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	<title>You searched for everest - SportOutdoor24</title>
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	<description>Per spiriti liberi</description>
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	<title>You searched for everest - SportOutdoor24</title>
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		<title>Sherpa che avvelenano gli alpinisti sull&#8217;Everest, la smentita</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/news/sherpa-che-avvelenano-gli-alpinisti-sulleverest-la-smentita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Maria Corno]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 07:29:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[alpinsmo]]></category>
		<category><![CDATA[everest]]></category>
		<category><![CDATA[himalaya]]></category>
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					<description><![CDATA[Polemica di montagna che ne ricorda una calcistica: settimana scorsa ci siamo dichiarati delusi dal[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="763" height="572" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/CX7Zj4EW8AAt4Lg.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/CX7Zj4EW8AAt4Lg.jpg 763w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/CX7Zj4EW8AAt4Lg-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 763px) 100vw, 763px" /><br><br><p>Polemica di montagna che ne ricorda una calcistica: settimana scorsa ci siamo dichiarati delusi dal fatto che <a href="https://www.sportoutdoor24.it/news-en/gli-sherpa-sulleverest-avvelenano-i-clienti-per-far-loro-pagare-il-volo-durgenza-in-elicottero-verso-lospedale/" data-wpel-link="internal">non ci saremmo potuti fidare nemmeno degli sherpa nepalesi in cime all’Everest</a>. Il NY Post (tabloid noto per spingere i titoli ma anche per evitare le fake news) <a href="https://nypost.com/2026/04/01/world-news/mt-everest-guides-allegedly-made-tourists-sick-in-20m-scam/" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">ha citato fonti indiscutibili che raccontavano</a> la frode assicurativa perpetrata da un gruppo di guide locali che<strong> avvelenavano il cibo dei propri turisti per indurli a chiamare l’elicottero di emergenza che li riportasse in ospedale in città</strong>. Una truffa da 20 milioni di dollari americani.</p>
<p>Con una solerzia degna di un giornalista rosicone dopo una sconfitta nel derby (o dopo gli scrutini referendari), il sito americano <a href="https://www.climbing.com/news/nepal-helicopter-fake-rescue-charge-sheet-no-evidence-for-poison/" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">climbing.com</a> (powered by Outside che, dai tempi di Jon Krakauer, ha in simpatia gli sherpa) ha smentito tutto, entrando a gamba tesa sull’accaduto. «Nessuna prova. Da dove proviene dunque la voce sull&#8217;avvelenamento? I pubblici ministeri affermano che le guide erano colpevoli senza che nessuno degli imputati sia stato accusato di aver manomesso il cibo dei clienti».</p>
<p>Danno del bugiardo (o quantomeno dell’incompetente) a un pubblico ministero di un paese straniero? L’accusa nepalese peraltro non ha ancora nemmeno istruito il processo.</p>
<p><strong>E noi a chi dobbiamo credere?</strong> Dove sta la verità? Siamo di fronte in ogni caso a esempi di informazione parziale. È una delle mille vicende di montagna (“Chi è arrivato per primo in cima? Aveva o non aveva le bombole? Ha lasciato morire il suo compagno per guadagnare la vetta?”) che ci ammorberanno per anni e noi non sapremo mai com’è andata veramente.</p>
<p><strong>Da una parte il sensazionalismo della notizia, dall’altro la cieca difesa ad oltranza.</strong></p>
<p>Il <a href="https://kathmandupost.com/money/2026/04/07/nepal-rejects-everest-poisoning-claims-vows-crackdown-on-rescue-fraud" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">Katmandu Post poche ore fa scriveva che</a> “Il ministero ha affermato che, sebbene tali irregolarità siano state segnalate, le accuse di danni deliberati agli escursionisti non sono state comprovate dalle indagini del CIB (l’ufficio investigativo della Polizia)” che però ha ricevuto numerose accuse ancora da valutare. I media sono stati esortati ad astenersi dal diffondere informazioni non verificate: del resto, questa è la attività turistica che più di ogni altra garantisce ingresso di capitali stranieri in Nepal.</p>
<p><strong>Sembra quindi ci abbiano fatto la supercazzola</strong>: ci sono mille accuse – viene citata anche una donna canadese che ha sporto denuncia alla Polizia e si è rifiutata di pagare volo di emergenza e cure ospedaliere per un totale di circa 10.000 euro – ma non se ne può parlare perché al momento non ci sono prove. Detto questo, sembra siano già state verificate le manipolazioni di documenti e la falsificazione delle firme di medici per ottenere rimborsi assicurativi illegittimi. Non saranno stati avvelenati ma la truffa c&#8217;è comunque stata.</p>
<p>Climbing.com avvisa (o minaccia) che la vicenda è in evoluzione e che dobbiamo aspettarci aggiornamenti. <strong>Dopo aver esaurito le vicende di Garlasco e i replay del gol di Muntari, Rete4 magari farà una puntata anche sugli sherpa.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Gli sherpa sull&#8217;Everest avvelenano i clienti per far loro pagare il volo d&#8217;urgenza in elicottero verso l&#8217;ospedale</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/news-en/gli-sherpa-sulleverest-avvelenano-i-clienti-per-far-loro-pagare-il-volo-durgenza-in-elicottero-verso-lospedale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Maria Corno]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Apr 2026 15:23:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[alpinismo]]></category>
		<category><![CDATA[himalaya]]></category>
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					<description><![CDATA[Notizia di oggi ripresa anche dal NY Post: secondo una nuova indagine, le guide che[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1920" height="1440" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/pexels-grishkoff-4381236.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/pexels-grishkoff-4381236.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/pexels-grishkoff-4381236-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/pexels-grishkoff-4381236-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/pexels-grishkoff-4381236-768x576.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/pexels-grishkoff-4381236-1536x1152.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><br><br><p>Notizia di oggi ripresa anche dal <a href="https://nypost.com/2026/04/01/world-news/mt-everest-guides-allegedly-made-tourists-sick-in-20m-scam/" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">NY Post</a>: s<span class="jCAhz ChMk0b"><span class="ryNqvb">econdo una nuova indagine, le guide che lavorano sull&#8217;Everest con i ricchi occidentali che ambiscono più o meno vanamente a salire gli 8842 metri dalla montagna più alta del mondo, avrebbero più volte segretamente <strong>adulterato il cibo dei turisti</strong> per provocare costosi interventi di soccorso urgente in elicottero.</span></span></p>
<p><span class="jCAhz ChMk0b"><span class="ryNqvb">Lo scopo? <strong>Guadagnare una percentuale dalla losca frode assicurativa da 20 milioni di dollari.</strong></span></span> <span class="jCAhz ChMk0b"><span class="ryNqvb">La polizia nepalese ha incriminato 32 persone per criminalità organizzata e frode in relazione al complotto, che coinvolge proprietari di compagnie di trekking, operatori di elicotteri e dirigenti ospedalieri.</span></span></p>
<div class="n4sEPd">
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<div>Chi ha detto che in montagna si trovano solo brave persone, quelle genuine e autentiche di una volta?</div>
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<p>Foto pexels</p>
<p><strong>Leggi anche</strong></p>
<p><a style="background-color: #ffffff;" href="https://www.sportoutdoor24.it/news/paesi-piu-gentili-mondo-2026-classifica-remitly/" data-wpel-link="internal"><strong>I 5 paesi più gentili al mondo</strong></a></p>
</div>
<div><a href="https://www.sportoutdoor24.it/news/citta-piu-autentiche-mondo-2026-classifica-insureandgo/" data-wpel-link="internal"><strong>Le città più autentiche al mondo</strong></a></div>
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		<title>Libri da (ri)leggere: Into the Wild. Perché continuiamo ad amare un ragazzo che è morto per i suoi errori</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/cultura/libri-da-rileggere-into-the-wild-perche-continuiamo-ad-amare-un-ragazzo-che-e-morto-per-i-suoi-errori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Gervasoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Feb 2026 16:50:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[into the wild]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel 2020 le autorità dell&#8217;Alaska hanno rimosso con un elicottero militare il Bus 142, un[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1000" height="563" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/MCDINTH_EC401-16x9-1.png" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/MCDINTH_EC401-16x9-1.png 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/MCDINTH_EC401-16x9-1-300x169.png 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/MCDINTH_EC401-16x9-1-768x432.png 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><br><br><p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Nel 2020 le autorità dell&#8217;Alaska hanno rimosso con un elicottero militare il Bus 142, un vecchio Fairbanks City Transit arrugginito abbandonato da decenni lungo lo Stampede Trail, a una ventina di chilometri dalla città di Healy. Lo hanno fatto perché ogni anno decine di persone si mettevano in pericolo — e alcune morivano — cercando di raggiungerlo. Il bus era diventato famoso perché Chris McCandless ci aveva vissuto per 113 giorni nell&#8217;estate del 1992 prima di morirci. Jon Krakauer aveva raccontato la sua storia in un articolo di <em>Outside</em> nel 1993, poi in un libro nel 1996, poi Sean Penn ne aveva fatto un film nel 2007. E il Bus 142, che McCandless aveva scelto come rifugio estremo perché era lontano da tutto e da tutti, era diventato una delle mete di pellegrinaggio outdoor più fotografate d&#8217;America.</p>
<h2>Libri da (ri)leggere: Into the Wild. Perché continuiamo ad amare un ragazzo che è morto per i suoi errori</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong>Il ragazzo che era fuggito dalla civiltà era diventato una destinazione turistica.</strong> Il luogo della sua morte era diventato uno sfondo per selfie. L&#8217;Alaska State Troopers aveva salvato e recuperato così tante persone lungo lo Stampede Trail — tra cui <a class="underline underline underline-offset-2 decoration-1 decoration-current/40 hover:decoration-current focus:decoration-current" href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/into-the-wild-5-italiani-salvati-in-alaska-dopo-aver-visitato-il-bus-dove-e-morto-christopher-mccandless/" data-wpel-link="internal">cinque italiani nel 2020</a> — che alla fine avevano deciso che l&#8217;unica soluzione era eliminare l&#8217;oggetto del desiderio. C&#8217;è tutto quello che c&#8217;è da sapere su <em>Into the Wild</em> — sul libro, sul mito, e su di noi — già in questa storia.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Il libro e il mito sono due cose diverse</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><em>Into the Wild</em> di Jon Krakauer — lo stesso autore che pochi anni prima aveva raccontato la commercializzazione dell&#8217;Everest in <a class="underline underline underline-offset-2 decoration-1 decoration-current/40 hover:decoration-current focus:decoration-current" href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/cultura/aria-sottile-krakauer/" data-wpel-link="internal"><em>Aria Sottile</em></a> — è un libro che fa una cosa rara: cerca di capire un ragazzo senza assolverlo. Krakauer non trasforma McCandless in un eroe. Lo segue, lo ricostruisce giorno per giorno attraverso le lettere, il diario, le testimonianze di chi lo aveva incontrato lungo la strada. E quello che emerge è un ritratto complesso: un giovane intelligente, idealista, capace di gesti di generosità straordinaria, ma anche rigido, arrogante, incapace di accettare i propri limiti e quelli degli altri. Un ragazzo che amava la natura ma non la conosceva davvero. Che voleva la libertà totale ma non aveva ancora capito che la libertà totale, senza competenza e senza umiltà, può uccidere.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-662695" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/61ALdmTESL._AC_UF10001000_QL80_.jpg" alt="Into the Wild" width="674" height="1000" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/61ALdmTESL._AC_UF10001000_QL80_.jpg 674w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/61ALdmTESL._AC_UF10001000_QL80_-202x300.jpg 202w" sizes="(max-width: 674px) 100vw, 674px" /></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Krakauer lo sa, e lo dice. Sa anche che in McCandless riconosce qualcosa di sé — lo dice esplicitamente, portando nel libro la storia delle proprie avventure giovanili spericolate in Alaska — e che quella riconoscibilità è parte di ciò che lo rende straordinario come personaggio. <strong>McCandless non è un caso clinico. È uno specchio.</strong></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Ma il mito che si è costruito intorno a lui nel corso di trent&#8217;anni è qualcosa di completamente diverso dal libro. Il mito ha preso McCandless, ha eliminato le sue contraddizioni, ha lucidato la sua storia fino a renderla una favola: il giovane ribelle che rifiuta il conformismo, abbandona tutto, va a vivere nella wilderness. Libero. Puro. Autentico. Il fatto che sia morto a 24 anni di fame e avvelenamento in un autobus arrugginito è diventato quasi un dettaglio — o peggio, il suggello romantico della storia, la prova suprema della sua coerenza.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong>Il problema è che questo mito ha fatto esattamente quello che McCandless voleva evitare: lo ha trasformato in un prodotto.</strong></p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">La libertà come fuga e come ricerca</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Per capire perché <em>Into the Wild</em> continua a parlare a generazioni di lettori — e perché continua a farlo in modo così potente — bisogna capire cosa cercava davvero McCandless. Non l&#8217;avventura estrema, non la sopravvivenza wilderness, non la fama postuma. Cercava qualcosa di molto più semplice e molto più difficile: <strong>voleva smettere di recitare</strong>.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Veniva da una famiglia benestante, aveva studiato in un&#8217;università d&#8217;élite, aveva davanti a sé una strada già tracciata dal ceto sociale di appartenenza. Una strada che sentiva falsa, performativa, costruita intorno all&#8217;apparenza e all&#8217;accumulo. Donò i suoi risparmi a un&#8217;associazione benefica, abbandonò la macchina, bruciò i soldi che aveva in tasca e partì. Non verso qualcosa di preciso: via da qualcosa di molto preciso. Via dalla società delle aspettative, della carriera, del possesso, dell&#8217;identità prestabilita.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">È un impulso che Thoreau avrebbe riconosciuto immediatamente — e non è un caso che McCandless portasse con sé <em>Walden</em> nell&#8217;ultimo viaggio in Alaska (<strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/cultura/walden-ovvero-vita-nei-boschi-henry-david-thoreau-libri-da-leggere/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">altro libro da ri/leggere</a></strong>). Ma è anche un impulso che appartiene a una tradizione molto più antica e più universale: quella di chi sente che la vita sociale, con le sue regole e le sue maschere, soffoca qualcosa di essenziale. I mistici del deserto, i monaci zen, i vagabondi del Dharma di Kerouac. <strong>Il desiderio di togliersi di dosso il peso dell&#8217;identità costruita e scoprire cosa rimane.</strong></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Quello che rende McCandless diverso — e più tragico — è che cercava questa libertà in modo assoluto, senza mediazioni, senza la possibilità di tornare indietro. E che la cercava da solo, convinto che la solitudine fosse una condizione necessaria dell&#8217;autenticità. Una delle ultime frasi scritte sul suo diario prima di morire recita: &#8220;<em>La felicità è reale solo se condivisa</em>&#8220;. È una frase che suona come una resa, o forse come una scoperta tardiva. O forse come la cosa più matura che abbia mai scritto.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Christopher Knight e la differenza tra romanticismo e radicalità</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Nel 1986, mentre McCandless era ancora al liceo, un uomo di 20 anni di nome Christopher Knight lasciò la sua macchina con il serbatoio vuoto in una strada del Maine ed entrò nel bosco. Non scrisse nessun diario. Non mandò lettere. Non lasciò nessun messaggio. Sparì e basta. Ci rimase 27 anni.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><a class="underline underline underline-offset-2 decoration-1 decoration-current/40 hover:decoration-current focus:decoration-current" href="https://www.sportoutdoor24.it/news/christopher-knight-luomo-che-per-27-anni-ha-vissuto-nascosto-nei-boschi-del-maine/" data-wpel-link="internal">La storia di Christopher Knight</a> — il cosiddetto &#8220;eremita del Nord Pond&#8221;, arrestato nel 2013 dopo centinaia di furti nelle case e nei campeggi della zona che usava per sopravvivere — è l&#8217;anti-mito di <em>Into the Wild</em>. Knight non era romantico. Non aveva letto Thoreau. Non cercava se stesso. Aveva semplicemente deciso, con una determinazione silenziosa e assoluta, che non voleva vivere nella società umana, e lo aveva fatto. Per quasi tre decenni, attraverso inverni del Maine che toccano i meno trenta, con una competenza tecnica e una disciplina mentale straordinarie.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-662697" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/into-rhe-dw.jpg" alt="" width="750" height="501" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/into-rhe-dw.jpg 750w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/into-rhe-dw-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" /></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Non divenne famoso finché non fu catturato. Non aveva follower. Non aveva una storia da raccontare. <strong>Mentre McCandless cercava l&#8217;autenticità e ci morì sopra, Knight la viveva in silenzio e senza spettatori.</strong> È difficile non chiedersi quale delle due storie sia più vicina a quello che entrambi cercavano.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">La differenza tra i due è anche la differenza tra il romanticismo della libertà e la sua pratica radicale. McCandless voleva essere libero <em>e</em> testimoniare la propria libertà — il diario, le fotografie, le lettere agli amici descrivendo le proprie avventure. Il tutto in un&#8217;epoca pre-social e pre-Internet, praticamente. C&#8217;era ancora, in lui, il bisogno di un pubblico, anche piccolo, anche immaginario. Knight aveva eliminato anche quello. La sua libertà non aveva bisogno di essere raccontata per esistere.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Il mito che divora se stesso</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Torniamo al Bus 142 e a quello che la sua storia ci dice. Nei decenni successivi all&#8217;uscita del film di Sean Penn, lo Stampede Trail è diventato uno dei percorsi outdoor più cercati su Google. Migliaia di persone ogni anno si avventuravano in quella zona dell&#8217;Alaska — spesso impreparate, spesso sottovalutando il fiume Teklanika che bisogna attraversare, lo stesso che aveva intrappolato McCandless impedendogli di tornare indietro quando aveva deciso di farlo. Alcune ci rimettevano la vita. Le autorità locali erano esasperate.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong>Il mito di un uomo che era morto per aver sottovalutato la natura selvaggia stava causando la morte di persone che sottovalutavano la natura selvaggia per andare a vedere dove era morto quell&#8217;uomo.</strong> Il cerchio è così perfetto da sembrare costruito apposta.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Ma non è costruito apposta. È il meccanismo naturale di come funziona l&#8217;iconografia pop quando si impossessa di una storia. Il senso critico viene estratto, il fascino viene amplificato, il messaggio originale viene invertito. McCandless scappava dalla società dei consumi — e il suo mito è diventato oggetto di consumo. Krakauer scriveva sulla commercializzazione dell&#8217;avventura — e il suo libro è diventato materiale di marketing per destinazioni turistiche. <strong>Il sistema che entrambi criticavano li ha metabolizzati con una facilità e una velocità impressionanti.</strong></p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Cosa cercavamo davvero in quella storia</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Eppure, detto tutto questo, <em>Into the Wild</em> funziona ancora. Il libro, non il mito. Funziona perché tocca qualcosa di reale e di permanente: quel disagio specifico che si prova quando si sente che la vita che si sta vivendo non è del tutto propria. Che le scelte che si stanno facendo rispondono più alle aspettative degli altri che a qualcosa di autentico. Che da qualche parte, sotto gli strati di identità sociale costruita, c&#8217;è qualcosa che non ha ancora avuto il permesso di esistere.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">È un disagio che oggi è più diffuso che mai, e che trova espressione in modi che McCandless non avrebbe riconosciuto: il digital detox, il slow travel, il van living, il movimento del downshifting, la ricerca ossessiva di esperienze &#8220;autentiche&#8221; in un mondo sempre più mediato. <strong>Tutte risposte legittime a un problema reale. Tutte potenzialmente svuotate del loro significato nel momento in cui diventano esse stesse tendenze, estetiche, contenuti da produrre e consumare.</strong></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">La domanda che <em>Into the Wild</em> pone — e che nessuna quantità di pellegrinaggi al Bus 142 può rispondere — è semplice e brutale: <strong>quanto di quello che fai è davvero tuo?</strong> Quanto delle esperienze che cerchi stai cercando per te, e quanto per l&#8217;immagine di te che quelle esperienze costruiscono agli occhi degli altri — anche solo agli occhi di quel pubblico immaginario che ognuno di noi porta dentro?</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">McCandless aveva eliminato tutto il superfluo per trovare risposta a questa domanda. Ha trovato anche che la solitudine assoluta non era la risposta — ma almeno si era fatto la domanda sul serio, fino in fondo, senza sconti.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Noi possiamo permetterci di farcela in condizioni meno estreme. Il punto è farcela davvero, senza trasformare anche quella in un contenuto.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><em>Into the Wild di Jon Krakauer è disponibile in italiano nella traduzione pubblicata da Corbaccio. Sul tema, abbiamo anche raccontato <a class="underline underline underline-offset-2 decoration-1 decoration-current/40 hover:decoration-current focus:decoration-current" href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/alaska-into-the-wild-reportage-intervista-foto/" data-wpel-link="internal">il reportage fotografico di Emanuele Equitani in Alaska sulle tracce di McCandless</a> e <a class="underline underline underline-offset-2 decoration-1 decoration-current/40 hover:decoration-current focus:decoration-current" href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/into-the-wild-in-italia-viaggio-nelle-aree-piu-remote-e-selvagge/" data-wpel-link="internal">i luoghi selvaggi in Italia per chi cerca la propria versione di quella storia</a>.</em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>L&#8217;isola di smeraldo che sfida il tempo: i segreti custoditi dai fari della remota Lastovo</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/isola-lastovo-croazia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Serena Proietti Colonna]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Feb 2026 13:11:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Avventura]]></category>
		<category><![CDATA[croazia]]></category>
		<category><![CDATA[estate]]></category>
		<category><![CDATA[isola]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.sportoutdoor24.it/?p=662826</guid>

					<description><![CDATA[Sta lì, distante dalla costa dalmata e isolata da miglia di onde azzurre che ne[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="900" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/Lastovo.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Lastovo, Croazia" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/Lastovo.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/Lastovo-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/Lastovo-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/Lastovo-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p>Sta lì, distante dalla costa dalmata e <strong>isolata</strong> da miglia di onde azzurre che ne hanno preservato l&#8217;anima arcaica. Gli antichi greci chiamarono questo lembo di roccia e pini della Croazia <strong><em>Ladesta</em></strong>, mentre i romani scelsero l&#8217;appellativo <strong><em>Augusta Insula</em></strong>, ovvero l&#8217;Isola Imperiale. Oggi il suo nome è <strong>Lastovo</strong> e si presenta con maestosi rilievi boscosi che si tuffano bruscamente dentro un mare trasparente.</p>
<p>Il suo territorio fa parte di un parco naturale che comprendente ben <strong>46 isolotti minori,</strong> sparsi attorno alla massa principale quale una costellazione di pietre bianche. Una posizione periferica, la sua, che le garantisce una <strong>purezza dell&#8217;aria</strong> raramente riscontrabile altrove: l&#8217;orizzonte è talmente limpido da riuscire a scorgere i profili delle coste italiane nelle giornate di tramontana.</p>
<h2>L&#8217;enigma dei comignoli di pietra</h2>
<p>Passeggiando per le viuzze del borgo principale, che si chiama come l&#8217;isola stessa, ci si rende conto che questo è situato nell&#8217;entroterra per un motivo ben preciso: fuggire storicamente alle <strong>incursioni piratesche</strong>. Il secondo aspetto che balza all&#8217;occhio è, invece, un dettaglio architettonico bizzarro. Gli abitanti, infatti, vantano una tradizione secolare legata ai<strong> Fumari,</strong> camini dalle forme eccentriche che svettano sopra i tetti di tegole rosse.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/Comignoli-di-Lastovo.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-662832" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/Comignoli-di-Lastovo.jpg" alt="Comignoli di Lastovo, i Fumari" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/Comignoli-di-Lastovo.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/Comignoli-di-Lastovo-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/Comignoli-di-Lastovo-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/Comignoli-di-Lastovo-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Queste strutture, oltre a svolgere una semplice funzione pratica, in passato rappresentavano una sorta di <strong>competizione silenziosa tra famiglie</strong>. Ogni costruzione doveva superare quella del vicino per inventiva, decorazioni e stravaganza. Alcuni ricordano minareti in miniatura, altri presentano elementi geometrici complessi o motivi antropomorfi: è davvero piacevole e divertente osservarli scoprendo (o immaginando) &#8220;<strong>segreti&#8221; di famiglia</strong>.</p>
<h2>Mare e spiagge</h2>
<p>Lastovo, ma del resto come gran parte della <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/croazia-castello-trakoscan-parco-forestale-varazdin/" data-wpel-link="internal">Croazia</a></strong>, non possiede i litorali sabbiosi tipici di altre latitudini mediterranee. Se da una parte questa caratteristica può sembrare un limite (non per tutti, ovviamente), dall&#8217;altra è un fattore che ancora oggi aiuta a salvaguardare la trasparenza delle acque. La costa si <strong>presenta frastagliata,</strong> composta prevalentemente da rocce piatte levigate dal salino e da <strong>piccole baie di ghiaia bianca</strong>.</p>
<p>Le insenature principali si trovano lungo il <strong>versante settentrionale e meridionale</strong>, riparate dai venti dominanti grazie alla densa vegetazione di pini che giunge quasi a toccare lo specchio d&#8217;acqua. La balneazione richiede spesso l&#8217;uso di <strong>calzature adatte</strong>, data la natura aguzza delle formazioni calcaree e la presenza di ricci di mare, indicatori biologici di una purezza ambientale assoluta.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/Costa-di-Lastovo.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-662833" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/Costa-di-Lastovo.jpg" alt="La costa frastagliata di Lastovo" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/Costa-di-Lastovo.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/Costa-di-Lastovo-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/Costa-di-Lastovo-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/Costa-di-Lastovo-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Tra gli spot da non perdere segnaliamo:</p>
<ul>
<li><strong>Skrivena Luka</strong>: è una delle conformazioni geografiche più celebri dell&#8217;Adriatico, in quanto baia che risulta invisibile dal mare aperto perché celata da un passaggio stretto tra le rocce. All&#8217;interno l&#8217;acqua rimane immobile anche durante le burrasche più violente, creando una piscina naturale dai colori che variano dal turchese al verde smeraldo.</li>
<li><strong>Punta di Kupište</strong>: nelle sue vicinanze ci sono zone di balneazione amate per la tranquillità e per la possibilità di accedere direttamente a fondali ricchi di posidonia oceanica.</li>
<li><strong>Spiaggia di Mali Žal</strong>: un raro tratto di piccoli ciottoli bianchi, circondato da pareti di roccia che garantiscono ombra naturale durante le ore pomeridiane.</li>
<li><strong>Baia di Zaklopatica</strong>: funge da approdo per i velisti e sfoggia rive cementate alternate a rocce naturali con accesso al mare facilitato da scalette. Qui l&#8217;acqua è particolarmente profonda già a pochi metri dalla riva, rendendo la zona ideale per chi pratica apnea o snorkeling avanzato.</li>
<li><strong>Pasadur</strong>: punto di giunzione tra l&#8217;isola principale e quella di Prežba, collegate da un piccolo ponte. In quest&#8217;area le correnti costanti garantiscono un ricambio d&#8217;acqua continuo, mantenendo la temperatura gradevole e la superficie limpida.</li>
</ul>
<h3>L&#8217;arcipelago dei Lastovnjaci e le secche esterne</h3>
<p>Il mare di Lastovo, come accennato, non si limita alla costa dell&#8217;isola principale, ma si estende a un gruppo di 46 isolotti e scogli minori. Tra questi meritano una menzione i <strong>Lastovnjaci</strong>, situati a est, in cui la profondità del mare aumenta bruscamente mettendo in scena un contrasto cromatico tra il blu cobalto degli abissi e il celeste chiaro delle secche.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/Mare-Lastovo.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-662834" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/Mare-Lastovo.jpg" alt="I colori di Lastovo" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/Mare-Lastovo.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/Mare-Lastovo-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/Mare-Lastovo-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/Mare-Lastovo-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Poi ancora l&#8217;I<strong>sola Saplun</strong> che gode di una fama particolare per la presenza di una rarissima spiaggia di sabbia finissima, fenomeno quasi unico in questo distretto geografico.</p>
<h2>Il Parco delle Stelle e la natura primordiale</h2>
<p>La <strong>scarsa densità abitativa</strong> unita alla distanza dalle fonti di inquinamento luminoso delle grandi città ha permesso a questa zona di ottenere il titolo di <strong>uno dei luoghi con il cielo più buio d&#8217;Europa</strong>. Gli esperti di astronomia definiscono l&#8217;area un vero paradiso per l&#8217;osservazione dei corpi celesti.</p>
<p>Vi basti pensare che, durante le notti estive, la<strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/ambiente/video-la-via-lattea-sulleverest-un-timelapse-eccezionale-elia-saikaly-avventura-in-himalaya/" data-wpel-link="internal"> Via Lattea</a> </strong>appare talmente nitida da sembrare una pennellata di vernice fresca sulla volta celeste. Le colline, dal canto loro, sono coperte per il 70% da fitte macchie di leccio e pino d&#8217;Aleppo, dando vita a un contrasto cromatico violento con il turchese delle baie sottostanti.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/Faro-Lastovo.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-662835" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/Faro-Lastovo.jpg" alt="Lastovo, isola selvaggia" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/Faro-Lastovo.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/Faro-Lastovo-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/Faro-Lastovo-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/Faro-Lastovo-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<h2>Fari iconici e sentieri panoramici</h2>
<p>Infine un po&#8217; di romanticismo: sulla punta meridionale di Lastovo svetta il<strong> faro di Struga,</strong> posizionato sull&#8217;orlo di una scogliera alta 70 metri. La lanterna illumina la rotta delle navi dal lontano 1839, presidiata ancora oggi da <strong>guardiani</strong> che tramandano il mestiere di padre in figlio.</p>
<p>Salendo verso il punto più alto, il <strong>monte Hum,</strong> lo sguardo abbraccia l&#8217;intero sistema di isole minori, rivelando la complessa morfologia di un territorio rimasto zona militare chiusa agli stranieri fino al 1989.</p>
<p>Foto Canva</p>
<p><strong>Leggi Anche</strong></p>
<ul>
<li><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/comisa-isola-vis-croazia/" data-wpel-link="internal">L’ultima frontiera della Croazia: perché Comisa è il rifugio definitivo per gli amanti del selvaggio</a></strong></li>
<li><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/croazia-zavratnica-baia-fiordo/" data-wpel-link="internal">La Croazia segreta: il fiordo di Zavratnica e la nave sommersa</a></strong></li>
<li><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cicloturismo/perche-non-fare-la-costa-croata-in-bici-questa-estate/" data-wpel-link="internal">Perché non fare la costa croata in bici questa estate?</a></strong></li>
</ul>
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		<title>L’UFO di pietra tra le nuvole: spedizione urbana al Monumento di Buzludzha</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/monumento-di-buzludzha-bulgaria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Serena Proietti Colonna]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Jan 2026 12:07:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Avventura]]></category>
		<category><![CDATA[abbandonato]]></category>
		<category><![CDATA[bulgaria]]></category>
		<category><![CDATA[monumento]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.sportoutdoor24.it/?p=660912</guid>

					<description><![CDATA[Nel cuore geografico della Bulgaria, dove i picchi della catena montuosa dei Balcani tagliano l&#8217;orizzonte,[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="900" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Buzludzha.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Buzludzha, Bulgaria" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Buzludzha.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Buzludzha-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Buzludzha-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Buzludzha-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p>Nel cuore geografico della <strong>Bulgaria</strong>, dove i picchi della catena montuosa dei Balcani tagliano l&#8217;orizzonte, sorge una delle <strong>strutture più aliene mai concepite dall&#8217;uomo</strong>. Parliamo del <strong>Monumento di Buzludzha</strong> che, oltre a essere un relitto della Guerra Fredda, è una visione architettonica che sembra precipitata dal futuro su una cima battuta dal vento.</p>
<p>Inaugurato nel 1981, l&#8217;edificio visse appena 8 anni di gloria perché, con il crollo del regime nel 1989, lo Stato lasciò la struttura al totale abbandono, trasformandola in una rovina spettrale e purtroppo preda di vandali e agenti atmosferici. Oggi resta un guscio vuoto, simbolo di u<strong>n passato rimosso che la natura sta lentamente riprendendo.</strong></p>
<h2>Genesi di un simbolo</h2>
<p>La scelta della vetta <strong>Hadzhi Dimitar</strong> per costruire questo particolare monumento risponde a ragioni storiche profonde. In questo luogo, nel 1868, i ribelli bulgari combatterono l&#8217;ultima battaglia contro l&#8217;<strong>Impero Ottomano</strong>. Successivamente, nel 1891, un gruppo di socialisti guidati da Dimitar Blagoev si riunì segretamente proprio su queste rocce per fondare il movimento che avrebbe cambiato il <strong>destino del Paese</strong>.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Monumento-di-Buzludzha.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-660917" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Monumento-di-Buzludzha.jpg" alt="Monumento di Buzludzha, Bulgaria" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Monumento-di-Buzludzha.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Monumento-di-Buzludzha-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Monumento-di-Buzludzha-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Monumento-di-Buzludzha-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Il regime comunista celebrò tali eventi con un&#8217;<strong>opera titanica</strong>: la costruzione richiese sette anni, l&#8217;impiego di oltre 6000 operai e l&#8217;uso di esplosivi per abbassare la cima del monte di circa 9 metri.</p>
<h3>Particolarità e curiosità storiche</h3>
<p>Il soprannome <strong>UFO</strong> deriva dalla straordinaria somiglianza della struttura con un <strong>disco volante</strong> atterrato sulla cima del monte. Gli architetti dell&#8217;epoca, guidati da <strong>Georgi Stoilov</strong>, progettarono una sala circolare enorme (60 metri di diametro) priva di pilastri centrali, sorretta solo da un anello esterno di cemento. Questa forma futuristica, unita alla torre alta 70 metri posta a fianco, ricorda i classici <strong>velivoli dei film di fantascienza <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/ocho-rios-giamaica/" data-wpel-link="internal">anni &#8217;70</a></strong>.</p>
<p>La suggestione aumenta durante i mesi invernali: la nebbia fitta dei <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cammini/trekking-da-fare-nella-vita-la-via-dinarica/" data-wpel-link="internal">Balcani</a></strong> avvolge la base dell&#8217;edificio, lasciando spuntare solo la cupola d&#8217;acciaio e cemento. L&#8217;effetto ottico trasmette l&#8217;idea di una navicella spaziale sospesa sopra le nuvole, rendendo il sito un&#8217;icona mondiale del <b>Modernismo socialista</b> e un magnete per i cacciatori di immagini surreali.</p>
<p>La forma circolare perfetta della sala interna, tra le altre cose, genera un&#8217;<strong>acustica distorta</strong>: ogni suono rimbalza lungo le pareti ricoperte di mosaici, creando echi metallici che rendono l&#8217;atmosfera ancora più estraniante.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Buzludzha-inverno.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-660918" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Buzludzha-inverno.jpg" alt="Buzludzha in inverno" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Buzludzha-inverno.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Buzludzha-inverno-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Buzludzha-inverno-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Buzludzha-inverno-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<h2>Un&#8217;esperienza outdoor tra storia e crinali</h2>
<p>Raggiungere Buzludzha integra una lezione di storia a una vera a<strong>vventura outdoor.</strong> Per gli amanti del trekking, <strong>salire a piedi verso la vetta</strong> (1441 metri) garantisce una prospettiva privilegiata sulla <strong>Valle delle Rose</strong> e sulle cime circostanti. Il silenzio, lassù, cede solo al fischio del vento tra le fessure del cemento, mentre il confine tra natura selvaggia e rovina artificiale si fa sottilissimo.</p>
<p>Ciò che rende Buzludzha unico al mondo è il contrasto tra la sua scorza esterna, fredda e industriale, e lo splendore decadente dei suoi interni. Sebbene oggi l&#8217;<strong>accesso sia strettamente regolamentato e protetto</strong> da un team di restauratori (grazie alla fondazione che ne sta salvando i preziosi mosaici), la storia che trasuda dalle sue pareti è potente.</p>
<p>Oltre 500 metri quadrati di tessere colorate narrano l&#8217;epica socialista, ormai erose dal tempo e dalle infiltrazioni. È un tempio laico dell&#8217;ideologia che è diventato, suo malgrado, una<strong> galleria d’arte urbana</strong> e un simbolo della complessa transizione bulgara: un luogo che non vuole essere dimenticato, ma che fatica a trovare una nuova identità.</p>
<p>Per apprezzare al meglio la silhouette da &#8220;disco volante&#8221;, consigliamo di percorrere il crinale erboso che conduce verso la torre della televisione situata sul picco vicino. Da quella distanza, l&#8217;allineamento perfetto della struttura con la linea dell&#8217;orizzonte evidenzia il <strong>genio architettonico</strong> (e la follia propagandistica) di questo progetto unico nel suo genere.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Mosaici-Buzludzha.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-660919" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Mosaici-Buzludzha.jpg" alt="Mosaici di Buzludzha, Bulgaria" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Mosaici-Buzludzha.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Mosaici-Buzludzha-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Mosaici-Buzludzha-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Mosaici-Buzludzha-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<h3>Info utili e accessibilità</h3>
<p>È importante ricordate che attualmente l&#8217;<strong>ingresso al pubblico rimane proibito</strong>, al punto che il sito è sottoposto a sorveglianza fissa della polizia per impedire intrusioni pericolose. Tuttavia, grazie a fondi internazionali, un team di restauratori lavora per mettere in sicurezza i mosaici. La speranza, dunque, è in una <strong>riapertura ufficiale come museo</strong> nei prossimi anni.</p>
<p>Nell&#8217;attesa, molti turisti scelgono di <strong>pernottare in tenda nei paraggi</strong> per ammirare l&#8217;UFO sotto la <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/ambiente/video-la-via-lattea-sulleverest-un-timelapse-eccezionale-elia-saikaly-avventura-in-himalaya/" data-wpel-link="internal">Via Lattea</a></strong> (anche perché l&#8217;esterno è visitabile anche adesso).</p>
<p>Foto Canva</p>
<p><strong>Leggi Anche</strong></p>
<ul>
<li><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/da-esplorare-i-parchi-acquatici-abbandonati/" data-wpel-link="internal">Questo è il fascino assurdo dei parchi acquatici abbandonati più belli del mondo</a></strong></li>
<li><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/consonno-lombardia/" data-wpel-link="internal">Si cammina tra fantasmi e luci perdute a Consonno, la Las Vegas dimenticata d’Italia</a></strong></li>
<li><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/ghost-tour-3-viaggi-per-halloween-da-brivido/" data-wpel-link="internal">Ghost tour: 3 viaggi da brivido tra fantasmi e leggende in Europa</a></strong></li>
</ul>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le montagne sacre del mondo: 5 trekking tra natura e spiritualità</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/5-trekking-divini-sulle-montagne-sacre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Viaggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Jan 2026 12:41:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Trekking]]></category>
		<category><![CDATA[camminata]]></category>
		<category><![CDATA[escursioni]]></category>
		<category><![CDATA[hiking]]></category>
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					<description><![CDATA[I trekking sulle montagne sacre del mondo sono fra le esperienze più forti che puoi[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<media:group><media:title>Le montagne sacre del mondo: 5 trekking tra natura e spiritualità</media:title>	<media:content url="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/01/monte-fuji.jpg" type="image/jpeg" medium="image">
							  	<media:title>Monte Fuji (Giappone) -  Il principale luogo sacro degli shintoisti e di tutto il Giappone, è meta di pellegrinaggio da ogni parte del mondo. Punto di partenza dell'ascesa alla vetta è la quinta stazione, raggiungibile in autobus dalla strada Kawaguchiko-Yoshida-Noguchi: dai 2305 metri partono diversi sentieri che portano ai 3776 metri della vetta, dove la neve non è improbabile nemmeno nei mesi estivi. - Credits: Marion &amp; Christoph Aistleitner - own photo --- Contact: User:Mediocrity, CC0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=30784796</media:title>
							  	<media:text>Monte Fuji (Giappone) -  Il principale luogo sacro degli shintoisti e di tutto il Giappone, è meta di pellegrinaggio da ogni parte del mondo. Punto di partenza dell'ascesa alla vetta è la quinta stazione, raggiungibile in autobus dalla strada Kawaguchiko-Yoshida-Noguchi: dai 2305 metri partono diversi sentieri che portano ai 3776 metri della vetta, dove la neve non è improbabile nemmeno nei mesi estivi. - Credits: Marion &amp; Christoph Aistleitner - own photo --- Contact: User:Mediocrity, CC0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=30784796</media:text>
							  	<media:description>Monte Fuji (Giappone) -  Il principale luogo sacro degli shintoisti e di tutto il Giappone, è meta di pellegrinaggio da ogni parte del mondo. Punto di partenza dell'ascesa alla vetta è la quinta stazione, raggiungibile in autobus dalla strada Kawaguchiko-Yoshida-Noguchi: dai 2305 metri partono diversi sentieri che portano ai 3776 metri della vetta, dove la neve non è improbabile nemmeno nei mesi estivi. - Credits: Marion &amp; Christoph Aistleitner - own photo --- Contact: User:Mediocrity, CC0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=30784796</media:description>          
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									<media:content url="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/01/monte-ararat.jpg" type="image/jpeg" medium="image">
							  	<media:title>Monte Ararat (Turchia)  - Punto di partenza di ogni ascesa all’Ararat è il villaggio di Elikoy a 2250 metri di altitudine e a 15 di strada da Dogubeyazit, dove arrivano gli autobus da Ankara. Da qui c’è un sentiero che sale fino ai 2900 metri del Campo Base 1, da cui poi è possibile raggiungere il Campo Base 2 a 4200 metri e infine la vetta. Normalmente, senza fretta, ci vogliono 5 giorni in tutto. Credits: (Serouj Ourishian) - Opera propria, CC BY 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=51469965</media:title>
							  	<media:text>Monte Ararat (Turchia)  - Punto di partenza di ogni ascesa all’Ararat è il villaggio di Elikoy a 2250 metri di altitudine e a 15 di strada da Dogubeyazit, dove arrivano gli autobus da Ankara. Da qui c’è un sentiero che sale fino ai 2900 metri del Campo Base 1, da cui poi è possibile raggiungere il Campo Base 2 a 4200 metri e infine la vetta. Normalmente, senza fretta, ci vogliono 5 giorni in tutto. Credits: (Serouj Ourishian) - Opera propria, CC BY 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=51469965</media:text>
							  	<media:description>Monte Ararat (Turchia)  - Punto di partenza di ogni ascesa all’Ararat è il villaggio di Elikoy a 2250 metri di altitudine e a 15 di strada da Dogubeyazit, dove arrivano gli autobus da Ankara. Da qui c’è un sentiero che sale fino ai 2900 metri del Campo Base 1, da cui poi è possibile raggiungere il Campo Base 2 a 4200 metri e infine la vetta. Normalmente, senza fretta, ci vogliono 5 giorni in tutto. Credits: (Serouj Ourishian) - Opera propria, CC BY 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=51469965</media:description>          
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									<media:content url="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/01/monte-kailash.jpg" type="image/jpeg" medium="image">
							  	<media:title>Monte Kailash (Tibet) - Tuttavia non è un trekking da prendere alla leggera: le lunghe distanze dei trasferimenti, le altitudini elevate (si viaggia dai 4500 metri del lago Manasarovar ai 5600 della vetta vera e propria), le poche strutture ricettive sono difficoltà oggettive, ripagate però da uno dei viaggi più affascinanti e mistici che si possono fare sulla terra. Credits: Ondřej Žváček, CC BY 2.5, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=2525216</media:title>
							  	<media:text>Monte Kailash (Tibet) - Tuttavia non è un trekking da prendere alla leggera: le lunghe distanze dei trasferimenti, le altitudini elevate (si viaggia dai 4500 metri del lago Manasarovar ai 5600 della vetta vera e propria), le poche strutture ricettive sono difficoltà oggettive, ripagate però da uno dei viaggi più affascinanti e mistici che si possono fare sulla terra. Credits: Ondřej Žváček, CC BY 2.5, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=2525216</media:text>
							  	<media:description>Monte Kailash (Tibet) - Tuttavia non è un trekking da prendere alla leggera: le lunghe distanze dei trasferimenti, le altitudini elevate (si viaggia dai 4500 metri del lago Manasarovar ai 5600 della vetta vera e propria), le poche strutture ricettive sono difficoltà oggettive, ripagate però da uno dei viaggi più affascinanti e mistici che si possono fare sulla terra. Credits: Ondřej Žváček, CC BY 2.5, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=2525216</media:description>          
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									<media:content url="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/01/monte-olimpo.jpg" type="image/jpeg" medium="image">
							  	<media:title>Monte Olimpo (Grecia) - Il tetto della Grecia, e l’autentico Olimpo (!) delle divinità classiche. La vetta più alta è il Mytikas, a quota 2917 metri: ci vogliono normalmente due giorni di escursioni per salire e scendere partendo dal villaggio di Prionia, a 18 km da Litochoro. Da qui si arriva al rifugio A in circa 3 ore, e in altrettante si raggiunge la vetta dove vi attende il registro dei visitatori… - Credits: Stolbovsky -  Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=87360418, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=2525216</media:title>
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									<media:content url="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/01/monte-sinai.jpg" type="image/jpeg" medium="image">
							  	<media:title>Monte Sinai (Egitto) - Punto di partenza per tutti i 1585 metri del Monastero di Santa Caterina: da quel punto ci sono circa 3 ore di cammino, compresi i 750 gradini che portano alla vetta. Piccolo inconveniente: lungo il cammino si incontrano anche i gitanti in libera uscita dai villaggi di Sharm, per lo più a bordo di cammello.  - Credits: Mohammed Moussa - Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=28338950</media:title>
							  	<media:text>Monte Sinai (Egitto) - Punto di partenza per tutti i 1585 metri del Monastero di Santa Caterina: da quel punto ci sono circa 3 ore di cammino, compresi i 750 gradini che portano alla vetta. Piccolo inconveniente: lungo il cammino si incontrano anche i gitanti in libera uscita dai villaggi di Sharm, per lo più a bordo di cammello.  - Credits: Mohammed Moussa - Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=28338950</media:text>
							  	<media:description>Monte Sinai (Egitto) - Punto di partenza per tutti i 1585 metri del Monastero di Santa Caterina: da quel punto ci sono circa 3 ore di cammino, compresi i 750 gradini che portano alla vetta. Piccolo inconveniente: lungo il cammino si incontrano anche i gitanti in libera uscita dai villaggi di Sharm, per lo più a bordo di cammello.  - Credits: Mohammed Moussa - Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=28338950</media:description>          
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									<media:content url="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/01/Fuji.jpg" type="image/jpeg" medium="image">
							  	<media:title>Monte Fuji (Giappone) - Non è una salita impegnativa, tanto che capita di incontrare anche famiglie con bambini o anziani giapponesi lungo il cammino. Il sentiero tradizionale e più frequentato è il Kawaguchiko-Yoshida-guchi, per il quale ci vogliono circa 6 ore in salita (3 in discesa, lungo un altro tracciato) e lungo la quale ci sono 20 rifugi; il più difficile è il Gotemba-guchi, 8 ore di cammino, che passa accanto a un campo di cenere lasciata dall’eruzione del 1707. Ci sono poi il sentiero di Fujinomiya-guchi (o sentiero di Mishima-guchi, 5 ore in salita, 3 in discesa) e il Subashiri-guchi (5 ore e mezza di cammino circa). Credits: Marion &amp; Christoph Aistleitner - own photo --- Contact: User:Mediocrity, CC0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=30784796</media:title>
							  	<media:text>Monte Fuji (Giappone) - Non è una salita impegnativa, tanto che capita di incontrare anche famiglie con bambini o anziani giapponesi lungo il cammino. Il sentiero tradizionale e più frequentato è il Kawaguchiko-Yoshida-guchi, per il quale ci vogliono circa 6 ore in salita (3 in discesa, lungo un altro tracciato) e lungo la quale ci sono 20 rifugi; il più difficile è il Gotemba-guchi, 8 ore di cammino, che passa accanto a un campo di cenere lasciata dall’eruzione del 1707. Ci sono poi il sentiero di Fujinomiya-guchi (o sentiero di Mishima-guchi, 5 ore in salita, 3 in discesa) e il Subashiri-guchi (5 ore e mezza di cammino circa). Credits: Marion &amp; Christoph Aistleitner - own photo --- Contact: User:Mediocrity, CC0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=30784796</media:text>
							  	<media:description>Monte Fuji (Giappone) - Non è una salita impegnativa, tanto che capita di incontrare anche famiglie con bambini o anziani giapponesi lungo il cammino. Il sentiero tradizionale e più frequentato è il Kawaguchiko-Yoshida-guchi, per il quale ci vogliono circa 6 ore in salita (3 in discesa, lungo un altro tracciato) e lungo la quale ci sono 20 rifugi; il più difficile è il Gotemba-guchi, 8 ore di cammino, che passa accanto a un campo di cenere lasciata dall’eruzione del 1707. Ci sono poi il sentiero di Fujinomiya-guchi (o sentiero di Mishima-guchi, 5 ore in salita, 3 in discesa) e il Subashiri-guchi (5 ore e mezza di cammino circa). Credits: Marion &amp; Christoph Aistleitner - own photo --- Contact: User:Mediocrity, CC0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=30784796</media:description>          
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									<media:content url="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/01/Olimpo.jpg" type="image/jpeg" medium="image">
							  	<media:title>Monte Olimpo (Grecia)  - La sede degli dei non è così facile da scalare come si potrebbe pensare, ma con un po' di allenamento e di attenzione è alla portata di molti. Non sottovalutate nemmeno la stagione: in inverno il freddo e la neve possono essere dei seri ostacoli. - Credits: Stolbovsky - Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=87360418, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=2525216</media:title>
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							  	<media:description>Monte Olimpo (Grecia)  - La sede degli dei non è così facile da scalare come si potrebbe pensare, ma con un po' di allenamento e di attenzione è alla portata di molti. Non sottovalutate nemmeno la stagione: in inverno il freddo e la neve possono essere dei seri ostacoli. - Credits: Stolbovsky - Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=87360418, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=2525216</media:description>          
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									<media:content url="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/01/Sinai.jpg" type="image/jpeg" medium="image">
							  	<media:title>Monte Sinai (Egitto) - Mosè è salito a mani vuote ed è disceso con le tavole della legge, oggi invece conviene attrezzarsi con un sacco a pelo e l’occorrente per almeno un giorno di bivacco. L’ascensione ai 2285 metri della vetta del Sinai (chiamato anche Gebel Musa, Monte di Mosè, o Har HaElokim, montagna divina), compresa di visione dell’alba su tutta la penisola, è uno dei trekking più gettonati d’Egitto. - Credits: Mohammed Moussa - Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=28338950</media:title>
							  	<media:text>Monte Sinai (Egitto) - Mosè è salito a mani vuote ed è disceso con le tavole della legge, oggi invece conviene attrezzarsi con un sacco a pelo e l’occorrente per almeno un giorno di bivacco. L’ascensione ai 2285 metri della vetta del Sinai (chiamato anche Gebel Musa, Monte di Mosè, o Har HaElokim, montagna divina), compresa di visione dell’alba su tutta la penisola, è uno dei trekking più gettonati d’Egitto. - Credits: Mohammed Moussa - Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=28338950</media:text>
							  	<media:description>Monte Sinai (Egitto) - Mosè è salito a mani vuote ed è disceso con le tavole della legge, oggi invece conviene attrezzarsi con un sacco a pelo e l’occorrente per almeno un giorno di bivacco. L’ascensione ai 2285 metri della vetta del Sinai (chiamato anche Gebel Musa, Monte di Mosè, o Har HaElokim, montagna divina), compresa di visione dell’alba su tutta la penisola, è uno dei trekking più gettonati d’Egitto. - Credits: Mohammed Moussa - Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=28338950</media:description>          
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									<media:content url="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/01/Kailash.jpg" type="image/jpeg" medium="image">
							  	<media:title>Monte Kailash (Tibet) - Il Kailash, oltre che una delle vette più alte di tutto l’Himalaya, è anche la montagna venerata da hindu, jains, buddisti e seguaci del Bon, la religione shamanica pre-buddista. Un pellegrinaggio sulle sue pendici, se non la vera e propria circumambulazione (kora), è tra i precetti irrinunciabili dei fedeli di ciascuna di queste religioni, che lo identificano come il mitologico Monte Meru, l’asse attorno al quale è centrato l’universo. Credits: Ondřej Žváček, CC BY 2.5, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=2525216</media:title>
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							  	<media:description>Monte Kailash (Tibet) - Il Kailash, oltre che una delle vette più alte di tutto l’Himalaya, è anche la montagna venerata da hindu, jains, buddisti e seguaci del Bon, la religione shamanica pre-buddista. Un pellegrinaggio sulle sue pendici, se non la vera e propria circumambulazione (kora), è tra i precetti irrinunciabili dei fedeli di ciascuna di queste religioni, che lo identificano come il mitologico Monte Meru, l’asse attorno al quale è centrato l’universo. Credits: Ondřej Žváček, CC BY 2.5, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=2525216</media:description>          
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									<media:content url="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/01/Ararat.jpg" type="image/jpeg" medium="image">
							  	<media:title>Monte Ararat (Turchia) - I metri son 5165 e l’ultimo tratto è sempre coperto di neve e ghiaccio: salire sulla vetta dell’Ararat non è una semplice escursione (il grado di difficoltà secondo la scala francese è il D, quindi per alpinisti esperti), ma in tema di montagne sacre quella che i turchi chiamano Agri Dagi è imperdibile. Secondo il Vecchio testamento è proprio su questa vetta sull'altopiano dell'Anatolia, nell’estremo oriente turco al confine con l’Iran e l’Armenia, che si sarebbe fermata l’Arca di Noé dopo il Diluvio Universale.Credits: (Serouj Ourishian) - Opera propria, CC BY 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=51469</media:title>
							  	<media:text>Monte Ararat (Turchia) - I metri son 5165 e l’ultimo tratto è sempre coperto di neve e ghiaccio: salire sulla vetta dell’Ararat non è una semplice escursione (il grado di difficoltà secondo la scala francese è il D, quindi per alpinisti esperti), ma in tema di montagne sacre quella che i turchi chiamano Agri Dagi è imperdibile. Secondo il Vecchio testamento è proprio su questa vetta sull'altopiano dell'Anatolia, nell’estremo oriente turco al confine con l’Iran e l’Armenia, che si sarebbe fermata l’Arca di Noé dopo il Diluvio Universale.Credits: (Serouj Ourishian) - Opera propria, CC BY 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=51469</media:text>
							  	<media:description>Monte Ararat (Turchia) - I metri son 5165 e l’ultimo tratto è sempre coperto di neve e ghiaccio: salire sulla vetta dell’Ararat non è una semplice escursione (il grado di difficoltà secondo la scala francese è il D, quindi per alpinisti esperti), ma in tema di montagne sacre quella che i turchi chiamano Agri Dagi è imperdibile. Secondo il Vecchio testamento è proprio su questa vetta sull'altopiano dell'Anatolia, nell’estremo oriente turco al confine con l’Iran e l’Armenia, che si sarebbe fermata l’Arca di Noé dopo il Diluvio Universale.Credits: (Serouj Ourishian) - Opera propria, CC BY 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=51469</media:description>          
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								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/01/Ararat.jpg" title="Monte Ararat (Turchia) - I metri son 5165 e l’ultimo tratto è sempre coperto di neve e ghiaccio: salire sulla vetta dell’Ararat non è una semplice escursione (il grado di difficoltà secondo la scala francese è il D, quindi per alpinisti esperti), ma in tema di montagne sacre quella che i turchi chiamano Agri Dagi è imperdibile. Secondo il Vecchio testamento è proprio su questa vetta sull&#039;altopiano dell&#039;Anatolia, nell’estremo oriente turco al confine con l’Iran e l’Armenia, che si sarebbe fermata l’Arca di Noé dopo il Diluvio Universale.Credits: (Serouj Ourishian) - Opera propria, CC BY 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=51469" data-wpel-link="internal">
									<img align="left" hspace="15" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/01/Ararat-100x75.jpg" alt="monte-ararat-turchia-i-metri-son-5165-e-lultimo-tratto-sempre-coperto-di-neve-e-ghiaccio-salire-sulla-vetta-dellararat-non-una-semplice-escursione-il-grado-di-difficolt-secondo-la-scala-francese-il-d-quindi-per-alpinisti-esperti-ma-in-tema-di-montagne-sacre-quella-che-i-turchi-chiamano-agri-dagi-imperdibile-secondo-il-vecchio-testamento-proprio-su-questa-vetta-sullaltopiano-dellanatolia-nellestremo-oriente-turco-al-confine-con-liran-e-larmenia-che-si-sarebbe-fermata-larca-di-no-dopo-il-diluvio-universalecredits-serouj-ourishian-opera-propria-cc-by-40-httpscommonswikimediaorgwindexphpcurid51469" />
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								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/01/Kailash.jpg" title="Monte Kailash (Tibet) - Il Kailash, oltre che una delle vette più alte di tutto l’Himalaya, è anche la montagna venerata da hindu, jains, buddisti e seguaci del Bon, la religione shamanica pre-buddista. Un pellegrinaggio sulle sue pendici, se non la vera e propria circumambulazione (kora), è tra i precetti irrinunciabili dei fedeli di ciascuna di queste religioni, che lo identificano come il mitologico Monte Meru, l’asse attorno al quale è centrato l’universo. Credits: Ondřej Žváček, CC BY 2.5, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=2525216" data-wpel-link="internal">
									<img align="left" hspace="15" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/01/Kailash-100x75.jpg" alt="monte-kailash-tibet-il-kailash-oltre-che-una-delle-vette-pi-alte-di-tutto-lhimalaya-anche-la-montagna-venerata-da-hindu-jains-buddisti-e-seguaci-del-bon-la-religione-shamanica-pre-buddista-un-pellegrinaggio-sulle-sue-pendici-se-non-la-vera-e-propria-circumambulazione-kora-tra-i-precetti-irrinunciabili-dei-fedeli-di-ciascuna-di-queste-religioni-che-lo-identificano-come-il-mitologico-monte-meru-lasse-attorno-al-quale-centrato-luniverso-credits-ondej-vek-cc-by-25-httpscommonswikimediaorgwindexphpcurid2525216" />
								</a>
								
																
								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/01/Olimpo.jpg" title="Monte Olimpo (Grecia)  - La sede degli dei non è così facile da scalare come si potrebbe pensare, ma con un po&#039; di allenamento e di attenzione è alla portata di molti. Non sottovalutate nemmeno la stagione: in inverno il freddo e la neve possono essere dei seri ostacoli. - Credits: Stolbovsky - Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=87360418, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=2525216" data-wpel-link="internal">
									<img align="left" hspace="15" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/01/Olimpo-100x75.jpg" alt="monte-olimpo-grecia-la-sede-degli-dei-non-cos-facile-da-scalare-come-si-potrebbe-pensare-ma-con-un-po-di-allenamento-e-di-attenzione-alla-portata-di-molti-non-sottovalutate-nemmeno-la-stagione-in-inverno-il-freddo-e-la-neve-possono-essere-dei-seri-ostacoli-credits-stolbovsky-opera-propria-cc-by-sa-30-httpscommonswikimediaorgwindexphpcurid87360418-httpscommonswikimediaorgwindexphpcurid2525216" />
								</a>
								
																
								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/01/Sinai.jpg" title="Monte Sinai (Egitto) - Mosè è salito a mani vuote ed è disceso con le tavole della legge, oggi invece conviene attrezzarsi con un sacco a pelo e l’occorrente per almeno un giorno di bivacco. L’ascensione ai 2285 metri della vetta del Sinai (chiamato anche Gebel Musa, Monte di Mosè, o Har HaElokim, montagna divina), compresa di visione dell’alba su tutta la penisola, è uno dei trekking più gettonati d’Egitto. - Credits: Mohammed Moussa - Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=28338950" data-wpel-link="internal">
									<img align="left" hspace="15" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/01/Sinai-100x75.jpg" alt="monte-sinai-egitto-mos-salito-a-mani-vuote-ed-disceso-con-le-tavole-della-legge-oggi-invece-conviene-attrezzarsi-con-un-sacco-a-pelo-e-loccorrente-per-almeno-un-giorno-di-bivacco-lascensione-ai-2285-metri-della-vetta-del-sinai-chiamato-anche-gebel-musa-monte-di-mos-o-har-haelokim-montagna-divina-compresa-di-visione-dellalba-su-tutta-la-penisola-uno-dei-trekking-pi-gettonati-degitto-credits-mohammed-moussa-opera-propria-cc-by-sa-30-httpscommonswikimediaorgwindexphpcurid28338950" />
								</a>
								
																
								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/01/Fuji.jpg" title="Monte Fuji (Giappone) - Non è una salita impegnativa, tanto che capita di incontrare anche famiglie con bambini o anziani giapponesi lungo il cammino. Il sentiero tradizionale e più frequentato è il Kawaguchiko-Yoshida-guchi, per il quale ci vogliono circa 6 ore in salita (3 in discesa, lungo un altro tracciato) e lungo la quale ci sono 20 rifugi; il più difficile è il Gotemba-guchi, 8 ore di cammino, che passa accanto a un campo di cenere lasciata dall’eruzione del 1707. Ci sono poi il sentiero di Fujinomiya-guchi (o sentiero di Mishima-guchi, 5 ore in salita, 3 in discesa) e il Subashiri-guchi (5 ore e mezza di cammino circa). Credits: Marion &amp; Christoph Aistleitner - own photo --- Contact: User:Mediocrity, CC0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=30784796" data-wpel-link="internal">
									<img align="left" hspace="15" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/01/Fuji-100x75.jpg" alt="monte-fuji-giappone-non-una-salita-impegnativa-tanto-che-capita-di-incontrare-anche-famiglie-con-bambini-o-anziani-giapponesi-lungo-il-cammino-il-sentiero-tradizionale-e-pi-frequentato-il-kawaguchiko-yoshida-guchi-per-il-quale-ci-vogliono-circa-6-ore-in-salita-3-in-discesa-lungo-un-altro-tracciato-e-lungo-la-quale-ci-sono-20-rifugi-il-pi-difficile-il-gotemba-guchi-8-ore-di-cammino-che-passa-accanto-a-un-campo-di-cenere-lasciata-dalleruzione-del-1707-ci-sono-poi-il-sentiero-di-fujinomiya-guchi-o-sentiero-di-mishima-guchi-5-ore-in-salita-3-in-discesa-e-il-subashiri-guchi-5-ore-e-mezza-di-cammino-circa-credits-marion-amp-christoph-aistleitner-own-photo-contact-usermediocrity-cc0-httpscommonswikimediaorgwindexphpcurid30784796" />
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								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/01/monte-sinai.jpg" title="Monte Sinai (Egitto) - Punto di partenza per tutti i 1585 metri del Monastero di Santa Caterina: da quel punto ci sono circa 3 ore di cammino, compresi i 750 gradini che portano alla vetta. Piccolo inconveniente: lungo il cammino si incontrano anche i gitanti in libera uscita dai villaggi di Sharm, per lo più a bordo di cammello.  - Credits: Mohammed Moussa - Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=28338950" data-wpel-link="internal">
									<img align="left" hspace="15" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/01/monte-sinai-100x75.jpg" alt="monte-sinai-egitto-punto-di-partenza-per-tutti-i-1585-metri-del-monastero-di-santa-caterina-da-quel-punto-ci-sono-circa-3-ore-di-cammino-compresi-i-750-gradini-che-portano-alla-vetta-piccolo-inconveniente-lungo-il-cammino-si-incontrano-anche-i-gitanti-in-libera-uscita-dai-villaggi-di-sharm-per-lo-pi-a-bordo-di-cammello-credits-mohammed-moussa-opera-propria-cc-by-sa-30-httpscommonswikimediaorgwindexphpcurid28338950" />
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								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/01/monte-olimpo.jpg" title="Monte Olimpo (Grecia) - Il tetto della Grecia, e l’autentico Olimpo (!) delle divinità classiche. La vetta più alta è il Mytikas, a quota 2917 metri: ci vogliono normalmente due giorni di escursioni per salire e scendere partendo dal villaggio di Prionia, a 18 km da Litochoro. Da qui si arriva al rifugio A in circa 3 ore, e in altrettante si raggiunge la vetta dove vi attende il registro dei visitatori… - Credits: Stolbovsky -  Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=87360418, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=2525216" data-wpel-link="internal">
									<img align="left" hspace="15" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/01/monte-olimpo-100x75.jpg" alt="monte-olimpo-grecia-il-tetto-della-grecia-e-lautentico-olimpo-delle-divinit-classiche-la-vetta-pi-alta-il-mytikas-a-quota-2917-metri-ci-vogliono-normalmente-due-giorni-di-escursioni-per-salire-e-scendere-partendo-dal-villaggio-di-prionia-a-18-km-da-litochoro-da-qui-si-arriva-al-rifugio-a-in-circa-3-ore-e-in-altrettante-si-raggiunge-la-vetta-dove-vi-attende-il-registro-dei-visitatori-credits-stolbovsky-opera-propria-cc-by-sa-30-httpscommonswikimediaorgwindexphpcurid87360418-httpscommonswikimediaorgwindexphpcurid2525216" />
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								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/01/monte-kailash.jpg" title="Monte Kailash (Tibet) - Tuttavia non è un trekking da prendere alla leggera: le lunghe distanze dei trasferimenti, le altitudini elevate (si viaggia dai 4500 metri del lago Manasarovar ai 5600 della vetta vera e propria), le poche strutture ricettive sono difficoltà oggettive, ripagate però da uno dei viaggi più affascinanti e mistici che si possono fare sulla terra. Credits: Ondřej Žváček, CC BY 2.5, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=2525216" data-wpel-link="internal">
									<img align="left" hspace="15" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/01/monte-kailash-100x75.jpg" alt="monte-kailash-tibet-tuttavia-non-un-trekking-da-prendere-alla-leggera-le-lunghe-distanze-dei-trasferimenti-le-altitudini-elevate-si-viaggia-dai-4500-metri-del-lago-manasarovar-ai-5600-della-vetta-vera-e-propria-le-poche-strutture-ricettive-sono-difficolt-oggettive-ripagate-per-da-uno-dei-viaggi-pi-affascinanti-e-mistici-che-si-possono-fare-sulla-terra-credits-ondej-vek-cc-by-25-httpscommonswikimediaorgwindexphpcurid2525216" />
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								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/01/monte-ararat.jpg" title="Monte Ararat (Turchia)  - Punto di partenza di ogni ascesa all’Ararat è il villaggio di Elikoy a 2250 metri di altitudine e a 15 di strada da Dogubeyazit, dove arrivano gli autobus da Ankara. Da qui c’è un sentiero che sale fino ai 2900 metri del Campo Base 1, da cui poi è possibile raggiungere il Campo Base 2 a 4200 metri e infine la vetta. Normalmente, senza fretta, ci vogliono 5 giorni in tutto. Credits: (Serouj Ourishian) - Opera propria, CC BY 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=51469965" data-wpel-link="internal">
									<img align="left" hspace="15" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/01/monte-ararat-100x75.jpg" alt="monte-ararat-turchia-punto-di-partenza-di-ogni-ascesa-allararat-il-villaggio-di-elikoy-a-2250-metri-di-altitudine-e-a-15-di-strada-da-dogubeyazit-dove-arrivano-gli-autobus-da-ankara-da-qui-c-un-sentiero-che-sale-fino-ai-2900-metri-del-campo-base-1-da-cui-poi-possibile-raggiungere-il-campo-base-2-a-4200-metri-e-infine-la-vetta-normalmente-senza-fretta-ci-vogliono-5-giorni-in-tutto-credits-serouj-ourishian-opera-propria-cc-by-40-httpscommonswikimediaorgwindexphpcurid51469965" />
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								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/01/5-trekking-divini-sulle-montagne-sacre.jpg" title="Foto homepage: Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=78853988" data-wpel-link="internal">
									<img align="left" hspace="15" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/01/5-trekking-divini-sulle-montagne-sacre-100x75.jpg" alt="foto-homepage-opera-propria-cc-by-sa-40-httpscommonswikimediaorgwindexphpcurid78853988" />
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								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/01/monte-fuji.jpg" title="Monte Fuji (Giappone) -  Il principale luogo sacro degli shintoisti e di tutto il Giappone, è meta di pellegrinaggio da ogni parte del mondo. Punto di partenza dell&#039;ascesa alla vetta è la quinta stazione, raggiungibile in autobus dalla strada Kawaguchiko-Yoshida-Noguchi: dai 2305 metri partono diversi sentieri che portano ai 3776 metri della vetta, dove la neve non è improbabile nemmeno nei mesi estivi. - Credits: Marion &amp; Christoph Aistleitner - own photo --- Contact: User:Mediocrity, CC0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=30784796" data-wpel-link="internal">
									<img align="left" hspace="15" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/01/monte-fuji-100x75.jpg" alt="monte-fuji-giappone-il-principale-luogo-sacro-degli-shintoisti-e-di-tutto-il-giappone-meta-di-pellegrinaggio-da-ogni-parte-del-mondo-punto-di-partenza-dellascesa-alla-vetta-la-quinta-stazione-raggiungibile-in-autobus-dalla-strada-kawaguchiko-yoshida-noguchi-dai-2305-metri-partono-diversi-sentieri-che-portano-ai-3776-metri-della-vetta-dove-la-neve-non-improbabile-nemmeno-nei-mesi-estivi-credits-marion-amp-christoph-aistleitner-own-photo-contact-usermediocrity-cc0-httpscommonswikimediaorgwindexphpcurid30784796" />
								</a>
								
								<hr style="visibility:hidden; height:1px; width:100%; display:block;" />
<p><strong>I trekking sulle montagne sacre del mondo</strong> sono fra le esperienze più forti che puoi fare. Pellegrinaggi in cui l&#8217;ambientee l&#8217;atmosfera hanno qualcosa di speciale che non trovi altrove, forse anche per le suggestioni che ti crei nella testa.<br />
Ogni cultura, ogni religione, ogni paese ha montagne sacre dove fare trekking. Ma ce ne sono alcune che hanno un fascino particolare.<br />
Ma ci sono 5 trekking divini sulle montagne sacre da fare nella vita, camminate che ti connettono con la natura e la spiritualità e ti lasciano davvero qualcosa.<br />
<strong>Guardali nella gallery e scopri come fare i trekking!<br />
</strong></p>
<h2>5 trekking divini sulle montagne sacre</h2>
<p>Certo, anche l’Everest è un monte sacro (gli indigeni lo chiamano <em>Chomolungma</em>, che significa la Dea Madre del Mondo), ma a meno di essere alpinisti di livello mondiale (o di avere un bel gruzzoletto da investire per farsi portare in vetta da una spedizione commerciale, <a title="Vuoi scalare l’Everest? Ti servono (almeno) 30.000 dollari" href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/quanto-costa-andare-sulleverest-spedizione-alpinismo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">come vi abbiamo raccontato qui</a>) non è una di quelle montagne considerate facilmente accessibili.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/01/monte-kailash.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-623132" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/01/monte-kailash.jpg" alt="" width="1500" height="1000" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/01/monte-kailash.jpg 1500w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/01/monte-kailash-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/01/monte-kailash-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/01/monte-kailash-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<p>Più abbordabili sono invece altre <strong>montagne sacre la cui vetta è raggiungibile con un minimo di preparazione</strong> escursionistica e fisica, affrontando uno dei ‘trekking divini’ che vi proponiamo in questa gallery.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>1. Monte Fuji (Giappone)</h3>
<p>Il principale<strong> luogo sacro degli shintoisti</strong> e di tutto il Giappone, è meta di pellegrinaggio da ogni parte del mondo. Punto di partenza dell&#8217;ascesa alla vetta è la quinta stazione, raggiungibile in autobus dalla strada Kawaguchiko-Yoshida-Noguchi: dai 2305 metri partono diversi sentieri che portano ai 3776 metri della vetta, dove la neve non è improbabile nemmeno nei mesi estivi.<br />
Non è una salita impegnativa, tanto che capita di incontrare anche<strong> famiglie con bambini o anziani giapponesi lungo il cammino</strong>. Il sentiero tradizionale e più frequentato è il Kawaguchiko-Yoshida-guchi, per il quale ci vogliono circa 6 ore in salita (3 in discesa, lungo un altro tracciato) e lungo la quale ci sono 20 rifugi; il più difficile è il Gotemba-guchi, 8 ore di cammino, che passa accanto a un campo di cenere lasciata dall’eruzione del 1707. Ci sono poi il sentiero di Fujinomiya-guchi (o sentiero di Mishima-guchi, 5 ore in salita, 3 in discesa) e il Subashiri-guchi (5 ore e mezza di cammino circa).<br />
<em>Credits: Marion &amp;amp; Christoph Aistleitner &#8211; own photo &#8212; Contact: User:Mediocrity, CC0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=30784796</p>
<p></em></p>
<h3>2. Monte Ararat (Turchia)</h3>
<p>I metri son 5165 e l’ultimo tratto è sempre coperto di neve e ghiaccio: salire sulla vetta dell’Ararat non è una semplice escursione (il grado di difficoltà secondo la scala francese è il D, quindi per alpinisti esperti), ma in tema di montagne sacre quella che i turchi chiamano <strong>Agri Dagi è imperdibile.</strong><br />
Secondo il Vecchio testamento è proprio su questa vetta sull&#8217;altopiano dell&#8217;Anatolia, nell’estremo oriente turco al confine con l’Iran e l’Armenia, che si sarebbe fermata l’Arca di Noé dopo il Diluvio Universale.<br />
<strong>Punto di partenza di ogni ascesa è il villaggio di Elikoy a 2250 metri di altitudine</strong> e a 15 di strada da Dogubeyazit, dove arrivano gli autobus da Ankara. Da qui c’è un sentiero che sale fino ai 2900 metri del Campo Base 1, da cui poi è possibile raggiungere il Campo Base 2 a 4200 metri e infine la vetta. Normalmente, senza fretta, ci vogliono 5 giorni in tutto.<br />
<em>Credits: Սէրուժ Ուրիշեան (Serouj Ourishian) &#8211; Opera propria, CC BY 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=51469965</em></p>
<h3><strong><br />
</strong>3. Monte Kailash (Tibet)</h3>
<p>Il Kailash, oltre che una delle vette più alte di tutto l’Himalaya, è anche la <strong>montagna venerata da hindu, jains, buddisti e seguaci del Bon,</strong> la religione shamanica pre-buddista. Un pellegrinaggio sulle sue pendici, se non la vera e propria circumambulazione (kora), è tra i precetti irrinunciabili dei fedeli di ciascuna di queste religioni, che lo identificano come il mitologico <strong>Monte Meru, l’asse attorno al quale è centrato l’universo.</strong><br />
Tuttavia non è un trekking da prendere alla leggera: le lunghe distanze dei trasferimenti, le altitudini elevate (si viaggia dai 4500 metri del lago Manasarovar ai 5600 della vetta vera e propria), le poche strutture ricettive sono difficoltà oggettive, ripagate però da uno dei viaggi più affascinanti e mistici che si possono fare sulla terra.<br />
<em>Credits: Ondřej Žváček, CC BY 2.5, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=2525216</em></p>
<h4></h4>
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Spoiler: ne mandiamo poche, ma buone!</h4>
<h3><strong><br />
</strong>4. Monte Olimpo (Grecia)</h3>
<p>Il tetto della Grecia, e l’autentico Olimpo (!) delle divinità classiche. La vetta più alta è<strong> il Mytikas, a quota 2917 metri:</strong> ci vogliono normalmente due giorni di escursioni per salire e scendere partendo dal villaggio di Prionia, a 18 km da Litochoro. Da qui si arriva al rifugio A in circa 3 ore, e in altrettante si raggiunge la vetta dove vi attende il registro dei visitatori…<br />
<strong>La sede degli dei non è così facile da scalare come si potrebbe pensare</strong>, ma con un po&#8217; di allenamento e di attenzione è alla portata di molti. <strong>Non sottovalutate nemmeno la stagione</strong>: in inverno il freddo e la neve possono essere dei seri ostacoli.<br />
<em>Credits: Stolbovsky &#8211; Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=87360418</em></p>
<h3><strong><br />
</strong>5. Monte Sinai (Egitto)</h3>
<p>Mosè è salito a mani vuote ed è disceso <strong>con le tavole della legge,</strong> oggi invece conviene attrezzarsi con un sacco a pelo e l’occorrente per almeno un giorno di bivacco. L’ascensione ai 2285 metri della vetta del Sinai (chiamato anche Gebel Musa, Monte di Mosè, o Har HaElokim, montagna divina), compresa di visione dell’alba su tutta la penisola, è uno dei trekking più gettonati d’Egitto.<br />
Punto di partenza per tutti i 1585 metri del <strong>Monastero di Santa Caterina</strong>: da quel punto ci sono circa 3 ore di cammino, compresi i 750 gradini che portano alla vetta. Piccolo inconveniente: lungo il cammino si incontrano anche i gitanti in libera uscita dai villaggi di Sharm, per lo più a bordo di cammello.<br />
<em>Credits: Mohammed Moussa &#8211; Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=28338950<br />
</em>Foto homepage: くろふね &#8211; Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=78853988</p>
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<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Leggi anche</strong></p>
<ul>
<li><a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/quanto-correre-camminare-per-essere-felici-bastano-10-minuti-di-camminata-alla-settimana-per-stare-bene-elevare-livello-endorfine/" data-wpel-link="internal"><strong>10 minuti di camminata alla settimana per essere più felici</strong></a></li>
<li><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/montagna/nel-kufsteinerland-le-vacanze-sulla-neve-in-stile-fiabesco/" data-wpel-link="internal"><strong>Nel Kufsteinerland, le vacanze sulla neve in stile fiabesco</strong></a></li>
<li><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/montagna/in-svizzera-tra-gole-e-ghiacciai/" data-wpel-link="internal"><strong>Scoprire la Svizzera tra gole e ghiacciai</strong></a></li>
</ul>
<h4></h4>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Oltre il regno di ghiaccio: tra le vette di Snowdonia si nasconde il lago della vera Excalibur</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/montagna/snowdonia-galles-trekking-inverno-itinerari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Serena Proietti Colonna]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Dec 2025 12:25:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Montagna]]></category>
		<category><![CDATA[escursioni]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[inverno]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.sportoutdoor24.it/?p=659740</guid>

					<description><![CDATA[Esiste un angolo di Galles dove la terra sembra ancora appartenere ai giganti. Eryri, il[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="900" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Snowdonia-laghi.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Snowdonia, il tempio dell&#039;inverno" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Snowdonia-laghi.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Snowdonia-laghi-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Snowdonia-laghi-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Snowdonia-laghi-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p>Esiste un angolo di <strong>Galles</strong> dove la terra sembra ancora appartenere ai giganti. <strong>Eryri</strong>, il nome locale di <strong>Snowdonia</strong> (che significa &#8220;luogo delle aquile&#8221;), in <strong>inverno</strong> si spoglia dei colori autunnali per indossare una corazza di ghiaccio e nebbia, al punto da diventare un paesaggio che pare uscito direttamente da un romanzo di Tolkien.</p>
<p>Il viaggiatore che arriva da queste parti ha perciò l&#8217;opportunità di fare un&#8217;immersione totale in una natura cruda e potente, fatta di creste affilate che tagliano il cielo e laghi glaciali che riflettono il grigio metallico delle cime. Per chi ama il<strong> trekking invernale</strong>, questo parco nazionale rappresenta la sfida definitiva del Regno Unito, un santuario di ardesia e vento in cui ogni passo racconta <strong>storie di antichi re e scalatori leggendari</strong>.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Snowdonia.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-659760" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Snowdonia.jpg" alt="Snowdonia, Galles" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Snowdonia.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Snowdonia-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Snowdonia-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Snowdonia-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<h2>Sulle tracce di Sir Edmund Hillary: la scalata allo Snowdon (Yr Wyddfa)</h2>
<p>Dominare la vetta dello <strong>Snowdon</strong> e i suoi 1.085 metri di altitudine (è la cima più alta del Galles e dell<strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/lake-district-cosa-fare-nella-regione-dei-laghi-in-inghilterra/" data-wpel-link="internal">&#8216;Inghilterra</a></strong>) d&#8217;inverno è un&#8217;impresa che richiede rispetto e preparazione. Vi basti pensare che negli anni &#8217;50 <strong>Sir Edmund Hillary e Tenzing Norgay</strong>, ovvero coloro che hanno cambiato per sempre la storia dell&#8217;alpinismo conquistando l&#8217;<strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/e-bike/la-ebike-per-andare-sulleverest-con-una-singola-carica/" data-wpel-link="internal">Everest</a></strong>, scelsero queste affascinanti pareti scoscese con il loro meteo imprevedibile come palestra d&#8217;addestramento.</p>
<p>Questo vuol dire che chi desidera cimentarsi nell&#8217;ascesa invernale del <strong>PyG Track e del Miners&#8217; Track</strong> (le vie più iconiche) deve prepararsi a dovere, perché queste montagne, pur non toccando quote himalayane, non perdonano le sottovalutazioni. La sfida invernale, oltre a essere fisica, è tattica: la roccia scivolosa e i venti improvvisi che soffiano dal <strong>Mare d&#8217;Irlanda</strong> rendono i sentieri un banco di prova tecnico dove l&#8217;attrezzatura e l&#8217;esperienza fanno la differenza.</p>
<p>Si parte dal passo di <strong>Pen-y-Pass</strong> (359 metri), da dove è facile raggiungere il percorso del <strong>Miners&#8217; Track</strong>. Si tratta di un sentiero più dolce nella prima parte e che costeggia i bellissimi laghi <strong>Llyn Llydaw e Glaslyn.</strong> Nel finale, però, il tragitto si impenna bruscamente.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Snowdonia-inverno.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-659761" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Snowdonia-inverno.jpg" alt="Snowdonia in inverno, esperienze e trekking" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Snowdonia-inverno.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Snowdonia-inverno-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Snowdonia-inverno-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Snowdonia-inverno-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Il <strong>PyG Track</strong> parte sempre dallo stesso luogo, ma si distingue perché sale bruscamente sulla destra. Questo vuol dire che ci sono panorami più aerei fin da subito. La raccomandazione che vi diamo, soprattutto in inverno, è di <strong>non dimenticare mai i ramponi e la piccozza</strong> perché i tratti finali (come lo &#8220;Zig-Zags&#8221;) si ghiacciano rapidamente sotto l&#8217;effetto dei venti atlantici. Se il meteo è proibitivo, inoltre, la prudenza impone di fermarsi ai laghi.</p>
<h3>Alternative outdoor: i sentieri di bassa quota e la Valle di Ogwen</h3>
<p>Se le condizioni meteo rendono sconsigliabile l&#8217;ascesa allo Snowdon, ci sono alcune alternative di una bellezza magnetica anche a quote inferiori. La <strong>Valle di Ogwen</strong> è una delle mete preferite dagli escursionisti locali perché proprio qui si trova il <strong>Llyn Idwal</strong>, un lago glaciale circondato da un anfiteatro naturale di rocce scure.</p>
<p>Il sentiero che lo circonda è un classico del trekking gallese, relativamente pianeggiante e accessibile, ma immerso in uno scenario che ricorda i fiordi norvegesi. Per chi cerca qualcosa di ancora più protetto, la foresta di <strong>Gwydir</strong>, che circonda Betws-y-Coed, mette a disposizione chilometri di percorsi per mountain bike e camminate tra laghi nascosti (come il Llyn Elsi) e miniere di piombo abbandonate.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Snowdonia-Galles.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-659762" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Snowdonia-Galles.jpg" alt="Snowdonia, parco del Galles" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Snowdonia-Galles.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Snowdonia-Galles-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Snowdonia-Galles-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Snowdonia-Galles-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<h2>Betws-y-Coed: il borgo alpino incastonato tra le foreste</h2>
<p>Se lo Snowdon è il cuore selvaggio, <strong>Betws-y-Coed</strong> ne è l’anima accogliente. Conosciuto come la &#8220;Porta di Snowdonia&#8221;, questo borgo sembra un frammento di <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/borghi-piu-belli-svizzera-inverno/" data-wpel-link="internal">Svizzera</a></strong> trapiantato nel Galles. Il punto focale è il <strong>Pont-y-Pair</strong>, un ponte in pietra del XV secolo che sovrasta cascate impetuose di acqua gelida.</p>
<p>In inverno il villaggio si rivela il rifugio perfetto dopo una giornata outdoor, anche perché la via principale è costellata di negozi tecnici per l’alpinismo e caffè storici. Un piccolo consiglio: non lasciate il borgo senza aver visitato la vicina<strong> Swallow Falls</strong> (Rhaeadr Ewynnol). Con le piogge invernali, le cascate raggiungono la loro massima potenza.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Betws-y-Coed.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-659763" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Betws-y-Coed.jpg" alt="Betws-y-Coedm Galles" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Betws-y-Coed.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Betws-y-Coed-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Betws-y-Coed-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Betws-y-Coed-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<h2>Tra spade ed eroi: le leggende nel cuore di Eryri</h2>
<p>Menzionare Snowdonia significa evocare lo spirito di <strong>Re Artù</strong>. La leggenda vuole che il massiccio sia il luogo di riposo del gigante <strong>Rhitta Gawr</strong>, sconfitto proprio da Artù, ma il cuore del mito batte nelle acque scure del Llyn Llydaw. Si dice che sia proprio questo il lago in cui fu gettata la<strong> spada Excalibur</strong> dopo la battaglia di Camlann.</p>
<p>Poco lontano, nel borgo di<strong> Beddgelert,</strong> la storia si fa persino più struggente con la leggenda del <strong>principe Llywelyn</strong> e del suo fedele cane Gelert. Il principe, credendo che il cane avesse ucciso il suo erede, lo colpì a morte, per poi scoprire che Gelert aveva in realtà salvato il bambino da un lupo. Oggi, camminare verso la &#8220;<strong>Tomba di Gelert</strong>&#8221; lungo le rive del fiume Glaslyn è un rito per ogni escursionista, un trekking facile e pianeggiante che permette di respirare la mitologia gallese senza affrontare le pendenze della vetta.</p>
<h3>Snowdon Mountain Railway in inverno</h3>
<p>La celebre <strong>Snowdon Mountain Railway,</strong> la ferrovia a cremagliera che dal 1896 porta i turisti in vetta partendo da Llanberis, da novembre a metà marzo riduce drasticamente il servizio: i treni non raggiungono mai la stazione di vetta (Hafod Eryri) a causa del ghiaccio e degli accumuli di neve sui binari. Sebbene non si arrivi sul punto più alto, il viaggio offre comunque panorami mozzafiato.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Montagne-Snowdonia.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-659764" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Montagne-Snowdonia.jpg" alt="Montagne di Snowdonia in inverno" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Montagne-Snowdonia.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Montagne-Snowdonia-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Montagne-Snowdonia-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Montagne-Snowdonia-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Se la vostra intenzione è raggiungere la cima, l&#8217;unico modo in inverno è il <strong>trekking con attrezzatura tecnica.</strong> È fondamentale, però, verificare sempre il bollettino del <a href="https://www.mwis.org.uk/" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">Mountain Weather Information Service</a> (MWIS) prima di partire, poiché il vento in cresta può superare i 100 km/h.</p>
<p>Foto Canva</p>
<p><strong>Leggi Anche</strong></p>
<ul>
<li><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/duncansby-stacks-trekking-inverno-scozia/" data-wpel-link="internal">Presso i Guardiani di Pietra di Duncansby è possibile ammirare il paesaggio più drammatico dell’inverno</a></strong></li>
<li><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cammini/costwold-way-consigli-come-fare-c-osa-vedere-il-trekking-sulle-colline-inglesi-nel-centro-dellinghilterra-percorso-a-piedi-in-bici-o-a-cavallo/" data-wpel-link="internal">Viaggio nelle Costwold, nel cuore autentico dell’Inghilterra</a></strong></li>
<li><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/mete-regno-unito-dove-non-andare/" data-wpel-link="internal">Questi 5 luoghi nel Regno Unito sono meravigliosi</a></strong></li>
</ul>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>I film più belli ambientati tra neve e ghiaccio, da vedere al caldo di casa nostra</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/cultura/consigli-10-film-su-neve-e-montagna-da-vedere-al-caldo-di-casa-nostra-commedia-drammatico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Ballerini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Dec 2025 09:00:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[sci]]></category>
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					<description><![CDATA[Vecchi, recenti, italiani e no, commedie e tragedie: ecco una selezione di film su neve[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1000" height="649" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/12/film-neve-montagna.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="THE REVENANT" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/12/film-neve-montagna.jpg 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/12/film-neve-montagna-300x195.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/12/film-neve-montagna-768x498.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><br><br><p>Vecchi, recenti, italiani e no, commedie e tragedie: ecco una selezione di <strong>film su neve e montagna,</strong> o meglio  in cui neve e montagna sono tra gli elementi fondamentali delle storie. Da vedere al calduccio di casa nostra in inverno, magari durante le vacanze di natale.</p>
<h3>1. La vita è meravigliosa (Usa, 1946)</h3>
<p>Cominciamo con un classico che viene considerato un capolavoro del regista americano <strong>Frank Capra</strong> e con un giovane <strong>James Stewart</strong> che ritrova fiducia e felicità e con una delle scene finali sotto la neve che è proprio “una cosa meravigliosa”.</p>
<p><iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/-T4AWi7J3Dg?rel=0" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<h3></h3>
<h3>2. Revenant (Usa, 2015)</h3>
<p>Non solo neve, ma tutto il caleidoscopio della natura è al centro di questo film premio Oscar 2016 per la migliore regia e migliore interpretazione maschile (<strong>Leonardo DiCaprio</strong>).<br />
Si racconta in modo romanzato la <strong>storia vera di Hugh Glass</strong> e della sua vendetta quando viene lasciato in fin di vita nella neve e gli viene assassinato il figlio. L&#8217;inseguimento dentro le terre invernali dell&#8217;America selvaggia di metà Ottocento è emozionante e spettacolare.</p>
<p><iframe loading="lazy" title="Revenant Redivivo | Trailer Ufficiale [HD] | 20th Century Fox" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/xrctuMnFDc4?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<h3></h3>
<p>&nbsp;</p>
<h3>3. Everest (Usa, Gbr, Isl, 2015)</h3>
<p>La storia è quella della <strong>disastrosa spedizione del maggio 1996</strong>, quando durante una improvvisa tempesta persero la vita 8 alpinisti. Una storia raccontata <strong>da Jon Krakauer</strong> (l’autore di <a href="https://www.sportoutdoor24.it/tag/into-the-wild/" data-wpel-link="internal">Into the Wild</a>) nel libro <a href="http://www.corbaccio.it/generi/narrativa_generale/aria_sottile_9788879722681.php" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">Aria sottile</a>.</p>
<p><iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/PBTjqcv6u04?rel=0" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p><strong>&gt;&gt;Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/cultura/10-film-coperti-di-neve/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">10 film coperti di neve</a></strong></p>
<h3>4. 8 amici da salvare (Usa, 2006)</h3>
<p>Prodotto dalla <strong>Walt Disney</strong>, si svolge in Antartico e ha come protagonisti <strong>8 cani da slitta</strong> e racconta un fatto realmente accaduto. Protagonista, insieme ai cani (Alaskan Malamute e Siberian Husky), l’indimenticato <strong>Paul Walker</strong>, diventato famoso per la saga di <strong>“Fast&amp;Furious”</strong> e scomparso in un pauroso incidente d’auto nel 2013.</p>
<p><iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/bh6mmdCOgUY?rel=0" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>5. Frozen – Il regno del ghiaccio (Usa,2013)</h3>
<p>Un classico Disney degli ultimi anni, <strong>“Frozen”</strong> , liberamente ispirato alla fiaba “La regina delle nevi”  di <strong>Hans Christian Andersen</strong>, ha portato nelle nostre case personaggi come quelli di <strong>Elsa</strong>, Anna, Kristoff e la sua renna <strong>Sven</strong> e soprattutto <strong>Olaf</strong>, simpatico e ridicolo pupazzo di neve.</p>
<p><iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/i9isPuwmE04?rel=0" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<h3>6. Into the Wild (Usa, 2007)</h3>
<p>Scritto e diretto da Sean Penn, è la storia vera e tragica di <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/into-the-wild-nuove-ipotesi-su-come-e-morto-chris-mccandless/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Christopher McCandless</a></strong> e del suo viaggio attraverso gli Stati Uniti fino a raggiungere l’Alaska e lì perdere la vita.</p>
<p><iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/OPp9KaLS3sg?rel=0" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<h3>7. L’uomo di neve (Gbr, 2017)</h3>
<p>Nella città di Oslo quando i primi fiocchi cadono, alcune donne spariscono nel nulla e misteriosi pupazzi di neve compaiono a sorvegliare le strade… <strong>Un thriller</strong> tratto dai famosi romanzi scritti dal norvegese <strong>Jo Nesbø </strong>e che ha come protagonista il detective Harry Hole, interpretato dal fascinoso<strong>  </strong><strong>Michael Fassbender</strong><strong>.</strong></p>
<p><iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/wc9c30I5GEc?rel=0" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<h3>8. Il domani tra di noi (Usa, 2017)</h3>
<p>Un piccolo aereo precipita tra le nevi delle <strong>montagne del <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/avventure-incredibili-da-vivere-nei-parchi-nazionali-degli-stati-uniti/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Colorado</a></strong>, una giornalista e un medico, fino ad allora perfetti sconosciuti, devono lottare per sopravvivere. Con <strong>Kate Winslet </strong>e <strong>Idris Elba</strong>.</p>
<p><iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/nYGOeBzp9R8?rel=0" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<h3>9. Ritorno a Could Mountain (Usa, 2003)</h3>
<p>Un cast ‘stellare’: <strong>Nicole Kidman, Jude Law, Renée Zellweger, Donald Sutherland, Natalie Portman, Philip Seymour Hoffman</strong>. Sullo sfondo di un paesaggio ricoperto di candida neve, la storia di un soldato confederato che intraprende un lungo viaggio per riabbracciare la sua amata.</p>
<p><iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/VuhcVt37NpU?rel=0" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<h3>10. La prima neve (Ita, 2013)</h3>
<p>Diretto da <strong>Andrea Segre</strong>, il film racconta di <strong>Dani</strong>, giovane togolese fuggito dal suo paese, di <strong>Michele</strong>, un bambino che soffre l’improvvisa perdita del padre, e sullo sfondo un piccolo paese del <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/dove-sciare/sport-invernali-e-benessere-in-trentino/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Trentino</a>.  La prima neve è quella che tutti in valle aspettano. È quella che trasforma i colori, le forme, i contorni. In quei boschi, prima della neve, Dani e Michele potranno imparare ad ascoltarsi. Nel cast: <strong>Matteo Marchel, Jean-Christophe Folly, Anita Caprioli e Giuseppe Battiston.<br />
</strong><iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/DJtZcgJEI7w?rel=0" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p><em>Foto vox-cdn.com</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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Spoiler: ne mandiamo poche, ma buone!</h4>
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		<title>I film sulla montagna e l&#8217;avventura da vedere per forza sulle piattaforme streaming</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/cultura/film-sulla-montagna-da-vedere-su-netflix-amazon-e-raiplay/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martino De Mori]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Dec 2025 08:59:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[alpinismo]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[free solo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.sportoutdoor24.it/?p=56295</guid>

					<description><![CDATA[I film sulla montagna da vedere su Netflix, Amazon e Raiplay sono sempre di più[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/10/film-sulla-montagna-da-vedere-su-netflix-amazon-e-raiplay-14-peaks-impossible.jpeg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="film-sulla-montagna-da-vedere-su-netflix-amazon-e-raiplay-14-peaks-impossible" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/10/film-sulla-montagna-da-vedere-su-netflix-amazon-e-raiplay-14-peaks-impossible.jpeg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/10/film-sulla-montagna-da-vedere-su-netflix-amazon-e-raiplay-14-peaks-impossible-300x210.jpeg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/10/film-sulla-montagna-da-vedere-su-netflix-amazon-e-raiplay-14-peaks-impossible-331x232.jpeg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p><strong>I film sulla montagna da vedere su Netflix, Amazon e Raiplay </strong>sono sempre di più e di qualità: dai capolavori mainstream ai film meno conosciuti ma altrettanto interessanti. I cataloghi crescono e noi li seguiamo progressivamente. segnalando i titoli più interessanti (no, non tutti).<strong><br />
</strong>Per chi come noi ama uscire, fare sport all’aria aperta, progettare e fare viaggi e avventu<strong>re, s<b>ono un bel passatempo </b>quando siamo costretti a casa.</strong></p>
<h2>I migliori film sulla montagna da vedere su Netflix, Amazon e Raiplay</h2>
<p>Così abbiamo selezionato un po&#8217; di<strong> film e documentari sulla montagna da vedere su Netflix, Amazon Prime Video e Raiplay.<br />
</strong>Si va da <strong><em>Le otto montagne</em></strong> tratto dal libro di Paolo Cognetti alle imprese di Nimsdai Purja sugli Ottomila in <em><strong>14 Peaks</strong></em> e di Alex Honnold in <em><strong>Free Solo</strong></em>, al film su <strong>Reinhold Messner,</strong> dal mitico <em><strong>Into the Wild</strong></em> all’esilarante <em>Ascensione</em>.<br />
Ma ci sono anche le epiche prime scalate all&#8217;Everest (Beyond the Edge) e al K2 <strong>(K2-Bonatti contro tutti).</strong><br />
Buona visione&#8230;</p>
<h3>Film e documentari sulla montagna su Netflix</h3>
<p>Sul tema montagna Netflix propone in streaming tv soprattutto film di fiction o docufilm. Alcuni leggeri e divertenti come Ascensione, altri più drammatici come l&#8217;avventura di Tommy Caldwell in The Dawn Wall. Ecco i migliori da vedere sulla piattaforma.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4>Broad Peak, Fino alla Cima</h4>
<p><strong>Regia: 102&#8242; </strong><br />
<strong>Durata: Leszek Dawid</strong><strong><br />
Anno: </strong>2022, Polonia</p>
<p>Broad Peak racconta la <strong>tragica scomparsa dell&#8217;alpinista polacco Macjei Berbeka nel 2013</strong>, mentre scendeva dalla montagna omonima pakistana insieme al compagno Tomasz Kowalski. Dietro c&#8217;è il destino a una storia molto interessante: Berbeka aveva realizzato una grande impresa salendo in invernale sulla cime nel 1987, ma una volta tornato in Polonia si accorse poi di non aver compiuto del tutto la scalata. Così <strong>ritentò nel 2013, dopo essersi ritirato dall&#8217;alpinismo</strong>, decise di ritentare l&#8217;impresa. Ma dopo aver finalmente toccato la vetta, scompare nel buio a 7.900 metri, a causa di un mai chiarito imprevisto.<br />
<iframe loading="lazy" title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/SFlv1Y4pnnw" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<h4></h4>
<h4>Against the Ice</h4>
<p><strong>Regia: </strong>Peter Flinth<br />
<strong>Durata: </strong>103&#8242;<strong><br />
Anno: </strong>2022, Danimarca, Islanda</p>
<p>Tre anni in Groenlandia tra freddo, fame e fatica, a cercare di <strong>sopravvivere per dimostrare che la grande isola era una sola e non due</strong>. Against the Ice racconta la storia vera della spedizione del 1909 che vide <strong>Ejnar Mikkelsen e Iver Iversen</strong> partire a piedi nel ghiaccio per tracciare i confini della grande isola. e quasi lasciarci la pelle.<br />
<iframe loading="lazy" title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/bEyyKwVORvo" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen" data-mce-fragment="1"></iframe></p>
<p>Si tratta di un film di fiction uscito in in streaming su Netflix nel 2022 con una produzione in grande stile al servizio di una storia drammatica e avvincente, narrata in modo scorrevole dalla regia di Peter Flinth.<br />
I protagonisti sono <strong>Nikolaj Coster-Waldau</strong> (visto in Il Trono di Spade) e<strong> Joe Cole </strong>(Peaky Blinders), che soffrono contro la forza della natura cementando la loro amicizia.<br />
Ne paliamo anche <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/cultura/against-the-ice-su-netflix-il-film-in-streaming-sulla-storia-vera-della-spedizione-in-groenlandia/" data-wpel-link="internal">qui</a></strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4>14 Peaks: Nothing is impossible</h4>
<p><strong>Regia: </strong>Torquil Jones<strong><br />
Durata: </strong>100&#8242;<strong><br />
Anno: </strong>2021, Nepal, Usa, UK</p>
<p>L&#8217;impresa pazzesca di <strong>Nimsdai Purja: scalare tutti gli ottomila in meno di 7 mesi,</strong> considerato che il primo a farlo, Reinhold Messner, ci mise 16 anni, mentre il record era del sudcoreano sudcoreano Kim Chang-Ho con 7 anni e 10 mesi. Dentro questo film documentario c&#8217;è un sacco di roba: l&#8217;ambizione estrema dell&#8217;alpinismo moderno, la sfida tecnica, psicologica ed  economica, l&#8217;orgoglio personale e nazionale degli sherpa.<br />
<iframe loading="lazy" title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/8QH5hBOoz08" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe>Nato in una famiglia umile, dopo essere stato un <strong>membro dell&#8217;elite militare dei gurkha,</strong> Purja si dedica all&#8217;alpinismo fino all&#8217;idea di fare un&#8217;impresa folle per <strong>celebrare la grandezza degli sherpa</strong>, i migliori scalatori del mondo ma messi sempre in secondo piano dai media.<br />
Ecco allora gli allenamenti massacranti, la composizione del team di soli sherpa nepalesi, e la partenza per l&#8217;impresa. con <strong>salvataggi estremi, cime conquistate da ubriaco</strong>, tragedie in parete, momenti di cedimento, di esaltazione e di sacrificio.<br />
Un bel documentario avvincente, costruito con immagini su campo, filmati di repertorio,  animazioni e contributi di altri grandi alpinisti (Messner, Jimmy Chin e altri).<br />
Un film per tutti, che racconta la<strong> cultura del popolo nepalese e che cos&#8217;è l&#8217;amore per la montagna.<br />
</strong>Qui<strong> <a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/cultura/14-vette-film-netflix/" data-wpel-link="internal">la nostra recensione di 14 Vette</a>.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4>Jurek</h4>
<p><strong>Regia: </strong>Jerzy Kukuczka<strong><br />
Durata:</strong> 103&#8242;<strong><br />
Anno: </strong>2014, Polonia</p>
<p>Jerzy Kukuczka è una leggenda dell&#8217;alpinismo, <strong>uno degli atleti più forti di sempre</strong>. Nato nel 1948 a Katowice, è <strong>scomparso tragicamente su Lhotse nel 1989</strong>. Il <strong>documentario</strong> Jurek (il suo soprannome) è del 2014 ed è uscito a dicembre 2021 su Netflix: racconta la sua storia, che va al di là del mero alpinismo e diventa <strong>un raconto universale che ha a che vedere con la forza e con il destino. </strong><br />
Per dire, è stato <strong>il secondo dopo Messner</strong> (di cui fu uno storico &#8216;avversario&#8217; in senso sportivo) <strong>a scalare tutti gli Ottomila,</strong> Su queste vette ha aperto 10 nuove vie ed è stato <strong>il primo a scalare in invernale quattro Ottomila</strong>: Dhaulagiri, Cho Oyu, Kanchenjunga e Annapurna.</p>
<p><iframe loading="lazy" title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/kYXxfBXE7OM" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Ad aggiungere alle sue imprese ancora più valore c&#8217;è il fatto che <strong>veniva dalla Polonia</strong>, un paese che negli anni &#8217;70 e &#8217;80 non dava grande importanza all&#8217;alpinismo, aveva pochi maestri e nessuna struttura: Jerzy <strong>si allenava scalando le ciminiere delle fabbriche</strong> che per lavoro dipingeva. E <strong>non ebbe mai l&#8217;eco mediatica che meritava</strong>. Solo quando cominciò ad averla, in occasione della scalata al Lhotse, il destino presentò il suo conto e il 24 ottobre 1989 una corda si ruppe su una roccia, facendolo scivolare in un crepaccio.<br />
Qui la nostra <a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/cultura/jurek-film/" data-wpel-link="internal"><strong>recensione di Jurek</strong></a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4>Mountain</h4>
<p><strong>Regia: </strong>Jennifer Peedom<strong><br />
Durata: </strong>91&#8242;<strong><br />
Anno: </strong>2017, Australia<br />
Con <strong>immagini mozzafiato</strong> e una narrazione coinvolgente (Willem Dafoe che legge brani tratti da ‘Mountains of the mind’), gli spettatori sono trasportati in cima ad alcune delle <strong>montagne più spettacolari del mondo</strong>. Una meditazione sulla montagna, il suo fascino irrinunciabile e il senso dello scalare.</p>
<h4></h4>
<h4>The Dawn Wall</h4>
<p><strong>Regia:</strong> Peter Mortimer e Josh Lowell<strong><br />
Durata: </strong>100&#8242;<strong><br />
Anno: </strong>2017, Stati Uniti / Austria<br />
Il film sulla straordinaria storia del <strong>climber Tommy Caldwell</strong> che insieme al suo amico Kevin Jorgeson, nel 2015 scalò una parete dello Yosemite National Park. Dietro la scalata si racconta di Caldwell e della sua vita all’inseguimento degli ostacoli da superare, compreso il <strong>rapimento in Kirghizistan.</strong></p>
<p><iframe loading="lazy" title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/edfw9ip9sCQ?si=QOjzsBMAoOmcuI_K" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Tra dedizione e ossessione, Caldwell e Jorgeson trascorrono sei anni meticolosamente pianificando la via. Nel tentativo finale, in diretta mondiale, <strong>Caldwell si trova di fronte a un</strong> <strong>momento decisivo</strong>: abbandonare il partner per realizzare il suo sogno, o rischiare il successo per il bene della loro amicizia?<br />
<strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/cultura/the-dawn-wall-il-film-al-cinema-il-21-novembre/" data-wpel-link="internal">Ne abbiamo parlato qui.</a></strong></p>
<h4></h4>
<h4>Ascensione</h4>
<p><strong>Rgeia: </strong>Ludovic Bernard<br />
<strong>Durata: </strong>105&#8242;<strong><br />
Anno: </strong>2017, Francia<br />
Una <strong>strana scalata sull’Everest</strong> senza mai essere stato in montagna.<br />
Ascensione racconta con tono leggero la vicenda di un cittadino francese di origini africane che si mette in testa di scalare la montagna più alta per dimostrare qualcosa alla donna che ama.</p>
<p><iframe loading="lazy" title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/3E26V93y4fg" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe><br />
Ispirato a <strong>una storia vera</strong> (quella del giornalista franco algerino <strong>Nadir Dendoune</strong>), ha uno stile narrativo efficace e immagini delle montagne nepalesi meno scontate o drammatizzate del solito.<br />
<strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/cultura/ascensione-4-motivi-per-vedere-il-film-netflix-sulla-folle-scalata-alleverest/" data-wpel-link="internal">Qui la nostra recensione</a>.</strong></p>
<h4></h4>
<h4>Revenant</h4>
<p><strong>Regia: </strong>Alejandro González Iñárritu<strong><br />
Durata: </strong>156&#8242;<strong><br />
Anno:</strong> 105, Usa<br />
Il film premio Oscar 2016 per la migliore regia e migliore interpretazione maschile (<strong>Leonardo DiCaprio</strong>) che racconta in modo romanzato la <strong>storia vera di Hugh Glass</strong> e della sua vendetta quando viene lasciato in fin di vita nella neve e gli vien assassinato il figlio.<br />
Ambientato nell’inverno dell’America selvaggia, è un inno alla natura e alla sopravvivenza.<br />
<strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/cultura/revenant-redivivo-5-motivi-per-andare-al-cinema-e-vedere-il-film-con-leonardo-dicaprio/" data-wpel-link="internal">Ne parliamo qui.</a></strong></p>
<p><iframe loading="lazy" title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/xrctuMnFDc4" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<h3></h3>
<h3>Film e documentari sulla montagna su Amazon Prime Video</h3>
<p>Il catalogo di Amazon ha dei bei <strong>docufilm dedicati alle imprese sportive in montagna,</strong> alcune anche poco conosciute. Vela la pena scandagliare la app dei video in streaming per scovare avventure e profili di esploratori e atleti raccontati in documentari di ottimo livello, che possono aiutarci a capire meglio cosa siano gli sport di montagna.<br />
Amazon propone anche due film &#8216;mitici&#8217; per chi amal l&#8217;outdoor, l&#8217;avventura e la montagna: <strong>Free Solo </strong>e<strong> Into The Wild.</strong></p>
<h4>Le otto montagne</h4>
<p><strong>Regia:</strong> Felix Van Groeningen, Charlotte Vandermeersch<strong><br />
Durata:</strong> 147&#8242;<strong><br />
Anno:</strong> 2022, Italia</p>
<p>Il film tratto dall&#8217;omonimo<strong> libro di Paolo Cognetti</strong> è uno dei successi della stagione 2022-2023. Alessandro Borghi e Luca Marinelli interpretano i due amici che si incontrano, si perdono e si ritrovano nelle di verse fasi della vita, tenendo come riferimento una baita in montagna. La storia drammatica di un&#8217;amicizia e dell&#8217;attrazione irresistibile della natura e della montagna sulla mente umana hanno conquistato critica e pubblico.  Una delle storie più significative sul tema degli ultimi anni.</p>
<p><iframe loading="lazy" title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/sq4Y8IB_jgA?si=cjXJEZW2hQmRpUhF" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<h4></h4>
<h4>L&#8217;alpinista</h4>
<p><strong>Regia:</strong> Natale Fabio Mancari, Giacomo Piumatti<strong><br />
Durata:</strong> 46&#8242;<strong><br />
Anno:</strong> 2015, Italia</p>
<p>Agostino Gazzera, detto &#8216;Gustìn&#8217; ha 90 anni e una gran barba da montanaro. Ma va ancora a scalare le pareti di ghiaccio come quando aveva 30 anni. Nato a Torino, inizia a scalare le vette attorno al Monviso subito dopo la guerra e non finirà mai. La sua storia e la sua passione sono raccontata in questo film documentario che mette in scena scalate, interviste e immagini di repertorio. Ed è anche un&#8217;ode al rapporto uomo-montagna.<br />
<iframe loading="lazy" title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/ScvEDBeeaA0" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<h4></h4>
<h4>Free Solo &#8211; Sfida Estrema</h4>
<p><strong>Regia: </strong>Jimmy Chin e Elizabeth Chai Vasarhelyi<strong><br />
Durata:</strong> 10&#8242;<strong><br />
Anno:</strong> 2018, Usa<br />
Il documentario di Jimmy Chin e di sua moglie Chai Vasarhelyi che ha vinto il <strong>premio Oscar 2019</strong> raccontando la <strong>folle e storica impresa del climber Alex Honnold,</strong> che il 3 giugno 2017 ha scalato in solitaria la parete Freerider del massiccio di <a href="https://www.sportoutdoor24.it/tag/el-capitan/" data-wpel-link="internal">El Capitan</a>, considerata impossibile.</p>
<p><iframe loading="lazy" title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/urRVZ4SW7WU" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe><br />
Honnold sale senza corde i 864 metri in 3 ore e 56 minuti, seguito dalla troupe. Alla salita si alternano sequenze della <strong>preparazione dell&#8217;impresa,</strong> della vita di Honnold, del suo approccio mentale e del suo senso del pericolo. Un <strong>documentario avvincente</strong> che va oltre l&#8217;impresa e entra nella storia del cinema.<br />
Qui<strong> <a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/cultura/free-solo-date-del-film-alex-honnold/" data-wpel-link="internal">il nostro approfondimento</a></strong></p>
<h4></h4>
<h4>Into The Wild</h4>
<p><strong>Regia: </strong>Sean Penn<strong><br />
Durata:</strong> 148&#8242;<strong><br />
Anno:</strong> 2008, Usa<br />
Il film culto per chi ama e vive l&#8217;outdoor,<strong> diretto da Sean Penn e tratto dal libro di Jon Krakauer.</strong> Racconta la vicenda illuminante e tragica di Chris McCandless che abbandona la civiltà e un futuro giù deciso dalla sua famiglia per mettersi in cammino on the road. Dopo varie peregrinazioni <strong>corona il suo sogno di andare in Alaska</strong> e vivere da eremita nei boschi del Denali Park, finisce per trovare la sua tana dentro un autobus abbandonato e vive selvaggio nella natura.</p>
<p><iframe loading="lazy" title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/jm_b3cPov2E?si=L5t1hokdBRDzaimg" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Ma proprio quando si rende conto che il senso della vita non è chiudersi in se stessi ma condividere, e decide di tornare a casa, finisce schiacciato dalla potenza della natura.<br />
Un <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/chris-mccandless-e-il-mito-di-into-the-wild/" data-wpel-link="internal">film imperdibile che ha creato un mito</a>. Ed è anche <strong>un&#8217;elogio ai grandi panorami americani</strong> e al mistero della natura e dell&#8217;uomo.</p>
<h4></h4>
<h4>Beyond The Edge</h4>
<p><strong>Regia: </strong>Leanne Pooley<strong><br />
Durata:</strong> 90&#8242;<strong><br />
Anno:</strong> 2013, Nuova Zelanda</p>
<p>Las conauista dell&#8217;Everest da parte della spedizione inglese che nel 1953 portò Edmiund Hillary e lo sherpa <strong>Tenzing Norgay</strong> sulla vetta più alta del mondo. Un bel film in cui si mescolano fiction, documenti d&#8217;epoca, narrazione su più piani e fotografie, per raccontare non solo la scalata storica ma anche <strong>i personaggi che la fecero, il contesto storico, le difficoltà</strong> e il gigantismo di una spedizione &#8216;colonialista&#8217;. Su tutti, la pellicola si sofferma su <strong>Hillary, alpinista di origini molto umili che diventò una leggenda.  </strong></p>
<p><iframe loading="lazy" title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/Md-EHh2mf_w" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<h4></h4>
<h4>From Zero to Kilimanjaro</h4>
<p><strong>Regia: </strong>Morgan Bertacca<strong><br />
Durata:</strong> 56&#8242;<strong><br />
Anno:</strong> 2017, Italia<br />
I 400 km tra bicicletta e corsa compiuti da <strong>Nico Valsesia per conquistare l’Uhuru Peak</strong> (5895 mt), la cima più alta del Kilimangiaro. Il documentario racconta la 27 ore no-stop su 8000 mt di dislivello partendo dall&#8217;Oceano Indiano.<br />
Sempre sulle imprese di Valsesia c’è <strong>Summit</strong>, che racconta la scalata del Monte Bianco a partire dal mar ligure.</p>
<h4></h4>
<h4>A Jornet path to Everest</h4>
<p><strong>Regia: </strong>Josep Serra e altri<strong><br />
Durata: </strong>84&#8242;<strong><br />
Anno: </strong>2018, Spagna<strong><br />
</strong>Nel maggio 2017, <a href="https://www.sportoutdoor24.it/tag/kilian-jornet/" data-wpel-link="internal">Kilian Jornet</a> raggiunge l&#8217;ultima cima della sua lista, l&#8217;Everest, con il doppio storico: senza ossigeno e in una volta. È il culmine del progetto Summits of My Life di cinque anni, che lo ha portato a <strong>scalare alcune delle cime più famose del mondo,</strong> accompagnate da un piccolo gruppo di alpinisti.</p>
<h4></h4>
<h4>We need lungs</h4>
<p><strong>Regia: </strong>Ludovico de Maistre e Massimiliano Manzo<strong><br />
Durata: </strong>68&#8242;<br />
<strong>Anno:</strong> 2019,<strong> Italia</strong><br />
Un&#8217;avventura di 900 km di corsa, 60.000 metri di dislivello e 9 giorni di tempo per <strong>attraversare i Pirenei dall&#8217;Atlantico al Mediterraneo</strong>: l&#8217;ultima incredibile sfida dell&#8217;ultra-runner Sebastiano Arlotta.</p>
<h4></h4>
<h4>Messner &#8211; Il film</h4>
<p><strong>Regia: </strong>Andreas Nickel<strong><br />
Durata: </strong>104&#8242;<strong><br />
Anno:</strong> 2021, Italia<br />
Un film documentario sul più grande alpinista della storia. Il film racconta la sua straordinaria vita attraverso interviste con Messner stesso e con coloro che hanno incrociato la sua strada.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Film e documentari sulla montagna su Raiplay</h3>
<p>Su Raiplay si trovano documentari rari, prodotti dalla Rai. Con una particolare attenzione all&#8217;ambiente e alla conservazione della montagna. E con l&#8217;utilizzo del <strong>preziosissimo materiale conservato negli archivi Rai.  </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4>Sogni di Grande Nord</h4>
<p>Durata: 81&#8242;<br />
Lo scrittore italiano <strong>Paolo Cognetti</strong> (quello di Le otto montagne), parte per un viaggio in Alaska sulle tracce dei grandi scrittori che lo hanno ispirato (Raymond Carver, <strong>Jack London, Henry David Thoreau</strong>). Un itinerario, insieme all&#8217;amico Nicola Magrin, che è anche un percorso esistenziale, fra dropout, off gridders, <strong>persone che la vita ha spinto verso i territori inospitali del Grande Nord. </strong></p>
<p><iframe loading="lazy" title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/VLyOFlQYFaI" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe>Cognetti racconta la sua storia di &#8216;rifugiato nel bosco&#8217;, una scelta che lo vede in buona compagnia, fino al culmine del film, <strong>l&#8217;approdo al Magic Bus</strong> (poco prima che venisse rimosso per ragioni di sicurezza) che ospitò <strong>Chris McCandless</strong> fino ai suoi ultimi tragici giorni. Un tributo alla potenza della natura, alla diversità, alle sfide dell&#8217;uomo e alla storia di <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/tag/into-the-wild/" data-wpel-link="internal">Into the Wild</a></strong>, che lo ha segnato profondamente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4>K2- Bonatti contro tutti</h4>
<p><strong>Durata: </strong>42&#8242;<strong><br />
</strong>Un documentario all&#8217;interno della serie &#8220;La Grande Storia&#8221; con Paolo Mieli: raconta u<strong>na delle storie di montagna più controverse</strong>: la scalata al K2 della spedizione italiana di Ardito Desio, con Walter Bonatti. Con polemiche che si sono  trascinate per 50 anni.<br />
Il 31 luglio 1954 Achille Compagnoni e Lino Lacedelli sono in cima al K2, la seconda montagna più alta del mondo. La notizia occupa le prime pagine di tutti i quotidiani italiani, ma quello che è successo nelle ultime ore <strong>entra nella leggenda e nel mistero.</strong> Vediamo le immagini dell&#8217;epoca a colori, con la produzione del Club Alpino Italiano.<br />
Solo nel 2008 una commissione di saggi nominata dal CAI darà ragione a Walter Bonatti e alla sua versione, restituendogli il suo onore di uomo di montagna.</p>
<h4></h4>
<h4>Alpi selvagge</h4>
<p><strong>Durata: </strong>serie di 3 episodi<strong><br />
Anno: </strong>2000, Austria<br />
Circa 1.200 chilometri di roccia: le Alpi, la catena montuosa più famosa per le sue vette leggendarie e le sue piste da sci. In mezzo, però, esiste un mondo sorprendente per <strong>la sua biodiversità.</strong> Lo racconta la serie in tre episodi. Questa vasta catena montuosa ospita una <strong>popolazione di animali selvatici che si è adattata a sopravvivere</strong> in una area selvaggia spettacolare nel cuore del continente più densamente popolato del mondo.<br />
Grazie alle <strong>straordinarie immagini</strong> dei tre documentari della serie, prodotti nell’arco di cinque anni grazie alle tecniche cinematografiche più all’avanguardia, scopriremo i suoi segreti e le sue innumerevoli forme di vita.<br />
Le Alpi selvagge come non sono mai state viste prima.</p>
<h4></h4>
<h4>Cervino, la montagna del mondo</h4>
<p><strong>Regia: </strong>Nicolò Bongiorno<strong><br />
Durata: </strong>67&#8242;<strong><br />
Anno: </strong>2015, Italia<br />
Un giovane uomo <strong>sogna di scalare il Cervino</strong> lungo la leggendaria via normale Italiana aperta da J.A. Carrel nel 1865. Inizia così un viaggio attraverso il tempo, a contatto diretto con la saggezza della <strong>natura più selvaggia</strong>, alla ricerca di una nuova “via” dentro se stessi.<br />
Un <a href="https://www.raiplay.it/video/2016/08/Cervino-la-montagna-del-mondo-444d4408-9d26-4409-a54b-b7ea754a18e4.html" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">racconto</a> iniziatico fatto di una <strong>scalata emozionante</strong> attuale e documenti storici.</p>
<h4></h4>
<h4>La memoria del ghiaccio</h4>
<p><strong>Regia: </strong>Giovanni Motter<strong><br />
Durata: </strong>20&#8242;<strong><br />
Anno: </strong>2017, Italia<br />
Il <strong>ghiacciaio dell’Adamello</strong>, il più profondo ed esteso d’Italia, è minacciato dall&#8217;aumento delle temperature. La Fondazione Edmund Mach, Muse e Università Bicocca hanno avviato nel 2015 il progetto di ricerca Pollice. Un <strong>gruppo di ricercatori</strong> è impegnato sul più grande ghiacciaio d’Italia per ricercare nel ghiaccio la <strong>storia dei cambiamenti climatici</strong> e le modificazioni della vegetazione negli ultimi secoli. Un bel <a href="https://www.raiplay.it/video/2018/02/La-Memoria-del-Ghiaccio-710d5f88-7af9-46b6-ae3b-e895b036043e.html" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">documentario</a> che fa pensare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>LEGGI ANCHE:</strong></p>
<ul>
<li><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/cultura/10-libri-sulla-montagna-alpinismo/" data-wpel-link="internal">10 libri sulla montagna</a></strong></li>
<li><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/cultura/10-film-coperti-di-neve/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">10 film coperti di neve</a></strong></li>
<li><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/cultura/i-film-sulleverest-alternativi-a-everest/" data-wpel-link="internal">I film sull’Everest alternativi a Everest</a></strong></li>
<li><strong> <a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/cultura/i-film-piu-drammatici-sul-rapporto-tra-uomo-e-natura/" data-wpel-link="internal">I film più drammatici sul rapporto tra uomo e natura</a></strong></li>
</ul>
<h3></h3>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Come diventare più forti mentalmente: la filosofia dell’uomo che ha sfidato i poli</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/cultura/erling-kagge-la-mia-filosofia-per-esploratori-polari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Gervasoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Oct 2025 07:00:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[esplorazione]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sportoutdoor24.it/?p=2687</guid>

					<description><![CDATA[Erling Kagge è un tipo davvero strano, e per nulla facile da raggiungere. Comunicare con[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2013/09/Erling-Kagge1.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Erling Kagge" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2013/09/Erling-Kagge1.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2013/09/Erling-Kagge1-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2013/09/Erling-Kagge1-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p><strong>Erling Kagge</strong> è un tipo davvero strano, e per nulla facile da raggiungere. Comunicare con lui significa mandargli un&#8217;email e sperare, prima o poi, in una risposta. Potrebbe essere ovunque, anche a migliaia di km dalla civiltà, perché Erling Kagge è un esploratore.<br />
Anzi, è <strong>uno dei più grandi esploratori di ogni tempo</strong>, il primo a <strong>conquistare in solitaria i tre poli della terra</strong>: il Polo Nord, da solo, a piedi, senza slitte, cani o team di supporto, nel 1990; il Polo Sud tre anni dopo, sempre allo stesso modo; e nel 1994 l&#8217;Everest, il polo verticale del pianeta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>La filosofia per esploratori: i consigli di Erling Kagge</h2>
<p>Ma non solo: ha <strong>attraversato a vela l’Atlantico due volte</strong>, doppiando Capo Horn in direzione dell’Antartide e delle Isole Galapagos e intrapreso alcune delle più incredibili avventure dell’esplorazione contemporanea. Tanto da <strong>conquistarsi la copertina di Time</strong> con una motivazione essenziale:</p>
<blockquote><p>&#8220;Uomo moderno capace di andare oltre i limiti dell’esplorazione umana&#8221;.</p></blockquote>
<p>La <strong>sua filosofia di vita</strong> è altrettanto essenziale:</p>
<blockquote><p>&#8220;I limiti che crediamo di vedere attorno a noi sono spesso dei finti ostacoli. Ma se riesco a sognare e immaginare qualcosa, perché non posso anche farla?&#8221;.</p></blockquote>
<p>Ci ha scritto anche un libro &#8220;Filosofia per esploratori polari&#8221; (ADD Editore, 224 pagine, 15 euro) e noi proprio su questo lo abbiamo stimolato a parlarci: dei limiti, delle paure, della sfida, a se stesso e all’altro da sé.</p>
<h3>Continua a infrangere le regole</h3>
<p>Lo spirito dell&#8217;esploratore è dentro ciascuno di noi. <strong>Nasciamo esploratori, è la nostra condizione naturale.</strong> Pensiamo a quando eravamo bambini, e volevamo sapere cosa c&#8217;era in un cassetto piuttosto che oltre il cancello o dietro la collina. Poi purtroppo diventiamo adulti e veniamo corrotti dalle aspettative &#8211; gli insegnanti, la famiglia, il datore di lavoro &#8211; e dimentichiamo quella naturale inclinazione. Diventiamo dei bravi cittadini ligi al dovere di lavorare e pagare le tasse. Per sfuggire a questa spirale c&#8217;è un solo modo: <strong>rimanere bambini dentro</strong> e continuare a sognare di scoprire ciò che solo possiamo intuire.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/wp-content/uploads/2013/09/Erling-Kagge.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="wp-image-2688 size-medium aligncenter" src="https://www.sportoutdoor24.it/wp-content/uploads/2013/09/Erling-Kagge-252x300.jpg" alt="Erling Kagge - Norrona" width="252" height="300" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2013/09/Erling-Kagge-252x300.jpg 252w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2013/09/Erling-Kagge.jpg 609w" sizes="(max-width: 252px) 100vw, 252px" /></a></p>
<h3>Vai alla scoperta</h3>
<p>Buddha ha detto: &#8220;Non puoi percorrere un cammino prima di diventare parte di esso.&#8221; <strong>Far diventare parte di noi stessi ciò che non conosciamo è l&#8217;unico modo per affrontarlo.</strong> Questa è stata la mia linea guida quando ho affrontato i Poli, l&#8217;Everest e tutti i miei viaggi. Durante i 50 giorni in solitaria verso il Polo Sud mi sentivo parte organica di quell&#8217;esperienza. Percepivo la natura come una parte di me. Pensavo: &#8220;Qui posso godere del silenzio, ed è bello essere da soli nel mondo.&#8221; L&#8217;ho scritto nel mio diario, al 14° giorno, quando mi trovavo nel mezzo di uno spazio infinito fatto di neve, ghiaccio e biancore. Il dentro e il fuori di me erano diventati una cosa sola, e io sentivo u<strong>n profondo senso di pace e tranquillità.</strong> Il 22° giorno di cammino ho scritto nel mio diario: &#8220;A casa apprezzo solo le cose grandi. Qui sto imparando ad apprezzare le piccole gioie: le sfumature di bianco della neve; il calare del vento; il formarsi delle nubi; il silenzio.&#8221;</p>
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<p><strong>Leggi Anche</strong></p>
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<li><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/laghi-italiani-foliage/" data-wpel-link="internal">Quando l’autunno si specchia nei laghi: 7 mete imperdibili per il foliage</a></strong></li>
<li><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/centri-storici-italiani-piu-belli-autunno/" data-wpel-link="internal">Sono questi i centri storici italiani più belli per l’autunno: tra vicoli dorati e scenari da film</a></strong></li>
<li><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/canyon-in-italia/" data-wpel-link="internal">Questi sono i canyon più belli in Italia che fanno invidia agli altri paesi</a></strong></li>
<li><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/il-sentiero-del-castagno-passeggiate-facili-fra-boschi-ruscelli-e-nellalto-malcantone-svizzero/" data-wpel-link="internal">A un’ora da Milano c’è un sentiero dove nascono le castagne più buone d’Europa</a></strong></li>
</ul>
<h3>Non avere paura</h3>
<p>Io sono sempre all&#8217;erta. I<strong>l momento in cui cominci a fare errori è quello in cui ti fidi troppo di stesso.</strong> Ma allo stesso modo anche la paura può essere un nemico, al pari dello stress. La paura rende irrazionali, conduce agli errori, e lo stress cancella la sensazione di gioia in ciò che facciamo, ci blocca come se fossimo guidati dal pilota automatico, ci toglie lucidità. <strong>Stress e paura sono le grandi sfide che dobbiamo affrontare e vincere,</strong> in una spedizione come nella vita, e il segreto per farlo è rimanere sempre all&#8217;erta, con un pizzico di preoccupazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Cerca una sfida da affrontare</h3>
<p>La cosa migliore che possiamo fare quando ci svegliamo al mattino è <strong>cercare una nuova sfida.</strong> Se rileggiamo la Storia, ogni generazione ha pensato che non ci fosse più nulla da scoprire, e poi invece una nuova Terra Incognita è apparsa all&#8217;orizzonte. Pensiamo a quando Roald Amundsen ha raggiunto il Polo Sud, il 14 dicembre 1911: si pensava che avesse conquistato &#8220;l&#8217;ultimo posto del mondo&#8221; e il New York Times scrisse che &#8220;il mondo intero è stato ora esplorato.&#8221; Nemmeno Google può dire che tutto il mondo sia stato mappato: <strong>c&#8217;è sempre qualcosa da scoprire da qualche parte nel mondo. A noi tocca alzarci e andare a trovarlo.</strong></p>
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Spoiler: ne mandiamo poche, ma buone!</h4>
<h3>Prova a fare qualcosa che sembra impossibile</h3>
<p>Dire &#8220;è impossibile&#8221; è un luogo comune, un cliché, una bugia. Perché poi le cose accadono, anche quelle più impensabili. Io sono sempre possibilista, <strong>la mia filosofia quotidiana è di credere nei cambiamenti e nelle nuove visioni.</strong> Quando sento che una cosa è &#8220;impossibile&#8221;, mi chiedo: &#8220;Come posso farla?&#8221;. Farsi questa domanda significa essere già nel percorso che porta a realizzarla.</p>
<h3></h3>
<h3>Coltiva l&#8217;entusiasmo</h3>
<p><strong>L&#8217;entusiasmo è la cosa più importante nella vita di un uomo,</strong> e noi occidentali l&#8217;abbiamo persa di vista. Siamo esageratamente spaventati dalle difficoltà e dai rischi, ma poi le statistiche dicono che la gran parte degli incidenti accadono tra le mura domestiche. Quindi <strong>non abbiamo paura: la strada verso il nostro obiettivo aspetta solo di essere imboccata.</strong></p>
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		<title>Queste 10 curiosità sulla vita di Reinhold Messner sono a dir poco sorprendenti (al di là dei record)</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/cultura/10-curiosita-sulla-vita-di-reinhold-messner/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Oct 2025 07:33:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[ottomila]]></category>
		<category><![CDATA[reinhold messner]]></category>
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					<description><![CDATA[A Reinhold Messner non interessa un fico secco dei record o di essere stato depennato[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/09/Anniversario-Compleanno-Reinhold-Messner.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Anniversario Compleanno Reinhold Messner" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/09/Anniversario-Compleanno-Reinhold-Messner.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/09/Anniversario-Compleanno-Reinhold-Messner-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/09/Anniversario-Compleanno-Reinhold-Messner-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p><strong>A Reinhold Messner </strong>non interessa un fico secco dei record o di essere stato depennato dal Guinness dei primati. Rimane<strong> il più grande alpinista della storia di questo sport.</strong><br />
Nel Guinness World Record Messner era entrato per aver scalato <strong>per primo e senza ossigeno tutti i 14 Ottomila del mondo</strong>; poi un giornalista tedesco ha scoperto che si era fermato wqualche metro prima della vetta dell&#8217;Annapurna per un errore di valutazione, così il titolo è andato all&#8217;americano Edmund Viesturs. Che comunque ha dichiarato: &#8220;Sono fermamente convinto che Reinhold Messner sia stato il primo a scalare tutti e 14 gli ottomila e che questo debba essere riconosciuto&#8221;.<br />
Ecco chi è Messner.</p>
<h3>10 curiosità sulla vita di Reinhold Messner</h3>
<p>Reinhoid Messner è nato il 17 settembre 1944 a Bressanone ed è considerato il più grande alpinista del Novecento e a lui si devono numerose prime ascensioni agli Ottomila della Terra e numerose prime vie aperte sulle montagne di tutto il mondo.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2018/04/montagna-sacra-film-messner-nepal.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="size-full wp-image-45496 aligncenter" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2018/04/montagna-sacra-film-messner-nepal.jpg" alt="" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2018/04/montagna-sacra-film-messner-nepal.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2018/04/montagna-sacra-film-messner-nepal-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></a><br />
Ha scritto<strong> oltre 50 libri</strong> sulle sue imprese e sulla montagna, svelando retroscena e curiosità sulla sua vita e sulle sue imprese. Eccone 10, per omaggiare nel giorno del suo compleanno uno dei più grandi nomi di ogni tempo dell&#8217;avventura e dell&#8217;esplorazione.</p>
<p>È stato il <strong>primo alpinista al mondo a scalare tutti e 14 gli Ottomila</strong> al mondo, dal Nanga Parbat nel giugno del 1970 al Lhotse nel 1986.</p>
<p>A lui si deve la <strong>riscoperta dello stile alpino</strong>, ovvero senza ossigeno, portatori, corde fisse e campi preinstallati. Nel 1975, con Peter Habeler, completa la prima ascesa senza ossigeno supplementare del Gasherbrum I, portando nello zaino solo una corda e una tenda. Tre anni dopo, nel 1978, sempre con Habeler, conquista senza ossigeno la vetta dell&#8217;Everest, un&#8217;impresa considerata impossibile al tempo. Nel 190 torna sul tetto del mondo da solo, sempre senza ossigeno, con uno zaino di soli 20 kg di peso.</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/la-storia-della-conquista-degli-ottomila-tutte-le-prime-assolute-e-invernali/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">La storia della conquista degli Ottomila: tutte le prime, estive e invernali</a></strong></p>
<p>A Messner si deve anche la <strong>rinascita dell&#8217;arrampicata libera</strong>, a partire soprattutto dal primo 7° grado in libera, il Pilastro di Mezzo del Sass dla Crusc, in Val Badia, chiuso nel 1968.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/09/1-Everest-Unmasked-Messner-Habeler.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="size-full wp-image-111797" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/09/1-Everest-Unmasked-Messner-Habeler.jpg" alt="" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/09/1-Everest-Unmasked-Messner-Habeler.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/09/1-Everest-Unmasked-Messner-Habeler-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></a></p>
<p>Durante la sua carriera alpinistica Messner <strong>ha collezionato oltre 100 spedizioni e 3500 scalate</strong>. Lui stesso stima di aver fallito la vetta in almeno una volta su tre.</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/running/di-corsa-sull-everest-e-ritorno-da-solo-lultima-impresa-di-kilian-jornet/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Di corsa sull&#8217;Everest e ritorno: L&#8217;ultima impresa di Kilian Jornet</a></strong></p>
<p><strong>Non ha mai scalato la Via Attraverso il Pesce, sulla Marmolada</strong>, una parete di 1000 metri, liscissima, entrata nel mito dell&#8217;arrampicata. Dopo averla studiata a lungo rinunciò perché, avendo perso le dita dei piedi sul Nanga Parbat non ritenne di essere in grado di arrampicarsi a quel grado di difficoltà. Fu scalata per la prima volta dei cecoslovacchi Igor Koller e Jindrich Sustr nell&#8217;agosto del 1981.</p>
<p>Reinhold Messner è nato a Bressanone ed è madrelingua tedesco. Tuttavia <strong>ha sempre rifiutato l&#8217;espressione &#8220;berg heil&#8221; che gli alpinisti tedeschi sono soliti pronunciare quando raggiungono la vetta di una montagna</strong>. Significa sostanzialmente &#8220;conquistato&#8221;: Messner per molti anni non ha avuto un rituale a ogni conquista di una vetta finché non ha conosciuto il termine tibetano kalipé che significa procedere sempre con il passo lento.</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/cultura/reinhold-messner-70-anni-compleannoraccontati-nei-suoi-libri/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">reinhold Messner: 70 anni raccontati nei suoi libri</a></strong></p>
<p>La <strong>via da lui percorsa e giudicata più rischiosa</strong> è stata un pinnacolo di ghiaccio alto 1200 metri sul Kilimangiaro: Messner è stato il primo alpinista a percorrerla.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/08/inaugurato-il-messner-mountain-museum-dedicato-al-tema-roccia-e-alla-vita-degli-alpinisti-20150723_mmm_corones_opening_9____wwwwisthalercom.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="size-full wp-image-111605 aligncenter" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/08/inaugurato-il-messner-mountain-museum-dedicato-al-tema-roccia-e-alla-vita-degli-alpinisti-20150723_mmm_corones_opening_9____wwwwisthalercom.jpg" alt="" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/08/inaugurato-il-messner-mountain-museum-dedicato-al-tema-roccia-e-alla-vita-degli-alpinisti-20150723_mmm_corones_opening_9____wwwwisthalercom.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/08/inaugurato-il-messner-mountain-museum-dedicato-al-tema-roccia-e-alla-vita-degli-alpinisti-20150723_mmm_corones_opening_9____wwwwisthalercom-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></a></p>
<p>Messner è diplomato geometra ma sulla carta d&#8217;identità ha scritto agricoltore: terminata la carriera alpinistica <strong>ha acquistato un maso autosufficiente con cui produce tutto ciò che gli serve per vivere</strong>, dal cibo al vino alla legna da ardere.</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/cultura/reinhold-messner-ecco-come-e-nata-la-mia-passione-per-lestremo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Reinhold Messner: così è nata la mia passione per l&#8217;estremo</a></strong></p>
<p><strong>Si è tagliato la barba una sola volta in tutta la sua vita</strong>, nel 2004 in occasione dell&#8217;attraversata solitaria del deserto del Gobi, tra la Cina e la Mongolia: le genti mongole che avrebbe incontrato lungo il suo cammino considerano la barba impura.<br />
L&#8217;attività di Messner non si è limitata all&#8217;alpinismo: nel 1990, con Arved Fuchs, è il <strong>primo uomo ad attraversare a piedi e con gli sci l&#8217;Antartide</strong>, passando anche per il Polo Sud.<br />
<em>Credits: FlickrCC <a href="https://www.flickr.com/photos/nordique/16012840781" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Peter Stevens</a></em></p>
<p><strong>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/cultura/reinhold-messner-racconta-walter-bonatti/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Reinhold Messner racconta Walter Bonatti</a></strong></p>
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		<title>Questi sono i più emozionanti viaggi in bici nel mondo, dalla Via Francigena al Tibet</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cicloturismo/viaggi-in-bici-i-9-percorsi-piu-spettacolari-del-mondo-per-chi-ama-il-cicloturismo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Oct 2025 07:22:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cicloturismo]]></category>
		<category><![CDATA[bicicletta]]></category>
		<category><![CDATA[itinerari]]></category>
		<category><![CDATA[vacanze]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sportoutdoor24.it/?p=45340</guid>

					<description><![CDATA[Se ami il cicloturismo e sogni l&#8217;avventura, ci sono 9 percorsi spettacolari dall&#8217;Italia al Sudafrica,[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2018/04/viaggi-in-bici-i-9-itinerari-piu-spettacolari-del-mondo-per-chi-ama-il-cicloturismo.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="viaggi in bici" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2018/04/viaggi-in-bici-i-9-itinerari-piu-spettacolari-del-mondo-per-chi-ama-il-cicloturismo.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2018/04/viaggi-in-bici-i-9-itinerari-piu-spettacolari-del-mondo-per-chi-ama-il-cicloturismo-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2018/04/viaggi-in-bici-i-9-itinerari-piu-spettacolari-del-mondo-per-chi-ama-il-cicloturismo-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Se ami il cicloturismo e sogni l&#8217;avventura, ci sono 9 percorsi spettacolari dall&#8217;Italia al Sudafrica, dagli Usa al Tibet.<br />
I viaggi in bici si possono fare dappertutto. E si gode un mondo.<br />
Il cicloturismo è un metodo alternativo, ecologico e salutare per viaggiare, entrare in contatto con la natura e godersi posti nuovi <strong>a un ritmo lento.<br />
</strong></p>
<h2>Viaggi in bici: i 9 percorsi più spettacolari del mondo per chi ama il cicloturismo</h2>
<p>Dalla Carretera Austral al Great Divide negli Stati Uniti, passando per la Via Francigena e i castelli della Loira francese: ecco i nove itinerari più belli del mondo da percorrere pedalando.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/10/04-Verso-Formigara.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-641363" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/10/04-Verso-Formigara.jpg" alt="" width="1000" height="1000" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/10/04-Verso-Formigara.jpg 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/10/04-Verso-Formigara-300x300.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/10/04-Verso-Formigara-150x150.jpg 150w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/10/04-Verso-Formigara-768x768.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<h3>
1. Carretera Austral (Cile)</h3>
<p>Si parte a Puerto Montt e si arriva a Villa O’Higgins, a pochi chilometri dal confine argentino. Percorrere in bici questo itinerario cileno di 1240 chilometri è il sogno nel cassetto di tanti amanti del cicloturismo. Tra i villaggi incastonati fra i monti delle Ande, i ghiacciai, <strong>le foreste, i laghi e gli spazi aperti sconfinat</strong>i, la Carretera Austral offre dei paesaggi talmente belli da non sembrare veri. La strada, quasi tutta sterrata, è stata commissionata dal dittatore Augusto Pinochet, che ha fatto partire i lavori nel 1976 (sono terminati vent’anni dopo).<br />
Si può scegliere di percorrerla in due-tre volte o per intero, ma nel secondo caso bisogna tener conto di rimanere in viaggio per più di un mese. Dato che molti tratti sono completamente isolati, è necessario avere le sufficienti scorte di cibo e le attrezzature necessarie <strong>per riparare ogni tipo di guasto alla bicicletta.</strong><br />
Nei punti abitati si può contare sulla generosità degli abitanti del posto, sempre disponibili a offrire un pasto o un po’ di spazio per campeggiare. In questo video potete farvi un’idea su cosa potrebbe aspettarvi lungo la Carretera Austral.</p>
<h3>2. Via Francigena (Inghilterra, Francia, Svizzera e Italia)</h3>
<p>In questa lista non poteva mancare la storica via Francigena che inizia a Canterbury e termina in Sicilia (non a Roma o a Brindisi come molti pensano, <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cammini/la-magna-via-francigena-in-sicilia-i-consigli-per-farla-a-piedi-e-in-bici/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">qui </a>vi spieghiamo perché). Ovviamente, grazie ai suoi 3mila chilometri abbondanti, il percorso è caratterizzato da scenari di ogni tipo, dalle Alpi ai piccoli borghi del centro Italia.<br />
Per chi vuole attraversare la Francigena in bici passando dall’Italia, l’itinerario migliore comincia dal Colle del Gran San Bernardo (il valico alpino tra Italia e Svizzera) e finisce a Roma. I chilometri da percorrere sono 1040, tutti segnalati, che rendono questo sentiero <strong>la ciclovia più lunga d’Italia.</strong> L’ideale è “spezzare” il viaggio in tappe da circa 40 chilometri per arrivare a destinazione in poco più di 20 giorni.</p>
<h3>3. Garden Route (Sud Africa)</h3>
<p>È <strong>una strada panoramica</strong> conosciuta in tutto il mondo grazie alle sue rigogliose foreste, ai suoi strapiombi che si affacciano sull’Oceano Indiano (se siete fortunati potete ammirare le balene) e alle sue meravigliose lagune. Il percorso, situato lungo la costa meridionale del Sud Africa, si estende da Città del Capo a Port Elizabeth (poco meno di 1000 chilometri).<br />
Chi desidera completarlo tutto in bici ha bisogno di almeno dieci giorni e deve essere prudente per via del passaggio delle automobili. La Garden Route va attraversata con una bicicletta pensata per l’asfalto e non per lo sterrato.</p>
<h3>4. Great Divide (Canada e Stati Uniti d’America)</h3>
<p>Il percorso, ideale per le mountain bike, si articola <strong>lungo la cosiddetta Continental Divide</strong>, ossia la linea immaginaria che divide l’America settentrionale in due parti: il bacino dei fiumi che sfociano nell’Oceano Atlantino e il bacino di fiumi che sfociano nell’Oceano Pacifico. L’itinerario in questione, realizzato dall’Adventure Cycling Association, è stato completato nel 1977 ed è lungo poco meno di 4.500 chilometri.</p>
<p>La Great Divide parte a Banff (un paesino di montagna molto turistico in Canada) e arriva presso la remota località di Antelope Wells, nello stato del New Mexico. La difficoltà di questa strada è a tratti elevata, soprattutto perché si snoda nei luoghi più incontaminati (con salite e discese molto ripide) delle Montagne Rocciose<strong>.</strong> Durante il viaggio, come potete vedere nel video qui sotto, si possono ammirare panorami mozzafiato e ambientazioni di notevole varietà: si pedala in montagna, nei boschi, nelle praterie e <strong>perfino nel deserto.</strong></p>
<h3>5. Cammino di Santiago (Francia e Spagna)</h3>
<p>Il celebre Cammino di Santiago, inserito tra i patrimoni dell’UNESCO, inizia a Saint-Jean Pied de Port (sul versante francese dei Pirenei) e termina dopo circa 800 chilometri a Santiago de Compostela, che prima della scoperta dell’America era considerato il punto più occidentale del pianeta. La maggior parte delle persone lo percorre a piedi anche per scopi religiosi, ma completarlo in bici è altrettanto entusiasmante e soddisfacente.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2019/06/cammino-santiago-2-settimane.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="size-full wp-image-128056 aligncenter" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2019/06/cammino-santiago-2-settimane.jpg" alt="" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2019/06/cammino-santiago-2-settimane.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2019/06/cammino-santiago-2-settimane-331x232.jpg 331w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2019/06/cammino-santiago-2-settimane-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></a>Chi sceglie di spostarsi pedalando e vuole seguire lo stesso <strong>tracciato dei pellegrini</strong>, deve necessariamente dotarsi di una mountain bike (spesso non c’è l’asfalto). Per dormire è possibile affidarsi agli ostelli posti lungo l’itinerario, che in diversi casi danno un letto a una decina di euro. Nota bene: senza un certificato medico come “giustificazione” non si può rimanere per più di una notte. Prima di partire, potreste leggere <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cammini/5-libri-da-leggere-prima-di-fare-il-cammino-di-santiago/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">uno dei libri dedicati al Cammino che vi abbiamo consigliato in passato. </a></p>
<h3>6. La Loire à Vélo (Francia)</h3>
<p>Questo itinerario di 800 chilometri, protetto dall’UNESCO, segue il corso del più lungo fiume della Francia ed è unico al mondo per via della presenza degli imponenti castelli della Loira, compreso quello dove si trovano i (presunti) <strong>resti di Leonardo Da Vinci</strong> (il Castello d’Amboise di origine medievale).<br />
Tra i vigneti, il rilassante corso d’acqua e <strong>le distese di verde, la Loire à Vélo</strong> offre un paesaggio davvero fiabesco. Il sentiero è adatto a ogni difficoltà e sulla strada ci sono numerosi punti in cui si possono gustare i vini o i formaggi tipici del posto. La partenza è fissata a Cuffy e il punto di arrivo a Saint-Brevin-les-Pins, sull’Oceano Atlantico; si toccano anche le città di Orléans e di Nantes.</p>
<p><strong>LEGGI ANCHE</strong></p>
<ul>
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<li><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cicloturismo/in-bici-in-irlanda-il-ring-of-kerry/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">In bici in Irlanda: il Ring of Kerry  </a><br />
</strong></li>
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</ul>
<h3>7. Friendship Highway (Tibet e Nepal)</h3>
<p>Inizia a Lhasa, città principale del Tibet a 3mila metri sopra il livello del mare, e termina dopo circa 1000 chilometri a <strong>Kathmandu</strong>, capitale del Nepal. Per completarla serve quasi un mese, l’altitudine media è di 4000 metri e il dislivello complessivo supera i 10mila metri.<br />
La Friendship Highway, costruita negli anni sessanta come via commerciale tra Tibet e Nepal, è quindi riservata ai cicloturisti più esperti. <strong>Pedalare ai piedi dell’Everest</strong> passando di fianco ai monasteri tibetani e in mezzo ai vastissimi prati della zona, però, è un’esperienza che compensa senza dubbio tutta la fatica fisica. Nel seguente video vengono ripresi i punti più spettacolari e caratteristici del percorso:</p>
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Spoiler: non è invasiva, troverai solo i nostri articoli più interessanti!</h4>
<h3>8. Isola di Hokkaido (Giappone)</h3>
<p>Situata nel Nord del Giappone, in quest’isola di circa 80mila chilometri quadrati si trova<strong> il 10% dei vulcani di tutto il mondo</strong>. Qui dominano la natura incontaminata, il silenzio delle foreste (ricoprono il 70% del territorio), il fruscio delle cascate e il profumo dei fiori. Un luogo incantevole e ideale per chi vuole pedalare in un contesto di pace e tranquillità.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/09/shiretoko-perche-andare-avventura-giappone-hokkaido.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="size-full wp-image-615690 aligncenter" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/09/shiretoko-perche-andare-avventura-giappone-hokkaido.jpg" alt="" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/09/shiretoko-perche-andare-avventura-giappone-hokkaido.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/09/shiretoko-perche-andare-avventura-giappone-hokkaido-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/09/shiretoko-perche-andare-avventura-giappone-hokkaido-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></a><br />
<strong>Non esiste un solo itinerario che attraversa l’isola,</strong> ma le piste ciclabili sono tante e permettono di ammirare le meraviglie del luogo da diverse prospettive.<br />
Uno dei percorsi più belli (da fare in due o tre giorni) è quello che nasce a Eniwa e termina dopo 78 chilometri a Ishikari: una volta partiti si supera un meraviglioso giardino botanico e si passa per Sapporo, capoluogo della prefettura dell’Isola di Hokkaido, per poi costeggiare il fiume e giungere alla spiaggia.<br />
Da non perder anche la <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/shiretoko-perche-andare-avventura-giappone-hokkaido/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">penisola di Shiretoko</a>, forse la più selvaggia del Giappone: fiumi, montagne, foreste, orsi, balene, una vera avventura!</p>
<h3>9. Northern Headlands (Irlanda)</h3>
<p>Scogliere in granito, aurora boreale, zone disabitate, natura selvaggia e vecchi fari: girare in bici la terra dei cosiddetti Northern Headlands dell’Irlanda (promontori del Nord) è <strong>un’esperienza da provare</strong> per i veri amanti degli spazi aperti e incontaminati.<br />
Questa regione fa parte della Wild Atlantic Way, un itinerario di 2500 chilometri che collega il nord e il sud dell’isola passando per la costa ovest del Paese. <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/wild-atlantic-way-in-irlanda-a-piedi-o-in-auto-ecco-li-consigli-per-le-tappe-del-percorso-piu-remoto-nelle-northern-headlands-nel-donegal/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Qui </a>vi spieghiamo tutti i percorsi più belli della zona nordoccidentale.<br />
<em>(Foto: TodayYouCan / YouTube screenshot) </em></p>
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		<title>Questi sono i notevoli benefici che puoi avere se se inizi a arrampicare (e che ti servono anche nella vita)</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/sport/arrampicata/4-benefici-motivi-per-cominciare-ad-arrampicare/</link>
					<comments>https://www.sportoutdoor24.it/sport/arrampicata/4-benefici-motivi-per-cominciare-ad-arrampicare/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Oct 2025 06:00:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arrampicata]]></category>
		<category><![CDATA[bouldering]]></category>
		<category><![CDATA[climbing]]></category>
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					<description><![CDATA[Cominciare ad arrampicare è sempre più di moda, in falesia e all&#8217;aperto così come nelle[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/03/Benefici-arrampicare.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/03/Benefici-arrampicare.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/03/Benefici-arrampicare-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/03/Benefici-arrampicare-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Cominciare ad arrampicare è sempre più di moda, in falesia e all&#8217;aperto così come nelle numerose palestre di arrampicata indoor che stanno spuntando nelle metropoli e nelle cittadine più piccole d&#8217;Italia. Come mai è esploso questo boom dell&#8217;arrampicata? Perché <strong>arrampicare non è solo adrenalinico, come si sarebbe portati a pensare prima di aver messo un&#8217;imbragatura in vita, ma soprattutto è serotoninico</strong>, fa sentire bene, soddisfatti e felici ed ancora perché il climbing è quasi meglio di un allenamento total body funzionale.</p>
<p>Già, <strong>arrampicare ha come conseguenza un sacco di benefici, sia per il corpo che per la mente</strong>, e il piatto della bilancia pende sempre dalla parte di questi piuttosto che dalla parte di qualche piccolo, inevitabile acciacco, spellatura o capitombolo. Eccoli allora i benefici fisici e psicologici che dovrebbero indurre chiunque a cominciare ad arrampicare.</p>
<p><strong>Leggi anche</strong>: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/arrampicata/arrampicata-per-principianti-la-guida-al-climbing-dalla-a-alla-z-per-chi-vuole-cominciare/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Arrampicata per principianti: la guida dalla A alla Z</a></p>
<h2>Cominciare ad arrampicare è fisicamente impegnativo</h2>
<p>Per arrampicare serve essere forti, e <strong>arrampicare sviluppa la forza</strong>. Principalmente si tratta di sforzi isometrici, come quando bisogna tenere a lungo una posizione in parete sia con le gambe che con le braccia e ancora con il core, e quando si parla di forza nell&#8217;arrampicata si parla di quasi ogni singolo muscoli, da quelli della punta delle dita a quelli più grandi e profondi. Arrampicare sviluppa la forza nelle mani, tonifica le braccia, rende salde del spalle, scolpisce gli addominali, modella i muscoli di gambe e glutei e in definitiva rende tonico e armonico il fisico.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/03/DSC6392-JulianStrasser.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-628462" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/03/DSC6392-JulianStrasser.jpg" alt="" width="800" height="513" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/03/DSC6392-JulianStrasser.jpg 800w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/03/DSC6392-JulianStrasser-300x192.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/03/DSC6392-JulianStrasser-768x492.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a></p>
<p><strong>Leggi anche</strong>: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/arrampicata/yoga-arrampicata-binomio-perfetto-consigli-esperta/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Yoga + Arrampicata = Binomio perfetto</a></p>
<h3>Arrampicare richiede grande coordinazione</h3>
<p>Sì, benché occorra essere forti, in realtà <strong>il segreto per arrampicare è quello di muoversi in modo fluido, coordinato, sciolto e armonico</strong>. Quando si è appesi in parete ogni movimento significa un notevole dispendio energetico e a fuori di salire e scendere tra appoggi e appigli si finisce per imparare a muoversi in modo essenziale ed elegante.</p>
<p><strong>Leggi anche</strong>: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/arrampicata/arrampicata-in-falesia-come-e-perche-iniziare/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Arrampicata in falesia: come e perché cominciare</a></p>
<h3>Per arrampicare ci vuole resistenza</h3>
<p>Ora, non è che il climbing sia squisitamente un&#8217;attività cardio e di resistenza, ma basta provare qualche via anche delle più semplici per rendersi conto che<strong> di resistenza e di fiato ne servono eccome</strong> e alla fine tra una via e l&#8217;altra si fa anche un ottimo allenamento cardiovascolare e di resistenza.</p>
<h3>Arrampicare è uno sport psicologicamemente impegnativo</h3>
<p>Sì, <strong>appendersi in parete è anche, se non soprattutto una questione di testa</strong>, e non solo perché c&#8217;è spesso da superare anche un po&#8217; di comprensibile paura delle altezze e del vuoto. Arrampicare significa porsi degli obiettivi e impegnarsi per raggiungerli, fosse un traverso a mezzo metro da terra così come una parete alta 20 metri. E porsi degli obiettivi significa anche autocoscienza, ovvero prendere in carico i propri limiti, andare a cercare i propri punti di forza e lavorare su entrambi per raggiungere il proprio obiettivo.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/04/Attivita-estive-in-Tirolo-Arrampicata.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-145506" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/04/Attivita-estive-in-Tirolo-Arrampicata.jpg" alt="" width="1000" height="702" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/04/Attivita-estive-in-Tirolo-Arrampicata.jpg 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/04/Attivita-estive-in-Tirolo-Arrampicata-300x211.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/04/Attivita-estive-in-Tirolo-Arrampicata-768x539.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/04/Attivita-estive-in-Tirolo-Arrampicata-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>Arrampicare <strong>è anche se non soprattutto un ottimo anti-stress</strong>. Sarà l&#8217;aria zen che si respira tra i climber, sarà l&#8217;abitudine a fare le cose con metodo e calma, sarà che la verticalità pone dei limiti inevitabili, ma alla fine concentrarsi sull&#8217;attività in sé astrae da tutto il resto ed è davvero un ottimo modo per chiudere fuori dalla testa i problemi e allontanare lo stress.</p>
<p><strong>Leggi anche</strong>: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/fitness/5-buoni-motivi-per-comprare-una-slackline/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">5 buoni motivi per compare una slackline</a></p>
<p>Arrampicare <strong>migliora l&#8217;autostima</strong>: basta arrivare in cima alla prima parete della propria vita per capire che, se si vuole, con metodo e con la giusta guida si può raggiungere qualunque obiettivo. Ora, non che basti una parete indoor per pensare di fare l&#8217;Everest in invernale, ma insomma i successi accrescono la fiducia, la fiducia permette di porsi nuovi obiettivi e alla fine si crea un circolo virtuoso.</p>
<p>Arrampicare<strong> rende perseveranti</strong>. Non c&#8217;è niente da fare: davanti a una parete da scalare uno alla fine non demorde e tentativo dopo tentativo prima o poi trova il modo di arrivare in cima. È il meccanismo dell&#8217;apprendimento per prove ed errori, ed è quello che alla fine ci permette di non mollare mai, nello sport come nella vita.</p>
<p><strong>Leggi anche</strong>: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/arrampicata/le-10-migliori-palestre-di-roccia-al-chiuso-ditalia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Le 10 migliori palestre d&#8217;arrampicata indoor in Italia</a><br />
<em>Credits photo: <a href="https://pixabay.com/en/climbing-rope-rappelling-wall-rock-480459/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Pixabay</a></em></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Prima volta in aereo? Ecco cosa dire per sembrare un frequent flyer</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/prima-volta-in-aereo-ecco-cosa-dire-per-sembrare-un-frequent-flyer/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Jul 2025 05:01:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lifestyle]]></category>
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					<description><![CDATA[Cosa tiene sospesi in aria gli aerei? A quale altitudine e velocità di crociera sfrecciano[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1920" height="1275" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/07/ross-parmly-rf6ywHVkrlY-unsplash.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Prima volta in aereo? Ecco cosa dire per sembrare un frequent flyer" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/07/ross-parmly-rf6ywHVkrlY-unsplash.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/07/ross-parmly-rf6ywHVkrlY-unsplash-300x199.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/07/ross-parmly-rf6ywHVkrlY-unsplash-1024x680.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/07/ross-parmly-rf6ywHVkrlY-unsplash-768x510.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/07/ross-parmly-rf6ywHVkrlY-unsplash-1536x1020.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><br><br><p>Cosa tiene sospesi in aria gli aerei? A quale altitudine e velocità di crociera sfrecciano nei cieli? E ancora: dove finiscono gli scarichi di bordo? Anche i viaggiatori più esperti, prima o poi, si pongono queste domande.</p>
<h2>Prima volta in aereo? Ecco cosa dire per sembrare un frequent flyer</h2>
<p>È per questo che Vueling, parte del gruppo IAG, svela i “segreti” del volo, spiegando 5 affascinanti curiosità sull’aviazione.</p>
<h3>Come fanno gli aerei a volare?</h3>
<p>Alzare gli occhi al cielo e guardare decollare un aereo è sempre uno spettacolo: una macchina enorme, di decine di tonnellate, che si solleva con eleganza, immergendosi nelle nuvole. Ma qual è il segreto ingegneristico dietro a tutto ciò? La chiave sta nell’armonia tra quattro forze fondamentali: spinta, portanza, peso e resistenza aerodinamica.<br />
La spinta è la forza generata dai motori e permette all&#8217;aereo di acquisire velocità; una volta che il velivolo è in moto, la particolare forma delle ali crea la portanza, ovvero una forza perpendicolare al movimento che è essenziale per permettere all&#8217;aereo di sollevarsi e sostenersi in volo, compensando la forza peso dovuta all’attrazione gravitazionale. Purtroppo, non può esistere portanza senza resistenza aerodinamica, la forza contraria al movimento e manifestazione dello stesso fenomeno fisico; ridurre la resistenza aerodinamica migliora l&#8217;efficienza energetica, consentendo di consumare meno carburante.</p>
<h3>A che altitudine e velocità medie volano gli aerei?</h3>
<p>Volare (troppo) in alto? Non sempre è una buona idea, quando non si parla di ambiziosi obiettivi! Parlando di aerei, quelli di linea viaggiano in media tra i 10 e i 12 km di quota e comunque non oltre i 15km, dove l’aria è così rarefatta da rendere difficile la generazione della portanza e il buon funzionamento dei motori per sostegno del velivolo.</p>
<p>Per quanto la quota di crociera possa variare in base a diversi fattori (tra cui, ad esempio, il peso dell&#8217;aereo, le condizioni metereologiche, la lunghezza del viaggio), la media di 10-12 km è quella più indicata per sfruttare una resistenza opposta dall’aria ridotta (ma non troppo), ottimizzando così il consumo di carburante. Per farsi un’idea, gli aerei di linea volano quindi più in alto del Monte Everest, la vetta più alta della Terra con i suoi 8,8 km, e circa 13 volte il Burj Khalifa, che con i suoi 830m è l’edificio più alto al mondo.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-652011" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/07/Seleccionadas-Aviones-Vueling-17-scaled.jpg" alt="Prima volta in aereo? Ecco cosa dire per sembrare un frequent flyer" width="2560" height="1700" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/07/Seleccionadas-Aviones-Vueling-17-scaled.jpg 2560w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/07/Seleccionadas-Aviones-Vueling-17-scaled-300x199.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/07/Seleccionadas-Aviones-Vueling-17-1024x680.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/07/Seleccionadas-Aviones-Vueling-17-768x510.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/07/Seleccionadas-Aviones-Vueling-17-1536x1020.jpg 1536w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/07/Seleccionadas-Aviones-Vueling-17-2048x1360.jpg 2048w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>Per quel che riguarda la velocità di crociera, invece, si attesta tra i 770 e i 930 km/h, garantendo viaggi rapidi e confortevoli, sempre però in base al vento, alle condizioni meteorologiche e al peso dell&#8217;aereo. Questa velocità è più del doppio di quella di un&#8217;auto di Formula 1 in rettilineo (circa 350 km/h), circa 7 volte quella di un ghepardo (l’animale terrestre più veloce al mondo, che può raggiungere 120 km/h) e circa 20 volte quella di Usain Bolt al suo massimo (44,72 km/h nei 100 metri ai Mondiali di Berlino 2009).</p>
<h3>Perché gli aerei non vanno sempre in linea retta?</h3>
<p>A volte, osservando la rotta del proprio volo, non sembra che sia proprio la traiettoria più corta e diretta, e in effetti spesso è così. Per tracciare la rotta di un volo, infatti, bisogna tener conto di vari fattori: in prima battuta le condizioni metereologiche o la congestione dello spazio aereo, che influiscono con maggior impatto sui percorsi. A questi si aggiunge il fatto che i piani di volo sono spesso tracciati seguendo le vie aeree, progettate negli anni &#8217;60 per seguire le stazioni radio-terrestri e che quindi ancora oggi procedono a zig-zag.</p>
<h3>A cosa servono le procedure a bordo durante decollo e atterraggio?</h3>
<p>Anche se a volte può non essere intuitiva, tutte le precauzioni messe in atto a bordo hanno una propria vitale ragion d’essere, comprese le numerose procedure adottate durante le fasi di decollo e atterraggio: spegnere le luci in cabina, ad esempio, consente agli occhi di adattarsi al buio più velocemente in caso di emergenza. Per simili ragioni, mantenere le tendine dei finestrini alzate offre una visuale chiara sia agli assistenti di volo sia alle squadre di soccorso, mentre chiudere i tavolini e riportare i sedili in posizione verticale garantiscono una via di fuga più veloce, per agevolare le eventuali operazioni di evacuazione. Insomma, piccoli ma fondamentali accorgimenti che fanno una grande differenza in caso di necessità.</p>
<h3>Dove finisce lo scarico del bagno?</h3>
<p>Contrariamente alle convinzioni di alcuni, dovute a racconti o a leggende metropolitane, quando si utilizza la toilette in aereo i rifiuti non vengono espulsi all&#8217;esterno: premendo il pulsante di scarico, sono semplicemente convogliati attraverso dei tubi in un serbatoio situato di solito in coda al velivolo, che viene svuotato una volta a terra. In realtà, i wc a bordo degli aerei non utilizzano l’acqua, come i più comuni “cugini” a terra, ma l’aria, o più precisamente la pressione differenziale: quando si apre la valvola di scarico, dall’ambiente bagno (pressurizzato, cioè mantenuto a una pressione maggiore che ci permetta di respirare) i rifiuti sono spinti verso il serbatoio, che non è pressurizzato e che quindi ha una pressione minore. L’unico elemento che viene effettivamente espulso dall’aereo subito è l’acqua del rubinetto, che passa prima da tubature riscaldate, che ne evitano così il congelamento, e viene poi spruzzata fuori nebulizzata.</p>
<p><strong>LEGGI ANCHE</strong></p>
<p><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/se-vuoi-viaggiare-in-aereo-solo-con-il-bagaglio-a-mano-fai-cosi/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">Se vuoi viaggiare in aereo solo con il bagaglio a mano, fai così</a></strong></p>
<p><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/in-aereo-col-cane-5-consigli-per-volare-con-fido/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">5 consigli per viaggiare in aereo con il cane</a></strong></p>
<p><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/come-non-perdere-la-valigia-in-aereo-i-trucchi-anti-smarrimento/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">Come non perdere la valigia in aereo</a></strong></p>
<h3>EXTRA: forse non ve lo siete mai chiesto, ma… perché i finestrini degli aerei sono ovali?</h3>
<p>Chi non ama il posto finestrino, per alcuni il più romantico ma sicuramente il più panoramico? Da qui, la mente vaga ammirando infinite distese di nuvole o piccole montagne e ancor più minuscole città&#8230; finché lo sguardo e l’attenzione non si soffermano sullo schermo che separa dal suggestivo panorama: perché i finestrini degli aerei sono ovali, ci si potrebbe chiedere?</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-652012" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/07/aleksei-zaitcev-Nc34cnxcfH0-unsplash.jpg" alt="Prima volta in aereo? Ecco cosa dire per sembrare un frequent flyer" width="1920" height="1278" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/07/aleksei-zaitcev-Nc34cnxcfH0-unsplash.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/07/aleksei-zaitcev-Nc34cnxcfH0-unsplash-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/07/aleksei-zaitcev-Nc34cnxcfH0-unsplash-1024x682.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/07/aleksei-zaitcev-Nc34cnxcfH0-unsplash-768x511.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/07/aleksei-zaitcev-Nc34cnxcfH0-unsplash-1536x1022.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In origine e fino agli anni Cinquanta, erano in realtà squadrati, come la gran parte delle finestre, ma le sollecitazioni da sopportare a quelle altitudini li rendevano più vulnerabili. Di conseguenza, per garantire voli più sicuri, vennero introdotti gli oblò di forma ovale, che permette di distribuire più uniformemente le sollecitazioni dovute alla pressione evitando la formazione di crepe nei più fragili angoli a 90°.</p>
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		<title>In questi 7 posti in Italia, questa estate riesci a fare una vacanza lontano dalla folla</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/7-posti-nella-natura-selvaggia-in-italia-per-unestate-lontana-dal-caos-consigli-escursioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martino De Mori]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jun 2025 07:00:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Avventura]]></category>
		<category><![CDATA[escursioni]]></category>
		<category><![CDATA[estate]]></category>
		<category><![CDATA[vacanze]]></category>
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					<description><![CDATA[Ci sono 7 posti in Italia lontani dal caos e nella natura selvaggia dove fare[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/04/Escursione-in-canoa-sul-Fiume-Tirino-6.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/04/Escursione-in-canoa-sul-Fiume-Tirino-6.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/04/Escursione-in-canoa-sul-Fiume-Tirino-6-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/04/Escursione-in-canoa-sul-Fiume-Tirino-6-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Ci sono<strong> 7 posti in Italia lontani dal caos e nella natura selvaggia</strong> dove fare una bella avventura, un <strong>trekking</strong> <strong>emozionante</strong>,<br />
Non serve avere la preparazione di <a href="https://www.sportoutdoor24.it/news/messner-i-40-anni-della-scalata-alleverest-e-il-suo-ultimo-film-la-montagna-sacra/" data-wpel-link="internal">Reinhold Messner</a> per fare una vacanza un po&#8217; avventurosa in mezzo alla natura, muovere il nostro fisico come non facciamo durante il resto dell&#8217;anno <strong>e sentirsi un po&#8217; esploratori. </strong><br />
Lo possono fare tutti (e sappiamo bene <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/viaggiare-genera-felicita/" data-wpel-link="internal">quali sono i benefici di un viaggio</a>), a patto di scegliere <strong>le mete giuste e gli itinerari più adatti. </strong></p>
<h2>7 posti in Italia lontani dal caos e nella natura selvaggia</h2>
<p>Per scegliere le mete più adatte a una bella vacanza in Italia che ci faccia tornare un po&#8217; bambini e un po&#8217;, appunto avventurieri,  abbiamo pensato a 4 criteri principali: <strong>natura, movimento,  esplorazione, emozioni.</strong><br />
Il tutto in posti con poca densità di esseri umani, cosa non facilissima da ottenere in Italia.<br />
Dopo una ricerca, abbiamo selezionato <strong>7 luoghi che rispondono a queste caratteristiche.<br />
</strong>Prima o poi nella vita vale la pena raggiungerle tutte.</p>
<h3>1.Fiume Tirino, Abruzzo</h3>
<p>Il fiume più limpido d&#8217;Europa sta in Abruzzo, è lungo 25 km e <strong>se lo percorri in canoa probabilmente non te lo dimenticherai mai più.</strong> Il Tirino è una perla nascosta di&#8217;Italia che si snoda fra le province di Pescara e L&#8217;Aquila. Ha la peculiarità di una natura carsica e di tre sorgenti incontaminate e risorgive, che mantengono l’acqua sempre pulita (oltre alla mancanza di traffico e inquinamento nei dintorni).</p>
<figure id="attachment_35733" aria-describedby="caption-attachment-35733" style="width: 670px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" class="size-full wp-image-35733" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/04/Escursione-in-canoa-sul-Fiume-Tirino-5.jpg" alt="(Credits: Il Bosso)" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/04/Escursione-in-canoa-sul-Fiume-Tirino-5.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/04/Escursione-in-canoa-sul-Fiume-Tirino-5-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/04/Escursione-in-canoa-sul-Fiume-Tirino-5-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><figcaption id="caption-attachment-35733" class="wp-caption-text">(Credits: Il Bosso)</figcaption></figure>
<p>Una vacanza qui, unita ad altre nei parchi selvaggi della regione, è un toccasana per il corpo e lo spirito. Lungo il corso del Tirino si possono fare escursioni <strong>a piedi e in mountain bike adatte a famiglie con bambini,</strong> si può fare un giro al Centro Visita del Lupo, e soprattutto si può navigare sulle acque trasparenti insieme alle guide ambientali (si parte da Capestrano), tuffarsi per una nuotata, bere direttamente l&#8217;acqua di fiume e<strong> lasciarsi trasportare dalla corrente in assoluto silenzio:</strong> chi l&#8217;ha fatto racconta che è un&#8217;esperienza incredibile.</p>
<h3>2. Via Postumia, Nord Italia</h3>
<p>Tracciata da un gruppo di appassionati trekker (ne abbiamo parlato <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cammini/cammino-di-santiago-la-via-postumia-nuova-via-italiana-percorso-da-aquileia-a-genova-come-fare-tappe-consigli/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">in un articolo di approfondimento</a>), la Via Postumia è considerata la parte italiana del <a href="https://www.sportoutdoor24.it/tag/cammino-di-santiago/" data-wpel-link="internal">Cammino di Santiago</a>. <strong> Parte da Aquileia e attraversando tutto il Nord Italia fino a Genova </strong>e si collega al celebre <em>Camino<b>  </b></em>proseguendo fino al tratto frontaliero con la Francia che poi continua in Provenza e aggancia la via maestra a Roncisvalle.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-45862" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2018/06/la-nuova-via-italiana-al-cammino-di-santiago-da-aquileia-a-genova-la-via-postumia-bici.jpg" alt="la-nuova-via-italiana-al-cammino-di-santiago-da-aquileia-a-genova-la-via-postumia-bici" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2018/06/la-nuova-via-italiana-al-cammino-di-santiago-da-aquileia-a-genova-la-via-postumia-bici.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2018/06/la-nuova-via-italiana-al-cammino-di-santiago-da-aquileia-a-genova-la-via-postumia-bici-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></p>
<p>È un percorso lungo (poco meno di mille km) e molto variegato, <strong>che tocca città d’arte</strong> (Treviso-Vicenza-Verona-Mantova-Genova e altre) e borghi storici di cui è disseminato il tracciato. E si percorrono foreste e pianure finora rimaste fuori dai cammini classici e <strong>proprio per questo pressoché intonse</strong>.<br />
Un&#8217;avventura non necessariamente estrema ma per chi ha g<strong>rande curiosità e un vero spirito da esploratore.</p>
<p></strong></p>
<h3>3. Sentiero Selvaggio Blu, Sardegna</h3>
<p>Il Sentiero Selvaggio Blu è uno dei più spettacolari percorsi escursionistici in Italia: si snoda per quasi <strong>50km nel Supramonte sardo,</strong> lungo il golfo di Orosei. È stato aperto negli anni &#8217;80 da due alpinisti innamorati dei luoghi selvaggi e non è proprio per tutti: prevede alcuni tratti in arrampicata e calate in corda doppia e non ha veri e propri punti d’appoggio se non quelli garantiti dai servizi di alcune organizzazioni locali.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-35701" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/04/Selvaggio-Blu-FlickrCC-Giorgio-Altieri.jpg" alt="Sentiero Selvaggio Blu" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/04/Selvaggio-Blu-FlickrCC-Giorgio-Altieri.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/04/Selvaggio-Blu-FlickrCC-Giorgio-Altieri-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/04/Selvaggio-Blu-FlickrCC-Giorgio-Altieri-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></p>
<p>Per questo un viaggio da queste parti è una vera avventura outdoor dove incontrare poca gente e dove vivere esperienze emozionanti , come ammirare <strong>alcune delle più belle spiagge del Mediterraneo</strong> (Cala Luna, Cala Sisine o Cala Goloritzé) e attraversare territori fatti di falesie, grotte, macchia mediterranea e passaggi difficili.<br />
<a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cammini/trekking-lungo-il-sentiero-selvaggio-blu-nel-supramonte-in-sardegna/" data-wpel-link="internal">Ne abbiamo parlato più diffusamente qui</a>: il percorso è <strong>organizzato in 7 tappe,</strong> come suggerisce la  più importante guida al Sentiero Selvaggio Blu:<a href="https://www.amazon.it/Guida-ai-sentieri-Selvaggio-Blu/dp/8875112932/ref=sr_1_3?ie=UTF8&amp;qid=1529335122&amp;sr=8-3&amp;keywords=Selvaggio+Blu+di+Mario+Verin+e+Giulia+Castelli&amp;tag=sportoutdoor2-21" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external"> La mappa di Selvaggio Blu,</a> di Mario Verin e Giulia Castelli ma per escursionisti esperti nulla vieta di concatenare tra loro alcune tappe.</p>
<h3>4. Alpe Aria Trail, Friuli Venezia Giulia</h3>
<p>Ok, non è tutto in Italia perché si snoda tra Austria, Slovenia e Friuli Venezia Giulia. E, ok, forse non sarà l&#8217;itinerario più solitario dell&#8217;estate ma quest&#8217;anno c&#8217;è un motivo grande come una casa per fare un giro sul sentiero dell&#8217;Alpe Adria: <strong>le ultime imperdibili celebrazioni della Prima Guerra Mondiale.</strong></p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-38433" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/11/Panorami-piu-belli-Alpe-Adria-Trail.jpg" alt="Panorami piu belli Alpe Adria Trail" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/11/Panorami-piu-belli-Alpe-Adria-Trail.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/11/Panorami-piu-belli-Alpe-Adria-Trail-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/11/Panorami-piu-belli-Alpe-Adria-Trail-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></p>
<p>Lo abbiamo raccontato <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/alpe-adria-trail-il-trekking-tra-austria-slovenia-e-italia/" data-wpel-link="internal">in vari articoli</a>: si tratta di uno dei trail più lunghi d&#8217;Europa (750 km circa dal Großglockner, la montagna più alta d’Austria, alla spiaggia di Muggia sul Mar Adriatico). Ma è anche uno dei più facili, adatto a tutti, con tratti pensati per non andare oltre le 6 ore di cammino (sono 43 tappe da max 20 km l&#8217;una), <strong>dislivelli contenuti e frequenti punti di ristoro e pernottamento.<br />
</strong>Ogni tappa può anche essere un’esperienza naturalistica completa in un vero e proprio giardino dell’Eden, con l’incontro di luoghi magici e perle paesaggistiche in cui godere della natura con ogni senso,<strong> dai ghiacciai delle montagne austriache ai laghi, ai boschi e ai fiumi della Slovenia fino ad arrivare alla varietà del Friuli, fra i monti e il mare.</strong></p>
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<h3>5. Parco delle Alpi Marittime, Piemonte</h3>
<p>Foreste vergini, <strong>natura potente e il lupo</strong> che è tornato a popolare queste terre, come abbiamo raccontato <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/il-trekking-del-lupo-tra-le-alpi-marittime-e-il-mercantour/" data-wpel-link="internal">in un articolo</a></strong>.<br />
Il Parco delle Alpi Marittime in provincia di Cuneo si unisce al Parco del Mercantour oltre il confine francese in un unico grande spazio selvaggio dove camminare lontani da tutto.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-31708" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/09/Trekking-Lupo.jpg" alt="Trekking Lupo Alpi Marittime Mercantour" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/09/Trekking-Lupo.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/09/Trekking-Lupo-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/09/Trekking-Lupo-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></p>
<p>Si parte da Entracque dove c&#8217;è anche il Centro Faunistico Uomini e Lupi, e si percorrono <strong>10 tappe del cosiddetto Trekking del Lupo</strong>, fra laghi, bivacchi, cascate, camosci. Ne parla la guida <a href="https://www.amazon.it/trekking-del-lupo-grandi-piccini/dp/8861892957/ref=sr_1_1?ie=UTF8&amp;qid=1529335546&amp;sr=8-1&amp;keywords=Il+Trekking+del+Lupo+per+Grandi+e+Piccini+di+Franco+Voglino+e+Annalisa+Porporato&amp;tag=sportoutdoor2-21" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Il Trekking del Lupo per Grandi e Piccini di Franco Voglino e Annalisa Porporato</a>, con carte dettagliate, descrizione del percorso e indirizzi per il pernottamento è in vendita a 13,50 euro.<br />
Un motivo in più per andarci adesso: l&#8217;Italia ha candidato le Alpi Marittime del Mediterraneo <a href="http://www.parcoalpimarittime.it/news/1729/verso-il-patrimonio-unesco" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">a entrare nel Patrimonio Unesco nel 2019</a>. Questo, oltre a confermare l&#8217;eccezionalità del luogo, significa che dovesse farcela, il Parco <strong>potrebbe diventare molto, ma molto più frequentato</strong> e non è detto che sarà ancora possibile girarlo senza incontrare troppa gente.</p>
<h3>6. Magna Via Francigena, Sicilia</h3>
<p>Come la Via Postumia, anche qui ci si è messo di mezzo un gruppo di appassionati che ha ricostruito le antiche tratte dei pellegrini in Sicilia e ha tracciato <strong>un percorso davvero fuori dal comune e dalle solite vie battute nella regione.</strong> Ne abbiamo parlato <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cammini/la-magna-via-francigena-in-sicilia-i-consigli-per-farla-a-piedi-e-in-bici/" data-wpel-link="internal">in un articolo di approfondimento</a>: in sostanza, alcuni pellegrini che partivano da Canterbury e arrivavano a Roma, proseguivano verso Gerusalemme passando da qui, ma in realtà questo è un sistema di sentieri antichissimo, già utilizzato da Greci, Romani, Bizantini, Arabi e Normanni.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-41823" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/07/magna-via-francigena-Grotte-M.-Paolino.jpg" alt="La Magna Via Francigena in Sicilia" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/07/magna-via-francigena-Grotte-M.-Paolino.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/07/magna-via-francigena-Grotte-M.-Paolino-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></p>
<p>Il network di strade della Magna Via Francigena ha il sentiero principale <strong>fra Palermo e Agrigento (160 km)</strong>, ma tantissime diramazioni che portano il reticolato di stradine a oltre 900 km fra montagne (Madonie e Nebrodi), mare (Mazara del Vallo, Marsala, Siracusa). Natura, tradizioni, accoglienza mediterranea e buon cibo sono le caratteristiche di questi cammini ancora poco conosciuti e per questo<strong> ancora molto da scoprire.</p>
<p></strong></p>
<h3>7. Alta Via dei Parchi, Emilia Romagna e Toscana</h3>
<p>L&#8217;Appennino è ricco di mistero, suggestioni e luoghi remoti. C&#8217;è <strong>un cammino di 500 km</strong> che va da Berceto (Parma) alla rupe della Verna (Forlì Cesena) per chiudersi poi all’eremo del Monte Carpegna (Rimini): è l’Alta Via dei Parchi.</p>
<p><img loading="lazy" class="size-full wp-image-18162 aligncenter" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/08/01-Alta-Via-dei-Parchi-FlickrCC-Emilia-Romagna-Turismo.jpg" alt="Alta Via dei Parchi trekking Appennino Emilia Romagna Toscana Marche" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/08/01-Alta-Via-dei-Parchi-FlickrCC-Emilia-Romagna-Turismo.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/08/01-Alta-Via-dei-Parchi-FlickrCC-Emilia-Romagna-Turismo-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></p>
<p>Il percorso tocca due regioni in 27 tappe (ne parliamo più diffusamente <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/trekking-in-appennino-lalta-via-dei-parchi/" data-wpel-link="internal">qui</a>) e si inoltra nelle foreste casentinesi tra circhi glaciali, laghi e praterie d’alta quota, foreste e torrenti, rupi vulcaniche e falesie di gesso. <strong>Sono 8 i parchi della Via</strong>, di cui due nazionali (Appennino Tosco-Emiliano e Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna), nel cuore dell&#8217;Appennino più selvatico.<br />
I più in forma possono continuare sui Monti Liguri grazie al Passo della Cisa, o sulla Via Francigena a Berceto (<a href="https://www.sportoutdoor24.it/tag/via-francigena/" data-wpel-link="internal">qui trovi tutti gli articoli sulla Via Francigena</a>) o anche la Via Romea Peregrinorum al Passo di Serra.<br />
C&#8217;è una<strong> guida dettagliata</strong> che segnala luoghi di ristori, bivacchi, mezzi di trasporto e tutte le tappe nel dettaglio</p>
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		<title>Cosa vuol dire davvero viaggiare sostenibile: 8 pratiche per ridurre l&#8217;impatto delle vacanze</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/ambiente/8-modi-per-viaggiare-sostenibile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Gervasoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Jun 2025 06:34:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[mobilità sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[vacanza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.sportoutdoor24.it/?p=85267</guid>

					<description><![CDATA[L&#8217;estate è la stagione delle vacanze e dei viaggi. Ma volenti o nolenti ogni nostro[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1280" height="853" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/07/pexels-josh-willink-1157389.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="viaggiare sostenibile" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/07/pexels-josh-willink-1157389.jpg 1280w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/07/pexels-josh-willink-1157389-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/07/pexels-josh-willink-1157389-1024x682.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/07/pexels-josh-willink-1157389-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /><br><br><p>L&#8217;estate è la stagione delle vacanze e dei viaggi. Ma volenti o nolenti ogni nostro viaggio ha un impatto ambientale sul pianeta, e in tempi di temperature fuori controllo, crisi energetica e disastri ambientali è giunto il momento di <strong>chiedersi come fare per viaggiare sostenibile</strong>.</p>
<h2>Come viaggiare sostenibile?</h2>
<p>Viaggiare fa sicuramente bene a noi, ma <strong>non è detto che faccia bene al pianeta</strong>. Eppure con semplici accorgimenti che non costano nemmeno tanta fatica né sacrificio, è possibile viaggiare in modo più sostenibile. Un modo più responsabile per conoscere il mondo che ci circonda, apprezzarne le bellezze, e lasciarlo un po&#8217; migliore a chi verrà dopo di noi.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-85269" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/07/pexels-quang-nguyen-vinh-10615108.jpg" alt="viaggiare sostenibile" width="1280" height="854" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/07/pexels-quang-nguyen-vinh-10615108.jpg 1280w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/07/pexels-quang-nguyen-vinh-10615108-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/07/pexels-quang-nguyen-vinh-10615108-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/07/pexels-quang-nguyen-vinh-10615108-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
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<h3>1. Via dalla pazza folla</h3>
<p>C&#8217;è la fila di persone per andare in cima all&#8217;Everest, per entrare al Louvre, per farsi un selfie alla Scala dei Turchi. Le App di condivisione dei percorsi e la sharing economy hanno creato un <a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/cultura/leffetto-lonely-planet-delle-app-di-navigazione-outdoor-come-komoot-e-wikiloc/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">nuovo effetto Lonely Planet sul modo in cui le persone viaggiano ed esplorano il mondo</a>. Ma ogni affollamento comporta uno stress per l&#8217;ambiente, naturale o antropizzato, che lo circonda. Siamo sicuri che vogliamo sempre intrupparci in mezzo a una folla di persone? Oppure possiamo pensare di ragionare meglio e di più su ciò che realmente ci interessa e viaggiare seguendo le nostre passioni?</p>
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<h3>2. Ridurre le emissioni</h3>
<p>Si stima che l&#8217;industria dei viaggi e dei trasporti sia responsabile per l&#8217;8% delle emissioni di CO2 nel mondo. Tanto o poco che lo si consideri, è comunque una componente dell&#8217;impatto ambientale dei nostri comportamenti. Possiamo usare il treno anziché l&#8217;aereo? Possiamo usare il treno anziché l&#8217;auto privata? Possiamo andare in bici? A piedi? Ogni volta che dobbiamo spostarci da un punto A a un punto B facciamo sempre un bilancio dell&#8217;impatto ambientale del nostro spostamento?</p>
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<h3>3. Viaggiare leggeri e sereni</h3>
<p>Basta guardarsi in giro in qualunque aeroporto, stazione ferroviaria, autogrill: ci sono valigie che sembrano pronte per un trasloco più che per una vacanza. Davvero ci serve portare tutti quei vestiti, tutti quegli oggetti, tutto quel peso per una vacanza? Davvero abbiamo bisogno di comprare ancora qualcosa proprio e solo per andare in vacanza? Si stima che l&#8217;industria del fast fashion sia responsabile del 20% dello spreco globale dell&#8217;acqua, produce il 10% delle emissioni di anidride carbonica, emana più gas serra rispetto a tutti gli spostamenti aerei e navali di tutto il mondo messi insieme. Davvero ci serve quel capo per una sera a cena in vacanza?</p>
<p>Bagagli più pesanti significano anche maggiori consumi di carburante. Della propria auto privata ma anche dell&#8217;aereo sul quale voliamo. Moltiplichiamo il nostro impulso a riempire la valigia all&#8217;inverosimile per tutti coloro che viaggiano e chiediamoci se è davvero indispensabile mettere quel kg in più di oggetti nella nostra valigia. Il più delle volte la risposta è no.</p>
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<h3>4. No alla plastica monouso</h3>
<p>Sì, quando si è in giro è comoda e pratica. Una bottiglietta d&#8217;acqua comprata al volo in un chiosco è più comoda di una borraccia da riempire. Così una cannuccia, un bicchiere ma anche una piccola confezione di shampoo o doccia schiuma, una vaschetta di frutta in un supermercato, un sacchetto di plastica laddove ancora non sono spariti dal mercato. Si stima nel 2019, dei 460 milioni di tonnellate di plastica prodotte, 353 milioni di tonnellate siano finite come rifiuto mentre solo il 9% è stato riciclato. Insomma, il fatto di essere lontano da casa non dovrebbe indurci ad abbassare la guardia sull&#8217;<a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/ambiente/quanta-plastica-a-testa-produciamo-ogni-giorno/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">abuso di plastica nei nostri comportamenti quotidiani</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>5. Non lasciare rifiuti</h3>
<p>Vale negli ambienti naturali, dove troppo spesso tolleriamo un fazzoletto di carta, una buccia di banana o finanche un mozzicone di sigaretta lasciato su un sentiero o una spiaggia. Ma vale anche in città, negli ambiti fortemente antropizzati dove purtroppo la spazzatura e i rifiuti fanno parte dell&#8217;arredo urbano. Il fatto che altri lo facciano non è un buon motivo per non portare a casa i nostri rifiuti, per non differenziare anche in vacanza, per non usare i cestini dei rifiuti in città, anche per il mozzicone della sigaretta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>6. Diventare local</h3>
<p>Comprare come i local, consumare come i local, viaggiare come i local è il modo migliore per far sì che la ricaduta economica del nostro viaggio vada nelle tasche delle persone che vivono nei luoghi che visitiamo. Affidarsi a guide locali, mangiare in ristoranti gestiti da gente del luogo, acquistare prodotti locali: qualunque scelta è buona per evitare che i nostri soldi passino solo tra le mani delle persone davanti a noi per finire nei conti correnti di qualche multinazionale sovranazionale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>7. Meno social, meno smartphone</h3>
<p>Sembra che ormai non possiamo viaggiare e andare in vacanza senza condividere ogni sacrosanto momento del nostro viaggio. Eppure il semplice uso dei nostri smartphone nel solo 2022 produrrà qualcosa come 146 milioni di tonnellate di CO2 &#8211; o CO2e, emissioni equivalenti. Ogni upload, ogni download, ogni aggiornamento di stato, ogni ricarica hanno un costo anche ambientale. Anche quando la corrente elettrica è quella dell&#8217;albergo e il WiFi è gratis. Selezionare di più le nostre condivisioni social è anche un modo per assaporare di più ciò che stiamo vivendo e vedendo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>8. Ethical travel</h3>
<p>Se ci si affida ad agenzie di viaggio, a tour operator o comunque a imprese che fanno del turismo il proprio business, possiamo anche pensare di preferire quelle che compensano l&#8217;impatto ambientale delle proprie operazioni, che hanno un approccio etico al viaggio, che rispettano le realtà locali e che in definitiva provano a farci viaggiare sostenibile.</p>
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		<title>Questa settimana dovresti andare al BAM! 2025</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/news/eventi/questa-settimana-dovresti-andare-al-bam-2025/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Viaggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Jun 2025 15:18:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[bikepacking]]></category>
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					<description><![CDATA[Oltre 100 eventi tra storie di viaggio, workshop, concerti, incontri, libri e pedalate: dal 6[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1300" height="867" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/05/10_183855_ND2_0980-copia.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Questa settimana dovresti andare al BAM! 2025" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/05/10_183855_ND2_0980-copia.jpg 1300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/05/10_183855_ND2_0980-copia-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/05/10_183855_ND2_0980-copia-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/05/10_183855_ND2_0980-copia-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1300px) 100vw, 1300px" /><br><br><p>Oltre 100 eventi tra storie di viaggio, workshop, concerti, incontri, libri e pedalate: dal 6 all’8 giugno torna BAM! – Bicycle Adventure Meeting, il grande raduno europeo dedicato al viaggio in bicicletta. Nel parco secolare di Villa Contarini, a Piazzola sul Brenta, all’incrocio di alcune delle più note ciclovie del Veneto, oltre 100 appuntamenti in tre giorni: BAM! non è solo un evento ciclistico, ma un vero e proprio festival del viaggio lento e dell’avventura su due ruote, fatto di cultura, natura, ispirazione e condivisione. Un’esperienza collettiva e gratuita che ogni anno riunisce migliaia di viaggiatori da tutta Europa.</p>
<h2>Questa settimana dovresti andare al BAM! 2025</h2>
<p>Tra gli ospiti di BAM! 2025, grandi viaggiatori come Dario Franchi, che a 21 anni ha attraversato l’Africa in bicicletta, Quinda Verheul, ultracyclist e artista olandese che trasforma le sue imprese in opere d’arte, e Francesco “Frank” Lotta, voce di Radio Deejay e instancabile esploratore in bici. Ma anche voci che ispirano viaggi più accessibili, come Silvia Gottardi (Cicliste per Caso) o il collettivo BikeBoobs, che pedala per promuovere l’inclusione femminile e LGBT+. E poi ospiti inaspettati come Andrea Loreni, il funambolo-filosofo, o il collettivo Betula, che invita a osservare il mondo naturale – alberi e piante – con uno sguardo nuovo, anche in viaggio.Un mosaico di esperienze che rende BAM! un luogo di incontro unico, aperto anche a chi non si considera un vero “ciclista&#8221;.</p>
<h3>Il programma giorno per giorno</h3>
<p>Il venerdì è il giorno dell’accoglienza: si montano le tende, si incontrano vecchi amici e nuovi compagni di viaggio, si brinda alla strada percorsa per arrivare, rigorosamente, o quasi, in bici, e si cominciano ad ascoltare e raccontare storie.<br />
Quinda Verheul parlerà del suo universo creativo, dove la fatica si trasforma in arte; Claudio Piani del suo viaggio da Milano all’Everest; ma si si parlerà anche di Appennino Tosco-Emiliano, di steppe mongole, Dolomiti, Croazia e molto altro, sempre con lo sguardo degli esploratori.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-651060" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/05/banner-25.png" alt="Questa settimana dovresti andare al BAM! 2025" width="1300" height="652" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/05/banner-25.png 1300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/05/banner-25-300x150.png 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/05/banner-25-1024x514.png 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/05/banner-25-768x385.png 768w" sizes="(max-width: 1300px) 100vw, 1300px" /></p>
<p>La serata è una festa: tornano il Collettivo Orkestrada Circus, i vinili di Malore Improvviso, si balla con Ciclodisco e si sogna grazie al CicloCinema, il cinema alimentato a pedali.</p>
<p>Sabato è il giorno centrale del festival, pieno di pedalate, incontri e condivisione.<br />
Le ride sono innumerevoli: con FIAB, 3T &amp; Santini, Elite, Bergamont, Cicli Barco, La Risció. Si pedala per raccogliere rifiuti (con la Garbage Ride di Plastic Freeride), per scoprire le erbe selvatiche, per visitare l’officina di Cicli Barco o per sfilare con le cargo bike.</p>
<p>I racconti di viaggio spaziano dal Giappone alle Lofoten, dalla Patagonia al Caucaso, passando per l’Africa e l’Himalaya. Ogni storia è un invito a partire e a guardare il mondo da una sella.Numerosi anche i laboratori pratici: meccanica, upcycling, tecniche di respirazione, scrittura, disegno, collage e personalizzazione delle borracce con i 2Bros Creative.<br />
Si parlerà anche di inclusività e accessibilità nel ciclismo, con ospiti come Orbit360, Cake Movement e le BikeBoobs; di femminismo su due ruote con Sami Sauri; e del valore politico del viaggiare lenti e fuori rotta.<br />
La giornata si chiude con il concerto travolgente dei Balkan Bazar e con il DJ set di Aladyn, voce storica di Radio Deejay e, magari, viaggiatore ispirato proprio da BAM!.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-651061" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/05/07_172857_ND1_0631.jpg" alt="Questa settimana dovresti andare al BAM! 2025" width="1300" height="867" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/05/07_172857_ND1_0631.jpg 1300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/05/07_172857_ND1_0631-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/05/07_172857_ND1_0631-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/05/07_172857_ND1_0631-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1300px) 100vw, 1300px" /></p>
<p>La domenica si apre con le ultime pedalate condivise: la Breakfast Ride con 3T, la Brompton Ride in collaborazione con Scavezzon e Bromscape, ovviamente con le bici pieghevoli, e la pedalata con FIAB tra natura e tradizioni, con arrivo al Museo della Civiltà Contadina.</p>
<p>Nel parco si ascoltano ancora storie: quella degli studenti lungo la Linea Gotica, quella profonda e intensa di Andrea Loreni, e quella del progetto Bromscape, che mostra come una pieghevole possa diventare strumento di libertà.<br />
Non mancano momenti speciali: il laboratorio creativo “Cartolina is not dead”, la parata delle cargo con CargoBAM!, e infine un ultimo live con Al Dente Trio, tra jazz, blues e racconti.</p>
<p><strong>LEGGI ANCHE</strong></p>
<p><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/news/eventi/che-cose-e-perche-andare-al-bam-2018-il-raduno-europeo-dei-viaggiatori-in-bicicletta-che-si-tiene-a-mantova/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">Perché andare al BAM; il raduno europeo dei viaggiatori in bici</a></strong></p>
<h3>BAM! 2025: Info pratiche</h3>
<p>BAM! è gratuito e a ingresso libero. L’area tende, a posti limitati, sarà allestita all’interno del parco ed è prenotabile su <a href="http://www.bameurope.it" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">www.bameurope.it</a>. L’evento è patrocinato dalla Regione Veneto e organizzato da 3parentesi.</p>
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		<title>Questi sono 8 libri sulla natura e l’avventura da regalare a chi ama le grandi storie</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/cultura/8-libri-sulla-natura-e-lavventura-da-regalare-a-natale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 May 2025 07:00:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[natura]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sportoutdoor24.it/?p=33353</guid>

					<description><![CDATA[Se cerchi 8 libri sulla natura e l’avventura da regalare a chi ama le grandi[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/10/libri-avventura.jpeg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/10/libri-avventura.jpeg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/10/libri-avventura-300x210.jpeg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/10/libri-avventura-331x232.jpeg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Se cerchi 8 libri sulla natura e l’avventura da regalare a chi ama le grandi storie sei nel posto giusto. Spesso è il classico regalo dell&#8217;ultimo momento, quando ormai non c&#8217;è più tempo. Ma <strong>regalare un libro </strong> può anche essere un gesto pensato, sentito e profondo, soprattutto se si conoscono i gusti, di lettura e di vita, di chi quel regalo lo riceverà.</p>
<h2>8 libri sulla natura e l’avventura da regalare a chi ama le grandi storie</h2>
<p>Da <a href="https://www.amazon.it/s?k=nelle+terre+estreme&amp;adgrpid=55381296209&amp;gclid=CjwKCAjwzt6LBhBeEiwAbPGOgX07oum2h52_GGKkP8CKRgwdvN1Z7HNIhVs4i3blLW4H-4ARDTXWXxoCLJoQAvD_BwE&amp;hvadid=255183334506&amp;hvdev=c&amp;hvlocphy=1008506&amp;hvnetw=g&amp;hvqmt=e&amp;hvrand=14862625462831711927&amp;hvtargid=kwd-304460693243&amp;hydadcr=28427_1801218&amp;tag=slhyin-21&amp;ref=pd_sl_51bjas9qy9_e&amp;tag=sportoutdoor2-21" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">Nelle Terre Estreme di Jon Krakauer</a> a Nives Meroi, ecco, per chi ha amici o parenti avventurosi e <strong>appassionati di viaggi, natura selvaggia e grandi storie</strong>, allora uno di questi 8 libri e delle grandi, drammatiche e universali storie che vi sono raccontate può essere senza dubbio un regalo più che gradito.</p>
<h3>1. Nelle terre estreme: Into the Wild, di Jon Krakauer</h3>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter wp-image-33358 size-full" title="Nelle-terre-estreme-jon-krakauer" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/11/Nelle-terre-estreme-Into-the-Wild.jpg" alt="Nelle-terre-estreme-jon-krakauer" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/11/Nelle-terre-estreme-Into-the-Wild.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/11/Nelle-terre-estreme-Into-the-Wild-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></p>
<p>Un classico, un mito, dopo il film d Sean Penn, una continua fonte di ispirazione e motivazione per centinaia di migliaia di persone: è <strong>la storia di Chris McCandless,</strong> un giovane ragazzo americano che nel 1992 decide di incamminarsi da solo inoltrandosi nei grandi spazi dell’Alaska. Verrà ritrovato dopo alcuni mesi, a nord del monte McKinley, insieme al diario di quella sua avventura: Jon Krakauer ne ha tratto questo libro, Sean Penn un film cult. <a href="https://www.sportoutdoor24.it/tag/into-the-wild/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">Tutti gli approfondimenti su Into the Wild qui</a>.</p>
<p>Il libro <strong>Into the Wild</strong> si può acquistare in <a href="http://www.amazon.it/Nelle-terre-estreme-Into-Corbaccio-ebook/dp/B0065QG5DY/ref=sr_1_1?s=digital-text&amp;ie=UTF8&amp;qid=1448542774&amp;sr=1-1&amp;keywords=Into+the+Wild&amp;tag=&amp;tag=sportoutdoor2-21" target="_blank" rel="external noopener noreferrer" data-wpel-link="external">formato cartaceo o e-book qui</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Leggi anche</strong></p>
<ul>
<li><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/terme-aperto-libere-gratis-italia/" data-wpel-link="internal"><strong>Le terme all’aperto libere e gratis in Italia</strong></a></li>
<li><a href="https://www.msn.com/it-it/notizie/other/20-trekking-di-pi%C3%B9-giorni-da-fare-in-italia-i-percorsi-pi%C3%B9-belli-foto/ar-BB1k99UR?disableErrorRedirect=true&amp;infiniteContentCount=0" rel="external noopener noreferrer" data-wpel-link="external"><strong>20 trekking da fare in Italia</strong></a></li>
<li><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/vorresti-fare-il-bagno-in-queste-piscine-naturali-alle-canarie-ecco-dove-sono/" data-wpel-link="internal"><strong>Dove fare il bagno nelle piscine naturali delle Canarie</strong></a></li>
<li><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/bambini/le-spiagge-piu-belle-delle-canarie/" data-wpel-link="internal"><strong>Le spiagge più belle delle Canarie</strong></a></li>
<li><a href="https://www.msn.com/it-it/notizie/other/eubea-e-le-sue-spiagge-lisola-pi%C3%B9-sconosciuta-e-forse-la-pi%C3%B9-bella-e-economica-della-grecia-foto/ar-AA19wQpf?ocid=windirect&amp;item=flights%3Aprg-tipsubsc-v1a&amp;disableErrorRedirect=true&amp;infiniteContentCount=0" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external"><strong>Eubea e le sue spiagge più belle, foto</strong></a></li>
</ul>
<h3>2. Non ti farò aspettare: Tre volte sul Kangchendzonga, la storia di noi due raccontata da me, di Nives Meroi<img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-81571" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/10/Non-ti-farò-aspettare-Nives-Meroi.jpeg" alt="Non-ti-farò-aspettare-Nives-Meroi" width="300" height="464" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/10/Non-ti-farò-aspettare-Nives-Meroi.jpeg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/10/Non-ti-farò-aspettare-Nives-Meroi-194x300.jpeg 194w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Anno 2009, Nives Meroi sta cercando di essere la prima donna alpinista al mondo a conquistare i 14 Ottomila del pianeta: sta affrontando il Kangchendzonga, la terza cima più alta della Terra nonché una delle più difficili da scalare, in compagnia del marito quando, a pochi metri dalla vetta, il marito si sente male e si ferma. <strong>Nives rinuncia alla vetta</strong>, ma soprattutto quello è il momento in cui entrano in scena la malattia del marito e un rapporto speciale, che saprà superare quel momento e la malattia e tornare, finalmente, sul “Kanga”. <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/arrampicata/non-ti-faro-aspettare-il-libro-sullalpinismo-di-nives-meroi/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">Qui la nostra intervista a Nives Meroi</a>.</p>
<p>Per leggere <strong>Non ti farò aspettare</strong> di Nives Meroi in <a href="http://www.amazon.it/Non-far%C3%B2-aspettare-Kangchendzonga-raccontata-ebook/dp/B00WGJC7Y0/ref=pd_rhf_dp_s_cp_1?ie=UTF8&amp;dpID=51gmNg6HS0L&amp;dpSrc=sims&amp;preST=_SL500_SR87%2C135_&amp;refRID=14H9XYJH304QSPV3KB1V&amp;tag=&amp;tag=sportoutdoor2-21" target="_blank" rel="external noopener noreferrer" data-wpel-link="external">formato stampato o digitale clicca qui</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>3. A un soffio dalla fine: Il mio ritorno alla vita dopo la tragedia dell&#8217;Everest di Beck Weathers</h3>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter wp-image-33355 size-full" title="A-un-soffio-dalla-fine-Il-mio-ritorno-alla-vita-dopo-la-tragedia-dell-Everest-Beck-Weathers" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/11/A-un-soffio-dalla-fine-Weathers.jpg" alt="A-un-soffio-dalla-fine-Il-mio-ritorno-alla-vita-dopo-la-tragedia-dell-Everest-Beck-Weathers" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/11/A-un-soffio-dalla-fine-Weathers.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/11/A-un-soffio-dalla-fine-Weathers-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></p>
<p>L’altro racconto di Everest, il libro di Jon Krakauer da cui è stato tratto anche il recente film con la regia di Kormakur (<a href="https://www.sportoutdoor24.it/tag/everest/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">qui tutto il nostro approfondimento</a>): la tragedia è quella della <strong>spedizione del 1996 in cui morirono 9 alpinisti</strong> ma Beck è tra i sopravvissuti: tornato al campo base appunto a un soffio dalla morte racconta di come è tornato alla vita rivedendo la sua quotidianità, quella della famiglia e della vita di ogni giorno, con occhi diversi.</p>
<p><strong>A un soffio dalla fine: Il mio ritorno alla vita dopo la tragedia dell&#8217;Everest</strong> di Beck Weathers si può acquistare sia in <a href="http://www.amazon.it/soffio-dalla-fine-tragedia-dellEverest-ebook/dp/B012WCBUCU/ref=pd_rhf_dp_s_cp_12?ie=UTF8&amp;dpID=51WsE1ks9HL&amp;dpSrc=sims&amp;preST=_SL500_SR89%2C135_&amp;refRID=0GV57K22E2599JMZMXWY&amp;tag=&amp;tag=sportoutdoor2-21" target="_blank" rel="external noopener noreferrer" data-wpel-link="external">formato cartaceo che kindle qui</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4>&gt; I<strong>scriviti</strong> alla nostra <strong>newsletter</strong> compilando il <strong>form</strong> qui sotto!<br />
Spoiler: ne mandiamo poche, ma buone!</h4>
<p>&nbsp;</p>
<h3>4. La morte sospesa di Joe Simpson</h3>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter wp-image-33356 size-full" title="La-morte-sospesa-di-Joe-Simpson" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/11/La-morte-sospesa-Joe-Simpson.jpg" alt="La-morte-sospesa-di-Joe-Simpson" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/11/La-morte-sospesa-Joe-Simpson.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/11/La-morte-sospesa-Joe-Simpson-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></p>
<p>La storia vera di due alpinisti britannici, Joe Simpson appunto e Simon Yates, che dopo aver raggiunto la vetta del Siula Grande, nelle Ande Peruviane, sono colti da una violenta bufera: Simpson si rompe una gamba scivolando durante la discesa, Yates prova a calarlo ma allo stremo delle forze <strong>abbandona il compagno e torna al campo base</strong>. Simpson incredibilmente sopravvive e facendo ricorso a ogni residua goccia di energia riesce a raggiungere il campo base in quello che diventerà questo racconto epico, straziante, doloroso e straordinario. Un classido della letteratura di montagna.</p>
<p><strong>La morte sospesa</strong> di Joe Simpson si può acquistare in <a href="http://www.amazon.it/morte-sospesa-Corbaccio-Joe-Simpson-ebook/dp/B0064BV0GW/ref=pd_sim_351_1?ie=UTF8&amp;dpID=41nTHHoO8CL&amp;dpSrc=sims&amp;preST=_AC_UL160_SR106%2C160_&amp;refRID=0DPASXHVJM40NRYJD9HW&amp;tag=&amp;tag=sportoutdoor2-21" target="_blank" rel="external noopener noreferrer" data-wpel-link="external">formato elettronico o cartaceo qui</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>5. La via del lupo: Nella natura selvaggia dall&#8217;Appennino alle Alpi, di Marco Albino Ferrari</h3>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter wp-image-33357 size-full" title="La-via-del-lupo-Nella-natura-selvaggia-Appennino-alle-Alpi-Marco-Albino-Ferrari" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/11/La-via-del-lupo-Marco-Albino-Ferrari.jpg" alt="La-via-del-lupo-Nella-natura-selvaggia-Appennino-alle-Alpi-Marco-Albino-Ferrari" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/11/La-via-del-lupo-Marco-Albino-Ferrari.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/11/La-via-del-lupo-Marco-Albino-Ferrari-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></p>
<p>Dai Monti Sibillini alla Valsavaranche, passando per le foreste Casentinesi, le Alpi Marittime e tutta la dorsale verde <strong>della wilderness italiana,</strong> Marco Albino Ferrari ripercorre le tracce del ritorno del lupo sulle nostre montagne, incrociando storie grandi e piccole di luoghi appartati, affascinanti e difficili e di persone che al lupo hanno dedicato gran parte della loro vita. <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/il-trekking-del-lupo-tra-le-alpi-marittime-e-il-mercantour/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">Qui l&#8217;itinerario del trekking del lupo, tra Alpi Marittime e Mercantour</a>.</p>
<p><strong>La via del lupo: Nella natura selvaggia dall&#8217;Appennino alle Alpi</strong> di Marco Albino Ferrari si può leggere sia in formato cartaceo che kindle, e <a href="http://www.amazon.it/via-del-lupo-selvaggia-dallAppennino-ebook/dp/B00JVSYL5C/ref=sr_1_1?s=digital-text&amp;ie=UTF8&amp;qid=1448543943&amp;sr=1-1&amp;keywords=via+del+lupo&amp;tag=&amp;tag=sportoutdoor2-21" target="_blank" rel="external noopener noreferrer" data-wpel-link="external">lo si può trovare qui</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>6. Una passeggiata nei boschi, di Bill Bryson</h3>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter wp-image-33359 size-full" title="Una-passeggiata-nei-boschi-di-Bill-Bryson" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/11/Una-passeggiata-nei-boschi-Bill-Bryson.jpeg" alt="Una-passeggiata-nei-boschi-di-Bill-Bryson" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/11/Una-passeggiata-nei-boschi-Bill-Bryson.jpeg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/11/Una-passeggiata-nei-boschi-Bill-Bryson-300x210.jpeg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></p>
<p>Un delizioso e divertente libro di Bill Bryson e della sua avventura sull’Appalachian Trail, il capostipite di tutti i <strong>sentieri a grande percorrenza negli USA</strong>: anche da questo fortunato libretto stanno traendo un film, nientemeno che con Robert Redford e Nick Nolte (<a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/cultura/a-walk-in-the-woods-arriva-il-film-con-robert-redford-e-nick-nolte/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">Qui il nostro approfondimento</a> sul film). La storia è <strong>autobiografica</strong>, come molti scritti di Bill Bryson: tornato negli USA, fuori forma e sovrappeso come il suo amico Stephen Katz, decide di intraprendere il leggendario sentiero senza nessuna cognizione di trekking e cammino nella natura selvaggia. Leggero, divertente, scanzonato, il libro è un godibilissmo resoconto di viaggio e di scoperta.</p>
<p><strong>Una passeggiata nei boschi</strong> di Bill Bryson è acquistabile sia in <a href="http://www.amazon.it/Una-passeggiata-boschi-Bill-Bryson-ebook/dp/B0146QWQ6E/ref=sr_1_3?s=books&amp;ie=UTF8&amp;qid=1448542183&amp;sr=1-3&amp;keywords=Bill+Bryson&amp;tag=&amp;tag=sportoutdoor2-21" target="_blank" rel="external noopener noreferrer" data-wpel-link="external">formato cartaceo che e-book qui</a>.</p>
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<h3>7. Wild, di Cheryl Strayed</h3>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter wp-image-33360 size-full" title="Wild-di-Cheryl-Strayed" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/11/Wild_Strayed.jpg" alt="Wild-di-Cheryl-Strayed" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/11/Wild_Strayed.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/11/Wild_Strayed-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></p>
<p>Il libro autobiografico di Cheryl Strayed e dei suo mesi lungo il Pacific Crest Trail da cui è stato tratto anche il film con Reese Witherspoon (<a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/cultura/wild-il-film-su-cheryl-strayed-un-into-the-wild-al-femminile/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">qui il nostro approfondimento</a> sul film): nel momento più difficile della sua vita, <strong>persa la madre e naufragato il matrimonio,</strong> Cheryl intraprende un cammino attraverso l’America selvaggia alla ricerca di sé e del senso profondo di un paese.</p>
<p><strong>Wild</strong> di Cheryl Strayed è acquistabile in <a href="http://www.amazon.it/gp/product/B009RDNPJY/ref=dp-kindle-redirect?ie=UTF8&amp;btkr=1&amp;tag=&amp;tag=sportoutdoor2-21" target="_blank" rel="external noopener noreferrer" data-wpel-link="external">formato cartaceo o kindle qui</a>.</p>
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<h3>8. Sette anni in Tibet, di Heinrich Harrer<img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-81569" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/10/sette-anni-in-tibet-harrer-1.jpeg" alt="sette-anni-in-tibet-harrer" width="300" height="496" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/10/sette-anni-in-tibet-harrer-1.jpeg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/10/sette-anni-in-tibet-harrer-1-181x300.jpeg 181w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></h3>
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<p>Anno 1939: Heinrich Harrer, alpinista austriaco di fama, viene chiamato a partecipare a una spedizione sul Nanga Parbat. <strong>Tornerà dopo 7 anni</strong> e dopo aver superato eventi indicibili, dall’internamento in un campo di concentramento alle numerose evasioni. Ma soprattutto vedrà e si innamorerà di terre selvagge <strong>mai viste da occhio occidentale,</strong> conoscerà il giovane Dalai Lama e diventerà il paladino e cantore degli ultimi anni d’indipendenza di questo paese dalla antichissima cultura.</p>
<p><strong>Sette anni in Tibet</strong> di Heinrich Harrer si può acquistare in <a href="http://www.amazon.it/sette-tibet-NumeriPrimi-Heinrich-Harrer-ebook/dp/B0098V471K/ref=sr_1_1?s=books&amp;ie=UTF8&amp;qid=1448542496&amp;sr=1-1&amp;keywords=Heinrich+Harrer&amp;tag=&amp;tag=sportoutdoor2-21" target="_blank" rel="external noopener noreferrer" data-wpel-link="external">formato cartaceo o kindle qui</a>.</p>
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<h4>Per approfondire</h4>
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<li><a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/cultura/10-libri-corsa-running-consigli/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">10 libri per mettersi a correre</a></li>
<li><a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/cultura/10-libri-in-sella-alla-due-ruote-bici/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">10 libri sulle due ruote</a></li>
<li><a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/cultura/10-libri-sulla-montagna-alpinismo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Sulle spalle dei giganti: 10 libri sulla montagna</a></li>
<li><a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/cultura/i-film-piu-drammatici-sul-rapporto-tra-uomo-e-natura/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">I film più drammatici sul rapporto tra uomo e natura</a></li>
</ul>
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		<title>Dall’Inghilterra all’Everest: il triathlon folle di 13 mila km di Mitch Hutchcraft</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/dallinghilterra-alleverest-il-triathlon-folle-di-13-mila-km-di-mitch-hutchcraft/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Sport]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 May 2025 10:45:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Avventura]]></category>
		<category><![CDATA[corsa]]></category>
		<category><![CDATA[Impresa]]></category>
		<category><![CDATA[triathlon]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.sportoutdoor24.it/?p=650395</guid>

					<description><![CDATA[Quando Mitch Hutchcraft ha lasciato la costa inglese il 14 settembre 2024 per tuffarsi nelle[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1000" height="717" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/05/mitch-hutchcraft.png" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="mitch-hutchcraft" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/05/mitch-hutchcraft.png 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/05/mitch-hutchcraft-300x215.png 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/05/mitch-hutchcraft-768x551.png 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><br><br><p>Quando <strong>Mitch Hutchcraft</strong> ha lasciato la costa inglese il 14 settembre 2024 per tuffarsi nelle acque gelide della Manica, aveva un obiettivo chiaro: raggiungere la cima dell’Everest completamente con le proprie forze. <strong>Nessun aereo, nessun mezzo a motore.</strong> Solo determinazione, muscoli e resistenza. L’11 maggio 2025, <strong>dopo oltre 13.000 chilometri</strong> e otto mesi di viaggio, ha realizzato il suo sogno: toccare i 8.849 metri della vetta più alta del mondo.</p>
<h3>Un viaggio senza precedenti: 13.000 km con la sola forza umana</h3>
<p>L’impresa, battezzata <strong>“Project LIMITLESS”</strong>, è un unicum nel panorama dell’endurance estremo. Hutchcraft ha iniziato con una nuotata di 34 chilometri attraverso la Manica, una sfida nella sfida, completata quando solo 2 nuotatori su 10 ce l’hanno fatta quel giorno. Da Calais ha poi percorso oltre <strong>11.900 chilometri in bicicletta, attraversando Europa, Medio Oriente e India</strong>, affrontando condizioni meteorologiche estreme, problemi di frontiera e 7 chili persi lungo la strada.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/05/bici.png" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-650399" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/05/bici.png" alt="bici" width="1000" height="647" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/05/bici.png 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/05/bici-300x194.png 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/05/bici-768x497.png 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a><br />
Ma la parte più dura doveva ancora venire: una <strong>corsa di quasi 900 chilometri da Digha, in India, a Kathmandu, in Nepal.</strong> Una maratona al giorno sotto il sole cocente, attraversando villaggi remoti e grandi metropoli. Poi<strong> altri 350 chilometri a piedi fino all’Everest Base Camp</strong>, passando per il Lobuche East (6.119 m) per acclimatarsi. Infine, l’ascesa finale: la conquista del Tetto del Mondo.</p>
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<p>Leggi anche</p>
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<li><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/foto-7-treni-piu-panoramici-mondo-viaggi/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">I 7 viaggi in treno più panoramici del mondo da provare almeno una volta</a></strong></li>
<li><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/interrail-le-citta-migliori-dove-andare-in-treno-nel-2023/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">Le città migliori dove andare in Interrail</a></strong></li>
</ul>
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<h3>Chi è Mitch Hutchcraft</h3>
<p>Ex marine britannico, oggi ultratrailer e atleta di resistenza, Mitch Hutchcraft è abituato alle sfide estreme. Ma questa è stata la più ambiziosa. Conosciuto nel mondo sportivo per le sue imprese in condizioni estreme e <strong>per il suo impegno a favore della salute mentale dei veterani,</strong> Mitch ha concepito il “Project LIMITLESS” come una missione personale, sportiva e solidale. Ogni tappa, ogni chilometro, ha contribuito a raccogliere fondi per SAVSIM, un’organizzazione che sostiene il benessere mentale dei veterani e progetti di conservazione della fauna selvatica.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/05/everest.png" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-650397" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/05/everest.png" alt="everest" width="1000" height="729" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/05/everest.png 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/05/everest-300x219.png 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/05/everest-768x560.png 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
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Spoiler: ne mandiamo poche, ma buone!</h4>
<h3>Un messaggio di resilienza e speranza</h3>
<p>“È stata l’impresa più dura della mia vita”, ha dichiarato Hutchcraft dopo aver raggiunto la cima. “Ma non si è mai trattato solo della vetta. Si è trattato di dimostrare che con uno scopo, la resilienza e le persone giuste accanto, nessun obiettivo è davvero impossibile.” Il suo viaggio è stato documentato passo dopo passo da Blue Door Productions e condiviso sui social e sul sito <a href="https://www.12000kmtoeverest.com/" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">www.12000kmtoeverest.com</a>, diventando fonte di <strong>ispirazione per migliaia di persone nel mondo.<br />
Foto <a href="https://www.threads.com/@_mitchhutch?xmt=AQF0aeOfbT09-w15Zg9UT3Hu3xGZwf3hOlGBauY_mmrKzs0" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">MItch Hutchcraft INSTAGRAM</a></strong></p>
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		<title>everest</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/dallinghilterra-alleverest-il-triathlon-folle-di-13-mila-km-di-mitch-hutchcraft/attachment/everest-5/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 May 2025 10:42:58 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/05/everest.png</guid>

					<description><![CDATA[]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="attachment"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/05/everest.png" data-wpel-link="internal"><img width="300" height="219" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/05/everest-300x219.png" class="attachment-medium size-medium" alt="everest" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/05/everest-300x219.png 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/05/everest-768x560.png 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/05/everest.png 1000w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Fuga dalle allergie: dove andare per scappare dai pollini e respirare bene</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/consigli-posti-vacanza-allergie-pollini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Maria Corno]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 May 2025 06:45:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[primavera]]></category>
		<category><![CDATA[trentino alto adige]]></category>
		<category><![CDATA[vacanze]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sportoutdoor24.it/?p=13604</guid>

					<description><![CDATA[Arriva la primavera e, di conseguenza, arrivano anche le allergie, che inevitabilmente la bella stagione[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/05/11.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="scappare da pollini e allergie" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/05/11.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/05/11-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/05/11-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Arriva la primavera e, di conseguenza, <strong>arrivano anche le allergie</strong>, che inevitabilmente la bella stagione porta con sé perché in pianura la naturale impollinazione ora sarà ulteriormente favorita dalle temperature in costante crescita. Se quindi <a href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/primavera-tempo-di-allergie/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">la primavera è il tempo delle allergie</a>, come possono gli <strong>allergici cronici fare a meno di soffrire</strong> e, magari, riuscire anche a stare all&#8217;aria aperta? Dove possono andare (in vacanza) per scappare da pollini e allergie? In questi <strong>luoghi certificati &#8216;liberi dalle allergie&#8217;</strong>.</p>
<h2>Dove andare (in vacanza) per scappare da pollini e allergie</h2>
<p>Forti raffreddori, malesseri generali, mal di testa, rinite, asma, orticaria e congiuntivite sono i sintomi all’ordine del giorno in case, uffici e scuole frequentate dagli allergici. Se trent’anni fa si soffriva solo per i pioppi e solo un paio di mesi, oggi sono centinaia gli agenti patogeni pronti a colpire da questi giorni fino a ottobre inoltrato (è il periodo di fioritura dell’ambrosia, la più debilitante in tutta la Pianura Padana): graminacee, piante ed erbe varie, polveri e pollini lasciano ai medici poco spazio di manovra e spesso nemmeno i più potenti antistaminici possono fare granché.<img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-13612" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/05/7-credit-tirler.jpg" alt="Tirler Hotel Allergie Pollini Certificazione ECARF" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/05/7-credit-tirler.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/05/7-credit-tirler-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/05/7-credit-tirler-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" />Oltre ai soliti <a href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/rimedi-contro-le-allergie-di-primavera/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">rimedi contro le allergie</a> c’è però una soluzione – almeno temporanea ma non chimica – al problema, un palliativo per avere qualche giorno di pace lontano dai fazzoletti: andare in vacanza!<br />
Il rimedio universale sta ovviamente nell’andare in alta in montagna, dove mancano piante e pollini che generano la sofferenza e dove il periodo della fioritura è più breve.</p>
<h3>La Valle Lunga in Alto Adige</h3>
<p>Non è necessario andare in cima all&#8217;Everest per avere sollievo. Esiste ad esempio in Alto Adige un luogo “certificato” contro ogni tipo di reazione a polveri e pollini, un paradiso dove accorrono ipersensibili da ogni parte d’Europa: si tratta della <strong>Valle Lunga</strong>, una valle laterale ancora poco conosciuta in fondo alla Val Venosta, proprio sul confine italo-austriaco, che raccoglie tutte le caratteristiche per un soggiorno perfetto: l’alta quota e un ecosistema particolarmente ventoso, oltre ad un paesaggio alpino stupendo, dalle vette al vicino Lago di Resia, dai pascoli di montagna ai villaggi di Curon e San Valentino, con 200 chilometri di sentieri e tre funivie a disposizione (<a href="http://www.reschenpass-suedtirol.it" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">Associazione Turistica Alta Val Venosta</a>: tel. 0473634603).</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-13607" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/05/3-credit-roby-ferrari-flickr.jpg" alt="scappare da pollini e allergie" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/05/3-credit-roby-ferrari-flickr.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/05/3-credit-roby-ferrari-flickr-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></p>
<p>La zona viene continuamente monitorata da ricercatori ed esperti che controllano l’asetticità dell’aria e delle acque a polveri e pollini. Molte delle case della valle sono state costruite con criteri di moderna bioarchitettura che generano benessere e garantiscono vernici e biancheria anallergica. Nei locali pubblici del paese viene perfino fornito il calendario della situazione pollini.<br />
Quali attività praticare? Tutte, dalla bici all&#8217;escursionismo, dagli sport d&#8217;acqua al trail e alle semplici passeggiate rilassanti.<br />
<em>Credits: FlickrCC Roby Ferrari</em></p>
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<h3>Scappare da pollini e allergie in Alto Adige nei masi del Gallo Rosso</h3>
<p>Il <a href="http://www.gallorosso.it" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">portale del Gallo Rosso</a>, che cataloga i masi dell’Alto Adige, ha un canale &#8220;masi per persone allergiche&#8221; che elenca le baite &#8216;pulite&#8217; in affitto anche in altre località del Sud Tirolo.<br />
Qualche esempio? Il <a href="http://www.krahbichlhof.it/it-krahbichlhof-agriturismo.htm" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">maso Krahbichlhof</a> ha coltivazioni biologiche per persone allergiche; il <a href="http://www.gallorosso.it/it/agriturismo-in-alto-adige/appartamenti-e-camere-in-alto-adige/maso/innerkapron-curon-venosta+2771.html" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">maso Innerkapron</a> aggiunge anche la possibilità di partecipare alla preparazione del pane, e il <a href="http://www.rieglhof.it/bauernhaus_it.htm" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">maso Rieglhof</a> a quella dei formaggi. Ci sono peraltro anche i masi per ciclisti, escursionisti, per chi va a cavallo e per disabili.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-13608" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/05/42.jpg" alt="Masi Alto Adige Allergie Pollini" width="671" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/05/42.jpg 671w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/05/42-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 671px) 100vw, 671px" /></p>
<p>Non basta? Indubbiamente l’Alto Adige è la regione più organizzata per accogliere gli allergici: sull&#8217;altro versante della regione, <strong>in Val Aurina a Predoi</strong>, è stato aperto il primo e unico luogo specializzato in Italia a favore degli allergici, il <a href="http://www.io-respiro.com" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">Centro Climatico Predoi</a> (tel. 0474654523). Nel silenzio più assoluto, in una sorta di tranquillità mistica, un trenino vi porta all’interno dei cunicoli di una vecchia miniera abbandonata dove gli scienziati hanno riscontrato un microclima costante a basse temperature (9° con oltre il 95% di umidità) tale per cui l’aria che vi scorre è la più pura riscontrabile in natura. In queste grotte il livello di polline è da 1000 a 1500 volte minore che all’aria aperta! Sarà un po&#8217; come praticare la speleologia? (<a href="http://www.tures-aurina.com" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">Consorzio Turistico Valli Di Tures E Aurina</a>: tel. 0474652081).</p>
<p>In Val Aurina esiste addirittura un consorzio alberghiero specializzato e convenzionato con il centro terapeutico locale. Sono i <a href="http://it.respiration.it/" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">Respiration Health Hotel</a>: uno per tutti, l’<a href="http://www.alpinroyal.com" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">Alpin Royal Wellness Refugium &amp; Resort</a> (tel. 0474651070) è un quattro stelle superior a San Giovanni in Valle Aurina, con numerosi pacchetti wellness che si alternano alle escursioni in alta montagna.</p>
<h3>Sul Lago di Misurina</h3>
<p>L’<a href="http://www.misurinasma.it" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">Istituto Pio XII</a> (tel. 043539008) sorge sul lago di Misurina, sopra Cortina a 1756 metri sul livello del mare, e occupa l’antica sede del Gran Hotel Savoy, residenza estiva dei reali d’Italia. È uno dei migliori centri di diagnosi, cura e riabilitazione dell&#8217;asma infantile: l’elevata altimetria, la scarsissima umidità, la ricchezza di radiazioni ultraviolette e la ionizzazione dell’aria sono condizioni fondamentali per la cura della patologia respiratoria e permettono di ridurre la necessità di un trattamento farmacologico, migliorando anche il sistema immunitario.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-13609" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/05/52.jpg" alt="centro Climatico Predoi Allergie Pollini" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/05/52.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/05/52-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></p>
<p>I bambini vengono avviati, sotto il controllo medico, a svariate attività sportive recuperando lo stato fisico e consentendo loro una qualità di vita simile a quella dei coetanei sani.</p>
<h3>All&#8217;Alpe di Siusi</h3>
<p>Il <a href="http://www.tirler.com" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">Tirler Dolomites Living Hotel</a> (tel 0471727927) è un 4 stelle superior ai 1752 metri dell’Alpe di Siusi, certificato come primo albergo d’Italia con il sigillo di garanzia <a href="http://www.ecarf.org/en/home.html" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">ECARF &#8211; European Center of Allergical Research Foundation</a>, per l’adattamento alle persone sofferenti d’allergie. Un progetto unico, sviluppato in collaborazione con diversi istituti universitari, il cui concetto biologico lo fa diventare il posto ideale per vacanze a pieno respiro.</p>
<p>Il periodo migliore per venire qui in mezzo alla meraviglia delle Dolomiti, all’imbocco di sentieri suggestivi e percorsi per MTB, è quello dei mesi di maggio e giugno, quando in città a bassa quota aumenta il fastidio. Il sistema antiallergico si riflette anche nel ristorante, il cui menu a cinque portate rispetta le incompatibilità alimentari. C&#8217;è anche una serie infinita di cuscini diversi, materassi in lattice che respingono gli acari, arredi e tessuti anallergici e filtri speciali per l’aria condizionata.<br />
<em>Credits: Tirler</em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;alpinismo è uno sport?</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/sport/arrampicata/lalpinismo-e-uno-sport/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Gervasoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Apr 2025 06:54:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arrampicata]]></category>
		<category><![CDATA[alpinismo]]></category>
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					<description><![CDATA[Mi capita spesso di sentirmi chiedere da persone digiune di montagna se l&#8217;alpinismo è uno[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1920" height="1080" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/02/mountaineer-g15fd8368a_1920.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="L&#039;alpinismo è uno sport?" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/02/mountaineer-g15fd8368a_1920.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/02/mountaineer-g15fd8368a_1920-300x169.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/02/mountaineer-g15fd8368a_1920-1024x576.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/02/mountaineer-g15fd8368a_1920-768x432.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/02/mountaineer-g15fd8368a_1920-1536x864.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><br><br><p>Mi capita spesso di sentirmi chiedere da persone digiune di montagna se l&#8217;alpinismo è uno sport. <strong>Una domanda lecita la cui risposta è soprattutto di tipo filosofico</strong>. Ovvero riguarda <strong>l&#8217;idea che abbiamo oggi dello sport e dell&#8217;alpinismo in particolare</strong>, e l&#8217;essenza dello sport e dell&#8217;alpinismo.</p>
<h2>Che cos&#8217;è uno sport per noi oggi?</h2>
<p>Se chiediamo a bruciapelo a qualcuno che cos&#8217;è uno sport, è molto probabile che la risposta comprenda le <strong>parole competizione, agonismo, gara, regole, classifiche</strong>. Questo sono in fondo le Olimpiadi, la massima espressione dello sport a livello globale: una serie di competizioni in cui uomini e donne gareggiano per vincere, e magari stabilire primati, secondo regole prestabilite e accettate.<img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-599700" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/02/mountain-climbing-ge249b5960_1920.jpg" alt="L'alpinismo è uno sport?" width="1920" height="1280" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/02/mountain-climbing-ge249b5960_1920.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/02/mountain-climbing-ge249b5960_1920-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/02/mountain-climbing-ge249b5960_1920-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/02/mountain-climbing-ge249b5960_1920-768x512.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/02/mountain-climbing-ge249b5960_1920-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" />Una <strong>definizione ormai codificata anche dai dizionari</strong>, come per esempio la <a href="https://www.treccani.it/enciclopedia/sport" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">Treccani</a> che per sport intende una &#8220;<em>attività intesa a sviluppare le capacità fisiche e insieme psichiche, e il complesso degli esercizi e delle manifestazioni, soprattutto agonistiche, in cui tale attività si realizza, praticati nel rispetto di regole codificate da appositi enti, sia per spirito competitivo (accompagnandosi o differenziandosi, così, dal gioco in senso proprio), sia, fin dalle origini, per divertimento, senza quindi il carattere di necessità, di obbligo, proprio di ogni attività lavorativa</em>&#8220;.</p>
<p>In effetti, risalendo all&#8217;etimologia del termine, si scopre che <strong>sport è una parola cinquecentesca inglese (la prima apparizione è del 1532) che significa divertimento</strong>. Deriva da un’abbreviazione dal francese antico della voce “desport”, da cui derivano lo spagnolo “deporte” e l’italiano “diporto”, cioè svago, divertimento, ricreazione. E questa <strong>idea di divertimento gratuito è anche la prima definizione che ne dà il Cambridge Dictionary</strong>, che descrive lo sport come svago, distrazione, divertimento. Una sfumatura di significato che<strong> in Italia è ancora presente, in accezione quasi negativa, nell’espressione “fare qualcosa per sport”</strong>.</p>
<p>Certamente se pensiamo alle Olimpiadi, ai campionati degli sport di squadra, alle competizioni di ogni ordine e grado di qualunque sport, è difficile pensare che &#8220;si facciano per sport&#8221;. Cioè per svago, divertimento e gratuità. Tuttavia se pensiamo all&#8217;alpinismo è più facile pensare a questi termini, insieme ad altri come <strong>avventura e sfida</strong>, che non a competizione, regole e classifiche.</p>
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<h3>Che cos&#8217;è l&#8217;alpinismo?</h3>
<p>Infatti, che cos&#8217;è l&#8217;alpinismo esattamente? Sempre per la Treccani si tratta di &#8220;<em>un&#8217;attività sportiva consistente nell&#8217;ascendere le montagne ricorrendo a una specifica tecnica</em>&#8220;. Una frase interessante perché <strong>definisce l&#8217;alpinismo in quanto sport per l&#8217;attività che lo caratterizza</strong> (ascendere le montagne), senza finalità prestabilite (non dice &#8220;raggiungere la vetta di una montagna&#8221;) e per il ricorso a una specifica tecnica. Quindi <strong>se per altri sport si parla di regole, per l&#8217;alpinismo si parla di tecnica</strong>. Ma in ogni sport ci sono delle &#8220;tecniche&#8221;, e però, volendo fare un paragone banale ma facilmente comprensibile, un gol è un gol anche se scaturisce da un rimbalzo del pallone su una natica. Che non è propriamente una tecnica.</p>
<h3>Ma quindi l&#8217;alpinismo è uno sport?</h3>
<p>Fatta tutta questa premessa filosofica, quindi l&#8217;alpinismo è uno sport? Per rispondere <strong>proviamo a partire dalla data, e dall&#8217;evento, che determinano la nascita dell&#8217;alpinismo in senso moderno</strong>. Era il 1760 quando un giovane scienziato ginevrino, Horace-Bénédict de Saussure, in visita a Chamonix guardando la vetta del Monte Bianco disse che avrebbe scalato quella montagna fino alla cima o che ne avrebbe in qualche modo favorito l&#8217;ascensione offrendo del denaro a chi ci fosse riuscito per primo. 25 anni dopo, nel 1786, <strong>un medico di Chamonix, Michel-Gabriel Paccard, e il suo portatore, Jacques Balmat, raggiunsero la vetta</strong> e reclamarono il denaro appena prima che l&#8217;anno successivo lo stesso de Saussure raggiungesse la vetta. Se questo è l&#8217;avvenimento che determina la nascita dell&#8217;alpinismo moderno, bisognerà poi attendere la metà dell&#8217;Ottocento per vedere gruppi di britannici, svizzeri, francesi e italiani misurarsi con le più alte vette delle Alpi finché una ascensione fece sì che l&#8217;alpinismo diventasse di interesse popolare: fu quando<a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/cultura/i-150-anni-dalla-prima-ascensione-al-cervino/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal"> il 14 luglio 1865 Edward Whymper raggiunse per la prima volta l&#8217;iconica vetta del Cervino / Matterhorn</a> dal versante svizzero.</p>
<p>Nonostante la presenza di un premio in denaro come &#8220;atto di nascita&#8221; <strong>oggi per molti l&#8217;alpinismo è un&#8217;attività caratterizzata da gratuità, piacere personale, sfida, avventura</strong>. Ci sono ovviamente anche interessi economici, sponsorizzazioni, record, interessi geopolitici e molti altri aspetti, soprattutto quando si tratta degli Ottomila e di altre montagne che rappresentano qualcosa in più di una semplice montagna.</p>
<p>Se non ci sono più dubbi relativamente al fatto che<strong> l&#8217;alpinismo è uno sport a tutti gli effetti</strong>, qualunque limite si voglia imporre alla definizione di sport, bisogna però aprire un altro paio di riflessioni. La prima sul &#8220;campo di gioco&#8221; dell&#8217;alpinismo; la seconda sulle &#8220;regole di gioco&#8221;.</p>
<p>Se da definizione l&#8217;alpinismo è &#8220;<em>un&#8217;attività sportiva consistente nell&#8217;ascendere le montagne</em>&#8220;, <strong>dove inizia esattamente l&#8217;alpinismo</strong>? Ascendere una montagna di 2000 metri procedendo lungo un sentiero è alpinismo o una escursione impegnativa? In effetti la stessa definizione dice anche &#8220;<em>ricorrendo a una specifica tecnica</em>&#8220;: ma <strong>il modo in cui Kilian Jornet è salito sul Cervino o le ascensioni di Ueli Steck non prevedono la stessa tecnica con cui lo salgono centinaia di altre persone ogni anno</strong>; oppure chi sale l&#8217;Everest o qualunque altro Ottomila &#8220;in stile alpino&#8221; non usa la stessa &#8220;tecnica&#8221; di chi vi sale con una spedizione commerciale e l&#8217;uso di bombole di ossigeno da parte dei portatori d&#8217;alta quota. Allora la domanda è: tutti fanno alpinismo? O solo alcuni di questi? E di conseguenza <strong>chi di questi fa sport e chi qualcosa di diverso ancora da definire</strong>? E chi lo stabilisce?</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-599696" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/02/climbing-g910d38045_1920.jpg" alt="L'alpinismo è uno sport?" width="1920" height="1440" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/02/climbing-g910d38045_1920.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/02/climbing-g910d38045_1920-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/02/climbing-g910d38045_1920-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/02/climbing-g910d38045_1920-768x576.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/02/climbing-g910d38045_1920-1536x1152.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Si potrebbe andare avanti ancora per decine e decine di righe ad analizzare gli aspetti filosofici dell&#8217;alpinismo, il suo perimetro, l&#8217;idea di &#8220;<em>by fair means</em>&#8221; e tutte le loro possibili implicazioni. Ma per tornare alla domanda iniziale <strong>sì, l&#8217;alpinismo è uno sport nella misura in cui impegna il fisico e la mente nel raggiungimento di un obiettivo</strong> &#8211; l&#8217;ascesa verso una vetta &#8211; e non lo è nella misura in cui si pensa allo sport in termini di competizioni e classifiche; è uno sport che ha una componente spirituale enorme, legata al valore simbolico delle montagne ma anche al superamento dei limiti fisici e mentali; è uno <strong>sport che prevede il mettersi in gioco in prima persona</strong> <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/arrampicata/marko-prezelj-piolets-or-incertezza-montagna/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">con la possibilità di non riuscire a raggiungere l&#8217;obiettivo</a> (e sempre con una possibilità di rischio di vita); ma anche <strong>uno sport in cui ciascuno deve fare i conti con le proprie aspirazioni</strong> e commisurarle all&#8217;attrezzatura tecnica che si concede di poter utilizzare.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Vai in montagna col cane? Queste 3 precauzioni sono fondamentali</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/bambini/il-cane-in-montagna-soffre-laltitudine/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Apr 2025 07:04:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bambini]]></category>
		<category><![CDATA[cane]]></category>
		<category><![CDATA[escursionismo]]></category>
		<category><![CDATA[pet]]></category>
		<category><![CDATA[veterinario]]></category>
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					<description><![CDATA[Fino a dove possiamo spingerci se facciamo un&#8217;escursione in montagna col cane? Ogni quanto deve[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/05/Cane-Trekking-Montagna-Boschi-FlickrCC-austriatourism.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/05/Cane-Trekking-Montagna-Boschi-FlickrCC-austriatourism.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/05/Cane-Trekking-Montagna-Boschi-FlickrCC-austriatourism-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/05/Cane-Trekking-Montagna-Boschi-FlickrCC-austriatourism-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Fino a dove possiamo spingerci se facciamo un&#8217;escursione in montagna col cane? Ogni quanto deve bere? Quando farlo mangiare? Cosa fare nel caso di morsi di vipere e insetti? A tutte queste domande risponde <strong>Alessandro de Guelmi, medico veterinario di Arco di Trento e Val di Ledro</strong>.</p>
<h2>Fino a che altitudine si può andare in montagna col cane da compagnia?</h2>
<p>Se il cane è in buona salute e non è affetto da insufficienza cardio-circolatoria o polmonare può <a href="https://www.sportoutdoor24.it/news/il-primo-cane-sulleverest/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">accompagnare il proprietario in escursioni fino a quote elevate</a>, rispettando l’acclimatamento ed evitando bruschi aumenti di quota dovuti all&#8217;utilizzo di mezzi meccanici come funicolari o cabinovie. Come fare per capire se il cane soffre di insufficienza cardiaca? I sintomi sono affaticamento ed abbattimento, il respiro affannoso a riposo, la tosse frequente, la disappetenza, il dimagramento e il gonfiore del ventre: in tutti questi casi è sempre utile e consigliato rivolgersi a un veterinario.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-631100" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/04/Cocker-spaniel3.jpg" alt="" width="1000" height="667" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/04/Cocker-spaniel3.jpg 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/04/Cocker-spaniel3-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/04/Cocker-spaniel3-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<h3>Ogni quanto dovrebbe bere un cane durante un&#8217;escursione?</h3>
<p>Il fabbisogno idrico del cane è di circa 60 ml di acqua al giorno, che aumenta con il caldo e l&#8217;attività fisica. È opportuno che, durante la stagione calda ed in concomitanza con l&#8217;attività fisica come quella di un trekking in montagna, il cane abbia l’opportunità di abbeverarsi frequentemente o almeno ogni ora.</p>
<h3>Quando far mangiare un cane: prima o dopo un&#8217;escursione in montagna?</h3>
<p>Il cane ha in generale una digestione piuttosto lenta. È perciò opportuno alimentarlo almeno 4 ore prima di iniziare l’attività fisica. Se l&#8217;animale è adulto e l&#8217;escursione non dura più di 12 ore non serve ulteriore alimentazione. Meglio alimentarlo finita l’escursione, alla sera e a riposo, non cambiando gli abituali alimenti ed evitando tassativamente la cioccolata.</p>
<p><em>Credits immagine: austriatourism</em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Questi sono i miglioramenti che succedono al nostro corpo dopo pochi giorni in montagna</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/salute/bastano-pochi-giorni-in-montagna-e-il-nostro-corpo-e-piu-in-forma/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Apr 2025 07:09:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[felicità]]></category>
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					<description><![CDATA[Lo sanno tutti che bastano pochi giorni in montagna e stiamo già meglio, ma in[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/10/Bastano-pochi-giorni-in-montagna-per-rendere-il-sangue-migliore-per-mesi.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Bastano pochi giorni in montagna e il corpo diventa più in forma" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/10/Bastano-pochi-giorni-in-montagna-per-rendere-il-sangue-migliore-per-mesi.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/10/Bastano-pochi-giorni-in-montagna-per-rendere-il-sangue-migliore-per-mesi-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/10/Bastano-pochi-giorni-in-montagna-per-rendere-il-sangue-migliore-per-mesi-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Lo sanno tutti che bastano pochi giorni in montagna e stiamo già meglio, ma in pochi sanno il perché. Ora una ricerca svolta alla University of Colorado, e più specificamente nel suo prestigioso Altitude Research Centre, sfata alcune credenze scientifiche e dimostra come il nostro corpo sappia adattarsi alle altitudini più elevate piuttosto velocemente, e come i cambiamenti nelle cellule del sangue che avvengono quando saliamo in montagna <strong>durino nel tempo, di fatto migliorando le nostre condizioni di salute.</strong> Tanto da poter dire che bastano pochi giorni in montagna e il nostro corpo è più in forma.</p>
<h2>Ecco perché bastano pochi giorni in montagna e stiamo già meglio</h2>
<p>Abbiamo scritto tante volte di come <a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/ambiente/stare-nella-natura-e-il-segreto-della-longevita/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">stare nella natura sia il segreto della longevità</a>, del <a href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/psicologia/le-famiglie-outdoor-sono-piu-felici/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">perché le famiglie outdoor siano le più felici</a>. Ora lo studio americano viene a dirci che andare in montagna, oltre a <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/perche-camminare-in-montagna-ci-rende-felici/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">renderci più felici</a>, porta altri benefici concreti, per la capacità di cambiamento dei globuli rossi. La ricerca si è concentrata sugli <strong>effetti dei mutamenti della pressione atmosferica sui globuli rossi del sangue</strong> e sulla capacità delle cellule di trattenere l&#8217;ossigeno quando siamo ad altezze elevate e quando cioè l&#8217;aria scarseggia di ossigeno.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/06/cappello-trekking-estate.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-611814" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/06/cappello-trekking-estate.jpg" alt="cappello-trekking-estate" width="1000" height="735" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/06/cappello-trekking-estate.jpg 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/06/cappello-trekking-estate-300x221.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/06/cappello-trekking-estate-768x564.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p><strong>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/camminare-nella-natura-fa-bene-anche-alla-mente/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Camminare nella natura fa bene alla mente</a></strong></p>
<h3>Ascesa e risalita</h3>
<p>Alcuni volontari di età compresa fra i 19 e i 23 anni sono stati spediti sul monte Chacaltaya (5260 metri) in Bolivia, per poi scendere a 1525 metri per 7 giorni e in seguito ancora risalire verso la cima. L&#8217;equipe del Colorado ha monitorato costantemente i valori del sangue dei partecipanti, notando come la seconda ascesa al Chacaltaya sia stata più facile per i volontari, perché le cellule<strong> hanno subito un mutamento nella prima salita</strong> che ha cambiato la loro capacità di assumere ossigeno e l&#8217;hanno mantenuta anche una volta scesi a 1525 metri.</p>
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<h3>Cambiamento duraturo</h3>
<p>Contrariamente a quello che si è sempre pensato, i globuli rossi, che vengono prodotti dal nostro organismo a una media di 2 milioni al secondo e che hanno un ciclo vitale di circa 120 giorni, non vengono rimpiazzati da altri, <strong>ma si modificano in modo tale da conferire più ossigeno al corpo</strong>. Il mutamento di queste cellule rimane tale per tutta la durata della loro vita; significa che anche quando scendiamo a una altitudine inferiore, possiamo mantenere la capacità di trattenere ossigeno acquisita a altezze elevate, con la conseguenza di rendere più agevole la seconda scalata.</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/10-cose-indispensabili-da-portare-con-se-in-un-rifugio-di-montagna/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">10 cose indispensabili da portare con sé in un rifugio di montagna</a></strong></p>
<h3>Paradigma che cambia</h3>
<p>Lo studio, pubblicato su <span style="color: #800000;"><span lang="zxx"><u><a href="http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/acs.jproteome.6b00733" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Journal of Proteome Research</a></u></span></span>, dimostra che il processo di cambiamento strutturale dei globuli rossi è più complesso di quello che si pensava, il che fa dello studio americano un importante <strong>passo avanti verso la comprensione di questi meccanismi biologici</strong>. Finora si era sempre sostenuto che ad altitudini elevate quali possano essere il campo base del monte Everest in Nepal, il corpo venga spinto a produrre nuovi globuli rossi più “potenti”, cioè meglio in grado di fornire ossigeno ai muscoli. Ma se il ciclo vitale di queste cellule è di 120 giorni, la loro sostituzione con altri più efficienti sarebbe molto lunga e non spiega come ci si possa adattare velocemente alle alte pressioni, dove l&#8217;aria arriva a contenere la metà dell&#8217;ossigeno presente al livello del mare.</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/bambini/4-motivi-per-portare-i-bambini-allavventura-nella-natura/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">4 motivi per portare i bambini all&#8217;avventura nella natura</a></strong></p>
<h3>La montagna è in noi</h3>
<p>La scoperta del processo di mutamento dei globuli spiega invece perché ci basta poco tempo per adeguarci alle condizioni della montagna e suggerisce come la montagna rafforzi il nostro corpo e le sue capacità di adattamento. Se le popolazioni che vivono ad altezze elevate come quelle degli altopiani himalayani o andini hanno una variante genetica che permette loro di sopravvivere a quelle quote, chi parte dal livello del mare per scalare una vetta <strong>può farlo per il meccanismo del mutamento cellulare</strong>, che permette le prestazioni necessarie a raggiungere un ottomila. E chiunque, insomma, può adattarsi alla montagna oltre i 2500 metri.</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/arrampicata/simone-moro-lasciate-arrampicare-i-bambini/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Simone Moro: lasciate arrampicare i bambini </a></strong></p>
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		<title>Questo è uno dei film più belli sulla montagna: 14 Vette su Netflix</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/cultura/14-vette-film-netflix/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martino De Mori]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Apr 2025 06:55:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[everest]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[Netflix]]></category>
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					<description><![CDATA[14 Vette, il film documentario Netflix in streaming sulle scalate ai limiti del possibile di[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/12/14-vette-film-netflix-nirmal-purja.jpeg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="14-vette-film-netflix-nirmal-purja" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/12/14-vette-film-netflix-nirmal-purja.jpeg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/12/14-vette-film-netflix-nirmal-purja-300x210.jpeg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/12/14-vette-film-netflix-nirmal-purja-331x232.jpeg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p><strong>14 Vette</strong>, il film documentario Netflix in streaming sulle<strong> scalate ai limiti del possibile di Nimsdai Purja</strong> e il suo team nepalese sugli Ottomila, è davvero, ma davvero, da vedere. Il titolo originale è <strong>14 Peaks: nothing is impossible</strong>, mentre in italiano è <em>14 Vette: scalate ai limiti del possibile</em>.<br />
Non solo racconta l’impresa da record dello sherpa della sua crew di scalatori nepalesi, ma è anche <strong>una storia commovente, drammatica, epica,</strong> in grado di ispirare e ben raccontata. È <strong>adatta a tutti,</strong> anche a chi non è appassionato di montagna.</p>
<h2>Perché 14 Vette, il film Netflix su Nimsdai Purja e gli Ottomila, è davvero da vedere (per tutti)</h2>
<p>14 Vette racconta in forma di <strong>documentario</strong> l’impresa ‘Project possible 14&#215;7’ di Nirmal Nimsdai’ Purja, scalare nepalese che prova un’impresa considerata impossibile: <strong>scalare tutti i 14 ottomila in 7 mesi.</strong><br />
Per dare un’idea di cosa si tratti, c’è da sapere che il primo a riuscirci fu il nostro <strong>Reinhold</strong> <strong>Messner</strong>, che ci mise 16 anni. Fino a ora il record di velocità apparteneva al sudcoreano Kim Chang-Ho con 7 anni e 10 mesi.<img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-80824" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/12/14-vette-film-netflix-streaming.jpeg" alt="14-vette-film-netflix-streaming" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/12/14-vette-film-netflix-streaming.jpeg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/12/14-vette-film-netflix-streaming-300x210.jpeg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/12/14-vette-film-netflix-streaming-331x232.jpeg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><strong>Spoiler</strong> (ma fino a un certo punto): Purja ci riuscirà in 6 mesi e 6 giorni, conquistando anche altri 5 record nella storia dell’alpinismo, come ad esempio la <strong>prima scalata invernale del K2</strong> e l’infilata Everest, Lhotse e Makalu in 48 ore.<br />
Sono <strong>avventure drammatiche nella cosiddetta Zona dalla Morte</strong> al di sopra degli 8 mila metri: tragedie in parete, atti di eroismo, fatica estrema, cedimenti, esaltazione, sfide fisiche, burocratiche (i permessi per scalare in Cina) e psicologiche al limite (sul K2).<br />
Ma c’è molto di più.</p>
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<p><strong>Leggi anche</strong></p>
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<li><a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/cultura/8-libri-sulla-natura-e-lavventura-da-regalare-a-natale/" data-wpel-link="internal"><strong>8 libri sulla natura e l’avventura da regalare a chi ama le grandi storie</strong></a></li>
<li><a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/cultura/10-libri-sulla-montagna-alpinismo/" data-wpel-link="internal"><strong>Sulle spalle dei giganti: 10 libri sulla montagna da rileggere</strong></a></li>
</ul>
<h3>14 Vette, perché vederlo</h3>
<p>14 Peaks non è solo una grande impresa alpinistica. È un gran bel film che <strong>racconta con ritmo avvincente tante altre cose.<br />
</strong>E lo inseriamo fra <a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/cultura/film-sulla-montagna-da-vedere-su-netflix-amazon-e-raiplay/" data-wpel-link="internal">i migliori film sulla montagna da vedere su Netflix, Amazon e RaiPlay</a>.<br />
C’è l’ambizione umana che ha dietro <strong>l’orgoglio</strong>, <strong>la determinazione il riscatto del popolo nepalese</strong>: <a href="https://www.instagram.com/nimsdai/" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">Nimsdai Purja</a> sembra un folle arrogante ma in realtà corre verso le vette per ispirare il suo popolo e dimostrare la grandezza degli sherpa nepalesi, i migliori scalatori del mondo ma <strong>trascurati</strong> <strong>dai</strong> <strong>media</strong> a favore dei più blasonati europei o americani.</p>
<p>C’è anche un&#8217;altra polemica sulle spedizioni turistiche (ma non eccessiva: gli sherpa campano di questo) e <strong>sulle code di gente in parete che sgomita per arrivare in vetta.</strong><br />
Si parla anche della <strong>forza della comunità</strong> che fa pressioni grazie ai social media sul governo cinese che vorrebbe fermare il sogno di Purja.<img loading="lazy" class="aligncenter wp-image-80819 size-full" title="14-vette-film-netflix-nimsdai-purja" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/10/film-sulla-montagna-da-vedere-su-netflix-amazon-e-raiplay-14-peaks-impossible.jpeg" alt="14-vette-film-netflix-nimsdai-purja" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/10/film-sulla-montagna-da-vedere-su-netflix-amazon-e-raiplay-14-peaks-impossible.jpeg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/10/film-sulla-montagna-da-vedere-su-netflix-amazon-e-raiplay-14-peaks-impossible-300x210.jpeg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/10/film-sulla-montagna-da-vedere-su-netflix-amazon-e-raiplay-14-peaks-impossible-331x232.jpeg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></p>
<h3>14 Peaks, la storia emozionante di Nimsdai Purja</h3>
<p>Ma su tutto c’è anche <strong>la storia personale, esemplare e ispirazionale di Nimsdai.</strong> Nato povero come tanti altri sherpa, si è arruolato come il padre n<strong>ei Gurkha,</strong> il reparto d’elite dell’esercito, per poi dedicarsi dal 2012 all’alpinismo e cominciare a progettare il suo sogno.<br />
Deve fare i conti con una famiglia modesta e con la <strong>malattia della madre</strong>: il film racconta in parallelo il rapporto co la montagna e quello con la madre, le scalate di Purja e la degenerazione fisica della mamma, che verrà a mancare nel 2020, poco dopo l&#8217;impresa del figlio. <strong>La telefonata fra loro</strong> dopo l’ultima fatica sul Shisha Pangma è tanta roba.</p>
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Spoiler: ne mandiamo poche, ma buone!</h4>
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<h3>14 Vette, il trailer</h3>
<p>14 Vette è un mix di riprese in parete, filmati d’archivio, interviste (fra cui Messner) e animazioni. Ha un <strong>ritmo avvincente da thriller nella neve</strong> e ha anche una forte carica <strong>emozionale</strong> e motivazionale.<br />
È <strong>diretto da Torquil Jones</strong> e dietro c’è una produzione in gran parte nepalese, a cui hanno contribuito anche <strong>Jimmy Chin</strong> (il regista premio Oscar di Free Solo con Alex Honnold) e altri alpinisti, fra cui tutti i nepalesi del team di Nirmal Purja (che è anche direttore della fotografia per le riprese in parete).<br />
<a href="https://youtu.be/8QH5hBOoz08?si=H229wjelQEBPXk3J" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external"><strong>Qui puoi vedere il trailer ufficiale</strong></a></p>
<h3>14 Vette, le frasi più belle</h3>
<p>“In cima all’Everest la tua anima si fonde con la montagna”</p>
<p>“La death zone acuisce i miei sensi”</p>
<p>“Quando tutto è concentrato in un istante, scalare e meditare diventano una stessa cosa”</p>
<p>“Ero diventato l’Usain Bolt degli 8mila, mi sentivo invincibile”</p>
<p>“Volevo ispirare gli altri al successo, ma come figlio avevo fallito”</p>
<p>“Nirmal Purja ha tutta la mia stima” (Reinhold Messner)</p>
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		<title>Dalle Alpi all&#8217;Himalaya, una breve storia dell&#8217;alpinismo</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/cultura/breve-storia-dellalpinismo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Sport]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Mar 2025 09:44:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[alpinismo]]></category>
		<category><![CDATA[everest]]></category>
		<category><![CDATA[ottomila]]></category>
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					<description><![CDATA[Condensare quasi 3 secoli di imprese in alta quota in una breve storia dell&#8217;alpinismo è[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1280" height="853" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/02/matterhorn-64951287925954AJM6.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Breve storia dell&#039;alpinismo" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/02/matterhorn-64951287925954AJM6.jpg 1280w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/02/matterhorn-64951287925954AJM6-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/02/matterhorn-64951287925954AJM6-1024x682.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/02/matterhorn-64951287925954AJM6-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /><br><br><p>Condensare <strong>quasi 3 secoli di imprese in alta quota in una breve storia dell&#8217;alpinismo</strong> è impresa ardua tanto quanto arrivare in vetta a un quattromila o più, con il rischio di fare un torto a molti. Però dopo aver discusso se l&#8217;alpinismo è uno sport o altro (e lo è, altroché se lo è) proviamo a raccontare <strong>come è nata e come si è evoluta nel tempo questa ispirazione all&#8217;aria sottile</strong>.</p>
<h2>Breve storia dell&#8217;alpinismo</h2>
<p>L&#8217;alpinismo, in senso sportivo contemporaneo, <strong>nasce nella seconda metà del Settecento</strong> quando un giovane scienziato ginevrino, Horace-Bénédict de Saussure, durante la sua prima visita a Chamonix, vide il Monte Bianco (4.807 metri, la vetta più alta d&#8217;Europa) e decise che avrebbe scalato la sua cima o sarebbe stato responsabile della sua salita. Era il 1760 e De Saussure offrì una somma di denaro come premio per la prima ascensione del Monte Bianco, ma fu solo nel 1786, più di 25 anni dopo, che <strong>la somma fu rivendicata &#8211; da un medico di Chamonix, Michel-Gabriel Paccard, e il suo portatore, Jacques Balmat</strong>. Un anno dopo, lo stesso de Saussure scalò la vetta del Monte Bianco.</p>
<h2>L&#8217;Ottocento e la nascita dell&#8217;alpinismo moderno come sport</h2>
<p>Dopo il 1850 <strong>gruppi di alpinisti britannici, con guide svizzere, italiane o francesi, scalavano una dopo l&#8217;altra le alte vette della Svizzera</strong>. Una scalata che segnò una pietra miliare per lo sviluppo di questo sport fu la spettacolare prima ascensione del Cervino (4.478 metri) dal versante svizzero il 14 luglio 1865, ad opera di una <a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/cultura/i-150-anni-dalla-prima-ascensione-al-cervino/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">spedizione guidata da un artista inglese, Edward Whymper</a>. Dalla metà del XIX secolo gli svizzeri cominciarono a costituire un gruppo di guide alpine chep contribuirono a far diventare l&#8217;alpinismo uno sport a tutti gli effetti, aprendo la via verso la conquista di tutte le cime in tutta l&#8217;Europa.</p>
<h3>Dalle Alpi al resto del mondo</h3>
<p>Entro il <strong>1870, tutte le principali vette delle Alpi erano state scalate</strong> e gli alpinisti cominciarono a cercare nuove e più difficili vie alternative su montagne già scalate. Ma con la conquista degli ultimi picchi minori delle Alpi, alla fine del XIX secolo, gli alpinisti rivolsero la loro attenzione alle Ande sudamericane, alle Montagne Rocciose nordamericane, al Caucaso, ai picchi africani e infine all&#8217;immensità dell&#8217;Himalaya.</p>
<p>Il <strong>Monte Aconcagua</strong> (6.959 metri), la vetta più alta delle Ande, fu scalato per la prima volta nel 1897, mentre il <strong>Grand Teton</strong> (4.197 metri) nelle Montagne Rocciose del Nord America fu raggiunto nel 1898. Nel 1897, <strong>il duca italiano d&#8217;Abruzzi effettuò la prima ascensione del Monte Sant&#8217;Elias</strong> (5.489 metri), che si trova lungo il confine tra lo Stato americano dell&#8217;Alaska e il territorio dello Yukon, in Canada, e nel 1906 scalò con successo la vetta del <strong>Picco Margherita nella catena del Ruwenzori</strong> (5.119 metri) in Africa orientale. Nel 1913, un americano di nome Hudson Stuck scalò il <strong>Denali (Monte McKinley)</strong> in Alaska, la cui vetta di 6.190 metri è la più alta del Nord America.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-599822" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/03/denali-1674358418N8h.jpg" alt="Breve storia dell'alpinismo" width="1920" height="1274" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/03/denali-1674358418N8h.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/03/denali-1674358418N8h-300x199.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/03/denali-1674358418N8h-1024x679.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/03/denali-1674358418N8h-768x510.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/03/denali-1674358418N8h-1536x1019.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La strada per conquiste di vette sempre più alte si stava aprendo, ma ci sarebbe voluto un altro mezzo secolo prima che l&#8217;ultima roccaforte, il Monte Everest nell&#8217;Himalaya, venisse asceso.</p>
<h3>L&#8217;internazionalizzazione dell&#8217;alpinismo</h3>
<p>Con l&#8217;avanzare del XX secolo, <strong>l&#8217;alpinismo diventò sempre più un fenomeno internazionale</strong>. Sempre più austriaci, cinesi, inglesi, francesi, tedeschi, indiani, italiani, giapponesi e russi rivolsero la loro attenzione alle opportunità offerte dalla più grande catena montuosa del pianeta, l&#8217;Himalaya, e dalle catene montuose vicine. Dopo la Prima Guerra Mondiale, <strong>i britannici si concentrarono sull&#8217;Everest</strong>. Nel frattempo, gli alpinisti di altri paesi stavano effettuando scalate spettacolari di altre grandi vette himalayane. Una squadra sovietica nel 1933 scalò il <strong>Peak Stalin nel Pamir</strong> (7495 metri, in seguito rinominato Communism Peak e infine Imeni Ismail Samani Peak), una spedizione tedesca il <strong>Siniolchu</strong> (6,888 metres), e una inglese il <strong>Nanda Devi</strong> (7,817 metres) nel 1936. La Seconda guerra Mondiale pose ovviamente un freno a questa corsa alle vette più alte del mondo, tanto che nel 1940 il The Alpine Journal of London non registrò nessuna per la prima volta alcuna vetta scalata.</p>
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<h3>L&#8217;alpinismo contemporaneo dal Secondo Dopoguerra</h3>
<p>Negli <strong>anni Cinquanta si susseguirono diverse scalate di successo delle montagne dell&#8217;Himalaya</strong>: una prima salita dell&#8217;<strong>Annapurna I</strong> (8.091 metri) da parte dei francesi nel giugno 1950, la salita del <strong>Nanga Parbat</strong> (8.126 metri) da parte di tedeschi e austriaci nel 1953, del <strong>Kanchenjunga</strong> (8.586 metri) da parte degli inglesi nel maggio 1955 e del <strong>Lhotse I</strong> (8.516 metri) da parte degli svizzeri nel 1956.<br />
Il <strong>K2 nella catena del Karakoram</strong>, la seconda montagna più alta del mondo con i suoi 8.611 metri, fu scalato per la prima volta da Achille Compagnoni e Lino Lacedelli il 31 luglio del 1954. Era la spedizione guidata dal geologo Ardito Desio nella quale determinante fu il contributo di Walter Bonatti e Amir Mahdi, riconosciuto solo dopo oltre 50 anni di polemiche, accuse e cause legali. In ogni caso quell&#8217;impresa diede per sempre al <strong>K2 l&#8217;appellativo di &#8220;montagna degli italiani&#8221;</strong>.</p>
<p>Tuttavia il momento culminante fu il <strong>successo britannico sulla vetta dell&#8217;Everest</strong> (8.850 metri), quando un apicoltore neozelandese di nome Edmund (poi Sir Edmund) Hillary e la guida tibetana Tenzing Norgay si posarono sulla cima del mondo il 29 maggio 1953. Quella spedizione, guidata dal colonnello John Hunt, era l&#8217;ottavo tentativo in 30 anni di raggiungere la vetta dell&#8217;Everest.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-599826" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/03/denali-1674358418N8h-1.jpg" alt="Breve storia dell'alpinismo" width="1920" height="1274" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/03/denali-1674358418N8h-1.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/03/denali-1674358418N8h-1-300x199.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/03/denali-1674358418N8h-1-1024x679.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/03/denali-1674358418N8h-1-768x510.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/03/denali-1674358418N8h-1-1536x1019.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un gruppo austriaco raggiunse la vetta del <strong>Cho Oyu</strong> (alta 8.201 metri), appena a ovest dell&#8217;Everest, nell&#8217;ottobre del 1954. Nel maggio del 1955 una squadra francese riuscì a far arrivare tutti i suoi membri e una guida sherpa sulla cima del <strong>Makalu 1</strong> (8.463 metri), un&#8217;altra vetta vicina all&#8217;Everest. L&#8217;ascensione del <strong>Kanchenjunga</strong> da parte della spedizione britannica nel maggio del 1955, spesso considerata una delle sfide alpinistiche più difficili del mondo, fu guidata da Charles Evans, che era stato vice-leader della prima scalata riuscita dell&#8217;Everest. Per approfondire: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/la-storia-della-conquista-degli-ottomila-tutte-le-prime-assolute-e-invernali/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">La storia delle conquiste degli Ottomila: tutte le prime volte, assolute e invernali</a>.</p>
<p>A partire dagli anni Sessanta, <strong>l&#8217;alpinismo subì diverse trasformazioni</strong>. Una volta che tutti gli Ottomila furono scalati, l&#8217;attenzione si spostò alla ricerca di nuove vie, alle prime ascensioni invernali e allo sviluppo di spedizioni sempre più leggere, che non prevedessero l&#8217;uso di bombole di ossigeno, corde fisse o altre strutture artificiali, secondo il <strong>cosiddetto Stile Alpino reso celebre internazionalmente negli anni Ottanta da Reinhold Messner</strong>, il primo uomo nella storia ad aver scalato le quattordici vette degli Ottomila senza l’uso di ossigeno supplementare.</p>
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		<title>5 cose da fare in casa durante la Festa del Papà per divertirsi e sognare</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/salute/festa-del-papa-cosa-fare-in-casa-come-se-fossimo-in-mezzo-alla-natura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martino De Mori]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Mar 2025 08:11:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[festa del papà]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.sportoutdoor24.it/?p=56475</guid>

					<description><![CDATA[Il 19 marzo è la festa del papà ed è bello celebrarla anche in casa,[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/03/festa-del-papa-cosa-fare-in-casa-come-se-fossimo-in-mezzo-alla-natura.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="festa-del-papa-cosa-fare-in-casa-come-se-fossimo-in-mezzo-alla-natura" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/03/festa-del-papa-cosa-fare-in-casa-come-se-fossimo-in-mezzo-alla-natura.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/03/festa-del-papa-cosa-fare-in-casa-come-se-fossimo-in-mezzo-alla-natura-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/03/festa-del-papa-cosa-fare-in-casa-come-se-fossimo-in-mezzo-alla-natura-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p><strong>Il 19 marzo è la festa del papà</strong> ed è bello celebrarla anche in casa, magari facendo finta di uscire nel bosco, accendere un fuoco, passare una notte in tenda e stare nella natura.<strong><br />
</strong>Ecco allora 5 idee semplici semplici per festeggiare il papà per <strong>vivere avventure nella natura&#8230;ma senza farlo.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>1. Fate sport insieme</h3>
<p>Fate una serie di esercizi insieme, in casa, per mantenervi in forma in modo divertente. Qui abbiamo spiegato <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/fitness/un-workout-da-20-minuti-al-giorno-per-tenersi-in-forma-a-casa-con-tutta-la-famiglia/" data-wpel-link="internal">come fare un workout di una ventina di minuti</a> </strong>che vi mette di buonumore e rinvigorisce tutto il corpo, dalle gambe alle braccia agli addominali. E provate a vedere chi tiene di più sui plank.  <a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/03/papà-figli-sport.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-629563" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/03/papà-figli-sport.jpg" alt="" width="963" height="946" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/03/papà-figli-sport.jpg 963w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/03/papà-figli-sport-300x295.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/03/papà-figli-sport-768x754.jpg 768w" sizes="(max-width: 963px) 100vw, 963px" /></a></p>
<h3>2. Guardate un film di avventura</h3>
<p>La sera, <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/cultura/film-sulla-montagna-da-vedere-su-netflix-amazon-e-raiplay/" data-wpel-link="internal">un bel film dove l’avventura è protagonista</a></strong>. Ad esempio <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/chris-mccandless-e-il-mito-di-into-the-wild/" data-wpel-link="internal">Into the Wild</a></strong>, riferimento per gli amanti dell’outdoor e (tragico) inno alla libertà; oppure <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/cultura/ascensione-4-motivi-per-vedere-il-film-netflix-sulla-folle-scalata-alleverest/" data-wpel-link="internal">Ascensione</a></strong>, divertente racconto di una folle ascesa all’Everest, o ancora la folle arrampicata di Alex Honnold documentata in <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/cultura/come-vedere-free-solo-di-alex-honnold-in-streaming-online/" data-wpel-link="internal">Free Solo</a></strong>. Ma ci sono tanti film e documentari su uomo e natura che possono piacere a un papà. E che dire di <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/cultura/revenant-redivivo-5-motivi-per-andare-al-cinema-e-vedere-il-film-con-leonardo-dicaprio/" data-wpel-link="internal">Revenant</a></strong>, la sfiancante avventura nella neve di un padre che cerca di vendicare il figlio.</p>
<h3>3. Progettate un viaggio</h3>
<p>Atlante alla mano, fantasticate su un viaggio da fare insieme. Lasciate perdere Google Maps, usate la carta, delle <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/perche-non-possiamo-fare-a-meno-di-viaggiare-ancora-con-una-mappa-di-carta-in-citta-insieme-a-google-maps/" data-wpel-link="internal">mappe</a></strong>, scorrete con le mani da un paese all’altro, buttate giù un itinerario con una penna. Potete usare la fantasia e organizzare una spedizione in <strong>Antartide</strong> o nel deserto algerino, o camminare virtualmente per i parchi nazionali più belli del mondo usando app e siti. Oppure potete anche solo pianificare una più semplice, fattibile e altrettanto emozionante esplorazione dell’interno dell’Abruzzo, tra <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/bambini/in-canoa-con-la-famiglia-sul-tirino-il-fiume-piu-bello-ditalia/" data-wpel-link="internal">fiumi trasparenti</a></strong> e gole selvagge.</p>
<p><strong>Leggi anche</strong></p>
<ul>
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<li><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/bambini/majella-con-bambini-consigli-viaggio-natura/" data-wpel-link="internal"><strong>Majella, in Abruzzo, fra fiumi trasparenti, boschi selvaggi e sagre</strong></a></li>
<li><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/bambini/vacanza-in-carinzia-in-camper-cosa-fare-e-vedere-con-i-bambini/" data-wpel-link="internal">Vacanze in Carinzia in camper con i bambini: cosa fare e vedere</a></strong></li>
<li><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/isole-cies-spagna-consigli-come-fare-una-vacanza-con-i-bambini-nei-caraibi-deuropa-e-tornare-piu-felici/" data-wpel-link="internal"><strong>Isole Cies, a fare Robinson Crusoe</strong></a></li>
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<li><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/bambini/vacanza-in-bici-con-i-bambini-dove-andare-nelle-valli-di-comacchio-per-vedere-i-fenicotteri-rosa-del-delta-del-po/" data-wpel-link="internal"><strong>Vacanze in bici con i bambini: nelle Valli di Comacchio a vedere i fenicotteri rosa</strong></a></li>
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</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h3>4. Fate camping in casa</h3>
<p>Fa ancora freddo per pernottare all’aperto? Non c’è problema, fatelo in casa: costruite una capanna utilizzando il divano, in modo da avere una nicchia protetta da cuscini, lenzuola, coperte. Mettetevi lì sotto insieme a mangiare patatine e a chiacchierare come foste nella savana circondati da stelle e animali (magari fate partire un <strong>documentario sul Serengeti)</strong>. Se si crea l’atmosfera giusta, potrete passare una notte accampati in sala. <a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/regole-stare-ben-in-campeggio/" data-wpel-link="internal"><strong>Sempre rispettando le regole dei campeggi.</strong></a><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/03/festa-del-papà-in-casa.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="size-full wp-image-56485 aligncenter" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/03/festa-del-papà-in-casa.jpg" alt="festa-del-papà-in casa" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/03/festa-del-papà-in-casa.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/03/festa-del-papà-in-casa-331x232.jpg 331w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/03/festa-del-papà-in-casa-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></a></p>
<h3>5. Fate una caccia al tesoro</h3>
<p>Ok non è come farlo in un bosco, ma anche in casa si possono fare cacce al tesoro divertenti, organizzano due squadre in famiglia. Si parte da una mappa e <strong>si pianificano i passaggi uno per uno,</strong> da superare con giochi di abilità o quiz per arrivare al tesoro: il premio può essere qualcosa di inaspettato, come ad esempio una <a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/le-piu-belle-borracce-in-acciaio-inossidabile/" data-wpel-link="internal"><strong>borraccia</strong></a>, o la possibilità di fare una partita di calcio in casa.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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		<title>Questi sono i 10 trekking da fare almeno una volta nella vita, foto</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cammini/10-trekking-da-fare-almeno-una-volta-nella-vita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Viaggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Mar 2025 08:23:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cammini]]></category>
		<category><![CDATA[escursioni]]></category>
		<category><![CDATA[vacanze]]></category>
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					<description><![CDATA[Ci sono trekking che sogni anche di notte. Strade evidenziate sulla mappa dei desideri. Montagne[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<media:group><media:title>Questi sono i 10 trekking da fare almeno una volta nella vita, foto</media:title>	<media:content url="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/02/Monte-Denali-la-meta-del-trekkin-in-Alaska.jpg" type="image/jpeg" medium="image">
							  	<media:title>Monte Denali, la meta del trekkin in Alaska</media:title>
							  	<media:text>Monte Denali, la meta del trekkin in Alaska</media:text>
							  	<media:description>Monte Denali, la meta del trekkin in Alaska</media:description>          
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							  	<media:title>DENALI, Alaska: il monte McKinley, o Denali in lingua Athabascan, con i suoi 6194 è la montagna più alta del nordamerica e dalla base alla vetta sono 5490 metri, il più alto dislivello affrontabile al mondo. Una destinazione magnetica e pericolosa. Credits: FlickrCC Salil Wadhavkar</media:title>
							  	<media:text>DENALI, Alaska: il monte McKinley, o Denali in lingua Athabascan, con i suoi 6194 è la montagna più alta del nordamerica e dalla base alla vetta sono 5490 metri, il più alto dislivello affrontabile al mondo. Una destinazione magnetica e pericolosa. Credits: FlickrCC Salil Wadhavkar</media:text>
							  	<media:description>DENALI, Alaska: il monte McKinley, o Denali in lingua Athabascan, con i suoi 6194 è la montagna più alta del nordamerica e dalla base alla vetta sono 5490 metri, il più alto dislivello affrontabile al mondo. Una destinazione magnetica e pericolosa. Credits: FlickrCC Salil Wadhavkar</media:description>          
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									<media:content url="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/02/Picco-Hùjtnij-Mongolia-FlickrCC-Martin55.jpg" type="image/jpeg" medium="image">
							  	<media:title>PICCO HUJNTIJ, Mongolia: è il punto più alto della Mongolia, all'interno dei Tavan Bogd Uul, le 5 vette che segnano il confine tra Cina, Russia e Mongolia. Per arrivarci servono giorni di viaggio nell'infinita steppa verde dei nomadi mongoli e kazaki, una delle ultime, vere regioni inesplorate della terra ai piedi dei monti Altai.  Credist: FlickrCC: Martin55</media:title>
							  	<media:text>PICCO HUJNTIJ, Mongolia: è il punto più alto della Mongolia, all'interno dei Tavan Bogd Uul, le 5 vette che segnano il confine tra Cina, Russia e Mongolia. Per arrivarci servono giorni di viaggio nell'infinita steppa verde dei nomadi mongoli e kazaki, una delle ultime, vere regioni inesplorate della terra ai piedi dei monti Altai.  Credist: FlickrCC: Martin55</media:text>
							  	<media:description>PICCO HUJNTIJ, Mongolia: è il punto più alto della Mongolia, all'interno dei Tavan Bogd Uul, le 5 vette che segnano il confine tra Cina, Russia e Mongolia. Per arrivarci servono giorni di viaggio nell'infinita steppa verde dei nomadi mongoli e kazaki, una delle ultime, vere regioni inesplorate della terra ai piedi dei monti Altai.  Credist: FlickrCC: Martin55</media:description>          
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							  	<media:title>KILIMANJARO, Tanzania: la strada più gettonata per arrivare alla sua vetta livellata è la Machame Route. Il percorso non è semplicissimo ma offre spettacolari panorami su Mawenzi e la possibilità di ammirare animali e uccelli della savana africana. Credits: FlickrCC: Hyperfocaldistance</media:title>
							  	<media:text>KILIMANJARO, Tanzania: la strada più gettonata per arrivare alla sua vetta livellata è la Machame Route. Il percorso non è semplicissimo ma offre spettacolari panorami su Mawenzi e la possibilità di ammirare animali e uccelli della savana africana. Credits: FlickrCC: Hyperfocaldistance</media:text>
							  	<media:description>KILIMANJARO, Tanzania: la strada più gettonata per arrivare alla sua vetta livellata è la Machame Route. Il percorso non è semplicissimo ma offre spettacolari panorami su Mawenzi e la possibilità di ammirare animali e uccelli della savana africana. Credits: FlickrCC: Hyperfocaldistance</media:description>          
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							  	<media:title>CILALTEPETL e ITZACCIHUATL Messico: la terza e la settima montagna più alte del centroamerica sono due vulcani e sono senza dubbio tra le scalate più affascinanti del mondo. Non è un trekking alla portata di tutti:. Credits: FlickrCC: Sergio Kasusky</media:title>
							  	<media:text>CILALTEPETL e ITZACCIHUATL Messico: la terza e la settima montagna più alte del centroamerica sono due vulcani e sono senza dubbio tra le scalate più affascinanti del mondo. Non è un trekking alla portata di tutti:. Credits: FlickrCC: Sergio Kasusky</media:text>
							  	<media:description>CILALTEPETL e ITZACCIHUATL Messico: la terza e la settima montagna più alte del centroamerica sono due vulcani e sono senza dubbio tra le scalate più affascinanti del mondo. Non è un trekking alla portata di tutti:. Credits: FlickrCC: Sergio Kasusky</media:description>          
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							  	<media:title>EVEREST, Nepal: il sogno di ogni escursionista e scalatore, l'avventura da fare almeno una volta nella vita. Si può fare? Sì, fino al campo base, se si è allenati ad andare per montagne, si può fare. Serve comunque prepararsi per tempo. Credits: FlickrCC: Mahatma4711</media:title>
							  	<media:text>EVEREST, Nepal: il sogno di ogni escursionista e scalatore, l'avventura da fare almeno una volta nella vita. Si può fare? Sì, fino al campo base, se si è allenati ad andare per montagne, si può fare. Serve comunque prepararsi per tempo. Credits: FlickrCC: Mahatma4711</media:text>
							  	<media:description>EVEREST, Nepal: il sogno di ogni escursionista e scalatore, l'avventura da fare almeno una volta nella vita. Si può fare? Sì, fino al campo base, se si è allenati ad andare per montagne, si può fare. Serve comunque prepararsi per tempo. Credits: FlickrCC: Mahatma4711</media:description>          
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							  	<media:title>MONTE ELBRUS, Russia: il faro che svetta sul Caucaso, tra Europa e Asia ha una atmosfera unica creata da turchi, georgiani, azeri e russi che vivono sulle sue pendici. Ascensione tecnicamente non difficile per escursionisti esperti e allenati e ci sono anche un sacco di possibilità per fare scialpinismo e snowboard. Credits: FlickrCC: Ilya Bogin</media:title>
							  	<media:text>MONTE ELBRUS, Russia: il faro che svetta sul Caucaso, tra Europa e Asia ha una atmosfera unica creata da turchi, georgiani, azeri e russi che vivono sulle sue pendici. Ascensione tecnicamente non difficile per escursionisti esperti e allenati e ci sono anche un sacco di possibilità per fare scialpinismo e snowboard. Credits: FlickrCC: Ilya Bogin</media:text>
							  	<media:description>MONTE ELBRUS, Russia: il faro che svetta sul Caucaso, tra Europa e Asia ha una atmosfera unica creata da turchi, georgiani, azeri e russi che vivono sulle sue pendici. Ascensione tecnicamente non difficile per escursionisti esperti e allenati e ci sono anche un sacco di possibilità per fare scialpinismo e snowboard. Credits: FlickrCC: Ilya Bogin</media:description>          
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							  	<media:title>DAMAVAND, Iran: I monti Elburz svettano tra il mar Caspio e Teheran, e tra questi si stagliano i 5795 del Damavand, la cima più alta del medio oriente con i suoi vapori che salgono dalle sorgenti calde e avvolgono i ghiacciai in vetta. Credits: FlickrCC-Ninara</media:title>
							  	<media:text>DAMAVAND, Iran: I monti Elburz svettano tra il mar Caspio e Teheran, e tra questi si stagliano i 5795 del Damavand, la cima più alta del medio oriente con i suoi vapori che salgono dalle sorgenti calde e avvolgono i ghiacciai in vetta. Credits: FlickrCC-Ninara</media:text>
							  	<media:description>DAMAVAND, Iran: I monti Elburz svettano tra il mar Caspio e Teheran, e tra questi si stagliano i 5795 del Damavand, la cima più alta del medio oriente con i suoi vapori che salgono dalle sorgenti calde e avvolgono i ghiacciai in vetta. Credits: FlickrCC-Ninara</media:description>          
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									<media:content url="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/02/Cervino-FlickrCC-Problemkind.jpg" type="image/jpeg" medium="image">
							  	<media:title>CERVINO, Italia-Svizzera: è la culla dell'alpinismo e per molti la sua ascensione è un omaggio alla storia di questo sport e un ritorno alle origini della tradizione. Ma non è obbligatorio scalare: ci sono ben 400 km di sentieri di ogni tipo, da quelli sempre oltre i 3.000 metri a quelli facili per famiglie.  Credits: FlickrCC: Problemkind</media:title>
							  	<media:text>CERVINO, Italia-Svizzera: è la culla dell'alpinismo e per molti la sua ascensione è un omaggio alla storia di questo sport e un ritorno alle origini della tradizione. Ma non è obbligatorio scalare: ci sono ben 400 km di sentieri di ogni tipo, da quelli sempre oltre i 3.000 metri a quelli facili per famiglie.  Credits: FlickrCC: Problemkind</media:text>
							  	<media:description>CERVINO, Italia-Svizzera: è la culla dell'alpinismo e per molti la sua ascensione è un omaggio alla storia di questo sport e un ritorno alle origini della tradizione. Ma non è obbligatorio scalare: ci sono ben 400 km di sentieri di ogni tipo, da quelli sempre oltre i 3.000 metri a quelli facili per famiglie.  Credits: FlickrCC: Problemkind</media:description>          
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									<media:content url="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/02/Annapurna-FlickrCC-mikebehnken.jpg" type="image/jpeg" medium="image">
							  	<media:title>ANNAPURNA, Nepal: un trekking senza pari: intorno al gigante Himalaya c'è di tutto, dalle foreste di bambù ai deserti sassosi. Tra le destinazioni più gettonate c'è il famoso passo Thorung da cui l'alba è impareggiabile. Credits: FlickrCC: Mike Behnken</media:title>
							  	<media:text>ANNAPURNA, Nepal: un trekking senza pari: intorno al gigante Himalaya c'è di tutto, dalle foreste di bambù ai deserti sassosi. Tra le destinazioni più gettonate c'è il famoso passo Thorung da cui l'alba è impareggiabile. Credits: FlickrCC: Mike Behnken</media:text>
							  	<media:description>ANNAPURNA, Nepal: un trekking senza pari: intorno al gigante Himalaya c'è di tutto, dalle foreste di bambù ai deserti sassosi. Tra le destinazioni più gettonate c'è il famoso passo Thorung da cui l'alba è impareggiabile. Credits: FlickrCC: Mike Behnken</media:description>          
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							  	<media:title>ANDE, Perù: la meta è ovviamente il Machu Picchu, la città perduta degli Inca. Il viaggio passa attraverso deserti e foreste tropicali con vista su vette innevate. Credits: FlickrCC-Jrubinic</media:title>
							  	<media:text>ANDE, Perù: la meta è ovviamente il Machu Picchu, la città perduta degli Inca. Il viaggio passa attraverso deserti e foreste tropicali con vista su vette innevate. Credits: FlickrCC-Jrubinic</media:text>
							  	<media:description>ANDE, Perù: la meta è ovviamente il Machu Picchu, la città perduta degli Inca. Il viaggio passa attraverso deserti e foreste tropicali con vista su vette innevate. Credits: FlickrCC-Jrubinic</media:description>          
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								</media:group>								
								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/02/Ande-Inca-Trail-FlickrCC-jrubinic.jpg" title="ANDE, Perù: la meta è ovviamente il Machu Picchu, la città perduta degli Inca. Il viaggio passa attraverso deserti e foreste tropicali con vista su vette innevate. Credits: FlickrCC-Jrubinic" data-wpel-link="internal">
									<img align="left" hspace="15" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/02/Ande-Inca-Trail-FlickrCC-jrubinic-100x75.jpg" alt="ande-per-la-meta-ovviamente-il-machu-picchu-la-citt-perduta-degli-inca-il-viaggio-passa-attraverso-deserti-e-foreste-tropicali-con-vista-su-vette-innevate-credits-flickrcc-jrubinic" />
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								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/02/Annapurna-FlickrCC-mikebehnken.jpg" title="ANNAPURNA, Nepal: un trekking senza pari: intorno al gigante Himalaya c&#039;è di tutto, dalle foreste di bambù ai deserti sassosi. Tra le destinazioni più gettonate c&#039;è il famoso passo Thorung da cui l&#039;alba è impareggiabile. Credits: FlickrCC: Mike Behnken" data-wpel-link="internal">
									<img align="left" hspace="15" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/02/Annapurna-FlickrCC-mikebehnken-100x75.jpg" alt="annapurna-nepal-un-trekking-senza-pari-intorno-al-gigante-himalaya-c-di-tutto-dalle-foreste-di-bamb-ai-deserti-sassosi-tra-le-destinazioni-pi-gettonate-c-il-famoso-passo-thorung-da-cui-lalba-impareggiabile-credits-flickrcc-mike-behnken" />
								</a>
								
																
								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/02/Cervino-FlickrCC-Problemkind.jpg" title="CERVINO, Italia-Svizzera: è la culla dell&#039;alpinismo e per molti la sua ascensione è un omaggio alla storia di questo sport e un ritorno alle origini della tradizione. Ma non è obbligatorio scalare: ci sono ben 400 km di sentieri di ogni tipo, da quelli sempre oltre i 3.000 metri a quelli facili per famiglie.  Credits: FlickrCC: Problemkind" data-wpel-link="internal">
									<img align="left" hspace="15" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/02/Cervino-FlickrCC-Problemkind-100x75.jpg" alt="cervino-italia-svizzera-la-culla-dellalpinismo-e-per-molti-la-sua-ascensione-un-omaggio-alla-storia-di-questo-sport-e-un-ritorno-alle-origini-della-tradizione-ma-non-obbligatorio-scalare-ci-sono-ben-400-km-di-sentieri-di-ogni-tipo-da-quelli-sempre-oltre-i-3000-metri-a-quelli-facili-per-famiglie-credits-flickrcc-problemkind" />
								</a>
								
																
								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/02/Damavand-FlickrCC-Ninara.jpg" title="DAMAVAND, Iran: I monti Elburz svettano tra il mar Caspio e Teheran, e tra questi si stagliano i 5795 del Damavand, la cima più alta del medio oriente con i suoi vapori che salgono dalle sorgenti calde e avvolgono i ghiacciai in vetta. Credits: FlickrCC-Ninara" data-wpel-link="internal">
									<img align="left" hspace="15" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/02/Damavand-FlickrCC-Ninara-100x75.jpg" alt="damavand-iran-i-monti-elburz-svettano-tra-il-mar-caspio-e-teheran-e-tra-questi-si-stagliano-i-5795-del-damavand-la-cima-pi-alta-del-medio-oriente-con-i-suoi-vapori-che-salgono-dalle-sorgenti-calde-e-avvolgono-i-ghiacciai-in-vetta-credits-flickrcc-ninara" />
								</a>
								
																
								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/02/Elbrus-FlickrCC-ilya-bogin.jpg" title="MONTE ELBRUS, Russia: il faro che svetta sul Caucaso, tra Europa e Asia ha una atmosfera unica creata da turchi, georgiani, azeri e russi che vivono sulle sue pendici. Ascensione tecnicamente non difficile per escursionisti esperti e allenati e ci sono anche un sacco di possibilità per fare scialpinismo e snowboard. Credits: FlickrCC: Ilya Bogin" data-wpel-link="internal">
									<img align="left" hspace="15" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/02/Elbrus-FlickrCC-ilya-bogin-100x75.jpg" alt="monte-elbrus-russia-il-faro-che-svetta-sul-caucaso-tra-europa-e-asia-ha-una-atmosfera-unica-creata-da-turchi-georgiani-azeri-e-russi-che-vivono-sulle-sue-pendici-ascensione-tecnicamente-non-difficile-per-escursionisti-esperti-e-allenati-e-ci-sono-anche-un-sacco-di-possibilit-per-fare-scialpinismo-e-snowboard-credits-flickrcc-ilya-bogin" />
								</a>
								
																
								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/02/Everest-FlickrCC-Mahatma4711.jpg" title="EVEREST, Nepal: il sogno di ogni escursionista e scalatore, l&#039;avventura da fare almeno una volta nella vita. Si può fare? Sì, fino al campo base, se si è allenati ad andare per montagne, si può fare. Serve comunque prepararsi per tempo. Credits: FlickrCC: Mahatma4711" data-wpel-link="internal">
									<img align="left" hspace="15" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/02/Everest-FlickrCC-Mahatma4711-100x75.jpg" alt="everest-nepal-il-sogno-di-ogni-escursionista-e-scalatore-lavventura-da-fare-almeno-una-volta-nella-vita-si-pu-fare-s-fino-al-campo-base-se-si-allenati-ad-andare-per-montagne-si-pu-fare-serve-comunque-prepararsi-per-tempo-credits-flickrcc-mahatma4711" />
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								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/02/Iztaccíhuatl-FlickrCC-Sergio-Kasusky.jpg" title="CILALTEPETL e ITZACCIHUATL Messico: la terza e la settima montagna più alte del centroamerica sono due vulcani e sono senza dubbio tra le scalate più affascinanti del mondo. Non è un trekking alla portata di tutti:. Credits: FlickrCC: Sergio Kasusky" data-wpel-link="internal">
									<img align="left" hspace="15" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/02/Iztaccíhuatl-FlickrCC-Sergio-Kasusky-100x75.jpg" alt="cilaltepetl-e-itzaccihuatl-messico-la-terza-e-la-settima-montagna-pi-alte-del-centroamerica-sono-due-vulcani-e-sono-senza-dubbio-tra-le-scalate-pi-affascinanti-del-mondo-non-un-trekking-alla-portata-di-tutti-credits-flickrcc-sergio-kasusky" />
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								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/02/Kilimanjaro-FlickrCC-hyperfocaldistance.jpg" title="KILIMANJARO, Tanzania: la strada più gettonata per arrivare alla sua vetta livellata è la Machame Route. Il percorso non è semplicissimo ma offre spettacolari panorami su Mawenzi e la possibilità di ammirare animali e uccelli della savana africana. Credits: FlickrCC: Hyperfocaldistance" data-wpel-link="internal">
									<img align="left" hspace="15" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/02/Kilimanjaro-FlickrCC-hyperfocaldistance-100x75.jpg" alt="kilimanjaro-tanzania-la-strada-pi-gettonata-per-arrivare-alla-sua-vetta-livellata-la-machame-route-il-percorso-non-semplicissimo-ma-offre-spettacolari-panorami-su-mawenzi-e-la-possibilit-di-ammirare-animali-e-uccelli-della-savana-africana-credits-flickrcc-hyperfocaldistance" />
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								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/02/Picco-Hùjtnij-Mongolia-FlickrCC-Martin55.jpg" title="PICCO HUJNTIJ, Mongolia: è il punto più alto della Mongolia, all&#039;interno dei Tavan Bogd Uul, le 5 vette che segnano il confine tra Cina, Russia e Mongolia. Per arrivarci servono giorni di viaggio nell&#039;infinita steppa verde dei nomadi mongoli e kazaki, una delle ultime, vere regioni inesplorate della terra ai piedi dei monti Altai.  Credist: FlickrCC: Martin55" data-wpel-link="internal">
									<img align="left" hspace="15" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/02/Picco-Hùjtnij-Mongolia-FlickrCC-Martin55-100x75.jpg" alt="picco-hujntij-mongolia-il-punto-pi-alto-della-mongolia-allinterno-dei-tavan-bogd-uul-le-5-vette-che-segnano-il-confine-tra-cina-russia-e-mongolia-per-arrivarci-servono-giorni-di-viaggio-nellinfinita-steppa-verde-dei-nomadi-mongoli-e-kazaki-una-delle-ultime-vere-regioni-inesplorate-della-terra-ai-piedi-dei-monti-altai-credist-flickrcc-martin55" />
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								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/02/Denali-FlickrCC-salil-wadhavkar.jpg" title="DENALI, Alaska: il monte McKinley, o Denali in lingua Athabascan, con i suoi 6194 è la montagna più alta del nordamerica e dalla base alla vetta sono 5490 metri, il più alto dislivello affrontabile al mondo. Una destinazione magnetica e pericolosa. Credits: FlickrCC Salil Wadhavkar" data-wpel-link="internal">
									<img align="left" hspace="15" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/02/Denali-FlickrCC-salil-wadhavkar-100x75.jpg" alt="denali-alaska-il-monte-mckinley-o-denali-in-lingua-athabascan-con-i-suoi-6194-la-montagna-pi-alta-del-nordamerica-e-dalla-base-alla-vetta-sono-5490-metri-il-pi-alto-dislivello-affrontabile-al-mondo-una-destinazione-magnetica-e-pericolosa-credits-flickrcc-salil-wadhavkar" />
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								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/02/10-trekking.jpg" title="" data-wpel-link="internal">
									<img align="left" hspace="15" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/02/10-trekking-100x75.jpg" alt="" />
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								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/02/Monte-Denali-la-meta-del-trekkin-in-Alaska.jpg" title="Monte Denali, la meta del trekkin in Alaska" data-wpel-link="internal">
									<img align="left" hspace="15" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/02/Monte-Denali-la-meta-del-trekkin-in-Alaska-100x75.jpg" alt="monte-denali-la-meta-del-trekkin-in-alaska" />
								</a>
								
								<hr style="visibility:hidden; height:1px; width:100%; display:block;" />
<p>Ci sono t<strong>rekking che sogni anche di notte.</strong> Strade evidenziate sulla mappa dei desideri. Montagne che le guardi e trattieni il respiro. Panorami che hai già visto nella mente prima ancora di vederli con i tuoi occhi. Ci sono <strong>viaggi che bisogna fare, almeno una volta nella vita</strong>.<br />
<strong>Guardali nella gallery e scopri come fare queste avventure.</strong></p>
<h2>10 trekking da fare almeno una volta nella vita</h2>
<p>Certo pensarci adesso è dura, visto che non possiamo nemmeno muoverci da casa, o dal Comune o dalla Regione. Ma sognare non costa nulla, e prima o poi torneremo a viaggiare. Per questo ne abbiamo scelti 10, non impossibili, tutti pieni di fascino, di colori, di sensazioni, di natura, di umanità.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/02/Denali-FlickrCC-salil-wadhavkar.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="size-full wp-image-8632 aligncenter" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/02/Denali-FlickrCC-salil-wadhavkar.jpg" alt="" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/02/Denali-FlickrCC-salil-wadhavkar.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/02/Denali-FlickrCC-salil-wadhavkar-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></a></p>
<h3>1. Le Ande, Perù</h3>
<p>La meta è ovviamente il Machu Picchu, la città perduta degli Inca.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Leggi anche</strong></p>
<ul>
<li><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/10-mete-piu-mortali-mondo/" data-wpel-link="internal"><strong>Le 10 mete più mortali del mondo</strong></a></li>
<li><a href="https://www.msn.com/it-it/notizie/other/le-montagne-pi%C3%B9-difficili-da-scalare-le-vette-assassine-pi%C3%B9-ambite/ar-BB1jH1XY?disableErrorRedirect=true&amp;infiniteContentCount=0" rel="external noopener noreferrer" data-wpel-link="external"><strong>Le montagne più difficili da scalare</strong></a></li>
<li><a href="https://www.msn.com/it-it/notizie/other/7-foreste-meravigliose-da-vedere-prima-che-sia-tardi-foto/ar-BB1jKIGs?disableErrorRedirect=true&amp;infiniteContentCount=0" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer"><b>7 foreste da vedere prima che sia troppo tardi</b></a></li>
<li><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/foto-7-treni-piu-panoramici-mondo-viaggi/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal"><strong>I 7 treni più panoramici del mondo</strong></a></li>
</ul>
<h3>2. Annapurna, Nepal</h3>
<p>Sotto ogni punto di vista un trekking nella regione dell&#8217;Annapurna non ha pari.</p>
<h3>3. Il Cervino</h3>
<p>Nel cuore delle Alpi, è la culla dell&#8217;alpinismo e per molti la sua ascensione è un omaggio alla storia di questo sport.</p>
<h3>4. Damavand, Iran</h3>
<p>I monti Elburz svettano tra il mar Caspio e Teheran, e tra questi si stagliano i 5795 del Damavand, la cima più alta del medio oriente.</p>
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Spoiler: ne mandiamo poche, ma buone!</h4>
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<h3>5. Monte Elbrus, Russia</h3>
<p>Il faro che svetta sul caucaso, tra Europa e Asia (anzi, con i suoi 5642 metri, tecnicamente è la montagna più alta d&#8217;Europa).</p>
<h3>6. Everest, Nepal</h3>
<p>C&#8217;è bisogno di scrivere perché? 8856 metri sul livello del mare, la montagna più alta del mondo, il sogno di ogni escursionista e scalatore.</p>
<h3>7. Cilaltépetl e Iztaccíhuatl, Messico</h3>
<p>La terza e la settima montagna più alte del nordamerica, sono due vulcani e sono senza dubbio tra le scalate più affascinanti del centroamerica.</p>
<h3>8. Kilimanjaro, Tanzania</h3>
<p>Lungo il percorso verso la vetta ci sono spettacolari panorami su Mawenzi e la possibilità di ammirare animali e uccelli della savana africana.</p>
<h3>9. Picco Hùjtnij, Mongolia</h3>
<p>Noto anche come picco dell&#8217;Amicizia, è il punto più alto della Mongolia, all&#8217;interno dei Tavan Bogd Uul (cinque santi), le 5 vette che segnano il confine tra Cina, Russia e Mongolia.</p>
<h3>10. Denali, Alaska</h3>
<p>La montagna più alta del nordamerica e soprattutto dalla base alla vetta sono 5490 metri, il più alto dislivello affrontabile al mondo.<br />
E tu, quali hai fatto? Quali vuoi fare? E <strong>quali altri sogni di fare, prima o poi</strong>?<br />
Per trovare ispirazione puoi leggere i nostri articoli sul <a href="https://www.sportoutdoor24.it/tag/trekking-2/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">trekking</a>.<br />
Foto Pxhere, Pexels, PIxabay</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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		<title>Questi sono le 12 cose che devi sapere per cominciare a camminare in montagna</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/guida-trekking-inziare-12-consigli-principianti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Gervasoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Mar 2025 08:04:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Trekking]]></category>
		<category><![CDATA[consigli]]></category>
		<category><![CDATA[escursioni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sportoutdoor24.it/?p=26879</guid>

					<description><![CDATA[Una guida al trekking è indispensabile per chi sente la voglia di cominciare a fare qualche[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/04/Trekking-Guida-Principianti-Consigli.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Trekking Guida Principianti Consigli" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/04/Trekking-Guida-Principianti-Consigli.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/04/Trekking-Guida-Principianti-Consigli-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/04/Trekking-Guida-Principianti-Consigli-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Una <strong>guida al trekking</strong> è indispensabile per chi sente la voglia di cominciare a fare qualche bella camminata in montagna. Una passeggiata in quota, una escursione di un giorno, una gita nei boschi sono accessibili praticamente a tutti, piacevoli, rilassanti e soprattutto permettono di entrare in contatto profondo con la natura, con <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/tutti-i-benefici-del-trekking/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">tutti i benefici che comporta</a>.</p>
<h2>Guida al trekking: 12 consigli per cominciare a camminare in montagna</h2>
<p>Ma in montagna, anche a quote relativamente modeste, nulla si improvvisa, e allora prima di partire è meglio avere idea di cosa può capitare e leggere una breve guida al trekking come questa.</p>
<h3>1. Scegliere un percorso adeguato</h3>
<p>Le informazioni sui sentieri non mancano, sui siti turistici locali, sulle guide turistiche e sulle cartine. Si dividono in turistici (segnalati con la lettera T), escursionistici (E per gli escursionisti, EE per gli escursionisti esperti) e attrezzati (EEA); siete alle prime armi è meglio non affrontare nulla di più impegnativo di un percorso turistico e imparare a conoscere la <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/la-scala-di-difficolta-dei-sentieri-escursionistici/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">La scala di difficoltà dei sentieri escursionistici</a>.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-78635" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2019/08/pexels-kamaji-ogino-5064664.jpg" alt="Guida al trekking: 12 consigli per cominciare a camminare in montagna" width="1280" height="853" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2019/08/pexels-kamaji-ogino-5064664.jpg 1280w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2019/08/pexels-kamaji-ogino-5064664-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2019/08/pexels-kamaji-ogino-5064664-1024x682.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2019/08/pexels-kamaji-ogino-5064664-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<h3>2. Partire con un amico più esperto</h3>
<p>Fare escursioni con chi già è avvezzo a camminare per sentieri e montagne non è solo una questione di farsi compagnia, ma anche un modo semplice, veloce e piacevole di accumulare esperienza.</p>
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<h3>3. Vestirsi a strati con capi tecnici</h3>
<p>Soprattutto in montagna (e non solo in alta quota), il meteo è mutevole: meglio partire con capi tecnici, vestendosi a strati, togliendo e mettendo quello che serve in caso di pioggia, freddo, caldo o sudore eccessivo. In ogni caso, <a title="Perché non dovreste indossare abiti di cotone quando fate sport" href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/come-vestirsi-fare-sport-non-usare-indumenti-cotone-sudore/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">meglio evitare il cotone</a>, preferire capi traspiranti perché camminando in montagna la temperatura corporea si alza e si suda, e prevedere sempre un capo anti pioggia. Come nella <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/come-vestirsi-per-andare-in-montagna-destate/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">La guida completa su come vestirsi per andare in montagna d’estate</a>.</p>
<h3>4. Utilizzare scarpe specifiche per escursioni</h3>
<p>Camminare nella natura significa avere a che fare con sassi, pietre, terreni scivolosi o sdrucciolevoli, pozzanghere, fiumi e quant’altro. Partire con un paio di sneaker da ginnastica è ragionevolmente controindicato tanto quanto acquistare un paio di scarponi per scalare l’Everest per andare in collina. A seconda di dove si pensa di andare, le scarpe da trekking dovrebbero avere determinate caratteristiche: qui la <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/quali-scarpe-usare-per-andare-in-montagna/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">guida alla scelta delle scarpe per andare a camminare in montagna</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/06/trekking-nuovi-sentieri-val-veny.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-610963" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/06/trekking-nuovi-sentieri-val-veny.jpg" alt="trekking-nuovi-sentieri-val-veny" width="1000" height="1000" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/06/trekking-nuovi-sentieri-val-veny.jpg 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/06/trekking-nuovi-sentieri-val-veny-300x300.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/06/trekking-nuovi-sentieri-val-veny-150x150.jpg 150w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/06/trekking-nuovi-sentieri-val-veny-768x768.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></h3>
<h3>5. Portare sempre uno zaino</h3>
<p>Serve per riporre i capi di abbigliamento che si tolgono strada facendo; per l’acqua e il cibo; per gli effetti personali; per guide, cartine e quant’altro: uno zaino è il compagno fedele di qualsiasi escursionista. Per sceglierlo, controllate prima di tutto che sia comodo, confortevole, areato, impermeabile e sufficientemente capiente. Se poi ci sono tasche e taschini a portata di mano tanto meglio. Nel dubbio qui <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/come-scegliere-lo-zaino-da-trekking-per-andare-a-camminare-in-montagna/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">come scegliere lo zaino da trekking</a>.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/06/cappello-trekking-escursioni.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-611775" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/06/cappello-trekking-escursioni.jpg" alt="cappello-trekking-escursioni" width="1000" height="1117" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/06/cappello-trekking-escursioni.jpg 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/06/cappello-trekking-escursioni-269x300.jpg 269w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/06/cappello-trekking-escursioni-917x1024.jpg 917w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/06/cappello-trekking-escursioni-768x858.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<h3>6. Lasciare a casa il superfluo</h3>
<p>Questo dipende molto dall’esperienza, attraverso la quale si arriva a capire ciò che serve davvero e ciò che è inutile. Ma in generale meno è meglio e partire leggeri è decisamente più confortevole.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/02/GARDADOLOMITI-ph-ALICE_RUSSOLO_TREKKING_TREMALZO-00020.jpg.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-150656" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/02/GARDADOLOMITI-ph-ALICE_RUSSOLO_TREKKING_TREMALZO-00020.jpg.jpg" alt="" width="1000" height="667" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/02/GARDADOLOMITI-ph-ALICE_RUSSOLO_TREKKING_TREMALZO-00020.jpg.jpg 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/02/GARDADOLOMITI-ph-ALICE_RUSSOLO_TREKKING_TREMALZO-00020.jpg-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/02/GARDADOLOMITI-ph-ALICE_RUSSOLO_TREKKING_TREMALZO-00020.jpg-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<h3>7. Mangiare e bere regolarmente</h3>
<p>Certo, la polenta grondante burro fuso e formaggio al rifugio è il meritato premio. Ma strada facendo portare con sé e consumare regolarmente qualche snack come <a title="Come prepararsi in casa una barretta energetica ai cereali" href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/come-prepararsi-in-casa-una-barretta-energetica-ai-cereali/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">barrette di cerali</a>, <a title="10 buoni motivi per mangiare l’uovo di Pasqua" href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/alimentazione/benefici-cioccolato/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">cioccolata</a>, gallette e frutta e bere a intervalli regolari è il modo più efficace per non avere cali di energia.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/05/GARDADOLOMITI-ph-WATCHSOME_TREKKING_ALTISSIMO-ALBA_HQ04346.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-610181" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/05/GARDADOLOMITI-ph-WATCHSOME_TREKKING_ALTISSIMO-ALBA_HQ04346.jpg" alt="" width="1500" height="1000" /></a></p>
<h3>8. Prenderla con calma</h3>
<p>Un’escursione non è una gara: per godersi appieno l&#8217;esperienza e comprendere davvero perché camminare nella natura rende felici è meglio prendersi il tempo che ci vuole. Soprattutto se l’<a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/escursioni-con-i-bambini-6-consigli-per-i-trekking-in-famiglia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">escursione è in compagnia di bambini</a>.</p>
<h3>9. Studiare il percorso</h3>
<p>I sentieri turistici sono segnati e segnalati, ma farsi un’idea del cammino prima di partire, seguirlo su una carta topografica e magari scaricare qualche traccia GPS (o usare <a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/tecnologia/7-smartwatch-sportivi-da-regalare-a-natale/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">le funzioni di un orologio specifico</a>) può evitare spiacevoli situazioni.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/06/cappello-trekking-utile.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-611818" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/06/cappello-trekking-utile.jpg" alt="cappello-trekking utile" width="1000" height="667" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/06/cappello-trekking-utile.jpg 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/06/cappello-trekking-utile-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/06/cappello-trekking-utile-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<h3>10. Prevedere il meteo</h3>
<p>Non occorre essere meteorologi, basta uno smartphone per dare un’occhiata alle previsioni: se è data pioggia intensa nel giro di poche ore è bene saperlo per tempo, giusto?</p>
<h3>11. Prevedere gli imprevisti</h3>
<p>Sembra una contraddizione in termini, ma non lo è: avvisare qualcuno (amici, famigliari, colleghi) di dove si intende andare e del tempo stimato che ci vorrà è utile per allertare i soccorsi nel caso di veri imprevisti. Altrimenti ci sono utili <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/georesq-servizio-di-localizzazione-e-sicurezza-in-montagna-di-cai-e-soccorso-alpino/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">app come quella del CAI e del Soccorso Alpino: Geo Resq</a>.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/06/Cober-Trekking-02.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-611940" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/06/Cober-Trekking-02.jpg" alt="Perché usare i bastoncini nei trekking in montagna? Per questi 3 motivi" width="1000" height="667" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/06/Cober-Trekking-02.jpg 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/06/Cober-Trekking-02-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/06/Cober-Trekking-02-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<h3>12. Portare un piccolo survival kit</h3>
<p>Non si tratta di partire con un pack adatto all’attraversamento del Sahara, ma un coltellino multiuso e un fischietto per richiamare soccorsi e attenzione in caso di cadute o infortuni possono essere senza dubbio utili (qui i <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/mauro-prosperi-come-prepararti-il-kit-di-sopravvivenza-ideale/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">consigli per il survival kit perfetto di Mauro Prosperi</a>). E nel caso si preveda di andare oltre i 2500 metri di quota meglio <a href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/mal-di-montagna-salute-consigli/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">prevedere anche le conseguenze del mal di montagna</a>.<br />
<em>Credits: FlickrCC <a href="https://www.flickr.com/photos/lorenkerns/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Loren Kerns</a></em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Queste sono le montagne mortali del mondo, le più difficili da scalare</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/montagna/le-montagne-piu-difficili-da-scalare-le-vette-assassine-piu-ambite/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Mar 2025 09:44:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Montagna]]></category>
		<category><![CDATA[alpinismo]]></category>
		<category><![CDATA[ottomila]]></category>
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					<description><![CDATA[Le montagne più difficili da scalare, le vette assassine più ambite,. Non sono necessariamente le[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<media:group><media:title>Queste sono le montagne mortali del mondo, le più difficili da scalare</media:title>	<media:content url="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/03/Nanga-Parbat.jpg" type="image/jpeg" medium="image">
							  	<media:title>Nanga Parbat (8.126 m), Pakistan</media:title>
							  	<media:text>Nanga Parbat (8.126 m), Pakistan</media:text>
							  	<media:description>Nanga Parbat (8.126 m), Pakistan</media:description>          
								</media:content>
									<media:content url="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/03/Kanchenjunga.jpg" type="image/jpeg" medium="image">
							  	<media:title>Kanchenjunga (8.586 m), Nepal</media:title>
							  	<media:text>Kanchenjunga (8.586 m), Nepal</media:text>
							  	<media:description>Kanchenjunga (8.586 m), Nepal</media:description>          
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									<media:content url="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/03/Annapurna.jpg" type="image/jpeg" medium="image">
							  	<media:title>Annapurna (8.091 m), Nepal</media:title>
							  	<media:text>Annapurna (8.091 m), Nepal</media:text>
							  	<media:description>Annapurna (8.091 m), Nepal</media:description>          
								</media:content>
									<media:content url="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/03/Cervino.jpg" type="image/jpeg" medium="image">
							  	<media:title>Cervino (4.478 m), Italia-Svizzera</media:title>
							  	<media:text>Cervino (4.478 m), Italia-Svizzera</media:text>
							  	<media:description>Cervino (4.478 m), Italia-Svizzera</media:description>          
								</media:content>
									<media:content url="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/03/Everest.jpg" type="image/jpeg" medium="image">
							  	<media:title>Everest (8850 m), Cina-Nepal</media:title>
							  	<media:text>Everest (8850 m), Cina-Nepal</media:text>
							  	<media:description>Everest (8850 m), Cina-Nepal</media:description>          
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							  	<media:title>Denali (6.144 m), Usa</media:title>
							  	<media:text>Denali (6.144 m), Usa</media:text>
							  	<media:description>Denali (6.144 m), Usa</media:description>          
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							  	<media:title>Fitz Roy (3.405 m), Argentina-Cile</media:title>
							  	<media:text>Fitz Roy (3.405 m), Argentina-Cile</media:text>
							  	<media:description>Fitz Roy (3.405 m), Argentina-Cile</media:description>          
								</media:content>
									<media:content url="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/03/The_Ogre.jpg" type="image/jpeg" medium="image">
							  	<media:title>The Ogre (7.285 m), Pakistan</media:title>
							  	<media:text>The Ogre (7.285 m), Pakistan</media:text>
							  	<media:description>The Ogre (7.285 m), Pakistan</media:description>          
								</media:content>
									<media:content url="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/03/K2.jpg" type="image/jpeg" medium="image">
							  	<media:title>K2 (8.611 m), Cina-Pakistan</media:title>
							  	<media:text>K2 (8.611 m), Cina-Pakistan</media:text>
							  	<media:description>K2 (8.611 m), Cina-Pakistan</media:description>          
								</media:content>
									<media:content url="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/03/Mount_Vinson.jpg" type="image/jpeg" medium="image">
							  	<media:title>Mount Vinson (4.892 m), Antartide</media:title>
							  	<media:text>Mount Vinson (4.892 m), Antartide</media:text>
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							  	<media:title>Simone Moro Nanga. Fra rispetto e pazienza, come ho corteggiato la montagna che chiamavano assassina</media:title>
							  	<media:text>Simone Moro Nanga. Fra rispetto e pazienza, come ho corteggiato la montagna che chiamavano assassina</media:text>
							  	<media:description>Simone Moro Nanga. Fra rispetto e pazienza, come ho corteggiato la montagna che chiamavano assassina</media:description>          
								</media:content>
								</media:group>								
								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/12/Simone-Moro-Nanga.-Fra-rispetto-e-pazienza-come-ho-corteggiato-la-montagna-che-chiamavano-assassina.jpeg" title="Simone Moro Nanga. Fra rispetto e pazienza, come ho corteggiato la montagna che chiamavano assassina" data-wpel-link="internal">
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								</a>
								
																
								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/03/Mount_Vinson.jpg" title="Mount Vinson (4.892 m), Antartide" data-wpel-link="internal">
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								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/03/Eiger.jpg" title="Eiger (3.967 m), Svizzera" data-wpel-link="internal">
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								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/03/K2.jpg" title="K2 (8.611 m), Cina-Pakistan" data-wpel-link="internal">
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								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/03/Fitz-Roy.jpg" title="Fitz Roy (3.405 m), Argentina-Cile" data-wpel-link="internal">
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								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/03/Nanga-Parbat.jpg" title="Nanga Parbat (8.126 m), Pakistan" data-wpel-link="internal">
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								<hr style="visibility:hidden; height:1px; width:100%; display:block;" />
<p>Le montagne più difficili da scalare, le vette assassine più ambite,. Non sono necessariamente le più alte. Certo c’è <strong>l’Everest</strong>, con i suoi 8.850 metri, ma la sua difficoltà sta nel poco ossigeno più che nei passaggi tecnici. Più duri <strong>il K2, il Nanga Parbat, l’Annapurna</strong>: qui sono caduti tanti alpinisti, e tanti altri hanno dovuto rinunciare per le condizioni impossibili. Per non parlare dell&#8217;<strong>Eiger</strong> in Svizzera, che non arriva a 4 mila metri ma che ha alcuni passaggi temuti dai migliori alpinisti.<br />
<strong>Guarda la gallery</strong> delle montagne più dure da scalare.</p>
<h2>Le montagne più difficili da scalare, le vette assassine più ambite</h2>
<p>Come detto, l&#8217;Everest non è la vetta più difficile, nonostante sia la più alta. Fra Cina, Nepal e Pakistan ci sono montagne letali, che hanno mietuto tante vittima. Ad esempio il K2 o il Nanga Parbat. Ma anche i Europa troviamo montagne assassine come l&#8217;Eiger (ricordate il film Assassinio sull&#8217;Eiger?) o il cervino. Non mancano montagne sudamericane o antartiche, come il <strong>FitzRoy e il Vinson. </strong></p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/12/Simone-Moro-Nanga.-Fra-rispetto-e-pazienza-come-ho-corteggiato-la-montagna-che-chiamavano-assassina.jpeg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="aligncenter wp-image-117845 size-full" title="Le montagne assassine, le più difficili da scalare" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/12/Simone-Moro-Nanga.-Fra-rispetto-e-pazienza-come-ho-corteggiato-la-montagna-che-chiamavano-assassina.jpeg" alt="Le montagne assassine, le più difficili da scalare" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/12/Simone-Moro-Nanga.-Fra-rispetto-e-pazienza-come-ho-corteggiato-la-montagna-che-chiamavano-assassina.jpeg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/12/Simone-Moro-Nanga.-Fra-rispetto-e-pazienza-come-ho-corteggiato-la-montagna-che-chiamavano-assassina-300x210.jpeg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/12/Simone-Moro-Nanga.-Fra-rispetto-e-pazienza-come-ho-corteggiato-la-montagna-che-chiamavano-assassina-331x232.jpeg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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</ul>
<p><strong>Nanga Parbat (8.126 m), Pakistan</strong></p>
<p><strong>Kanchenjunga (8.586 m), Nepal</strong></p>
<p><strong>Annapurna (8.091 m), Nepal</strong></p>
<p><strong>K2 (8.611 m), Cina-Pakistan</strong></p>
<p><strong>Eiger (3.967 m), Svizzera</strong></p>
<p><strong>Denali (6.144 m), Usa</strong></p>
<p><strong>Fitzroy (3.405 m), Argentina-Cile</strong></p>
<p><strong>Cervino (4.478 m), Italia-Svizzera</strong></p>
<p><strong>The Ogre (7.285 m), Pakistan</strong></p>
<p><strong>Vinson (4.892 m), Antartide</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Leggi anche</strong></p>
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<p>&nbsp;</p>
<p>Foto di <a href="https://unsplash.com/@aqibawan96?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">Aqib Bilal</a> su Unsplash, <a href="https://unsplash.com/@chiragmalik7?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">Chirag Malik</a> su Unsplash, <a href="https://unsplash.com/@raimondklavins?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">Raimond Klavins</a> su Unsplash, <a href="https://unsplash.com/de/@angelomcmxcv?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">Angelo Burgener</a> su Unsplash, <a href="https://unsplash.com/@michaelclarke86?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">Michael Clarke</a> su Unsplash, <a href="https://unsplash.com/@7bbbailey?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">Barth Bailey</a> su Unsplash, Ben Tubby (CC BY 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=3402642), Zacharie Grossen (Own work, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=42469860), Terra3 (Own work, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=5181534), Christian Stangl ( https://www.flickr.com/photos/127405808@N06/16248407288/, CC BY-SA 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=38589680)</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Se usi le lenti a contatto quando fai sport, puoi seguire questi consigli per evitare problemi agli occhi</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/salute/lenti-a-contatto-sudore-polvere-trekking-running-montagna-consigli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Mar 2025 07:02:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[caldo]]></category>
		<category><![CDATA[consigli]]></category>
		<category><![CDATA[occhi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sportoutdoor24.it/?p=15125</guid>

					<description><![CDATA[Portate lenti a contatto e temete le situazioni in cui polvere, fango, sudore e variazioni[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/02/lenti-a-contatto-consigli.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="lenti-a-contatto-consigli" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/02/lenti-a-contatto-consigli.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/02/lenti-a-contatto-consigli-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/02/lenti-a-contatto-consigli-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Portate <strong>lenti a contatto</strong> e temete le situazioni in cui polvere, fango, sudore e variazioni di altitudine la fanno da padroni? Se indossate <strong>le lenti a contatto anche quando fate sport</strong>, o non potete fare a meno di indossarle anche quando andate in (alta) montagna, ecco tutte le indicazioni e i consigli del <a href="http://www.fis.uniroma3.it/cerca.php?cosa=persona&amp;id=532" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">professor Fabrizio Zeri</a>, contattologo, dottore in Psicologia Sperimentale, dottore di ricerca in Neuroscienze Cognitive, professore a contratto presso il corso di laurea in Ottica e Optometria della Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali dell&#8217;Università Roma TRE. (Qui trovate anche i suoi consigli sull&#8217;<a href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/lenti-a-contatto-freddo-neve-e-montagna-tutti-i-consigli/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">uso delle lenti col freddo e la neve</a>.)</p>
<h2>Lenti a contatto, sudore e polvere: tutti i consigli</h2>
<p><strong>Chi pratica trekking ed escursionismo ha spesso a che fare con la polvere: può essere causa di problemi per chi porta le lenti a contatto?</strong><br />
La polvere è fastidiosa per chiunque, ma sicuramente per il portatore di lenti a contatto potrebbe risultare più problematica. È buona norma portare con sé del liquido di lubrificazione per risciacquare l&#8217;occhio e avere lenti a contatto di scorta, nel caso fosse necessario sostituirle.<img loading="lazy" class="aligncenter wp-image-141438 size-full" title="lenti-a-contatto-escursioni" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/07/Marmolada-escursioni.jpg" alt="lenti-a-contatto-escursioni" width="1000" height="702" /></p>
<p><strong>L&#8217;altitudine influisce sull&#8217;uso delle lenti a contatto?</strong><br />
L&#8217;altitudine ha un impatto fisico-ambientale di cui dobbiamo tenere conto. Grazie alle lenti a contatto prodotte oggi con i materiali innovativi disponibili, si può ovviare completamente a questo problema. Non dobbiamo dimenticare che la ricerca ha fatto veramente passi da giganti. Basta pensare che già nel 1975, con le prime lenti a contatto morbide, all&#8217;epoca introdotte da pochi anni sul mercato, fu possibile per alcuni alpinisti <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/quanto-costa-andare-sulleverest-spedizione-alpinismo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">raggiungere con successo gli 8.848 metri della vetta dell&#8217;Everest</a>.</p>
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<p><strong>Le lenti a contatto si possono usare con qualsiasi tipo di occhiale da sole? Ci sono lenti più adatte?</strong><br />
Le lenti a contatto si possono tranquillamente usare con qualsiasi occhiale da sole. Esistono poi degli <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/bici/prova-occhiali-oakley-radarlock-heritage-ciclismo-bicirunning/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">occhiali tecnici dotati di filtri solari</a> più adatti a essere utilizzati in ambienti che, a causa dell&#8217;aumento della radiazione ultravioletta e dell&#8217;intensità luminosa, richiedono maggiori protezioni. In generale, filtri solari di tipo polarizzato, specchiati, risultano essere una soluzione confortevole, sia per il portatore di lente a contatto, che per il non portatore. Esistono in commercio, inoltre, lenti a contatto con protezione dai raggi UV, da utilizzare insieme con gli occhiali protettivi.<img loading="lazy" class="aligncenter wp-image-85183 size-full" title="Occhiali-da-sole-lenti" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/07/Occhiali-da-sole-10.jpg" alt="Occhiali-da-sole-lenti" width="1500" height="1125" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/07/Occhiali-da-sole-10.jpg 1500w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/07/Occhiali-da-sole-10-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/07/Occhiali-da-sole-10-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/07/Occhiali-da-sole-10-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p><strong>Ci sono eventuali accorgimenti nella manutenzione delle lenti a contatto quando le utilizziamo in presenza di polvere e sudore, o quando si sale di altitudine?</strong><br />
Nella normale attività di trekking non sono richiesti particolari accorgimenti di manutenzione rispetto a quanto normalmente il portatore fa per le proprie lenti a contatto. Sicuramente lenti a ricambio giornaliero, che minimizzano le operazioni di gestione, possono essere più vantaggiose. Un piccolo suggerimento utile per chi fa trekking è quello di portare sempre delle soluzioni lubrificanti e delle lenti di scorta nello zaino. È fondamentale, sempre, fare attenzione alla pulizia delle mani nelle operazione di gestione necessarie delle lenti.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-large wp-image-82326" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/10/lens-g843c92266_1280-1024x576.jpg" alt="Lenti a contatto, sudore e polvere: tutti i consigli" width="1024" height="576" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/10/lens-g843c92266_1280-1024x576.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/10/lens-g843c92266_1280-300x169.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/10/lens-g843c92266_1280-768x432.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/10/lens-g843c92266_1280.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
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		<title>Sulle spalle dei giganti: 10 libri sulla montagna da rileggere</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/cultura/10-libri-sulla-montagna-alpinismo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Fendoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Nov 2024 08:34:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[alpinismo]]></category>
		<category><![CDATA[everest]]></category>
		<category><![CDATA[k2]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[reinhold messner]]></category>
		<category><![CDATA[simone moro]]></category>
		<category><![CDATA[walter bonatti]]></category>
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					<description><![CDATA[La sfida alla natura e a se stessi, il pericolo, i grandi silenzi, la fatica[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/04/k2-mariachily-2.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Sulle spalle dei giganti: 10 libri sulla montagna da rileggere" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/04/k2-mariachily-2.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/04/k2-mariachily-2-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/04/k2-mariachily-2-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>La sfida alla natura e a se stessi, il pericolo, i grandi silenzi, la fatica e la gratificazione: la montagna esercita <strong>un fascino irresistibile</strong> sull&#8217;uomo. E dalle vette la passione di alpinisti e appassionati spesso si riversa sulla carta, come dimostra questa selezione di libri che fanno assaggiare <strong>l&#8217;emozione (e la tensione) della salita</strong> anche a chi sta seduto comodamente in poltrona, sognando il K2.</p>
<h2>Sulle spalle dei giganti: 10 libri sulla montagna da rileggere</h2>
<h4>Walter Bonatti. Il fratello che non sapevo di avere – Reinhold Messner, Sandro Filippini</h4>
<p>L’altoatesino Reinhold Messner <a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/cultura/reinhold-messner-racconta-walter-bonatti/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">rievoca la carriera del grande Walter Bonatti</a>. I punti in comune tra di loro non sono pochi: il libro mette a confronto le vite dei due alpinisti, dalla predilezione per la sfida solitaria con la montagna alle polemiche che spesso li videro al centro della bufera.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-12555" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/04/walter-bonatti.jpg" alt="" width="1047" height="1500" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/04/walter-bonatti.jpg 1047w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/04/walter-bonatti-209x300.jpg 209w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/04/walter-bonatti-714x1024.jpg 714w" sizes="(max-width: 1047px) 100vw, 1047px" /></p>
<h4>Everest. In vetta a un sogno – Simone Moro</h4>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/simone-moro-cosa-mi-insegna-l-alpinismo-pericolo-montagna-video/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">Simone Moro</a>, unico scalatore italiano a essere salito per ben quattro volte sull’Everest, traccia un bilancio della sua lunga carriera. Partendo dalle Alpi bergamasche che hanno fatto da sfondo alla sua infanzia, ripercorre le più grandi sfide affrontate nel corso di vent’anni d’attività. Moro ha pubblicato diversi altri libri, fra cui <a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/cultura/simone-moro-la-voce-del-ghiaccio-gli-ottomila-in-inverno-il-mio-sogno-quasi-impossibile/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">La voce del ghiaccio</a> e <a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/cultura/in-ginocchio-sulle-ali-il-nuovo-libro-di-simone-moro/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">In ginocchio sulle ali</a>.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-12547" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/04/everest.jpg" alt="" width="1192" height="1500" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/04/everest.jpg 1192w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/04/everest-238x300.jpg 238w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/04/everest-813x1024.jpg 813w" sizes="(max-width: 1192px) 100vw, 1192px" /></p>
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<h4>Montagne. Avventura, passione, sfida. Undici racconti d’autore</h4>
<p>Undici voci della narrativa italiana raccontano la montagna a modo loro, descrivendo il timore reverenziale con cui lo scalatore e il semplice escursionista si avvicinano a qualcosa di così grande e di così bello. Da Dacia Maraini ad Andrea Gobetti, questo libro spiega cosa significhi veramente amare la montagna.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-12553" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/04/montagne-ok.jpg" alt="" width="424" height="600" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/04/montagne-ok.jpg 424w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/04/montagne-ok-212x300.jpg 212w" sizes="(max-width: 424px) 100vw, 424px" /></p>
<h4>Ricominciare – Marco Confortola</h4>
<p>Marco Confortola descrive la terribile avventura che, nell’agosto del 2008, lo porta vicino alla morte durante un’ascensione sul K2. Messo a dura prova da questo incidente, l’alpinista lombardo potrà ricominciare a scalare soltanto dopo due anni di intensi sacrifici.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-12554" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/04/ricominciare.jpg" alt="" width="845" height="1327" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/04/ricominciare.jpg 845w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/04/ricominciare-191x300.jpg 191w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/04/ricominciare-652x1024.jpg 652w" sizes="(max-width: 845px) 100vw, 845px" /></p>
<h4>Le grandi avventure dell’alpinismo – Stefano Ardito</h4>
<p>Ardito ricorda alcune delle più grandi sfide mai lanciate alla montagna: dalla conquista dell’Everest agli italiani che espugnarono il K2, senza dimenticare alcuni aneddoti riguardanti le ascensioni del Monte Bianco e delle Dolomiti.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-12552" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/04/le-grandi-avventure-dellalpinismo-ok.jpg" alt="" width="424" height="600" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/04/le-grandi-avventure-dellalpinismo-ok.jpg 424w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/04/le-grandi-avventure-dellalpinismo-ok-212x300.jpg 212w" sizes="(max-width: 424px) 100vw, 424px" /></p>
<h4>In alto e in largo. Seven Seconds Summits – Hans Kammerlander</h4>
<p>Ad Hans Kammerlander si deve l’invenzione di un nuovo record: il Seven Second Summits, cioè la scalata delle seconde vette più alte di tutti e sette i continenti. Questo libro ripercorre le tappe della sua grandiosa avventura, dalle distese ghiacciate dell’Antartide alle foreste del monte Kenya, fino ai picchi inaccessibili dell’Himalaya.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-12562" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/04/in-alto-e-in-largo.jpg" alt="" width="402" height="600" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/04/in-alto-e-in-largo.jpg 402w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/04/in-alto-e-in-largo-201x300.jpg 201w" sizes="(max-width: 402px) 100vw, 402px" /></p>
<h4>Alpi segrete – Marco Albino Ferrari</h4>
<p>Lasciandosi alle spalle le solite località da villeggiatura, Marco Albino Ferrari ci conduce alla scoperta delle Alpi più autentiche, silenziose custodi di una civiltà moribonda. Alcuni capitoli sono dedicati alla Guerra Bianca, tragedia della storia in cui la montagna ebbe un ruolo di protagonista.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-12546" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/04/alpi-segrete-ok.jpg" alt="" width="400" height="600" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/04/alpi-segrete-ok.jpg 400w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/04/alpi-segrete-ok-200x300.jpg 200w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></p>
<h4>La voce degli uomini freddi – Mauro Corona</h4>
<p>La vita di una piccola comunità montana è sconvolta dalla costruzione di una diga a monte del torrente che ne assicura la sussistenza. Gli “uomini freddi” devono allora fare i conti con gli abitanti della città, irrispettosi di fronte alla Natura e alle sue leggi. La trama è in parte ispirata alla tragedia del Vajont. Il romanzo è stato insignito del <a href="https://www.sportoutdoor24.it/news/a-mauro-corona-il-premio-mario-rigoni-stern/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">Premio Mario Rigoni Stern per la narrativa</a>.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-12551" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/04/la-voce-degli-uomini-freddi-ok.jpg" alt="" width="398" height="600" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/04/la-voce-degli-uomini-freddi-ok.jpg 398w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/04/la-voce-degli-uomini-freddi-ok-199x300.jpg 199w" sizes="(max-width: 398px) 100vw, 398px" /></p>
<h4>Fratelli di cordata – Martin Riegler, Florian Riegler, Silvia Fabbi</h4>
<p>L’epopea di Martin e Florian Riegler, fratelli scalatori uniti dalla comune passione per la montagna, è ripercorsa in tutte le sue tappe, dagli allenamenti presso le vette del nativo Alto Adige fino al coronamento dell’impresa più grande: la conquista della cima inviolata del Kako Peak, nel Karakorum pachistano.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-12548" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/04/fratelli-di-cordata.jpg" alt="" width="1890" height="2992" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/04/fratelli-di-cordata.jpg 1890w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/04/fratelli-di-cordata-189x300.jpg 189w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/04/fratelli-di-cordata-646x1024.jpg 646w" sizes="(max-width: 1890px) 100vw, 1890px" /></p>
<h4>K2, il nodo infinito. Sogno e destino – Kurt Diemberger</h4>
<p>Kurt Diemberger dedica questo libro al K2, una delle vette più ambite dagli scalatori di tutto il mondo. La montagna ha molte storie da raccontare: la più nota riguarda il disastro che nel 1986 costò la vita a ben tredici alpinisti di diverse nazionalità.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-12550" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/04/k2-il-nodo-infinito.jpg" alt="" width="359" height="487" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/04/k2-il-nodo-infinito.jpg 359w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/04/k2-il-nodo-infinito-221x300.jpg 221w" sizes="(max-width: 359px) 100vw, 359px" /></p>
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<li><a href="http://www.amazon.it/Walter-Bonatti-fratello-sapevo-avere/dp/8891805602/ref=sr_1_1?ie=UTF8&amp;qid=1456484387&amp;sr=8-1&amp;keywords=Walter+Bonatti.+Il+fratello+che+non+sapevo+di+avere&amp;tag=&amp;tag=sportoutdoor2-21" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">Walter Bonatti. Il fratello che non sapevo di avere</a></li>
<li><a href="http://www.amazon.it/Everest-vetta-sogno-Simone-Moro/dp/8817062960/ref=sr_1_1?ie=UTF8&amp;qid=1456484431&amp;sr=8-1&amp;keywords=Everest.+In+vetta+a+un+sogno&amp;tag=&amp;tag=sportoutdoor2-21" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">Everest. In vetta a un sogno</a></li>
<li><a href="http://www.amazon.it/Montagne-Avventura-passione-sfida-Solito/dp/886192283X/ref=sr_1_fkmr0_1?ie=UTF8&amp;qid=1456484463&amp;sr=8-1-fkmr0&amp;keywords=Montagne.+Avventura%2C+passione%2C+sfida.+Undici+racconti+d%E2%80%99autore&amp;tag=&amp;tag=sportoutdoor2-21" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">Montagne. Avventura, passione, sfida. Undici racconti d’autore</a></li>
<li><a href="http://www.amazon.it/Ricominciare-Marco-Confortola/dp/8868521636/ref=sr_1_1?ie=UTF8&amp;qid=1456484508&amp;sr=8-1&amp;keywords=Ricominciare+%E2%80%93+Marco+Confortola&amp;tag=&amp;tag=sportoutdoor2-21" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">Ricominciare</a></li>
<li><a href="http://www.amazon.it/grandi-avventure-dellalpinismo-Stefano-Ardito/dp/885402368X/ref=sr_1_1?ie=UTF8&amp;qid=1456484546&amp;sr=8-1&amp;keywords=Le+grandi+avventure+dell%E2%80%99alpinismo&amp;tag=&amp;tag=sportoutdoor2-21" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">Le grandi avventure dell’alpinismo</a></li>
<li><a href="http://www.amazon.it/alto-largo-Seven-Second-Summits/dp/8863805849/ref=sr_1_1?ie=UTF8&amp;qid=1456484871&amp;sr=8-1&amp;keywords=In+alto+e+in+largo.+Seven+Seconds+Summits&amp;tag=&amp;tag=sportoutdoor2-21" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">In alto e in largo. Seven Seconds Summits</a></li>
<li><a href="http://www.amazon.it/Alpi-segrete-montagne-Economica-Laterza-ebook/dp/B008H2Z0HQ/ref=sr_1_1?ie=UTF8&amp;qid=1456484914&amp;sr=8-1&amp;keywords=Alpi+segrete+%E2%80%93+Marco+Albino+Ferrari&amp;tag=&amp;tag=sportoutdoor2-21" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">Alpi segrete</a></li>
<li><a href="http://www.amazon.it/voce-degli-uomini-freddi/dp/8804633778/ref=sr_1_1?ie=UTF8&amp;qid=1456484952&amp;sr=8-1&amp;keywords=La+voce+degli+uomini+freddi+%E2%80%93+Mauro+Corona&amp;tag=&amp;tag=sportoutdoor2-21" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">La voce degli uomini freddi</a></li>
<li><a href="http://www.amazon.it/Fratelli-di-cordata-Silvia-Fabbi-ebook/dp/B00JKJ1OHA/ref=sr_1_1?ie=UTF8&amp;qid=1456485010&amp;sr=8-1&amp;keywords=Fratelli+di+cordata&amp;tag=&amp;tag=sportoutdoor2-21" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">Fratelli di cordata</a></li>
<li><a href="http://www.amazon.it/K2-nodo-infinito-Sogno-destino/dp/8879724428/ref=sr_1_1?ie=UTF8&amp;qid=1456485061&amp;sr=8-1&amp;keywords=K2%2C+il+nodo+infinito.+Sogno+e+destino&amp;tag=&amp;tag=sportoutdoor2-21" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">K2, il nodo infinito. Sogno e destino</a></li>
</ul>
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		<title>La montagna di cui parla Fiore Mio, il nuovo film di Paolo Cognetti</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/cultura/la-montagna-di-cui-parla-fiore-mio-il-nuovo-film-di-paolo-cognetti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Oct 2024 11:48:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[monte rosa]]></category>
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<p>Fiore Mio, il primo film scritto, diretto e interpretato da Paolo Cognetti, verrà presentato in anteprima italiana nell’ambito della 65a edizione del Festival dei Popoli, dedicata al meglio del cinema documentario internazionale, sabato 2 novembre alle 20.30 a Firenze al cinema La Compagnia Compagnia. Dopo il successo de Le Otto Montagne – tratto dal suo omonimo romanzo e diretto da Felix Van Groeningen e Charlotte Vandermeersch, vincitore del Premio della Giuria a Cannes 2022 – Paolo Cognetti arriverà nelle sale italiane il 25, 26 e 27 novembre con Fiore Mio, prodotto da Samarcanda Film, Nexo Studios, Harald House e EDI Effetti Digitali Italiani con il sostegno della Film Commission Valle d’Aosta.</p>
<h2>Fiore Mio, il nuovo film di Paolo Cognetti, parla del Monte Rosa</h2>
<p>Protagonista di Fiore Mio, che dopo l’uscita italiana sarà distribuito in tutto il mondo da Nexo Studios, è il tema più viscerale della poetica di Cognetti: quella montagna che l’autore ha esplorato anche nel documentario Sogni di Grande Nord diretto da Dario Acocella, dove ha seguito le tracce del Christopher McCandless’ di Into the Wild negli incredibili e remoti scenari dell’Alaska. Questa volta il viaggio di Paolo Cognetti si fa più vicino allo spettatore e racconta, in modo intimo, introspettivo e mai scontato, la sua montagna: il Monte Rosa, un luogo geografico ma soprattutto un luogo del sentire e un luogo della comprensione di quanto abbiamo intorno.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-640500" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/09/28_FioreMio_©DanieleMantione_N78_0939.jpg" alt="La montagna di cui parla Fiore Mio, il nuovo film di Paolo Cognetti" width="1300" height="1954" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/09/28_FioreMio_©DanieleMantione_N78_0939.jpg 1300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/09/28_FioreMio_©DanieleMantione_N78_0939-200x300.jpg 200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/09/28_FioreMio_©DanieleMantione_N78_0939-681x1024.jpg 681w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/09/28_FioreMio_©DanieleMantione_N78_0939-768x1154.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/09/28_FioreMio_©DanieleMantione_N78_0939-1022x1536.jpg 1022w" sizes="(max-width: 1300px) 100vw, 1300px" /></p>
<p>Quando nell’estate del 2022 l’Italia viene prosciugata dalla siccità, Paolo Cognetti assiste per la prima volta all’esaurimento della sorgente della sua casa a Estoul, piccolo borgo posto a 1700 metri di quota che sovrasta la vallata di Brusson. Questo avvenimento lo sconvolge profondamente, tanto da far nascere in lui l’idea di voler raccontare la bellezza delle sue montagne, dei paesaggi e dei ghiacciai ormai destinati a sparire o cambiare per sempre a causa del cambiamento climatico. Cognetti racconta così la sua montagna sulla falsariga de “Le 36 vedute del monte Fuji” di Hokusai, un’opera in cui l’artista giapponese ritrasse il Fuji cambiando continuamente i punti di vista e raccontando la vita che scorre a vari livelli: sui suoi fianchi, nelle valli sottostanti, sulla vetta ma anche nelle città più vicine da dove ancora è visibile, lontano, oltre la nebbia dell’inquinamento, il profilo maestoso della montagna.</p>
<h3>Un viaggio con molti incontri</h3>
<p>Nel suo viaggio sul Monte Rosa Cognetti non è solo. Con lui ci sono il direttore della fotografia Ruben Impens, conosciuto sul set delle Le otto montagne e che firma anche la fotografia di Fiore Mio, e le persone incontrate durante questo viaggio. Come l’amico di una vita Remigio, nato e cresciuto in val d&#8217;Ayas, di cui conosce ogni luogo e custodisce la memoria. Ci sono Arturo Squinobal, una vita dedicata alle montagne e un volto che ne ricorda le tracce, e sua figlia Marta, che Paolo conosce sin dall’infanzia e che ha trasformato l’Orestes Huette nel primo e unico rifugio vegano delle Alpi. E ancora ci sono Corinne e Mia, donne dei rifugi che accolgono i viandanti con il sorriso caloroso e rilassato di chi ama ciò che fa. C’è il silenzioso eppure tagliente Sete, sherpa d&#8217;alta quota che ha scalato tre Ottomila, Everest, Manaslu e Daulaghiri, e si divide tra Italia e Nepal: lavora qui d&#8217;estate e d&#8217;inverno, mentre in autunno e in primavera fa la guida per i trekking in Himalaya, dove ha moglie e figli. E poi c’è il cane Laki, inseparabile compagno di camminate.</p>
<p><strong>LEGGI ANCHE</strong></p>
<p><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/cultura/le-8-montagne-ecco-perche-il-libro-di-paolo-cognetti-e-davvero-da-leggere/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">Le 8 Montagne di Paolo Cognetti: perché il libro è da leggere anche dopo il film</a></strong></p>
<p><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/cultura/sogni-di-grande-nord-di-cognetti-e-un-elogio-di-into-the-wild/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">Sogni di Grande Nord di Paolo Cognetti è un elogio di Into the Wild</a></strong></p>
<h3>Colonna sonora d&#8217;autore</h3>
<p>A chiudere il viaggio la presenza preziosa del cantautore Vasco Brondi, amico fraterno di Cognetti e in questa occasione, per la prima volta, al lavoro su un’intera colonna sonora. Per il film, oltre alle musiche originali, Brondi ha scritto e interpretato una nuova canzone, “Ascoltare gli alberi”, che chiuderà il documentario. “Fiore mio”, la traccia presente nel finale del film e che ne ha ispirato il titolo, è invece da tempo una delle canzoni più popolari di Andrea Laszlo De Simone, cantautore e musicista torinese che ha vinto il Premio César 2024 per la Migliore Musica Originale di Animal Kingdom (Le Règne Animal), divenendo il primo italiano ad aggiudicarsi questo prestigioso premio.</p>
<p><iframe loading="lazy" title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/TSqUCbN_fZU?si=0QhY610P7L8sZ2Q0" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>FIORE MIO è prodotto da Samarcanda Film, Nexo Studios, Harald House e EDI Effetti Digitali Italiani con il sostegno della Film Commission Valle d’Aosta e in collaborazione con Montura e Jeep, technical partner SONY, service di produzione L’Eubage. Sarà distribuito nei cinema da Nexo Studios in collaborazione con i media partner Radio DEEJAY e MyMovies.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La guida alle maratone del mondo</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/sport/running/la-guida-alle-maratone-del-mondo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Sport]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Sep 2024 07:03:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Running]]></category>
		<category><![CDATA[corsa]]></category>
		<category><![CDATA[maratona]]></category>
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					<description><![CDATA[La scelta tra le maratone del mondo è davvero vastissima, con gare che si tengono[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1500" height="1001" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/07/3.-Great-Wall-Marathon.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="La guida alle maratone del mondo" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/07/3.-Great-Wall-Marathon.jpg 1500w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/07/3.-Great-Wall-Marathon-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/07/3.-Great-Wall-Marathon-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/07/3.-Great-Wall-Marathon-768x513.jpg 768w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /><br><br><p>La scelta tra le maratone del mondo è davvero vastissima, con gare che si tengono ogni settimana in ogni parte del mondo, e districarsi tra le infinite opzioni non è affatto semplice. Allora HomeToGo ha stilato un <a href="https://www.hometogo.it/media/top-maratone/" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">elenco delle 55 migliori maratone del mondo</a>. Dal lago ghiacciato di Baikal, passando per le capitali europee fino alle strade selvagge dell&#8217;Uganda, da qualche parte, c&#8217;è una gara (o più) per ciascun corridore.<br />
Si tratta di una lista da poter consultare per confrontare in modo semplice e veloce tantissimi diversi circuiti. I dati raccolti includono, tra gli altri, il costo di iscrizione, il livello di difficoltà, il miglior tempo e il numero di finisher. E per tutti coloro in cerca di una maggiore ispirazione vi sono 15 maratone e 5 categorie piuttosto particolari, da quelle polari a quelle per la famiglia.</p>
<h2>La guida alle maratone del mondo</h2>
<p>Secondo i dati dell&#8217;<a href="https://aims-worldrunning.org/aims.html" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">Association of International Marathons and Distance Races</a>, ogni anno sono in programma circa 400 corse a lunga distanza in tutto il mondo riconosciute a livello internazionale. Per tutti i corridori in cerca di una maratona dal livello intermedio, maratone come la Everest Marathon, la Great Wall Marathon, sulla Muraglia Cinese, e la Inca Trail Marathon, in Perù, per quanto esotiche ed estremamente affascinanti, potrebbero rappresentare <strong>una sfida non troppo realistica</strong>. Per non rinunciare al fascino di uno scenario particolare, accanto alle note maratone di Boston e New York, vi sono gare come la Australian Outback Marathon, la Safaricom Marathon, una maratona-safari davvero particolare, e la Vietnam Jungle Marathon, un’occasione unica per esplorare aree incontaminate del Vietnam, luoghi in cui il tempo sembra essersi fermato: <strong>risaie, villaggi e una giungla rigogliosa</strong> dove la vita scorre immutata da generazioni.</p>
<h3>Maratone per tutti</h3>
<p>Maratone come la Surf City Marathon &amp; Half Marathon, la Bam Brescia Art Marathon, la Kilimanjaro Marathon, in Tanzania, e la International Marathon of Marrakesh, solo per citarne alcune, sono gare per tutti. Perfette per i principianti sono maratone come la Buenos Aires Marathon, la Sundown Marathon, la maratona di Madrid, a ritmo di musica rock, e di Barcellona, e la più distante Tokyo Marathon. Insomma c’è una maratona davvero per tutti.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-85072" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/07/1.-Australian-Outback-Marathon.jpg" alt="La guida alle maratone del mondo" width="1500" height="1000" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/07/1.-Australian-Outback-Marathon.jpg 1500w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/07/1.-Australian-Outback-Marathon-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/07/1.-Australian-Outback-Marathon-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/07/1.-Australian-Outback-Marathon-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Parlando di costi le maratone di Atene, Londra, Firenze e Lisbona sono senza dubbio le più accessibili con un costo medio di iscrizione che non supera i 40€. Le gare dal costo più proibitivo sono quelle che prevedono un pacchetto all-inclusive di attività necessarie prima della gara, una tra tutte l’acclimatamento e il raggiungimento della base via cielo. La North Pole Marathon e la Antartic Ice Marathon sono due esempi perfetti: 15.000€ il budget da mettere in conto. Anche la Salomon K42 Adventure Marathon e la Great Wall Marathon non scherzano con un costo di iscrizione rispettivamente pari a 4,872€ e 1275,70€.</p>
<h3>5 categorie di maratone da scoprire</h3>
<p><strong>1. DI BENEFICIENZA: CORRERE PER FARE DEL BENE, MOLTO PIÙ DI UNA MARATONA</strong></p>
<p>Circondati da viste mozzafiato, l&#8217;Uganda International Marathon è un evento di beneficienza di 7 giorni. Ogni iscrizione supporta 15 corridori junior del luogo. La Marathon de Bordeaux prevede una charity run e emozioni garantite. L&#8217;Australian Outback Marathon si impegna in attività di responsabilità sociale facendo conoscere la &#8220;terra rossa&#8221; sotto una particolare prospettiva.</p>
<p><strong>2. NOTTURNE: TOP 3 MARATONE BY NIGHT, PER CORRERE DOPO IL CALAR DEL SOLE</strong></p>
<p>Alla Sundown Marathon Singapore partecipano corridori da tutti i continenti, il motto è anch&#8217;esso internazionale: &#8220;sleep can wait&#8221;. La Marathon de Bordeaux è ancora in testa! Scoprire questa città francese di notte durante una gara ha un fascino davvero particolare. Lo stesso vale anche per la Rio de Janeiro dei Paesi Baschi dove si svolge l&#8217;EDP Bilbao Night Maratón, che colorerà la notte del 20 ottobre.</p>
<p><strong>3. POLARI: DECISAMENTE SOTTO 0, SOLO PER VERI TEMERARI</strong></p>
<p>La North Pole Marathon si corre letteralmente sul Mar Glaciale Artico, ghiacciato. Non è affatto facile (solo in 378 l&#8217;hanno completata dal 2002) ma sicuramente bellissimo. L&#8217;Antarctic Ice Marathon è raggiungibile solo via aerea, il luogo è così inospitale che non vi sono nemmeno i pinguini. Infine il paesaggio privo di prospettiva del lago più grande e profondo del mondo attende chi tenterà la Baikal Ice Marathon.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-85073" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/07/2.-Antartic-Ice-Marathon.jpg" alt="La guida alle maratone del mondo" width="1500" height="998" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/07/2.-Antartic-Ice-Marathon.jpg 1500w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/07/2.-Antartic-Ice-Marathon-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/07/2.-Antartic-Ice-Marathon-1024x681.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/07/2.-Antartic-Ice-Marathon-768x511.jpg 768w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p><strong>4. DIVERTIMENTO PURO: IMPEGNO E SACRIFICIO MA ANCHE FESTA</strong></p>
<p>Senz&#8217;altro si diverte parecchio chi corre (vestito in maschera) la <a href="https://www.sportoutdoor24.it/news/eventi/maratona-del-medoc-tra-le-vigne-7-settembre-come-iscriversi/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">Marathon du Médoc</a>. Parole chiave: degustazione di vini, ostriche e formaggio, concerti e fuochi d&#8217;artificio. A ritmo di musica in Jamaica durante The Reggae Marathon ed il suo Pasta Party, noto a livello internazionale, e tanto relax sulla spiaggia. La EDP Rock&#8217;n&#8217;Roll Madrid Marathon &#8220;rocks&#8221; con le sue performance musicali dal vivo e oltre 20 palchi.</p>
<p><strong>5. A DIMENSIONE FAMIGLIA: UN TERNO 100% MADE IN ITALY</strong></p>
<p>Sono diverse le competizioni in tutto il mondo con gare e circuiti per i più piccoli, ma la Rimini Marathon, la Firenze Marathon e la Venicemarathon hanno pensato a tutta la famiglia. La SGR Family Run di Rimini è una 9km non competitiva con tanto di concorso a premi per le famiglie partecipanti. Firenze organizza la Ginky Family Run mentre a Venezia si corre la Family Run. Eventi sportivi made in Italy all&#8217;insegna di sport e famiglia.</p>
<p><strong>LEGGI ANCHE</strong>: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/news/le-15-maratone-piu-strane-del-mondo/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">Le 15 maratone più strane del mondo</a></p>
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		<title>Cos&#8217;è e come funziona la resilienza?</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/sport/cose-e-come-funziona-la-resilienza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Aug 2024 08:34:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[allenamento]]></category>
		<category><![CDATA[corsa]]></category>
		<category><![CDATA[maratona]]></category>
		<category><![CDATA[motivazione]]></category>
		<category><![CDATA[ultra trail]]></category>
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					<description><![CDATA[Per capire cos&#8217;è la resilienza e come funziona si può partire da due esempi su[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/08/Resilienza-FlickrCC-Akunamatata.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Cos&#039;è e come funziona la resilienza?" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/08/Resilienza-FlickrCC-Akunamatata.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/08/Resilienza-FlickrCC-Akunamatata-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/08/Resilienza-FlickrCC-Akunamatata-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Per capire cos&#8217;è la resilienza e come funziona si può partire da due esempi su tutti, i più noti: l&#8217;<a href="http://www.ultratrailmb.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Ultra Trail du Mont Blanc</a>, 168 km e 9600 metri di dislivello positivo da percorrere nel tempo limite di 46 ore e il <a href="http://www.tordesgeants.it" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Tor des Geants</a>, 330 km per 24mila metri di dislivello positivo da affrontare nel tempo limite di 150 ore. Entrambe <strong>sono tra le più dure ultra-trail al mondo</strong>, ed entrambe attirano ogni anno migliaia di richieste di iscrizione: se avete mai avuto la fortuna di parteciparvi, o anche solo di assistere all&#8217;arrivo al traguardo dei concorrenti, vi sarete anche chiesti<strong> da dove derivi la capacità fisica e mentale di affrontare simili distanze </strong>e<strong> </strong>dislivelli e le conseguenti difficoltà. Il tutto in semi autonomia.</p>
<h2>Cos&#8217;è e come funziona la resilienza?</h2>
<p>C&#8217;è una parola, un concetto, che può spiegare questa capacità &#8211; apparentemente sovrumana &#8211; di andare oltre quelli che sembrano limiti normali, umani, comuni: <strong>resilienza</strong>. Il termine indica la capacità, in circostanze avverse, di <strong>trovare le risorse fisiche e mentali per affrontare quelle difficoltà e superarle</strong> in modo efficace, contro ogni previsione.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/09/corsa.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-600666" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/09/corsa.jpg" alt="Corsa" width="1000" height="668" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/09/corsa.jpg 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/09/corsa-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/09/corsa-768x513.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>Tra i massimi esperti di resilienza c&#8217;è <a href="http://www.pietrotrabucchi.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Pietro Trabucchi</a>, psicologo e sportivo (ha lavorato con le squadre nazionali di sci di fondo, triathlon e ultramaratona, oltre ad aver scalato l’Everest, concluso due edizioni del Tor des Géants, tutte quelle della PTL e la Rock and Ice nell’artico Canadese). Noi abbiamo letto due dei suoi libri (<a href="https://www.amazon.it/campioni-resistenza-psicologica-convivere-felicemente/dp/8867005537/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&amp;keywords=Resisto+dunque+sono&amp;qid=1567057050&amp;s=books&amp;sr=1-1&amp;_encoding=UTF8&amp;tag=sportoutdoor2-21&amp;linkCode=ur2&amp;linkId=47ff8cfb4ebb3d13635ec254309ce8cb&amp;camp=3414&amp;creative=21718" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Resisto dunque sono. Chi sono i campioni della resistenza psicologica e come fanno a convivere felicemente con lo stress</a><img loading="lazy" style="border: none !important; margin: 0px !important;" src="//ir-it.amazon-adsystem.com/e/ir?t=sportoutdoor2-21&amp;l=ur2&amp;o=29" alt="" width="1" height="1" border="0" />, <a href="https://www.amazon.it/Perseverare-aumentare-motivazione-resilienza-organizzazioni/dp/8867006274/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&amp;keywords=Perseverare+%C3%A8+umano&amp;qid=1567057036&amp;s=books&amp;sr=1-1&amp;_encoding=UTF8&amp;tag=sportoutdoor2-21&amp;linkCode=ur2&amp;linkId=2bfe0bc2145046b361690fcf8e1705ff&amp;camp=3414&amp;creative=21718" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Perseverare è umano. Come aumentare la motivazione e la resilienza negli individui e nelle organizzazioni. La lezione dello sport</a><img loading="lazy" style="border: none !important; margin: 0px !important;" src="//ir-it.amazon-adsystem.com/e/ir?t=sportoutdoor2-21&amp;l=ur2&amp;o=29" alt="" width="1" height="1" border="0" />, ma c&#8217;è anche il più recente <a href="https://www.amazon.it/Tecniche-resistenza-interiore-sopravvivere-societ%C3%A0/dp/8804641037/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&amp;keywords=Tecniche+di+resistenza+interiore%3A+Come+sopravvivere+alla+crisi+della+nostra+societ%C3%A0&amp;qid=1567057017&amp;s=books&amp;sr=1-1&amp;_encoding=UTF8&amp;tag=sportoutdoor2-21&amp;linkCode=ur2&amp;linkId=6b7c58a7f1fa89d040693b6025805c05&amp;camp=3414&amp;creative=21718" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Tecniche di resistenza interiore. Come sopravvivere alla crisi della nostra società</a><img loading="lazy" style="border: none !important; margin: 0px !important;" src="//ir-it.amazon-adsystem.com/e/ir?t=sportoutdoor2-21&amp;l=ur2&amp;o=29" alt="" width="1" height="1" border="0" />) e abbiamo voluto estrapolare le <strong>6 regole per diventare davvero resiliente</strong>. Nello sport come nella vita.</p>
<h3>Motivati da solo</h3>
<p>Se vuoi raggiungere un obiettivo, non aspettare che siano altri (il tuo capo, il tuo allenatore, un tuo amico) a darti la spinta necessaria.</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche</strong>: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/4-trucchi-per-motivarsi/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">4 trucchi per motivarsi</a></p>
<h3>Non esistono trucchetti magici</h3>
<p>Non si diventa resilienti da un giorno all&#8217;altro, ma solo con impegno e disciplina quotidiani: la resilienza è una capacità cognitiva e riguarda il modo in cui ci raffrontiamo alla realtà.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/06/Idee-vacanza-in-bici-1d8995e7-300b-6772-5f7f-caf9e6710cea.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-610259" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/06/Idee-vacanza-in-bici-1d8995e7-300b-6772-5f7f-caf9e6710cea.jpg" alt="9 idee per una vacanza in bicicletta questa estate" width="1500" height="1000" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/06/Idee-vacanza-in-bici-1d8995e7-300b-6772-5f7f-caf9e6710cea.jpg 1500w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/06/Idee-vacanza-in-bici-1d8995e7-300b-6772-5f7f-caf9e6710cea-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/06/Idee-vacanza-in-bici-1d8995e7-300b-6772-5f7f-caf9e6710cea-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/06/Idee-vacanza-in-bici-1d8995e7-300b-6772-5f7f-caf9e6710cea-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<h3>Dimentica il talento</h3>
<p>Pensare che tutto dipenda da quel dono porta inevitabilmente a smette di lottare. Invece il successo è sempre e solo frutto dell&#8217;impegno.</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche</strong>: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/nuoto/gli-inaffondabili-ragazzi-che-si-allenano-alla-vita-nuotando-in-una-cava/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Gli inaffondabili, ragazzi che si allenano alla vita nuotando in una cava</a></p>
<h3>Dimentica i premi</h3>
<p>Pensare a una gratificazione può essere uno stimolo nell&#8217;immediato, ma è una spirale negativa a lungo termine. Solo la motivazione intrinseca permette di trasformare gli ostacoli in sfide e trarne forza.</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche</strong>: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/stiamo-facendo-odiare-lo-sport-ai-nostri-figli/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Stiamo facendo odiare lo sport ai nostri figli?</a></p>
<h3>La fatica è la chiave del successo</h3>
<p>E la fatica altro non è che l&#8217;accettazione delle condizioni di disagio, di difficoltà, di sofferenza.</p>
<h3>Alza l&#8217;asticella</h3>
<p>Per aumentare la tua resilienza devi aumentare le esperienze di successo: più ti poni nuove sfide e più le superi, e più ti senti bravo e motivato ad affrontarne altre.</p>
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		<title>MontagnaLibri 2024, per un 72. Trento Film Festival tutto da leggere</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/cultura/montagnalibri-2024-per-un-72-trento-film-festival-tutto-da-leggere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Apr 2024 15:39:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[trento film festival]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Trento Film Festival è come un libro, da scoprire e sfogliare. Ad aprire e[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1300" height="731" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/04/CONCORSO_Body-of-a-Line-Henna-Taylor-1.png" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="MontagnaLibri 2024, per un 72. Trento Film Festival tutto da leggere" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/04/CONCORSO_Body-of-a-Line-Henna-Taylor-1.png 1300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/04/CONCORSO_Body-of-a-Line-Henna-Taylor-1-300x169.png 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/04/CONCORSO_Body-of-a-Line-Henna-Taylor-1-1024x576.png 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/04/CONCORSO_Body-of-a-Line-Henna-Taylor-1-768x432.png 768w" sizes="(max-width: 1300px) 100vw, 1300px" /><br><br><p>Il Trento Film Festival è come un libro, da scoprire e sfogliare. Ad aprire e chiudere la 72a edizione della rassegna infatti, in un’ideale copertina, saranno quest’anno due presentazioni letterarie: quella di Krzysztof Wielicki, con “In solitaria. La mia salita” (Corbaccio), in programma subito dopo la cerimonia d’apertura del 26 aprile, e quella di Mauro Corona, “Le altalene” (Mondadori), a concludere i dieci giorni di Festival, il 5 maggio. Nel mezzo, piazza Duomo si prepara anche quest’anno ad ospitare la sede di MontagnaLibri, vetrina internazionale dell’editoria di montagna, oltre che immancabile appuntamento fisso per tutti gli appassionati della letteratura legata al tema delle terre alte, della loro esplorazione e delle loro diverse culture.</p>
<h2>MontagnaLibri: il Salotto letterario del 72. Trento Film Festival</h2>
<p>Anche in quest’edizione, come nella scorsa, MontagnaLibri ospiterà il Salotto Letterario, quotidiano “campo base” per presentazioni di libri e incontri con scrittrici e scrittori. Appuntamenti resi possibili anche grazie all’imprescindibile e confermata collaborazione con il<br />
Premio ITAS del Libro di Montagna, giunto quest’anno alla sua 50a edizione, e che, in occasione del Festival, presenterà i libri finalisti e ne premierà gli autori. Ma non sarà solo piazza Duomo a ospitare le Emozioni tra le pagine di questa edizione: gli incontri letterari troveranno casa anche alla Sala della Filarmonica, al MUSE – Museo delle Scienze, a Palazzo Roccabruna e al Chiostro degli Agostiniani, mettendo in rete location differenti del capoluogo.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-632623" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/04/CONCORSO_Piblokto-Anastasia-Shubina-e-Timofey-Glinin.jpg" alt="MontagnaLibri 2024, per un 72. Trento Film Festival tutto da leggere" width="1300" height="731" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/04/CONCORSO_Piblokto-Anastasia-Shubina-e-Timofey-Glinin.jpg 1300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/04/CONCORSO_Piblokto-Anastasia-Shubina-e-Timofey-Glinin-300x169.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/04/CONCORSO_Piblokto-Anastasia-Shubina-e-Timofey-Glinin-1024x576.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/04/CONCORSO_Piblokto-Anastasia-Shubina-e-Timofey-Glinin-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1300px) 100vw, 1300px" /></p>
<p>Fra gli appuntamenti più attesi, la presentazione del libro “Ero roccia ora sono montagna” di Nasim Eshqi e Francesca Borghetti (Garzanti): al centro della narrazione, il percorso personale di Nasim, dettato da un’intima quanto pubblica lotta contro l’oppressione del suo governo, combattuta a suon di imprese alpinistiche sulle montagne di Iran, Armenia, Georgia, India ed Europa. Di imprese e arrampicate parlerà anche Pietro Dal Pra, vincitore con il suo “Adam. The climber” (Versante Sud) della sezione “Alpinismo e sport di montagna” al Premio ITAS 2024. Un<br />
libro a quattro mani che racconta il più grande arrampicatore di tutti i tempi, Adam Ondra, fra salite memorabili e riflessioni più private.</p>
<h3>“Vita e storie di montagna”</h3>
<p>“Anni d’oro” di Arno Camenisch (Keller), vincitore invece della sezione “Vita e storie di montagna”, intende raccontare con grande ironia e una buona dose di nostalgia un mondo luminoso che rischia di scomparire per sempre, nella cornice di un piccolo angolo di montagna che diventa specchio dei nostri tempi. Spazio poi al territorio trentino, con “Mercanti di luce” di Elda Fietta (Publistampa), un libro che guida il lettore sulle tracce degli ottici e dei fotografi tesini fra Ottocento e Novecento, premiato quest’anno con la “Menzione speciale Trentino”.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-632627" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/04/PROIEZIONI-SPECIALI_L_eta-sperimentale-Marco-Zingaretti.jpg" alt="MontagnaLibri 2024, per un 72. Trento Film Festival tutto da leggere" width="1300" height="731" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/04/PROIEZIONI-SPECIALI_L_eta-sperimentale-Marco-Zingaretti.jpg 1300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/04/PROIEZIONI-SPECIALI_L_eta-sperimentale-Marco-Zingaretti-300x169.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/04/PROIEZIONI-SPECIALI_L_eta-sperimentale-Marco-Zingaretti-1024x576.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/04/PROIEZIONI-SPECIALI_L_eta-sperimentale-Marco-Zingaretti-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1300px) 100vw, 1300px" /></p>
<p>Prosegue anche la partnership con Montura, siglata attraverso due appuntamenti: il primo con Erri De Luca, che presenterà al pubblico “Discorso per un amico” (Feltrinelli), opera in cui dà voce all’intimo rapporto che lo legava all’alpinista Diego Zanesco, morto l’estate scorsa sulla Tofana di Rozes,, e il secondo con Alessandro De Bertolini e il suo “Come una formica magrolina attraverso l’aria” (Montura Editing), il racconto dei 7500 chilometri in bicicletta percorsi dall’autore attraverso la Mongolia, il deserto del Gobi, la Cina, il Tibet, l’Himalaya e il Nepal.</p>
<h3>La collaborazione con il CAI</h3>
<p>Altre due presentazioni confermano invece l’ormai tradizionale collaborazione con il Cai – Club alpino italiano. “La vita negli occhi” (Edizioni CAI) di Jacopo Merizzi, “sassista” e strenuo difensore della Val di Mello, che racconta nel suo libro le proprie inebrianti vventure in giro per il mondo, ma anche la sua professione di guida e la grandissima passione che lo lega all’archeologia. E ancora “Controstoria dell’alpinismo” di Andrea Zannini (Laterza e CAI): un saggio che, smantellando il luogo comune della scoperta delle Alpi come riflesso di un’epopea razionalista, documenta invece le radici più profonde dell’alpinismo, cristallizzate nella cultura e nella società alpina e “valligiana”, tutt’altro che rozza e sprovveduta come per secoli la si è dipinta.</p>
<h3>Di Alpi e irlandesi</h3>
<p>Di Alpi ci parlerà anche “Alpecedario. Memorie fotografiche di una comunità di montagna” a cura di Claudia Marini (Postcart Edizioni) e “John Ball, esploratore delle Alpi” di Fabrizio Torchio, (MonteRosa edizioni). Se il primo è una selezione di fotografie raccolte dall’Archivio Fotografico di Comunità di Peio, una piccola valle nelle Alpi trentine, il secondo è la prima vera biografia dedicata all’alpinista ed esploratore irlandese, celebre per essere stato il primo salitore ufficiale del Pelmo, dando così il via alla “golden age” dell’alpinismo in Dolomiti. E proprio a proposito d’Irlanda ed irlandesi, per la sezione Destinazione…, la scrittrice gaelica Audrey Magee sarà ospite a Trento per presentare il suo ultimo lavoro, “La colonia” (Bollati Boringhieri): un romanzo ambientato nel 1979, anno dell’escalation dei Troubles, quando in una piccola ed incontaminata isola dell’Irlanda del Nord l’arrivo di due “stranieri” cambierà per sempre la vita degli abitanti.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-632631" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/04/ALPISM_Descendance-Michael-Haunschmidt.jpg" alt="MontagnaLibri 2024, per un 72. Trento Film Festival tutto da leggere" width="1300" height="650" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/04/ALPISM_Descendance-Michael-Haunschmidt.jpg 1300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/04/ALPISM_Descendance-Michael-Haunschmidt-300x150.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/04/ALPISM_Descendance-Michael-Haunschmidt-1024x512.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/04/ALPISM_Descendance-Michael-Haunschmidt-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 1300px) 100vw, 1300px" /></p>
<p>Per restare sempre nel filone del romanzo, con “Il sentiero selvatico” (Feltrinelli) l’acclamato autore Matteo Righetto tornerà fra le Dolomiti insieme al personaggio più amato del suo precedente lavoro, “La stanza delle mele”: Tina Thaler, anziana cacciatrice.<br />
Se “Antropocine. Lo schermo verde” di Marino Midena (Altreconomia), presentato in collaborazione con Trentino Film Commission, è una riflessione che si inserisce nel neonato filone critico dell’ecocinema per individuare tendenze, linguaggi e questioni capaci di connettere<br />
mondo del cinema e ambiente, “I custodi della montagna” di Vittorino Mason (Ediciclo) si configura come un tuffo nella tradizione di tutte quelle persone schive e di poche parole che sanno mantenere memoria di luoghi, mestieri e culture: gli ultimi custodi della montagna, per<br />
l’appunto. Una montagna che cresce e che si trasforma, spesso vittima dei cambiamenti climatici: a ricordarcelo “L’adieu des glaciers. Il monte Bianco, ricerca fotografica e scientifica” di Michele Freppaz e Enrico Peyrot (Forte di Bard), in una vera e propria narrazione fotografica tra passato e presente, per scoprire vita e trasformazioni del massiccio glaciale del Monte Bianco.</p>
<p>“Nelle tracce del lupo” di Davide Sapienza e Lorenzo Pavolini (Ediciclo) ci aiuterà poi a riflettere sulle emozioni che suscita in noi il ritorno del lupo fra le montagne, indagando parallelamente l’elemento selvatico insito nell’uomo per cercare di capire se è ancora possibile<br />
ritrovare una connessione profonda con la natura.</p>
<p>Infine, i già citati appuntamenti di apertura e chiusura, entrambi caratterizzati da una forte connotazione intimista, personale e riflessiva. Il conquistatore della prima invernale dell’Everest Krzysztof Wielicki racconta infatti attraverso il suo ultimo libro, “In solitaria. La mia salita” (Corbaccio), che cosa significhi vivere un’impresa estrema, mai riuscita ad altri. Allo stesso modo Mauro Corona, con “Le altalene” (Mondadori), narra al pubblico il proprio percorso esistenziale, tra dolori e speranze di rinascita, ricordi tragici e difficili presenti, seguendo la memoria di una povertà aspra e dura ma incredibilmente vitale, contraltare del benessere vuoto e triste che vive il mondo di oggi.</p>
<h3>l’appuntamento con la Mostra Mercato internazionale delle librerie antiquarie di montagna</h3>
<p>Nel secondo weekend del Festival (4 – 5 maggio) torna anche l’appuntamento con la Mostra Mercato internazionale delle librerie antiquarie di montagna. Librai antiquari specializzati porteranno a Trento il meglio della loro selezione: antichi e preziosi libri di montagna, cartoline,<br />
fotografie, stampe ed incisioni, legati non soltanto agli storici temi di montagna e alpinismo, ma anche alla storia locale, ai viaggi, all’etnografia, alla natura e all’ambiente. Gli appassionati avranno così l’opportunità di sfogliare, consultare ed acquistare direttamente dai più noti antiquari europei rarità e pezzi da collezione. Anche quest’anno l’appuntamento con gli appassionati di antiquariato sarà ospitato, ad ingresso libero, nel suggestivo chiostro dell’ex convento degli Agostiniani, nel cuore del centro storico di Trento, nel quale per l’occasione si trasferirà anche il Salotto Letterario.</p>
<p><strong>LEGGI ANCHE: </strong></p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/cultura/72-trento-film-festival-dal-26-aprile-al-5-maggio-un-caleidoscopio-sulle-montagne-del-mondo/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">72. Trento Film Festival: dal 16 aprile al 5 maggio un caleidoscopio sulle montagne del mondo</a></p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/cultura/trento-film-festival-2024-120-film-racconti-e-sguardi-inediti-alla-ricerca-di-un-nuovo-equilibrio/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">TFF 2024: I 120 film in concorso</a></p>
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		<title>La ebike per andare sull’Everest con una singola carica</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/e-bike/la-ebike-per-andare-sulleverest-con-una-singola-carica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Sport]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Sep 2023 07:00:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[E-Bike]]></category>
		<category><![CDATA[bici elettrica]]></category>
		<category><![CDATA[escursioni]]></category>
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					<description><![CDATA[C’è una ebike che promette di avere tutte le caratteristiche per andare sull’Everest con una[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/08/ebike-everest.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="ebike-everest" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/08/ebike-everest.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/08/ebike-everest-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/08/ebike-everest-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>C’è una ebike che promette di avere tutte le caratteristiche per andare sull’Everest con una singola carica di batteria. È la<strong> R22 Everest</strong> (appunto) dell’americana Optibike, una full suspended con una batteria infinita e caratteristiche estreme.</p>
<h2>La ebike per andare sull’Everest con una singola caricaa</h2>
<p>Optibike è una della più antiche case di ebike degli Usa, esperta nella realizzazione di bici ad alte prestazioni. E la promessa della lunga durata dalla carica per andare sull’Everest <strong>è un po’ azzardata,</strong> ma ha lo scopo di raccontare l’unicità della <strong>batteria</strong> <strong>agli ioni di litio da 3.260 Wh</strong>, posizionata sul telaio in fibra di carbonio della R22 Everest. Si tratta di due pacchi batterie, rimovibili. Per intenderci, si tratta di una capacità 6 volte maggiore di una normale ebike. E che, secondo l’azienda, può percorrere 7315 metri (24 mila piedi) in verticale con una sola carica. <strong>Quasi</strong> come l’Everest.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Leggi anche</strong></p>
<ul>
<li><a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/e-bike/la-mia-prima-ebike-come-sceglierla/" data-wpel-link="internal"><strong>La mia prima ebike: come sceglierla? 8 regole da seguire</strong></a></li>
<li><a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/e-bike/mtb-o-elettrica-il-confronto/" data-wpel-link="internal"><strong>MTB o elettrica? Il confronto</strong></a></li>
</ul>
<h3>R22 Everest di Optibike, caratteristiche</h3>
<p>Frutto di un’esperienza di 25 nella progettazione di bici elettriche, la R22 Everest ha un design molto <strong>spartano e aggressivo,</strong> pensato per i terreni più impervi dove non tutte le ebike possono arrivare.<br />
La casa spiega che i 7315 metri di dislivello corrispondono a <strong>510 km di range a una velocità di 25 km/h</strong> in pedalata assistita.<br />
Ma c’è anche un acceleratore per i momenti di stanca del rider.<img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-85709" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/08/r22-everest-optibike.jpeg" alt="r22-everest-optibike" width="670" height="503" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/08/r22-everest-optibike.jpeg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/08/r22-everest-optibike-300x225.jpeg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br />
Il motore è realizzato in casa, un<strong> PowerStorm da 1.700 Watt con 190Nm di coppia.</strong><br />
Completano la dotazione un cambio a 14 velocità Rohloff Speed 500, che <strong>raggiunge i 58 km/h (</strong>è una bici non omologabile per la strada).<br />
Forcella da 200 mm e ammortizzatore posteriore.<br />
La <a href="https://optibike.com/r22-everest/" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">R22 Everest di Optibike</a> non è una bici normale nemmeno nel prezzo: <strong>costa 18.900 dollari.</strong></p>
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		<title>71° Trento Film Festival: la montagna torna protagonista &#8211; Le foto</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/cultura/71-trento-film-festival-la-montagna-torna-protagonista-le-foto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Apr 2023 12:16:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[trento film festival]]></category>
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					<description><![CDATA[Dopo l’edizione del Settantesimo anniversario, conclusasi da pochissimo con la chiusura della mostra Scalare il[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<media:group><media:title>71° Trento Film Festival: la montagna torna protagonista - Le foto</media:title>	<media:content url="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/04/Barefoot-Charles.png" type="image/jpeg" medium="image">
							  	<media:title>Barefoot Charles</media:title>
							  	<media:text>Barefoot Charles</media:text>
							  	<media:description>Barefoot Charles</media:description>          
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							  	<media:title>Dreaming of a Better Place</media:title>
							  	<media:text>Dreaming of a Better Place</media:text>
							  	<media:description>Dreaming of a Better Place</media:description>          
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							  	<media:title>Egoland</media:title>
							  	<media:text>Egoland</media:text>
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							  	<media:title>House of The Gods</media:title>
							  	<media:text>House of The Gods</media:text>
							  	<media:description>House of The Gods</media:description>          
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							  	<media:title>Il ragno della Patagonia</media:title>
							  	<media:text>Il ragno della Patagonia</media:text>
							  	<media:description>Il ragno della Patagonia</media:description>          
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							  	<media:title>Renaissance</media:title>
							  	<media:text>Renaissance</media:text>
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							  	<media:text>_Sur les chemins noir (Film di apertura 71 TFF)</media:text>
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							  	<media:title>Nouria Newman</media:title>
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							  	<media:title>Mad Heidi (Anteprime)</media:title>
							  	<media:text>Mad Heidi (Anteprime)</media:text>
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							  	<media:text>Magic Mountains (Anteprime 71 TFF)</media:text>
							  	<media:description>Magic Mountains (Anteprime 71 TFF)</media:description>          
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							  	<media:text>Rispet (Anteprime_Film di chiusura 71 TFF)</media:text>
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							  	<media:text>Everest - Spedizione italiana al tetto del mondo</media:text>
							  	<media:description>Everest - Spedizione italiana al tetto del mondo</media:description>          
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							  	<media:text>Karma Clima (Proiezioni Speciali 71TFF)</media:text>
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							  	<media:title>The Fire Within_ A Requiem for Katia and Maurice Krafft (Concorso 71 TFF)</media:title>
							  	<media:text>The Fire Within_ A Requiem for Katia and Maurice Krafft (Concorso 71 TFF)</media:text>
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									<img align="left" hspace="15" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/04/The-Fire-Within_-A-Requiem-for-Katia-and-Maurice-Krafft-Concorso-71-TFF-100x75.jpeg" alt="the-fire-within-a-requiem-for-katia-and-maurice-krafft-concorso-71-tff" />
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								</a>
								
																
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									<img align="left" hspace="15" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/04/Lupo-uno-Proieizoni-Speciali-71-TFF-100x75.jpg" alt="lupo-uno-proieizoni-speciali-71-tff" />
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									<img align="left" hspace="15" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/04/Karma-Clima-Proiezioni-Speciali-71TFF-100x75.jpg" alt="karma-clima-proiezioni-speciali-71tff" />
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								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/04/Everest-Spedizione-italiana-al-tetto-del-mondo.jpg" title="Everest - Spedizione italiana al tetto del mondo" data-wpel-link="internal">
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<p>Dopo l’edizione del Settantesimo anniversario, conclusasi da pochissimo con la chiusura della mostra Scalare il Tempo, il 71° Trento Film Festival non si è fermato e ha continuato il suo cammino tra le Terre alte del Pianeta, alla ricerca di storie, culture e tradizioni da raccontare al suo pubblico attraverso i linguaggi del cinema, della letteratura e dell’arte.</p>
<h2>71° Trento Film Festival: più lento, più profondo, più dolce</h2>
<p><strong>Dal 28 aprile al 7 maggio</strong> Trento quindi si conferma – come ormai annualmente avviene dal 1952 ad oggi – la capitale internazionale del cinema e delle culture di montagna, con <strong>oltre 130 film e più di 150 appuntamenti per grandi e bambini</strong>, con ospiti italiani e internazionali come gli alpinisti Hervé Barmasse, Tamara Lunger, Alex Txikon, Sílvia Vidal, David Göttler, Thomas Huber, la scrittrice e climber Anna Fleming, l’esploratore Alex Bellini, gli scrittori Mauro Corona, Francesca Melandri, Enrico Camanni, Tiziano Fratus e Davide Longo, l’attrice Violante Placido, il fotografo Jim Herrington, il giornalista e sceneggiatore Andrea Purgatori, e tanti altri. La seguitissima sezione Destinazione… torna nel 2023 a esplorare paesaggi e culture del continente africano, rivolgendo lo sguardo all’Etiopia, per invitare lo spettatore a confrontarsi con immagini, storie, paesaggi e tradizioni di un Paese unico e affascinante, e affrontando fenomeni geopolitici epocali, troppe volte ignorati o sottovalutati. Non mancheranno le proposte del T4Future, la sezione del Festival dedicata alle nuove generazioni: un ricco programma di proiezioni, laboratori e attività pensato per favorire l’educazione all’immagine e promuovere tematiche legate allo sviluppo sostenibile, alla tutela dell’ambiente e all’educazione alla cittadinanza attiva.</p>
<h3>Montagna che vive, montagna da vivere: negli oltre 130 film del 71. Trento Film Festival, storie e protagonisti di un futuro possibile per le terre alte</h3>
<p>Oltre 130 film selezionati, di cui 27 in concorso: dopo l’apertura con l’anteprima internazionale di A passo d&#8217;uomo (Sur les chemins noirs) , di Denis Imbert, con il premio Oscar Jean Dujardin in cammino attraverso la Francia, spazio alle <strong>proposte delle 9 sezioni del programma</strong>, dalle quali emerge il racconto di una montagna da re-immaginare come luogo di coabitazione, rispettosa e cooperativa, tra uomo e natura. Dopo edizioni in cui prevaleva l’allarmismo, un anno in cui le terre alte si configurano come scenari possibili di convivenza, lavoro e cura: il Trento Film Festival continua così a indicare un futuro possibile per la montagna.</p>
<p>Nel <strong>Concorso internazionale che assegna le Genziane d’Oro e d’Argento</strong> spiccano l’ultima produzione National Geographic Wild Life sull’incredibile storia d’amore e di impegno per la natura di Kristine e Doug Tompkins, firmata dai premi Oscar per Free Solo Elizabeth Chai Vasarhelyi e Jimmy Chin; l’affascinante Songs of Earth (La canzone della terra), prodotto da Wim Wenders e Liv Ullmann, omaggio in immagini e musica della pluripremiata regista norvegese Margreth Olin al maestoso paesaggio nordico dov’è nata e cresciuta, e ai propri genitori; Stams di Bernhard Braunstein, che apre le porte del più celebre liceo sportivo d’Europa, dove studiano e si allenano i giovanissimi campioni di sci del futuro; e il ritorno in concorso a Trento per Werner Herzog con l’ultimo lavoro The Fire Within: A Requiem for Katia and Maurice Krafft, sulla celebre coppia di vulcanologi francesi già al centro del film Premio del pubblico a Trento nel 2022, e recentemente candidato all’Oscar, Fire of Love.</p>
<p>Nella sezione Anteprime, dedicata ai lungometraggi di fiction, particolarmente attesi il sorprendente e visionario La montagne diretto e interpretato dal regista e alpinista Thomas Salvador, presentato all’ultima Quinzaine di Cannes, interamente filmato tra Chamonix e il Monte Bianco; e Let the River Flow del norvegese Ole Giæver, appassionante celebrazione delle prime battaglie contro la discriminazione e per la difesa dell’ambiente delle popolazioni Sami della Scandinavia.</p>
<p>Immancabili i film naturalistici, con la proiezione per grandi e piccoli dello spettacolare documentario francese Le Chêne, sulla vita sopra e intorno a una maestosa quercia attraverso le stagioni, e i film sul rapporto tra comunità e animali sulle Alpi, come L’ors e Lupo uno.</p>
<p>Tornano le <strong>riscoperte d’archivio, con la prima assoluta del restauro realizzato dalla Cineteca di Bologna di Everest – La spedizione italiana al tetto del mondo di Guido Guerrasio</strong>, sulla prima salita italiana nel 1973 al tetto del mondo, capitanata da Guido Monzino, e il programma Montagne di famiglia in occasione dei 100 anni del cinema amatoriale, con film a passo ridotto di montagna e alpinistici dalle collezioni dell’associazione bolognese Home Movies &#8211; Archivio Nazionale del Film di Famiglia.<br />
Film di chiusura sabato 6 maggio Rispet, anteprima del coraggioso lungometraggio d’esordio della regista trentina Cecilia Bozza Wolf, interamente girato in Valle di Cembra (Trentino) con attori non professionisti.</p>
<h3>Concorso internazionale</h3>
<p>Sono 27 le opere in concorso al Trento Film Festival: <strong>14 lungometraggi e 13 corti</strong>. Ben 18 sono dirette o co-dirette da registe donne, due terzi della selezione competitiva, un record per il Festival, e in assoluto un dato con pochi paragoni tra le manifestazioni cinematografiche internazionali.</p>
<p>In diverse pellicole le donne sono protagoniste sia dietro che davanti alla macchina da presa, come nella nuova spettacolare produzione National Geographic in anteprima italiana Wild Life, firmata dai premi Oscar per Free Solo Elizabeth Chai Vasarhelyi e Jimmy Chin, un appassionante ritratto dell’imprenditrice e ambientalista Kristine Tompkins, vedova dell’alpinista ed ex fondatore di The North Face Doug Tompkins, e amica di una vita del patron di Patagonia Yvon Chouinard, che prima insieme al marito, e poi da sola, ha portato avanti il visionario progetto di proteggere sterminati territori incontaminati nel sud del Cile, per sottrarli allo sfruttamento delle risorse e farne dei parchi nazionali.</p>
<p>Sguardi e storie di donne accomunano anche Bitterbrush di Emelie Mahdavian, che segue la vita e il lavoro di due tenaci cowgirls durante la loro ultima stagione a cavallo, con immense mandrie di bestiame tra gli splendidi paesaggi montani dell’Idaho; e Polaris di Ainara Vera, su una skipper specializzata nella rischiosa navigazione artica, che ha scelto i ghiacci dell’estremo nord per fuggire a una traumatica infanzia in Francia.</p>
<p>Lo stesso vale per le due grandi storie di alpinismo che racconterà il concorso: in Pasang: in the Shadow of Everest Nancy Svendsen ricostruisce l’appassionante e tragico percorso che portò Pasang Lhamu Sherpa a diventare la prima donna nepalese a scalare l&#8217;Everest nel 1993; in An Accidental Life Henna Taylor celebra il coraggio della nota scalatrice Quinn Brett, vittima di una terribile caduta nello Yosemite, che la costringe a mettere in discussione la sua identità e il suo mondo.</p>
<p>Altre registe per altri grandiosi scenari montani: Mirka Duijn e Nina Spiering in Shangri-La, Paradise Under Construction indagano la leggenda dell’inaccessibile località himalayana del celebre romanzo Orizzonte perduto del 1933, e dell’omonimo film di Frank Capra del 1937, e vanno alla scoperta della località cinese che sostiene di esserne l’ispirazione; la norvegese Margreth Olin con il commovente Songs of Earth (La canzone della terra) (prossimamente nelle sale italiane grazie a Wanted Cinema) invita gli spettatori a immergersi, accompagnati da una memorabile colonna sonora, nella storia d’amore tra i suoi genitori e nel fragile splendore del paesaggio nordico; mentre si torna sulle Alpi con l’anteprima mondiale di Montanario, unico lungometraggio italiano in concorso, in cui Eleonora Mastropietro analizza il legame tra tecnologia, turismo e alpinismo osservando l’attività della popolare funivia sul versante italiano del Monte Bianco, prima della chiusura del 2020.</p>
<p>L’interesse sociale ed etnografico muove anche Veranada di Dominique Chaumont, ispirato sguardo sul lavoro e sullo stile di vita dei pastori delle Ande argentine, alle prese con cambiamento climatico e siccità; The Visitors di Veronika Lišková, sulla nuova vita di una giovane antropologa trasferita con marito e tre figli alle isole Svalbard, in Norvegia, per studiare gli abitanti delle regioni polari; e Plai. A Mountain Path, in cui Eva Dzhyshyashvili documenta con dolcezza e sensibilità le giornate di una coppia di anziani e dei loro nipoti in un remoto villaggio tra i Carpazi ucraini, con l’eco della guerra in lontananza. Plai è parte di una serie di film in programma dall’Ucraina, con cui il festival vuol dar voce al popolo e ai registi ucraini, a oltre un anno dall’inizio della catastrofica e criminale invasione russa.</p>
<p>Restano 3 lungometraggi, su 14 in concorso, diretti da registi: Fragments from Heaven di Adnane Baraka riporta al festival gli impressionanti paesaggi degli altopiani desertici del Marocco, in un racconto visionario sul legame tra il nostro pianeta e il cosmo; Stams di Bernhard Braunstein, direttamente dall’ultima Berlinale, ci conduce a Innsbruck dietro le porte del più celebre liceo sportivo d’Europa, e sulle piste e trampolini da sci dove, tra sogni, aspettative e frustrazioni, si allenano i giovanissimi campioni del futuro (tra cui la saltatrice trentina Martina Ambrosi); per chiudere con un nome che è parte della storia del Trento Film Festival, tante volte in programma e premiato proprio a Trento nel 2020 con il Grand Prix dell’International Alliance for Mountain Films: Werner Herzog, che nel suo ultimo imperdibile The Fire Within: A Requiem for Katia and Maurice Krafft (che verrà distribuito in Italia da I Wonder) celebra da un nuovo punto di vista, lavorando su spettacolari materiali d’archivio, la memoria dei famosi coniugi vulcanologi francesi.<br />
13 cortometraggi completano la selezione del concorso, tra cui il recente candidato all’Oscar come miglior corto d’animazione, Ice Merchants del portoghese João Gonzalez, e due titoli italiani: in anteprima assoluta Neve di Alessia Buiatti, che mette in scena il viaggio di madre e figlia attraverso le Dolomiti bellunesi, per un rituale familiare; e Una giornata nell’Archivio Piero Bottoni di Massimo D&#8217;Anolfi e Martina Parenti, di nuovo in concorso a Trento dopo Materia oscura nel 2013, con un lavoro su una montagna sui generis, il Monte Stella di Milano, costruito artificialmente con le macerie della città bombardata durante la II Guerra Mondiale.</p>
<h3>Anteprime</h3>
<p>Ad aprire la programmazione serale della 71. edizione, sabato 29 aprile al Supercinema Vittoria, sarà l’<strong>anteprima internazionale di A passo d&#8217;uomo (Sur les chemins noirs), dall’omonimo libro autobiografico dello scrittore francese Sylvain Tesson</strong>, già protagonista di La Panthère des Neiges, Genziana d’Argento a Trento nel 2022. Nel film di Denis Imbert il personaggio principale è interpretato dal premio Oscar per The Artist Jean Dujardin, nei panni di Pierre, celebre esploratore e scrittore sempre in viaggio in cerca di avventure, che una sera, ubriaco, è vittima di un incidente. Quando si risveglia dal coma, malgrado riesca malapena a stare in piedi, decide di ripartire questa volta per attraversare la Francia a piedi, lungo sentieri dimenticati, per ritrovare sé stesso e le sue radici. A passo d’uomo sarà distribuito in Italia da Wanted Cinema.<br />
Sabato 6 maggio, a chiudere la programmazione regolare del Festival, prima della tradizionale domenica dedicata alle repliche dei film premiati, il cinema Vittoria ospiterà l’anteprima di Rispet, lungometraggio d’esordio della regista trentina Cecilia Bozza Wolf, già premiata al festival nel 2017 per il documentario Vergot. Interamente girato con attori non professionisti nella Valle di Cembra, Rispet è ambientato in un borgo di montagna immerso nei vigneti, dove gli abitanti giurano di essere una grande famiglia, ma serpeggia una profonda incapacità di esprimere emozioni e desideri, che sfocerà nell’intolleranza per il diverso. Sostenuto da entrambe le film commission regionali, IDM Film Commission Südtirol e Trentino Film Commission, la premiere di Rispet sarà presentata in collaborazione tra Trento Film Festival e Bolzano Film Festival sotto la nuova etichetta condivisa “Tandem”.</p>
<p>Tra apertura e chiusura, l’appuntamento con le proposte di Anteprime sarà quotidiano, con altri sei titoli internazionali in programma.</p>
<p>Dalla Quinzaine del Festival di Cannes 2022 arriva La montagne, opera seconda del regista francese Thomas Salvador, interamente filmata tra Chamonix e il Monte Bianco, dove il protagonista, interpretato dallo stesso regista, si rifugerà in pieno inverno per sfuggire al mondo, cercando una sorprendente comunione con la natura e la montagna, che sfocerà nel fantastico.</p>
<p>Il norvegese Ole Giæver, già a Trento con Out of Nature, firma con Let the River Flow, in anteprima italiana dopo il debutto al festival di Göteborg, un’appassionante ricostruzione delle lotte negli anni ‘70 della popolazione Sami per i propri diritti e contro la ricollocazione forzata causata dalla costruzione di una grande diga sul fiume Alta, in delle prime grandi battaglie del movimento ecologista mondiale.</p>
<p>Dai <strong>temi ambientali, oggi centrali nella proposta culturale del festival</strong>, a quello tradizionale dell’alpinismo: Heights and Depths di Sandor Csoma, lungometraggio ungherese in anteprima internazionale, è ispirato alla storia vera del grande alpinista Zsolt Erőss, disperso nel 2013 sul Kangchenjunga, che era riuscito a salire malgrado la protesi alla gamba destra, persa tre anni prima in un incidente di montagna. L’intera vicenda è narrata dal punto di vista della moglie Hilda Sterczer, anche lei alpinista, costretta a seguire impotente il destino del marito a migliaia di chilometri di distanza. Montagna e alpinismo, questa volta in versione thriller, anche in Magic Mountains di Urszula Antoniak: nella proiezione omaggio alla regista olandese-polacca, membro della giuria internazionale, scopriremo la storia di Hannah e del suo ex-compagno Lex, scrittore di romanzi di successo, che la invita a fare insieme un’ultima simbolica scalata insieme, per chiudere definitivamente la loro relazione.</p>
<p>Le ultime due proposte di “Anteprime” ampliano ulteriormente la prospettiva della sezione e lo spettro dell’intera programmazione del festival.</p>
<p>L’acclamato Manodopera di Alain Ughetto, premiato come Miglior film d’animazione agli EFA European Film Award 2022, è uno straordinario film animato per adulti interamente realizzato con scenari in miniatura e pupazzi, che attraverso la vicenda della famiglia del regista ripercorre l’epopea e il dramma dell’emigrazione italiana attraverso le Alpi, in cerca di lavoro e fortuna in Francia. Presentato tra gli altri ai festival di Annecy, Locarno e Rotterdam, Manodopera verrà distribuito nelle sale italiane da Lucky Red.</p>
<p>Infine, <strong>la tradizionale proiezione “di mezzanotte” riservata ai film di genere e di culto</strong>, ospiterà Mad Heidi di Johannes Hartmann e Sandro Klopfstein, versione apocrifa e splatter del mito elvetico per eccellenza, dove al posto dell’idillio alpino del romanzo e del cartone animato a cui siamo abituati, c’è una Svizzera distopica, caduta sotto il dominio autoritario di un malvagio tiranno del formaggio, contro cui Heidi guiderà una sanguinaria rivolta.</p>
<h3>Proiezioni speciali</h3>
<p>Dopo la prima mondiale del restauro di Italia K2 lo scorso anno, e l’omaggio a Mario Fantin con i suoi film restaurati, il Trento Film Festival prosegue la collaborazione con la Cineteca di Bologna e il FAI &#8211; Fondo per l’Ambiente Italiano, presentando per la prima volta la versione restaurata di un altro classico del cinema di montagna italiano, su un’altra spedizione celebre del nostro alpinismo: Everest: La spedizione italiana al tetto del mondo di Guido Guerrasio documenta la missione capitanata da Guido Monzino, con il contributo dell’esercito, che nel 1973 portò per la prima volta il tricolore in vetta alla montagna più alta della terra.</p>
<p>Due i lavori che trattano direttamente <strong>lo spinoso e attuale tema della convivenza tra uomo e grandi mammiferi sulle Alpi</strong>: in L&#8217;ors Alessandro Legnazzi rimette in scena tra realtà e finzione, con gli stessi abitanti nel ruolo di attori, la paradossale vicenda dell’orso M13 e della comunità di Valposchiavo nella Svizzera Italiana; mentre Ivan Mazzon e Bruno Boz con Lupo uno offrono un esaustivo resoconto del lavoro dei ricercatori incaricati di monitorare e gestire una famiglia di lupi sulle prealpi venete, con tecniche mai utilizzate nel contesto alpino.</p>
<p>Dalla presenza faunistica a quella umana, con altre due anteprime assolute: in Custodi Marco Rossitti ha raccolto una serie di ritratti, frutto di anni di lavoro, di luoghi remoti e dei loro abitanti, che se ne prendono cura perché parte essenziale della propria identità; altro rapporto con il territorio del nostro Paese in La lunga bellezza di Luca Bergamaschi, <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/sentiero-italia-la-guida-completa-al-trekking-piu-lungo-del-mondo-ora-gratuita-e-in-digitale/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">sulle tracce di tre camminatori lungo i 7000 Km del Sentiero Italia</a>, che si sviluppa da Santa Teresa di Gallura fino a Trieste.</p>
<p>Non manca l’attenzione per le questioni climatiche e ambientali: Michele Piazza presenta per la prima volta Karma Clima, documentazione del progetto tra musica e attivismo che ha portato alla realizzazione dell’ultimo album della band Marlene Kuntz, attraverso una serie di residenze ed eventi sulle Alpi piemontesi (con una tappa e performance anche a Trento in occasione dello scorso festival); mentre con The North Drift del tedesco Steffen Krones, presentato in collaborazione con il MUSE – Museo delle scienze di Trento, viaggeremo da Dresda al Circolo Polare Artico, seguendo e studiando le correnti che portano verso il nord del pianeta i rifiuti plastici che abbandoniamo nei mari e nei fiumi d’Europa.</p>
<p>Tre proiezioni saranno l’occasione di accogliere graditi ospiti del festival: l’illustratore Lorenzo Mattotti, autore dell’immagine del manifesto del 71. Trento Film Festival, presenterà il suo acclamato lungometraggio d’animazione La famosa invasione degli orsi in Sicilia; la regista e alpinista polacca Eliza Kubarzka, già ospite e giurata a Trento, introdurrà il suo K2 –Touching the sky del 2016; l’esploratore e avventuriero Alex Bellini sarà presente alla proiezione del ritratto che gli ha dedicato Luca Rosini, È solo acqua e vento. In occasione dei 100 anni del cinema amatoriale, in collaborazione con Home Movies &#8211; Archivio Nazionale del Film di Famiglia, il Festival presenta Montagne di famiglia, un viaggio in due proiezioni nella storia del cinema privato e tra i “filmini” di montagna conservati dall’organizzazione bolognese, tra cui un prezioso reportage dal celebre campionato mondiale di sci “fantasma” di Cortina del 1941, che svoltosi sotto l’egida del fascismo, venne cancellato dagli annali per volere della Federazione Internazionale dello Sci.</p>
<p>Completano le proiezioni speciali i tradizionali spazi riservati al film vincitore del Sondrio Festival – Mostra internazionale dei documentari sui parchi, in questo caso L&#8217;elefante e la termite di Vicky Stone e Mark Deeble, e alle ultime produzioni sostenute dal main sponsor del festival Montura: Il sentiero invisibile di Pietro Bagnara, Day dream di Alessandro D&#8217;Emilia, Ripartire da zero di Marco Busacca e Omar Oprandi, e La foresta di perle di Enrica Bortolazzi.</p>
<h3>Terre alte</h3>
<p>È la <strong>sezione del Festival che racconta lo stato presente dei territori di montagna</strong>, e ne immagina il futuro, quest’anno in particolar modo mettendo al centro il rapporto tra ambiente e presenza umana, dalle montagne del mondo a quelle di casa.</p>
<p>Partiamo da queste, perché diverse sono le opere italiane in anteprima assoluta che debutteranno in Terre Alte: il commovente L&#8217;ombra del fuoco di Enrico Pau ci porta tra i paesaggi lunari del Montiferru, in Sardegna, dopo un catastrofico incendio, per testimoniare il legame profondo e tragico tra un territorio e i suoi abitanti; sempre dalla Sardegna Monica Dovarch torna al festival con Un pioniere nel sottosuolo, in cui segue il solitario progetto di un uomo di recuperare i tunnel di un sito minerario abbandonato, che diventa un viaggio nel subconscio di un territorio; le alture del Parco Nazionale del Cilento, Alburni e Vallo di Diano fanno da sfondo a La terra mi tiene di Sara Manisera, racconto di nuovi modi di vivere e coltivare il territorio, ispirato dal ciclo delle stagioni e dalla vita di un chicco di grano, dalla semina alla mietitura; nuove prospettive e abitanti della montagna anche in Movimento fermo di Silvy Boccaletti, con tre giovani che incarnano una diversa idea di montagna, figure dinamiche che animano spazi marginali dei territori alpini, prealpini e appenninici. Uno di loro, curiosamente, è il regista piemontese Sandro Bozzolo, autore di un altro documentario italiano in Terre Alte: il suo Innesti indaga la tradizione dei castagneti per ripercorre il rapporto col padre Ettore, casellante autostradale e appassionato castanicoltore.</p>
<p>Cinque anche i lavori internazionali nella sezione: Disturbed Earth di Kumjana Novakova e Guillermo Carreras-Candi è una potente e traumatica mappatura delle montagne circostanti la cittadina di Srebrenica, una riflessione sul genocidio compiuto dall’esercito serbo nel 1995 e sulle sue ripercussioni odierne; in Heimaland Dorus Masure e Ischa Clissen ci presentano gli abitanti del villaggio islandese di Vík í Myrdal e il loro rapporto mistico con Katla, il vulcano che incombe sulle loro teste, ma fa anche la fortuna turistica della zona; Mountains and heaven in between di Dmytro Hreshko, secondo film ucraino in selezione, segue i paramedici dell’unica ambulanza disponibile in una desolata vallata dei Carpazi, alle prese con la prima ondata di Covid e con la diffidenza degli abitanti; cambio di continente e scenario con Up on the Mountain di Olivier Matthon, osservazione della comunità migrante di raccoglitori commerciali di funghi sulle Montagne Rocciose americane, tra maestose foreste e giungle burocratiche; per arrivare infine agli impressionanti paesaggi delle Ande, tra cui sferraglia il treno al centro di Vida Ferrea di Manuel Bauer, che seguiremo nel viaggio dalle miniere d’alta quota fino al porto dove le risorse del paese faranno la fortuna di altre economie.</p>
<p>Tra i cortometraggi di Terre Alte, due gli italiani: l’animazione Fogu di Francesco Mescolini e Marco Rinicella, e il film-performance Rumore di Luana Giardino.</p>
<h3>Alp&amp;ism</h3>
<p>La <strong>corposa sezione dedicata ai più spettacolari film di alpinismo, arrampicata e avventura</strong>, conta 10 lungometraggi e una ventina di film più brevi, che proporranno agli appassionati una imperdibile panoramica di imprese sulle montagne del mondo.</p>
<p>Grande protagonista l’alpinismo italiano: L&#8217;ultima via di Riccardo Bee di Emanuele Confortin rievoca la figura dello scalatore bellunese, uno dei più forti dell’epoca in cui è vissuto, ma la cui eredità alpinistica resta in parte avvolta nel mistero; il veterano del festival Fulvio Mariani in Il Ragno della Patagonia crea un parallelo tra le gesta di uno dei pionieri dell’alpinismo patagonico, il Ragno di Lecco Casimiro Ferrari, e quelle del giovane Matteo della Bordella, che ne rivive le imprese; con Mirella d&#8217;arte e di montagna Paola Nessi ci regala un omaggio a Mirella Tenderini, celebre scrittrice, traduttrice, scopritrice di tesori letterari, e donna di montagna; e scrittura e montagna mette in relazione anche Le parole e il vento nella vita di Dušan Jelinčič di Dušan Moravec, panoramica delle opere dello scrittore e alpinista triestino.</p>
<p>Immagini ad alto tasso di spettacolarità in Doo Sar. A Karakoram Ski Expedition Film di Jakub Gzela, con in campioni di sci estremo Andrzej Bargiel e Jędrek Baranowski che salgono e scendono due montagne di oltre 6000 metri in Pakistan; in Ephemeral di Alastair Lee, che segue gli esperti scalatori Guy Robertson e Greg Boswell nella ricerca di nuove vie invernali in Scozia; House of The Gods di Matt Pycroft, con Leo Houlding e il suo team in una spedizione sulla terribile parete del Monte Roraima, nella foresta amazzonica; e Wild waters di David Arnaud, ritratto di Nouria Newman, la kayaker più dotata della sua generazione, dai bacini olimpici ai torrenti e le cascate più selvaggi.</p>
<p>Due storie di montagna presentano forti legami con l’attualità: in La Huella de Karim Javier Alvaro Palomares compone un sentito omaggio ad Abdul Karim, il portatore più celebre del Karakorum, incentrato sul suo ambizioso e rivoluzionario progetto di creare la prima squadra di alpinismo femminile del Baltistan, dove le donne tradizionalmente hanno a malapena i diritti essenziali; e infine Buried: The 1982 Alpine Meadows Avalanche di Jared Drake e Steven Siig, che con la sua ricostruzione da brividi di una delle più tragiche valanghe cadute negli Stati Uniti, sul resort sciistico di Alpine Meadows, in California, è un monito anche rispetto ai tanti incidenti causati sulle nostre Alpi dalla combinazione tra azzardo, inesperienza e cambiamento climatico.</p>
<p>Tra i tanti corti e mediometraggi di Alp&amp;ism, da segnalare protagonisti come Barry Blanchard, Beth Rodden, Sam Anthamatten e Victor de Le Rue, e i film italiani: AltaVia 4000 di Luca Matassoni e Marco Tonolli, Blindfolded di Caterina Cozzio, Come i camosci di Alessio Salvini, Pionieri di Alessandro Beltrame, e Ruga &#8211; A Sign in the Valley di Achille Mauri.</p>
<h3>Family</h3>
<p>Si rinnova la <strong>proposta del Trento Film Festival per le famiglie</strong>, con due film ideali da scoprire insieme al cinema, adulti e bambini.<br />
Dal festival di Berlino e dopo un clamoroso successo in Francia (in Italia arriverà nelle sale grazie a I Wonder), Le Chêne di Laurent Charbonnier e Michel Seydoux è un nuovo esempio del miglior documentario naturalistico francese, capace, nella tradizione di Il popolo migratore, Microcosmos e La marcia dei pinguini, di unire stupefacente realismo e spettacolarità. Protagonista del film è una maestosa quercia, con tutti gli animali e insetti, dai più piccoli ai più imponenti, dai più teneri ai più minacciosi, cui offre casa e riparo durante le quattro stagioni.</p>
<p>Dal documentario all’animazione con Yuku e il fiore dell&#8217;Himalaya di Rémi Durin e Arnaud Demuynck, in cui i piccoli spettatori potranno seguire l’avventura musicale della topolina Yuku alla ricerca di un fiore magico, in cima alle montagne più alte della terra.</p>
<h3>Sestogrado</h3>
<p>Torna la <strong>sezione dedicata alle proposte più originali e radicali</strong>, ai lavori con cui filmmaker e artisti ripensano la rappresentazione dei territori di montagna ed estremi, tra arte e sperimentazione, proponendo agli spettatori esperienze di visione inedite.<br />
Sei i lavori in programma, tre cortometraggi e tre lunghi: dall’Italia Dove vanno i vecchi dèi che il mondo ignora? di Giuseppe Spina e Giulia Mazzone, originale esplorazione cinematografica del paesaggio e del mito dell’Etna, dall’Olanda l’ipnotico Berg di Joke Olthaar, e dall’Argentina Esplendor de los días venideros di Miguel Zeballos, affascinante esercizio tra immagine e poesia sullo sfondo dei paesaggi andini.</p>
<h3>Orizzonti vicini</h3>
<p>L’evento di chiusura del festival, con l’<strong>anteprima di Rispet della regista trentina Cecilia Bozza Wolf</strong>, conferma la rilevanza della sezione dedicata a film e autori del Trentino-Alto Adige, dove era stato presentato e premiato il suo precedente documentario Vergot.</p>
<p>Sei quest’anno i lungometraggi in programma: tornano al festival Michele Trentini e Andrea Colbacchini con Paesaggio rifugio. Visioni e incontri da un altrove alpino, riflessione sulle strutture oltre il limite dei territori antropizzati, che sempre più frequentatori delle montagne ambiscono a raggiungere; Dodici di noi di Federico Scienza e Manuela Boezio è un attualissimo e illuminante ritratto del territorio a sud del Brennero, dove da sempre si sono scontrate le identità italiane e tedesca, e che oggi vede una sorprendente corposa presenza di immigrati in cerca di integrazione; la montagna come territorio sociale e politico è al centro anche di A noi rimane il mondo di Armin Ferrari, prodotto dalla bolzanina Albolina Film, racconto delle ramificazioni “montane” del lavoro creativo di Wu Ming, collettivo italiano di narratori militanti e d’avanguardia; mentre Storia di un violino e del suo albero di Matteo Ceccarelli segue il percorso che porta dalla Foresta di Paneveggio, al laboratorio di una liutaia, fino alle sale da concerto, seguendo il viaggio del prezioso “legno di risonanza” trentino. Infine, nell’anno in cui si completa il ciclo di tre anni di studi della scuola di cinema documentario Zelig di Bolzano, e i diplomati realizzano i loro lavori più maturi, due vengono presentati in Orizzonti Vicini: Orera del francese Julien Mounier, girato tra le alture e le foreste dell&#8217;isola della Réunion, e Dear Odesa di Kyrylo Naumko, omaggio dello studente ucraino di Zelig alla sua città natale, filmato alla vigilia dell’invasione russa, che completa il percorso trasversale dedicato all’Ucraina, al suo popolo e al suo cinema.</p>
<h3>Destinazione… Etiopia</h3>
<p>Come anticipato, dopo l’edizione speciale del 70. anniversario, che aveva trasformato Destinazione in un viaggio fantascientifico nel tempo e nella storia del festival, l’apprezzata sezione torna nel 2023 a esplorare paesaggi e culture del pianeta, rivolgendo lo sguardo all’Etiopia.<br />
Con un&#8217;altitudine media di 1.330 metri sul livello del mare, <strong>l’Etiopia è uno dei Paesi più alti del pianeta</strong>. La sua vetta più alta è il Ras Dascian che raggiunge i 4.533 metri, mentre Addis Abeba, a 2.355 metri, è la quarta capitale più alta al mondo.</p>
<p>Questo programma è possibile grazie all’affiorare nei festival internazionali di alcune apprezzate opere sia di registi stranieri, che di autori etiopi spesso formatisi all’estero, come nel caso del pluripremiato Faya Dayi (Etiopia/Stati Uniti/Qatar, 2021) di Jessica Beshir: girato ad Harar, la città rurale in cui è cresciuta la regista, documenta la coltivazione e il commercio del khat, la tradizionale pianta stimolante etiope, attraverso lo sguardo di un gruppo di ragazzi e straordinarie immagini in bianco e nero.</p>
<p>L’immersione nel paesaggio etiope prosegue con Marcher pour Genna (Belgio, 2018) di Frédéric Furnelle e Olivier Bourguet, racconto del pellegrinaggio tradizionale degli ortodossi etiopi verso la località di Lalibela, durante decine di giorni attraverso i monti Simien e una natura grandiosa, e con Lamb (Etiopia/Francia/Germania/Norvegia, 2015) di Yared Zeleke, unico lungometraggio narrativo della selezione, che vede protagonista il piccolo Ephraim in un avventuroso viaggio attraverso l’Etiopia, per sfuggire allo sfruttamento, tornare dalla famiglia e salvare il suo inseparabile agnello.</p>
<p>Centrale nel programma è il ruolo delle donne etiopi nelle loro comunità, e nell’immaginare un futuro per il paese. A loro sono dedicati Among Us Women (Germania/Etiopia, 2021) di Sarah Noa Bozenhardt e Daniel Abate Tilahun, incentrato sul personale di un centro sanitario in una zona rurale dell&#8217;Etiopia, in lotta contro la mortalità materna, e Stand Up My Beauty (Svizzera/Germania, 2021) di Heidi Specogna, protagonista una cantante azmari di Addis Abeba, che sogna di raccontare con la sua musica la vita delle donne etiopi, le cui storie ci guidano alla scoperta di un paese in rapida evoluzione.</p>
<p>Da montagne e aree remote alle periferie di Addis Abeba: Anbessa (Etiopia/Italia/Stati Uniti, 2019) di Mo Scarpelli le esplora attraverso la crescita di un ragazzino in bilico tra antico e moderno, tra città e natura; mentre Rift Finfinnee (Germania, 2020) di Daniel Kötter conduce lo spettatore in un viaggio tra geografia, architettura e vita quotidiana, seguendo i lavoratori agricoli ed edili della zona est della capitale, per una riflessione sull’urbanizzazione delle società africane.</p>
<p>Il <strong>programma completo</strong> è disponibile da oggi su <a href="http://www.trentofestival.it/" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://www.trentofestival.it/&amp;source=gmail&amp;ust=1680722286193000&amp;usg=AOvVaw230rdelR2-wjtn6kN2i7VC" data-wpel-link="external"><span class="m_-2077353964108895049collegamentointernet">www.trentofestival.it</span></a></p>
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		<title>Everest &#8211; Spedizione italiana al tetto del mondo</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Apr 2023 12:07:45 +0000</pubDate>
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		<title>Gli Ottomila più pericolosi del mondo, le montagne più mortali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Mar 2023 06:13:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Montagna]]></category>
		<category><![CDATA[alpinismo]]></category>
		<category><![CDATA[ottomila]]></category>
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					<description><![CDATA[Gli Ottomila più pericolosi del mondo, i più difficili da scalare: la montagna più mortale[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<media:group><media:title>Gli Ottomila più pericolosi del mondo, le montagne più mortali</media:title>	<media:content url="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/03/Shishapangma.jpg" type="image/jpeg" medium="image">
							  	<media:title>Shishapangma (8.013 m), Cina</media:title>
							  	<media:text>Shishapangma (8.013 m), Cina</media:text>
							  	<media:description>Shishapangma (8.013 m), Cina</media:description>          
								</media:content>
									<media:content url="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/03/Lhotse.jpg" type="image/jpeg" medium="image">
							  	<media:title>Lhotse (8.516 m)</media:title>
							  	<media:text>Lhotse (8.516 m)</media:text>
							  	<media:description>Lhotse (8.516 m)</media:description>          
								</media:content>
								</media:group>								
								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/03/Lhotse.jpg" title="Lhotse (8.516 m)" data-wpel-link="internal">
									<img align="left" hspace="15" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/03/Lhotse-100x75.jpg" alt="lhotse-8516-m" />
								</a>
								
																
								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/03/Shishapangma.jpg" title="Shishapangma (8.013 m), Cina" data-wpel-link="internal">
									<img align="left" hspace="15" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/03/Shishapangma-100x75.jpg" alt="shishapangma-8013-m-cina" />
								</a>
								
								<hr style="visibility:hidden; height:1px; width:100%; display:block;" />
<p>Gli <strong>Ottomila più pericolosi del mondo</strong>, i più difficili da scalare: la montagna più mortale non è la più alta, anche se il lato Sud dell’<a href="https://www.sportoutdoor24.it/tag/everest/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">Everest</a> è la salita più dura del mondo, secondo il mitico sherpa Nirmal Purja. È peggio affrontgare l’Annapurna, in cui sono morti un terzo degli alpinisti che hanno provato a scalarla. Ma anche il Nanga Parbat e il K2, con le loro pareti impossibili esposte a nord.<br />
Qui puoi trovare la classifica delle <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/montagna/le-montagne-piu-difficili-da-scalare-le-vette-assassine-piu-ambite/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">montagna più difficili da scalare</a>, anche sotto gli Ottomila. Qui invece <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/montagna/le-10-montagne-piu-difficili-da-scalare-in-italia/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">le montagne più difficili da scalare in Italia.</a></p>
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<h2>Gli Ottomila più pericolosi da scalare</h2>
<p><strong>Nanga Parbat (8.126 m), Pakistan</strong></p>
<p><strong>Kanchenjunga (8.586 m), Nepal</strong></p>
<p><strong>Annapurna (8.091 m), Nepal</strong></p>
<p><strong>K2 (8.611 m), Cina-Pakistan</strong></p>
<p><strong>Shishapangma (8.013 m), Cina</strong></p>
<p><strong>Everest, versante Sud (8.848 m), Cina-Nepal</strong></p>
<p><strong>Lhotse </strong><strong>(8.516 m), Nepal</strong></p>
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</ul>
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<p>Foto di Unsplash, Ben Tubby (CC BY 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=3402642), Zacharie Grossen (Own work, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=42469860), Terra3 (Own work, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=5181534), Christian Stangl ( https://www.flickr.com/photos/127405808@N06/16248407288/, CC BY-SA 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=38589680), Hiroki Ogawa (CC BY 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=58694787),User:Uwe Gille (Fotografia autoprodotta, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=121277), Johannes Bahrdt (Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=72645236)</p>
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		<title>Everest (8850 m), Cina-Nepal</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Mar 2023 15:05:50 +0000</pubDate>
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<p>Everest (8850 m), Cina-Nepal</p>
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		<title>Everest</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Mar 2023 15:05:50 +0000</pubDate>
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<p>Everest (8848 m), Cina-Nepal</p>
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		<title>Everest</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Mar 2023 15:05:50 +0000</pubDate>
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<p>Everest (8848 m), Cina-Nepal</p>
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