16 ciaspolate in Lombardia belle e facili per tutti

ciaspolate in Lombardia belle e facili per tutti

Di possibilità di fare ciaspolate in Lombardia ce ne sono tantissime: tra Prealpi e Alpi, dalla provincia di Varese a quella di Brescia, bastano un po’ di abbondanti nevicate per rendere possibile fare escursioni con le ciaspole in Lombardia. Ma prima di comprare o affittare un paio di racchette da neve e avventurarsi occorre stare attenti: anche per le ciaspole c’è il concreto rischio valanghe (tanto che in Lombardia c’è una legge regionale che impone l’uso dei dispositivi di sicurezza come ARTA pala e sonda anche per questo tipo di escursioni). Un conto è infatti fare una ciaspolata su sentieri segnati come Turistici, che ricalcano quelli delle escursioni estive, senza passaggi troppo tecnici o esposti: in questo caso si tratta di una semplice escursione spesso fattibile da chiunque, con la neve generalmente già abbastanza battuta e, se con poco dislivello, anche relativamente poco faticosa. Diverso il caso di ciaspolate in neve fresca su pendii ripidi, dove appunto è fondamentale conoscere la neve per minimizzare il rischio valanghe (oppure farsi accompagnare da una Guida Alpina, che è un professionista della montagna proprio con queste competenze) e dove ovviamente anche l’impegno fisico è decisamente superiore.
Fatta questa doverosa distinzione, prima di partire per le ciaspolate in Lombardia, potrebbe interessarti sapere come sono fatte e come si usano le ciaspole e anche come vestirsi per questo genere di escursioni. Ora che tutto è pronto, ecco 16 itinerari per ciaspolate in Lombardia, facili o poco più che facili dal punto di vista tecnico, rilassanti e poco impegnativi da quelli fisico, panoramici, lontani dagli affollamenti di persone, immersi nel silenzio dei boschi e delle montagne innevate. Insomma, in un parola: belli.

Ciaspolate in provincia di Lecco

1. Dal Pian dei Resinelli al Monte Coltignone
Tra le ciaspolate in Lombardia una delle più semplici, tra quelle vicinissime a Milano, piacevole, poco impegnativa e con il rischio valanghe praticamente nullo. Si parte da dietro il “grattacielo” (non c’è possibilità di confondersi…) dove si trova un cancello che immette su una carrareccia alberata: prendendo a destra ci si dirige verso la bocchetta del Piave e il Parco del Valentino e da qui basta seguire le indicazioni per Coltignone – Museo. Si passa per il Museo della Grigna e si prosegue seguendo le indicazioni prima per il Belvedere e poi per la vetta del Coltignone, a 1479 metri di altitudine (circa 280 dal punto di partenza). Da qui si gode una bellissima vista su tutta la Valsassina. Tempo di percorrenza indicativo un paio d’ore tra andata e ritorno.

2. Dall’Alpe di Paglio al Cimone di Margno
In pratica si sale al punto di arrivo degli impianti del Pian delle Betulle, una piccola, graziosa e non troppo frequentata località sciistica alternativa ai Piani di Bobbio. Bisogna arrivare in macchina appunto a Paglio, passando da Casargo. Ci si ferma quando finisce la strada (in pratica al parcheggio del Chiosco o lungo la strada) e da qui si imbocca l’ampia pista dove un tempo c’era uno skilift e che ora viene utilizzata da bambini e famiglie col bob. Alla fine della breve salita si è al punto di arrivo degli impianti del Pian delle Betulle e da qui ci si immette nel bosco, seguendo le indicazioni per Cimone di Margno e camminando per circa 1 ora e mezza fino a quota 1800 metri (no ci si può sbagliare, c’è una grande croce rossa). Da qui si può tornare sui propri passi oppure scendere verso il Pian delle Betulle e da qui, nel bosco, tornare a Paglio.

3. Ai piani di Artavaggio
Le escursioni con le racchette da neve ai piani di Artavaggio sono un grande classico per milanesi e brianzoli: facili, panoramiche, rilassanti, sono davvero fattibili da chiunque. L’unico problema è che per arrivare ai Piani di Artavaggio bisogna prendere la funivia da Moggio, e fino al 7 gennaio 2021 sarà chiusa come da DPCM. Detto ciò, tutto il resto è semplicissimo: si esce dalla stazione della funicolare, si mettono le ciaspole ai piedi e si va sostanzialmente sempre dritto tenendo come punti di riferimento i vari rifugi che si trovano lungo il percorso (tutti ottimi per assaggiare qualche specialità locale). I più allenati potrebbero tentare la salita fino alla cima del Monte Sodadura, da cui si ammirano le Orobie, le Grigne, le Alpi Retiche, il Pizzo dei Tre Signori e, nelle giornate particolarmente terse, persino gli Appennini.

Ciaspolate in provincia di Sondrio

4. Dal Rifugio Corte al Monte Olano
La Val Gerola è una delle località meno note e più da scoprire in questo periodo senza sci: da Morbegno si svolta a destra e poi anziché andare sempre dritto fino al Pescegallo si svolta verso il Rifugio della Corte, dove si lascia l’auto. Dal parcheggio basta seguire il sentiero 114 verso il monte Olano, praticamente tutto nel bosco e in salita dai 1250 metri di partenza ai 1702 della vetta del Monte Olano. Tempo di camminata 1 ora e mezza, premio finale il panorama sul Monte Disgrazia.

5. Nella Valle del Bitto, dal passo San Marco al rifugio Alpe Piazza
Il rifugio Alpe Piazza è molto conosciuto dagli scialpinisti, che vi fanno tappa diretti alla Cima Leguj. Ma partendo dal passo San Marco è il punto di arrivo anche di una bella ciaspolata, per lo più in salita e per lo più nel bosco: basta seguire il cartello per il Rifugio Alpe Piazza e avere circa 3 ore di tempo a disposizione (ma la ricompensa finale sono i piatti tipici valtellinesi con il formaggio Bitto da cui la valle prende il nome).

6. Ciaspolate in Val di Mello
La Yosemite italiana è anche una delle più belle ciaspolate in Lombardia in assoluto. L’auto la si lascia a San Martino (c’è un parcheggio accanto al campo sportivo) e poi basta incamminarsi in quella che in estate è la valle dei climber (e in particolare del boulder) e proseguire nella magia di una delle più affascinanti valli di Lombardia.

7. La Val Viola verso la malga Caricc
Anche la Val Viola è meta di bellissime ciaspolate in Lombardia. Un grande classico è quella che parte dal ristorante Li Arnoga e che, attraversando boschi di abeti rossi, larici e cembri, arriva senza strappi eccessivamente faticosi alla malga aperta anche in inverno. Il panorama sui ghiacciai circostanti è impagabile.

8. In Val Malenco, dal Rifugio Zoia all’Alpe Campagneda
Una bella ciaspolata in Val Malenco è quella che va dal Rifugio Zoia (2021 metri, si raggiunge in auto da Lanzada) all’Alpe Campagneda. Si parte direttamente dal parcheggio seguendo le indicazioni rosa per le ciaspole sempre ben visibili, si entra nel bosco e si cammina per almeno un’ora abbondante a zig zag, con begli scorci sulla Val Malenco e vista spettacolare sul Monte Disgrazia. Giunti all’Alpe Campagneda si può decidere di tornare indietro oppure proseguire ancora un po’ fino alla Ca’ Runcasch e da qui, in saliscendi, fino al Santuario Madonna della Pace e al Rifugio Cristina. Così l’itinerario, escursionistico e non troppo faticoso, è di circa 3 ore.

Ciaspolate in provincia di Bergamo

9. Da Bratto al rifugio Magnolini in Val Seriana
In Val Seriana, in provincia di Bergamo, una bella ciaspolata è quella da Bratto al rifugio Magnolini. Il punto di partenza è presso la Malga Alta Pora, dove c’è la stazione degli impianti sciistici, da qui costeggiando le piste (senza calpestarle!) si raggiunge e si imbocca la stradina tra i pini e si segue il segnavia 551 per scavallare un dosso e raggiungere in un’oretta circa al rifugio Magnolini.

10. Ciaspolate ai Piani dell’Avaro
I Piani dell’Avaro sono una classica destinazione della Val Brembana, sopra Cusio. Ci sono un paio di piste da discesa per bambini e principianti senza pretese, una bella pista da sci di fondo e soprattutto tanti percorsi per le ciaspole: il percorso principale parte dal Ristorobie (dove è possibile anche noleggiare le ciaspole) e gira al largo della pista del fondo, e poi ci sono tantissime deviazioni per salire anche più in quota. meta perfetta per chi cerca il relax, percorsi facili anche in famiglia, e a un paio d’ore da Milano (traffico permettendo).

Ciaspolate in provincia di Brescia

11. In Val Camonica, da Paspardo al rifugio De Marie
In Val Camonica una tra le più gradevoli ciaspolate in Lombardia è quella che va da Paspardo (l’auto si lascia alla cappella votiva) al rifugio De Marie, nel Parco Nazionale dell’Adamello: dalla cappella si segue la strada per Mandosso e si costeggia il torrente Re di Tredenus ciaspolando nel bosco fino al ponte. Oltre il ponte c’è la conca di Volano e ben visibile il rifugio.

12. In Val Camonica, da Canè al Plazzo delle Casere
Altra ciaspolata in Val Camonica, nel parco dell’Adamello, è quella semplice e dolce da Canè (oltre Edolo e Vezza d’Oglio, sulla strada per il Tonale) al Plazzo delle Casere. Raggiuto il paese si comincia a camminare in direzione della località Cortebona da cui si prosegue seguendo le indicazioni e costeggiando il torrente fino a raggiungere i 1937 metri del Plazzo delle Casere. Tempo richiesto un paio d’ore.

13. Ciaspolata con vista sul Lago di Garda
La ciaspolata con vista sul Lago di Garda per eccellenza è quella sul Monte Pizzoccolo, non difficilissima (è catalogata come escursionistica, quindi un po’ più che turistica) ma fisicamente abbastanza impegnativa (calcolare almeno 5 ore tra andata e ritorno). Si parte da Sant’Urbano a 800m di altitudine e si segue il segnavia n.11 percorrendo la strada sterrata fino a 1200m di quota. Da qui si segue l’indicazione per Malga Valle, inoltrandosi nel bosco e, superata la malga, si prosegue tendola a sinistra fino al colle. Da qui si segue il segnavia 5 si raggiunge la vetta del Monte Pizzocolo con il suo bellissimo panorama sul lago di Garda.

Ciaspolate in provincia di Varese

14. Con le ciaspole in Val Veddasca
La Val Veddasca è una bella valle tra provincia di Varese e Ticino svizzero, meta di passeggiate estive e che con le belle nevicate si presta anche ad affascinanti ciaspolate. Per esempio quella da Curiglia con Monteviasco, dove si lascia l’auto, alla chiesa della Madonna della Guardia e fino al bivio per il Poncione di Breno. Un percorso facile e non troppo impegnativo, di limitato dislivello. Da Curiglia basta seguire la strada che sale a Sarona e normalmente già qui si calzano le racchette da neve. Dopo la cappelletta ci si inoltra nel bosco dal quale si sbuca a Sarona, da cui si seguono le indicazioni per l’Alpone, sempre rimanendo nel bosco, fino a raggiungere la chiesetta della Madonna della Guardia. Da qui si può tornare sui propri passi oppure proseguire seguendo le indicazioni per il monte Lema ed eventualmente il Poncione di Breno a 45′ da questo punto).

15. Al passo della Forcora con le ciaspole
Quando è innevato anche il passo della Forcora si presta alle facili escursioni con le ciaspole. L’auto si lascia all’ampio parcheggio al fine della strada dal centro di Maccagno con Pino e Veddasca. Lasciata l’auto basta seguire per la vetta del monte Cadrigna, un itinerario semplice e breve, accanto agli impianti di risalita e passando accanto alla chiesetta, fino ad arrivare ad ammirare un bel panorama sul lago Maggiore e sul Verbano.

Ciaspolate in provincia di Como

16. Dalla Colma di Sormano al Monte San Primo
Un grande classico delle escursioni comasche, che nella stagione invernale è appannaggio di scialpinisti e ciaspolatori. Quella dalla Colma di Sormano al Monte San Primo è una ciaspolata per cui è richiesta un po’ di attenzione, soprattutto in cresta, e di verificare le condizioni della neve sui versanti meridionali. Per il resto il bello è tutto in vetta: si parte dalla Colma di Sormano, percorrendo la forestale che ricalca la traccia estiva della dorsale del Triangolo Lariano, e poi si egue per l’alpe Spessola. Da questo punto le pendenze cominciano a farsi sentire. Dal monte Ponciv (1453 msl) comincia l’ascesa in cresta fio alla vetta del Monte San Primo a 1686 msl. Da qui il panorama è spettacolare, sui due rami del lago di Como e su quello nord che guarda verso la Valtellina, la Valchiavenna e le creste delle Alpi. Occorre calcolare almeno 2 ore e 30′ per la vetta e poco meno per la discesa.

Credits photo: Pixabay

©RIPRODUZIONE RISERVATA