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	<title>itinerario Archives - SportOutdoor24</title>
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	<description>Per spiriti liberi</description>
	<lastBuildDate>Tue, 17 Mar 2026 10:29:01 +0000</lastBuildDate>
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	<title>itinerario Archives - SportOutdoor24</title>
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	<item>
		<title>Marzamemi è un antico borgo di pescatori tra l&#8217;azzurro dello Ionio e il profumo del tonno sott&#8217;olio</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/marzamemi-sicilia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Serena Proietti Colonna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 16:30:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[borghi]]></category>
		<category><![CDATA[itinerario]]></category>
		<category><![CDATA[mare]]></category>
		<category><![CDATA[sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[Sulla costa siracusana, a pochi chilometri da Pachino, Marzamemi si presenta agli occhi dei viaggiatori[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="900" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Marzamemi.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Marzamemi, Sicilia" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Marzamemi.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Marzamemi-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Marzamemi-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Marzamemi-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p>Sulla costa siracusana, a pochi chilometri da Pachino, <strong>Marzamemi</strong> si presenta agli occhi dei viaggiatori come un prezioso scrigno di architettura rurale e marittima. Il nome deriva dall&#8217;arabo, probabilmente da &#8220;<em>Marsà al-hamām</em>&#8221; (rada/porto delle tortore), per il passaggio primaverile di questi uccelli durante le migrazioni, oppure da &#8220;<em>Marsà memi</em>&#8221; (piccola rada o porto piccolo).</p>
<p>Un&#8217;origine che, inevitabilmente, sottolinea il <strong>profondo legame con la dominazione musulmana</strong>, periodo in cui venne impiantato il nucleo originario di quella che sarebbe diventata una delle tonnare più importanti dell&#8217;intera isola.</p>
<h2>La piazza Regina Margherita e il cuore della Tonnara</h2>
<p>L&#8217;ampio spiazzale centrale del <strong>borgo siciliano</strong> costituisce il baricentro della vita sociale. Attorno a questo perimetro quadrangolare si affacciano le basse dimore dei pescatori, oggi trasformate in botteghe artigianali o locali caratteristici. La <strong>Tonnara di Marzamemi</strong>, risalente al periodo arabo ma strutturata nel &#8216;600 e potenziata dalla famiglia Villadorata nel &#8216;700, domina il paesaggio con la sua imponente struttura in pietra.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Tonnara-di-Marzamemi.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-663826" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Tonnara-di-Marzamemi.jpg" alt="Tonnara di Marzamemi, Sicilia" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Tonnara-di-Marzamemi.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Tonnara-di-Marzamemi-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Tonnara-di-Marzamemi-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Tonnara-di-Marzamemi-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Poi ancora il <strong>Palazzo di Villadorata</strong>, residenza estiva dei proprietari, che svetta con il suo balcone barocco proprio sopra l&#8217;ingresso del cortile interno a testimoniare un passato di ricchezza legato alla pesca del grande corridore dei mari.</p>
<p>Due chiese dedicate a <strong>San Francesco di Paola</strong> si fronteggiano lateralmente: la vecchia, ormai priva di tetto e trasformata in suggestivo spazio culturale, e la nuova, costruita in epoca più recente. Tale dualismo architettonico crea un <strong>contrasto visivo affascinante</strong>, sottolineato dalla luce intensa che riflette sul selciato lavico e calcareo.</p>
<h2>I due porti e l&#8217;Isolotto Brancati</h2>
<p>L&#8217;abitato si sviluppa attorno a due approdi naturali. Uno di questo è la <strong>Balata</strong>, dal termine arabo <em>balat</em> che indica una lastra di pietra, e funge da piazza sul mare. Grandi basolati calcarei formano una pavimentazione naturale rasente l&#8217;acqua, punto ideale per osservare le <strong>barche colorate</strong> che rientrano con il pescato del giorno. Sul lato opposto si trova il <strong>porto della Fossa</strong>, destinato alle imbarcazioni di maggiori dimensioni.</p>
<p>Poco distante dalla riva emerge l&#8217;<strong>Isolotto Brancati</strong>, conosciuto anche come Isola Piccola. Una villa di un rosso cupo spicca sopra lo scoglio, appartenuta al chirurgo <strong>Raffaele Brancati</strong> (e ora di proprietà dei suoi eredi).</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Isolotto-Brancati.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-663827" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Isolotto-Brancati.jpg" alt="Isolotto Brancati, Sicilia" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Isolotto-Brancati.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Isolotto-Brancati-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Isolotto-Brancati-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Isolotto-Brancati-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Questo dettaglio cromatico attira immediatamente lo sguardo, rompendo la &#8220;monotonia&#8221; del blu marino e del giallo ocra delle abitazioni circostanti. L&#8217;isola rimane un <strong>luogo privato,</strong> eppure definisce il profilo dell&#8217;orizzonte in maniera così nitida e speciale che rende il panorama riconoscibile tra mille altri scorci siciliani.</p>
<h2>Oltre il borgo tra dune dorate e riserve protette</h2>
<p>Siamo in un villaggio di pescatori in <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/vacanze-sicilia-perche-sceglierla/" data-wpel-link="internal">Sicilia</a></strong>, e di certo non potevano mancare <strong>spiagge e mare</strong>. In questo contesto, il litorale nelle vicinanza di Marzamemi svela un <strong>volto selvaggio</strong> caratterizzato da fondali bassissimi e trasparenze cristalline. La <strong>Spiaggia della Spinazza</strong> delimita il confine settentrionale del centro, mettendo a disposizione un arenile misto di sabbia e ciottoli in cui l&#8217;acqua assume sfumature turchesi intense.</p>
<p>Spostandosi di pochi chilometri verso sud, il profilo costiero muta radicalmente presso la <strong>Riserva di Vendicari</strong>, area protetta di rilevanza internazionale. Qui i pantani salmastri ospitano una biodiversità straordinaria, al punto da rendere l&#8217;area una meta privilegiata per gli <strong>appassionati di birdwatching</strong> muniti di binocolo.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Marzamemi-dallalto.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-663828" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Marzamemi-dallalto.jpg" alt="Marzamemi dall'alto, Sicilia" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Marzamemi-dallalto.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Marzamemi-dallalto-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Marzamemi-dallalto-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Marzamemi-dallalto-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Lungo i sentieri battuti dal vento si incontrano i resti di un&#8217;antica <strong>Tonnara Settecentesca</strong> ormai in rovina, le cui colonne svettano contro il cielo come un tempio greco moderno. Le dune di sabbia finissima della <strong>Spiaggia di San Lorenzo</strong> rappresentano la naturale prosecuzione di questo ecosistema, con acque che ricordano i paradisi tropicali grazie alla loro eccezionale limpidezza.</p>
<h2>Sapori tipici e tradizioni della terra di Pachino</h2>
<p>A Marzamemi la gastronomia ruota attorno a ingredienti poveri ma nobilitati da lavorazioni sapienti. La <strong>Bottarga di tonno rosso</strong>, spesso definita &#8220;caviale del Mediterraneo&#8221;, rappresenta l&#8217;eccellenza assoluta, grattugiata sopra i primi piatti o gustata a fettine sottili. Accanto ai prodotti ittici, il <strong>Pomodoro Ciliegino di Pachino IGP</strong> fornisce una dolcezza naturale unica, essiccato spesso al sole per creare il cosiddetto capuliato.</p>
<p>Le conserve di <strong>pesce azzurro</strong> e il <strong>vino Nero d&#8217;Avola</strong>, prodotto nei vigneti circostanti che respirano l&#8217;aria salmastra, completano un&#8217;esperienza sensoriale radicata nel territorio. Molti magazzini un tempo usati per il rimessaggio delle reti ospitano ora esposizioni di ceramiche dipinte a mano, con motivi che richiamano la flora e la fauna della vicina Riserva di Vendicari.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Marzamemi-dettagli.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-663829" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Marzamemi-dettagli.jpg" alt="Passeggiando per Marzamemi" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Marzamemi-dettagli.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Marzamemi-dettagli-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Marzamemi-dettagli-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Marzamemi-dettagli-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Foto Canva</p>
<p><strong>Leggi Anche</strong></p>
<ul>
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</ul>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Serena Proietti Colonna' src='https://secure.gravatar.com/avatar/8b288aba01983603bf682175e5316518?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/8b288aba01983603bf682175e5316518?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/serena-proietti-colonna/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Serena Proietti Colonna</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="https://www.ifrattempidellamiavita.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">www.ifrattempidellamiavita.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sulle tracce di Heidi: perché Maienfeld è il trekking letterario più affascinante delle Alpi</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/maienfeld-trekking-svizzera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Serena Proietti Colonna]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Dec 2025 07:47:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Avventura]]></category>
		<category><![CDATA[itinerario]]></category>
		<category><![CDATA[svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[trekking]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="900" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Maienfeld-e-Heidi.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Maienfeld e Heidi, Svizzera" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Maienfeld-e-Heidi.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Maienfeld-e-Heidi-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Maienfeld-e-Heidi-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Maienfeld-e-Heidi-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p>C’è un motivo se <strong>Johanna Spyri</strong>, nell&#8217;Ottocento, scelse proprio <strong>Maienfeld</strong> come palcoscenico per il suo romanzo più celebre, <strong>Heidi</strong>. Se state pensando che lo abbia fatto perché cercava un luogo da favola siete (probabilmente) sulla strada sbagliata. Secondo molti, infatti, ciò che desiderava era una località di contrasti: la nobiltà delle vigne a valle e la severità delle cime che chiudono l&#8217;orizzonte. Oggi questo angolo di <strong>Canton Grigioni</strong> noto come Bündner Herrschaft (Signoria Grigionese), rappresenta una delle mete outdoor più particolari della <strong>Svizzera</strong>, in grado di unire il turismo culturale a un&#8217;escursionismo di carattere.</p>
<h2>L&#8217;eleganza del fondovalle e l’oro rosso dei Grigioni</h2>
<p>Prima di salire verso le vette, Maienfeld si presenta come un villaggio signorile e quasi inaspettato per la latitudine a cui si trova. Il clima qui è mitigato dal <strong>Favonio</strong>, un vento caldo che permette la coltivazione di vigneti pregiati. Passeggiando per il centro, tra i <strong>castelli di Salenegg e Brandis</strong>, si percepisce un&#8217;atmosfera aristocratica che funge da perfetto preludio alla salita.</p>
<p>Da queste parti il Pinot Nero è sovrano e le cantine (le tipiche Torkel) sono parte integrante del paesaggio: una sosta obbligata prima di cambiare passo e affrontare il dislivello.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Maienfeld.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-659932" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Maienfeld.jpg" alt="Maienfeld, Svizzera" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Maienfeld.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Maienfeld-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Maienfeld-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Maienfeld-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<h2>Il Sentiero di Heidi: un&#8217;ascesa nel tempo</h2>
<p>Il vero cuore dell’esperienza all&#8217;aria aperta inizia lasciandosi alle spalle l’abitato e intraprendendo un percorso grazie a cui fare un viaggio che risale i pendii del <strong>monte Falknis</strong>.</p>
<ul>
<li><strong>Maienfeld</strong>: il punto di partenza in cui l&#8217;architettura dei <strong>Grigioni</strong> mostra il suo lato più colto, tra facciate in pietra e giardini curati che sfumano lentamente nei primi filari di vite.</li>
<li><strong>Heididorf</strong>: superata la prima salita, si entra nel &#8220;Villaggio di Heidi&#8221;. Non aspettatevi finzione, perché è un nucleo di baite ricostruite e originali dell&#8217;800. Entrare nella casa della protagonista o nella bottega del falegname consente di studiare l&#8217;architettura vernacolare <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/bici/mtb/in-mountain-bike-nei-grigioni-6-motivi-per-andarci/" data-wpel-link="internal">svizzera</a></strong>, in cui il legno di larice e la pietra locale venivano incastrati per resistere ai secoli e alla neve.</li>
<li><strong>Heidiweg</strong>: il sentiero escursionistico si snoda attraverso boschi, radure e pendii aperti. La pendenza si fa costante, regalando scorci sulla <strong>Valle del Reno</strong> che si apre sotto i piedi dell&#8217;escursionista. Ed è proprio qui che il silenzio della montagna prende il sopravvento.</li>
<li><strong>Ochsenberg (Heidialp)</strong>: il culmine dell’itinerario si raggiunge a 1.111 metri. Qui sorge la baita originale dell&#8217;alpeggio. In questo punto, la &#8220;particolarità&#8221; del borgo emerge in tutta la sua forza, in quanto lo sguardo spazia dalle cime innevate dei Grigioni fino alla pianura.</li>
</ul>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Heididorf.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-659933" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Heididorf.jpg" alt="Heididorf, villaggio museale" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Heididorf.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Heididorf-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Heididorf-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Heididorf-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<h3>Dettagli tecnici per l&#8217;escursionista</h3>
<ul>
<li><strong>Difficoltà</strong>: media (E &#8211; Escursionistico). Il sentiero fino all&#8217;alpeggio richiede calzature adeguate.</li>
<li><strong>Dislivello</strong>: 450 &#8211; 600 metri totali partendo dalla stazione ferroviaria di Maienfeld.</li>
<li><strong>Curiosità outdoor</strong>: il sentiero è collegato alla rete dei sentieri svizzeri (segnavia gialli), permettendo varianti più impegnative per chi vuole spingersi verso la vetta del Falknis (2.562 m).</li>
</ul>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Ochsenberg.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-659934" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Ochsenberg.jpg" alt="Ochsenberg, Svizzera" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Ochsenberg.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Ochsenberg-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Ochsenberg-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Ochsenberg-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<h2>Perché visitarla in inverno o nelle mezze stagioni</h2>
<p>Sebbene la primavera regali fioriture spettacolari, è l&#8217;autunno inoltrato o l&#8217;inizio dell&#8217;inverno a rivelare la Maienfeld più autentica. Quando i vigneti si tingono d&#8217;oro e le prime spruzzate di neve imbiancano le cime del Falknis, il villaggio riacquista quella <strong>solitudine poetica</strong> che ha ispirato la letteratura mondiale.</p>
<p>Foto di copertina di Orlando Mugwyler &#8211; Opera propria, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia; Canva</p>
<p><strong>Leggi Anche</strong></p>
<ul>
<li><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/borghi-piu-belli-svizzera-inverno/" data-wpel-link="internal">Sembrano usciti da un libro di fiabe: i borghi della Svizzera dove vivere la magia della neve (oltre lo sci)</a></strong></li>
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</ul>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Serena Proietti Colonna' src='https://secure.gravatar.com/avatar/8b288aba01983603bf682175e5316518?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/8b288aba01983603bf682175e5316518?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/serena-proietti-colonna/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Serena Proietti Colonna</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="https://www.ifrattempidellamiavita.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">www.ifrattempidellamiavita.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Giethoorn, il villaggio incantato dove l&#8217;acqua sussurra storie antiche: è la &#8220;Venezia del Nord&#8221;</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/giethoorn-paesi-bassi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Serena Proietti Colonna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Dec 2025 11:43:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Avventura]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[itinerario]]></category>
		<category><![CDATA[paesi bassi]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="900" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Venezia-del-Nord.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Giethoorn, Paesi Bassi" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Venezia-del-Nord.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Venezia-del-Nord-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Venezia-del-Nord-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Venezia-del-Nord-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p>Appare all&#8217;istante agli occhi del visitatore come un intreccio d’acqua e legno molto più scenografico di altre località del <strong>Nord Europa</strong>. Il viaggiatore è dunque arrivato a <strong>Giethoorn</strong>, un villaggio costruito su isolotti, attraversato da canali scavati nei secoli, con tetti in paglia ancora intatti e passerelle arcuate in legno che collegano abitazioni dal profilo tradizionale.</p>
<p>L&#8217;atmosfera è veramente irresistibile, anche perché richiama<strong> dipinti olandesi del Seicento</strong> con riflessi che mutano a ogni variazione di luce, sentori di legno umido e il rumore lieve degli uccelli acquatici tra i canneti.</p>
<p>Un vero e proprio equilibrio tra<strong> paesaggio artificiale e ambiente naturale</strong> che crea un microcosmo che conquista subito. Ma del resto, racconta secoli di ingegno idraulico e vita rurale rimasta pressoché immutata. Una struttura rata, la sua, che l’ha resa celebre tanto da ricevere il titolo di “<strong>Venezia del Nord</strong>”.</p>
<h2>Perché è chiamata la Venezia del Nord</h2>
<p>Il soprannome affonda le radici <strong>nella particolare geografia del villaggio</strong>, ma per capire bene occorre partire dal principio: la fondazione risale all’epoca medievale, periodo in cui i coloni iniziarono a scavare la torba. Fu un lavoro lento che modellò uno scacchiere liquido fatto di canali allargati nel tempo e due bacini artificiali creati verso sud e verso est.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Villaggio-di-Giethoorn.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-658932" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Villaggio-di-Giethoorn.jpg" alt="Villaggio di Giethoorn, Olanda" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Villaggio-di-Giethoorn.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Villaggio-di-Giethoorn-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Villaggio-di-Giethoorn-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Villaggio-di-Giethoorn-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>In assenza di vie asfaltate interne si sviluppò quindi un<strong> sistema di navigazione leggero</strong> affidato a barche sottili spinte un tempo con un lungo palo. La presenza di centinaia di ponti in legno e l&#8217;uso esclusivo dell&#8217;acqua per gli spostamenti quotidiani generò l&#8217;<strong>associazione con Venezia</strong>. Parallelamente il rapporto diretto con il <strong>Parco Nazionale Weerribben Wieden</strong> amplifica la sensazione di trovarsi in un posto plasmato dai canali in ogni fase della propria storia, dagli scavi medievali ai moderni motori elettrici silenziosi.</p>
<p>Vi basti pensare che <strong>nel nucleo antico non esistono strade asfaltate</strong> nemmeno oggi. Il che vuol dire che le abitazioni tradizionali si specchiano solo su canali e sentieri pedonali stretti collegati da questi graziosi ponticelli in legno. I residenti, come i turisti, utilizzano <strong>barche elettriche per gli spostamenti</strong> interni e piccoli carretti per il trasporto di materiali lungo i percorsi a terra.</p>
<p>Fuori dall’area più antica, invece, ci sono strade moderne che servono la parte residenziale recente, i parcheggi e gli accessi principali.</p>
<h2>Cosa vedere a Giethoorn</h2>
<p>Una <strong>visita a Giethoorn</strong> rivela un villaggio dove il tempo sembra scorrere al ritmo placido dell&#8217;acqua. Le fattorie del XIX e XX secolo si affacciano sui canali con facciate in mattoni scuri, infissi dai colori tenui e tetti di paglia modellati con cura artigianale. C&#8217;è un canale principale che serpeggia tra gli isolotti più antichi, impreziositi da ponticelli arcuati che collegano le rive con grazia e, contemporaneamente, creano scorci che sembrano usciti alle mani di un pittore.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Giethoorn.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-658933" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Giethoorn.jpg" alt="Giethoorn, l'altra Venezia" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Giethoorn.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Giethoorn-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Giethoorn-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Giethoorn-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Le <strong>imbarcazioni tradizionali in legno</strong>, spinte ancora oggi da lunghi pali o motori elettrici silenziosi, regalano una prospettiva unica sul villaggio e sulle rive ricoperte di canneti e vegetazione palustre proveniente dal vicino Parco Nazionale Weerribben Wieden.</p>
<p>Allo stesso tempo, l&#8217;ambiente circostante amplia l’esperienza con paesaggi acquatici di laghi, paludi e foreste umide che ospitano aironi purpurei, tarabusi e la rara “<strong>giant fire butterfly</strong>”. A disposizione c&#8217;è anche un <strong>rete di piste ciclabili</strong> che attraversa dighe secolari, piccoli borghi legati alla tradizione della pesca e terreni modellati dall’estrazione della torba, permettendo di osservare la convivenza tra storia umana e natura incontaminata.</p>
<p>Per i più curiosi, ci sono <strong>tour guidati in battello</strong> che seguono tragitti nei canali più stretti, svelando le antiche tecniche idrauliche usate per regolare i livelli dell’acqua e spiegando come secoli di interventi abbiano modificato il paesaggio oggi così armonioso.</p>
<h2>Come arrivare dall’Italia</h2>
<p>Un volo diretto verso l’aeroporto di <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/bambini/amsterdam-bambini-bici-cosa-fare/" data-wpel-link="internal">Amsterdam</a> Schiphol</strong> rappresenta la via più rapida se si è in partenza dall&#8217;Italia. Una volta atterrati è possibile proseguire con auto a noleggio lungo le autostrade <strong>A1 o A6</strong> fino alla provincia di Overijssel, raggiunta in circa un’ora e mezza.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Venezia-olandese.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-658934" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Venezia-olandese.jpg" alt="Giethoorn, Venezia olandese" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Venezia-olandese.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Venezia-olandese-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Venezia-olandese-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Venezia-olandese-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Chi preferisce il <strong>trasporto pubblico</strong> può affidarsi ai treni olandesi che collegano Schiphol a Steenwijk con un cambio intermedio. Poi una linea di autobus porta poi al villaggio.</p>
<p>Sono disponibili anche <strong>escursioni giornaliere</strong> con partenza da Amsterdam che comprendono trasferimenti, guida e itinerari pianificati. Questa opzione risulta comoda per chi desidera concentrarsi esclusivamente sulla visita, lasciando ai professionisti la gestione logistica.</p>
<p>Foto Canva</p>
<p><strong>Leggi Anche</strong></p>
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</ul>
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</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="https://www.ifrattempidellamiavita.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">www.ifrattempidellamiavita.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>La Sila e il Caciocavallo Silano DOP, un viaggio nel cuore più autentico della Calabria</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/montagna/caciocavallo-silano-dop-dove-mangiare-calabria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Serena Proietti Colonna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Dec 2025 09:11:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Montagna]]></category>
		<category><![CDATA[calabria]]></category>
		<category><![CDATA[food]]></category>
		<category><![CDATA[itinerario]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="900" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Caciocavallo-Calabria.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Caciocavallo in Calabria, da assaggiare" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Caciocavallo-Calabria.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Caciocavallo-Calabria-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Caciocavallo-Calabria-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Caciocavallo-Calabria-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p>La <strong>Sila</strong>, in <strong>Calabria</strong>, si presenta agli occhi del visitatore come un meraviglioso altopiano in cui tutto ha un ritmo proprio. Da queste parti, infatti, ci sono strade che salgono tra boschi di pini larici e faggete fitte, pascoli che si aprono all&#8217;improvviso e piccoli paesi dove sembra che il tempo non passi mai.</p>
<p>Ogni curva rivela un panorama diverso, e in qualsiasi località si percepisce una <strong>vita scandita dai ritmi della montagna</strong>. È in tale speciale contesto che nasce il <strong>Caciocavallo Silano DOP</strong>, un formaggio che porta dentro la geografia e la storia di questo magnifico territorio.</p>
<h2>Le caratteristiche del Caciocavallo Silano DOP</h2>
<p>Il Caciocavallo Silano DOP è un formaggio semiduro a pasta filata, prodotto con latte vaccino proveniente da aree specifiche tra <strong>Calabria, Campania, Basilicata, Molise e Puglia.</strong> Le forme, ovali o a pera, pesano tra uno e due chili e mezzo, con una crosta sottile e liscia di colore paglierino e una pasta interna compatta, chiara e leggermente elastica.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Caciocavallo-silano.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-658915" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Caciocavallo-silano.jpg" alt="Caciocavallo silano, un tesoro" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Caciocavallo-silano.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Caciocavallo-silano-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Caciocavallo-silano-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Caciocavallo-silano-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Da giovane ha un gusto dolce e delicato; con la stagionatura, che può durare diversi mesi, il sapore diventa più <strong>deciso, aromatico e leggermente piccante</strong>. La lavorazione tradizionale, che include coagulazione, filatura in acqua calda, salatura e stagionatura appesa “a cavallo” di travi, conferisce al formaggio la sua caratteristica consistenza elastica e la complessità aromatica che racconta la<strong> montagna da cui proviene.</strong></p>
<h3>Origini ed evoluzione</h3>
<p>Le origini di questo prezioso alimento sono antichissime: già nell’“<strong>antica Italia del Sud</strong>”, legata alle colonie greche e all’età romana, si producevano formaggi a pasta filata simili. Ma del resto la tradizione casearia meridionale risale almeno al V secolo a.C.</p>
<p>Con il tempo la tradizione si è evoluta e, pur mantenendo metodi artigianali, la produzione di Caciocavallo Silano è diventata disciplinata e protetta. Nel 1993 è nato il <strong>Consorzio di Tutela Formaggio Caciocallo Silano DOP</strong> per assicurare qualità, provenienza e rispetto delle regole. Dal 1996 il Caciocavallo Silano ha ottenuto il riconoscimento europeo DOP, che ne codifica zona di produzione, metodi, qualità e caratteristiche del prodotto.</p>
<p>Oggi la sua produzione, pur mantenendo un forte legame con la Sila, non è più limitata a quell’altopiano, poiché si estende su un’area più ampia che include regioni del Sud Italia quali <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cammini/sentiero-calabria-il-nuovo-cammino-da-reggio-calabria-a-lorica-percorso-di-654-km/" data-wpel-link="internal">Calabria</a></strong>, Basilicata, Campania, Molise e Puglia.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Caciocavallo-Silano-DOP.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-658916" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Caciocavallo-Silano-DOP.jpg" alt="Caciocavallo Silano DOP, Calabria" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Caciocavallo-Silano-DOP.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Caciocavallo-Silano-DOP-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Caciocavallo-Silano-DOP-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Caciocavallo-Silano-DOP-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Foto di Marcuscalabresus &#8211; Opera propria, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia</p>
<h2>Dove mangiarlo durante un viaggio in Calabria</h2>
<p>Se si decide di visitare la Calabria, assaggiare il Caciocavallo Silano DOP è una di quelle cose da fare assolutamente, anche perché in alcune circostanze si può gustare caldo, appena fuso, accompagnato da pane rustico o da piatti tradizionali come patate ‘mpacchiuse e salsiccia silana.</p>
<p>Mangiarlo in zona, infatti, significa <strong>vivere il territorio</strong> e <strong>far diventare il viaggio completo</strong>: dal paesaggio alla tavola, dal latte appena munto alla soddisfazione di assaporare un formaggio che racconta la sua terra.</p>
<h3>Camigliatello Silano: tradizione tra le travi</h3>
<p>Nel cuore della Sila, <strong>Camigliatello Silano</strong> è uno dei centri principali della produzione. I caseifici aprono all’alba e il latte fresco arriva dalle vacche semi-brade che pascolano tra erbe spontanee e fiori di alta quota. Le forme di Caciocavallo pendono dalle travi, legate a coppie secondo il metodo tradizionale “a cavallo”, da cui il nome.</p>
<p>L&#8217;odore del latte appena lavorato e del legno umido riempie l’aria e racconta un mestiere antico, tramandato di generazione in generazione.</p>
<h3>Lorica e il Lago Arvo: il carattere della montagna</h3>
<p>A pochi chilometri, <strong>Lorica</strong> si affaccia sul Lago Arvo, in cui l’acqua calma e le foreste fitte narrano un’altra faccia della Sila. Da queste parti la stagionatura del Caciocavallo è più lenta, e il formaggio sviluppa un sapore più pieno e complesso.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Lorica.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-658917" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Lorica.jpg" alt="Lorica, Calabria" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Lorica.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Lorica-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Lorica-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Lorica-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>La lentezza della montagna si trasferisce nei caseifici, e ogni forma sembra trattenere la memoria del vento, dell’ombra dei faggi e dell’umidità che penetra nelle radici degli alberi.</p>
<h3>La Sila Piccola: autenticità nascosta</h3>
<p>Nella <strong>Sila Piccola</strong>, tra Taverna e Villaggio Mancuso, i boschi di faggio e le radure ospitano piccoli laboratori familiari. In queste località il Caciocavallo matura naturalmente, senza scorciatoie, e sviluppa un gusto deciso e leggermente piccante quando stagionato.</p>
<p>La produzione è un filo diretto tra la terra e il formaggio: niente marketing, niente estetica, ma solo sapore.</p>
<p>Foto Canva</p>
<p><strong>Leggi Anche</strong></p>
<ul>
<li><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/pallotte-cacio-ova-dove-mangiare-abruzzo/" data-wpel-link="internal">Nel cuore d’Abruzzo, dove il tempo profuma di formaggio e memoria: viaggio tra i borghi delle Pallotte cacio e ova</a></strong></li>
<li><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/agnolotti-del-plin-dove-mangiare-piemonte/" data-wpel-link="internal">Strade che si arrotolano come pasta fresca: inseguendo (e mangiando) gli Agnolotti del Plin tra le colline piemontesi</a></strong></li>
<li><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/cassoeula-brianza-colline-dove-mangiarla-escursioni-montevecchia-inverno/" data-wpel-link="internal">La cassoeula della Brianza: le colline nascoste dove mangiarla (e poi smaltirla con escursioni invernali)</a></strong></li>
</ul>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Serena Proietti Colonna' src='https://secure.gravatar.com/avatar/8b288aba01983603bf682175e5316518?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/8b288aba01983603bf682175e5316518?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/serena-proietti-colonna/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Serena Proietti Colonna</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="https://www.ifrattempidellamiavita.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">www.ifrattempidellamiavita.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Nel silenzio della roccia: viaggio alla scoperta delle Vie Cave, sentieri che raccontano segreti millenari</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/vie-cave-toscana-lazio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Serena Proietti Colonna]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Dec 2025 13:30:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Avventura]]></category>
		<category><![CDATA[archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[etruschi]]></category>
		<category><![CDATA[itinerario]]></category>
		<category><![CDATA[lazio]]></category>
		<category><![CDATA[toscana]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="900" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Vie-Etrusche.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Vie Etrusche tra Lazio e Toscana" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Vie-Etrusche.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Vie-Etrusche-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Vie-Etrusche-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Vie-Etrusche-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p>Tra le colline ondulate della<strong> Maremma</strong> e della <strong>Tuscia</strong> a dominare è la roccia tufacea, dove come per magia emergono profonde e lunghe incisioni, testimoni silenziosi di un passato antico e avvolto nel mistero. Parliamo delle <strong>Vie Cave</strong>, conosciute anche come <em>Cavoni</em>, che furono scavate dagli<strong> Etruschi</strong>, un popolo che riuscì a plasmare il paesaggio con straordinaria precisione e maestria.</p>
<p>Esse si allungano tra pareti tufacee verticali, che in alcuni punti raggiungono persino i 20 metri, suscitando curiosità e studi da parte di ricercatori di ogni parte del globo. Nel corso del tempo, infatti, sono stati fatti tantissimi approfondimenti, ma nessuno di questi è stato in grado di evidenziare con certezza lo scopo per cui furono create.</p>
<p>C&#8217;è chi pensa che servissero a collegare villaggi e necropoli, altri sostengono che potessero convogliare le acque o avere un significato religioso legato a riti e cerimonie. Nonostante la confusione, il loro fascino resta intatto. Camminandoci, infatti, si nota che l&#8217;ombra e la luce filtrata dall’alto danno vita a un’atmosfera sospesa tra passato e presente, in cui ogni dettaglio della pietra è testimone di secoli di storia e di mani che lavorarono il tufo con precisione.</p>
<p>Con il passare degli anni, le Vie Cave continuarono a essere utilizzate anche dai Romani che, comprendendone unicità e importanza, le collegarono alla via Clodia, strada cruciale che univa Roma a Saturnia e Tuscania. Oggi questi antichi passaggi intrecciano <strong>storia, natura e geologia</strong>: le pareti umide accolgono felci come lo <em>Scolopendrium Vulgare</em> e l’<em>Adiantum Capillus Veneris</em>, mentre muschi, licheni ed edere contribuiscono a un microclima straordinariamente ricco.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/vie-cave.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-658564" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/vie-cave.jpg" alt="Vie Cave, Toscana e Lazio" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/vie-cave.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/vie-cave-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/vie-cave-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/vie-cave-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<h2>Le Vie Cave di Pitigliano</h2>
<p>Iniziamo questo antico (e misterioso) viaggio da <strong>Pitigliano</strong>, chiamata anche “<strong>Piccola Gerusalemme della Maremma</strong>”. Il borgo sorge su un rilievo tufaceo e rappresenta il cuore di una rete di Vie Cave etrusche. La <strong>Via Cava di Fratenuti,</strong> la più lunga della zona, si estende per quasi un chilometro e mezzo e presenta corridoi, stretti tra pareti verticali, che superano i 10 metri regalando ombra e frescura, mentre il tufo intorno narra stratificazioni etrusche, medievali e più recenti.</p>
<p>Tra le altre Vie Cave di Pitigliano, quella del<strong> Gradone</strong> collega il paese al <strong>Museo Archeologico all’aperto Alberto Manzi</strong>, mentre la <strong>Via Cava dell’Annunziata</strong> si distingue per le curve tortuose e per la vegetazione rigogliosa. C&#8217;è poi la<strong> Via Cava di San Giuseppe</strong>, che custodisce le rovine di una necropoli etrusca del VII-VI secolo a.C., con tombe a camera che evocano rituali antichi, mentre il percorso della <strong>Via Cava della Madonna delle Grazie</strong> culmina in un santuario risalente al XV secolo, simbolo della devozione locale.</p>
<p>Poi ancora la <strong>Vie Cave di Poggio Cani</strong> e di <strong>Fratenuti</strong>, le quali permettono di congiungere i diversi percorsi e di scoprire scorci naturalistici e storici unici, tra guadi di fiumi e panorami sui borghi circostanti.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Via-Cava-Toscana.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-658569" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Via-Cava-Toscana.jpg" alt="Via Cava in Toscana" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Via-Cava-Toscana.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Via-Cava-Toscana-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Via-Cava-Toscana-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Via-Cava-Toscana-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<h2>Le Vie Cave di Sorano</h2>
<p><strong>Sorano</strong> si sviluppa in un fondovalle tufaceo e le Vie Cave mettono in collegamento il paese alle campagne circostanti e alle <strong>necropoli etrusche</strong> presenti nella zona. La <strong>Via Cava di San Rocco</strong> parte dalla chiesa romanica omonima, affiancando a tombe a colombario scavate nella roccia.</p>
<p>Le pareti sono la culla di nicchie medievali, scacciadiavoli, e canali scolpiti per l’acqua mentre la strada, umida e ombrosa, conduce al fiume Lente e regala bellissime prospettive sul borgo dall’alto. A disposizione ci sono anche testimonianze di secoli di vita rurale e religiosa che rendono evidente l’uso continuo di questi passaggi. Altre Vie Cave come <strong>San Carlo e Laterini</strong> completano la rete, connettendo punti strategici tra necropoli e abitati.</p>
<h2>Le Vie Cave di Sovana</h2>
<p>Non è di certo finita qui, perché ci sono anche le Vie Cave di <strong>Sovana</strong> dove (e anzi) sono nascoste alcune delle più imponenti che esistano per larghezza e profondità. Ne è un esempio la <strong>Via Cava del Cavone</strong>, lunga oltre un chilometro, che si apre vicino alla necropoli e alla <strong>Tomba Ildebranda</strong>. Qui la roccia mostra chiaramente gli strati etruschi e medievali, con nicchie e croci scolpite dai viaggiatori e dai residenti.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Via-cava.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-658573" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Via-cava.jpg" alt="Via Cava in Italia" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Via-cava.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Via-cava-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Via-cava-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Via-cava-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>La <strong>Via Cava di San Sebastiano</strong>, più stretta e profonda, si sviluppa tra pareti alte ben 25 metri, conducendo a un oratorio rupestre medievale realizzato su tombe etrusche. Altre Vie Cave di Sovana, come <strong>Folonia, Monte Rosello e Poggio Prisca,</strong> perfezionano un paesaggio archeologico in cui la pietra è sinonimo di rituali, culto dei defunti e gestione del territorio.</p>
<h3>Vie Cave della Tuscia</h3>
<p>Oltre alla <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/toscana-fine-autunno-borghi-cosa-fare/" data-wpel-link="internal">Toscana</a></strong>, le Vie Cave si incontrano nella<strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cammini/la-via-francigena-in-tuscia-nuovo-percorso-del-gusto-da-fare-a-piedi-e-in-bici/" data-wpel-link="internal"> Tuscia</a></strong>, in particolare nel territorio di <strong>Viterbo, Sutri, Barbarano Romano e Corchiano</strong>. Qui i corridoi di tufo assumono spesso una valenza sacra, collegando le necropoli rupestri e restituendo un contatto fisico con il sottosuolo, spazio simbolico della divinità e degli antenati secondo il mito etrusco di Tages.</p>
<p>In alcune zone i percorsi si rivelano difficili e impervi, ma contemporaneamente testimoniano l’abilità tecnica degli Etruschi e la loro attenzione al paesaggio, dando vita a un patrimonio che intreccia<strong> geologia, storia e leggenda in modo irripetibile</strong>.</p>
<p>Foto Canva</p>
<p><strong>Leggi Anche</strong></p>
<ul>
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</ul>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Serena Proietti Colonna' src='https://secure.gravatar.com/avatar/8b288aba01983603bf682175e5316518?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/8b288aba01983603bf682175e5316518?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/serena-proietti-colonna/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Serena Proietti Colonna</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.</p>
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		<item>
		<title>San Severino di Centola, il borgo fantasma tra roccia, silenzio e meraviglia</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/san-severino-di-centola-campania/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Serena Proietti Colonna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Nov 2025 11:20:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[borghi]]></category>
		<category><![CDATA[campania]]></category>
		<category><![CDATA[città fantasma]]></category>
		<category><![CDATA[itinerario]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="900" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/San-Severino-di-Centola-città-fantasma.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="San Severino di Centola, città fantasma in Campania" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/San-Severino-di-Centola-città-fantasma.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/San-Severino-di-Centola-città-fantasma-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/San-Severino-di-Centola-città-fantasma-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/San-Severino-di-Centola-città-fantasma-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p>L&#8217;incredibile <strong>San Severino di Centola</strong> appare in alto, affacciato su una gola profonda che amplifica i suoni e lascia davanti agli occhi un insieme di case vuote, tetti mancanti e portali corrosi. L’abitato antico, infatti, ha perso gli abitanti da tempo e l&#8217;assenza di presenze vive rafforza l’impressione di trovarsi in un<strong> borgo fantasma</strong> rimasto fermo da inizio Novecento.</p>
<p>Nonostante questo, le pietre raccontano ancora una storia lunga, nata (secondo alcune ipotesi) con soldati bulgari incaricati di sorvegliare il passaggio nella <strong>Valle del Mingardo</strong> e proseguita con fortificazioni longobarde, interventi normanni, ampliamenti svevi e fasi successive che hanno stratificato archi, mura e chiese su più livelli del colle.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/San-Severino-di-Centola.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-658442" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/San-Severino-di-Centola.jpg" alt="San Severino di Centola, Campania" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/San-Severino-di-Centola.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/San-Severino-di-Centola-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/San-Severino-di-Centola-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/San-Severino-di-Centola-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<h2>Cosa vedere a San Severino di Centola</h2>
<p>Oggi esistono <strong>due nuclei distinti</strong> di San Severino di Centola: una parte ancora abitata sorta lungo la ferrovia nell’Ottocento con case moderne, servizi e la normale vita quotidiana del paese; la zona disabitata che corrisponde all’insediamento medievale, arroccato in alto su un crinale.</p>
<p>Senza dubbio, la prima attrazione del borgo fantasma che colpisce il visitatore è quel che rimane del <strong>Castello</strong> che occupa la parte più alta del rilievo, con resti di archi a sesto acuto, una sala affacciata sulla valle, frammenti dell’abside e della navata della cappella palatina. Appena più in basso, un sussulto lo fa fare anche la <strong>Torre di impianto longobardo</strong> con la sua struttura quadrangolare edificata per sorvegliare la via che collegava l’entroterra al porto di Palinuro.</p>
<p>Poi ancora il <strong>Palazzo Baronale</strong> che attraversa trasversalmente il nucleo abitato antico, un edificio quattrocentesco che venne ampliato nel corso dei secoli tramite innesti successivi. Esso presenta tre livelli separati, accessibili soltanto dal tracciato principale, caratteristica legata all’impianto compatto del borgo.</p>
<p>Non mancano di certo le chiese, ma in particolare meritano uno sguardo <strong>Santa Maria degli Angeli</strong>, con navata unica, abside pentagonale e campanile a base quadrata, e <strong>San Nicola</strong>, con un impianto simile ma con abside semicircolare e torre campanaria ancora attiva in particolari celebrazioni.</p>
<p>Tra gli spazi restaurati spicca i<strong>l Museo dell’Emigrante Cilentano</strong>, dedicato ai lavoratori partiti verso le miniere della Pennsylvania (e non solo). Oggetti domestici, strumenti di lavoro e ricostruzioni fedeli narrano la vita di famiglie che lasciarono il <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cicloturismo/via-silente/" data-wpel-link="internal">Cilento</a></strong> in cerca di prospettive migliori.</p>
<h2>Come arrivare</h2>
<p>L’accesso al borgo antico avviene tramite la <strong>A2 Salerno Reggio Calabria</strong> con uscita Battipaglia. Il tragitto prosegue lungo la Tirrena Inferiore direzione Agropoli, poi lungo l’asse che porta a Futani fino a Poderia, punto da cui partono indicazioni chiare verso Centola e Palinuro.</p>
<p>La strada raggiunge un piccolo spiazzo ai piedi della cresta e una <strong>scalinata in pietra</strong> conduce al primo livello dell’abitato ormai abbandonato.</p>
<h3>Svolgimento della visita</h3>
<p>La <strong>visita avviene in autonomia</strong> attraverso passaggi stretti, architetture spezzate e piazzette minute che si aprono tra edifici segnati dal tempo. La conformazione del luogo guida attraverso tre zone distinte, con alternanze di rovine militari, spazi civili un tempo animati e strutture religiose che sorvegliavano l’intero crinale.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/San-Severino-di-Centola-Vecchio.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-658443" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/San-Severino-di-Centola-Vecchio.jpg" alt="San Severino di Centola Vecchio, Cilento" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/San-Severino-di-Centola-Vecchio.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/San-Severino-di-Centola-Vecchio-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/San-Severino-di-Centola-Vecchio-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/San-Severino-di-Centola-Vecchio-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Le pareti interrotte, le finestre senza infissi, i solai caduti e le tracce delle diverse dominazioni creano un itinerario in cui la <strong>percezione del vuoto</strong> diventa parte integrante dell’esperienza. La natura ha avvolto (e continua a farlo) molte superfici lasciando emergere soltanto frammenti che rivelano vicende secolari.</p>
<p>È importante sempre tenere a mente che il borgo antico resta comunque un <strong>abitato medievale allo stato di rudere</strong>, quindi conviene usare scarpe adatte, guardare bene dove si mettono i piedi ed evitare di entrare negli edifici più compromessi.</p>
<p>Foto Canva</p>
<p><strong>Leggi Anche</strong></p>
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</ul>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Serena Proietti Colonna' src='https://secure.gravatar.com/avatar/8b288aba01983603bf682175e5316518?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/8b288aba01983603bf682175e5316518?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/serena-proietti-colonna/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Serena Proietti Colonna</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="https://www.ifrattempidellamiavita.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">www.ifrattempidellamiavita.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Calcata è un borgo incantato dove streghe e artisti tessono magia tra vicoli antichi</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/calcata-lazio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Serena Proietti Colonna]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Nov 2025 12:10:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[borghi]]></category>
		<category><![CDATA[itinerario]]></category>
		<category><![CDATA[lazio]]></category>
		<category><![CDATA[tuscia]]></category>
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					<description><![CDATA[Su una pittoresca rupe tufacea a nord di Roma (ma parte della provincia di Viterbo)[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="900" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Calcata-Tuscia.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Calcata, borgo della Tuscia" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Calcata-Tuscia.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Calcata-Tuscia-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Calcata-Tuscia-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Calcata-Tuscia-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p>Su una pittoresca rupe tufacea a nord di Roma (ma parte della provincia di Viterbo) si erge<strong> Calcata</strong>, un borgo piccolo ma eccezionalmente potente nello spirito. Qui, infatti, <strong>streghe e artisti</strong> le hanno plasmato l’anima, mescolando leggende e creatività.</p>
<p>Il borgo si presenta con una serie di vie acciottolate che parlano di secoli di storia, cortili nascosti che custodiscono segreti e botteghe che trasformano il tufo in opere d’arte. Non a caso, intellettuali e artigiani hanno scelto proprio la quiete di questo villaggio per vivere e creare, dando vita a un paesino che pare in <strong>equilibrio tra tempo e leggenda</strong>.</p>
<h2>Cosa vedere a Calcata</h2>
<p>Calcata mette a disposizione dettagli inattesi a ogni passo, in cui la storia medievale si intreccia con il presente creativo. Porte merlate e terrazze panoramiche enunciano vite passate, mentre le botteghe artigiane danno forma a sogni e materiali naturali.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Calcata.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-658422" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Calcata.jpg" alt="Calcata, borgo in provincia di Viterbo" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Calcata.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Calcata-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Calcata-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Calcata-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<h3>Il Castello degli Anguillara</h3>
<p>La torre ghibellina del <strong>Castello degli Anguillara</strong> domina la piazza principale. Le possenti mura, dal canto loro, raccontano vicende di feudatari, battaglie e passaggi di proprietà tra le famiglie Sinibaldi, Anguillara e Massimo. Poi ci sono i cortili che spesso diventano la culla di eventi culturali e piccole esposizioni artistiche, testimoniando come la storia del paese sia ancora viva e percettibile in ogni pietra.</p>
<h3>La Chiesa del SS. Nome di Gesù</h3>
<p>Edificata nel Seicento e oggi sconsacrata, la <strong>Chiesa del SS. Nome di Gesù</strong> custodisce altari e affreschi che evocano antiche devozioni. La struttura richiama l’attenzione su riti religiosi e tradizioni popolari, intrecciandosi con le leggende locali.</p>
<h3>Museo Opera Bosco</h3>
<p>Nei pressi di Calcata, con precisione nella località <strong>Colle</strong>, è presente un percorso tra alberi e radure che narra in modo tangibile la fusione tra arte e natura. Gli artisti <strong>Anne Demijttenaere</strong> e<strong> Costantino Morosin</strong> hanno infatti modellato sculture con materiali naturali, integrate nel bosco. L’itinerario, che si estende su quasi 2 ettari, diventa dialogo tra uomo e ambiente, valorizzando il territorio e la biodiversità protetta dal <strong>Parco Regionale Valle del Treja</strong>.</p>
<h3>Sporgenze medievali e resti falischi</h3>
<p>Tra rocce e vegetazione si scorgono <strong>antichi insediamenti</strong>, alcune grotte e passaggi nascosti che regalano panorami mozzafiato sulla vallata sui cui si affaccia Calcata. Del resto, il borgo si sviluppa quasi naturalmente sulla roccia, al punto da essere un<strong> esempio raro di paese fortificato difeso dal solo ambiente</strong>. Le grotte, alcune delle quali adibite oggi a botteghe e laboratori artistici, sono testimoni di secoli di storia medievale e falisca.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Vicoli-Calcata.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-658423" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Vicoli-Calcata.jpg" alt="Vicoli di Calcata, Tuscia" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Vicoli-Calcata.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Vicoli-Calcata-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Vicoli-Calcata-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Vicoli-Calcata-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<h2>Le streghe di Calcata</h2>
<p>Non solo artisti, perché Calcata ha costruito parte della sua fama anche attorno a <strong>leggende esoteriche</strong>: si narra che grotte e abitazioni siano state teatro di riti iniziatici e propiziatori.</p>
<p>Stando alle leggende, infatti, qui si svolgevano antichi culti falischi legati agli astri e ai cicli naturali. Al giorno d&#8217;oggi, l’immaginario del borgo unisce la <strong>presenza delle streghe alla creatività degli artisti,</strong> dando vita a un luogo unico in cui magia e sperimentazione culturale si mescolano.</p>
<h2>Come arrivare</h2>
<p>Il borgo si trova a circa 40 chilometri a nord di <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/crypta-balbi-roma/" data-wpel-link="internal">Roma</a></strong>, collegato tramite la via provinciale che attraversa la Valle del Treja. Auto e mezzi pubblici consentono di raggiungere Calcata nuova, da cui un breve tragitto a piedi conduce alla vecchia Calcata (che piano piano si svela arroccata su una rupe).</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Calcata-Vecchia.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-658424" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Calcata-Vecchia.jpg" alt="Calcata Nuova e Vecchia" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Calcata-Vecchia.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Calcata-Vecchia-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Calcata-Vecchia-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Calcata-Vecchia-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Chi arriva dalla capitale può seguire la via Flaminia fino a <strong>Civita Castellana</strong> e proseguire verso nord, godendo lungo il percorso di panorami naturali e piccoli borghi che anticipano l’atmosfera magica della destinazione.</p>
<p>Foto Canva</p>
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<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Serena Proietti Colonna' src='https://secure.gravatar.com/avatar/8b288aba01983603bf682175e5316518?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/8b288aba01983603bf682175e5316518?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/serena-proietti-colonna/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Serena Proietti Colonna</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="https://www.ifrattempidellamiavita.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">www.ifrattempidellamiavita.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Se cerchi un trekking epico, la Via Vandelli deve essere la tua prossima sfida</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/trekking-lungo-la-via-vandelli-dallappennino-al-mare-tirreno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Malnati]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Nov 2025 09:00:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Trekking]]></category>
		<category><![CDATA[camminata]]></category>
		<category><![CDATA[emilia romagna]]></category>
		<category><![CDATA[itinerario]]></category>
		<category><![CDATA[rifugio]]></category>
		<category><![CDATA[toscana]]></category>
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					<description><![CDATA[Nata per volere del duca di Modena Francesco III d&#8217;Este, abbandonata per colpa della neve[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/09/monte-tambura.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Via Vandelli da Modena a Marina di Massa" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/09/monte-tambura.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/09/monte-tambura-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/09/monte-tambura-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Nata per volere del duca di Modena Francesco III d&#8217;Este, abbandonata per colpa della neve e dei briganti, la Via Vandelli ora si è trasformata in uno splendido cammino escursionistico e di trekking. La<strong> Via Vandelli</strong>, una strada che attraversa l&#8217;Appennino Tosco-Emiliano, costruita tra il 1738 e il 1751 dall&#8217;abate-ingegnere, matematico e geografo Domenico Vandelli per assicurare al duca l&#8217;accesso al Mare Tirreno.</p>
<p>La via era destinata al passaggio delle carrozze e metteva in comunicazione <strong>Modena e Marina di Massa</strong>. Tuttavia, sia per colpa della neve in inverno, sia degli assalti dei briganti in ogni stagione, non ebbe la fortuna sperata e venne abbandonata a partire dalla metà del 1800.</p>
<h2>Trekking lungo la Via Vandelli, da Modena al Mare Tirreno</h2>
<p>Grazie ai lavori di restauro eseguiti dal CAI, dalla Comunità Montana e dal Parco Naturale Regionale delle Alpi Apuane, oggi i 210 chilometri circa della Via Vandelli tra Modena e Marina di Massa si possono nuovamente percorrere in una decina di giorni o a piedi, o in mountain bike oppure anche a <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/sport-invernali/i-consigli-per-le-passeggiate-a-cavallo-nella-neve/" data-wpel-link="internal">cavallo</a>.. Lungo la via si trovano <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/bambini/passeggiata-con-i-bambini-fino-al-rifugio-stoppani-piani-derna-lecco/" data-wpel-link="internal">rifugi</a> e borghi dove è possibile pernottare.</p>
<p><strong>L&#8217;itinerario della via Vandelli</strong><br />
La strada attraversa località suggestive &#8211; l&#8217;antica foresta della Fignola, i boschi della Garfagnana, le cave di marmo, il bacino glaciale del Lago Santo – ma anche punti piuttosto impervi. In particolare, i passaggi più impegnativi sono il passo di San Pellegrino in Alpe (1525 m s.l.m.)e l&#8217;ascesa al passo della Tambura (1634 m s.l.m), che fu allargato per fare passare la via facendo esplodere delle mine. Dopo questa salita difficoltosa inizia la discesa fino a Marina di Massa, passando per Resceto (1100 metri di dislivello in 6 chilometri). Nel complesso, la via si estende per circa 360 chilometri complessivi (210 chilometri per il percorso minimo)e ha un&#8217;altitudine che oscilla tra i 200 e 1700 metri.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-32126" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/09/via-vandelli-Tbuccia.jpg" alt="Via Vandelli da Modena a Marina di Massa" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/09/via-vandelli-Tbuccia.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/09/via-vandelli-Tbuccia-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></p>
<p><em>Credits: Wikipedia / Tbuccia</em></p>
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Spoiler: ne mandiamo poche, ma buone!</h4>
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<p><strong>Borghi e castelli</strong><br />
La Via Vandelli è un percorso che unisce bellezze naturali e storia: seguendo i suoi muretti a secco di pietra bianca si incontrano borghi medievali, suggestivi castelli e antiche pievi romane. Ne sono un esempio il Castello di Montecuccolo a Pavullo, il piccolo centro di Monzone o il castello di Monfestino vicino alle cascate del Bucamante.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-32123" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/09/castello-di-montecuccolo-stefano-torreggiani.jpg" alt="Via Vandelli da Modena a Marina di Massa" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/09/castello-di-montecuccolo-stefano-torreggiani.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/09/castello-di-montecuccolo-stefano-torreggiani-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></p>
<p><em>Credits: Stefano Torreggiani</em></p>
<p><strong>Il monte Tambura</strong><br />
Il Monte Tambura, coi suoi 1890 metri di altitudine, è una delle cime più alte e imponenti degli Appennini. La parte della Via Vanelli che valica il Passo della Tambura (1634 m s.l.m.) è uno dei punti più impervi e, nell&#8217;Ottocento, anche il più pericoloso per le carrozze che percorrevano la via. Perfino Dante cita questa cima nel XXXII canto dell&#8217;Inferno della Divina Commedia, al ventottesimo verso. Il poeta scrive che il ghiaccio che imprigiona i traditori dell&#8217;ottavo cerchio non si sarebbe spezzato nemmeno se ci fosse precipitato sopra il monte Tamburo (&#8220;Tambernicchi&#8221;).</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/09/via-vandelli.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-32129" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/09/via-vandelli.jpg" alt="Via Vandelli da Modena a Marina di Massa" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/09/via-vandelli.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/09/via-vandelli-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/09/via-vandelli-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Il Ponte del Diavolo</strong><br />
Lungo la via si attraversano anche boschi densi di mistero, protagonisti di leggende popolari che non smettono di essere tramandate e di far rabbrividire chi le ascolta. Una di queste riguarda il Ponte d&#8217;Ercole, più conosciuto come Ponte del Diavolo, uno strano monolite di roccia arenaria di 33 metri di lunghezza a forma di arco. Il &#8220;ponte&#8221; si trova nei pressi della sorgente minerale di Brandola, nel territorio del comune di Polinago: si narra che il diavolo l&#8217;avesse dimenticato tra gli alberi distratto da un crocchio di streghe danzanti invece di darlo, in cambio della sua anima, a un agricoltore del posto che l&#8217;avrebbe usato per raggiungere i suoi appezzamenti di terreno.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-32125" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/09/ponte-del-diavolo-Guamcommonswiki.jpg" alt="Via Vandelli da Modena a Marina di Massa" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/09/ponte-del-diavolo-Guamcommonswiki.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/09/ponte-del-diavolo-Guamcommonswiki-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></p>
<p><em>Credits: Wikipedia/</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Foto cover: <em>Credits: Flickr / <a href="https://www.flickr.com/photos/baronticarlo/13055328443/in/photolist-kTDYiH" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">Skarlo87</a></em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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		<title>Dove le colline raccontano storie: Amelia, gemma segreta dell’Umbria</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/amelia-umbria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Serena Proietti Colonna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Nov 2025 11:23:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[borghi]]></category>
		<category><![CDATA[itinerario]]></category>
		<category><![CDATA[umbria]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.sportoutdoor24.it/?p=657437</guid>

					<description><![CDATA[Amelia appare all’improvviso tra le dolci colline umbre, cinta da imponenti mura di pietra che[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="900" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/amelia-umbria.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Amelia, borgo Umbria" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/amelia-umbria.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/amelia-umbria-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/amelia-umbria-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/amelia-umbria-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p><strong>Amelia</strong> appare all’improvviso tra le dolci colline umbre, cinta da imponenti mura di pietra che sembrano sfidare il tempo. La città si apre con vicoli lastricati, piazze che respirano storia e palazzi che raccontano secoli di vicende umane. Ogni scorcio invita a soffermarsi: il sole colora le mura poligonali di sfumature dorate, l’eco dei passi rimbalza tra archi e portali antichi, e il vento porta con sé il profumo dei boschi circostanti. La città svela il suo <strong>passato stratificato,</strong> dalle origini preromane all’epoca romana, dai conflitti medievali al Rinascimento, in un continuum che sembra fermo e al tempo stesso vivo.</p>
<h2>Cosa vedere ad Amelia</h2>
<p>Questo pittoresco borgo dell<strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cammini/trekking-in-umbria-il-sentiero-della-predica-agli-uccelli-di-san-francesco/" data-wpel-link="internal">&#8216;Umbria</a></strong> custodisce testimonianze di un passato quasi sovrapposto e affascinante: appare come un mosaico di epoche e stili, in cui ogni pietra è testimone di eventi millenari. La visita si trasforma in un viaggio tra architettura, arte, storia e natura, percorrendo mura antiche, chiese, palazzi e paesaggi che trasportano in un tempo lontano.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Amelia.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-657442" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Amelia.jpg" alt="Amelia, Umbria" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Amelia.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Amelia-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Amelia-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Amelia-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<h3>Mura poligonali e porte storiche</h3>
<p>La <strong>cinta muraria</strong> domina il panorama con la sua imponenza e il cammino lungo le pareti catapulta in un’epoca quasi arcaica. I massi perfettamente incastrati senza malta narrano sapienza e forza di un popolo italico che già nel VI e il IV secolo a.C. plasmava la pietra con precisione straordinaria. Tra le sei porte che consentono l’accesso alla città, <strong>Porta Leone IV</strong> e <strong>Porta della Valle</strong> si aprono su scorci che cambiano con la luce, mostrando i diversi strati della storia urbana. Salendo verso l’acropoli, un tratto megalitico più antico svela l’originaria cinta protettiva.</p>
<h3>Chiese e complessi religiosi</h3>
<p>Proseguendo tra le strade del centro, le chiese di Amelia raccontano la spiritualità del borgo attraverso secoli. La <strong>Cattedrale</strong> si erge con la torre dodecagonale, mentre <strong>San Francesco</strong> sorprende con il chiostro cinquecentesco e il museo archeologico (ospitato nel vicino Palazzo Boccarini), custode della statua bronzea di Germanico e di reperti antichi. <strong>Sant’Agostino</strong> e <strong>San Magno</strong> sfoggiano portali e affreschi che legano fede e arte in un dialogo costante tra pietra e colore. Qualsiasi edificio custodisce storie di uomini e donne che hanno lasciato la loro impronta sulla città.</p>
<h3>Palazzi e architetture civili</h3>
<p>Camminando lungo le vie, i palazzi rinascimentali emergono con le loro facciate eleganti. <strong>Palazzo Nacci e Palazzo Petrignani</strong> sono la culla di committenze nobiliari, mentre il <strong>Teatro Sociale</strong>, costruito a ferro di cavallo, trasporta in un’epoca di spettacoli e feste cittadine. Gli affreschi di Domenico Bruschi, visibili all’interno, rievocano momenti cruciali della storia locale, integrando arte e memoria.</p>
<h3>Archeologia e cisterne romane</h3>
<p>Scendendo nel cuore della città, le <strong>antiche cisterne romane di piazza Matteotti</strong> sono simboli di ingegneria e organizzazione. Dieci vani contigui, un sistema idraulico perfetto, testimoniano la grandezza del Municipio romano. Il museo archeologico all’interno del complesso di San Francesco guida tra reperti pre-romani e romani, creando un percorso che collega la vita quotidiana di secoli lontani alle tracce ancora visibili oggi.</p>
<h3>Natura e paesaggi</h3>
<p>La natura intorno ad Amelia completa l’esperienza. I boschi di lecci e le colline dolci invitano a <strong>percorsi a piedi, in bici o a cavallo</strong>. Il Rio Grande forma il Lago Vecchio, un bacino pittoresco circondato da un percorso pedonale. A pochi chilometri si trova <strong>La Cavallerizza</strong>, un’antica lecceta che regala silenzio e frescura tra le fronde secolari.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/borgo-amelia.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-657443" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/borgo-amelia.jpg" alt="Città di Amelia" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/borgo-amelia.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/borgo-amelia-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/borgo-amelia-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/borgo-amelia-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<h2>Dove si trova e come arrivare</h2>
<p>Amelia si colloca nella zona sud-occidentale dell’Umbria, ai confini con il Lazio, sui <strong>Monti Amerini</strong>, dominando la <strong>Valle del Tevere</strong>. Dalla A1, uscita Orte, il viaggio continua lungo la SS205 per circa 35 chilometri. Da Roma, la via Terni-Orte conduce in più o meno un’ora e mezza. Il collegamento ferroviario più vicino passa per Orte, mentre autobus locali collegano la città ai principali centri dell’Umbria meridionale.</p>
<p>Foto Canva</p>
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</ul>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Serena Proietti Colonna' src='https://secure.gravatar.com/avatar/8b288aba01983603bf682175e5316518?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/8b288aba01983603bf682175e5316518?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/serena-proietti-colonna/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Serena Proietti Colonna</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="https://www.ifrattempidellamiavita.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">www.ifrattempidellamiavita.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Nel cuore sotterraneo delle Grotte di Lascaux, la Cappella Sistina della Preistoria</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/grotte-di-lascaux-francia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Serena Proietti Colonna]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Nov 2025 16:40:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Avventura]]></category>
		<category><![CDATA[francia]]></category>
		<category><![CDATA[grotte]]></category>
		<category><![CDATA[itinerario]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="900" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/grotte-di-Lascaux.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Grotte di Lascaux, Francia" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/grotte-di-Lascaux.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/grotte-di-Lascaux-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/grotte-di-Lascaux-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/grotte-di-Lascaux-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p>Nel sud-ovest della <strong>Francia</strong>, nel paesaggio verde della<strong> Dordogna</strong>, la collina sopra Montignac nasconde un luogo che ha cambiato il modo in cui l’umanità guarda alla propria origine. Le <strong>Grotte di Lascaux</strong> sono rimaste sigillate per millenni sotto uno strato di roccia fragile, fino al giorno in cui un cane si è infilato in una cavità e quattro ragazzi gli sono andati dietro. Da quel momento in poi la <strong>Valle della Vézère</strong>, già ricca di siti preistorici, ha ritrovato un tesoro che adesso non è più visibile direttamente, ma che continua a raccontare la sua storia attraverso repliche fedeli e un centro di interpretazione tra i più avanzati del mondo.</p>
<h2>La storia delle Grotte di Lascaux</h2>
<p>La <strong>scoperta del 12 settembre 1940</strong> ha rivelato un complesso di gallerie ricoperto da migliaia di <strong>figure del Paleolitico superiore</strong>, realizzate circa 18.000 anni fa con pigmenti minerali rossi, gialli e neri. Cavalli, cervi, uri, bisonti e simboli geometrici occupano ogni superficie disponibile. L’effetto è quello di un archivio primordiale che conserva i gesti tecnici di una comunità capace di organizzare spazi, composizioni e colori con una padronanza sorprendente.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Lascaux.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-657405" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Lascaux.jpg" alt="Grotta di Lascaux, Francia" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Lascaux.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Lascaux-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Lascaux-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Lascaux-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Dopo l’apertura al pubblico nel dopoguerra, l’afflusso di visitatori ha saturato le cavità di anidride carbonica e microrganismi. Nel 1955 i primi danni sono diventati visibili e nel 1963 le autorità hanno deciso di chiudere completamente la grotta. Vent’anni dopo, nel 1979, Lascaux è entrata nella lista dei siti <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/parco-del-beigua-autunno-passeggiate-liguria/" data-wpel-link="internal">UNESCO</a></strong> insieme alle altre grotte della Valle della Vézère. Dagli anni Novanta in poi si sono aggiunti problemi biologici complessi, che hanno richiesto quarantene, interventi di recupero e un monitoraggio costante. La caverna originale è <strong>oggi un ambiente protetto</strong>, accessibile soltanto ai ricercatori.</p>
<h3>Perché è soprannominata la “Cappella Sistina della Preistoria”</h3>
<p>La definizione “<strong>Cappella Sistina della Preistoria</strong>” nasce dall’impatto complessivo della grotta. Le figure non sono casuali: formano scene articolate, distribuite in grandi sale con una logica visiva precisa. La <strong>Sala dei Tori</strong>, con bovini enormi e corpi resi attraverso volumi e linee sovrapposte, ricorda un ciclo narrativo continuo.</p>
<p>Nel <strong>Diverticolo Assiale</strong>, i cavalli si susseguono in serie compatte e dinamiche. Lascaux possiede una quantità di dettagli, colori e tecniche che <strong>supera quella di altri siti europei e rivela un livello artistico avanzato</strong>, in grado di generare emozione e imponenza nel corso del tempo. Da qui il paragone con un capolavoro totale, riconosciuto come <strong>riferimento assoluto della sua epoca</strong>.</p>
<h2>Cosa si può visitare oggi</h2>
<p>La conservazione della grotta originale ha portato alla creazione di diverse repliche e centri dedicati:</p>
<ul>
<li><strong>Lascaux II:</strong> inaugurata nel 1983, riproduce la Sala dei Tori e il Diverticolo Assiale con un’accuratezza tale da permettere di osservare il 90% delle pitture più note. Il risultato è un contatto diretto con l’atmosfera artistica dell’originale, sulla stessa collina e nella stessa cornice naturale.</li>
<li><strong>Lascaux IV</strong>: centro Internazionale per l’Arte Parietale, aperto nel 2016 ai piedi dell&#8217;altura, è la replica integrale del complesso. L’edificio si inserisce nel pendio con una facciata che ricorda una fenditura nella roccia. All’interno, la grotta ricostruita occupa lo spazio principale ed è affiancata da laboratori, modelli in scala, una galleria di immagini, un teatro dedicato alla ricerca sulla preistoria e spazi che ricreano umidità, temperatura e buio caratteristici dell’ambiente paleolitico. Il percorso consente di muoversi tra ricostruzioni, materiali interattivi e sezioni curate da archeologi e specialisti.</li>
<li><strong>Parc du Thot:</strong> poco distante, approfondisce il legame tra l’uomo preistorico e le specie animali. L’area museale e il piccolo parco zoologico mostrano discendenti degli animali raffigurati nelle grotte e propongono laboratori dedicati alle tecniche, agli utensili e alle pratiche quotidiane di Cro-Magnon.</li>
</ul>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/grotte-Lascaux.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-657406" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/grotte-Lascaux.jpg" alt="Grotte di Lascaux, riproduzione" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/grotte-Lascaux.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/grotte-Lascaux-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/grotte-Lascaux-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/grotte-Lascaux-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<h3>Come visitare</h3>
<p>Le <strong>visite richiedono una prenotazione</strong>, indispensabile in estate. Lascaux IV è aperta tutto l’anno con orari che cambiano stagione per stagione. I biglietti combinati con il Parc du Thot risultano convenienti e le fasce serali mantengono spesso una maggiore tranquillità. Le famiglie possono scegliere il percorso narrato, guidato da un mediatore che segue i più piccoli attraverso la replica. Per gruppi e aziende è possibile riservare Lascaux II, ideale per un’esperienza più riservata.</p>
<p>Foto di copertina di EU &#8211; Opera propria, Pubblico dominio, via Wikipedia; Foto Canva</p>
<p><strong>Leggi Anche</strong></p>
<ul>
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<li><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/grotte-baviera-viaggio-gemania/" data-wpel-link="internal">La Grotta del Diavolo e le altre, il magico mondo sotterraneo della Baviera segreta</a></strong></li>
</ul>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Serena Proietti Colonna' src='https://secure.gravatar.com/avatar/8b288aba01983603bf682175e5316518?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/8b288aba01983603bf682175e5316518?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/serena-proietti-colonna/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Serena Proietti Colonna</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="https://www.ifrattempidellamiavita.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">www.ifrattempidellamiavita.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Alla scoperta delle Domus de Janas, le misteriose Case delle Fate scolpite nella roccia della Sardegna</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/domus-de-janas-sardegna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Serena Proietti Colonna]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Nov 2025 10:05:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[itinerario]]></category>
		<category><![CDATA[sardegna]]></category>
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					<description><![CDATA[La Sardegna nasconde un mondo sotterraneo sospeso tra storia e leggenda. Le Domus de Janas,[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="900" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Domus-de-Janas-Sedini.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Domus de Janas Sedini, Sardegna" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Domus-de-Janas-Sedini.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Domus-de-Janas-Sedini-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Domus-de-Janas-Sedini-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Domus-de-Janas-Sedini-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p>La <strong>Sardegna</strong> nasconde un mondo sotterraneo sospeso tra storia e leggenda. Le <strong>Domus de Janas</strong>, le cosiddette <strong><em>Case delle Fate</em></strong>, sono tombe preistoriche scavate nella roccia che raccontano la vita, le credenze e l’arte delle prime comunità dell’isola. Risalenti al Neolitico recente e all’età del Bronzo antico, queste grotte si presentano come piccole architetture che riproducono le abitazioni dei vivi, decorate con simboli magici e motivi geometrici, dove la leggenda immaginava dimorassero le janas, <strong>figure femminili fatate</strong>.</p>
<p>Oggi sono <strong>patrimonio mondiale dell’umanità dell’Unesco</strong> (non tutte, ma moltissime), e camminare tra le loro volte e i corridoi è come entrare in un mondo parallelo, in bilico tra mito e archeologia.</p>
<h2>Dentro le Domus de Janas: le case sotterranee dei nostri antenati</h2>
<p>Le Domus de Janas erano <strong>sepolture collettive</strong>, pensate per accogliere i defunti di una famiglia o di un piccolo gruppo. La loro struttura ricorda quella di una casa, con stanze, porte, finestre e tetti modellati nel tufo o nella roccia calcarea. Le pareti erano spesso decorate con spirali, teste di toro o motivi geometrici, simboli della vita e della fertilità.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Domus-de-Janas-Montessu.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-657258" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Domus-de-Janas-Montessu.jpg" alt="Domus de Janas Montessu, Sardegna" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Domus-de-Janas-Montessu.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Domus-de-Janas-Montessu-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Domus-de-Janas-Montessu-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Domus-de-Janas-Montessu-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>I corpi venivano deposti in posizione fetale, accompagnati da oggetti personali o rituali, e talvolta le tombe venivano riutilizzate più volte nel corso dei secoli. Alcune necropoli contano <strong>decine di grotticelle collegate</strong>, formando veri e propri villaggi sottoterra.</p>
<h2>Quali sono le Domus de Janas più belle in Sardegna</h2>
<p>La <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/gorropu-sardegna-autunno/" data-wpel-link="internal">Sardegna</a></strong> ospita migliaia di Domus de Janas, ma alcune si distinguono per dimensioni, decorazioni e scenografie naturali. Ogni sito racconta una storia unica, tra architettura ipogea, simbolismo e leggende millenarie.</p>
<h3>Necropoli di Anghelu Ruju, Alghero</h3>
<p>La più vasta della Sardegna, composta da 38 tombe scavate su una collina di arenaria calcarea, si chiama <strong>Necropoli di Anghelu Ruju</strong>. Alcune strutture contano fino a 11 ambienti interconnessi, con corridoi e nicchie che ricordano le vere case dei primi sardi. Le decorazioni in rilievo mostrano motivi geometrici e simboli religiosi, mentre il panorama dalla collina abbraccia la costa nord-occidentale dell’isola.</p>
<h3>Montessu, Villaperuccio</h3>
<p>Immersa in un anfiteatro naturale di roccia trachitica,<strong> Montessu</strong> è una necropoli che raccoglie circa quaranta tombe pluricellulari. Spiccano la <strong>Tomba delle Spirali e la Tomba delle Corna,</strong> con motivi simbolici scolpiti sulle volte e sui gradini degli ingressi. La disposizione scenografica e la ricchezza delle incisioni lo rendono uno dei luoghi più affascinanti per comprendere l’arte funeraria prenuragica.</p>
<h3>Sant’Andrea Priu, Bonorva</h3>
<p><strong>Sant’Andrea Priu</strong> conta una ventina di tombe, tra cui la <strong>Tomba a Camera e la Tomba a Capanna</strong>, con soffitti a raggiera che richiamano le costruzioni domestiche dell’epoca. Il sito mostra chiaramente la continuità di utilizzo: dall’età del Bronzo fino al periodo romano e medievale, quando alcune tombe furono riutilizzate come chiese rupestri.</p>
<h3>Monte Siseri / S’Incantu, Putifigari</h3>
<p>Quattro tombe scavate nella roccia tufacea rosa, tra cui spicca la “<strong>Tomba dell’architettura dipinta</strong>”. Le volte sono decorate con anelli concentrici che rappresentano un focolare simbolico, e le pareti sono custodi di tracce di pitture in ocra rossa. Qui il rapporto tra architettura, rituali funebri e simbolismo è evidente e affascinante.</p>
<h3>Is Loccis Santus, Sulcis</h3>
<p>Complesso di 13 tombe con una planimetria che ricorda un fiore con i petali, circondato da menhir e dalla macchia mediterranea. Oltre al valore architettonico, il sito offre panorami mozzafiato dall’isola di Sant’Antioco fino a Capo Teulada. La disposizione dei sepolcri e la loro forma unica rendono<strong> Is Loccis Santus</strong> un esempio raro e affascinante di necropoli prenuragica.</p>
<h2>Differenze tra Domus de Janas e Tombe dei Giganti</h2>
<p>Le Domus de Janas erano progettate per <strong>piccoli gruppi e decorate come case in miniatura</strong>, con attenzione al dettaglio architettonico e simbolico. Le Tombe dei Giganti, invece, sono monumenti collettivi in superficie, costruiti con massi enormi e privi di divisioni interne elaborate.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Domus-de-Janas-Cardedu.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-657260" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Domus-de-Janas-Cardedu.jpg" alt="Domus de Janas Cardedu, Sardegna" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Domus-de-Janas-Cardedu.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Domus-de-Janas-Cardedu-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Domus-de-Janas-Cardedu-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Domus-de-Janas-Cardedu-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>La differenza principale sta quindi nella scala e nella cura del dettaglio: le <strong>Domus de Janas raccontano la vita dei singoli, le Tombe dei Giganti celebrano la comunità.</strong></p>
<h2>Dove si trovano le Case delle Fate in Sardegna e come arrivare</h2>
<p>È difficile dare una risposta esaustiva, perché se è vero che le Domus de Janas si trovano soprattutto nel nord-ovest dell’isola, è altrettanto reale che ne esistono sparse ovunque.</p>
<p>Molti siti sono raggiungibili in auto e richiedono brevi camminate tra sentieri naturali. Altri sono integrati nei borghi, regalano un’esperienza che unisce archeologia, paesaggio e vita locale.</p>
<p>Foto Canva</p>
<p><strong>Leggi Anche</strong></p>
<ul>
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<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Serena Proietti Colonna' src='https://secure.gravatar.com/avatar/8b288aba01983603bf682175e5316518?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/8b288aba01983603bf682175e5316518?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/serena-proietti-colonna/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Serena Proietti Colonna</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="https://www.ifrattempidellamiavita.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">www.ifrattempidellamiavita.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Si cammina tra fantasmi e luci perdute a Consonno, la Las Vegas dimenticata d&#8217;Italia</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/consonno-lombardia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Serena Proietti Colonna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Nov 2025 13:22:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[borghi]]></category>
		<category><![CDATA[città fantasma]]></category>
		<category><![CDATA[itinerario]]></category>
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					<description><![CDATA[Tra le colline della Brianza, a non troppa distanza da Lecco e dal Lago di[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="900" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Consonno.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Consonno, Lombardia" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Consonno.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Consonno-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Consonno-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Consonno-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p>Tra le colline della <strong>Brianza</strong>, a non troppa distanza da Lecco e dal Lago di Como, <strong>Consonno</strong> si staglia come un luogo sospeso nel tempo. Una <strong>città fantasma</strong>, intrisa di un fascino malinconico che nasce dal contrasto tra il verde dei boschi e le rovine di quello che era un progetto particolarmente ambizioso.</p>
<p>Nei primi anni Sessanta un imprenditore visionario intravide proprio qui la possibilità di creare una <strong>Las Vegas italiana</strong>, trasformando un borgo agricolo in un parco giochi che potesse attrarre curiosi e turisti da Milano e dintorni. Oggi quello stesso posto appare silenzioso, segnato dalle frane e dagli edifici abbandonati, ma nonostante ciò mantiene un richiamo irresistibile per chi cerca storie insolite e scenari fuori dal tempo.</p>
<h2>La storia di Consonno: dalla nascita all&#8217;abbandono</h2>
<p>Consonno è un borgo che affonda le proprie radici nel Medioevo. La prima citazione documentata risale al 1085, mentre nel 1162 l’imperatore Federico I confermò la proprietà del monastero di <strong>Civate</strong>, vietando a chiunque ogni interferenza sul territorio. Per secoli il paese visse di agricoltura, artigianato e vita comunitaria legata alle pievi della Brianza. La popolazione oscillava tra poche decine e un paio di centinaia di abitanti, fino al dopoguerra, quando il villaggio iniziò lentamente a spopolarsi a causa della crisi agricola.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Consonno-città-fantasma.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-657158" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Consonno-città-fantasma.jpg" alt="Consonno, città fantasma in Lombardia" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Consonno-città-fantasma.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Consonno-città-fantasma-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Consonno-città-fantasma-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Consonno-città-fantasma-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Tutto cambiò negli anni Sessanta con l’arrivo di <strong>Mario Bagno</strong>, eccentrico imprenditore milanese nato a Vercelli. Convinto che Consonno potesse diventare una <strong>meta turistica di rilievo,</strong> l&#8217;uomo acquistò l’intero paese e fece costruire una strada asfaltata che lo collegava a Olginate. L’antico borgo venne quasi completamente demolito, tranne la <strong>chiesa di San Maurizio, la canonica e il piccolo cimitero</strong>. Su quelle rovine sorsero ristoranti, alberghi, il minareto, una struttura scenografica in stile castello medievale e un luna park, completati da impianti sportivi e un giardino zoologico. Fu così che, per qualche anno, <strong>Consonno brulicò di musica, feste e celebrità.</strong></p>
<p>Tuttavia, le costruzioni invasero l’equilibrio naturale del terreno. Le piogge del 1966 provocarono la prima frana, mentre quelle del 1976 distrussero la strada principale decretando per sempre (o almeno così pare) la fine del sogno. Negli anni successivi il borgo fu abbandonato, le strutture caddero in rovina e le iniziative di rilancio non ebbero seguito. Con la morte di Mario Bagno nel 1995, Consonno entrò definitivamente nella lista delle<strong> città fantasma italiane</strong>.</p>
<h2>Cosa vedere oggi</h2>
<p>Al giorno d&#8217;oggi Consonno appare come un museo a cielo aperto del tempo sospeso. Il<strong> minareto</strong> rimane il simbolo più evidente, con la sua torre arabeggiante che svetta tra edifici pericolanti e graffiti colorati. Resti della galleria commerciale e degli appartamenti superiori raccontano del sogno di Mario Bagno, mentre il Grand Hotel Plaza sta lì, silenzioso e decadente. Il ristorante Pavesino, mai completato, funge da porta d’ingresso surreale al villaggio, e la pista da ballo all’aperto e le aree sportive lasciano intuire la vita che vi si sarebbe potuta svolgere.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/minareto-consonno.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-657159" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/minareto-consonno.jpg" alt="Minareto di Consonno" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/minareto-consonno.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/minareto-consonno-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/minareto-consonno-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/minareto-consonno-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Tra i resti delle strade e i sentieri che si intrecciano tra gli edifici, la sensazione di camminare in un posto abbandonato è forte e imprescindibile. La combinazione di <strong>rovine, graffiti e panorami mozzafiato</strong> regala fotografie e scenari unici. Anche se non è consigliabile entrare negli edifici pericolanti, osservare Consonno dall’esterno permette di cogliere la storia e il fascino della città fantasma, testimonianza di un’idea grandiosa e del suo inevitabile tramonto.</p>
<h2>Come visitare Consonno</h2>
<p>Il borgo è raggiungibile dalla <strong>SS36</strong> del <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cammini/il-sentiero-del-viandante-da-lecco-a-colico-a-piedi-o-in-mountain-bike/" data-wpel-link="internal">Lago di Como</a>,</strong> uscita per Olginate, da dove una strada tortuosa si inerpica fino al paese. L’accesso in auto è limitato da sbarre, aperte in alcune domeniche dell’anno, mentre per il resto è necessario parcheggiare e <strong>proseguire a piedi</strong> lungo via Belvedere fino al borgo. In alternativa, si può partire da Villa Vergano di Galbiate, seguendo il sentiero che conduce a Consonno. Chi parte da <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cicloturismo/gite-in-bici-da-milano-facili-pianeggianti-e-per-tutti/" data-wpel-link="internal">Milano</a></strong> impiega poco più di un’ora, mentre da Lecco o Como il percorso passa per Galbiate.</p>
<p>Una volta arrivati, la visita richiede attenzione e prudenza: gli edifici sono instabili e molte strutture risultano danneggiate da atti di vandalismo. La camminata tra le strade e i resti del paese aiuta ad ammirare panorami straordinari e a percepire l’essenza di un luogo sospeso tra passato e presente. La chiesa di San Maurizio e il minareto rimangono i punti più suggestivi, mentre il Grand Hotel Plaza e il Pavesino narrano la storia incompiuta di una <strong>città dei balocchi</strong> che ha sfidato il tempo.</p>
<p>Foto Canva</p>
<p><strong>Leggi Anche</strong></p>
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<li><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/da-esplorare-i-parchi-acquatici-abbandonati/" data-wpel-link="internal">Questo è il fascino assurdo dei parchi acquatici abbandonati più belli del mondo</a></strong></li>
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</ul>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Serena Proietti Colonna' src='https://secure.gravatar.com/avatar/8b288aba01983603bf682175e5316518?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/8b288aba01983603bf682175e5316518?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/serena-proietti-colonna/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Serena Proietti Colonna</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="https://www.ifrattempidellamiavita.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">www.ifrattempidellamiavita.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Tra i vicoli e le acque di Anguillara Sabazia, un borgo (e un viaggio) sospeso nel tempo</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/anguillara-sabazia-lazio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Serena Proietti Colonna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Nov 2025 11:09:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[borghi]]></category>
		<category><![CDATA[itinerario]]></category>
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					<description><![CDATA[Anguillara Sabazia, affacciata sulle tranquille acque del Lago di Bracciano e immersa tra i rilievi[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="900" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Anguillara-Sabazia-Lazio.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Anguillara Sabazia, provincia di Roma" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Anguillara-Sabazia-Lazio.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Anguillara-Sabazia-Lazio-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Anguillara-Sabazia-Lazio-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Anguillara-Sabazia-Lazio-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p><strong>Anguillara Sabazia</strong>, affacciata sulle tranquille acque del <strong>Lago di Bracciano</strong> e immersa tra i rilievi dei <strong>Monti Sabatini</strong>, è una piccola cittadina che sembra sospesa tra storia antica e paesaggi naturali emozionanti. Con i suoi vicoli medievali, le chiese cinquecentesche e i panorami lacustri, regala un’esperienza che unisce arte, archeologia e natura. Scegliere questa località come propria meta di viaggio o per un weekend alternativo consente di camminare tra memorie millenarie e godere della serenità di un lago che, da sempre, plasma la vita di questo prezioso territorio.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Anguillara-Sabazia-lago.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-large wp-image-657013" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Anguillara-Sabazia-lago-1024x768.jpg" alt="Anguillara Sabazia, Lago di Bracciano" width="1024" height="768" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Anguillara-Sabazia-lago-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Anguillara-Sabazia-lago-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Anguillara-Sabazia-lago-768x576.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Anguillara-Sabazia-lago.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h2>Cosa vedere ad Anguillara Sabazia</h2>
<p>Basta passeggiare tra le viuzze del centro storico per rendersi conto che Anguillara Sabazia custodisce un <strong>patrimonio straordinario</strong>, che mescola architettura religiosa e civile, storia millenaria e tracce della vita quotidiana dei suoi abitanti. Dai resti di antiche ville romane alle chiese cinquecentesche, fino ai vicoli medievali e ai musei che sono la casa di reperti unici, il borgo è un vero e proprio scrigno di storia.</p>
<h3>La Collegiata di Santa Maria Assunta</h3>
<p>Situata sul punto più alto del borgo, la <strong>Collegiata di Santa Maria Assunta</strong> domina Anguillara e il lago su cui si specchia. Si distingue per essere un elegante edificio che ha subito ampliamenti nel XVIII secolo e per conservare diversi affreschi e opere d’arte di pregio, tra cui l’<em>Assunzione</em> di Girolamo Muziano. La terrazza adiacente, dal canto suo, mette a disposizione uno dei panorami più suggestivi sul lago e sul borgo medievale.</p>
<h3>Chiesa di San Biagio</h3>
<p>A navata unica, la <strong>Chiesa di San Biagio</strong> dedicata al patrono del paese ed è la culla di statue e opere storiche di pregio, tra cui una tomba in tufo con inciso un pesce, appartenente alla famiglia Pesciotti. L’altare maggiore ospita la statua lignea di San Biagio, che senza dubbio vale la pena fermasi a osservare.</p>
<h3>Chiesa di San Francesco</h3>
<p>Fondata dai Francescani nel 1468 e consacrata nel 1488 (secondo alcune fonti), la <strong>Chiesa di San Francesco</strong> ha una copertura a capriate lignee e un presbiterio a volta costolonata. La struttura è semplice ma suggestiva, e soprattutto racconta la presenza dei religiosi nella cittadina e la loro influenza culturale e spirituale.</p>
<h3>Villaggio Neolitico de La Marmotta</h3>
<p>Sotto le acque del Lago di Bracciano, in località <strong>La Marmotta</strong>, è stato scoperto<strong> uno dei più antichi villaggi neolitici dell’Europa occidentale</strong> (circa 8.000 anni fa). Gli scavi hanno portato alla luce ceramiche, strumenti in legno e piroghe monossili, disposti oggi nel Centro Espositivo del Neolitico. Qui si può posare lo sguardo su una delle piroghe più vecchie del nostro continente, lunga 9,5 metri, testimonianza delle prime attività agricole e commerciali della zona.</p>
<h3>Palazzo Comunale e vicoli storici</h3>
<p>Il palazzo baronale cinquecentesco, oggi sede del <strong>Comune</strong>, conserva affreschi restaurati. Nei vicoli medievali del borgo, come il <strong>Grondarella</strong>, e attraverso <strong>Porta Cinquecentesca</strong>, vi è l&#8217;opportunità di percepire l’antico impianto urbano fortificato e respirare la vita di tutti i giorni dei secoli passati.</p>
<h3>Mura di Santo Stefano e Monti di Sant’Andrea</h3>
<p>A breve distanza dal centro si trovano i resti di <strong>ville romane e complessi monumentali</strong> risalenti al I e II secolo d.C., testimoni dell’importanza storica della zona. Le mura, con i loro alzati e pavimenti in cocciopesto, sono i simboli di una continuità di vita e cultura che arriva fino all’epoca medievale.</p>
<h3>La via Clodia e acquedotti</h3>
<p>Lungo il territorio comunale sono ancora presenti tratti della <strong>Via Clodia</strong>, antica strada romana di collegamento commerciale, e le strutture degli acquedotti <strong>Alsietino e Paolo</strong>, che rappresentano prove tangibili dell’ingegneria idraulica romana e della gestione delle acque dei laghi sabatini.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Anguillara-Sabazia.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-large wp-image-657012" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Anguillara-Sabazia-1024x768.jpg" alt="Anguillara Sabazia, Lazio" width="1024" height="768" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Anguillara-Sabazia-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Anguillara-Sabazia-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Anguillara-Sabazia-768x576.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Anguillara-Sabazia.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h3>Il Lago di Bracciano</h3>
<p>Come specificato precedentemente, Anguillara Sabazia è edificata sulle sponde del Lago di Bracciano, il <strong>terzo per estensione dell’Italia centrale</strong>. Un bacino d&#8217;acqua bellissimo che si è formato da un antico vulcano spento. Le acque limpide e tranquille si prestano a vela, canottaggio, surf, immersioni e birdwatching, mentre le spiagge della frazione di<strong> Vigna di Valle</strong> e i percorsi naturalistici nel <strong>Parco Naturale Regionale del complesso lacuale di Bracciano – Martignano</strong> permettono di dedicarsi a indimenticabili esperienze immerse nella natura.</p>
<h2>Dove si trova e come arrivare</h2>
<p>Anguillara Sabazia prende vita a più o meno 40 km a nord-ovest di <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cicloturismo/dove-andare-in-bici-a-roma-e-dintorni-le-piu-belle-piste-ciclabili/" data-wpel-link="internal">Roma</a></strong>, nella città metropolitana della Capitale. Il borgo è raggiungibile in auto tramite Via Braccianese o Via Anguillarese, oppure in treno con la linea <strong>Roma-Viterbo</strong>, fermata ad Anguillara.</p>
<p>L’aeroporto più vicino è Fiumicino, che però si trova a circa 50 km di distanza.</p>
<p>Foto Canva</p>
<p><strong>Leggi Anche</strong></p>
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<li><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/borghi-italiani-laghi-autunno/" data-wpel-link="internal">I borghi italiani che si specchiano sui laghi: qui l’autunno trasforma le acque in puro incanto</a></strong></li>
<li><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/badolato-borgo-calabria-autunno/" data-wpel-link="internal">Badolato, Il borgo che non voleva morire è rinato ed è meraviglioso in autunno</a></strong></li>
<li><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/tussio-borgo-abruzzo-autunno/" data-wpel-link="internal">Tussio, il borgo segreto di pietra dove l’Abruzzo mostra la sua anima più autentica</a></strong></li>
</ul>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Serena Proietti Colonna' src='https://secure.gravatar.com/avatar/8b288aba01983603bf682175e5316518?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/8b288aba01983603bf682175e5316518?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/serena-proietti-colonna/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Serena Proietti Colonna</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="https://www.ifrattempidellamiavita.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">www.ifrattempidellamiavita.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Dove l’autunno si innamora delle montagne: viaggio nelle valli più incantevoli d’Italia</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/valli-piu-belle-italia-autunno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Serena Proietti Colonna]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Nov 2025 08:51:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[autunno]]></category>
		<category><![CDATA[itinerario]]></category>
		<category><![CDATA[valli]]></category>
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					<description><![CDATA[In autunno le valli italiane cambiano ritmo. Finita la stagione estiva, sparisce il caos e[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<media:group><media:title>Dove l’autunno si innamora delle montagne: viaggio nelle valli più incantevoli d’Italia</media:title>	<media:content url="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Valle-di-Susa.jpg" type="image/jpeg" medium="image">
							  	<media:title>VALLE DI SUSA – I paesi storici si ritirano mentre i torrenti scorrono chiari, le strade restano tranquille e i sentieri conducono tra castelli e boschi autunnali.</media:title>
							  	<media:text>VALLE DI SUSA – I paesi storici si ritirano mentre i torrenti scorrono chiari, le strade restano tranquille e i sentieri conducono tra castelli e boschi autunnali.</media:text>
							  	<media:description>VALLE DI SUSA – I paesi storici si ritirano mentre i torrenti scorrono chiari, le strade restano tranquille e i sentieri conducono tra castelli e boschi autunnali.</media:description>          
								</media:content>
									<media:content url="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Val-Pusteria-1.jpg" type="image/jpeg" medium="image">
							  	<media:title>VAL PUSTERIA – La valle si allunga tra prati, boschi e laghi, con borghi ladini che conservano tradizioni autentiche e sentieri quasi deserti fuori stagione.</media:title>
							  	<media:text>VAL PUSTERIA – La valle si allunga tra prati, boschi e laghi, con borghi ladini che conservano tradizioni autentiche e sentieri quasi deserti fuori stagione.</media:text>
							  	<media:description>VAL PUSTERIA – La valle si allunga tra prati, boschi e laghi, con borghi ladini che conservano tradizioni autentiche e sentieri quasi deserti fuori stagione.</media:description>          
								</media:content>
									<media:content url="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Val-Veny.jpg" type="image/jpeg" medium="image">
							  	<media:title>VAL VENY – Tra ghiacciai e boschi scuri, l’autunno lascia la valle quasi deserta, con rifugi essenziali e camminate semplici lungo il fondovalle.</media:title>
							  	<media:text>VAL VENY – Tra ghiacciai e boschi scuri, l’autunno lascia la valle quasi deserta, con rifugi essenziali e camminate semplici lungo il fondovalle.</media:text>
							  	<media:description>VAL VENY – Tra ghiacciai e boschi scuri, l’autunno lascia la valle quasi deserta, con rifugi essenziali e camminate semplici lungo il fondovalle.</media:description>          
								</media:content>
									<media:content url="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Val-di-Fassa.jpg" type="image/jpeg" medium="image">
							  	<media:title>VAL DI FASSA – In autunno, le Dolomiti dominano il fondovalle, i paesi si svuotano e i rifugi offrono piatti semplici mentre i sentieri restano liberi e segnalati.</media:title>
							  	<media:text>VAL DI FASSA – In autunno, le Dolomiti dominano il fondovalle, i paesi si svuotano e i rifugi offrono piatti semplici mentre i sentieri restano liberi e segnalati.</media:text>
							  	<media:description>VAL DI FASSA – In autunno, le Dolomiti dominano il fondovalle, i paesi si svuotano e i rifugi offrono piatti semplici mentre i sentieri restano liberi e segnalati.</media:description>          
								</media:content>
									<media:content url="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Val-Camonica.jpg" type="image/jpeg" medium="image">
							  	<media:title>VAL CAMONICA – Tra prati e torrenti limpidi, l’autunno trasforma la valle in un mosaico di colori, dove i sentieri conducono a incisioni rupestri e borghi isolati.</media:title>
							  	<media:text>VAL CAMONICA – Tra prati e torrenti limpidi, l’autunno trasforma la valle in un mosaico di colori, dove i sentieri conducono a incisioni rupestri e borghi isolati.</media:text>
							  	<media:description>VAL CAMONICA – Tra prati e torrenti limpidi, l’autunno trasforma la valle in un mosaico di colori, dove i sentieri conducono a incisioni rupestri e borghi isolati.</media:description>          
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							  	<media:title>VAL D’ORCIA – Le colline ondulate si accendono di sfumature calde, mentre le strade di cipressi e i borghi perfettamente conservati invitano a percorsi lenti e panoramici.</media:title>
							  	<media:text>VAL D’ORCIA – Le colline ondulate si accendono di sfumature calde, mentre le strade di cipressi e i borghi perfettamente conservati invitano a percorsi lenti e panoramici.</media:text>
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							  	<media:title>VALLE DEI MOCHENI – In autunno, i boschi si tingono di giallo e rosso mentre i piccoli borghi restano silenziosi, quasi sospesi nel tempo.</media:title>
							  	<media:text>VALLE DEI MOCHENI – In autunno, i boschi si tingono di giallo e rosso mentre i piccoli borghi restano silenziosi, quasi sospesi nel tempo.</media:text>
							  	<media:description>VALLE DEI MOCHENI – In autunno, i boschi si tingono di giallo e rosso mentre i piccoli borghi restano silenziosi, quasi sospesi nel tempo.</media:description>          
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								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Valle-dei-Mocheni.jpg" title="VALLE DEI MOCHENI – In autunno, i boschi si tingono di giallo e rosso mentre i piccoli borghi restano silenziosi, quasi sospesi nel tempo." data-wpel-link="internal">
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									<img align="left" hspace="15" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Val-dOrcia-2-100x75.jpg" alt="val-dorcia-le-colline-ondulate-si-accendono-di-sfumature-calde-mentre-le-strade-di-cipressi-e-i-borghi-perfettamente-conservati-invitano-a-percorsi-lenti-e-panoramici" />
								</a>
								
																
								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Val-di-Fassa.jpg" title="VAL DI FASSA – In autunno, le Dolomiti dominano il fondovalle, i paesi si svuotano e i rifugi offrono piatti semplici mentre i sentieri restano liberi e segnalati." data-wpel-link="internal">
									<img align="left" hspace="15" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Val-di-Fassa-100x75.jpg" alt="val-di-fassa-in-autunno-le-dolomiti-dominano-il-fondovalle-i-paesi-si-svuotano-e-i-rifugi-offrono-piatti-semplici-mentre-i-sentieri-restano-liberi-e-segnalati" />
								</a>
								
																
								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Val-Pusteria-1.jpg" title="VAL PUSTERIA – La valle si allunga tra prati, boschi e laghi, con borghi ladini che conservano tradizioni autentiche e sentieri quasi deserti fuori stagione." data-wpel-link="internal">
									<img align="left" hspace="15" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Val-Pusteria-1-100x75.jpg" alt="val-pusteria-la-valle-si-allunga-tra-prati-boschi-e-laghi-con-borghi-ladini-che-conservano-tradizioni-autentiche-e-sentieri-quasi-deserti-fuori-stagione" />
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								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Val-Veny.jpg" title="VAL VENY – Tra ghiacciai e boschi scuri, l’autunno lascia la valle quasi deserta, con rifugi essenziali e camminate semplici lungo il fondovalle." data-wpel-link="internal">
									<img align="left" hspace="15" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Val-Veny-100x75.jpg" alt="val-veny-tra-ghiacciai-e-boschi-scuri-lautunno-lascia-la-valle-quasi-deserta-con-rifugi-essenziali-e-camminate-semplici-lungo-il-fondovalle" />
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								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Valle-di-Susa.jpg" title="VALLE DI SUSA – I paesi storici si ritirano mentre i torrenti scorrono chiari, le strade restano tranquille e i sentieri conducono tra castelli e boschi autunnali." data-wpel-link="internal">
									<img align="left" hspace="15" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Valle-di-Susa-100x75.jpg" alt="valle-di-susa-i-paesi-storici-si-ritirano-mentre-i-torrenti-scorrono-chiari-le-strade-restano-tranquille-e-i-sentieri-conducono-tra-castelli-e-boschi-autunnali" />
								</a>
								
																
								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/valli-italia-autunno.jpg" title="valli italia autunno" data-wpel-link="internal">
									<img align="left" hspace="15" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/valli-italia-autunno-100x75.jpg" alt="valli-italia-autunno" />
								</a>
								
								<hr style="visibility:hidden; height:1px; width:100%; display:block;" />
<p>In <strong>autunno</strong> le valli italiane cambiano ritmo. Finita la stagione estiva, sparisce il caos e rimane ciò che conta davvero: borghi tranquilli, boschi che si trasformano ogni settimana, aria pulita e luoghi che si lasciano scoprire con calma. È il periodo migliore per vedere questi posti per quello che sono, senza confusione e sovrapprezzi. Se si cercano silenzio, camminate tranquille, cibo di montagna e paesaggi veri, è proprio questo il momento giusto perché c&#8217;è più sostanza. Per questo motivo, nella gallery si possono scoprire<strong> quali sono le valli più belle d&#8217;Italia in autunno.</strong></p>
<h2>Valle dei Mòcheni, Trentino</h2>
<p>La <strong>Valle dei Mòcheni</strong> è una laterale della <strong>Valsugana</strong>, sulle Alpi trentine. È conosciuta per la minoranza linguistica mòchena, per i masi sparsi lungo i pendii e per un paesaggio agricolo ancora attivo. In autunno è tranquilla, con poco traffico, sentieri liberi e temperature fresche. Si presta a escursioni brevi e medie, non estreme: il <strong>Lago di Erdemolo </strong>è la meta più classica, accessibile con un sentiero ben segnato. Altre camminate portano a masi restaurati, piccole malghe e miniere visitabili.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Valle-dei-Mocheni.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-large wp-image-656526" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Valle-dei-Mocheni-1024x768.jpg" alt="Valle dei Mòcheni, Trentino" width="1024" height="768" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Valle-dei-Mocheni-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Valle-dei-Mocheni-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Valle-dei-Mocheni-768x576.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Valle-dei-Mocheni-100x75.jpg 100w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Valle-dei-Mocheni.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Val Veny, Valle d’Aosta</h2>
<p>In autunno l&#8217;affascinante <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/in-val-veny-a-courmayeur-ci-sono-5-sentieri-da-scoprire/" data-wpel-link="internal">Val Veny</a> </strong>è quasi vuota, ma i rifugi che restano aperti offrono cucina concreta: polenta, fontina e selvaggina. Il <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/cultura/saype-sul-monte-bianco-artista-che-dipinge-erba/" data-wpel-link="internal">Monte Bianco</a> </strong>si vede da ogni angolo, mentre i ghiacciai del Miage sembrano sospesi sopra i boschi e i prati ingialliti. La strada corre lungo il fondovalle, semplice, senza traffico, e i sentieri brevi portano al <strong>Lago Combal</strong> o tra masi isolati.</p>
<h2>Val di Fassa, Trentino</h2>
<p>Le vette delle <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/montagna/arrampicata-escursioni-e-percorsi-in-mountain-bike-tra-faloria-e-cristallo/" data-wpel-link="internal">Dolomiti</a></strong> si stagliano nette sopra i boschi che lentamente cambiano colore; in questa stagione i paesi della <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/montagna/cosa-fare-in-val-di-fassa-in-inverno-se-non-si-scia-10-idee/" data-wpel-link="internal">Val di Fassa</a></strong> si svuotano, i parcheggi restano quasi deserti e i rifugi riducono gli orari. Chi resta, però, trova camminate semplici e panorami chiari. La strada principale attraversa il fondovalle senza curve complicate, collegando piccoli borghi in cui la cucina tradizionale resiste. Alcuni sentieri salgono brevi, altri si insinuano tra malghe remote o lungo torrenti limpidi, sempre senza folle.</p>
<p><strong>Leggi Anche</strong></p>
<ul>
<li><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/croazia-zavratnica-baia-fiordo/" data-wpel-link="internal">La Croazia segreta: il fiordo di Zavratnica e la nave sommersa</a></strong></li>
<li><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/croazia-senj-fortezza-nehaj-castello/" data-wpel-link="internal">Al Castello di Nehaj il vento racconta leggende e c’è la vista più spettacolare dell’Adriatico</a></strong></li>
<li><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/castello-hohenzollern-germania/" data-wpel-link="internal">In Germania c’è un castello che sembra toccare le nuvole: si chiama Hohenzollern</a></strong></li>
</ul>
<h2>Val Pusteria, Alto Adige</h2>
<p>Un&#8217;altra delle valli più belle d&#8217;Italia per l&#8217;autunno è la <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/cultura/10-giorni-con-babbo-natale-dove-e-stato-girato/" data-wpel-link="internal">Val Pusteria</a> </strong>in Alto Adige: si allunga tra montagne nette e valli laterali ancora più isolate, con paesi che si riducono a pochi negozi aperti e parcheggi quasi vuoti. È il momento dell&#8217;anno in cui i boschi si accendono di colori e i laghi riflettono cieli limpidi senza bisogno di punti panoramici costruiti. I sentieri seguono fiumi e prati, alcuni facili, altri più ripidi, ma sempre chiari e segnati, mentre i rifugi servono piatti concreti.</p>
<h2>Val Camonica, Lombardia</h2>
<p>Decisamente affascinante è anche la <strong>Val Camonica</strong>, che si stende tra montagne alte e colline basse, con borghi piccoli che sembrano ignorare il tempo. In autunno i boschi cambiano colore rapidamente, i torrenti scorrono chiari tra rocce e ghiaia, e le strade secondarie collegano bellissimi masi. Molto interessanti sono i sentieri che conducono a incisioni rupestri, come gli altri che seguono il fondovalle tra prati e boschi.</p>
<h2>Valle di Susa, Piemonte</h2>
<p>In <strong>Valle di Susa</strong>, in autunno, le strade principali e secondarie sono libere e i parcheggi disponibili. Durante la stagione del<a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/foliage-novembre-italia/" data-wpel-link="internal"> foliage</a> vi sono pochi negozi e rifugi aperti, e tutti con una cucina semplice. A disposizione dei visitatori ci sono dei sentieri seguono il fondovalle, ma anche tragitti che salgono tra boschi e pascoli, con panorami chiari sulle vette alpine. Paesi storici, castelli e fortezze si incontrano e sorprendono lungo il territorio.</p>
<h2>Val d’Orcia, Toscana</h2>
<p>Terminiamo questo viaggio autunnale in <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cicloturismo/val-dorcia-in-bici-e-bike-e-trekking-il-ritorno-al-benessere-nella-natura/" data-wpel-link="internal">Val d&#8217;Orcia</a></strong>, una zona altamente poetica poiché le colline si distendono senza interruzioni. Graziose strade secondarie collegano borghi piccoli e fattorie isolate, mentre i sentieri tra campi e boschi sono liberi e ben segnati, ideali per camminate tranquille o brevi escursioni. Nei paesi rimangono ristoranti e osterie con menu essenziali e tutto fa comprendere che questa è una valle che resta viva anche quando cala il silenzio autunnale.</p>
<p>Foto Canva</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Serena Proietti Colonna' src='https://secure.gravatar.com/avatar/8b288aba01983603bf682175e5316518?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/8b288aba01983603bf682175e5316518?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/serena-proietti-colonna/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Serena Proietti Colonna</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="https://www.ifrattempidellamiavita.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">www.ifrattempidellamiavita.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Galizia on the road: lungo il Cammino del Nord tra oceano, fari e vini</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cammini/galizia-viaggio-spagna-cammino-di-santiago-del-nord/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martino De Mori]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Oct 2025 07:00:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cammini]]></category>
		<category><![CDATA[itinerario]]></category>
		<category><![CDATA[overtourism]]></category>
		<category><![CDATA[Spagna]]></category>
		<category><![CDATA[vacanze]]></category>
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					<description><![CDATA[La Galizia è l’Atlantico allo stato puro: scogliere che si spezzano nel vento, borghi di[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1000" height="563" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/10/galizia-9.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/10/galizia-9.jpg 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/10/galizia-9-300x169.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/10/galizia-9-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><br><br><p>La <strong>Galizia</strong> è l’Atlantico allo stato puro: scogliere che si spezzano nel vento, borghi di pescatori, foreste monastiche e cucine che profumano di mare. Seguendo (anche in auto) i<strong>l Cammino del Nord, da Ribadeo a Finisterre</strong>, scopri una Spagna remota e autentica. Qui trovi tappe, dritte pratiche e i posti che — davvero — non puoi perdere.ù</p>
<h2>Spagna Verde autentica: borghi di mare, scogliere estreme, monasteri e sapori galiziani</h2>
<p>La <strong>Galizia</strong> è una regione dalla<strong> Spagna Verde molto autentica</strong> se cerchi un posto lontano dalle solite rotte sovraffollate: ha una bellezza selvaggia e incontaminata, è un angolo di Spagna che mescola <strong>leggende, paesaggi atlantici definitivi</strong> e una enogastronomia fra le più interessanti d’Europa.<br />
Dopo aver raccontato delle <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cammini/asturie-in-4-giorni-un-viaggio-autentico-nella-spagna-verde/" data-wpel-link="internal"><strong>sorprendenti Asturie</strong></a>, il nostro viaggio continua da est a ovest, lungo il Cammino di Santiago del Nord (altrimenti detto anche il Cammino di Santiago della Costa) attraversando borghi di pescatori, città millenarie e paesaggi naturali spettacolari, lungo una delle coste più affascinanti e misteriose d&#8217;Europa.</p>
<h3>Galizia, viaggio nella Spagna Verde lungo il Cammino di Santiago del Nord</h3>
<p>Il <strong><a href="https://www.spain.info/it/cammino-santiago/cammino-nord-cammino-costa/" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">Cammino di Santiago del Nord,</a></strong> molto meno battuto rispetto al celebre Cammino Francese, offre <strong>un&#8217;esperienza</strong> <strong>diversa e più intima,</strong> attraversando paesaggi costieri (ma non solo) lungo la cosiddetta <a href="https://ingreenspain.es/it/" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">Spagna Verde</a> fino a Santiago de Compostela (e poi fino a Finisterre). Percorrerlo significa scoprire una <strong>Spagna più remota e autentica,</strong> lontana dalle rotte turistiche convenzionali, dove la natura, la cultura e la spiritualità si intrecciano in modo profondo. E dove si mangia alla grande!</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/10/galizia-13.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-641977" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/10/galizia-13.jpg" alt="" width="1000" height="563" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/10/galizia-13.jpg 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/10/galizia-13-300x169.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/10/galizia-13-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>Il Cammino del Nord parte dai Paesi Baschi, passa per la costa della Cantabria, delle Asturie e entra in Galizia attraverso la <strong>provincia di Lugo,</strong> per poi dirigersi verso Santiago tagliando per l’interno della regione.<br />
I panorami spaziano dalle spiagge selvagge ai monti avvolti nella nebbia, dai borghi di pescatori ai vigneti terrazzati. Ogni tappa offre <strong>un incontro con la cultura galiziana,</strong> tra sapori autentici, antiche tradizioni e un’ospitalità a dir poco calorosa.</p>
<h3>I posti da non perdere in Galizia</h3>
<p>Il Cammino del Nord <strong>lo puoi fare a piedi, in bici e puoi seguirlo in auto</strong> lungo le strade che costeggiano l’Atlantico. Ha origini antiche, risalenti all&#8217;epoca in cui i pellegrini, per evitare le zone occupate dai musulmani a sud, scelsero questo itinerario più settentrionale.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/10/galizia-6-1.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-641994" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/10/galizia-6-1.jpg" alt="" width="989" height="889" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/10/galizia-6-1.jpg 989w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/10/galizia-6-1-300x270.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/10/galizia-6-1-768x690.jpg 768w" sizes="(max-width: 989px) 100vw, 989px" /></a><br />
Lungo il percorso, si attraversano luoghi iconici come la <strong>Playa de las Catedrales</strong>, i monasteri della Ribeira Sacra, la classica Santiago e l’emozionante arrivo a <strong>Finisterre</strong>, un tempo considerato la &#8220;fine del mondo&#8221;. Lo abbiamo percorso in ottobre, scoprendo un mondo sospeso nel tempo che vale la pena esplorare anche senza fare il Camino, anche in auto, a tappe.<br />
Ecco, secondo noi, quali sono i posti più emozionanti e imperdibili dell’itinerario.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Playa de las Catedrales: il meglio dell’Europa</h3>
<p>Provenendo da Castropol, l’ultimo avamposto a ovest delle Asturie, si attraversa il ponte sul fiume Eo e si arriva a <strong>Ribadeo</strong>, nella provincia di Lugo. È un piccolo borgo noto per le sue ville storiche costruite dagli &#8220;indianos&#8221;, emigrati che fecero fortuna nelle Americhe e tornarono con ricchezze e idee nuove.<br />
Ma il vero gioiello di Ribadeo è la <strong>Playa de las Catedrales,</strong> una delle spiagge più iconiche della Galizia e fra le più belle del mondo.<br />
Se hai visto Giant’s Causeway, l’impressione è un po’ quella: una gigantesca e impressionante magia della natura, che ti lascia a bocca aperta. Un vero e proprio highlight di livello europeo.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/10/galizia-11.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-641969" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/10/galizia-11.jpg" alt="" width="1000" height="563" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/10/galizia-11.jpg 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/10/galizia-11-300x169.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/10/galizia-11-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>In sostanza, cammini sulla spiaggia in mezzo a <strong>maestose formazioni rocciose</strong>, che sembrano cattedrali scolpite dalla natura, con tanto di archi e sue grotte che puoi esplorare. Ma attenzione: o<strong>gni 6 ore la marea ricopre anche interamente la zona,</strong> quindi puoi vedere lo stesso posto cambiare completamente aspetto. Le arcate, create dall&#8217;erosione di ardesia e scisto, offrono uno spettacolo surreale che cambia continuamente.<br />
Una cosa: attenti a <strong>non farsi fregare dal salire del mare</strong> (consulta gli orari delle maree).</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Rinlo, il paese dei percebes</h3>
<p>A pochi chilometri dalla spiaggia delle cattedrali si nasconde il villaggio di <strong>Rinlo</strong>, un micro-gioiello famoso per la <strong>raccolta dei percebes</strong>, uno dei frutti di mare più pregiati della Galizia. Questo minuscolo borgo di pescatori, con le sue case in pietra affacciate su un piccolo porto, conserva un’atmosfera autentica e tranquilla, che nel weekend si popola di visitatori in cerca di piatti a base dei famosi frutti di mare.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/10/galizia-4.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-641945" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/10/galizia-4.jpg" alt="" width="1000" height="563" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/10/galizia-4.jpg 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/10/galizia-4-300x169.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/10/galizia-4-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a><br />
I ristoranti qui vantano<strong> i migliori risotti ai frutti di mare del mondo</strong>, e forse hanno ragione.<br />
Tutto questo tratto di costa è un piacere da girare, <strong>anche in bicicletta</strong>, fra villaggi marinari, coltivazioni di granoturco a ridosso del mare, distese di verde e, qua e là, gli <em>horreos</em> (i granai sospesi, alcuni dei quali sono diventati degli alberghi).</p>
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<h3>Monastero di San Salvador de Lourenzá, a cercare il buco del santo</h3>
<p>Poco distante da Ribadeo, nel cuore della Galizia settentrionale, si trova il <strong>Monastero di San Salvador de Lourenzá</strong>. Fondato nel secolo IX, è <strong>uno dei tesori meno conosciuti della regione e merita una visita.</strong><br />
L&#8217;architettura barocca del monastero, insieme alle opere d&#8217;arte sacra, rende questo luogo un&#8217;importante tappa per chi è appassionato di storia e cultura.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/10/galizia-15-1.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-642002" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/10/galizia-15-1.jpg" alt="" width="983" height="836" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/10/galizia-15-1.jpg 983w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/10/galizia-15-1-300x255.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/10/galizia-15-1-768x653.jpg 768w" sizes="(max-width: 983px) 100vw, 983px" /></a><br />
Anche chi non è così motivato, dovrebbe cercare la cappella con <strong>la tomba di San Salvador, e cercare il punto in cui infilare il dito, esprimendo un desiderio.<br />
</strong>Non lontano, si possono ammirare le pittoresche campagne galiziane, con piantagioni di fagioli e querce che definiscono il paesaggio.</p>
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<h3>Mondoñedo, imparare a suonare le campane</h3>
<p>Proseguendo verso ovest, incontriamo Mondoñedo, un <strong>altra tappa del Camino del Notre</strong> e un&#8217;antica città che fu uno dei principali centri religiosi della Galizia medievale.<br />
La sua cattedrale, dichiarata Patrimonio dell&#8217;Umanità dall&#8217;UNESCO, è un esempio straordinario di architettura gotica. E soprattutto si può organizzare una visita <strong>salendo fino in cima al campanile</strong>, guidati dal campanaro che vi farà provare l’ebbrezza di <strong>suonare le campane</strong>, spiegando come funziona questo mestiere antichissimo e ormai quasi perduto.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/10/galizia-17-1.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-641982" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/10/galizia-17-1.jpg" alt="" width="983" height="1151" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/10/galizia-17-1.jpg 983w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/10/galizia-17-1-256x300.jpg 256w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/10/galizia-17-1-875x1024.jpg 875w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/10/galizia-17-1-768x899.jpg 768w" sizes="(max-width: 983px) 100vw, 983px" /></a></p>
<p>Ma Mondoñedo è anche nota per i suoi paesaggi circostanti, dove <strong>cavalli selvaggi pascolano liberamente</strong> nelle colline.<br />
C’è anche il <strong>Museo del Cammino</strong>, a fianco di una struttura in cui i pellegrini diretti a Santiago possono fermarsi a dormire pagando 10 euro.</p>
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<h3>Santiago de Compostela: il cuore spirituale della Galizia</h3>
<p>Non si può parlare di Galizia senza menzionare <strong>Santiago de Compostela</strong>, una delle città più iconiche della Spagna e meta finale del <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cammini/cammino-di-santiago-i-consigli-per-farlo-in-2-settimane/" data-wpel-link="internal">Cammino</a></strong>. Il centro storico è un labirinto di strade acciottolate, piazze monumentali e chiese barocche. La <strong>Cattedrale di Santiago</strong>, con il suo maestoso rosone e la facciata in pietra grigia, è il cuore spirituale della città e della Spagna. Ed è qui che, si dice, sia nata l&#8217;idea di Europa, grazie allo scambio di idee fra pellegrini.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/10/galizia-21.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-641897" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/10/galizia-21.jpg" alt="" width="1000" height="563" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/10/galizia-21.jpg 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/10/galizia-21-300x169.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/10/galizia-21-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>Ma il bello di Santiago è <strong>l’atmosfera che respiri,</strong> anche se non hai concluso il Camino. Pellegrini a piedi, in bici, gruppi, singoli, gente che viene da ogni parte del mondo arriva felice e più o meno stanca alla fine del viaggio. Tutti a far festa, nonostante la pioggia che fa parte costantemente del paesaggio.</p>
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<h3>Le Scogliere di Cabo Ortegal e la Via dei Fari</h3>
<p>Spostandoci ancora più a ovest, fuori dalla rota del Camino ma pressoché imperdibile, c’è <strong>Cabo Ortegal,</strong> uno dei punti più estremi e spettacolari d&#8217;Europa. Qui, le scogliere <strong>salgono fino a oltre 600 metri sul livello del mare,</strong> offrendo panorami mistici sull&#8217;oceano.<br />
È un luogo selvaggio, dove l&#8217;Atlantico si incontra con il Mar Cantabrico, ideale per escursioni a piedi e per l’osservazione della fauna marina.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/10/galizia-2-1.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-641986" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/10/galizia-2-1.jpg" alt="" width="992" height="814" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/10/galizia-2-1.jpg 992w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/10/galizia-2-1-300x246.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/10/galizia-2-1-768x630.jpg 768w" sizes="(max-width: 992px) 100vw, 992px" /></a><br />
Le rocce vulcaniche nere che emergono dal mare, note come i <strong>Tres Aguillóns,</strong> creano un ambiente suggestivo e unico nel suo genere.<br />
Esiste anche un<strong> itinerario lungo i fari della Galizia (la Via de los Faros)</strong>, seguendo la costa, le onde, dei pescatori, delle storie marinare, in un paesaggio grandioso a cui noi italiani non siamo abituati.</p>
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<p><strong>Leggi anche</strong></p>
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<li><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cammini/cammino-di-santiago-bici-tappe-consigli/" data-wpel-link="internal">Cammino di Santiago, come farlo in bici</a></strong></li>
<li><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cammini/cammino-di-santiago-alle-canarie-trekking/" data-wpel-link="internal"><strong>Il cammino di Santiago alle Canarie</strong></a></li>
<li><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cammini/la-rota-vicentina-le-tappe-del-cammino-piu-bello-del-portogallo/" data-wpel-link="internal"><strong>La Rota Vicentina, le tappe del cammino più bello del Portogallo</strong></a></li>
</ul>
<h3>La Costa della Morte, natura drammatica</h3>
<p>Proseguendo lungo la costa, entriamo nella leggendaria <strong>Costa della Morte,</strong> che merita un viaggio a sé.<br />
Questo tratto di litorale è conosciuto per i suoi <strong>paesaggi drammatici</strong> e le storie di naufragi che da secoli affascinano i visitatori. Le scogliere frastagliate, modellate dalla forza dell&#8217;oceano, e i fari solitari come quello di Cabo Vilán sono i simboli di questa terra selvaggia e misteriosa.<br />
Il villaggio di Muxía e il suo Santuario della <strong>Virxe da Barca</strong> offrono un rifugio spirituale e un punto panoramico spettacolare sulle acque tumultuose dell&#8217;Atlantico. Da qui parte il tratto del Camino che va fino a Finisterre, un’esperienza magica in mezzo a <strong>una natura che ti manda fuori di testa.</strong></p>
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<h3>Ribeira Sacra: la culla del vino galiziano</h3>
<p>La <strong>Ribeira Sacra è</strong> un luogo di pace e bellezza che ha attratto per secoli monaci ed eremiti, grazie alla sua solitudine, al silenzio e ai suoi colori di verde e ocra. Qui davvero <strong>sei fuori dal mondo.</strong><br />
I <strong>vigneti</strong> che ricoprono i pendii e i boschi offrono un rifugio perfetto per chi desidera allontanarsi dal caos del mondo e ritrovare se stesso in mezzo alla natura.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/10/ribera-saacra.png" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-642007" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/10/ribera-saacra.png" alt="ribera-sacra" width="1088" height="695" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/10/ribera-saacra.png 1088w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/10/ribera-saacra-300x192.png 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/10/ribera-saacra-1024x654.png 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/10/ribera-saacra-768x491.png 768w" sizes="(max-width: 1088px) 100vw, 1088px" /></a></p>
<p>Per esplorare la magia di questa valle, puoi seguire tre <strong>itinerari di trekking</strong> che attraverso i boschi più affascinanti della Ribeira Sacra, come il bosco benedettino di Santa Cristina, quello di Santo Estevo e il Bidueiral di Montederramo, uno dei <strong>boschi</strong> di betulle meglio conservati d’Europa. Nel frattempo il fiume Sil scorre tra i <strong>canyon</strong> profondi, dando vita a paesaggi dove roveri e castagni convivono con querce da sughero.<br />
Un punto di riferimento è il monastero di <strong>Santo Estevo de Ribas de Sil:</strong> oggi è un Parador, ma un tempo ospitava i monaci nelle sue celle ora trasformate in camere di lusso. È simile all&#8217;eremo di San Xoán, poco più in basso, altra oasi di serenità e spiritualità.</p>
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<h3>A Coruña, galerias e cucina</h3>
<p>Ritornando sulla costa, raggiungiamo <strong>A Coruña</strong>, una delle città più importanti della Galizia. Situata su una penisola, A Coruña è famosa per le sue <strong>galerías</strong>, le facciate in vetro (tipo bowindow) che riflettono la luce del mare e conferiscono alla città un&#8217;<strong>atmosfera unica.</strong></p>
<p><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/10/galizia-3-1.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-641990" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/10/galizia-3-1.jpg" alt="" width="999" height="808" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/10/galizia-3-1.jpg 999w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/10/galizia-3-1-300x243.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/10/galizia-3-1-768x621.jpg 768w" sizes="(max-width: 999px) 100vw, 999px" /></a></strong></p>
<p>La città è un mix di modernità e tradizione: da una parte la Torre di Ercole (il più antico faro ancora in funzione al mondo), dall’altra un vivace centro città con ristoranti, negozi e musei. Qui si può assaporare <strong>il meglio della cucina galiziana</strong>, dalla empanada ai frutti di mare, dai pimientos (peperoncini) di Padròn al polpo alla gallega.</p>
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<h3>Le Isole Cíes: i Caraibi d’Europa</h3>
<p>A sud di A Coruña, nella Ría de Vigo, si trovano le spettacolari <strong>Isole Cíes</strong>, parte del <strong>Parco Nazionale delle Isole Atlantiche.</strong><br />
Ne abbiamo già parlato in <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/isole-cies-spagna-consigli-come-fare-una-vacanza-con-i-bambini-nei-caraibi-deuropa-e-tornare-piu-felici/" data-wpel-link="internal">questo articolo</a></strong>: è un luogo dalle <strong>spiagge incontaminate,</strong> come la famosa Praia da Rodas, acque cristalline, un vero paradiso per gli amanti della natura.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/03/Playa-de-Rodas-Parque-Nacional-de-las-Islas-Cíes-Vigo-Galicia-©Turismo-Galicia.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-602270" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/03/Playa-de-Rodas-Parque-Nacional-de-las-Islas-Cíes-Vigo-Galicia-©Turismo-Galicia.jpg" alt="" width="1000" height="667" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/03/Playa-de-Rodas-Parque-Nacional-de-las-Islas-Cíes-Vigo-Galicia-©Turismo-Galicia.jpg 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/03/Playa-de-Rodas-Parque-Nacional-de-las-Islas-Cíes-Vigo-Galicia-©Turismo-Galicia-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/03/Playa-de-Rodas-Parque-Nacional-de-las-Islas-Cíes-Vigo-Galicia-©Turismo-Galicia-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>In più, le Cíes sono accessibili solo con un <strong>numero limitato di visitatori al giorno</strong>, il che garantisce la conservazione dell’ecosistema e offre un&#8217;esperienza di tranquillità in un ambiente unico. Gli appassionati di trekking possono esplorare i sentieri che attraversano le isole e offrono viste spettacolari sull’oceano.</p>
<h3>Finisterre: la fine del mondo</h3>
<p>Il viaggio in Galizia può concludersi a Santiago, alle Cies o anche a Finisterre, il punto più occidentale della Spagna, un luogo che nell&#8217;antichità veniva considerato la <strong>&#8220;fine del mondo&#8221;.</strong><br />
Oggi, Finisterre è una tappa importante per i pellegrini che proseguono il Cammino fino al mare. Il faro di Finisterre, arroccato su scogliere battute dal vento, offre uno dei tramonti più suggestivi di tutta Europa. Un luogo carico di storia e simbolismo, perfetto per concludere un viaggio alla scoperta della Galizia.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/10/Galizia-finisterre.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-642011" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/10/Galizia-finisterre.jpg" alt="Galizia-finisterre" width="1000" height="667" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/10/Galizia-finisterre.jpg 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/10/Galizia-finisterre-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/10/Galizia-finisterre-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<h3></h3>
<h3>Come Arrivare in Galizia</h3>
<p>Arrivare in Galizia è piuttosto semplice, anche se la regione non è ben collegata come altre parti della Spagna. Ci sono diversi aeroporti tra cui scegliere, ma i principali sono <strong>Santiago de Compostela</strong>, <strong>A Coruña</strong>, e <strong>Vigo</strong>. Anche quello di mAsturias, vicino a Oviedso, è una buona opzione. È anche possibile arrivare a <strong>Bilbao</strong> e poi proseguire in auto.<br />
A meno che non ti muovi a piedi, come per le Asturie, la macchina è fondamentale per esplorare la Galizia, soprattutto se vuoi visitare i luoghi più remoti lungo la costa o nell&#8217;entroterra montuoso.</p>
<h3>Dove Dormire in Galizia</h3>
<p>In Galizia la cosa migliore è dormire nei <strong>paradores</strong> e nelle <strong>casas rurales</strong>. I <strong>paradores</strong> sono hotel statali situati in edifici storici come castelli e monasteri, offrendo un&#8217;esperienza unica e lussuosa. Nelle aree rurali, invece, le <strong>casas rurales</strong> sono l&#8217;opzione perfetta per chi cerca tranquillità e autenticità. Molte di queste case, spesso immerse nella campagna o vicino alla costa, offrono anche cucina tradizionale galiziana e sono gestite da famiglie locali.<br />
Nelle città principali si trovano hotel di tutti i tipi, lungo el tappe del Camino ci sono gli ostelli dedicati, ma anche case in affitto e B&amp;B.<br />
Foto Martino De Mori e GreenSpain</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Martino De Mori' src='https://secure.gravatar.com/avatar/b23be04ab8ba4dd7c4cd30a84f2cd303?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/b23be04ab8ba4dd7c4cd30a84f2cd303?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/martino-de-mori/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Martino De Mori</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Giornalista e autore, scrive di viaggi e ambiente per importanti testate internazionali come National Geographic e BBC. Ama andare alla ricerca di luoghi nascosti e storie inedite, e ama praticare gli sport outdoor &#8211; tendenzialmente male. È co-fondatore di Sportoutdoor24.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Se cerchi una vacanza con poca folla, la Val dei Mocheni potrebbe essere la tua meta</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/sport/bici/in-bicicletta-dalla-val-dei-mocheni-allaltipiano-di-pine/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ediciclo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Jul 2025 06:12:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bici]]></category>
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					<description><![CDATA[L’itinerario in bicicletta dalla Val dei Mocheni all’Altipiano di Pinè parte da Levico Terme e[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/05/3-Il-castello-di-Pergine.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="In bicicletta dalla Val dei Mocheni all’Altipiano di Pinè" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/05/3-Il-castello-di-Pergine.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/05/3-Il-castello-di-Pergine-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/05/3-Il-castello-di-Pergine-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>L’itinerario in bicicletta dalla Val dei Mocheni all’Altipiano di Pinè parte da Levico Terme e si sviluppa lungo <strong>luoghi affascinanti e poco frequentati</strong>, costeggiando alcuni dei <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/laghi-dove-fare-il-bagno-in-trentino/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">numerosi laghi balneabili del Trentino</a>, attraversando <strong>la valle dei Mocheni e l’altopiano di Pinè</strong>, passando in mezzo a silenziosi paesaggi, sempre nel contesto delle splendide montagne trentine. Entrambe le tappe corrono prevalentemente lungo strade secondarie, poco trafficate e ben tenute.</p>
<h2>In bicicletta dalla Val dei Mocheni all’Altipiano di Pinè</h2>
<p>Andando in bicicletta dalla Val dei Mocheni all’Altipiano di Pinè solo in pochi tratti si potrà trovare un fondo non asfaltato, ma comunque tranquillamente percorribile da qualsiasi tipo di bicicletta.</p>
<p><strong>Prima tappa: Levico Terme &#8211; Palù del Fersina &#8211; Malga Stramaiolo</strong><br />
33,4 km (3 km pista ciclabile &#8211; 30,4 km asfalto) &#8211; 1325 m disl.</p>
<p>Dal centro di Levico Terme ci si dirige verso il lago e si imbocca sulla sponda nord il bellissimo percorso ciclopedonale che lo costeggia. A circa tre quarti del lago una breve rampa porta a una strada sterrata che si percorre verso sinistra per 3 km, giungendo al termine sulla strada provinciale. Qui si svolta a sinistra e, 300 m dopo il bivio per la Panarotta, si svolta a destra per via Ol, per poi girare a sinistra al bivio successivo e proseguire in piano dietro al colle del castello di Pergine.<br />
Giunti alla provinciale, la si attraversa (attenzione!) e si imbocca la strada sull’altro lato percorrendola fino alla fine. Qui si sale a destra per un tratto breve ma molto ripido, fino al ponte sul torrente Fersina; superatolo, ci si immette a destra sulla pista ciclabile della valle dei Mocheni, che corre lungo il torrente in leggera salita.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-14436" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/05/1-Il-lago-di-Serraia.jpg" alt="In bicicletta dalla Val dei Mocheni all’Altipiano di Pinè" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/05/1-Il-lago-di-Serraia.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/05/1-Il-lago-di-Serraia-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></p>
<p>Dopo l’attraversamento della strada provinciale e un curvone a sinistra, si prosegue per un altro chilometro circa fino a poco dopo una segheria, dove si lascia la ciclabile svoltando a destra sulla provinciale per Frassilongo. <strong>Il traffico su questo lato della valle è praticamente inesistente e il fondo stradale molto buono</strong>. I primi 3 km sono i più impegnativi, ci si alza rapidamente con alcuni tornanti panoramici sulla valle. Superato l’abitato di Frassilongo le pendenze si addolciscono e un breve tratto in discesa porta ad attraversare il torrente Fersina prima delle ultime rampe per Palù del Fersina.</p>
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<p>Dall’abitato si prosegue <strong>scendendo dolcemente per 1 km fino al bivio per passo Redebus,</strong> dove si gira a destra tornando a salire con pendenza massima del 13%, che è però di breve durata. Superato il passo in corrispondenza di un edificio e un piccolo slargo sulla sinistra, si imbocca sulla destra la forestale asfaltata per malga Stramaiolo, che sale dolcemente in mezzo a boschi di abeti e larici, nel silenzio e nella tranquillità. Prima di raggiungere la malga, dove si può mangiare e pernottare, il paesaggio si apre sullo scenario delle catene montuose circostanti. Attenzione: la malga apre solo su prenotazione (tel. 0461552436/3287474413).</p>
<p><strong>Seconda tappa: Malga Stramaiolo &#8211; Baselga di Pinè &#8211; Pergine Valsugana &#8211; Levico</strong><br />
36,8 km (1 km pista ciclabile &#8211; 35,8 km asfalto) &#8211;<br />
308 m disl.</p>
<p>Da malga Stramaiolo si torna alla provinciale del passo Redebus e si svolta a destra in discesa. La strada è ampia e il fondo stradale discreto, tuttavia lunghi<strong> tratti con forte pendenza (fino al 16%) consigliano prudenza.</strong><br />
Dopo 3 km si giunge alla frazione di Varda, dove si attraversa la provinciale dell’altopiano di Pinè (attenzione!) per immettersi in una stradina asfaltata sulla destra, che prende in discesa e poi costeggia la strada principale.<br />
Le indicazioni per la pista ciclabile portano<strong>, dopo pochi chilometri, a un breve sottopassaggio</strong>. Si costeggia il lago delle Piazze e al termine, superata la breve discesa dopo la diga, si giunge a una piazzetta con un’edicola votiva, dove si svolta a sinistra in discesa seguendo l’indicazione per “paludi di Sternigo”.</p>
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<p>Attraverso un breve tratto sterrato si arriva alla stradina che costeggia a sinistra il lago di Serraia, e si prosegue fino ad arrivare alla strada principale <strong>nel centro di Baselga di Pinè</strong>. Girato a sinistra, si percorre via Cesare Battisti per 500 m, si svolta di nuovo a sinistra per Miola, proseguendo poi per Faida, dove si scende per la frazione di Riposo e da lì si prosegue in discesa fino a Pergine, lasciando sulla destra il bivio per Canzolino, nei pressi dell’omonimo lago.</p>
<p>Al termine della discesa si prosegue fino al ponte sul torrente Fersina, prima del quale si prende a sinistra la ciclabile che in circa 1 km porta al ponte di Serso (che si è attraversato in senso contrario il giorno prima).<br />
Si percorre a ritroso la strada già percorsa, superando il ponte; si giunge a uno slargo da cui si dipartono 3 strade e si sceglie quella di sinistra, <strong>procedendo per meno di 1 km fino ad attraversare la strada provinciale</strong> (attenzione!) per la val dei Mocheni nei pressi di Zivignago. Si imbocca la stradina di fronte, che, tenendo la destra, porta dietro il colle del castello di Pergine fino a un bivio. Si volta a destra e, arrivati alla provinciale, invece di svoltare a sinistra tornando subito a Levico, si svolta a destra (attenzione!) e poi subito a sinistra per località Masetti.</p>
<p>Superate le poche case, <strong>la strada inizia a salire nel bosco</strong> e tenendo la destra si snoda per alcuni chilometri con piacevoli saliscendi, fino a giungere al paese di Ischia. Qui si svolta a sinistra in salita sulla provinciale per Tenna per attraversare la folta e magica pineta di Alberè e, scavalcata la collina, scendere sulla sinistra giungendo rapidamente all’incrocio con la provinciale che congiunge Caldonazzo a Levico.<br />
Si prende a sinistra (attenzione!) e si giunge a Levico Terme proseguendo diritti in lieve salita.</p>
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		<title>Percorsi panoramici In bicicletta a Roma, il Parco del Pineto</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/sport/bici/bicicletta-bici-parco-pineto-roma-villa-pamphilj/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ediciclo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Apr 2025 08:11:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bici]]></category>
		<category><![CDATA[bicicletta]]></category>
		<category><![CDATA[ediciclo]]></category>
		<category><![CDATA[itinerario]]></category>
		<category><![CDATA[parchi]]></category>
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					<description><![CDATA[A pochi giri di pedale dal centro-centro di Roma si trovano 240 ettari di verde[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/06/Cupola-di-San-Pietro-Castelli-Romani-home.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="In bicicletta a Roma nel Parco del Pineto" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/06/Cupola-di-San-Pietro-Castelli-Romani-home.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/06/Cupola-di-San-Pietro-Castelli-Romani-home-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/06/Cupola-di-San-Pietro-Castelli-Romani-home-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>A pochi giri di pedale dal centro-centro di Roma si trovano 240 ettari di verde perfetti per una bella pedalata: è il <strong>Parco del Pineto</strong>, che, oltre a ospitare bellezze naturalistiche come la <strong>Pineta Sacchetti,</strong> regala anche una delle viste più belle sul Cupolone. Il percorso descritto parte dalla stazione di Gemelli, alle porte del parco, e dopo aver attraversato l&#8217;oasi verde giunge fino a Villa Doria Pamphilj e si conclude alla stazione di Quattro Venti.</p>
<h2>In bicicletta a Roma nel Parco del Pineto</h2>
<p>Usciamo dalla stazione di Gemelli (km 0; 96 m) e saliamo sul marciapiede sinistro di via della Pineta Sacchetti (100 m); senza abbandonare il marciapiede prendiamo <strong>via Pascucci</strong> (senso vietato) che scende ripida. Alla prima traversa a destra, svoltiamo (km 0,2; 95 m) prendendo via Amidei. In leggera salita attraversiamo il piccolo quartiere e, in prossimità di una chiesa, si ha la vista dell’ingresso del <strong>Parco del Pineto</strong>, che subito si presenta con una suggestiva prospettiva del cupolone di San Pietro (km 0,6; 102 m) che sarà il leitmotiv di questo primo tratto dell’itinerario, con la vista meno elegante della collina della Balduina.<br />
Se non vogliamo abbreviare proseguendo dritti lungo il sentiero che si mantiene alto, parallelo alla via della Pineta Sacchetti, pedaliamo in direzione della vista di San Pietro lungo un sentiero che segue <strong>il perimetro dell’altipiano panoramico</strong> del parco, in modo da goderci appieno la vista della città. Sullo sfondo abbiamo la cornice dei monti che circondano Roma a sud-est: i Castelli Romani sulla destra e i Monti Prenestini sulla sinistra. Compiuto un ampio giro, lungo un percorso un po’ ondulato, torniamo verso la pineta.</p>
<p>Svoltiamo a sinistra continuando sul sentiero principale verso un casale abbandonato, dietro il quale è <strong>la caserma di Forte Braschi</strong>, presso cui ci avviciniamo affiancandone il muro di cinta: il forte fa parte del sistema difensivo realizzato alla fine dell’Ottocento per la difesa della capitale. Seguiamo il muro in un tratto scosceso della valle, ricoperta da una fitta vegetazione.<br />
Sempre lungo le mura, si risale sino a incontrare uno spiazzo erboso dove c’è una strada asfaltata sbarrata; la imbocchiamo e giungiamo a un semaforo: rientriamo nel parco a sinistra lungo uno dei sentieri panoramici che ci si presentano e che vanno in direzione della pineta con il Casale del Giannotto, sede del parco e anche di una biblioteca.<br />
Accanto al Casale del Parco, a sinistra si distacca un sentiero (km 3,4; 90 m).</p>
<p><strong>Variante Valle dell’Inferno</strong> – 2,7 km, tutta in salita con forte dislivello (60 m)<br />
Proponiamo un itinerario che traversa longitudinalmente tutta la Valle dell’Inferno e alcune fornaci della Fabbrica di San Pietro. Questa variante è dedicata ai grimpeur in erba, ma è da sconsigliare se ha piovuto di recente, perché il superamento degli acquitrini potrebbe diventare un serio problema.<br />
Dalla stazione della metro, o da quella del treno, di <strong>Valle Aurelia</strong> (31 m), si esce seguendo le indicazioni “Ubaldo degli Ubaldi”. Percorriamo il marciapiede e, dopo aver lambito la strada, deviamo a destra scendendo verso un piazzale dove c’è un capolinea dell’autobus; continuiamo percorrendo via di Valle Aurelia su pavé. Passiamo sotto il ponte delle ferrovia, utilizzata solo per i Mondiali di Calcio del 1990.</p>
<p>Percorriamo tutta via di Valle Aurelia fino a che si conclude con una barra (km 1,5; 44 m); la superiamo proseguendo sulla sinistra e la strada si riduce a un sentiero sterrato aumentando la sua pendenza. Fiancheggiamo un campo sportivo abbandonato e dopo un po’ il sentiero si inerpica sulle pendici della <strong>collina della Balduina</strong>, a est del parco; poi si scende leggermente e sottopassiamo la ferrovia (km 1,9; 51 m). Si superano alcuni pantani alimentati dall’afflusso delle acque delle sorgenti e la strada si appiana.<br />
A una biforcazione prendiamo il sentiero di sinistra più battuto, che passa per due volte sotto tronchi d’albero caduti e poi superiamo un laghetto su una passerella di fortuna. Cominciamo a salire senza particolari affanni, intravedendo sulla destra un campo sportivo, e poi pian piano anche l’edificio del <strong>Casale del Giannotto</strong>. Dopo un tratto più impegnativo, termina questa variante innestandoci all’itinerario principale (km 2,7; 90 m).</p>
<p>Ci apprestiamo a compiere un altro giro perimetrale panoramico più lungo del precedente, seguendo tutto <strong>il bordo di un altro terrazzamento</strong> del parco – sempre che non si voglia abbreviare andando diritti – prendendo il sentiero sulla sinistra (evitare quello della variante).<br />
Giunti a un leccio isolato, abbiamo una nuova e interessante prospettiva della cupola di San Pietro, essendo visibile anche un torrione delle Mura Vaticane che circondano lo Stato della Chiesa. A sinistra invece, vediamo il colle della Balduina. Dopo diverse ondulazioni saliamo definitivamente per tornare alla <strong>Pineta Sacchetti</strong>, verso la quale ci siamo più volte avvicinati ma che non abbiamo ancora mai percorso all’ombra dei suoi pini.<br />
Siamo al termine della lunga pineta del parco e ci apprestiamo a uscirne, ma prima di farlo abbiamo comunque la possibilità di ripercorrere a ritroso lo sterrato della pineta fino al casale del parco sotto i suoi monumentali pini. Fra l’altro, se nei pressi del casale ci affacciamo verso la città, si può imboccare un sentiero che percorre il terrazzamento mediano che sta al centro del circuito che abbiamo percorso; in fondo si gode <strong>un magnifico panorama su San Pietro</strong> e su tutto lo Stato del Vaticano. Usciamo dal parco (km 4,5; 75 m) e, senza imboccare via della Pineta Sacchetti, dietro al parcheggio ci immettiamo su via Albergotti.</p>
<p>Su via Albergotti andiamo a sinistra e poi alla curva prendiamo via Alciati a destra; al semaforo andiamo diritti, traversando via Nostra Signora di Lourdes, che percorriamo in piano tra sinuose curve.<br />
Giungiamo a un incrocio dove all’angolo a sinistra abbiamo la <strong>Villa Veschi</strong>. Prima di intraprendere la discesa di fronte, i bimbi possono già imboccare il marciapiede destro, perché in fondo la strada che sale a destra (via Graziano) è in senso vietato. Terminata questa salita, scendiamo fino a largo Irnerio dove incrociamo <strong>la via Aurelia</strong> al semaforo pedonale; sull’altro lato della piazza prendiamo la stradella che sale leggermente (via Fiore) e poi proseguiamo a destra sulla circonvallazione Cornelia, della quale percorriamo il largo marciapiede a sinistra. Al semaforo attraversiamo e di fronte abbiamo l’ingresso di <strong>Villa Carpegna</strong> (km 7; 85 m).<br />
Usciti dalla villa, proseguiamo a destra al semaforo, dove continuiamo su via del Casale di Pio V, stretta e trafficata, che percorriamo solo per un breve tratto (marciapiedino per i bimbi), perché alla prima a destra giriamo (via Cardinal Pacca). In discesa giungiamo sulla <strong>Via Aurelia Antica</strong>, anche questa trafficata, ma dopo poco l’abbandoniamo, perché subito si incontra l’ingresso di <strong>Villa Doria Pamphilj</strong> (km 7,7; 79 m).</p>
<p>Una volta entrati cingiamo tutta la valle dove si trova il laghetto, percorrendo lo sterrato a destra; al bivio prendiamo la strada che scende a sinistra aggirando il più piccolo dei laghi del parco, imbocchiamo una lunga e gradevole valletta che scende gradatamente fin nel punto più a valle di questo lato della villa, tra estesi declivi circondati da fitti boschi.<br />
Alla biforcazione in fondo (55 m) prendiamo la strada alberata che va a sinistra verso la collina; ci prepariamo ad affrontare una salita ripida su pavé a mezza costa (alla biforcazione si prende la strada a destra), che offre scorci sulla valle. Saliamo avvicinandoci al <strong>Ponte Gentileschi</strong> costruito nel 2001 per unire finalmente i due lati della più grande villa romana dopo oltre 40 anni di interruzione. Al ponte raggiungiamo il culmine della salita (km 9,4; 82 m) e ne discendiamo girando verso un casale, utilizzato da un Centro Sociale Anziani.</p>
<p>Imbocchiamo il monumentale viale alberato che si mantiene su un crinale molto panoramico. Raggiunto un dosso, si scende in un’altra ampia vallata, dove sulla destra ci sono <strong>le due fontane barocche</strong> della Lumaca e più in basso la Fontana del Giglio, che alimenta il <strong>Lago Belvedere</strong>, il più grande del parco.<br />
Superiamo un ingresso sulla Via Aurelia Antica (km 10,5; 75 m) e diritti si risale leggermente – alla curva a gomito, scorcio sul Cupolone – per inoltrarci nell’area dove si trova la <strong>Villa Algardi</strong> con il Casino del Bel Respiro e il raffinato <strong>Giardino Segreto</strong>, che possiamo ammirare più avanti. Continuiamo a pedalare lungo un ampio pianoro, luogo che invita molti a tirare due calci al pallone, seguito da una fitta pineta di alberi di alto fusto. Infine, dove vi sono due colonnotti giriamo sullo sterrato a sinistra (con attenzione al brecciato!) e scendiamo per andare a imboccare l’ingresso del <strong>Giardino del Teatro</strong>, circondato da una recinzione.</p>
<p>Percorriamo il Giardino del Teatro fiancheggiato a destra dalla profonda e boscosa <strong>Valle dei Daini</strong> e ci prepariamo ad affrontare l’ultima salita che ci porta in prossimità dell’Arco dei Quattro Venti.<br />
Ci dirigiamo verso un ingresso secondario della villa, dove una rampa ci conduce su una piazzetta (km 11,9; 82 m): l’attraversiamo con attenzione e imbocchiamo in discesa via Algardi. Traversiamo a valle via dei Quattro Venti e, risalendo, alla successiva svoltiamo a destra.<br />
Percorriamo un rettifilo lungo e stretto dove incontriamo dei box di un mercato rionale e alla fine svoltiamo a sinistra. Su via Barrili, alla chiesa, svoltiamo a destra in discesa definitivamente, dove pieghiamo a sinistra su via Cesari che ci porta direttamente alla stazione di Quattro Venti (km 13; 45 m).</p>
<p>Qui invece puoi leggere delle <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cicloturismo/dove-andare-in-bici-a-roma-e-dintorni-le-piu-belle-piste-ciclabili/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">più belle piste ciclabili di Roma</a>.</p>
<p><strong>Roma e dintorni in bicicletta</strong><br />
192 pagine<br />
<a href="https://amzn.to/3fXLCa8" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">12,90 euro Ediciclo Editore</a></p>
<p>Pubblichiamo questo itinerario grazie alla <strong>collaborazione con Ediciclo editore.</strong><br />
Per scoprire tutto il catalogo visita il sito <a href="http://www.ediciclo.it" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">www.ediciclo.it</a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Questi sono 5 itinerari a piedi fra i più spaventosi del mondo, anche solo da guardare</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/5-itinerari-sentieri-luoghi-spaventosi-folli-trekking-bici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Decaroli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Mar 2025 08:11:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Avventura]]></category>
		<category><![CDATA[avventura]]></category>
		<category><![CDATA[itinerario]]></category>
		<category><![CDATA[mete]]></category>
		<category><![CDATA[percorsi]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:group><media:title>Questi sono 5 itinerari a piedi fra i più spaventosi del mondo, anche solo da guardare</media:title>	<media:content url="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/02/caminito-rey-1.jpeg" type="image/jpeg" medium="image">
							  	<media:title>Il Caminito del Rey, la strada a strapiombo più pericolosa del mondo</media:title>
							  	<media:text>Il Caminito del Rey, la strada a strapiombo più pericolosa del mondo</media:text>
							  	<media:description>Il Caminito del Rey, la strada a strapiombo più pericolosa del mondo</media:description>          
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							  	<media:title>Pacaya (Guatemala). Credits: Flickr/Lauren</media:title>
							  	<media:text>Pacaya (Guatemala). Credits: Flickr/Lauren</media:text>
							  	<media:description>Pacaya (Guatemala). Credits: Flickr/Lauren</media:description>          
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							  	<media:title>Hua Shan (Cina) - Credits: Flickr/Aaron Feen</media:title>
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							  	<media:title>Cliffs of Moher (Irlanda). Credits: Flickr/Sheena Bizarre</media:title>
							  	<media:text>Cliffs of Moher (Irlanda). Credits: Flickr/Sheena Bizarre</media:text>
							  	<media:description>Cliffs of Moher (Irlanda). Credits: Flickr/Sheena Bizarre</media:description>          
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							  	<media:title>Bright Angel Trail (USA). Credits: Flickr/Grand Canyon National Park</media:title>
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								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/02/caminito-rey.jpeg" title="Caminito del Rey (Spagn" data-wpel-link="internal">
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								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/02/caminito-rey-1.jpeg" title="Il Caminito del Rey, la strada a strapiombo più pericolosa del mondo" data-wpel-link="internal">
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								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/01/5-percorsi-folli-mount-pacaya.jpg" title="Pacaya (Guatemala). Credits: Flickr/Lauren" data-wpel-link="internal">
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								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/01/5-percorsi-folli-hua-shan.jpg" title="Hua Shan (Cina) - Credits: Flickr/Aaron Feen" data-wpel-link="internal">
									<img align="left" hspace="15" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/01/5-percorsi-folli-hua-shan-100x75.jpg" alt="hua-shan-cina-credits-flickraaron-feen" />
								</a>
								
																
								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/01/5-percorsi-folli-bright-angel-trail.jpg" title="Bright Angel Trail (USA). Credits: Flickr/Grand Canyon National Park" data-wpel-link="internal">
									<img align="left" hspace="15" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/01/5-percorsi-folli-bright-angel-trail-100x75.jpg" alt="bright-angel-trail-usa-credits-flickrgrand-canyon-national-park" />
								</a>
								
								<hr style="visibility:hidden; height:1px; width:100%; display:block;" />
<p>Una passeggiata su un vulcano (attivo) o un tour in bicicletta a pochi centimetri dall&#8217;abisso non sono roba per tutti. Eppure, anche chi dubita delle proprie capacità o soffre di qualche <strong>particolare fobia</strong> (due selezionate non per caso: vuoto e spazi stretti) potrebbe scoprirsi più coraggioso di quello che pensa.<br />
<strong>Guarda i luoghi nella gallery.</strong></p>
<p><strong>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/5-trekking-dedicati-a-walter-bonatti/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">5 trekking dedicati a Walter Bonatti</a></strong></p>
<h2>5 itinerari fra i più spaventosi e folli del mondo</h2>
<p>Come si fa a superare queste paure? Mettendo lo zaino in spalla e puntando uno di questi <strong>cinque itinerari fuori dall&#8217;ordinario</strong>. In caso di difficoltà, basta fermarsi per qualche istante e fare un bel respiro&#8230;<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/02/caminito-rey-1.jpeg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="size-full wp-image-630419 aligncenter" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/02/caminito-rey-1.jpeg" alt="" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/02/caminito-rey-1.jpeg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/02/caminito-rey-1-300x210.jpeg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/02/caminito-rey-1-331x232.jpeg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></a></p>
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<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Come fare il giro in bici del Lago di Costanza, le tappe e i punti salienti di un viaggio emozionante</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ediciclo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Feb 2025 08:11:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cicloturismo]]></category>
		<category><![CDATA[ciclovia]]></category>
		<category><![CDATA[germania]]></category>
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					<description><![CDATA[Il giro del lago di Costanza in bicicletta è un grande classico degli itinerari cicloturistici[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<media:group><media:title>Come fare il giro in bici del Lago di Costanza, le tappe e i punti salienti di un viaggio emozionante</media:title>	<media:content url="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/06/6-Sipplingen_p4m4h33-home.jpg" type="image/jpeg" medium="image">
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								</media:group>								
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								<hr style="visibility:hidden; height:1px; width:100%; display:block;" />
<p>Il <strong>giro del lago di Costanza in bicicletta</strong> è un grande classico degli itinerari cicloturistici tra Svizzera, Austria e Germania splendidi paesaggi, piste ciclabili, dislivelli morbidi e adatti a tutta la famiglia, e <strong>la cornice del lago Bodensee</strong> che accompagna le pedalate.<br />
<strong>Guarda la gallery con le foto e leggi qui per conoscere l&#8217;itinerario e le tappe più belle.</strong></p>
<h2>Giro del Lago di Costanza in bicicletta, le tappe e cosa vedere</h2>
<p>L&#8217;itinerario <strong>parte da Costanza</strong> (<em><span class="aCOpRe">Konstanz</span></em>, siamo in Germania), sulla sponda occidentale, e si conclude nella graziosa cittadina di Überlingen, sulla riva settentrionale, per <strong>una lunghezza totale di 46 km</strong>.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/06/5_bodman_-thomesy.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-15197" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/06/5_bodman_-thomesy.jpg" alt="" width="1024" height="681" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/06/5_bodman_-thomesy.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/06/5_bodman_-thomesy-300x199.jpg 300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><br />
Volendo si può fare tutto il giro sul lago di Costanza in bicicletta: qui sotto lo trovi descritto nel dettaglio appunto <strong>il tratto tra Costanza e Überlingen</strong>, suggerendo il percorso più scenografico e i passaggi da non perdere per godersi al meglio questo angolo di Germania. Tutto il resto del percorso si può trovare dal libro <a href="https://www.amazon.it/Ciclovia-Costanza-bicicletta-Svizzera-Germania/dp/8865490896/ref=sr_1_1?dchild=1&amp;keywords=ciclovia+lago+di+costanza&amp;qid=1602654435&amp;sr=8-1&amp;_encoding=UTF8&amp;tag=sportoutdoor2-21&amp;linkCode=ur2&amp;linkId=4174cdedee519bac3d74790694208401&amp;camp=3414&amp;creative=21718" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Ciclovia del lago di Costanza</a>.</p>
<h3>Costanza</h3>
<p><strong>Costanza</strong> dà il nome al lago – almeno nella versione italiana (in tedesco infatti è Bodensee) – ed è la città più prestigiosa affacciata sulle sue acque, centro assai importante per storia, cultura, industria, attività portuali, università.</p>
<p>Per il nostro itinerario partiamo dal ponte sul Reno (non quello parallelo esclusivamente ciclabile) dopo aver pedalato lungo la rampa elicoidale, ai piedi della quattrocentesca Rheintorturm, che ci ha portato all’altezza del ponte. Dopo 200 metri di una pista ciclabile bidirezionale si è già sull’altra sponda, quindi si scende per una rampa al <strong>km 0,3</strong> si passa sotto il ponte e si è già sul bel lungolago, fiorito, idilliaco, riposante, con molte aiuole colorate e il tocco candido dei cigni che galleggiano placidamente. La scarica d’adrenalina e una tentazione birichina ci colgono già al <strong>km 0,9</strong>, transitando davanti al casinò locale. Per questa volta si prosegue…</p>
<p>Poco dopo si gira a sinistra per Hebelstrasse – essendo il passaggio lungo il lago impedito da un porticciolo – e ci troviamo in una zona residenziale, tranquilla, con belle villette, a pedalare su strada a traffico promiscuo per quanto limitato (attenzione all’attraversamento di Eichornstrasse!).<br />
Al <strong>km 1,8</strong> si gira a destra per Beethovenstrasse, quindi dopo 200 metri si piega a sinistra per Salesianweg e si comincia a costeggiare un enorme parco al cui interno trovano posto molte strutture sportive e un campeggio; appare un breve tratto sterrato, poi si prende la prima a destra e al <strong>km 2,5</strong> si gira ancora a destra, per Hermann-von-Vicari-Strasse, sempre a fianco dell’ampia area verde. Sembra quasi impossibile essere ancora così vicini a una città come Costanza e trovarsi immersi nella natura più rigogliosa&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
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</ul>
<h3></h3>
<h3>Egg</h3>
<p>Si continua seguendo l’andamento sinuoso della strada (a traffico promiscuo), poi si oltrepassa una rotonda e si prosegue dritti finché, al <strong>km 3,3</strong>, si gira a sinistra per Lindauerstrasse, che punta direttamente alla vicina cittadina di <strong>Staad</strong>.<br />
Poi al <strong>km 3,8</strong> si gira a destra per Staader Strasse, quindi immediatamente dopo a sinistra per Felchengang, verso la partenza dei ferry-boat; si giunge allo stradone che va verso l’imbarco dei traghetti di Staad (frequentissimi collegamenti con Meersburg, sull’altra sponda del lago), si gira a sinistra attraversando Schiffstrasse e poi, al <strong>km 4,2</strong>, subito a destra per Hoheneggstrasse su strada asfaltata e sempre con traffico promiscuo.</p>
<p>Al <strong>km 4,6</strong> si giunge in riva al lago in prossimità del birrificio Ruppaner, con tanto di trattoria: se abbiamo resistito alla tentazione di una puntatina ai tavoli da gioco transitando davanti al casinò, forse una buona birra possiamo anche concedercela.<br />
Ora la stradina s’insinua decisamente nel bosco, può capitare anche di incontrare qualche scoiattolo che salta da un ramo all’altro. Si prosegue dritti fino a incontrare le prime case del villaggio di <strong>Egg</strong>, e al <strong>km 6,0</strong> si gira a sinistra per Bachgasse e poi subito a destra per Mainaustrasse, che al <strong>km 6,5</strong> diventa sterrata: ora si pedala lungo il Graf Lennart Bernadotte Allee, un imponente viale di platani nodosi e vissuti, su sterrato facile, scorrevole, in totale simbiosi con la natura.<br />
<em>Credits: Marcio_Cabral-de-Moura </em></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Mainau</h3>
<p>Al <strong>km 7,4</strong> si passa davanti all’imponente ingresso per <strong>Mainau</strong>; lasciamo le biciclette nell’enorme parcheggio attrezzato, dato che nella bella isola è vietato qualsiasi mezzo di trasporto, due ruote comprese.<br />
Compiuta la doverosa visita all’incantevole Mainau, inforchiamo la bici e proseguiamo riprendendo lo sterrato; al <strong>km 8,3</strong> ci si tiene sulla destra (a sinistra si andrebbe nel vicino paese di <strong>Litzelstetten</strong>, a 700 metri, in salita) e si prosegue dritti: si possono incontrare anche delle mucche al pascolo. Dopo 200 metri si va a destra per strada asfaltata e poi subito a sinistra tornando a fiancheggiare il lago in prossimità di un campeggio; poi al <strong>km 9,1</strong> doppia curva sinistra-destra seguendo sempre la strada principale, finché al <strong>km 9,9</strong> si giunge al parcheggio dello stabilimento balneare e da lì la strada torna esclusivamente ciclabile.</p>
<p>Si prosegue e, al <strong>km 10,5</strong>, a un bivio ci si tiene sulla sinistra: c’è un dossetto e poi dopo 300 metri si gira a destra e si torna a pedalare lungo il lago. Al <strong>km 11,7</strong> si transita davanti a un campeggio e si prosegue dritti, su strada a traffico promiscuo, fino a giungere a <strong>Dingelsdorf</strong>.<br />
Si attraversa il bel centro con le immancabili case a traliccio seguendo la via principale, in leggera discesa, e al <strong>km 13,0</strong> si va a sinistra (a destra si scenderebbe al porto dove c’è la possibilità di imbarcarsi sul traghetto per <strong>Überlingen</strong>, sponda opposta, e risparmiare una trentina di chilometri abbondanti), poi si gira a sinistra e subito a destra, quindi si prosegue dritti per Hornwiesenstrasse puntando verso il lago e al <strong>km 14,2</strong> la pista torna sterrata.</p>
<p>Si prosegue per circa 500 metri finché si gira a destra e al <strong>km 14,8</strong> appare lo stabilimento balneare di Wallhausen. Su strada asfaltata e a traffico promiscuo, Uferstrasse, si procede quindi verso il centro di <strong>Wallhausen</strong> e al <strong>km 15,1</strong> si gira a sinistra per la Heinrich-von-Tettingen-Strasse, in salita. Continuando dritti invece si arriva al porto e a un altro imbarco dei traghetti per Überlingen. Una buona parte dei viaggiatori in bicicletta, soprattutto quelli che si spostano organizzati da agenzie, a questo punto è portata a prendere il traghetto per spostarsi sull’altra sponda, perché si sostiene che questa parte del lago – Überlinger See o Lago Laterale – sia poco adatta alla bici, con troppe salite.<br />
Invece noi consigliamo di continuare il periplo del lago perché gli strappi non sono poi così numerosi, anzi, e comunque possono essere affrontati da tutti, famiglie comprese. La quota massima è 540 metri slm a <strong>Langenrain</strong>, meno di 140 metri di dislivello diluiti in alcuni chilometri: si può fare. Chi avesse comunque un po’ di fretta è ovviamente libero di imbarcarsi, anche in relazione al tempo atmosferico. Si risparmia una trentina di chilometri.</p>
<p><em>Credits: Pixelteufel</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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Spoiler: ne mandiamo poche, ma buone!</h4>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Dettingen</h3>
<p>Già in paese la salita comincia a farsi sentire (è il caso di cambiare i rapporti) e dopo 200 metri si giunge a una rotonda dove si prosegue verso destra, per la strada L219 in direzione Dettingen; la salita è ancora degna di rispetto e al <strong>km 15,9</strong> appare una pista ciclabile a fianco della strada. L’ascesa è ancora relativamente ripida, poi pian piano diventa più pedalabile in mezzo al bosco, separandosi di un paio di metri dalla strada e a volte sovrastandola.<br />
Al <strong>km 16,6</strong> la pista torna asfaltata, si passa a fianco del cartello di <strong>Dettingen</strong> e poi al <strong>km 16,9</strong> abbandoniamo la strada che va verso il centro del paese e giriamo a destra in direzione Langenrain e Bodman.</p>
<p>Dopo 200 metri giriamo verso sinistra e poi ancora a sinistra: si ritorna a lambire il paesino di Dettingen, quindi al <strong>km 17,5</strong> si piega decisamente a sinistra, su ciclabile separata a fianco di una strada abbastanza trafficata. Ora si corre all’interno di una piacevole zona collinare, immersi nel verde e tra gli alberi da frutto, spesso protetti dal guardrail che separa la ciclabile dalla strada. C’è qualche leggera ondulazione e si alternano salitine pedalabili – dal <strong>km 18,5</strong> per 500 metri – a morbide discese, mantenendosi sul crinale della collina. Sopra di noi può capitare che volteggi qualche falco.<br />
Al <strong>km 19,3</strong> si fa notare una bella discesa più marcata che si esaurisce dopo un chilometro, quindi si procede sempre su pista ciclabile finché al <strong>km 21,7</strong> si transita davanti al cartello di <strong>Langenrain</strong>. Usciti dal piccolo centro, c’è subito un breve strappo in salita (sarà l’ultimo di questo tracciato), poi al <strong>km 22,4</strong> comincia una bella discesa, anche discretamente pendente, che si conclude dopo circa un chilometro.</p>
<p>Al <strong>km 23,6</strong> si gira a sinistra e si sottopassa la strada: ora la teniamo alla nostra destra. Al <strong>km 24,8</strong> ancora una bella discesa e al <strong>km 25,6</strong> si passa davanti al cartello di <strong>Liggeringen</strong>, quindi si attraversano le strisce pedonali e si comincia a pedalare sulla strada a traffico promiscuo, in leggera salita. Al <strong>km 26,0</strong>, già in discesa, si passa sotto la bella chiesa di San Giorgio, dal campanile aguzzo.<br />
Dopo 200 metri, a metà dell’ampia curva sulla sinistra, si gira bruscamente a destra in direzione Dettelbachstrasse per una scorciatoia che porta verso <strong>Bodman</strong>. Questa è una deviazione dalla pista ciclabile ufficiale, ma noi la consigliamo vivamente. Si attraversa una bella zona naturale, anche se si corre su strada a traffico promiscuo e piuttosto frequentata (K6100): state con le antenne sollevate. Ma vi garantiamo che ne vale la pena, perché si pedala immersi nel verde tra i frutteti; l’ambiente è assai gradevole e riposante, anche se la strada è abbastanza stretta.<br />
<em>Credits: Pixelteufel</em></p>
<h3>Bodman</h3>
<p>Al <strong>km 27,6</strong> comincia una bella e ripida discesa – con tratti all’8% e belle curve ampie da pennellare – divertente, assai piacevole, che punta nuovamente verso il lago tra verdissime colline. Al <strong>km 29,9</strong>, dopo questa emozionante planata (il gioco vale la candela e giustifica la deviazione dal percorso principale), si giunge all’altezza della grande strada che porta a Bodman e ci riallacciamo al percorso ciclabile ufficiale.<br />
Qui attraversiamo la strada e giriamo a destra per la pista ciclabile: si pedala tra meleti, altri alberi da frutto, il panorama è tornato pianeggiante e si punta verso il lago.<br />
Al <strong>km 31,2</strong> si prosegue dritti, mentre girando a destra si andrebbe a Bodman, che merita una visita, se non altro per il suo appariscente castello in stile Biedermaier. Ci sono pure le rovine del vecchio castello.</p>
<p>Ritornati al bivio con la statale, si prosegue in direzione <strong>Ludwigshafen</strong> sempre su ciclabile separata tenendo la strada principale (k6101) alla nostra destra, poi al <strong>km 31,6</strong> si attraversa la strada, seguendo la ciclabile che la fiancheggia sul lato opposto.<br />
Si prosegue tra prati e alberi da frutto; ci siamo leggermente staccati dal lago. Al <strong>km 32,7</strong> si attraversa un ponticello in ferro all’altezza di un depuratore e si prosegue pedalando tra il verde finché al <strong>km 33,2</strong> si oltrepassa la ferrovia e poi girando subito a destra: si corre ancora una volta stretti a sinistra dalla strada e a destra dai binari. Appaiono alla nostra vista grandi distese di frutteti, soprattutto meleti, e l’orizzonte è gradevolmente movimentato dal profilo dei rilievi collinari alla nostra sinistra.<br />
<em>Credits: thomesy</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Sipplingen</h3>
<p>Al <strong>km 34,2</strong> appare un grande campeggio, quindi è la volta di qualche piacevole su e giù, per nulla impegnativo. Si corre vista-lago in questa località balneare molto frequentata; al <strong>km 35,3</strong> ci si trova all’altezza del porticciolo con tipiche scene estive: salvagenti, canotti, bimbi festosi che si tuffano. Poco dopo si transita davanti alla stazione ferroviaria, quindi si attraversano i binari e si prosegue lungo il lago.<br />
Si passa davanti a un bel parco dove spicca l’antica Casa della Dogana, che merita un’occhiata, ora sede comunale e luogo di manifestazioni pubbliche.</p>
<p>Al <strong>km 36,0</strong> si percorre un bassissimo sottopasso ferroviario e ci si porta sull’altro lato della massicciata. La ciclabile, ben separata, prosegue dritta e poi si riporta a fianco della strada, Überlinger Strasse. Ancora poche centinaia di metri e si passa davanti a uno stabilimento balneare, quindi si prosegue dritti e al <strong>km 37,2</strong> appare una discesa con un sottopasso. Quindi si gira a destra e si passa sull’altro lato della strada, in bella posizione sopraelevata, con passaggi assai piacevoli in mezzo ad alberi frondosi. Ora si corre su una specie di pensilina aggettante ciclabile, un po’ stretta, a doppio senso di marcia: è una posizione decisamente panoramica con bella vista sulle acque lacustri.</p>
<p>Al <strong>km 39,2</strong>, dopo aver superato un parcheggio, ci si trova di fronte a un bivio ciclabile per andare a Überlingen: dritti si entra in leggera salita nel paesino di <strong>Sipplingen</strong> (conosciuto per l’ottima produzione vinicola), mentre andando a destra si percorrerà un tratto non ciclabile della trafficata statale. Noi scegliamo questa ipotesi e puntiamo verso destra: si imbocca subito un bel ponte ciclabile elicoidale che scende dolcemente a livello della ferrovia, che teniamo alla nostra sinistra.<br />
<em>Credits: p4m4h33</em></p>
<h3></h3>
<h3>Uberlingen</h3>
<p>Al km 39,9 si transita davanti alla stazione di Sipplingen e poco dopo si attraversano i binari immettendosi sulla statale: da qui è necessario prestare molta attenzione. La strada è stretta e trafficata (molta cautela), e al <strong>km 41,2 finalmente la si attraversa</strong> e si prende una stradina che corre in mezzo ai frutteti, salendo leggermente sulle falde di una collina. Quindi si gira a destra in leggera discesa e al km 41,8 si torna sulla statale, che però ora si affronta con pista ciclabile separata e protetta, tenendo la carreggiata alla nostra destra.</p>
<p>Al km 42,2si sottopassa la strada (leggera discesa, curva a destra e poi a sinistra) e si corre a fianco della statale, che ora teniamo alla nostra sinistra. Torniamo a pedalare con la ferrovia (e il lago) da una parte e con la strada dall’altra. Al km 43,0 restiamo estasiati da una parete rocciosa a strapiombo che incombe su di noi e al km 43,9 <strong>transitiamo sotto il cartello di Goldbach</strong> e poco dopo sfiliamo davanti al grande campeggio di Überlingen.</p>
<p>Alkm 44,7 passiamo sotto il cartello stradale della cittadina e ci immettiamo su strada a traffico promiscuo. Al km 45,2 si passa davanti alla <strong>stazione ferroviaria di Überlingen-Therme</strong>, si prosegue dritti verso il centro storico che raggiungiamo, andando dritti per Klosterstrasse, in piazza Hofstatt, proprio ai piedi del Duomo di S. Nicola, al km 46,4.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Trekking in Valle di Ledro sulle tracce della Prima Guerra Mondiale</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/trekking-in-valle-di-ledro-sulle-tracce-della-prima-guerra-mondiale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2015 17:01:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Trekking]]></category>
		<category><![CDATA[itinerario]]></category>
		<category><![CDATA[prima guerra mondiale]]></category>
		<category><![CDATA[trentino]]></category>
		<category><![CDATA[valle di ledro]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sportoutdoor24.it/?p=13471</guid>

					<description><![CDATA[A ridosso del centenario della Prima Guerra Mondiale, si moltiplicano le proposte di itinerari alla[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[								
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								</a>
								
								<hr style="visibility:hidden; height:1px; width:100%; display:block;" />
<p>A ridosso del <strong>centenario della Prima Guerra Mondiale</strong>, si moltiplicano le proposte di itinerari alla scoperta di trincee, fortificazioni, camminamenti che sul fronte dolomitico videro impegnanti per quattro anni in aspri combattimenti l’esercito austroungarico e quello italiano.</p>
<p>La <strong>Valle di Ledro</strong>, ai confini meridionali del Trentino (<a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/escursioni-nellalto-garda-trentino-da-san-giacomo-al-monte-altissimo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">che ospita diversi percorsi analoghi</a>), offre da questo punto di vista decine di itinerari alla riscoperta di quello che all’epoca era <strong>l’estremo avamposto della linea di difesa austriaca</strong>, dal momento che allo scoppio della guerra la valle era parte integrante dell’impero austroungarico.</p>
<p>L’interesse di queste proposte nasce dal fatto che – a differenza di altri tratti del lungo fronte alpino – gran parte delle fortificazioni e dei manufatti presenti in Val di Ledro <strong>è facilmente raggiungibile</strong> e a portata di mano anche degli escursionisti meno esperti e delle famiglie.</p>
<p>L’itinerario proposto tocca <strong>alcuni degli avamposti più spettacolari</strong> della valle, da cui è possibile godere di viste mozzafiato proprio dalle trincee e dai camminamenti. Dal paese di <strong>Lenzumo</strong>, in località Concei, si imbocca sulla destra la strada asfaltata in direzione del <strong>Rifugio Pernici</strong> (1600 m). Salendo nel bosco con una serie di tornanti spettacolari, si giunge al termine della strada asfaltata ad un piccolo parcheggio nei pressi di una baita, dietro la quale parte un sentiero nel bosco che in poche decine di metri porta in <strong>località la Rocca</strong> (1475 m), dove è possibile visitare il primo gruppo di trincee, caverne, scale intagliate nella roccia, da cui si domina la val Concei.</p>
<p>Ridiscesi al parcheggio e proseguendo lungo la strada sterrata, dopo circa 200 m si incontra – ben segnalato da cartelli sia in italiano che tedesco – il secondo avamposto austriaco, in <strong>località le Fratte</strong> (1459 m), con gli ex ricoveri ottimamente conservati e una vista se possibile ancor più spettacolare sui paesi del fondovalle.</p>
<p>Lasciate le Fratte e proseguendo lungo la comoda carreggiata, dopo aver superato <strong>Malga Trat</strong> (con la possibilità di acquistare ottimi formaggi d’alpeggio) ci si inoltra in un bosco di abeti e faggi che in circa 15&#8242; porta ai prati della Bocca di Trat (1582 m). Da qui s’imbocca sulla sinistra il sentiero n. 420 in direzione Mazza di Pichea, che fin dall’inizio offre la possibilità di visitare postazioni per mitragliatrici, osservatori, casematte in cemento armato, camminamenti, di cui ha lasciato traccia in un ricco archivio fotografico il capitano austriaco Ludwig Riccabona, a quel tempo comandante del presidio di zona e le cui foto sono ora raccolte nel volume &#8220;Un Kaiserjäger in Val Concei&#8221;.</p>
<p>Sempre salendo tra i mughi , in circa 20’ il sentiero dopo un paio di ripidi tornanti porta alla Mazza di Pichea (1879 m) da cui si gode anche la vista del Lago di Garda. Ritornando per lo stesso sentiero, una volta giunta alla Bocca di Trat in poche decine di metri si raggiunge il Rifugio Nino Pernici, durante la guerra sede del comando austriaco, con la sua bella raccolta di reperti del fronte, nei cui pressi si possono visitare altri manufatti dell’epoca.</p>
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		<item>
		<title>Via Francigena, ora anche in bicicletta</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cammini/via-francigena-ora-anche-in-bicicletta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Decaroli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Mar 2015 06:54:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cammini]]></category>
		<category><![CDATA[avventura]]></category>
		<category><![CDATA[bicicletta]]></category>
		<category><![CDATA[itinerario]]></category>
		<category><![CDATA[pellegrinaggio]]></category>
		<category><![CDATA[roma]]></category>
		<category><![CDATA[via francigena]]></category>
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					<description><![CDATA[Ha più di mille anni, ma è ancora tutta da scoprire, soprattutto in sella a[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/02/via-francigena-cicloturismo.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/02/via-francigena-cicloturismo.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/02/via-francigena-cicloturismo-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/02/via-francigena-cicloturismo-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Ha più di mille anni, ma è ancora tutta da scoprire, soprattutto in sella a una bicicletta. Stiamo parlando della <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cammini/camminare-via-francigena-trekking-viaggio/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">via Francigena</a>, l&#8217;antichissima strada dei pellegrini da percorrere tutta a piedi (<a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cammini/via-francigena-viaggio-piedi-europa-roma-consigli/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">qui i nostri consigli</a>), il cui tratto italiano è stato ora completamente mappato anche per il cicloturismo.</p>
<p>L&#8217;itinerario è lungo <strong>1027 chilometri</strong>: si parte dal Colle del Gran San Bernardo, in Valle d&#8217;Aosta, e si arriva a Roma, spezzando il viaggio in<strong> 23 tappe </strong>da circa<strong> 45 chilometri l&#8217;una</strong> (il progetto è a opera di Sloways). Attraverso <a href="http://www.viafrancigena.bike/it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">questo sito</a> si può fare il download gratuito delle mappe e delle tracce Gps oppure caricare i vari itinerari sullo smartphone, in modo da pianificare l&#8217;avventura sulle due ruote in ogni dettaglio. C&#8217;è anche una <strong>cartina interattiva</strong>, che permette di personalizzare il percorso, aggiungendo eventualmente delle foto, e di chiedere qualche suggerimento utile.</p>
<p>La via Francigena non rappresenta un&#8217;occasione solo per i ciclisti esperti e super allenati, tuttavia, se vi sembra una sfida troppa impegnativa, potete comunque cimentarvi in uno dei 23 tragitti consigliati (<a href="http://www.viafrancigena.bike/it/resource/statictrack/category/francigena-bici/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">li trovate tutti qui</a>), con la certezza che ciascuno vi svelerà segreti e <strong>colpi d&#8217;occhio irripetibili</strong>. In alternativa potete sempre affrontare  i mille e passa chilometri a cavallo di una <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/bici/cose-una-e-bike/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">e-bike</a>, facendovi aiutare nei tratti più impegnativi dalla pedalata assistita.</p>
<p><em>Foto: Marco Bartolini/Flickr</em></p>
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		<item>
		<title>Il Cammino di Santiago si può fare anche in bicicletta</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cammini/il-cammino-di-santiago-si-puo-fare-anche-in-bicicletta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Bressa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Feb 2015 16:51:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cammini]]></category>
		<category><![CDATA[cammino di santiago]]></category>
		<category><![CDATA[itinerario]]></category>
		<category><![CDATA[mappe]]></category>
		<category><![CDATA[pellegrinaggio]]></category>
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					<description><![CDATA[Essendo forse il percorso per pellegrini per antonomasia, il Cammino di Santiago ha senso, per[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/02/cammino-di-santiago.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Credits: Jesús Pérez Pacheco / Flickr" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/02/cammino-di-santiago.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/02/cammino-di-santiago-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/02/cammino-di-santiago-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Essendo forse il percorso per pellegrini per antonomasia, il <strong>Cammino di Santiago</strong> ha senso, per molti, solo se percorso a piedi (<a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cammini/consigli-utili-pratici-per-partire-per-il-cammino-di-santiago/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">qui trovi i giusti consigli per affrontarlo al meglio</a>). Eppure non sono pochi i viaggiatori che preferiscono percorrere l’itinerario<strong> in bicicletta</strong>, ma che sono ostacolati da alcuni tratti che non consentono di rimanere in sella.</p>
<p>Sul sito <a href="http://www.caminodesantiago.bike/it/resource/statictrack/category/santiago-bicicletta/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">caminodesantiago.bike</a> ora si può trovare la soluzione, sotto forma di <strong>mappe interattive e tracciati</strong> che permettono di percorrere tutti gli 800 chilometri del Cammino di Santiago in bici. Si tratta quindi della <strong>prima completa segnalazione dell’itinerario ciclabile</strong> che va da Roncisvalle a Finisterre, in un viaggio che rispetta il più possibile l’originale tratta pedonale, con qualche piccola deviazione laddove il terreno non consente la percorrenza su due ruote.</p>
<p>Il tragitto è composto da <strong>35 tappe ben organizzate</strong>. Si può viaggiare con o senza bagaglio. Chi vuole può infatti farselo consegnare presso ogni punto di arrivo.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il lato selvaggio del Montenegro</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/il-lato-selvaggio-del-montenegro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Bressa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Feb 2015 15:50:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Avventura]]></category>
		<category><![CDATA[avventura]]></category>
		<category><![CDATA[balcani]]></category>
		<category><![CDATA[itinerario]]></category>
		<category><![CDATA[montenegro]]></category>
		<category><![CDATA[sci]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Montenegro è a due passi, è economico e presenta un’offerta turistica molto interessante, basata[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[								
								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/02/montenegro-4.jpg" title="montenegro-4" data-wpel-link="internal">
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								</a>
								
																
								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/02/montenegro-1.jpg" title="montenegro-1" data-wpel-link="internal">
									<img align="left" hspace="15" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/02/montenegro-1-100x75.jpg" alt="montenegro-1" />
								</a>
								
																
								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/02/montenegro-3.jpg" title="montenegro-3" data-wpel-link="internal">
									<img align="left" hspace="15" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/02/montenegro-3-100x75.jpg" alt="montenegro-3" />
								</a>
								
																
								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/02/montenegro-2.jpg" title="montenegro-2" data-wpel-link="internal">
									<img align="left" hspace="15" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/02/montenegro-2-100x75.jpg" alt="montenegro-2" />
								</a>
								
								<hr style="visibility:hidden; height:1px; width:100%; display:block;" />
<p>Il <strong>Montenegro</strong> è a due passi, è economico e presenta <strong>un’offerta turistica molto interessante</strong>, basata sull’ecletticità di un territorio ricco di bellezze naturali che vanno dalla montagna al mare. Le spiagge del piccolo paese balcanico hanno già il loro seguito, ma, dando anche un’occhiata al sito dell’<a href="http://www.montenegro.travel/it" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Ente Nazionale del Turismo del Montenegro</a>, si possono scoprire attività e mete che gli appassionati di outdoor potrebbero davvero apprezzare molto.</p>
<p>Per rimanere in “tema acquatico”, si possono intraprendere <strong>gite in kayak</strong> attraverso le bocche di Cattaro e sul lago di Scutari, o cimentarsi nel <strong>rafting lungo il fiume Tara</strong> e il suo canyon, una spettacolare fenditura che attraversa il <strong>Parco Nazionale del Durmitor</strong>, nel nord montuoso del paese. E già che si è lì, si può sempre provare a esplorare il <strong>canyon Nevidio</strong>, lungo 2,7 chilometri. Il nome significa invisibile, perché in alcuni punti ha appena 2 metri di ampiezza: è molto suggestivo ma anche molto pericoloso, tanto che è fortemente consigliata la presenza di una guida esperta.</p>
<p>Il Montenegro è però anche montagna, da vivere sulle <strong>piste da sci</strong> di Durmitor e Kolasin, dove un pass giornaliero costa appena più o meno 20 euro. Non mancano i tratti dove poter fare <strong>escursioni a piedi o in bicicletta</strong>: numerose sono le piste ciclabili e i percorsi ben segnalati dove i veicoli a motore sono banditi. Da segnalare le vie dei laghi del <strong>Parco Nazionale di Biogradska Gora</strong> o, ancora, di Durmitor, tra antiche foreste e paesaggi montuosi.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ciclopista del Sole, tutta l&#8217;Italia in bicicletta da nord a sud</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/sport/bici/ciclopista-del-sole-tutta-litalia-in-bicicletta-da-nord-a-sud/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Magni]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Sep 2014 15:06:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bici]]></category>
		<category><![CDATA[ciclovia]]></category>
		<category><![CDATA[itinerario]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sportoutdoor24.it/?p=20027</guid>

					<description><![CDATA[Immaginate un percorso riservato alle biciclette che attraversa l&#8217;intera penisola italiana. Esiste davvero, o meglio[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[								
								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/09/ciclopista-del-sole-Mauro-Quercia.jpg" title="ciclopista-del-sole-Mauro-Quercia" data-wpel-link="internal">
									<img align="left" hspace="15" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/09/ciclopista-del-sole-Mauro-Quercia-100x75.jpg" alt="ciclopista-del-sole-mauro-quercia" />
								</a>
								
																
								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/09/ciclopista-del-sole-simone.jpg" title="ciclopista-del-sole-simone" data-wpel-link="internal">
									<img align="left" hspace="15" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/09/ciclopista-del-sole-simone-100x75.jpg" alt="ciclopista-del-sole-simone" />
								</a>
								
																
								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/09/ciclopista-del-sole_Emanuele-Cardinali.jpg" title="ciclopista-del-sole_Emanuele-Cardinali" data-wpel-link="internal">
									<img align="left" hspace="15" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/09/ciclopista-del-sole_Emanuele-Cardinali-100x75.jpg" alt="ciclopista-del-soleemanuele-cardinali" />
								</a>
								
																
								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/09/ciclopista-del-sole_neuro74-home.jpg" title="ciclopista-del-sole_neuro74-home" data-wpel-link="internal">
									<img align="left" hspace="15" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/09/ciclopista-del-sole_neuro74-home-100x75.jpg" alt="ciclopista-del-soleneuro74-home" />
								</a>
								
								<hr style="visibility:hidden; height:1px; width:100%; display:block;" />
<p>Immaginate un percorso riservato alle biciclette che attraversa l&#8217;intera penisola italiana. Esiste davvero, o meglio ci stanno provando: stiamo parlando della <strong>Ciclopista del Sole</strong>, progetto sostenuto dalla <a href="http://www.fiab-onlus.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">FIAB</a> (Federazione Italiana Amici della Bicicletta) che punta a tracciare e divulgare un itinerario cicloturistico <strong>unendo il Brennero a Siracusa</strong>, toccando anche la Sardegna.</p>
<p>L&#8217;idea si inserisce nel più ampio progetto EuroVelo, ossia una rete di ciclabili che attraversano l&#8217;Europa; la tratta italiana fa parte dell&#8217;itinerario 7, quello che collega Capo Nord a Malta. <strong>Articolandosi per circa 3000 km</strong>, la Ciclopista del Sole tocca ben 11 regioni e, nonostante si snodi per gran parte su strade dedicata alle biciclette, restano alcuni tratti in cui si è costretti a seguire le provinciali (comunque poco trafficate e di breve lunghezza).</p>
<p>Attualmente <strong>solo due ciclo-guide sono state pubblicate al riguardo</strong>. Curate da Claudio Pedroni (membro del consiglio nazionale della FIAB), descrivono le tratte dal Brennero a Verona e dal Garda a Firenze, ma gradualmente si arriverà a mappare l&#8217;intero suolo italiano. Nella gallery i dettagli su queste due sezioni della Ciclopista, entrambe studiate per poter essere percorse da chiunque in tutta tranquillità, valutando un&#8217;eventuale suddivisione in tappe.</p>
<p><strong>Se cercate altri percorsi di cicloturismo, ecco alcuni consigli:</strong></p>
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<li><span style="line-height: 13px;"><a title="In bici nella riserva naturale della Valle della Loira" href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cicloturismo/in-bici-nella-riserva-naturale-della-valle-della-loira-da-la-charite-sur-loire-a-couargues/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">In bici nella riserva naturale della Valle della Loira</a><br />
</span></li>
<li><a title="La Ciclovia del Danubio: da Höflein a Vienna in bicicletta" href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cicloturismo/la-ciclovia-del-danubio-da-hoflein-a-vienna-in-bicicletta/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">La Ciclovia del Danubio: da Höflein a Vienna in bicicletta</a></li>
<li><a title="In bicicletta a Roma: il Parco del Pineto" href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/bici/bicicletta-bici-parco-pineto-roma-villa-pamphilj/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">In bicicletta a Roma: il Parco del Pineto</a></li>
<li><a title="I più bei percorsi in mountain bike della Paganella" href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/bici/mtb/i-piu-bei-percorsi-in-mountain-bike-della-paganella/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">I più bei percorsi in mountain bike della Paganella</a></li>
<li><a title="50 ciclovie per attraversare tutta l’Italia in bici" href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cicloturismo/50-ciclovie-attraversare-tutta-litalia-bici/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">50 ciclovie per attraversare tutta l’Italia in bici</a></li>
<li><a title="Le piste ciclabili di Milano: il Canale Villoresi" href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cicloturismo/le-piste-ciclabili-di-milano-il-canale-villoresi/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Le piste ciclabili di Milano: il Canale Villoresi</a></li>
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