Coronavirus: cosa si può fare dal 3 giugno

cosa si può fare dal 3 giugno

Cosa si può fare dal 3 giugno in Italia dopo l’emergenza Coronavirus? Una domanda che si stanno facendo in tanti e a cui risponderemo in questo articolo.
Con la fine del ponte per la Festa della Repubblica si apre un nuovo capitolo della fase di convivenza con il nuovo Coronavirus. I dati epidemiologici continuano a migliorare e il Governo non ha adottato alcun tipo di dietrofront rispetto alle misure del Dpcm entrato in vigore il 17 maggio. Tutti noi, in questa prima settimana di giugno, faremo un altro passo in avanti verso la normalità, anche se la vita continuerà ad essere ben diversa rispetto a prima. Le parole chiave rimangono queste: prudenza, buon senso e distanziamento interpersonale.
Dal 3 giugno arrivano novità che coinvolgono anche gli sportivi, che in Lombardia possono tornare ad allenarsi in palestra e a nuotare in piscina. Inoltre ci si può spostare da una regione all’altra senza autocertificazione, anche se si proviene da una delle aree più colpite dal Coronavirus (come Lombardia e Piemonte).
Andiamo ora a capire più nel dettaglio cosa si può fare dal 3 giugno: continua a leggere qui sotto.

Cosa si può fare dal 3 giugno: sport, vacanze, spostamenti in auto e mascherina

A causa dell’ordinanza del presidente regionale Attilio Fontana, la Lombardia è stata l’unica regione italiana a non riaprire le piscine e le palestre il 25 maggio. Ma a partire da lunedì 1 e da mercoledì 3 giugno, anche nel territorio più colpito (dove tutt’ora si registrano più della metà dei casi accertati in Italia) hanno ripreso a funzionare queste attività. Le regole da rispettare in palestra e in piscina sono piuttosto rigide: ve ne parliamo approfonditamente qui e qui. In palestra, ad esempio, bisogna igienizzare gli attrezzi dopo ogni utilizzo e gli ingressi sono contingentati (per i centri più piccoli bisogna prenotare). Per le piscine, con l’obiettivo di evitare assembramenti, il Governo ha previsto 7 mq di superficie a persona sia in acqua sia negli spazi comuni, come i prati (per le piscine pubbliche) o le aree solarium. Si può andare nelle piscine al chiuso per allenarsi ma anche in quelle all’aperto per rilassarsi e prendere il sole. A Milano, ad esempio, sul sito di Milanosport si può prenotare l’ingresso per uno dei cinque impianti momentaneamente aperti. Nei centri balneari non si può restare per più di mezza giornata.
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Dal fronte sport non ci sono altre novità particolari da segnalare. Ormai dal 18 maggio sono ripresi gli allenamenti di gruppo negli sport di squadra, mentre dal 4 maggio ci si può allenare all’aperto (individualmente) mantenendo la distanza di 2 metri per l’attività sportiva e di 1 metro per l’attività motoria (come una semplice camminata). È possibile girare in bicicletta, camminare in montagna e rilassarsi in spiaggia, che sia al mare, al fiume o al lago: alcuni lidi organizzati sono già aperti al pubblico.

La riapertura dei confini regionali: cosa cambia e come si stanno organizzando alcune regioni

La più importante novità del 3 giugno riguarda la riapertura delle regioni e dei confini nazionali ai cittadini provenienti dai paesi dell’Unione Europea. Bocciata l’idea del passaporto sanitario e di tenere chiuse la Lombardia e il Piemonte, da mercoledì 3 giugno ci si può spostare in tutta Italia senza il bisogno dell’autocertificazione e senza obbligo di quarantena. Ciò significa che, con cautela, è consentito muoversi da una regione all’altra anche per una gita al mare, per vedere un amico o per raggiungere la seconda casa. Ma attenzione: non si può viaggiare con una temperatura corporea superiore ai 37,5°.
Secondo le misure previste nell’ultimo Decreto firmato dalla Ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli (aggiornamento Linee guida per l’informazione agli utenti e le modalità organizzative per il contenimento della diffusione del COVID-19 allegate al DPCM del 17 maggio), è obbligatoria la misurazione della temperatura nelle stazioni dell’Alta Velocità ferroviaria per tutti i passeggeri dei treni a lunga percorrenza.
La temperatura viene misurata anche sui treni, dove è stato ripristinato il servizio di ristorazione ma con la consegna del cibo e delle bevande direttamente sul posto.
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Cosa fare per andare in Sardegna, Puglia e Sicilia

Ogni regione, in questa delicatissima fase in cui (pian piano) sta riprendendo il turismo, può imporre misure di controllo più o meno rigide. In Sardegna, ad esempio, è obbligatorio registrarsi quando si arriva sull’isola (sull’app Covid 19 Regione Sardegna o sul sito della Regione), mentre è facoltativo compilare il questionario nel quale bisogna fornire informazioni sulle proprie condizioni di salute e su eventuali contatti con persone che hanno il virus. Alcuni albergatori della regione, inoltre, stanno pensando di inserire il test sierologico nei pacchetti vacanza.
Dal 5 giugno, in Sicilia, entrerà in funzione l’App Sicilia Sicura (facoltativa), che traccerà i turisti e permetterà loro di ricevere assistenza dal personale medico della nuova Unità sanitaria turistica qualora ce ne fosse bisogno.
In Puglia bisogna segnalare il proprio ingresso attraverso un modulo disponibile sul sito della Regione, mentre nel Lazio sono stati potenziati i sistemi di contact-tracing: qualsiasi caso sospetto verrà registrato e sarà sottoposto a un tampone drive-in.

I viaggi dall’Italia verso altri paesi europei

La situazione sugli spostamenti dall’Italia verso altri paesi europei è ancora piuttosto ingarbugliata. In Francia possiamo andare liberamente, a patto di avere un’autocertificazione (al momento non si può accedere per motivi turistici) e di dichiarare l’assenza di sintomi riconducibili al Covid-19.
In Spagna, dove Alitalia ha ripreso a volare dal 2 giugno, c’è ancora l’obbligo di quarantena, ma dal mese di luglio ripartirà a tutti gli effetti il turismo straniero. Capitolo Grecia: dal 15 giugno si può accedere al Paese tramite un volo che atterra ad Atene o a Salonicco, ma chi parte da una delle regioni considerate a rischio (per l’Italia figurano la Lombardia, l’Emilia-Romagna, il Veneto e la Liguria) dovrà sottoporsi a un tampone e restare in auto-isolamento per 7 giorni (se il test è negativo) o 14 (se positivo).
L’unico paese europeo dove un italiano, al momento, può andare in vacanza è la Croazia, a patto che si esibisca la ricevuta dalla prenotazione alberghiera: il problema è che in Slovenia, territorio pressoché obbligatorio di passaggio per entrare in Croazia,  possono accedere solo i croati.
Dall’8 giugno un italiano può entrare in Gran Bretagna, ma solo per ragioni lavorative e con l’obbligo delle due settimane di quarantena.
In Germania si può accedere per lavoro dal 15 giugno, mentre restano chiusi all’Italia i confini dell’Austria e della Svizzera.

Come funzionano gli spostamenti in auto

Si può viaggiare liberamente in auto con i membri della propria famiglia o con le persone con cui si convive. Per i non conviventi rimangono divieti piuttosto rigidi: nelle automobili di dimensioni normali è possibile viaggiare massimo in due (il passeggero deve stare seduto dietro) con obbligo di mascherina. Sui veicoli più grandi possono salire un massimo di tre persone, una per fila. In moto è consentito portare dietro solo membri della famiglia e conviventi.

Quando bisogna indossare la mascherina

Dal 3 giugno, in Piemonte, è decaduto l’obbligo di indossare la mascherina sempre e comunque. La Lombardia, quindi, rimane una delle quattro regioni (assieme a Trentino, Friuli-Venezia Giulia e Campania) dove la mascherina è obbligatoria anche all’aperto almeno fino al 14 giugno, a meno che non si stia facendo sport: in questi casi bisogna sempre portarla in tasca o sotto il mento, in quanto obbligatoria prima e dopo l’attività sportiva. In tutta Italia la mascherina va sempre indossata in macchina (se si trasporta una persona non convivente), nei luoghi chiusi aperti al pubblico e nelle strade affollate dove non è possibile rispettare il distanziamento interpersonale.

App Immuni, come funziona

Dal primo giugno, dagli store Apple e Google, è scaricabile gratuitamente la tanto attesa e chiacchierata App Immuni, il supporto tecnologico del Governo che si affianca alle iniziative già messe in campo per limitare la diffusione del Covid-19. L’applicazione non è obbligatoria, anche se è caldamente consigliato scaricarla fin da subito: più persone ce l’hanno, più si rivelerà efficace.
Con questo programma per smartphone sarà possibile risalire ai contatti che possono aver esposto una persona al rischio di contagio.
“I servizi sanitari regionali potranno gradualmente attivare gli avvisi dell’app. A cominciare saranno da lunedì 8 giugno le Regioni Abruzzo, Liguria, Marche e Puglia”, si legge sul sito del Ministero della Salute. L’app di tracciamento dei contatti è stata scaricata da 500mila persone in 24 ore, nonostante non sia ancora entrata a pieno regime.

Cosa non possiamo ancora fare

Rimane, ovviamente, il divieto di creare assembramenti. Dunque, per chi fa sport, non è possibile fare partitelle al campetto e praticare qualsiasi attività dove non è possibile mantenere la distanza interpersonale. Agli spettacoli all’aperto possono accedere massimo 1000 persone, mentre al chiuso non più di 200 persone.
A Milano i bar e i pub non possono vendere bevande d’asporto a partire dalle 19.00, mentre alcuni comuni hanno messo il coprifuoco all’interno di piazze o vie a rischio assembramenti a causa dell’alto numero di locali notturni.
La maggior parte delle regioni, inoltre, aprirà i centri estivi per bambini e ragazzi dal 15 giugno: una data che è stata anticipata in Veneto (1 giugno), in Emilia-Romagna (8 giugno) e in Liguria (1 giugno, test sierologici obbligatori agli educatori).
Al momento non si può ancora andare al cinema e a teatro: queste due attività riapriranno al pubblico il 15 giugno, salvo ulteriori proroghe imposte dalle singole regioni. Concerti, eventi e spettacoli sono ancora vietati.
(Foto: VisionPic / Pexels)

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