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	<title>Claudio Gervasoni</title>
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	<description>Per spiriti liberi</description>
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		<title>Se vedi un sentiero, vai!</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/cultura/se-vedi-un-sentiero-vai/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Gervasoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 May 2026 17:38:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[divertimento]]></category>
		<category><![CDATA[gps]]></category>
		<category><![CDATA[microavventure]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="1920" height="1272" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/mirco-wenzel-hPNesUF8AFg-unsplash.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Se vedi un sentiero, vai!" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/mirco-wenzel-hPNesUF8AFg-unsplash.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/mirco-wenzel-hPNesUF8AFg-unsplash-300x199.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/mirco-wenzel-hPNesUF8AFg-unsplash-1024x678.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/mirco-wenzel-hPNesUF8AFg-unsplash-768x509.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/mirco-wenzel-hPNesUF8AFg-unsplash-1536x1018.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><br><br><p>Domenica mattina sono uscito con l’intenzione di seguire una traccia GPX gravel scaricata da un gruppo di appassionati locali. Vivo vicino ai laghi prealpini lecchesi – <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/laghi-brianza-passeggiate-milano/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">Pusiano, Segrino, Annone, Alserio</a> – e sono anni che cerco di disegnarmi un percorso gravel di quelli che dici vado, torno e mi sono divertito. Il classico giro post lavoro settimanale che sai quanto tempo ci metti e quanto ti diverti. Ma mi sono sempre ritrovato più o meno con sconforto su quegli infami stradoni trafficati della Brianza che mi fanno passare la poesia di pedalare.</p>
<h2>Se vedi un sentiero, vai</h2>
<p>E così per una volta mi sono deciso a seguire una traccia che mi sembrava perfetta per quello che cercavo. Perfetta fino al momento in cui mi sono reso conto che c’era troppa strada per quello che volevo – B-road, ma pur sempre strada con il traffico della domenica mattina – e allora al primo sentiero che ho visto sulla mia destra ho mollato la traccia e mi sono lanciato nel mio solito elogio del perdersi. Ne è uscito il giro più bello della settimana, forse del mese, e l’idea per questo articolo</p>
<h2>La traccia è una gabbia dorata</h2>
<p>Il GPX idealmente sarebbe una cosa meravigliosa. Ti permette di scoprire percorsi che non avresti mai trovato da solo, di non perderti su terreni che non conosci, di arrivare preparato. Non c&#8217;è niente di sbagliato nel seguire una traccia, lo so benissimo.</p>
<p>Il problema è quando la traccia smette di essere uno strumento e diventa un copione già scritto. Quando non stai più pedalando verso o per qualcosa, ma stai solo eseguendo istruzioni. Quando il tuo (mio) cervello — che è un organo potente, curioso, fatto per esplorare — si riduce a fare quello che fa un navigatore satellitare: gira a destra tra 200 metri.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-666895" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/mason-mulcahy-CIQIjjGw0cw-unsplash.jpg" alt="Se vedi un sentiero, vai!" width="1920" height="2560" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/mason-mulcahy-CIQIjjGw0cw-unsplash.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/mason-mulcahy-CIQIjjGw0cw-unsplash-225x300.jpg 225w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/mason-mulcahy-CIQIjjGw0cw-unsplash-768x1024.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/mason-mulcahy-CIQIjjGw0cw-unsplash-1152x1536.jpg 1152w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/mason-mulcahy-CIQIjjGw0cw-unsplash-1536x2048.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>C&#8217;è un concetto che in psicologia si chiama Effetto Peltzman — l&#8217;idea che più aumentano i dispositivi di sicurezza, meno siamo attenti, perché deleghiamo la vigilanza alla tecnologia. Sul piano stradale lo abbiamo studiato con le cinture di sicurezza e l&#8217;ABS. Sul piano dell&#8217;orientamento, lo stiamo sperimentando in tempo reale con il GPS. Ne abbiamo già parlato in <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/cultura/quel-falso-senso-di-sicurezza/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">questo articolo relativo al falso senso di sicurezza</a></strong>.</p>
<p>La traccia GPX fa esattamente questo: ti protegge dall&#8217;incertezza, ma ti priva anche dell&#8217;attenzione. E l&#8217;attenzione — quella vera, quella che guarda il territorio invece di guardare lo schermo — è esattamente quello che rende un&#8217;uscita in bici un&#8217;esperienza (un’avventura?) invece che un esercizio.</p>
<h2>Quando spegni la mappa, si accende il cervello</h2>
<p>Per me c&#8217;è una differenza enorme tra guardare e seguire una mappa e leggere il territorio. La mappa ti dice dove sei. Il territorio ti dice dove potresti andare, cosa sta succedendo intorno a te, cosa potrebbe succedere tra cinquanta metri. E anche ti fa sognare quello che non puoi intuire.</p>
<p>Quando smetti di seguire la traccia e cominci ad andare a istinto — come è capitato a me questa domenica — cominci a pedalare con un tipo diverso di attenzione. È quella che gli alpinisti chiamano presenza, e che è semplicemente il cervello che torna a fare quello per cui è stato costruito: leggere l&#8217;ambiente, anticipare, decidere.</p>
<p>Improvvisamente noti cose che prima non vedevi. Il fondo del sentiero che cambia. Un ramo che segnala umidità. Una salita che promette discesa. Il rumore dell&#8217;acqua che si avvicina o si allontana, il rumore del traffico da cui vuoi stare alla larga. Non perché prima fossi distratto — ma perché prima avevi delegato.</p>
<p>Navigare a istinto non significa navigare alla cieca. Significa usare il senso dell&#8217;orientamento, <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/perche-i-maschi-non-si-perdono-quasi-mai-e-le-donne-non-sanno-leggere-una-mappa/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">che è una competenza reale, allenabile, e che si atrofizza se non la usi mai perché c&#8217;è sempre il GPS a pensarci</a></strong>. È un po&#8217; come la memoria: finché hai la lista della spesa sul telefono, non ti alleni a ricordare. Finché hai la traccia sul GPS, non ti alleni a leggere il paesaggio.</p>
<h2>L&#8217;<em>idea di m***a</em> che diventa il giro migliore dell&#8217;anno</h2>
<p>Parliamoci chiaro: non sempre va bene. A volte il sentiero finisce nel nulla. A volte finisce in un campo recintato. Domenica per esempio son finito in un campo di granoturco in fondo al quale c’era una recinzione coperta da una siepe. A volte finisce in un tratto così sassoso e ripido che ti tocca scendere dalla bici e spingerla a mano per dieci minuti, mentre pensi — con una lucidità sorprendente — &#8220;<em>ma che idea di m***a.</em>&#8221;</p>
<p>Eppure.</p>
<p>Eppure quell&#8217;uscita lì, quella con l&#8217;<em>idea di m***a</em> nel mezzo, è quella che ricordi. È quella che racconti. È quella che — a distanza di qualche ora, o di qualche giorno — diventa automaticamente un&#8217;avventura invece che una pedalata.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-666896" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/david-tip-63b2T7GlHsU-unsplash.jpg" alt="Se vedi un sentiero, vai!" width="1920" height="1280" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/david-tip-63b2T7GlHsU-unsplash.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/david-tip-63b2T7GlHsU-unsplash-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/david-tip-63b2T7GlHsU-unsplash-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/david-tip-63b2T7GlHsU-unsplash-768x512.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/david-tip-63b2T7GlHsU-unsplash-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>È quello che chiamiano divertimento di Tipo 2: non piacevole mentre lo stai vivendo, preziosissimo dopo. Non è masochismo — è semplicemente il modo in cui il cervello umano costruisce memorie significative. Le esperienze facili, prevedibili, eseguite senza intoppi, lasciano poco. Sedimentano, sbiadiscono e si confondono. Le esperienze in cui hai dovuto arrangiarti, decidere, sbagliare e correggere, lasciano moltissimo. Ne abbiamo parlato <a href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/psicologia/che-cose-il-divertimento-di-tipo-2-e-perche-dovresti-scoprirlo/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">in questo articolo sulla scala del divertimento</a>.</p>
<p>Il divertimento di Tipo 2 è quello che non ti stai divertendo mentre lo fai, ma che diventa il tuo aneddoto preferito per i prossimi sei mesi. Condizione necessaria: essersi cacciati in qualcosa di leggermente più grande di quello che avevi pianificato.</p>
<h2>Il backdoor è sottovalutato (quasi sempre)</h2>
<p>C&#8217;è un altro aspetto di questa storia su cui secondo me vale la pena pensare un po’: i laghi prealpini intorno a cui giro da anni non sono un posto nuovo. Sono praticamente dietro casa, su strade e sentieri che conosco e che sono sempre a portata di mano. Ben diverso da quando sono in vacanza, per esempio.</p>
<p>E però ne ho trovato uno nuovo.</p>
<p>Questo è il paradosso delle <em>backdoor adventure</em> — <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/15-micro-avventure-che-tutti-possono-fare/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">l&#8217;avventura dietro casa di cui parla Alastair Humphreys e di cui abbiamo parlato anche noi</a></strong>: i posti che frequentiamo da anni sono quelli che conosciamo meno, perché li attraversiamo sempre nello stesso modo, con lo stesso percorso, con lo stesso obiettivo. Spesso con la stessa distrazione.</p>
<p>Ma se cambi il percorso, cambia anche il luogo, e sì, non serve andare lontano per scoprire qualcosa. Serve andare diversamente. <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/elogio-del-ravanage-o-scrambling-che-dir-si-voglia/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">Qualche idea su come farlo, anche vicino a casa, qui</a></strong>.</p>
<h2>Lo spiraglio d&#8217;avventura: come si riconosce</h2>
<p>Uno spiraglio d&#8217;avventura non si pianifica. Si coglie, o non si coglie.</p>
<p>Di solito ha queste caratteristiche: appare all&#8217;improvviso, richiede una decisione rapida, implica una dose di incertezza che non è zero ma non è neanche pericolosa, e comporta l&#8217;abbandono di qualcosa — un programma, una traccia, un obiettivo chilometrico. È Un po&#8217; <a href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/elogio-del-perdersi/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">l&#8217;elogio del perdersi di cui avevamo già scritto in questo articolo</a>.</p>
<p>La difficoltà non è riconoscerlo. La difficoltà è darsi il permesso di seguirlo. Perché abbiamo una tendenza molto umana a voler finire quello che abbiamo cominciato, a rispettare il piano, a lasciare la strada vecchia per quella nuova. Un po’ la nostra zona di comfort.</p>
<p>Ma il piano è uno strumento, non un contratto. E il GPS non si offende se lo ignori.</p>
<p>La regola pratica, se proprio ne serve una, è semplice: se hai il dubbio se imboccare quel sentiero o no, imboccalo. Il rimpianto di non averlo fatto (almeno per me) dura molto più della fatica di averlo fatto, anche quando l&#8217;idea si rivela — lo ammetto — una <em>idea di m***</em>.</p>
<h2>Vai</h2>
<p>L&#8217;avventura non è un posto. Non è una distanza, non è un dislivello, non è una meta con la bandierina. O almeno non è solo e sempre questo. È spesso un&#8217;attitudine: quella di rimanere abbastanza aperti, mentre si pedala o si cammina o si corre, da riconoscere il momento in cui il territorio ti sta offrendo qualcosa che non avevi messo in programma.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Claudio Gervasoni' src='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/claudio-gervasoni/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Claudio Gervasoni</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Giornalista, autore, consulente nel digital marketing e sportivo praticante, scrive di outdoor, fitness, sport e tecnologia per importanti testate internazionali come Men’s Health, GQ, Wired e Starbene. Quando non scrive ama correre, fare escursioni in montagna a piedi o con la sua bici gravel, e camminare a piedi nudi.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="http://claudiogervasoni.wordpress.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">claudiogervasoni.wordpress.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ho scoperto perché canto quando vado in bici: la risposta è abbastanza sorprendente</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/sport/bici/cantare-in-bicicletta-ecco-perche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Gervasoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2026 16:10:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bici]]></category>
		<category><![CDATA[felicità]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="1365" height="991" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/514324340_10163218505557008_3565388807510044512_n-1.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Ho scoperto perché canto quando vado in bici" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/514324340_10163218505557008_3565388807510044512_n-1.jpg 1365w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/514324340_10163218505557008_3565388807510044512_n-1-300x218.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/514324340_10163218505557008_3565388807510044512_n-1-1024x743.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/514324340_10163218505557008_3565388807510044512_n-1-768x558.jpg 768w" sizes="(max-width: 1365px) 100vw, 1365px" /><br><br><p>Questo articolo nasce esattamente il pomeriggio del giorno di Pasqua, quando stavo tornando da una grigliata a casa di amici a cui ero andato in bicicletta. Ora, dopo una grigliata di Pasqua ovviamente il ritmo e la spinta sui pedali non possono che essere molto, ma molto rilassati. E infatti pedalavo molto rilassato. Però a un certo punto mi sono reso conto che su uno stradone un po&#8217; infame, un po&#8217; tutto dritto, e anche un po&#8217; noioso, stavo raggiungendo un altro ciclista, con la sua mountain bike. Ma la cosa davvero strana è che intanto sentivo cantare. Ma proprio cantare a squarciagola. Ed era una canzone napoletana. Non O sole mio, forse più Torna a Surriento, ma non ne sono sicuro. Era davvero strano, perché non c&#8217;erano né case né giardini intorno, e ovviamente non poteva essere un&#8217;allucinazione.</p>
<h2>Ho scoperto perché canto quando vado in bici</h2>
<p>Ecco, era il tizio in mountain bike. Che cantava a squarciagola pedalando. Anche lui molto rilassato.</p>
<p>È solo in quel momento che mi sono reso conto di colpo che anche io, quando vado in bici &#8211; e molto spesso ci vado da solo &#8211; canto. Il più delle volte canto ad alta voce, talvolta invece mentalmente. Direi che quasi sempre se sono in un lungo tratto pianeggiante o in discesa, quasi mai in salita (in salita penso, un po&#8217; come quando corro, chissà perché) e non sempre, o non necessariamente canzoni che amo. Anzi, a volte canzoni che saltano fuori chissà da dove e chissà come dalla mia memoria (e in effetti per qualche anno ho anche lavorato per quella famosa emittente TV musicale che ha da poco chiuso definitivamente i battenti, segnando di fatto la fine di un&#8217;epoca).</p>
<p>Per esempio, in quello stesso momento ho realizzato che proprio quella mattina stavo cantando Tutta Mia La Città, ma non la versione del 1969 dell&#8217;Equipe 84, che l&#8217;avevano in qualche modo copiata da Blackbarry Way dei Move, ma la versione ska di Giuliano Palma del 2007. Che per me Giuliano Palma è un mito, ma non ho mai amato così viceralmente lo ska.</p>
<p>Ecco, e allora da questa fortunosa, o fortunata, sequenza di eventi e pensieri, mi sono chiesto: ma perché mi viene da cantare quando sono in bicicletta? E capita solo a me? E soprattutto: ci sarà mai una spiegazione scientifica a queste domande?</p>
<p>Mi sono messo quindi a fare qualche ricerca, e ho trovato delle cose interessanti. La prima è che no, non capita solo a me. E la seconda è che la spiegazione è molto più affascinante di quanto pensassi. Partiamo dal principio, che è letteralmente chimico.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Sapevo che quando pedali — specialmente su un lungo rettilineo pianeggiante, a ritmo costante, con le gambe che girano quasi da sole — il tuo cervello entra in uno stato particolare. Quando le gambe lavorano in automatico, il carico cognitivo si abbassa, e il sistema nervoso comincia a rilasciare una combinazione di neurotrasmettitori che i neuroscienziati conoscono bene: dopamina, serotonina, e soprattutto una molecola che si chiama anandamide. Il nome viene dal sanscrito — <em>ānanda</em> — e significa, letteralmente, beatitudine.</p>
<h2>Capita anche a te di cantare in bicicletta? Ecco il motivo spiegato dalla scienza</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Ho scoperto che l&#8217;anandamide è quella che una volta veniva chiamata, un po&#8217; impropriamente, &#8220;scarica di endorfine&#8221;. In realtà le endorfine non riescono ad attraversare la barriera emato-encefalica, quindi non possono agire direttamente sul cervello — una delle tante cose che la scienza ha dovuto correggere negli ultimi vent&#8217;anni. L&#8217;anandamide invece ci passa tranquillamente, e produce esattamente quello che chiunque abbia fatto una lunga pedalata rilassata conosce: quella sensazione diffusa di calma, leggerezza, e — sì — voglia di cantare.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Il ritmo delle gambe e il ritmo della canzone</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Ma c&#8217;è un secondo meccanismo, ed è quello mi ha colpito ancora di più.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Il movimento ciclico della pedalata — regolare, ripetitivo, ritmico — fa scattare nel cervello quello che i ricercatori chiamano <a href="https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0028393217300039" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external"><em>rhythmic entrainment</em></a>: una sincronizzazione spontanea tra il sistema motorio e quello uditivo. In sostanza, il cervello cerca istintivamente un ritmo sonoro che &#8220;stia&#8221; con il movimento che sta facendo il corpo. E quando non ne trova uno esterno — non hai le cuffie, non c&#8217;è musica intorno — lo produce da solo.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-666776" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/67181823_10157409659417008_5708594780057894912_n.jpg" alt="Ho scoperto perché canto quando vado in bici" width="1080" height="1080" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/67181823_10157409659417008_5708594780057894912_n.jpg 1080w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/67181823_10157409659417008_5708594780057894912_n-300x300.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/67181823_10157409659417008_5708594780057894912_n-1024x1024.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/67181823_10157409659417008_5708594780057894912_n-150x150.jpg 150w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/67181823_10157409659417008_5708594780057894912_n-768x768.jpg 768w" sizes="(max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Questo spiega anche perché stavo cantando la versione ska di Giuliano Palma e non altre. Il tempo ska è più marcato, più mosso, più sincopato. Il mio cervello, senza che io lo decidessi consciamente, aveva selezionato la versione con il groove più adatto al ritmo delle mie gambe. Sapevo benissimo da dove veniva quella canzone e quante volte era già stata riciclata. Ma in quel momento non stavo attingendo alla memoria critica. Stavo attingendo a quella motoria ed emotiva. Che è un&#8217;altra cosa, un altro circuito.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Canto + pedalata: una somma che si moltiplica</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">La cosa più interessante invece l&#8217;ho trovata in uno <a href="https://www.frontiersin.org/journals/behavioral-neuroscience/articles/10.3389/fnbeh.2018.00269/full" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">studio pubblicato su <em>Frontiers in Behavioral Neuroscience</em></a>, che ha misurato i livelli di endocannabinoidi in soggetti impegnati in quattro attività diverse: danza, lettura, canto e ciclismo. I risultati sono stati netti: il canto ha aumentato i livelli di anandamide del 42%, migliorando significativamente l&#8217;umore. Il ciclismo ha prodotto un aumento autonomo del 26% di un endocannabinoide correlato al benessere.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-666777" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/509145585_10163141640047008_4256291418719659265_n.jpg" alt="Ho scoperto perché canto quando vado in bici" width="659" height="595" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/509145585_10163141640047008_4256291418719659265_n.jpg 659w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/509145585_10163141640047008_4256291418719659265_n-300x271.jpg 300w" sizes="(max-width: 659px) 100vw, 659px" /></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">I due effetti non si sommano semplicemente. Si sovrappongono, si amplificano. Quando pedali e canti insieme stai attivando contemporaneamente due dei meccanismi neurochimici più potenti che il cervello umano abbia a disposizione per produrre benessere. Senza farmaci, senza attrezzatura, senza App, senza sostanze.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Con una mountain bike su uno stradone noioso, se necessario. E una canzone napoletana a squarciagola.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Perché proprio quella canzone</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">L&#8217;ultima cosa che mi sono chiesto è questa: perché il cervello sceglie una canzone specifica? Perché Tutta Mia La Città e non qualcos&#8217;altro?</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">La risposta, anche qui, è nella scienza. Il rapporto tra musica ed emozioni è bidirezionale: non è solo che la musica produce emozioni, ma che lo stato emotivo in cui ti trovi orienta attivamente la scelta musicale. Trovarsi in uno stato di attivazione positiva — come quello che produce la pedalata rilassata dopo una grigliata di Pasqua — porta il cervello a selezionare, o a produrre spontaneamente, musica coerente con quello stato. La musica diventa uno strumento di autoregolazione emotiva: non descrivi come stai, amplifichi come stai.</p>
<blockquote class="instagram-media" style="background: #FFF; border: 0; border-radius: 3px; box-shadow: 0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width: 540px; min-width: 326px; padding: 0; width: calc(100% - 2px);" data-instgrm-captioned="" data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/reel/C-zw0cnsINQ/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" data-instgrm-version="14">
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<p style="color: #c9c8cd; font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; line-height: 17px; margin-bottom: 0; margin-top: 8px; overflow: hidden; padding: 8px 0 7px; text-align: center; text-overflow: ellipsis; white-space: nowrap;"><a style="color: #c9c8cd; font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 17px; text-decoration: none;" href="https://www.instagram.com/reel/C-zw0cnsINQ/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">Un post condiviso da Claudio Gervasoni (@claudio_gervasoni)</a></p>
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<p><script async src="//www.instagram.com/embed.js"></script></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">E quando poi quella stessa canzone la usi per il Reel che giri in bici, stai facendo esattamente la stessa cosa — solo con un pubblico.</p>
<p><strong>LEGGI ANCHE</strong></p>
<p><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/bici/perche-andare-in-bicicletta-ha-a-che-fare-con-la-felicita/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">Perché andare in bicicletta ha a che fare con la felicità</a></strong></p>
<p><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/psicologia/ce-un-collegamento-tra-eta-e-felicita-e-dovresti-saperlo/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">C&#8217;è un collegamento diretto tra età e felicità (e dovresti saperlo)</a></strong></p>
<p><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/bici/pedalare-in-inverno-divertente/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">Anche pedalare in inverno è una vera goduria</a></strong></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><em>In salita, invece, taccio. E accade qualcosa di completamente diverso. Ma questa è un&#8217;altra storia.</em></p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Claudio Gervasoni' src='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/claudio-gervasoni/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Claudio Gervasoni</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Giornalista, autore, consulente nel digital marketing e sportivo praticante, scrive di outdoor, fitness, sport e tecnologia per importanti testate internazionali come Men’s Health, GQ, Wired e Starbene. Quando non scrive ama correre, fare escursioni in montagna a piedi o con la sua bici gravel, e camminare a piedi nudi.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="http://claudiogervasoni.wordpress.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">claudiogervasoni.wordpress.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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		<title>Il metodo di allenamento che sta cambiando tutto da Wembanyama al Liverpool</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/cultura/allenamento-cla-constraints-led-approach-wembanyama/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Gervasoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Mar 2026 13:33:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[allenamento]]></category>
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					<description><![CDATA[La scena è questa: una palestra di Los Angeles, la scorsa estate, e il giocatore[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1536" height="1041" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Victor_Wembanyama_San_Antonio_Spurs.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="CLA Il metodo di allenamento che sta cambiando tutto da Wembanyama al Liverpool" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Victor_Wembanyama_San_Antonio_Spurs.jpg 1536w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Victor_Wembanyama_San_Antonio_Spurs-300x203.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Victor_Wembanyama_San_Antonio_Spurs-1024x694.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Victor_Wembanyama_San_Antonio_Spurs-768x521.jpg 768w" sizes="(max-width: 1536px) 100vw, 1536px" /><br><br><p class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">La scena è questa: una palestra di Los Angeles, la scorsa estate, e il giocatore più straordinario visto in NBA dagli anni di LeBron, Victor Wembanyama. Reduce da un infortunio, il lungo dei San Antonio Spurs — 2,24 metri, movenze da guardia, qualcosa di mai visto nell&#8217;Olimpo del basket mondiale  — cercava qualcosa di diverso con cui occupare i mesi prima della pre-season. Qualcosa che non fosse la solita routine da off-season. Lo ha trovato in una palestra di Los Angeles, con il compagno di squadra Harrison Barnes e il suo allenatore personale, Noah LaRoche. Quello che hanno fatto insieme è balzato immediatamente agli onori della cronaca perché non era un allenamento nel senso tradizionale del termine. Non il solito gesto tecnico da perfezionare, lo schema da memorizzare, un modello a cui tendere. C&#8217;era invece una serie di situazioni volutamente imprevedibili, costruite per costringere Wembanyama a trovare soluzioni sul momento, ad adattarsi, a improvvisare dentro confini precisi. Chi conosce di metodologia sa che si tratta di Constraints-Led Approach. In italiano suona un po&#8217; burocratico: Approccio Basato sui Vincoli. Oppure Approccio Ecologico. E l&#8217;idea che c&#8217;è dietro è abbastanza interessante da raccontare.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Il problema con il gesto perfetto</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Per capire cos&#8217;è il CLA bisogna partire da quello che non è, e cioè dal modo in cui abbiamo sempre pensato all&#8217;allenamento sportivo. Anche dei giochi sportivi, non solo delle discipline.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Il modello classico — quello con cui sono cresciute generazioni di atleti in tutto il mondo — funziona così: esiste un gesto tecnico ottimale, quasi ideale, identificato dall&#8217;allenatore o dalla biomeccanica sportiva, e il compito dell&#8217;atleta è replicarlo il più fedelmente possibile, migliaia di volte, fino a che diventa automatico. Naturale nella sua &#8220;artificiosità&#8221;. Il tiro a canestro perfetto. Il rovescio a una mano perfetto. Il bagher perfetto. La falcata del corridore perfetta. L&#8217;allenamento è una fabbrica di automatismi, e l&#8217;automatismo è l&#8217;obiettivo.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Questo modello ha una logica. Ha anche prodotto grandi atleti. Ma ha anche un problema fondamentale, che chiunque abbia mai praticato uno sport — anche a livello amatoriale — conosce bene: la gara non è un laboratorio. La palla non arriva mai esattamente dove ti aspetti. L&#8217;avversario non si muove come hai previsto. Il vento cambia direzione. Il terreno è diverso da quello su cui ti sei allenato. La fatica distorce le percezioni. Il gesto perfetto, in quelle condizioni, spesso non funziona. Infatti si parla ormai da decenni di sport di situazione.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Il CLA nasce esattamente da questa consapevolezza.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Non è il cervello che comanda</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">I fondamenti teorici del CLA affondano le radici in decenni di ricerca in psicologia ecologica e neuroscienze. Il lavoro del biologo e teorico del movimento Karl Newell, che negli anni Ottanta identificò per primo il ruolo dei <em>constraints</em> — vincoli — nell&#8217;apprendimento motorio, e poi quello di Keith Davids, professore all&#8217;Università di Sheffield e probabilmente il massimo esperto mondiale di dinamiche ecologiche applicate allo sport.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">La tesi di fondo è questa: il movimento &#8211; il gesto sportivo nello specifico &#8211; non è il risultato di un comando che parte dal cervello e scende al corpo. È qualcosa che emerge dal dialogo continuo tra il corpo, la mente e l&#8217;ambiente. Non c&#8217;è un centro di controllo che pianifica ogni gesto: c&#8217;è un sistema che percepisce e risponde, percepisce e risponde, in un loop costante e adattivo.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">James Gibson, psicologo americano, aveva chiamato <em>affordances</em> le opportunità d&#8217;azione che l&#8217;ambiente offre a chi lo abita. Una roccia non è solo una roccia: per un arrampicatore è una presa, per un trail runner è un ostacolo, per un bambino è qualcosa su cui saltare. Quello che vediamo dipende da quello che siamo e da quello che vogliamo fare. Il CLA costruisce ambienti ricchi di <em>affordances</em> rilevanti, situazioni che parlano al corpo nel suo linguaggio naturale.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Detto in modo più semplice: non si allena il gesto. Si allena la capacità di trovare la soluzione giusta in quella situazione specifica.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">I tre vincoli e come si manipolano</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Il cuore pratico del metodo sta nella classificazione dei vincoli in tre categorie.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Ci sono i <strong>vincoli dell&#8217;organismo</strong>: tutto quello che riguarda l&#8217;atleta — la sua morfologia, la sua forza, la sua esperienza, il suo stato emotivo quel giorno. Wembanyama è alto 2,24 metri con un&#8217;apertura alare di 2,43: il suo corpo non è quello di nessun altro essere umano che abbia mai giocato a basket. Non ha senso insegnargli a muoversi come qualcun altro. Così come non ha senso che un amatore da 1.80 metri voglia replicare i movimenti di Wembanyama.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Ci sono i <strong>vincoli ambientali</strong>: la luce, il rumore, il tipo di superficie, la temperatura, la presenza del pubblico. Chi ha mai corso su un sentiero di montagna sa che non esistono due metri di percorso uguali, e che il corpo deve adattarsi in continuazione senza che nessuno lo stia istruendo esplicitamente su come farlo. In fondo è la tesi di <a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/cultura/natural-born-heroes-il-nuovo-libro-di-chris-mcdougall/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">Natural Born Herose, il libro di Chris McDougall</a> che ha fatto seguito al successo di Born to Run.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Ci sono infine i <strong>vincoli del compito</strong>: le regole, le dimensioni del campo, il numero di avversari, il tipo di attrezzo, l&#8217;obiettivo specifico. E questi sono quelli che l&#8217;allenatore può manipolare più facilmente, costruendo situazioni che spingono l&#8217;atleta verso certi comportamenti senza prescriverglieli.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Un campo da gioco più piccolo aumenta la pressione e accelera le decisioni. Un 3 contro 2 obbliga a trovare soluzioni rapide fuori dagli schemi. La regola &#8220;puoi segnare solo con un colpo di testa&#8221; costringe a riorganizzare tutto il gioco offensivo. Non si dice all&#8217;atleta cosa fare: si costruisce un ambiente in cui certe soluzioni emergono naturalmente dai vincoli che si impostano, perché sono quelle che funzionano.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Disimparare è la parte difficile</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">C&#8217;è un concetto in particolare intorno a questa narrazione su Wembanyama che vale la pena fermarsi a considerare: il CLA, si dice, insegna soprattutto a <em>disimparare</em>.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Kelsey Plum, guardia delle Los Angeles Sparks e quattro volte All-Star WNBA, descrive così in un articolo la sua esperienza con il metodo: «Prima ero molto abile. Ma non credo di essere mai stata molto propositiva». È una distinzione sottile ma fondamentale. Essere abile significa saper replicare gesti acquisiti. Essere propositiva significa trovare soluzioni nuove quando i gesti acquisiti non bastano.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-663757" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/1024px-Mondiali_di_pallavolo_2014_15437127220.jpg" alt="CLA Il metodo di allenamento che sta cambiando tutto da Wembanyama al Liverpool" width="1024" height="683" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/1024px-Mondiali_di_pallavolo_2014_15437127220.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/1024px-Mondiali_di_pallavolo_2014_15437127220-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/1024px-Mondiali_di_pallavolo_2014_15437127220-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Gli atleti molto tecnici — quelli che hanno trascorso migliaia di ore a perfezionare movimenti specifici — sono spesso i più resistenti al CLA, proprio perché hanno automatismi molto consolidati da smontare. Il corpo tende a fare quello che sa fare, anche quando non è la risposta giusta. Disimparare è più difficile che imparare, perché richiede di mettere in discussione qualcosa che sembra sicuro.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Brandon Gomes, direttore generale dei Los Angeles Dodgers — una delle squadre di baseball più titolate degli ultimi anni — lo dice con la chiarezza di chi deve giustificare le scelte a una proprietà miliardaria: «Il CLA sta creando atmosfere diverse e una cultura in cui la parte più difficile della giornata nello sviluppo dei giocatori è l&#8217;allenamento». Non la partita. L&#8217;allenamento.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Ohtani: quando il corpo trova la strada da solo</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Nell&#8217;estate del 2023, Shohei Ohtani si trovava di fronte a una sfida di quelle che mettono fine alle carriere. Reduce dal secondo intervento chirurgico al gomito destro — quello del lancio, il braccio che lo aveva reso il giocatore più straordinario nella storia del baseball moderno, l&#8217;unico in grado di competere sia come pitcher che come battitore a livello d&#8217;élite — doveva ricostruire non solo la forza muscolare ma l&#8217;intera architettura percettivo-motoria del suo gesto.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Ha scelto di farlo attraverso i principi del CLA. Non tornando a un &#8220;lancio corretto&#8221; predefinito, non replicando i video del sé stesso prima dell&#8217;infortunio, ma ricostruendo dall&#8217;interno il dialogo tra percezione e azione, esponendosi a situazioni variabili che obbligassero il sistema corpo-mente a trovare le proprie soluzioni adattive.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">I risultati sono noti: nella stagione 2024 con i Los Angeles Dodgers, Ohtani ha firmato probabilmente la stagione offensiva più dominante della sua carriera. Ha contribuito in modo determinante alla vittoria delle World Series. Ha vinto per la terza volta il premio MVP della American League. Il corpo ha trovato la strada.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Liverpool, i Cavs, e una benda da pirata a Coverciano</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Non sono solo storie americane. Il Liverpool FC di Jürgen Klopp aveva integrato principi del CLA nel suo modello di gioco già da anni, costruendo esercitazioni che simulavano la complessità e l&#8217;imprevedibilità delle partite piuttosto che isolare gesti tecnici. I Cleveland Cavaliers e i Memphis Grizzlies hanno ingaggiato assistenti allenatori specificamente dedicati a integrare il CLA nelle routine quotidiane. Tuomas Iisalo, prima al Paris Basketball e poi a Memphis, è uno degli allenatori europei che più ha investito in questa direzione.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">E poi c&#8217;è un caso italiano che merita una menzione, anche perché racconta con un&#8217;immagine molto concreta cosa significa manipolare i vincoli dell&#8217;organismo. Silvio Baldini, commissario tecnico dell&#8217;Under 21 azzurra, aveva fatto allenare i suoi giocatori con una benda su un occhio — una vera benda da pirata, letteralmente. L&#8217;effetto è quello di alterare la percezione della profondità, costringendo il sistema nervoso a ricalibrare in tempo reale la relazione tra quello che vede e quello che fa. Non è una trovata estemporanea: è esattamente il tipo di manipolazione che il CLA prevede per uscire dalla zona di comfort sensoriale e obbligare il corpo a trovare nuovi equilibri.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">E noi? Già lo facciamo, senza saperlo</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">C&#8217;è un motivo per cui questa metodologia ci riguarda più di quanto sembri, anche se non giochiamo in NBA e non lanciamo come Ohtani.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Chi di noi ha mai fatto un&#8217;escursione in montagna, ha pedalato su un single track di ghiaia bagnata, si è trovato a gestire una parete di arrampicata su cui i passaggi non erano quelli che si aspettava, o ha sciato in un fuoripista dove la neve cambiava consistenza continuamente — sa già, nel proprio corpo, cosa significa il CLA. Sa cosa vuol dire non poter applicare un gesto memorizzato, dover leggere in tempo reale quello che il terreno ti dice, adattare il peso, la traiettoria, il ritmo senza che nessuno te lo stia istruendo.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-663758" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/markus-spiske-R5mkpdyqzY8-unsplash.jpg" alt="CLA Il metodo di allenamento che sta cambiando tutto da Wembanyama al Liverpool" width="1920" height="1280" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/markus-spiske-R5mkpdyqzY8-unsplash.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/markus-spiske-R5mkpdyqzY8-unsplash-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/markus-spiske-R5mkpdyqzY8-unsplash-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/markus-spiske-R5mkpdyqzY8-unsplash-768x512.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/markus-spiske-R5mkpdyqzY8-unsplash-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Tutta l&#8217;attività outdoor è, per sua natura, un training CLA. L&#8217;ambiente non è mai controllato, le variabili non sono mai le stesse, il corpo deve costantemente negoziare con quello che trova. È esattamente l&#8217;opposto della palestra con i pesi calibrati e lo specchio davanti: è un sistema aperto, vivo, imprevedibile.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">E la ricerca sembra darci ragione. Uno studio pubblicato sul <a href="https://socibracom.com/bjmb/index.php/bjmb/article/view/280" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external"><em>Journal of Motor Behavior</em> da Renshaw</a> e colleghi ha mostrato che atleti allenati in ambienti variabili sviluppano capacità di adattamento significativamente superiori rispetto a quelli allenati in condizioni standardizzate, anche quando poi vengono testati su compiti tecnici precisi. La variabilità, in altre parole, non distrae dall&#8217;apprendimento: lo accelera.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">La domanda che vale la pena farsi</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">C&#8217;è però un risvolto di questa storia che va oltre la metodologia sportiva, e che ha a che fare con come pensiamo all&#8217;apprendimento in generale.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Il modello tradizionale di allenamento — quello del gesto perfetto da replicare all&#8217;infinito — non è solo un metodo sportivo. È una metafora culturale. È lo stesso modello con cui insegniamo nelle scuole (esiste la risposta giusta, l&#8217;obiettivo è trovarla), con cui organizziamo molti ambienti di lavoro (esiste la procedura corretta, l&#8217;obiettivo è seguirla), con cui spesso alleniamo anche i bambini nello sport.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Il CLA dice qualcosa di diverso e in un certo senso più scomodo: che la risposta giusta non esiste in astratto o in assoluto, esiste solo in relazione alla situazione specifica in cui ti trovi. Che l&#8217;obiettivo non è avere la tecnica migliore, ma avere la capacità di trovare la soluzione migliore in quel momento, con quel corpo, in quell&#8217;ambiente. Che la variabilità non è un problema da eliminare ma una risorsa da coltivare.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Wembanyama in quella palestra di Los Angeles non stava imparando a essere un giocatore migliore nel senso classico del termine. Stava imparando a essere un sistema più adattivo. Stava allenando la capacità di rispondere all&#8217;imprevedibile — che è, in fondo, l&#8217;unica abilità che conta quando il fischio dell&#8217;arbitro segna l&#8217;inizio della partita.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">O quando il sentiero davanti a noi prende una piega che non avevamo previsto.</p>
<p><strong>LEGGI ANCHE: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/arrampicata/marko-prezelj-piolets-or-incertezza-montagna/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">Elogio dell&#8217;incertezza</a></strong></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><em>Fonti: Karl Newell, &#8220;Constraints on the development of coordination&#8221; (1986); Keith Davids, Chris Button, Simon Bennett, &#8220;Dynamics of Skill Acquisition&#8221; (2008); Ian Renshaw et al., &#8220;A Constraints-Led Approach to Practice Design in Athletics&#8221; (Journal of Motor Behavior); The Athletic / New York Times, settembre 2025; Repubblica, ottobre 2025.</em></p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Claudio Gervasoni' src='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/claudio-gervasoni/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Claudio Gervasoni</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Giornalista, autore, consulente nel digital marketing e sportivo praticante, scrive di outdoor, fitness, sport e tecnologia per importanti testate internazionali come Men’s Health, GQ, Wired e Starbene. Quando non scrive ama correre, fare escursioni in montagna a piedi o con la sua bici gravel, e camminare a piedi nudi.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="http://claudiogervasoni.wordpress.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">claudiogervasoni.wordpress.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Libri da (ri)leggere: Born to Run. Ci ricorda che il nostro corpo sa già tutto, e che noi lo stiamo dimenticando</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/cultura/libri-da-leggere-born-to-run-christopher-mcdougall/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Gervasoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Mar 2026 11:07:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[born to run]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
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					<description><![CDATA[C&#8217;è un momento nel libro di Christopher McDougall in cui tutto cambia. Non è la[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1280" height="720" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/maxresdefault.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Born to Run - Christopher McDougall" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/maxresdefault.jpg 1280w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/maxresdefault-300x169.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/maxresdefault-1024x576.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/maxresdefault-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /><br><br><p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">C&#8217;è un momento nel libro di Christopher McDougall in cui tutto cambia. Non è la gara. Non è l&#8217;incontro con i Tarahumara. È quando un ricercatore di Harvard di nome Daniel Lieberman gli spiega, con la precisione pacata di chi ha passato anni a studiare fossili e biomeccanica, che <strong>il corpo umano è una macchina da corsa</strong>. Non metaforicamente. Letteralmente, anatomicamente, evolutivamente. Il tendine di Achille, il legamento nucale che stabilizza la testa durante il passo, le ghiandole sudoripare distribuite su tutto il corpo, il gluteo massimo — uno dei muscoli più grandi dell&#8217;organismo umano, quasi inutile per camminare ma fondamentale per correre — sono tutti adattamenti specifici che l&#8217;evoluzione ha selezionato in due milioni di anni per fare di noi <strong>i migliori corridori di lunga distanza del pianeta</strong>.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Quasi ogni altro animale ci batte sui cento metri. Ma sui cinquanta chilometri, nella calura di mezzogiorno, un uomo allenato può inseguire un cervo fino a farlo collassare per il surriscaldamento. I Tarahumara lo sapevano. I Khoisan del Kalahari lo sanno ancora. I paleontologi l&#8217;hanno ricostruito dai fossili. Noi lo abbiamo dimenticato — e poi abbiamo costruito un&#8217;industria multimiliardaria per compensare quello che avevamo dimenticato.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><em>Born to Run</em> — <a class="underline underline underline-offset-2 decoration-1 decoration-current/40 hover:decoration-current focus:decoration-current" href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/cultura/born-to-run-libro-christopher-mcdougall-mondadori-recensione/" data-wpel-link="internal">pubblicato in Italia da Mondadori</a> nel 2014, quindici anni dopo la prima edizione americana — è il libro che racconta questa storia. Ma non è solo un libro sulla corsa. È un libro su <strong>come funziona il meccanismo con cui il progresso ci priva sistematicamente di competenze che abbiamo impiegato milioni di anni a sviluppare</strong>, convincendoci che ne abbiamo bisogno sempre di meno — e poi vendendoci la protesi tecnologica per compensare la perdita.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">La macchina da corsa più sofisticata del mondo indossa scarpe sbagliate</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">L&#8217;industria delle scarpe da running nasce negli anni Settanta. Prima di allora gli esseri umani correvano come avevano sempre corso: con suole sottili, con scarpe piatte, o scalzi (sì, Abebe Bikila). Poi Nike e le altre aziende del settore <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/running/verita-scientifiche-sulle-scarpe-da-running/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">introdussero l&#8217;ammortizzazione, il supporto della volta plantare, il drop — il dislivello tra tallone e punta — e il controllo della pronazione</a>. Tecnologie pensate per proteggere il piede dai traumi.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Il problema, documentato da McDougall con una serie di studi biomeccanici che il libro porta in superficie, è che <strong>più le scarpe proteggono il piede, meno il piede lavora</strong>. I muscoli intrinseci del piede si atrofizzano. Il tendine di Achille si accorcia. La muscolatura della caviglia si indebolisce. Il pattern di corsa cambia: con l&#8217;ammortizzazione spessa sotto il tallone diventa naturale attaccare con il tallone invece che con il mesopiede, generando un impatto molto più brusco sul ginocchio e sull&#8217;anca. Risultato paradossale ma documentato: più scarpe tecniche, più infortuni. L&#8217;industria che aveva promesso di proteggerci dai danni della corsa stava producendo esattamente quei danni.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">È il meccanismo che McDougall chiama, implicitamente, la trappola della soluzione che crea il problema che risolve. Non vendono solo scarpe. <strong>Vendono la soluzione a un problema che hanno loro stessi generato</strong> togliendo al piede la possibilità di fare quello che sa fare da due milioni di anni.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Regressione per progresso: il principio che vale per tutto</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Fin qui potrebbe sembrare una storia specifica, circoscritta al mondo del running e del marketing. Ma la tesi che <em>Born to Run</em> porta in superficie — anche se McDougall non la enuncia mai esplicitamente in questi termini — è molto più generale e molto più inquietante.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong>Ogni volta che deleghiamo una competenza corporea o cognitiva a uno strumento tecnologico, quella competenza regredisce.</strong> Non sparisce del tutto — la neuroplasticità lascia sempre qualche margine di recupero — ma si atrofizza, si fa lenta, si fa incerta. È lo stesso principio in tutte le scale.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Il GPS ci orienta, ma ci disabilita l&#8217;orientamento spaziale. Non è un&#8217;impressione: è fisiologia. L&#8217;ippocampo, la struttura cerebrale deputata alla memoria spaziale e alla costruzione di mappe mentali, è plastico — si sviluppa con l&#8217;uso e si riduce con il disuso. I tassisti londinesi, che fino a qualche anno fa dovevano memorizzare l&#8217;intera mappa di Londra per ottenere la licenza, avevano un ippocampo posteriore significativamente più sviluppato della media. Da quando la navigazione GPS è diventata la norma anche per loro, quella differenza si è ridotta. <strong>Stiamo letteralmente rimpicciolendo la parte del cervello che ci permette di capire dove siamo nel mondo</strong> — e <a class="underline underline underline-offset-2 decoration-1 decoration-current/40 hover:decoration-current focus:decoration-current" href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/elogio-del-perdersi/" data-wpel-link="internal">come avevamo scritto parlando dell&#8217;elogio del perdersi</a>, perdere la capacità di orientarsi non è solo un inconveniente pratico: è perdere un modo di stare nel mondo, di essere presenti, di leggere l&#8217;ambiente invece di attraversarlo guardando uno schermo.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-662807" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/71NVjnj9nGL._SL1500_.jpg" alt="Born to Run - Christopher McDougall" width="968" height="1500" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/71NVjnj9nGL._SL1500_.jpg 968w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/71NVjnj9nGL._SL1500_-194x300.jpg 194w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/71NVjnj9nGL._SL1500_-661x1024.jpg 661w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/71NVjnj9nGL._SL1500_-768x1190.jpg 768w" sizes="(max-width: 968px) 100vw, 968px" /></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Vale per la memoria. Gli smartphone ci ricordano tutto — compleanni, appuntamenti, numeri di telefono — e la nostra memoria episodica e semantica smette di allenarsi. Vale per il sonno: la luce artificiale ha disaccoppiato il nostro ritmo circadiano dal ciclo della luce naturale, con effetti documentati sulla qualità del riposo e sulla regolazione ormonale. Vale per l&#8217;alimentazione: i cibi ultraprocessati ci danno le calorie senza l&#8217;attività metabolica necessaria per ricavarle da cibi complessi, e il microbioma intestinale — uno degli ecosistemi più sofisticati che l&#8217;evoluzione abbia prodotto — degenera per mancanza di lavoro.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">E vale per la capacità di orientarsi nello spazio in senso più ampio. C&#8217;è un motivo per cui <a class="underline underline underline-offset-2 decoration-1 decoration-current/40 hover:decoration-current focus:decoration-current" href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/perche-i-maschi-non-si-perdono-quasi-mai-e-le-donne-non-sanno-leggere-una-mappa/" data-wpel-link="internal">uomini e donne mostrano differenze statisticamente significative nell&#8217;orientamento spaziale</a> — differenze che la ricerca riconduce a millenni di pressione evolutiva diversa, con i maschi selezionati per la caccia a lunga distanza e le femmine per la raccolta in territori conosciuti. Competenze diverse, entrambe sofisticate, entrambe preziose. Entrambe in via di obsolescenza accelerata nel momento in cui affidiamo a un algoritmo il compito di dirci dove andare.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong>In tutti questi casi il meccanismo è identico a quello delle scarpe ammortizzate di McDougall:</strong> lo strumento risolve un problema immediato e nel farlo elimina la necessità di esercitare la competenza che risolveva quel problema. Nel breve periodo è un guadagno. Nel lungo periodo è una perdita che non vediamo perché avviene lentamente, silenziosamente, senza che nessuno ci mandi una notifica.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">I bambini lo sanno ancora</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">C&#8217;è una cosa che McDougall osserva nel libro e che chiunque abbia trascorso tempo con bambini piccoli riconosce immediatamente: <strong>i bambini corrono</strong>. Non perché gli venga chiesto. Non perché si allenino. Perché correre è la risposta naturale di un corpo giovane all&#8217;eccitazione, alla curiosità, alla gioia, all&#8217;urgenza. Corrono verso qualcosa che li incuriosisce. Corrono per il piacere puro del movimento. Corrono perché è quello che fa un corpo umano quando non glielo impedisci.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Poi crescono. Vengono messi sulle sedie. Vengono trasportati in macchina. Vengono dotati di schermi che risolvono la noia senza richiedere movimento. E quella spinta istintiva — quella gioia fisica, immediata, gratuita del correre — si atrofizza come i muscoli del piede dentro le scarpe ammortizzate. Non sparisce del tutto. Ma diventa qualcosa che va recuperato con fatica, con disciplina, con un piano di allenamento e le scarpe giuste — e preferibilmente documentato su Strava.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong>Il paradosso è completo:</strong> siamo la specie che ha costruito la civiltà sulla capacità di correre, e siamo diventati una specie che deve imparare di nuovo a correre come se fosse una competenza acquisita, non innata.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Correre come atto di recupero</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Quello che <em>Born to Run</em> ha fatto — e il motivo per cui ha venduto milioni di copie e ha cambiato la vita di molte persone, corridori e non — non è stato convincere il mondo che correre scalzi è meglio che correre con le scarpe. Ha fatto qualcosa di più sottile e più importante: <strong>ha ricordato a milioni di persone che il loro corpo non è un problema da risolvere con la tecnologia giusta, ma uno strumento straordinario con una storia evolutiva di due milioni di anni alle spalle</strong>.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">È lo stesso insight che Thoreau aveva portato a Walden — <a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/cultura/walden-ovvero-vita-nei-boschi-henry-david-thoreau-libri-da-leggere/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">vivere deliberatamente, affrontare i fatti essenziali dell&#8217;esistenza</a> — applicato alla biologia invece che alla filosofia. È la stessa domanda che percorre tutta questa serie di libri, declinata stavolta nel modo più concreto e più fisico possibile: <strong>quanta parte di quello che siamo, di quello che sappiamo fare, di quello che proviamo a fare stiamo delegando a sistemi che ci semplificano la vita nel breve periodo e ci impoveriscono nel lungo?</strong></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">La risposta non è buttare le scarpe e correre scalzi su un sentiero di montagna — anche se qualcuno lo fa, con risultati interessanti. La risposta è più difficile e meno immediata: <strong>prestare attenzione a quello che si perde ogni volta che si guadagna comodità</strong>. Chiedersi se quella perdita vale il guadagno. E ogni tanto, deliberatamente, scegliere la strada più lunga — quella che richiede di usare le gambe, la testa, i piedi, i sensi — invece di quella che richiede solo di seguire le istruzioni.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">I Tarahumara non corrono perché non hanno alternative. Corrono perché hanno capito — o forse semplicemente non hanno dimenticato — che correre è quello che sono.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Noi stiamo ancora cercando di ricordarlo.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><em>Born to Run di Christopher McDougall è <a href="https://www.amazon.it/Born-Run-Christopher-McDougall/dp/880472000X/ref=sr_1_1?crid=19DE72AFEB38L&amp;dib=eyJ2IjoiMSJ9.J5OjzTniwfeCqlIeO2zFaVGiqMGYjaNqugDUzPh1SdMXjhyYt-eu6X6qa2G1AYoTTFCdIQuWI2ZGMpFzrfOnqgGScbxodnei6TPI_JzvEgZ16CMvAKS3QUWvZBONjuXrz_Dur0mLHUVsoIoHfB6oRPX4-1H-atnMumRrbiy1WcHMUb9bStg4HAMDkKzmJe3nxeTXYGSXMKIFPAYU-dyqAV9Vuvhd5DxgcTDiVRS0gyIjLParS7Azh4by4CoyUDxm_8FUPBRxTzZdYxF_JsYOTvJKDGnHcThEUeYC2nJy-6M.keDv_aIUNKxbmM1lGxwIJa0AEFwPtot5LPlBi6SymXY&amp;dib_tag=se&amp;keywords=born+to+run&amp;qid=1772121562&amp;sprefix=bonr+to+%2Caps%2C294&amp;sr=8-1tag=sportoutdoor2-21" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">disponibile in italiano nella traduzione Mondadori</a>.</em></p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Claudio Gervasoni' src='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/claudio-gervasoni/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Claudio Gervasoni</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Giornalista, autore, consulente nel digital marketing e sportivo praticante, scrive di outdoor, fitness, sport e tecnologia per importanti testate internazionali come Men’s Health, GQ, Wired e Starbene. Quando non scrive ama correre, fare escursioni in montagna a piedi o con la sua bici gravel, e camminare a piedi nudi.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="http://claudiogervasoni.wordpress.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">claudiogervasoni.wordpress.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Libri da (ri)leggere: Into the Wild. Perché continuiamo ad amare un ragazzo che è morto per i suoi errori</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/cultura/libri-da-rileggere-into-the-wild-perche-continuiamo-ad-amare-un-ragazzo-che-e-morto-per-i-suoi-errori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Gervasoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Feb 2026 16:50:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[into the wild]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel 2020 le autorità dell&#8217;Alaska hanno rimosso con un elicottero militare il Bus 142, un[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1000" height="563" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/MCDINTH_EC401-16x9-1.png" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/MCDINTH_EC401-16x9-1.png 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/MCDINTH_EC401-16x9-1-300x169.png 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/MCDINTH_EC401-16x9-1-768x432.png 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><br><br><p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Nel 2020 le autorità dell&#8217;Alaska hanno rimosso con un elicottero militare il Bus 142, un vecchio Fairbanks City Transit arrugginito abbandonato da decenni lungo lo Stampede Trail, a una ventina di chilometri dalla città di Healy. Lo hanno fatto perché ogni anno decine di persone si mettevano in pericolo — e alcune morivano — cercando di raggiungerlo. Il bus era diventato famoso perché Chris McCandless ci aveva vissuto per 113 giorni nell&#8217;estate del 1992 prima di morirci. Jon Krakauer aveva raccontato la sua storia in un articolo di <em>Outside</em> nel 1993, poi in un libro nel 1996, poi Sean Penn ne aveva fatto un film nel 2007. E il Bus 142, che McCandless aveva scelto come rifugio estremo perché era lontano da tutto e da tutti, era diventato una delle mete di pellegrinaggio outdoor più fotografate d&#8217;America.</p>
<h2>Libri da (ri)leggere: Into the Wild. Perché continuiamo ad amare un ragazzo che è morto per i suoi errori</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong>Il ragazzo che era fuggito dalla civiltà era diventato una destinazione turistica.</strong> Il luogo della sua morte era diventato uno sfondo per selfie. L&#8217;Alaska State Troopers aveva salvato e recuperato così tante persone lungo lo Stampede Trail — tra cui <a class="underline underline underline-offset-2 decoration-1 decoration-current/40 hover:decoration-current focus:decoration-current" href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/into-the-wild-5-italiani-salvati-in-alaska-dopo-aver-visitato-il-bus-dove-e-morto-christopher-mccandless/" data-wpel-link="internal">cinque italiani nel 2020</a> — che alla fine avevano deciso che l&#8217;unica soluzione era eliminare l&#8217;oggetto del desiderio. C&#8217;è tutto quello che c&#8217;è da sapere su <em>Into the Wild</em> — sul libro, sul mito, e su di noi — già in questa storia.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Il libro e il mito sono due cose diverse</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><em>Into the Wild</em> di Jon Krakauer — lo stesso autore che pochi anni prima aveva raccontato la commercializzazione dell&#8217;Everest in <a class="underline underline underline-offset-2 decoration-1 decoration-current/40 hover:decoration-current focus:decoration-current" href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/cultura/aria-sottile-krakauer/" data-wpel-link="internal"><em>Aria Sottile</em></a> — è un libro che fa una cosa rara: cerca di capire un ragazzo senza assolverlo. Krakauer non trasforma McCandless in un eroe. Lo segue, lo ricostruisce giorno per giorno attraverso le lettere, il diario, le testimonianze di chi lo aveva incontrato lungo la strada. E quello che emerge è un ritratto complesso: un giovane intelligente, idealista, capace di gesti di generosità straordinaria, ma anche rigido, arrogante, incapace di accettare i propri limiti e quelli degli altri. Un ragazzo che amava la natura ma non la conosceva davvero. Che voleva la libertà totale ma non aveva ancora capito che la libertà totale, senza competenza e senza umiltà, può uccidere.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-662695" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/61ALdmTESL._AC_UF10001000_QL80_.jpg" alt="Into the Wild" width="674" height="1000" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/61ALdmTESL._AC_UF10001000_QL80_.jpg 674w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/61ALdmTESL._AC_UF10001000_QL80_-202x300.jpg 202w" sizes="(max-width: 674px) 100vw, 674px" /></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Krakauer lo sa, e lo dice. Sa anche che in McCandless riconosce qualcosa di sé — lo dice esplicitamente, portando nel libro la storia delle proprie avventure giovanili spericolate in Alaska — e che quella riconoscibilità è parte di ciò che lo rende straordinario come personaggio. <strong>McCandless non è un caso clinico. È uno specchio.</strong></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Ma il mito che si è costruito intorno a lui nel corso di trent&#8217;anni è qualcosa di completamente diverso dal libro. Il mito ha preso McCandless, ha eliminato le sue contraddizioni, ha lucidato la sua storia fino a renderla una favola: il giovane ribelle che rifiuta il conformismo, abbandona tutto, va a vivere nella wilderness. Libero. Puro. Autentico. Il fatto che sia morto a 24 anni di fame e avvelenamento in un autobus arrugginito è diventato quasi un dettaglio — o peggio, il suggello romantico della storia, la prova suprema della sua coerenza.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong>Il problema è che questo mito ha fatto esattamente quello che McCandless voleva evitare: lo ha trasformato in un prodotto.</strong></p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">La libertà come fuga e come ricerca</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Per capire perché <em>Into the Wild</em> continua a parlare a generazioni di lettori — e perché continua a farlo in modo così potente — bisogna capire cosa cercava davvero McCandless. Non l&#8217;avventura estrema, non la sopravvivenza wilderness, non la fama postuma. Cercava qualcosa di molto più semplice e molto più difficile: <strong>voleva smettere di recitare</strong>.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Veniva da una famiglia benestante, aveva studiato in un&#8217;università d&#8217;élite, aveva davanti a sé una strada già tracciata dal ceto sociale di appartenenza. Una strada che sentiva falsa, performativa, costruita intorno all&#8217;apparenza e all&#8217;accumulo. Donò i suoi risparmi a un&#8217;associazione benefica, abbandonò la macchina, bruciò i soldi che aveva in tasca e partì. Non verso qualcosa di preciso: via da qualcosa di molto preciso. Via dalla società delle aspettative, della carriera, del possesso, dell&#8217;identità prestabilita.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">È un impulso che Thoreau avrebbe riconosciuto immediatamente — e non è un caso che McCandless portasse con sé <em>Walden</em> nell&#8217;ultimo viaggio in Alaska (<strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/cultura/walden-ovvero-vita-nei-boschi-henry-david-thoreau-libri-da-leggere/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">altro libro da ri/leggere</a></strong>). Ma è anche un impulso che appartiene a una tradizione molto più antica e più universale: quella di chi sente che la vita sociale, con le sue regole e le sue maschere, soffoca qualcosa di essenziale. I mistici del deserto, i monaci zen, i vagabondi del Dharma di Kerouac. <strong>Il desiderio di togliersi di dosso il peso dell&#8217;identità costruita e scoprire cosa rimane.</strong></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Quello che rende McCandless diverso — e più tragico — è che cercava questa libertà in modo assoluto, senza mediazioni, senza la possibilità di tornare indietro. E che la cercava da solo, convinto che la solitudine fosse una condizione necessaria dell&#8217;autenticità. Una delle ultime frasi scritte sul suo diario prima di morire recita: &#8220;<em>La felicità è reale solo se condivisa</em>&#8220;. È una frase che suona come una resa, o forse come una scoperta tardiva. O forse come la cosa più matura che abbia mai scritto.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Christopher Knight e la differenza tra romanticismo e radicalità</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Nel 1986, mentre McCandless era ancora al liceo, un uomo di 20 anni di nome Christopher Knight lasciò la sua macchina con il serbatoio vuoto in una strada del Maine ed entrò nel bosco. Non scrisse nessun diario. Non mandò lettere. Non lasciò nessun messaggio. Sparì e basta. Ci rimase 27 anni.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><a class="underline underline underline-offset-2 decoration-1 decoration-current/40 hover:decoration-current focus:decoration-current" href="https://www.sportoutdoor24.it/news/christopher-knight-luomo-che-per-27-anni-ha-vissuto-nascosto-nei-boschi-del-maine/" data-wpel-link="internal">La storia di Christopher Knight</a> — il cosiddetto &#8220;eremita del Nord Pond&#8221;, arrestato nel 2013 dopo centinaia di furti nelle case e nei campeggi della zona che usava per sopravvivere — è l&#8217;anti-mito di <em>Into the Wild</em>. Knight non era romantico. Non aveva letto Thoreau. Non cercava se stesso. Aveva semplicemente deciso, con una determinazione silenziosa e assoluta, che non voleva vivere nella società umana, e lo aveva fatto. Per quasi tre decenni, attraverso inverni del Maine che toccano i meno trenta, con una competenza tecnica e una disciplina mentale straordinarie.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-662697" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/into-rhe-dw.jpg" alt="" width="750" height="501" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/into-rhe-dw.jpg 750w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/into-rhe-dw-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" /></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Non divenne famoso finché non fu catturato. Non aveva follower. Non aveva una storia da raccontare. <strong>Mentre McCandless cercava l&#8217;autenticità e ci morì sopra, Knight la viveva in silenzio e senza spettatori.</strong> È difficile non chiedersi quale delle due storie sia più vicina a quello che entrambi cercavano.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">La differenza tra i due è anche la differenza tra il romanticismo della libertà e la sua pratica radicale. McCandless voleva essere libero <em>e</em> testimoniare la propria libertà — il diario, le fotografie, le lettere agli amici descrivendo le proprie avventure. Il tutto in un&#8217;epoca pre-social e pre-Internet, praticamente. C&#8217;era ancora, in lui, il bisogno di un pubblico, anche piccolo, anche immaginario. Knight aveva eliminato anche quello. La sua libertà non aveva bisogno di essere raccontata per esistere.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Il mito che divora se stesso</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Torniamo al Bus 142 e a quello che la sua storia ci dice. Nei decenni successivi all&#8217;uscita del film di Sean Penn, lo Stampede Trail è diventato uno dei percorsi outdoor più cercati su Google. Migliaia di persone ogni anno si avventuravano in quella zona dell&#8217;Alaska — spesso impreparate, spesso sottovalutando il fiume Teklanika che bisogna attraversare, lo stesso che aveva intrappolato McCandless impedendogli di tornare indietro quando aveva deciso di farlo. Alcune ci rimettevano la vita. Le autorità locali erano esasperate.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong>Il mito di un uomo che era morto per aver sottovalutato la natura selvaggia stava causando la morte di persone che sottovalutavano la natura selvaggia per andare a vedere dove era morto quell&#8217;uomo.</strong> Il cerchio è così perfetto da sembrare costruito apposta.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Ma non è costruito apposta. È il meccanismo naturale di come funziona l&#8217;iconografia pop quando si impossessa di una storia. Il senso critico viene estratto, il fascino viene amplificato, il messaggio originale viene invertito. McCandless scappava dalla società dei consumi — e il suo mito è diventato oggetto di consumo. Krakauer scriveva sulla commercializzazione dell&#8217;avventura — e il suo libro è diventato materiale di marketing per destinazioni turistiche. <strong>Il sistema che entrambi criticavano li ha metabolizzati con una facilità e una velocità impressionanti.</strong></p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Cosa cercavamo davvero in quella storia</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Eppure, detto tutto questo, <em>Into the Wild</em> funziona ancora. Il libro, non il mito. Funziona perché tocca qualcosa di reale e di permanente: quel disagio specifico che si prova quando si sente che la vita che si sta vivendo non è del tutto propria. Che le scelte che si stanno facendo rispondono più alle aspettative degli altri che a qualcosa di autentico. Che da qualche parte, sotto gli strati di identità sociale costruita, c&#8217;è qualcosa che non ha ancora avuto il permesso di esistere.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">È un disagio che oggi è più diffuso che mai, e che trova espressione in modi che McCandless non avrebbe riconosciuto: il digital detox, il slow travel, il van living, il movimento del downshifting, la ricerca ossessiva di esperienze &#8220;autentiche&#8221; in un mondo sempre più mediato. <strong>Tutte risposte legittime a un problema reale. Tutte potenzialmente svuotate del loro significato nel momento in cui diventano esse stesse tendenze, estetiche, contenuti da produrre e consumare.</strong></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">La domanda che <em>Into the Wild</em> pone — e che nessuna quantità di pellegrinaggi al Bus 142 può rispondere — è semplice e brutale: <strong>quanto di quello che fai è davvero tuo?</strong> Quanto delle esperienze che cerchi stai cercando per te, e quanto per l&#8217;immagine di te che quelle esperienze costruiscono agli occhi degli altri — anche solo agli occhi di quel pubblico immaginario che ognuno di noi porta dentro?</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">McCandless aveva eliminato tutto il superfluo per trovare risposta a questa domanda. Ha trovato anche che la solitudine assoluta non era la risposta — ma almeno si era fatto la domanda sul serio, fino in fondo, senza sconti.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Noi possiamo permetterci di farcela in condizioni meno estreme. Il punto è farcela davvero, senza trasformare anche quella in un contenuto.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><em>Into the Wild di Jon Krakauer è disponibile in italiano nella traduzione pubblicata da Corbaccio. Sul tema, abbiamo anche raccontato <a class="underline underline underline-offset-2 decoration-1 decoration-current/40 hover:decoration-current focus:decoration-current" href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/alaska-into-the-wild-reportage-intervista-foto/" data-wpel-link="internal">il reportage fotografico di Emanuele Equitani in Alaska sulle tracce di McCandless</a> e <a class="underline underline underline-offset-2 decoration-1 decoration-current/40 hover:decoration-current focus:decoration-current" href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/into-the-wild-in-italia-viaggio-nelle-aree-piu-remote-e-selvagge/" data-wpel-link="internal">i luoghi selvaggi in Italia per chi cerca la propria versione di quella storia</a>.</em></p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Claudio Gervasoni' src='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/claudio-gervasoni/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Claudio Gervasoni</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Giornalista, autore, consulente nel digital marketing e sportivo praticante, scrive di outdoor, fitness, sport e tecnologia per importanti testate internazionali come Men’s Health, GQ, Wired e Starbene. Quando non scrive ama correre, fare escursioni in montagna a piedi o con la sua bici gravel, e camminare a piedi nudi.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="http://claudiogervasoni.wordpress.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">claudiogervasoni.wordpress.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Perché gli sport delle Olimpiadi ci dicono chi eravamo e cosa siamo diventati?</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/cultura/perche-gli-sport-delle-olimpiadi-ci-dicono-chi-eravamo-e-cosa-siamo-diventati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Gervasoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Feb 2026 17:17:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[Ogni volta che ci sono le Olimpiadi, anche adesso per quelle invernali di MIlano Cortina[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1920" height="1580" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/Sport-Olimpici.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Perché gli sport delle Olimpiadi ci dicono chi eravamo e cosa siamo diventati?" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/Sport-Olimpici.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/Sport-Olimpici-300x247.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/Sport-Olimpici-1024x843.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/Sport-Olimpici-768x632.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/Sport-Olimpici-1536x1264.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><br><br><p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Ogni volta che ci sono le Olimpiadi, anche adesso per quelle invernali di MIlano Cortina 2026, mi chiedo: ma questo sport da dove è venuto fuori? E perché ci sono sport Olimpici e altri sport non lo sono? La risposta, o almeno una risposta, è che <strong>non tutti gli sport sono stati creati uguali</strong>. O meglio: che non tutti gli sport sono uguali nel senso che hanno la stessa origine. Il che non significa che alcuni siano più nobili o più belli degli altri. Ma che alcuni vengono da un posto completamente diverso rispetto agli altri. <strong>Sport come la corsa o il nuoto o lo sci vengono dal fondo del tempo</strong>, da quando correre, nuotare e spostarsi sulla neve non era un hobby ma una necessità. Una questione di sopravvivenza. <strong>Sport come il calcio o il tennis vengono invece da <em>qui e ora</em>, dalla civiltà moderna e dalle sue sovrastrutture</strong>, dal gioco, dall&#8217;invenzione, dalla fantasia umana di creare regole e strutture che prima non esistevano. È una distinzione che sembra semplice, ma quando cominci a tirarla diventa sorprendentemente profonda.</p>
<h2>Perché gli sport delle Olimpiadi ci dicono chi eravamo e cosa siamo diventati?</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">E allora le Olimpiadi, se le guardi con questo filtro, diventano qualcosa di più di una rassegna di discipline sportive. Diventano una <strong>specie di archivio dell&#8217;umanità: da una parte quello che eravamo, dall&#8217;altra quello che abbiamo inventato e siamo diventati</strong>.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Il movimento funzionale arcaico che viene da lontano e diventa sport</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">C&#8217;è un <strong>biologo evolutivo di Harvard che si chiama Daniel Lieberman</strong>, e che nel suo libro <a href="https://www.amazon.it/s?k=exercised+daniel+lieberman&amp;crid=3CUCH0837IXC4&amp;sprefix=Daniel+Lieberman++Exercised%2Caps%2C378&amp;ref=nb_sb_ss_mvt-t11-ranker_1_26tag=sportoutdoor2-21" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external"><em>Exercised</em></a> (2020) sostiene una cosa che sembra ovvia ma non lo è: il nostro corpo è stato modellato dall&#8217;evoluzione per fare certe cose specifiche, e quelle cose sono esattamente le attività fisiche più antiche che conosciamo. Correre, saltare, lanciare, nuotare, arrampicarsi, portare pesi, combattere.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">La corsa di resistenza in particolare è al centro della sua teoria della <em>persistence hunting</em>, la caccia per sfinimento: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/cultura/born-to-run-libro-christopher-mcdougall-mondadori-recensione/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">per centinaia di migliaia di anni i nostri antenati cacciavano semplicemente correndo dietro alla preda</a> fino a farla collassare per il calore, perché noi siamo la specie più efficiente del pianeta nel disperdere calore attraverso il sudore. Il tendine d&#8217;Achille, i glutei potenti, la testa stabile sul collo, la capacità di respirare indipendentemente dal passo — sono tutti adattamenti evolutivi che non hanno senso per un primate arrampicatore ma sono perfetti per un corridore bipede a lungo raggio.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-662378" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/chau-cedric-6GinD-1NwE-unsplash.jpg" alt="Perché gli sport delle Olimpiadi ci dicono chi eravamo e cosa siamo diventati?" width="1920" height="1280" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/chau-cedric-6GinD-1NwE-unsplash.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/chau-cedric-6GinD-1NwE-unsplash-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/chau-cedric-6GinD-1NwE-unsplash-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/chau-cedric-6GinD-1NwE-unsplash-768x512.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/chau-cedric-6GinD-1NwE-unsplash-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Quello che Lieberman ci dice, in sostanza, è che <strong>la maratona olimpica non è uno sport inventato</strong>: <strong>è la messa in forma competitiva di qualcosa che il corpo umano fa da sempre</strong>, e per cui è stato letteralmente costruito.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Lo stesso vale per quasi tutto quello che vediamo nella prima grande famiglia degli sport. Correre veloce (fuggire o inseguire). Correre a lungo (spostarsi, cacciare). Saltare in lungo o in alto (superare ostacoli naturali). Lanciare (il giavellotto è una lancia da caccia — non metaforicamente, è <em>proprio</em> una lancia). Nuotare (attraversare fiumi, mari, sopravvivere). Il canottaggio. I tuffi, nella loro forma primordiale di salti nell&#8217;acqua. L&#8217;arrampicata. Il sollevamento pesi. La lotta e il pugilato, che sono combattimento con regole — le regole sono la cornice civile, ma l&#8217;atto è quello che è sempre stato. E poi lo sci: lo sci di fondo è spostarsi sulla neve, il biathlon è cacciare sulla neve (letteralmente: correre su sci e poi sparare a bersagli), e anche lo slalom è scendere da una montagna evitando ostacoli — che siano porte o alberi poco cambia.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Questi sport hanno tutti in comune una cosa: <strong><em>esisterebbero anche senza di noi</em></strong>. Nel senso che l&#8217;attività fisica che li costituisce esisteva prima che qualcuno decidesse di farne uno sport. Le regole sono arrivate dopo, come un contenitore. Il contenuto era già lì.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Il gioco codificato che l&#8217;uomo ha inventato culturalmente</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Poi c&#8217;è l&#8217;altra famiglia. E qui il punto di partenza non è la sopravvivenza ma il gioco.  Nel 1938 lo <strong>storico olandese Johan Huizinga</strong> pubblicò <a href="https://www.amazon.it/s?k=johan+huizinga+homo+ludens&amp;crid=ETZJVVP673FV&amp;sprefix=Johan+Huizinga%2Caps%2C279&amp;ref=nb_sb_ss_mvt-t11-ranker_1_14tag=sportoutdoor2-21" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external"><em>Homo Ludens</em></a>, un libro in cui sosteneva che il gioco non è qualcosa che l&#8217;uomo fa nelle ore libere dalla vita seria: <strong>è una categoria antropologica fondamentale, qualcosa di costitutivo della natura umana</strong> quanto il lavoro o il linguaggio. Il gioco ha delle caratteristiche precise: è libero (si fa perché si vuole), è separato dalla vita ordinaria (ha un tempo e uno spazio definiti), è incerto (altrimenti non sarebbe un gioco), è improduttivo (non produce nulla al di fuori di sé stesso), è regolato (ha leggi proprie, arbitrarie ma vincolanti) e è finzionale (si svolge in una realtà altra rispetto alla vita normale).</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Ecco: il calcio, il basket, la pallavolo, il rugby, il tennis, il ping pong, il baseball, il cricket sono esattamente questo. Sono <strong>giochi codificati</strong>. Nessuno di questi sport esiste in natura. Il campo da calcio non è un prato qualunque, il canestro non è un albero, la racchetta non è una mano. Sono tutti strumenti e strutture <em>inventati</em>, regole <em>arbitrarie</em> che qualcuno a un certo punto ha stabilito e che avrebbero potuto essere completamente diverse — e in effetti cambiano spesso nel tempo, vengono modificate, si aggiornano.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-662379" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/alfred-kenneally-XqFeVprJ3jQ-unsplash.jpg" alt="Perché gli sport delle Olimpiadi ci dicono chi eravamo e cosa siamo diventati?" width="1920" height="1280" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/alfred-kenneally-XqFeVprJ3jQ-unsplash.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/alfred-kenneally-XqFeVprJ3jQ-unsplash-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/alfred-kenneally-XqFeVprJ3jQ-unsplash-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/alfred-kenneally-XqFeVprJ3jQ-unsplash-768x512.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/alfred-kenneally-XqFeVprJ3jQ-unsplash-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Il neuroscienziato Jaak Panksepp ha <a href="https://nifplay.org/what-is-play/biological-drive-to-play/" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">identificato il PLAY — il gioco — come uno dei sette sistemi emotivi primari nei mammiferi</a>, presente in tutte le specie che lo hanno studiato. Ma anche Panksepp distingue il gioco dalla caccia, dall&#8217;esplorazione, dalla lotta: sono sistemi diversi, con circuiti neurali diversi. <strong>I cuccioli di qualsiasi specie giocano, e nel gioco <em>simulano</em> le attività di sopravvivenza</strong> — si rincorrono, si azzuffano, si nascondono — ma in un contesto chiaramente artificiale e sicuro. Il gioco è la prova generale, non la cosa vera.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">In questo senso <strong>gli sport della seconda famiglia sono la forma adulta, organizzata e istituzionalizzata di quello stesso istinto al gioco che vediamo nei cuccioli</strong>. Non vengono dal bisogno di sopravvivere: vengono dal bisogno di giocare, che è un bisogno altrettanto reale, solo di natura diversa.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Il test del bambino cresciuto su un&#8217;isola deserta</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Immaginiamo un bambino cresciuto completamente isolato, senza cultura, senza socializzazione, senza televisione o libri o altri esseri umani. A un certo punto viene portato davanti a due scene: nella prima, una gara dei 100 metri piani. Nella seconda, una partita di calcio.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">La gara dei 100 metri la capirebbe immediatamente, senza che nessuno gliela spiegasse. Vede persone che corrono, e capisce che quello che arriva primo ha vinto. Il significato è incorporato nell&#8217;azione, è leggibile senza codici culturali.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">La partita di calcio è incomprensibile. Perché ventidue persone si contendono una palla rotonda? Perché non si può prenderla con le mani? Cosa sono quelle reti ai lati del campo? Perché a volte si fischia e il gioco si ferma? Senza la cultura di riferimento, una partita di calcio non ha senso. È un testo scritto in un linguaggio che bisogna imparare.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-662380" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/sporlab-_CuHGtmRkkI-unsplash-scaled.jpg" alt="Perché gli sport delle Olimpiadi ci dicono chi eravamo e cosa siamo diventati?" width="1707" height="2560" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/sporlab-_CuHGtmRkkI-unsplash-scaled.jpg 1707w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/sporlab-_CuHGtmRkkI-unsplash-200x300.jpg 200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/sporlab-_CuHGtmRkkI-unsplash-683x1024.jpg 683w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/sporlab-_CuHGtmRkkI-unsplash-768x1152.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/sporlab-_CuHGtmRkkI-unsplash-1024x1536.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/sporlab-_CuHGtmRkkI-unsplash-1365x2048.jpg 1365w" sizes="(max-width: 1707px) 100vw, 1707px" /></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Questa è la distinzione fondamentale: <strong>gli sport primari sono <em>universali biologici</em></strong>, comprensibili a chiunque perché parlano il linguaggio del corpo che tutti condividiamo. <strong>Gli sport costruiti culturalmente sono <em>specifici culturali</em></strong>, che richiedono di essere stati socializzati in quella cultura per essere davvero compresi e apprezzati.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Non è un caso che il cricket sia incomprensibile per la maggior parte degli europei che non siano britannici, e lo stesso vale per il baseball fuori dagli USA, che il calcio gaelico esista sostanzialmente solo in Irlanda, e così via. Sono sistemi di regole inventati in contesti culturali specifici, e per capirli devi essere cresciuto dentro quella cultura o averla assimilata. La maratona, invece, non ha bisogno di traduzione.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">No, non è una gerarchia</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">A questo punto qualcuno potrebbe pensare che la prima famiglia valga di più della seconda, perché viene da più lontano, perché è più &#8220;autentica&#8221;. Sarebbe un errore. <strong>Huizinga sosteneva che il gioco è una delle attività più serie e più dense di significato che l&#8217;uomo possa fare</strong>. Quando dici a qualcuno che stai &#8220;solo giocando&#8221; stai sminuendo qualcosa che in realtà è profondamente umano. Il gioco codificato — il calcio, il tennis, il basket — ha generato culture intere, identità collettive, rituali sociali, opere d&#8217;arte, passioni transgenerazionali che non hanno nulla da invidiare alle altre forme di espressione umana.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">E poi c&#8217;è un dettaglio che complica tutto in modo interessante: dentro la stessa famiglia degli sport primari esistono versioni che scivolano verso il gioco. Lo sci di fondo è movimento primario puro. Il freestyle sugli sci è già altro: è esibizione, è coreografia, è arte acrobatica. Nessuno è mai scappato da un predatore facendo un backflip in halfpipe. Eppure tecnicamente si chiama ancora &#8220;sci&#8221;.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Perché questa distinzione ci interessa</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">A parte la curiosità intellettuale — che già basterebbe — questa distinzione ha qualcosa da dirci su come viviamo lo sport, sia come praticanti che come spettatori.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Se gli sport primari parlano il linguaggio del corpo che abbiamo ereditato dall&#8217;evoluzione, forse c&#8217;è una ragione per cui molte persone si avvicinano più naturalmente alla corsa, al nuoto, all&#8217;arrampicata, allo sci di fondo che non al calcio o al tennis. Non perché siano più facili — anzi, spesso sono più duri — ma perché <em>il corpo li riconosce</em>. Sa già, in qualche modo, cosa significano. Sa cosa vuol dire correre forte, sa cosa vuol dire spingere su una salita, sa cosa vuol dire stare a galla.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Gli sport costruiti culturalmente invece richiedono un apprendimento diverso: non solo tecnico, ma culturale. Devi capire l&#8217;essenza del gioco prima di poterlo amare davvero. E questo apprendimento di solito avviene nell&#8217;infanzia, in famiglia, nel quartiere — è quasi sempre una trasmissione sociale.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Il bello delle Olimpiadi forse è proprio questo, e cioè che ogni quattro anni ci rimettono davanti entrambe le cose insieme: chi eravamo, e cosa siamo diventati. E forse la vera domanda non è quale delle due famiglie valga di più ma capire quale delle due, in questo momento della tua vita, ti stia chiamando.</p>
<p><strong>LEGGI ANCHE</strong></p>
<p><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/psicologia/cosa-ci-insegnano-le-olimpiadi-su-errore-fallimento-e-delusione/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">Cosa ci insegnano le Olimpiadi su errore, fallimento e delusione?</a></strong></p>
<p><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/news/perche-alle-olimpiadi-invernali-la-norvegia-vince-piu-di-tutti/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">Perché alle Olimpiadi invernali la Norvegia vince più di tutti</a></strong></p>
<p><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/nuoto/ce-ancora-qualcuno-che-pensa-che-i-neri-non-possono-nuotare-velocemente/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">C&#8217;è ancora qualcuno che pensa che i neri non possono nuotare velocemente?</a></strong></p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Claudio Gervasoni' src='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/claudio-gervasoni/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Claudio Gervasoni</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Giornalista, autore, consulente nel digital marketing e sportivo praticante, scrive di outdoor, fitness, sport e tecnologia per importanti testate internazionali come Men’s Health, GQ, Wired e Starbene. Quando non scrive ama correre, fare escursioni in montagna a piedi o con la sua bici gravel, e camminare a piedi nudi.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="http://claudiogervasoni.wordpress.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">claudiogervasoni.wordpress.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Libri da (ri)leggere: Walden ovvero vita nei boschi. Scritto nel 1854, parla esattamente di noi oggi</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/cultura/walden-ovvero-vita-nei-boschi-henry-david-thoreau-libri-da-leggere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Gervasoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Feb 2026 17:01:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Henry David Thoreau]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[walden pond]]></category>
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					<description><![CDATA[C&#8217;è una frase di Walden ovvero vita nei boschi di Henry David Thoreau che, letta[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1920" height="1280" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/Walden-ovvero-vita-nei-boschi-Henry-David-Thoreau.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Walden ovvero vita nei boschi" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/Walden-ovvero-vita-nei-boschi-Henry-David-Thoreau.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/Walden-ovvero-vita-nei-boschi-Henry-David-Thoreau-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/Walden-ovvero-vita-nei-boschi-Henry-David-Thoreau-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/Walden-ovvero-vita-nei-boschi-Henry-David-Thoreau-768x512.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/Walden-ovvero-vita-nei-boschi-Henry-David-Thoreau-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><br><br><p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">C&#8217;è una frase di Walden ovvero vita nei boschi di Henry David Thoreau che, letta oggi, dà una sensazione strana: quella di qualcuno che ci sta parlando da 170 anni fa con una precisione inquietante. &#8220;<em>Sono andato nei boschi perché desideravo vivere deliberatamente, affrontare solo i fatti essenziali della vita, e vedere se non potevo imparare ciò che aveva da insegnare, e non scoprire, quando fossi giunto a morire, che non avevo vissuto.</em>&#8221; Se vi riconoscete in questa frase — se vi è mai capitato di pensarla, o qualcosa di molto simile, mentre eravate in mezzo alla natura — allora <em>Walden – Vita nei boschi</em> è un libro che vi appartiene già, anche se non l&#8217;avete mai aperto. Perché quando <strong>Thoreau lo scrisse nel 1854, stava già descrivendo il nostro tempo.</strong></p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">L&#8217;esperimento più radicale del XIX secolo</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Il 4 luglio 1845 — giorno dell&#8217;Indipendenza americana, data scelta non a caso — Thoreau si trasferì in una capanna che aveva costruito con le proprie mani sulle rive del lago Walden, a Concord, Massachusetts. Un terreno di proprietà del suo amico Ralph Waldo Emerson, nel mezzo di un bosco. Ci rimase due anni, due mesi e due giorni. Poi tornò a casa e scrisse il libro.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-662306" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/hester-qiang-0-dP_5RM9Y-unsplash.jpg" alt="Walden ovvero vita nei boschi" width="1920" height="2400" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/hester-qiang-0-dP_5RM9Y-unsplash.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/hester-qiang-0-dP_5RM9Y-unsplash-240x300.jpg 240w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/hester-qiang-0-dP_5RM9Y-unsplash-819x1024.jpg 819w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/hester-qiang-0-dP_5RM9Y-unsplash-768x960.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/hester-qiang-0-dP_5RM9Y-unsplash-1229x1536.jpg 1229w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/hester-qiang-0-dP_5RM9Y-unsplash-1638x2048.jpg 1638w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">È importante capire cosa <em>non</em> era quell&#8217;esperienza, per capire cosa <em>era</em>. Non era una fuga selvaggia nel senso di Chris McCandless: la città era a meno di due chilometri, Thoreau andava a pranzo dalla madre, aveva contatti umani quotidiani. Non era una prova di sopravvivenza. Non era nemmeno il ritiro spirituale di un eremita. Era qualcosa di più difficile e più radicale: era <strong>un esperimento deliberato, quasi scientifico, sulla vita buona</strong>. Quante cose materiali servono davvero per vivere bene? Cosa resta, quando togli tutto ciò che la società ti ha convinto di voler assolutamente avere? Di dover assolutamente comprare?</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">&#8220;<em>Un uomo è ricco in proporzione al numero di cose di cui può fare a meno.</em>&#8220;</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Non è un aforisma motivazionale. È la tesi di un libro che nel 1854 sfidava già frontalmente la logica dell&#8217;industrializzazione, dell&#8217;accumulo, del consumo e della corsa al progresso. Ed è esattamente la stessa tesi che — in forme diverse, con linguaggi diversi — anima oggi il minimalismo, la filosofia dei viaggi on the ground, la cultura degli off-gridder, il successo globale di libri e film come <em>Into the Wild</em>. <strong>Thoreau stava parlando di noi. Ci ha semplicemente preceduti di qualche generazione.</strong></p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Il filo che arriva fino a qui</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">La cosa più straordinaria di Walden non è il libro in sé, è il seme che ha gettato e quello che ha generato. È il filo invisibile che collega una capanna sul lago nel 1845 a tutto ciò che oggi chiamiamo cultura e sensibilità outdoor.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">John Muir, il naturalista che esplorò lo Yosemite e fondò il Sierra Club, aveva letto Thoreau. Fu lui a trasformare le sue intuizioni filosofiche in azione politica concreta, convincendo Theodore Roosevelt a proteggere le aree selvagge americane. Senza Muir non esisterebbero i parchi nazionali. Senza Thoreau non ci sarebbe stato Muir. <strong>Il Wilderness Act americano — </strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/i-parchi-nazionali-americani-compiono-100-anni/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">la legge che nel 1964 istituì le prime aree in cui è vietato qualsiasi intervento umano</a><strong> — fu firmato esattamente 110 anni dopo che Thoreau era andato a vivere nella sua capanna.</strong> Non è solo una coincidenza di date: è il tempo che ha impiegato un&#8217;idea a diventare prima sentimento comune e poi legge.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Douglas Tompkins, il fondatore di The North Face che ha donato milioni di ettari di Patagonia alla natura (<a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/cultura/cosa-ci-insegna-il-parco-nazionale-di-capo-froward-voluto-dal-fondatore-di-the-north-face-ai-confini-del-capitalismo-predatorio/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">e di cui abbiamo scritto qui</a>), lo citava spesso. Yvon Chouinard di Patagonia lo stesso. Quando Chouinard <a href="https://www.sportoutdoor24.it/news/yvon-chouinard-ha-donato-lazienda-patagonia-a-unorganizzazione-no-profit-per-combattere-il-cambiamento-climatico/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">nel 2022 ha donato la sua azienda da tre miliardi di dollari a un trust ambientale</a> scrivendo &#8220;<em>La Terra è ora il nostro unico azionista</em>&#8220;, stava applicando alla lettera la massima di Thoreau: essere ricchi in proporzione a ciò di cui si riesce a fare a meno.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">E poi c&#8217;è il filo meno istituzionale ma altrettanto potente: l&#8217;Appalachian Trail, il thru-hiking, i cammini di lunga percorrenza, il Sentiero Italia, il movimento del rewilding, le riserve integrali e perfino la scelta apparentemente banale di fare una vacanza in tenda invece che in resort. <strong>Tutta questa sensibilità ha un&#8217;origine filosofica precisa, anche quando chi la vive non lo sa: viene da un laghetto glaciale del Massachusetts e da un uomo che ci andò a vivere nel 1845 per capire quanto poco gli bastasse.</strong></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Siamo stati a Walden Pond, ed è stata <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/pellegrinaggio-a-walden-pond/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">una di quelle esperienze che ti confermano qualcosa che senti già</a>. Il lago è piccolo, il bosco è quieto, la capanna è una ricostruzione. Ma il peso culturale del luogo è reale e palpabile, come succede nei posti in cui qualcuno ha pensato qualcosa di importante.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">La natura come medicina — e come atto politico</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Thoreau definiva la natura il <strong>&#8220;tonico della selvatichezza&#8221;</strong> (<em>tonic of wildness</em>). Non la natura come sfondo panoramico, non come palestra a cielo aperto. La natura come medicina necessaria, come antidoto fisiologico alla malattia della civiltà.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Oggi diremmo <em>forest bathing</em>, <em>nature therapy</em>, <em>ecopsicologia</em>. La ricerca scientifica degli ultimi vent&#8217;anni ha confermato quello che Thoreau scriveva per intuizione: l&#8217;esposizione alla natura riduce il cortisolo, abbassa la pressione, migliora l&#8217;umore, aumenta la creatività, riduce i sintomi di ansia e depressione. I giapponesi lo chiamano <em>shinrin-yoku</em> e <a href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/cure-rimedi/ce-una-cosa-molto-semplice-che-puoi-fare-nella-natura-per-ridurre-lo-stress-e-ritrovare-il-benessere/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">lo prescrivono come pratica medica</a>. <strong>Thoreau aveva capito tutto questo osservando le rane nel lago Walden e ascoltando le civette di notte.</strong></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Ma la sua intuizione andava più in profondità di quanto la scienza possa misurare. &#8220;<em>In Wildness is the preservation of the World</em>&#8220;, scrisse in un saggio del 1862. Non &#8220;in natura&#8221;, non &#8220;in campagna&#8221;: in <em>wildness</em>, nella selvatichezza — in quell&#8217;elemento indomabile che sfugge al controllo umano. È una distinzione che in un&#8217;epoca di GPS, di smartwatch che ti dicono dove andare e di esperienze documentate su Instagram altrimenti non sono esperienze, suona come una provocazione: <strong>il valore della natura non sta nella sua fruibilità, sta nella sua irriducibile alterità</strong>. Nel fatto che non ci appartiene. Nel fatto che esiste indipendentemente da noi e nonostante noi.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-662305" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/michael-schaffler-VGLCrXkuoFI-unsplash.jpg" alt="Walden ovvero vita nei boschi" width="1920" height="1280" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/michael-schaffler-VGLCrXkuoFI-unsplash.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/michael-schaffler-VGLCrXkuoFI-unsplash-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/michael-schaffler-VGLCrXkuoFI-unsplash-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/michael-schaffler-VGLCrXkuoFI-unsplash-768x512.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/michael-schaffler-VGLCrXkuoFI-unsplash-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">È anche per questo che Walden non è solo un libro sulla natura: è un libro sulla libertà. E non è un caso che l&#8217;anno dopo essere tornato dalla capanna, Thoreau scrisse <em>Disobbedienza Civile</em> — il testo in cui teorizzava il diritto e il dovere dell&#8217;individuo di non obbedire alle leggi ingiuste. Lo scrisse dopo una notte in carcere per essersi rifiutato di pagare le tasse in segno di protesta contro la schiavitù. <strong>Gandhi lo lesse e ne fece la base della lotta per l&#8217;indipendenza indiana. Martin Luther King lo citava nei suoi discorsi.</strong></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">C&#8217;è un filo diretto tra la scelta di andare a vivere in una capanna nel bosco e la scelta di non pagare le tasse. Entrambe partono dalla stessa radice: l&#8217;idea che la vita autentica richieda il coraggio di scegliere in prima persona, senza delegare il proprio giudizio morale alle istituzioni, al mercato, alle convenzioni. Occorre essere attenti per essere padroni di sé stessi. È un pensiero che — in un momento in cui la disobbedienza civile è tornata al centro del dibattito politico globale — suona tutt&#8217;altro che antiquato.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Semplificare, semplificare, semplificare</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Thoreau osservava i suoi contemporanei accumulare cose, inseguire il progresso, comprare quello che non potevano permettersi, lavorare per pagare quello che avevano comprato, e non avere mai il tempo di vivere. Sembra di sentire &#8220;<em>Quel che hanno ostentano, tutto il resto invidiano. Poi lo comprano</em>&#8220;?.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">&#8220;<em>La massa degli uomini conduce una vita di quieta disperazione</em>&#8220;, scrisse. Potrebbe essere l&#8217;incipit di qualsiasi articolo sul burnout, sull&#8217;overworking, sulla crisi di senso che attraversa le società occidentali di oggi. <strong>Non ha bisogno di aggiornamenti.</strong></p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-662307" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/Replica_of_Thoreaus_cabin_near_Walden_Pond_and_his_statue-1-scaled.jpg" alt="Walden ovvero vita nei boschi" width="2560" height="1706" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/Replica_of_Thoreaus_cabin_near_Walden_Pond_and_his_statue-1-scaled.jpg 2560w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/Replica_of_Thoreaus_cabin_near_Walden_Pond_and_his_statue-1-scaled-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/Replica_of_Thoreaus_cabin_near_Walden_Pond_and_his_statue-1-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/Replica_of_Thoreaus_cabin_near_Walden_Pond_and_his_statue-1-768x512.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/Replica_of_Thoreaus_cabin_near_Walden_Pond_and_his_statue-1-1536x1024.jpg 1536w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/Replica_of_Thoreaus_cabin_near_Walden_Pond_and_his_statue-1-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">La risposta di Thoreau non era l&#8217;ascetismo o la rinuncia: era la chiarezza sulle priorità. Cosa conta davvero? Di cosa hai davvero bisogno? Cosa staresti facendo se non avessi paura del giudizio altrui, delle aspettative che hai interiorizzato senza nemmeno accorgertene? Queste non sono domande romantiche e antiquate. Sono esattamente quelle che spingono oggi milioni di persone a fare un lungo cammino, a prendere un anno sabbatico, a scegliere uno zaino da trekking invece di un&#8217;altra vacanza in resort. Addirittura <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/chi-sono-gli-off-gridder-protagonisti-di-ultima-fermata-alaska-su-dmax/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">staccarsi da tutto come gli off-gridder</a>.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong>L&#8217;outdoor, nella sua accezione più profonda, è esattamente questo</strong>: uno spazio prima mentale che fisico in cui si può essere quello che si è, senza la pressione costante di produrre e consumare. Thoreau lo sapeva nel 1845. Noi lo riscopriamo ogni volta che usciamo e capiamo — con una certa angosciosa sorpresa, ogni volta — che ci sentivamo meglio senza saperlo.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Perché leggere adesso Walden ovvero vita nei boschi di Henry David Thoreau</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><em>Walden</em> non è un libro veloce. È lento con la lentezza deliberata di chi osserva una formica con la stessa attenzione che riserva alle questioni dell&#8217;universo. Richiede di rallentare, di seguire il ritmo delle stagioni invece di quello degli algoritmi.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Ma è esattamente per questo che vale la pena leggerlo adesso. Non come documento storico, non come curiosità letteraria. Come <strong>atto di resistenza culturale e ideologica</strong>: un modo per ricordarsi che le domande fondamentali sulla vita buona sono le stesse da 170 anni, e che qualcuno aveva già trovato risposte degne di attenzione molto prima dei social media e dei podcast motivazionali.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Leggetelo in estate, se possibile vicino a un lago o in un bosco. Leggetelo lentamente. Lasciate che le sue domande vi disturbino. <strong>Lasciate che l&#8217;immagine di un uomo solo in una capanna nel 1845, che si chiede di quanto poco abbia davvero bisogno per vivere bene, vi faccia sentire stranamente meno soli nel fare la stessa domanda oggi.</strong></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Perché alla fine è questa la misura di un grande libro: non quanto sia antico, ma quanto sia capace di farci sentire che stava aspettando esattamente noi.</p>
<p>Walden ovvero Vita nei Boschi di Henry David Thoreau è disponibile in italiano nella traduzione pubblicata da diversi editori che <a href="https://www.amazon.it/s?k=walden+ovvero+vita+nei+boschi&amp;crid=2PQD4G8E4CBQH&amp;sprefix=walde%2Caps%2C351&amp;ref=nb_sb_ss_mvt-t11-ranker_2_5&amp;tag=sportoutdoor2-21" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">puoi acquistare qui</a>.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Claudio Gervasoni' src='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/claudio-gervasoni/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Claudio Gervasoni</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Giornalista, autore, consulente nel digital marketing e sportivo praticante, scrive di outdoor, fitness, sport e tecnologia per importanti testate internazionali come Men’s Health, GQ, Wired e Starbene. Quando non scrive ama correre, fare escursioni in montagna a piedi o con la sua bici gravel, e camminare a piedi nudi.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="http://claudiogervasoni.wordpress.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">claudiogervasoni.wordpress.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Dove giocare a curling in Italia: piste, club e come iniziare</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/sport/sport-invernali/curling-dove-giocare-in-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Gervasoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Feb 2026 08:00:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sport Invernali]]></category>
		<category><![CDATA[consigli]]></category>
		<category><![CDATA[ghiaccio]]></category>
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					<description><![CDATA[Il curling è tornato. Con le Olimpiadi MIlano-Cortina 2026 e la coppia del doppio misto[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/01/curling-dove-giocare.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="curling dove giocare" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/01/curling-dove-giocare.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/01/curling-dove-giocare-331x232.jpg 331w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/01/curling-dove-giocare-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Il curling è tornato. Con le Olimpiadi MIlano-Cortina 2026 e la coppia del doppio misto Stefania Constantini e Amos Mosaner, lo sport della stone e della scopa fa ancora innamorare gli italiani.</p>
<p>Eppure <strong>il curling si gioca in Italia da almeno un secolo</strong>, da quando negli anni Venti del Novecento a Cortina si videro le prime partite con protagonisti i turisti inglesi, e dagli anni Cinquanta c&#8217;è anche un campionato italiano. Per i non tesserati invece è sempre un&#8217;attività sicuramente divertente e tutto sommato semplice da praticare, non solo in inverno e non solo nelle località di montagna.</p>
<h2>Come giocare a curling</h2>
<p>Senza pretese di emulare i nostri migliori atleti, <strong>giocare a curling è divertente</strong> tanto quanto giocare a bocce sulla spiaggia, con le stesse dinamiche di strategia e destrezza, e può essere un perfetto diversivo e passatempo nel corso di una vacanza sulla neve o anche in città, laddove ci siano impianti per il curling.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/02/dove-giocare-a-curling.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-626047" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/02/dove-giocare-a-curling.jpg" alt="dove-giocare-a-curling" width="1500" height="1000" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/02/dove-giocare-a-curling.jpg 1500w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/02/dove-giocare-a-curling-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/02/dove-giocare-a-curling-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/02/dove-giocare-a-curling-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a><br />
A curling si gioca formando <strong>2 squadre di 4 giocatori che hanno come obiettivo quello di far scivolare sul ghiaccio delle pesanti pietre di granito chiamate &#8220;stone&#8221; verso la &#8220;casa&#8221;</strong>, un&#8217;area di destinazione contrassegnata da 3 anelli concentrici. Per spingere una &#8220;stone&#8221; da curling serve forza (il peso regolamentare è compreso tra le 38 e le 44 libbre, cioè tra 17,24 e 19,96 kg circa) e insieme alla resistenza ne serve anche per spazzolare il ghiaccio con la scopa, visto che <strong>un campo da gioco per il curling è lungo 45 metri</strong>.</p>
<p>A cosa serve lo spazzolamento? A moderare la velocità della &#8220;stone&#8221;: spazzolare il ghiaccio ha come conseguenza quella di creare una patina d&#8217;acqua che ne rallenta lo scivolamento, ed è ovviamente necessaria molta sensibilità per fare in modo che la &#8220;stone&#8221; si arresti proprio vicino alla &#8220;casa&#8221;.</p>
<p>Ogni squadra ha a disposizione <strong>8 lanci di &#8220;stone&#8221; per ciascuna mano, o intervalli di gioco chiamato &#8220;end&#8221;,</strong> e i punti si calcolano in base al numero di &#8220;stone&#8221; più vicine al centro della casa alla conclusione di ogni mano, cioè dopo che entrambe le squadre hanno effettuato i loro 8 lanci. Da regolamento una partita può essere costituita da 8 o 10 &#8220;end&#8221; per una durata variabile tra le 2 e le 3 ore.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Dove giocare a curling in Italia</h2>
<p>Non sono molti gli impianti dove giocare a curling in Italia. Ce ne sono 5 dedicati esclusivamente al curling &#8211; <a href="http://www.lovevda.it/it/banca-dati/5/centri-sportivi/courmayeur/centro-sportivo-courmayeur-mountain-sport-center/4436" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Courmayeur</a>, <a href="https://www.sportingclubpinerolo.com/2/category/curling/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Pinerolo</a>, <a href="http://www.associazionecurlingcembra.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Cembra</a> (TN), <a href="https://www.curlingcortina.it/curling.php" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Cortina</a> e <a href="https://www.turismofvg.it/Non-solo-Sci/Curling/Dolomiti-Claut-Curling" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Claut</a> (PN) &#8211; e 4 in condivisione con altri sport del ghiaccio &#8211; <a href="http://www.draghicurling.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Torino</a>, <a href="http://www.jasscc.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Sesto S. Giovanni</a> (MI), <a href="http://www.bormioservizi.it/curling-bormio.asp" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Bormio</a> (SO) e <a href="https://www.paradise-monsano.com/news/curling-centro-italia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Monsano</a> (AN), l&#8217;unico nel centro-sud Italia.<br />
Nel 2020 è nato <a href="https://www.milanocurling.it/" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">un curling club anche a Milano</a>.</p>
<h2>
Come vestirsi per giocare a curling</h2>
<p>Per giocare serve un abbigliamento che tenga abbastanza caldo, diciamo <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/sport-invernali/come-pattinare-sul-ghiaccio/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">lo stesso che indosseresti per pattinare sul ghiaccio</a> (compresi berretto e guanti) e un paio di <strong>scarpe sportive con suola piatta e pulita</strong>, tipo quelle utilizzate per giocare a tennis (ne esistono anche di specifiche, chiamate slider, che permettono lo scivolamento, e talvolta si trovano anche a noleggio presso le strutture). Tutto il resto &#8211; stone e scope essenzialmente &#8211; lo trovi a noleggio negli impianti.<br />
<em>Credits photo: Needpix</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Claudio Gervasoni' src='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/claudio-gervasoni/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Claudio Gervasoni</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Giornalista, autore, consulente nel digital marketing e sportivo praticante, scrive di outdoor, fitness, sport e tecnologia per importanti testate internazionali come Men’s Health, GQ, Wired e Starbene. Quando non scrive ama correre, fare escursioni in montagna a piedi o con la sua bici gravel, e camminare a piedi nudi.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="http://claudiogervasoni.wordpress.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">claudiogervasoni.wordpress.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Gli 8 errori classici del runner inesperto della corsa in inverno</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/sport/running/corsa-in-inverno-gli-8-errori-classici-del-runner-inesperto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Gervasoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Jan 2026 08:00:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Running]]></category>
		<category><![CDATA[correre]]></category>
		<category><![CDATA[freddo]]></category>
		<category><![CDATA[inverno]]></category>
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					<description><![CDATA[La corsa in inverno è forse la prima vera sfida per ogni runner inesperto. Perché[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2019/11/Corsa-in-inverno-gli-8-errori-classici-del-runner-inesperto.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Corsa in inverno: gli 8 errori classici del runner inesperto" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2019/11/Corsa-in-inverno-gli-8-errori-classici-del-runner-inesperto.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2019/11/Corsa-in-inverno-gli-8-errori-classici-del-runner-inesperto-331x232.jpg 331w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2019/11/Corsa-in-inverno-gli-8-errori-classici-del-runner-inesperto-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>La <strong>corsa in inverno</strong> è forse la prima vera sfida per ogni runner inesperto. Perché se hai appena cominciato a correre, cioè questa estate, ora che arrivano il freddo, le poche ore di luce e le strade scivolose, ti trovi davanti al grande dilemma: andare in letargo, sperando di riuscire a ricominciare la prossima primavera, o <strong>continuare a uscire a correre</strong> anche ora che il generale inverno sta calando la sua mannaia sulle nostre teste? La risposta è la seconda, ma a una condizione: di conoscere gli <strong>8 errori classici che ogni runner inesperto ha commesso</strong> la prima volta che si è dedicato alla corsa in inverno. Quindi se non l&#8217;hai ancora imparato a tue spese, e non credi ai consigli del podista della porta accanto che ormai potrebbe andare a correre anche in Siberia a Gennaio, prendi nota del nostro elenco (e poi non dire che non te l&#8217;avevamo detto).</p>
<h3>1. Vestirti troppo</h3>
<p>L&#8217;equazione è semplice: ci sono 5°C, se esco a prendere il pane ho freddo, figurati se devo correre, allora mi vesto bene. Il che significa <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/sport-invernali/giacca-invernale-meglio-il-piumino-o-limbottitura-sintetica/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">giacche imbottite</a>, o molti strati, e in definitiva <strong>vestirti troppo</strong>. La regola per la corsa in inverno, empirica ma funzionante, è <strong>considerare che ci sono 10°C in più</strong> di quelli segnati dalla colonnina di mercurio. Fuori ci sono 5°C? Tu considera che ce ne siano 15 e <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/running/maglie-termiche-running-per-correre-col-freddo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">vestiti di conseguenza</a>. Soffrirai (un po&#8217;, non molto) il primo km, poi andrai via liscio che è un piacere.</p>
<h3>2. Vestirti poco</h3>
<p>Non coprirti troppo non significa nemmeno che sia come in estate. E quindi sì, <strong>anche vestirti poco è un problema</strong>, soprattutto se consideri il vento, o l&#8217;aria fredda, più che la temperatura. Idealmente vestirsi per la corsa in inverno significa un paio di pantaloni lunghi, una maglia termica a contatto con la pelle e una <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/running/correre-col-freddo-le-giacche-da-running-invernali/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">giacca antivento leggera</a>. Il resto sono accessori in base alle preferenze.</p>
<h3>3. Andare troppo lontano da casa</h3>
<p>Pensa a questa eventualità: scivoli e prendi una botta, o una distorsione alla caviglia, e devi tornare a casa zoppicando al freddo senza più che il tuo corpo generi calore grazie al movimento. Oppure le condizioni meteo cambiano repentinamente e comincia a piovere di una pioggia gelata e fastidiosa. Quindi meglio non allontanarsi troppo da casa e se <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/running/come-riuscire-a-correre-10-km-partendo-da-zero/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">hai da fare per esempio 10 km</a>, anziché allontanarti di 5 per poi tornare puoi fare un giro intorno a casa (che nel caso degli ipotetici 10 km potrebbe essere al massimo lontano non più di 1.6 km da casa).</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-647592" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/12/pexels-julia-larson-6455584.jpg" alt="Corsa in inverno: gli 8 errori classici del runner inesperto" width="1280" height="853" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/12/pexels-julia-larson-6455584.jpg 1280w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/12/pexels-julia-larson-6455584-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/12/pexels-julia-larson-6455584-1024x682.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/12/pexels-julia-larson-6455584-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<h3>4. Avventurarsi per i sentieri</h3>
<p>Ok, il trail in inverno è bello, e sguazzare nel fango con intorno i boschi è una vera goduria. Ma forse è meglio prima fare una ricognizione perché ritrovarsi a <strong>non riuscire nemmeno a camminare per via di ghiaccio o fango</strong> potrebbe trasformare il sogno di una immagine da cartolina nell&#8217;incubo del tornare a casa con le pive nel sacco.</p>
<h3>5. Usare le stesse scarpe estive</h3>
<p>Se cambi i mocassini tra estate e inverno, perché non dovresti fare lo stesso con le scarpe per correre? Ce ne sono <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/running/4-consigli-per-scegliere-le-scarpe-da-trail-running-piu-adatte/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">con la tomaia impermeabile</a> (tipicamente con membrane tipo Gore-tex o Outdry) e con suole che meglio di altre si comportano su fondi bagnati, ghiacciati, fangosi o scivolosi. È come <a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/auto/pneumatici-invernali-5-cose-da-sapere/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">cambiare gli pneumatici</a>, né più né meno.</p>
<h3>6. Partire a tuono</h3>
<p>Se <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/running/esercizi-di-riscaldamento-prima-di-correre/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">il riscaldamento è sempre importante</a>, in inverno ancor di più. E no, partire a tuono non è una buona idea, anche se il pensiero è quello di entrare subito in temperatura. Se non puoi dedicare del tempo a una regolare routine di riscaldamento, comincia a ritmo blando e poi <strong>aumenta l&#8217;intensità progressivamente</strong>: è il modo migliore per non imballare il tuo motore.</p>
<h3>7. Non farti vedere</h3>
<p>Le ore di luce al giorno sono poche e, a meno di non correre all&#8217;ora di pranzo, se hai un lavoro regolare potresti ritrovarti a <strong>correre prima dell&#8217;alba o dopo il tramonto</strong>. Per cui la prima cosa da fare è farsi vedere (la seconda è riuscire a vedere): quindi <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/lampada-frontale-consigli-caratteristiche/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">lampada frontale in testa</a>, abbigliamento riflettente e magari anche una lucina al braccio, che non guasta mai. Sembri un albero di Natale? Meglio, se in linea con il mood del momento.</p>
<h3>8. Dimenticare i guanti</h3>
<p>Il <a href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/sentire-freddo-e-contagioso/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">freddo morde le estremità</a>, e la ragione è semplice: che il nostro organismo reagisce per <strong>tenere al caldo gli organi vitali</strong> e risucchia sangue dalle estremità verso il centro. Ma se i piedi si scaldano, nelle mani di sangue ne scorre poco mentre corri e un paio di guanti è quello che ti serve, quasi ancor più di un cappello (che comunque potrebbe essere un&#8217;idea sostituire con un buff).</p>
<p><em>Photo credits: Flickr CC <a href="https://www.flickr.com/photos/mariaeklind/24455128452" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Maria Eklind</a></em></p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Claudio Gervasoni' src='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/claudio-gervasoni/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Claudio Gervasoni</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Giornalista, autore, consulente nel digital marketing e sportivo praticante, scrive di outdoor, fitness, sport e tecnologia per importanti testate internazionali come Men’s Health, GQ, Wired e Starbene. Quando non scrive ama correre, fare escursioni in montagna a piedi o con la sua bici gravel, e camminare a piedi nudi.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="http://claudiogervasoni.wordpress.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">claudiogervasoni.wordpress.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Ci sono 4 veri motivi per uscire con i bambini anche in inverno e portarli a fare avventure</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/bambini/4-motivi-per-portare-i-bambini-allavventura-nella-natura/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudio Gervasoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Jan 2026 07:22:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bambini]]></category>
		<category><![CDATA[avventura]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[natura]]></category>
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					<description><![CDATA[Ci ho pensato qualche giorno fa, sentendo una mamma dire al proprio bambino: “Non correre[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1920" height="1280" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/01/jon-tyson-gcRR2LiPnDQ-unsplash.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Ci sono 4 veri motivi per uscire con i bambini anche in inverno e portarli a fare avventure" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/01/jon-tyson-gcRR2LiPnDQ-unsplash.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/01/jon-tyson-gcRR2LiPnDQ-unsplash-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/01/jon-tyson-gcRR2LiPnDQ-unsplash-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/01/jon-tyson-gcRR2LiPnDQ-unsplash-768x512.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/01/jon-tyson-gcRR2LiPnDQ-unsplash-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><br><br><p>Ci ho pensato qualche giorno fa, sentendo una mamma dire al proprio bambino: “<em>Non correre sulla neve che scivoli e ti rompi una gamba!</em>”. Al momento non ho saputo cosa dire, ma intanto mi son chiesto: “<em>C’è qualcosa di più entusiasmante per un bambino che correre nella neve?</em>”<br />
No, la risposta è che <strong>il contatto diretto con la natura è una delle sensazioni più gratificanti</strong> che un bambino possa sperimentare, soprattutto in compagnia dei propri genitori. E privarli di questo significa privarli di un aspetto importante della vita. Forse fondamentale.</p>
<h2>4 motivi per portare i bambini all’avventura nella natura</h2>
<p>Ma per quanto ci appaia ovvio, non è così per tutti: timori e pregiudizi (correre nella neve = rompersi una gamba) sono più diffusi di quanto crediamo. Per esempio, quante volte vi è capitato di sentirvi dire: “<em>Piacerebbe anche a noi ma come facciamo con i bambini?</em>”. Facile: si portano anche i bambini: perché è più semplice di quanto si pensi, e soprattutto perché <strong>i nostri figli, dall’avventura a contatto con la natura, hanno solo da guadagnare</strong> (anche per capire meglio le proprie emozioni, <a title="Perché stare nella natura ci fa capire meglio le emozioni" href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/ambiente/perche-stare-nella-natura-ci-fa-capire-meglio-le-emozioni/" data-wpel-link="internal">come vi abbiamo raccontato qui</a>).</p>
<p>E allora ecco 4 buoni motivi (più uno) per convincere anche i più timorosi a sperimentare un&#8217;avventura nella natura con i propri figli.</p>
<h3>1. Ragazzi più sani e consapevoli</h3>
<p>L’abitudine a una vita attiva all’aperto è una specie di assicurazione sulla salute fisica e mentale. Le piccole e grandi avventure a contatto con la natura insegnano a superare le difficoltà, a capire i propri limiti e le proprie abilità, a diventare persone consapevoli di se stesse: <a title="Simone Moro: lasciate arrampicare i bambini" href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/arrampicata/simone-moro-lasciate-arrampicare-i-bambini/" data-wpel-link="internal">per questo per esempio Simone Moro ci ha detto di lasciar arrampicare senza timore i nostri figli</a>.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-88158" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/03/bambini-natura.jpg" alt="bambini-natura" width="670" height="468" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/03/bambini-natura.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/03/bambini-natura-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/03/bambini-natura-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></p>
<h3>2. Adulti più rispettosi del pianeta</h3>
<p>I ragazzi di oggi sono gli adulti di domani, e toccherà a loro preservare la Terra: conoscerla fin da bambini farà loro amare la natura, e gli permetterà di considerarla un valore assoluto. Dormire sotto un cielo stellato, correre nella pioggia, immergersi nell’acqua trasparente di un fiume sono esperienze che non si dimenticano più e creano un legame indissolubile con la natura (e con noi genitori): <a title="6 modi per far amare la natura ai bambini" href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/ambiente/6-modi-per-far-amare-la-natura-ai-bambini/" data-wpel-link="internal">ecco come possiamo far amare la natura ai nostri figli</a>.</p>
<p><strong>Leggi anche:</strong> <a href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/basta-videogiochi-riportiamo-i-bambini-a-giocare-nella-natura/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Basta videogiochi, riportiamo i bambini a giocare nella natura</a></p>
<h3>3. Tante occasioni per imparare</h3>
<p>Le impronte degli animali, le mutazioni del meteo, i venti, le stelle, le foglie e le piante: quante cose si possono imparare durante una vacanza nella natura? E quante cose possiamo insegnare ai nostri figli, rinsaldando il nostro legame con loro? I bambini sono naturalmente curiosi, e la loro curiosità è contagiosa. Non a caso il National Trust inglese ha stilato l’elenco delle 50 cose da fare prima dei 12 anni: <a title="50 cose da fare prima dei 12 anni (ma anche dopo)" href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/bambini/50-cose-da-fare-prima-dei-12-anni-ma-anche-dopo/" data-wpel-link="internal">lo trovate qui</a>.</p>
<h4>&gt; I<strong>scriviti</strong> alla nostra <strong>newsletter</strong> compilando il <strong>form</strong> qui sotto!<br />
Spoiler: ne mandiamo poche, ma buone!</h4>
<h3>4. Riconoscere i rischi e i pericoli</h3>
<p>Arrampicare, sciare in neve fresca, camminare in montagna, campeggiare: non ci sono attività outdoor precluse ai ragazzi. Ci sono semplicemente pericoli da non correre. Il rischio, nelle piccole e grandi avventure, è insito: il segreto sta nel minimizzare o azzerare i pericoli, che sono quelli che corriamo in funzione delle nostre azioni e decisioni. Siamo noi adulti a dover conoscere i nostri limiti e gestire le situazioni in modo tale che i nostri figli possano imparare a valutare i rischi autonomamente e prendere le conseguenti decisioni. Per questo <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/i-bambini-che-fanno-giochi-pericolosi-crescono-piu-sani-e-intelligenti/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">i bambini che fanno giochi pericolosi crescono più sani e intelligenti</a>.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-large wp-image-82411" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2018/08/pexels-caleb-oquendo-3038343-1024x718.jpg" alt="portare i bambini all’avventura nella natura" width="1024" height="718" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2018/08/pexels-caleb-oquendo-3038343-1024x718.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2018/08/pexels-caleb-oquendo-3038343-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2018/08/pexels-caleb-oquendo-3038343-768x539.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2018/08/pexels-caleb-oquendo-3038343-331x232.jpg 331w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2018/08/pexels-caleb-oquendo-3038343.jpg 1500w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>PS: E non temiamo, i nostri figli non sono una palla al piede, sono molto più energici, capaci, avventurosi e resistenti di quanto immaginiamo. E gli basta una notte di sonno per ricaricare le pile.<br />
Foto di Matt Barnard e Oleksandr Pidvalnyi da Pexels</p>
<p><strong>Leggi anche:</strong> <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/perche-alcuni-hanno-lo-spirito-dellavventura-e-altri-no/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Perché alcuni hanno lo spirito d&#8217;avventura e altri no</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4></h4>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Claudio Gervasoni' src='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/claudio-gervasoni/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Claudio Gervasoni</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Giornalista, autore, consulente nel digital marketing e sportivo praticante, scrive di outdoor, fitness, sport e tecnologia per importanti testate internazionali come Men’s Health, GQ, Wired e Starbene. Quando non scrive ama correre, fare escursioni in montagna a piedi o con la sua bici gravel, e camminare a piedi nudi.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="http://claudiogervasoni.wordpress.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">claudiogervasoni.wordpress.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
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		<title>Come vestirsi per andare con le ciaspole</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/sport/sport-invernali/come-vestirsi-per-andare-con-le-ciaspole/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Gervasoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Jan 2026 10:02:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sport Invernali]]></category>
		<category><![CDATA[camminare]]></category>
		<category><![CDATA[ciaspole]]></category>
		<category><![CDATA[escursioni]]></category>
		<category><![CDATA[neve]]></category>
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					<description><![CDATA[Camminare con le racchette da neve nei boschi ricoperti di neve fresca è un’attività sempre[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/12/come-vestirsi-per-andare-con-le-ciaspole.jpeg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/12/come-vestirsi-per-andare-con-le-ciaspole.jpeg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/12/come-vestirsi-per-andare-con-le-ciaspole-300x210.jpeg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/12/come-vestirsi-per-andare-con-le-ciaspole-331x232.jpeg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Camminare con le racchette da neve nei boschi ricoperti di neve fresca è un’attività sempre più diffusa in tutte le località di montagna: è decisamente <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/sport-invernali/quanto-costa-andare-a-sciare/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">più economica di una giornata con gli sci ai piedi</a>, permette un <strong>contatto più intimo e slow con gli ambienti d’alta quota</strong> e, come tutte le attività legate al walking, infonde una <strong>piacevole sensazione di benessere e gratificazione</strong>. Camminare con le ciaspole è tutto sommato semplice (<a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/sport-invernali/come-andare-sulle-ciaspole-guida-consigli/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">qui i consigli per cominciare a ciaspolare</a>), se si osservano alcune basilari regole per la sicurezza in neve fresca (<a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/sport-invernali/7-consigli-per-andare-con-le-ciaspole-in-tutta-sicurezza/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">qui i 7 consigli per andare fuoripista in tutta sicurezza</a>). E tra i consigli anche quello su come vestirsi per andare con le ciaspole.</p>
<h2>Come vestirsi per andare con le ciaspole</h2>
<p>Vediamo allora di cosa deve tener conto la scelta dell’abbigliamento adatto a<strong> una escursione con le ciaspole nella neve fresca</strong>.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-622284" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/12/percorsi-ciaspole-valtellina.jpg" alt="" width="1300" height="867" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/12/percorsi-ciaspole-valtellina.jpg 1300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/12/percorsi-ciaspole-valtellina-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/12/percorsi-ciaspole-valtellina-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/12/percorsi-ciaspole-valtellina-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1300px) 100vw, 1300px" /></p>
<h3>Niente t-shirt di cotone</h3>
<p>Il cotone infatti trattiene il sudore (<a title="Perché non dovreste indossare abiti di cotone quando fate sport" href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/come-vestirsi-fare-sport-non-usare-indumenti-cotone-sudore/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">qui i motivi per cui è sempre sconsigliato usare il cotone per fare sport</a>) e con le basse temperature basta fermarsi un attimo ad ammirare il paesaggio per sentire immediatamente freddo. A contatto con la pelle è bene<strong> indossare t-shirt in materiale tecnico traspirante</strong> in grado di far evaporare rapidamente il sudore. Vanno benissimo le <a href="http://www.amazon.it/s/ref=nb_sb_ss_c_0_12?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&amp;url=search-alias%3Daps&amp;field-keywords=t-shirt+running&amp;sprefix=t-shirt+running%2Caps%2C203&amp;tag=&amp;tag=sportoutdoor2-21" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">magliette da running</a> o da trekking, a maniche corte o lunghe, e ovviamente i <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/sport-invernali/i-migliori-base-layer-per-linverno/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">base layer per l&#8217;inverno</a></strong>.</p>
<h3>Vestirsi a strati</h3>
<p>Sopra la t-shirt tecnica serve un <strong>secondo capo che tenga caldo e faccia traspirare l’umidità</strong>: vanno benissimo i pile in tessuto sintetico o i cosiddetti <a href="http://www.amazon.it/s/ref=nb_sb_ss_i_1_9?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&amp;url=search-alias%3Daps&amp;field-keywords=mid+layer&amp;sprefix=mid+layer%2Caps%2C186&amp;rh=i%3Aaps%2Ck%3Amid+layer&amp;tag=&amp;tag=sportoutdoor2-21" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">mid-layer, o strati intermedi</a>. Meglio se hanno l’occhiello per il pollice e le maniche leggermente coprenti fino alla mano (<a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/sport-invernali/prova-norrona-falketind-warm1-jacket/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">come questo</a>), di modo da infilarsi nei guanti, e la zip alta sul collo, per isolare in caso di vento o quando ci si ferma per una pausa.</p>
<h3>Sopra tutto un guscio impermeabile</h3>
<p>Conviene <strong>evitare mantelle e cerate, che sono impermeabili ma non traspiranti</strong>, e scegliere una giacca in materiale tecnico impermeabile e traspirante come <a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/tutti-i-vantaggi-di-un-capo-col-polartec/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Polartec</a> o <a href="https://www.sportoutdoor24.it/tag/gore-tex/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Gore-Tex</a>: non ci si bagna a contatto con la neve, e il sudore evapora rapidamente: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/sport-invernali/regali-di-natale-10-giacche-da-sci/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">qui 10 modelli adatti anche alle ciaspolate</a>.<img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-622276" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/12/ciaspole-in-valtellina.jpg" alt="" width="1300" height="867" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/12/ciaspole-in-valtellina.jpg 1300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/12/ciaspole-in-valtellina-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/12/ciaspole-in-valtellina-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/12/ciaspole-in-valtellina-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1300px) 100vw, 1300px" /></p>
<h3>No ai pantaloni da sci</h3>
<p>Vero che dovrebbero tener caldo, ma spesso sono più ‘rigidi’ e ingombranti di un paio di <strong>normali <a href="http://www.amazon.it/s/ref=nb_sb_noss_1?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&amp;url=search-alias%3Daps&amp;field-keywords=pantaloni+trekking&amp;rh=i%3Aaps%2Ck%3Apantaloni+trekking&amp;tag=&amp;tag=sportoutdoor2-21" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">pantaloni da trekking</a>: vanno bene anche quelli estivi</strong>, purché siano impermeabili &#8211; capiterà di affondare nella neve fresca fino alle ginocchia &#8211; e traspiranti. Se si teme il freddo <strong>si possono indossare anche dei <a href="https://www.sportoutdoor24.it/search/tight/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">tight</a> come quelli per correre in inverno</strong>: tengono caldo e non trattengono il sudore.</p>
<p>Da evitare assolutamente invece jeans o pantaloni di velluto: sono anch’essi di cotone, e una volta inzuppati diventano freddi e pesanti. Se non ne avete un paio qui ci sono alcuni consigli per scegliere i<strong> <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/quali-pantaloni-da-trekking-usare-per-andare-in-montagna/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">pantaloni da trekking da usare per andare in montagna</a>.</strong></p>
<h3>Scarpe da trekking alte</h3>
<p>La neve è una superficie cedevole, e nonostante l’effetto galleggiamento dato dalle ciaspole può capitare di perdere aderenza. Servono quindi <a href="http://www.amazon.it/s/ref=nb_sb_ss_c_0_10?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&amp;url=search-alias%3Daps&amp;field-keywords=scarpe+trekking&amp;sprefix=scarpe+trekking%2Caps%2C204&amp;rh=i%3Aaps%2Ck%3Ascarpe+trekking&amp;tag=&amp;tag=sportoutdoor2-21" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">scarpe da trekking</a><strong> che proteggono la caviglia e assicurano buona stabilità nel passo</strong>. Inoltre le scarpe saranno sempre a contatto con la neve, e per mantenere i piedi asciutti devono essere impermeabili e traspiranti: anche qui le membrane tecniche sono sempre una garanzia. Insieme agli scarponi potrebbe essere il caso di scegliere un<strong> <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/sport-invernali/regali-di-natale-6-ciaspole-da-mettere-sotto-lalbero/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Ibuon modello di ciaspole</a>.</strong></p>
<h3>Ghette sempre e comunque</h3>
<p>Se ne trovano di ogni tipo e ogni prezzo, e son soldi ben spesi: <a href="https://www.amazon.it/s/ref=nb_sb_ss_c_1_6/255-0076756-0376842?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&amp;url=search-alias%3Daps&amp;field-keywords=ghette&amp;sprefix=ghette%2Caps%2C154&amp;crid=2W1235COMJWQT&amp;tag=sportoutdoor2-21" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">le ghette</a> impediscono alla neve di infilarsi nelle scarpe, bagnando calze e piedi fino a raffreddarli.</p>
<h3>Calze da trekking</h3>
<p><strong>La tradizione delle spesse calze di lana è ormai da abbandonare</strong>. Ci sono in commercio ottime calze in tessuto tecnico sintentico che aderiscono al piede, evitano le vesciche e lasciano traspirare il sudore. E ce ne sono anche di lana merino sottile, che tengono parimenti caldo con più tecnicità e gli stessi risultati. A fine giornata i piedi saranno freschi e asciutti, e ringrazieranno sentitamente.</p>
<h3>Guanti: sì, caldamente consigliati</h3>
<p>Vero che l’azione vigorosa delle braccia con i bastoncini scalda le mani dopo pochi minuti, ma per mantenere le mani calde e asciutte servono sempre: da evitare quindi quelli di lana, che si inzuppano, e da preferire sempre quelli in tessuto tecnico <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/sport-invernali/i-guanti-per-linverno-che-tengono-caldo-alle-mani-sulla-neve/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">come questi che tengono caldo alle mani</a>. E se avete qualche dubbio sui bastoncini da trekking, qui <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/7-buoni-motivi-per-usare-i-bastoncini-da-trekking/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">7 buoni motivi per usarli anche sulla neve</a>.<img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-143273" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/10/Ciaspole-a-Courmayeur-.jpg" alt="" width="1000" height="701" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/10/Ciaspole-a-Courmayeur-.jpg 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/10/Ciaspole-a-Courmayeur--300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/10/Ciaspole-a-Courmayeur--768x538.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/10/Ciaspole-a-Courmayeur--331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></strong></p>
<h3>Cappello e occhiali: da mettere sempre nello zaino</h3>
<p>Si può anche camminare a capo scoperto, ma fermarsi con la testa sudata a 0°C non è l’ideale, e un berretto da infilare al volo è sempre utile. Stesso discorso per gli <a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/nuovi-occhiali-da-sole-sportivi-2015/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">occhiali da sole</a>: la luce e il riverbero della neve possono essere fastidiosi, se non dannosi ad altissima quota, e un paio di occhiali sportivi, con le bacchette aderenti e lenti con protezione dai raggi solari, sono sempre utili.</p>
<h3>Zaino: è sempre utile, e non è mai un peso di troppo</h3>
<p>Insieme a cappello e occhiali è bene metterci un thermos o una borraccia con dell’acqua o bevande calde o fredde, uno snack da sgranocchiare durante una piccola pausa, una piantina dell’area in cui si ciaspola e qualche dispositivo per la sicurezza fuoripista: se si prevede di abbandonare i percorsi segnati è <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/sport-invernali/obbligo-arva-per-scialpinisti-e-ciaspole-fuoripista-in-quali-regioni/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">spesso richiesto per legge</a> dotarsi sempre di Arva e altri dispositivi di localizzazione e primo soccorso (<a href="http://www.amazon.it/s/ref=nb_sb_noss_1?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&amp;url=search-alias%3Daps&amp;field-keywords=arva&amp;rh=i%3Aaps%2Ck%3Aarva&amp;tag=&amp;tag=sportoutdoor2-21" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">che si possono acquistare qui</a>). Se dovete acquistare uno zaino qui trovate una buona selezione<strong> <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/i-migliori-zaini-da-trekking-da-10-a-80-litri/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">di zaini da escursione da 10 a 80 litri</a></strong></p>
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<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Claudio Gervasoni' src='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/claudio-gervasoni/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Claudio Gervasoni</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Giornalista, autore, consulente nel digital marketing e sportivo praticante, scrive di outdoor, fitness, sport e tecnologia per importanti testate internazionali come Men’s Health, GQ, Wired e Starbene. Quando non scrive ama correre, fare escursioni in montagna a piedi o con la sua bici gravel, e camminare a piedi nudi.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="http://claudiogervasoni.wordpress.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">claudiogervasoni.wordpress.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Cosa ci insegna il Parco nazionale di Capo Froward voluto dal fondatore di The North Face ai confini del capitalismo predatorio</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/cultura/cosa-ci-insegna-il-parco-nazionale-di-capo-froward-voluto-dal-fondatore-di-the-north-face-ai-confini-del-capitalismo-predatorio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Gervasoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Dec 2025 19:31:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[patagonia]]></category>
		<category><![CDATA[the north face]]></category>
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					<description><![CDATA[La notizia è che nello Stretto di Magellano nascerà davvero il Parco nazionale di Capo[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1920" height="1278" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/eduardohernandezcabofrowardmagallaneseha7607-1920x1278-1.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Cosa ci insegna il Parco nazionale di Capo Froward voluto dal fondatore di The North Face sui confini del capitalismo predatorio" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/eduardohernandezcabofrowardmagallaneseha7607-1920x1278-1.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/eduardohernandezcabofrowardmagallaneseha7607-1920x1278-1-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/eduardohernandezcabofrowardmagallaneseha7607-1920x1278-1-1024x682.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/eduardohernandezcabofrowardmagallaneseha7607-1920x1278-1-768x511.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/eduardohernandezcabofrowardmagallaneseha7607-1920x1278-1-1536x1022.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><br><br><p>La notizia è che nello Stretto di Magellano nascerà davvero il <strong>Parco nazionale di Capo Froward</strong>: si trova nell&#8217;estremo sud del continente americano, dove la Patagonia cilena sfuma nell&#8217;Antartide e la terra sembra finire, e proteggerà circa 150mila ettari di foreste, torbiere, ghiacciai e coste. È l&#8217;ultimo tassello (per ora) del sogno di <a href="https://www.sportoutdoor24.it/news/douglas-tompkins-fondatore-di-the-north-face-e-morto-in-cile-in-un-incidente-in-kayak/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">Douglas Tompkins, il fondatore di The North Face, morto nel dicembre 2015, a 72 anni, ribaltandosi in kayak nelle acque gelide del Lago General Carrera</a>, al confine tra Cile e Argentina. Viveva in Cile da anni, aveva investito tempo, energie e risorse personali per proteggere ed esplorare quelle terre selvagge e quei ghiacciai che tanto amava.</p>
<p>Due anni dopo, nel marzo del 2017, sua moglie e vedova <strong>Kristine McDivitt Tompkins fece al Cile la più grande donazione di terra della storia</strong> (<a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/ambiente/la-vedova-del-fondatore-di-the-north-face-ha-fatto-al-cile-la-piu-grande-donazione-di-terra-della-storia/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">ne avevamo scritto qui</a>), a una condizione: l’impegno formale di costituire 5 nuovi parchi naturali per un’area totale che sarà di 3 volte la somma dei territori dei parchi di Yosemite e Yellowstone. In tutti questi anni Kristine ha portato avanti la visione di Douglas con una una determinazione straordinaria. Ha negoziato con i governi, convinto le comunità locali, gestito opposizioni e sospetti (in particolare quelli che la accusavano di lavorare contro lo sviluppo e la modernizzazione di quelle terre).</p>
<h2>Cosa ci insegna il Parco nazionale di Capo Froward voluto dal fondatore di The North Face ai confini del capitalismo predatorio</h2>
<p>E ora il <a href="https://www.rewildingchile.org/en/" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">nuovo Parco nazionale di Capo Froward</a> è l&#8217;ultimo tassello in ordine di tempo di questa visione. Un&#8217;area che copre circa 150mila ettari tra foreste, torbiere, ghiacciai e coste sullo Stretto di Magellano, un rifugio per specie in pericolo, e l&#8217;impegno a dimostrare che l&#8217;ecoturismo nelle aree protette sarebbe in grado di generare ben 270 milioni di dollari all&#8217;anno, dimostrando che la conservazione non è solo ideale morale ma anche opportunità economica sostenibile per le comunità locali.</p>
<p>Il protocollo firmato dal Presidente cileno Gabriel Boric mette sotto protezione un&#8217;area per lo più inesplorata di più di 121mila ettari. <strong>La Ruta de Los Parques è una rete di 17 parchi nazionali che collega più di 60 comunità tra Puerto Montt e Capo Horn, per un totale di 2735 km</strong>. Sono più di due milioni di ettari complessivi, tre volte Yellowstone e Yosemite messi insieme. Ma soprattutto sono uno spazio dove l&#8217;huemul e l&#8217;oca testabianca possono ancora esistere, dove i ghiacciai possono continuare il loro lento lavoro di millenni, dove il silenzio non è interrotto dal rumore della speculazione.</p>
<p>Ma andando oltre la notizia, il nuovo Parco nazionale di Capo Froward è un simbolo. <strong>La prova vivente che anche nel capitalismo del XXI secolo si può scegliere la sottrazione invece dell&#8217;accumulo</strong>, la custodia invece del possesso, l&#8217;essere invece dell&#8217;avere.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-660040" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Doug_and_Kris_Tompkins.jpg" alt="Cosa ci insegna il Parco nazionale di Capo Froward voluto dal fondatore di The North Face sui confini del capitalismo predatorio" width="1280" height="850" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Doug_and_Kris_Tompkins.jpg 1280w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Doug_and_Kris_Tompkins-300x199.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Doug_and_Kris_Tompkins-1024x680.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Doug_and_Kris_Tompkins-768x510.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>C&#8217;è infatti qualcosa di profondamente sovversivo e simbolico dei tempi che viviamo in questo gesto che va oltre l&#8217;ambientalismo. In un&#8217;epoca in cui i miliardari della tecnologia accumulano ricchezze superiori al PIL di intere nazioni e potere superiore a quelli di organizzazioni sovranazionali, ci sono imprenditori (come Tompkins ma anche <strong>Yvon Chouinard, il fondatore di Patagonia</strong>, <a href="https://www.sportoutdoor24.it/news/yvon-chouinard-ha-donato-lazienda-patagonia-a-unorganizzazione-no-profit-per-combattere-il-cambiamento-climatico/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">che ha donato l&#8217;intera azienda a un&#8217;organizzazione no profit</a>) che hanno fatto qualcosa di apparentemente incomprensibile: hanno rinunciato a tutto. Non per santità o senso di colpa, ma per coerenza. Una coerenza che <strong>mette a nudo tanto l&#8217;ingordigia del capitalismo predatorio quanto l&#8217;ipocrisia di quello che i critici chiamano &#8220;filantrocapitalismo</strong>&#8220;: l&#8217;arte di sembrare generosi senza rinunciare a nulla.</p>
<h2>Il capitalismo che si divora</h2>
<p>Per capire la portata rivoluzionaria dei gesti di Tompkins e Chouinard, dobbiamo prima guardare in faccia il nostro tempo. Il capitalismo predatorio contemporaneo non si limita più a estrarre valore dal lavoro o dalle risorse naturali: <strong>estrae valore dall&#8217;esistenza stessa</strong>. Dalle nostre attenzioni e relazioni (le piattaforme social), dalle nostre necessità quotidiane (i marketplace), dai nostri bisogni primari (sicurezza, sanità, casa, cibo). È un sistema che <strong>trasforma ogni aspetto dell&#8217;umano in merce, ogni crisi in opportunità di profitto</strong> (la Gaza Riviera disegnata dal genero di Trump, Jared Kushner), ogni diritto in servizio a pagamento.</p>
<p>Non si tratta banalmente di avidità individuale, ma di una logica sistemica che permea ogni interstizio della società. Quando un algoritmo decide quali contenuti vedere, quali notizie leggere, quali persone incontrare, quali prodotti comprare, non sta offrendo un servizio neutrale: sta colonizzando l&#8217;immaginario e le scelte collettive. Quando un fondo di investimento compra migliaia di abitazioni per affittarle a prezzi insostenibili, non sta semplicemente facendo affari: sta privatizzando il diritto fondamentale all&#8217;abitare. Quando una corporation farmaceutica decide quali ricerche finanziare basandosi solo sul ritorno economico, non sta gestendo risorse: sta determinando chi merita di vivere e chi no. Quando <strong>una società tecnologica ha in subappalto esclusivo i temi della sicurezza nazionale</strong> non sta facendo l&#8217;interesse dei cittadini ma scelte politiche sensibili e discriminanti in assenza di delega democratica.</p>
<p>È quello che potremmo chiamare, <strong>parafrasando il filosofo Byung-Chul Han, un &#8220;capitalismo psicopolitico&#8221;</strong>: non domina solo i corpi e le risorse, ma colonizza le menti, i desideri, e perfino i sogni di cambiamento. Perché lo fa con un&#8217;efficienza tale che spesso non ce ne accorgiamo nemmeno e anzi, spesso convincendoci a difenderlo, convinti che non esistano alternative.</p>
<h2>L&#8217;inganno della filantropia</h2>
<p>Ma non è tutto qui. Perché poi <strong>c&#8217;è anche la versione apparentemente redenta di questo moderno capitalismo predatorio: il filantrocapitalismo</strong>. Bill Gates che &#8220;dona&#8221; miliardi attraverso la sua fondazione; Jeff Bezos che promette 10 miliardi per il clima; Mark Zuckerberg che &#8220;regala&#8221; il 99% delle sue azioni di Facebook, giusto per citare i più noti. Sembrano gesti nobili, quasi eroici, perfettamente in linea con quell&#8217;idea di give back così americana. Ma c&#8217;è un problema di fondo che ricercatori come la sociologa canadese Linsey McGoey hanno analizzato e smascherato: questi non sono doni, <strong>sono investimenti camuffati da generosità</strong>. O generosità che genera ulteriore profitto.</p>
<p>La differenza è sostanziale. Quando Gates &#8220;dona&#8221; miliardi all&#8217;agricoltura africana, mantiene il controllo su come quei soldi vengono spesi, influenza le politiche agricole di interi continenti, orienta la ricerca verso soluzioni brevettabili (e quindi redditizie), favorisce spesso le stesse corporations che hanno contribuito alla sua fortuna. Non è complottismo: è la logica intrinseca del sistema, è <strong>una forma di &#8220;ricolonizzazione&#8221; dove il potere economico si traveste da benevolenza</strong> per consolidare il proprio dominio.</p>
<p>Il filantrocapitalismo ha una caratteristica peculiare: non mette mai in discussione il sistema che ha generato quella ricchezza. Anzi, lo rinforza. La ricchezza estrema non è un effetto collaterale del capitalismo contemporaneo: è la sua logica profonda. <strong>Concentrare ricchezza in poche mani significa concentrare potere in poche mani</strong>, e quel potere viene poi &#8220;restituito&#8221; alla società secondo le priorità e la visione di chi lo detiene, non attraverso processi democratici, di giustizia sociale o interesse superiore.</p>
<p>Max Weber, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/L%27etica_protestante_e_lo_spirito_del_capitalismo" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">nell&#8217;Etica protestante e lo spirito del capitalismo</a>, aveva intuito come l&#8217;accumulazione potesse essere sublimata in virtù attraverso la dottrina della predestinazione: il successo economico come segno di grazia divina. Ma i filantrocapitalisti contemporanei hanno operato una sintesi ancora più raffinata: <strong>l&#8217;accumulo infinito è già di per sé virtuoso, perché &#8220;creerà le risorse&#8221; per risolvere i problemi del mondo</strong>. È una teologia del capitale che si autoassolve in tempo reale.</p>
<h2>La rivoluzione della sottrazione</h2>
<p>Douglas Tompkins e Yvon Chouinard rappresentano qualcosa di radicalmente diverso e rivoluzionariamente contrario. Non sono santi, non sono asceti. Sono stati imprenditori di successo che hanno costruito imperi commerciali. Ma a un certo punto hanno compiuto una scelta che nel capitalismo contemporaneo appare incomprensibile: <strong>hanno smesso di accumulare e hanno iniziato a restituire</strong>. Non in modo simbolico, non mantenendo il controllo, non attraverso fondazioni di famiglia. Hanno perso volontariamente, deliberatamente, irreversibilmente.</p>
<p>La differenza non è quantitativa, è ontologica. <strong>Tompkins ha comprato terre non per possederle, ma per toglierle al mercato. Per sempre</strong>. Ha sottratto centinaia di migliaia di ettari alla logica dell&#8217;estrazione, del profitto, dello sfruttamento. <strong>Ha creato vuoti nel tessuto del capitalismo, spazi dove la natura può esistere al di fuori della logica della merce</strong>. Secondo una stima del National Geographic, gli sforzi dell&#8217;imprenditore americano hanno protetto più terra rispetto a quelli di qualsiasi altro privato fino ad oggi.</p>
<p>Quando nel 2022 Chouinard ha donato Patagonia (valutata 3 miliardi di dollari) a un trust ambientale, ha scritto una frase che suona come un manifesto: &#8220;<em>La Terra è ora il nostro unico azionista</em>&#8220;. Non è retorica. È l&#8217;applicazione letterale del concetto di <em>stewardship</em> (o “gestione etica e responsabile delle risorse”) che i popoli indigeni conoscono istintivamente da millenni: noi non possediamo la terra, ne siamo custodi temporanei. <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Avere_o_essere%3F" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">Erich Fromm, in Avere o essere</a>, aveva analizzato questa distinzione fondamentale tra il &#8220;modo dell&#8217;avere&#8221; (possedere, accumulare, controllare) e il &#8220;modo dell&#8217;essere&#8221; (esistere in relazione, custodire, condividere). Ma Tompkins e Chouinard hanno fatto un passo ulteriore: <strong>hanno trasformato l&#8217;avere in essere e poi l&#8217;essere in restituire</strong>.</p>
<p>È qui il nucleo rivoluzionario dei loro gesti: non hanno aspettato di morire per &#8220;lasciare in eredità&#8221;. Non hanno creato fondazioni che portano il loro nome e perpetuano il loro controllo. Non hanno usato la filantropia per orientare politiche pubbliche secondo la loro visione. Hanno semplicemente rinunciato. Durante la vita. In modo irreversibile. Senza chiedere nulla in cambio se non che quella terra fosse protetta per sempre.</p>
<p>Un <strong>gesto così radicale da essere semplicemente inconcepibile nella logica del capitale</strong>: qualcuno che rinuncia al controllo della propria ricchezza deve avere un secondo fine. Eppure non c&#8217;era nessun secondo fine. O forse sì: il secondo fine era il mondo stesso, la sua bellezza, la sua sopravvivenza.</p>
<h2>Il capitalismo umanistico come orizzonte</h2>
<p>Esiste allora una terza via tra il capitalismo predatorio e il suo travestimento filantropico? La nozione di <strong>&#8220;capitalismo umanistico&#8221;</strong>, per quanto possa sembrare ossimorica, cerca di rispondere a questa domanda. Non si tratta di addolcire il capitalismo con qualche concessione sociale o di colorarlo di verde con operazioni di greenwashing. Si tratta di <strong>riconoscere che l&#8217;impresa economica non può essere svincolata dalla responsabilità verso le persone e l&#8217;ambiente</strong>, che il profitto non può essere l&#8217;unico parametro di successo, che la proprietà implica doveri oltre che diritti.</p>
<p>È interessante notare come questo approccio non nasca da idealismo naïf, ma spesso da una <strong>comprensione profonda proprio dei limiti del capitalismo tradizionale</strong>. Patagonia, sotto la guida di Chouinard, non è mai stata un&#8217;azienda &#8220;normale&#8221;: ha sempre messo al centro la qualità duratura dei prodotti (contro la logica dell&#8217;obsolescenza programmata), la trasparenza della filiera, l&#8217;attivismo ambientale. Ha <a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/ambiente/patagonia-contro-trump-donera-gli-sgravi-fiscali-per-lambiente/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">persino donato gli sgravi fiscali di Trump all&#8217;ambiente</a>, un gesto che è contemporaneamente politico ed etico.</p>
<p>Ma attenzione: <strong>il capitalismo umanistico non è quello delle corporations che pubblicano report ESG mentre continuano a inquinare, sfruttare, eludere tasse</strong>. Non è quello delle &#8220;certificazioni&#8221; che servono più al marketing che alla sostanza. È qualcosa di più radicale: è riconoscere che un&#8217;azienda non è solo un veicolo per massimizzare il ritorno per gli azionisti, ma un organismo inserito in un tessuto sociale ed ecologico oltre che economico, con responsabilità che vanno oltre il bilancio.</p>
<p>Weber aveva visto nell&#8217;etica protestante il motore nascosto del capitalismo: l&#8217;accumulazione come vocazione, il lavoro come preghiera, il successo come segno di elezione divina. Ma cosa succede quando quell&#8217;etica viene invertita? Quando il successo non si misura più nell&#8217;accumulo ma nella capacità di lasciare andare? Quando la vocazione non è più produrre sempre di più, ma custodire ciò che abbiamo? Quando l&#8217;elezione si manifesta non nel possesso ma nella rinuncia?</p>
<h2>La geografia della resistenza</h2>
<p>Thoreau, che Tompkins amava citare, scriveva: &#8220;<em>Un uomo è ricco in proporzione al numero di cose di cui può fare a meno</em>&#8220;. In Walden aveva sperimentato su di sé questa verità, ritirandosi nei boschi per scoprire quanto poco fosse davvero necessario per vivere (e forse <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/pellegrinaggio-a-walden-pond/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">vale davvero la pena fare un pellegrinaggio a Walden Pond, come abbiamo fatto noi</a>). Ma Tompkins ha fatto qualcosa di più radicale: ha dimostrato che si può costruire un impero e poi scegliere di perderlo, deliberatamente, come atto finale di creazione. Ha applicato la massima di Thoreau non solo alla propria vita personale, ma al proprio capitale, alle proprie proprietà, al proprio potere.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-569052" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/09/Yvon_Chouinard_Photo-Campbell-Brewer1.jpg" alt="" width="1500" height="1209" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/09/Yvon_Chouinard_Photo-Campbell-Brewer1.jpg 1500w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/09/Yvon_Chouinard_Photo-Campbell-Brewer1-300x242.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/09/Yvon_Chouinard_Photo-Campbell-Brewer1-1024x825.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/09/Yvon_Chouinard_Photo-Campbell-Brewer1-768x619.jpg 768w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>C&#8217;è <strong>qualcosa di profondamente &#8220;thoreauniano&#8221; nel gesto di acquistare terre selvagge non per &#8220;svilupparle&#8221; ma per lasciarle essere</strong>. È il rifiuto della logica del &#8220;miglioramento&#8221; capitalistico, che vede in ogni spazio non sfruttato uno spreco, in ogni risorsa non estratta un&#8217;opportunità perduta. È riconoscere che a volte la cosa migliore che possiamo fare è&#8230; niente. Proteggere, custodire, e poi toglierci di mezzo.</p>
<h2>La domanda che ci lascia</h2>
<p>Il vero lascito di Tompkins e Chouinard quindi non è ambientale, è esistenziale. Ci pongono una domanda scomoda: se loro hanno potuto rinunciare a miliardi, <strong>a cosa possiamo rinunciare noi</strong>? Non necessariamente in termini economici (la maggior parte di noi non possiede imperi commerciali), ma in termini di logica di vita. Possiamo immaginare un successo che non si misuri nell&#8217;accumulo? Possiamo concepire una realizzazione che passi per la sottrazione invece che per l&#8217;addizione?</p>
<p>In un&#8217;epoca di influencer che mercificano ogni aspetto della propria esistenza, di imprenditori tech che promettono di &#8220;cambiare il mondo&#8221; mentre consolidano monopoli, di governi che privatizzano diritti fondamentali, <strong>il gesto di Tompkins è un glitch nel sistema</strong>, un&#8217;anomalia nella matrice. Dimostra che si può scegliere diversamente.</p>
<p>Il capitalismo predatorio ci vuole consumatori insaziabili. Il filantrocapitalismo ci vuole grati beneficiari della generosità dei ricchi. <strong>Il capitalismo umanistico, quello vero, ci chiede di essere cittadini responsabili</strong>, custodi consapevoli, capaci di immaginare forme di ricchezza che non passino per il possesso. Ci chiede di misurare il valore delle cose non in termini di prezzo ma di significato, non in termini di utilità ma di bellezza, non in termini di profitto ma di eredità per chi verrà dopo di noi.</p>
<h2>Ai confini del mondo e del capitalismo</h2>
<p>Nello Stretto di Magellano, dove l&#8217;esploratore passò cercando una rotta verso le spezie e la ricchezza, dove generazioni di capitani hanno rischiato la vita per il commercio e il profitto, sta quindi per essere istituito un parco che non produrrà nulla, non genererà dividendi, non massimizzerà alcun ritorno per gli investitori. Esisterà semplicemente. Le sue foreste continueranno a crescere secondo ritmi che non hanno nulla a che fare con le logiche dell&#8217;uomo. I suoi ghiacciai continueranno la loro lenta danza millenaria. I suoi animali continueranno a vivere e morire secondo logiche che precedono e supereranno l&#8217;economia umana.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-660041" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/eduardohernandezcabofrowardmagallaneseha7625-1920x1278-1.jpg" alt="Cosa ci insegna il Parco nazionale di Capo Froward voluto dal fondatore di The North Face sui confini del capitalismo predatorio" width="1920" height="1278" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/eduardohernandezcabofrowardmagallaneseha7625-1920x1278-1.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/eduardohernandezcabofrowardmagallaneseha7625-1920x1278-1-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/eduardohernandezcabofrowardmagallaneseha7625-1920x1278-1-1024x682.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/eduardohernandezcabofrowardmagallaneseha7625-1920x1278-1-768x511.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/eduardohernandezcabofrowardmagallaneseha7625-1920x1278-1-1536x1022.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>È questo il vero gesto rivoluzionario: <strong>creare spazi dove il capitalismo non può entrare</strong>. Non perché sono protetti da leggi (le leggi cambiano), ma perché sono stati definitivamente sottratti alla logica del mercato. Non sono in vendita. Non lo saranno mai. È un atto di sottrazione permanente, irreversibile, radicale.</p>
<p>Douglas Tompkins è morto come l&#8217;uomo più ricco del mondo. Non perché possedesse miliardi (quelli li aveva già persi, restituiti, dissolti nel paesaggio patagonico), ma perché aveva applicato alla lettera la massima di Thoreau: <strong>era ricco del numero di cose di cui aveva saputo fare a meno</strong>. Aveva fatto a meno del controllo, del potere, della proprietà. Aveva scelto la ricchezza vera: quella di saper perdere, di saper lasciare andare, di saper restituire.</p>
<p>La sua ultima parola sta nella domanda che ci lascia: cosa sei disposto a perdere per salvare ciò che ami? Quanto poco ti basta davvero per essere ricco? E quando avrai capito quanto poco ti serve, cosa farai con tutto il resto?</p>
<p>Ai confini del capitalismo, la logica del profitto si dissolve nelle acque gelide dello Stretto di Magellano per dirci una cosa semplice e rivoluzionario: che <strong>si può scegliere diversamente</strong>. Che l&#8217;unico gesto davvero distruttivo di un sistema che ci vuole tutti accumulatori compulsivi, è imparare l&#8217;arte dimenticata della restituzione.</p>
<p>E forse, solo forse, in quella scelta impossibile si nasconde l&#8217;unica speranza che abbiamo.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Claudio Gervasoni' src='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/claudio-gervasoni/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Claudio Gervasoni</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Giornalista, autore, consulente nel digital marketing e sportivo praticante, scrive di outdoor, fitness, sport e tecnologia per importanti testate internazionali come Men’s Health, GQ, Wired e Starbene. Quando non scrive ama correre, fare escursioni in montagna a piedi o con la sua bici gravel, e camminare a piedi nudi.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="http://claudiogervasoni.wordpress.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">claudiogervasoni.wordpress.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>8 motivi per cui lo sci di fondo potrebbe piacerti (anche se non lo sai ancora)</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/sport/sport-invernali/sci-di-fondo-perche-potrebbe-davvero-piacere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Gervasoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Dec 2025 09:00:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sport Invernali]]></category>
		<category><![CDATA[inverno]]></category>
		<category><![CDATA[neve]]></category>
		<category><![CDATA[sci di fondo]]></category>
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					<description><![CDATA[Lo sci di fondo potrebbe davvero piacerti, anche se adesso come adesso ancora non lo[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/01/Ecco-perché-lo-sci-di-fondo-potrebbe-davvero-piacerti.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Ecco perché lo sci di fondo potrebbe davvero piacerti" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/01/Ecco-perché-lo-sci-di-fondo-potrebbe-davvero-piacerti.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/01/Ecco-perché-lo-sci-di-fondo-potrebbe-davvero-piacerti-331x232.jpg 331w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/01/Ecco-perché-lo-sci-di-fondo-potrebbe-davvero-piacerti-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Lo sci di fondo potrebbe davvero piacerti, anche se adesso come adesso ancora non lo sai. Sì, sciare non ti ha mai attirato, le pendenze, la velocità, la folla sulle piste, e tutto quanto dicono sempre tutti quelli che sì, <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/sport-invernali/sulla-neve-senza-sciare-cosa-fare/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">la neve mi piace ma no, sciare non lo faccio</a>. E però lo sci di fondo è un&#8217;altra cosa, è il nonno dello sci alpino (e detta così forse non è sexy) ma sa essere molto, molto smart. Basta saperlo prendere nel modo giusto (no, non è solo fatica al quadrato) e guardarlo nell&#8217;ottica che merita: uno sport tutt&#8217;altro che noioso e che potrebbe davvero piacerti.</p>
<h2>8 motivi per cui lo sci di fondo potrebbe piacerti (se solo lo provassi)</h2>
<p>Abbiamo contato almeno <strong>8 motivi per cui lo sci di fondo potrebbe piacerti</strong>, se solo lo provassi uscendo dal pregiudizio che è roba da anziani asciutti e smagriti e che per essere davvero &#8220;influencer&#8221; o splitboard o freeride. Il resto non conta.</p>
<h2>Niente fila all&#8217;ingresso</h2>
<p>Lo sci di fondo non è come quei party dello sci alpino che c&#8217;è sempre coda all&#8217;ingresso, per prendere gli impianti. Lo sci di fondo è un <strong>club del quale hai la tessera priority</strong>: arrivi, infili gli scarponi e inforchi gli sci, e via, se già in pista.</p>
<h2>La pace dei sensi</h2>
<p>Il solo rumore che potresti percepire è quello del tuo fiato, e degli sci che raschiano i cristalli di neve. Stop. Via dalla pazza folla, nella <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/sport-invernali/perche-quando-nevica-siamo-felici/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">tranquilla pace dei sensi del bosco e della distesa di neve</a>. Zen come poche altre cose.</p>
<h2>Fatica buona e sana</h2>
<p>Sì, lo sci di fondo non è epicureo come lo sci alpino, <strong>ha più a che fare con il calvinismo</strong>, l&#8217;etica della fatica. Che è fatica buona e sana, che tempra il corpo e lo spirito.</p>
<p><strong>LEGGI ANCHE: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/psicologia/la-fatica-aiuta-pensare/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">La fatica aiuta a pensare</a></strong></p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-646914" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/01/tom-dils-ZEraBEoSRSw-unsplash.jpg" alt="Ecco perché lo sci di fondo potrebbe davvero piacerti" width="1920" height="1440" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/01/tom-dils-ZEraBEoSRSw-unsplash.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/01/tom-dils-ZEraBEoSRSw-unsplash-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/01/tom-dils-ZEraBEoSRSw-unsplash-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/01/tom-dils-ZEraBEoSRSw-unsplash-768x576.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/01/tom-dils-ZEraBEoSRSw-unsplash-1536x1152.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<h2>Niente scarponi rigidi ai piedi</h2>
<p>Che poi è la prima cosa che un non sciatore fatica a digerire quando prova a sciare. Nello sci di fondo non ci sono <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/sport-invernali/consigli-per-comprare-gli-scarponi-da-sci/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">scarponi rigidi che ti segnano le tibie</a>, come stimmate in odore di santità (che raggiungi solo e quando riesci davvero a sciare), ma scarponcini che al confronto sembrano pantofole da salotto.</p>
<h2>Niente casco ben allacciato in testa</h2>
<p>Che per carità, ci sono <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/sport-invernali/come-regolare-il-casco-da-sci/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">caschi da sci</a> oggi che sono feticci di moda prima ancora che dispositivi di sicurezza. Ma siccome nello sci di fondo non è necessario allacciare il casco in testa, nelle belle giornate puoi anche vivere l&#8217;emozione di <strong>sentire l&#8217;aria che ti accarezza i capelli</strong> (se te ne sono rimasti). In quelle davvero fredde basta un berretto di lana.</p>
<h2>Zero rischi</h2>
<p>La velocità è quella che è (soprattutto se hai appena iniziato), le pendenze sono quelle che sono (soprattutto sulle piste facili, <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/sport-invernali/colori-delle-piste-da-sci-cosa-significano/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">azzurre e magari qualche rossa</a>), e sì, benché cadere sia parte del pacchetto, è un po&#8217; come cadere in piedi, solo che lo fai nella soffice neve ai lati dei binari. Il problema è casomai rialzarsi, ma si impara in fretta.</p>
<h2>È (abbastanza) facile</h2>
<p>Davvero: se hai un minimo di coordinazione, sei minimamente allenato e non arrivi dal Sahara ma la neve l&#8217;hai già vista qualche volta, <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/sport-invernali/sci-di-fondo-i-consigli-per-iniziare/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">imparare a fare sci nordico</a> è tutto sommato (abbastanza) facile.</p>
<h2>Viaggi leggero</h2>
<p>L&#8217;attrezzatura per lo sci di fondo è <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/sport-invernali/sci-di-fondo-cinque-consigli-per-scegliere-attrezzatura-adatta-migliore/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">decisamente più leggera</a> rispetto a quella per lo sci alpino. E decisamente anche più facile da maneggiare e usare.</p>
<p><em>Photo credits <a href="https://www.maxpixels.net/Cold-Cross-Country-Skiing-Winter-Idyll-Sport-Snow-3157508" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">Maxpixels</a></em></p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Claudio Gervasoni' src='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/claudio-gervasoni/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Claudio Gervasoni</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Giornalista, autore, consulente nel digital marketing e sportivo praticante, scrive di outdoor, fitness, sport e tecnologia per importanti testate internazionali come Men’s Health, GQ, Wired e Starbene. Quando non scrive ama correre, fare escursioni in montagna a piedi o con la sua bici gravel, e camminare a piedi nudi.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="http://claudiogervasoni.wordpress.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">claudiogervasoni.wordpress.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Sulla neve puoi fare molto più che sciare: 8 belle idee per divertirsi</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/sport/sport-invernali/sulla-neve-senza-sciare-cosa-fare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Gervasoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Dec 2025 08:17:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sport Invernali]]></category>
		<category><![CDATA[ciaspole]]></category>
		<category><![CDATA[fat bike]]></category>
		<category><![CDATA[sleddog]]></category>
		<category><![CDATA[slittino]]></category>
		<category><![CDATA[terme]]></category>
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					<description><![CDATA[La montagna in inverno non è più solo sinonimo di sci e snowboard. Sempre più[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2019/11/Cosa-fare-sulla-neve-senza-sciare.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Cosa fare sulla neve senza sciare" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2019/11/Cosa-fare-sulla-neve-senza-sciare.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2019/11/Cosa-fare-sulla-neve-senza-sciare-331x232.jpg 331w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2019/11/Cosa-fare-sulla-neve-senza-sciare-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>La montagna in inverno non è più solo sinonimo di sci e snowboard. Sempre più persone cercano<strong> la neve per camminare, rilassarsi, divertirsi o vivere esperienze diverse</strong>, senza infilare gli sci ai piedi.</p>
<p>Dalle attività più adrenaliniche a quelle lente e contemplative, oggi le località alpine offrono <strong>molte possibilità anche a chi non scia.</strong> Basta poca attrezzatura, un minimo di curiosità e la voglia di vivere il paesaggio invernale con ritmi diversi.</p>
<h2>Cosa fare sulla neve senza sciare</h2>
<p>Se stai pensando di fare qualche giorno di vacanza in montagna questo inverno ma non sai <strong>cosa fare sulla neve senza sciare</strong> allora non ti resta che scoprire che con poca attrezzatura, altrettanta poca spesa e anche relativamente poca esperienza e allenamenti ci sono almeno 8 attività invernali sulla neve adatte a chi non scia.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/12/migliori-luoghi-ciaspole-valtellina.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-622282" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/12/migliori-luoghi-ciaspole-valtellina.jpg" alt="" width="1300" height="775" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/12/migliori-luoghi-ciaspole-valtellina.jpg 1300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/12/migliori-luoghi-ciaspole-valtellina-300x179.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/12/migliori-luoghi-ciaspole-valtellina-1024x610.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/12/migliori-luoghi-ciaspole-valtellina-768x458.jpg 768w" sizes="(max-width: 1300px) 100vw, 1300px" /></a></p>
<h3>Sulla neve senza sciare, le ciaspole</h3>
<p>Le ciaspole, o racchette da neve, sono <strong>la più semplice e accessibile attività che si può fare sulla neve senza sciare</strong>. Almeno finché si resta sui sentieri segnalati e appositamente adibiti, <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/sport-invernali/perche-le-valanghe-non-cadono-sulle-piste-da-sci/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">dove non c&#8217;è rischio di valanghe</a>, almeno finché si controllano i bollettini meteo e quelli relativi al pericolo valanghe, e almeno finché per escursioni più impegnative, fuori pista e in neve fresca, ci si affida alla competenza di una guida alpina che conosce quelle montagne e i relativi pericoli. Ma insomma, senza volersi avventurare in situazioni più grandi di noi, con un paio di racchette da neve e bastoncini (si affittano per pochi euro al giorno, e <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/sport-invernali/10-consigli-per-noleggiare-sci-snowboard-e-ciaspole/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">qui c&#8217;è la nostra guida all&#8217;acquisto</a>), l&#8217;adeguato abbigliamento (qui spieghiamo <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/sport-invernali/come-vestirsi-per-andare-con-le-ciaspole/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">come vestirsi per andare a ciaspolare</a>) e solo un po&#8217; di abitudine a camminare (e qui trovi i consigli per <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/sport-invernali/come-si-usano-le-ciaspole/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">usare le ciaspole</a>), si possono scoprire angoli incantevoli e incantati, nel silenzio del bosco innevato, con l&#8217;aria pungente dell&#8217;inverno. Tutto davvero molto rilassante e rigenerante.</p>
<h3>Camminate sulla neve battuta</h3>
<p>Le <strong>camminate sulla neve battuta</strong>, lungo appositi sentieri che ormai sono preparati e segnalati in praticamente tutte le località alpine, sono una <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/sport-invernali/consigli-camminare-sulla-neve-senza-ciaspole/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">bella alternativa alle ciaspole</a>. Nei paesi germanici le chiamano &#8220;<a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/sport-invernali/4-attivita-da-fare-sulla-neve-per-chi-non-scia/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">winterwanderwege</a>&#8221; e non sono altro che la <strong>versione invernale dell&#8217;escursionismo</strong>, o trekking: si seguono gli stessi sentieri solo che c&#8217;è la neve, battuta sul sentiero e alta e soffice ai lati, decidendo il proprio ritmo, più rilassante e meditativo oppure più intenso che è <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/fitness/fitwalking-la-camminata-sportiva-ti-migliora-la-vita/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">quasi un Nordic Walking sulla neve</a>, e si gode della natura invernale in tutto il suo splendore. L&#8217;importante è avere un buon paio di scarponi impermeabili e con suola adatta a non scivolare (oppure anche con i cosiddetti ramponcini, che si montano facilmente e <a href="https://www.amazon.it/s?k=ramponcini+per+scarponi&amp;__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&amp;crid=VPN1EO9GYZDX&amp;sprefix=ramponcini%2Caps%2C206&amp;ref=nb_sb_ss_i_3_10&amp;_encoding=UTF8&amp;tag=sportoutdoor2-21&amp;linkCode=ur2&amp;linkId=646d1dfec52307a4aef0365667d05468&amp;camp=3414&amp;creative=21718" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">costano un paio di decine di euro</a><img loading="lazy" style="border: none !important; margin: 0px !important;" src="//ir-it.amazon-adsystem.com/e/ir?t=sportoutdoor2-21&amp;l=ur2&amp;o=29" alt="" width="1" height="1" border="0" />), e abbigliamento da trekking che tiene caldo e non lascia entrare l&#8217;umidità. Il resto è solo e puro piacere.</p>
<h3>Slitta e slittino</h3>
<p>Divertente, adrenalinico ma <strong>meno facile di quanto si immagini</strong> e sicuramente da non improvvisare. Guidare una slitta di quelle tradizionali in legno o un più moderno slittino non è così facile e immediato (<a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/sport-invernali/consigli-come-guidare-lo-slittino/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">e lo spieghiamo bene qui</a>) e sicuramente non si può andare ovunque (e meno che mai sulle piste da sci). Però <strong>in molte località invernali ormai predispongono anche piste per slitta e slittino</strong>, con o senza impianti di risalita e se fatto in sicurezza (magari dopo una breve lezione da parte del noleggiatore) è sicuramente molto, molto divertente anche da fare in famiglia.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/10/Ritten_Winter_Rittner_Horn_Rodeln_©Tourismusverein_Ritten_Foto_Manuela_Tessaro-1.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-642407" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/10/Ritten_Winter_Rittner_Horn_Rodeln_©Tourismusverein_Ritten_Foto_Manuela_Tessaro-1.jpg" alt="" width="1000" height="667" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/10/Ritten_Winter_Rittner_Horn_Rodeln_©Tourismusverein_Ritten_Foto_Manuela_Tessaro-1.jpg 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/10/Ritten_Winter_Rittner_Horn_Rodeln_©Tourismusverein_Ritten_Foto_Manuela_Tessaro-1-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/10/Ritten_Winter_Rittner_Horn_Rodeln_©Tourismusverein_Ritten_Foto_Manuela_Tessaro-1-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<h3>Il bob</h3>
<p>Vedi sopra alla voce slitta e slittino: un conto è il bob per bambini e le discese al campetto scuola, un altro i veri e propri bob che ora si trovano a noleggio in molte località in Italia e all&#8217;estero e che si possono usare <strong>solo e soltanto sulle piste dedicate e appositamente preparate</strong>. Inutile immaginare di essere su una pista olimpica, è tutto molto più soft, però l&#8217;adrenalina anche così è assicurata.</p>
<h3>Fat Bike</h3>
<p>Dove puoi andare a piedi puoi (spesso) andare anche in bici. Che in montagna, in inverno, si dice Fat Bike, o Snow Bike: sono sostanzialmente delle <strong>mountain bike con ruote &#8220;fat&#8221;, cioè più larghe e più alte</strong>, talvolta con pneumatici anche chiodati, eventualmente anche in versione a pedalata assistita, e da qualche anno ormai sono tra le offerte più gettonate nelle località invernali. Anche in questo caso vestirsi adeguatamente è indispensabile (<a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/sport-invernali/come-vestirsi-per-andare-in-fat-bike-sulla-neve/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">e lo spieghiamo qui</a>) così come può essere davvero utile una guida MTB che dia i primi rudimenti e buoni consigli su come si guida una Fat Bike sulla neve (<a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/bici/come-si-guida-una-fat-bike/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">nel caso, qui c&#8217;è il nostro how to</a>).<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2019/03/fatbike_Val_Ferret_Giuseppe_Geppo_Di_Mauro.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="size-full wp-image-453114 aligncenter" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2019/03/fatbike_Val_Ferret_Giuseppe_Geppo_Di_Mauro.jpg" alt="" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2019/03/fatbike_Val_Ferret_Giuseppe_Geppo_Di_Mauro.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2019/03/fatbike_Val_Ferret_Giuseppe_Geppo_Di_Mauro-331x232.jpg 331w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2019/03/fatbike_Val_Ferret_Giuseppe_Geppo_Di_Mauro-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></a></p>
<h3>Sleddog</h3>
<p>Zanna Bianca, Il Richiamo della Foresta, e ancora Iditarod e tutto il fascino dello <strong>sleddog, le gite su slitta trainata da cani</strong>. In Italia ci sono più centri sleddog di quanti se ne immagini (<a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/sport-invernali/dove-fare-sleddog-in-italia/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">qui il nostro approfondimento</a>) e benché non sia proprio diffuso in tutte le località sciistiche può davvero valer la pena regalarsi questa esperienza impagabile.</p>
<h3>Pattinaggio su ghiaccio</h3>
<p>Immancabile, non c&#8217;è località alpina che non abbia la sua almeno piccola pista di pattinaggio su ghiaccio. Anche qui, improvvisare non è facile, ma <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/sport-invernali/come-pattinare-sul-ghiaccio/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">imparare non è così difficile</a> e basta qualche ora di buon impegno per cominciare a scivolare senza impaccio sul ghiaccio. Ed è subito atmosfera di vacanze sulla neve.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/12/pattinaggio-su-ghiaccio-c-tvb-stubai-tirol-andreSchoenherr.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-622180" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/12/pattinaggio-su-ghiaccio-c-tvb-stubai-tirol-andreSchoenherr.jpg" alt="" width="2000" height="1333" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/12/pattinaggio-su-ghiaccio-c-tvb-stubai-tirol-andreSchoenherr.jpg 2000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/12/pattinaggio-su-ghiaccio-c-tvb-stubai-tirol-andreSchoenherr-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/12/pattinaggio-su-ghiaccio-c-tvb-stubai-tirol-andreSchoenherr-1024x682.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/12/pattinaggio-su-ghiaccio-c-tvb-stubai-tirol-andreSchoenherr-768x512.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/12/pattinaggio-su-ghiaccio-c-tvb-stubai-tirol-andreSchoenherr-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 2000px) 100vw, 2000px" /></a></p>
<h3>Terme &amp; Spa</h3>
<p>E se dopo tutto ciò, o in alternativa, vuoi indulgere nei piaceri del relax e del benessere, le terme (laddove l&#8217;acqua sgorga naturalmente calda) e le Spa, anche a cielo aperto, sono il non plus ultra di una vera vacanza in montagna sulla neve, anche senza sciare. <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/le-10-spa-di-montagna-piu-belle-e-suggestive-in-italia/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">Queste sono le più belle delle Alpi</a>: c&#8217;è qualcosa di più magico e appagante che stare a mollo nell&#8217;acqua calda con intorno la neve e magari il cielo stellato? No, la risposta è no, non c&#8217;è.</p>
<p>&nbsp;</p>
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<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Claudio Gervasoni' src='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/claudio-gervasoni/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Claudio Gervasoni</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Giornalista, autore, consulente nel digital marketing e sportivo praticante, scrive di outdoor, fitness, sport e tecnologia per importanti testate internazionali come Men’s Health, GQ, Wired e Starbene. Quando non scrive ama correre, fare escursioni in montagna a piedi o con la sua bici gravel, e camminare a piedi nudi.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="http://claudiogervasoni.wordpress.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">claudiogervasoni.wordpress.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Come scegliere una giacca impermeabile da trekking: le caratteristiche davvero importanti</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/giacca-impermeabile-da-trekking-le-caratteristiche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Gervasoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Dec 2025 08:11:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Trekking]]></category>
		<category><![CDATA[giacca]]></category>
		<category><![CDATA[impermeabile]]></category>
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					<description><![CDATA[La giacca impermeabile da trekking è un capo indispensabile in ogni tipo di escursione, in[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2019/08/giacca-impermeabile-da-trekking.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="giacca impermeabile da trekking" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2019/08/giacca-impermeabile-da-trekking.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2019/08/giacca-impermeabile-da-trekking-331x232.jpg 331w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2019/08/giacca-impermeabile-da-trekking-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>La <strong>giacca impermeabile da trekking</strong> è un capo indispensabile in ogni tipo di escursione, in estate come in inverno, in alta montagna come per una passeggiata nei boschi a quote più basse. I temporali improvvisi o banalmente il vento e le temperature che si abbassano richiedono sempre di <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/come-vestirsi-per-andare-in-montagna-destate/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">vestirsi in modo adeguato per andare in montagna d&#8217;estate</a>, e di avere con sé nello <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/sport-invernali/come-scegliere-consigli-giacca-impermeabile-trekking-montagna/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">zaino un guscio antivento e antipioggia</a> che abbia ben precise caratteristiche tecniche:</p>
<ul>
<li>Tessuto tecnico impermeabile</li>
<li>Tessuto tecnico traspirante</li>
<li>Tessuto tecnico resistente</li>
<li>Cappuccio regolabile</li>
<li>Cerniera anteriore</li>
<li>Tasche</li>
<li>Polsini regolabili</li>
<li>Coulisse in vita</li>
<li>Spalle rinforzate</li>
<li>Sistema d&#8217;areazione</li>
</ul>
<h2>Le 6 caratteristiche fondamentali di una giacca impermeabile da trekking</h2>
<p>Vediamo allora nel dettaglio le <strong>10 caratteristiche fondamentali di una giacca impermeabile da trekking</strong> e i consigli per scegliere quella più adatta al tipo di attività, al clima e alle proprie esigenze escursionistiche.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/01/giacca-trekking-jazzi-the-north-face-recensione.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="size-full wp-image-623033 aligncenter" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/01/giacca-trekking-jazzi-the-north-face-recensione.jpg" alt="giacca-trekking-jazzi-the-north-face-recensione" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/01/giacca-trekking-jazzi-the-north-face-recensione.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/01/giacca-trekking-jazzi-the-north-face-recensione-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/01/giacca-trekking-jazzi-the-north-face-recensione-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></a></p>
<h3>1. Il tessuto tecnico di una giacca impermeabile da trekking</h3>
<p>Il <strong>tessuto tecnico</strong> è la prima caratteristica che contraddistingue una vera giacca impermeabile da trekking. Si dice tessuto ma poi si può intendere una serie di cose diverse, dal semplice <strong>tessuto sintetico con trattamento idrorepellente</strong> alle combinazioni di <strong>tessuti sintetici con membrane impermeabili</strong> e traspiranti.</p>
<h3>2. Giacca impermeabile: Water-resistant, Water Repellent o Waterproof?</h3>
<p>Nel primo caso avremo una giacca impermeabile che è stata sottoposta a un trattamento impermeabilizzante chiamato DWR, o <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Durable_water_repellent" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">durable water repellent</a>. L&#8217;impermeabilizzazione è sicuramente garantita, quello che occorre appurare è la <strong>quantità di acqua in grado di sopportare</strong>, che normalmente è espressa in colonne d&#8217;acqua.</p>
<p>Questa della <strong>colonna d&#8217;acqua come misura della impermeabilità</strong> è una informazione da saper maneggiare con competenza per scegliere un prodotto che poi non ci dia brutte sorprese: la colonna d&#8217;acqua è la pressione esercitata dall&#8217;acqua contenuta in un cilindro del diametro di 1 pollice prima che possa trapassare un tessuto. Una <strong>colonna d&#8217;acqua di 5.000 mm</strong> (quindi un cilindro alto 5 metri) è il minimo per gli standard dell&#8217;industria, e rappresenta grosso modo la pressione che esercitiamo noi stessi quando ci sediamo sulla neve. Diciamo che una giacca con impermeabilizzazione corrispondente a una colonna d&#8217;acqua da 5.000 mm basta per una leggera pioggerellina primaverile, o poco più, e per sciare in una giornata di sole. La media e stragrande maggioranza delle giacche impermeabili da montagna hanno una <strong>impermeabilizzazione intorno ai 10.000 mm</strong>, che va bene per un temporale, per una giornata sulla neve in condizioni normali, <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/sport-invernali/come-vestirsi-per-andare-con-le-ciaspole/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">anche con le ciaspole</a>, e per buona parte delle situazioni in cui si può trovare un normale escursionista. Professionisti della montagna, alpinisti, o escursionisti esperti che si recano in località fortemente piovose si indirizzano verso <strong>giacche tecniche con impermeabilizzazione da 20.000 mm</strong> (quindi un tubo d&#8217;acqua del diametro di 1 pollice e alto 20 metri).</p>
<h3>3. Le membrane impermeabili delle giacche da trekking</h3>
<p>Ci sono poi le giacche tecniche da montagna che sono una combinazione di <strong>tessuto tecnico sintetico e membrana impermeabilizzante</strong>. La membrana forse più nota è il <a href="https://www.gore-tex.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Gore-Tex</a>, ma non è l&#8217;unica visto che ci sono anche <a href="https://www.polartec.com" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Polartec</a>, <a href="https://www.columbiasportswear.it/IT/c/tech-waterproof" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Outdry</a> (ora acquistata da Columbia), <a href="http://www.primeleatherfinishes.com/defender-repellent-systems/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Defender</a> e la giapponese <a href="https://www.toray.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Toray</a> che produce Entrant e Dermizax. Questo per rimanere solo ai principali fornitori di ingredienti. Poi ci sono le <strong>membrane cosiddette &#8220;proprietarie&#8221;</strong>, che sono tecnologie brevettate e sviluppate dai marchi produttori di giacche, motivo per cui di uno stesso marchio si possono trovare modelli con membrane di terze parti e altri con membrane fatte in proprio.</p>
<p>Come fare a <strong>scegliere la giusta giacca impermeabili da montagna</strong>? Valutando la colonna d&#8217;acqua ma anche altre caratteristiche tecniche.</p>
<h3>4. Traspirazione o ventilazione meccanica?</h3>
<p>Se una giacca impermeabile da montagna fosse solo impermeabile farebbe metà del suo lavoro. Le <strong>vere giacche tecniche sono anche traspiranti</strong>, che significa che sono in grado di far uscire il vapore acque prodotto dalla sudorazione, di modo che non ristagni all&#8217;interno, abbassando a contatto con la pelle la temperatura percepita. Al netto della <strong>ventilazione meccanica</strong> (che poi significa varie cerniere da aprire e chiudere al bisogno) questa è una caratteristica fondamentale da valutare per non ritrovarsi protetti dalla pioggia ma fradici per il proprio sudore.</p>
<p>La traspirabilità viene espressa in <strong>grammi di vapore espulso da un metro quadrato di tessuto nelle ventiquattro ore</strong> (gr/mq/24h): 5000 gr/mq/24h è il minimo fissato da standard, prestazioni ottimali cominciano ad aversi con valori attorno ai 10000 gr/mq/24h.</p>
<h3>5. Giacca impermeabile da trekking: hardshell o softshell?</h3>
<p>Le giacche impermeabili da trekking vengono anche chiamate shell, o gusci, e la distinzione di solito è tra <strong>hardshell</strong> e <strong>softshell</strong>. Questo non ha a che fare con la resistenza del tessuto ma con la sua <strong>morbidezza ed elasticità</strong>: tessuti più leggeri, stretch, che vestono più morbidi danno vita ai softshell, tessuti più rigidi e spessi danno vita agli hardshell. Non necessariamente uno è meglio dell&#8217;altro, ma dipende dall&#8217;uso che se ne vuole e deve fare.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/JW_FW23_Trekking_5078.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-618524" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/JW_FW23_Trekking_5078.jpg" alt="Texapore Ecosphere è la nuova membrana sostenibile di Jack Wolfskin" width="1400" height="933" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/JW_FW23_Trekking_5078.jpg 1400w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/JW_FW23_Trekking_5078-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/JW_FW23_Trekking_5078-1024x682.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/JW_FW23_Trekking_5078-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></a></p>
<p>Quanto alla resistenza, infine, bisogna considerare due aspetti. Il primo è che <strong>le giacche tecniche sono tendenzialmente delicate</strong>, motivo per cui se si impigliano potrebbero tagliarsi o strapparsi. I marchi stanno lavorando anche a questo aspetto, con soluzioni proprie o ingredienti di terze parti (un nome per esempio è quello del <a href="https://www.pertex.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Pertex</a>) ma rimane un aspetto a cui prestare attenzione durante l&#8217;uso. Ciò che invece può accadere più subdolamente è che il trattamento DWR si deteriori con l&#8217;uso, per esempio nella zona delle spalle, o sotto le ascelle, per via della frizione meccanica del tessuto. In questi casi è possibile rifare l&#8217;impermeabilizzazione, <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/come-rendere-davvero-impermeabile-lo-zaino/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">come abbiamo spiegato qui</a>.</p>
<h3>6. Le caratteristiche estetiche e di design di una giacca impermeabile da trekking</h3>
<p>Una volta valutato il tessuto ci sono poi un po&#8217; di <strong>caratteristiche estetiche e di design</strong> che possono aiutare a scegliere la giusta giacca impermeabile da trekking. La prima è che <strong>esistono modelli maschili e modelli femminili</strong>. Sembra banale dirlo ma non è scontato, e le differenze si vedono soprattutto nella sciancratura in vita, che non ha una funzione estetica ma serve a trattenere meglio il calore all&#8217;interno (il calore, non l&#8217;umidità data dal vapore del sudore). Poi ovviamente c&#8217;è il <strong>cappuccio</strong>, altrimenti non avrebbe senso una giacca impermeabile: alcuni hanno la visiera incorporata, altri una coulisse con elastico o stringa per regolarlo, altri permettono di indossare un casco, per esempio da arrampicata (e se non si arrampica forse non è il caso di prendere una giacca con un cappuccio più grande del necessario).</p>
<p>Una occhiata è bene darla anche alla <strong>cerniera</strong>, valutando due aspetti. Uno è che si possa aprire anche dal basso, il che può risultare utile per arieggiare durante il cammino, per accedere meglio alle tasche dei pantaloni, per aggiustare la cintura dei pantaloni o anche per fare i bisogni. L&#8217;altro è che sia nastrata, ovvero a sua volta impermeabile, visto che le cerniere sono potenzialmente un punto di infiltrazione dell&#8217;acqua, e questo vale anche per le eventuali cerniere delle tasche.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/05/Larkins-Bar-and-Restaurant-Garrykennedy-Lough-Derg-Co-Tipperary_Web-Size.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-608099" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/05/Larkins-Bar-and-Restaurant-Garrykennedy-Lough-Derg-Co-Tipperary_Web-Size.jpg" alt="" width="1000" height="667" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/05/Larkins-Bar-and-Restaurant-Garrykennedy-Lough-Derg-Co-Tipperary_Web-Size.jpg 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/05/Larkins-Bar-and-Restaurant-Garrykennedy-Lough-Derg-Co-Tipperary_Web-Size-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/05/Larkins-Bar-and-Restaurant-Garrykennedy-Lough-Derg-Co-Tipperary_Web-Size-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>Il taglio di una buona giacca impermeabile da trekking è normalmente un po&#8217; lungo, e normalmente un po&#8217; più lungo sul retro, dove si potrebbe scoprire o infilare dell&#8217;acqua in particolari movimenti. Anche le <strong>maniche</strong> normalmente sono un po&#8217; più lunghe, di modo da coprire bene i polsi e anche una parte del carpo della mano: serve per sovrapporre la giacca ai guanti e comunque per evitare di bagnarsi durante il movimento delle braccia durante il cammino, per esempio <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/bastoncini-da-trekking-per-camminare-in-montagna-consigli/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">se si maneggiano dei bastoncini da trekking</a>. Per rendere ancora più stagni i polsini è utile che ci siano dei sistemi di chiusura, come dei velcri o delle coulisse, che sono da cercare anche in vita e sul colletto e sono utili per trattenere il calore quando le temperature sono davvero fredde, come sulla neve in inverno.</p>
<p>Infine se si presume di utilizzare spesso la giacca impermeabile da trekking <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/come-indossare-correttamente-lo-zaino/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">indossando lo zaino</a> (e in effetti non potrebbe essere diversamente) si può valutare che la zona delle spalle sia rinforzata, per ridurre il consumo di tessuto da frizione meccanica data dagli spallacci.<br />
<em>Credits photo: <a href="https://pxhere.com/en/photo/698698" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Pxhere</a></em></p>
<p>&nbsp;</p>
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<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Claudio Gervasoni' src='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/claudio-gervasoni/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Claudio Gervasoni</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Giornalista, autore, consulente nel digital marketing e sportivo praticante, scrive di outdoor, fitness, sport e tecnologia per importanti testate internazionali come Men’s Health, GQ, Wired e Starbene. Quando non scrive ama correre, fare escursioni in montagna a piedi o con la sua bici gravel, e camminare a piedi nudi.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="http://claudiogervasoni.wordpress.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">claudiogervasoni.wordpress.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Quello che non manca mai nel mio zaino durante le escursioni in inverno</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/escursione-in-inverno-cosa-portare-nello-zaino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Gervasoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Dec 2025 16:58:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Trekking]]></category>
		<category><![CDATA[ciaspole]]></category>
		<category><![CDATA[inverno]]></category>
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					<description><![CDATA[Le escursioni in inverno le preferisco anche a quelle in estate. Sarà che la montagna[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1920" height="1280" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/thomas-olivier-guimond-GoW4aDbZVUw-unsplash.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Quello che non manca mai nel mio zaino durante le escursioni in inverno" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/thomas-olivier-guimond-GoW4aDbZVUw-unsplash.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/thomas-olivier-guimond-GoW4aDbZVUw-unsplash-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/thomas-olivier-guimond-GoW4aDbZVUw-unsplash-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/thomas-olivier-guimond-GoW4aDbZVUw-unsplash-768x512.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/thomas-olivier-guimond-GoW4aDbZVUw-unsplash-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><br><br><p data-path-to-node="3">Le escursioni in inverno le preferisco anche a quelle in estate. Sarà che la montagna d’inverno ha un fascino unico, che i silenzi sono quasi più profondi, che l&#8217;aria è ancora più pura e che &#8211; anche &#8211; c&#8217;è in giro meno gente e quindi puoi godere ancora più dei silenzi. Ma è anche vero che fare una gita in inverno richiede una consapevolezza diversa rispetto all&#8217;estate, anche su un semplice sentiero pulito con un po&#8217; di ghiaccio e non necessariamente di un versante sommerso dalla neve fresca. Per questo ho sviluppato una mia checklist di quello che non manca mai nel mio zaino durante le escursioni in inverno.</p>
<h2 data-path-to-node="3">Quello che non manca mai nel mio zaino durante le escursioni in inverno</h2>
<p data-path-to-node="3">Detto che lo zaino non è solo un contenitore, ma il nostro primo alleato per la sicurezza e il comfort, e che in inverno ne uso uno leggermente più capiente di quello che uso in inverno, e che comunque estate o inverno mi porto sempre con me anche una cover rain per non finire con il rischio di ritrovarmi con tutto bagnato per un banale acquazzone (in estate) o una improvvisa pioggia o nevicata (in inverno), ecco cosa porto sempre con me quando le temperature scendono.</p>
<h3 data-path-to-node="5">Gli indispensabili per ogni uscita (anche senza neve alta)</h3>
<p data-path-to-node="6">Anche se il sentiero è battuto o la neve è poca, il freddo e il ghiaccio restano i principali avversari. Ecco cosa non dimentico mai:</p>
<ul data-path-to-node="7">
<li>
<p data-path-to-node="7,0,0"><b>Il Buff (Scaldacollo multifunzione):</b> È l’accessorio più sottovalutato e versatile. Non serve solo a proteggere la gola: in caso di vento forte diventa un sottocasco, una fascia per le orecchie o una protezione per il viso contro l’aria gelida. Il vantaggio? Asciuga in un lampo, a differenza delle pesanti sciarpe di lana che si inzuppano di condensa.</p>
</li>
<li>
<p data-path-to-node="7,1,0"><b>Braccialetto in Paracord:</b> Lo porto sempre al polso o agganciato allo spallaccio. In inverno, i materiali diventano fragili per il gelo: se si spezza una stringa dello scarpone o si rompe un laccio dello zaino, i metri di corda ultra-resistente contenuti nel braccialetto sono il &#8220;piano B&#8221; che ti permette di tornare a casa senza problemi. <strong>Se vuoi saperne di più sul braccialetto paracord, <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/perche-non-dovresti-mai-uscire-di-casa-senza-questo-braccialetto-paracord/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">leggi qui</a></strong>.</p>
</li>
<li>
<p data-path-to-node="7,1,0"><b>Fischietto d&#8217;emergenza:</b> Sembra un gioco da ragazzi, ma è uno strumento di segnalazione fondamentale. La voce umana si disperde nel vento e nella neve, mentre il fischio è udibile a grande distanza e con molto meno sforzo. <i>Consiglio extra: assicurati che sia agganciato allo spallaccio dello zaino o al collo, deve essere raggiungibile anche se hai mobilità ridotta. </i><strong>Se vuoi saperne di più sui fischietti d&#8217;emergenza, <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/perche-dovresti-sempre-portare-un-fischietto-durante-le-escursioni/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">leggi qui</a>.</strong></p>
</li>
</ul>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-659500" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/yuri-krupenin-EwZorAJ3lwg-unsplash.jpg" alt="Quello che non manca mai nel mio zaino durante le escursioni in inverno" width="1920" height="1440" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/yuri-krupenin-EwZorAJ3lwg-unsplash.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/yuri-krupenin-EwZorAJ3lwg-unsplash-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/yuri-krupenin-EwZorAJ3lwg-unsplash-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/yuri-krupenin-EwZorAJ3lwg-unsplash-768x576.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/yuri-krupenin-EwZorAJ3lwg-unsplash-1536x1152.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<ul data-path-to-node="7">
<li>
<p data-path-to-node="7,1,0"><b>Ramponcini e Bastoncini:</b> Mai sottovalutare una lastra di ghiaccio all’ombra. I ramponcini leggeri (da calzata rapida) occupano poco spazio e danno trazione dove lo scarpone scivola. I bastoncini, con le rotelle invernali, sono essenziali per l&#8217;equilibrio. <strong>Se vuoi saperne di più sui ramponcini, <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/sport-invernali/ramponcini-perche-averli-sempre-nello-zaino/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">leggi qui</a>.</strong></p>
</li>
<li>
<p data-path-to-node="7,3,0"><b>Termos di bevanda calda:</b> L’acqua nelle borracce semplici diventa gelida o ghiaccia. Un tè caldo zuccherato non è un lusso, è una fonte di calore interno che aiuta a combattere l&#8217;ipotermia.</p>
</li>
<li>
<p data-path-to-node="7,4,0"><b>Torcia Frontale e Power Bank:</b> Le ore di luce sono ridotte e il freddo scarica le batterie dello smartphone molto velocemente. Senza luce e senza telefono, una piccola distrazione può diventare un problema serio. <strong>Se vuoi saperne di più sulle torce frontali, <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/lampada-frontale-consigli-caratteristiche/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">leggi qui</a>.</strong></p>
</li>
</ul>
<h3 data-path-to-node="3">Il &#8220;Piano B&#8221; termico: i ricambi nello zaino</h3>
<p data-path-to-node="4">In inverno non basta vestirsi bene alla partenza; bisogna essere pronti al momento in cui ci si ferma o le condizioni peggiorano. Nello zaino non mancano mai:</p>
<ul data-path-to-node="5">
<li>
<p data-path-to-node="5,0,0"><b>Il cambio &#8220;intimo&#8221;:</b> Una maglia termica di ricambio (base layer) impacchettata in un sacchetto impermeabile. Se sudi molto durante la salita, cambiarla appena arrivi in vetta o in rifugio ti permette di restare asciutto e caldo.</p>
</li>
<li>
<p data-path-to-node="5,1,0"><b>Piumino o strato isolante extra:</b> Anche se salgo in maglia o pile, e anche se sembra una bella giornata soleggiata, porto sempre un piumino compatto o una giacca termica vera e propria. Serve per le soste prolungate o in caso di emergenza, quando il corpo smette di produrre calore con il movimento.</p>
</li>
</ul>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-659501" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/sandra-grunewald-Zz6BTEQhcvU-unsplash.jpg" alt="Quello che non manca mai nel mio zaino durante le escursioni in inverno" width="1920" height="1280" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/sandra-grunewald-Zz6BTEQhcvU-unsplash.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/sandra-grunewald-Zz6BTEQhcvU-unsplash-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/sandra-grunewald-Zz6BTEQhcvU-unsplash-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/sandra-grunewald-Zz6BTEQhcvU-unsplash-768x512.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/sandra-grunewald-Zz6BTEQhcvU-unsplash-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<ul data-path-to-node="5">
<li>
<p data-path-to-node="5,2,0"><b>Guanti e calze di riserva:</b> I guanti si bagnano facilmente maneggiando la neve o le ciaspole. Avere un paio di guanti asciutti (o delle moffole calde) può letteralmente salvarti le dita dal congelamento. Idem per le calze: basta un passaggio in un po&#8217; di neve per rischiare di bagnarle, e tenerle così tutto il giorno è il viatico a geloni e vesciche.</p>
</li>
<li>
<p data-path-to-node="5,3,0"><b>Telo termico (Coperta d&#8217;emergenza):</b> Pesa pochi grammi e occupa lo spazio di un pacchetto di fazzoletti. È l&#8217;ultima barriera contro il freddo se dovessi essere costretto a una sosta imprevista.</p>
</li>
</ul>
<h3 data-path-to-node="9">Per chi punta alla vetta: il kit per neve fresca e fuori pista</h3>
<p data-path-to-node="10">Se l&#8217;obiettivo è uscire dal sentiero battuto o affrontare pendii carichi di neve fresca con le ciaspole o gli sci da alpinismo, la dotazione cambia e diventa obbligatoria (<a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/sport-invernali/obbligo-arva-per-scialpinisti-e-ciaspole-fuoripista-in-quali-regioni/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">anche per legge</a>). In questo caso, lo zaino deve contenere il &#8220;kit di autosoccorso&#8221;:</p>
<ol start="1" data-path-to-node="11">
<li>
<p data-path-to-node="11,0,0"><b>ARTVA:</b> L&#8217;Apparecchio di Ricerca dei Travolti in Valanga va indossato sul corpo (non nello zaino!) e tenuto sempre acceso in modalità trasmissione.</p>
</li>
<li>
<p data-path-to-node="11,1,0"><b>Pala:</b> In alluminio (non plastica), fondamentale per scavare rapidamente in caso di necessità.</p>
</li>
<li>
<p data-path-to-node="11,2,0"><b>Sonda:</b> Per localizzare con precisione chi si trova sotto il manto nevoso.</p>
</li>
</ol>
<blockquote data-path-to-node="12">
<p data-path-to-node="12,0"><b>Nota:</b> Questi tre strumenti sono inseparabili. Averne solo uno o due equivale a non avere nulla. La sicurezza in ambiente innevato richiede non solo l&#8217;attrezzatura, ma anche la formazione necessaria per saperla usare correttamente.</p>
</blockquote>
<h3 data-path-to-node="14">In conclusione</h3>
<p data-path-to-node="15">Preparare lo zaino invernale è un esercizio di equilibrio tra leggerezza e prudenza. Dagli accessori smart come il <b>Buff</b> e il <b>Paracord</b>, fino ai presidi di sicurezza obbligatori, ogni oggetto ha un ruolo preciso. La montagna invernale non perdona l&#8217;improvvisazione, ma ripaga con silenzi e panorami che solo questa stagione sa regalare.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Claudio Gervasoni' src='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/claudio-gervasoni/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Claudio Gervasoni</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Giornalista, autore, consulente nel digital marketing e sportivo praticante, scrive di outdoor, fitness, sport e tecnologia per importanti testate internazionali come Men’s Health, GQ, Wired e Starbene. Quando non scrive ama correre, fare escursioni in montagna a piedi o con la sua bici gravel, e camminare a piedi nudi.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="http://claudiogervasoni.wordpress.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">claudiogervasoni.wordpress.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Perché dovresti spendere i tuoi soldi per avere ricordi indelebili</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/salute/psicologia/perche-dovresti-spendere-i-tuoi-soldi-per-avere-ricordi-indelebili/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Gervasoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Dec 2025 12:14:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[felicità]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel pieno dell&#8217;indigestione di acquisti compulsivi per Natale, dobbiamo ammettere che anche ai più refrattari[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1920" height="1277" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/12/arthur-poulin-NhU0nUR7920-unsplash.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Perché dovresti spendere i tuoi soldi per creare ricordi indelebili" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/12/arthur-poulin-NhU0nUR7920-unsplash.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/12/arthur-poulin-NhU0nUR7920-unsplash-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/12/arthur-poulin-NhU0nUR7920-unsplash-1024x681.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/12/arthur-poulin-NhU0nUR7920-unsplash-768x511.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/12/arthur-poulin-NhU0nUR7920-unsplash-1536x1022.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><br><br><p>Nel pieno dell&#8217;indigestione di acquisti compulsivi per Natale, dobbiamo ammettere che anche ai più refrattari allo shopping tra noi, tutto sommato ci piace comprare cose. O almeno crediamo ci piaccia, ed è qualcosa che ormai abbiamo dentro. Sedimentato. La vita nel 21° secolo è ormai sostanzialmente <strong>un&#8217;esperienza frenetica e compulsiva orientata al consumo</strong>. O al consumismo.</p>
<p>Basta guardare con occhio critico le pubblicità, su qualunque tipo di media, dalla TV ai giornali ai social: <strong>la felicità è comprare e possedere</strong>. Dall&#8217;auto a profumo e gioielli e fino ai biscotti. Perfino il detersivo. Con il carico emotivo di comunicazione che la felicità da acquisto è da condividere sui social, fosse anche un bucato ben steso ad asciugare.</p>
<h2>Perché dovresti spendere i tuoi soldi per creare ricordi indelebili</h2>
<p>Poi arriva il dato di realtà, che non è necessariamente la presa di coscienza: <strong>la felicità da acquisto dura il tempo di un istante</strong>. Riflettiamoci bene: l&#8217;emozione di guidare un&#8217;auto nuova, maneggiare un nuovo smartphone, indossare abiti o calzature nuovi dura il tempo della prima volta o poco più. Poi diventano l&#8217;auto, il telefono, gli abiti e le scarpe di tutti i giorni. Capire intrinsecamente questo <strong>meccanismo di stimolo e rinforzo</strong> può portare solo a due possibilità: reiterarlo e potenziarlo al massimo, cadendo in una spirale di acquisto compulsivo; oppure prendere coscienza che <strong>ci sono modi migliori per spendere i nostri soldi</strong> ma continuare ad alimentare quelle sensazioni. E il modo è quello di <strong>&#8220;comprare&#8221; esperienze e creare ricordi</strong> indelebili.</p>
<h3>Siamo ciò che possediamo o ciò che viviamo?</h3>
<p>Certo viviamo in una società e in un&#8217;epoca in cui <strong>volenti o nolenti siamo definiti per ciò che possediamo rispetto a ciò che siamo</strong>. La casa, l&#8217;auto, l&#8217;abbigliamento, lo smartphone: tutto concorre a definirci, agli occhi degli altri, molto più di ciò che siamo realmente e delle esperienze che abbiamo vissuto. E invece se stiamo cercando la felicità più profonda, dovremmo puntare a &#8220;comprare&#8221; esperienze di vita vissuta. Esperienze che generano emozioni che a loro volta generano ricordi che sedimentano dentro di noi.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-646683" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/12/neom-wTmGtmGQCjQ-unsplash.jpg" alt="Perché dovresti spendere i tuoi soldi per creare ricordi indelebili" width="1920" height="1280" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/12/neom-wTmGtmGQCjQ-unsplash.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/12/neom-wTmGtmGQCjQ-unsplash-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/12/neom-wTmGtmGQCjQ-unsplash-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/12/neom-wTmGtmGQCjQ-unsplash-768x512.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/12/neom-wTmGtmGQCjQ-unsplash-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Proviamo a rifletterci: ci ricordiamo esattamente di dove, come e quando abbiamo acquistato molti degli oggetti di consumo della nostra vita? No, oggettivamente no. Anche degli acquisti più significativi &#8211; un orologio di alta gamma, l&#8217;auto dei sogni, la bici dei sogni &#8211; <strong>non ci ricordiamo granché dell&#8217;esperienza d&#8217;acquisto</strong>. Il focus era sul bene materiale, non sull&#8217;esperienza. Ma appunto poi il bene diventa l&#8217;oggetto d&#8217;uso di ogni giorno. Secondo il <a href="https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0022103119305256" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">dottor Thomas Gilovich, professore di psicologia alla Cornell University</a> che studia da oltre due decenni <strong>il legame tra soldi e felicità</strong>, compriamo cose per renderci felici e ci riusciamo, ma solo per un po&#8217;. Le cose nuove all&#8217;inizio ci entusiasmano, ma poi ci adattiamo, e il vero nemico della nostra felicità è appunto l&#8217;adattamento.</p>
<p>E nemmeno la &#8220;dimensione&#8221; conta, da punto di vista della felicità. <strong>La maggior parte delle persone associa grandi acquisti a grandi quantità di felicità</strong> e certo comprare una Ferrari è ben diverso da comprare una utilitaria, ma basta guardarli che guidano una Ferrari nel traffico o fermi in coda in autostrada come noi sulla nostra utilitaria per convincerci che anche quella grande emozione poi svanisce in fretta.</p>
<h3>Ci ricordiamo benissimo di tutte le esperienze significative della nostra esistenza</h3>
<p>Invece ci ricordiamo benissimo di molte delle esperienze significative della nostra esistenza. La prima volta su un ghiacciaio, una vacanza in barca a vela, ogni sacrosanta escursione o trekking, i percorsi in bicicletta e chi più ne ha più ne metta.</p>
<p>A differenza delle cose materiali, <strong>le esperienze offrono maggiore novità e varietà, cioè prolungano il godimento</strong>. Una recente <a href="https://news.sfsu.edu/archive/can-money-buy-happiness-some-answer-no.html" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">ricerca della San Francisco State University</a> ha scoperto che <strong>le persone che spendono soldi in esperienze invece che in oggetti materiali sono strutturalmente più felici</strong> perché sentono di aver speso meglio i loro soldi. L&#8217;emozione dell&#8217;acquisto di cose svanisce rapidamente, ma la gioia e i ricordi delle esperienze, da avventure epiche a piccoli incontri, possono durare una vita intera.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-646684" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/12/neom-s6g6ZSxM3kQ-unsplash.jpg" alt="Perché dovresti spendere i tuoi soldi per creare ricordi indelebili" width="1920" height="1281" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/12/neom-s6g6ZSxM3kQ-unsplash.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/12/neom-s6g6ZSxM3kQ-unsplash-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/12/neom-s6g6ZSxM3kQ-unsplash-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/12/neom-s6g6ZSxM3kQ-unsplash-768x512.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/12/neom-s6g6ZSxM3kQ-unsplash-1536x1025.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Tutte le più recenti ricerche sulla felicità hanno scoperto che<strong> le esperienze, per quanto effimere e immateriali, donano più felicità duratura delle cose</strong>. Le esperienze diventano parte della nostra identità. Ciò che ci definisce non sono gli oggetti in nostro possesso, ma l&#8217;accumulo di tutto ciò che abbiamo visto, delle cose che abbiamo fatto e dei luoghi in cui siamo stati.</p>
<h3>Vivere più esperienze significa avere una vita più piena e più lunga</h3>
<p>Con in più il fatto che le esperienze possono essere veramente condivise. Condivise mentre le si vive, e condivise nel ricordo e nel racconto.<br />
Sempre secondo molte delle ricerche in psicologia della felicità, <strong>le persone che vivono più esperienze e hanno più frequenti interazioni sociali vivono vite più lunghe e salutari</strong> e sperimentano meno stress, depressione e sentimenti di isolamento. Bastano anche piccole spese che implicano piccole esperienze, come una escursione domenicale, o piccole interazioni sociali come andare a un concerto o incontrarsi per un drink, sono un ottimo modo per creare ricordi duraturi. Piccole gocce di felicità che si sommano e, distribuite, durano molto più a lungo!</p>
<h3>Dal sogno alla realtà, dal possesso al noleggio</h3>
<p>Tutti sogniamo di possedere una casa in qualche isola caraibica, o una barca a vela, o uno chalet nelle Alpi. E c&#8217;è anche chi impegna molto denaro per comprarseli. Salvo poi ricadere nella routine dell&#8217;abitudine. <strong>Quante vacanze, viaggi ed esperienze si possono fare in una vita con i soldi di una seconda casa al mare, di un camper o di una barca a vela?</strong> Razionalmente i soldi che si possono spendere per acquistarli potrebbero essere usati per noleggiarle tutte più e più volte. Con il vantaggio di poter vivere ogni volta un&#8217;esperienza diversa, e il vantaggio che con il il noleggio non sei responsabile dell&#8217;oggetto quando finisci di usarlo.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-646686" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/12/marta-rastovac-dxQ7mY8xF1Q-unsplash.jpg" alt="Perché dovresti spendere i tuoi soldi per creare ricordi indelebili" width="1920" height="1280" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/12/marta-rastovac-dxQ7mY8xF1Q-unsplash.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/12/marta-rastovac-dxQ7mY8xF1Q-unsplash-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/12/marta-rastovac-dxQ7mY8xF1Q-unsplash-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/12/marta-rastovac-dxQ7mY8xF1Q-unsplash-768x512.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/12/marta-rastovac-dxQ7mY8xF1Q-unsplash-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Siamo onesti con noi stessi: quante volte all&#8217;anno possiamo davvero permetterci di andare dove ci porta il destino con il nostro camper? Quante volte nella vita ci possiamo permettere di usarlo per fare un viaggio veramente epico? Ragionevolmente, per la maggior parte delle persone, non abbastanza da giustificarne l&#8217;acquisto. <strong>Quando noleggi, arrivi, ti diverti e quando hai finito te ne vai verso la tua prossima esperienza</strong>, avendo speso una frazione del denaro! In poche parole: non vuoi davvero possedere un camper, vuoi solo vivere l&#8217;esperienza di un viaggio in camper, e c&#8217;è una gran differenza.</p>
<p>Chieditelo onestamente: preferisci spendere 300 euro per una borsetta, uscendo dal negozio quasi sentendoti in colpa, o fare 6 mesi di abbonamento a un corsi fitness che ti fa sentire endorfinicamente bene? Preferisci spendere 200 euro nell&#8217;ennesimo paio di sneaker, o in una serie di lezioni per imparare a sciare? Preferisci spendere 1000 euro nella nuova Smart Tv o per una settimana di bikepacking in compagnia degli amici di una vita?</p>
<p>Alla fine, <strong>aveva ragione Jack Kerouac</strong>: &#8220;<em>Perché alla fine, non ricorderai il tempo passato in ufficio o a tagliare il prato. Scala quella benedetta montagna</em>.&#8221;</p>
<p><strong>LEGGI ANCHE</strong></p>
<p><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/fare-o-avere-questo-e-il-dilemma-della-felicita/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">Fare o avere? Questo è il dilemma della felicità</a></strong></p>
<p><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/perche-camminare-in-montagna-ci-rende-felici/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">Perché camminare in montagna ci rende felici?</a></strong></p>
<p><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/piccole-dosi-quotidiane-di-felicita-fanno-vivere-piu-a-lungo/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">Piccole dosi quotidiane di felicità fanno vivere più a lungo</a></strong></p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Claudio Gervasoni' src='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/claudio-gervasoni/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Claudio Gervasoni</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Giornalista, autore, consulente nel digital marketing e sportivo praticante, scrive di outdoor, fitness, sport e tecnologia per importanti testate internazionali come Men’s Health, GQ, Wired e Starbene. Quando non scrive ama correre, fare escursioni in montagna a piedi o con la sua bici gravel, e camminare a piedi nudi.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="http://claudiogervasoni.wordpress.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">claudiogervasoni.wordpress.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Sci di fondo: 10 cose da sapere se vuoi cominciare da zero</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/sport/sport-invernali/sci-di-fondo-cose-da-sapere-per-cominciare-da-zero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Gervasoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Dec 2025 08:11:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sport Invernali]]></category>
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		<category><![CDATA[dimagrire]]></category>
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					<description><![CDATA[Lo sci di fondo piace sempre più, e sono sempre più le persone che pensano[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/01/Sci-di-fondo-10-cose-da-sapere-se-vuoi-cominciare-da-zero.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Sci di fondo: 10 cose da sapere se vuoi cominciare da zero" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/01/Sci-di-fondo-10-cose-da-sapere-se-vuoi-cominciare-da-zero.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/01/Sci-di-fondo-10-cose-da-sapere-se-vuoi-cominciare-da-zero-331x232.jpg 331w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/01/Sci-di-fondo-10-cose-da-sapere-se-vuoi-cominciare-da-zero-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Lo sci di fondo piace sempre più, e sono sempre più le persone che pensano di <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/sport-invernali/sci-di-fondo-i-consigli-per-iniziare/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">cominciare da zero a praticare lo sci nordico</a>.<br />
È una buona idea, perché è un&#8217;ottima attività per godere dell&#8217;aspetto più silenzioso e naturale della montagna in modo molto ecologico e con l&#8217;intensità che si preferisce, da quella slow e contemplativa a quella più strong per tenersi in forma o allenarsi intensamente.<br />
E non sono questi gli unici <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/sport-invernali/8-motivi-per-cominciare-subito-a-fare-sci-di-fondo/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">buoni motivi per cominciare</a> a fare sci di fondo, anzi.</p>
<h2>Sci di fondo: 10 cose da sapere se vuoi cominciare da zero</h2>
<p>Ma se vuoi provare, non l&#8217;hai mai fatto, e non sai bene cosa ti aspetta, ci sono almeno <strong>10 cose da sapere</strong> prima di dedicarti allo sci di fondo.<img loading="lazy" class="aligncenter wp-image-32684 size-full" title="sci-di-fondo-cose-da-sapere" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/10/10.Sci-di-fondo-Sport-Completo.jpg" alt="sci-di-fondo-cose-da-sapere" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/10/10.Sci-di-fondo-Sport-Completo.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/10/10.Sci-di-fondo-Sport-Completo-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/10/10.Sci-di-fondo-Sport-Completo-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></p>
<h3>1. Si impara facilmente</h3>
<p>Almeno per quanto riguarda la tecnica classica, che è quella più semplice e prevede di far scivolare gli sci nei binari già tracciati sulla pista: con 5 lezioni più o meno chiunque sia minimamente coordinato e in forma, anche senza aver mai messo un paio di sci ai piedi in vita sua, può già cominciare a fare qualcosa di molto simile allo sci di fondo e di molto, molto piacevole e divertente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>2. Meglio non improvvisare</h3>
<p>Davvero, lo sci di fondo non è difficile, ma <strong>ci sono almeno 4 o 5 trucchetti</strong> che se non te li insegna un maestro non puoi conoscerli, e fanno la differenza tra imparare bene e presto oppure passare gran parte del tempo con il sedere nella neve. Peraltro, acquisire la tecnica corretta è anche una questione di sicurezza, che sulla neve non è mai da tralasciare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>3. Migliora la respirazione</h3>
<p>Il particolare movimento di braccia, busto e gambe <strong>attiva tutti i muscoli coinvolti nella fase di respirazione,</strong> compreso il diaframma, e questo permette di aumentare la quantità d&#8217;aria che entra nei tuoi polmoni a ogni respiro. È Un vantaggio se pratichi anche altri sport di resistenza, è un <a href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/bradicardia-cuore-atleta-ciclismo-maratona-triathlon-sci-fondo/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">vantaggio per la vita di tutti i giorni</a>: più aria significa più ossigeno, meno stress, idee più chiare.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/12/Sci-di-fondo_Valle-Aurina_Associazione-Turistica-Riva-di-Tures_KOTTERSTEGER-5.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-622120" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/12/Sci-di-fondo_Valle-Aurina_Associazione-Turistica-Riva-di-Tures_KOTTERSTEGER-5.jpg" alt="" width="1600" height="1020" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/12/Sci-di-fondo_Valle-Aurina_Associazione-Turistica-Riva-di-Tures_KOTTERSTEGER-5.jpg 1600w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/12/Sci-di-fondo_Valle-Aurina_Associazione-Turistica-Riva-di-Tures_KOTTERSTEGER-5-300x191.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/12/Sci-di-fondo_Valle-Aurina_Associazione-Turistica-Riva-di-Tures_KOTTERSTEGER-5-1024x653.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/12/Sci-di-fondo_Valle-Aurina_Associazione-Turistica-Riva-di-Tures_KOTTERSTEGER-5-768x490.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/12/Sci-di-fondo_Valle-Aurina_Associazione-Turistica-Riva-di-Tures_KOTTERSTEGER-5-1536x979.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></a></p>
<h3></h3>
<h3>4. Bruci un sacco di calorie</h3>
<p>È più facile ma anche meno faticoso di quanto sembra, ma è pur sempre uno sport di resistenza, anche praticato a ritmi slow. E per entrare nella <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/i-10-migliori-sport-per-dimagrire/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">cosiddetta zona brucia grassi</a>, cioè <strong>quando la frequenza cardiaca è tra il 60% e il 70% di quella massima,</strong> non ci vuole poi molto. Ecco perché può bastare una mezza giornata sugli sci, o una gita di un giorno fatta con calma, a bruciare un sacco di calorie.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>5 È poco traumatico</h3>
<p>A patto ovviamente di non prendere rischi, soprattutto in discesa, evitando così cadute potenzialmente pericolose. Ma se eviti le piste più impegnative, <strong>lo sci di fondo ha tutti i vantaggi degli sport di resistenza</strong> come corsa e ciclismo ma con minori traumi per caviglie, ginocchia e schiena. Il che, se sei sovrappeso, è un bel vantaggio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>6. È molto rilassante</h3>
<p>Davvero, se non l&#8217;hai mai provato e l&#8217;hai solo visto in Tv, magari per le competizioni, fatichi a comprenderlo, ma lo sci di fondo è <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/sport-invernali/perche-quando-nevica-siamo-felici/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">davvero molto rilassante</a>, al pari delle <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/sport-invernali/come-andare-sulle-ciaspole-guida-consigli/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">ciaspole</a> o delle <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/sport-invernali/consigli-camminare-sulla-neve-senza-ciaspole/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">camminate nella neve</a>: <strong>silenzio, aria tersa e pulita, circondati dalla natura</strong> è quanto ci vuole per dimenticare lo stress almeno per qualche ora.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/12/Sci-di-fondo_Valle-Aurina_Associazione-Turistica-Riva-di-Tures_KOTTERSTEGER-3.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-622116" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/12/Sci-di-fondo_Valle-Aurina_Associazione-Turistica-Riva-di-Tures_KOTTERSTEGER-3.jpg" alt="" width="1600" height="1050" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/12/Sci-di-fondo_Valle-Aurina_Associazione-Turistica-Riva-di-Tures_KOTTERSTEGER-3.jpg 1600w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/12/Sci-di-fondo_Valle-Aurina_Associazione-Turistica-Riva-di-Tures_KOTTERSTEGER-3-300x197.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/12/Sci-di-fondo_Valle-Aurina_Associazione-Turistica-Riva-di-Tures_KOTTERSTEGER-3-1024x672.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/12/Sci-di-fondo_Valle-Aurina_Associazione-Turistica-Riva-di-Tures_KOTTERSTEGER-3-768x504.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/12/Sci-di-fondo_Valle-Aurina_Associazione-Turistica-Riva-di-Tures_KOTTERSTEGER-3-1536x1008.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></a></p>
<h3></h3>
<h3>7. È abbastanza economico</h3>
<p>Niente a che vedere con i prezzi dello sci alpino in pista. Lo skipass (sì, per usare le piste si paga lo skipass) <strong>va dai 5 ai 10 euro al giorno</strong>, il <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/sport-invernali/10-consigli-per-noleggiare-sci-snowboard-e-ciaspole/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">noleggio dell&#8217;attrezzatura</a> &#8211; sci, bastoncini, scarponi &#8211; una quindicina circa (qualcosa di più nelle località più rinomate), le lezioni private si trovano anche a 35/40 euro e quelle collettive anche a 10 euro l&#8217;ora.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>8 Non vestirti troppo</h3>
<p>Il tipico errore dei principianti è di coprirsi troppo, con un giaccone piumino e dei pantaloni imbottiti tipo sci. In realtà dovresti vestirti <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/running/correre-in-inverno/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">più o meno come per andare a correre in inverno</a>, quindi <strong>una calzamaglia tecnica invernale, una t-shirt termica</strong> a contatto con la pelle e un altro strato, come un pile o una giacca traspirante, a cui eventualmente aggiungere un guscio antivento impermeabile se c&#8217;è vento o nevica. Immancabili ovviamente i guanti e magari anche un cappello.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>9. Occhio ai colori delle piste</h3>
<p>Anche nel fondo, <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/sport-invernali/colori-delle-piste-da-sci-cosa-significano/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">come nello sci alpino</a>, la difficoltà di una pista è segnalata con i colori: quelle azzurre son quelle facili, quelle rosse le intermedie, che p<strong>ossono essere abbordabili o già impegnative,</strong> quelle nere quelle davvero difficili, sia per i passaggi tecnici che per l&#8217;impegno fisico. Se cominci da zero passerai qualche giorno al campo scuola, che è il posto perfetto per provare e imparare, ma poi una azzurra la puoi affrontare tranquillamente.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/12/Lo-sci-di-fondo-è-uno-sport-per-tutti.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="size-full wp-image-136801 aligncenter" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/12/Lo-sci-di-fondo-è-uno-sport-per-tutti.jpg" alt="" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/12/Lo-sci-di-fondo-è-uno-sport-per-tutti.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/12/Lo-sci-di-fondo-è-uno-sport-per-tutti-331x232.jpg 331w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/12/Lo-sci-di-fondo-è-uno-sport-per-tutti-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></a></p>
<h3>10. Impara le regole delle piste</h3>
<p>Sì, in pista ci sono delle regole, e <strong>sono essenzialmente 3:</strong> c&#8217;è un senso di marcia, esattamente come in strada, per cui attenzione a non entrare contromano; se ti devi fermare esci dai binari, per non intralciare gli altri sciatori; se non sei veloce non ti preoccupare, chi ti vuole superare sa come fare (e cambia binario).</p>
<p>&nbsp;</p>
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<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Claudio Gervasoni' src='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/claudio-gervasoni/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Claudio Gervasoni</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Giornalista, autore, consulente nel digital marketing e sportivo praticante, scrive di outdoor, fitness, sport e tecnologia per importanti testate internazionali come Men’s Health, GQ, Wired e Starbene. Quando non scrive ama correre, fare escursioni in montagna a piedi o con la sua bici gravel, e camminare a piedi nudi.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="http://claudiogervasoni.wordpress.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">claudiogervasoni.wordpress.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Pedalare in inverno è una vera goduria</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/sport/bici/pedalare-in-inverno-divertente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Gervasoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Nov 2025 18:33:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bici]]></category>
		<category><![CDATA[freddo]]></category>
		<category><![CDATA[gravel]]></category>
		<category><![CDATA[inverno]]></category>
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					<description><![CDATA[Questa mattina ho fatto un bel giro gravel con un paio di amici. Una cinquantina[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1920" height="1280" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/emil-moller-5ovvBs873yY-unsplash-1.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Pedalare in inverno è una vera goduria" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/emil-moller-5ovvBs873yY-unsplash-1.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/emil-moller-5ovvBs873yY-unsplash-1-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/emil-moller-5ovvBs873yY-unsplash-1-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/emil-moller-5ovvBs873yY-unsplash-1-768x512.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/emil-moller-5ovvBs873yY-unsplash-1-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><br><br><p>Questa mattina ho fatto un bel giro gravel con un paio di amici. Una cinquantina di km easy, tra argini, campagna, piccoli borghi. Tutto nato al volo ieri, nella nostra chat, che di solito in inverno diventa il modo per organizzare qualche cena, e invece ieri è arrivato il messaggio: &#8220;Oh, giro domattina?&#8221;</p>
<h2>Pedalare in inverno è una vera goduria</h2>
<p>Di solito quando arriva l’inverno ci dedichiamo ad altro, e la mia idea era andare a camminare in montagna, una bella escursione in iuna valle senza impianti dove c&#8217;è già neve e dove sapevo che avrei incontrato poche se non pochissime persone. Me l&#8217;ero immaginato. Ma poi il richiamo degli amici mi ha fatto mettere via ramponcini e bastoncini e staccare la bici dal muro. Già perché molti pensano che non appena le temperature scendono, la bici vada messa in garage fino alla primavera.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-658497" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/jonathan-kemper-VgB6xAkbkBw-unsplash.jpg" alt="Pedalare in inverno è una vera goduria" width="1966" height="2457" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/jonathan-kemper-VgB6xAkbkBw-unsplash.jpg 1966w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/jonathan-kemper-VgB6xAkbkBw-unsplash-240x300.jpg 240w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/jonathan-kemper-VgB6xAkbkBw-unsplash-819x1024.jpg 819w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/jonathan-kemper-VgB6xAkbkBw-unsplash-768x960.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/jonathan-kemper-VgB6xAkbkBw-unsplash-1229x1536.jpg 1229w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/jonathan-kemper-VgB6xAkbkBw-unsplash-1639x2048.jpg 1639w" sizes="(max-width: 1966px) 100vw, 1966px" /></p>
<p>Le motivazioni più o meno le conosciamo bene tutti: è buio, fa freddo, è umido e il fango può trasformare anche il solito giro plaisir in <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/psicologia/che-cose-il-divertimento-di-tipo-2-e-perche-dovresti-scoprirlo/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">una sofferenza da divertimento di tipo 2</a></strong>. E invece no: ci ho pensato pedalando questa mattina, partenza con 1°C, mani e piedi che faticavano a scaldarsi, aria gelida che ti entrava nei polmoni come una lama, naso che gocciolava e fiato che faticava a spezzarsi.</p>
<h2>Un piccolo cambio di mindset</h2>
<p>Andare in bici anche con il freddo non è solo possibile, ma è una vera goduria. Basta davvero un piccolo cambio di mindset per trasformare la stagione più difficile in un&#8217;avventura rigenerante e un’esperienza unica, che mette insieme la bellezza inaspettata di paesaggi silenziosi e lattiginosi con il piacere di mettersi alla prova e prendersi cura di sé in modo speciale.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-658496" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/luca-j-jFz3oTdQN8E-unsplash.jpg" alt="Pedalare in inverno è una vera goduria" width="1409" height="1878" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/luca-j-jFz3oTdQN8E-unsplash.jpg 1409w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/luca-j-jFz3oTdQN8E-unsplash-225x300.jpg 225w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/luca-j-jFz3oTdQN8E-unsplash-768x1024.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/luca-j-jFz3oTdQN8E-unsplash-1152x1536.jpg 1152w" sizes="(max-width: 1409px) 100vw, 1409px" /></p>
<p>Innanzitutto, se sei pronto a cogliere il momento, l’inverno può regalare mattine luminose di una luce rara, e un paesaggio intorno a noi vestito di brina e ghiaccio. Sarà suggestione, ma ascire in bici in queste condizioni rende tutto più vivido e puro. Come se i sensi si acuissero. E poi anche sui soliti sentieri, che in estate sono affollati come un centro commerciale, c&#8217;è meno gente, se non proprio nessuno. Questa mattina per lunghi tratti abbiamo pedalato lungo argini e in mezzo a boschi senza incontrare nessuno. Un modo diverso, inaspettato ma godurioso di sentirsi liberi. E io almeno ho davvero bisogno, anche solo per qualche ora, di stare lontani dal caos quotidiano. E poi il silenzio, che dire magico è quasi banale, ma è vero che senti anche il &#8220;rumore&#8221; regolare della pedalata e quello ritmico del tuo respiro.</p>
<h2>Sensazioni più vivide</h2>
<p>E poi il freddo, se ben gestito con l’abbigliamento giusto, diventa una sfida per corpo e mente. Quando per il caffè di rito siamo entrati in un bar nella piazza centrale di un paese dove le persone stavano facendo la colazione della domenica, ci hanno guardato come dei marziani. &#8220;Ma non avete freddo?&#8221; ci ha chiesto un signore con il giornale sotto braccio. Pedalare riscalda, è stata la risposta quasi banale, ma ripensandoci c&#8217;è anche un sottile piacere nel senso di resistenza: come uscire a correre sotto la pioggia, la neve o il vento, trasforma la fatica in orgoglio, ed è come se ogni uscita fosse una piccola avventura. Piccola, non roba epica, ma carburante per l&#8217;autostima e la vitalità. In tutto questo francamente ci frega poco che il nostro corpo con il freddo bruci più calorie per mantenere la temperatura, migliorando la forma fisica e aumentando l’energia a disposizione. Ma è vero che questo processo stimola la produzione di endorfine, gli ormoni del benessere, e sarà un caso ma anche un giro tutto sommato breve, da domenica mattina per rientro a casa per il pranzo in famiglia, ha lasciato davvero una bella sensazione. Con il classico &#8220;oh, lo rifacciamo&#8221; che ci siamo detti prima di salutarci.</p>
<p><strong>OK SÌ, ANCHE QUALCHE BUON CONSIGLIO PUÒ ESSERE UTILE PER PEDALARE IN INVERNO. PER CUI PUOI LEGGERE ANCHE:</strong></p>
<p><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/bici/freddo-ai-piedi-in-bici-in-inverno-ecco-la-soluzione/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">Se hai freddo ai piedi quando pedali in inverno, puoi fare queste 5 cose</a></strong></p>
<p><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/bici/mtb/mountain-bike-in-inverno-13-consigli-per-divertirsi-davvero/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">Se vuoi divertirti davvero con la MTB i inverno, fai così</a></strong></p>
<p><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/bici/mani-gelate-in-bici-in-inverno-le-8-soluzioni-che-devi-provare/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">Per evitare di avere le mani gelate quando pedali in inverno, fai così</a></strong></p>
<p>Perché è vero che pedalare d’inverno, soprattutto off-road, offre un contatto inedito e intenso con la natura e la sua straordinaria capacità di rigenerarci. Fosse anche il banale incontro con una lepre.</p>
<p>Insomma, ripensando alle menate che ci siamo fatti prima di partire (&#8220;oh, non è che abbiamo freddo?&#8221;, &#8220;oh, ma la giacca è abbastanza?&#8221;, &#8220;oh, non ho portato i sovrascarpe, non è che mi si gelano le dita dei piedi?&#8221; etc etc etc) pedalare in inverno non è una sofferenza, ma un momento di piacere autentico. Una vera goduria.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Claudio Gervasoni' src='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/claudio-gervasoni/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Claudio Gervasoni</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Giornalista, autore, consulente nel digital marketing e sportivo praticante, scrive di outdoor, fitness, sport e tecnologia per importanti testate internazionali come Men’s Health, GQ, Wired e Starbene. Quando non scrive ama correre, fare escursioni in montagna a piedi o con la sua bici gravel, e camminare a piedi nudi.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="http://claudiogervasoni.wordpress.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">claudiogervasoni.wordpress.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Andare in bici col freddo, 8 consigli per non soffrire e divertirsi</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/sport/bici/in-bici-col-freddo-consigli-per-non-soffrire/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Gervasoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Nov 2025 08:43:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bici]]></category>
		<category><![CDATA[ciclismo]]></category>
		<category><![CDATA[consigli]]></category>
		<category><![CDATA[freddo]]></category>
		<category><![CDATA[inverno]]></category>
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					<description><![CDATA[Andare in bici col freddo è una ipotesi che molti nemmeno prendono in considerazione. Calano[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2019/10/in-bici-col-freddo-consigli-per-non-soffrire.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="in bici col freddo consigli per non soffrire" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2019/10/in-bici-col-freddo-consigli-per-non-soffrire.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2019/10/in-bici-col-freddo-consigli-per-non-soffrire-331x232.jpg 331w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2019/10/in-bici-col-freddo-consigli-per-non-soffrire-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Andare <strong>in bici col freddo</strong> è una ipotesi che molti nemmeno prendono in considerazione. Calano le temperature e la bici finisce in cantina, da usare al massimo con il rullo, ma per nessuna ragione in strada o sui sentieri fangosi o ancora e anche nella neve. Eppure andare in bici in inverno, con le temperature basse, avrebbe anche <strong>numerosi vantaggi dal punto di vista del condizionamento fisico</strong>, dalle <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/perche-allenarsi-al-freddo-aiuta-a-dimagrire/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">maggiori calorie bruciate</a> al fatto che l&#8217;<strong>organismo impara a usare l&#8217;ossigeno in modo più efficiente</strong> (almeno secondo una <a href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/11124132" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">ricerca della Northern Arizona University</a> secondo la quale lo sport all&#8217;aperto in inverno migliora la Vo2Max). Ma il ciclismo con il freddo non è da prendere sotto gamba perché freddo, poca luce e strade sporche sono un rischio sempre in agguato.</p>
<h2>In bici col freddo: 8 consigli per non soffrire</h2>
<p>E allora per andare in bici col freddo senza soffrire, ecco 8 <strong>consigli in fatto di abbigliamento, alimentazione, preparazione della bici, sicurezza e comfort</strong> da tenere bene a mente quando si monta in sella nella stagione meno adatta, dal punto di vista meteorologico, al ciclismo.<img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-81506" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/01/Freddo-ai-piedi-in-bici-in-inverno-Rimedi.jpg" alt="Freddo ai piedi in bici in inverno" width="1500" height="1052" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/01/Freddo-ai-piedi-in-bici-in-inverno-Rimedi.jpg 1500w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/01/Freddo-ai-piedi-in-bici-in-inverno-Rimedi-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/01/Freddo-ai-piedi-in-bici-in-inverno-Rimedi-1024x718.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/01/Freddo-ai-piedi-in-bici-in-inverno-Rimedi-768x539.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/01/Freddo-ai-piedi-in-bici-in-inverno-Rimedi-331x232.jpg 331w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/01/Freddo-ai-piedi-in-bici-in-inverno-Rimedi-670x470.jpg 670w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<h3>In bici in inverno: vestirsi a strati</h3>
<p><strong>Vestirsi a strati</strong> è il mantra di ogni attività sportiva all&#8217;aperto in inverno, ed è valida anche per andare in bici col freddo. Poi però vestirsi a strati può voler dire tutto e niente, soprattutto se si sbagliano i materiali e i tessuti di uno o più strati. Intanto, fondamentale è gestire bene la testa, le mani, i piedi e il torso, mentre le gambe, che mulinano sui pedali, hanno meno problemi da affrontare. Testa, mani e piedi li vediamo dopo, che sono un tema a parte, e qui cominciamo dal torso.</p>
<p>La <strong>prima cosa da indossare è un baselayer</strong>, cioè una t-shirt tecnica a contatto con la pelle (o <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/guida-allacquisto-del-reggiseno-per-fare-sport/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">sopra il reggiseno sportivo per le donne</a>). Il baselayer deve trattenere il calore, o meglio termoregolare, ma anche espellere il sudore, che altrimenti a contatto con la pelle e con il freddo atmosferico finisce per dare la sensazione di congelamento. Idealmente, <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/running/6-trucchi-pratici-per-correre-quando-fa-freddo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">come per il running</a>, <strong>bisognerebbe uscire di casa che si sente un po&#8217; freddo</strong> e poi lasciare al naturale innalzamento della temperatura corporea il compito di riscaldare. Non esistono capi che riscaldano, esistono <strong>capi che trattengono e gestiscono il calore</strong>, e tutto parte dal baselayer: ce ne sono che aiutano a rinfrescare, e altri invernali che trattengono un po&#8217; di più il calore, meglio questi ultimi, meglio se specifici per il ciclismo. Idealmente potrebbe bastare una giacca impermeabile, antivento e traspirante, e l&#8217;abbigliamento a strati è finito. Soprattutto il secondo strato deve lasciar uscire l&#8217;umidità ma impedire al vento di abbassare la temperatura percepita, oltre ovviamente alla pioggia di bagnare il baselayer e il corpo.<img loading="lazy" class="aligncenter wp-image-127051 size-full" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2019/03/fatbike_Val_Ferret_Giuseppe_Geppo_Di_Mauro.jpg" alt="Bici in inverno" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2019/03/fatbike_Val_Ferret_Giuseppe_Geppo_Di_Mauro.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2019/03/fatbike_Val_Ferret_Giuseppe_Geppo_Di_Mauro-331x232.jpg 331w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2019/03/fatbike_Val_Ferret_Giuseppe_Geppo_Di_Mauro-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></p>
<p>L&#8217;errore da non commettere è quello di <strong>mettere troppi strati</strong>, troppo pesanti, troppo voluminosi e ingombranti, e magari di tessuto non tecnico (<a href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/come-vestirsi-fare-sport-non-usare-indumenti-cotone-sudore/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">per queste ragioni</a>): pochi strati, di tessuto aderente e stretch, traspirante, antivento e antipioggia, e via a pedalare. Meglio, vale la pena ribadirlo, se specifico per il ciclismo (per esempio per i taschini posteriori, o perché certe posture in sella implicano scelte precise di design).</p>
<p>Cosa serve quindi per andare in bici in inverno?</p>
<ul>
<li>Giacca impermeabile e antivento</li>
<li>Calzamaglia tecnica, sempre traspirante, meglio se a salopette</li>
<li>Sottoveste o baselayer tecnico termico e traspirante</li>
<li>Eventuale seconda maglia sempre tecnica, a maniche lunghe, per le giornate davvero fredde</li>
<li>Copriscarpe</li>
<li>Guanti</li>
<li>Occhiali da ciclismo trasparenti o <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/bici/occhiali-julbo-aero-lenti-zebra-light-fotocromatiche-recensione/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">fotocromatici</a></li>
<li>Buff / cappuccio sotto il casco</li>
<li>Calzini termici</li>
</ul>
<h3>Pensa alle estremità</h3>
<p>Le gambe che spingono sui pedali di freddo ne sentono relativamente poco, il torso è da coprire, perché si prende tutta l&#8217;aria fredda e suda, <strong>le estremità sono il vero punto debole per ogni ciclista</strong> che vada in bici col freddo. In qualunque attività invernale mani, piedi e testa sono le parti che si raffreddano per prime, perché il riflesso incondizionato del nostro corpo è quello di <strong>mantenere caldo il centro del corpo</strong>, dove ci sono gli organi vitali, per cui mantenere le estremità protette e al caldo è il segreto di ogni giro in bici in inverno. Un <a href="https://www.amazon.it/Castelli-Guanti-DILUVIO-Antipioggia-Unisex/dp/B074Z7PG61/ref=sr_1_11?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&amp;dchild=1&amp;keywords=guanti+da+ciclismo+invernali+castelli&amp;psc=1&amp;qid=1572422315&amp;sr=8-11&amp;_encoding=UTF8&amp;tag=sportoutdoor2-21&amp;linkCode=ur2&amp;linkId=db91e61af97aa0c01456dbea12cf15fc&amp;camp=3414&amp;creative=21718" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">buon paio di guanti da ciclismo</a><img loading="lazy" style="border: none !important; margin: 0px !important;" src="//ir-it.amazon-adsystem.com/e/ir?t=sportoutdoor2-21&amp;l=ur2&amp;o=29" alt="" width="1" height="1" border="0" />, che tengono caldo e assicurano sensibilità sulla piega o sul manubrio, sovrascarpe e un copricapo, dal buff alla vera e propria calzamaglia da ciclismo, sono altrettanto indispensabili di un corretto abbigliamento a cipolla. Un trucchetto da veri pro? Indossa guanti in lattice da infermiere sotto i normali guanti da ciclismo, avrai le mani un po&#8217; sudaticce ma sicuramente aiutano a trattenere il calore.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-144051" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/01/Freddo-ai-piedi-in-inverno-in-bici.jpg" alt="" width="1200" height="800" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/01/Freddo-ai-piedi-in-inverno-in-bici.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/01/Freddo-ai-piedi-in-inverno-in-bici-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/01/Freddo-ai-piedi-in-inverno-in-bici-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/01/Freddo-ai-piedi-in-inverno-in-bici-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<h3>Tieni al caldo le bevande</h3>
<p>In bici col freddo si ha il problema opposto dell&#8217;estate, quando <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/bici/in-bicicletta-col-caldo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">si può congelare una delle due borracce per mantenere l&#8217;acqua o lo sport drink fresco</a> più a lungo. Ecco, in inverno bisogna invece avere a disposizione una bevanda calda, o almeno tiepida. Come fare? Serve un thermos, che ora sono a forma di borraccia, sono in acciaio inox (quindi ideali anche per le bevande zuccherate come tè o tisane) e assicurano di non trovarsi l&#8217;acqua freddissima e imbevibile: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/migliore-thermos-caratteristiche-consigli/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">qui la nostra guida all&#8217;acquisto</a>.</p>
<h3>Mangia regolarmente</h3>
<p>In bici col freddo si bruciano più calore e il rischio di finire in riserva inaspettatamente è ancora più alto. Quindi oltre a nutrirsi adeguatamente prima di uscire (e comunque ogni giorno) è bene farlo regolarmente anche durante l&#8217;uscita in bicicletta. Attenzione però che molte <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/come-prepararsi-in-casa-una-barretta-energetica-ai-cereali/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">barrette energetiche</a> con il freddo rischiano di diventare troppo dure e immangiabili: meglio tenerle a contatto del corpo (tipo nel taschino posteriore della t-shirt) oppure <a href="https://www.amazon.it/Science-Sport-isotonici-gusti-confezione/dp/B01CNEO6FA/ref=sr_1_1_sspa?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&amp;crid=2OJO31JTG6GQG&amp;keywords=gel+ciclismo&amp;qid=1572422556&amp;s=sports&amp;sprefix=gel+ciclis%2Csporting%2C159&amp;sr=1-1-spons&amp;psc=1&amp;spLa=ZW5jcnlwdGVkUXVhbGlmaWVyPUEzRjdSQ1c5VjRHVzhaJmVuY3J5cHRlZElkPUEwNjQ4NjM2MUdXVUtGTzBZWDA2USZlbmNyeXB0ZWRBZElkPUEwMzU1NjUyMlU4SFZSTVFCQzVLUCZ3aWRnZXROYW1lPXNwX2F0ZiZhY3Rpb249Y2xpY2tSZWRpcmVjdCZkb05vdExvZ0NsaWNrPXRydWU=&amp;_encoding=UTF8&amp;tag=sportoutdoor2-21&amp;linkCode=ur2&amp;linkId=7eda06dd39a79ae3428677bdbdd20b9e&amp;camp=3414&amp;creative=21718" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">optare per un gel</a><img loading="lazy" style="border: none !important; margin: 0px !important;" src="//ir-it.amazon-adsystem.com/e/ir?t=sportoutdoor2-21&amp;l=ur2&amp;o=29" alt="" width="1" height="1" border="0" />. E a mali estremi c&#8217;è sempre qualche bar aperto dove chiedere qualcosa di caldo e un panino.</p>
<h3>Fatti vedere</h3>
<p>In inverno ancor più che in estate è <strong>fondamentale farsi vedere</strong>. Luce posteriore rossa, meglio se lampeggiante, abiti con inserti sgargianti o riflettenti, anche una lucina anteriore, e comunque <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/bici/garmin-varia-il-radar-di-sicurezza-per-i-ciclisti/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">ogni cosa che aiuti a farsi riconoscere</a> nelle buie, nuvolose e brevi giornate invernali è sempre utile.</p>
<h3>Proteggi la pelle</h3>
<p>Freddo, fango, vento non fanno bene alla pelle, per cui una <strong>crema protettiva, almeno in volto</strong> (ma c&#8217;è anche chi si spalma di vaselina&#8230;) può essere molto utile a lenire le conseguenze di giornate troppo brutte per essere solo fredde.</p>
<h3>Monta i parafanghi</h3>
<p>Sì, <strong>la tua bici con i parafanghi non è così bella come senza</strong>, ma tu e chi ti segue in bici ringrazierete di averlo fatto. Lo sporco, il fango, l&#8217;acqua e ogni detrito che puoi tirare in alto con le ruote finiscono o in faccia a te (ruota anteriore) o a chi ti segue (ruota posteriore). Quindi sì, in inverno metti i parafanghi.</p>
<h3>Lava la bici</h3>
<p>Per gli stessi motivi di cui sopra, in inverno ancor più che in estate è fondamentale trattare bene la propria bici, a cominciare dal <strong>lavarla praticamente dopo ogni uscita</strong> (e <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/bici/mtb/come-pulire-la-mountain-bike-dal-fango/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">qui è spiegato come fare</a>) al check-up necessario prima di ogni uscita (<a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/bici/strada/manutenzione-della-bici-da-corsa-cosa-fare-regolarmente/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">qui la check-list</a>) alla manutenzione ordinaria e straordinaria da eseguire quando meteo e strade mettono a dura prova la tua due ruote.</p>
<p><em>Foto di barbara baldocchi da <a href="https://pixabay.com/it/?utm_source=link-attribution&amp;utm_medium=referral&amp;utm_campaign=image&amp;utm_content=3902056" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">Pixabay</a></em></p>
<p>&nbsp;</p>
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<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Claudio Gervasoni' src='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/claudio-gervasoni/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Claudio Gervasoni</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Giornalista, autore, consulente nel digital marketing e sportivo praticante, scrive di outdoor, fitness, sport e tecnologia per importanti testate internazionali come Men’s Health, GQ, Wired e Starbene. Quando non scrive ama correre, fare escursioni in montagna a piedi o con la sua bici gravel, e camminare a piedi nudi.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="http://claudiogervasoni.wordpress.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">claudiogervasoni.wordpress.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>L&#8217;insostenibile leggerezza delle piste da pattinaggio su ghiaccio in città a Natale</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/ambiente/linsostenibile-leggerezza-delle-piste-da-pattinaggio-su-ghiaccio-in-citta-a-natale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Gervasoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Nov 2025 08:07:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[pattinaggio su ghiaccio]]></category>
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					<description><![CDATA[Non è nemmeno finito novembre e sono già spuntate le piste da pattinaggio su ghiaccio[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1920" height="1280" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/11/jason-leung-fRXnT8X7-us-unsplash.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="L&#039;insostenibile leggerezza delle piste da pattinaggio su ghiaccio in città a Natale" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/11/jason-leung-fRXnT8X7-us-unsplash.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/11/jason-leung-fRXnT8X7-us-unsplash-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/11/jason-leung-fRXnT8X7-us-unsplash-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/11/jason-leung-fRXnT8X7-us-unsplash-768x512.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/11/jason-leung-fRXnT8X7-us-unsplash-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><br><br><p>Non è nemmeno finito novembre e <strong>sono già spuntate le piste da pattinaggio su ghiaccio in città a Natale</strong>. Più di un mese prima di Natale, se vogliamo limitarci all&#8217;inopportunità rispetto alle feste vere e proprie. Ma soprattutto <strong>ben lontani da temperature che giustificherebbero una pista da pattinaggio su ghiaccio</strong>.</p>
<p>E invece nelle piazze comunali, nei parcheggi dei centri commerciali, davanti a chiese e pure scuole, <strong>pare ormai che non si possa passare l&#8217;inverno senza le piste da pattinaggio su ghiaccio</strong> anche laddove di ghiaccio, neve e freddo vero non se ne vede più da anni. Sì certo, per la gioia dei bambini, dicono sempre i sindaci e gli assessori quando tagliano i nastri e postano le foto di queste strutture dal sapore vagamente montanaro, tutto legno e addobbi rossi e dorati.</p>
<h2>L&#8217;insostenibile leggerezza delle piste da pattinaggio su ghiaccio in città a Natale</h2>
<p>Dicevamo, la gioia dei grandi e dei piccini. Ma a che costo? <strong>Costo non tanto economico (che pure c&#8217;è anche quello) ma costo ambientale</strong>. Costo in termini di sostenibilità. Partiamo da qualche dato: che temperature ci sono mediamente a dicembre, gennaio e febbraio nelle nostre città? <strong>Prendiamo qualche punto di riferimento macro tipo i capoluoghi di Regione</strong>: a Milano le medie minime non scendono sotto i 2°C, le massime sono intorno ai 7°C / 8°C; a Torino si sta tra i 3°C e gli 8°C; a Venezia siamo tra gli 0°C e gli 8°C; A Bologna e Firenze idem; a Roma andiamo dai 3°C ai 13°C.</p>
<p>Eppure anche il <strong>sindaco di Vattelapesca</strong>, ridente cittadina dove a dicembre ci sono ancora le zanzare, vuole la sua bella pista da pattinaggio su ghiaccio. Con quell&#8217;atmosfera un po&#8217; così da villaggio di Babbo Natale o <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/le-piste-di-pattinaggio-piu-belle-del-mondo/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">Rockefeller Center di New York</a>, dove però le minime invernali sono abbondantemente sotto lo zero e le massimo appena sopra.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-645815" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/11/krzysztof-kowalik-b-7CORTcLic-unsplash.jpg" alt="L'insostenibile leggerezza delle piste da pattinaggio su ghiaccio in città a Natale" width="1920" height="1440" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/11/krzysztof-kowalik-b-7CORTcLic-unsplash.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/11/krzysztof-kowalik-b-7CORTcLic-unsplash-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/11/krzysztof-kowalik-b-7CORTcLic-unsplash-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/11/krzysztof-kowalik-b-7CORTcLic-unsplash-768x576.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/11/krzysztof-kowalik-b-7CORTcLic-unsplash-1536x1152.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ora, non serve una laurea in fisica per sapere che <strong>l&#8217;acqua a temperatura atmosferica ghiaccia a 0°C. È nozione da scuola media</strong>, se non elementare. E se non siamo a Rovaniemi, Mosca o Vancouver, questo significa solo una cosa: che bisogna utilizzare energia per raffreddare l&#8217;acqua e farla ghiacciare.</p>
<h3>I costi energetici di una pista da pattinaggio su ghiaccio</h3>
<p>Le stime approssimative dei produttori di piste da pattinaggio su ghiaccio dicono che <strong>siamo intorno ai 2-3 KWh per metro quadro al giorno</strong>. Stime approssimative, perché poi dipende da molti fattori, tra cui la temperatura ambientale, il contesto (se intorno è tutto un luccichio di lampade e illuminazione le temperature si alzano), la quantità di utenti e molti altri fattori. In pratica una pista da pattinaggio su ghiaccio dove non c&#8217;è naturalmente ghiaccio <strong>è come un frigorifero con la porta sempre aperta</strong>. Un enorme frigorifero con la porta sempre aperta.</p>
<p>Se vogliamo andare nel concreto, una <strong>pista da pattinaggio di 200 metri quadri</strong> &#8211; cioè le dimensioni di un appartamento di 4 locali, che per pattinare in piazza o in un parcheggio sono poco più che una vasca da bagno &#8211; <strong>costa dai 2500 ai 3000 euro al mese di corrente, ai prezzi kWh attuali relativi all&#8217;energia elettrica stabiliti da ARERA</strong> (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente). Al netto che poi spesso capita anche che l&#8217;energia elettrica venga prodotta da generatori a gasolio.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-645819" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/11/designecologist-VDDkHlwsSNI-unsplash-scaled.jpg" alt="L'insostenibile leggerezza delle piste da pattinaggio su ghiaccio in città a Natale" width="1707" height="2560" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/11/designecologist-VDDkHlwsSNI-unsplash-scaled.jpg 1707w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/11/designecologist-VDDkHlwsSNI-unsplash-200x300.jpg 200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/11/designecologist-VDDkHlwsSNI-unsplash-683x1024.jpg 683w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/11/designecologist-VDDkHlwsSNI-unsplash-768x1152.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/11/designecologist-VDDkHlwsSNI-unsplash-1024x1536.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/11/designecologist-VDDkHlwsSNI-unsplash-1365x2048.jpg 1365w" sizes="(max-width: 1707px) 100vw, 1707px" /></p>
<p>Ma più che il conto della serva, è l&#8217;impatto ambientale che non è sostenibile. La nostra pista da 200 metri quadri &#8211; e ribadiamo: 200 metri quadri è proprio il minimo minimo &#8211; necessita di <strong>qualcosa come 19.000 litri di acqua</strong>, e in un paio di mesi di funzionamento immette nell’atmosfera qualcosa come <strong>5,5 tonnellate di CO2</strong>. Se vogliamo avere un&#8217;unità di misura concreta, parliamo degli stessi consumi e dello stesso impatto ambientale di <strong>una trentina di famiglie che stanno attente ai costi in bolletta</strong> e si preoccupano dell&#8217;impatto ambientale della propria quotidianità.</p>
<p>E non è finita, perché poi le piste da pattinaggio su ghiaccio necessitano di refrigeranti, e spesso si tratta di <strong>prodotti che contengono clorofluorocarburi, anidride carbonica e ammoniaca, e glicole etilenico</strong>, una sostanza altamente tossica sia per l’ambiente che per l’uomo, tanto che perfino il Comitato Olimpico Internazionale e la NHL, la più importante lega di hockey professionista di Stati Uniti e Canada, stanno cercando attivamente soluzioni più sostenibili per il loro sport.</p>
<p>Quindi davvero la domanda è: siamo davvero sicuri di volere una pista di pattinaggio su ghiaccio nel nostro Comune dove in inverno ormai il freddo vero non ricordiamo più nemmeno cosa sia?</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Claudio Gervasoni' src='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/claudio-gervasoni/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Claudio Gervasoni</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Giornalista, autore, consulente nel digital marketing e sportivo praticante, scrive di outdoor, fitness, sport e tecnologia per importanti testate internazionali come Men’s Health, GQ, Wired e Starbene. Quando non scrive ama correre, fare escursioni in montagna a piedi o con la sua bici gravel, e camminare a piedi nudi.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="http://claudiogervasoni.wordpress.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">claudiogervasoni.wordpress.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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		<title>Dallo sci al calcio, se la Norvegia vince così tanto ci sarà un motivo</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/cultura/dallo-sci-al-calcio-se-la-norvegia-vince-cosi-tanto-ci-sara-un-motivo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Gervasoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Nov 2025 14:08:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[norvegia]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;ultima in ordine di tempo è la nazionale di calcio di Erling Haaland, che ci[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1920" height="1440" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/max-van-den-oetelaar-knsWYsdrmnc-unsplash.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Dallo sci al calcio, perché la Norvegia vince così tanto" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/max-van-den-oetelaar-knsWYsdrmnc-unsplash.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/max-van-den-oetelaar-knsWYsdrmnc-unsplash-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/max-van-den-oetelaar-knsWYsdrmnc-unsplash-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/max-van-den-oetelaar-knsWYsdrmnc-unsplash-768x576.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/max-van-den-oetelaar-knsWYsdrmnc-unsplash-1536x1152.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><br><br><p class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words">L&#8217;ultima in ordine di tempo è la nazionale di calcio di Erling Haaland, che ci ha inflitto un&#8217;altra sonora lezione. Da sempre è lo sci. Ma anche il beach volley, l&#8217;atletica, il decathlon. La Norvegia vince in quasi tutti gli sport. Eppure razionalmente non dovrebbe essere così: è un Paese di appena 5 milioni di abitanti, con un clima che per almeno sei mesi l&#8217;anno scoraggerebbe chiunque dal mettere il naso fuori di casa. La risposta facile sarebbe: soldi, strutture, genetica. Ma la risposta facile, come spesso accade, è anche quella sbagliata.</p>
<h2 class="font-claude-response-heading text-text-100 mt-1 -mb-0.5">Il paradosso norvegese</h2>
<p class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words">C&#8217;è un dato che dovrebbe farci riflettere: il budget annuale della federazione sportiva norvegese per gli sport estivi e invernali è di circa 16 milioni di euro. UK Sport, l&#8217;equivalente britannico, ne spende 160. Dieci volte tanto. Eppure quando ci sono di mezzo Olimpiadi e Mondiali la Norvegia le sue medaglie le porta sempre a casa e spesso è in cima al medagliere. E spesso, se si tratta di sport invernali, gli atleti sono carpentieri, idraulici, insegnanti, studenti. Cioè: lavorano e fanno sport. E allora dov&#8217;è il trucco? Il trucco è che non c&#8217;è nessun trucco. C&#8217;è una filosofia.</p>
<h2 class="font-claude-response-heading text-text-100 mt-1 -mb-0.5">Niente campionati under 13, medaglie per tutti</h2>
<p class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words">Nel 1987 la Confederazione Sportiva Norvegese ha redatto una Carta dei Diritti dei Bambini nello Sport, anticipando di due anni la Convenzione ONU sui Diritti del Fanciullo. Una carta che stabilisce principi che da noi suonerebbero rivoluzionari, quasi eretici: niente campionati nazionali under 13, niente classifiche, e se proprio ci dev&#8217;essere una premiazione, medaglia per tutti. Per la Confederazione Sportiva Norvegese l&#8217;ossessione per le gare e i risultati non deve mai prevalere sul divertimento e sulla salute dei bambini. E poi una convinzione: che l&#8217;esposizione a diverse discipline sportive stimola abilità motorie diverse e ne alimenta lo sviluppo.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-657931" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/lukas-zischke-aR8cPhuPbDw-unsplash-scaled.jpg" alt="Dallo sci al calcio, perché la Norvegia vince così tanto" width="1707" height="2560" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/lukas-zischke-aR8cPhuPbDw-unsplash-scaled.jpg 1707w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/lukas-zischke-aR8cPhuPbDw-unsplash-200x300.jpg 200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/lukas-zischke-aR8cPhuPbDw-unsplash-683x1024.jpg 683w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/lukas-zischke-aR8cPhuPbDw-unsplash-768x1152.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/lukas-zischke-aR8cPhuPbDw-unsplash-1024x1536.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/lukas-zischke-aR8cPhuPbDw-unsplash-1365x2048.jpg 1365w" sizes="(max-width: 1707px) 100vw, 1707px" /></p>
<p class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words">Sembra il manifesto del &#8220;partecipare è importante&#8221;. E in un certo senso lo è. Ma non nell&#8217;accezione buonista e un po&#8217; ipocrita che gli attribuiamo noi. È la versione originale: partecipare è importante perché solo partecipando si può ambire a vincere. E perché se il 90% dei bambini tra i 6 e i 12 anni pratica sport – come accade in Norvegia – il bacino da cui pescare i futuri campioni diventa immenso. Per fare un confronto: in Italia il 90% dei bambini e adolescenti non pratica sufficiente attività sportiva. Siamo ultimi tra i Paesi OCSE.</p>
<h2 class="font-claude-response-heading text-text-100 mt-1 -mb-0.5">La regola del &#8220;no jerks allowed&#8221;</h2>
<p class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words">Ma c&#8217;è un secondo pilastro, forse ancora più controintuitivo. Lo sciatore Kjetil Jansrud, argento e bronzo olimpico a Pyeongchang 2018, lo spiegava così: «Crediamo che non ci sia una buona ragione per cui dovresti essere un idiota  per essere un bravo atleta. Semplicemente non accettiamo quel tipo di atteggiamento nella nostra squadra».</p>
<p class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words">La chiamano la regola del &#8220;no idiots&#8221;. Niente prime donne, niente egomaniaci, niente guerrieri solitari. Gli atleti del team olimpico invernale si allenano insieme all&#8217;Olympiatoppen, il centro sportivo d&#8217;élite fondato dopo le Olimpiadi di Lillehammer del 1994. Condividono stanze, conoscenze, metodologie. E il venerdì sera escono tutti insieme per la &#8220;taco night&#8221; con i loro partner.</p>
<p class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words">Condividono la stanza 250 giorni l&#8217;anno, non vanno in hotel a cinque stelle, e le camere singole sono rarissime. A volte ci sono due letti matrimoniali, a volte uno solo. Quindi due ragazzi nello stesso letto. E non sembra un gran problema. Non è solo cameratismo da spogliatoio. È una filosofia che permea l&#8217;intero sistema. Morten Aasen, atleta olimpico nel 1992, <a href="https://www.theguardian.com/sport/2018/feb/22/norway-winter-olympics-success" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">rivelava</a> che non è raro che gli atleti più benestanti paghino di tasca propria per portare i compagni meno fortunati ai ritiri. «Siamo un Paese molto ricco ma crediamo nel modo socialista di fare le cose. Il successo deve venire dal lavorare duro e dallo stare insieme».</p>
<h2 class="font-claude-response-heading text-text-100 mt-1 -mb-0.5">I frutti di un sistema</h2>
<p class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words">E i frutti si vedono. Jakob Ingebrigtsen ha messo fine al dominio africano nel mezzofondo, vincendo l&#8217;oro a Tokyo sui 1500 metri e a Parigi sui 5000. Karsten Warholm è primatista mondiale dei 400 ostacoli. Prima di specializzarsi ha praticato diversi sport, incluso il decathlon – la disciplina che più di ogni altra incarna la filosofia norvegese del combinare forza, resistenza e tecnica. Non a caso la Norvegia ha vinto l&#8217;oro olimpico nel decathlon a Parigi con Markus Rooth. Persino nel beach volley i norvegesi dominano. Anders Mol e Christian Sørum – soprannominati i &#8220;Beach Vikings&#8221; – hanno vinto l&#8217;oro olimpico a Tokyo, un Mondiale e quattro Europei consecutivi. Un risultato assurdo per un Paese dove d&#8217;estate si arriva a malapena a 20 gradi. Come hanno fatto? Strutture indoor all&#8217;avanguardia che permettono di allenarsi tutto l&#8217;anno. Niente di magico, solo buon senso.</p>
<h2 class="font-claude-response-heading text-text-100 mt-1 -mb-0.5">La lezione che non vogliamo imparare</h2>
<p class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words">Tom Tvedt, presidente del Comitato Olimpico norvegese, sorride quando gli chiedono se la loro filosofia non sia un po&#8217; old-fashioned, un po&#8217; fuori dal tempo, e risponde: «Sì! Vecchio stile è perfetto!». I norvegesi &#8211; pur essendo un Paese molto molto ricco &#8211; si rifiutano di investire milioni in sport che la gente comune non pratica solo per ottenere una breve scarica di serotonina da medaglia. Credono nel legame ombelicale tra sport di base e sport d&#8217;élite. Credono che i club sportivi locali – ne hanno 11.000 – siano il cuore pulsante del sistema.</p>
<p><strong>LEGGI ANCHE</strong></p>
<p><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/psicologia/vincere-non-e-importante-e-lunica-cosa-che-conta-perche-e-la-piu-brutta-frase-mai-detta-sullo-sport/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">Vincere non è importante è l’unica cosa che conta: perché questa è la più brutta frase mai detta sullo sport</a></strong></p>
<p><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/news/perche-alle-olimpiadi-invernali-la-norvegia-vince-piu-di-tutti/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">Perché alle Olimpiadi invernali la Norvegia vince più di tutti</a></strong></p>
<p><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/news/quante-medaglie-vincera-litalia-alle-olimpiadi-di-tokyo-meno-del-solito-e-andra-sempre-peggio/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">Perché l&#8217;Italia vincerà sempre meno medaglie alle Olimpiadi</a></strong></p>
<p class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words">La visione è quella dello sport per tutti. Prima dei 12 anni devi divertirti con lo sport. Quindi non si focalizziamo su chi vince. Poi, se un atleta è bravo, lo portano all&#8217;Olympiatoppen, dove entra in gioco la scienza sportiva di alto livello.</p>
<p class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words">In fondo è una lezione semplice semplice: se vuoi vincere tanto, devi prima far giocare tutti. Se vuoi campioni, devi prima creare persone. Come dice giustamente Julio Velasco: «Ai giovani io dico: voi dovete cercare di vincere il più possibile, ma non credete a chi dice che il mondo si divide in vincenti e perdenti. Io credo che il mondo si divida soprattutto tra brave e cattive persone».</p>
<p class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words">I norvegesi sembrano averlo capito. E infatti vincono.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Claudio Gervasoni' src='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/claudio-gervasoni/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Claudio Gervasoni</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Giornalista, autore, consulente nel digital marketing e sportivo praticante, scrive di outdoor, fitness, sport e tecnologia per importanti testate internazionali come Men’s Health, GQ, Wired e Starbene. Quando non scrive ama correre, fare escursioni in montagna a piedi o con la sua bici gravel, e camminare a piedi nudi.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="http://claudiogervasoni.wordpress.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">claudiogervasoni.wordpress.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Se hai perso la voglia di correre, puoi ritrovarla con queste strategie efficaci</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/sport/running/ritrovare-la-voglia-di-correre-9-trucchi-per-riuscirci/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Gervasoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Nov 2025 08:13:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Running]]></category>
		<category><![CDATA[consigli]]></category>
		<category><![CDATA[correre]]></category>
		<category><![CDATA[motivazione]]></category>
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					<description><![CDATA[Ritrovare la voglia di correre non è facile. Ed è anche un problema più comune[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1000" height="667" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/05/Ritrovare-la-voglia-di-correre_Magnifly3_Topo_Athletic.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Ritrovare la voglia di correre: trucchi per riuscirci" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/05/Ritrovare-la-voglia-di-correre_Magnifly3_Topo_Athletic.jpg 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/05/Ritrovare-la-voglia-di-correre_Magnifly3_Topo_Athletic-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/05/Ritrovare-la-voglia-di-correre_Magnifly3_Topo_Athletic-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><br><br><p>Ritrovare la voglia di correre non è facile. Ed è anche un <strong>problema più comune e diffuso di quanto si creda</strong>. Perché quando sei lì che devi cambiarti e mettere le scarpe da running e però non hai voglia di correre pensi che capiti solo a te e un po&#8217; ti senti in colpa.</p>
<h2>Ritrovare la voglia di correre: ecco come riuscirci</h2>
<p>Capita a molti, a chi corre da molti anni e a chi ha appena cominciato, a chi corre seguendo le tabelle e chi invece per fare un po&#8217; di movimento, a chi <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/running/come-e-quanto-correre-per-dimagrire/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">corre per dimagrire</a> e a chi per sgombrare la mente.<br />
Prima o poi <strong>capita a tutti di essere un po&#8217; stanchi della corsa</strong> e di aver perso la voglia di correre: a volte è <strong>stanchezza fisica</strong>, con le gambe che non vanno o il corpo che implora una pausa; altre volte è <strong>stanchezza mentale</strong>, come se la testa avesse bisogno di altri stimoli, nuovi e diversi.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/09/corsa.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-600666" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/09/corsa.jpg" alt="Corsa" width="1000" height="668" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/09/corsa.jpg 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/09/corsa-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/09/corsa-768x513.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>Il più delle volte è solo un periodo, spesso coincidente per molti con quello dei primi freddi, del gran caldo e delle vacanze.<br />
Ma come fare per superare la stanchezza &#8211; fisica o mentale che sia &#8211; legata alla corsa? Be&#8217;, prima di tutto cercando di capirne le reali cause, e poi provando a mettere in pratica uno di questi 9 trucchi.</p>
<h3>1. Rallenta il ritmo</h3>
<p>Correvi ogni giorno? Fallo a giorni alterni. Concediti il weekend libero. Corri la metà di quanto facevi di solito. In ogni caso <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/running/quanto-correre-a-settimana/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">alza il piede dall&#8217;acceleratore e rallenta il ritmo</a>. Ne trarrai <strong>sicuramente un beneficio fisico</strong>, con le gambe meno stanche e i muscoli meno impegnati a riparare i danni dell&#8217;allenamento. Bastano un paio di settimane, che non ti sballano di certo la preparazione, per rendersi conto che forse <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/rischi-salute-troppo-allenamento/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">il problema era il troppo allenamento</a>.</p>
<h3></h3>
<h3>2. Cambia strada</h3>
<p>Fai sempre lo stesso percorso perché così hai i riferimenti giusti? Ti alleni sempre nello stesso parco (sulla stessa pista)? Cambia strada, <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/perche-ad-agosto-ho-deciso-di-non-registrare-nessun-allenamento/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">vai in giro un po&#8217; a caso, a zonzo, a sentimento</a>. Riscopri il piacere di correre tanto per correre, senza badare ai tempi e ai km. Anche in questo caso bastano un paio di settimane di corse in libertà per capire se il problema era quello.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-60093" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/08/Ritrovare-la-voglia-di-correre-trucchi-per-riuscirci.jpg" alt="Ritrovare la voglia di correre: trucchi per riuscirci" width="670" height="470" /></p>
<h3></h3>
<h3>3. Cammina</h3>
<p>Sì, cammina. Ti ricordi quando <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/running/come-iniziare-a-correre-consigli/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">stavi cominciando a correre e camminavi perché non ce la facevi più</a>? Be&#8217;, è un po&#8217; come tornare a quei primi passi di corsa. Vestiti, metti le scarpe, esci e cammina: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/fitness/camminare-aiuta-a-pensare-2/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">camminare libera la mente</a>, scioglie i muscoli, fa scorrere il sangue. Vedrai che prima o poi ti verrà voglia di fare qualche passo di corsa et voilà ti sarà tornata la voglia di correre.</p>
<h3></h3>
<h3>4. Fallo nella natura</h3>
<p>Vai nel bosco. O in un prato, o su un sentiero sterrato di campagna. Correre su strada, in città, può diventare un po&#8217; alienante: caos, smog, affollamento di persone. Alla fine correre è tra le cose più naturali del mondo, e per riscoprirne il piacere e farsi tornare la voglia non c&#8217;è nulla di meglio che farlo nella natura. Peraltro, superfici morbide come i prati e gli sterrati sono un toccasana per le ginocchia, quindi prendi 2 piccioni con 1 fava.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/02/consumare-grassi-corsa.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-625420" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/02/consumare-grassi-corsa.jpg" alt="consumare-grassi-corsa" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/02/consumare-grassi-corsa.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/02/consumare-grassi-corsa-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/02/consumare-grassi-corsa-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></a></p>
<h3>5. Cura l&#8217;alimentazione</h3>
<p>La poca voglia di correre può anche essere una questione di <strong>poca energia a disposizione</strong>. Tra estate e inverno le cose cambiano, in termini di temperatura ambientale, temperatura percepita, metabolismo, bioritmi e così via. Quindi adatta la tua alimentazione alla stagione, e <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/cosa-mangiare-per-correre-piu-veloce/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">mangia ciò che può darti energia senza appesantirti</a>. Nel dubbio puoi chiedere al tuo medico (se capisce un po&#8217; di sport) o rivolgerti a un nutrizionista sportivo.<img loading="lazy" class="aligncenter wp-image-137760 size-full" title="alimentazione" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/02/dieta-mediterranea-che-verdure-mangiare-per-mantenere-il-cervello-sveglio.jpg" alt="alimentazione" width="2000" height="1403" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/02/dieta-mediterranea-che-verdure-mangiare-per-mantenere-il-cervello-sveglio.jpg 2000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/02/dieta-mediterranea-che-verdure-mangiare-per-mantenere-il-cervello-sveglio-670x470.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/02/dieta-mediterranea-che-verdure-mangiare-per-mantenere-il-cervello-sveglio-331x232.jpg 331w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/02/dieta-mediterranea-che-verdure-mangiare-per-mantenere-il-cervello-sveglio-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 2000px) 100vw, 2000px" /></p>
<h3>6. Datti un obiettivo a medio termine</h3>
<p>Dove medio termine significa un mesetto, 4 settimane più o meno. È un giochino un po&#8217; rischioso, e devi averci un po&#8217; la testa di quelli/e che amano le sfide, altrimenti l&#8217;effetto boomerang è quasi assicurato. Comunque, datti un obiettivo: una certa distanza con un certo tempo; un determinato giro particolarmente bello i impegnativo; tot kg persi; tot km percorsi. Ciascuno ha il suo obiettivo, la <em>deadline</em> deve essere a medio termine, né troppo lontana né dietro l&#8217;angolo, e sì, <strong>deve essere una sfida con te stesso/a</strong> che ti senti di raccogliere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4>&gt; I<strong>scriviti</strong> alla nostra <strong>newsletter</strong> compilando il <strong>form</strong> qui sotto!<br />
Spoiler: ne mandiamo poche, ma buone!</h4>
<p>&nbsp;</p>
<h3>7. Chiedi aiuto</h3>
<p>Sì, davvero, chiedi aiuto, confessa le tue difficoltà, <strong>racconta che fai fatica a ritrovare la voglia di correre</strong>, che ti è passato il piacere della corsa, che sei in un momento di difficoltà fisica o mentale. Alla fine quella dei runner è una grande community, e se non hai qualcuno a portata di porta di casa puoi farti ispirare da qualche coach o influencer. Farsi aiutare, sentirsi parte di un gruppo, è il segreto per uscire dalle sabbie mobili del down.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2019/06/Stretching_7559234072.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-147979" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2019/06/Stretching_7559234072.jpg" alt="" width="1024" height="683" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2019/06/Stretching_7559234072.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2019/06/Stretching_7559234072-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2019/06/Stretching_7559234072-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h3></h3>
<h3>8. Corri a tempo</h3>
<p>Il 99,99% dei runner corre in base alla distanza e alla velocità. Ma un buon modo per uscire dalla tirannia del GPS e dello sportracker è <strong>correre a tempo</strong>. Hai 30&#8242; di tempo? Corri per 30&#8242;, <strong>andando a naso e a sensazione</strong> (poi casomai controlli il percorso una volta giunto/a a casa). È un cambio di prospettiva, un <strong>modo diverso di fare la stessa cosa</strong>, e spesso guardare le cose da un diverso punto di vista le rende decisamente più interessanti.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-147400" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/06/ADRENALINE-GTS-21-13.jpg" alt="" width="1500" height="979" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/06/ADRENALINE-GTS-21-13.jpg 1500w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/06/ADRENALINE-GTS-21-13-300x196.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/06/ADRENALINE-GTS-21-13-1024x668.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/06/ADRENALINE-GTS-21-13-768x501.jpg 768w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<h3></h3>
<h3>9. Corri con qualcuno/a</h3>
<p>Ok, in tempi di distanziamento sociale e limitazioni da Coronavirus è stato più difficile ma ora le cose stanno cambiando. Qualcuno/a che abita vicino a te, un amico / un&#8217;amica o collega, insomma una persona che conosci abbastanza bene e con cui puoi darti appuntamento per la corsetta quotidiana li puoi trovare. E poi <strong>è tutto un gioco di vasi comunicanti</strong>, perché un po&#8217; della sua motivazione passerà anche a te, e sarà come ricaricare le pile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4></h4>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Claudio Gervasoni' src='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/claudio-gervasoni/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Claudio Gervasoni</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Giornalista, autore, consulente nel digital marketing e sportivo praticante, scrive di outdoor, fitness, sport e tecnologia per importanti testate internazionali come Men’s Health, GQ, Wired e Starbene. Quando non scrive ama correre, fare escursioni in montagna a piedi o con la sua bici gravel, e camminare a piedi nudi.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="http://claudiogervasoni.wordpress.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">claudiogervasoni.wordpress.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Se vai in montagna da solo, segui questi 10 consigli per non rischiare</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/in-montagna-da-solo-10-consigli-per-non-rischiare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Gervasoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Nov 2025 08:01:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Trekking]]></category>
		<category><![CDATA[consigli]]></category>
		<category><![CDATA[escursioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Di solito vado in montagna da solo. Volendo quantificare direi 9 volte su 10. Non[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1500" height="1001" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/09/in-montagna-da-solo-consigli.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="in montagna da solo consigli" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/09/in-montagna-da-solo-consigli.jpg 1500w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/09/in-montagna-da-solo-consigli-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /><br><br><p>Di solito vado in montagna da solo. Volendo quantificare direi 9 volte su 10. Non che sia una scelta tassativa, è più una conseguenza delle cose. Escluse le escursioni con la famiglia, o talvolta con altre famiglie, che sono semplici passeggiate di media montagna, per il resto mi capita di organizzarmi all&#8217;ultimo momento, di decidere la sera prima se non la mattina stessa di andare a fare un trekking in montagna, e quindi parto da solo. Estate o inverno che sia. E ogni volta che leggo una notizia di qualcuno che si perde, chiama il soccorso alpino, si infortuna o peggio, <strong>mi chiedo se andare in montagna da soli sia la cosa giusta da fare</strong> o no.</p>
<h2>In montagna da solo: i pro e contro</h2>
<p>Ci sono pro e contro dell&#8217;andare in montagna da solo. Sicuramente una dimensione più intima, meditativa e riflessiva del contatto con la natura. Anche qualche aspetto pratico, tipo scegliere la propria andatura e non dover dipendere da nessuno. Ma anche il fatto che bisogna organizzarsi a puntino, perché non si può fare affidamento sull&#8217;aiuto di nessuno, nemmeno se si finisce la borraccia dell&#8217;acqua. Oltre ovviamente a non avere compagnia. Il che quando la fatica si fa sentire è sempre un buon aiuto, almeno psicologico. Che poi quello che mi dicono amici e famigliari è più o meno sempre la stessa cosa: <strong>e se ti fai male? Se ti perdi?</strong> Per non dire di quando vado con le ciaspole nella neve, per cui mi chiedono: e <strong>se scivoli o finisci sotto una valanga?</strong> Obiezioni legittime, per quanto le cronache siano piene di notizie tragiche di incidenti in montagna anche di coppie o gruppi più numerosi.</p>
<p>Allora forse quando si va in montagna, soli, in coppia o in gruppo che sia, è soprattutto una <strong>questione di mitigare se non ridurre il rischio</strong>. Il che comporta alcune cose da fare prima e durante ogni escursione.</p>
<h2>In montagna da soli: le cose da fare per ridurre il rischio e non mettersi in pericolo</h2>
<p>La certezza certa di non correre rischi non l&#8217;avrò mai, né si potrà mai avere. Ma ci sono alcune cose che faccio sempre e che ritengo senza dubbio consigliabili quando si decide di andare in montagna da soli.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/03/trekking-benessere-mentale.jpeg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="size-full wp-image-630566 aligncenter" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/03/trekking-benessere-mentale.jpeg" alt="trekking-benessere-mentale" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/03/trekking-benessere-mentale.jpeg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/03/trekking-benessere-mentale-300x210.jpeg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/03/trekking-benessere-mentale-331x232.jpeg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></a></p>
<p><strong>1. Comunico l&#8217;itinerario previsto</strong><br />
Lo dico sempre, a chi mi aspetta a casa: che giro intendo fare, quanto più o meno dovrei metterci, per che ora ragionevolmente dovrei essere a casa. Di solito mando anche un link con descrizione dell&#8217;itinerario su WhatsApp come promemoria, dicendo anche dove penso di lasciare l&#8217;auto indicativamente.</p>
<p><strong>2. Parto sempre con il telefono carico al 100%</strong><br />
Se per qualsiasi motivo non si è caricato durante la notte, devo ammettere che mi vengono sempre dei dubbi, anche nel caso di brevi escursioni in zone che conosco molto bene. Se quando vado a correre partendo da casa non ho mai con me il telefono, se vado in montagna (ma anche in bici) il telefono ce l&#8217;ho sempre e soprattutto carico. Di più: mi porto anche un powerbank, che non si può mai sapere, e comunque disattivo tutte le funzioni che non sono necessarie, per salvaguardare il più possibile la batteria.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/JW_FW23_Trekking_5078.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-618521" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/JW_FW23_Trekking_5078.jpg" alt="Texapore Ecosphere è la nuova membrana sostenibile di Jack Wolfskin" width="1400" height="933" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/JW_FW23_Trekking_5078.jpg 1400w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/JW_FW23_Trekking_5078-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/JW_FW23_Trekking_5078-1024x682.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/JW_FW23_Trekking_5078-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></a></p>
<p><strong>3. Mi porto sempre anche una mappa cartacea</strong><br />
Va bene la tecnologia, ma non avendo un Gps da trekking (che assicura senza dubbio un&#8217;autonomia a prova di problemi) mi porto sempre anche una mappa cartacea. A mali estremi stampo un foglio A4 con l&#8217;indicazione dei sentieri, ma un &#8220;backup&#8221; di carta per ogni evenienza mi lascia sempre più tranquillo.</p>
<p><strong>4. Non cambio mai l&#8217;itinerario prefissato</strong><br />
Sicuramente nei giri più lunghi e che non conosco. Se faccio un programma, poi lo seguo, e se c&#8217;è qualche &#8220;tentazione&#8221; lungo il percorso me la tengo per la prossima volta. Vero che spesso capita di essere in località dove chissà quando ci tornerò, ma preferisco avere un desiderio in più che un rimpianto di troppo. E se capita un cambio di programma in un posto che conosco, avviso sempre, al massimo con un messaggino. Anche 1 ora di troppo può mettere in ansia chi è a casa.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/03/trekking-come-fare.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-630574" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/03/trekking-come-fare.jpg" alt="trekking-come-fare" width="1200" height="819" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/03/trekking-come-fare.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/03/trekking-come-fare-300x205.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/03/trekking-come-fare-1024x699.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/03/trekking-come-fare-768x524.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p><strong>5. Verifico sempre dislivelli e distanze</strong><br />
So cosa posso fare e cosa non posso fare. Conosco i miei limiti. Conosco il mio livello di preparazione fisica e soprattutto tecnica. E se un percorso in montagna è troppo per le mie capacità, non lo faccio sicuramente da solo. Sono informazioni che si reperiscono ormai facilmente e su qualunque sito internet: il <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/la-scala-di-difficolta-dei-sentieri-escursionistici/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">grado di difficoltà dell&#8217;itinerario</a>, e se presuppone capacità tecniche, e l&#8217;impegno fisico richiesto.</p>
<p><strong>6. Guardo le previsioni meteo</strong><br />
Non che non si possa andare in montagna da soli con la pioggia, o con il freddo. Anzi, talvolta è ancora più bello. Ma se comunque ho sempre un baselayer e un guscio di scorta, anche in estate, in ogni caso mi attrezzo in base al meteo secondo il principio della maggior cautela: se è prevista pioggia probabile, mi aspetto un temporale e pioggia battente. Meglio qualche etto di roba in più nello zaino che trovarmi nei guai.</p>
<p><strong>7. Nel dubbio rinuncio</strong><br />
Come per il non cambiare itinerario all&#8217;ultimo momento e improvvisando. Nel dubbio, rinuncio: spesso mi è capitato di tornare sui miei passi a metà di un&#8217;escursione in montagna da solo, per i più svariati motivi. Alla fine è soprattutto una questione di piacere, e se devo stare con un pensiero fisso per ore e ore non è più così tanto piacevole. Lo insegnano anche gli alpinisti famosi: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/arrampicata/marko-prezelj-piolets-or-incertezza-montagna/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">rinunciare non è una sconfitta ma una decisione di consapevolezza</a>.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/03/trekking-garda-trentino-percorsi.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="size-full wp-image-629008 aligncenter" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/03/trekking-garda-trentino-percorsi.jpg" alt="trekking-garda-trentino-percorsi" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/03/trekking-garda-trentino-percorsi.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/03/trekking-garda-trentino-percorsi-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/03/trekking-garda-trentino-percorsi-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></a></p>
<p><strong>8. Non lascio mai il sentiero</strong><br />
Ok, magari c&#8217;è la <a href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/3-modi-per-fare-i-bisogni-nella-natura/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">necessità impellente di fare i bisogni</a>, ma comunque non lascio mai il sentiero e non mi avventuro dove non so cosa potrei trovare. Vero che non è proprio una cosa da spirito di avventura ed esplorazione, ma la prospettiva di finire in un burrone dove nessuno potrebbe trovarmi mai più non mi attira per niente.</p>
<p><strong>9. Porto sempre torcia frontale e fischietto</strong><br />
Non si sa mai, dovesse calare il buio o dovessi trovarmi nella necessità di segnalare la mia posizione, una lampada frontale è quello che ci vuole. Ne ho <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/test-lampada-frontale-petzl-elite/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">una piccolissima, che emette anche il segnale luminoso rosso intermittente</a>. E così un fischietto, che ho abbinato a un cavo di corda intrecciato come un braccialetto. Sarà meno di 1 etto di peso tutto compreso, non un gran peso per sentirmi più tranquillo.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/03/trekking-sulle-dolomiti-adatti-a-tutti-percorsi-dolomites-ronda.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="size-full wp-image-629189 aligncenter" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/03/trekking-sulle-dolomiti-adatti-a-tutti-percorsi-dolomites-ronda.jpg" alt="trekking-sulle-dolomiti-adatti-a-tutti-percorsi-dolomites-ronda" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/03/trekking-sulle-dolomiti-adatti-a-tutti-percorsi-dolomites-ronda.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/03/trekking-sulle-dolomiti-adatti-a-tutti-percorsi-dolomites-ronda-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/03/trekking-sulle-dolomiti-adatti-a-tutti-percorsi-dolomites-ronda-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></a></p>
<p><strong>10. Ho le App di soccorso sulla schemata home dello smartphone</strong><br />
Sia quella del Numero Unico di Soccorso 112 che consente anche la geolocalizzazione (ma non è ancora purtroppo attiva in tutte le regioni) sia quella SOS di Android con le mie informazioni personali di contatto.<br />
Non sono garanzia assoluta, sarebbe meglio averci un vero dispositivo di emergenza oppure l&#8217;App Geo Resq del CAI, ma sono già qualcosa di utile da avere a portata di mano.<br />
PS: e quando parto per un&#8217;escursione sblocco sempre lo schermo dello smartphone dalla password.</p>
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<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Claudio Gervasoni' src='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/claudio-gervasoni/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Claudio Gervasoni</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Giornalista, autore, consulente nel digital marketing e sportivo praticante, scrive di outdoor, fitness, sport e tecnologia per importanti testate internazionali come Men’s Health, GQ, Wired e Starbene. Quando non scrive ama correre, fare escursioni in montagna a piedi o con la sua bici gravel, e camminare a piedi nudi.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="http://claudiogervasoni.wordpress.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">claudiogervasoni.wordpress.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Fare o avere? Questo è il dilemma della felicità</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/salute/fare-o-avere-questo-e-il-dilemma-della-felicita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Gervasoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Nov 2025 09:06:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[avventura]]></category>
		<category><![CDATA[felicità]]></category>
		<category><![CDATA[shopping]]></category>
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					<description><![CDATA[Nella vita ci sono cose più importanti dei soldi, solo che costano troppo. Se anche[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1500" height="1052" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/05/pexels-olga-1146242.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Fare o avere? Questo è il dilemma della felicità" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/05/pexels-olga-1146242.jpg 1500w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/05/pexels-olga-1146242-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/05/pexels-olga-1146242-1024x718.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/05/pexels-olga-1146242-768x539.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/05/pexels-olga-1146242-331x232.jpg 331w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/05/pexels-olga-1146242-670x470.jpg 670w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /><br><br><p>Nella vita ci sono cose più importanti dei soldi, solo che costano troppo. Se anche voi avete sentito raccontare più di una volta questo divertente paradosso, sappiate che ora c’è una risposta pronta: <strong>tra le cose importanti che non costano troppo c’è la felicità</strong>. Sì, la felicità, quella che gli americani hanno messo come diritto nella loro Dichiarazione d&#8217;indipendenza e quella per la cui ricerca si sono spese pagine e pagine di pensieri e riflessioni.</p>
<h2>Fare o avere? Questo è il dilemma della felicità</h2>
<p>La felicità non sarebbe nello shopping, ma nel <em>doing</em>, per dirla in rima. “Fare o avere? Questo è il dilemma”, ma nemmeno troppo: è almeno da un decennio (dallo studio di Leaf Van Boven e Thomas Gilovich pubblicato sul <a href="http://psych.colorado.edu/~vanboven/vanboven/publications_files/vb_gilo_2003.pdf" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">Journal of Personality and Social Psychology</a>) che sappiamo che vivere esperienze è molto più appagante che comprare oggetti. È tra i motivi per cui andare in montagna ci rende felici, <a title="Perché camminare in montagna ci rende felici" href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/perche-camminare-in-montagna-ci-rende-felici/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">come abbiamo raccontato qui</a>.</p>
<p>Per essere pratici: spendere dei soldi per fare un viaggio rende molto più felici che spendere la stessa cifra per comprare un oggetto. E non solo in termini di picchi di felicità, ma anche in termini di durata nel tempo.</p>
<p>Il meccanismo psicologico è stato approfondito sempre dal dottor Thomas Gilovich della Cornell University in un nuovo studio intitolato <a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25147143" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">Waiting for Merlot: anticipatory consumption of experiential and material purchases</a>, e pesca nel profondo del nostro essere.</p>
<p>Intanto <strong>la felicità ha a che fare con l’immaginazione</strong>: quando compriamo un oggetto, spesso ne sappiamo già praticamente tutto (dimensioni, prezzo, caratteristiche, colori e così via); di un’esperienza invece possiamo solo immaginare come sarà, e per quanto ci sia già stata raccontata per noi sarà sempre unica e irripetibile.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-81961" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/05/pexels-nappy-2531353.jpg" alt="Fare o avere? Questo è il dilemma della felicità" width="1000" height="702" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/05/pexels-nappy-2531353.jpg 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/05/pexels-nappy-2531353-300x211.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/05/pexels-nappy-2531353-768x539.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/05/pexels-nappy-2531353-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>C’è un altro aspetto: l’attesa per <strong>il possesso di un oggetto ha più a che fare con l’impazienza che con l’immaginazione</strong>; l’attesa per un’esperienza è invece come quella pubblicità che dice che l&#8217;attesa del piacere è essa stessa piacere. Non a caso lo studio di Gilovich dimostra come <strong>chi è in coda per acquistare un bene materiale ha livelli di stress più elevati</strong> (avete presente le scene manzoniane da assalto ai forni del Black Friday che apre la stagione dello shopping di Natale negli States?). Al contrario, spesso condividere l’attesa per un’esperienza porta ad avere livelli superiori di empatia e condivisione (mai fatta la fila per entrare a un concerto?).</p>
<p>Poi gli oggetti invecchiano e &#8211; salvo rari casi &#8211; una volta terminato il loro ciclo funzionale di vita si buttano. E si dimenticano. <strong>Le esperienze non invecchiano, si arricchiscono nel ricordo</strong>: ci sono viaggi, emozioni, incontri, panorami e pensieri che non si scordano più. Ed è il motivo per cui stare nella natura ci fa comprendere meglio le emozioni, <a title="Perché stare nella natura ci fa capire meglio le emozioni" href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/ambiente/perche-stare-nella-natura-ci-fa-capire-meglio-le-emozioni/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">come abbiamo raccontato qui</a>.</p>
<p>C’è poi il fatto che, prima o poi, agli oggetti ci abituiamo. Fosse anche che vinciamo la lotteria di capodanno e compriamo l’auto più lussuosa del mondo, la prima volta che la guidiamo diciamo “wow”, ma dopo una settimana torna ad essere una questione di chiudere una portiera, mettere in moto e ingranare la marcia. È <strong>il cosiddetto paradosso della felicità, o paradosso di Easterlin</strong>, dal nome del professore californiano di economia che ebbe il merito, negli anni Settanta, di dimostrare come c’è una soglia oltre la quale la felicità non aumenta con il reddito (ma anzi, talvolta diminuisce pure). <strong>Alle esperienze non ci si adatta mai</strong>: se vincessimo il Turista per sempre, potremmo decidere di viaggiare senza sosta, e ogni giorno sarebbe diverso dal precedente e dal successivo, con lo stesso carico di elettrizzanti aspettative.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-large wp-image-81963" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/05/pexels-belle-co-1000445-1024x479.jpg" alt="Fare o avere? Questo è il dilemma della felicità" width="1024" height="479" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/05/pexels-belle-co-1000445-1024x479.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/05/pexels-belle-co-1000445-300x140.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/05/pexels-belle-co-1000445-768x359.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/05/pexels-belle-co-1000445.jpg 1500w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>C’è un altro aspetto da considerare, ed è quello della negatività. Un oggetto agognato, comprato e poi risultato insoddisfacente è fonte di stress: abbiamo buttato via i nostri soldi. <strong>Un’esperienza fallimentare con il tempo diventerà una risorsa positiva</strong>: una storia da raccontare, un ricordo, una lezione di vita.</p>
<p>Certo, ci sono anche quelli che non amano le sorprese, che mal tollerano l’incertezza e che non vogliono sentir parlare di imprevisti. Ma qui non si tratta di partire tutti per il giro del mondo in solitaria: anche un viaggio organizzato da un tour operator è un’esperienza in grado di regalare più felicità di un pomeriggio di shopping compulsivo.</p>
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<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Claudio Gervasoni' src='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/claudio-gervasoni/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Claudio Gervasoni</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Giornalista, autore, consulente nel digital marketing e sportivo praticante, scrive di outdoor, fitness, sport e tecnologia per importanti testate internazionali come Men’s Health, GQ, Wired e Starbene. Quando non scrive ama correre, fare escursioni in montagna a piedi o con la sua bici gravel, e camminare a piedi nudi.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="http://claudiogervasoni.wordpress.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">claudiogervasoni.wordpress.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Prova gli esercizi con le bottiglie al posto dei pesi per fare ginnastica, ecco i migliori da fare a casa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudio Gervasoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Nov 2025 08:00:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fitness]]></category>
		<category><![CDATA[allenamento]]></category>
		<category><![CDATA[home fitness]]></category>
		<category><![CDATA[manubri]]></category>
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					<description><![CDATA[Usare delle bottiglie al posto dei pesi è un buon modo per fare ginnastica e[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<media:group><media:title>Prova gli esercizi con le bottiglie al posto dei pesi per fare ginnastica, ecco i migliori da fare a casa</media:title>	<media:content url="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/03/bottiglie-al-posto-dei-manubri-esercizi-fitness-addominali-1.jpg" type="image/jpeg" medium="image">
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								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/03/bottiglie-al-posto-dei-manubri-esercizi-fitness-addominali-1.jpg" title="bottiglie al posto dei manubri esercizi fitness-addominali 1" data-wpel-link="internal">
									<img align="left" hspace="15" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/03/bottiglie-al-posto-dei-manubri-esercizi-fitness-addominali-1-100x75.jpg" alt="bottiglie-al-posto-dei-manubri-esercizi-fitness-addominali-1" />
								</a>
								
								<hr style="visibility:hidden; height:1px; width:100%; display:block;" />
<p>Usare delle <strong>bottiglie al posto dei pesi</strong> è un buon modo per fare ginnastica e tenersi in forma a casa. Se non hai piccoli attrezzi da home fitness <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/fitness/home-fitness-10-piccoli-attrezzi-per-tenersi-in-forma-a-casa/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">come questi</a> si può pensare di <strong>usare delle bottiglie di plastica per l&#8217;acqua al posto dei manubri</strong> o i dischi per i pesi.<br />
Certo il peso non è granché (ma ci si può ingegnare anche per questo) ma è comunque un buon modo per <strong>fare ginnastica in poco spazio</strong> mettendo un po&#8217; di sovraccarico sia in esercizi di forza a corpo libero (<a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/fitness/12-esercizi-a-corpo-libero-per-allenarsi-a-casa/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">come questi</a>) che in un vero allenamento cardio in casa come <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/fitness/allenamento-cardio-a-casa-esercizi-e-programma/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">quello suggerito qui</a>.</p>
<h2>Bottiglie al posto dei manubri per fare ginnastica: come fare</h2>
<p>Per fare ginnastica a casa con qualche peso bastano 2 bottiglie. <strong>Meglio che siano di plastica</strong>, nel caso in cui dovessero sfuggire di mano e cadere per terra e meglio che siano di dimensioni tali da poterle afferrare in modo saldo: <strong>vanno benissimo quelle da 1 litro e mezzo dell&#8217;acqua</strong> o da 1 litro e 35 di alcune bibite gassate.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/03/bottiglie-al-posto-dei-manubri-esercizi-fitness-addominali-1.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="size-full wp-image-56652" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/03/bottiglie-al-posto-dei-manubri-esercizi-fitness-addominali-1.jpg" alt="" width="670" height="470" /></a></p>
<h4>Addominali con le bottiglie: i crunch</h4>
<p>Qualunque esercizio per gli addominali si può fare con le bottiglie, a cominciare ovviamente dai semplici crunch: se in palestra si fanno reggendo un disco o un manubrio, a casa basta una bottiglia d&#8217;acqua e qui trovi <a href="https://www.sportoutdoor24.it/esercizi-per-addominali-a-casa/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">numerose variazioni sul tema degli addominali con sovraccarico</a>.</p>
<p>Se sono troppo pesanti si possono usare quelle da mezzo litro o da 0,75, e se si vuole qualcosa di più strong si possono usare quelle da 2 litri di alcune bibite gassate o anche di marche di acqua minerale. <strong>1 litro di acqua corrisponde a 1 kg di peso</strong> (più o meno, considerando anche la plastica) e se si vuole aumentare il carico si può pensare di usare della sabbia. Un piccolo trucco per rendere gli esercizi ancora più stimolanti? <strong>Non riempire totalmente la bottiglia</strong> ma lasciare che il liquido si muova al suo interno: come per le Fluiball (<a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/fitness/5-esercizi-per-le-gambe-da-fare-con-la-fluiball/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">qui qualche esercizio e come funzionano</a>) l&#8217;instabilità può rende l&#8217;allenamento più efficace.</p>
<h2>Bottiglie al posto dei pesi per fare ginnastica: che esercizi fare</h2>
<p>Con le bottiglie al posto dei pesi per fare ginnastica <strong>si possono fare virtualmente tutti gli esercizi a corpo libero</strong> e virtualmente anche tutti gli esercizi con i sovraccarichi per gambe, braccia e core, cioè addominali e dorsali. In particolare si può partire dai seguenti esercizi (che puoi vedere nella gallery) e poi trovare innumerevoli variazioni personali:</p>
<ul>
<li>Addominali: crunch</li>
<li>Dorsali: ponte</li>
<li>Affondi avanti e indietro</li>
<li>Squat</li>
<li>Squat e Distensioni delle braccia</li>
<li>Squat isometrici</li>
<li>Croci</li>
<li>Deltoidi</li>
<li>Rematore</li>
<li>Spinte</li>
<li>Tricipiti</li>
</ul>
<p><em>Credits photo: Business photo created by freepik &#8211; www.freepik.com</em></p>
<h4>Addominali con le bottiglie: i crunch</h4>
<p>Qualunque esercizio per gli addominali si può fare con le bottiglie, a cominciare ovviamente dai semplici crunch: se in palestra si fanno reggendo un disco o un manubrio, a casa basta una bottiglia d&#8217;acqua e qui trovi <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/fitness/esercizi-per-addominali-a-casa/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">numerose variazioni sul tema degli addominali con sovraccarico</a>.</p>
<h4>Dorsali con le bottiglie: il ponte rovesciato</h4>
<p>Che sia dinamico, con il bacino che sale e scende, o statico, in isometrica (<a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/fitness/come-allenarsi-con-gli-esercizi-isometrici/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">come spiegato qui</a>) il reverse plank, o ponte rovesciato, è un ottimo esercizio per gli addominali a cui aggiungere un po&#8217; di sovraccarico</p>
<h4>Affondi avanti e indietro: sul posto o camminando</h4>
<p>L&#8217;ideale sarebbe fare qualcosa di simile alla <em>farmer walk</em>, cioè la camminata in affondo reggendo una bottiglia d&#8217;acqua per mano: se si ha a disposizione un corridoio lungo anche solo pochi metri può funzionare, altrimenti vanno bene anche gli affondi sul posto (e qui c&#8217;è spiegata la <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/fitness/affondi-avanti-e-affondi-indietro-differenze/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">differenza tra quelli avanti e quelli indietro</a>), sempre reggendo una bottiglia d&#8217;acqua per mano per aumentare la stimolazione muscolare</p>
<h4>Squat con la bottiglia al posto dei pesi</h4>
<p>Lo squat è la base di ogni esercizio di tonificazione, è perfetto per i glutei (<a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/fitness/esercizi-per-i-glutei-i-migliori-per-tonificare/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">come spiegato qui</a>), è ottimo come esercizio di forza anche per i runner (<a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/running/running-i-migliori-esercizi-di-forza-per-addominali-e-gambe/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">come spiegato qui</a>) e va benissimo anche a corpo libero, <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/fitness/video-come-si-eseguono-correttamente-gli-air-squat/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">tipo Air Squat</a>. Ma per qualcosa di più strong si può afferrare una bottiglia per mano, o qualcosa di più pesante (una cassa d&#8217;acqua?) tenuto vicino al petto.</p>
<p>&nbsp;</p>
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Spoiler: ne mandiamo poche, ma buone!</h4>
<p>&nbsp;</p>
<h4>Squat e Distensioni delle braccia</h4>
<p>Un&#8217;ottima variazione in stile total body dello squat: basta afferrare una bottiglia per mano, eseguire l&#8217;accosciata portando le mani vicino alle spalle, e quando si torna in posizione eretta distendere le braccia verso l&#8217;alto. Come ulteriore variazione si può partire con le mani a terra nella posizione di accosciata completa, tirare le bottiglie all&#8217;altezza delle spalle mentre si distendono le gambe, e finire con le braccia distese in alto a gambe completamente distese. E per qualcosa di più esplosivo si può fare lo squat-jump e finire con un balzo sul posto, sempre con le braccia distese in alto (ma attenzione al soffitto di casa!)</p>
<h4>Squat isometrici con la bottiglia</h4>
<p>La celeberrima sedia, cioè mantenere la posizione di mezzo squat, magari con la schiena appoggiata a un muro di casa, e nel frattempo tenere una bottiglia d&#8217;acqua o più appoggiata sulle cosce. Facile ed efficace.</p>
<h4>Croci con le bottiglie dell&#8217;acqua</h4>
<p>Virtualmente qualunque esercizio per le braccia alla panca (<a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/fitness/gli-esercizi-che-tonificano-le-braccia-con-i-manubri/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">come questi</a>) si può eseguire afferrando una bottiglia dell&#8217;acqua per mano. Il problema casomai è trovare una panca e/o sufficiente spazio. Ma risolto questo le croci con le bottiglie dell&#8217;acqua sono ottimi esercizi per i pettorali e le spalle.</p>
<h4>Esercizi per i Deltoidi con le bottiglie dell&#8217;acqua</h4>
<p>Gli esercizi per i Deltoidi con le bottiglie dell&#8217;acqua sono forse i più semplici da fare in casa. Basta afferrare una bottiglia per mano, stare in piedi, ed eseguire tutte le possibili variazioni: dalle distensioni verso l&#8217;alto alle abduzioni tipo Butterfly (gomito a 90°, unire le braccia davanti al volto e aprire lateralmente) e fino agli Arnold Press, quelli resi famosi da Arnold Schwarzenegger.</p>
<h4>Rematore con la bottiglia dell&#8217;acqua</h4>
<p>Anche il rematore con la bottiglia dell&#8217;acqua è un esercizio molto semplice da fare a casa: basta afferrare le bottiglie una per mano e tirarle verso il mento. Oppure appoggiare mano e ginocchio su una sedia o panca ed eseguire il classico rematore con bottiglia con l&#8217;altra mano.</p>
<h4>Spinte con le bottiglie dell&#8217;acqua</h4>
<p>Ok, le spinte alla panca piana con le bottiglie dell&#8217;acqua non saranno mai come quelle con il bilanciere, ma si può fare anche di necessità virtù: si può usare una cassa dell&#8217;acqua (ma stando molto attenti ad afferrarla bene) oppure farle alternate con una bottiglia da un paio di litri per mano.</p>
<h4>Tricipiti con le bottiglie dell&#8217;acqua</h4>
<p>Anche quelli per i tricipiti sono esercizi molto facili da fare afferrando una bottiglia dell&#8217;acqua per mano. Si possono eseguire da seduti su una sedia o stando in piedi, e sono ottimi per braccia, spalle e core.</p>
<p><strong>LEGGI ANCHE</strong></p>
<ul>
<li><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/fitness/allenamento-cardio-a-casa-esercizi-e-programma/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Allenamento cardio a casa: esercizi e programma</a></strong></li>
<li><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/fitness/6-app-per-fare-yoga-a-casa/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">6 App per cominciare a fare Yoga a casa</a></strong></li>
<li><a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/fitness/12-esercizi-a-corpo-libero-per-allenarsi-a-casa/" data-wpel-link="internal"><strong>12 esercizi a corpo libero per allenarsi a casa</strong></a></li>
<li><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/fitness/programma-allenamento-a-casa/" data-wpel-link="internal">Il programma settimanale di allenamento a casa, 20 minuti al giorno</a></strong></li>
<li><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/alimentazione/la-colazione-prima-di-andare-a-correre-per-avere-lenergia-necessaria/" data-wpel-link="internal">La colazione prima di andare a correre per avere l’energia necessaria</a></strong></li>
<li><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/alimentazione/un-avocado-al-giorno-per-dimagrire-e-ridurre-il-grasso-sulla-pancia/" data-wpel-link="internal">Un avocado al giorno per dimagrire e ridurre il grasso sulla pancia</a></strong></li>
</ul>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Claudio Gervasoni' src='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/claudio-gervasoni/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Claudio Gervasoni</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Giornalista, autore, consulente nel digital marketing e sportivo praticante, scrive di outdoor, fitness, sport e tecnologia per importanti testate internazionali come Men’s Health, GQ, Wired e Starbene. Quando non scrive ama correre, fare escursioni in montagna a piedi o con la sua bici gravel, e camminare a piedi nudi.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="http://claudiogervasoni.wordpress.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">claudiogervasoni.wordpress.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L’avventura non è dove pensi: basta guardare sotto casa</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/15-micro-avventure-che-tutti-possono-fare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Gervasoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Nov 2025 08:00:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[avventura]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/04/Micro-Avventures-che-tutti-possono-fare.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Micro Avventure che tutto possono fare" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/04/Micro-Avventures-che-tutti-possono-fare.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/04/Micro-Avventures-che-tutti-possono-fare-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/04/Micro-Avventures-che-tutti-possono-fare-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Non c&#8217;è bisogno di mesi di preparativi, attrezzatura costosa e ingombrante, molto tempo a disposizione e ottima preparazione fisica e tecnica per vivere davvero lo spirito dell&#8217;avventura. Anzi, <strong>l&#8217;avventura è dietro casa</strong>, e a dirlo è nientemeno che Alastair Humphreys, uno dei più grandi avventurieri e viaggiatori moderni che ha pubblicato un libro (<a href="https://www.amazon.it/Microadventures-Local-Discoveries-Great-Escapes/dp/0007548036/ref=sr_1_1?ie=UTF8&amp;qid=1491209486&amp;sr=8-1&amp;keywords=microadventures&amp;tag=sportoutdoor2-21" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Microadventures: Local Discoveries for Great Escapes</a>) che ha letteralmente inventato un mondo nuovo, quello delle micro avventure.</p>
<h2>Cosa sono le micro avventure</h2>
<p>Le micro avventure sono <strong>piccoli e brevi viaggi o semplici cose da fare all&#8217;aperto</strong>, vicino a casa, in poco tempo, con poca o nulla attrezzatura davvero specifica, accessibili a tutti, anche nei ritagli di tempo, anche con i bambini, anche se non si è allenati o preparati fisicamente, per vivere la quotidianità in modo curioso e con occhi diversi. Quelli di chi considera l&#8217;avventura come un disagio visto dal giusto punto di vista, e un disagio un&#8217;avventura vista dal punto di vista sbagliato.</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/nuove-cose-da-fare-allaperto-le-micro-avventure/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Nuove cose da fare all&#8217;aperto: le micro avventure</a></strong></p>
<h2>15 micro avventure adatte a tutti</h2>
<p>Insomma, per vivere una vera micro avventura serve solo <strong>saper vedere lo straordinario nell&#8217;ordinario</strong>, l&#8217;avventura nella quotidianità e l&#8217;eccezionale nel quotidiano. Come in queste 15 micro avventure davvero adatte a tutti.</p>
<h3>1. Dormire in giardino</h3>
<p>Non c&#8217;è bisogno di andare in vacanza in campeggio per dormire all&#8217;aperto, basta il giardino di casa (o del vicino, se non si ha un giardino): una <a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/la-nuova-tenda-gonfiabile-air-seconds-di-decathlon/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">tendina</a> o anche un sacco a pelo se il meteo lo concede, un fuocherello per tirare l&#8217;ora del sonno, una <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/5-nuove-lampade-frontali/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">pila frontale</a> per leggere qualche storia ai bambini e poi via, tutti a dormire all&#8217;aperto ma praticamente sotto casa.</p>
<h3>2. Fare colazione nel bosco</h3>
<p>La colazione è il pasto più veloce della giornata. Perché non trasformarlo in qualcosa di avventuroso, magari nel weekend, andando a bere tè e a mangiare pane e marmellata in un bosco poco lontano da casa?</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/i-bambini-che-fanno-colazione-vanno-meglio-a-scuola/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">I bambini che fanno colazione vanno meglio a scuola</a></strong></p>
<h3>3. Camminare di notte</h3>
<p>Le stesse strade di tutti i giorni che però di notte assumono tutt&#8217;altro aspetto: quante volte ci è capitato di andare in giro di notte solo per la curiosità di sentire rumori diversi e vedere le stesse cose diverse da come sono normalmente durante il giorno? In fondo basta giusto una lampada frontale e magari qualche capo d&#8217;abbigliamento rifrangente.</p>
<h3>4. Passare la notte in spiaggia</h3>
<p>Ok, non tutti hanno la spiaggia dietro casa, ma poi quando siamo al mare finisce sempre che dormiamo in casa, in albergo o in campeggio. Eppure basta un sacco a pelo o un sacco lenzuolo per dormire in riva al mare, addormentarsi con il rumore ritmico delle onde e svegliarsi con le prime luci dell&#8217;alba.</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/8-consigli-dormire-bene-aperto-aria-aperta/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">8 consigli per dormire bene all&#8217;aperto</a></strong></p>
<h3>5. Nuotare in un fiume</h3>
<p>Quante volte passiamo accanto a fiume e non pensiamo nemmeno lontanamente ci farci il bagno? Per vivere l&#8217;esperienza del wild swimming non c&#8217;è bisogno di fare chissà quale traversata: basta un corso d&#8217;acqua pulita in cui tuffarsi, no?</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/nuoto/wild-swimming-guida-al-nuoto-in-acque-libere/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Wild swimming: guida al nuoto in acque libere</a></strong></p>
<h3>6. Camminare tra due luoghi senza Gps</h3>
<p>Si può fare anche in città, basta avere un punto da cui partire e uno in cui arrivare, e dimenticare che esistono le auto, i mezzi pubblici e Google Maps: chi sarebbe davvero capace di andare a intuito da una parte all&#8217;altra della città?</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/come-orientarsi-senza-bussola-usando-lorologio/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Come orientarsi senza bussola</a></strong></p>
<h3>7. Dormire in un bivacco</h3>
<p>Montagne e colline sono punteggiate di bivacchi in cui dormire: spesso non hanno luce né acqua corrente e ci sono giusto delle tavole di legno o delle brandine su cui coricarsi. Un vero rifugio di fortuna in cui passare la notte nel modo più essenziale. Cosa serve per farlo? Un sacco a pelo per coprirsi, una lampada frontale e dell&#8217;acqua, che non deve mai mancare.</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/10-cose-indispensabili-da-portare-con-se-in-un-rifugio-di-montagna/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">10 cose indispensabili da portare con sé in un rifugio di montagna</a></strong></p>
<h3>8. Arrivare al capolinea</h3>
<p>In treno, o sulla metro, o sull&#8217;autobus: sappiamo veramente qual è il capolinea del mezzo pubblico che prendiamo abitualmente? Per scoprirlo basta rimanere a bordo e poi tornare a casa a piedi o in bicicletta.</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/in-bici-sul-treno-7-consigli-fondamentali/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">In bici sul treno: 7 consigli fondamentali</a></strong></p>
<h3>9. Fare Coasteering</h3>
<p>Non proprio banale, ma insomma si tratta di camminare lungo la costa rocciosa su cui si infrangono le onde del mare e poi fare un bagno in acqua. Da non improvvisare, ma ci sono guide a cui affidarsi, magari nel corso di qualche giorno di vacanza.</p>
<h3>10. Noleggiare una houseboat</h3>
<p>Senza andare in Francia, anche in Italia ci sono un sacco di fiumi e canali navigabili con le houseboat, per le quali non serve nemmeno la patente nautica. E navigare tutto il giorno e poi dormire in barca può essere davvero avventuroso (per quanto possa costare qualche centinaia di euro per un weekend).</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/i-fiumi-navigabili-in-italia-per-una-vacanza-in-houseboat/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">I fiumi navigabili in Italia con le houseboat</a></strong></p>
<h3>11. Risalire un fiume fino alla sorgente</h3>
<p>Non necessariamente tutto, e non necessariamente solo lungo i sentieri che ne seguono il corso. Ma anche solo per un pomeriggio o per un fine settimana risalire il corso di un fiume (oppure ridiscenderlo fino alla foce) anche entrando nelle sue acque è una bella micro avventura da fare.</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/sport-acquatici/i-migliori-fiumi-dove-fare-rafting-in-italia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">I migliori fiumi dove fare rafting in Italia</a></strong></p>
<h3>12. Seguire il nord magnetico</h3>
<p>Serve giusto una bussola e la curiosità di vedere dove si va a finire seguendo il nord magnetico il più a lungo possibile.</p>
<h3>13. Guardare la città dall&#8217;alto</h3>
<p>Nel nostro paese c&#8217;è sempre qualche punto panoramico attorno alle nostre città. Basta cercarlo sulle mappe (anche online) e poi raggiungerlo per vedere il nostro abituale mondo da un punto di vista molto diverso. E poi, fosse anche una collina, raggiungere la vetta ha sempre qualcosa di molto soddisfacente.</p>
<h3>14. Guardare le stelle</h3>
<p>No, non dal cortile di casa, ma da un punto di osservazione lontano dall&#8217;inquinamento luminoso. Se non si vive nelle vicinanze di un osservatorio può andar bene anche un prato lontano da abitazioni e costruzioni, oppure una radura nel bosco. Basta che non ci sia troppa luce di modo da vedere stelle che di solito non si riesce a riconoscere.</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/i-sette-migliori-posti-ditalia-dove-vedere-le-stelle-a-san-lorenzo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">7 migliori posti d&#8217;Italia in cui vedere le stelle</a></strong></p>
<h3>15. Fare il gioco della bottiglia</h3>
<p>No, non quel gioco della bottiglia, un altro: quello per cui ogni volta che si arriva a un incrocio si fa girare la bottiglia e si prende la direzione indicata dal tappo. Quando ci si stanca si prova a tornare a casa con il senso dell&#8217;orientamento.</p>
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<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Claudio Gervasoni' src='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/claudio-gervasoni/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Claudio Gervasoni</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Giornalista, autore, consulente nel digital marketing e sportivo praticante, scrive di outdoor, fitness, sport e tecnologia per importanti testate internazionali come Men’s Health, GQ, Wired e Starbene. Quando non scrive ama correre, fare escursioni in montagna a piedi o con la sua bici gravel, e camminare a piedi nudi.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="http://claudiogervasoni.wordpress.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">claudiogervasoni.wordpress.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>I percorsi più belli tra Imola e Faenza da fare nel weekend in autunno</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cammini/8-itinerari-a-piedi-al-confine-tra-emilia-e-romagna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Gervasoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Nov 2025 08:55:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cammini]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="2000" height="1403" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/04/8-itinerari-a-piedi-al-confine-tra-Emilia-e-Romagna-fioriture-e-calanchi.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="itinerari a piedi al confine tra Emilia e Romagna" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/04/8-itinerari-a-piedi-al-confine-tra-Emilia-e-Romagna-fioriture-e-calanchi.jpg 2000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/04/8-itinerari-a-piedi-al-confine-tra-Emilia-e-Romagna-fioriture-e-calanchi-670x470.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/04/8-itinerari-a-piedi-al-confine-tra-Emilia-e-Romagna-fioriture-e-calanchi-331x232.jpg 331w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/04/8-itinerari-a-piedi-al-confine-tra-Emilia-e-Romagna-fioriture-e-calanchi-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 2000px) 100vw, 2000px" /><br><br><p>Il territorio tra Imola (BO) e Faenza (RA) è ricco di<strong> itinerari a piedi tra Emilia e  Romagna</strong>, piacevoli esperienze tra natura incontaminata e parchi attrezzati, rocche secolari e luoghi di cultura, ospitali agriturismi a aziende di vino e prodotti tipici ideali per dare il taglio preferito alle proprie escursioni a piedi.</p>
<p>Quello tra Imola e Faenza è un territorio dove poter trascorrere <strong>una piacevole vacanza, o anche solo una giornata di relax,</strong> tra natura, arte, storia e gastronomia tutte da scoprire.</p>
<h2>8 itinerari a piedi al confine tra Emilia e Romagna</h2>
<p>1. <strong>Imola<br />
</strong>Rintorno al famoso Autodromo Enzo e Dino Ferrari, che è recentemente tornato a ospitare la F1, per ammirare le curve e i tratti della pista in cui si sono disputate tante gare di auto e moto, nonché il memoriale dedicato al pilota brasiliano Ayrton Senna; il <strong>Parco secolare delle Acque Minerali</strong> con tante specie arboree, le fontane storiche e il Monte Castellaccio dove sono stati trovati reperti preistorici oggi conservati al museo Scarabelli di Imola. Inoltre, è possibile effettuare anche visite in pista (su prenotazione) e sperimentare il brivido della guida di un’auto da corsa con i simulatori. Lunghezza 5,8 km. Dislivello 120 m.</p>
<p>2. <strong>Casalfiumanese<br />
</strong>Lungo il <strong>sentiero botanico Luca Ghini</strong>, per ammirare anche Villa Manusardi, tipica villa padronale ottocentesca con grande parco rimasto quasi immutato, la Chiesa Romanica di Riviera, con annesso convento, edificata nel XIV Secolo. Lunghezza 8 km. Dislivello 340 m.</p>
<p>3. <strong>Borgo Tossignano</strong><br />
Lungo il fiume, per visitare anche il cinquecentesco Palazzo Baronale sede del centro visite “I Gessi e il Fiume”, del Parco della Vena del Gesso Romagnola. Inoltre, alla Casa del Fiume ci sono i percorsi didattici per famiglie e piccoli gruppi e le escursioni guidate sono un’occasione unica per una mezza giornata o una giornata alla scoperta del <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/trekking-in-appennino-la-grande-traversata-del-parco-della-vena-del-gesso/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">Parco della Vena del Gesso Romagnola</a>. Lunghezza 5,2 km. Dislivello 50 m.</p>
<p>4. <strong>Tra boschi e castagneti nel borgo di Castel del Rio</strong>.<br />
Lungo il percorso si costeggiano bellissimi castagneti, tipici dell’Appennino, che si coltivano qui da oltre 500 anni e da cui proviene <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/castagne-in-emilia-romagna-dove-trovarle-e-raccoglierle/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">il Marrone di Castel del Rio IGP</a>. A Castel del Rio, il cinquecentesco Palazzo degli Alidosi ospita il Museo del Castagno e il Museo della Linea Gotica. Lunghezza 5,6 km. Dislivello 250 m.</p>
<p>5. <strong>Da Villa Vezzano fino a Torre del Marino<br />
</strong>Come molte delle torri che svettano su queste colline, la Torre del Marino aveva uno scopo difensivo e di avvistamento e fu costruita nel XV Secolo dalla famiglia Naldi. Un luogo incantevole dove poter anche incontrare i sapori del territorio con degustazioni guidate. Lunghezza 5,4 km. Dislivello 190 m.</p>
<p>6. <strong>La collina di Oriolo dei Fichi</strong><br />
La Torre di Oriolo (visitabile i pomeriggi di sabato, domenica e festivi e durante gli eventi) è unica nel suo genere per la sua pianta esagonale con 2 angoli retti. Fu costruita nel 1476 dai Manfredi di Faenza in luogo di una precedente fortificazione. Il <strong>Sentiero dell’Amore</strong> che conduce alla Torre, un tempo percorso militare, oggi è luogo di pace e poesia. Negli agriturismi che circondano la Torre è possibile degustare i pregiati vini e cibi locali, ma anche partecipare a corsi per fare la piadina e la sfoglia. Lunghezza 4,8 km. Dislivello 170 m.</p>
<p>7. <strong>Il Sentiero dell&#8217;Olio a Brisighella</strong><br />
Siamo in uno dei “Borghi più pelli d’Italia”, con un centro storico caratterizzato dalla Rocca Manfrediana, dalla Torre dell’orologio e dalla Via degli Asini (una via sopraelevata porticata). Il Museo Ugonia conserva molte delle opere che il pittore e litografo ha dedicato alla natura e alla storia del paese. La romanica Pieve di San Giovanni in Ottavo (Pieve di Tho) conserva nella cripta una pietra da frantoio di epoca romana. L’olio extravergine di Brisighella è stato tra i primi ad aver ottenuto, nel 1996, il prestigioso riconoscimento di DOP, prodotto da varietà autoctone coltivate già in epoca romana. Possibile la degustazione guidata dell’olio di Brisighella o degli altri numerosi prodotti locali, come i salumi di Mora Romagnola e il Carciofo Moretto. Lunghezza 7,6 km. Dislivello 110 m.</p>
<p>8. <strong>Il Sentiero degli Abissi nel Parco della Vena del Gesso Romagnola</strong> (Centro Visite Ca’ Carnè, Brisighella)<br />
Il Parco presenta molte interessanti caratteristiche dovute alla particolare conformazione di questa roccia: abissi, inghiottitoi, doline, grotte (alcune anche visitabili, su prenotazione con guida). Esemplari di fauna e flora sopravvivono qui grazie al microclima che i gessi assicurano. Il Parco Museo Geologico Cava del Monticino, non lontano dal centro visite, offre un’interessante visione di queste rocce e con affascinanti diorami presenta specie di animali preistorici. Da non perdere anche la cava di Lapis Specularis di Ca’ Toresina, risalente all’epoca romana. Lunghezza 3 km. Dislivello 210 m.<br />
Per saperne di più <a href="http://www.imolafaenza.it/experience" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://www.imolafaenza.it/experience&amp;source=gmail&amp;ust=1618053187691000&amp;usg=AFQjCNHtSolnaENfbgMLvE50vxq3lzHBQw" data-wpel-link="external">www.imolafaenza.it/experience</a>.</p>
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Spoiler: ne mandiamo poche, ma buone!</h4>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Claudio Gervasoni' src='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/claudio-gervasoni/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Claudio Gervasoni</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Giornalista, autore, consulente nel digital marketing e sportivo praticante, scrive di outdoor, fitness, sport e tecnologia per importanti testate internazionali come Men’s Health, GQ, Wired e Starbene. Quando non scrive ama correre, fare escursioni in montagna a piedi o con la sua bici gravel, e camminare a piedi nudi.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="http://claudiogervasoni.wordpress.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">claudiogervasoni.wordpress.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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		<title>Dove camminare seguendo le orme di Walter Bonatti: i sentieri e le camminate ispirate alle sue imprese</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/5-trekking-dedicati-a-walter-bonatti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Gervasoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Nov 2025 08:15:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Trekking]]></category>
		<category><![CDATA[gran sasso]]></category>
		<category><![CDATA[monte bianco]]></category>
		<category><![CDATA[Tre Cime Lavaredo]]></category>
		<category><![CDATA[walter bonatti]]></category>
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					<description><![CDATA[Dalle Alpi al Gran Sasso esistono escursioni che permettono di ripercorrere idealmente le orme di[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<media:group><media:title>Dove camminare seguendo le orme di Walter Bonatti: i sentieri e le camminate ispirate alle sue imprese</media:title>	<media:content url="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/09/5-Rifugio-Bonatti-Tour-Mont-Black-Flickr-Heather-Cowper.jpg" type="image/jpeg" medium="image">
							  	<media:title>5-Rifugio Bonatti Monte Bianco  - foto Flickr Heather Cowper</media:title>
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								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/09/3-Tre-Cime-Lavaredo-Flickr-Stefano-Montagner.jpg" title="3-Tre Cime Lavaredo - foto Flickr Stefano Montagner" data-wpel-link="internal">
									<img align="left" hspace="15" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/09/3-Tre-Cime-Lavaredo-Flickr-Stefano-Montagner-100x75.jpg" alt="3-tre-cime-lavaredo-foto-flickr-stefano-montagner" />
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								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/09/4-Campo-Imperatore-Flickrr-Daniele-Faieta.jpg" title="4-Campo Imperatore - foto Flickrr Daniele Faieta" data-wpel-link="internal">
									<img align="left" hspace="15" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/09/4-Campo-Imperatore-Flickrr-Daniele-Faieta-100x75.jpg" alt="4-campo-imperatore-foto-flickrr-daniele-faieta" />
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								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/09/5-Rifugio-Bonatti-Tour-Mont-Black-Flickr-Heather-Cowper.jpg" title="5-Rifugio Bonatti Monte Bianco  - foto Flickr Heather Cowper" data-wpel-link="internal">
									<img align="left" hspace="15" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/09/5-Rifugio-Bonatti-Tour-Mont-Black-Flickr-Heather-Cowper-100x75.jpg" alt="5-rifugio-bonatti-monte-bianco-foto-flickr-heather-cowper" />
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								<hr style="visibility:hidden; height:1px; width:100%; display:block;" />
<p>Dalle Alpi al Gran Sasso esistono <strong>escursioni che permettono di ripercorrere idealmente le orme di Walter Bonatti.</strong> Paris Match lo definì “il più grande alpinista del mondo” dopo la sua solitaria sul pilastro sud-ovest del Dru nel 1955, una delle imprese che lo hanno reso un riferimento assoluto dell’alpinismo moderno.<br />
<br data-start="2639" data-end="2642" />Gelosie, polemiche e discussioni non hanno mai scalfito il mito: pochi alpinisti hanno ispirato generazioni come lui. Ed è per questo che in molti dei luoghi dove ha scalato o camminato <strong>esistono ancora sentieri, itinerari e rifugi che portano il suo nome.</strong><br data-start="2897" data-end="2900" /><strong>Eccoli nella gallery!</strong></p>
<h2>Le 5 escursioni ispirate da Walter Bonatti</h2>
<h3>Da Courmayeur al Rifugio Alpino Walter Bonatti</h3>
<p>Qui la suggestione è tutta nel rifugio d’arrivo, aperto nel 1998 e &#8211; caso probabilmente unico in Italia &#8211; dedicato all’apinista ben prima della sua morte: Bonatti lo visitò nel 2000, lasciando anche un proprio ricordo epigrafo, e d’altra parte il <a href="https://www.sportoutdoor24.it/tag/monte-bianco/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">Monte Bianco</a> è stato il luogo elettivo di Bonatti, che dal 1949 al 1964 vi concluse centinaia di ascensioni. <a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/09/5-Rifugio-Bonatti-Tour-Mont-Black-Flickr-Heather-Cowper.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="size-full wp-image-31761 aligncenter" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/09/5-Rifugio-Bonatti-Tour-Mont-Black-Flickr-Heather-Cowper.jpg" alt="Rifugio Walter Bonatti Monte Bianco" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/09/5-Rifugio-Bonatti-Tour-Mont-Black-Flickr-Heather-Cowper.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/09/5-Rifugio-Bonatti-Tour-Mont-Black-Flickr-Heather-Cowper-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></a>Altra suggestione è che sostanzialmente si tratta della prima tappa del <a href="http://www.tourmontebianco.it/tappe/tappa1.html" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">Tour del Mont Blanc</a>, almeno per chi affronta la boucle partendo da Courmayeur. Sono almeno 5 ore di cammino seguendo il nuovo percorso per la Val Ferret che non prevede la salita alla cresta del Mont de la Saxe, tuttora considerata il miglior punto di osservazione del versante sud del Monte Bianco.<br />
In foto: Rifugio Bonatti lungo il Tour du Mont Blanc.<br />
Credits: <a href="https://www.flickr.com/photos/heatheronhertravels/" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">FlickrCC Heather Cowper</a></p>
<h3>Nuovo Itinerario Bonatti sul Gran Sasso</h3>
<p>Walter Bonatti amava il Gran Sasso, e l’aveva girato in lungo e in largo con il suo amico e guida alpina Lino d’Angelo. Per questo poco dopo la sua scomparsa un gruppo di appassionati del Cai de L’Aquila in <a href="https://www.sportoutdoor24.it/tag/abruzzo/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">Abruzzo</a> ha voluto ideare un tracciato nella parte più selvaggia del Gran Sasso e intitolarlo all’alpinista ed esploratore: il Nuovo Itinerario Walter Bonatti sul Gran Sasso parte da Nerito e dal <a href="http://www.gransassolagapark.it/" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">Centro Escursionistico del Parco del Gran Sasso &#8211; Monti della Laga</a> e attraversando alcuni degli angoli più selvaggi e remoti di queste montagne sale alla cima del monte Corvo (2623 metri), poi alla Cima di Malecoste e seguendo la lunga cresta arriva a Campo Imperatore scavalcando cima Wojtila (2425 m) e pizzo Cefalone (2533 m) per poi scendere dal passo del Lupo fino al piazzale della funivia di Campo Imperatore (2100 m). Per informazioni sul tracciato <a href="http://www.cailaquila.it" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">ci si può rivolgere al Cai de L’Aquila</a>.<br />
<em>In foto: Campo Imperatore da Monte Aquila.<br />
</em><em>Credits: <a href="https://www.flickr.com/photos/stormino/" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">FlickrCC Daniele Faieta</a></em></p>
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Spoiler: ne mandiamo poche, ma buone!</h4>
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<h3>Giro delle Tre Cime di Lavaredo</h3>
<p>Nel settembre del 1952 l’ossessione di Bonatti era la scalata della Comici-Dimai, sulla parete nord delle Tre Cime di Lavaredo: il primo tentativo fallì dopo circa 80 metri, e Bonatti dedicò tutto l’inverno ad allenarsi in Grigna per poi tornare sulle Dolomiti nel febbraio del 1953: in pochi giorni realizza la prima invernale della Via Cassin alla Cima Ovest e la seconda invernale della Nord alla Cima Grande.</p>
<p>Oggi il <strong>giro delle Tre Cime di Lavaredo</strong> è una delle escursioni più note al mondo, bellissima da fare in autunno e accessibile a tutti: normalmente si parte e si arriva al Rifugio Auronzo, e si percorre il giro completo delle Tre Cime di Lavaredo passando per il Rifugio Lavaredo, i 2454 metri della Forcella Lavaredo, il Rifugio A. Locatelli e ritorno al punto di partenza in circa 3 ore.<br />
<em>Credits: <a href="https://www.flickr.com/photos/stemonx/" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">FlickrCC Stefano Montagner</a></em></p>
<h3>Sentiero Walter Bonatti, da Dubino ai Bagni di Masino</h3>
<p>Tra le escursioni ispirate da Walter Bonatti non può mancare questo sentiero inaugurato a agosto 2014 dalla <a href="http://www.cai.it/index.php?id=31&amp;tx_ttnews%5Btt_news%5D=2108&amp;cHash=fde07d760e67ec7eb1cb2b4c0bfc5667" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">sezione Novate Mezzola-Verceia del CAI</a>, che parte dalla casa di Walter Bonatti a Monastero di Dubino (Sondrio) e arriva ai Bagni di Masino: sono 29 km tecnicamente non difficili ma impegnativi dal punto di vista fisico (da 2920 a 3870 metri di dislivello positivo, a seconda delle varianti che si scelgono), in parte ricalcano la terza giornata del tracciato del Sentiero Life delle Alpi Retiche e sono da affrontare in almeno 2 giorni se non 3 e solo da Escursionisti Esperti.</p>
<p><strong>Da Monastero di Dubino</strong> si risale il crinale che divide la Costiera dei Cech dalla Val dei Ratti fino al monte Bassetta, al passo di Primalpia e all’omonimo bivacco, e poi scendendo per il passo del Calvo in Valle dell’Oro e infine ai Bagni di Masino. Sono Valli, in particolare quella dei Ratti, difficilmente accessibili se non precluse alle auto, e che hanno ancora il senso della scoperta della vera wilderness e della natura nel suo stato più originale.<br />
<em>In foto: la Val Dei Ratti. Credits: <a href="https://www.flickr.com/photos/muleonor/" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">FlickrCC Paolo Mutti</a></em></p>
<h3>La Gran Balconata del Cervino</h3>
<p>Nel 1965, esattamente 100 anni dopo la <a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/cultura/i-150-anni-dalla-prima-ascensione-al-cervino/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">prima ascensione di Edward Whymper</a>, Bonatti firma la sua impresa più celebre sulla Gran Becca, l’apertura in solitaria e invernale di una via diretta sulla parete Nord. Il <a href="https://www.sportoutdoor24.it/tag/cervino/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">Cervino</a> sarà anche il suo addio all’alpinismo estremo e l’inizio di una nuova vita, quella dedicata all’avventura e ai reportage di viaggio. Per ammirare in tutta la sua maestosità la montagna a forma di montagna non c’è niente di meglio della Gran Balconata del Cervino lungo il sentiero 107, un percorso ad anello che si snoda lungo tutta la Valtournanche toccando i comuni di Antey-Saint-André,</p>
<p>La Magdeleine, Chamois, Valtournenche e Torgnon, con l’aggiunta di una nuova parte che, attraverso i Comuni di Châtillon, Saint-Vincent ed Emarèse, giunge fino al Col Tzucore. Complessivamente sono 73km non difficili (dislivello complessivo 2300 m, quota media 1800 m), per un totale di circa 25 ore di cammino da dividere idealmente in 4 tappe (<a href="http://www.trekkingcervino.it/" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">qui le informazioni su rifugi e possibilità di pernottamento</a>). In alternativa ci sono <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/6-passeggiate-panoramiche-a-zermatt-con-vista-sul-cervino/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">queste passeggiate panoramiche con partenza da Zermatt</a>.<br />
<em>Credits: <a href="https://www.flickr.com/photos/84554176@N00/" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">FlickrCC Guillaume Baviere</a></em></p>
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<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Claudio Gervasoni' src='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/claudio-gervasoni/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Claudio Gervasoni</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Giornalista, autore, consulente nel digital marketing e sportivo praticante, scrive di outdoor, fitness, sport e tecnologia per importanti testate internazionali come Men’s Health, GQ, Wired e Starbene. Quando non scrive ama correre, fare escursioni in montagna a piedi o con la sua bici gravel, e camminare a piedi nudi.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="http://claudiogervasoni.wordpress.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">claudiogervasoni.wordpress.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Iniziare a correre a 40 anni: i 9 consigli per riuscirci e divertirsi</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/sport/running/iniziare-a-correre-a-40-anni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Gervasoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Nov 2025 08:00:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Running]]></category>
		<category><![CDATA[consigli]]></category>
		<category><![CDATA[corsa]]></category>
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					<description><![CDATA[Iniziare a correre a 40 anni si può fare, è una buona idea, ma non[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2019/03/Iniziare-a-correre-a-40-anni.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Iniziare a correre a 40 anni" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2019/03/Iniziare-a-correre-a-40-anni.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2019/03/Iniziare-a-correre-a-40-anni-331x232.jpg 331w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2019/03/Iniziare-a-correre-a-40-anni-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Iniziare a <strong>correre a 40 anni</strong> si può fare, è una buona idea, ma non bisogna pensare che sia così facile e immediato come si immagina. Nella migliore delle ipotesi sei in buona salute: non hai chili di troppo, tutto sommato hai una vita attiva, non hai problemi di salute e magari nemmeno acciacchi o infortuni vari.</p>
<p>La <strong>situazione è ideale ma non perfetta</strong>, perché se sono almeno un paio di anni che non fai sport i tuoi muscoli non avranno né tono né forza (qui puoi leggere <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/cosa-succede-quando-si-smette-di-allenarsi/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">cosa succede quando si smette di allenarsi</a>) e anche il tuo apparato cardiocircolatorio non sarà pronto a sostenere l&#8217;impegno di una corsa. Nella peggiore delle ipotesi <a href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/le-6-regole-contro-sovrappeso-e-obesita/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">sei invece sovrappeso</a>, conduci una vita molto sedentaria, probabilmente le due cose ti portano a mangiare male, e ovviamente <strong>muscoli, cuore e polmoni sono tutt&#8217;altro che pronti a fare una corsa</strong>.</p>
<p>Ciò non significa che non devi <strong>cominciare a correre a 40 anni</strong> o più, ma che devi prestare ancor più attenzione: il rischio più banale è quello di non riuscirci e desistere dopo pochissimi tentativi (e qui trovi i consigli per <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/running/iniziare-a-correre-i-consigli-per-riuscirci/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">riuscire a cominciare a correre e non smettere</a>); quello più pericoloso è di farti del male (e qui trovi <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/running/le-6-principali-cause-di-infortunio-nella-corsa/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">le 6 principali cause di infortunio nella corsa</a>).</p>
<h2>Iniziare a correre a 40 anni: i consigli</h2>
<p>Se hai <strong>deciso di iniziare a correre a 40 anni</strong> ci sono alcuni consigli molto semplici e molto pratici che è bene seguire: ti aiuteranno a riuscire davvero a cominciare a correre e a non smettere più, a scoprire <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/running/7-benefici-psicologici-della-corsa/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">il lato piacevole e divertente della corsa</a>, a trovare gratificazione nel tuo impegno e soddisfazione nei miglioramenti e a scoprire pian piano uno sport che ti potrà accompagnare per molti anni.</p>
<h3>1. Prima di cominciare a correre da 40 anni vai dal medico</h3>
<p>Davvero, correre ti può sembrare la più semplice delle attività sportive, ma questo non significa che sia banale, e <strong>a 40 anni sarebbe già l&#8217;ora di aver fatto almeno un tagliando</strong>. Quindi se non fai sport da anni, sicuramente da almeno un paio, vai dal medico: una anamnesi è il minimo che puoi fare per sapere se sei in condizione di cominciare a correre a 40 anni, ma magari anche un <a href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/cure-rimedi/ipertensione-abbassare-pressione-alta-esercizio/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">controllo della pressione</a>, un esame del sangue o, meglio ancora, una <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/certificato-medico-sportivo-quando-e-obbligatorio-e-quando-e-a-pagamento/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">vera e propria visita sportiva che prevede l&#8217;elettrocardiogramma e la spirometria</a>. È un po&#8217; come come il controllo gomme e livelli dell&#8217;olio prima di andare in vacanza con l&#8217;auto: il più delle volte è tutto a posto, ma non si sa mai, e parti più tranquillo.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter wp-image-69462 size-full" title="che-scarpe-per-la-corsa" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/02/run-the-music-come-prepararsi-per-corsa-10-km.jpg" alt="che-scarpe-per-la-corsa" width="2000" height="1403" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/02/run-the-music-come-prepararsi-per-corsa-10-km.jpg 2000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/02/run-the-music-come-prepararsi-per-corsa-10-km-670x470.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/02/run-the-music-come-prepararsi-per-corsa-10-km-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 2000px) 100vw, 2000px" /></p>
<h3>2. Compra un paio di scarpe specifiche da running</h3>
<p>Per cominciare a correre, a ogni età, non ti serve davvero altro: ai pantaloncini, alle maglie tecniche <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/running/correre-con-il-caldo-le-maglie-da-running-che-tengono-fresco/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">per il caldo</a> o <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/running/maglie-termiche-running-per-correre-col-freddo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">per il freddo</a>, allo smart tracker, alla fascia porta smartphone, agli occhiali da sole e a chissà che altro ci penserai dopo. Ma se hai deciso di iniziare a correre a 40 anni, <strong>investi dei soldi in un paio di scarpe specifiche da running</strong>. Lascia perdere marca o colori, vai in un buon negozio di calzature sportive, meglio ancora se specializzato in running, spiegagli senza vergogna quello che intendi fare e lasciati consigliare. Ricorda: non esiste un paio di scarpe da running migliore in assoluto (<a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/running/la-miglior-scarpa-da-running-per-correre/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">il perché lo abbiamo spiegato qui</a>), ma esistono sicuramente delle scarpe per correre sbagliate per te, e prima di capirci qualcosa ci vorrà del tempo. Parecchio tempo e parecchi km. Nel dubbio, puoi intanto approfondire partendo dagli <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/running/8-banali-errori-da-non-commettere-con-le-scarpe-da-running/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">8 banali errori da non commettere con le scarpe da running</a>.</p>
<h3>3. Iniziare con la corsa a 40 anni: vacci piano</h3>
<p>Non hai più 20 anni, e nemmeno 30, e l&#8217;ultimo ricordo che i tuoi muscoli e la tua mente hanno di una corsa probabilmente risale a quei decenni della tua vita. Quindi l&#8217;errore che sicuramente commetterai è quello di <strong>uscire di casa e partire sparato</strong> pensando di essere ancora ciò che eri e che invece non sei più. Andarci piano significa partire camminando normalmente, poi con una camminata intensa e sportiva e infine cominciando a trotterellare: il tuo obiettivo adesso non è andare forte e nemmeno lontano ma <strong>stare in giro il più a lungo possibile</strong>, aumentando di volta in volta i minuti attivi in cui sei in giro. Qui trovi tanti <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/running/consigli-cominciare-correre-running/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">consigli per cominciare a correre da zero</a>.</p>
<h3>4. Running a 40 anni: alterna camminata e corsa</h3>
<p>Ecco, se l&#8217;obiettivo è stare in giro, attivo, il più a lungo possibile, non vivere come un fallimento il fatto di non <strong>riuscire a correre 5 km, o 30&#8242; continuativi</strong>. Lo stop &amp; go, cioè alternare camminata e corsa, è il viatico per riuscire davvero a correre con continuità. Quindi se t rendi conto che non hai né il fiato né la forza nelle gambe per correre 30&#8242; continuativi, non tornare a casa depresso e avvilito: stai in giro, continua a camminare, corricchia quando hai ripreso fiato e forze, e continua così alternando corsa e camminata. È Il modo migliore per rinforzare le gambe e far funzionare cuore e polmoni (oltre che per <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/running/come-bruciare-piu-grassi-con-la-corsa/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">stimolare il metabolismo e bruciare calorie in più</a>).</p>
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<h3>5. Iniziare a correre a 40 anni: stabilisci un calendario</h3>
<p>Prima che la corsa diventi un&#8217;esigenza e non avrai più bisogno di <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/running/17-validi-argomenti-per-convincere-qualcuno-a-cominciare-a-correre/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">trovare le motivazioni per correre</a>, perché ne avrai più voglia di quanta ne riesci a soddisfare, all&#8217;inizio dovrai forzarti a rinunciare ad altre cose per dedicarti a quei 30&#8242; o 1 ora di running. Ci sono passati tutti quelli che hanno provato o deciso di iniziare a correre a 40 anni: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/4-trucchi-per-motivarsi/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">trovi sempre un buon motivo per rimandare</a>. Quindi <strong>stabilisci un calendario</strong>: la cosa ottimale sarebbe <strong>riuscire a correre 3 volte la settimana,</strong> e sicuramente non meno di 2 (poi ti verrà voglia di farlo tutti i giorni, ma questo è un&#8217;altro discorso). Quindi stabilisci che &#8211; per esempio &#8211; martedì, giovedì e domenica vai a correre. Cascasse il mondo, ti prendi i tuoi 30&#8242; per correre: in pausa pranzo (<a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/running/correre-in-pausa-pranzo-elimina-lo-stress/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">qui i consigli per farlo</a>), al mattino prima di andare al lavoro (qui <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/running/5-trucchi-per-riuscire-a-correre-al-mattino/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">alcuni trucchi per riuscirci, ottimizzando i tempi</a>), la sera quando torni e prima di cena non importa. Ciò che importa è la costanza. Ti basterà 1 mesetto e la corsa ti sarà entrata sotto pelle al punto che sarai lei a ricordarti ogni giorno di correre.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter wp-image-80891 size-full" title="calendario-corsa" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/12/corsa-allaperto-citta.jpg" alt="calendario-corsa" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/12/corsa-allaperto-citta.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/12/corsa-allaperto-citta-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/12/corsa-allaperto-citta-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></p>
<h3>6. Cominciare a correre a 40 anni: monitora i progressi</h3>
<p>La curva di miglioramento nella corsa è abbastanza veloce, e questo genera un circolo virtuoso: <strong>corri &gt; migliori &gt; sei soddisfatto &gt; sei più motivato &gt; continui a correre</strong>. Per cui, per avere ben chiari i tuoi miglioramenti, trova il modo di <strong>monitorare i progressi</strong>. No, non serve comprare lo <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/running/caratteristiche-nuovo-polar-vantage-v/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">smartwatch con Gps e cardiofrequenzimetro</a>, quello te lo regali a Natale solo dopo che sei riuscito a correre i tuoi primi 10 km. Quando inizi a correre ti basta prendere un itinerario di riferimento, come il giro di un paio di isolati se vivi in città, o quel quartiere se vivi in una cittadina in provincia: se lo fai regolarmente ti renderai conto che man mano riduci le fasi di camminata e aumenti quelle di corsa, e ci metti sempre meno; una volta che riesci a completarlo correndo senza pause allarga il giro, aumentando la distanza e riparti con lo stesso metodo. Per le prime settimane, almeno finché non <strong>riesci a correre per 30&#8242; continuativi</strong> (che dovrebbero essere più o meno 5km) ti basta questo; poi puoi cominciare a guardare qualche tabella che ti aiuta a migliorare, <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/running/come-riuscire-a-correre-10-km-partendo-da-zero/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">per esempio questa per arrivare a correre 10 km</a>.</p>
<h3>7. Iniziare a correre a 40 anni: mangia bene</h3>
<p>Già, ma cosa vuol dire mangiare bene? Te ne renderai ben presto conto da solo che, per esempio, abbuffarti in mensa a pranzo e non mangiare più nulla non è la cosa migliore da fare se hai in programma la tua corsa alle 18:30. <strong>Fare sport induce a mangiare meglio</strong>, è scientificamente provato, e a quel punto ti interesserà sapere <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/cosa-mangiare-prima-di-correre/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">cosa mangiare prima di correre</a>, <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/dopo-lallenamento-proteine-o-carboidrati/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">cosa mangiare dopo un allenamento</a>, e <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/alimentazione-e-corsa-cosa-e-e-come-funziona-la-razione-dattesa/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">quali spuntini puoi fare per spezzare la fame prima di una corsa</a>.</p>
<h3>8. Corsa a 40 anni: fai stretching</h3>
<p>Non prima di correre, che serve relativamente a nulla ma sicuramente dopo e magari anche nelle giornate in cui non corri. A 40 anni i tuoi muscoli e tendini hanno perso elasticità ed escursione, a lo avrebbero fatto anche se tu avessi sempre fatto sport. Quindi aiutali a continuare a essere minimamente elastici facendo sempre almeno 5&#8242; di stretching a fine corsa e magari <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/12-esercizi-di-stretching-dalla-testa-ai-piedi/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">qualche esercizio anche nei giorni senza corsa</a>: li puoi fare anche la sera davanti alla Tv, o al mattino quando ti svegli. Qui nel frattempo puoi approfondire <a href="https://www.sportoutdoor24.it/tag/stretching/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">tutto quanto riguarda lo stretching prima e dopo l&#8217;attività sportiva</a>.<img loading="lazy" class="aligncenter wp-image-57876 size-full" title="stretching-corsa" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/05/Perché-fare-stretching-ai-polpacci-dopo-la-corsa.jpg" alt="stretching-corsa" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/05/Perché-fare-stretching-ai-polpacci-dopo-la-corsa.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/05/Perché-fare-stretching-ai-polpacci-dopo-la-corsa-331x232.jpg 331w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/05/Perché-fare-stretching-ai-polpacci-dopo-la-corsa-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></p>
<h3>9. Tieni sotto controllo il peso</h3>
<p>Ultimo consiglio per cominciare a correre a 40 anni: <strong>tieni sotto controllo il peso</strong>. E se hai deciso di <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/running/come-e-quanto-correre-per-dimagrire/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">iniziare a correre per dimagrire</a>, sappi che stai leggendo un libro al contrario: sarebbe bene prima dimagrire e poi correre, perché ossa, muscoli e tendini del tuo fisico non sono calibrati er fare un&#8217;attività comunque impattante e traumatica con tutto quel carico di troppo addosso. Ma sì, fare attività è &#8211; insieme a una alimentazione corretta &#8211; il modo per perdere peso, e qui ritorniamo al discorso di alternare corsa e camminata, per tenere vivo e funzionante il metabolismo.</p>
<p>Se hai ancora qualche dubbio puoi trovare <strong>tutto quello che abbiamo scritto sul running</strong> <a href="https://www.sportoutdoor24.it/tag/corsa/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">cliccando qui</a>.<br />
<em>Credits photo: CC Pixabay</em></p>
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<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Claudio Gervasoni' src='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/claudio-gervasoni/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Claudio Gervasoni</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Giornalista, autore, consulente nel digital marketing e sportivo praticante, scrive di outdoor, fitness, sport e tecnologia per importanti testate internazionali come Men’s Health, GQ, Wired e Starbene. Quando non scrive ama correre, fare escursioni in montagna a piedi o con la sua bici gravel, e camminare a piedi nudi.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="http://claudiogervasoni.wordpress.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">claudiogervasoni.wordpress.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Camminare rimane la miglior medicina del mondo</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/salute/camminare-e-la-miglior-medicina-del-mondo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Gervasoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Nov 2025 07:22:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[camminare]]></category>
		<category><![CDATA[dimagrire]]></category>
		<category><![CDATA[walking]]></category>
		<category><![CDATA[wellness]]></category>
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					<description><![CDATA[Sì, camminare è ancora la miglior medicina del mondo. La più facile e spontanea delle[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/11/Camminare-miglior-medicina-del-mondo.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Camminare miglior medicina del mondo" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/11/Camminare-miglior-medicina-del-mondo.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/11/Camminare-miglior-medicina-del-mondo-331x232.jpg 331w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/11/Camminare-miglior-medicina-del-mondo-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Sì, camminare è ancora la miglior medicina del mondo. La più facile e spontanea delle attività che una persona mediamente sana può fare ogni giorno, liberamente, gratuitamente e senza bisogno di nient’altro che se stesso, è molto meglio di qualunque pillola o pasticca si possa prendere.</p>
<h3>Camminare riduce anche il rischio di ipertensione, colesterolo e diabete</h3>
<p>Una  conferma viene da una ricerca condotta da un gruppo di studiosi dell’Università del Queensland, in Australia, e <a href="http://eurheartj.oxfordjournals.org/content/36/39/2621" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">pubblicata sull’European Heart Journal</a>: alzarsi e camminare (<a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/fitness/camminare-al-mattino-benefici-controindicazioni/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">come suggeriamo qui</a>)<strong> riduce l’Indice di Massa Corporea (BMI) dell’11%, la glicemia in eguale percentuale e accorcia il girovita di 7,5 cm</strong>, un fattore che riduce sensibilmente il rischio cardiovascolare. Lo studio, condotto su 782 uomini e donne tra i 36 e gli 80 anni, ha anche stabilito che <strong>basta sostituire appena 2 ore al giorno di vita sedentaria</strong> con altrettante passate muovendosi e camminando per avere i primi, concreti benefici. Tanto che c&#8217;è addirittura un <a href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/il-dottore-che-prescrive-passeggiate-nella-natura-anziche-medicine/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">dottore che prescrive passeggiate nella natura anziché medicine</a>.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/09/pexels-wildlittlethingsphoto-27176932.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-638694" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/09/pexels-wildlittlethingsphoto-27176932.jpg" alt="" width="1000" height="667" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/09/pexels-wildlittlethingsphoto-27176932.jpg 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/09/pexels-wildlittlethingsphoto-27176932-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/09/pexels-wildlittlethingsphoto-27176932-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>Secondo uno studio del Lawrence Berkeley National Laboratory e pubblicato dall’American Heart Association, a parità di consumo energetico, per ridurre il rischio di ipertensione, colesterolo e diabete non ci sarebbero sostanziali differenze tra un’attività intensa come il running e una di moderata intensità come la camminata. I dettagli della ricerca del professor Paul T. Williams <a href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/ipertensione-colesterolo-e-diabete-per-ridurli-meglio-correre-o-camminare/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">si possono leggere qui</a>.</p>
<h3>Quanto camminare ogni giorno?</h3>
<p>Al netto delle indicazioni dello studio dell’Università del Queensland, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità <strong>occorrerebbe camminare per 10mila passi al giorno, cioè circa 7 km</strong>, ovvero il <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/abbiamo-davvero-bisogno-di-10-000-passi-al-giorno-per-essere-in-forma/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">doppio di quanto cammina abitualmente una persone normale</a> nelle sue attività quotidiane. Ma uno studio pubblicato sul Journal of Physical Activity &amp; Health ha stabilito con maggior precisione il numero di passi ideale per età e sesso: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/camminare-per-stare-bene-quanto-in-base-eta/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">si può leggere qui</a>.</p>
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<h3>Scegliere scarpe adatte a camminare</h3>
<p>Camminare è l’attività più naturale che ci sia. Tuttavia la camminata sportiva, per esplicare appieno tutti i suoi benefici, <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/camminata-come-allenamento-i-7-segreti-per-ottenere-risultati/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">richiede una tecnica specifica come questa</a> per la quale sono consigliate calzature altrettanto specifiche, con un tallone in grado di ammortizzare l’appoggio del piede e una suola che accompagni la rullata. Tutti i consigli per scegliere le scarpe da walking <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/fitness/scarpe-da-walking-e-camminata-come-scegliere-le-piu-adatte/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">si possono leggere qui</a>.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/02/camminare-in-compagnia.jpeg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-626769" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/02/camminare-in-compagnia.jpeg" alt="" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/02/camminare-in-compagnia.jpeg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/02/camminare-in-compagnia-300x210.jpeg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/02/camminare-in-compagnia-331x232.jpeg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></a></p>
<h3>I consigli per camminare per dimagrire e stare in forma</h3>
<p>Uscire in compagnia, <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/fitness/i-5-motivi-per-cui-conviene-allenarsi-di-corsa-sulle-scale/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">fare regolarmente le scale</a> e cambiare spesso percorsi e superfici sono solo i primi 3 dei 10 consigli per cominciare davvero a camminare e riuscire a rimanere in forma.</p>
<h4>&gt; gli altri 7 consigli li puoi <a href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/camminare-per-dimagrire-e-stare-in-forma-i-10-consigli/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">leggere qui</a>.</h4>
<h3>Gli errori da evitare quando si fa walking</h3>
<p>Benché camminare sia del tutto spontaneo, ci sono alcuni errori che possono vanificare anche gli sforzi più intensi di chi comincia a camminare per mantenersi in forma: per esempio andare a velocità costante o concentrarsi solo sul movimento delle gambe tralasciando l’impegno delle braccia. Gli altri errori <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/fitness/9-errori-da-non-commettere-quando-fate-walking/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">si possono leggere qui</a>.</p>
<h3>La tecnica di camminata del Fitwalking</h3>
<p>Il Fitwalking è una tecnica ben precisa di camminata, che parte dall’appoggio del tallone del piede e interessa fino all’atteggiamento del collo e della testa. Il tutto per massimizzare i benefici di una camminata vigorosa e benefica. La tecnica di camminata per il benessere <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/fitness/fitwalking-la-tecnica-di-camminata-per-il-benessere/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">è descritta qui</a>.<br />
C&#8217;è infine una questione legata a quanto e come camminare per dimagrire: distanze e ritmo che possono permettere di perdere peso e tonificare, come abbiamo <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/fitness/a-che-velocita-camminare-per-dimagrire/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">spiegato nel dettaglio qui</a>.<br />
<em>Photo by <a href="https://www.pexels.com/photo/person-walking-near-a-water-body-2408079/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Vikas Sawant from Pexels</a></em></p>
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<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Claudio Gervasoni' src='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/claudio-gervasoni/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Claudio Gervasoni</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Giornalista, autore, consulente nel digital marketing e sportivo praticante, scrive di outdoor, fitness, sport e tecnologia per importanti testate internazionali come Men’s Health, GQ, Wired e Starbene. Quando non scrive ama correre, fare escursioni in montagna a piedi o con la sua bici gravel, e camminare a piedi nudi.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="http://claudiogervasoni.wordpress.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">claudiogervasoni.wordpress.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Pneumatici invernali per MTB: quali usare con fango e freddo?</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/sport/bici/mtb/pneumatici-invernali-per-mtb-quali-usare-con-fango-e-freddo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Gervasoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Nov 2025 07:19:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MTB]]></category>
		<category><![CDATA[inverno]]></category>
		<category><![CDATA[mtb]]></category>
		<category><![CDATA[pneumatici]]></category>
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					<description><![CDATA[Sì, esistono pneumatici invernali per MTB. Anzi, ormai esistono copertoni per MTB per ogni uso specifico,[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1920" height="1280" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/12/luka-senica-hUsLmcd43xM-unsplash.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Pneumatici invernali per MTB: quali usare con fango e freddo?" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/12/luka-senica-hUsLmcd43xM-unsplash.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/12/luka-senica-hUsLmcd43xM-unsplash-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/12/luka-senica-hUsLmcd43xM-unsplash-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/12/luka-senica-hUsLmcd43xM-unsplash-768x512.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/12/luka-senica-hUsLmcd43xM-unsplash-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><br><br><p>Sì, esistono pneumatici invernali per MTB. Anzi, ormai esistono <a href="https://www.amazon.it/s?k=pneumatici+MTB&amp;__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&amp;ref=nb_sb_noss_2&amp;_encoding=UTF8&amp;tag=sportoutdoor2-21&amp;linkCode=ur2&amp;linkId=83475c0c35ae7c4ab19701aa11a35d1e&amp;camp=3414&amp;creative=21718" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">copertoni per MTB per ogni uso specifico</a><img loading="lazy" style="border: none !important; margin: 0px !important;" src="//ir-it.amazon-adsystem.com/e/ir?t=sportoutdoor2-21&amp;l=ur2&amp;o=29" alt="" width="1" height="1" border="0" />, ma è indubbio che il passaggio estate &#8211; inverno è quello più netto dal punto di vista delle condizioni che si possono trovare durante un&#8217;uscita e del comportamento delle gomme della MTB. Uscire <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/bici/mtb/mtb-in-inverno-come-vestirsi/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">in mountain bike in inverno</a> significa sostanzialmente poche cose: freddo, fango, terreni umidi e scivolosi, ghiaccio e talvolta anche neve.</p>
<p>Tutte condizioni sulle quali degli pneumativi da MTB estivi non sarebbero in grado di dare il meglio di sé, esattamente come per gli pneumatici delle auto. Le <strong>caratteristiche degli pneumatici invernali per MTB</strong> dipendono ovviamente dalle condizioni che si trovano in inverno in strada e sui sentieri, e riguardano essenzialmente 2 aspetti: la mescola della gomma e la tassellatura.</p>
<h2>La mescola degli pneumatici invernali per MTB</h2>
<p>La gomma, in base al tipo di mescola, può essere <strong>più o meno dura e reagire in modo diverso alle temperature</strong> calde o fredde. Vale per le gomme delle macchine, e vale ovviamente per gli pneumatici per MTB: in inverno è preferibile usare gomme da MTB più morbide, che sono più &#8220;appiccicose&#8221; in determinate condizioni, garantiscono quindi miglior presa e inevitabilmente, con il freddo, si induriscono un po&#8217;. Ovviamente una mescola più morbida e con più grip può anche risultare più fragile, con il rischio di stallonare oppure di forare: è il prezzo potenziale da pagare se si vuole fare il cambio gomme anche alla MTB per girare anche in inverno.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-643553" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/12/luca-beani-L3a6GmSS_qo-unsplash.jpg" alt="Pneumatici invernali per MTB: quali usare con fango e freddo?" width="1920" height="1280" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/12/luca-beani-L3a6GmSS_qo-unsplash.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/12/luca-beani-L3a6GmSS_qo-unsplash-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/12/luca-beani-L3a6GmSS_qo-unsplash-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/12/luca-beani-L3a6GmSS_qo-unsplash-768x512.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/12/luca-beani-L3a6GmSS_qo-unsplash-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Altra conseguenza delle mescole più morbide, con più grip, invernali è una <strong>minor scorrevolezza</strong>, ma è tanto e tale il fango, il fondo bagnato o il ghiaccio che è un dettaglio tralasciabile. Attenzione però: un maggior grip non significa che la ruota non gira a vuoto in salita nel fango (quello dipende in gran parte dalla tassellatura, come vediamo nel prossimo paragrafo) ma che <strong>lo pneumatico avrà più tenuta nelle frenate</strong> su terreno umido (per esempio ricoperto di fogliame, o su erba) mentre su pietre bagnate o radici umide la scivolosità rimane un problema da affrontare con perizia.</p>
<h2>La tassellatura degli pneumatici da MTB per l&#8217;inverno</h2>
<p>Un altro aspetto che caratterizza gli pneumatici invernali per MTB è la tassellatura. Qui le esigenze sono duplici: una è quella di <strong>assicurare maggior presa</strong> in salita, con la ruota posteriore, e maggior tenuta di strada con quella anteriore; l&#8217;altra è quella di <strong>non imbarcare (troppo) fango</strong> con il rischio di appesantire la ruota, perdere aderenza e guidabilità, e intasare forcella anteriore e carro posteriore. Per questo normalmente gli pneumatici invernali da mountain bike hanno più spazio tra i tasselli, tasselli più alti e di forma più squadrata. Il fine è quello di permettere ai tasselli di penetrare più a fondo, cercando e trovando terreno dove far presa, e autopulirsi scaricando il fango in eccesso. Le <strong>differenze tra uno pneumatico estivo e uno invernale</strong> si vedono a occhio nudo anche da parte di chi non è così esperto di copertoni da MTB.</p>
<h2>Gomme invernali della mountain bike: larghe o strette?</h2>
<p>La larghezza di un copertone, detta sezione, incide parecchio su guidabilità e scorrevolezza delle ruote, ma per quanto riguarda gli pneumatici invernali per MTB ci sono un po&#8217; di pro e contro da considerare. Essenzialmente tutto dipende dal fondo sul quale ci si trova a girare, e cioè da dove si vive, dal tipo di terreno, dalle temperature, dalle precipitazioni e così via. In linea teorica le Fat Bike ci hanno insegnato che <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/bici/come-si-guida-una-fat-bike/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">gomme larghe servono per galleggiare</a> su neve, sabbia e fondo cedevole, ma se il fango è appiccicoso c&#8217;è anche il rischio di imbarcarlo tra i tasselli e bloccare la ruota tra le forcelle e/o il carro; dall&#8217;altra parte ruote più strette &#8220;scavano&#8221; meglio trovando terreno su cui far presa ma galleggiano anche meno rischiando di impantanarsi o diventare inguidabili.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-55564" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/02/pneumatici-invernali-per-MTB.jpg" alt="pneumatici invernali per MTB" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/02/pneumatici-invernali-per-MTB.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/02/pneumatici-invernali-per-MTB-331x232.jpg 331w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/02/pneumatici-invernali-per-MTB-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></p>
<p>Quindi non esiste una regola univoca, tutto dipende dalle proprie capacità di guida, dalla situazione in cui ci si trova a pedalare e dal tipo di feeling che si vuole avere in sella: occorre provare, sperimentare e capire cosa è meglio per sé.</p>
<p><strong>LEGGI ANCHE: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/bici/bici-terreno-gomme-pneumatici-consigli-come-scegliere/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">Pneumatici MTB in base al terreno: ecco quali usare</a></strong></p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Claudio Gervasoni' src='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/claudio-gervasoni/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Claudio Gervasoni</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Giornalista, autore, consulente nel digital marketing e sportivo praticante, scrive di outdoor, fitness, sport e tecnologia per importanti testate internazionali come Men’s Health, GQ, Wired e Starbene. Quando non scrive ama correre, fare escursioni in montagna a piedi o con la sua bici gravel, e camminare a piedi nudi.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="http://claudiogervasoni.wordpress.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">claudiogervasoni.wordpress.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Quanto correre a settimana: ecco le regole base da seguire</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/sport/running/quanto-correre-a-settimana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Gervasoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Nov 2025 07:00:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Running]]></category>
		<category><![CDATA[allenamento]]></category>
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					<description><![CDATA[Capire quanto correre a settimana non è affatto semplice. Non lo è per chi comincia[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/02/quanto-correre-a-settimana.jpeg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="quanto correre a settimana" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/02/quanto-correre-a-settimana.jpeg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/02/quanto-correre-a-settimana-331x232.jpeg 331w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/02/quanto-correre-a-settimana-300x210.jpeg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Capire <strong>quanto correre a settimana</strong> non è affatto semplice. Non lo è per chi comincia da zero e ha come obiettivo una percorrenza come i 5km o semplicemente tenersi in forma e sotto controllo il peso, e non lo è per chi è già un runner esperto, che ha tagliato il traguardo di mezze e maratone, e tuttavia rischia di esagerare.</p>
<p>La cattiva notizia è che non solo è difficile calcolare quanto correre a settimana ma anche che <strong>ciascuno lo deve imparare da solo sulle proprie gambe</strong>. La buona notizia è che ci sono alcune linee guida e buone pratiche che possono aiutarti a sciogliere i tuoi dubbi e <strong>trovare la tua distanza ideale in relazione a ai tuoi obiettivi</strong>. L&#8217;ottima notizia è che è tutto più semplice a farsi che a dirsi.</p>
<h3>Più vuoi correre, più devi correre</h3>
<p>Banale vero? Però è così. Se vuoi <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/running/come-riuscire-a-correre-10-km-partendo-da-zero/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">correre una 10 km</a> come molte garette locali puoi limitarti a <strong>correre in una settimana la stessa distanza + un 25% / 30%</strong>. Cioè circa 13 km suddivisi in 3 volte, con un giorno di riposo. Se <strong>stai preparando la tua prima maratona</strong> invece le distanze sono ben diverse e almeno all&#8217;inizio è necessario partire da almeno la metà dei mitici 42,195 metri, diciamo tra il 21 e i 15 km a settimana, sempre suddivisi in modo equo (e qui puoi trovare un <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/running/programma-di-preparazione-per-la-maratona/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">interessante e facile piano di allenamento per la maratona</a>).<img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-600666" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/09/corsa.jpg" alt="Corsa" width="1000" height="668" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/09/corsa.jpg 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/09/corsa-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/09/corsa-768x513.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<h3>Non correre sempre allo stesso modo</h3>
<p>Correre <strong>sempre allo stesso modo, cioè lungo lo stesso percorso e alla stessa velocità</strong>, è il segreto per non migliorare mai. Quindi un buon piano di allenamento, anche fai da te, anche senza grandi ambizioni, dovrebbe contemplare un po&#8217; di variazioni sul tema. Se ti puoi permettere di correre 3 volte a settimana potresti idealmente fare così: <strong>una corsa &#8220;lunga&#8221;</strong>, pari almeno alla durata stimata del tuo obiettivo, e a un ritmo comodo, di quelli che ti permettono di chiacchierare senza problemi con un/a compagno/a di corsa; <strong>una corsa di velocità</strong>, a un ritmo appena più alto di quello che trovi sostenibile, ma ovviamente con un chilometraggio più basso di quello a cui sei abituato/a (è la più difficile da calibrare, perché devi sentire la fatica ma anche sostenerla per un po&#8217; di tempo, diciamo almeno una decina di minuti); <strong>un lento di recupero</strong>, a ritmo molto blando, magari con meno km di quelli che sono il tuo obiettivo ma idealmente della stessa durata. Ciascun tipo di corsa ha i suoi vantaggi, e tutti assieme ti fanno migliorare nella corsa (<a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/running/come-migliorare-nella-corsa-le-5-cose-da-fare/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">come puoi approfondire qui</a>).</p>
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<h3>Aumenta il chilometraggio gradualmente</h3>
<p>Lo diciamo subito: <strong>la regola aurea di molti runner è quella del 10%</strong>. Cioè un incremento del 10% a settimana rispetto a quella precedente per un ciclo normalmente di 3 settimane a cui ne segue una di scarico per poi ricominciare. Vero o meno che sia, rimane valido il principio dell&#8217;adattamento per <strong>consentire al corpo di adeguarsi alle crescenti richieste</strong>. Quindi non esagerare (passare da 5km a 20 km di colpo non assegna nessuna medaglia) e incrementa gradualmente le distanze, sempre tenendo conto la regola della variazione dello stimolo allenante.<img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-147399" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/06/ADRENALINE-GTS-21-13.jpg" alt="" width="1500" height="979" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/06/ADRENALINE-GTS-21-13.jpg 1500w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/06/ADRENALINE-GTS-21-13-300x196.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/06/ADRENALINE-GTS-21-13-1024x668.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/06/ADRENALINE-GTS-21-13-768x501.jpg 768w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<h3>Non fissarti con regole e tabelle</h3>
<p>Ma ascolta il tuo corpo, perché i piani son fatti per essere modificati. Ok, vuoi correre una mezza, ok vuoi abbassare i tuoi tempi al km (qui come <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/running/8-consigli-per-riuscire-a-correre-piu-veloce/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">correre più velocemente</a>), ok vuoi perdere peso con la corsa (qui <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/running/come-e-quanto-correre-per-dimagrire/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">come, quanto e a che velocità correre per dimagrire</a>), ma alla fine più che quello che c&#8217;è scritto sulla tabella segui quello che ti dice il tuo corpo. Perché <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/rischi-salute-troppo-allenamento/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">il sovrallenamento può far decadere le prestazioni repentinamente</a>, perché la stanchezza è il viatico agli infortuni (tra le principali cause <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/running/le-6-principali-cause-di-infortunio-nella-corsa/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">che abbiamo elencato qui</a>), perché calo della prestazione e infortuni sono l&#8217;<a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/4-trucchi-per-motivarsi/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">anticamera della demotivazione</a>. Se ti senti stanco, se vedi che non vai, significa che è il caso di alzare il piede dall&#8217;acceleratore e lasciare al tuo corpo il tempo di adattarsi. È la natura, non siamo macchine perfette, e capirlo e rispettarlo fa di noi runner migliori.</p>
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<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Claudio Gervasoni' src='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/claudio-gervasoni/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Claudio Gervasoni</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Giornalista, autore, consulente nel digital marketing e sportivo praticante, scrive di outdoor, fitness, sport e tecnologia per importanti testate internazionali come Men’s Health, GQ, Wired e Starbene. Quando non scrive ama correre, fare escursioni in montagna a piedi o con la sua bici gravel, e camminare a piedi nudi.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="http://claudiogervasoni.wordpress.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">claudiogervasoni.wordpress.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Elogio del ravanage (o scrambling che dir si voglia)</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/elogio-del-ravanage-o-scrambling-che-dir-si-voglia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Gervasoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Nov 2025 15:12:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Trekking]]></category>
		<category><![CDATA[avventura]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[camminata]]></category>
		<category><![CDATA[escursioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Lasciamo perdere la storiella di Monsieur De Ravanage e dei suoi fantomatici scritti ritrovati dentro[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1920" height="1280" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/mike-cox-6j6CjOtwTTA-unsplash.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Elogio del ravanage (o scrambling che dir si voglia)" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/mike-cox-6j6CjOtwTTA-unsplash.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/mike-cox-6j6CjOtwTTA-unsplash-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/mike-cox-6j6CjOtwTTA-unsplash-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/mike-cox-6j6CjOtwTTA-unsplash-768x512.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/mike-cox-6j6CjOtwTTA-unsplash-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><br><br><p>Lasciamo perdere la storiella di Monsieur De Ravanage e dei suoi fantomatici scritti ritrovati dentro una truna oltre quota 4.000 sul Monte Bianco: è solo uno scherzo per raccontare <strong>una modalità di fare escursioni</strong> &#8211; qualunque tipo, a piedi come in bici, in estate come in inverno, in montagna ma non solo &#8211; che oggi nei paesi anglosassoni viene <strong>chiamata anche scrambling</strong> e che ha molto a che fare con l&#8217;approccio alla vita più che allo sport.</p>
<h2>Ravanage (o scrambling)</h2>
<p>Ravanare, nelle forme dialettali del nord Italia, <strong>significa sostanzialmente rovistare, rimestare, frugare in modo disordinato</strong> e creando confusione. Scrambling, che è il termine usato in inglese, è molto vicino dal punto di vista del significato, che va <strong>dal rimescolare all&#8217;arrampicarsi al saltare fuori</strong>, a seconda dei contesti. Ora, al netto della sempre più spiccata tendenza &#8211; anche nel mondo dell&#8217;outdoor &#8211; al voler definire ogni micro-attività con un nome specifico, e anche a volergli abbinare dei prodotti specifici, <strong>il ravanage, o scrambling che dir si voglia, inteso come vagare per aree montane o boscose</strong>, in modo istintivo, un po&#8217; off the beaten tracks, pienamente nella dimensione del <a href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/psicologia/che-cose-il-divertimento-di-tipo-2-e-perche-dovresti-scoprirlo/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">divertimento di Tipo 2</a> che è quel mettersi un po&#8217; nei casini per il piacere di mettersi nei casini, è più che altro una filosofia di vita, un approccio <em>plaisir</em>, un modo anarchico e fuori dagli schermi di vivere delle (seppur micro) avventure che mettono un po&#8217; di incertezza anche laddove si cerca sempre più di ridurla al minimo.</p>
<h3>Elogio del ravanage</h3>
<p>Quando si parla di ravanage si parla di <strong>qualcosa che sta tra l&#8217;escursionismo e l&#8217;arrampicata o alpinismo di grado facile</strong>, tra la classe 3 della scala Yosemite e il 2° grado di quella francese, si parla di ciaspole come di ski touring, si parla anche di MTB o gravel volendo, laddove ci siano dei momenti di portage. Ma in ogni caso si parla di quei momenti in cui la curiosità, il desiderio di uscire dai sentieri battuti, l&#8217;istinto a scoprire qualcosa di diverso e nuovo, ti portano inevitabilmente a incasinarsi un po&#8217;.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-619283" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/keaton-nye-_DC6KKQF7Pc-unsplash.jpg" alt="Elogio del ravanage (o scrambling che dir si voglia)" width="1920" height="1535" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/keaton-nye-_DC6KKQF7Pc-unsplash.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/keaton-nye-_DC6KKQF7Pc-unsplash-300x240.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/keaton-nye-_DC6KKQF7Pc-unsplash-1024x819.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/keaton-nye-_DC6KKQF7Pc-unsplash-768x614.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/keaton-nye-_DC6KKQF7Pc-unsplash-1536x1228.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Appunto quel divertimento di Tipo 2 che trovi miserabile mentre lo fai, che ti maledici da solo o senti le maledizioni dei tuoi compagni o compagne di escursione, ma che <strong>poi quando lo racconti a posteriori lo trovi divertente</strong>, molto divertente. E appunto memorabile.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-619287" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/james-harrison-IbfKEAOxAb8-unsplash.jpg" alt="Elogio del ravanage (o scrambling che dir si voglia)" width="1920" height="1280" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/james-harrison-IbfKEAOxAb8-unsplash.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/james-harrison-IbfKEAOxAb8-unsplash-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/james-harrison-IbfKEAOxAb8-unsplash-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/james-harrison-IbfKEAOxAb8-unsplash-768x512.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/james-harrison-IbfKEAOxAb8-unsplash-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;elogio del ravanage è <strong>l&#8217;elogio dell&#8217;incertezza</strong>, di quei momenti in cui il segnavia ti dice di andare da una parte ma non riesci a resistere alla tua domanda interna sul &#8220;perché non andiamo di qui invece?&#8221;. È l&#8217;elogio del perdersi, fregandosene anche un po&#8217; di GPS, tracker, Komoot e file assortiti per il puro piacere poi di ritrovarsi. È l&#8217;elogio di quei momenti in cui <strong>al sentiero battuto preferisci la boscaglia</strong>, il procedere con mani e piedi, il caricarti la bici in spalla, il mettere i piedi nel fango.</p>
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<h3>Ravanage, o dell&#8217;uscire dagli schermi</h3>
<p>È fondamentalmente <strong>la voglia di uscire un po&#8217; dagli schermi</strong>, quegli schemi che ormai pervadono ogni momento (o quasi) della nostra vita, e che stanno conquistando sempre più anche gli ambiti di libertà delle attività outdoor. Sono microavventure che puoi fare anche nel bosco dietro casa, uscendone magari con qualche graffio e qualche strappo sui pantaloni, magari esattamente da tutt&#8217;altra parte rispetto a dove pensavi di essere; <strong>microavventure che vivi quando parti per un&#8217;escursione e ti lasci guidare dall&#8217;istinto</strong>, girovagando senza un vero obiettivo (o fragandotene anche un po&#8217; della meta) per il puro godimento del girovagare.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-619291" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/lukas-mann-6eYSXOyjt7k-unsplash.jpg" alt="Elogio del ravanage (o scrambling che dir si voglia)" width="1920" height="1280" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/lukas-mann-6eYSXOyjt7k-unsplash.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/lukas-mann-6eYSXOyjt7k-unsplash-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/lukas-mann-6eYSXOyjt7k-unsplash-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/lukas-mann-6eYSXOyjt7k-unsplash-768x512.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/lukas-mann-6eYSXOyjt7k-unsplash-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Microavventure all&#8217;insegna della serendipità, come si dice oggi, in cui <strong>non arrivi dove volevi arrivare, ma scopri qualcosa che non pensavi di scoprire</strong>. Una eterogenesi dei fini che allarga anche un po&#8217; il tuo orizzonte di esperienze, fisiche e mentali, e che mette <strong>una goccia di anarchia e punk in un mondo che è sempre più polarizzato</strong> tra ciò che tenta di ridurre al minimo ogni inconveniente e ciò che deve spingere i limiti sempre oltre.</p>
<p><strong>LEGGI ANCHE</strong>: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/elogio-del-perdersi/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">Elogio del perdersi</a></p>
<p><em>Photo by <a href="https://unsplash.com/@iprefermike?utm_content=creditCopyText&amp;utm_medium=referral&amp;utm_source=unsplash" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">Mike Cox</a> / <a style="background-color: #ffffff;" href="https://unsplash.com/@keatonnye?utm_content=creditCopyText&amp;utm_medium=referral&amp;utm_source=unsplash" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">KEATON NYE</a> / <a style="background-color: #ffffff;" href="https://unsplash.com/@exploromann?utm_content=creditCopyText&amp;utm_medium=referral&amp;utm_source=unsplash" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">Lukas Mann</a> / <a style="background-color: #ffffff;" href="https://unsplash.com/@jstrippa?utm_content=creditCopyText&amp;utm_medium=referral&amp;utm_source=unsplash" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">James Harrison</a> </em></p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Claudio Gervasoni' src='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/claudio-gervasoni/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Claudio Gervasoni</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Giornalista, autore, consulente nel digital marketing e sportivo praticante, scrive di outdoor, fitness, sport e tecnologia per importanti testate internazionali come Men’s Health, GQ, Wired e Starbene. Quando non scrive ama correre, fare escursioni in montagna a piedi o con la sua bici gravel, e camminare a piedi nudi.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="http://claudiogervasoni.wordpress.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">claudiogervasoni.wordpress.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>È meglio correre poco e spesso: ecco perché funziona e come farlo</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/sport/running/correre-per-tenersi-in-forma-come-fare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Gervasoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Nov 2025 07:32:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Running]]></category>
		<category><![CDATA[correre]]></category>
		<category><![CDATA[forma fisica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.sportoutdoor24.it/?p=55989</guid>

					<description><![CDATA[Correre per tenersi in forma funziona. La corsa infatti permette di dimagrire o tenere sotto[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/02/Correre-per-tenersi-in-forma.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Correre per tenersi in forma" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/02/Correre-per-tenersi-in-forma.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/02/Correre-per-tenersi-in-forma-331x232.jpg 331w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/02/Correre-per-tenersi-in-forma-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p><strong>Correre per tenersi in forma</strong> funziona. La corsa infatti permette di <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/running/come-e-quanto-correre-per-dimagrire/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">dimagrire o tenere sotto controllo il peso</a>, migliora senza dubbio la capacità cardiovascolare e tonifica anche i muscoli, in particolare quelli delle gambe. Non che sia l&#8217;attività migliore in assoluto per ciascuno di questi obiettivi: gli esercizi a circuito, sul <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/fitness/6-vantaggi-dellinterval-training-ad-alta-intensita/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">modello dell&#8217;Interval Training</a>, è comprovato che garantiscono risultati migliori in termini di dimagrimento, perdita del grasso e miglioramento della massa magra, tonificazione muscolare, equilibrio ormonale e anche mantenimento della salute cardiovascolare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Correre per tenersi in forma: come fare</h2>
<p>Se si vuole semplicemente sentirsi bene, tonici, di buon umore e in forma <strong>la corsa è una fantastica attività</strong>: si svolge all&#8217;aria aperta, virtualmente in ogni stagione (anche se con il caldo e il freddo eccessivi è bene prendere qualche precauzione), a ogni ora (dall&#8217;alba al tramonto e anche al buio) e ovunque (per fare una corsa basta portarsi scarpe, pantaloncini e t-shirt) e con un investimento economico tutto sommato limitato.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/02/consumare-grassi-corsa.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="size-full wp-image-625420 aligncenter" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/02/consumare-grassi-corsa.jpg" alt="consumare-grassi-corsa" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/02/consumare-grassi-corsa.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/02/consumare-grassi-corsa-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/02/consumare-grassi-corsa-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></a><br />
Questo non significa che siano tutte rose e fiori, anzi: per <strong>cominciare a correre per sentirsi in forma</strong> è consigliabile tenere a mente alcuni semplici ma basilari consigli, per superare il primo periodo che è quello più duro e appassionarsi alla corsa fino a farla diventare uno stile di vita e un appuntamento (quasi) quotidiano.<br />
Vediamo allora come fare a correre per tenersi in forma considerando:</p>
<ul>
<li>Le precauzioni</li>
<li>Cosa serve</li>
<li>Come iniziare</li>
<li>Quando e quanto correre per tenersi in forma</li>
<li>Dove correre</li>
<li>A che velocità correre per tenersi in forma</li>
<li>Come prepararsi</li>
<li>Cosa mangiare</li>
<li>Cosa fare dopo per recuperare</li>
</ul>
<h3>Corsa e precauzioni</h3>
<p>La corsa è un&#8217;attività talmente naturale che <strong>tutti dovremmo essere in grado di farla senza problemi</strong>. Purtroppo però non è sempre così e alcune precauzioni è sempre meglio prenderle.</p>
<p>Se sei <strong>fortemente in sovrappeso</strong> non è la corsa il modo giusto per dimagrire. Il motivo è semplice: l&#8217;impatto dei passi di corsa sulle articolazioni e sulle strutture ossee gravate dai chili in eccesso può causare più problemi che benefici, e quindi <strong>prima è meglio perdere peso e poi cominciare a correre</strong>. Per perdere peso serve un&#8217;alimentazione equilibrata e dell&#8217;attività fisica come la camminata sportiva, che è meno traumatica della corsa <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/fitness/a-che-velocita-camminare-per-dimagrire/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">come abbiamo spiegato qui</a>.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter wp-image-600666 size-full" title="Corsa-e-precauzioni" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/09/corsa.jpg" alt="Corsa-e-precauzioni" width="1000" height="668" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/09/corsa.jpg 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/09/corsa-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/09/corsa-768x513.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>La corsa è anche un&#8217;<strong>attività che impegna il cuore</strong>, e se si soffre di problemi cardiaci è necessario fare molta attenzione: nessuno meglio del proprio medico può dire se è il caso di dedicarsi alla corsa anziché ad attività più moderate &#8211; dal walking a yoga e pilates, <a href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/lo-yoga-fa-bene-al-cuore-quanto-correre-o-andare-in-bici/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">altrettanto benefiche</a> &#8211; ed è bene interpellarlo prima di iniziare.</p>
<p>Nel caso di <strong>problemi articolari</strong> a schiena, ginocchia, anche e bacino, e piedi, la corsa può acuire dolori e fastidi e rivelarsi una scelta infelice. Anche in questo caso è meglio rivolgersi prima al proprio medico, a un ortopedico o comunque a uno specialista per sapere se e quanto si può correre.</p>
<p>&nbsp;</p>
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<h3>Correre per tenersi in forma: cosa serve</h3>
<p>Per cominciare a correre per tenersi in forma serve essenzialmente e solamente una cosa: un <strong>buon paio di scarpe da running</strong>. Non è necessario spendere una cifra enorme, se ne trovano anche di ottime ben sotto i 100 euro, ma sì, serve un paio di scarpe specifiche per correre, e specifiche per sé, per la propria conformazione fisica e stile di corsa, ed è fondamentale evitare di usare delle sneaker da passeggio. Il motivo è molto semplice: la corsa ha una meccanica, data dall&#8217;appoggio del piede e dalle fasi di volo, per cui <strong>è opportuno e necessario proteggere le articolazioni</strong>, in particolare ginocchia, bacino e a salire la schiena. Le scarpe da running, per come è fatta la tomaia, l&#8217;intersuola e la suola, servono proprio a questo: a favorire la giusta dinamica di corsa e proteggere ossa, tendini, muscoli e articolazioni da colpi e sovraccarichi eccessivi e dannosi. L&#8217;ideale sarebbe andare in un negozio specializzato, con un bravo venditore che sappia consigliare un modello giusto, ma se non c&#8217;è modo l&#8217;importante è che siano <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/running/scarpe-da-running-per-iniziare-a-correre/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">scarpe specifiche per la corsa come queste</a>. Tutto il resto è anche superfluo e può arrivare in un secondo momento, quando ci si è finalmente convinti che la corsa è piacevole e divertente anche per tenersi in forma. In quel caso qui spieghiamo <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/running/6-trucchi-per-correre-con-il-caldo/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">come vestirsi nella bella stagione</a>, qui <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/running/come-vestirsi-per-correre-con-la-pioggia/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">quando piove</a> e qui <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/running/correre-in-inverno/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">quando fa freddo</a>.</p>
<h3>Correre per tenersi in forma: come iniziare</h3>
<p>La tentazione di partire a tuono pensando di fare chissà quanti km è forte, la dura realtà sarà che dopo poco ci si ritroverà imballati, con il fiatone, le gambe che non girano e la voglia di tornare a casa. Ci sono un sacco di programmi per chi comincia da zero, <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/running/allenamento-corsa-principianti-programma-iniziare/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">come questo</a>, ma basta anche solo un po&#8217; di buon senso. <strong>Il principio fondamentale è: abituarsi a stare in giro</strong>. Per cui all&#8217;inizio va bene corricchiare piano piano, magari anche rallentare fino a camminare e poi riprendere a corricchiare, e così via. All&#8217;inizio sarà già un grande risultato riuscirci per 30&#8242;, ma la buona notizia è che la curva di miglioramento nella corsa è esponenziale. Cioè si migliora in fretta, e con i miglioramenti cresce l&#8217;entusiasmo. A una condizione: essere abbastanza regolari.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter wp-image-147402 size-full" title="correre-come-iniziare" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/06/Zephyr_Topo_Athletic_1.jpg" alt="correre-come-iniziare" width="1500" height="1000" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/06/Zephyr_Topo_Athletic_1.jpg 1500w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/06/Zephyr_Topo_Athletic_1-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/06/Zephyr_Topo_Athletic_1-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/06/Zephyr_Topo_Athletic_1-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<h3>Correre per tenersi in forma: farlo regolarmente</h3>
<p>Ecco, <strong>farlo regolarmente è il segreto del correre per tenersi in forma</strong>. Cosa vuol dire farlo regolarmente? Non tutti i giorni, almeno all&#8217;inizio, e anzi all&#8217;inizio è sempre opportuno prevedere un giorno di riposo tra una corsa e l&#8217;altra, per permettere al corpo di adeguarsi allo sforzo e agli stimoli allenanti e recuperare. Per fare un esempio pratico e concreto: tra correre 2 volte a settimana 10 km faticosamente, per una durata di circa 1 ora ciascuno o anche più, e fare 5 km 3 o 4 volte a settimana, per circa 30&#8242; o poco più ogni volta, è decisamente meglio la seconda opzione. Le &#8220;grandi&#8221; ambizioni spesso si scontrano con le grandi difficoltà, e non sempre, e non per tutti, è facile ritagliarsi 1 ora e mezza nella propria giornata per correre. <img loading="lazy" class="aligncenter wp-image-140868 size-full" title="correre-regolarmente" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/07/brooks-corsa.jpg" alt="correre-regolarmente" width="670" height="470" />La conseguenza? Che si lascia perdere. 30&#8242; sono più gestibili, si possono trovare al mattino come in pausa pranzo o la sera dopo il lavoro, &#8220;spaccano&#8221; meno le gambe, ci si sente meno stanchi, si recupera più in fretta e si vive il tutto in modo più piacevole e divertente. E con il divertimento cresce la voglia di farlo ancora, meglio, per più tempo e con più regolarità. Nel dubbio, qui alcuni consigli per <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/running/5-trucchi-per-riuscire-a-correre-al-mattino/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">correre al mattino</a>, e qui per <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/running/correre-di-sera-pro-e-contro/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">correre la sera</a>.</p>
<h3>Correre per tenersi in forma: dove farlo</h3>
<p>Inevitabilmente si comincerà a correre per strada. Che non è la cosa più piacevole da farsi, per via del traffico, dello smog, del rumore e di tutto il resto. Però è sempre così: comincio a correre e lo faccio uscendo dalla porta di casa, cioè in strada. L&#8217;asfalto peraltro è il <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/running/questioni-di-fondo-cambiare-superficie-di-corsa-e-piu-divertente/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">più duro dei fondi sui quali correre</a>, e mette a dura prova le articolazioni (da cui il punto sulle scarpe da running). D&#8217;altro canto pensare di <strong>andare a correre per sentieri non è consigliabile</strong> (perché il fondo irregolare è molto insidioso) né fattibile per chi vive in città. Il meglio sarebbe farlo su una pista d&#8217;atletica, <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/running/le-differenze-tra-correre-sullasfalto-in-strada-o-sulla-pista-datletica/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">che è fatta per quello</a>, ma non è detto che sia a disposizione e poi è necessario iscriversi a una società sportiva per poter utilizzare la struttura (oppure utilizzare liberamente quelle comunali laddove sono messe a disposizione, e nelle grandi città questo avviene). <img loading="lazy" class="aligncenter wp-image-83584 size-full" title="correre-dove-farlo" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/05/velocita-nella-corsa-perche-corriamo-sempre-alla-stessa-andatura.jpg" alt="correre-dove-farlo" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/05/velocita-nella-corsa-perche-corriamo-sempre-alla-stessa-andatura.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/05/velocita-nella-corsa-perche-corriamo-sempre-alla-stessa-andatura-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/05/velocita-nella-corsa-perche-corriamo-sempre-alla-stessa-andatura-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" />Che fare allora? La soluzione migliore sarebbe <strong>trovare dei percorsi sterrati all&#8217;interno di un parco cittadino</strong>, che ha il molteplice vantaggio di essere più soffice dell&#8217;asfalto e spesso di trovarsi con altre persone che corrono: è più rassicurante che correre da soli magari in zone poco frequentate e aiuta anche a non mollare alla prima difficoltà. Un&#8217;altra buona alternativa? Unirsi ai gruppi di runner e podisti, e ormai ce ne sono ovunque, dalle grandi città ai piccoli paesi.</p>
<h3>Correre per tenersi in forma: a che ritmo farlo</h3>
<p>Il ritmo ideale per correre per tenersi in forma sarebbe <strong>quello che impegna il cuore al 75% della propria frequenza cardiaca massima</strong>. Cosa non semplice da spiegare e da fare ma proviamoci: la frequenza cardiaca massima <a href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/5-modi-per-capire-se-la-tua-frequenza-cardiaca-e-sana/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">si calcola in diversi modi</a>, ma il più semplice benché empirico è quello di sottrarre la propria età a 220. Quindi la frequenza cardiaca massima di una persona di 40 anni è 180, e il 75% di 180 è 135. Per essere certi di correre a quel ritmo occorre un cardiofrequenzimetro, <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/running/fascia-cardio-toracica-cosa-sapere-prima-di-comprarla/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">da polso o fascia toracica</a>, e magari un&#8217;App collegata. C&#8217;è però un sistema più empirico ma ugualmente funzionale, ed è quello di <strong>correre a un ritmo che permette di chiacchierare senza sforzo</strong> con un&#8217;altra persona. E se si corre da soli? Be&#8217;, basta canticchiare qualcosa, o comunque avere la sensazione di poter parlare senza affanno.</p>
<h3>Correre per tenersi in forma: come prepararsi</h3>
<p>In teoria, molto in teoria, ci vorrebbe un bel riscaldamento prima di cominciare a correre, più o meno <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/running/esercizi-di-riscaldamento-prima-di-correre/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">come questo</a>. Ma per chi comincia a correre per tenersi in forma <strong>il riscaldamento rischia di durare più della corsa in sé</strong>, e allora tanto vale uscire di casa e cominciare subito a corricchiare, o a camminare a buon ritmo per qualche minuto, e poi via con la corsa vera e propria. Come già detto, l&#8217;errore è quello di partire a tutta e subito, non lasciando al nostro corpo il tempo di attivarsi a livello cardiocircolatorio, muscolare e articolare. Se invece avete più tempo a disposizione si può fare qualche minuto di riscaldamento dinamica e no, lasciar perdere lo stretching statico, che prima serve a poco o nulla <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/come-quanto-e-quando-fare-stretching-in-modo-davvero-corretto/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">come spiegato qui</a>.<img loading="lazy" class="aligncenter wp-image-143196 size-full" title="correre-come-prepararsi" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/10/Frequenza-cardiaca-nella-corsa-.jpg" alt="correre-come-prepararsi" width="1500" height="1052" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/10/Frequenza-cardiaca-nella-corsa-.jpg 1500w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/10/Frequenza-cardiaca-nella-corsa--300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/10/Frequenza-cardiaca-nella-corsa--1024x718.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/10/Frequenza-cardiaca-nella-corsa--768x539.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/10/Frequenza-cardiaca-nella-corsa--331x232.jpg 331w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/10/Frequenza-cardiaca-nella-corsa--670x470.jpg 670w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<h3>Correre per tenersi in forma: cosa mangiare</h3>
<p>Questo è un tema enorme e dalle mille implicazioni, ma per chi comincia a correre per tenersi in forma è bene semplificare di molto le cose. Punto 1: <strong>per correre anche 1 oretta non si rischia di morire di fame</strong> né di crollare a terra senza energie. Anzi, <strong>l&#8217;errore è quello di ritrovarsi &#8220;con il cibo sullo stomaco&#8221;</strong> con tutte le piacevoli conseguenze del caso. Se si è abituati a mangiare regolarmente, con le giuste porzioni e in modo sano ed equilibrato, basta l&#8217;accortezza di non uscire a correre nelle 2 ore successive al pasto e non serve altro. Poi ovviamente dipende dal momento della giornata in cui si può correre: se è al mattino prima di andare al lavoro, allora può aver senso farlo a digiuno (ma non è così facile, <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/running/correre-la-mattina-a-stomaco-vuoto-i-3-miti-piu-diffusi/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">come spiegato qui</a>) oppure dopo un caffè e fare colazione al rientro; se si corre in pausa pranzo o la ritorno dal lavoro allora può essere utile uno spuntino a metà mattina o metà pomeriggio, giusto per non avere lo stomaco completamente vuoto e il conseguente calo glicemico (e tutte queste cose si possono approfondire <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/cosa-mangiare-prima-di-correre/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">in questo articolo</a>). Ma davvero, per correre un&#8217;oretta non c&#8217;è il rischio di non aver mangiato abbastanza, anzi. Più importante invece, soprattutto in estate, è quello di non aver bevuto abbastanza, e anche qui è importante imparare a farlo regolarmente nel corso delle proprie giornate.</p>
<h3>Correre per tenersi in forma: cosa fare dopo</h3>
<p>Due cose essenzialmente: un po&#8217; di allungamento muscolare e mangiare e bere. Dopo l&#8217;attività fisica lo stretching è utile e consigliato, per distendere i muscoli contratti dall&#8217;esercizio, favorire il recupero e ridurre il rischio di infortuni. Bastano davvero 3&#8242; con <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/running/5-esercizi-di-stretching-da-fare-dopo-la-corsa/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">esercizi come questi</a>. Ma ancora più importante è mangiare e bere correttamente per ristabilire i livelli di liquidi e nutrienti necessari al nostro corpo, <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/cosa-mangiare-dopo-un-allenamento/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">e qui trovi qualche utile indicazione</a>.<br />
Foto pexels, pixabay, brooksrunning, wikimediacommons</p>
<h4></h4>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Claudio Gervasoni' src='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/claudio-gervasoni/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Claudio Gervasoni</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Giornalista, autore, consulente nel digital marketing e sportivo praticante, scrive di outdoor, fitness, sport e tecnologia per importanti testate internazionali come Men’s Health, GQ, Wired e Starbene. Quando non scrive ama correre, fare escursioni in montagna a piedi o con la sua bici gravel, e camminare a piedi nudi.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="http://claudiogervasoni.wordpress.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">claudiogervasoni.wordpress.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Fare gravel in autunno è il divertimento che stavi aspettando</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/sport/bici/gravel-in-autunno-divertimento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Gervasoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Nov 2025 08:00:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bici]]></category>
		<category><![CDATA[autunno]]></category>
		<category><![CDATA[gravel]]></category>
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					<description><![CDATA[No, la fine dell&#8217;estate non significa smettere di fare gravel in autunno. Vero che non[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1400" height="896" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/SANTINI_FW2324_Terranova-collection_action2.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Gravel in autunno: 6 cose che dovresti sapere" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/SANTINI_FW2324_Terranova-collection_action2.jpg 1400w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/SANTINI_FW2324_Terranova-collection_action2-300x192.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/SANTINI_FW2324_Terranova-collection_action2-1024x655.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/SANTINI_FW2324_Terranova-collection_action2-768x492.jpg 768w" sizes="(max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /><br><br><p>No, la fine dell&#8217;estate <strong>non significa smettere di fare gravel in autunno</strong>. Vero che non esistono più le mezze stagioni, e soprattutto questo&#8217;anno ottobre sembra una lunga appendice dell&#8217;estate. Ma le foglie stanno già cadendo, al mattino e di sera le temperature son già sul freschino e prima o poi l&#8217;autunno arriverà davvero. Magari di colpo, da un giorno all&#8217;altro. Ed è per questo che non devi farti trovare impreparato se vuoi continuare con le tue avventure gravel in autunno.</p>
<h2>Gravel in autunno: un divertimento di tipo 2</h2>
<p>Be&#8217; sì, <strong>fare gravel in autunno potrebbe rivelarsi un divertimento di tipo 2</strong>. E cioè quel genere di attività che dovrebbero essere divertenti mentre le fai e invece le trovi penose e diventano divertenti solo a posteriori, quando le racconti davanti a una birra. Ecco, ravanare nel fango, pedalare intirizzi dal freddo o da una pioggia inaspettata, spingere la bici per km e km non sono esattamente l&#8217;immagine del <em>plaisir</em> associato al gravel. Ma se sei un &#8220;tipo 2&#8221;, allora diventano pane per i tuoi denti e siamo sicuri che quando torni a casa, hai lavato la bici e ti stai facendo la doccia, di nascosto sorridi e sei contento.</p>
<h3>E poi sentieri e argini sono meno affollati</h3>
<p>Ecco, questo è sicuramente un punto a favore della stagione che inizia quando finisce l&#8217;estate. I <strong>sentieri diventano meno affollati, meno passeggiatori, meno cani, meno passeggini (e anche meno ciclisti)</strong>. Per carità, tutti hanno diritto al loro divertimento, ma quando c&#8217;è in giro meno gente a goderselo c&#8217;è più libertà. E questo è un buon motivo per montare in sella alla tua gravel in autunno. Ma appunto, per evitare di dover chiamare qualcuno per farti venire a prendere, ci sono un po&#8217; di cose che devi sapere prima.</p>
<h3>1. Cambia pneumatici</h3>
<p>A meno che tu non abbia passato anche l&#8217;estate con pneumatici &#8220;quasi da MTB&#8221;, è giunto il momento di sostituire le gomme, esattamente come fai con l&#8217;auto o anche con le calzature che porti ai piedi. In estate ci sta di montare pneumatici puramente da ghiaia, non troppo larghi e non troppo tassellati. Scorrono meglio, si guidano meglio, senza dubbio. Ma ora che il fango comincia a farla da padrone e i terreni diventano più appiccicosi, è il momento di montare pneumatici con sezione maggiore e tassellatura completa. Nel dubbio, la <strong>nostra guida agli pneumatici gravel</strong> <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/bici/copertoni-gravel-la-guida-a-battistrada-dimensioni-tpi-mescola-e-gonfiaggio/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">la trovi qui</a>.</p>
<h3>2. Cambia anche le tue scarpe</h3>
<p>Be&#8217; sì, esattamente come per gli pneumatici,<strong> le tue scarpette da gravel estive non sono proprio indicate</strong>. Un po&#8217; perché potresti trovarti sotto un acquazzone già freddo, un po&#8217; perché con i primi fanghi un po&#8217; di portage o ravanage sono inevitabili, un paio di scarpe adatte anche a camminare sui fondi autunnali sono il minimo indispensabile per sicurezza e comfort. Del resto, come per l&#8217;abbigliamento, un kit estivo e uno invernale sono il minimo indispensabile, no?</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-617746" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/KASK_Sofiane-Sehili.jpg" alt="Gravel in autunno: 6 cose che dovresti sapere" width="1400" height="1051" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/KASK_Sofiane-Sehili.jpg 1400w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/KASK_Sofiane-Sehili-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/KASK_Sofiane-Sehili-1024x769.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/KASK_Sofiane-Sehili-768x577.jpg 768w" sizes="(max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<h3>3. Cambia lubrificante per la catena</h3>
<p>Eh sì, c&#8217;è lubrificante e lubrificante, e chi ha bazzicato il mondo MTB lo sa bene. Ci sono quelli &#8220;estivi&#8221; che funzionano bene con la polvere tirata su dagli sterrati, e ci sono quelli &#8220;invernali&#8221; che funzionano bene quando le tue ruote schizzano fango ovunque. Quindi se non l&#8217;hai ancora fatto è giunto il momento di pulire bene la catena e cambiare lubrificante. Nel dubbio puoi leggere la nostra <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/bici/mtb/come-pulire-e-lubrificare-la-catena-della-mountain-bike/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">guida alla manutenzione della catena delle bici da sterrato</a>.</p>
<h3>4. Portati uno strato in più</h3>
<p>No, non è ancora il momento del softshell invernale, che potrebbe farti sudare troppo. Ma gli sbalzi di temperatura tra quando esci al mattino presto e quando ti fermi per il toast a mezzogiorno sono già notevoli. Quindi una giacca antivento, antipioggia e traspirante, o <strong>magari uno smanicato</strong>, potrebbero risolverti non pochi problemi di termoregolazione durante la tua giornata in sella. Ritieni che non sia ancora il momento di aggiungere peso al tuo bagaglio gravel e vuoi sfruttare ancora il tuo kit estivo prima di dimenticarlo nell&#8217;armadio? Potresti considerare almeno i manicotti scaldabraccia, che alzi e abbassi alla bisogna e nel caso li infili nel taschino della t-shirt.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-617750" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/TK21_Checkpoint_Gravel_Colorado_22.jpg" alt="Gravel in autunno: 6 cose che dovresti sapere" width="1400" height="1050" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/TK21_Checkpoint_Gravel_Colorado_22.jpg 1400w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/TK21_Checkpoint_Gravel_Colorado_22-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/TK21_Checkpoint_Gravel_Colorado_22-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/TK21_Checkpoint_Gravel_Colorado_22-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<p>E poi, se non l&#8217;hai ancora fatto, potrebbe essere il momento di <strong>comprare un paio di guanti da ciclismo</strong>. Non necessariamente con le dita lunghe, ma anche quelli senza dita hanno il doppio vantaggio di tenerti le mani calde e ripararle da fango, sassolini, pioggia. Poca spesa tanta resa.</p>
<h3>5. Accendi la luce</h3>
<p>Lo dice anche il codice della strada che <a href="https://www.sportoutdoor24.it/news/nuovo-codice-della-strada-biciclette-2020/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">da mezz&#8217;ora prima del tramonto a mezz&#8217;ora dopo l&#8217;alba è obbligatorio avere le luci accese</a> anche in bicicletta. Ma dovrebbe dirtelo anche il tuo buonsenso e il tuo spirito di sopravvivenza. Quindi dota la tua bici gravel di un kit di illuminazione e <strong>nel dubbio portati anche una lampada frontale</strong>. Che se ti ritrovi a spingere la bici su qualche sentieri di montagna nel mezzo del bosco all&#8217;imbrunire sarà esattamente il genere di gadget che vorrai avere con te.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-617754" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/OP_201204_Bianchi_Arcadex_0565-1.jpg" alt="Gravel in autunno: 6 cose che dovresti sapere" width="1400" height="933" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/OP_201204_Bianchi_Arcadex_0565-1.jpg 1400w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/OP_201204_Bianchi_Arcadex_0565-1-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/OP_201204_Bianchi_Arcadex_0565-1-1024x682.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/OP_201204_Bianchi_Arcadex_0565-1-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<h3>6. Mangia (e bevi)</h3>
<p>Ancora più che in estate, almeno per l&#8217;alimentazione. Perché <strong>per termoregolare con il freddo il nostro organismo brucia ancora più calorie</strong>, e quindi la tua routine alimentare estiva deve essere un po&#8217; adeguata. E anche se non sudi copiosamente come a luglio e agosto, ricordati che sudi comunque, e bere è sempre essenziale quando pedali per ore ed ore.</p>
<p><strong>LEGGI ANCHE</strong>: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/bici/manutenzione-della-gravel-le-5-cose-da-fare-regolarmente/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">Manutenzione della gravel: 5 cose da fare regolarmente</a></p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Claudio Gervasoni' src='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/claudio-gervasoni/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Claudio Gervasoni</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Giornalista, autore, consulente nel digital marketing e sportivo praticante, scrive di outdoor, fitness, sport e tecnologia per importanti testate internazionali come Men’s Health, GQ, Wired e Starbene. Quando non scrive ama correre, fare escursioni in montagna a piedi o con la sua bici gravel, e camminare a piedi nudi.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="http://claudiogervasoni.wordpress.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">claudiogervasoni.wordpress.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Queste sono le più belle passeggiate in montagna vicino a Milano da fare in autunno</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/passeggiate-in-montagna-vicino-a-milano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Gervasoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Nov 2025 13:22:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Trekking]]></category>
		<category><![CDATA[lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[passeggiate]]></category>
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					<description><![CDATA[A un’ora o poco più dal centro di Milano, la pianura lascia spazio a colline,[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2019/05/Passeggiate-in-montagna-vicino-a-Milano_Laghi_Gemelli_dal_Passo_di_Mezzeno.jpeg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Passeggiate in montagna vicino a Milano" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2019/05/Passeggiate-in-montagna-vicino-a-Milano_Laghi_Gemelli_dal_Passo_di_Mezzeno.jpeg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2019/05/Passeggiate-in-montagna-vicino-a-Milano_Laghi_Gemelli_dal_Passo_di_Mezzeno-331x232.jpeg 331w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2019/05/Passeggiate-in-montagna-vicino-a-Milano_Laghi_Gemelli_dal_Passo_di_Mezzeno-300x210.jpeg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p data-start="667" data-end="1128">A un’ora o poco più dal centro di Milano, la pianura lascia spazio a colline, boschi e montagne che sembrano lontane anni luce dal caos urbano. Dalle cime lecchesi alle prealpi varesine, fino alle vallate bergamasche, le <strong data-start="888" data-end="931">passeggiate in montagna vicino a Milano</strong> sono perfette per chi cerca aria pulita e panorami autunnali.</p>
<p>Che siate escursionisti esperti o famiglie con bambini, ci sono percorsi per ogni livello, tra rifugi, alpeggi e crinali panoramici.</p>
<h2 data-start="622" data-end="666">Dove andare in montagna vicino a Milano</h2>
<p>Partendo da Milano sono essenzialmente <strong>4 le direttrici stradali da seguire</strong> per trovare sentieri per escursioni in montagna a breve distanza da Milano:</p>
<ul>
<li>Verso Varese</li>
<li>Verso Como</li>
<li>Verso la Brianza e Lecco</li>
<li>Verso Bergamo</li>
</ul>
<h3>1. Escursioni in montagna vicino a Milano: il triangolo lariano</h3>
<p>Il <strong>triangolo lariano</strong> è quella porzione di montagne incuneata tra i due rami del lago di Como ed è costellato di bellissime passeggiate panoramiche con lo sguardo che spazia sulle Alpi, sui due specchi d&#8217;acqua e fino ai laghi svizzeri.</p>
<p>L&#8217;escursione più accessibile e frequentata, benché con qualche &#8220;strappetto&#8221; iniziale, è quella al <strong>Rifugio SEV</strong> ai <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/passeggiata-ai-corni-di-canzo-lungo-il-sentiero-spirito-del-bosco-fino-a-rifugio-terz-alpe/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Corni di Canzo</a>, che parte da Valbrona (raggiungibile in auto) e dopo l&#8217;attacco più ripido e cementato diventa più pianeggiante fino a raggiungere un punto panoramico da cui si vedono le Alpi, il lago, le Grigne e il Resegone.<img loading="lazy" class="aligncenter wp-image-147243 size-full" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/06/escursioni-in-lombardia.jpg" alt="escursioni in lombardia" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/06/escursioni-in-lombardia.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/06/escursioni-in-lombardia-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/06/escursioni-in-lombardia-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></p>
<p>In alternativa c&#8217;è il sentiero che dall&#8217;Alpe del Viceré, sopra Erba (raggiungibile in auto), sale alla <strong>Capanna Mara passando per il rifugio Cacciatori</strong>: sono circa 45&#8242; di cammino con un modesto dislivello (225 metri complessivi) e arrivo tra i monti Bolettone e Palanzone.</p>
<p>Sotto il monte Palanzone c&#8217;è l&#8217;arrivo di un&#8217;altra bella passeggiata facilmente raggiungibile e vicina a Milano, quella verso il <strong>Rifugio Riella</strong>: si arriva in auto alla Colma del Piano (da Asso) e da qui parte il sentiero che in 1 ora e 20&#8242; circa e con 190 metri di dislivello porta al rifugio attraversando boschi e crinali con vista panoramica sul lago di Como.</p>
<p>Altro rifugio in posizione panoramica nel triangolo lariano è il <strong>Consiglieri</strong>, tra il monte Cornizzolo e il monte Rai: si raggiunge in auto prima Asso e poi Longone al Segrino, da cui si continua sempre in auto fino al parcheggio della Trattoria dei Cacciatori da dove si comincia a camminare tra sentieri e prati e in 1 ora e 20&#8242; si raggiunge il rifugio con scorci panoramici sui rami del lago di Como, sul lago di Annone e sui monti lecchesi, dal Monte Barro al Resegone.</p>
<p><strong>Leggi anche</strong></p>
<ul>
<li><a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/ambiente/gli-animali-piu-veloci-al-mondo-uno-non-te-lo-aspetti/" data-wpel-link="internal"><strong>Gli animali più veloci al mondo, uno non te lo aspetti</strong></a></li>
<li><a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/ambiente/animali-piu-aggressivi/" data-wpel-link="internal"><strong>Fra i 10 animali più aggressivi del mondo c’è anche una mosca minuscola</strong></a></li>
<li><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/15-luoghi-che-sembrano-alieni/" data-wpel-link="internal"><strong>15 luoghi che sembrano alieni da visitare nella vita</strong></a></li>
<li><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/10-mete-piu-mortali-mondo/" data-wpel-link="internal"><strong>Le 10 mete più mortali del mondo</strong></a></li>
<li><a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/sport-invernali/dieci-sport-folli-e-divertenti-da-fare-sulla-neve/" data-wpel-link="internal"><strong>Gli sport più folli da fare sulla neve</strong></a></li>
<li><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/10-bellissimi-campi-di-fiori-da-vedere-una-volta-nella-vita/" data-wpel-link="internal"><strong>10 bellissimi campi di fiori da vedere una volta nella vita</strong></a></li>
<li><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/foto-7-treni-piu-panoramici-mondo-viaggi/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal"><strong>I 7 treni più panoramici del mondo</strong></a></li>
</ul>
<h3>2. Escursioni in montagna vicino a Milano: le montagne di Lecco</h3>
<p>Anche le <strong>montagne di Lecco</strong> offrono belle passeggiate in montagna a poca distanza da Milano. A cominciare dalle 2 ascensioni più amate dagli escursionisti lecchesi e brianzoli, quella al <strong>Rifugio Azzoni, sul Resegone</strong>, e quella al <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/arrampicata/ascesa-al-grignone-e-la-prova-delle-giacche-marmot-e-arcteryx-blog/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">rifugio Brioschi, sul Grignone (molto amata anche in inverno)</a>. C&#8217;è da premettere che né l&#8217;una né l&#8217;altra sono semplici passeggiate per famiglie.</p>
<p>Il <strong>rifugio Azzoni</strong> si trova infatti in cima al Resegone, da cui si vede un panorama che spazia dal Monte Rosa all&#8217;Adamello e, nelle belle giornate, fino agli Appennini: l&#8217;Azzoni si può raggiungere partendo dall&#8217;<a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/bambini/passeggiata-con-i-bambini-fino-al-rifugio-stoppani-piani-derna-lecco/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">arrivo della funivia ai piani d&#8217;Erna</a> sia passando per il passo del Giuff (dove però è richiesto il superamento di alcune rocce tramite catene) o per la via cosiddetta Normale per i sentieri 5 e 1. In entrambi i casi sono circa 2 ore di cammino e 500 metri di dislivello.</p>
<p><img loading="lazy" class="size-full wp-image-152349 aligncenter" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/02/sentiero-viandante-lombardia.jpg" alt="" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/02/sentiero-viandante-lombardia.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/02/sentiero-viandante-lombardia-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/02/sentiero-viandante-lombardia-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></p>
<p>Il <strong>Rifugio Brioschi</strong> è invece il rifugio appena sotto la vetta della Grigna Settentrionale, a 2403 metri di quota, da cui si gode un eccezionale panorama e normalmente si raggiunge per la via che parte dal Colle di Balisio, o da Pasturo, e in circa 5 ore con 1700 metri di dislivello e passando per la cresta panoramica porta in cima: è una escursione solo per escursionisti esperti e ben allenati.</p>
<p>Per chi vuol cominciare a conoscere la Grigna c&#8217;è invece il <strong>Rifugio Cainallo</strong> sul versante nord, a 1270 metri di altitudine, che si può raggiungere anche in auto (indicazioni per Esino Lario &#8211; Cainallo) e da cui si può partire per qualche passeggiata decisamente rilassante.</p>
<p>Passeggiate semplici e rilassanti in zona Lecco, a circa 1 ora di strada da Milano, se ne trovano di numerose anche ai <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/dove-sciare/le-piste-da-sci-di-fondo-vicino-a-milano/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">piani di Bobbio</a>, all&#8217;<a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/bambini/sci-per-i-bimbi-e-sleddog-alpe-giumello/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Alpe Giumello</a> e a <strong>Valtorta</strong>, frequentata anche per lo sci in inverno. E se siete in gita con i bambini, anche piccoli ci sono diversi luoghi qui perfetti per voi, come suggerisce questo articolo sulle <a href="https://www.viaggiareconibambini.com/in-italia/2019/gita-domenica-autunno-bambini-fuori-milano/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">gite domenicali fuori Milano con i bambini in autunno.</a></p>
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<h3>3. Facili escursioni in montagna vicino a Milano nella zona di Varese</h3>
<p>Anche nella zona di Varese si trovano diverse facili escursioni in montagna a circa 1 ora e mezza di auto da Milano. Una interessante sia dal punto di vista naturalistico che storico è quella lungo le <strong>trincee della Linea Cadorna</strong>, un sentiero sul quale si organizza anche una frequentata gara di trail running: si parte da <strong>Cassano Valcuvia</strong> da cui si dipanano alcuni sentieri con vista sul Lago Maggiore, su quello di Varese e, sullo sfondo, sul Monte Rosa.</p>
<p><img loading="lazy" class="size-full wp-image-138203 aligncenter" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/02/Escursioni_Varese.jpg" alt="" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/02/Escursioni_Varese.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/02/Escursioni_Varese-331x232.jpg 331w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/02/Escursioni_Varese-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></p>
<p>Ancora più rilassante e sicuramente altrettanto panoramico è il <strong>Sentiero del Sole</strong>, un giro ad anello che parte e arriva ad Agra e attraversa boschi di betulle con punti panoramici sul lago Maggiore e sulla Val Veddasca.</p>
<p><strong>&gt; Se non ne hai di adatte qui trovi spiegato <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/scarpe-da-trekking-come-sceglierle/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">come scegliere le scarpe da trekking</a></strong></p>
<h3>4. Belle escursioni in montagna nella zona di Bergamo</h3>
<p>Infine, nella <strong>zona di Bergamo</strong> a circa 1 ora e mezza di auto da Milano, si trovano altre belle escursioni in montagna che vale davvero la pena fare. La prima, assolutamente, è quella al <strong>Rifugio Laghi Gemelli, in Alta Val Brembana</strong>: per raggiungerlo occorre partire dal Lago di Carona e superare un dislivello di circa 900 metri, prevedendo almeno 6 ore di cammino tra andata e ritorno, ma per gli escursionisti più allenati la magia dei due laghi e il panorama all&#8217;arrivo valgono sicuramente la pena.</p>
<p><img loading="lazy" class="size-full wp-image-116493 aligncenter" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/06/1-Orobie-Ultra-Trail.jpg" alt="" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/06/1-Orobie-Ultra-Trail.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/06/1-Orobie-Ultra-Trail-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></p>
<p>Altro itinerario suggestivo nelle <strong>Alpi Orobie</strong> è quello che porta al <strong>Rifugio Curò</strong>, a 1895 metri sopra il lago del Barbellino: anche in questo caso il dislivello non è banale (circa 1000 metri), la durata non breve (almeno 2 ore e mezza per i più allenati) ma l&#8217;itinerario sicuramente suggestivo, con partenza da Lizzola e alternando tratti nel bosco superando ruscelli ad altri decisamente molto panoramici.<br />
<em>Photo di Exdogana.it, MatthewGhera &#8211; <span class="int-own-work" lang="it">Opera propria</span>, CC BY 3.0, <a href="https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=66154586" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">Collegamento</a></em></p>
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<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Claudio Gervasoni' src='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/claudio-gervasoni/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Claudio Gervasoni</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Giornalista, autore, consulente nel digital marketing e sportivo praticante, scrive di outdoor, fitness, sport e tecnologia per importanti testate internazionali come Men’s Health, GQ, Wired e Starbene. Quando non scrive ama correre, fare escursioni in montagna a piedi o con la sua bici gravel, e camminare a piedi nudi.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="http://claudiogervasoni.wordpress.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">claudiogervasoni.wordpress.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Questa ciclovia ti porta a scoprire la Romagna che non conosci</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cicloturismo/via-romagna-il-percorso-cicloturistico-tra-il-delta-del-po-e-le-marche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Gervasoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Oct 2025 08:22:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cicloturismo]]></category>
		<category><![CDATA[bicicletta]]></category>
		<category><![CDATA[emilia]]></category>
		<category><![CDATA[escursioni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.sportoutdoor24.it/?p=82120</guid>

					<description><![CDATA[La Via Romagna è un grande itinerario cicloturistico dedicato a chi ama pedalare tra natura,[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="793" height="556" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/02/Via-Romagna.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Via Romagna cicloturismo itinerario" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/02/Via-Romagna.jpg 793w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/02/Via-Romagna-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/02/Via-Romagna-768x538.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/02/Via-Romagna-331x232.jpg 331w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/02/Via-Romagna-670x470.jpg 670w" sizes="(max-width: 793px) 100vw, 793px" /><br><br><p data-start="357" data-end="944">La <strong>Via Romagna</strong> è un grande itinerario cicloturistico dedicato a chi ama pedalare tra natura, borghi e paesaggi autentici. Non è una pista ciclabile nel senso stretto del termine, ma una vera ciclovia che si snoda lungo strade secondarie, bianche e sterrate, <strong>tra il Delta del Po e il confine marchigiano. </strong></p>
<p data-start="357" data-end="944">In totale sono circa <strong data-start="761" data-end="807">462 chilometri e 7.900 metri di dislivello</strong>, un percorso vario che attraversa la Romagna più vera: quella agricola, collinare e montana, lontana dai flussi turistici della costa.</p>
<p data-start="946" data-end="1497">
<h2>Via Romagna, il percorso cicloturistico tra il Delta del Po e le Marche</h2>
<p>I numeri di Via Romagna recitano <strong>462 km e 7.900 metri di dislivello</strong>, ma non bisogna farsi spaventare: il percorso è mappato (<a href="https://www.viaromagna.com/" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">con anche le tracce GPX scaricabili</a>) e ragionevolmente indicato con segnaletica personalizzata e tabelloni informativi (ma questa attività è ancora in fieri) con tanto indicazioni di <strong>strutture bike friendly tra b&amp;b e agriturismi</strong> (oltre 100 già mappati sul percorso) ma anche chiese e cattedrali, monumenti, musei e altri luoghi d’arte e punti di interesse, comprese le possibilità di rifornirsi d&#8217;acqua.<br />
Ovviamente <strong>ciascuno è libero di partire da dove vuole e arrivare dove vuole</strong> ma raccontare lo sviluppo di Via Romagna è interessante dal punto di vista del desiderio di valorizzare un territorio meno conosciuto e saldare quella dicotomia tutta romagnola tra Riviera ed entroterra in modo sorprendente.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-82124" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/02/Via-Romagna-Sanleo.jpg" alt="Via Romagna cicloturismo itinerario" width="793" height="556" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/02/Via-Romagna-Sanleo.jpg 793w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/02/Via-Romagna-Sanleo-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/02/Via-Romagna-Sanleo-768x538.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/02/Via-Romagna-Sanleo-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 793px) 100vw, 793px" /></p>
<p>Come detto il punto di partenza a nord è <strong>Comacchio</strong>, sulle <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cicloturismo/itinerari-in-bicicletta-piu-belli-nel-delta-del-po/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">strade bianche delle Valli del Delta del Po</a>. Lambendo le Valli di Comacchio ci si inoltra nella bassa Romagna fino al Parco del Delta del Po, dove volendo si può giungere anche da <strong>Ferrara</strong> e quindi idealmente dalla Ciclabile del Po. Da qui <strong>si attraversa la Romagna agricola dell&#8217;Imolese</strong> fino alla sede dei recenti mondiali di ciclismo dove cominciano le colline del faentino e forlivese-cesenate: è un territorio interessante sotto ogni aspetto escursionistico (per esempio <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cammini/via-dei-gessi-e-dei-calanchi-a-piedi-sul-cammino-da-bologna-a-faenza/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">la Vena del Gesso Romagnola</a> è tutta da scoprire tanto a piedi quanto in bici) nonché storico artistico e volendo è anche la <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/nel-mugello-in-autunno-8-cose-da-fare-in-un-weekend-nella-natura-dellappennino/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">porta d&#8217;accesso al Mugello</a>.</p>
<p>Da <strong>Faenza</strong> si aprono due possibilità: tornare verso <strong>Ravenna</strong> (ed eventualmente chiudere il cerchio oppure puntare verso la Riviera) su strade pianeggianti che più pianeggianti non si può oppure con un po&#8217; di gamba <strong>scoprire le colline del Forlivese-Cesenate</strong> e risalire fino a Bagno di Romagna, al limitare delle <strong>Foreste Casentinesi</strong>, <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/into-the-wild-in-italia-viaggio-nelle-aree-piu-remote-e-selvagge/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">una delle più belle aree wild d&#8217;Italia</a>.</p>
<blockquote class="instagram-media" style="background: #FFF; border: 0; border-radius: 3px; box-shadow: 0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width: 540px; min-width: 326px; padding: 0; width: calc(100% - 2px);" data-instgrm-captioned="" data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/p/CSWplkaMo-r/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" data-instgrm-version="14">
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<p style="color: #c9c8cd; font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; line-height: 17px; margin-bottom: 0; margin-top: 8px; overflow: hidden; padding: 8px 0 7px; text-align: center; text-overflow: ellipsis; white-space: nowrap;"><a style="color: #c9c8cd; font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 17px; text-decoration: none;" href="https://www.instagram.com/p/CSWplkaMo-r/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">A post shared by Claudio Gervasoni (@claudio_gervasoni)</a></p>
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</blockquote>
<p><script async src="//www.instagram.com/embed.js"></script></p>
<p>Questo è il percorso per chi ha gambe e fiato, perché il dislivello c&#8217;è e l&#8217;itinerario continua verso il Parco interregionale del Sasso Simone e Simoncello, lambendo le <strong>mitiche strade della 9 Colli</strong> per poi scendere verso la Valmarecchia e la Valconca, San Marino e puntare verso la costa di Riccione, Misano o Cattolica.</p>
<p><iframe loading="lazy" src="https://www.google.com/maps/d/embed?mid=1gZQRrl_hFeEgOAuMoQ32qlDtCe7NczzQ&amp;ehbc=2E312F" width="640" height="480"></iframe></p>
<p>Per chi ha meno gamba o più voglia di godersela con calma da <strong>Forlì</strong> ci si può dirigere verso <strong>Cervia</strong> oppure <strong>Cesenatico</strong> da dove, volendo, seguire tutta la Riviera Romagnola avendo al proprio fianco il mare. Altri anelli interessanti partono da <strong>Rimini</strong>, <strong>Igea Marina</strong> e praticamente tutte le località costiere.<br />
In tutto questo non manca mai la Romagna agricola del primo entroterra ma poi anche la scoperta di borghi storici e rocche, caseifici, artigiani e cantine, chiese e monumenti, musei e natura.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-82123" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/02/Via-Romagna-Forli-Cesena.jpg" alt="Via Romagna cicloturismo itinerario" width="793" height="556" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/02/Via-Romagna-Forli-Cesena.jpg 793w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/02/Via-Romagna-Forli-Cesena-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/02/Via-Romagna-Forli-Cesena-768x538.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/02/Via-Romagna-Forli-Cesena-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 793px) 100vw, 793px" /></p>
<p>Altro aspetto interessante per chi ha voglia, gambe e fantasia è che l’itinerario di Via Romagna incrocia altre ciclabili interessanti come la Ciclabile del Delta del Po (la Ravenna-Venezia), la Ciclabile della Pineta di Ravenna, le Strade Bianche di Romagna, la <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cammini/cammino-di-dante-trekking-tra-firenze-e-ravenna/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">Ciclovia di Dante</a>, la Ciclovia di San Vicinio e le <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cicloturismo/la-ciclabile-del-fiume-marecchia-da-rimini-a-novafeltria/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">Ciclabili fluviali del Ronco, Savio, Montone, Marecchia e Conca</a>.</p>
<h3>Via Romagna: cosa serve per farla</h3>
<p>Serve ovviamente una bici: <strong>tutti i percorsi di pianura sono fattibili con qualunque tipo di bici</strong>, anche una bici da passeggio se si vuole semplicemente fare una gita in giornata. Meglio ovviamente una bicicletta da touring, da cicloturismo, una gravel o una MTB per tutti gli itinerari dell&#8217;interno e delle colline. Non ci sono single track o tratti scassati, per cui <strong>idealmente è un percorso anche per chi ama la bici da corsa</strong>, tenendo conto che ci sono dei tratti di strade bianche che non sono il fondo naturale per queste bici.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-82122" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/02/Via-Romagna-Ferrara.jpg" alt="Via Romagna cicloturismo itinerario" width="793" height="556" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/02/Via-Romagna-Ferrara.jpg 793w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/02/Via-Romagna-Ferrara-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/02/Via-Romagna-Ferrara-768x538.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/02/Via-Romagna-Ferrara-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 793px) 100vw, 793px" /></p>
<p>Per una gita in giornata basta e avanza, per una vera vacanza occorre <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/bici/bici-da-viaggio-cosa-serve/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">attrezzarsi con tutto il necessario per il cicloturismo</a> tenendo conto del fatto che le strutture bike friendly non mancano (anche per chi usa le bici a pedalata assistita) ma soprattutto nelle colline dell&#8217;interno si pedala in valli secondarie davvero poco antropizzate.</p>
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Spoiler: ne mandiamo poche, ma buone!</h4>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Claudio Gervasoni' src='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/claudio-gervasoni/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Claudio Gervasoni</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Giornalista, autore, consulente nel digital marketing e sportivo praticante, scrive di outdoor, fitness, sport e tecnologia per importanti testate internazionali come Men’s Health, GQ, Wired e Starbene. Quando non scrive ama correre, fare escursioni in montagna a piedi o con la sua bici gravel, e camminare a piedi nudi.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="http://claudiogervasoni.wordpress.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">claudiogervasoni.wordpress.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>C’è un posto in Svizzera dove ogni sentiero è perfetto per la MTB</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/sport/bici/mtb/in-mountain-bike-nei-grigioni-6-motivi-per-andarci/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Gervasoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Oct 2025 08:14:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MTB]]></category>
		<category><![CDATA[bicicletta]]></category>
		<category><![CDATA[escursioni]]></category>
		<category><![CDATA[freeride]]></category>
		<category><![CDATA[mtb]]></category>
		<category><![CDATA[svizzera]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sportoutdoor24.it/?p=42253</guid>

					<description><![CDATA[Siamo stati a fare un giro in Svizzera in bici, facendo i più bei percorsi in[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/09/0000904.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="In MTB nei Grigioni Svizzera" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/09/0000904.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/09/0000904-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/09/0000904-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Siamo stati a fare un giro in<strong> Svizzera in bici, </strong>facendo<strong> i</strong> più bei<strong> percorsi in mtb nei Grigioni </strong>e vi raccontiamo perché vale davvero la pena andarci<strong>. </strong>Di <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/bici/mtb/migliori-bike-park-italia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Bike Park ne avevamo già visti</a>, ma qui, nel cantone svizzero appena oltre la Valtellina. si va oltre l&#8217;idea del bike park: siamo in un <strong>vero e proprio playground per la MTB</strong>, una intera regione di oltre 7mila km quadrati che in estate &#8211; o meglio, dalla primavera all&#8217;autunno, quando il meteo lo permette &#8211; è completamente votata alle ruote grasse in tutte le loro sfaccettature, dal <strong>downhill</strong> più estremo al classico <strong>cross country</strong> e soprattutto ai bellissimi <strong>trail</strong> che scendono da montagne alte <strong>fino a 3000 metri.</strong></p>
<h2>In MTB nei Grigioni, il paradiso svizzero delle ruote grasse</h2>
<p>Per tutto questo &#8211; e perché, diciamolo, il franco svizzero ora quasi alla pari con l&#8217;euro &#8211; ci sono almeno 6 buoni motivi per prendere la propria <strong>mountain bike</strong> e andare nei Grigioni. Le <strong>escursioni</strong> sui sentieri dei Grigioni sono perfette anche per le <strong>fat bike e le MTB elettriche, </strong>ottime anche per chi non è un manic</p>
<p>o sulla bici. E l&#8217;assistenza e supporto sono proprio&#8230; da Svizzera: precisione, puntualità dei mezzi, comodità del servizio.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-42263" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/09/Single-Trail.jpg" alt="Mountainbiking in Disentis" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/09/Single-Trail.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/09/Single-Trail-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></p>
<p>Ci sono tanti <strong>bike hotel</strong> nella regione, il <strong>Trenino Rosso del Bernina</strong> che trasporta anche le bici, e la app per seguire il proprio <strong>itinerario</strong> senza farsi mancare niente. Scopriamo perché chi ama gli itinerari in bici non può non pensare a una <strong>vacanza</strong> d queste parti (basta anche un weekend se abiti a <strong>Milano</strong>), seguendo i nostri consigli su <strong>5 destinazioni</strong> particolarmente suggestive e dai flow indimenticabili.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>I nostri consigli per una vacanza attiva in Svizzera</h3>
<ul>
<li><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/grand-tour-of-switzerland-outdoor-di-un-itinerario-on-the-road/" data-wpel-link="internal"><strong>Come fare il Grand Tour of Switzerland</strong></a></li>
<li><a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/trekking-in-svizzera-il-sentiero-del-lago-di-lugano/" data-wpel-link="internal"><strong>Trekking in Svizzera: il sentiero del Lago di Lugano</strong></a></li>
<li><a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/bici/svizzera-in-bici-7-laghi-in-7-giorni/" data-wpel-link="internal"><strong>Svizzera in bici: 7 laghi in 7 giorni</strong></a></li>
<li><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/dove-sciare/dove-andare-a-sciare-in-svizzera/" data-wpel-link="internal"><strong>Dove sciare in Svizzera</strong></a></li>
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<h2>In MTB nei Grigioni: la tolleranza sui sentieri</h2>
<p>È la chiave di tutto. Ogni sentiero &#8211; a parte poche, rarissime eccezioni ben segnalate &#8211; è aperto a ogni attività outdoor, dalle escursioni al nordic walking e sì, anche alle biciclette. E la parola d&#8217;ordine è appunto tolleranza. Ci puoi andare in bici se tolleri di moderare la velocità perché ci sono anche gli escursionisti a piedi, e parimenti gli hikers ti fanno strada senza smoccolare, il tutto in un clima di normale e pacifica convivenza.</p>
<p>E parliamo di 17.000 km di sentieri. Motivo per cui, se hai voglia, gambe e fiato, <strong>puoi arrivare in bici dove ti portano il cuore, la fantasia e il desiderio</strong> (ma anche gli impianti di risalita&#8230;). E poi, così come ci sono sentieri solo per il trekking, ce ne sono alcuni solo per le MTB da cui puoi scendere per la sola gioia di sfrecciare tra le montagne in sella a una MTB. E se 17.000 km di percorsi ti sembran troppi, sappi che ben 4000 sono perfettamente segnalati, e poi c&#8217;è pure l&#8217;App (vedi sotto).</p>
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<h3>Trail specifici per le MTB nei Grigioni</h3>
<p>Appunto: oltre ai sentieri ibridi per hiker e biker ce ne sono anche parecchi <strong>riservati solo e soltanto alle MTB</strong>: sono ovviamente segnalati e rappresentano l&#8217;essenza più pura del mountain biking nei Grigioni.</p>
<p>Per esempio il <strong>672 Padella &#8211; Corviglia</strong> con i suoi fantastici panorami sulla zona di St. Moritz, il <strong>247 Vorab &#8211; Grauberg</strong> tra Flims, Laax e Falera da cui poi imboccare il <strong>mitico Runca Trail (694)</strong>, uno dei flow più belli d&#8217;Europa, o il bellissimo <strong>634 Rundtour</strong> che scende dal Parpaner Rothorn tra Lenzerheide e Arosa.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-42257" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/09/Alex_Buschor_Suvrettapass_Sivrettasee.jpg" alt="Suvretta Pass MTB Svizzera Grigioni" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/09/Alex_Buschor_Suvrettapass_Sivrettasee.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/09/Alex_Buschor_Suvrettapass_Sivrettasee-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></p>
<p style="text-align: center;"><em>In MTB sul Suvretta Pass</em></p>
<h3>5 destinazioni specifiche per la mountain bike nel Canton Grigioni</h3>
<h3>Davos Klosters</h3>
<p>Fin dagli anni Ottanta questa <strong>regione è devota ai single trails</strong>, per un totale di 1300 km, e al freeride, con discese mitiche come la Gotschna o il Bahnentour.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-42258" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/09/Davos_1_01.jpg" alt="Davos MTB Single Trail Griginoi Svizzera" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/09/Davos_1_01.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/09/Davos_1_01-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></p>
<p style="text-align: center;"><em>Single trail per MTB nella regione di Davos</em></p>
<h3>Lenzerheide</h3>
<p>Il cuore della MTB nei Grigioni, dall&#8217;<strong>omonimo Bike Park</strong> agli eventi UCI (su tutti la Coppa del Mondo X-Country e Downhill) e numerosi trail da quelli più semplici a quelli davvero estremi. E poi <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/dove-sciare/lenzerheide-il-paradiso-dello-sci-a-due-ore-dallitalia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Lenzerheide è un paradiso dello sci ad appena 2 ore dall&#8217;Italia</a>.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-42261" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/09/Rothonr-Lenzerheide-Arosa.jpg" alt="Rothonr Lenzerheide Arosa" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/09/Rothonr-Lenzerheide-Arosa.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/09/Rothonr-Lenzerheide-Arosa-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></p>
<p style="text-align: center;"><em>La partenza dal Rothorn, sopra Lenzerheide</em></p>
<h3>St. Moritz Engadina</h3>
<p>Flow (come il Foppettas, il Corviglia o <strong>il WM Flow Trail</strong>) e panorami indimenticabili, come quello che si vede dal Piz Nair soprattutto se si sale prima dell&#8217;alba (il rifugio in cima organizza colazioni per i MTBiker mattinieri).</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-42255" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/09/WM-Trail-Corviglia-Engadina-St-Moritz.jpg" alt="WM Trail Corviglia Engadina St Moritz" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/09/WM-Trail-Corviglia-Engadina-St-Moritz.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/09/WM-Trail-Corviglia-Engadina-St-Moritz-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></p>
<p style="text-align: center;"><em>Il WM Trail a Corviglia in Engadina nella zona di St. Moritz</em></p>
<h3>Flims / Laax</h3>
<p>D&#8217;inverno è sci a Laax, d&#8217;estate MTB a Flims, sul lato soleggiato della Sardona Tectonic Arena, sito Unesco di incredibile bellezza naturale, ci sono 330km di percorsi per MTB all&#8217;insegna della natura più pura, dai ghiacciai ai boschi di fondo valle. E poi c&#8217;è il TREK <strong>Runca Trail, uno dei più lunghi Flow Country Trails in Europa</strong> secondo la IMBA (International Mountain Bicycling Association).</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-42262" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/09/Runca-Trail-Flims.jpg" alt="Runca Trail Flims" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/09/Runca-Trail-Flims.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/09/Runca-Trail-Flims-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></p>
<p style="text-align: center;"><em>Il Runca Trail, a Flims</em></p>
<h3>Scuol Samnaun Val Mustair</h3>
<p>Dalla Val Müstair, orientata a sud, attraverso la Bassa Engadina, la valle ricca di tradizione con i suoi tipici paesini, fino a Samnaun, ci sono <strong>800km di sentieri solo per MTB</strong> e 1500 per escursioni varie: è la regione meno frequentata e più selvaggia dei Grigioni, all&#8217;incrocio con Austria e Italia, dove provare l&#8217;esperienza del National Park Bike Tour, 4 giorni di tour in bicicletta nel cuore del Parco Nazionale Svizzero e fino a 4010 metri di altitudine.</p>
<h3>Più di 70 Bike Hotel</h3>
<p>Al momento sono una settantina, ma l&#8217;universo è in espansione. E <strong>per bike hotel qui si intende un pacchetto completo di tutto</strong>: officina e lavaggio, garage custodito (con eventuali stazioni di ricarica per chi usa le e-bike), orari flessibili (in particolare colazione e cena), menu per sportivi, lavanderia, aree relax e spa per ritemprarsi dopo le fatiche sui pedali, e ancora biglietto degli impianti compreso nel prezzo e un network di trasporto pubblico che prevede anche le biciclette sempre e comunque.</p>
<p>Ce n&#8217;è per tutti i gusti e tutte le tasche: noi per esempio siamo stati allo chiccosissimo Cresta Palace Hotel di Celerina, al familien hotel Schweizerhof di Lenzerheide (con una delle Spa più belle di tutta la svizzera) e al più abbordabile Cresta di Flims Waldhaus.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-42260" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/09/MTB-Savognin-38.09.jpg" alt="MTB Savognino" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/09/MTB-Savognin-38.09.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/09/MTB-Savognin-38.09-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></p>
<p style="text-align: center;"><em>In MTB sulle montagne di Savognino, nella regione di Albula</em></p>
<h3>Il Trenino Rosso. E il trasporto pubblico a misura di bici</h3>
<p>Il Trenino Rosso (qui <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/sport-outdoor-bernina-express-trenino-svizzera/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">tutte le attività sportive da praticare lungo il Bernina Express</a>) varrebbe da solo una visita nella regione. Ma l&#8217;ottima notizia è che non solo questa panoramica linea ferroviaria ma <strong>tutto il trasporto pubblico è a misura di bicicletta</strong>: gli autobus postali infatti hanno sempre la possibilità di caricare la MTB nel trasferimento da una località all&#8217;altra (le informazioni su <a href="https://www.postauto.ch/it" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">postauto.ch</a>).</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-42264" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/09/Trenino-Rosso.jpg" alt="Trenino Rosso Grigioni Svizzera" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/09/Trenino-Rosso.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/09/Trenino-Rosso-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></p>
<p style="text-align: center;"><em>Il Trenino Rosso</em></p>
<h3>La Grigioni Bike App</h3>
<p>La cosa migliore è senza dubbio affidarsi a una Guida MTB che conosce perfettamente il cantone e i suoi trail, ma se volete fare da soli, oppure arricchire l&#8217;esperienza, c&#8217;è la <a href="https://old.myswitzerland.com/it-it/grigioni-bike-app.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Grigioni Bike App</a> con tutti i trail mappati, mappe 1:25&#8217;000 utilizzabili offline e tante altre funzioni per giocare o pianificare i giorni in sella nei Grigioni.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-42259" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/09/Grigioni-Bike-App.jpg" alt="Grigioni Bike App" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/09/Grigioni-Bike-App.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/09/Grigioni-Bike-App-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></p>
<p><strong>Per tutto ciò che è MTB in Svizzera puoi visitare <a href="https://www.myswitzerland.com/it-it/suggerimenti/mtb.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">myswitzerland.com/mtb</a>.</strong></p>
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<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Claudio Gervasoni' src='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/claudio-gervasoni/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Claudio Gervasoni</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Giornalista, autore, consulente nel digital marketing e sportivo praticante, scrive di outdoor, fitness, sport e tecnologia per importanti testate internazionali come Men’s Health, GQ, Wired e Starbene. Quando non scrive ama correre, fare escursioni in montagna a piedi o con la sua bici gravel, e camminare a piedi nudi.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="http://claudiogervasoni.wordpress.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">claudiogervasoni.wordpress.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cosa mangiare per correre meglio e recuperare in fretta</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/sport/cosa-mangiare-prima-di-correre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Gervasoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Oct 2025 08:11:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[consigli]]></category>
		<category><![CDATA[corsa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sportoutdoor24.it/?p=2607</guid>

					<description><![CDATA[Cosa mangiare prima di correre, a colazione, pranzo e cena, a seconda del momento della[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2013/09/FlickrCC-Living-Fitness.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="mangiare prima di correre al mattino, a pranzo e la sera" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2013/09/FlickrCC-Living-Fitness.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2013/09/FlickrCC-Living-Fitness-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2013/09/FlickrCC-Living-Fitness-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Cosa mangiare prima di correre, a colazione, pranzo e cena, a seconda del momento della giornata in cui facciamo sport? Quali sono gli spuntini più adatti da prevedere nel corso di mattina e pomeriggio per chi pratica running? “In generale il miglior regime alimentare per chi ama correre è senza dubbio la dieta mediterranea, poi a fare la differenza è <strong>ciò che mangiamo in funzione del momento della giornata in cui usciamo ad allenarci</strong>”: ce lo ha detto la nutrizionista Sara Cordara, specialista in scienza dell’alimentazione e collaboratrice del centro di medicina sportiva della facoltà di scienze motorie dell’università di Torino. “Inoltre <strong>sconsiglio sempre di puntare su pasti solo proteici o solo ricchi di zuccheri:</strong> il modo migliore per avere un apporto alimentare sempre bilanciato e senza picchi e cali glicemici è quello di preparare pasti che contengono i 3 principali macronutrienti, ovvero i lipidi, i glucidi e i protidi”.</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche</strong>: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/qual-e-lora-ideale-per-praticare-sport/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Qual è l&#8217;ora ideale per praticare sport?</a></p>
<h3>Per chi corre al mattino presto</h3>
<p>&#8220;Mangiare prima di correre al mattino, cioè alzarsi, fare colazione e poi uscire a correre è impensabile: una vera e propria colazione metterebbe in atto i processi digestivi, con il sangue che affluisce all’apparato digerente piuttosto che ai muscoli e con conseguenti possibili disagi a livello intestinale. Quindi <strong>meglio bere qualcosa piuttosto che mangiare</strong>: un succo di frutta, del tè non zuccherato se non con miele o fruttosio, una spremuta o anche un integratore salino. E solo dopo l’allenamento prevedere una vera e propria colazione.<br />
<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/02/consumare-grassi-corsa.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="size-full wp-image-625420 aligncenter" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/02/consumare-grassi-corsa.jpg" alt="consumare-grassi-corsa" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/02/consumare-grassi-corsa.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/02/consumare-grassi-corsa-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/02/consumare-grassi-corsa-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></a>C’è poi <strong>chi si allena a stomaco vuoto</strong>, ma la considero una scelta molto particolare e personale: l’allenamento lipolitico infatti stressa l’organismo, costringendolo a intaccare e bruciare subito i grassi. Io lo consiglio solo agli atleti esperti, perché c’è sempre il rischio di andare in ipoglicemia&#8221;.<br />
<strong>&gt; Leggi anche</strong>: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/running/5-trucchi-per-riuscire-a-correre-al-mattino/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">5 trucchi per riuscire a correre al mattino</a></p>
<h3>Per chi va a correre a metà mattina</h3>
<p>&#8220;Se c’è la possibilità di <strong>far passare qualche ora tra il momento della colazione e l’inizio dell’allenamento</strong> consiglio di fare sempre una colazione leggera con carboidrati complessi a basso indice glicemico, per esempio con una fetta di pane integrale tostato con marmellata, poi delle proteine come qualche fetta di bresaola o di prosciutto e infine della frutta secca, sia disidratata che in guscio per i grassi.<br />
<strong>&gt; Leggi anche</strong>: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/6-cose-da-fare-al-mattino-per-dimagrire/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">6 cose da fare al mattino per dimagrire</a></p>
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<h3>Cosa mangiare prima di correre per chi allena in pausa pranzo</h3>
<p>&#8220;Non si può mangiare prima di correre in pausa pranzo, e in questo caso bisogna cominciare a preparasi dalla colazione, che deve sempre contenere tutti i 3 macronutrienti, magari in dosi appena più abbondanti di quelle solite. Poi non potendo pranzare <strong>serve uno spuntino a metà mattina</strong>, per evitare lo stato di ipoglicemia: io consiglio sempre qualcosa di bilanciato evitando troppi carboidrati, per cui può andare benissimo una fetta di pane integrale con della bresaola o della fesa di tacchino, o se possiamo anche del petto di pollo ai ferri, magari con una spremuta e della frutta secca.&#8221;<br />
<strong>&gt; Leggi anche</strong>: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/running/correre-in-pausa-pranzo-elimina-lo-stress/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Correre in pausa pranzo elimina lo stress</a></p>
<h3>Cosa mangiare prima di correre per chi si allena prima di cena</h3>
<p>&#8220;Questa è l’ipotesi più impegnativa, perché richiede una giornata davvero regolare, con una colazione equilibrata, uno spuntino di metà mattina e un pranzo che preveda carboidrati a basso indice glicemico (come pasta al pomodoro, riso) o un piatto freddo (come il farro o i mix di cereali), un secondo di carne o pesce, della verdura di contorno e della frutta a fine pasto, sia fresca che secca.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/12/corsa-di-10-minuti-al-giorno.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="size-full wp-image-80871 aligncenter" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/12/corsa-di-10-minuti-al-giorno.jpg" alt="corsa-di-10-minuti-al-giorno" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/12/corsa-di-10-minuti-al-giorno.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/12/corsa-di-10-minuti-al-giorno-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/12/corsa-di-10-minuti-al-giorno-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></a><br />
<strong>Da evitare assolutamente invece i formaggi</strong>, che tendono a fermentare così come alcuni legumi che gonfiano, il burro e i condimenti troppo grassi. Inoltre può essere utile anche uno spuntino a metà pomeriggio, magari con dei probiotici, ottimi perché riequilibrano la flora intestinale, aumentano anche le difese immunitarie e hanno un basso contenuto di lattosio.&#8221;<br />
<strong>&gt; Leggi anche</strong>: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/running/3-consigli-per-correre-al-buio/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">3 consigli per correre al buio</a></p>
<h3>Cosa mangiare dopo l’allenamento di corsa</h3>
<p>&#8220;Soprattutto la sera, quando c’è poco tempo per digerire, io consiglio di <strong>seguire una dieta dissociata, con solo un primo o un secondo piatto</strong>. Più importante di tutto è tuttavia reintegrare i liquidi e ristabilire le scorte di glicogeno nel fegato e nei muscoli quindi è bene assumere entro mezz’ora dalla fine dell’allenamento dei carboidrati ad alto indice glicemico come succhi di frutta, o biscotti, o anche fette biscottate, e poi entro le 2 ore altri carboidrati come della pasta, o se si preferisce un secondo piatto accompagnato con del pane. E se poi c’è da smaltire l’acido lattico vanno benissimo un bicchiere di latte scremato, che svolge un’azione alcalinizzante sul corpo, oppure un bicchiere d’acqua con del bicarbonato o minerale con un residuo fisso alto, basi che tamponano l’acido lattico.&#8221;<br />
<em>Credits: FlickrCC-<a href="https://www.flickr.com/photos/livingfitnessuk/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Living-Fitness</a></em></p>
<p><strong>&gt; Leggi anche</strong>: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/la-merenda-ideale-per-chi-pratica-sport-la-frutta-secca-e-in-guscio/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">La merenda degli sportivi: la frutta secca e in guscio</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Claudio Gervasoni' src='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/claudio-gervasoni/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Claudio Gervasoni</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Giornalista, autore, consulente nel digital marketing e sportivo praticante, scrive di outdoor, fitness, sport e tecnologia per importanti testate internazionali come Men’s Health, GQ, Wired e Starbene. Quando non scrive ama correre, fare escursioni in montagna a piedi o con la sua bici gravel, e camminare a piedi nudi.</p>
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		<title>Perché il divertimento di tipo 2 è quello che ti cambia davvero</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/salute/psicologia/che-cose-il-divertimento-di-tipo-2-e-perche-dovresti-scoprirlo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Gervasoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Oct 2025 08:01:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[resilienza]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;ho già detto che mi piacere perdermi, ma non sempre è così piacevole come poi[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1920" height="1280" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/carlos-magno-o3TS7q85q-g-unsplash.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Che cos&#039;è il divertimento di Tipo 2 e perché dovresti scoprirlo" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/carlos-magno-o3TS7q85q-g-unsplash.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/carlos-magno-o3TS7q85q-g-unsplash-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/carlos-magno-o3TS7q85q-g-unsplash-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/carlos-magno-o3TS7q85q-g-unsplash-768x512.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/carlos-magno-o3TS7q85q-g-unsplash-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><br><br><p>L&#8217;ho già detto che <a href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/elogio-del-perdersi/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">mi piacere perdermi</a>, ma <strong>non sempre è così piacevole come poi lo racconto</strong>. E ho scoperto che questo è un tipico caso di Divertimento di Tipo 2. Come quella volta nell&#8217;estate della pandemia in cui avevo deciso di fare un giro in gravel nei boschi del Mugello che era tutto nella mia testa. Nel senso che avevo guardato la mappa, unito dei puntini ed ero partito confidando nel fatto che più o meno erano luoghi che avrei dovuto conoscere.<br />
In effetti non avevo tenuto conto né del chilometraggio complessivo, né del dislivello, né del fatto che avrei passato lunghe ore in aree remote e disabitate, senza segnale cellulare e senza trovare uno straccio di una fonte d&#8217;acqua. Quando a sera, già all&#8217;imbrunire, <strong>sono sbucato finalmente su una strada civilizzata ero totalmente &#8220;dilapidato&#8221;</strong> e mi ci è voluta 1 ora buona seduto catatonico al tavolino di un bar, mangiando voracemente e bevendo 3 lattine di Fanta mischiate a 1 litro e mezzo d&#8217;acqua prima di riuscire a rimettermi in sesto, rimontare in sella e dirigermi verso casa per una delle più agognate docce che ricordi.</p>
<h2>Che cos&#8217;è il divertimento di Tipo 2</h2>
<p>Ecco, questo è il Divertimento di Tipo 2, <strong>un&#8217;esperienza di tipo miserabile mentre la stai facendo</strong>, di quelle che ti maledici da solo per essertici infilato, di quelle che vorresti una via d&#8217;uscita ma l&#8217;unica via d&#8217;uscita sei tu, e che però in retrospettiva diventa divertente. Cioè la racconti anche ridendo perché è qualcosa di memorabile.</p>
<h3>La scala del divertimento</h3>
<p>Devo ammettere che ho scoperto solo di recente <strong>l&#8217;esistenza della scala del divertimento</strong>, e benché non abbia ancora capito se tutto questo è preventivabile, organizzabile o in qualche modo prevedibile, lo trovo un buon modo per mettere ordine tra le esperienze che faccio (e anche le cazzate che faccio).</p>
<h3>Divertimento di Tipo 1</h3>
<p>Il Divertimento di Tipo 1 è abbastanza semplice da capire: è <strong>quel genere di attività che sono divertenti in sé, sia mentre le fai che a posteriori</strong>. È la corsetta della sera post lavoro, è il giro in bicicletta del weekend con gli amici con sosta birretta, è la giornata sugli sci in inverno o anche qualcosa di più adrenalinico volendo. Perché in fondo la scala è molto soggettiva e i confini molto labili.</p>
<p>L&#8217;unico neo del <strong>Divertimento di Tipo 1 è che non è memorabile</strong>. Di quante corsette serali, giri in bici nel weekend e giornate sugli sci avete memoria nitida? E quanti diventano i protagonisti di un racconto agli amici? Se non nessuno, quasi.</p>
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<h3>Divertimento di Tipo 2</h3>
<p>Ecco, il divertimento di tipo 2 è quel genere di attività che diventano memorabili senza l&#8217;aspetto drammatico. Perché quando la differenza tra raccontarlo e non raccontarlo dipende solo da una botta di fortuna non sei già più nel Divertimento di Tipo 2. Ma in ogni caso <strong>le cazzate in qualche modo sotto controllo</strong>, quelle giornate in cui si inizia con le buone intenzioni e poi le cose si lasciano prendere la mano, in cui il meteo ci trova impreparati e torniamo a casa con l&#8217;umido nelle ossa, o ci tocca mollare la bici e tuffarci in un fiume per riprendersi dalla calura, ecco queste sono le esperienze di tipo 2. <strong>Quelle che costruiscono sostanzialmente i nostri ricordi</strong>.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-617666" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/FR5C4539.jpg" alt="divertimento di tipo 2" width="1400" height="933" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/FR5C4539.jpg 1400w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/FR5C4539-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/FR5C4539-1024x682.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/FR5C4539-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<p>Per dire: quella volta che <a href="https://www.sportoutdoor24.it/news/otzi-la-mummia-dal-ghiaccio-escursioni-e-mostre-a-25-anni-dal-ritrovamento/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">sono andato sul ghiacciaio dell&#8217;Ötztal in Alta Val Senales</a> per andare a vedere il punto di ritrovamento di Ötzi, la mummia dal ghiaccio, era luglio e doveva essere una &#8220;semplice gita&#8221; ma <strong>ci ritrovammo in una specie di bufera di neve, a &#8211; 6°C</strong> e tra una cosa e l&#8217;altra ci mettemmo più di 8 ore per tornare a valle; o anche quella volta che ho avuto l&#8217;idea di <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/running/ho-finito-la-mia-prima-reebokspartan-race/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">fare la mia prima Spartan Race</a> con l&#8217;incoscienza dei vent&#8217;anni ma ne avevo già anta e sono arrivato a saltare il fuoco al traguardo abbastanza sui gomiti.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-617759" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/WhatsApp-Image-2023-10-03-at-12.53.49.jpeg" alt="Che cos'è il divertimento di Tipo 2 e perché dovresti scoprirlo" width="1080" height="1080" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/WhatsApp-Image-2023-10-03-at-12.53.49.jpeg 1080w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/WhatsApp-Image-2023-10-03-at-12.53.49-300x300.jpeg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/WhatsApp-Image-2023-10-03-at-12.53.49-1024x1024.jpeg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/WhatsApp-Image-2023-10-03-at-12.53.49-150x150.jpeg 150w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/WhatsApp-Image-2023-10-03-at-12.53.49-768x768.jpeg 768w" sizes="(max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /></p>
<p>O ancora quando <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/sport-acquatici/migliorare-capacita-di-adattamento-sport/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">ho accettato di fare lo swimrun</a> ma non avevo calcolato che le acque del lago di Mergozzo nel mezzo sono nere che più nere non si può e <strong>mi sono impanicato duro al punto da piantarmi verticale</strong> e cominciare a sbraitare alla nostra guida che io volevo tornare rapidamente alla riva più vicina, e volevo farlo nuotando a dorso.</p>
<h3>Divertimento di Tipo 3</h3>
<p>Oltre ciò c&#8217;è <strong>il Divertimento di Tipo 3, che non è affatto divertente. Neppure in retrospettiva</strong>, neppure con una birra in mano davanti al camino. È quel genere di avventure di cui ti penti anche a posteriori e che speri sinceramente che qualcuno ti impedisca in qualche modo di rifare. Come detto, <strong>la scala del divertimento è molto soggettiva e i confini labili</strong>, e se per qualcuno ritrovarsi a bivaccare nella neve è tutto sommato nella normalità, per altri potrebbe essere qualcosa di molto vicino al Giudizio Universale. Devo ammettere che con la maturità il Divertimento di Tipo 3 ho imparato a schivarlo in anticipo. Per esempio per me il parapendio: la volta in cui ci sono andato più vicino è quella in cui son rimasto a guardare gli altri che si imbragavano e poi, in un rigurgito di auto consapevolezza, me la sono data a gambe e son sceso dalla montagna di corsa.</p>
<h3>Perché dovresti provare il Divertimento di Tipo 2</h3>
<p>Ora, detto che tutti abbiamo esperienza del Tipo 1, e alcuni anche del Tipo 3, perché dovremmo provare (anche più spesso) il Tipo 2? Perché <strong>il disagio, le cose difficili, quelle che richiedono adattamento ed evoluzione o, per dirla con il termine oggi in voga la resilienza, sono una buona cosa</strong>.</p>
<p>In fondo se siamo scesi dagli alberi e usciti dalle caverne per andare sulla Luna è perché <strong>l&#8217;adattamento e la resilienza sono in fondo al nostro animo</strong>. E quando ci troviamo davanti ai nostri limiti e alle nostre paure (grandi o piccole che siano) <strong>usciamo dalla zona di comfort ed entriamo nella zona di crescita</strong>. Cioè scatta il meccanismo di conoscenza di noi stessi, è come mettersi davanti a uno specchio e fare i conti con noi stessi senza sconti né scusanti. E queste sono (piccole o grandi) lezioni che ci servono anche quando siamo in famiglia, con la giacca e la cravatta al lavoro o davanti alle grandi decisioni della vita.<br />
<em>Photo by <a href="https://unsplash.com/@soucarlosmagno?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">Carlos Magno</a> on <a href="https://unsplash.com/photos/o3TS7q85q-g?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">Unsplash</a></em></p>
<h4></h4>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Claudio Gervasoni' src='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/claudio-gervasoni/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Claudio Gervasoni</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Giornalista, autore, consulente nel digital marketing e sportivo praticante, scrive di outdoor, fitness, sport e tecnologia per importanti testate internazionali come Men’s Health, GQ, Wired e Starbene. Quando non scrive ama correre, fare escursioni in montagna a piedi o con la sua bici gravel, e camminare a piedi nudi.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="http://claudiogervasoni.wordpress.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">claudiogervasoni.wordpress.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Fitness in casa: gli esercizi cardio facili e senza attrezzi</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/sport/fitness/allenamento-cardio-a-casa-esercizi-e-programma/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Gervasoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Oct 2025 07:24:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fitness]]></category>
		<category><![CDATA[functional training]]></category>
		<category><![CDATA[home fitness]]></category>
		<category><![CDATA[interval training]]></category>
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					<description><![CDATA[Fare cardio tra le mura di casa non è facile, soprattutto per chi è abituato[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/03/Allenamento-cardio-a-casa-cosa-fare.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Allenamento cardio a casa: cosa fare" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/03/Allenamento-cardio-a-casa-cosa-fare.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/03/Allenamento-cardio-a-casa-cosa-fare-331x232.jpg 331w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/03/Allenamento-cardio-a-casa-cosa-fare-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Fare cardio tra le mura di casa non è facile, soprattutto per chi è abituato a correre o pedalare all’aperto. Servirebbero un tapis roulant, i rulli per la bici o un vogatore, ma non tutti hanno spazio o budget per comprarli. La buona notizia è che, con un po’ di ingegno, si può fare un <strong data-start="849" data-end="901">allenamento cardio efficace anche senza attrezzi</strong>.</p>
<p>La chiave è riscoprire l’<strong data-start="928" data-end="956">allenamento a intervalli</strong>, oggi noto come <strong data-start="973" data-end="1016">HIIT (High Intensity Interval Training)</strong>: brevi sessioni intense alternate a pause di recupero. Un classico schema prevede 30 secondi di esercizio seguiti da 30 di recupero, ma si può modulare in base al livello: meno recupero e più lavoro per aumentare l’intensità, o viceversa per ridurla.</p>
<p>Bastano un orologio o un’app dedicata per scandire i tempi e organizzare una sequenza di esercizi completa.</p>
<h2>Allenamento cardio a casa: come farlo</h2>
<p>Detto che ragionevolmente tra le mura di casa è <strong>difficile replicare esattamente lo stimolo allenante di una corsa</strong> di chilometri e chilometri, e che anche avendo la fortuna di avere un giardino inevitabilmente ritmo e distanza non potranno mai essere la stessa cosa, per fare un allenamento cardio bisogna (ri)scoprire il caro, vecchio <strong>allenamento a intervalli</strong>. Ormai molti lo chiamano HIIT, o <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/fitness/6-vantaggi-dellinterval-training-ad-alta-intensita/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">High Intensity Interval Training</a>, che altro non è che un allenamento breve e intenso, con intervalli di lavoro molto intenso e altri di pausa per il recupero.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/10/Allenamento-cardio-dance-da-15-con-Pamela-Reef.png" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="size-full wp-image-135449 aligncenter" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/10/Allenamento-cardio-dance-da-15-con-Pamela-Reef.png" alt="" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/10/Allenamento-cardio-dance-da-15-con-Pamela-Reef.png 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/10/Allenamento-cardio-dance-da-15-con-Pamela-Reef-331x232.png 331w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/10/Allenamento-cardio-dance-da-15-con-Pamela-Reef-300x210.png 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></a><br />
Tipicamente <strong>si può fare 30&#8243; di esercizio e 30&#8243; di recupero</strong>, modulando la durata delle due fasi in base all&#8217;intensità che si vuole dare all&#8217;allenamento: meno recupero e più lavoro per un allenamento più intenso, più recupero e meno esercizio per un allenamento più blando. Ci sono tante <a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/tecnologia/app-forma-vacanza-sport-salute/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">App che aiutano a tenere il tempo</a> (ma può andar bene anche un semplice orologio da parete, facendo di necessità virtù) e anche a trovare la sequenza degli esercizi.</p>
<h2>Allenamento cardio a casa: che esercizi fare</h2>
<p>Tuttavia se volete dare fondo alla fantasia una base di <strong>esercizi da cui cominciare un allenamento cardio a casa</strong> può essere la seguente:</p>
<ul>
<li>Skip (o corsa sul posto)</li>
<li>Jumping Jack</li>
<li>Step-up</li>
<li>Mountain climber (burpess)</li>
<li>Salto con la corda</li>
<li>Squat</li>
<li>Affondi (avanti, indietro, incrociati, clock)</li>
<li>Crunch</li>
<li>Push-up (anche rovesciati per i tricipiti)</li>
<li>Scaletta</li>
</ul>
<h3>Allenamento cardio a casa: lo Skip</h3>
<p>Lo skip altro non è che la corsa sul posto. Non è esattamente come correre, perché le ginocchia vengono portate molto più in alto, fin quasi all&#8217;altezza del bacino, e perché il busto è ancora più eretto. Tuttavia è un <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/running/esercizi-di-riscaldamento-prima-di-correre/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">tipico esercizio di preatletica e riscaldamento per il running</a>, con numerosi benefici in fatto di reclutamento delle fibre ed elasticità del piede. Lo skip si può alternare alla <strong>corsa calciata sul posto</strong>, altro classico esercizio di preatletica che si può fare anche in salotto, sul balcone o comunque con poco spazio a disposizione.</p>
<p>&nbsp;</p>
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<h3></h3>
<h3>Allenamento cardio a casa: Jumping Jack</h3>
<p>I Jumping Jack sono il più classico degli <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/fitness/12-esercizi-a-corpo-libero-per-allenarsi-a-casa/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">esercizi a corpo libero da fare a casa</a>, e altro non sono che saltelli che passano da piedi uniti a piedi divaricati coordinandosi con le braccia (che vanno da lungo i fianchi a distese sopra la testa). Una buona variazione può essere farli anche sul piano saggitale, cioè portando avanti e indietro alternate sia le gambe che le braccia.</p>
<h3>Allenamento cardio a casa: Step-Up</h3>
<p>Altro ottimo esercizio cardio da fare a casa avendo poco spazio a disposizione sono gli step-up: può bastare una sedia stabile e con la seduta piatta, da appoggiare al muro (magari con un asciugamano a proteggere la tinteggiatura) e si tratta semplicemente di <strong>salire e scendere alternando una gamba all&#8217;altra</strong>. È chiaramente un esercizio di forza resistente per le gambe, più è alta la sedia (o l&#8217;appoggio) e più è impegnativo: volendo si può fare anche sfruttando un gradino, e se si dispone di una vera e propria scala ci si può allenare a salire e scendere dalle scale di corsa, con tutti i benefici <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/fitness/i-5-motivi-per-cui-conviene-allenarsi-di-corsa-sulle-scale/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">che abbiamo spiegato qui</a>.</p>
<h3>Allenamento cardio a casa: Mountain Climber</h3>
<p>Un grande classico del riscaldamento di molte discipline di fitness, dal Crossfit in giù: in pratica si tratta di appoggiare mani e piedi a terra e poi simulare con le gambe la salita di una parete inclinata, come un alpinista, alternando i passi (si portano le ginocchia sotto il petto alternativamente). Come esercizio per l&#8217;allenamento cardio a casa <strong>il Mountain Climber è già impegnativo di suo</strong>, ma se si vuole qualcosa di ancora più duro ci sono sempre i Burpess, la cui esecuzione e benefici <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/fitness/burpees-benefici-come-farli/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">abbiamo spiegato qui</a>.</p>
<h3>Allenamento cardio a casa: salto con la corda</h3>
<p>Con una corda, il <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/fitness/dimagrire-saltando-la-corda-come-perdere-peso-con-gli-esercizi-giusti/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">più semplice ed economico attrezzo da home fitness</a>, si potrebbe fare un intero allenamento cardio a casa. Basta ricordarsi di come si faceva da bambini e inserire tutte le possibili variazioni. Vero è che però non è sempre fattibile saltare la corda in casa, soprattutto in un appartamento piccolo: ma se si dispone di un terrazzino, o di un cortile condominiale, può essere una buona soluzione nelle belle giornate per fare allenamento senza uscire di casa.</p>
<h3>Allenamento cardio a casa: Squat</h3>
<p>Gli Squat senza bilanciere e a corpo libero (o <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/fitness/video-come-si-eseguono-correttamente-gli-air-squat/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Air-Squat</a>) sono perfetti da inserire in un allenamento cardio a casa a intervalli: serve pochissimo spazio, sono intensi, fanno lavorare cuore e polmoni e soprattutto sono sempre un ottimo allenamento di forza per le gambe. Qui abbiamo spiegato <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/fitness/4-errori-da-non-commettere-quando-si-fa-lo-squat/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">gli errori più comuni da evitare</a> e <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/running/running-i-migliori-esercizi-di-forza-per-addominali-e-gambe/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">come farli correttamente</a>.</p>
<h3>Allenamento cardio a casa: Affondi</h3>
<p>Idem come lo Squat: basta poco spazio, anche quello del corridoio di casa, e sono tosti e intensi per muscoli e fiato. Peraltro tra affondi avanti e indietro (<a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/fitness/affondi-avanti-e-affondi-indietro-differenze/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">qui le differenze</a>) e affondi laterali c&#8217;è modo di fare tante variazioni e non annoiarsi mai.</p>
<h3>Allenamento cardio a casa: Crunch</h3>
<p>I Crunch, cioè gli addominali, sono come il prezzemolo: vanno sempre bene. Alternati ogni due esercizi dedicati a gambe e braccia sono perfetti per mantenere alto il ritmo, e dare un po&#8217; di variazione all&#8217;allenamento. Crunch, Sit-Up e <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/fitness/pancia-piatta-gli-esercizi-da-fare-a-casa/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">chi più ne ha più ne metta</a>: qui trovi <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/fitness/esercizi-per-addominali-a-casa/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">tanti modi per fare gli addominali</a> da sfruttare per il tuo workout.</p>
<h3>Allenamento cardio a casa: Push-Up</h3>
<p>Anche i Push-Up, cioè i piegamenti sulle braccia, si possono adattare benissimo a un allenamento cardio a casa. Ne esistono infinite variazioni, a mani strette o larghe, avanti o indietro rispetto alle spalle, rovesciati per i tricipiti e i dorsali e chi più ne ha più ne metta (<a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/fitness/17-modi-diversi-di-fare-i-piegamenti-sulle-braccia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">qui ne trovi ben 17 tipi</a>): se fare i piegamenti richiede troppa forza rispetto all&#8217;obiettivo cardio del tuo allenamento, anziché commettere i più comuni <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/fitness/piegamenti-sulle-braccia-errori-da-evitare/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">errori come questi</a>, li puoi eseguire con le ginocchia appoggiate a terra, che risultano un po&#8217; meno faticosi.</p>
<h3>Allenamento cardio a casa: la Scaletta</h3>
<p>La Scaletta è un ottimo attrezzo fitness per fare variazioni di ritmo e stimolare l&#8217;appoggio del piede (<a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/fitness/i-3-motivi-per-cui-comprare-una-scaletta-agility-ladder/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">qui tutti i benefici e i motivi per comprarne una</a>). Non hai una scaletta? Basta un po&#8217; di fantasia e puoi appoggiare per terra delle fettucce di tessuto, oppure del nastro adesivo di carta di quelli che si usano per imbiancare casa, o delle striscioline di carta attaccate con dello scotch normale o tutto quello che ti suggerisce la fantasia per &#8220;disegnare&#8221; una scaletta per terra. L&#8217;importante è che la distanza sia tale da permetterti di appoggiare il piede all&#8217;interno.<br />
<em>Foto di <a href="https://pixabay.com/it/users/karabulakastan-6729797/?utm_source=link-attribution&amp;utm_medium=referral&amp;utm_campaign=image&amp;utm_content=3293475" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">karabulakastan</a> da <a href="https://pixabay.com/it/?utm_source=link-attribution&amp;utm_medium=referral&amp;utm_campaign=image&amp;utm_content=3293475" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">Pixabay</a></em></p>
<h4></h4>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Claudio Gervasoni' src='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/claudio-gervasoni/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Claudio Gervasoni</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Giornalista, autore, consulente nel digital marketing e sportivo praticante, scrive di outdoor, fitness, sport e tecnologia per importanti testate internazionali come Men’s Health, GQ, Wired e Starbene. Quando non scrive ama correre, fare escursioni in montagna a piedi o con la sua bici gravel, e camminare a piedi nudi.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="http://claudiogervasoni.wordpress.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">claudiogervasoni.wordpress.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Felicità e natura: cosa succede al cervello quando camminiamo all’aperto</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/perche-camminare-in-montagna-ci-rende-felici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Gervasoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Oct 2025 07:22:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Trekking]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[felicità]]></category>
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					<description><![CDATA[Avete presente quella sensazione impagabile quando arrivate al rifugio, o in vetta ad ammirare il[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2019/05/camminare-in-montagna-rende-felici.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="camminare in montagna" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2019/05/camminare-in-montagna-rende-felici.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2019/05/camminare-in-montagna-rende-felici-331x232.jpg 331w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2019/05/camminare-in-montagna-rende-felici-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p data-start="750" data-end="1596">Avete presente quella sensazione impagabile quando arrivate al rifugio, o in vetta ad ammirare il panorama, e vi sentite in pace con il mondo? Non è solo merito del paesaggio o della fatica ben spesa: è <strong>la biologia che parla.</strong></p>
<h2 data-start="750" data-end="1596">Perché camminare in montagna ci rende felici</h2>
<p data-start="750" data-end="1596">Due ricerche — una della <a href="https://www.umich.edu/" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">University of Michigan</a> e una della <a href="http://www.edgehill.ac.uk/" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">Edge Hill University</a> — hanno dimostrato che <strong data-start="1090" data-end="1144">camminare nella natura abbassa i livelli di stress</strong>, stimola la produzione di endorfine e rafforza la sensazione di benessere e soddisfazione personale.<br />
<img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-78488" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2019/05/pexels-roman-odintsov-4552990.jpg" alt="Perché camminare in montagna ci rende felici" width="1280" height="840" />I dati, raccolti su oltre <strong data-start="1282" data-end="1344">2000 partecipanti al Walking for Health Program britannico</strong>, mostrano come il semplice atto di camminare in ambienti naturali riduca gli influssi negativi dello stress e favorisca <strong data-start="1465" data-end="1520">emozioni positive, ottimismo e stabilità dell’umore</strong>. Gli studi sono stati pubblicati sulla rivista scientifica <em data-start="1580" data-end="1595">Ecopsychology</em>.</p>
<h2 data-start="1603" data-end="1640">
Il potere rigenerante della natura</h2>
<p data-start="1642" data-end="2502">Il contatto con la natura attiva una risposta fisiologica che abbassa i livelli di <strong data-start="1725" data-end="1738">cortisolo</strong>, l’ormone dello stress, e migliora la <strong data-start="1777" data-end="1813">funzione cardiaca e respiratoria</strong>. Camminare in montagna, immersi nel verde e nei suoni naturali, induce uno stato di <strong data-start="1898" data-end="1922">attenzione rilassata</strong> che favorisce la concentrazione e libera la mente dai pensieri ricorrenti.<br />
<br data-start="1997" data-end="2000" />È il principio alla base della cosiddetta <strong data-start="2042" data-end="2059">green therapy</strong>, ormai studiata da università e centri di ricerca di tutto il mondo: bastano pochi minuti in un ambiente naturale per migliorare la frequenza cardiaca, la pressione sanguigna e il tono dell’umore.<br data-start="2256" data-end="2259" />Non a caso, secondo uno studio dell’<strong data-start="2295" data-end="2333">American Psychological Association</strong>, le persone che vivono vicino a spazi verdi riportano livelli più bassi di ansia e depressione rispetto a chi trascorre la vita in contesti urbani densamente costruiti.</p>
<p data-start="1642" data-end="2502"><strong>&gt; Per approfondire</strong>: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/ambiente/stare-nella-natura-e-il-segreto-della-longevita/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">Stare nella natura è il segreto della longevità</a></p>
<h2 data-start="2509" data-end="2557">
Passeggiate regolari per il benessere mentale</h2>
<p data-start="2559" data-end="3215">Un’altra ricerca del <strong data-start="2580" data-end="2618">James Hutton Institute di Aberdeen</strong>, condotta dal Social, Economic and Geographical Sciences Research Group, ha confermato che i benefici aumentano con la regolarità.<br data-start="2749" data-end="2752" />Bastano <strong data-start="2760" data-end="2791">tre passeggiate a settimana</strong>, anche brevi, purché in un ambiente naturale, per ridurre sensibilmente lo stress e migliorare la percezione di felicità.<br />
<br data-start="2913" data-end="2916" />Il movimento fisico, unito all’esposizione alla luce naturale, stimola la produzione di <strong data-start="3004" data-end="3018">serotonina</strong> e <strong data-start="3021" data-end="3033">dopamina</strong>, neurotrasmettitori che regolano l’umore e la motivazione. E non serve scalare una montagna ogni volta: anche una <strong data-start="3148" data-end="3186">passeggiata nel parco o in collina</strong> può produrre effetti simili.</p>
<h2 data-start="3222" data-end="3260">
Camminare come forma di meditazione</h2>
<p data-start="3262" data-end="3936">Camminare nella natura è anche una forma di <strong data-start="3306" data-end="3334">meditazione in movimento</strong>. Il ritmo regolare dei passi, la respirazione profonda e la concentrazione sull’ambiente circostante favoriscono la <strong data-start="3451" data-end="3479">consapevolezza del corpo</strong> e la <strong data-start="3485" data-end="3505">presenza mentale</strong>.<br />
<br data-start="3506" data-end="3509" />Molti escursionisti parlano di un “effetto silenzio” che si instaura dopo pochi minuti di cammino: la mente smette di correre, il respiro si sincronizza con il passo e nasce una sensazione di equilibrio difficile da trovare altrove.<br data-start="3741" data-end="3744" />Per questo molti terapeuti consigliano oggi la <strong data-start="3791" data-end="3810">mindful walking</strong>, una camminata consapevole che unisce benefici fisici e psicologici e può diventare una vera pratica di benessere quotidiano.</p>
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Spoiler: ne mandiamo poche, ma buone!</h4>
<h2 data-start="3943" data-end="3972">
Un antidepressivo naturale</h2>
<p data-start="3974" data-end="4629">L’effetto positivo del camminare nella natura è così potente da essere paragonato a un <strong data-start="4061" data-end="4088">antidepressivo naturale</strong>. Alcuni studi pubblicati su <em data-start="4117" data-end="4142">Frontiers in Psychology</em> hanno rilevato che anche una sola uscita settimanale all’aperto può ridurre i sintomi di stress cronico e migliorare il sonno.<br />
<br data-start="4269" data-end="4272" />Il paesaggio montano, poi, aggiunge un elemento simbolico forte: <strong data-start="4337" data-end="4365">la conquista della vetta</strong>. Raggiungerla, anche se piccola, genera una soddisfazione autentica che rinforza l’autostima e l’autoefficacia. È un gesto che parla di equilibrio, di fiducia nelle proprie capacità e di riconnessione con la natura — tutti ingredienti fondamentali della felicità.</p>
<p>E come se non bastasse, una recente ricerca americana ha dimostrato che <a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/ambiente/perche-stare-nella-natura-ci-fa-capire-meglio-le-emozioni/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">i bambini che stanno a contatto della natura dimostrano una maggiore capacità di capire le emozioni e di relazionarsi con gli altri</a>.</p>
<p><strong>Per approfondire</strong>: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/il-dottore-che-prescrive-passeggiate-nella-natura-anziche-medicine/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">Il dottore che prescrive passeggiate nella natura anziché medicine</a></p>
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<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Claudio Gervasoni' src='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/claudio-gervasoni/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Claudio Gervasoni</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Giornalista, autore, consulente nel digital marketing e sportivo praticante, scrive di outdoor, fitness, sport e tecnologia per importanti testate internazionali come Men’s Health, GQ, Wired e Starbene. Quando non scrive ama correre, fare escursioni in montagna a piedi o con la sua bici gravel, e camminare a piedi nudi.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="http://claudiogervasoni.wordpress.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">claudiogervasoni.wordpress.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Perché allenarsi con la palla medica fa così bene (e costa così poco)</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/sport/fitness/motivi-per-comprare-una-palla-medica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Gervasoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Oct 2025 08:43:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fitness]]></category>
		<category><![CDATA[allenamento]]></category>
		<category><![CDATA[palla medica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.sportoutdoor24.it/?p=52306</guid>

					<description><![CDATA[La palla medica è la storia del fitness e della preparazione fisica. Esattamente come i[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2019/06/5-motivi-per-comprare-la-palla-medica.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="palla medica" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2019/06/5-motivi-per-comprare-la-palla-medica.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2019/06/5-motivi-per-comprare-la-palla-medica-331x232.jpg 331w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2019/06/5-motivi-per-comprare-la-palla-medica-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>La <strong>palla medica</strong> è la <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/fitness/la-storia-delle-10-tendenze-del-fitness-negli-ultimi-70-anni/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">storia del fitness e della preparazione fisica</a>. Esattamente come i <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/fitness/a-cosa-serve-kettlebell-esercizi-benefici/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">kettlebell</a>, le palle mediche sono state le prime forme di sovraccarico per allenamento funzionale utilizzate fin dagli albori della preparazione atletica.</p>
<p>Ma se un tempo erano della sfere di pelle, cucite grossolanamente e riempite di sabbia, oggi in giro se ne trovano in gomma o poliuretano, con grip o maniglie per una miglior presa, con il peso uniformemente distribuito oppure instabile, come nel caso delle <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/fitness/5-esercizi-per-le-gambe-da-fare-con-la-fluiball/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Fluiball riempite con liquido</a>. Il tutto al costo, irrisorio per un attrezzo di fitness così versatile, di <a href="https://www.amazon.it/s?k=palle+mediche&amp;__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&amp;crid=3R86ULSV59TXL&amp;sprefix=palle+mediche%2Caps%2C161&amp;ref=nb_sb_ss_i_1_13&amp;_encoding=UTF8&amp;tag=sportoutdoor2-21&amp;linkCode=ur2&amp;linkId=2f96a7b4e047ac3a6d38e43669709e19&amp;camp=3414&amp;creative=21718" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">poche decine di euro</a><img loading="lazy" style="border: none !important; margin: 0px !important;" src="//ir-it.amazon-adsystem.com/e/ir?t=sportoutdoor2-21&amp;l=ur2&amp;o=29" alt="" width="1" height="1" border="0" />.</p>
<h2>Perché comprare una palla medica</h2>
<p>Anche in un&#8217;epoca dominata da <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/fitness/perche-il-trx-e-un-allenamento-che-funziona/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">TRX</a>, <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/fitness/i-vantaggi-dellusare-la-swiss-ball/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">swissball</a>, <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/fitness/come-allenarsi-con-gli-elastici/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">elastici</a> ed <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/fitness/come-allenarsi-con-gli-esercizi-isometrici/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">esercizi isometrici</a>, ci sono tanti motivi, e numerosi <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/fitness/perche-e-utile-fare-esercizi-con-la-palla-medica/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">benefici come questi</a>, per comprare una palla medica e tenerla a casa tra i propri <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/fitness/home-fitness-10-piccoli-attrezzi-per-tenersi-in-forma-a-casa/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">attrezzi da home fitness</a>.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/05/Palla-medica.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="size-full wp-image-119512 aligncenter" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/05/Palla-medica.jpg" alt="" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/05/Palla-medica.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/05/Palla-medica-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/05/Palla-medica-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></a></p>
<h3>Allenarsi con una palla medica è divertente</h3>
<p>Lanci, sollevamenti, torsioni, piegamenti, passaggi: allenarsi con la medicine ball è <strong>molto più divertente e funzionale</strong> che fare più o meno le stesse cose alle macchine da fitness di una palestra. Anche se, e quando, ti alleni da solo: pensa solo a come potresti <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/fitness/come-allenare-gli-addominali/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">fare gli addominali</a> tenendone in mano una da qualche kg&#8230;</p>
<h3>La palla medica ha un rapporto costi / benefici super efficiente</h3>
<p>L&#8217;attrezzo passepartout non esiste, ma tra gli attrezzi da fitness che fanno molte cose, questo è tra quelli con un <strong>rapporto costi / benefici tra i più efficienti</strong>. Puoi fare esercizi settoriali o total body, di forza resistente o di forza esplosiva, isometrici o anche cardiovascolari. Un po&#8217; di fantasia e qualche buon eserciziario e sei a posto per parecchio tempo.</p>
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<h3>La palla medica sviluppa potenza e forza esplosiva</h3>
<p>Se sei un vero sportivo / una vera sportiva e tra i tuoi obiettivi di allenamento in vista delle performance hai lo <strong>sviluppo della forza esplosiva</strong>, questo è l&#8217;attrezzo perfetto da utilizzare. Pensa al tipico esercizio del <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/fitness/8-consigli-per-chi-vuol-cominciare-a-fare-crossfit/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Crossfitt</a> che prevede lo squat con la palla medica in mano e poi il lancio verso l&#8217;alto: alla base c&#8217;è il <strong>principio della pliometria</strong>, che prevede un allungamento della muscolatura prima della contrazione muscolare, e non c&#8217;è niente di meglio delle palle mediche per avere questo effetto di potenza esplosiva.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/12/Fluiball.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="size-full wp-image-114008 aligncenter" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/12/Fluiball.jpg" alt="" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/12/Fluiball.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/12/Fluiball-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></a></p>
<h3>La palla medica è perfetta per il riscaldamento</h3>
<p>Gli esercizi funzionali con un leggero sovraccarico, come appunto una palla medica di pochi kg, sono <strong>perfetti per il riscaldamento</strong> prima di una prestazione atletica perché <strong>aumentano velocità e precisione dei movimenti</strong> nonché propriocezione e coordinazione. Il tutto al prezzo di poche decine di euro da spalmare come investimento in anni e anni di allenamento.</p>
<h3>La palla medica migliora propriocezione e coordinazione</h3>
<p>Pensa a qualunque esercizio di fitness, dallo <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/fitness/4-errori-da-non-commettere-quando-si-fa-lo-squat/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">squat</a> agli affondi, dagli addominali ai <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/fitness/17-modi-diversi-di-fare-i-piegamenti-sulle-braccia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">push-up</a>. E ora immagina di farli afferrando una palla medica (o appoggiandoti su di essa): il fatto di avere un modesto sovraccarico fuori dal tuo baricentro non farà altro che richiedere una stimolazione più profonda della muscolatura, soprattutto quella del core e di tutti i muscoli stabilizzatori e deputati al controllo corporeo. E tutto questo si trasforma in prestazioni migliori e minor numero di infortuni. Garantito.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Claudio Gervasoni' src='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/claudio-gervasoni/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Claudio Gervasoni</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Giornalista, autore, consulente nel digital marketing e sportivo praticante, scrive di outdoor, fitness, sport e tecnologia per importanti testate internazionali come Men’s Health, GQ, Wired e Starbene. Quando non scrive ama correre, fare escursioni in montagna a piedi o con la sua bici gravel, e camminare a piedi nudi.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="http://claudiogervasoni.wordpress.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">claudiogervasoni.wordpress.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Longevità e salute: perché la natura è la migliore medicina</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/ambiente/stare-nella-natura-e-il-segreto-della-longevita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Gervasoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Oct 2025 11:33:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[invecchiamento]]></category>
		<category><![CDATA[longevità]]></category>
		<category><![CDATA[natura]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sportoutdoor24.it/?p=31716</guid>

					<description><![CDATA[Il segreto della longevità per vivere a lungo e in salute? Passare del tempo ogni giorno a[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1500" height="1001" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2019/10/Stare-nella-natura-e-il-segreto-della-longevita.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Stare nella natura è il segreto della longevità" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2019/10/Stare-nella-natura-e-il-segreto-della-longevita.jpg 1500w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2019/10/Stare-nella-natura-e-il-segreto-della-longevita-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2019/10/Stare-nella-natura-e-il-segreto-della-longevita-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /><br><br><p>Il segreto della longevità per vivere a lungo e in salute?<strong> Passare del tempo ogni giorno a contatto della natura</strong>, spazi ‘verdi’ (dove ci sono piante, fiori, prati) ma anche ‘blu’, ovvero a contatto con corsi o specchi d’acqua.</p>
<p>Come non bastassero questi <a href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/6-benefici-per-la-salute-dello-stare-nella-natura/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">6 benefici scientificamente provati</a> (tra cui il miglioramento del sonno e la riduzione degli stati d’ansia), il fatto che <a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/ambiente/perche-stare-nella-natura-ci-fa-capire-meglio-le-emozioni/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">la natura ci faccia capire meglio le emozioni</a> e <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/perche-camminare-in-montagna-ci-rende-felici/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">ci renda davvero felici</a> ora uno <a href="http://discover.umn.edu/news/health-medicine/everyday-access-nature-improves-quality-life-older-adults" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">studio condotto dalla University of Minnesota</a> e pubblicato sulla rivista scientifica Health and Place dimostra come <strong>il contatto quotidiano con la natura migliora la qualità della vita nella terza età</strong>, aumentando la speranza di vita.</p>
<h2>Il segreto della longevità: stare nella natura per vivere bene e a lungo</h2>
<p>La ricerca è stata condotta su un gruppo di persone tra i 65 e gli 86 anni di Vancouver (Canada) di diverse estrazioni sociali ed etnie e con varie e diverse problematiche di salute: il solo fatto di <strong>garantire più facilmente l’accesso alle aree verdi e blu</strong> (aumentando il numero di giardini pubblici all’interno delle città, predisponendo strutture come panchine e viali calpestabili da persone anziane, migliorando il trasporto pubblico verso l’esterno delle città) ha permesso loro di ‘utilizzare’ la natura per <strong>essere più attivi dal punto di vista fisico, spirituale e sociale</strong>.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-31717" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/09/Natura-Longevita.jpg" alt="Stare nella natura è il segreto della longevità" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/09/Natura-Longevita.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/09/Natura-Longevita-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></p>
<p><strong>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/camminare-nella-natura-fa-bene-anche-alla-mente/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Camminare nella natura fa bene alla mente</a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Insomma, non si tratta solo di fare una passeggiata, ma anche di fermarsi ad ammirare il paesaggio o un fiore o di interagire con altre persone: in questo modo <strong>sono diminuiti i livelli di alcuni indicatori ‘negativi’</strong> (sensazione di noia, solitudine, isolamento) e per alcuni è stato possibile superare blocchi e resistenze dovuti a condizioni croniche di malattia, disabilità o non indipendenza legate all’età.</p>
<p>Secondo <strong>Jessica Finlay che ha condotto la ricerca</strong> e coordinato il progetto per la University of Minnesota, 3 sono i punti cardine per una vecchiaia lunga e sana:</p>
<ul>
<li><strong>Considerare il benessere complessivo</strong>: gli aspetti mentali e sociali sono importanti tanto quanto quelli fisici.</li>
<li><strong>Uscire di casa regolarmente</strong>, almeno una volta al giorno, anche solo per andare al giardinetto vicino a casa.</li>
<li><strong>Mettere tra le priorità quotidiane il contatto con la natura</strong>, fosse anche solo sedersi su una panchina, prendersi cura delle piante o ascoltare il suono dell’acqua che scorre.</li>
</ul>
<p>Non è la ricetta del dottor Robert Zarr, pediatra di Washington, DC, che sta <a href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/il-dottore-che-prescrive-passeggiate-nella-natura-anziche-medicine/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">prescrivendo passeggiate nella natura al posto delle medicine</a>?<br />
<em>Credits: <a href="https://pixabay.com/en/man-old-bike-nature-green-471192/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Pixabay / Herriest</a></em></p>
<h4></h4>
<p>&nbsp;</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Claudio Gervasoni' src='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/claudio-gervasoni/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Claudio Gervasoni</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Giornalista, autore, consulente nel digital marketing e sportivo praticante, scrive di outdoor, fitness, sport e tecnologia per importanti testate internazionali come Men’s Health, GQ, Wired e Starbene. Quando non scrive ama correre, fare escursioni in montagna a piedi o con la sua bici gravel, e camminare a piedi nudi.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="http://claudiogervasoni.wordpress.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">claudiogervasoni.wordpress.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>In questo angolo del Piemonte c&#8217;è una ciclovia lungo il fiume di cui ti innamori sicuramente</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cicloturismo/in-questo-angolo-del-piemonte-ce-una-ciclovia-lungo-il-fiume-di-cui-ti-innamori-sicuramente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Gervasoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Oct 2025 07:47:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cicloturismo]]></category>
		<category><![CDATA[ciclovie]]></category>
		<category><![CDATA[piemonte]]></category>
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					<description><![CDATA[Guarda la cartina del Piemonte, lì in alto a destra verso la Svizzera. La vedi[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1000" height="750" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/09/Laghi-e-monti-Bike-17.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Ciclovia del Toce" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/09/Laghi-e-monti-Bike-17.jpg 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/09/Laghi-e-monti-Bike-17-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/09/Laghi-e-monti-Bike-17-768x576.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/09/Laghi-e-monti-Bike-17-100x75.jpg 100w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><br><br><p>Guarda la cartina del Piemonte, lì in alto a destra verso la Svizzera. La vedi Domodossola? Ecco, da lì parte (o arriva) la ciclovia del Toce, una tra le più sorprendenti del nostro Paese, che non ha nulla da invidiare a molte delle ciclovie più decantate d&#8217;Europa (da quella della Drava in poi, per capirci) e che vale davvero la pena scoprire stagione dopo stagione.</p>
<h2>In un angolo del Piemonte c&#8217;è la ciclovia del Toce di cui ti innamori sicuramente</h2>
<p>La Ciclovia del Toce è un itinerario di poco meno di 50 km che parte da Domodossola (stazione dei treni) e arriva fino alla riserva naturale del Fondo Toce terminando alla Stazione ferroviaria di Verbania – Pallanza. Oppure si può fare anche nel senso opposto visto che a Fondotoce siamo a 194 metri slm, e a Domodossola stazione siamo a 270. Quindi niente di non affrontabile anche da chi non la gamba da grandi scalate di montagna in bicicletta.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-616869" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/09/Laghi-e-monti-Bike-19.jpg" alt="Ciclovia del Toce" width="1000" height="667" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/09/Laghi-e-monti-Bike-19.jpg 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/09/Laghi-e-monti-Bike-19-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/09/Laghi-e-monti-Bike-19-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>Detto che la Ciclovia del Toce coincide in parte con l’itinerario La Via del Mare che parte da Domodossola e termina ad Imperia attraversando da nord a sud tutto il Piemonte, e che a nordo si innesta anche con il progetto Laghi e Monti Bike, in mezzo lungo il percorso c&#8217;è tutto ciò che ti può divertire durante una gita in bici: centri storici, sponde del fiume, boschetti e radure, corsie ciclabili e stradine di campagna, sottopassi, ponticelli e passerelle, bei panorami e scorci wild con vegetazione lussureggiante, piccoli guadi e anche qualche tratto con il fondo grossolano in cui divertirsi a guidare.</p>
<h2>3 segmenti tematici: borghi, boschi e fiori (più i fiumi come bonus)</h2>
<p>47 km sostanzialmente pianeggianti si possono fare tranquillamente tutti d&#8217;un fiato &#8211; tempo stimato intorno alle 4 ore, manciata di minuti più, manciata di minuti meno &#8211; oppure la Ciclovia del Toce può essere suddivisa in 3 segmenti tematici: In bici tra i borghi: da Domodossola a Vogogna; In bici tra i boschi: da Vogogna a Ornavasso; In bici tra i fiori: da Ornavasso a Fondotoce. La cosa interessante è che tutti i paesi del fondovalle hanno una stazione ferroviaria per raggiungere il punto di partenza, per tornare indietro o direttamente a casa.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-616873" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/09/Laghi-e-monti-Bike-20.jpg" alt="" width="1000" height="667" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/09/Laghi-e-monti-Bike-20.jpg 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/09/Laghi-e-monti-Bike-20-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/09/Laghi-e-monti-Bike-20-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>E poi c&#8217;è la bonus track, ovvero un quarto percorso tematico chiamato In bici tra i fiumi che si srotola ad anello a nord di Domodossola: puoi farlo a sé stante, usarle come giro &#8220;di lancio&#8221; prima di affrontare la discesa, o anche giro &#8220;d&#8217;onore&#8221; per metterci ancora qualche km nelle gambe e godertela fino in fondo.</p>
<h2>Vale la penda andarci? (E se sì, quando?)</h2>
<p>Sì, vale la pena andarci altrimenti non staremmo qui a scriverne: non aspettatevi fuochi d&#8217;artificio ed effetto wow di altre ciclovie più chiacchierate, ma se cercate un percorso sincero, divertente, affascinante, con tanta natura non da cartolina ma vera, bei borghi, cose interessanti da vedere e anche cose interessanti da mangiare, ne vale sicuramente la pena. Anche caricando la bici in treno, per esempio da Milano o comunque dalla pianura.</p>
<p>Quando andarci: dalla primavera all&#8217;autunno, ogni momento è buono, e ogni stagione ha i suoi plus. Dalla fioritura al foliage, passando per la stagione più calda in cui cercare frescura in montagna e in riva al fiume, l&#8217;unica stagione davvero sconsigliata è solo l&#8217;inverno, per le temperature e perché fango e umidità potrebbero rendere complicato guidare una bici sui tratti più terrosi o sassosi.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Claudio Gervasoni' src='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/claudio-gervasoni/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Claudio Gervasoni</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Giornalista, autore, consulente nel digital marketing e sportivo praticante, scrive di outdoor, fitness, sport e tecnologia per importanti testate internazionali come Men’s Health, GQ, Wired e Starbene. Quando non scrive ama correre, fare escursioni in montagna a piedi o con la sua bici gravel, e camminare a piedi nudi.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="http://claudiogervasoni.wordpress.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">claudiogervasoni.wordpress.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Vuoi correre più veloce? Il segreto non è allenarti di più, segui questi consigli</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/sport/running/8-consigli-per-riuscire-a-correre-piu-veloce/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Gervasoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Oct 2025 07:44:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Running]]></category>
		<category><![CDATA[allenamento]]></category>
		<category><![CDATA[corsa]]></category>
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					<description><![CDATA[Voler correre più veloce è inevitabile dopo un po&#8217; che ci si dedica al running.[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/12/8-consigli-per-correre-più-veloci.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="8 consigli per correre più veloce" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/12/8-consigli-per-correre-più-veloci.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/12/8-consigli-per-correre-più-veloci-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/12/8-consigli-per-correre-più-veloci-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Voler <strong>correre più veloce</strong> è inevitabile dopo un po&#8217; che ci si dedica al running. Basta partecipare alla prima tapasciata di paese e veder sfrecciare accanto a sé un corridore dietro l&#8217;altro, per cominciare a chiedersi <strong>come fare per correre con una velocità maggiore</strong>. E la prima risposta alla domanda su come <strong>abbassare i tempi sulla corsa</strong> è normalmente quella sbagliata: per correre più velocemente non basta allenarsi di più, correndo distanze più lunghe, o più spesso. Per riuscire a migliorare le proprie prestazioni bisogna lavorare su un insieme di fattori che, tutti assieme, permetteranno di abbassare i tempi sul chilometro e diventare un runner sempre più veloce.</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/cosa-mangiare-per-correre-piu-veloce/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Cosa mangiare per correre più velocemente</a></strong></p>
<h2>I consigli dei runner esperti per correre più veloce</h2>
<p>Dalla postura del corpo al ritmo della falcata e fino al modo in cui ci si allena e alle scarpe che si usano, in allenamento e in gara, ecco allora 8 consigli per correre più veloce.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/02/consumare-grassi-corsa.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="size-full wp-image-625420 aligncenter" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/02/consumare-grassi-corsa.jpg" alt="consumare-grassi-corsa" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/02/consumare-grassi-corsa.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/02/consumare-grassi-corsa-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/02/consumare-grassi-corsa-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></a></p>
<h3>1. La postura del corpo</h3>
<p>Si può correre come si vuole, non è vietato, e in giro c&#8217;è gente che corre nei modi più assurdi. Ma quando si comincia a pensare ai tempi e a correre più veloce ci sono alcune <strong>regole di biomeccanica che riguardano la postura del corpo</strong> che non si possono ignorare. Per correre più velocemente il corpo deve essere ben bilanciato, il che significa <strong>con il busto e il petto leggermente avanti</strong> rispetto alle caviglie di modo che un ipotetico asse che parte dalla testa, passa per il baricentro e finisce nel bacino sia retto e leggermente inclinato in avanti. Correre con le spalle indietro significa spezzare quell&#8217;asse e perdere equilibrio e bilanciamento durante il passo.</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/running-la-postura-ideale-per-proteggere-le-tue-ginocchia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Running: la postura ideale per proteggere le ginocchia</a></strong></p>
<h3>2. Piegare le braccia e tenerle vicino al corpo</h3>
<p>Si corre con i piedi e le gambe ma <strong>le braccia giocano un ruolo importantissimo</strong> nel dare la cadenza e il ritmo della corsa. Le braccia devono essere infatti piegate a 90° all&#8217;altezza del gomito, oscillare avanti e indietro senza mai superare il petto e rimanendo ben vicine al tronco. Il movimento deve essere fluido, non forzato, spingendo all&#8217;indietro e recuperando in avanti, con le spalle ferme ma rilassate. Piccolo dettaglio che può fare la differenza: <strong>le mani sono aperte e non chiuse a pugno</strong> generando inutili tensioni.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/09/corsa.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-600666" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/09/corsa.jpg" alt="Corsa" width="1000" height="668" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/09/corsa.jpg 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/09/corsa-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/09/corsa-768x513.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p><strong>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/running/8-errori-da-evitare-quando-si-corre/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">8 errori da evitare quando si corre</a></strong></p>
<h3>3. Fare passi corti e rapidi</h3>
<p>La <strong>frequenza dei passi</strong> è importantissima per aumentare la velocità di corsa e no, pensare di allungare il passo per fare più strada, non è il modo per andare più veloce. Il segreto è <strong>fare passi brevi, frequenti, saltando il meno possibile</strong> ma sfiorando anzi il terreno. Il segreto è quello di far appoggiare i piedi esattamente sotto alle ginocchia, preferibilmente con l&#8217;avampiede più che con il tallone, e cercando di aumentare il numero di passi al minuto (i veri runner ne fanno anche 180 in 60&#8243;!).</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/running/running-meglio-appoggiare-prima-i-talloni-o-le-punte/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Running: meglio appoggiare prima i talloni o le punte?</a></strong></p>
<h3>4. Allenarsi con le ripetute</h3>
<p>Le ripetute sono il segreto, e talvolta il nemico, di ogni runner. Sostanzialmente si tratta di mettere dentro una grande scatola (per esempio 5km) tante piccole scatole a una velocità maggiore di quella che si potrebbe tenere (<strong>per esempio 500 metri ripetuti 10 volte</strong>). Ci sono ripetute che sono sostanzialmente degli scatti, altre che richiedono distanze medie come appunto il giro di pista e altre che cominciano ad andare su distanza impegnative e fanno davvero bruciare le gambe. Ma se si vuole correre più veloce bisogna fare sia 10 ripetute alla massima velocità sui 400 metri che 4 chilometri a ritmo medio.</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/corsa-e-nuoto-si-possono-praticare-assieme/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Corsa e nuoto si possono praticare assieme?</a></strong></p>
<h3>5. Correre in salita e in discesa</h3>
<p>Le <strong>variazioni di dislivello</strong> aumentano la forza e la velocità è anche espressione delle capacità di forza. Quindi sì, per riuscire a correre più velocemente bisogna anche andare ad affrontare di corsa salite e discese.<br />
<strong>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/running/come-correre-in-discesa/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Come correre in discesa</a></strong></p>
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<h3>
6. Fare esercizi di forza per le gambe</h3>
<p>È finita l&#8217;epoca in cui per correre bastava correre. Oggi tutti sanno che <strong>lavorare sulla forza, anche in palestra, è importante tanto quanto correre</strong>. No, non si tratta di fare pesi o bodybuilding, questo è escluso, e non si tratta di ingrossare i muscoli. Si tratta di aumentare la loro capacità di esprimere forza da trasformare poi in velocità: anche i runner incrementano la forza e anche i runner fanno i circuit training, a corpo libero e/o con qualche sovraccarico.</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/running/running-i-migliori-esercizi-di-forza-per-addominali-e-gambe/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Running: i migliori esercizi di forza per addominali e gambe</a></strong></p>
<h3>7. Imparare a respirare mentre si corre</h3>
<p>Ok, la respirazione è qualcosa di involontario e automatico, ma siccome quando si corre si consuma ossigeno per permettere di bruciare energia, è importantissimo <strong>imparare la tecnica corretta di respirazione</strong> per non finire con il fiatone. Prima di tutto non bisogna forzare la respirazione, che avrebbe solo il risultato di far venire il <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/running/come-non-avere-il-mal-di-milza-durante-la-corsa/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">mal di milza</a>; poi è importante <strong>respirare sia con il naso che con la bocca</strong>, perché la respirazione solo nasale è insufficiente per il bisogno d&#8217;ossigeno di un&#8217;attività aerobica come la corsa; infine è fondamentale riuscire a <strong>sincronizzare le fasi di inspirazione ed espirazione con il ritmo dei passi</strong>. Idealmente lo schema iniziale potrebbe essere 3 passi per inspirare e altrettanti per espirare per poi scendere a 2-2 o anche 2-1 quando si aumenta la velocità (per esempio durante le ripetute).<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/06/ADRENALINE-GTS-21-13.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-147401" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/06/ADRENALINE-GTS-21-13.jpg" alt="rimettersi in forma con la corsa" width="1500" height="979" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/06/ADRENALINE-GTS-21-13.jpg 1500w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/06/ADRENALINE-GTS-21-13-300x196.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/06/ADRENALINE-GTS-21-13-1024x668.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/06/ADRENALINE-GTS-21-13-768x501.jpg 768w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<p><strong>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/running/il-modo-giusto-di-respirare-durante-la-cosa/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Il modo giusto di respirare durante la corsa</a></strong></p>
<h3>8. Fartlek, Interval Training, Cross Training</h3>
<p>Poi non è che ci si può allenare come i professionisti, ci sono anche i giorni in cui la voglia non è al massimo, la pista non è disponibile, c&#8217;è la neve in strada, l&#8217;invasione delle cavallette e mille altre questioni. E allora sì, cambiare un po&#8217; allenamento, <strong>dedicandosi al Fartlek o all&#8217;HIIT che lavorano sui diversi sistemi energetici aerobici e anaerobici</strong>, o anche fare qualche altro sport come nuotare o andare in bici può essere un buon modo per non saltare un allenamento, o farlo male e controvoglia, e in fondo fare la cosa più importante, cioè divertirsi.<br />
<em>Credits photo: albert2.com</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4></h4>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Claudio Gervasoni' src='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/claudio-gervasoni/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Claudio Gervasoni</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Giornalista, autore, consulente nel digital marketing e sportivo praticante, scrive di outdoor, fitness, sport e tecnologia per importanti testate internazionali come Men’s Health, GQ, Wired e Starbene. Quando non scrive ama correre, fare escursioni in montagna a piedi o con la sua bici gravel, e camminare a piedi nudi.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="http://claudiogervasoni.wordpress.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">claudiogervasoni.wordpress.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Tra Imola e Faenza ci sono alcuni bellissimi itinerari in bicicletta perfetti per l&#8217;autunno</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cicloturismo/8-percorsi-in-bicicletta-tra-imola-e-faenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Gervasoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Oct 2025 07:18:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cicloturismo]]></category>
		<category><![CDATA[bicicletta]]></category>
		<category><![CDATA[emilia romagna]]></category>
		<category><![CDATA[escursioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Tra Imola e Faenza, al confine tra Emilia e Romagna, ci sono tanti percorsi in[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="2000" height="1403" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/04/percorsi-in-bicicletta-tra-Imola-e-Faenza.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="percorsi in bicicletta tra Imola e Faenza" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/04/percorsi-in-bicicletta-tra-Imola-e-Faenza.jpg 2000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/04/percorsi-in-bicicletta-tra-Imola-e-Faenza-670x470.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/04/percorsi-in-bicicletta-tra-Imola-e-Faenza-331x232.jpg 331w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/04/percorsi-in-bicicletta-tra-Imola-e-Faenza-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 2000px) 100vw, 2000px" /><br><br><p><strong>Tra Imola e Faenza, </strong>al confine tra Emilia e Romagna, ci sono<strong> tanti percorsi in bicicletta</strong> per chiunque voglia scoprire questo territorio. Alcuni percorsi sono di pura pianura, facili, pianeggianti e adatti davvero a tutti, altri più collinari richiedono buona gamba oppure una e-bike Ma che sia pianura o collina, strada o sterrato, in questo territorio in equilibrio tra mondi diversi, quello del mare e quello della montagna, quello emiliano e quello romagnolo, ci sono ancora tante cose da scoprire. La natura, ovviamente, non appena si lasciano i centri cittadini lungo la via Emilia, ma anche l&#8217;arte e la storia, e soprattutto la gastronomia. In sella a una bici, a ritmo lento oppure con più brio per chi ama la competizione, vediamo allora questi 8 percorsi in bicicletta tra Imola e Faenza.</p>
<h3>1. Imola da scoprire</h3>
<p>Lo storico Autodromo Enzo e Dino Ferrari, con la scultura in memoria del pilota Ayrton Senna. Il parco ottocentesco delle Acque Minerali realizzato all’interno del circuito dopo la scoperta di sorgenti di acque sulfuree è oggi luogo per relax e sport. Al suo interno anche un sito preistorico, il Monte Castellaccio. Nel centro storico di Imola: la Cattedrale di San Cassiano e l’imponete Rocca Sforzesca, splendido esempio di architettura fortificata tra Medioevo e Rinascimento. Il Canale dei Molini, opera idraulica di 42 km che risale probabilmente all’età romana, serviva al funzionamento dei mulini e per l’irrigazione. Lunghezza: 14 km. Dislivello: 80 m. Tempo: circa 1,30 ore.</p>
<h3>2. Imola-Dozza, percorso tra le dolci colline</h3>
<p>Partendo da Imola (vedere itinerario precedente), si arriva successivamente al borgo medievale di Dozza, una galleria d’arte all’aperto con le sue opere sui muri esterni delle case lasciati delle varie edizioni della Biennale del Muro Dipinto. La medievale Rocca Sforzesca, trasformata da Caterina Sforza in castello fortificato e adibito in seguito a residenza nobiliare, ospita nelle cantine l’Enoteca Regionale Emilia Romagna, vetrina dei vini regionali (circa un migliaio in esposizione) e dei prodotti tipici in vendita e degustazione. Lunghezza: 19,8 km. Dislivello: 220 m. Tempo: circa 2,30.</p>
<h3>3. Di valle in valle: Dozza città d’arte e Castel San Pietro Terme città slow</h3>
<p>Percorso collinare molto panoramico con tappa a Dozza, per poi proseguire verso Castel San Pietro Terme, lungo la valle del fiume Sillaro. Castel San Pietro, nota località termale, ha una vocazione per le attività all’aria aperta come golf ed escursioni a piedi e in bicicletta. Nel centro storico, il Cassero segna la nascita della città, nel 1199. Modificato più volte nei secoli, ospita oggi il Teatro Comunale. Lunghezza: 16,3 km. Dislivello: 400 m. Tempo: circa 3 ore.</p>
<h3>4. Borgo Tossignano, lungo la Vallata del Santerno</h3>
<p>Alla scoperta della vallata del Santerno tra i calanchi ed il fiume, tra gli alberi da frutto e gli ulivi, un percorso nell’area del Parco della Vena del Gesso Romagnola. Dal centro del paese di Borgo Tossignano, lungo il percorso che segue il fiume, scoprendo la storia del borgo per poi salire a Tossignano ad ammirare la Riva di San Biagio, visibile da Tossignano, è uno degli scorci più caratteristici della Vena del Gesso Romagnola. Lunghezza: 15,7 km. Dislivello: 290 m. Tempo: circa 2 ore.</p>
<h3>5. Faenza e le sue colline</h3>
<p>Un’escursione che unisce le suggestioni dell&#8217;arte e della storia e il paesaggio collinare decorato da vigneti e frutteti. Da vedere lungo il percorso: la Torre di Oriolo in splendida posizione panoramica, ha una singolare pianta pentagonale. A Faenza, il Museo Internazionale delle Ceramiche presenta la storia della ceramica dall&#8217;Età Precolombiana ai giorni nostri e conserva pezzi, tra gli altri, di Fontana, Picasso, Chagall. Nel centro di Faenza: l&#8217;elegante piazza del Popolo, il Museo dell&#8217;Età Neoclassica in Romagna Palazzo Milzetti, le botteghe degli artigiani ceramisti. Lunghezza: 34 km. Dislivello: 400 m. Tempo: circa 3,30 ore. Da qui, e per ricongiungersi all&#8217;itinerario successivo, c&#8217;è anche questo bel <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cicloturismo/in-bici-sullappennino-romagnolo-due-itinerari-meravigliosi-da-scoprire/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">giro sull&#8217;Appennino Romagnolo fatto dalla nostra Caterina Zanirato</a>.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-655512" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/09/paolo-bendandi-C1E5YVELNM0-unsplash.jpg" alt="" width="1920" height="1280" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/09/paolo-bendandi-C1E5YVELNM0-unsplash.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/09/paolo-bendandi-C1E5YVELNM0-unsplash-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/09/paolo-bendandi-C1E5YVELNM0-unsplash-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/09/paolo-bendandi-C1E5YVELNM0-unsplash-768x512.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/09/paolo-bendandi-C1E5YVELNM0-unsplash-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<h3>6. Il borgo medievale di Brisighella</h3>
<p>Fra gessi e calanchi. Brisighella, uno dei “Borghi più belli d’Italia” e famosa per il suo pregevole olio extravergine DOP, ha un centro medievale caratteristico e ricco di sorprese. Si toccano i monumenti più interessanti prima di uscire sulle colline che sovrastano la zona termale, per godersi la vista del borgo e dei suoi tre colli. Lunghezza 19 km. Dislivello: 260 m. Tempo: circa 2,30 ore.</p>
<h3>7. Riolo Terme e la Valle del Senio</h3>
<p>La Rocca di Riolo Terme, appartenuta a Caterina Sforza, con il Museo del Paesaggio dell’Appennino Faentino. La mura a sbalzo con la suggestiva veduta sulla valle del Senio. Lo Stabilimento Termale, del 1870, con eleganti padiglioni in stile Liberty immersi in un parco secolare dispone anche di una moderna Spa. Lunghezza: 25 km. Dislivello: 430 m. Tempo: circa 3 ore.</p>
<h3>8. Casola Valsenio, storie di bici</h3>
<p>La Casa Museo Il Cardello, dove ha vissuto gran parte della sua vita lo scrittore faentino Alfredo Oriani, è un raro e splendido esempio di casa signorile romagnola dell’Otto/Novecento, perfettamente conservata e immersa in un bel parco. Alfredo Oriani è considerato il padre del cicloturismo: nel 1897 affrontò da solo un viaggio di un mese tra Romagna e Toscana, al termine del quale scrisse uno dei suoi libri più amati, “La bicicletta”. Nel Museo è conservata la sua inseparabile bicicletta. Il Giardino delle Erbe “Augusto Rinaldi Ceroni” è un orto botanico specializzato in piante officinali, dove ne vengono coltivate quasi 500 varietà. Qui è possibile effettuare visite guidate alla scoperta dei segreti delle piante e laboratori sulla distillazione e la preparazione delle tisane. Da provare, nei ristoranti di Casola Valsenio, gli originali menù alle erbe aromatiche, ai fiori e ai frutti dimenticati dell’autunno. Lunghezza: 12,5 km. Dislivello: 450 m. tempo: circa 2.30 ore.</p>
<p><strong>LEGGI ANCHE</strong></p>
<p><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cammini/via-dei-gessi-e-dei-calanchi-a-piedi-sul-cammino-da-bologna-a-faenza/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">La Via dei Gessi, in cammino da Bologna a Brisighella e Faenza</a></strong></p>
<p><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cicloturismo/ciclovie-dellemilia-romagna-le-piu-belle-da-scoprire/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">Le più belle ciclovie dell&#8217;Emilia Romagna da scoprire</a></strong></p>
<p>Per saperne di più <a href="http://www.imolafaenza.it/experience" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://www.imolafaenza.it/experience&amp;source=gmail&amp;ust=1618053187691000&amp;usg=AFQjCNHtSolnaENfbgMLvE50vxq3lzHBQw" data-wpel-link="external">www.imolafaenza.it/experience</a></p>
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		<title>Fitness casalingo: come costruire la tua palestra in casa con 9 oggetti comuni</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/sport/fitness/attrezzi-da-palestra-fai-da-te-per-fare-allenamento-in-casa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Gervasoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Oct 2025 07:06:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fitness]]></category>
		<category><![CDATA[allenamento]]></category>
		<category><![CDATA[home fitness]]></category>
		<category><![CDATA[palestra]]></category>
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					<description><![CDATA[Fare allenamento in casa con degli attrezzi da palestra fai da te si può. Ovvio[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/04/Attrezzi-fai-da-te-per-fare-palestra-in-casa.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Attrezzi fai da te per fare palestra in casa" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/04/Attrezzi-fai-da-te-per-fare-palestra-in-casa.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/04/Attrezzi-fai-da-te-per-fare-palestra-in-casa-331x232.jpg 331w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/04/Attrezzi-fai-da-te-per-fare-palestra-in-casa-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Fare <strong>allenamento in casa con degli attrezzi da palestra</strong> fai da te si può. Ovvio ci vuole un po&#8217; di fantasia e spirito di adattamento, ovvio gli spazi saranno ristretti rispetto a quelli di un centro fitness, ovvio anche gli effetti non saranno esattamente gli stessi di quelli di un vero allenamento fatto bene. <a href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/i-20-suggerimenti-delle-guida-antistress-dallordine-degli-psicologi/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Serve per l&#8217;umore</a>, serve per mantenere un po&#8217; di regolarità, serve per <a href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/rinforzare-il-sistema-immunitario-i-migliori-rimedi-naturali/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">mantenere in forma il sistema immunitario</a>.</p>
<h2>Come allenarsi in casa con attrezzi da palestra fai da te: 9 idee semplici</h2>
<p>Il modo più semplice per <strong>allenarsi in casa senza attrezzi</strong> è dedicarsi ovviamente alle attività a corpo libero: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/fitness/allenamento-cardio-a-casa-esercizi-e-programma/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">un bel circuito cardio si può comunque fare</a>, pilates e yoga sono più allenanti di quanto possa immaginare chi non le ha mai provate (e <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/fitness/6-app-per-fare-yoga-a-casa/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">un buon modo per iniziare sono le App</a>) e se si ha a disposizione una rampa di scale si può fare anche un bel lavoro cardio, di resistenza e forza (<a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/fitness/i-5-motivi-per-cui-conviene-allenarsi-di-corsa-sulle-scale/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">qui perché fa bene allenarsi sulle scale</a>). Altrimenti <strong>si possono costruire degli attrezzi da palestra fai da te</strong> con semplici oggetti di uso comune e quotidiano che tutti abbiamo in casa.</p>
<h3>Una sedia come macchina multifunzione</h3>
<p>È incredibile come <strong>una sedia possa diventare una vera macchina multifunzione</strong> e permettere di fare un sacco di esercizi a corpo libero, funzionali, anche organizzati in un bel circuito cardio brucia calorie e accendi metabolismo: noi lo abbiamo scoperto grazie a GetFIT e qui puoi trovare <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/fitness/10-esercizi-di-ginnastica-da-fare-con-la-sedia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">10 esercizi di ginnastica da fare con la sedia</a>.</p>
<h3>Bottiglie d&#8217;acqua al posto dei manubri</h3>
<p>Soluzione un po&#8217; <em>old school</em> ma tutto sommato funzionale: <strong>se non si hanno dei manubri a disposizione</strong> e si vuole fare un po&#8217; di tonificazione degli arti superiori possono andare bene anche delle semplici bottiglie d&#8217;acqua. Meglio che siano di plastica, nel caso cadessero, meglio che siano di quelle che si riescono a impugnare al centro, e con quelle da 2 litri (1 per mano) si possono fare un <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/fitness/gli-esercizi-che-tonificano-le-braccia-con-i-manubri/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">sacco di esercizi come questi</a> oppure come <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/fitness/esercizi-con-le-bottiglie-al-posto-dei-pesi-per-fare-ginnastica-i-migliori-da-fare-a-casa/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">questo vero e proprio allenamento con le bottiglie</a>.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/03/Esercizi-con-le-bottiglie-al-posto-dei-pesi-per-fare-ginnastica-i-migliori-da-fare-a-casa.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="size-full wp-image-56640 aligncenter" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/03/Esercizi-con-le-bottiglie-al-posto-dei-pesi-per-fare-ginnastica-i-migliori-da-fare-a-casa.jpg" alt="Esercizi con le bottiglie al posto dei pesi per fare ginnastica: i migliori da fare a casa" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/03/Esercizi-con-le-bottiglie-al-posto-dei-pesi-per-fare-ginnastica-i-migliori-da-fare-a-casa.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/03/Esercizi-con-le-bottiglie-al-posto-dei-pesi-per-fare-ginnastica-i-migliori-da-fare-a-casa-331x232.jpg 331w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/03/Esercizi-con-le-bottiglie-al-posto-dei-pesi-per-fare-ginnastica-i-migliori-da-fare-a-casa-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Il salto della corda (ma senza corda)</h3>
<p>Ok, non è esattamente la stessa cosa, ma spesso <strong>in casa non c&#8217;è né lo spazio né l&#8217;altezza per usare la corda</strong>. Corda che, è bene dirlo, <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/fitness/dimagrire-saltando-la-corda-come-perdere-peso-con-gli-esercizi-giusti/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">è un ottimo attrezzo per l&#8217;allenamento cardio e per dimagrire</a>. E allora non bisogna perdersi d&#8217;animo e si può fare anche il salto della corda senza corda, simulando ritmi e passi diversi. È un ottimo modo per scaldarsi un po&#8217; prima di un vero e proprio circuito di allenamento.</p>
<p>&nbsp;</p>
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<h3></h3>
<h3>Uno zaino al posto del bilanciere</h3>
<p>Dipende da quanto si è abituati ad alzare con il bilanciere, ma insomma se si vogliono mettere un po&#8217; di chili in più per fare un po&#8217; di lavoro di gambe fatto bene, <strong>squat, affondi e tutto il resto si possono fare anche solo riempiendo uno zaino di libri</strong>. Del resto se lo zaino di uno studente delle scuole medie può pesare tranquillamente 12 kg, con una bella enciclopedia è un attimo arrivare almeno a 20 kg (o con uno zaino serio da montagna anche oltre). Ma attenzione: uno zaino distribuisce il carico in modo diverso da un bilanciere, quindi prima è importante assicurarsi di mantenere la schiena ben eretta, poi si può aumentare i kg. Nel dubbio: qui gli <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/fitness/4-errori-da-non-commettere-quando-si-fa-lo-squat/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">errori più comuni nello squat</a>, e qui <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/fitness/affondi-avanti-e-affondi-indietro-differenze/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">come eseguire gli affondi</a>.</p>
<h3>Il letto come step</h3>
<p>Per <strong>fare un po&#8217; di gambe, un po&#8217; di step-up, un po&#8217; di cardio</strong> e <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/fitness/esercizi-per-i-glutei-i-migliori-per-tonificare/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">tonificare gambe e glutei</a> si può usare una sponda del letto come step. Certo, avendoci una scala è tutto più semplice, ma a mali estremi, estremi rimedi: può andar bene anche il coperchio del WC (purché non sia di plastica&#8230;), lo sgabello per spolverare sopra i mobili, la sponda del divano o una cassapanca.</p>
<h3>Il divano per i push-up</h3>
<p>Ci sono molti modi per fare i push-up (<a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/fitness/17-modi-diversi-di-fare-i-piegamenti-sulle-braccia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">e qui ne descriviamo almeno 17</a>) ma per <strong>massimizzare l&#8217;effetto dei piegamenti sulle braccia</strong> non c&#8217;è niente di meglio che mettere la leva dei piedi rialzata. E per fare questo basta e avanza il divano (ma anche una sedia va benissimo, per quanto forse un po&#8217; stretta). Peraltro con la sponda del divano vengono benissimo anche i reverse-push-up, ottimi per i tricipiti.</p>
<h3>Un borsone come sandbag</h3>
<p>La sandbag è un ottimo <strong>attrezzo di allenamento funzionale</strong>, per fare girate al petto, stacchi da terra, affondi, squat e molti altri esercizi per le braccia. Ma in fondo una sandbag non è altro che un borsone pieno di sabba, e anche senza avere la sabbia è facile avere un borsone in casa <a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/duffel-bag-10-motivi-per-comprarne-una/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">tipo duffel bag</a>, da riempire con con qualcosa di pesante: da un vecchio piumone a un paio di sacchi di patate o al sacco delle crocchette del cane. Se poi si ha a disposizione della sabbia, può bastare <strong>un vecchio copertone d&#8217;auto per costruirsi da soli una vera sandbag</strong> <em>old style</em>, di quelle che ancora si trovano in alcune palestre di provincia.</p>
<h3>Calzettoni da calcio come cavigliere</h3>
<p>Le cavigliere sono un po&#8217; <strong>roba da fitness anni Ottanta</strong>, ma in condizioni di emergenza possono sempre tornare utili. Per farsele in casa bastano un paio di calzettoni da calcio (o calze molto resistenti, come quelle da sci) e riempirle con qualcosa di pesante, dalle solite patate a dei sassi o delle biglie (se si hanno in casa figli che ancora le usano&#8230;)</p>
<h3>Sacco di patate come kettlebell</h3>
<p>La kettlebell offre <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/fitness/a-cosa-serve-kettlebell-esercizi-benefici/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">grandi benefici nell&#8217;allenamento</a>. Ma può andar bene anche un sacco di patate, almeno per fare stacco e slancio (per lo swing è un po&#8217; più complicato in effetti).<br />
<em>Photo by <a href="https://www.pexels.com/photo/woman-in-gray-leggings-and-purple-long-sleeves-doing-yoga-3756505/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Pexels</a></em></p>
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<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Claudio Gervasoni' src='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/claudio-gervasoni/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Claudio Gervasoni</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Giornalista, autore, consulente nel digital marketing e sportivo praticante, scrive di outdoor, fitness, sport e tecnologia per importanti testate internazionali come Men’s Health, GQ, Wired e Starbene. Quando non scrive ama correre, fare escursioni in montagna a piedi o con la sua bici gravel, e camminare a piedi nudi.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="http://claudiogervasoni.wordpress.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">claudiogervasoni.wordpress.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Foliage e natura in Toscana: perché il Mugello è la meta perfetta d’autunno</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/nel-mugello-in-autunno-8-cose-da-fare-in-un-weekend-nella-natura-dellappennino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Gervasoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Oct 2025 07:00:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[autunno]]></category>
		<category><![CDATA[mugello]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/10/Mugello-in-Autunno.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Mugello in autunno" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/10/Mugello-in-Autunno.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/10/Mugello-in-Autunno-331x232.jpg 331w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/10/Mugello-in-Autunno-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Il <strong>Mugello in autunno</strong> è il trionfo della natura dell&#8217;Appennino. Il foliage da ammirare, le castagne e i marroni da degustare, le faggete da attraversare a piedi per abbracciare gli alberi in una spontanea seduta di silvoterapia, i sapori da scoprire sono tutti buoni motivi per ritagliarsi un weekend tra ottobre e novembre in questo territorio a cavallo dell&#8217;Appennino.</p>
<h2>Nel Mugello in autunno: 8 cose da fare in un weekend nella natura dell&#8217;Appennino</h2>
<p>Sul versante fiorentino, ma anche su quello che guarda alla Romagna, ci sono tanti spunti per un fine settimana slow e rigenerante nel Mugello. A partire da queste 8 cose da fare.</p>
<p><strong>1. I Marroni</strong></p>
<p>Autunno nel Mugello fa rima inevitabilmente con marroni, <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/dove-andare-a-raccogliere-le-migliori-castagne-ditalia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">tra le castagne più buone d&#8217;Italia</a>. Si trovano un po&#8217; ovunque in questo territorio, ma la capitale è Marradi, patria del Maron Buono. Ci si può arrivare <a href="https://www.sportoutdoor24.it/news/marradi-sul-treno-a-vapore-verso-la-sagra-delle-castagne-piu-bella-ditalia-consigli-come-arrivare/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">anche con il treno storico che parte dalla Romagna</a>, e ogni weekend c&#8217;è la <strong>tradizionale sagra, con degustazioni e vendita diretta</strong>. Per la raccolta invece bisogna sapere che è vietata nei castagneti privati, ed è opportuno rivolgersi ai coltivatori per sapere quando e come è possibile farla.</p>
<p><strong>2. Le Foreste Casentinesi</strong></p>
<p>Una delle <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/into-the-wild-in-italia-viaggio-nelle-aree-piu-remote-e-selvagge/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">più belle aree wild in Italia</a>, una enorme distesa di faggi millenari che in autunno acquisiscono colori diversi e cangianti ricchi di fascino. Da dove cominciare la scoperta dei 2000 km di sentieri del territorio? Un buon punto di partenza è il <strong>Parco del Giogo &#8211; Casaglia</strong>, vicino all&#8217;omonimo passo che costituisce lo scollinamento tra i due versanti del Mugello: l&#8217;<strong>Anello dei Diacci</strong> è un bel percorso circolare da fare nel Mugello in autunno, su forestali e mulattiere facili, che passa dalla cascata dell&#8217;Abbraccio, calca tra querce, castagni e faggi alcuni dei passaggi dell&#8217;Ultra Trail del Mugello e arriva al rifugio ai Diacci dove mangiare piatti tipici ed eventualmente anche pernottare. In alternativa si può fare base nel piccolo e affascinante borgo di <strong>Castagno d&#8217;Andrea</strong>, paese natale del pittore rinascimentale Andrea del Castagno e punto di partenza privilegiato per scoprire le foreste.</p>
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<p><strong>3. Le Ville Medicee</strong></p>
<p>Sì, questo era Granducato di Toscana e qui i Medici vi costruirono molte ville di campagne, alcune delle quali ancora perfettamente integre e visitabili. Per un viaggio nel Rinascimento italiano si può cominciare da <strong>Villa del Trebbio</strong> a San Piero in Sieve, voluta da Cosimo de&#8217; Medici in uno dei punti più panoramici del Mugello (la villa è privata ma si può <a href="https://villegiardinimedicei.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">visitare su appuntamento</a>). Purtroppo <strong>Villa il Cafaggiolo</strong> a Barberino è ora in ristrutturazione ma in alternativa ci sono il <a href="https://www.prolocoscarperia.it/cosa-vedere/palazzo-dei-vicari/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Palazzo dei Vicari</a> a Scarperia, e la <a href="https://www.mugellotoscana.it/it/itinerari/i-luoghi-dei-medici/fortezza-di-s-martino.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Fortezza Medicea di San Martino</a> a San Piero a Sieve. Last but not least <strong>Villa Demidoff a Pratolino</strong>, frazione di Vaglia: è l&#8217;ex Villa Medicea del Pratolino, e passeggiare per il suo prato costellato di fontane e grotte artificiali è davvero suggestivo.</p>
<p><strong>4. I sapori del Mugello</strong></p>
<p>Ovviamente &#8220;LA&#8221; Fiorentina: per molti la migliore del mondo è quella dell&#8217;<strong>Osteria del Cavallino Bianco</strong> a Barberino, per altri è quella dell&#8217;<strong>Antica Osteria Nandone</strong> a Scarperia e San Piero. Gara a parte è davvero difficile non trovarla o trovarla non buona un po&#8217; ovunque in questo territorio. Crostini, zuppa di fagioli alla toscana, ribollita, pappa col pomodoro sono l&#8217;anima toscana in cucina di questo territorio, ma c&#8217;è anche l&#8217;influsso della Romagna con le paste fresche come i tortelli di patate al burro o al ragù di cacciagione: a Marradi si trovano splendidi al <strong>Casolare</strong> in località Figacciolo o all&#8217;<strong>Agriturismo Badia della Valle</strong>, nell&#8217;Acerreta.</p>
<p><strong>5. Sulle tracce di Dante</strong></p>
<p>Il Sommo Poeta passò anche da qui, nel suo esilio da Firenze verso Ravenna: oggi c&#8217;è un vero e proprio cammino di più giorni (<a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cammini/cammino-di-dante-trekking-tra-firenze-e-ravenna/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">ne abbiamo parlato qui</a>) che ovviamente non si concilia con i ritmi slow di un weekend. Però una <strong>passeggiata di un paio d&#8217;ore fino alla cascata dell&#8217;Acquacheta</strong>, citata nel XVI Canto dell’Inferno, è un buon modo per unire cultura e natura: si raggiunge facilmente dal centro di San Benedetto in Alpe, con una passeggiata in piano per la quale servono giusto un buon paio di scarponcini da cammino.</p>
<p><strong>6. Spa &amp; Wellness</strong></p>
<p>Se il weekend è slow, in un fine settimana nel Mugello in autunno non può mancare un momento di benessere. Spa, Resort e location wellness non mancano, e gli indirizzi migliori sono senza dubbio il <a href="https://www.booking.com/hotel/it/monsignore.en.html?aid=2048514&amp;no_rooms=1&amp;group_adults=2" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Monsignor della Casa Country Resort &amp; Spa</a> a Borgo San Lorenzo, Villa Le Maschere o <a href="https://www.booking.com/hotel/it/il-castelluccio-countryresort.en.html?aid=2048514&amp;no_rooms=1&amp;group_adults=2" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Il Castelluccio Country Resort</a> a Barberino, o Villa Campestri Olive Oil Resort a Campestri, non lontano da Borgo San Lorenzo.</p>
<p><strong>7. Un po&#8217; di sport</strong></p>
<p>Chi ama correre non potrà trattenersi da fare almeno qualche km sul percorso della <strong>100 km del Passatore</strong>, che parte da Firenze e arriva a Faenza seguendo la strada regionale 302 Brisighellese Ravennate, che molti chiamano Faentina e che sostanzialmente segna la Valle del Lamone. Chi preferisce i trail e lo sterrato ha a disposizione il circuito dell&#8217;<a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/running/ultra-trail-mugello-2020-il-2-maggio-nella-natura-selvaggia-nel-cuore-della-toscana/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Ultra Trail del Mugello</a>, chi ama la bici troverà in <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/bici/il-mugello-in-bicicletta-mugelloinbike/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Mugello in Bike</a> (sono i totem gialli che si trovano al colmo dei diversi passi) pane per i propri denti (e dislivelli per le proprie gambe).</p>
<p><strong>8. Shopping</strong></p>
<p>Immancabili le botteghe di prodotti eno-gastronomici, dall&#8217;olio locale ai prodotti a base di marroni, dal pecorino di grotta alla finocchiona e ai funghi. Ma se per shopping intendete il vero shopping, prima di tornare a casa può valer la pena fare un pit-stop al <strong>Barberino Designer Outlet Village</strong>, proprio all&#8217;uscita dell&#8217;autostrada.<br />
<em>Copyright: CC BY-NC-ND 2015 Saviotti Massimo</em></p>
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<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Claudio Gervasoni' src='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/claudio-gervasoni/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Claudio Gervasoni</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Giornalista, autore, consulente nel digital marketing e sportivo praticante, scrive di outdoor, fitness, sport e tecnologia per importanti testate internazionali come Men’s Health, GQ, Wired e Starbene. Quando non scrive ama correre, fare escursioni in montagna a piedi o con la sua bici gravel, e camminare a piedi nudi.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="http://claudiogervasoni.wordpress.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">claudiogervasoni.wordpress.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
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