccia-con-le-guide-e/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martino De Mori]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Oct 2026 06:00:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[emilia romagna]]></category>
		<category><![CDATA[escursione]]></category>
		<category><![CDATA[grotte]]></category>
		<category><![CDATA[princpale]]></category>
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					<description><![CDATA[Prima di entrare nella Grotta Tanaccia, le guide del Gruppo Speleologico Faentino distribuiscono casco e[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1000" height="701" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/grotta-tanaccia.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="grotta tanaccia" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/grotta-tanaccia.jpg 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/grotta-tanaccia-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/grotta-tanaccia-768x538.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/grotta-tanaccia-331x232.jpg 331w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/grotta-tanaccia-670x470.jpg 670w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><br><br><p dir="ltr">Prima di entrare nella <strong>Grotta Tanaccia</strong>, le guide del <strong>Gruppo Speleologico Faentino</strong> distribuiscono casco e lampada frontale. Non perché il percorso sia tecnicamente impegnativo: ma perché in questa grotta non ci sono luci installate. <strong>Si entra nel buio vero</strong>, quello che milioni di anni di gesso hanno preservato intatto, con l’unica luce che si porta in testa.<br />
È un dettaglio che sembra banale fino al momento in cui si è davvero lì sotto.</p>
<p dir="ltr"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/tanaccia-emilia.png" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676231" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/tanaccia-emilia.png" alt="" width="763" height="569" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/tanaccia-emilia.png 763w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/tanaccia-emilia-300x224.png 300w" sizes="(max-width: 763px) 100vw, 763px" /></a>La <strong>Grotta Tanaccia</strong> si trova nel comune di <strong>Brisighella</strong>, provincia di Ravenna, nel territorio del <strong>Parco Regionale della Vena del Gesso Romagnola</strong>. È una delle cavità più interessanti dell’intera formazione gessosa appenninica, per ragioni geologiche e per ragioni che hanno a che fare con la preistoria. Noi siamo scesi ed è un&#8217;avventura da non perdere.</p>
<h2 dir="ltr">La Vena del Gesso: cosa c’è sotto le colline romagnole</h2>
<p dir="ltr">La <strong>Vena del Gesso Romagnola</strong> è una cresta di circa <strong>25 chilometri</strong> che attraversa i rilievi tra le province di Ravenna e Bologna, a cavallo tra i comuni di Faenza, Brisighella e Riolo Terme. Il parco regionale che la tutela è stato istituito nel <strong>2005</strong> e copre circa <strong>60 chilometri quadrati</strong>. Fa parte del <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cammini/via-dei-gessi-e-dei-calanchi-a-piedi-sul-cammino-da-bologna-a-faenza/" data-wpel-link="internal">Cammino dei Gessi e dei Calanchi, che abbiamo raccontato</a></strong> e che è uno dei nostri preferiti in assoluto. <a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/calanchi-1.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="size-full wp-image-676227 aligncenter" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/calanchi-1.jpg" alt="calanchi-gesso" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/calanchi-1.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/calanchi-1-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/calanchi-1-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></a>Il gesso che forma queste colline è il risultato di uno degli eventi geologici più straordinari della storia del Mediterraneo. Circa <strong>5,9 milioni di anni fa</strong>, durante il periodo detto <strong>Messiniano</strong>, il Mare Mediterraneo si prosciugò quasi completamente per effetto di uno sbarramento tettonico tra Africa ed Europa. L’acqua evaporò, lasciando enormi depositi di solfato di calcio: è il gesso che oggi forma la Vena. Quando il mare tornò, milioni di anni dopo, la cresta era già lì.</p>
<p>Il gesso è una <strong>roccia diversa dal calcare:</strong> si dissolve nell’acqua in modo più diretto e rapido, producendo cavità dai profili irregolari, dalle pareti lisce e spesso prive di quelle concrezioni calcaree (stalattiti, stalagmiti) che caratterizzano le grotte più note. La <strong>Tanaccia</strong> è una grotta nel gesso vero e proprio: ci si muove in spazi scavati dall’acqua, non decorati da essa.</p>
<h2 dir="ltr">Il percorso: quattro sale, un fiume sotterraneo</h2>
<p dir="ltr">L’accesso alla grotta segue il percorso di un <strong>piccolo fiume sotterraneo</strong> che ha contribuito a scavarla nei millenni. Il tragitto guidato attraversa quattro ambienti principali, ognuno con caratteri distinti.<br />
La <strong>Sala delle Sabbie</strong> apre il percorso con un elemento visivamente inatteso: il gesso che si distacca dal soffitto in placche e forme di dissoluzione, senza la solennità delle grotte calcaree ma con una precisione quasi minerale.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/grotta-tanaccia-visita.png" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676230" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/grotta-tanaccia-visita.png" alt="" width="771" height="574" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/grotta-tanaccia-visita.png 771w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/grotta-tanaccia-visita-300x223.png 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/grotta-tanaccia-visita-768x572.png 768w" sizes="(max-width: 771px) 100vw, 771px" /></a><br />
Il <strong>Salone del Crollo</strong> prende il nome dai blocchi di roccia che nel tempo si sono staccati dalla volta, ridisegnando gli spazi in modo caotico e scenografico.<br />
La <strong>Sala del Laghetto</strong> ha un piccolo specchio d’acqua che riflette le luci delle frontali con effetti difficili da descrivere. La <strong>Sala Piatta</strong> chiude il percorso con geometrie orizzontali che contrastano con la verticalità degli ambienti precedenti.</p>
<p dir="ltr">Il percorso dura circa <strong>60 minuti</strong>. Non richiede attrezzatura tecnica, ma non è consigliato a chi soffre di claustrofobia. L’ambiente è umido, fresco tutto l’anno, e fisicamente autentico: non è una grotta turistica attrezzata, è una grotta che si visita come grotta.</p>
<h2 dir="ltr">Tremila anni sotto terra: la preistoria della Tanaccia</h2>
<p dir="ltr">I primi scavi scientifici nella <strong>Grotta Tanaccia</strong> risalgono al <strong>1935</strong>, condotti da Giovanni Mornig e Antonio Corbara. Un secondo intervento, nel <strong>1955-56</strong>, fu guidato da Renato Scarani. Entrambe le campagne restituirono una quantità notevole di materiali: <strong>vasellame, armi e ornamenti</strong> databili dall’<strong>Eneolitico</strong> (l’età del rame, circa 3500 a.C.) fino alla <strong>tarda età del Bronzo</strong> (circa 1200 a.C.).<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Tenaccia-gtotta.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676229" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Tenaccia-gtotta.jpg" alt="" width="1600" height="1579" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Tenaccia-gtotta.jpg 1600w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Tenaccia-gtotta-300x296.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Tenaccia-gtotta-1024x1011.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Tenaccia-gtotta-768x758.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Tenaccia-gtotta-1536x1516.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></a><br />
Per più di <strong>duemila anni</strong>, popolazioni diverse usarono questa cavità come riparo, come luogo di culto o come deposito. L’oscurità che si sperimenta oggi durante la visita è la stessa che conoscevano. Questo è uno di quei dettagli che non si trovano nelle didascalie dei musei e che invece, nel buio della grotta, hanno tutto il peso che meritano.</p>
<h2 dir="ltr">La visita: equipaggiamento, guide e prenotazione</h2>
<p dir="ltr">Le visite alla <strong>Grotta Tanaccia</strong> sono condotte dai volontari del <strong>Gruppo Speleologico Faentino</strong>, che conosce la cavità in modo approfondito e sa raccontarla senza trasformarla in un prodotto. I gruppi sono limitati: minimo <strong>2</strong>, massimo <strong>15 persone</strong>. Casco e lampada frontale vengono forniti all’ingresso. La fotografia è consentita, cosa piuttosto rara nelle grotte italiane.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/visita-speleolofgica-tanaccia.png" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676232" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/visita-speleolofgica-tanaccia.png" alt="" width="859" height="630" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/visita-speleolofgica-tanaccia.png 859w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/visita-speleolofgica-tanaccia-300x220.png 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/visita-speleolofgica-tanaccia-768x563.png 768w" sizes="(max-width: 859px) 100vw, 859px" /></a><br />
Le aperture programmate seguono il calendario del <strong>Parco Regionale della Vena del Gesso</strong>: indicativamente da <strong>maggio a fine ottobre</strong>, con uscite la terza domenica del mese in orari mattutini e pomeridiani. Al di fuori di questi appuntamenti, la visita è organizzabile su prenotazione per gruppi da almeno sette persone.<br />
<strong>Prenotazioni</strong> al Centro Visitatori <strong>Cà Carnè</strong> del Parco, oppure direttamente tramite l’Associazione Pangea di Brisighella (tel. +39 0546 662425). È consigliabile verificare date e disponibilità prima di partire, poiché il calendario cambia stagionalmente.<br />
<strong>Tariffe</strong>: adulti 3<strong>0 euro</strong></p>
<h3 dir="ltr">Cosa c’è intorno</h3>
<p dir="ltr">Il Parco della Vena del Gesso offre altre esperienze sotterranee nella stessa area. La <strong>cava abbandonata di Marana</strong>, vicino alla Tanaccia, viene utilizzata in estate come teatro per concerti, sfruttando l’acustica della galleria scavata nella roccia. La <strong>Grotta Cà Toresina</strong>, raggiungibile a piedi da un parcheggio sul Rio Stella in circa venti minuti, è una cavità naturale che i Romani modificarono per estrarre il <em>lapis specularis</em>, una varietà di gesso cristallino usato come materiale da costruzione e per finestre.<br />
<strong>Brisighella</strong>, a tredici chilometri dalla grotta, è uno dei borghi medievali più noti dell’Appennino romagnolo, con la torre dell’orologio, la rocca sul colle e la via coperta medievale. Vale una sosta, eventualmente con pranzo.</p>
<p dir="ltr">Foto <a href="https://www.instagram.com/martinodemori/" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">Martino De Mori,</a> brisighella.org, Piero Lucci e M. Costa per parchiromagna.it</p>
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<div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/martino-de-mori/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Martino De Mori</span></a></div>
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<p>Giornalista e autore, scrive di viaggi e ambiente per importanti testate internazionali come National Geographic e BBC. Ama andare alla ricerca di luoghi nascosti e storie inedite, e ama praticare gli sport outdoor &#8211; tendenzialmente male. È co-fondatore di Sportoutdoor24.</p>
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		<title>Si chiama Zisa ed è un capolavoro italiano pieno di segreti e leggende misteriose legate ai Diavoli</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/la-zisa-palermo-sicilia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Serena Proietti Colonna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Oct 2026 12:56:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[castelli]]></category>
		<category><![CDATA[città]]></category>
		<category><![CDATA[sicilia]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="900" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Zisa.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Zisa, Palermo" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Zisa.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Zisa-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Zisa-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Zisa-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p>Quanto è straordinaria <strong>Palermo</strong>? Moltissimo, anche perché è la culla di un patrimonio architettonico che racconta secoli di incontri tra civiltà differenti. Tra tutti i suoi meravigliosi edifici, però, ce n&#8217;è uno che riesce a rappresentare questa straordinaria eredità culturale (quasi) meglio di qualunque altro: la <strong>Zisa</strong>, uno dei palazzi più affascinanti della Sicilia medievale. Costruita nel XII secolo per accogliere i sovrani normanni durante i soggiorni estivi, sorprende per le sue <strong>soluzioni ingegneristiche</strong>, le decorazioni di ispirazione islamica e un sistema di raffreddamento naturale particolarmente avanzato per l&#8217;epoca.</p>
<p>Il suo nome deriva dall&#8217;arabo <em>al-Aziz</em>, traducibile con &#8220;la splendida&#8221; o &#8220;la magnifica&#8221;, un appellativo che riflette l&#8217;ambizione dei suoi committenti. All&#8217;epoca della costruzione, infatti, Palermo era la capitale di un regno ricco e culturalmente vivace, caratterizzato dalla convivenza di tradizioni latine, greche e musulmane.</p>
<p>Oggi il <strong>Castello della Zisa</strong> rappresenta una delle testimonianze più importanti dell&#8217;architettura arabo-normanna ed è inserito dal 2015 nel <strong>patrimonio mondiale UNESCO</strong>, all&#8217;interno dell&#8217;itinerario che comprende anche le cattedrali di Cefalù e Monreale e altri monumenti palermitani.</p>
<h2>Cosa vedere alla Zisa, tra fontane, mosaici e i misteriosi diavoli</h2>
<p>Già dall&#8217;esterno emerge una caratteristica piuttosto insolita per una residenza reale medievale: la Zisa presenta un <strong>aspetto compatto e geometrico</strong>, lontano dall&#8217;immagine dei castelli europei dominati da torri difensive e possenti fortificazioni. Raggiunge circa 25,70 metri di altezza, si sviluppa su tre livelli e ha una pianta rettangolare. La facciata orientale si fa notare per <strong>aperture e nicchie con archi ogivali</strong>, mentre le superfici in pietra chiara acquistano sfumature differenti secondo l&#8217;intensità della luce.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Facciata-della-Zisa.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676504" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Facciata-della-Zisa.jpg" alt="Facciata della Zisa, Palermo" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Facciata-della-Zisa.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Facciata-della-Zisa-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Facciata-della-Zisa-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Facciata-della-Zisa-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>La sua vera ricchezza, però, si rivela all&#8217;interno, specialmente con la <strong>Sala della Fontana</strong> e il sorprendente sistema di raffreddamento. Questo ambiente, infatti, rappresenta uno degli esempi più raffinati dell&#8217;incontro tra architettura islamica e cultura bizantina nella <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/non-categorizzato/in-questa-zona-vulcanica-della-sicilia-ci-sono-spiagge-accoglienti-e-panorami-spettacolari/" data-wpel-link="internal">Sicilia normanna</a></strong>. Lo spazio centrale è impreziosito da rivestimenti marmorei, colonne, mosaici e nicchie decorate.</p>
<p>Particolarmente interessanti sono le <em><strong>muqarnas</strong></em>, elementi ornamentali tridimensionali tipici dell&#8217;architettura islamica, formati da piccole strutture sovrapposte che ricordano stalattiti. Sulla parete di fondo si trova la fontana dalla quale l&#8217;acqua scorreva attraverso una canaletta pavimentale, attraversando vasche dalla particolare geometria prima di raggiungere il bacino esterno. Questa soluzione aveva certamente una funzione estetica, ma contribuiva anche alla <strong>climatizzazione degli ambienti</strong> (e sì, fa quasi strano crederci).</p>
<p>La Zisa era infatti progettata per <strong>sfruttare la circolazione naturale dell&#8217;aria</strong>, attraverso un sistema di aperture e condotti di ventilazione. L&#8217;interazione tra correnti d&#8217;aria, acqua e caratteristiche architettoniche contribuiva a rendere più gradevole la temperatura tra le mura.</p>
<h3>I diavoli della Zisa e la leggenda del tesoro nascosto</h3>
<p>È praticamente impossibile non notare un dipinto collocato sull&#8217;arco d&#8217;ingresso della Sala della Fontana, conosciuto attraverso la tradizione popolare con il nome di <em><strong>Diavoli della Zisa</strong></em>. L&#8217;affresco, di epoca barocca, raffigura una serie di figure disposte secondo una composizione che rende difficile contarle con precisione.</p>
<p>Da questa particolarità nacque una leggenda secondo la quale nessuno sarebbe mai riuscito a <strong>stabilire il numero esatto</strong> dei personaggi rappresentati. La tradizione racconta pure che nel palazzo sarebbe custodito un<strong> tesoro misterioso</strong>, protetto proprio da queste figure: chi tentasse di contarle per impossessarsene finirebbe per perdere il conto.</p>
<h2>Il Museo d&#8217;Arte Islamica e il giardino della Zisa</h2>
<p>La visita prosegue attraverso gli ambienti che ospitano il <strong>Museo d&#8217;Arte Islamica</strong>, inaugurato nel 1991. Le collezioni comprendono manufatti provenienti dalla Sicilia e da diversi territori del Mediterraneo, con testimonianze artistiche legate sia alla dominazione araba sia al successivo periodo normanno. Tra gli oggetti più interessanti ci sono <strong>utensili metallici finemente lavorat</strong>i, elementi decorativi in ottone, oro e argento e raffinati manufatti lignei.</p>
<p>Molto intriganti sono pure le <em><strong>musharabia</strong></em>, strutture a grata realizzate mediante piccoli elementi di legno assemblati in motivi geometrici. Nella tradizione architettonica islamica queste schermature permettevano di<strong> filtrare la luce e favorire la ventilazione</strong>, assicurando al tempo stesso maggiore riservatezza. Un altro reperto di grande valore è una lapide del 1149 con un&#8217;iscrizione in quattro lingue, latino, greco bizantino, arabo ed ebraico.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Giardini-della-Zisa.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676505" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Giardini-della-Zisa.jpg" alt="Giardini della Zisa, Palermo" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Giardini-della-Zisa.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Giardini-della-Zisa-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Giardini-della-Zisa-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Giardini-della-Zisa-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Infine, un altro punto decisamente emozionante è l&#8217;<strong>area verde</strong> sistemata con percorsi, vasche e giochi d&#8217;acqua su cui si affaccia il palazzo, da dove è possibile osservare la facciata nella sua interezza e riconoscere il rapporto geometrico tra l&#8217;ingresso centrale e il sistema delle vasche.</p>
<p>Foto Canva</p>
<p><strong>Leggi Anche</strong></p>
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<p>Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.</p>
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		<title>Guglie di argilla, un castello medievale e sentieri della Via del Sale: i Calanchi di Nivione, meta da weekend in Lombardia</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/calanchi-di-nivione-varzi-oltrepo-pavese-trekking/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Viaggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Oct 2026 05:00:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[canyon e gole]]></category>
		<category><![CDATA[escursioni]]></category>
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		<category><![CDATA[gole]]></category>
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					<description><![CDATA[Quando si pensa ai calanchi italiani, vengono in mente le crete senesi, le Badlands lucane[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="759" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/calanchi-nivione.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/calanchi-nivione.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/calanchi-nivione-300x190.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/calanchi-nivione-1024x648.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/calanchi-nivione-768x486.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p dir="ltr">Quando si pensa ai calanchi italiani, vengono in mente le crete senesi, le Badlands lucane o l’Appennino tosco-emiliano. Non di solito la Lombardia. Eppure a pochi chilometri da <strong>Varzi</strong>, nella <strong>Val Staffora</strong>, un’erosione millenaria ha prodotto uno dei paesaggi argillosi più compatti del nord Italia: guglie affilate, versanti scoscesi color ocra e grigio, creste strette che d’autunno si stagliano contro le faggete del circondario.<br />
I <strong>Calanchi di Nivione</strong> sono poco conosciuti anche da chi vive in provincia di Pavia.<br />
Questo non è necessariamente un problema.</p>
<h3 dir="ltr">Val Staffora e l’Oltrepò che nessuno conosce</h3>
<p dir="ltr"><strong>Varzi</strong> è un borgo medievale di circa tremila abitanti lungo la <strong>Via del Sale</strong>, la mulattiera storica che collegava la costa ligure alla Pianura Padana portando sale, spezie e merci tra Genova e le città padane. I Malaspina la controllarono per secoli: Federico Barbarossa assegnò loro il feudo nel <strong>1164</strong>, e il marchesato di Varzi durò fino all’arrivo di Napoleone. Il borgo conserva i portici del Quattrocento lungo la <strong>Via del Mercato</strong> e una torre, la <strong>Torre delle Streghe</strong>, legata a un processo per stregoneria del 1460.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/ValStaffora_Cecima.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-675781" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/ValStaffora_Cecima.jpg" alt="ValStaffora_Cecima" width="1200" height="800" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/ValStaffora_Cecima.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/ValStaffora_Cecima-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/ValStaffora_Cecima-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/ValStaffora_Cecima-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p dir="ltr">I <strong>Calanchi di Nivione</strong> si trovano tra la <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/lappennino-lombardo-il-borgo-e-il-salame-nato-ottocento-anni-fa-varzi-e-la-valle-staffora/" data-wpel-link="internal"><strong>Valle Staffora</strong></a> e la <strong>Valle Curone</strong>, a cavallo di due bacini idrografici. Siamo nell’<strong>Appennino Ligure-Piemontese</strong> al confine tra Lombardia e Liguria, a circa <strong>490 metri</strong> di quota.</p>
<h3 dir="ltr">La geologia: la pioggia sull’argilla per milioni di anni</h3>
<p dir="ltr">I calanchi sono il risultato di un processo erosivo specifico: acqua piovana che scorre su rocce argillose impermeabili, incidendo <strong>solchi profondi e creando creste affilate</strong>. Il fenomeno richiede argille particolari, di origine marina, depositate in sedimenti marini e poi sollevate dai movimenti tettonici dell’Appennino.</p>
<p dir="ltr">L’Oltrepò Pavese è uno dei territori della Lombardia con la più alta densità di calanchi: ricercatori dell’<strong>Università di Pavia</strong> e di altri atenei hanno identificato e mappato sistematicamente queste formazioni nell’area, studiando i ritmi di erosione e la loro risposta alle precipitazioni stagionali. I calanchi di Nivione rappresentano uno dei complessi meglio sviluppati della zona: brevi in altezza, ma compatti nella distribuzione, con un impatto visivo immediato.</p>
<h3 dir="ltr">Il Castello di Nivione: i Malaspina e la fine del 1368</h3>
<p dir="ltr">Nel bosco sopra la borgata di Nivione, quasi nascosto dalla vegetazione, c’è quello che resta del <strong>Castello di Nivione</strong>, costruito dai <strong>Malaspina</strong> tra il XII e il XIII secolo. La data più antica associata alla struttura è il <strong>1164</strong>, in coincidenza con la concessione del feudo imperiale. Il castello aveva una pianta irregolare, un’unica grande sala e una hall sotterranea coperta da una volta a botte.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/castello-nivione.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676302" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/castello-nivione.jpg" alt="castello-nivione" width="768" height="494" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/castello-nivione.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/castello-nivione-300x193.jpg 300w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></p>
<p dir="ltr">Nel <strong>1368</strong> le truppe di <strong>Voghera</strong> lo distrussero. Non fu mai ricostruito. Oggi è una rovina abbandonata nel bosco, catalogata dalla Regione Lombardia con un grado di rischio elevato per il cedimento strutturale della volta e l’umidità delle pareti. Raggiungerla richiede un breve fuori percorso dal sentiero principale.</p>
<h3 dir="ltr">Il percorso ad anello</h3>
<p dir="ltr">Il punto di partenza è il <strong>ponte sullo Staffora</strong>, appena fuori da Varzi. Da qui il percorso più diffuso è l’<strong>anello lungo</strong> di circa <strong>13 km</strong> con <strong>380 metri</strong> di dislivello positivo e una durata indicativa di <strong>3 ore e 45 minuti</strong>; chi preferisce una versione più contenuta trova varianti tra gli <strong>8 e i 9 km</strong> con dislivello tra i <strong>170 e i 370 metri</strong>, percorribili in circa <strong>2-3 ore</strong>. La difficoltà è classificata <strong>media</strong> (E), con un tratto su cresta che richiede attenzione e buona stabilità.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/passeggiate-tutunno-oltrepo-1.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676289" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/passeggiate-tutunno-oltrepo-1.jpg" alt="" width="1024" height="683" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/passeggiate-tutunno-oltrepo-1.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/passeggiate-tutunno-oltrepo-1-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/passeggiate-tutunno-oltrepo-1-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p dir="ltr">L’itinerario sale verso la <strong>Valle di Nivione</strong>, raggiunge un valico e prosegue su sterrato panoramico. Scende poi verso <strong>Castagnola</strong>, risale attraverso il bosco fino al crinale con vista sulla Val Staffora, attraversa i calanchi, passa per la borgata di <strong>Nivione</strong> e il castello, e rientra su Varzi per strada asfaltata.<br />
Il terreno argilloso diventa scivoloso con la pioggia. Scarpe da trekking con buona suola sono necessarie; le sneaker fanno rimpianti.</p>
<h3 dir="ltr">Cosa si mangia: Varzi DOP e vino</h3>
<p dir="ltr">Il salame di <strong>Varzi</strong> era già noto nel XVI secolo. Oggi è <strong>DOP</strong> e si trova in tre versioni che corrispondono a tre stadi di stagionatura e pezzatura: il <strong>salametto</strong> (piccolo, consumo veloce), la <strong>filzetta</strong> (intermedia), il <strong>crespone</strong> (grande, stagionatura lunga). Si mangia tradizionalmente con la <strong>micca</strong>, il pane locale a pasta compatta. I salumifici artigianali di Varzi permettono acquisti diretti.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/fette-salame-varzi.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-675302" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/fette-salame-varzi.jpg" alt="fette-salame-varzi" width="1000" height="813" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/fette-salame-varzi.jpg 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/fette-salame-varzi-300x244.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/fette-salame-varzi-768x624.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p dir="ltr">I vini sono quelli dell’<strong>Oltrepò Pavese DOC</strong>: <strong>Bonarda</strong>, frizzante e tannico, è il rosso più diffuso; il <strong>Pinot Nero</strong> dell’Oltrepò ha una storia lunga e qualità riconosciuta a livello internazionale; il <strong>Buttafuoco</strong> è il più robusto. In autunno, la <strong>Sagra della Castagna</strong> si tiene a <strong>Pietragavina</strong>, piccola frazione tra i boschi a pochi chilometri da Varzi.<br />
I ristoranti del centro storico propongono anche <strong>ravioli di brasato</strong> e <strong>agnolotti</strong> fatti a mano, tipici della cucina contadina della pianura padana riletta in chiave appenninica.</p>
<h2 dir="ltr">Info pratiche</h2>
<p dir="ltr"><strong>Calanchi di Nivione</strong> — partenza da <strong>Varzi (PV)</strong>, Lombardia<br />
<strong>Come arrivare:</strong> In auto da Milano circa 1h40 via A7 e SS461. Da Pavia circa 1h10. Non ci sono collegamenti diretti in treno: la stazione più vicina è <strong>Voghera</strong> (35 km), da cui si prosegue in auto o bus locale.<br />
<strong>Periodo migliore:</strong> primavera (aprile-maggio) e autunno (ottobre-novembre) per i colori e le temperature. Estate è possibile ma caldo. Evitare con terreno bagnato se non si ha esperienza.<br />
<strong>Mappe:</strong> disponibili su Komoot e Wikiloc con tracce GPS (ricerca: “anello calanchi Nivione”).<br />
<strong>Info locali:</strong> Comune di Varzi, tel. +39 0383 545011.</p>
<p dir="ltr">Foto https://catalogo.beniculturali.it/, https://www.visitpavia.com/</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>La valle delle streghe in Liguria: Triora, il borgo maledetto è ancora più affascinante in autunno</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/liguria-borgo-misterioso-liguria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Viaggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Oct 2026 16:30:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[borghi]]></category>
		<category><![CDATA[escursioni]]></category>
		<category><![CDATA[liguria]]></category>
		<category><![CDATA[storie]]></category>
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					<description><![CDATA[Sulla carta sembra facile da ignorare: un comune di meno di trecento abitanti, a 780[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="803" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/triora-borgo-copia.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="triora-borgo" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/triora-borgo-copia.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/triora-borgo-copia-300x201.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/triora-borgo-copia-1024x685.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/triora-borgo-copia-768x514.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p>Sulla carta sembra facile da ignorare: un comune di meno di trecento abitanti, a 780 metri di quota, raggiungibile solo salendo per tornanti che si arrampicano sull&#8217;entroterra imperiese. Eppure <strong>Triora</strong> non si lascia ignorare.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/triora-valle-copia.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676297" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/triora-valle-copia.jpg" alt="triora-valle" width="1200" height="803" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/triora-valle-copia.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/triora-valle-copia-300x201.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/triora-valle-copia-1024x685.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/triora-valle-copia-768x514.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><br />È uno di quei posti che rimangono impressi non per una singola attrazione, ma per un&#8217;atmosfera compatta e difficile da spiegare,  pietra grigia, vicoli stretti, e una storia che nel Cinquecento divenne uno degli episodi più cupi dell&#8217;inquisizione italiana.<br />Chi cerca il <strong>Liguria borgo misterioso</strong> per eccellenza trova qui la risposta più stratificata e onesta che la regione sappia offrire.</p>
<h2>Un villaggio nell&#8217;Alta Val Argentina</h2>
<p><strong>Triora</strong> sorge nell&#8217;alta <strong>Val Argentina</strong>, nella provincia di Imperia, incastonata tra boschi di castagni e creste appenniniche che sfiorano i 2000 metri. Il paese si affaccia sulla vallata da una posizione naturalmente difesa, con le case addossate le une alle altre secondo la logica medievale: risparmiare spazio, conservare il calore, ostacolare le incursioni.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/triora-bosco-copia.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676292" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/triora-bosco-copia.jpg" alt="triora-valle" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/triora-bosco-copia.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/triora-bosco-copia-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/triora-bosco-copia-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/triora-bosco-copia-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Le origini del borgo sono antiche. I primi documenti certi risalgono all&#8217;XI secolo, ma l&#8217;insediamento è probabilmente più vecchio.<br />Nel Medioevo, <strong>Triora</strong> controllava i valichi verso la Francia ed era un nodo commerciale di rilievo per la Liguria di Ponente.<br />Il centro storico conserva ancora oggi quel disegno compresso e verticale: portali in ardesia, caruggi dove si entra quasi di fianco, la <em>colla</em> (la piazza principale, stretta e in pendenza) con la fontana che sgorga da secoli.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/triora-liguria-copia.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676294" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/triora-liguria-copia.jpg" alt="" width="1200" height="699" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/triora-liguria-copia.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/triora-liguria-copia-300x175.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/triora-liguria-copia-1024x596.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/triora-liguria-copia-768x447.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>

<p>A pochi passi dal nucleo abitato si trovano i resti dell&#8217;antico castello e la <strong>Collegiata dell&#8217;Assunta</strong>, che conserva un&#8217;Annunciazione attribuita al pittore Giovanni Canavesio, datata 1482. Arte e pietra, in perfetto equilibrio.</p>
<h2>Il processo alle streghe: quando Triora bruciò</h2>
<p>Nel <strong>1587</strong>, una carestia devastante colpì l&#8217;Alta Val Argentina. I raccolti fallirono, la fame si diffuse, e la comunità cercò una spiegazione. La trovò, come accadeva troppo spesso in quell&#8217;Europa, in un capro espiatorio: le <em>streghe</em>.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/triora-rovine-copia.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676295" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/triora-rovine-copia.jpg" alt="triora-rovine" width="1200" height="714" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/triora-rovine-copia.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/triora-rovine-copia-300x179.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/triora-rovine-copia-1024x609.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/triora-rovine-copia-768x457.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>

<p>Le autorità genovesi inviarono inquisitori a Triora, e quello che seguì fu uno dei processi per stregoneria più numerosi e documentati dell&#8217;Italia del XVI secolo. Oltre <strong>duecento donne</strong> furono accusate, una trentina finirono in carcere, alcune morirono durante la detenzione, altre furono condannate.<br />Le indagini si concentrarono in particolare attorno alla <em>Cabotina</em>, un casolare fuori dalle mura dove, secondo le testimonianze estorte, si sarebbero tenuti i <em>sabbat</em>.<br />Oggi la <strong>Cabotina</strong> è uno dei luoghi simbolo del borgo.</p>
<p>Le sue rovine restano visitabili, e la posizione periferica — fuori dal cuore abitato, in mezzo alla vegetazione — contribuisce ancora a quell&#8217;atmosfera sospesa che Triora sa generare.</p>

<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1600" height="1067" class="wp-image-676284" title="Interno del Museo Etnografico e della Stregoneria di Triora con documenti storici" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/pexels-photo-8661757.jpg" alt="Interno del Museo Etnografico e della Stregoneria di Triora con documenti storici" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/pexels-photo-8661757.jpg 1600w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/pexels-photo-8661757-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/pexels-photo-8661757-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/pexels-photo-8661757-768x512.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/pexels-photo-8661757-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></figure>

<p>Il <a href="https://www.museotriora.it/" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external"><strong>Museo Etnografico e della Stregoneria</strong></a> raccoglie documenti storici, reperti locali e una ricostruzione dettagliata del processo.<br />Non è un museo di curiosità o attrazioni para-turistiche: è un luogo che pone domande serie su paura, potere e giustizia.</p>
<h2>Sentieri e vallate dimenticate nei dintorni</h2>
<p>Chi si ferma solo al centro storico vede metà di Triora. L&#8217;altra metà è fuori, sui sentieri che scendono nella valle o risalgono verso i crinali.<br />Il percorso più noto porta alla <strong>Cabotina</strong>, breve e accessibile anche ai meno allenati.<br />Per chi ha più gambe, i sentieri della <strong>Val Argentina</strong> e del <strong>Parco delle Alpi Liguri</strong> offrono escursioni ben più impegnative verso paesaggi aperti e poco frequentati.<img loading="lazy" width="1600" height="1200" class="wp-image-676285" title="Sentiero escursionistico tra boschi e creste nell'entroterra ligure vicino a Triora" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/pexels-photo-9782485.jpg" alt="Sentiero escursionistico tra boschi e creste nell'entroterra ligure vicino a Triora" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/pexels-photo-9782485.jpg 1600w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/pexels-photo-9782485-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/pexels-photo-9782485-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/pexels-photo-9782485-768x576.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/pexels-photo-9782485-1536x1152.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<p>Una delle tracce più belle sale verso <strong>Monte Saccarello</strong> (2200 metri), il punto più alto della Liguria. L&#8217;ascesa da Triora richiede <strong>una giornata intera</strong> ma regala panorami che spaziano fino al mare e, nelle giornate limpide, fino alle Alpi Marittime francesi.<br />Per chi preferisce restare a quote più moderate, il sentiero che collega Triora a <strong>Baiardo</strong> attraversa boschi e creste con viste sulla costa e sulla Provenza.<br />È uno di quei percorsi che i locali frequentano da generazioni e che i turisti di passaggio raramente trovano nelle guide standard.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/triora-visita-copia.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676298" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/triora-visita-copia.jpg" alt="triora-visita" width="1200" height="586" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/triora-visita-copia.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/triora-visita-copia-300x147.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/triora-visita-copia-1024x500.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/triora-visita-copia-768x375.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>

<p>Per approfondire le escursioni dell&#8217;entroterra ligure, i <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/escursioni-in-liguria-le-6-migliori-della-riviera-di-ponente/" data-wpel-link="internal">6 percorsi migliori della Riviera di Ponente</a> offrono un punto di partenza utile per costruire un itinerario su misura tra mare e montagna.</p>
<h2>Perché Triora è tra i borghi più belli della Liguria</h2>
<p>Triora non è il borgo più famoso della Liguria — Portofino e Cervo hanno ben altra visibilità — ma tra quelli autentici è probabilmente il più stratificato.<br />Ogni angolo racconta qualcosa: la pietra locale scura, le scale consumate dai secoli, i caruggi che portano sempre a qualcosa di inatteso.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/triora-trekking-copia.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676299" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/triora-trekking-copia.jpg" alt="triora-trekking " width="1200" height="504" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/triora-trekking-copia.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/triora-trekking-copia-300x126.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/triora-trekking-copia-1024x430.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/triora-trekking-copia-768x323.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Quello che rende Triora speciale rispetto ad altri borghi medievali è questa tensione tra bellezza e memoria pesante.<br />Non è un set decorativo: il paese vive, e la sua storia oscura non è stata estetizzata ma conservata con rispetto. Il museo, la Cabotina, i nomi dei vicoli — tutto concorre a restituire un quadro complesso e onesto.<br />Vale la pena arrivare nel <strong>tardo pomeriggio</strong>, quando la luce radente valorizza le superfici in ardesia e i turisti del giorno se ne sono già andati. In quell&#8217;ora, Triora diventa un&#8217;altra cosa ancora.</p>
<h2>Info pratiche</h2>
<p><strong>Dove:</strong> Triora, comune dell&#8217;Alta Val Argentina, provincia di Imperia, Liguria. A circa 37 km da Sanremo.<br /><strong>Come arrivare:</strong> In auto dalla costa (Sanremo o Taggia) seguendo la SS548 lungo la Val Argentina. Non esiste una stazione ferroviaria a Triora; il collegamento pubblico è garantito da autobus della linea Riviera Trasporti da Sanremo, con frequenze ridotte.<br /><strong>Quando:</strong> Primavera e autunno per il trekking e i colori della vegetazione; estate per l&#8217;escursionismo in quota. In ottobre si tiene la <em>Festa delle Streghe</em>, con mercatini e rievocazioni.<br /><strong>Orari:</strong> Il centro storico è sempre accessibile. Il Museo Etnografico e della Stregoneria ha orari stagionali variabili — verificare sul sito del Comune prima di partire.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/triora-autunno-copia.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676293" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/triora-autunno-copia.jpg" alt="triora-autunno " width="1200" height="803" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/triora-autunno-copia.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/triora-autunno-copia-300x201.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/triora-autunno-copia-1024x685.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/triora-autunno-copia-768x514.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p><strong>Biglietto:</strong> Il museo ha un ingresso a pagamento; il resto del borgo e la Cabotina sono ad accesso libero.<br /><strong>Da abbinare:</strong> Molini di Triora, frazione medievale a pochi chilometri a valle, con mulini ad acqua ancora funzionanti. Baiardo, borgo in quota con vedute panoramiche sulla Val Nervia.<br /><strong>Consiglio:</strong> Porta scarpe da trail o da trekking anche se pensi di fare solo il centro storico: i vicoli e le scale sono in pietra viva e spesso bagnata d&#8217;umidità.</p>
<p>Foto pexels,  https://www.trioradascoprire.it</p>
<p><strong>Leggi anche</strong></p>
<p><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/borghi-scolpiti-roccia-piu-belli-europa/" data-wpel-link="internal">Canyon segreti, labirinti sotterranei e villaggi verticali mozzafiato: sono i borghi scolpiti nella roccia più belli d’Europa</a></strong></p>
<p><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cicloturismo/dove-andare-in-bici-in-liguria-le-piu-belle-piste-ciclabili/" data-wpel-link="internal">Queste sono le 7 più belle piste ciclabili in LIguria</a></strong></p>
<p><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/stramare-borgo-segusino/" data-wpel-link="internal">Il borgo di pietra nelle terre del vino in Veneto: le passeggiate d’estate a Stramare, tra i sassi e il Piave</a></strong></p>
<p><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cicloturismo/liguria-in-bici-ciclabile-dei-fiori-tappe-mappa/" data-wpel-link="internal">Questa pista ciclabile in Liguria è breve, facile e meravigliosa</a></strong></p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Viaggio in Puglia per scoprire una foresta in cui l&#8217;autunno sembra una fiaba (e dove ci sono alberi che non dovrebbero)</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/foresta-umbra-autunno-puglia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Serena Proietti Colonna]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Oct 2026 14:09:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[autunno]]></category>
		<category><![CDATA[boschi]]></category>
		<category><![CDATA[foliage]]></category>
		<category><![CDATA[puglia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.sportoutdoor24.it/?p=676494</guid>

					<description><![CDATA[Quando si pensa al Gargano, anche soprannominato &#8220;lo Sperone d&#8217;Italia&#8221;, una delle prime immagini che[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="900" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Foresta-Umbra-autunno.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Foresta Umbra in autunno" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Foresta-Umbra-autunno.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Foresta-Umbra-autunno-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Foresta-Umbra-autunno-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Foresta-Umbra-autunno-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p>Quando si pensa al <strong>Gargano</strong>, anche soprannominato &#8220;lo Sperone d&#8217;Italia&#8221;, una delle prime immagini che viene in mente sono le spiagge piene di scogliere bianche affacciate sull&#8217;Adriatico. Tutto ciò è assolutamente corretto, ma nell&#8217;entroterra (in provincia di Foggia), si estende un ambiente completamente diverso e, per molti, ancora poco noto. Parliamo della <strong>Foresta Umbra</strong>, un&#8217;immensa distesa di alberi secolari che custodisce una delle testimonianze più preziose degli antichi boschi europei.</p>
<p>Parte integrante del <strong>Parco Nazionale del Gargano</strong>, occupa oltre 10.000 ettari e rappresenta uno dei paesaggi naturalistici più sorprendenti della regione. Il suo nome deriva dal latino umbra, ovvero <strong>ombra</strong>, un riferimento alla vegetazione talmente fitta da lasciare filtrare soltanto una parte dei raggi solari (no, non a niente a che fare con la regione del Centro Italia).</p>
<p>Con l&#8217;<strong>arrivo dell&#8217;autunno</strong>, però, il verde intenso che la caratterizza durante l&#8217;estate lascia gradualmente spazio a sfumature dorate, arancioni e ramate. E l&#8217;emozione è profondissima.</p>
<h2>La Foresta Umbra in autunno e il fenomeno delle faggete depresse</h2>
<p>Uno degli aspetti più straordinari della Foresta Umbra riguarda la presenza di <strong>faggi ad altitudini insolitamente basse</strong>. Questa specie arborea predilige generalmente ambienti montani, caratterizzati da temperature fresche e da una buona disponibilità di umidità. Sul <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/gargano-autunno-puglia/" data-wpel-link="internal">Gargano</a></strong>, invece, particolari condizioni climatiche permettono ai fusti di crescere <strong>anche a quote inferiori</strong> rispetto a quelle abituali.</p>
<p>Il fenomeno prende il nome di <strong>faggete depresse</strong> e rappresenta una delle peculiarità botaniche del promontorio. L&#8217;umidità proveniente dall&#8217;Adriatico, le precipitazioni e le caratteristiche del territorio favoriscono la sopravvivenza di questi alberi, alcuni dei quali raggiungono dimensioni monumentali.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Dentro-la-Foresta-Umbra.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676497" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Dentro-la-Foresta-Umbra.jpg" alt="Dentro la Foresta Umbra nel Gargano" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Dentro-la-Foresta-Umbra.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Dentro-la-Foresta-Umbra-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Dentro-la-Foresta-Umbra-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Dentro-la-Foresta-Umbra-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Proprio le faggete costituiscono una delle attrazioni principali durante la stagione autunnale: tra<strong> ottobre e novembre</strong>, a seconda delle temperature e delle condizioni meteorologiche, le chiome iniziano a cambiare colore e il paesaggio assume un aspetto completamente nuovo.</p>
<p>Accanto ai faggi crescono aceri, carpini, cerri, lecci, tassi e agrifogli, una varietà vegetale che rende il<strong> <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/foliage-novembre-italia/" data-wpel-link="internal">foliage</a> </strong>particolarmente interessante, perché le trasformazioni cromatiche seguono ritmi differenti. Dal 2017, le faggete vetuste della Foresta Umbra fanno parte del <strong>Patrimonio Mondiale UNESCO</strong>, all&#8217;interno del sito seriale transnazionale dedicato alle antiche faggete primordiali dei Carpazi e di altre regioni d&#8217;Europa.</p>
<h2>Cosa vedere nella Foresta Umbra durante l&#8217;autunno</h2>
<p>Tra i luoghi più caratteristici di questo incanto pugliese c&#8217;è il <strong>Laghetto d&#8217;Umbra,</strong> uno specchio d&#8217;acqua situato a circa 790 metri di altitudine, ai margini dell&#8217;omonima riserva naturale biogenetica. Circondato dalla vegetazione, presenta una forma approssimativamente ellittica e misura circa 125 metri di lunghezza e 70 di larghezza.</p>
<p>Durante questa colorata stagione, le chiome degli alberi si riflettono sulla superficie dell&#8217;acqua, mentre le foglie cadute si raccolgono lungo le sponde. È uno degli angoli più fotografati della foresta e costituisce anche un <strong>habitat importante per anfibi,</strong> pesci e altri animali legati agli ambienti umidi. Per apprezzare le trasformazioni autunnali della Foresta Umbra, uno dei modi migliori consiste nel seguire i percorsi escursionistici segnalati.</p>
<p>La rete comprende 15 sentieri attrezzati, per uno sviluppo complessivo di <strong>circa 54 km</strong>. I tracciati attraversano ambienti differenti, dalle faggete più fitte alle zone caratterizzate da cerri e altre latifoglie. Le indicazioni sono affidate a cartelli direzionali e segnavia gialli dipinti su alberi e rocce.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Foliage-Foresta-Umbra.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676498" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Foliage-Foresta-Umbra.jpg" alt="Foliage e sentieri nella Foresta Umbra" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Foliage-Foresta-Umbra.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Foliage-Foresta-Umbra-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Foliage-Foresta-Umbra-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Foliage-Foresta-Umbra-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Decisamente interessante è anche la <strong>Valle del Tesoro</strong>, un&#8217;area legata alla presenza di grandi esemplari arborei. Lungo la strada che attraversa questa parte della foresta è segnalato un faggio monumentale, mentre sul versante verso Monte Sant&#8217;Angelo si incontra un antico tasso.</p>
<p>In autunno, il terreno può diventare scivoloso a causa delle piogge e dell&#8217;accumulo di foglie. <strong>Scarpe da trekking</strong> e abbigliamento adatto alle temperature più fresche risultano quindi consigliabili, soprattutto per gli itinerari più lunghi.</p>
<p>Un punto di riferimento per approfondire altri aspetti è il <strong>Museo Naturalistico</strong>, situato nell&#8217;area del Centro Visitatori. Le sue raccolte illustrano le caratteristiche della flora e della fauna locale, oltre alla storia più antica del territorio. Per chi programma una visita autunnale, è importante verificare preventivamente l&#8217;apertura del museo, poiché l&#8217;accessibilità delle strutture segue <strong>periodi e modalità differenti</strong> rispetto ai sentieri naturalistici.</p>
<p>Foto Canva</p>
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</ul>
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<p>Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.</p>
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		<title>La città etrusca con 15.000 tombe e un castello sul canyon: Vulci è da scoprire nei weekend d&#8217;autunno</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/vulci-cosa-vedere-lazio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Serena Proietti Colonna]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Oct 2026 10:55:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="900" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Vulci-Castello-della-Badia.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Vulci Castello della Badia, Lazio" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Vulci-Castello-della-Badia.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Vulci-Castello-della-Badia-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Vulci-Castello-della-Badia-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Vulci-Castello-della-Badia-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p>Nel <strong>Lazio settentrionale</strong>, a pochi chilometri dal confine con la Toscana, c’è una città etrusca che al suo apice aveva più abitanti di molte capitali europee medievali. Si chiamava <strong>Velch</strong>, poi Vulci, e per secoli ha rifornito i mercati del Mediterraneo di bronzi, ceramiche e oggetti preziosi. Oggi quello che rimane è un parco di oltre centosettanta ettari, una necropoli con <strong>15.000 tombe</strong> e un castello medievale appeso sul canyon del <strong>fiume Fiora</strong>. E quasi sempre, qualunque giorno tu ci vada, è quasi deserto.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Castello-e-Ponte-del-Diavolo.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-663098" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Castello-e-Ponte-del-Diavolo.jpg" alt="Castello e Ponte del Diavolo, Vulci" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Castello-e-Ponte-del-Diavolo.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Castello-e-Ponte-del-Diavolo-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Castello-e-Ponte-del-Diavolo-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Castello-e-Ponte-del-Diavolo-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><br />
L’autunno è il momento in cui questa desertificazione diventa un vantaggio. La luce bassa di ottobre e novembre esalta il colore del tufo — il giallo ocra delle pareti del canyon, il grigio delle tombe a camera scavate nel banco di roccia — e le temperature restano miti abbastanza da rendere piacevole passare tre o quattro ore nel parco senza correre. A meno di un’ora ci sono le terme di <strong>Saturnia</strong> e quelle di <strong>Vulci</strong> stessa: l’itinerario del weekend si costruisce da solo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Architetture romane e il Castello dell&#8217;Abbadia</h2>
<p>Passeggiando lungo i sentieri di questa realtà della <strong>provincia di Viterbo</strong>, la vista incontra la <strong>Porta Ovest</strong>, monumentale ingresso difeso da un particolare avancorpo a forma di triangolo con passaggio pedonale a Y. All&#8217;interno, il paesaggio urbano rivela il <strong>Tempio Grande</strong>, mastodontica struttura risalente all&#8217;età tardo arcaica, e la raffinata <strong>Domus del Criptoportico</strong>. Questa residenza aristocratica vanta un Mitreo del III secolo d.C., in cui vennero ritrovati pregevoli <strong>gruppi statuari in marmo legati a culti oriental</strong>i.</p>
<p>Poco distante dalla biglietteria svetta il <strong>Castello dell&#8217;Abbadia</strong>, fortezza del XIII secolo che racchiude il <strong>Museo Nazionale Archeologico</strong>. Si tratta di una struttura, (un tempo abbazia benedettina dedicata a San Mamiliano) che sorge a picco sul fiume. Per raggiungerla si attraversa il <strong>Ponte del Diavolo (o dell&#8217;Arcobaleno)</strong>, un&#8217;opera che sfida le vertigini a ben 30 metri d&#8217;altezza.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Castello-di-Vulci.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-663100" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Castello-di-Vulci.jpg" alt="Castello di Vulci in provincia di Viterbo" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Castello-di-Vulci.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Castello-di-Vulci-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Castello-di-Vulci-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Castello-di-Vulci-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Il ponte poggia su <strong>basi etrusche</strong> ma rivela l&#8217;ingegno romano nella sua arcata principale, arricchita in epoca medievale dal cosiddetto <strong>Fazzoletto del Diavolo</strong>, una sporgenza muraria che pare stuzzicare la gravità sopra il baratro.</p>
<h2>La città dei morti e i giganti di pietra</h2>
<p>Le <strong>necropoli di Vulci</strong> (Cavalupo, Ponte Rotto, Osteria) circondano l’abitato come una corona silenziosa. Degna di nota è la <strong>Tomba François</strong>, celebre per i cicli pittorici sulla saga dei fratelli Vibenna, i cui affreschi originali riposano a <strong>Villa Albani a Roma</strong>. Va però specificato che la visita segue regole specifiche dettate dalla fragilità e dall&#8217;importanza del sito. Trattandosi di <strong>uno dei monumenti funebri più preziosi dell&#8217;intera Etruria</strong>, la prenotazione è obbligatoria e l&#8217;accesso avviene <strong>esclusivamente tramite l&#8217;accompagnamento di una guida autorizzata</strong>.</p>
<p>Poi ancora il <strong>Tumulo della Cuccumella</strong>, che domina il terreno con un diametro di 65 metri, risultando il più imponente monumento funerario della regione storica. Scavi recenti presso la Necropoli dell&#8217;Osteria hanno svelato ipogei monumentali come la <strong>Tomba della Sfinge</strong> e quella delle <strong>Mani d&#8217;Argento</strong>, quest&#8217;ultima caratterizzata da raffinati arredi funerari che testimoniano il lusso delle stirpi locali.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Parco-naturalistico-e-archeologico-di-Vulci.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-663101" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Parco-naturalistico-e-archeologico-di-Vulci.jpg" alt="Parco naturalistico e archeologico di Vulci, Lazio" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Parco-naturalistico-e-archeologico-di-Vulci.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Parco-naturalistico-e-archeologico-di-Vulci-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Parco-naturalistico-e-archeologico-di-Vulci-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Parco-naturalistico-e-archeologico-di-Vulci-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Foto: Robin Iversen Rönnlund &#8211; Own work, CC BY-SA 3.0, Via Wikimedia</p>
<h2>Fauna maremmana, specchi d&#8217;acqua vulcanici e terme</h2>
<p>L&#8217;ecosistema circostante mantiene l&#8217;aspetto della <strong>Maremma laziale più pura.</strong> Vacche maremmane dalle grandi corna e cavalli bradi pascolano tra i cardi, mentre istrici, cinghiali e lepri popolano la macchia. In primavera, il cielo si tinge dei colori dei gruccioni, uccelli migratori che nidificano nelle pareti di tufo.</p>
<p>Il sentiero conduce al <strong>Laghetto del Pellicone</strong>, una distesa d&#8217;acqua cristallina racchiusa da scogliere basaltiche e alimentata da una cascata. La suggestione del luogo ha attratto registi famosi: qui <strong>Massimo Troisi</strong> e <strong>Roberto Benigni</strong> incontrarono Leonardo da Vinci nel film<em> Non ci resta che piangere,</em> e sempre qui <strong>Aldo, Giovanni e Giacomo</strong> si tuffarono nelle scene di <em>Tre uomini e una gamba</em>.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Laghetto-Pellicone.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-663102" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Laghetto-Pellicone.jpg" alt="Laghetto Pellicone, Vulci" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Laghetto-Pellicone.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Laghetto-Pellicone-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Laghetto-Pellicone-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Laghetto-Pellicone-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p><strong>Tre percorsi segnalati</strong> (Breve, Completo e Natura) permettono di esplorare gli scenari con diversi gradi di impegno, congiungendo la storia antica al relax dei sensi. Infine, sappiate che a breve distanza dai resti della metropoli, il territorio regala un&#8217;ulteriore risorsa naturale legata al calore della terra: le <strong>Terme di Vulci</strong>.</p>
<p>Queste vasche d’acqua sorgiva ipertermale, ricche di sali minerali, permettono di concludere l&#8217;esplorazione archeologica con un bagno rilassante tra i vapori che affiorano dai prati della Maremma (ricollegandosi persino all&#8217;antica passione degli abitanti di Velch per il benessere termale).<br />
<strong>In autunno il parco è quasi sempre deserto</strong> nei giorni feriali, con affluenza contenuta anche nel weekend.</p>
<p>Dove non specificato, foto di Canva. Foto di copertina: Museo della Tuscia Rupestre &#8211; Own work, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia</p>
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</ul>
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<p>Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.</p>
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		<title>6 gite in Liguria a vivere la magia del foliage prima dell&#8217;inverno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Viaggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Oct 2026 08:17:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[La Liguria è coperta di boschi per oltre il 70 per cento, e a fine[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="2560" height="1707" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Lago_di_Osiglia_-_panoramio-scaled.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Lago_di_Osiglia_-_panoramio-scaled.jpg 2560w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Lago_di_Osiglia_-_panoramio-scaled-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Lago_di_Osiglia_-_panoramio-scaled-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Lago_di_Osiglia_-_panoramio-768x512.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Lago_di_Osiglia_-_panoramio-scaled-1536x1024.jpg 1536w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Lago_di_Osiglia_-_panoramio-scaled-2048x1366.jpg 2048w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /><br><br><p><i>La Liguria è coperta di boschi per oltre il 70 per cento, e a fine ottobre faggi e castagni si accendono a pochi chilometri dal mare. Ma la finestra è stretta: basta una mareggiata di libeccio o la prima tramontana per spogliare gli alberi in una notte. Sei gite, ognuna pensata per un tipo di viaggiatore diverso.</i></p>
<p>Per chi vive al Nord, la Liguria è una cartolina d&#8217;estate: spiaggia, focaccia, coda in autostrada. Pochi sanno che è una delle regioni più verdi d&#8217;Italia, con boschi su più di due terzi del territorio, e che il suo autunno ha un vantaggio unico. Puoi camminare in una faggeta color rame la mattina e guardare il mare al tramonto.</p>
<p>Il mare tiene lontano il freddo e allunga la stagione dei colori, che qui arriva spesso a metà novembre. Ma non lasciarti ingannare: a fare la differenza è il meteo. Una settimana di pioggia e vento e lo spettacolo finisce. Ecco dove andare adesso, e per chi è ogni gita.</p>
<h2>1. Il Parco delle Mura di Genova</h2>
<p><b>PER CHI NON HA LA MACCHINA</b></p>
<p>Il foliage più comodo della Liguria parte dal centro di Genova. Si sale con la funicolare Zecca-Righi fino al belvedere del Righi e da lì si entra nel Parco urbano delle Mura, l&#8217;area più verde del comune, una lunga cresta di boschi e sentieri che corre sopra la città lungo la cinta delle antiche fortificazioni.</p>
<p>Il percorso tocca una fila di forti uno dopo l&#8217;altro: il Castellaccio con la torre in mattoni rossi, lo Sperone sul Monte Peralto con il bastione a prua di nave, il Puin, il Fratello Minore e infine il Diamante, a 667 metri, il punto più alto. Sotto, il porto; intorno, il bosco che cambia colore. In alternativa si arriva con il trenino Genova-Casella, scendendo alla stazione di Campi.</p>
<p><b>Da Genova: </b>15 minuti di funicolare</p>
<p><b>Difficoltà: </b>facile, mezza giornata o giornata intera</p>
<p><b>Il consiglio: </b>sali al mattino e scendi a Genova per un aperitivo: zero auto, zero parcheggi</p>
<h2>2. Varese Ligure e i boschi della Val di Vara</h2>
<p><b>PER LE FAMIGLIE CON BAMBINI</b></p>
<p>Un borgo a forma di cerchio, un castello, un mulino che funziona ancora: per un bambino Varese Ligure sembra uscito da un libro di fiabe. Il centro storico, il &#8220;borgo rotondo&#8221;, è un anello medievale di case color pastello costruite intorno alla piazza centrale, dominato dal Castello dei Fieschi.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-676425" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Varese_Ligure_-_Il_Ponte.jpg" alt="gite in Liguria a vivere la magia del foliage" width="1280" height="960" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Varese_Ligure_-_Il_Ponte.jpg 1280w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Varese_Ligure_-_Il_Ponte-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Varese_Ligure_-_Il_Ponte-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Varese_Ligure_-_Il_Ponte-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Intorno c&#8217;è la Val di Vara, l&#8217;entroterra spezzino che quasi nessuno conosce, con boschi di faggi e castagni e torrenti limpidi. Una passeggiata adatta a tutti porta al Ponte di Grecino, un vecchio ponte in pietra mezzo nascosto dalla vegetazione. Varese Ligure è stato uno dei primi &#8220;borghi bio&#8221; d&#8217;Italia: a pranzo testaroli al pesto, polenta con i funghi, castagne bollite nel latte e formaggi di capra delle aziende della valle.</p>
<p><b>Da Genova: </b>circa 1 ora e 30</p>
<p><b>Difficoltà: </b>facile, passeggiate brevi</p>
<p><b>Il consiglio: </b>compra miele e formaggi direttamente nelle aziende agricole della valle</p>
<h2>3. Aveto: il Lago delle Lame e i cavalli selvaggi</h2>
<p><b>PER CHI AMA GLI ANIMALI</b></p>
<p>Nel Parco dell&#8217;Aveto, nell&#8217;entroterra del Tigullio, vivono cavalli tornati allo stato selvatico da oltre vent&#8217;anni. In autunno e inverno cercano riparo nelle faggete, che a fine ottobre sono tra le più belle della regione. Per vederli si va all&#8217;alba o al tramonto vicino al Lago di Giacopiane, dove scendono a bere, oppure si prenota un&#8217;uscita di horsewatching con le guide che li studiano da anni. Regola d&#8217;oro: non avvicinarsi troppo, non dare cibo, non urlare.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-434743" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/09/escursioni-bambini-Parco-dell-Aveto-capriolo.jpg" alt="" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/09/escursioni-bambini-Parco-dell-Aveto-capriolo.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/09/escursioni-bambini-Parco-dell-Aveto-capriolo-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/09/escursioni-bambini-Parco-dell-Aveto-capriolo-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></p>
<p>Per una gita adatta a tutti la base è il Lago delle Lame, a Rezzoaglio: un lago di origine glaciale con accesso libero, un piccolo Museo del Bosco e un sentiero breve fino alla Cascata della Ravezza. Chi ha più gambe può salire sul Monte Penna, 1.735 metri, partendo dal Passo del Chiodo attraverso una foresta di faggi monumentali.</p>
<p><b>Da Genova: </b>circa 1 ora e 30</p>
<p><b>Difficoltà: </b>facile al Lago delle Lame, media al Monte Penna</p>
<p><b>Da sapere: </b>in quota fa freddo presto e la prima neve può arrivare a novembre</p>
<h2>4. Lago di Osiglia e la Cascata delle Ferriere</h2>
<p><b>PER CHI VUOLE CAMMINARE VERSO L&#8217;ACQUA</b></p>
<p>Nell&#8217;Appennino savonese, il Lago di Osiglia è un bacino artificiale circondato da valli ripide e boschi di castagni, querce, faggi e conifere. In autunno l&#8217;acqua ferma raddoppia i colori. Ha anche una storia curiosa: quando il lago viene svuotato riaffiorano i resti delle borgate sommerse.</p>
<p>La meta più amata è la Cascata delle Ferriere, raggiungibile con diversi anelli: il più breve è una passeggiata di un paio di chilometri nel bosco, i più lunghi sfiorano i 18 chilometri e gli 800 metri di dislivello, passando per vecchie miniere e borgate.</p>
<p><b>Da Genova: </b>circa 1 ora e 15</p>
<p><b>Difficoltà: </b>da facile a impegnativa, a seconda dell&#8217;anello</p>
<p><b>Il consiglio: </b>dopo giornate di pioggia la cascata è al massimo, ma i sentieri sono scivolosi</p>
<h2>5. Calizzano e la Val Bormida: castagne affumicate e faggete</h2>
<p><b>PER I GOLOSI</b></p>
<p>Tra Calizzano e Murialdo, nell&#8217;alta Val Bormida, l&#8217;autunno ha un profumo preciso: quello del fumo dei tecci, piccoli seccatoi in pietra con il tetto in scandole, nascosti tra castagni secolari. Dentro, su un graticcio di legno a due o tre metri da terra, le castagne restano per circa due mesi sopra un fuoco basso e costante. Ne escono le castagne essiccate Presidio Slow Food, soprattutto della varietà Gabbina.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-676438" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Panoramica_di_Bormida_e_del_Monte_Settepani.png" alt="6 gite in Liguria a vivere la magia del foliage prima dell'inverno" width="1280" height="853" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Panoramica_di_Bormida_e_del_Monte_Settepani.png 1280w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Panoramica_di_Bormida_e_del_Monte_Settepani-300x200.png 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Panoramica_di_Bormida_e_del_Monte_Settepani-1024x682.png 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Panoramica_di_Bormida_e_del_Monte_Settepani-768x512.png 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>La gita unisce i castagneti intorno al paese con una deviazione verso il Colle del Melogno, dove inizia la faggeta della Barbottina, una delle più spettacolari della Liguria. Poi, a tavola, funghi e castagne: in questa valle è la stagione d&#8217;oro.</p>
<p><b>Da Genova: </b>circa 1 ora e 15</p>
<p><b>Difficoltà: </b>facile</p>
<p><b>Il consiglio: </b>cerca i produttori del Presidio per comprare castagne secche e farina</p>
<h2>6. Triora, il borgo delle streghe</h2>
<p><b>PER CHI AMA IL MISTERO</b></p>
<p>A fine ottobre, quando si avvicina Halloween, non c&#8217;è posto più adatto. Triora, nell&#8217;alta Valle Argentina, a circa 30 chilometri dal mare, fu teatro tra il 1587 e il 1589 di uno dei più noti processi per stregoneria d&#8217;Italia: in un periodo di carestia furono accusate soprattutto levatrici e donne che conoscevano le erbe.</p>
<p>Oggi la storia si racconta nel Museo Etnografico e della Stregoneria a Palazzo Stella. Poi si esce verso la Cabotina, il &#8220;rifugio delle streghe&#8221;, un luogo di ruderi e roccia nuda dall&#8217;atmosfera inquietante. Intorno, il Parco delle Alpi Liguri: boschi che cambiano colore, mulattiere tra le frazioni di Realdo e Verdeggia e, poco lontano, la grande faggeta di Rezzo.</p>
<p><b>Da Genova: </b>circa 2 ore (da Arma di Taggia sulla SP 548)</p>
<p><b>Difficoltà: </b>facile in paese, media sui sentieri del parco</p>
<p><b>Il consiglio: </b>ci sono autobus da Sanremo e dalla stazione di Taggia-Arma</p>
<h2>Quando andare: la finestra del foliage ligure</h2>
<ul>
<li value="1"><b>Faggete in quota (Aveto, Melogno, Rezzo): </b>di solito il picco è tra la fine di ottobre e i primi giorni di novembre.</li>
<li><b>Castagneti e boschi misti a bassa quota: </b>possono reggere fino a metà novembre, grazie al clima mite.</li>
<li><b>Il vero nemico è il vento: </b>dopo una giornata di libeccio o di tramontana forte gli alberi possono spogliarsi in poche ore. Se vedi una finestra di bel tempo, parti.</li>
</ul>
<h2>Cosa portare</h2>
<ul>
<li><b>Strati: </b>in Liguria si passa dai 18 gradi della costa ai 5 delle faggete in un&#8217;ora d&#8217;auto.</li>
<li><b>Scarpe con suola scolpita: </b>le foglie bagnate sulle mulattiere sono scivolosissime.</li>
<li><b>Frontale: </b>a fine ottobre fa buio presto, e chi aspetta il tramonto sul mare rientra con il buio.</li>
</ul>
<p>Cerchi altre idee? Ecco le nostre <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/tag/foliage/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">migliori mete per il foliage in Italia</a></strong>.</p>
<p>William Domenichini, CC BY-SA 3.0 &lt;http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/&gt;, via Wikimedia Commons</p>
<p><a href="https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Lago_di_Osiglia_-_panoramio.jpg" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">mirko farfazi</a>, <a href="https://creativecommons.org/licenses/by/3.0" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">CC BY 3.0</a>, via Wikimedia Commons</p>
<p><a href="https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Panoramica_di_Bormida_e_del_Monte_Settepani.png" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">Enrico Mazzucco</a>, <a href="https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">CC BY-SA 4.0</a>, via Wikimedia Commons</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le faggete del Monte Giarolo, l’Appennino che non ti aspetti fra Lombardia e Piemonte</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/le-faggete-del-monte-giarolo-lappennino-che-non-ti-aspetti-fra-lombardia-e-piemonte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Viaggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Oct 2026 04:22:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[autunno]]></category>
		<category><![CDATA[escursioni]]></category>
		<category><![CDATA[lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[weekend]]></category>
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					<description><![CDATA[Fra Lombardia e Piemonte c&#8217;è una versione dell’Appennino che pochissimi conoscono. Non quella dei crinali[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="789" height="448" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/al-borbera.png" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="val-borbera" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/al-borbera.png 789w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/al-borbera-300x170.png 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/al-borbera-768x436.png 768w" sizes="(max-width: 789px) 100vw, 789px" /><br><br><p dir="ltr">Fra Lombardia e Piemonte c&#8217;è una versione dell’Appennino che pochissimi conoscono.<br />
Non quella dei crinali alti e ostici, non quella delle sagre e dei ristoranti con il camino, anche quella, ma non solo. L&#8217;<strong>Appennino Oltrepadano</strong> in ottobre entra in una fase di luce e colore difficile da trovare altrove, con faggete fitte, sentieri deserti e quote che bastano per sentirsi davvero in montagna senza il traffico di Courmayeur o delle Dolomiti.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Monte_Giarolo_da_Rivarossa.png" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676400" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Monte_Giarolo_da_Rivarossa.png" alt="Monte_Giarolo" width="1280" height="683" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Monte_Giarolo_da_Rivarossa.png 1280w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Monte_Giarolo_da_Rivarossa-300x160.png 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Monte_Giarolo_da_Rivarossa-1024x546.png 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Monte_Giarolo_da_Rivarossa-768x410.png 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a></p>
<p dir="ltr"><strong>Caldirola</strong>, piccola stazione nell’alta <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/val-borbera-cosa-fare-boschi-borghi/" data-wpel-link="internal">Val Borbera</a> </strong>in provincia di <strong>Pavia</strong>, è uno dei punti di accesso migliori a questo territorio. Il percorso che da qui porta ai <strong>Piani di San Lorenzo</strong> e poi alla vetta del <strong>Monte Giarolo</strong> è uno di quei tragitti che funzionano meglio di quanto si pensi: sentiero ben segnato, dislivello sostenibile, e nel mezzo una faggeta che in autunno vale da sola la giornata.</p>
<h2 dir="ltr">Il percorso: faggeta e rifugio con vista</h2>
<p dir="ltr">La partenza è dal <strong>parcheggio della Colonia</strong>, appena sopra Caldirola, a quota <strong>1183 m</strong>: si lascia l’auto lì e si imbocca il <strong>sentiero 106</strong>, uno dei più battuti dell’Appennino Pavese. Il tracciato sale quasi interamente nel bosco, con i faggi che da metà ottobre in poi si tingono di arancio e ocra. A metà percorso si incontra il <strong>Rifugio Orsi</strong>, tappa obbligata per chi vuole spezzare la salita con qualcosa di caldo.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/val-borbera-strette-pertuso.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-665411" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/val-borbera-strette-pertuso.jpg" alt="val-borbera-strette-pertuso" width="1200" height="804" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/val-borbera-strette-pertuso.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/val-borbera-strette-pertuso-300x201.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/val-borbera-strette-pertuso-1024x686.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/val-borbera-strette-pertuso-768x515.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p dir="ltr">Dalla parte dei <strong>Piani di San Lorenzo</strong> — un pianoro a <strong>1095 m</strong> raggiungibile anche da Cantalupo Ligure — il percorso è più breve: circa <strong>5 km</strong> ad anello con <strong>390 m di dislivello</strong>, due ore e tre quarti di cammino tranquillo. Qui c’è il rifugio dei Piani, con panchine, prato e una terrazza naturale sul bosco. Da questo lato si vede meglio la struttura del Monte Giarolo prima di attaccarlo.<br />
In entrambi i casi il <a href="https://int.provincia.alessandria.it/sentieri/index.php?whattodo=sentieri&amp;file=singola&amp;id=148" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">percorso</a> converge sulla <strong>vetta del Giarolo</strong>, a <strong>1472 m</strong>, dove una grande statua del Redentore in bronzo segna l’arrivo. Con visibilità buona — cosa non rara nelle giornate di tramontana di ottobre — si intravedono le <strong>Alpi</strong> a nord. Tutto il percorso da Caldirola misura circa <strong>12 km</strong> andata e ritorno, con circa <strong>4 ore</strong> di cammino.</p>
<h2 dir="ltr">Weekend 24-25 ottobre: Cammina Natura 2026</h2>
<p dir="ltr">Il <strong>24 e 25 ottobre</strong> si tiene l’ottava edizione di <strong>Cammina Natura</strong>, l’iniziativa dell’<strong>Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche</strong> (AIGAE) che ogni anno propone oltre <strong>120 escursioni gratuite</strong> in tutta Italia, guidate da professionisti del territorio. Il format è semplice: prenotazione online, accompagnatore certificato, nessun costo di partecipazione.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/libarna-val-borbera-gran-monferrato.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676401" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/libarna-val-borbera-gran-monferrato.jpg" alt="libarna-val-borbera" width="1200" height="800" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/libarna-val-borbera-gran-monferrato.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/libarna-val-borbera-gran-monferrato-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/libarna-val-borbera-gran-monferrato-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/libarna-val-borbera-gran-monferrato-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><br />
Per chi volesse vivere il foliage del Monte Giarolo con una guida esperta, vale la pena verificare se ci sono uscite in zona su <a href="http://aigae.org/camminanatura" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external"><strong>aigae.org/camminanatura</strong></a> — le escursioni variano di anno in anno e i posti si esauriscono in fretta. In alternativa, il percorso si presta benissimo anche in autonomia, seguendo la segnaletica CAI del sentiero 106.</p>
<h2 dir="ltr">Info pratiche</h2>
<p dir="ltr"><strong>Come arrivare:</strong> in auto dall’autostrada <strong>A7</strong>, uscita Vignole Arquata, poi verso Borghetto Borbera e Cantalupo Ligure in direzione Caldirola. La strada è percorribile fino al parcheggio della Colonia. Da <strong>Milano</strong> circa <strong>un’ora e mezza</strong>.<br />
<strong>Quando andare:</strong> da metà ottobre alla prima settimana di novembre per il picco del foliage nelle faggete. Sopra i 1200 m le temperature mattutine possono scendere sotto lo zero, meglio portare un secondo strato.<br />
<strong>Cosa mangiare:</strong> a Caldirola e nei borghi vicini si trovano ristoranti con cucina appenninica: salumi, funghi, polenta. Per i prodotti locali, <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/lappennino-lombardo-il-borgo-e-il-salame-nato-ottocento-anni-fa-varzi-e-la-valle-staffora/" data-wpel-link="internal"><strong>Varzi</strong></a> — a pochi chilometri — è il punto di riferimento per il Salame DOP e i vini dell’Oltrepò.</p>
<p dir="ltr">Foto Pampuco, CC BY-SA 4.0 &lt;https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0&gt;, via Wikimedia Commons, visitpiemonte.com,granmonferrato.it</p>
<p dir="ltr"><strong>Leggi anche:</strong><br />
<strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/oltrepo-pavese-autunno-foliage-trekking/" data-wpel-link="internal">Oltrepò Pavese in autunno: trekking nel weekend tra vigne rosse, borghi e le colline della Pinot Nero</a></strong></p>
<p dir="ltr">
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>In questo borgo italiano segreto si troverebbe la vera tomba della Gioconda</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/lagonegro-basilicata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Serena Proietti Colonna]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Oct 2026 14:09:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[basilicata]]></category>
		<category><![CDATA[borghi]]></category>
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					<description><![CDATA[Ogni anno milioni di visitatori raggiungono il Museo del Louvre di Parigi per ammirare il[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="900" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Centro-storico-Lagonegro.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Centro storico Lagonegro, Basilicata" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Centro-storico-Lagonegro.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Centro-storico-Lagonegro-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Centro-storico-Lagonegro-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Centro-storico-Lagonegro-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p>Ogni anno milioni di visitatori raggiungono il <strong>Museo del Louvre di Parigi</strong> per ammirare il sorriso più famoso della storia dell&#8217;arte: quello della <strong>Gioconda</strong>. È sbagliato? Assolutamente no, ma quello che in molti non sanno è che, a oltre 1.500 km dalla capitale francese, c&#8217;è un piccolo centro della Basilicata che custodisce una tradizione che riguarda proprio la donna ritratta da Leonardo da Vinci. Si tratta di <strong>Lagonegro</strong>, borgo della provincia di Potenza situato alle pendici del <strong>Monte Sirino</strong>, tra vette ricoperte di boschi.</p>
<p>Tra vicoli stretti, scalinate in pietra, edifici medievali e i resti di un castello, si nasconde infatti una storia particolarmente curiosa: secondo una leggenda, <strong>Lisa Gherardini</strong>, conosciuta universalmente con il nome di Monna Lisa o Gioconda, sarebbe morta proprio qui nel 1506 e avrebbe trovato sepoltura nella chiesa di San Nicola.</p>
<h2>La leggenda della Gioconda sepolta a Lagonegro</h2>
<p>Agli inizi del &#8216;500 Firenze rappresentava uno dei principali centri artistici e commerciali d&#8217;Europa. All&#8217;epoca Lisa Gherardini era una donna appartenente a una famiglia fiorentina, sposata dal 1495 con <strong>Francesco del Giocondo</strong>, un facoltoso mercante di seta (sì, proprio dal cognome del marito deriva il nome Gioconda, mentre Monna Lisa è una forma abbreviata di Madonna Lisa, un appellativo di rispetto utilizzato a quei tempi).</p>
<p>Intorno al 1503, <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/cascate-acquafraggia-piuro-sentiero-savogno/" data-wpel-link="internal">Leonardo da Vinci</a></strong> iniziò a realizzare il ritratto destinato a diventare uno dei dipinti più celebri al mondo. L&#8217;opera, attualmente conservata al Louvre, avrebbe continuato ad accompagnare l&#8217;artista per molti anni, fino alla sua morte in Francia nel 1519.</p>
<p>La tradizione di Lagonegro racconta, però, un destino diverso per la protagonista del quadro. Stando alla versione più diffusa, Lisa avrebbe intrapreso un viaggio verso la Calabria insieme al marito, impegnato in alcuni affari commerciali. Durante il tragitto, le sue condizioni di salute sarebbero improvvisamente peggiorate, rendendo necessaria una <strong>sosta nel borgo lucano</strong>.</p>
<p>Colpita da una grave infezione, la donna sarebbe morta nel 1506, lontana dalla sua Firenze. La comunità locale avrebbe quindi provveduto alla sepoltura nella <strong>chiesa di San Nicola</strong>, all&#8217;interno dell&#8217;antico abitato.</p>
<h3>La vera storia della morte di Monna Lisa</h3>
<p>Per quanto suggestiva sia la versione lucana, la verità è che c&#8217;è un problema storico importante: le ricerche documentarie condotte sulla<strong> famiglia Gherardini</strong> collocano la morte di Lisa a Firenze nel 1542, ben 36 anni dopo la data indicata dalla tradizione di Lagonegro. Un registro dei defunti della basilica fiorentina di San Lorenzo riporta il decesso della moglie di Francesco del Giocondo il 15 luglio 1542 e la sua sepoltura nel <strong>monastero di Sant&#8217;Orsola</strong>.</p>
<p>Rimane comunque interessante il modo in cui una vicenda legata a un personaggio rinascimentale sia entrata così profondamente nell&#8217;identità di un piccolo centro dell&#8217;Italia meridionale. A Lagonegro, infatti, il racconto della Gioconda è diventato parte del <strong>patrimonio culturale locale</strong>, indipendentemente dalla sua autenticità.</p>
<h2>Cosa vedere a Lagonegro</h2>
<p>La ricerca dei luoghi legati alla presunta sepoltura di Monna Lisa conduce nella parte più antica del paese, sviluppata intorno a una rocca che un tempo ospitava il castello feudale. Qui le <strong>case sono addossate le une alle altre</strong>, mentre le graziose stradine seguono le irregolarità del terreno aprendosi in passaggi stretti che conducono verso la sommità.</p>
<p>La chiesa di San Nicola di Bari, conosciuta anche con il nome di <strong>San Nicola al Castello</strong>, è la casa di opere d&#8217;arte realizzate tra il &#8216;500 e il &#8216;700, testimonianze della lunga storia religiosa della comunità. La famosa tomba di Lisa Gherardini rimane soltanto un elemento della tradizione, senza identificazioni archeologiche o documentarie attendibili.</p>
<p>Per raggiungere la parte alta dell&#8217;antico abitato si attraversa invece la cosiddetta<strong> Porta di Ferro</strong>, uno degli accessi storici al borgo. Sul varco compare una rappresentazione di <strong>San Michele Arcangelo</strong> nell&#8217;atto di sconfiggere il drago. Oltre la porta, una scalinata conduce verso la chiesa di San Nicola e i resti dell&#8217;antico castello, un tempo elemento fondamentale del sistema difensivo di Lagonegro.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Panorama-di-Lagonegro.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676407" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Panorama-di-Lagonegro.jpg" alt="Panorama di Lagonegro, Basilicata" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Panorama-di-Lagonegro.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Panorama-di-Lagonegro-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Panorama-di-Lagonegro-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Panorama-di-Lagonegro-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Il rapporto con la Gioconda, tuttavia, non si esaurisce nella leggenda e, anzi, ha ispirato la nascita del <strong>Monna Lisa Museum</strong>, iniziativa culturale dedicata alla tradizione che collega Lisa Gherardini al territorio. Il museo è stato ospitato nello storico <strong>Palazzo Corrado</strong>, edificio del &#8216;700 situato nella parte più recente del paese (prima di programmare una visita specifica è opportuno verificarne l&#8217;effettiva apertura).</p>
<p>Lagonegro custodisce infine altri edifici religiosi di interesse storico e artistico: nella <strong>chiesa della Madonna del Rosari</strong>o si trova un affresco del Giudizio Universale ispirato alla celebre composizione di Michelangelo nella Cappella Sistina; la <strong>chiesa di Sant&#8217;Anna</strong>, quella del <strong>Crocifiss</strong>o e la parrocchiale della <strong>Santissima Trinità</strong> valgono altrettanto la pena.</p>
<p>Foto Canva</p>
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<div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Serena Proietti Colonna' src='https://secure.gravatar.com/avatar/8b288aba01983603bf682175e5316518?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/8b288aba01983603bf682175e5316518?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div>
<div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/serena-proietti-colonna/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Serena Proietti Colonna</span></a></div>
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<p>Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.</p>
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		<title>Sette laghi turchesi di montagna da vedere a ottobre, quando le faggete sono dorate e le acque sono azzurre</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Viaggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Oct 2026 05:25:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[autunno]]></category>
		<category><![CDATA[escursioni]]></category>
		<category><![CDATA[foliage]]></category>
		<category><![CDATA[laghi]]></category>
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					<description><![CDATA[L’autunno fa una cosa ai laghi alpini: li restituisce. Il bollettino meteo non parla più[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1000" height="750" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/lagh-turchesi-italia-autunno.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="lagh-turchesi-italia-autunno" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/lagh-turchesi-italia-autunno.jpg 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/lagh-turchesi-italia-autunno-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/lagh-turchesi-italia-autunno-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><br><br><p dir="ltr">L’autunno fa una cosa ai laghi alpini: li restituisce. Il bollettino meteo non parla più di code in valle, i riflessi sull’acqua smettono di essere fotografie già viste e le faggete aggiungono al turchese dell’acqua un contrasto cromatico che in estate semplicemente non esiste.<br />
<strong>Ottobre è il mese giusto</strong>. Le finestre climatiche sono strette, ma quando il cielo è terso, questi posti valgono qualsiasi deviazione.</p>
<h3 dir="ltr">1. Lago di Braies — Alto Adige</h3>
<p dir="ltr">Il più fotografato tra i laghi alpini italiani non è diventato famoso senza ragione. Il colore dell’acqua del <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/montagna/lago-di-braies-dicembre-escursioni/" data-wpel-link="internal"><strong>Lago di Braies</strong></a> è un turchese profondo che cambia tono con la luce, e in autunno le faggete che scendono verso la riva diventano giallo intenso contro la parete rocciosa del <strong>Picco di Vallandro</strong>. La passeggiata sul sentiero che circonda il lago è di circa <strong>3 km</strong> ad anello, priva di difficoltà tecniche, con la barca rossa ormeggiata davanti all’hotel che in ottobre è quasi sempre vuota.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Lago-di-Braies.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-670802" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Lago-di-Braies.jpg" alt="Lago di Braies" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Lago-di-Braies.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Lago-di-Braies-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Lago-di-Braies-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Lago-di-Braies-768x576.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Lago-di-Braies-100x75.jpg 100w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p dir="ltr">La folla si dimezza già dopo il 20 settembre. A fine ottobre il parcheggio a pagamento chiude, e l’accesso è libero. Conviene arrivare presto al mattino per la luce radente.<br />
<strong>Come arrivare:</strong> da Dobbiaco, strada provinciale per Braies di Sopra, circa 15 km.</p>
<h3 dir="ltr">2. Laghi di Fusine — Friuli-Venezia Giulia</h3>
<p dir="ltr">I <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/laghi-fusine-autunno-foliage/" data-wpel-link="internal"><strong>Laghi di Fusine</strong> </a>sono due, inferiore e superiore, collegati da un sentiero nel bosco. Il colore è verde-smeraldo, non turchese nel senso classico, ma la faggeta che li circonda in ottobre trasforma l’ambiente in qualcosa di spettacolare. Siamo in <strong>Friuli</strong>, vicino al confine sloveno, ai piedi del gruppo del Mangart. Pochi li associano al Friuli, e questo vale come motivazione aggiuntiva.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Lago-di-Fusine.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-671221" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Lago-di-Fusine.jpg" alt="Lago di Fusine" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Lago-di-Fusine.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Lago-di-Fusine-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Lago-di-Fusine-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Lago-di-Fusine-768x576.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Lago-di-Fusine-100x75.jpg 100w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p dir="ltr">Il percorso ad anello che collega i due bacini è di circa <strong>4 km</strong>, con un dislivello minimo. Chi vuole può salire fino al <strong>Rifugio Zacchi</strong> per una vista più ampia sul gruppo del Mangart.<br />
<strong>Come arrivare:</strong> da Tarvisio (UD), circa 12 km verso Fusine in Valromana.</p>
<h3 dir="ltr">3. Lago di Place Moulin — Valle d’Aosta</h3>
<p dir="ltr">Il <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/montagna/diga-di-place-moulin-il-lago-turchese-piu-spettacolare-della-valle-daosta/" data-wpel-link="internal"><strong>Lago di Place Moulin</strong></a> non è un lago naturale: è un bacino artificiale creato dalla <strong>diga di Place Moulin</strong>, una delle più alte d’Europa con i suoi <strong>155 metri</strong>. Quello che la diga ha prodotto, però, è uno specchio d’acqua turchese-smeraldo ai piedi del <strong>Monte Cervino</strong> e dei ghiacciai del <strong>Mont Collon</strong> e del <strong>Mont Brûlé</strong>, in <strong>Val Bionaz</strong>, Valle d’Aosta. Da settembre a fine ottobre i larici diventano oro e il contrasto con l’acqua è il migliore dell’anno.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Lago-di-Place-Moulin.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-663176" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Lago-di-Place-Moulin.jpg" alt="Lago di Place-Moulin, Valle d'Aosta" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Lago-di-Place-Moulin.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Lago-di-Place-Moulin-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Lago-di-Place-Moulin-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Lago-di-Place-Moulin-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p dir="ltr">Il sentiero dalla diga al <strong>Rifugio Prarayer</strong> a <strong>2.005 metri</strong> segue la riva su un vecchio sentiero mulattiero: circa <strong>90 minuti</strong> di cammino quasi pianeggiante, adatto a tutti. Da lì si può salire verso i ghiacciai per chi ha gambe e equipaggiamento.<br />
<strong>Come arrivare:</strong> da Aosta, SS26 fino a Nus, poi strada regionale per Bionaz e Val Bionaz. Circa 1h da Aosta.</p>
<h3 dir="ltr">4. Lago di Resia — Alto Adige</h3>
<p dir="ltr">Il <strong>Lago di Resia</strong> è noto per il campanile medievale del paese sommerso di <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/montagna/curon-lago-cosa-fare/" data-wpel-link="internal"><strong>Curon</strong></a> che emerge dall’acqua, costruito a metà del Novecento con lo svuotamento artificiale della valle. Ma al di là dell’immagine iconica, il lago è ampio, blu intenso, incorniciato dalle <strong>Alpi Retiche</strong> con l’Austria a nord. In autunno le condizioni meteo cambiano velocemente: arrivare entro settembre o nella prima decade di ottobre.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/04/Lago-di-Resia.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-617489" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/04/Lago-di-Resia.jpg" alt="" width="1000" height="667" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/04/Lago-di-Resia.jpg 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/04/Lago-di-Resia-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/04/Lago-di-Resia-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p dir="ltr">Il sentiero che percorre la riva è lungo circa <strong>8 km</strong> sul lato est, accessibile e scenografico.<br />
<strong>Come arrivare:</strong> autostrada del Brennero fino a Merano, poi SS38 e SS40 fino a Resia. Circa 2h da Bolzano.</p>
<h3 dir="ltr">5. Lago del Barbellino — Lombardia</h3>
<p dir="ltr">Il <strong>Lago del Barbellino</strong> è un lago glaciale a <strong>1.930 metri</strong> nella <strong>Val Seriana</strong>, provincia di Bergamo. È tra i meno noti di questa lista, il che è un vantaggio: in autunno ci si arriva quasi soli. Il colore è verde-turchese, con l’acqua alimentata dalla cascata del <strong>Barbellino</strong>, una delle più alte delle Prealpi lombarde.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Rifugio-Curo_guidofly-barbellino.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676305" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Rifugio-Curo_guidofly-barbellino.jpg" alt="Rifugio-Curo_guidofly-barbellino" width="1200" height="887" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Rifugio-Curo_guidofly-barbellino.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Rifugio-Curo_guidofly-barbellino-300x222.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Rifugio-Curo_guidofly-barbellino-1024x757.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Rifugio-Curo_guidofly-barbellino-768x568.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p dir="ltr">L’escursione dal parcheggio di <strong>Valbondione</strong> richiede circa <strong>3 ore</strong> di salita, con <strong>750 metri</strong> di dislivello. Non è adatta a chi non ha scarpe da trekking, ma il percorso è segnalato e non presenta difficoltà tecniche.<br />
<strong>Come arrivare:</strong> Valbondione (BG), fine della SS294 della Val Seriana.<br />
Foto valseriana.eu</p>
<h3 dir="ltr">6. Lago di Anterselva — Alto Adige</h3>
<p dir="ltr">Meno celebre di Braies ma non meno bello, il <strong>Lago di Anterselva</strong> si trova a <strong>1.642 metri</strong> nell’omonima valle, in <strong>Val Pusteria</strong>. È turchese intenso, con una forma allungata che crea riflessi perfetti sulle pareti boscose. In autunno i larici della sponda nord diventano oro e la luce taglia il lago in modo diverso da qualsiasi altro periodo dell’anno.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/Lago-di-Anterselva.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-667294" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/Lago-di-Anterselva.jpg" alt="Lago di Anterselva" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/Lago-di-Anterselva.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/Lago-di-Anterselva-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/Lago-di-Anterselva-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/Lago-di-Anterselva-768x576.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/Lago-di-Anterselva-100x75.jpg 100w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p dir="ltr">Il sentiero attorno al lago è di circa <strong>5 km</strong>, piacevole e senza dislivelli significativi.<br />
<strong>Come arrivare:</strong> da Brunico (BZ), circa 30 km verso Anterselva di Mezzo.</p>
<h3 dir="ltr">7. Lago di Tovel — Trentino</h3>
<p dir="ltr">Il <strong>Lago di Tovel</strong> nel <strong>Parco Naturale Adamello-Brenta</strong> è conosciuto storicamente come il “lago rosso”: fino agli anni Sessanta si colorava di rosso per la presenza di un’alga chiamata <em>Glenodinium sanguineum</em>, poi scomparsa per ragioni ancora dibattute. Oggi il lago è verde-azzurro, circondato da abeti e larici che in ottobre diventano arancio e oro.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Lago-di-Tovel.pg_.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-656351" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Lago-di-Tovel.pg_.jpg" alt="" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Lago-di-Tovel.pg_.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Lago-di-Tovel.pg_-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Lago-di-Tovel.pg_-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Lago-di-Tovel.pg_-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p dir="ltr">L’accesso è regolato dal parco: da giugno a ottobre si arriva con navetta da Tuenno (no auto private). Il sentiero attorno al lago è di circa <strong>2 km</strong>, con possibilità di salire verso le malghe sovrastanti.<br />
<strong>Come arrivare:</strong> da Cles (TN), seguire indicazioni per Tovel/Tuenno, poi navetta del parco.</p>
<p dir="ltr">Foto Canva, pexels, VDA, Auronzo.info</p>
<p dir="ltr"><strong>Leggi anche:</strong><br />
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		<title>La chiesa di Milano piena di ossa che, secondo la leggenda, il 2 novembre riprendono vita</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/chiesa-san-bernardino-alle-ossa-milano-lombardia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Serena Proietti Colonna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Oct 2026 12:07:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
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		<guid isPermaLink="false">https://www.sportoutdoor24.it/?p=676336</guid>

					<description><![CDATA[Milano è bella sì, ma anche e soprattutto misteriosa: la città custodisce un patrimonio di[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="900" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Cappella-di-San-Bernardino-alle-Ossa.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Cappella di San Bernardino alle Ossa, Milano" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Cappella-di-San-Bernardino-alle-Ossa.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Cappella-di-San-Bernardino-alle-Ossa-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Cappella-di-San-Bernardino-alle-Ossa-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Cappella-di-San-Bernardino-alle-Ossa-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p><strong>Milano</strong> è bella sì, ma anche e soprattutto misteriosa: la città custodisce un patrimonio di luoghi insoliti che raccontano vicende ben lontane dalla sua immagine contemporanea e internazionale. Uno di questo è la <strong>Chiesa di San Bernardino alle Ossa,</strong> a pochi minuti dal Duomo, che dall&#8217;esterno appare piuttosto discreta, quasi confusa tra gli edifici circostanti.</p>
<p>Tra le sue mura, però, è protetta una delle testimonianze più singolari della tradizione religiosa lombarda: una piccola cappella con <strong>pareti interamente decorate</strong> con teschi, femori, tibie e altri resti umani, tutti disposti come ornamento. Se all&#8217;inizio appare come un qualcosa di macabro, approfondendo la storia ci si rende conto che, nel Medioevo, la morte e la necessità di custodire i resti dei defunti avevano un <strong>ruolo ben preciso</strong>.</p>
<h2>Brevissima storia di San Bernardino alle Ossa</h2>
<p>Proiettatevi nel remoto 1127, quando il cittadino milanese <strong>Gottifredo de Busseri</strong> finanziò la costruzione di un ospedale nei pressi della basilica di Santo Stefano. All&#8217;epoca questa zona si trovava oltre le antiche mura romane e comprendeva terreni coltivati, orti e spazi verdi conosciuti con il nome di brolo.</p>
<p>Accanto alla struttura sanitaria sorse un <strong>cimitero</strong> destinato principalmente alle persone decedute nell&#8217;ospedale. Lo spazio disponibile, però, si rivelò presto insufficiente, tanto che, nel 1210, venne costruita una camera per raccogliere le ossa provenienti dalle tombe più antiche e liberare spazio per nuove sepolture.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Chiesa-di-San-Bernardino-alle-Ossa.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676340" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Chiesa-di-San-Bernardino-alle-Ossa.jpg" alt="Esterno della Chiesa di San Bernardino alle Ossa" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Chiesa-di-San-Bernardino-alle-Ossa.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Chiesa-di-San-Bernardino-alle-Ossa-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Chiesa-di-San-Bernardino-alle-Ossa-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Chiesa-di-San-Bernardino-alle-Ossa-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Un ambiente quindi nato per una necessità pratica costituisce, nei fatti, il nucleo originario dell&#8217;attuale cappella ossario di San Bernardino alle Ossa, trasformata nei secoli in un <strong>luogo di culto</strong> dalle caratteristiche davvero singolari.</p>
<h2>Cosa vedere nella Chiesa di San Bernardino alle Ossa</h2>
<p>Varcata la soglia di quello che sembra un comunissimo edificio religioso, si viene accolti da uno spazio che presenta un apparato decorativo difficile da associare a una tradizionale chiesa locale. Pareti e nicchie sono rivestite da <strong>resti scheletrici umani</strong> disposti secondo composizioni geometriche e ornamentali.</p>
<p>Teschi allineati, vertebre, tibie e femori formano motivi che ricordano fregi, cornici e rivestimenti architettonici. Le ossa diventano <strong>parte integrante della decorazione,</strong> secondo una concezione simbolica legata alla caducità dell&#8217;esistenza terrena. Particolarmente impressionanti sono i crani collocati nelle nicchie e nelle strutture sopraelevate, che secondo la tradizione appartenevano ai cristiani uccisi dagli ariani durante l&#8217;episcopato di Sant&#8217;Ambrogio.</p>
<p>Le ricostruzioni storiche, tuttavia, hanno ridimensionato tale interpretazione: le reliquie erano di <strong>persone di provenienza sociale differente</strong>, tra cui malati dell&#8217;ospedale, religiosi, carcerati e membri di famiglie nobili sepolti nelle chiese vicine.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Ossario-di-San-Bernardino-alle-Ossa.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676341" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Ossario-di-San-Bernardino-alle-Ossa.jpg" alt="Ossario di San Bernardino alle Ossa, Milano" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Ossario-di-San-Bernardino-alle-Ossa.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Ossario-di-San-Bernardino-alle-Ossa-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Ossario-di-San-Bernardino-alle-Ossa-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Ossario-di-San-Bernardino-alle-Ossa-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Alla severità di queste pareti si contrappone una composizione pittorica luminosa, dominata da figure angeliche, nuvole e tonalità celesti. Si tratta di un affresco realizzato dal pittore veneziano <strong>Sebastiano Ricci</strong>, uno dei protagonisti della pittura barocca tra XVII e XVIII secolo, che raffigura il trionfo delle anime che ascendono verso il Paradiso.</p>
<p>Ma degna di nota è pure la chiesa stessa, in quanto costituisce una testimonianza del barocco lombardo arricchito da elementi decorativi vicini al gusto rococò. Gli interni presentano uno sviluppo architettonico ampio, dominato da una <strong>cupola centrale</strong> e da un insieme di altari marmorei, dipinti e cappelle laterali.</p>
<p>Tra le opere ci sono rappresentazioni dedicate a Santa Maria Maddalena, Santa Rosalia e altri santi legati alla devozione milanese. Particolare interesse riveste anche l&#8217;immagine di <strong>San Lucio</strong>, protettore dei lavoratori del settore caseario, la cui confraternita aveva sede nel santuario.</p>
<h2>Le leggende di San Bernardino alle Ossa e la misteriosa danza dei morti</h2>
<p>La presenza di una simile quantità di resti umani ha inevitabilmente favorito la <strong>nascita di racconti popolari</strong>, tramandati nel corso dei secoli. Uno dei più conosciuti si riferisce alle <strong>ossa di una bambina</strong> conservate nella cappella, nei pressi dell&#8217;altare. Stando alla leggenda, durante la <strong>notte del 2 novembre</strong>, giorno della commemorazione dei defunti, il suo scheletro riprenderebbe vita.</p>
<p>La piccola inizierebbe allora a muoversi, seguita dagli altri scheletri dell&#8217;ossario, protagonisti di una <strong>danza macabra</strong> che richiamerebbe antiche rappresentazioni medievali della morte. Il racconto, pur presentando un carattere esclusivamente leggendario, testimonia il fascino esercitato dal santuario sull&#8217;immaginario cittadino.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/San-Bernardino-alle-Ossa.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676342" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/San-Bernardino-alle-Ossa.jpg" alt="San Bernardino alle Ossa, Lombardia" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/San-Bernardino-alle-Ossa.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/San-Bernardino-alle-Ossa-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/San-Bernardino-alle-Ossa-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/San-Bernardino-alle-Ossa-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Un&#8217;altra tradizione riguarda il sovrano portoghese <strong>Giovanni V</strong>, che sarebbe rimasto profondamente colpito dall&#8217;ossario milanese, tanto da desiderare un ambiente simile nel proprio Paese. La narrazione viene spesso collegata alla celebre <strong>Cappella delle Ossa di Évora,</strong> in Portogallo, sebbene quest&#8217;ultima abbia origini precedenti alla visita attribuita al re.</p>
<p>Foto Canva</p>
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<div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Serena Proietti Colonna' src='https://secure.gravatar.com/avatar/8b288aba01983603bf682175e5316518?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/8b288aba01983603bf682175e5316518?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div>
<div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/serena-proietti-colonna/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Serena Proietti Colonna</span></a></div>
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<p>Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.</p>
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		<title>Le castagne più buone in Emilia-Romagna: le gite nei boschi dove raccoglierle questo autunno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Viaggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Oct 2026 09:06:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[In Emilia-Romagna la castagna ha un soprannome che dice tutto: &#8220;pane di montagna&#8221;. Per secoli,[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1920" height="1280" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/ilona-frey-AOXEIJqcSPE-unsplash-1.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Le castagne più buone in Emilia-Romagna: le gite nei boschi dove raccoglierle questo autunno" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/ilona-frey-AOXEIJqcSPE-unsplash-1.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/ilona-frey-AOXEIJqcSPE-unsplash-1-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/ilona-frey-AOXEIJqcSPE-unsplash-1-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/ilona-frey-AOXEIJqcSPE-unsplash-1-768x512.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/ilona-frey-AOXEIJqcSPE-unsplash-1-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><br><br><p>In Emilia-Romagna la castagna ha un soprannome che dice tutto: &#8220;pane di montagna&#8221;. Per secoli, sull&#8217;Appennino, è stata il cibo che separava un inverno sopportabile da uno di fame. Farina, castagne secche, polenta dolce. Oggi è diventata un&#8217;altra cosa: un marrone IGP, varietà antiche recuperate, sagre che superano le sessanta e settanta edizioni.</p>
<p>E c&#8217;è una buona notizia per chi non è ancora partito: a fine ottobre la stagione non è finita. I castagneti sono nel pieno, le foglie diventano rame e alcune delle feste più belle cadono proprio domenica 25 ottobre. Ecco dove andare.</p>
<h2 class="western">Castagna o marrone? Le varietà da conoscere</h2>
<ul>
<li value="1"><b>Marrone di Castel del Rio IGP: </b>il più famoso della regione. Grande, dolce, buccia sottile: da caldarroste, marron glacé e pasticceria.</li>
<li><b>Castagna Pistolese: </b>tipica dell&#8217;Appennino romagnolo. Piccola ma saporita, è la varietà giusta per essiccazione e farina.</li>
<li><b>Marrone di Campora: </b>vecchia varietà dell&#8217;Appennino parmense, dal nome di una frazione di Neviano degli Arduini. Frutti grandi e dal colore brillante.</li>
</ul>
<p>Morale: la castagna più buona non è sempre la più grande. Dipende da cosa ci vuoi fare.</p>
<h2 class="western">1. Alfero, Alto Savio: il castagneto più grande della Romagna</h2>
<p>Nel comune di Verghereto, nell&#8217;alta valle del Savio, sotto il Monte Fumaiolo dove nasce il Tevere, c&#8217;è il castagneto più grande della Romagna. A ottobre gli abitanti di Alfero salgono a raccogliere, come si fa da generazioni, e la castagna è ancora chiamata &#8220;pane di montagna&#8221;.</p>
<p>Per chi ama le storie di alberi c&#8217;è anche il Sentiero dei Frutti Perduti, un percorso tra alberi da frutto storici che rischiavano di scomparire. È la gita giusta per chi vuole un Appennino poco battuto, lontano dai circuiti più noti.</p>
<p>Domenica 25 ottobre è l&#8217;ultima giornata della Sagra della Castagna di Alfero, al Parco del Casone: caldarroste, cagnina, dolci alla farina di castagne e ciacce fritte. Pranzo dalle 12.30, nel pomeriggio musicisti e artisti di strada. Ingresso libero.</p>
<p><b>Da Bologna: </b>circa 2 ore</p>
<p><b>Per chi: </b>famiglie e chi cerca boschi veri e poca folla</p>
<p><b>Prossimo appuntamento: </b>Sagra della Castagna di Alfero, domenica 25 ottobre 2026</p>
<h2 class="western">2. Castel del Rio: il marrone IGP e la sagra numero settanta</h2>
<p>Nella valle del Santerno, a mezz&#8217;ora da Imola, Castel del Rio è il paese del marrone. Nel 2026 la Sagra del Marrone arriva alla settantesima edizione, e le ultime due domeniche sono il 25 ottobre e il 1° novembre: stand nel centro storico, caldarroste, castagnaccio, mont blanc e dolci artigianali al marrone.</p>
<p>Fare solo la sagra, però, è un peccato. Il paese ha due cose che valgono il viaggio: il Ponte Alidosi, un arco di pietra rinascimentale che scavalca il Santerno con un&#8217;unica campata, e il Museo del Castagno dentro Palazzo Alidosi, con attrezzi, fotografie e testi antichi su secoli di vita intorno al castagno. Poi si sale nei boschi della valle, dove i castagneti da frutto sono curati come giardini. Proprio per questo sono quasi sempre privati: si cammina, si guarda, e il marrone si compra dai produttori.</p>
<p><b>Da Bologna: </b>circa 1 ora</p>
<p><b>Per chi: </b>chi vuole il marrone migliore e un borgo con una storia</p>
<p><b>Prossimi appuntamenti: </b>domenica 25 ottobre e domenica 1° novembre 2026</p>
<h2 class="western">3. Alto Reno: Granaglione e la birra di castagne</h2>
<p>Sull&#8217;Appennino bolognese, verso il confine con la Toscana, la valle del Randaragna nasconde una piccola rete di borghi di pietra dove il castagno ha sempre deciso tutto. Appena fuori Granaglione c&#8217;è un castagneto didattico sperimentale, nato per tutelare e far conoscere il castagno. Il dettaglio più curioso: le castagne raccolte lì diventano una birra locale.</p>
<p>Da Granaglione si può costruire un giro tra i borghi. Lustrola è circondata da castagneti secolari e compare già in una pergamena del 1021. Madognana è il punto di partenza per i sentieri CAI e per il panorama del Monte della Croce. A Castelluccio c&#8217;è il museo LabOrantes, dedicato alla vita e al lavoro delle comunità di montagna del primo Novecento. In autunno, nella stagione delle castagne, è il momento migliore per venirci.</p>
<p><b>Da Bologna: </b>circa 1 ora e 15</p>
<p><b>Per chi: </b>chi ama i borghi e le camminate senza fretta</p>
<p><b>Il consiglio: </b>chiedi in paese della birra di castagne: è il souvenir più originale della giornata</p>
<h2 class="western">4. Appennino parmense: a caccia del Marrone di Campora</h2>
<p>Sulle colline sopra Parma, nel comune di Neviano degli Arduini, una frazione ha dato il nome a una delle varietà più belle della regione: il Marrone di Campora. È una varietà antica, con frutti grandi e dalla buccia brillante, figlia di un Appennino che per secoli ha selezionato i suoi castagni uno a uno.</p>
<p>È una gita da fare con calma, unendo i boschi della zona alle terre matildiche e ai borghi dell&#8217;Appennino parmense. Più che una caccia al bottino, è una caccia a un sapore che non si trova al supermercato: per assaggiarlo conviene cercare i produttori e gli agriturismi della zona.</p>
<p><b>Da Bologna: </b>circa 1 ora e 45 (40 minuti da Parma)</p>
<p><b>Per chi: </b>chi cerca una varietà rara e un Appennino tranquillo</p>
<h2 class="western">Ultima chiamata: le sagre ancora in calendario</h2>
<ul>
<li><b>Castel del Rio, 70ª Sagra del Marrone IGP: </b>domenica 25 ottobre e domenica 1° novembre.</li>
<li><b>Alfero (Verghereto), Sagra della Castagna: </b>domenica 25 ottobre.</li>
<li><b>Montefiore Conca, 62ª Sagra della Castagna: </b>domenica 25 ottobre, dalle 11.</li>
</ul>
<p>Gli altri boschi, provincia per provincia, sono nella nostra <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/castagne-in-emilia-romagna-dove-trovarle-e-raccoglierle/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">guida alle castagne in Emilia-Romagna</a>. E per abbinare la raccolta al foliage, <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/ottobre-in-emilia-romagna-le-gite-piu-belle-tra-castagne-e-foliage/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">ecco le gite d&#8217;ottobre</a>.</p>
<h2 class="western">Si possono raccogliere le castagne liberamente?</h2>
<p>Non sempre, e in Emilia-Romagna meno di quanto si creda. Molti castagneti sono privati e coltivati: le castagne appartengono al proprietario anche senza recinzioni. Il segnale più chiaro è il prato pulito e falciato sotto gli alberi. Nei parchi valgono regole proprie, e in alcune zone protette la raccolta è vietata.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-676334" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/merve-sehirli-nasir-6f1RAXmZVNQ-unsplash-1.jpg" alt="Le castagne più buone in Emilia-Romagna: le gite nei boschi dove raccoglierle questo autunno" width="1920" height="1280" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/merve-sehirli-nasir-6f1RAXmZVNQ-unsplash-1.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/merve-sehirli-nasir-6f1RAXmZVNQ-unsplash-1-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/merve-sehirli-nasir-6f1RAXmZVNQ-unsplash-1-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/merve-sehirli-nasir-6f1RAXmZVNQ-unsplash-1-768x512.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/merve-sehirli-nasir-6f1RAXmZVNQ-unsplash-1-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La soluzione migliore: chiedere in paese o all&#8217;ufficio turistico, oppure scegliere castagneti aperti al pubblico, dove spesso si paga in base a quanto si raccoglie. Si prendono solo i frutti a terra, senza scuotere i rami.</p>
<h2 class="western">Cosa portare</h2>
<ul>
<li><b>Guanti da lavoro e un bastone: </b>per aprire i ricci senza pungersi.</li>
<li><b>Sacchetto di tela o cesto: </b>nella plastica le castagne sudano e ammuffiscono.</li>
<li><b>Scarpe con suola scolpita: </b>a fine ottobre i sentieri dell&#8217;Appennino sono umidi e pieni di foglie.</li>
<li><b>Contanti: </b>alle sagre e dai piccoli produttori sono spesso indispensabili.</li>
</ul>
<p>A casa, scarta le castagne bucate e metti le altre in ammollo: quelle che galleggiano vanno buttate. Per tutto il resto, <a href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/castagne-come-raccogliere-le-piu-belle-e-conservarle/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">ecco come conservarle</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>In Italia c&#8217;è un borgo antico costruito dentro una gigantesca caverna, ed è davvero unico</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/grotta-mangiapane-custonaci-sicilia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Serena Proietti Colonna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Oct 2026 14:09:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[borghi]]></category>
		<category><![CDATA[grotta]]></category>
		<category><![CDATA[sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[Quando si tratta di borghi particolari nel nostro Paese c&#8217;è davvero l&#8217;imbarazzo della scelta, ma[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="900" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Grotta-Mangiapane.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Grotta Mangiapane, Sicilia" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Grotta-Mangiapane.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Grotta-Mangiapane-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Grotta-Mangiapane-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Grotta-Mangiapane-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p>Quando si tratta di borghi particolari nel nostro Paese c&#8217;è davvero l&#8217;imbarazzo della scelta, ma la <strong>Sicilia</strong> cela un qualcosa che è davvero difficilissimo trovare altrove. A pochi chilometri dal mare della provincia di Trapani, infatti, si apre un gigantesco <strong>squarcio nella montagna</strong> al cui interno è custodito un vero e proprio villaggio, con abitazioni, stalle, magazzini e persino un antico forno.</p>
<p>È la <strong>Grotta Mangiapane</strong>, una straordinaria cavità naturale situata nella frazione di Scurati, nel territorio di Custonaci, alle pendici del Monte Cofano. Gli edifici qui sono addossati alle pareti rocciose, mentre gli ambienti domestici sono testimoni ancora oggi della quotidianità delle famiglie locali <strong>tra &#8216;800 e &#8216;900</strong>. Per circa 150 anni, infatti, questo villaggio ha ospitato pastori e contadini che avevano trasformato un riparo naturale in una vera comunità.</p>
<p>Oggi la cavità è diventata un <strong>museo vivente</strong>, ma l&#8217;aspetto delle abitazioni e la disposizione degli spazi restituiscono ancora l&#8217;identità di un insediamento che ha mantenuto un rapporto strettissimo con il paesaggio circostante.</p>
<h2>Brevissima storia della Grotta Mangiapane</h2>
<p>La Grotta Mangiapane raggiunge quasi <strong>70 metri di altezza,</strong> 13 metri di larghezza e 50 metri di profondità. Dimensioni impressionanti, soprattutto osservando le piccole costruzioni che occupano il suo interno e che sembrano minuscole rispetto all&#8217;enorme parete calcarea sovrastante. Le prime testimonianze della presenza umana risalgono al Paleolitico superiore, anche se recenti ricerche hanno documentato persino ceramiche riconducibili al <strong>Neolitico antico e medio</strong>.</p>
<p>Tra i soprannomi attribuiti alla cavità compare quello di &#8220;<strong>Grotta degli Uffizi</strong>&#8220;, legato alla presenza di testimonianze artistiche preistoriche, tra graffiti e pitture rupestri. Il patrimonio archeologico racconta dunque una frequentazione antichissima, precedente di migliaia di anni alla nascita del villaggio attualmente visibile.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Caverna-di-Mangiapane.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676276" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Caverna-di-Mangiapane.jpg" alt="Caverna di Mangiapane, Sicilia" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Caverna-di-Mangiapane.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Caverna-di-Mangiapane-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Caverna-di-Mangiapane-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Caverna-di-Mangiapane-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Fu soprattutto durante il XIX secolo che il luogo assunse l&#8217;aspetto di un insediamento stabile. La <strong>famiglia Mangiapane,</strong> dalla quale deriva il nome attuale, realizzò alcune abitazioni all&#8217;interno della cavità, sfruttando la protezione della roccia e la disponibilità di spazio per le attività agricole e pastorali.</p>
<p>La vita del villaggio proseguì fino alla metà del XX secolo ma, dopo la Seconda Guerra Mondiale, i cambiamenti economici e sociali favorirono il <strong>progressivo abbandono delle abitazioni</strong>. Gli ultimi componenti della famiglia Mangiapane lasciarono l&#8217;insediamento nei primi anni &#8217;50, chiudendo una lunga stagione di vita comunitaria.</p>
<h2>Cosa vedere nella Grotta Mangiapane, il villaggio nascosto nella roccia</h2>
<p>Si rimane assolutamente affascinati dal contrasto fra la <strong>monumentalità della cavità e le dimensioni delle case</strong>. Le facciate in pietra, le piccole finestre e i tetti tradizionali compongono un insieme architettonico piuttosto insolito, protetto da un&#8217;enorme volta naturale. Gli edifici sorgono a distanze ravvicinate, secondo una disposizione legata alle esigenze quotidiane delle famiglie che vi abitavano.</p>
<p>Alcuni ambienti erano destinati alla vita domestica, altri alla custodia degli animali, alla conservazione delle provviste e alla lavorazione dei prodotti agricoli. Particolarmente interessanti sono gli interni, oggi parte del<strong> Museo Vivente di Custonaci: </strong>mobili, utensili e oggetti della tradizione locale aiutano a comprendere l&#8217;organizzazione delle abitazioni rurali siciliane, spesso caratterizzate da arredi essenziali e strumenti utilizzati per numerose attività.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Dentro-la-Grotta-Mangiapane.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676277" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Dentro-la-Grotta-Mangiapane.jpg" alt="Dentro la Grotta Mangiapane, Sicilia" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Dentro-la-Grotta-Mangiapane.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Dentro-la-Grotta-Mangiapane-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Dentro-la-Grotta-Mangiapane-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Dentro-la-Grotta-Mangiapane-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p><em>Foto: By Emanuela Meme Giudic…, CC BY 3.0, via Wikimedia</em></p>
<p>L&#8217;allestimento comprende attrezzi agricoli, suppellettili domestiche e testimonianze degli antichi mestieri. Gli oggetti, raccolti sul territorio, contribuiscono a ricostruire il contesto materiale della comunità, dalla preparazione degli alimenti al lavoro nei campi. Merita attenzione anche il <strong>rapporto tra le costruzioni e la montagna</strong>: le pareti naturali delimitano parte degli spazi abitati, mentre il grande ingresso permette alla luce di raggiungere il villaggio.</p>
<h2>Il Presepe Vivente di Custonaci e le apparizioni in televisione</h2>
<p>Tra gli appuntamenti più conosciuti legati alla Grotta Mangiapane c&#8217;è indubbiamente<strong> Presepe Vivente di Custonaci</strong>, organizzato dal 1983 e diventato una delle manifestazioni natalizie più rappresentative della <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/da-questa-parte-della-sicilia-le-spiagge-sono-tra-paesaggi-mozzafiato-e-un-mare-blu-intenso/" data-wpel-link="internal">Sicilia occidentale</a></strong>. Durante l&#8217;evento, le abitazioni e gli ambienti del villaggio tornano ad animarsi grazie alla partecipazione di artigiani, figuranti e volontari.</p>
<p>La rappresentazione ricostruisce <strong>scene della vita rurale ottocentesca</strong> attraverso attività tradizionali, dalla lavorazione del pane alla produzione di formaggi, fino alla tessitura e alla riparazione delle reti da pesca. La Natività viene allestita all&#8217;interno della grande cavità, mentre il resto dell&#8217;insediamento contribuisce a ricreare l&#8217;atmosfera di un paese contadino. Nel 2006 la manifestazione ha ottenuto il riconoscimento nel <strong><em>Registro delle Eredità Immateriali della Sicilia</em></strong>.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Presepe-Vivente-Custonaci.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676278" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Presepe-Vivente-Custonaci.jpg" alt="Presepe Vivente Custonaci, Sicilia" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Presepe-Vivente-Custonaci.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Presepe-Vivente-Custonaci-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Presepe-Vivente-Custonaci-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Presepe-Vivente-Custonaci-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>L&#8217;aspetto singolare del sito ha attirato anche il mondo dello spettacolo: la Grotta Mangiapane è stata utilizzata per produzioni televisive, tra cui <em>Il Commissario Montalbano</em> e <strong><em><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/macari-set/" data-wpel-link="internal">Màkari</a></em></strong>, e ha ospitato iniziative culturali e progetti legati alla moda, compresa una campagna di <em>Dolce &amp; Gabbana</em> per la collezione autunno-inverno 2020/2021.</p>
<p>Foto Canva</p>
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<p>Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.</p>
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